Animali

  • I benefici dell’onoterapia

    Non sempre si parla del valore e utilità dell’onoterapia e cioè di quella pet therapy che utilizza gli asini per costruire un percorso che dà maggiore benessere psicofisico. A pazienti che hanno necessità di ritrovare un equilibrio fisico o psichico

    La grande utilità della pet terapia è normai dimostrata ed vi è una sempre maggior diffusione di questo approccio curativo e l’asino, animale dotato, dotato di un carattere calmo e docile, è utilissimo per stabilire contatti terapeutici sia con bambini che con adulti e per svariate patologie di persone che hanno problemi fisici, emotivi o cognitivi perché in poco tempo si instaura una empatia tra il paziente e l’animale, sotto il controllo di un terapeuta specializzato.

    L’onoterapia sfrutta la natura stessa dell’asino, animale paziente, che si muove senza scatti, che comunica tranquillamente con gli umani così da creare un clima di fiducia, gli asini sono animali molto sensibili e affettuosi oltre che intelligenti e in grado di percepire, comprendere gli stati emotivi delle persone con le quali lavorano.

    Per alcune persone, specie bambini, insicure o iperattive, la pacatezza dell’asino aiuta a controllare emozioni e a ritrovare la capacità di saper pazientare.

    Interagire con gli animali è molto utile per recuperare, per sapersi rilassare e avere stimoli sia per attività motorie che per migliorare le capacità cognitive.

    Con l’onoterapia si riducono ansia e stress, migliorano la motricità ed il coordinamento, si sviluppa l’empatia e perciò la capacità di relazionarci, e migliorano l’emotività e l’autostima.

    I bambini con disturbi autistici, persone che hanno difficoltà motorie o disturbi emotivi o comportamentali, anziani o comunque soggetti che abbiano malattie degenerative, trovano un grande vantaggio nella pratica dell’onoterapia.

    E se abbiamo un giardino, un pezzetto di terra in campagna, ricordiamo che l’asino è un grande amico, un animale che fa compagnia e chiede in cambio solo un po’ d’erba, di carezze e qualche carota.

  • La giornata mondiale del cane ci ricorda che c’è ancora molto da fare

    Nella giornata mondiale dedicata al cane, compagno leale e disinteressato di milioni e milioni di persone, dobbiamo ancora una volta fare i conti con i numeri, sempre altissimi, degli animali abbandonati, e delle troppe truffe e veri e propri delitti commessi dalle zoomafie.

    Se da un lato vi è una sempre maggior presa di coscienza da parte di chi decide di avere un compagno di vita a quattro zampe non mancano purtroppo gli abbandoni, specie nei periodi di vacanza e le rinunce che alcuni fanno riportando il cane o il gatto adottati ai rifugi di provenienza.

    Rimangono ancora inascoltati, da parte delle istituzioni, gli appelli a controllare i rifugi ed i canili e gattili e a crearne di nuovi sotto i controlli dei comuni, nonostante una nuova legge che ha sancito pene più severe e la detenzione per chi maltratta un animale, ancora troppo spesso bisogna intervenire, e a volte non si fa in tempo, per sottrarre cani rinchiusi in spazi angusti, esposti al sole o alle intemperie, privi di quel minimo di igiene necessario alla sopravvivenza.

    Un mondo diviso tra chi esagera e compra cappottini di cashmere e chi porta alla morte poveri animali colpevoli solo di essersi fidati dell’essere umano. Oggi almeno per un giorno, guardiamoci intorno, forse vicino c’è un cane o un gatto che hanno bisogno del nostro aiuto.

  • Felice Giornata Internazionale del Gatto! Celebriamo un recente e speciale salvataggio di un’intera famiglia di ghepardi!

    A fine giugno, una femmina di #cheetah e i suoi cinque cuccioli sono stati rimessi in libertà nella natura in #Namibia, al termine di una missione di salvataggio e intervento veterinario durata due settimane, coordinata dal Cheetah Conservation Fund (CCF) e dal Ministero dell’Ambiente, delle Foreste e del Turismo della Namibia (MEFT). Il salvataggio è iniziato quando un agricoltore ha contattato il CCF riguardo a un cucciolo di ghepardo di circa un anno intrappolato in una trappola. Il giovane #cat è stato trasferito al CCF per le cure. Solo due giorni dopo, un altro cucciolo di ghepardo è stato catturato. Il CCF è intervenuto e ha riunito i due fratelli – ma dopo il secondo salvataggio, il personale si è reso conto che c’erano altri membri di questa stessa famiglia di ghepardi da trasferire. Lavorando con l’agricoltore per diversi giorni, il CCF è riuscito a catturare l’intera famiglia – la madre e altri tre cuccioli. Infine, l’intera famiglia è stata riunita – la madre e tutti e cinque i cuccioli di ghepardo.
    Dopo che i gatti erano stati catturati e trasferiti al CCF, la priorità era mantenere la famiglia unita – e riportare tutti e sei i #cheetahs nella natura il più velocemente possibile. Tuttavia, durante la valutazione iniziale, il personale ha rilevato un’altra sfida. Il team ha scoperto che la madre ghepardo – chiamata Astrid – aveva un canino rotto che richiedeva un trattamento specializzato prima che potesse essere rimessa nella #wild. Per curarle il dente rotto, la madre è stata portata in un viaggio su strada di sette ore alla Clinica Veterinaria Rhino Park di Windhoek per il trattamento, permettendo al dentista veterinario più vicino di eseguire la procedura salvavita.
    Una volta che Astrid si è ripresa dall’intervento dentale, i gatti sono stati preparati per il rilascio. È stato effettuato un ultimo controllo sanitario, e ad Astrid è stato applicato un collare di tracciamento satellitare, che permette al personale di monitorare i suoi movimenti a distanza. Quindi, tutti e sei i ghepardi sono stati rimessi nella natura, insieme.

    Leggi di più: cheetah.org/uk/2026/08/07/…

    Vuoi aiutarci a mantenere ghepardi come questo nella natura? Questo mese, tutti i contributi saranno abbinati per un IMPATTO DOPPIO! Visita cheetah.org/chewbaakas-wil…

    Check out https://cheetah.org/uk/2026/08/07/international-cat-day-the-rescue-and-release-of-astrid-and-her-cheetah-cubs

  • Caldo caldo, come proteggere i nostri amici pelosi

    L’estate continua ad essere bollente, mai tanto tempo di seguito con temperature così elevate e mentre soffriamo, difendendoci come si può, non dimentichiamoci che anche i nostri amici animali soffrono e che dipende da noi evitare che il loro disagio si tramuti in un colpo di calore che può portare fino alla morte.
    Nei giorni caldi gli animali devono restare il più possibile in casa in un luogo fresco, per fare i loro bisogni vanno portati fuori nelle ore meno calde, chi non abita in campagna e deve portarli su strade e marciapiedi asfaltati si ricordi sempre che il cane, come il gatto, traspira con la lingua e con i polpastrelli dei piedi perciò l’asfalto bollente è per loro una sofferenza molto forte che può arrivare a procurare ustioni sui polpastrelli.
    Come ogni anno va ricordato che gli animali non vanno lasciati in macchina e, se viaggiano con noi, devono avere una temperatura fresca senza bocchettoni che sparino dritto l’aria su di loro e devono poter bere spesso.
    Ricordiamoci che i cani che hanno un pelo fitto, un mantello nero o molto scuro presentano un rischio maggiore.
    Durante questi giorni bollenti non fate fare ai vostri cani esercizi fisici e giochi che portino un eccessivo movimento e abbiate particolare attenzione per gli animali anziani, sovrappeso o molto giovani.
    Cercate di tenere umidi la testa, il ventre e le zampe dei vostri pelosi, se la temperatura è molto forte, specie se e siete all’aperto, in casa non lasciateli direttamente davanti al ventilatore o al condizionatore e cambiate spesso l’acqua a loro disposizione cercando di dare un’alimentazione adeguata al clima.

    In caso notiate un atteggiamento diverso dal solito avvertite il vostro veterinario, se c’è il rischio di un colpo di calore raffreddategli la testa e andate subito dal medico.

    Chi ha la fortuna di avere una piscina o di andare al mare o vicino ad un fiume lo aiuti a fare un bagno rinfrescante ma state attenti, specie nei fiumi, ad eventuali mulinelli di corrente che sono particolarmente pericolosi, come  nei laghi, perciò non lasciateli allontanare da voi, tenetelo con un guinzaglio lungo per poterlo recuperare in caso di problemi, se poi il cane non vuole entrare nell’acqua non costringetelo  ma bagnatelo voi, nel tempo prenderà più confidenza se non si è spaventato.

    Anche i gatti, che amano il caldo, stanno soffrendo molto e vanno usate le stesse accortezze che abbiamo illustrato per i cani, in più, se abitate in luoghi dove c’è carenza di acqua per abbeverarsi pensate anche ai gatti liberi e agli animali selvatici, come i ricci, e lasciate fuori casa una ciotola d’acqua, farete una buona azione e guardatevi sempre intorno, perché c’è sempre qualche sciagurato che, per farsi tranquillo le sue vacanze, ha abbandonato per strada il suo amico a quattro zampe, se vedete un animale abbandonato cercate di soccorrerlo e avvertite subito la forestale, i vigili e le associazioni animaliste.

  • Appello di Tamaro alle istituzioni: la biodiversità non si protegge favorendo la caccia

    Sul Corriere della Sera Susanna Tamaro contesta l’estensione della possibilità di cacciare, alla base del testo del disegno di legge 1552 per modificare la legge 157 del 1992 (legge che proclama la fauna selvatica patrimonio dello Stato), osservando che «ormai la caccia è un’attività di nicchia che riguarda 500 mila persone in un Paese di 60 milioni di abitanti, dei quali il 90% è contrario alla caccia». Alla luce di questi dati, nota che cercare di accaparrarsi le simpatie elettorali dei cacciatori non ha molto senso: «Il vantaggio politico sembra essere abbastanza fragile» mentre «l’idea di far passare la caccia ‘un’attività utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi’ è quantomeno imbarazzante ed esautora il lavoro dell’Ispra, delle università e dei carabinieri forestali» perché «ci sono problemi di invasività, cinghiali in primis — problema peraltro sorto per l’importazione dei cacciatori negli anni Sessanta di cinghiali extra europei che hanno trasformato il nostro piccolo cinghiale in un palestrato ad alto tasso riproduttivo — ma ogni paese in Italia ha ormai la sua squadra di cinghiali che compie continue battute per tenerne il numero sotto controllo. Da qualche anno sono arrivati anche a casa mia i lupi, attirati dai succulenti bocconcini che sono i cinghialetti. Dunque, l’ordine preda-predatore viene ripristinato. Purtroppo, attaccano anche le pecore, ma tutti i pastori si sono forniti di cani dell’Asia centrale specializzati proprio nella difesa del gregge da parte dei lupi».

    Quarant’anni di vita in campagna portano Tamaro a osservare ancora che «il cambiamento climatico è stato molto rapido e ha provocato già squilibri e alterazioni nel mondo vivente, particolarmente negli uccelli migratori che arrivano generalmente tra l’inizio e la metà di marzo — tranne il rigogolo che giunge più tardi — e si trovano ad affrontare, nel periodo nuziale a riproduttivo, una grave scarsità di cibo. I mesi invernali infatti sono slittati in avanti, ormai abbiamo dicembri tiepidi e marzi gelidi e il freddo paralizza gli insetti. Senza insetti, le nidiate sono destinate ad essere deboli e a «pigolare sempre più piano» come ci ricorda il grande Pascoli. Che razza di tutela sarebbe uccidere queste creature sfinite dalla migrazione? Oltre al cambiamento climatico, gli stessi uccelli devono affrontare i grandi mutamenti nell’agricoltura: assenza di siepi, coltivazioni intensive, uso massiccio di pesticidi; ancora una volta sono gli insetti ad esserne vittime e gli insetti sono la base alimentare di grande parte del vivente. Secondo i dati del 2025 ricavati dal Farmland Bird Index, cioè l’indicatore che descrive l’andamento della popolazione degli uccelli nelle aree agricole — finanziato tra l’altro dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste — ci parla di un calo drastico — dal 33% al 50% — di molte specie. Le allodole, ad esempio, per citare un uccello spero noto a tutti, sono calate del 70%. Non solo quelli delle pianure, anche gli uccelli delle colline e delle montagne stati decimati dalla scomparsa di prati, pascoli e cespugli che erano il loro habitat di elezione. Grazie a questo drammatico calo, la Comunità Europea ha costituito la Nature Restoration Act, cioè un organismo dedicato alla salvaguardia della natura che richiede a ogni nazione membro l’adozione di un piano nazionale di ripristino della natura, fissando anche un tempo, il 2030, come termine per invertire la tendenza». Conclude quindi Tamaro che «le modifiche proposte dal disegno di legge 1552 vanno nella direzione opposta. Prolungare il periodo caccia fino alla stagione migratoria, colpendo volatili transahariani in un momento di fragilità, poter sparare ovunque senza limiti a ogni cosa che si muove è un crimine per cui la Comunità Europea ci ha dato e ci continuerà a dare pesanti sanzioni. Sanzioni che pagheranno i cittadini e che invece sarebbe giusto che si accollassero le associazioni venatorie. Si potrà sparare di notte, azionando i visori notturni, si potranno usare i richiami vivi, cioè degli uccellini tenuti in gabbiette minuscole — una volta venivano anche accecati — per attirare con il loro canto disperato i loro consimili in una trappola mortale. Si può immaginare qualcosa di più crudele? Ogni cacciatore potrà possedere fino a quaranta uccellini da richiamo: a parte l’abominevole escamotage, è un inutile e gratuito sadismo dato che ormai si possono tranquillamente scaricare delle app per ottenere lo stesso risultato, senza seviziare le creature innocenti.  Tutto questo è barbaro, inutile, antistorico, e cancella venticinque anni di battaglie di educazione ambientale del Paese. Gli esseri viventi non umani presenti nel nostro pianeta, insieme alle piante, sono patrimonio indisponibile, come sancisce anche l’articolo 9 della Costituzione definisce la natura «uno dei valori più nobili della Repubblica».

    Rilevando che «la caccia è un retaggio antistorico che riguarda ormai una minoranza di persone per lo più della mia età, 70 anni, destinate inevitabilmente ad assottigliarsi sempre più» e ricordando che «lo stesso papa Leone XIV, scrivendo alla Lipu che chiedeva un suo intervento sul disegno di legge, ha assicurato che non mancherà di promuovere ‘il rispetto e la tutela del creato’», Tamaro promuove «un appello alle alte cariche dello Stato, al presidente Mattarella, sempre sensibile e attento nei riguardi delle nuove generazioni, sicuramente turbate da queste inutili crudeltà, e alla premier Giorgia Meloni che ha ripristinato a livello istituzionale la figura di San Francesco come fondamento dell’identità nazionale, indicandolo come modello di vita e di rispetto per tutto il vivente. Che grande tristezza e che pericolo diventare la maglia nera dell’Europa! Siamo il Paese di San Francesco, siamo il Paese del Cantico delle Creature. Approvare una legge così lontana dalle disposizioni europee e fuori dalla sensibilità dei tempi non sarebbe molto diverso che vendere la nostra primogenitura per un piatto di lenticchie.

  • Arriva il pet detective per ritrovare l’animale smarrito

    Nel periodo estivo, nonostante i tanti appelli, ci sono sempre, purtroppo, persone indegne che abbandonano i loro animali, soprattutto cani e gatti. Le nuove leggi, fortunatamente, hanno aumentato le pene e le forze dell’ordine sono attente a identificare chi commette reati contro gli animali.

    Nel periodo estivo però ci sono anche persone che, pur amando moltissimo i loro compagni a quattro zampe, rischiano di perderli durante una passeggiata in campagna o in luoghi aperti: a volte basta un odore particolare e il nostro amico peloso parte alla ricerca di ataviche sensazioni. Inoltre ci sono anche brutti personaggi che rapiscono gli animali dai giardini o per cercare un riscatto o per rivenderli o solo perché sono persone malvagie.

    Perdere il proprio animale è un grande dolore e vi sono persone che per settimane e mesi cercano il gatto o il cane che non trovano più. Fortunatamente, da qualche tempo, un ex vigile del fuoco e soccorritore alpino si è trasformato in pet detective.

    Marco Fanti, forte della sua esperienza nel campo lavorativo come della sua conoscenza tecnologica e del suo amore per gli animali, ha dato vita ad una nuova attività, quella appunto di pet detective. Indaga in tutta Italia sugli animali scomparsi per riportarli alle loro famiglie.

    Dopo una lunga esperienza nell’unità cinofila di ricerca delle persone scomparse, Fanti oggi ha messo al servizio di chi perde il proprio animale tutte le sue capacità e conoscenza: attraverso la tecnologia, droni ed altri strumenti, si mette alla ricerca degli animali scomparsi per riportarli a casa. I droni utilizzati possono volare con qualsiasi condizione meteorologica, hanno un potente faro per illuminare e un telemetro laser che dà le coordinate gps fino a quasi due chilometri.

    Molti sono i cani e i gatti che ha già recuperato e al Premio Internazionale Fedeltà del Cane, a San Rocco di Camogli, Fanti e il suo staff sono stati premiati per aver saputo mettere tecnologia e professionalità al servizio di chi sta cercando il proprio animale perduto.

  • Il ritorno del castoro

    Una buona notizia per tutti coloro che credono sia vitale, per la sopravvivenza del pianeta, la cura, il rispetto, la tutela dell’ecosistema e cioè di quel complesso, meraviglioso sistema che partendo da un insetto, da un filo d’erba arriva fino alla preservazione della vita umana.

    Per quanto gli esseri umani ritengano, anche attraverso le loro scoperte scientifiche e tecnologiche, di essere i padroni del pianeta la natura ha più volte, drammaticamente e violentemente, dimostrato di potere, in pochi minuti, quando le sue regole sono sconvolte, distruggere quello che l’uomo ha costruito in molti anni.

    La buona notizia è che In Italia, dal 2021, sono ritornati i castori europei, che si erano estinti intorno al 1500, ed anche il castoro fa la sua parte, come tutti, per conservare al meglio il complesso sistema che tiene in vita il pianeta.

    In alcune regioni italiane, dalla Toscana all’Abruzzo, dalla Campania al Friuli, questi simpatici roditori sono tornati, pochi esemplari ma importanti perché si stanno riproducendo e la loro ricomparsa, intorno ai corsi d’acqua, ha già dimostrato di portare risultati positivi.

    Il ritorno del castoro infatti è stato utile anche creando benefici ad alcune specie di uccelli e piccoli mammiferi e di insetti dei quali si cibano altre specie e così la biodiversità migliora.

    Non si sa ancora come il castoro sia tornato in Italia, forse è stato immesso in natura senza seguire nessun protocollo o autorizzazione, forse è arrivato da solo, certo è che si tratta di una specie protetta e che il suo ritorno è un indubbio evento positivo.

    Intanto il Cnr sta studiando lo sviluppo della specie che ha già potuto riprodursi in alcuni luoghi.

  • La Costituzione italiana riconosce gli animali come esseri senzienti

    Dal 21 gennaio del 2026 un nuovo decreto segna un decisivo passo avanti nella tutela del mondo animale, l’art. 9 della Costituzione italiana riconosce gli animali come esseri senzienti e la loro difesa diventa un dovere pubblico così il nuovo decreto stabilisce attività e regole per intervenire in caso di necessità.
    Da gennaio gli animali, che si trovino in situazioni rischiose e pericolose, anche per calamità naturali o di disastri di vario tipo e genere, devono essere soccorsi e salvati, siano animali da lavoro, da reddito, da compagnia o animali liberi e selvatici.

    Una delle prime attività da compiere è la mappatura del territorio per identificare le strutture che già ospitano animali, dai rifugi per cani e gatti agli allevamenti, per far sì che, in caso di pericolo, sia pronta l’organizzazione necessaria per andarli a recuperare, contestualmente si sta provvedendo all’organizzazione per il loro trasporto e ricovero, occorrono infatti aree adeguate ove portarli ed individuare i  veterinari necessari alla loro assistenza, inoltre bisogna provvedere alla redazione dei protocolli di attuazione tenuto conto delle risorse disponibili e reperibili.

    Un altro importante obiettivo da raggiungere è il monitoraggio e censimento delle molte associazioni di volontariato che lavorano in tutta Italia e che da anni intervengono efficacemente per mettere in sicurezza animali maltrattati o abbandonati, le associazioni spesso forniscono preziose informazioni a Carabinieri e Guardia di Finanza per identificare illeciti e reati commessi dalle zoomafie.

    Ad oggi le associazioni che si occupano volontariamente della tutela degli animali sono state spesso più o meno sole, sul territorio, con le nuove disposizioni vi sarà un censimento per identificare le realtà, in regola con i requisiti, che saranno coinvolte nelle attività di recupero e salvataggio.

  • Morta Galdikas, la maggior esperta mondiale di oranghi

    È morta a 79 anni Birutė Galdikas, antropologa, primatologa di origini lituane, tra le più importanti studiose degli oranghi.

    Per oltre quattro decenni aveva vissuto nel Borneo, osservando gli oranghi nel loro ambiente naturale e documentando comportamenti fino ad allora quasi sconosciuti. Il suo nome è legato al progetto avviato dal paleoantropologo Louis Leakey, che affidò a lei e altre due ricercatrici – le tre furono presto ribattezzate Trimates – lo studio dei grandi primati in natura: Jane Goodall per gli scimpanzé e Dian Fossey per i gorilla.

    Nel 1971 Galdikas raggiunse la riserva di Tanjung Puting, dove fondò il campo di ricerca noto come Camp Leakey. I suoi lavori permisero di documentare dieta, comportamento sociale, riproduzione e ritmi di crescita, aspetti fino ad allora poco conosciuti. Tra i contributi più importanti forniti dalla sue ricerche, pubblicate su National Geographic, ci sono la descrizione degli intervalli di nascita molto lunghi, uno degli elementi che rende la specie particolarmente vulnerabile, nonché dell’intelligenza, dell’indole solitaria e della complessa relazione tra gli oranghi e il loro habitat forestale.

    Galdikas avviò anche il primo programma di riabilitazione per oranghi orfani o provenienti dalla cattività. Molti animali erano stati sottratti illegalmente alla foresta o rimasti senza madre a causa della distruzione dell’habitat. Decise anche di crescere uno dei figli insieme alla piccola orfana di orango Princess, notando le somiglianze tra il cucciolo umano e il piccolo primate

    Nel 1986 fondò la Orangutan Foundation International, con l’obiettivo di proteggere gli oranghi e le foreste da cui dipendono. La scienziata denunciò per anni la deforestazione legata alle piantagioni di olio di palma, considerata una delle principali minacce per la sopravvivenza della specie. Il suo impegno ha ispirato nuove generazioni di scienziati e, in particolare, molte donne a intraprendere la carriera scientifica. Tra i suoi numerosi successi anche la promozione della designazione di Tanjung Puting come Parco Nazionale e la guida della prima Conferenza Mondiale sulle Grandi Scimmie nel 1991.

  • Gli scritti di Sempio sullo stupro e l’errore del Generale Garofano: gli animali non stuprano

    Cristiana Muscardini, per 25 anni vicepresidente dell’Intergruppo protezione degli animali del Parlamento europeo, interviene su quanto dichiarata dal Gen. Garofano nella trasmissione di Milo Infante.

    Ormai da più di un anno le trasmissioni televisive e la carta stampata riportano notizie, spesso contrastanti, sul tragico delitto di Garlasco, cittadina di provincia molti anni fa nota per le Rotonde, discoteca che attirava sia chi amava il ballo in sé sia chi inseguiva l’avventura di una notte.

    Chiara Poggi ogni giorno è ricordata per l’efferata uccisione che ha subito ma sembra che pochi abbiano, o almeno esternino, sentimenti di empatia, lei, essere umano, giovane donna con tutti i pregi ed i difetti, che tutti possiamo avere, è diventato un fatto di cronaca e troppo spesso, per cercare la verità ancora lontana, ci si dimentica del dolore che ha provato nei suoi ultimi momenti di vita e del dolore dei suoi genitori.

    Non vogliamo aggiungere anche noi altre parole inutili, o che possono essere fraintese, ma siamo consapevoli della necessità di accertare, speriamo in modo definitivo, chi sia stato ad ucciderla, perché non identificare, oltre ogni ragionevole dubbio, chi l’abbia barbaramente assassinata sarebbe un ulteriore vulnus sia a Chiara che alla verità ed alla giustizia.

    Riteniamo però necessario fare alcune precisazioni rispetto ad alcune dichiarazioni del Gen. Garofano.

    Il generale, sempre presente alle trasmissioni televisive, ha affermato da Milo Infante, commentando le esternazioni di Sempio sullo stupro e la violenza durante i rapporti sessuali, che in natura, tra gli animali, lo stupro è comune, il modo abituale di consumare un rapporto sessuale.

    Sommessamente ricordiamo al generale di limitarsi a parlare di quanto di sua competenza, infatti anche le persone meno informate sanno che un animale maschio, cane, gatto, leone, cavallo, solo per fare degli esempi, può accoppiarsi solo se la femmina è in estro, cioè in calore, se la femmina è in calore, ed è nel periodo fertile, accetta, anzi cerca il maschio, altrimenti rifiuta ogni rapporto ed il maschio desiste da ogni approccio se vuole salvarsi da morsi e graffi.

    Nel mondo animale c’è molto più rispetto tra i due sessi di quanto ci sia tra certi esseri umani, d’altra parte è noto che nel mondo animale non c’è la crudeltà fine a se stessa propria della nostra specie.

    Comprendendo il desiderio, la necessità, del generale di difendere e sostenere le sue tesi e la precedente indagine sull’uccisione di Chiara gli suggeriamo di non sostenere giustificazioni che cozzano contro la verità, lo stupro è sempre da condannare e, purtroppo, appartiene alla specie umana non al mondo animale, perciò cerchi altre motivazioni per giustificare gli scritti di Sempio.

Pulsante per tornare all'inizio