Animali

  • La sterilizzazione e le nostre cure aiutano i gatti a vivere meglio

    Come abbiamo ricordato diverse volte, avere attenzione al benessere degli animali significa anche effettuare, quando occorre, la loro sterilizzazione. Specialmente quando si parla di gatti, dobbiamo ricordare che un gatto libero e non sterilizzato ha un’aspettativa di vita di circa 3-4 anni a causa di intemperie, incidenti, infezioni e avvelenamenti. Le femmine che potrebbero avere almeno due cucciolate all’anno si indeboliscono e i maschi, con i combattimenti per territorio e accoppiamento, si feriscono spesso in modo grave e, non essendo stati vaccinati, muoiono per le infezioni delle ferite. I gatti sono una specie molto prolifica e perciò se una femmina può andare in calore e avere cuccioli 2-3 volte all’anno con 4-6 cuccioli per ogni cucciolata e se i cuccioli a loro volta non sono sterilizzati e hanno altre cucciolate, è facile immaginare quanto sia esponenziale l’aumento di gatti randagi esposti a tutti i rischi di una vita senza un minimo di assistenza.

    La sterilizzazione del gatto maschio è anche importante perché una volta che ha raggiunto la maturità sessuale marchia il territorio con schizzi di urina dall’odore molto forte, abitudine che se prende non perde una volta sterilizzato. Perciò è importante che la sterilizzazione avvenga appena raggiunta la maturità sessuale, tra i 5 e i 7 mesi per i gatti europei. Avere in casa un maschio non sterilizzato porta anche al suo continuo tentativo di fuggire a cercare femmine, col rischio di perderlo definitivamente. Le femmine durante il calore si lamentano in modo molto forte e possono smettere di mangiare.

    Sterilizzare i nostri amici felini non comporta loro alcun problema ma semplicemente conserva la loro salute e li fa rimanere più legati al loro territorio e alla loro casa. Non è vero che il gatto sterilizzato sia destinato a divenire obeso, certo occorre che sia nutrito in modo corretto e che ci si ricordi che il gatto è un animale che deve potersi muovere e giocare, se il gatto mangia troppo è spesso per noia, perché vive troppo in solitudine, perché cerca di richiamare la nostra attenzione. I gatti sterilizzati e che vivono una vita sana rimangono giocherelloni anche in tarda età e possono arrivare a vivere anche per 20 anni. E’ importante ricordare che sono animali che devono sempre avere acqua pulita a disposizione e che essendo molto curiosi non devono avere accesso a fonti di calore pericolose (quali i fornelli). Quando i gatti diventano più adulti, controllare che non ingrassino troppo è importante anche per evitare che insorgano patologie renali o che diventino diabetici. Se notate che il vostro gatto beve in maniera eccessiva e troppo spesso è bene che facciate un esame dell’urina per controllare appunto che non stia per insorgere una forma diabetica. Tenere il vostro gatto con cura e provvedere in tempo utile a sterilizzarlo è l’unico modo per salvargli la vita e tenerlo con voi a lungo. Non va infatti dimenticato che i gatti randagi in Italia sono circa 2,5 milioni e che impedire che tale cifra aumenti è anche un modo per far sì che i gatti abbiano una vita migliore, considerando anche che i gatti liberi sono spesso anche vittime di violenze da parte di esseri umani disumani. Nel caso il gatto avesse il diabete, si può curare con iniezioni di insulina e si possono dare integratori per sostenere meglio la funzionalità delle zampe posteriori.

  • Restano ancora pochi giorni per il bando per la valutazione del rischio Focal Point EFSA

    EU-FORA è il programma europeo di borse di formazione in valutazione del rischio alimentare. Candidature entro il 31 gennaio 2019. L’EFSA invita potenziali borsisti ed enti ospitanti a candidarsi per il ciclo 2019-2020 del suo Programma europeo di borse di formazione in valutazione del rischio alimentare (EU-FORA), una “iniziativa cruciale per creare nell’UE competenze di valutazione scientifica del rischio e la relativa comunità del sapere”.
    Al Bando EU FORA – promosso dal Focal Point Nazionale di EFSA – possono partecipare medici veterinari, professionisti e scienziati a inizio e metà carriera, provenienti da Paesi dell’UE e dell’EFTA. Fulcro del programma di formazione è la valutazione del rischio chimico e microbiologico. I borsisti verranno inseriti in un organismo europeo situato al di fuori del proprio Paese di residenza, integrati completamente nei siti ospitanti, parteciperanno al lavoro dell’ente, acquisiranno esperienza di prima mano e accresceranno le proprie conoscenze su molti aspetti scientifici inerenti alla valutazione dei rischi per la sicurezza alimentare.
    Il Focal Point nazionale di EFSA è collocato presso la Direzione generale degli Organi Collegiali per la Tutela della Salute del Ministero della Salute. Il Focal Point è deputato alla collaborazione con l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) anche promuovendone le iniziative.

    Fonte: @nmvioggi.it

  • Troppi randagi lasciati soli a se stessi, mentre arriva la ‘canna’ anche per Fido

    Dopo la strage di randagi (oltre 50) uccisi col veleno a Sciacca, è stata istituita in Sicilia una commissione speciale con finalità di tutela dei diritti degli animali e della pubblica incolumità. La commissione ha il compito di studiare il fenomeno del randagismo in Sicilia per proporre interventi legislativi e iniziative idonee, anche perché dai primi studi effettuati risulterebbe che tre quarti del randagismo europeo siano proprio in Sicilia.

    Giovanni Giacobbe, consulente della presidenza, ha evidenziato come la proiezione dei cani randagi in Sicilia sia pari a 90mila esemplari, contro i 75mila del 2016. Il problema è aggravato dal fatto che in alcune aree, come la provincia di Messina (alla quale fanno riferimento 108 comuni), non esiste alcuna struttura pubblica per gestire il fenomeno del randagismo. Un altro problema è dovuto al fatto che molti proprietari di cani li lasciano liberi nonostante non siano sterilizzati e pertanto vi sono continue nuove cucciolate indesiderate e quindi abbandonate per strada.

    Due sono le iniziative a brevissimo termine da intraprendere e cioè un invito/controllo rivolto ai proprietari perché i loro animali non siano lasciati liberi o siano sterilizzati e la creazione di strutture idonee al ricovero dei randagi.

    In provincia di Agrigento una giovane donna, Chiara Calasanzio, di cui ha parlato a dicembre anche il Corriere della Sera, ospita dal 2011 molti cani abbandonati in un rifugio, l’Oasi, dove gli animali ritrovano la possibilità di vivere in modo dignitoso. Quello che ancora manca in Italia è proprio una legge quadro nazionale, applicata dalle diverse Regioni e dai vari Comuni, per contrastare il randagismo e insieme ad esso attività criminali che utilizzano gli animali per i combattimenti e le scommesse. In troppe occasioni mancano strutture pubbliche, manca il controllo sui chip che i proprietari devono mettere al loro animale registrandolo alla Asl, manca un’educazione al rispetto degli animali e in altri casi vi sono ancora rifugi aperti non per il benessere animale ma per lucrare sulle loro sofferenze. Proprio per quanto riguarda il microchip, non è ancora in vigore l’anagrafe nazionale e perciò se per avventura un cane si perde in Emilia ma è registrato nel Lazio o in Lombardia si rischia di non trovare in tempo utile il proprietario. 

    Ma ci sono altri problemi ancora da affrontare e cioè la nuova moda asseverata, purtroppo, da alcuni veterinari di curare l’eccessiva esuberanza di cani e gatti con sostanze quali il Prozac o la depressione con la cannabis. Una start up italiana ha lanciato prodotti a base di olio di cannabis sativa, già usata negli Usa, e pensati per gli animali domestici. Questi oli, derivati dalla cannabis, sono prodotti in Svizzera, dove sono testati e analizzati, e avrebbero effetti biorilassanti senza che l’animale sia sedato. Poiché tutto questo avviene senza tenere conto della diversità di reazione e di percezione di questo tipo di sostanze che esiste tra gli uomini e gli animali, il pericolo è ancora una volta che anziché far seguire ai cani un corretto percorso educativo per farli vivere in armonia con se stessi, i loro simili e gli esseri umani si segua invece un percorso che li snatura.

  • Il Comune di Rivolta d’Adda si è dotato del regolamento che tutela gli animali

    Dopo la buona notizia della Banca di Piacenza che in primavera, prima al mondo, ha aperto un conto “amici miei” dedicato agli animali e ai loro umani arriva dal Comune di Rivolta d’Adda (Cremona), un’altra buona notizia. Il 20 dicembre è stato approvato, all’unanimità dal consiglio comunale, il regolamento che tutela gli animali. Il regolamento sarà fatto applicare da UDA, Ufficio dei diritti degli animali, che ha in convenzione oltre a Rivolta d’Adda anche i comuni di Pandino e Agnadello. Tra i 53 articoli alcuni di particolare importanza: gli animali hanno diritto a fare un adeguato esercizio fisici ma è assolutamente vietato andare in bicicletta o in motorino tenendo il cane al guinzaglio, è vietato l’uso di repellenti per allontanare i gatti e per vietare l’ingresso di un cane bisogna ottenere il benestare del sindaco. Gli animali non possono essere lasciarti per più di due ore al giorno sul balcone, le colonie feline sono tutelate e i pesci devono stare in acquari di almeno 30 litri. Se si posseggono più di dieci animali è obbligatorio comunicarlo al sindaco. Le sedici regole più importanti da osservare sono elencate su un volantino postato sul sito del Comune. Il benessere degli animali comincia a diventare un impegno anche per  le amministrazioni. L’UDA farà rispettare il regolamento che verrà approvato anche dai consigli comunali partner del comune di Rivolta d’Adda. Nel regolamento c’è scritto “il Comune tutela le specie animali in conformità ai principi etici e morali, riconosce agli stessi il diritto ad una esistenza compatibile con la loro natura e si impegna ad operare affinché sia promosso, nel sistema educativo rivolto all’intera popolazione e soprattutto all’infanzia, il rispetto degli animali e il principio della corretta convivenza con gli stessi. Al sindaco Fabio Calvi e a tutto il consiglio comunale i nostri complimenti nella speranza che tanti comuni d’Italia seguano il loro esempio.

  • Imparare a rapportarsi con la vita in compagnia degli animali

    Di nuovo un importante allarme dal presidente dell’Associazione nazionale veterinari  per i troppi cani randagi nel sud Italia e la mancanza di adeguati fondi nazionali e regionali. Le associazioni animaliste suffragate dalle denunce di privati cittadini testimoniano come in troppi canili vi siano condizioni lager e rimane incontrastata la triste realtà del traffico illegale di cani sia per i combattimenti che per la vivisezione. I microchip sono troppo pochi e le sterilizzazioni insufficienti, specie al sud dove anche gli animali di proprietà sono lasciati liberi con le conseguenti conseguenze di parti indesiderati e l’abbandono dei cuccioli per strada. Sia la Lav che l’Empa concordano sulla presenza di interessi e collusioni dietro la gestione di molti canili nei quali si impedisce anche la collaborazione dei volontari e la visita di aspiranti adottanti proprio perché non si vedano le conduzioni infernali nelle quali sono tenuti gli animali nonostante i contributi dei Comuni. Le Asl non effettuano i controlli altrimenti non si capisce perché a fronte di canili funzionanti al nord ve ne siano così tanti spaventosi al sud e dietro l’illegalità è spesso la malavita locale a guadagnarci. Tra le iniziative che il governo dovrebbe promuovere vi è proprio quella della sterilizzazione, del controllo a tappeto, dell’educazione delle persone che troppo spesso dopo aver acquistato un animale se ne stancano e lo abbandonano. Si dovrebbe promuovere l’adozione anche proponendo aiuti per il cibo ed il veterinario per le famiglie meno abbienti e sopratutto per coloro che adottano un animale anziano. Oggi sappiamo con certezza come la presenza di un animale contribuisca a combattere sia la solitudine come alcune patologie, aiutare le famiglie ad adottare sarebbe certamente un risparmio anche di denaro pubblico. Sarebbe educativo fin dalle scuole elementari  aiutare i bambini a comprendere che occuparsi di un altro essere più debole aiuta a rapportarsi con la vita ed i compiti che la vita imporrà da adulti. In una società ormai pericolosamente priva di empatia la presenza di un animale può tornare a farci capire meglio i nostri simili.

  • Sterilizzazione dei cinghiali per salvaguardare i contadini

    Da molto tempo si lamenta da parte degli agricoltori e delle loro associazioni l’aumento esponenziale del numero di ungulati e particolarmente di cinghiali che danneggiano le coltivazioni. Anche il sistema delle battute di caccia specifiche, la cosiddetta braccata, non ha risolto il problema, anzi addirittura durante le battute sono morte alcune persone. I cinghiali si spingono sempre più fuori dai boschi e arrivano anche in città, il sindaco di un paese vicino a Rimini ha dovuto addirittura chiudere scuole materne, elementari e medie per permettere cattura e abbattimento di cinghiali selvatici. Si sono sacrificati anche interi campi, in Lazio e Abruzzo, così da lasciarli ai cinghiali e salvaguardare altre colture mentre il progetto Lifestrade, finanziato dall’Ue, ha dotato Umbria e Toscana di strumenti tecnologici per dissuadere i cinghiali dall’avvicinarsi ai centri abitati e alle strade di maggior percorrenza. Per legge la caccia al cinghiale è aperta tutto l’anno dal 2005 ma sono poi le Regioni a fissare in autonomia i loro calendari. I lupi, che sono un forte deterrente per i cinghiali, non sono in numero così consistente da poter risolvere completamente il problema, considerando che i cinghiali si riproducono con grande velocità.

    La Lega Antivivisezione, attraverso le parole di Massimo Vitturi, responsabile dell’area animali selvatici, sostiene giustamente che le amministrazioni dovrebbero finanziare di più la ricerca di sistemi per la sterilizzazione temporanea, che potrebbe essere effettuata attraverso la somministrazione di cibo. Attualmente il farmaco Goan-Con per la sterilizzazione temporanea (dai 3 ai 5 anni) può essere somministrato solo tramite iniezione, ma in Inghilterra, dice Vitturi, si sta studiando il modo per somministrarlo attraverso le esche alimentari e anche in Maremma si è attivata questa ricerca. Questo farmaco, già testato su animali in cattività, non altera il comportamento sociale e non genera stress nell’animale. Tenuto conto che una femmina partorisce in media due volte l’anno si comprende bene come la sterilizzazione di una parte degli animali porterebbe a risolvere un problema che sta diventando ogni giorno più evidente. Lo stesso sistema potrebbe essere anche utilizzato nelle Regioni in cui l’eccessiva abbondanza di altri ungulati può diventare un problema per le colture. Certo è che per applicare questo sistema occorre una preparazione per coloro che dovessero occuparsene ed una certezza che non vi sia alcuna pericolosità per il consumo di carne qualora l’animale sterilizzato fosse abbattuto durante la caccia.

  • Il mondo animale secondo lo sguardo di Steve McCurry

    Il MUDEC di Milano si arricchisce di un nuovo spazio espositivo, MUDEC PHOTO, e lo inaugura mettendo in mostra gli scatti di uno dei fotografi più iconici del mondo, Steve McCurry, che presenterà al pubblico Animals, un progetto appositamente creato per il Museo delle Culture, a cura di Biba Giacchetti, che rimarrà aperto fino al 31 marzo 2019. MUDEC PHOTO coniuga la più alta ricerca e indagine artistica con la capacità di narrazione innata tipica della cosiddetta “ottava arte” e Animals, con le sue immagini vivide e forti non può che essere il miglior viatico per questa nuova idea. Sessanta scatti, famosi e meno noti, racconteranno il mondo animale come pochi sono riusciti e riescono a farlo. Animali protagonisti della vita quotidiana e dell’indissolubile rapporto con l’uomo, un affresco corale dell’interazione, della condivisione, che tocca i temi del lavoro e del sostentamento che l’animale fornisce all’uomo, delle conseguenze dell’agire dell’uomo sulla fauna locale e globale, dell’affetto che l’uomo riversa sul suo “pet”, qualunque esso sia.

    Il progetto Animals nasce nel 1992 quando McCurry si reca nel Golfo, durante la guerra, per documentare il disastroso impatto ambientale e faunistico nei luoghi del conflitto. Tornerà con alcune delle sue più celebri immagini “icone”, come i cammelli che attraversano i pozzi di petrolio in fiamme e gli uccelli migratori interamente cosparsi di petrolio. Con questo reportage vincerà nello stesso anno il prestigioso Word Press Photo. Il premio fu assegnato da una giuria molto speciale, la ChildrenJury, composta da bambini di tutte le nazioni. Da sempre l’arte di McCurry pone al suo centro le storie legate alle vite più fragili: bambini, civili nelle zone di guerra, etnie in via di estinzione, conseguenze dei disastri naturali. E dopo il reportage del 1992 McCurry ha aggiunto ai suoi ‘sguardi’ quello sugli animali con le loro storie di sopravvivenza, di sfruttamento, di compagnia per alleviare sofferenze e solitudine.

    Animals al MUDEC è un unico affresco sulle diverse condizioni degli animali che lascia allo spettatore la libertà di addentrarsi in un percorso in cui scoprire i contrasi del variegato modo animale, dalla durezza e miseria ad una grande leggerezza e positività. E così accanto a immagini forti, in cui la natura mostra tutto il suo volto più duro, capace di sconvolgere per sempre il territorio e la vita gli animali che si trovano a sopravvivere con gli uomini e la loro disperazione, si affiancano ritratti più dolci, leggeri e ironici come il cane tinto di rosa a Hollywood, il serpente a guisa di collana in un supermercato americano, una capra, una scimmia, un’iguana o due topolini bianchi scelti come “testimonial” di questa mostra. Steve McCurry offre così un viaggio nella contiguità del pianeta animale, parla di relazioni e di conseguenze; le sue immagini indelebili sono prive di tempo e, come accade a chi viaggia instancabilmente per raccontare storie, sembra mostrare nostalgia per un mondo in continua e pericolosa trasformazione che lui può solo documentare. Organizzata da Comune di Milano-Cultura, MUDEC e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, in collaborazione con SUDEST57, Animals sarà visitabile dal 16 dicembre 2018 al 31 marzo 2019.

  • Consigli di Natale per chi ama davvero gli animali

    Si avvicinano le feste e si ripresentano i noti problemi, dall’abbandono di cani e gatti per andare in vacanza, all’acquisto di animali per regalarli a chi magari non se li aspetta o a chi non è pronto ad assumersi una responsabilità importante: quella di un altro essere senziente da accudire e capire. Il Patto rivolge un appello ai suoi lettori perché a loro volta ricordino ai loro amici che l’abbandono di un animale da compagnia non soltanto è un reato ma anche un’azione spregevole e vigliacca e che acquistare o regalare un animale o salvarlo, abbandonandolo in un canile, debba essere un atto consapevole dell’impegno che ci si assume. Ma le giornate di festa portano anche la necessità di controllare che i nostri amici animali non abbiano spaventi eccessivi da situazioni di traffico congestionato, sia automobilistico che pedonale, e dallo scoppio dei botti, che ancora purtroppo sono in uso in molti paesi. Le feste significano anche per noi cene e cenoni e viene spontaneo pensare di far festeggiare i nostri amici pelosi con le stesse prelibatezze che amiamo. E, senza volerlo, potremmo procurare loro un grave danno e rischiare di finire di corsa dal veterinario. Molti sono gli alimenti che non fanno bene a cani e gatti ma alcuni sono particolarmente nocivi e pericolosi. Ne ricordiamo alcuni: le ossa e le lische di pesce cotte che si rompono facilmente e possono portare perforazioni intestinali, le più pericolose sono quelle di pollo e di coniglio e comunque è bene non dare mai ossa anche crude e grandi perchè una scheggia può essere fatale. Anche le ossa di pelle, che si vendono nei negozi per animali devono essere date solo sotto stretta sorveglianza e tolte appena diventano gommose. Cani e gatti non dovrebbero mangiare insaccati perchè troppo salati ed il sale procura danni renali, da evitare sempre la pelle dei salumi che spesso contiene plastica così come ovviamente è pericoloso il cordino che spesso lega i salami. Non solo non bisogna dare questi cibi ma bisogna controllare che i nostri animali non vadano a recuperarli tra gli scarti di cucina, perciò sigillate bene i sacchetti dell’immondizia ed attenzione anche al legno degli spiedini, appetitosi per il gusto di carne ma pericolosissimi per le perforazioni. Attenzione ai dolci, non solo ingrassano ma a lungo andare possono portare a malattie del fegato ed al diabete, ricordate che il diabete è in aumento tra i gatti ed i cani, sorvegliate sempre che non bevano più del solito e se ciò avviene chiedete al veterinario un immediato controllo dell’urina e del sangue. Patate, pomodori e melanzane sono pericolose se dati crudi perchè contengono solanina e perciò procurano tachicardie ed affanno, cotte invece, in piccola quantità, possono essere date con il resto del cibo. Pericolosissimi cipolla e aglio che non devono essere mai date:  procurano diarrea, vomito e possono anche portare all’anemia emolitica grave. Il cioccolato è un vero esproprio veleno per il cane e può portare anche alla morte. In sintesi festeggiamo insieme ai nostri amici animali tenendo presente sempre la loro salute e auguri di buone feste.

  • La Pet Therapy è un’opportunità e per questo serve una vera formazione professionale

    Il potere terapeutico degli animali è ormai dimostrato da anni ed anche in Italia, in molte regioni, si sono aperti gli ospedali sia agli animali dei pazienti, per brevi incontri, sia alla Pet Therapy. Quello che però manca ancora è una più corretta disciplina che regoli la formazione degli istruttori e dei conduttori degli animali adatti alla Pet Therapy, settore che è in gran parte ancora gestito dai privati e dal fai da te. Anche le linee guida nazionali, mancate per troppo tempo, di fatto non hanno ottenuto quel supporto di regole e di mezzi economici necessari a fare di questo settore una vera opportunità per i malati e per chi vi lavora, e a corsi tenuti da persone preparate si affiancano anche corsi improvvisati e costosi.

    Anche la scelta del cane è importante fin dall’inizio, non tutti sono adatti non solo per razza ma anche per indole e perciò anche in questo settore la presenza di un istruttore qualificato per aiutare il cane è basilare per evitare spiacevoli sorprese e così come non tutti i cani sono adatti non tutti gli essere umani sono in grado di diventare istruttori o collaboratori del cane o di qualunque altro animale dedicato a lavorare per Pet Therapy. La simbiosi tra uomo e animale deve poi coinvolgere non solo i pazienti ma anche il nucleo famigliare, i medici, gli infermieri, perciò oltre ad essere preparati bisogna avere un forte grado di empatia e capacità di sacrificio e spesso gli animali lo capiscono prima degli umani. La speranza è che la politica capisca presto la necessità di istruire dei veri corsi di formazione che diano garanzie sulla qualità professionale e giusto riconoscimento economico a chi svolge questa attività negli ospedali e nei centri pubblici di rieducazione.

  • Natale con i libri della scrittrice degli animali Amelia Impellizzeri

    A Natale regalatevi e regalate i libri di racconti e i romanzi  tratti da episodi avvincenti e veri, ma sempre a lieto fine, di una scrittrice (“la scrittrice degli animali”, come è ormai nota) che, per il suo stile emozionale, scorrevole e caratteristico, e le trame delicate che intrecciano le vicende di umani e animali, è entrata nel cuore del mondo animalista, delle categorie fragili e di tutte le persone sensibili. Il suo pregio è quello di coinvolgere profondamente i lettori di ogni categoria e fascia d’età, dai ragazzini agli anziani. E difatti tutti i suoi libri sono sempre ai vertici di ogni narrativa nelle classifiche dei  best  seller più venduti e famosi.

    Stiamo parlando di Amelia Impellizzeri, che in pochissimi anni si è affermata con riconoscimenti prestigiosi, di cui citiamo solo l’ultimo recentissimo al Festival Cinema e Libri di Cartoceto dove, il 7 ottobre 2018, nel Premio  “Paolo Villaggio – Booktrailer Premium Un libro per il cinema” ed. 2018 si è aggiudicata il secondo posto col booktrailer del suo romanzo già in seconda edizione 2018 “Il richiamo del vento”, Menzione Speciale nel medesimo Premio di Cinema e Libri anche per l’anno 2016.

    Per chi volesse fare ai propri figli, agli amici, ai parenti un regalo veramente natalizio, che trasmette amore, rispetto, sensibilità e generosità verso umani e animali, segnaliamo la pagina dell’autrice  su Amazon, dove tutti i suoi libri sono acquistabili sa in formato digitale che cartaceo. Un Natale diverso, con i cani di Green Hill liberati (libro che è ormai classificato al primo posto tra i grandi classici), il romanzo a lieto fine di un cavallo reduce da maltrattamenti e un bambino divenuto autistico, quello di straordinario successo di un bambino e un cane guida… https://www.amazon.it/Amelia-Impellizzeri/e/B072K4RLLN/ref=ntt_dp_epwbk_0

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