Animali

  • Coronavirus e benessere degli animali in Cina

    Con l’escalation del Coronavirus, la Cina ha vietato il trasporto e la vendita di animali selvatici, bloccando il commercio nei mercati, supermercati, ristoranti e piattaforme online. Come riporta OIPA International si ritiene infatti che la fonte dell’infezione sia la sezione degli animali selvatici del mercato del pesce di Huanan a Wuhan, nota per la vendita di animali vivi e la loro macellazione in loco. Qui i livelli di igiene sono estremamente bassi: gli animali selvatici e domestici, insieme alle loro urine, feci e fluidi corporei, entrano in contatto con commessi e clienti, gli animali sono macellati sul pavimento, con la conseguente presenza di  sangue sparso ovunque, e le mosche che si aggirano sulle carcasse. Ad oggi, ci sono pochissime leggi in Cina che proteggono gli animali dagli abusi e dai maltrattamenti ma, si spera, con il crescente numero di attivisti, in particolare tra i giovani, insieme alla crescente conoscenza dei rischi per la salute, ci possa essere più considerazione riguardo al benessere degli animali in un futuro prossimo.

     

  • Coronavirus: cani e gatti non contagiano

    La psicosi da mascherina anti Coronavirus ha colpito, almeno in Cina, anche i proprietari di cani e gatti – e non solo a Wuhan, città in cui si è sviluppato il focolaio – dopo che fonti locali non avevano escluso un possibile contagio anche tra i pets. E così la vendita di mascherine, la cui azienda produttrice, ironia della sorte, ha sede proprio a Wuhan (almeno quelle vendute in alcune farmacie di Milano e Roma arrivano proprio da lì), si è moltiplicata ma, stando alle dichiarazioni dello statunitense CDC (Centers for Disease Control and Prevention) non solo l’allarme è ingiustificato ma studi scientifici dimostrano che la notizia è priva di evidenze scientifiche. Semmai il pericolo è al contrario. I Coronavirus, infatti, sono una grande famiglia di virus e la forma che riguarda i pets è nota da tempo. Tutt’altra cosa è quello che si è diffuso tra gli uomini a partire dalla metà di dicembre che potrebbe essere pericoloso per gli animali. Tocca quindi a padroni o a semplici passanti indossare una mascherina in presenza di pets.

  • Dichiarazione della Dr. Laurie Marker sui recenti attacchi sui social

    Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni della dott.ssa Laurie Marker, antropologa californiana fondatrice del Cheetah Conservation Fund, dopo una serie di attacchi ricevuti sui social

    Il Cheetah Conservation Fund prende atto degli attacchi sferrati da alcuni social media ai programmi del CCF e alla Dr. Laurie Marker.

    La politica del CCF è quella di non replicare a tali attacchi.

    Al contrario, il CCF si concentra sugli sforzi profusi nella ricerca e nei programmi atti a salvare la specie dall’estinzione.

    Noi rispondiamo con i 30 anni di leadership nella comunità globale.

    I programmi di ricerca, educazione e conservazione pieni di successo sviluppati dalla Dr. Marker vengono costantemente adeguati ed estesi a tutti gli areali dei ghepardi.

    Il CCF collabora con tutti gli attori coinvolti per i ghepardi per sviluppare le migliori prassi nell’allevamento del bestiame, nella gestione dei territori e nella rigenerazione dell’habitat, a favore di tutte le specie che condividono il territorio.

    Unitevi a noi nel nostro costante impegno!

  • Segni di speranza tra le ceneri degli incendi australiani

    Gli incendi in Australia hanno bruciato oltre 10 milioni di ettari e ucciso quasi 1 miliardo i animali. Anche se l’emergenza non è ancora finita, il WWF, grazie al sostengo di tanti sostenitori da ogni parte del mondo, è riuscito a fornire i primi, fondamentali aiuti.

    Tra i primi a beneficiarne il personale dello Zoo di Victoria, che sta operando per curare gli animali feriti al Mallacoota Incident Control Centre, avendo ottenuto il permesso di entrare nelle zone più colpite dagli incendi e iniziando con coraggio a prendersi cura di innumerevoli animali selvatici feriti.
    La dottoressa Leanne Wicker del Healesville Sanctuary e l’infermiera veterinaria Evie Tochterman hanno viaggiato una notte intera per dare supporto veterinario alla fauna selvatica a Mallacoota, nel Gippsland orientale. E hanno trovato “segni di speranza” tra le ceneri.  “Nonostante le ferite e i traumi, il coraggio mostrato dai koala e dagli altri animali nel territorio di Mallacoota è per noi fonte di ispirazione”, il commento della dottoressa Leanne Wicker.

  • Vietata la registrazione di razze di gatti sottoposte a modifiche anatomiche

    Dopo che finalmente, per garantire il rispetto ed il benessere degli animali da compagnia, si è stabilito di vietare il taglio della coda e delle orecchie ai cani, pratica che era usata specialmente per alcune razze, ora da parte dell’ANFI arriva una importante decisione per i felini. L’ANFI infatti ha deciso di non registrare più nel libro genealogico le razze Scottish, Munchkin, Elf, Bambini e Dwelf. Su queste razze si è infatti espresso il Centro nazionale di referenza per il benessere animale (CReNBA) in quanto far nascere animali con genotipo sofferente è di fatto in contrasto con la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata dall’Italia nel 2010. La convenzione, tra l’altro, dice “qualsiasi persona la quale selezioni un animale da compagnia per riproduzione è tenuta a tener conto delle caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali che sono di natura tale da mettere e repentaglio la salute ed il benessere della progenie o dell’animale femmina”.

    L’Associazione nazionale felina italiana non registrerà più razze i cui gatti hanno caratteristiche anatomiche che portano a sofferenze e dolori inutili  per stress e danno fisiologico, gli Scottish ad esempio sono affetti da problemi ossei dovuti alla selezione ed alla mutazione genetica.

    Il CReNBA afferma  In modo inequivocabile che “sussistono numerose evidenze scientifiche che dimostrano come le deformità delle razze oggetto del parere….possono portare a patologie osteocartilaginee accompagnare da disturbi dolorosi  che in casi estremi possono  portare alla necessità di praticare l’eutanasia”. Da qui è evidente che l’allevamento e la riproduzione delle razze di felini sopracitate portano la nascita di soggetti sofferenti e il desiderio di avere animali con caratteristiche estetiche che nulla hanno a che fare con la natura degli stessi è una crudeltà che va impedita.

    Purtroppo la moda snaturalizza troppo spesso, per colpa dei loro proprietari, tanti animali da compagnia e il business è sempre più in aumento, cani e gatti col mantello coltrato dalle più strane tinture, per adeguarsi ai vestiti delle proprietarie, o con le unghie smaltate, o addirittura veri e propri esperimenti genetici per creare animali che sembrino perennemente cuccioli o per farli diventare vere e proprie armi di offesa. In una società così spesso priva di buon senso e di capacità di distinguere il bene dal male, il giusto con l’ingiusto ben vengano associazioni ufficiali che intervengano per stabilire cosa è lecito o vietato.

     

  • Una zampa in famiglia: il progetto che i veterinari italiani portano nelle scuole

    Portare ai bambini, fin dalle scuole primarie, una corretta educazione alla convivenza con gli animali domestici. Questa la lodevole iniziativa promossa dai veterinari italiani con il progetto didattico “Una zampa in famiglia” promosso da Anmvi. L’anno scorso circa tredicimila bambini  hanno potuto conoscere il progetto ‘Zampa’, il cane protagonista del materiale didattico, insieme a Zampa la micia Mimì e il coniglio Lillo. Con l’aiuto e le spiegazioni dei medici veterinari i bambini imparano a relazionarsi con gli animali, a conoscere le loro esigenze, a comprendere come esseri senzienti siano portatori di affetti, emozioni, necessità. Tenendo conto che vi è almeno un animale ogni due famiglie, nelle case degli italiani, e che la convivenza comporta diritti e doveri per tutti, il progetto, che è al suo secondo anno, assume particolare importanza vista anche la necessità di contrastare l’abbandono ed il randagismo.

    L’animale non è un gioco, non è un oggetto del quale sbarazzarsi quando si è stanchi o se insorge qualche problema, l’animale diventa un membro della famiglia e come tale va rispettato ed accudito e a sua volta deve imparare le regole giuste per vivere con noi in casa e per strada con le altre persone e gli altri animali. I medici spiegheranno anche la necessità di essere attenti alla salute dei propri animali partendo dal cibo, infatti troppe volte si cade, in buona fede, nell’errore di dare alimenti che non sono adatti e possono creare anche gravi patologie. Durante le lezioni interattive i medici veterinari, attraverso il racconto ed il gioco, insegneranno i modi corretti per interagire con un animale da compagnia e l’importanza di una adozione consapevole che non può tramutarsi poi in un abbandono. Il rapporto e la comunicazione con i bambini ha già dimostrato buoni risultati anche per quanto riguarda i genitori.

    Anche le recenti norme sui microchip anche per i gatti fanno comprendere come la figura del veterinario sia sempre più importante nel rapporto uomo-animale e società, infatti gli animali che possono essere in caso di smarrimento identificati ritrovano la loro famiglia umana e non vanno incontro a morte o comunque ad aumentare la già troppo numerosa schiera dei randagi.

    Fino a giugno circa 200 veterinari arriveranno in altrettante scuole toccando 177 città ed anche a casa si possono scaricare notizie e materiale didattico sul sito https://www.unazampainfamiglia.it/. All’iniziativa collabora anche MSD Animali Health.

     

  • Nuovo regolamento animali di Milano

    Obblighi vessatori e controproducenti: il Medico Veterinario curante è un educatore sociale. Sia valorizzato non punito. Sanzioni per fare cassa?

    Ci auguriamo che il nuovo Regolamento esca dal Consiglio comunale significativamente emendato rispetto al testo della Giunta. L’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari) fa riferimento ad alcuni obblighi, e sanzioni, a carico dei Medici Veterinari liberi professionisti, non previsti né dalle norme regionali né da quelle nazionale.

    Si tratta di obblighi  vessatori, che sembrano più dettati da logiche di cassa che dà autentiche finalità di tutela animale.

    Veterinario educatore sociale non delatore – All’ANMVI – da sempre contraria ad attribuire ai liberi professionisti compiti di “delazione” –  non piace l’obbligo di segnalare alla ATS il proprietario in caso di rifiuto della microchippatura del proprio cane o gatto. La norma rischia di inficiare il rapporto fiduciario con il Medico Veterinario curante, al quale devono essere riconosciute funzioni di prevenzione e di educazione.

    Le autorità  competenti hanno già a disposizione adeguati strumenti di controllo (dalla lettura dei microchip negli spazi pubblici fino ai database dell’anagrafe animale e, di recente, delle ricette veterinarie elettroniche). I Medici Veterinari liberi professionisti- che svolgono un ruolo di educazione quotidiano dei proprietari – vengano semmai valorizzati e coinvolti nella formazione al corretto rapporto uomo-animale (Patentino).

    Irricevibile l’obbligo di affissione sanzionato –  L’ANMVI auspica che esca dal nuovo Regolamento l’obbligo di affissione nella struttura veterinaria di un cartello di avviso sugli obblighi di microchippatura. Il Comune di Milano pensa a sanzioni fino a 240 euro in caso di mancata affissione.  Non è l’approccio – conclude l’ANMVI – con il quale i Medici Veterinari sono soliti parlare ai proprietari dei pazienti animali i cura. Spetta all’Amministrazione pubblica informare i cittadini sulle regole che devono osservare. Il sospetto di voler fare cassa è più che legittimo.

    Fonte: Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

  • Spese veterinarie: chi ha diritto alla detrazione?

    Il nuovo tetto di spesa veterinaria, portato a 500 euro dalla Legge di Bilancio 2020, non ha modificato la titolarità alla detraibilità fiscale: il beneficio fiscale spetta alla persona fisica che ha sostenuto la spesa veterinaria “anche se non è il proprietario dell’animale”. Rimangono perciò invariate al riguardo le istruzioni emanate nel 2018 dall’Agenzia delle Entrate.

    Le variazioni apportate alla Guida dall’ultima manovra finanziaria riguardano solo i seguenti aspetti:
    – il nuovo importo massimo della spesa veterinaria (da 387,34 euro a 500 euro) e il conseguente aumento dello sconto fiscale (da 49 euro a 70 euro)
    – la subordinazione della detraibilità fiscale della prestazione veterinaria ad una forma di pagamento tracciabile

    Non sono invece cambiate le disposizioni della Guida delle Entrate riguardanti la tipologia di spesa, la tipologia/numero di animali, la titolarità della detrazione fiscale (solo persone fisiche), il trattamento fiscale dei medicinali acquistati.

    La detrazione continua ad essere riconosciuta per le spese relative alle prestazioni professionali del medico veterinario, spese per analisi di laboratorio e interventi presso cliniche veterinarie, acquisto dei medicinali prescritti dal veterinario, come definiti dall’art. 1 del DLGS n. 193 del 2006. Non rientrano quindi nel beneficio della detrazione gli integratori alimentari umani, i mangimi speciali per animali da compagnia, anche se prescritti dal veterinario, poiché non sono considerati farmaci, ma prodotti appartenenti all’area alimentare.

    L’Agenzia delle Entrate invita a produrre – in sede di detrazione – una autocertificazione attestante che l’animale è legalmente detenuto a scopo di compagnia o per la pratica sportiva. Non possono essere detratte le spese sostenute per animali detenuti con finalità economica.

    Può detrarre la spesa “il soggetto che ha sostenuto la spesa, anche se non è il proprietario dell’animale” perché i documenti giustificativi della detrazione sono rappresentati dalle fatture fiscali rilasciate dal professionista. Ai fini della detrazione fiscale non rileva la ricetta del medico veterinario bensì lo scontrino fiscale “parlante” riportante il codice fiscale del soggetto che ha sostenuto la spesa, la natura, la qualità e la quantità dei medicinali acquistati.  La detrazione spetta per l’acquisto di farmaci certificati da scontrino “parlante” anche se venduti da strutture diverse dalle farmacie, purché autorizzate dal Ministero della Salute.

    Fonte: @nmvioggi del 8 gennaio 2020

  • Il lupo della Sila e il signor Guzzo, finalmente una storia vera

    Molte volte in questi anni abbiano sentito gridare, dalle pagine di svariati giornali e dalle dichiarazioni di rappresentanti di istituzioni o sindacati agricoli, al lupo al lupo, come se una grave minaccia incombesse più o meno ovunque. Il lupo più pericoloso dell’Isis o di Trump, dell’immigrazione o della catastrofe ambientale, delle stragi sulle strade o del sempre più consistente dilagare della droga o della criminalità. Molte volte scienziati e studiosi, non solo associazioni animaliste o benpensanti, nel vero senso del termine, hanno cercato di spiegare quanto il lupo, animale sociale per eccellenza, non sia  un pericolo per l’essere umano, sia contrastabile, con i mezzi adeguati, quando in cerca di cibo si avvicina ad animali domestici che sono al pascolo, e sopratutto rappresenti un insostituibile attore per la conservazione dell’ecosistema.

    La paura di quanto non si conosce, i pregiudizi che derivano da non culture e da ignoranza, la necessità di trovare sempre un nemico, un colpevole etc etc hanno continuato a fare proseliti tanto che, in modo assurdo, si è tentato di far credere che il lupo fosse, sia un pericolo per le persone. Non faremo qui, per l’ennesima volta, l’elenco del perché il lupo non è un pericolo per l’uomo, e neppure per gli armenti, se custoditi in modo adeguato con cani da guardia adatti come i pastori abruzzesi o maremmani, ma vogliamo raccontarvi quello che è veramente accaduto pochi giorni fa, tra Capodanno e l’Epifania.

    Una coppia viaggiava sulla statale 107, la Silano crotonese, quando, al ciglio della strada hanno visto un animale accasciato, un cane, un lupo? Fermatisi per soccorrerlo, ci sono ancora persone che provano sentimenti di empatia e generosità, hanno visto che era il lupo, un vero lupo della Sila. II signor Giuseppe Guzzo, i suoi filmati e le sue dichiarazioni girano sui  social, gli ha accarezzato la schiena poi il lupo ha aperto  la bocca prendendogli il ginocchio, si sono guardati negli occhi, i meravigliosi e profondi occhi del lupo hanno fissato gli occhi del suo soccorritore, il lupo, che non aveva mai stretto la presa al ginocchio, ha tolto la bocca e si è sdraiato sul fianco come avesse capito le parole di Giuseppe, lupo sono qui per aiutarti, come se avesse compreso, guardandogli gli  occhi, che aveva incontrato un amico umano. Sono arrivati soccorsi, il lupo è ricoverato a Cosenza, ha avuto alcuni traumi probabilmente causati da un investimento, ma presto potrà tornare alla sua montagna, nel frattempo mentre lo curano ha rifiutato tutti i tipi di carne, mangia solo cinghiale.

    Una volta di più è dimostrato che il lupo non è un pericolo per l’uomo ed è un grande aiuto per l’equilibrio naturale perché cacciando i cinghiali impedisce che questi, che sono già un problema per il loro numero sempre in aumento, diventino un serio pericolo per le coltivazioni, per l’ecosistema e anche per l’uomo infatti quando ci sono i piccoli i cinghiali non esitano, per difenderli, ad aggredire le persone.

    Questa volta nessuna disquisizione  scientifica, solo il racconto della realtà e chi vuole capire capisca.

  • I talenti incontrano le eccellenze: riparte il Progetto TIE promosso dall’Enpav

    Scade venerdì 20 dicembre il termine per i Medici Veterinari e per le strutture veterinarie che si rendono disponibili ad accogliere i giovani tirocinanti del progetto TIE Talenti Incontrano Eccellenze. Il progetto formativo è ideato e finanziato dall’ENPAV (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Veterinaria) ed è pensato per i giovani laureati in Medicina Veterinaria e consta di un tirocinio professionale della durata di 6 mesi e di un contributo mensile di 500 euro.
    La novità di quest’anno è che si possono candidare anche i professionisti esperti nei settori dell’ippiatria e degli animali da reddito. Tra le strutture veterinarie che possono ospitare i tirocini -oltre a quelle che si occupano di animali d’affezione -sono state incluse quelle dedicate ai cavalli.
    Sul sito enpav.it è pubblicato l‘avviso per la formazione dell’elenco delle strutture e dei professionisti aderenti. Le strutture che si sono già candidate nella precedente edizione dovranno confermare la loro candidatura.
    Gli aspiranti tirocinanti potranno presentare domanda all’inizio del 2020. Per partecipare occorre avere meno di 32 anni, essere iscritti all’Ente ed in regola con i contributi ENPAV, possedere la Partita IVA, non essere inseriti in altri progetti formativi e non aver già usufruito di TIE.

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