Animali

  • Animali e uomini: incontri o scontri?

    Si intitola ‘Animali e uomo: incontri e scontri’ la conferenza che si svolgerà, in modalità on line, martedì 14 luglio, dalle ore 18, sulla piattaforma zoom. All’evento, che verterà sulle relazioni travagliate e diversificate   tra l’homo sapiens e le altre specie, parteciperanno Betty Von Hoenning del Cheetah Conservation Fund Italia, Marco Ciavannei del Parco Zoo Punta Verde di Lignano Sabbiadoro, Francesca Bandoli del Giardino Zoologico di Pistoia, Evelina Isola di Distav Unige, Roberta Castiglioni, CSFV – Società Italiana di Scienze naturali/Parco Faunistico Le Cornelle, Maria Pia Bobbioni, psicanalista, socio fondatore di Nodi Freudiani, Giovanni Quintavalle Pastorino, Manchester Metropolitan University.

    Alla fine degli intervenni sarà possibile porre domande ai relatori.

    Chi vorrà partecipare potrà farlo registrandosi al seguente link:

    https://us04web.zoom.us/j/72601543029?pwd=R0c5Ulk4Zk1BNlVLMVFmT1BvMFM2QT09

     

  • I lupi non possono essere catturati o soppressi, come prevede la direttiva ‘Habitat’. Lo stabilisce la Corte europea

    Come i nostri lettori ricorderanno diverse volte, nel passato, abbiamo avuto modo di scrivere per segnalare le tante false notizie circolate sui lupi, le uccisioni crudeli di alcuni questi animali che vivono con una organizzazione  sociale di reciproco sostegno. Abbiamo anche parlato, e aspramente  criticato, i tentativi di alcune regioni, specie del nord est, di violare la direttiva europea Habitat. Fortunatamente il Ministro italiano dell’Ambiente ha sempre difeso la normativa e la vita delle specie protette.

    Nei giorni scorsi la Corte europea, con buona pace di certi cacciatori, veri o presunti agricoltori e di certi amministratori si è pronunciarsi stabilendo in modo inequivocabile che la direttiva Habitat va sempre applicata. Secondo questa direttiva anche i lupi che lasciano il loro territorio d’origine e vanno in territori abitati dall’uomo non possono essere catturati o soppressi. Gli Stati membri dell’Unione Europea devono adottare  tutti i provvedimenti necessari alla tutela delle specie animali protette. Per i lupi e per le specie protette non vi devono essere confini o barriere, un esemplare selvatico deve essere protetto anche all’interno di zone abitate dagli uomini infatti, dice la Corte, l’area di ripartizione naturale è più ampia dello spazio geografico nel quale l’animale vive e poi si sposta secondo il suo orientamento naturale. La pronuncia della Corte mette un punto fermo e sarà inutile che nel futuro si cerchi di infrangere la direttiva chiedendo ingiustificabili deroghe.

    Certo i bracconieri continueranno a mietere vittime e purtroppo troveremo ancora lupi impallinati o impiccati ma spetterà a ciascuno di noi vigilare e alle forze dell’ordine impedire queste uccisioni o consegnare alla giustizia chi le ha commesse.

    Per quanto riguarda il problema degli allevatori ripetiamo, per l’ennesima volta, che gli armenti vanno tenuti recintati e sorvegliati da cani che, come il pastore abruzzese e maremmano, sono il miglior deterrente per proteggere le povere bestie non solo dai lupi. Proprio per venire incontro agli allevatori ci sono associazioni che allevano e regalano i cani da guardia per gli armenti e nell’eventualità che un lupo uccida un animale  dall’allevamento, se è effettivamente provato  visto che i lupi di prendono  anche colpe di altri, vi sono risarcimenti specifici.

  • Ricetta veterinaria obbligatoria per arginare il commercio illecito dei farmaci

    Durante il lungo periodo della chiusura giocoforza moltissime persone,in più del solito, si sono rivolte agli acquisti on line e, come purtroppo accade spesso, sono aumentate le truffe e gli illeciti.

    Il presidente dell’Anmvi, dottor Marco Melosi, si è recentemente rivolto al Ministero della Salute chiedendo un intervento urgente, quali l’applicazione delle misure che sono già allo studio ma che non sono ancora divenute esecutive, per arginare ed impedire il commercio illecito di farmaci veterinari. La vendita di farmaci veterinari senza adeguata prescrizione non è solo pericolosa in sé ma oltre a essere un illecito, consentendo guadagni esenti da ogni tassazione, è ulteriormente pericolosa perché molto spesso sono  venduti farmaci illegali o farmaci che, non utilizzati correttamente, possono portare a gravi conseguenze. Preoccupa inoltre che siano tornati attivi siti commerciali che erano già stati oscurati nel passato, il che dimostra la mancanza di controlli adeguati su quanto viaggia sulla rete.

    La ricetta veterinaria, ricorda il presidente, è un atto sanitario ed eludere la ricetta non è solo una violazione ma può portare a conseguenze nocive, non solo per l’animale che si deve curare. Infatti Il problema diventa particolarmente rilevante quando si tratta di medicinali per animali d’allevamento, l’utilizzo, ad esempio, di eccessivi antibiotici, sia per gli animali da latte che da carne, comporta conseguenze negative anche per la salute e per  l’alimentazione delle persone. Inoltre spesso i medicinali venduti in rete, senza i debiti controlli, sono contraffatti, come è già più volte avvenuto per i farmaci per gli umani. Dietro la vendita illegale o di prodotti contraffatti vi è un enorme giro di denaro che arricchisce le associazioni criminali. Il governo ha voluto la tracciabilità dei farmaci veterinari tramite l’obbligo della ricetta veterinaria proprio per la tutela della salute degli animali e degli uomini ed i medici veterinari si sono sobbarcati questo incarico. La loro disponibilità e attenzione non può oggi essere vanificata dalla mancanza di controllo dei siti commerciali.

    Aggiungiamo, assumendocene la responsabilità, che ci siamo, anche come clienti, assoggettati a questa regola anche quando, in certi casi, per gli animali da compagnia, non sarebbe stata così indispensabile proprio perché crediamo nella necessità di identificare e tutelare ogni ruolo rivolto alla salvaguardia del benessere animale ed i veterinari si sono sobbarcati questo ulteriore sforzo di organizzazione che ha consentito, durante la chiusura, di poter usufruire direttamente in farmacia della ricetta veterinaria. Tollerare perciò che vi siano ancora tanti modi per eludere la legge e mettere in pericolo la salute è inaccettabile,  i medicinali devono essere tracciabili e si deve essere in grado di  contrastare tutte le pratiche illecite.

     

  • I cani restano delusi quando percepiscono di non essere abbastanza allenati a salvare il loro padrone

    I cani cercheranno di salvare gli umani, se sanno come comportarsi, e il fallimento li porta a livelli elevati di stress e ansia. Questo è quanto emerge da uno studio, pubblicato su PLOS One e condotto dagli esperti del Dipartimento di Psicologia della dell’Arizona State University, che hanno elaborato un esperimento per verificare il comportamento dei cani in situazioni di difficoltà.

    “Abbiamo valutato l’atteggiamento di 60 cani non addestrati al salvataggio degli umani e osservato le loro reazioni in situazioni di emergenza simulata”, spiega Joshua Van Bourg, neolaureato presso l’Arizona State University. “E’ una credenza comune l’idea che i nostri amici a quattro zampe siano disposti ad aiutarci, ma volevamo capire le motivazioni di questo comportamento”, aggiunge Clive Wynne, coautore della ricerca. “Nel test principale abbiamo chiesto ai proprietari di esprimere urgenza e richieste di aiuto verso i loro animali domestici, dopo essere stati confinati in una scatola con una porta leggera. Abbiamo però chiesto loro di non pronunciare il nome del loro cane, per evitare bias di aspettative da parte degli animali”, spiegano i ricercatori, sostenendo che un terzo dei cani è intervenuto per salvare il padrone, ma non era ancora chiaro quanto fosse determinante la comprensione della situazione di emergenza da parte dell’animale. “Abbiamo quindi condotto un altro esperimento facendo cadere del cibo nella scatola, e solo 19 dei 60 cani hanno aperto la scatola. Questo dimostra che il salvataggio del padrone richiede più di una semplice motivazione, sembra che ci siano motivazioni più profonde, come la necessità di capire come comportarsi. Il test di controllo sembra suggerire che la difficoltà dipenda dalla valutazione delle proprie abilità. I cani vogliono salvare gli uomini, ma devono sapere come riuscirci”, prosegue Van Bourg. “Nella terza fase il proprietario era seduto all’interno della scatola e leggeva a voce alta una rivista, con un tono calmo e pacato. Solo 16 cani hanno aperto la scatola e raggiunto i proprietari. Il nostro studio è’ un’ulteriore prova dell’aiuto incondizionato che i cani sono disposti a offrire alle persone che amano”, prosegue l’esperto, precisando che nelle situazioni di emergenza simulata, i cani hanno mostrato comportamenti che possono indicare stress, come lamenti, movimenti e latrati. “La richiesta d’aiuto da parte del proprietario ha aumentato i livelli di stress osservati negli animali, che non si sono abbassati quando la voce calma del padrone sembrava rassicurante. In sostanza, questi comportamenti individuali sono prove della profonda empatia che i cani possono sperimentare con i loro compagni umani”, sostiene Wynne. “Anche senza addestramento, molti cani cercheranno di salvare le persone che sembrano essere in difficoltà, e il fallimento li porta a essere ancora più ansiosi di intervenire”, concludono gli autori, che hanno in programma di indagare sulla profonda connessione tra cane e padrone, operando delle modifiche nella procedura sperimentale per verificare se il desiderio di intervenire nasce solo dalla vicinanza con i padroni.

  • Remembering Cheetas: il libro fotografico con le più belle immagini dell’affascinante felino

    10 le immagini vincenti del concorso fotografico Remembering Cheetahs, che saranno incluse nel libro fotografico che uscirà il 12 ottobre, scelte durante una diretta Facebook dalla dptt.ssa Laurie Marker collegata dalla Namibia, e la fotografa, esperta di natura e viaggi, Margot Raggett. I dieci autori, la cui scelta non è stata affatto facile, sono: Andy Howe, Ben Cranke, Benoit Bussard, Bertus Venter, Dee Roelofsz, Franceso Veronesi, Fred Vogt, Robert L Keyser III, Sue Morris e Vicki Jauron. Grande la partecipazione del pubblico che ha permesso anche che il concorso raccogliesse più di 11,000 sterline per progetti legati ai ghepardi.

  • Prodotti per uccelli in cima agli acquisti online per i propri animali durante la pandemia

    Durante l’emergenza Covid-19 gli italiani hanno incrementato il ricorso ai servizi di e-commerce non solo per fare la spesa online e per ordinare beni di prima necessità, ma anche per comprare cibo e articoli per i propri amici a quattro zampe, anche loro confinati in casa. Idealo, portale internazionale di comparazione prezzi ha riscontrato che durante il lockdown gli acquisti in questo segmento maggiormente cresciuti hanno riguardato i prodotti per uccelli (+235,6%), i prodotti di acquaristica (+171,2%) e quelli per cani (+145,7%) e gatti (+115,6%).

    Dal confronto tra la fase di lockdown ed il periodo precedente emerge che i prezzi dei 21 articoli maggiormente cercati sono aumentati mediamente del 2,9%. Si tratta, tuttavia, di una percentuale media che comprende tutte le categorie sommate tra loro in termini di costi mensili; preso individualmente ogni singola tipologia di prodotto è stata oggetto di fluttuazioni molto maggiori. Nel dettaglio, tra gli articoli il cui prezzo è diminuito troviamo: cibo per gatti (-18,4%), tiragraffi (-14,0%), accessori per acquari (-10,0%), cibo per cani (-9,6%), ciotole per animali (-7,8%), mangime per pesci (-6,6%), filtri e pompe per acquari (-4,6%), gabbie per uccelli e voliere (-3,1%). Viceversa, tra i prodotti il cui prezzo è aumentato vi sono: acquari (+0,4%), guinzagli e collari per cani (+0,6%), accessori per cani (+3,6%), mangime per uccelli (+5,6%), toelettatura (+5,8%), abbigliamento per cani (+7,5%), farmaci veterinari (+8,3%), lettiere per gatti (+13,7%), giochi per cani (+14,2%), cucce per cani e gatti (+17,1%), trasportini (+20,3%), casette per uccelli (+24,1%) e infine accessori per uccelli (+28,1%).

    Confrontando invece l’andamento dei prezzi tra la prima Fase 2 (dal 4 al 12 maggio) col periodo di lockdown risulta che sono molti di più i prodotti il cui prezzo è diminuito, con una media del -7,7%: cucce per cani e gatti (-19,4%), giochi per cani (-16,6%), acquari (-15,4%), articoli di toelettatura (-13,6%), filtri e pompe per acquari (-11,8%), gabbie per uccelli e voliere (-11,5%), trasportini (-9,4%), casette per uccelli (-6,9%), accessori per uccelli (-6,5%), mangime per uccelli (-5,0%), accessori per acquari (-4,0%), ciotole per animali (-2,2%), mangime per pesci (-0,3%), guinzagli e collari per cani (-0,1%). Anche in questo caso vi sono però prodotti il cui prezzo è considerevolmente aumentato; si tratta di: abbigliamento per cani (+2,1%), cibo per cani (+4,0%), cibo per gatti (+10,8%), lettiere per gatti (+13,2%), tiragraffi (+13,4%) e infine accessori per cani (+23,0%).

  • Farm to Fork Strategy: le regole dell’allevamento sostenibile varate dalla Commissione europea

    La Commissione Europea vara la strategia “Dal produttore al consumatore” (Farm to Fork Strategy) per approdare a un nuovo sistema alimentare europeo caratterizzato dalla “sostenibilità”. L’allevamento sarà fra i settori guida di questa transizione: una road map per il benessere animale e un’altra per ridurre del 50% le vendite di antibiotici, applicando i nuovi regolamenti europei dei farmaci veterinari e dei medicati. I testi.
    Agricoltori, allevatori, pescatori e acquacoltori europei avranno un ruolo fondamentale nella transizione verso un sistema alimentare più equo e sostenibile, quel nuovo sistema alimentare, delineato il 20 maggio scorso dalla Commissione Europea, e che va sotto il nome di Farm to Fork Strategy.
    “Sostenibilità” – E’ la parola chiave della Strategia. Le pratiche sostenibili saranno finanziate, perchè l’UE intende “fare della sostenibilità il marchio dell’Europa”, il che vuol dire “aprire nuove opportunità commerciali e diversificare le fonti di reddito per gli agricoltori e i pescatori europei”.

    Sostenibilità, nel documento della Commissione Europea,  vuol dire:
    – salvaguardia della la sicurezza alimentare
    – accesso a regimi alimentari sani provenienti da un pianeta sano
    – riduzione dell’impatto ambientale e climatico
    – protezione della salute dei cittadini
    – garanzia di sostentamento agli operatori economici.
    Dimezzare le vendite di antimicrobici entro il 2030 – La Farm to Fork Strategy stabilisce alcuni obiettivi di trasformazione dell’attuale sistema alimentare dell’UE, individuando- subito dopo la riduzione di pesticidi e fertilizzanti- la riduzione del 50 % delle vendite di antimicrobici utilizzati per gli animali d’allevamento e l’acquacoltura entro il 2030
    La Commissione Europa rimanda ai nuovi regolamenti sui medicinali veterinari e sui mangimi medicati, applicabili  dal 2022, che prevedono un’ampia gamma di misure concrete per limitare ulteriormente l’uso degli antimicrobici per gli animali e promuoverne un uso prudente e responsabile. “L’impatto concreto delle misure porterà a una diminuzione dell’uso di antimicrobici per gli animali da allevamento e le vendite di tali prodotti saranno monitorate su base annua”- scrive la Commissione.
    Etichettatura e benessere animale – Fra gli altri obiettivi, la Strategia prevede inoltre  di destinare il 25 % dei terreni agricoli all’agricoltura biologica e introdurre un sistema di etichettatura che risponda più adeguatamente alle esigenze di informazione dei consumatori in materia di alimenti sani e sostenibili. Inoltre, la Strategia è accompagnata da una serie di appendici fra cui una road map dedicata al benessere animale e alla verifica, a partire da quest’anno, dell’adeguatezza della pertinente legislazione unionale.
    Il benessere degli animali  – spiega la Commissione- si traduce nel miglioramento della salute degli animali e della qualità degli alimenti e in una minore necessità di medicinali, e può contribuire a preservare la biodiversità. La Commissione sta valutando le disposizioni vigenti in materia di benessere degli animali, comprese quelle sul trasporto e sulla macellazione degli animali, e sottoporrà a revisione la normativa dell’Unione. La Commissione prenderà inoltre in esame varie opzioni per l’etichettatura relativa al benessere degli animali, ponendo i consumatori nelle condizioni di scegliere e offrendo nel contempo agli agricoltori incentivi per il miglioramento del benessere degli animali.
    La Commissione agevolerà inoltre l’immissione sul mercato di additivi per mangimi sostenibili e innovativi che contribuiscano a ridurre l’impronta di gas a effetto serra e l’inquinamento dell’acqua e dell’aria ad essi associati.
    Incoraggiare la scelta di prodotti sostenibili- Lo sviluppo della produzione zootecnica sostenibile nell’UE sarà cruciale per ridurre l’impatto ambientale e climatico della produzione animale. La politica agricola comune (PAC) accompagnerà la transizione verso sistemi di allevamento sostenibile supportando soluzioni innovative e pratiche di produzione sostenibile. La domanda di prodotti sostenibili sarà  promossa elaborando un’etichettatura di sostenibilità dei prodotti alimentari a livello dell’UE e prendendo nel contempo in esame l’etichettatura relativa al benessere degli animali per collegare gli sforzi compiuti in termini di sostenibilità nelle aziende alla domanda da parte dei consumatori.
    Per incoraggiare i consumatori a scegliere alimenti prodotti in modo più sostenibile, la Commissione riesaminerà inoltre il programma dell’UE di promozione dei prodotti agricoli al fine di rafforzarne il contributo alla produzione e al consumo sostenibili, in linea con l’evoluzione dei regimi alimentari. Per quanto riguarda la carne, tale revisione dovrebbe concentrarsi sul modo in cui l’UE può utilizzare il programma di promozione per sostenere i metodi di produzione animale più sostenibili ed efficienti in termini di emissioni di carbonio.
    Il programma Orizzonte Europa promuoverà inoltre le attività di ricerca volte ad aumentare la disponibilità e le fonti di proteine alternative quali le proteine di origine vegetale, microbica e marina e a base di insetti e i prodotti sostitutivi della carne.

    Fonte: @nmvioggi del 22 maggio 2020

  • Ritorno alla natura

    Pronti per la liberazione in natura due bei maschi arrivati nella sede del Cheetah Conservation Fund in Namibia il 7 maggio scorso. Sono stati prelevati loro sangue e sperma e sono stati collarizzati con GPS. Hanno circa 4 anni, sono in ottima salute e sono molto grandi, 45 e 47 kg di peso. Ancora una volta l’équipe del CCF è entrata in azione al 100% per far sì che i due ghepardi ottenessero le cure migliori possibili.

  • La farmacopea o medicina tradizionale cinese e gli animali

    Proponiamo di seguito un articolo del dott. Giovanni Bellani, zoologo e museologo, pubblicato su Rivista Natura (www.rivistanatura.com) il 10 maggio 2020

    La farmacopea cinese ha una tradizione millenaria (più di 2500 anni) ed è assai radicata nella cultura popolare. Non sarà quindi facile per il governo cinese introdurre cambiamenti nell’uso di alcuni rimedi naturali di origine animale molto usati e apprezzati da un numero enorme di cinesi, specialmente delle classi meno abbienti.

    Per questo tipo di medicina vengono utilizzate molte specie di animali selvatici come la tigre, l’orso tibetano, il leopardo nebuloso, alcune rare specie di piccoli felidi, rinoceronti, cervi, scimmie, pangolini (per le scaglie), topi, tartarughe, serpenti, lucertole, squali e tanti altri.

    Molte volte la medicina ufficiale ha dimostrato scientificamente l’infondatezza e la non veridicità dei benefici di queste sostanze estratte dagli animali, come per esempio l’efficacia di un rimedio antitumorale ricavato dalle pinne di squalo, ecc…

    Nonostante ciò, la tigre  è vista come una farmacia ambulante (vedi tabella) e, infatti, la tigre cinese è praticamente estinta allo stato selvaggio, ridotta a circa 25 esemplari, e le altre tigri sono classificate in via di estinzione in ogni altro Paese asiatico; per questo ormai in Cina sono presenti alcune fattorie in cui si allevano tigri allo scopo di macellarle.

    Una delle cause principali (per il 90% negli ultimi 40 anni) che ha ridotto tutte e cinque le specie di rinoceronti sull’orlo dell’estinzione è la caccia, alla quale sono stati sottoposti questi pachidermi per impadronirsi dei loro corni, venduti sui mercati orientali a peso d’oro e utilizzati nelle farmacie per curare l’impotenza maschile o come afrodisiaco.

    Inoltre, il lockdown istituito per l’attuale pandemia in alcuni Paesi africani e la chiusura dei parchi ai turisti stanno lasciando libero spazio ai bracconieri, che in questi mesi hanno incrementato le uccisioni di rinoceronti.

    Anche gli orsi neri tibetani o orsi della luna (Ursus Selenarctos thibetanus) vengono allevati in fattorie in condizioni spaventose, con un catetere perennemente inserito nella cistifellea, attraverso il quale viene raccolta la bile, utilizzata per curare alcune malattie (perfettamente guaribili con altre sostanze farmaceutiche assai più efficaci).

    Nonostante 18 provincie cinesi si siano dichiarate contrarie a questa attività, pare siano ancora 250 le cosiddette “fattorie della bile” presenti sul territorio cinese (altre ce ne sono, pare, in Vietnam, anche se in questo Paese sono state dichiarate illegali già dal 1999…).

    Le tigri, farmacie viventi:

    • Artigli di tigre: usati come sedativo per l’insonnia
    • Denti: usati per curare la febbre
    • Grasso: usato per trattare la lebbra e i reumatismi
    • Pelle del naso: utilizzata per il trattamento di ferite superficiali come i morsi
    • Ossa di tigre: usato come farmaco anti-infiammatorio per il trattamento di reumatismi e artrite, debolezza generale, mal di testa, rigidità o paralisi nella parte bassa della schiena e delle gambe e dissenteria; si fa anche un vino ottenuto macerando le ossa in un liquore di riso.
    • Bulbi oculari: usati per trattare l’epilessia e la malaria
    • Coda: usata per trattare le malattie della pelle
    • Bile: usata per trattare le convulsioni nei bambini associati a meningite
    • Baffi: usati per curare il mal di denti
    • Cervello: usato per trattare la pigrizia e i brufoli
    • Pene: usato in pozioni d’amore come la zuppa di tigre, considerata un  afrodisiaco
    • Deiezioni o feci: usate per trattare bolle, emorroidi e curare l’alcolismo
  • Culture orientali e occidentali

    Pubblichiamo di seguito un articolo del dott. Dott. Giovanni Bellani scritto per Rivista Natura (www.rivistanatura.com) il 10 maggio 2020

    Ogni civiltà, ogni cultura ha evoluto le proprie conoscenze e tradizioni in base alle condizioni geografiche e ambientali in cui si è sviluppata; così ogni popolo presenta caratteristiche proprie, sia per quanto riguarda la gastronomia e le abitudini culinarie, sia nella concezione del rapporto con gli animali selvatici che lo circondano e dei quali spesso si nutre.

    Non voglio, quindi, giudicare e tantomeno condannare la legislazione di una nazione che, come la Cina, in pochi decenni è passata da un dominio imperiale millenario che governava attraverso una struttura di tipo feudale e con un’economia agricola poverissima, fino a diventare una Repubblica popolare con la crescita economica più rapida al mondo.

    Anche noi, Paesi occidentali, abbiamo le nostre colpe nei riguardi dell’ambiente e degli animali selvatici; abbiamo distrutto gran parte del nostro territorio boschivo insieme ai grossi predatori che lo abitavano (orsi, lupi, linci, gatti selvatici, aquile e avvoltoi…).

    Abbiamo abitudini gastronomiche specifiche; infatti, ci nutriamo delle carni dei suini che, per esempio nei Paesi musulmani, non vengono consumate, così come in altri Paesi non si producono insaccati, poiché vengono schifati così come avviene per rane e lumache, animali il cui consumo non è condiviso da tutti. Abbiamo maltratto per secoli le oche, ingozzandole in modo innaturale per ottenere il fegato grasso (fois gras), uccidiamo tori torturandoli per far spettacolo nelle corride (considerate in Spagna “patrimonio culturale”) e, per quanto riguarda i gatti, le dicerie sui vicentini la dicono lunga. Per non parlare poi di certe grappe molto apprezzate perché in esse vengono annegate vipere vive che poi restano sul fondo alla bottiglia.

    I nostri allevamenti intensivi di bovini, suini e avicoli fino a qualche anno fa  erano dei veri “lager”. Con l’attenuante del risparmio economico abbiamo nutrito i nostri bovini da carne con farine di origine animale a basso prezzo, dannose per il metabolismo fisiologico di questi erbivori ruminanti,  provocando l’insorgenza di un “prione”, una molecola che provocava una malattia nervosa detta “mucca pazza”, trasmissibile anche all’uomo; nel 2001 il mercato delle carni bovine ebbe un tracollo con enormi danni economici e per anni sparì dalle nostre tavole la famosa “costata fiorentina” ottenuta dai bovini di razza “Chianina” il cui allevamento è andato quasi perduto.

    Se analizziamo tutti i fenomeni finora riportati, possiamo concludere che allevare e consumare animali detenuti secondo norme igienico-sanitarie deplorevoli, e quindi rischiose, con conseguenti maltrattamenti al limite della tortura, è molto pericoloso anche per la nostra stessa salute.

    Una potenziale soluzione che ci potrebbe guidare fuori dei pericoli di prossime epidemie potrebbe essere l’applicazione anche sui mercati orientali di alcune normative:

    Controllare ininterrottamente ed assiduamente che sui mercati non vegano vendute specie in via di estinzione che compaiono nella Red List IUCN e nella Convezione CITES

    Vietare il commercio di specie selvatiche catturate nell’ambiente naturale senza che prima vengano fatti controlli veterinari e opportuni periodi di quarantena.

    Controllare che le modalità di allevamento e di esposizione sui mercati di animali vivi, siano compatibili con le normative dettate dalle disposizioni per il “Benessere animale” che si basa sulle “5 libertà”

    L’applicazione delle Cinque libertà forse ci salverà dal pericolo di prossime epidemie

    A mio parere, una delle normative di enorme valore etico che l’Unione Europea abbia mai adottato all’interno della Politica Agricola Comunitaria si riferisce al riconoscimento del Benessere animale come diritto che si basa sulle “5 Libertà”:

    • Prima libertà: dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione garantendo all’animale l’accesso ad acqua fresca e ad una dieta che lo mantenga in piena salute
    • Seconda libertà: di avere un ambiente fisico adeguato dando all’animale un ambiente che includa riparo e una comoda area di riposo
    • Terza libertà: dal dolore, dalle ferite, dalle malattie prevenendole o diagnosticandole/trattandole rapidamente
    • Quarta libertà: di manifestare le proprie caratteristiche comportamentali specie-specifiche fornendo all’animale spazio sufficiente, strutture adeguate e, se è il caso anche la compagnia di animali della propria specie (specialmente per i Primati)
    • Quinta libertà: dalla paura e dal disagio assicurando all’animale condizioni e cura che non comportino sofferenza psicologica.

    Oggi in Europa abbiamo molte università che presentano facoltà, specialmente di Veterinaria, in cui vi sono corsi specializzati in Benessere animale.

    Secondo un sondaggio del WWF internazionale, il 90% dei cinesi intervistati nel Sud del Paese, è contrario ai wet market se non regolamentati.

    Quindi la situazione dei wet market e delle fattorie dove si allevano animali selvatici in Cina potrebbe molto migliorare se il governo di questa nazione decidesse di accettare tali normative e impiegando risorse economiche per istituire Organi di controllo intensivi e funzionanti, con personale specializzato ed efficiente in grado di farle rispettare non solo su tutto il territorio ma specialmente nei mercati per il commercio di animali vivi e/o selvatici.

    Migliorerebbe l’opportunità di tenere sotto controllo l’insorgenza di nuove forme virali avendone individuato l’ospite originale e potendo così risalire con certezza all’ospite (o agli ospiti) intermedi.

    Ma se dopo la catastrofe pandemica provocata dal COVID-19 nulla cambierà, avremo perso l’occasione per vincere un’importante battaglia etica per i diritti degli animali e al contempo per utilizzare un’arma assai efficiente per contrastare in modo tutto sommato semplice, anche se per certi versi rivoluzionario, l’insorgenza di ulteriori epidemie.

    Se così non sarà «Cominciamo ad occuparci della prossima pandemia», come dice il biologo americano Jared M. Diamond, Premio Pulitzer 1998 e grande sostenitore della chiusura dei wet market così come vengono attualmente gestiti.

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