Animali

  • Aperta dalla Commissione europea una consultazione sul benessere animale

    La Commissione Europea apre una consultazione pubblica sul benessere animale per aggiornare la legislazione attuale. Stella Kyriakides, Commissario Europeo alla Salute, lo ha annunciato con un tweet: “Chiediamo opinioni ed esperienze sulle regole attuali e su come potrebbero essere migliorate. I nostri cittadini si prendono cura degli animali e vogliono che l’Unione Europea faccia di più per loro”. Entro il primo quadrimestre del 2023, come riporta AnmviOggi, sarà adottato un nuovo quadro legislativo, aggiornato da “regole più forti ed eque per i nostri animali e agricoltori”. In vista del traguardo, gli stakeholder e i cittadini europei possono dare indicazioni e suggerimenti su come superare le carenze messe in luce nella recente valutazione della legislazione dell’UE sul benessere degli animali.
    “L’obiettivo è rivedere questa normativa – spiega il Commissario alla Salute – per questo vorremmo sentire le vostre opinioni ed esperienze sull’idoneità delle regole attuali e su come potrebbero essere migliorate”.
    Il periodo di consultazione va dal
    15 ottobre 2021 al 21 gennaio 2022.

  • Iva agevolata su spese veterinarie e alimentazione animale

    La riforma delle aliquote è nell’agenda di Palazzo Chigi e della Commissione Europea. Anche il Premier è un pet owner.

    (Cremona 7 ottobre 2021) – “Siamo fiduciosi che il Presidente del Consiglio Mario Draghi riesca a spostare la nostra IVA in fascia agevolata. Può essere davvero la volta buona”. Lo dichiara Marco Melosi, Presidente dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI).

    Questo perché anche Mario Draghi possiede un cane? “Perché questo è il momento storico più favorevole- spiega Melosi- e perché sulle aliquote si muovono contemporaneamente sia il Governo Draghi che la Commissione Europea”.
    Da sempre i Medici Veterinari italiani chiedono l’aliquota agevolata (al 10%) sulle cure veterinarie e sugli alimenti per gli animali da compagnia (oggi su entrambi grava l’IVA del 22%). Adesso che l’Unione Europea e il Governo Draghi hanno avviato la revisione delle aliquote, si aprono nuove prospettive per una fiscalità più proporzionata ed equa.
    Essendo a sua volta proprietario di un cane, un bracco ungherese, il Presidente Draghi sarà più sensibile alla causa di milioni di proprietari? “I proprietari italiani conoscono ormai bene il concetto one health, sanno che curare gli animali è curare le persone. E sanno anche che alimentarsi è un bisogno primario anche per gli animali da compagnia, sia nelle case che nei rifugi. Lo ribadisco, l’ANMVI crede in questo contesto storico straordinario” – chiosa Melosi.

    Restano valide e attuali le argomentazioni della lettera aperta firmata nel 2020 da numerose sigle promotrici di un allineamento definitivo, al ribasso, delle aliquote IVA applicate al settore della salute e del benessere animale. Nel 2021 le stesse ragioni sono avvalorate dalla concomitante riforma europea delle aliquote alla quale si aggancerà la riforma fiscale italiana.

    Fonte: Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

  • La Fediaf elenca i benefici offerti dai pet

    Nella giornata mondiale degli animali, Fediaf ricorda che 85 milioni di famiglie europee hanno un animale da compagnia. E pubblica un compendio dei benefici sanitari.
    Cresce il numero dei pets. Aumenta il loro ruolo nella vita delle persone. I due valori vanno di pari passo. Lo ricorda la FEDIAF nella giornata mondiale degli animali, World Animal Day.
    La Federazione Euroepa dell’Industria del Pet Food sottolinea i benefici sanitari della compagnia di un cane, di un gatto o di un altro pet in grado di stabilire legami affettivi e benefici per i proprietari.
    Sono numerosi sono gli studi scientifici che hanno analizzato i tanti modi in cui gli animali possono giovare alla salute umana, a cominciare dall’esercizio fisico.
    Il contatto con gli animali ha benefici fisiologici e psicologici: ridurre lo stress, aiutare a prevenire malattie e allergie, abbassare la pressione sanguigna, favorisce il recupero e aumentare le possibilità di sopravvivenza dopo una malattia potenzialmente letale. Sul proprio sito, Fediaf pubblica una voluminosa rassegna on line di studi, suddivisi per tipologia di beneficio/disturbo che la relazione con il pet può influenzare positivamente:

    Solitudine
    Depressione
    Fatica
    Interazione sociale
    Salute generale
    Salute cardiovascolare
    Pressione sanguigna
    Allergie
    Legame
    Figli

    Fonte: AnmviOggi

  • Le dieci peggiori bufale sull’antibiotico-resistenza

    In vista del voto sugli antimicrobici critici (CIA) del Parlamento Europeo, EPRUMA sfata 10 miti sulla presunta responsabilità del settore veterinario nello sviluppo di AMR.

    La mancanza di consapevolezza e la disinformazione produce bufale sull’AMR, l’Anti-Microbico-Resistenza. Li sfata oggi un documento di EPRUMA che elenca le 10 peggiori bufale usate a detrimento della Veterinaria. Ristabilire la verità con evidenza scientifica è uno sforzo che EPRUMA (The European Platform for the Responsible Using of Medicines in Animals) compie in vista del voto di Strasburgo.
    Veterinari, Allevatori, Farmaceutiche e Mangimistiche riuniti in EPRUMA chiariscono anche che “il divieto di utilizzo negli animali di alcuni antibiotici può avere un effetto contrario: la dipendenza da pochi antibiotici per il trattamento delle infezioni negli animali aumenterà la pressione selettiva sui batteri e favorirà la selezione di organismi resistenti agli antibiotici”.
    I dieci miti da sfatare– Nel documento 10 Myth Busting Facts about Antibiotics and Animals diffuso oggi, EPRUMA supporta con riferimenti scientifici e legislativi le proprie tesi. Di seguito una sintesi:
    1 – Nell’UE, gli animali da allevamento usano più antibiotici degli esseri umani.
    FALSO: L’uso di antibiotici per kg di biomassa è inferiore negli animali da allevamento rispetto alle persone.
    2 – Nell’UE, gli antibiotici sono usati per promuovere la crescita degli animali da allevamento.
    FALSO: L’uso di antibiotici come promotori della crescita negli animali da allevamento è vietato nell’UE dal 2006.
    3 – C’è un alto rischio che le persone si ammalino a causa della resistenza agli antibiotici sviluppata negli animali e trasferita all’uomo.
    FALSO- Le persone sono portate a credere che i batteri resistenti agli antibiotici vengano trasferiti dagli animali all’uomo, ma in realtà dovrebbe verificarsi una sequenza di eventi complessa e rara perché ciò avvenga. Il  trasferimento di batteri resistenti dagli animali all’uomo è un evento raro. E’ vero il contrario: le persone possono trasferire batteri resistenti agli animali.
     4 – La resistenza antimicrobica nell’uomo è il risultato di un uso eccessivo di antibiotici negli animali.
    FALSO: I meccanismi di sviluppo della resistenza agli antibiotici nei batteri sono gli stessi nell’uomo e negli animali. L’uso improprio o eccessivo di antibiotici nell’uomo e negli animali può portare allo sviluppo di resistenza nei batteri, mentre il trasferimento di geni di resistenza agli antibiotici tra specie può avvenire occasionalmente e in entrambe le direzioni (vedi anche domanda precedente). Pertanto, vietare l’uso di determinati antibiotici negli animali avrà scarsi effetti sul carico di resistenza antimicrobica nell’uomo.
    5 – Gli antibiotici sono presenti negli alimenti.
    FALSO- Nell’UE, per ciascun antibiotico per uso veterinario sono fissati tempi di sospensione molto rigorosi, che servono a dare tempo all’animale di smaltire i medicinali assunti, prima della macellazione. Ciò garantisce la sicurezza alimentare in quanto i prodotti alimentari di origine animale non possono contenere residui di antibiotici al di sopra di limiti molto stringenti.
    6 – L’agricoltura intensiva favorisce lo sviluppo della resistenza antimicrobica.
    FALSO– Il principale driver per lo sviluppo della resistenza è il livello di uso/abuso di antibiotici, che non è necessariamente legato al sistema di allevamento. I batteri resistenti si trovano sia negli allevamenti intensivi che in quelli biologici, poiché gli animali si ammalano in tutti i sistemi di produzione.
     7 – Gli antibiotici sono usati negli animali in quantità eccessive da persone non competenti
    FALSO– Gli antibiotici negli animali possono essere utilizzati solo dopo l’esame, la diagnosi e la prescrizione di un Medico Veterinario. I Veterinari sono altamente qualifiicati per valutare le condizioni di salute degli animali sotto la loro cura, per diagnosticare e prescrivere il trattamento necessario nello stesso modo in cui i medici fanno per le persone. Il regolamento 2016/6 rafforzerà la supervisione e l’assistenza veterinaria favorendo le best practice che riducono  al minimo la necessità di utilizzare antibiotici .
     8 – Il trattamento preventivo viene utilizzato negli allevamenti dell’UE per compensare la scarsa igiene e allevamento.
    FALSO– Gli animali – come gli esseri umani – possono ammalarsi anche se vengono tenuti nelle migliori condizioni. Gli animali sono riconosciuti come esseri senzienti (articolo 13 del TFUE) e devono essere curati quando si ammalano. Il veterinario è un professionista che valuta la situazione, formula una diagnosi  e prescrive il giusto trattamento agli animali malati, compresi gli antibiotici ove necessario, come fanno i medici per le persone.
     9 – Il trattamento di gruppo degli animali non è necessario
    FALSO– Il trattamento di gruppi di animali tramite acqua potabile e mangime può rappresentare il metodo di trattamento più sicuro ed efficace. A questo riguardo il regolamento 2019/4 sui mangimi medicati introduce regole rigorose. Il controllo e il trattamento di singoli animali  può avere l’effetto di risultare molto stressante per l’animale, soprattutto quando è richiesto un  dosaggio giornaliero. Dovrebbe sempre essere demandato  al veterinario decidere la modalità di trattamento ideale, caso per caso.
    10 – Dobbiamo dare un “obiettivo zero” all’uso  di antibiotici negli animali.
    FALSO– Gli antibiotici devono essere disponibili quando necessario ed essere utilizzati con prudenza e responsabilità sia negli animali che nell’uomo, a seguito di una diagnosi e di una prescrizione da parte di un veterinario (nell’animale) o di un medico (nell’uomo),per controllare le infezioni e arrestare la diffusione di malattia.

    Fonte: AnmviOggi

  • Rischiano il divieto gli antibiotici salva vita per gli animali

    (Cremona, 30 agosto 2021) – Gli animali rischiano di essere privati di terapie salva vita. L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) lancia oggi una petizione per chiedere agli eurodeputati di votare no al bando di antimicrobici essenziali alle cure veterinarie.

    A metà settembre, la plenaria di Strasburgo voterà un aut aut: bandire gli antimicrobici salva vita per tutte le specie animali oppure salvare le terapie veterinarie antimicrobiche.

    L’ANMVI chiede di salvarle votando no ad una mozione (cd. Mozione Hausling) che restringe radicalmente l’accesso alle terapie antimicrobiche, fino a negare all’uso veterinario gli antibiotici essenziali per la cura di infezioni gravi e potenzialmente letali per gli animali da compagnia e per quelli allevati a scopo alimentare.

    Un errore di valutazione legislativa è già stato commesso a luglio: se l’Europarlamento confermerà l’improvvido orientamento espresso dal Comitato ENVI (Committee on the Environment, Public Health and Food Safety) i casi più gravi di infezioni batteriche negli animali resteranno del tutto privi di medicinali. Purtroppo l’errore di valutazione è stato compiuto anche da alcuni eurodeputati italiani.

    Tutta la veterinaria europea si sta mobilitando contro la mozione Hausling ritenendola antiscientifica e controproducente anche per la lotta all’antimicrobico-resistenza.

    Fonte: Comunicato stampa ANMVI

  • Il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Rurale del Somaliland e il Fondo per la Conservazione dei Ghepardi nota il declino del bracconaggio di cuccioli

    HARGEISA, Somaliland – 22 agosto 2021 — Cheetah Conservation Fund (CCF), l’organizzazione internazionale dedicata alla conservazione dei ghepardi allo stato brado, e il suo partner, il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Rurale (MoERD) del Somaliland, annunciano un periodo di dieci mesi senza alcuna confisca o eventi di intercettazione che coinvolgono cuccioli di ghepardo. Questa notevole flessione dell’attività segue l’ondata di missioni di salvataggio che si sono svolte tra luglio e ottobre 2020, che è stata coronata da due intercettazioni ad Hargeisa che hanno catturato otto trafficanti e 13 cuccioli e hanno portato all’arresto e alla condanna del più famigerato trafficante di cuccioli del Somaliland.

    Dall’arresto di Cabdiraxmaan Yusuf Mahdi, meglio conosciuto con il soprannome Abdi Xayawaan (Abdi Animals), il 17 ottobre 2020, nessun altro cittadino del Somaliland è stato catturato con dei cuccioli. La polizia ha intercettato Abdi Xayawaan e un membro della sua impresa criminale in possesso di 10 cuccioli di ghepardo a seguito di un busto di traffico separato il 23 settembre. Quel giorno, sei uomini sono stati arrestati in una puntura sotto copertura quando hanno tentato di vendere tre cuccioli di ghepardo a un residente locale di Hargeisa. La polizia ha sequestrato i loro telefoni cellulari e i dati ottenuti li hanno portati ad Abdi Xayawaan. I sei sono stati condannati insieme al capobanda Abdi Xayawaan e al suo complice nel novembre del 2020.

    “Questi casi consecutivi sono notevoli per il gran numero di sospetti che compaiono in tribunale e perché è solo la terza e la quarta volta che vengono ottenute condanne in casi riguardanti il ​​traffico di ghepardi. Sette imputati hanno ricevuto una condanna a un anno di carcere con una piccola multa, ma Cabdiraxmaan Yusuf Mahdi, un recidivo arrestato in tre precedenti occasioni, ha ricevuto una condanna a quattro anni e una multa di tre milioni di scellini del Somaliland, circa $ 5.000 USD. La sua sentenza è la sentenza più grave emessa da qualsiasi tribunale africano in un caso di traffico di specie selvatiche che coinvolge ghepardi”, ha affermato il ministro Shukri H. Ismail del MoERD.

    La notizia della condanna e diversi altri fattori hanno avuto un effetto raggelante sul traffico di ghepardi in Somaliland, secondo il MoERD.

    “Il Ministero ritiene che ci siano diverse ragioni per il periodo di quiete di dieci mesi. Innanzitutto, una campagna mediatica congiunta CCF-MoERD che documenta le confische e gli arresti del 2020 ha generato consapevolezza nelle comunità locali sulla natura illegale del commercio di ghepardi. Per molte persone, questa è stata la prima volta che hanno scoperto che prendere i cuccioli è contro la legge. In secondo luogo, il MoERD ha lavorato con i nostri coordinatori regionali del Somaliland per aumentare la consapevolezza su tutte le nostre leggi sulla fauna selvatica e sulle sanzioni per la loro violazione. E terzo, sembra esserci una diminuzione del commercio di cuccioli di ghepardo tra il Somaliland e lo Yemen. Potrebbe essere dovuto al COVID-19 o perché il Somaliland ha intensificato l’applicazione nel Golfo di Aden, o una combinazione di fattori, ma ci sono meno navi yemenite che tentano di accedere illegalmente alla nostra costa”, ha affermato Abdinasir Hersi, direttore generale del MoERD.

    CCF e MoERD sono grati per la tregua, che ha permesso loro di concentrarsi su altri aspetti della loro partnership. Oltre a fornire assistenza 24 ore su 24, 7 giorni su 7 a 55 animali confiscati che vivono nelle case sicure di CCF, CCF ha il mandato di costruire capacità nelle forze dell’ordine della fauna selvatica del Somaliland con LICIT (Legal Intelligence/Cheetah Illicit Trade), un progetto di 2,75 anni finanziato dal Governo del Regno Unito attraverso l’Illegal Wildlife Trade Challenge Fund. I partner CCF e LICIT. International Fund for Animal Welfare (IFAW) e Legal Atlas, sviluppano quadri legali, colmano le lacune nella legislazione esistente e forniscono formazione ai funzionari governativi nelle forze dell’ordine sia nazionali che regionali. CCF ei suoi partner stanno pianificando la loro prossima formazione LICIT ad Hargeisa per questo settembre.

    “CCF è lieta della cooperazione tra la Polizia del Somaliland, la Guardia Costiera, il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Rurale e il sistema giudiziario del Somaliland, che supportiamo attraverso LICIT. Consideriamo questo periodo di quiete di dieci mesi un progresso significativo nei nostri sforzi per fermare il commercio di ghepardi”, ha affermato la dott.ssa Laurie Marker, fondatrice e direttrice esecutiva di CCF. “Ma mentre siamo felici per il terreno che abbiamo guadagnato, sappiamo di avere ancora molto lavoro davanti a noi”.

    Fonte: Comunicato stampa Cheetah Conservation Fund

  • Angelo e i vigliacchi

    Angelo non ce l’ha fatta. Il cane Angelo simbolo della voglia di vivere, nonostante le terribili ustioni dovute ai tragici incendi della Sardegna e curato con passione dai veterinari, non ce l’ha fatta, troppo devastata dal fuoco ogni parte del suo corpo. Solo un cane? Guardando i suoi occhi, il suo corpo a brandelli molti di noi sanno che Angelo non era solo un cane ma il simbolo di una terra martoriata da pochi delinquenti che appiccano il fuoco e che dovrebbero morire loro tra le fiamme. Per chi dà fuoco ai boschi, ai campi, per chi distrugge case e vite, siano di persone o animali, non ci deve  essere giustificazione ma solo il massimo della pena. In Sardegna, e in altre parti d’Italia, è stato distrutto il lavoro, la tradizione, la vita stessa, e neppure i campi di lavoro forzati, ai quali dovrebbero essere condannati i piromani, sarebbero sufficienti a riparare il dolore degli occhi di Angelo, occhi che anche dopo la sua morte continueranno a ricordarci quanta vigliaccheria e violenza si nascondono negli occhi di certi umani.

  • Gli animali da compagnia provenienti da Paesi Terzi soppressi? L’UE non conosce i dati esatti

    Gli eurodeputati Olivier Chastel e Frédérique Ries hanno chiesto alla Commissione Europea i dati sul numero di animali da compagnia provenienti da Paesi Terzi soppressi ai sensi del Regolamento europeo sui movimenti a carattere non commerciale degli animali da compagnia (articolo 35 del Reg CE n.576/2013).
    Il regolamento prevede che siano eseguiti controlli documentali sui movimenti di pets da un paese extra UE. I controlli devono accertare la conformità della movimentazione alle regole dell’UE, anche mettendo l’animale da compagnia a disposizione delle autorità compenti qualora richiesto.  In caso di non conformità, l’animale in questione può essere rispedito nel Paese di provenienza, oppure isolato per accertamenti sanitari o di identificazione, oppure essere soppresso.
    Il regolamento infatti stabilisce che “in ultima istanza, qualora non sia possibile rispedirlo o l’iso­lamento non sia praticabile” il veterinario ufficiale, previa consultazione con il proprietario e se necessario può “sopprimere l’animale da compa­gnia in conformità delle norme nazionali applicabili in ma­teria di protezione degli animali da compagnia durante l’ab­battimento”.
    I due deputati belgi hanno anche chiesto in che misura venga consultato il proprietario dell’animale e in che modo la Commissione garantisca che la soppressione sia davvero l’ultima opzione.
    La Commissaria europea alla salute Stella Kyriakides, nella sua risposta, ha fatto sapere che la Commissione non dispone di dati in proposito e che gli Stati Membri non sono tenuti a trasmetterli. Il diritto europeo prevede che “ove necessario, l’autorità competente si consulti con il proprietario o con la persona autorizzata sulle misure da adottare quando dai controlli emergono non conformità” (articolo 35 del regolamento (CE) n. 576/2013). Anche “la portata di questa consultazione dipende dall’autorità competente”, alla quale spetta” decidere quando l’opzione di sopprimere l’animale è l’estrema misura applicabile”.

    Fonte: @anmvioggi

  • Parlamento UE: a rischio l’uso di antibiotici “salva vita” per gli animali

    Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’ANMVI – Associazione Italiana Medici Veterinari

    Anche le eurodeputate Simona Bonafè, Alessandra Moretti e Eleonora Evi hanno sostenuto una mozione priva di evidenze scientifiche

    (Cremona, 14 luglio 2021) – Delusione e sconcerto anche fra i Medici Veterinari italiani per il voto di ieri in Commissione ENVI (Salute e Ambiente) del Parlamento Europeo: anche con il foto favorevole di tre eurodeputate italiane (Bonafè, Moretti, Evi) è  stata approvata una mozione (cd mozione Hausling) che punta a negare i trattamenti antibiotici per le infezioni gravi e potenzialmente letali negli animali, sia degli allevamenti che da compagnia.

    Tutta la Veterinaria Europea aveva raccomandato agli eurodeputati della Commissione ENVI di non sostenere la mozione dell’eurodeputato tedesco Hausling perché del tutto priva di basi scientifiche e viziata da grossolani errori di valutazione del rischio.  L’ANMVI si era appellata agli eurodeputati italiani facendo presente la gravità della posta in gioco.

    Il risultato del voto di ieri è invece l’azzeramento della posizione della Commissione Europea che individuava- con fondatezza scientifica e principio one health-  i casi in cui riservare gli antimicrobici prioritari alle cure umane, senza però negare agli animali la possibilità di essere trattati con gli antimicrobici “essenziali” per la loro salute e per la loro stessa salvezza.

    ANMVI ringrazia gli eurodeputati che invece hanno respinto la mozione Hausling:  Fulvio Martuscello, Simona Baldassarre, Marco Dreosto, Silvia Sardone, Annalisa Tardino, Sergio Berlato, Pietro Fiocchi, Giuseppe Milazzo. Purtroppo i loro voti non sono bastati. L’auspicio è che la plenaria dell’Europarlamento rimedi ad una clamorosa negazione del Trattato di Lisbona per il quale gli animali sono “esseri senzienti”.

    ANMVI ringrazia gli eurodeputati che invece hanno respinto la mozione Hausling:  Fulvio Martuscello, Simona Baldassarre, Marco Dreosto, Silvia Sardone, Annalisa Tardino, Sergio Berlato, Pietro Fiocchi, Giuseppe Milazzo. Purtroppo i loro voti non sono bastati. L’auspicio è che la plenaria dell’Europarlamento rimedi ad una clamorosa negazione del Trattato di Lisbona per il quale gli animali sono “esseri senzienti”.

    Fonte: Ufficio stampa ANMVI

  • Liberati cinque maschi di ghepardo nella Riserva di Erindi

    Nei giorni scorsi in Namibia i 5 maschi selvatici di ghepardo che erano stati ritenuti adatti alla reintroduzione in natura sono stati liberati.

    Dopo avere effettuato i controlli sanitari e dopo aver fissato i radiocollari per monitorare i ghepardi, sono stati trasportati nella Riserva Privata di Erini per essere liberati.

    Il CCF continuerà a monitorare gli spostamenti dei ghepardi per almeno 6 mesi, e poi si valuterà la loro adattabilità. Saranno liberi, e come tali si ciberanno di prede in modo naturale.

    Come sempre siamo felici quando vediamo che altri ghepardi si aggiungono a quelli in libertà.

    Fonte: CCF – Cheetah Conservation Fund

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