Animali

  • La Costituzione italiana riconosce gli animali come esseri senzienti

    Dal 21 gennaio del 2026 un nuovo decreto segna un decisivo passo avanti nella tutela del mondo animale, l’art. 9 della Costituzione italiana riconosce gli animali come esseri senzienti e la loro difesa diventa un dovere pubblico così il nuovo decreto stabilisce attività e regole per intervenire in caso di necessità.
    Da gennaio gli animali, che si trovino in situazioni rischiose e pericolose, anche per calamità naturali o di disastri di vario tipo e genere, devono essere soccorsi e salvati, siano animali da lavoro, da reddito, da compagnia o animali liberi e selvatici.

    Una delle prime attività da compiere è la mappatura del territorio per identificare le strutture che già ospitano animali, dai rifugi per cani e gatti agli allevamenti, per far sì che, in caso di pericolo, sia pronta l’organizzazione necessaria per andarli a recuperare, contestualmente si sta provvedendo all’organizzazione per il loro trasporto e ricovero, occorrono infatti aree adeguate ove portarli ed individuare i  veterinari necessari alla loro assistenza, inoltre bisogna provvedere alla redazione dei protocolli di attuazione tenuto conto delle risorse disponibili e reperibili.

    Un altro importante obiettivo da raggiungere è il monitoraggio e censimento delle molte associazioni di volontariato che lavorano in tutta Italia e che da anni intervengono efficacemente per mettere in sicurezza animali maltrattati o abbandonati, le associazioni spesso forniscono preziose informazioni a Carabinieri e Guardia di Finanza per identificare illeciti e reati commessi dalle zoomafie.

    Ad oggi le associazioni che si occupano volontariamente della tutela degli animali sono state spesso più o meno sole, sul territorio, con le nuove disposizioni vi sarà un censimento per identificare le realtà, in regola con i requisiti, che saranno coinvolte nelle attività di recupero e salvataggio.

  • Morta Galdikas, la maggior esperta mondiale di oranghi

    È morta a 79 anni Birutė Galdikas, antropologa, primatologa di origini lituane, tra le più importanti studiose degli oranghi.

    Per oltre quattro decenni aveva vissuto nel Borneo, osservando gli oranghi nel loro ambiente naturale e documentando comportamenti fino ad allora quasi sconosciuti. Il suo nome è legato al progetto avviato dal paleoantropologo Louis Leakey, che affidò a lei e altre due ricercatrici – le tre furono presto ribattezzate Trimates – lo studio dei grandi primati in natura: Jane Goodall per gli scimpanzé e Dian Fossey per i gorilla.

    Nel 1971 Galdikas raggiunse la riserva di Tanjung Puting, dove fondò il campo di ricerca noto come Camp Leakey. I suoi lavori permisero di documentare dieta, comportamento sociale, riproduzione e ritmi di crescita, aspetti fino ad allora poco conosciuti. Tra i contributi più importanti forniti dalla sue ricerche, pubblicate su National Geographic, ci sono la descrizione degli intervalli di nascita molto lunghi, uno degli elementi che rende la specie particolarmente vulnerabile, nonché dell’intelligenza, dell’indole solitaria e della complessa relazione tra gli oranghi e il loro habitat forestale.

    Galdikas avviò anche il primo programma di riabilitazione per oranghi orfani o provenienti dalla cattività. Molti animali erano stati sottratti illegalmente alla foresta o rimasti senza madre a causa della distruzione dell’habitat. Decise anche di crescere uno dei figli insieme alla piccola orfana di orango Princess, notando le somiglianze tra il cucciolo umano e il piccolo primate

    Nel 1986 fondò la Orangutan Foundation International, con l’obiettivo di proteggere gli oranghi e le foreste da cui dipendono. La scienziata denunciò per anni la deforestazione legata alle piantagioni di olio di palma, considerata una delle principali minacce per la sopravvivenza della specie. Il suo impegno ha ispirato nuove generazioni di scienziati e, in particolare, molte donne a intraprendere la carriera scientifica. Tra i suoi numerosi successi anche la promozione della designazione di Tanjung Puting come Parco Nazionale e la guida della prima Conferenza Mondiale sulle Grandi Scimmie nel 1991.

  • Gli scritti di Sempio sullo stupro e l’errore del Generale Garofano: gli animali non stuprano

    Cristiana Muscardini, per 25 anni vicepresidente dell’Intergruppo protezione degli animali del Parlamento europeo, interviene su quanto dichiarata dal Gen. Garofano nella trasmissione di Milo Infante.

    Ormai da più di un anno le trasmissioni televisive e la carta stampata riportano notizie, spesso contrastanti, sul tragico delitto di Garlasco, cittadina di provincia molti anni fa nota per le Rotonde, discoteca che attirava sia chi amava il ballo in sé sia chi inseguiva l’avventura di una notte.

    Chiara Poggi ogni giorno è ricordata per l’efferata uccisione che ha subito ma sembra che pochi abbiano, o almeno esternino, sentimenti di empatia, lei, essere umano, giovane donna con tutti i pregi ed i difetti, che tutti possiamo avere, è diventato un fatto di cronaca e troppo spesso, per cercare la verità ancora lontana, ci si dimentica del dolore che ha provato nei suoi ultimi momenti di vita e del dolore dei suoi genitori.

    Non vogliamo aggiungere anche noi altre parole inutili, o che possono essere fraintese, ma siamo consapevoli della necessità di accertare, speriamo in modo definitivo, chi sia stato ad ucciderla, perché non identificare, oltre ogni ragionevole dubbio, chi l’abbia barbaramente assassinata sarebbe un ulteriore vulnus sia a Chiara che alla verità ed alla giustizia.

    Riteniamo però necessario fare alcune precisazioni rispetto ad alcune dichiarazioni del Gen. Garofano.

    Il generale, sempre presente alle trasmissioni televisive, ha affermato da Milo Infante, commentando le esternazioni di Sempio sullo stupro e la violenza durante i rapporti sessuali, che in natura, tra gli animali, lo stupro è comune, il modo abituale di consumare un rapporto sessuale.

    Sommessamente ricordiamo al generale di limitarsi a parlare di quanto di sua competenza, infatti anche le persone meno informate sanno che un animale maschio, cane, gatto, leone, cavallo, solo per fare degli esempi, può accoppiarsi solo se la femmina è in estro, cioè in calore, se la femmina è in calore, ed è nel periodo fertile, accetta, anzi cerca il maschio, altrimenti rifiuta ogni rapporto ed il maschio desiste da ogni approccio se vuole salvarsi da morsi e graffi.

    Nel mondo animale c’è molto più rispetto tra i due sessi di quanto ci sia tra certi esseri umani, d’altra parte è noto che nel mondo animale non c’è la crudeltà fine a se stessa propria della nostra specie.

    Comprendendo il desiderio, la necessità, del generale di difendere e sostenere le sue tesi e la precedente indagine sull’uccisione di Chiara gli suggeriamo di non sostenere giustificazioni che cozzano contro la verità, lo stupro è sempre da condannare e, purtroppo, appartiene alla specie umana non al mondo animale, perciò cerchi altre motivazioni per giustificare gli scritti di Sempio.

  • L’Assemblea annuale dell’AAALI

    Domenica 26 aprile si è svolta a Rivergaro, nella Sala della Casa del popolo, l’assemblea annuale di AAALI, l’associazione nazionale, con sede nel piacentino, che riunisce gli allevatori e gli affidatari del cane lupo italiano, cane da lavoro ed utilità.

    La razza del cane lupo italiano, tutelato e controllato dal Ministero della Salute e delle politiche agricole, nacque nel 1966 dall’impegno e dalla passione di Mario Messi, nell’allevamento di Cumiana (TO).

    Messi riuscì ad incrociare una lupa degli Appennini con un pastore tedesco fissando, negli anni, le caratteristiche morfologiche che oggi danno vita ad esemplari di grande affidabilità, bellezza (hanno gli occhi intensi del lupo) e capacità di lavoro e relazione.

    Il cane lupo italiano non può essere venduto ma è dato in affido agli iscritti alla associazione la quale risponde ai ministeri attraverso la commissione centrale ed ogni nuovo cucciolo deve essere iscritto al Rau.

    Durante l’assemblea è stato presentato il nuovo progetto che sarà seguito dai genetisti veterinari dell’Università di Milano e che permetterà il massimo controllo sulla salute e le attitudini di questo meraviglioso cane che, negli anni, si è distinto per vari e difficili interventi di protezione civile e soccorso.

    Il cane lupo italiano è anche uno splendido compagno di vita, affettuoso con la sua famiglia umana, mai aggressivo con gli estranei ma attento custode ed incline al gioco.

    L’AAALI ha anche dato inizio, su richiesta del Ministero, a corsi di formazione per valutatori, i corsi si svolgono periodicamente nel centro di addestramento Casa Runa nel piacentino.

    Per ogni ulteriore informazione il direttivo di AAALI può essere contattato.

    Il presidente

    Dottoressa Anastasia Palli

  • Le nuove norme per gli animali da compagnia che viaggiano nell’UE

    L’Unione Europea, tra i tanti problemi che deve affrontare e risolvere, non ha dimenticato la necessità di tutelare al meglio il benessere e la salute degli animali, nello specifico, dopo essersi occupata del trasporto degli animali da reddito, ha capito la necessità di ampliare le norme che consentano, agli animali da compagnia, di viaggiare, con i loro umani, all’interno dell’Unione.

    Alle norme precedenti che, già da tempo, chiarivano come fosse necessario che cani, gatti e furetti, per entrare nel territorio dell’Unione da un Paese terzo o per viaggiare da uno Stato all’altro all’interno dell’Unione, fossero in possesso dell’avvenuta vaccinazione contro la rabbia e, per i Paesi terzi, anche dei risultati del test degli anticorpi.
    I pet che viaggiavano dovevano avere un loro passaporto europeo nel quale, firmate da un veterinario, comparivano tutte le vaccinazioni obbligatorie ed i richiami annuali.
    Con le nuove norme si sono rafforzati i metodi per l’identificazione del singolo animale e sono meglio specificati tutti i requisiti che devono comparire sul passaporto, o documento di identificazione, compreso il codice identificativo del Paese d’origine.
    Una novità è rappresentata dal divieto, per ogni veicolo in transito, di trasportare più di 5 animali da compagnia, ci si augura che anche questo miglioramento delle regole da seguire possa essere utile per sconfiggere il traffico clandestino ed illegale di animali da compagnia, gestito dalla criminalità organizzata e che, purtroppo, trova sponde compiacenti, o conniventi, anche  sulla Rete.

    Alcune modifiche sono già entrate in vigore, altre saranno applicate nei prossimi mesi mentre noi non ci stancheremo di ricordare che ogni rallentamento nell’identificazione degli animali è un aiuto alla criminalità, un danno economico ai cittadini truffati nelle vendite, ed un vero calvario per tanti animali, specie cuccioli, trasportati in condizioni orribili o utilizzati per scopi illegali.

  • Traffici e violenze su animali fonti di ricchezza per le zoomafie

    Il rapporto zoomafie 2025 ripropone ancora una volta una triste realtà: la criminalità organizzata continua i suoi loschi traffici, le sue violenze e gli animali, utilizzati, sfruttati, condannati ad atroci sofferenze, continuano ad essere, per i criminali, una fonte di ricchezza, di denaro sporco.

    Combattimenti tra animali, corse clandestine, sia di cavalli che di cani, allevamenti irregolari, gestione di canili ombra, traffico di cuccioli dall’estero, contrabbando di fauna selvatica, bracconaggio sia in terra che in cielo ed in mare, macellazione clandestina, sofisticazioni di alimenti di origine animale, utilizzo di prodotti alimentari per animali venduti come prodotti per umani, utilizzo di Internet per false vendite di animali, furti di animali e via discorrendo sono fonti di immensi guadagni per le varie mafie che operano non solo in Italia.

    Se un passo avanti è stato fatto per tutelare gli animali, con la nuova legge, è, purtroppo, ancora vero che non sempre la normativa viene applicata con la necessaria intransigenza e che molti reati sfuggono perché alcuni, sfiduciati od impauriti, non denunciano.

    Altro passo avanti, per certi reati connessi ai cani, sarebbe l’anagrafe canina nazionale che non è ancora in funzione.

    Una volta di più cerchiamo anche come singoli di vigilare e di denunciare quando valutiamo che ci siano comportamenti poco chiari.

  • Tanti i traguardi raggiunti dal CCF nel 2025 per la protezione dei ghepardi

    Nel 2025 il Cheetah Conservation Fund, creato dall’antropologa californiana Laurie Merker per la difesa e la conservazione dei ghepardi, ha raggiunto molti traguardi in Namibia e Somaliland.

    In Namibia il CCF ha adottato il Sistema di Allarme Precoce (Early Warning System) grazie al quale è possibile sfruttare i collari di tracciamento per raccogliere informazioni rilevanti sui ghepardi che vivono allo stato selvatico e per inviare agli allevatori alert in tempo reale ogni qualvolta un ghepardo si avvicina alle loro terre. Nel 2025 si è raggiunta la ragguardevole quota di ben 185 allevatori aderenti al Sistema.

    Il 2025 ha visto in Somaliland l’inaugurazione del Centro di Studi e Formazione grazie al sostegno della Royal Commission for Al-Ula (RCU) dell’Arabia Saudita. Parte integrante del CRCC (Cheetah Rescue and Conservation Centre), il centro d’eccellenza sarà un hub per la formazione e l’addestramento professionale nell’ambito della conservazione e offrirà programmi immersivi per i visitatori provenienti non solo dal Somaliland, ma da tutto il Corno d’Africa.

    Uno straordinario traguardo è stato raggiunto nel 2025 dal programma One Health del CCF in Namibia, dove oltre 10.000 cani e gatti, anche randagi, sono stati vaccinati contro la rabbia nelle aree di conservazione gestite dalle comunità locali nei dintorni del Great Waterberg Landscape.

    Da oltre trent’anni i cani pastore del CCF sono quotidianamente impiegati al fine di prevenire i conflitti tra uomo e ghepardo. A questi cani, infatti, è affidato il delicato compito di proteggere la principale fonte di sostentamento delle comunità locali, riducendo al minimo la perdita di bestiame. Sono oggi più di 180 i cani al lavoro sul territorio

    Rafforzate le attività legate alle uscite di ispezione sul territorio che hanno avuto inizio nel 2024 e per le quali, grazie al Somaliland Camera Trap Project, sono state posizionate svariate fototrappole adatte a raccogliere dati di riferimento fondamentali per studiare le popolazioni di ghepardi nella regione. Il tutto nella più ampia cornice che vede il CCF impegnato in prima linea nella protezione dei ghepardi selvatici del Corno d’Africa. Sono stati 31 i ghepardi salvati in Somaliland dal traffico illegale di animali selvatici. Grazie alla stretta collaborazione tra le forze dell’ordine e i governi della regione, il CCF ha contribuito al monitoraggio dei cuccioli vittime del commercio illegale.

  • In attesa dell’intelligenza artificiale arrivano gli aspirapolvere che rispettano cani e gatti di casa

    Nelle case degli italiani che vivono con animali domestici, la pulizia è sempre un momento delicato e in alcuni casi di stress per gli inquilini a quattro zampe. Lo sanno bene i loro proprietari che per il 79%, pari a 8 su 10, dichiarano che durante le faccende di casa il benessere dei pet rimane la priorità assoluta. Questa è una delle prime evidenze emerse dalla nuova indagine¹ promossa da Rowenta e condotta da Ipsos Doxa sul tema: “la vita dei pet in Italia: sfide e soluzioni pet-friendly”, uno studio che si concentra su cani e gatti e analizza il tema delle faccende domestiche, intercettando il rapporto degli animali domestici con gli strumenti di pulizia, le sfide e le situazioni più comuni.

    Per chi ha degli animali in casa, la sfida principale è mantenere l’igiene generale della casa (37%), seguita dalla gestione dei peli (26%). Una condizione, questa, che spinge i due terzi dei proprietari (66%) a passare l’aspirapolvere quasi ogni giorno (con specifica: 69% per chi ha solo cani contro il 55% per chi ha solo gatti).

    Le zone più difficili da pulire per via dei peli degli animali domestici sono divani e poltrone (33%), seguiti da angoli e spazi nascosti (32%), al terzo posto tappeti e moquette (28%). Inoltre, letti e coperte pesano per il 20%, con incidenza maggiore tra chi possiede solo gatti (28%), notoriamente maestri nel rivendicare come proprio il territorio più comodo della casa. Di fronte a queste difficoltà, emerge una forte richiesta di soluzioni dedicate: quasi 9 intervistati su 10 (89%) si dichiarano infatti favorevoli all’acquisto di accessori per l’aspirapolvere specificamente pensati per chi ha animali domestici, confermando un’esigenza chiara di strumenti più efficaci e, al tempo stesso, rispettosi del comfort dei propri pet.

    Quando si parla di faccende domestiche cani e gatti hanno un nemico comune: l’aspirapolvere. Alla sua accensione, il 36% degli animali corre in altre stanze, mentre il 27% cerca un nascondiglio. Questo timore è più accentuato nei gatti, tra i cui proprietari la percentuale di chi li vede nascondersi sale al 37%. Non tutti però scappano: un curioso 25% osserva attentamente, mentre il 15% resta indifferente (percentuale che sale al 24% per chi possiede solo cani). I rifugi preferiti durante la fuga sono la propria cuccia (30%, scelta che sale al 45% per i soli cani), lo spazio sotto il letto (29%) e una specifica stanza “sicura” della casa (25%).

    Terminato il trambusto, la priorità diventa il relax. Il luogo preferito per riposare è il divano (49%), una scelta quasi d’obbligo per i gatti, con una preferenza che balza al 61%. Anche la vicinanza all’umano è fondamentale, risultando un fattore chiave per il 44% degli animali.

    Ma cosa guida la scelta del loro “posto perfetto”? In cima alla lista ci sono la comodità e la morbidezza (52%), seguite dal bisogno di sicurezza (48%) e dalla vicinanza al proprietario (44%). Giocano un ruolo importante anche fattori come l’odore familiare (38%) e la ricerca di calore (34%).

    Dalla ricerca condotta da Rowenta con Ipsos Doxa è quindi emersa la necessità di conciliare benessere umano e dei pet. Per aiutare in questa esigenza, Rowenta ha messo a punto una gamma di soluzioni aspirazione specificamente pensate per chi vive con gli amici a quattro zampe

  • IL CCF ringrazia tutti gli amici dei ghepardi

    Cari Amici del CCF Italia,

    in prossimità delle festività natalizie, desideriamo esprimervi la nostra gratitudine: le vostre donazioni, l’appartenenza alla nostra associazione, l’acquisto dei calendari e dei nostri articoli nel Cheetah Shop ci hanno permesso, durante il 2025, di procurarci molti articoli necessari per il Somaliland, e anche per il Centro in Namibia, dando così un significativo contributo a tutto il CCF.

    Abbiamo acquistato tra l’altro:

    1. la tritacarne industriale per i pasti dei cuccioli durante lo svezzamento;
    2. 100 microchip per i 126 ghepardi che vivono nel Centro;
    3. Paté Hill’s HD per i cuccioli appena nati che sono fortemente malnutriti;
    4. attrezzi in acciaio per i lavori edili nel Centro;
    5. le crocchette per i cani che il CRCC ospita, e che sono introvabili in Somaliland;

    6.le bombolette di CO2 per le freccette per anestesia.

    E tanto tanto ancora.

    Parlando di cifre, quest’anno il CCF Italia ha contribuito per più di 23.000€ in totale, tra denaro e donazioni in natura. In particolare, una donazione di 3500€ è stata consegnata direttamente dal nostro Andrea Melandri, membro del Direttivo, che si è recentemente recato in Somaliland.

    Abbiamo organizzato la spedizione del mangime destinato da ALMO NATURE alla Namibia – attualmente in consegna! – provvedendo alla logistica, alle spese di spedizione e doganali, sempre in contatto con lo spedizioniere di fiducia e con la ditta Almo che ci ha destinato una fornitura triennale per i nostri cani, sia adulti che cuccioli.

    Siamo stati impegnati nel carico e nella spedizione verso il Somaliland delle merci e tutto è arrivato in condizioni perfette!

    Quattro dei nostri volontari, Andrea Melandri, Jessica Bevoni, Jessica Impastato ed Elisa Fimiani, hanno chiuso il cerchio andando in Somaliland nel mese di novembre. La loro presenza e la loro attività sono state fortemente apprezzate!

    I cuccioli stanno bene e crescono rapidamente: le cure che prestiamo sono quotidiane, e per 126 ghepardi solo l’alimentazione richiede molto tempo…

    Ma ciò che ci sta a cuore e ci preoccupa alquanto è la continua domanda di cuccioli proveniente dai Paesi Arabi: finché questa non calerà, ci sarà sempre qualcuno che per un guadagno anche minimo farà di tutto per stanare questi animali uccidendo le madri e rapendo i cuccioli.

    Per questo motivo, l’informazione e i contatti con questi Paesi sono cruciali perché si riesca a bloccare il traffico. Sono stati fatti importanti passi avanti, ma il percorso è ancora lungo.

    E per questo, abbiamo bisogno di educare e informare le persone.

    Il vostro contributo è importante!

    Le nostre azioni dipendono da voi!

    Grazie di cuore per tutto ciò che avete fatto e che farete, affinché i ghepardi non si estinguano e perché possano vivere liberi nella natura!

    Buone Feste,

    Il direttivo e i volontari del CCF Italia

  • Tatanka

    Dicono alcune ricerche scientifiche che quando un cane ti lecca la pelle non sta semplicemente dando un bacio.

    E non è un errore pensarlo così, perché in fondo un bacio lo è davvero.

    Ma è anche molto di più.

    Oggi Tatanka, grande, nera, bellissima, ha appoggiato su di me la sua lunga lingua come se stesse leggendo una storia scritta sulla mia pelle.

    Non mi stava salutando. Mi stava ascoltando.

    Con quel gesto lento e paziente stava raccogliendo informazioni invisibili: feromoni, tracce di vita, il sale delle lacrime non versate, e il dolore che ancora abitava il mio corpo dopo un piccolo incidente.

    Lei lo sentiva. Io no.

    I cani hanno sensori che arrivano dove le parole non sanno andare.

    Per loro leccare è amare, ma è anche curare.

    È un gesto antico, imparato dalla madre, che lo faceva per calmare, per rassicurare, per dire: “Non temere, sei al sicuro”.

    Tatanka stava facendo proprio questo con me.

    Non cercava gioco, non chiedeva attenzione.

    Stava cercando il mio dolore, anche quello che viveva nascosto nella mente, quello che nasce dallo stress, dalla tristezza, dai momenti fragili che non raccontiamo a nessuno.

    Lei li percepiva attraverso segnali chimici che io e gli altri non potranno mai sentire.

    E con la sua lingua cercava di portarli via, come se potesse pulire la mia tristezza, come se potesse alleggerirmi.

    Era il suo modo di dirmi: “Lascia che ti aiuti”.

    La sua mamma le aveva insegnato così.

    Una mamma che ora corre libera nel paradiso dei cani, ma che vive ancora in ogni gesto d’amore che Tatanka dona.

    Quello che ho ricevuto non è stata saliva sulla pelle.

    È stata medicina silenziosa. È stato affetto puro.

    Forse è lo stesso gesto che compiamo anche noi con i nostri cuccioli umani, quando li stringiamo senza parole.

    E se imparassimo ad ascoltare davvero questi momenti, capiremmo che loro, più di chiunque altro, sanno insegnarci cos’è l’amore.

     

    Quindi devo dirti grazie Tatanka per il tuo gesto.

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