Animali

  • La giornalista Diana Lanciotti invita il Governo italiano ad affrontare con il Presidente Xi Jinping anche il tema dei diritti degli animali in Cina

    Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Diana Lanciotti, giornalista, scrittrice e fondatrice del ‘Fondo Amici di Paco’, in occasione della visita in Italia del Presidente cinese Xi Jinping, ha inviato al Presidente del Consiglio e ai Ministri dell’Ambiente e degli Esteri per invitarli ad affrontare anche il tema dei diritti degli animali spesso violati in Cina, con particolare riferimento alla manifestazione “Festival della carne di cane”, che si svolge ogni anno a Yulin, a partire dal 21 giugno.


    Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
    Ministro dell’Ambiente Sergio Costa
    Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi
    p.c. Ministro dell’Interno Matteo Salvini

    Desenzano del Garda, 21 marzo 2019

    OGGETTO: Rapporti Italia-Cina e diritti degli animali

    Egregio Presidente, egregi Ministri,

    in occasione della visita in Italia del Presidente cinese vorrei portare alla vostra attenzione il “Festival della carne di cane”, una tristissima manifestazione che ogni anno si svolge a Yulin, in Cina, a partire dal 21 giugno.
    Un’usanza che comporta l’uccisione di 10.000 cani (ma si parla anche del doppio) che vengono stipati in gabbia per le strade per essere scelti dai “clienti”, e poi essere uccisi e cucinati.
    Un’atrocità che non si può giustificare appellandosi alla tradizione.

    Da alcuni anni, secondo l’approccio “non urlato” e pacato che ci contraddistingue, il Fondo Amici di Paco ha richiamato l’attenzione di media e istituzioni sul “Festival di Yulin” e ho personalmente scritto all’Ambasciatore cinese in Italia per invitarlo a far pressioni sul proprio governo affinché questa manifestazione, che giustamente indigna il resto del mondo, venga annullata per sempre.

    Mi permetto perciò di indicarvi il link al mio sito (https://www.dianalanciotti.it/2018/06/festival-della-carne-di-cane-di-yulin-ancho-me-lo-mangio-di-baci/) da cui l’anno scorso ho lanciato una campagna di sensibilizzazione sul “Festival della carne di cane”, pregandovi di voler trattare con i vostri interlocutori cinesi anche questo argomento e, più estesamente, quello dei diritti degli animali, in varie circostanze violati in Cina. Come nel caso delle “fattorie della bile”, in cui gli orsi sono tenuti prigionieri in condizioni terrificanti per estrarre loro la bile per usi “medicamentosi”, e gli allevamenti di animali da pelliccia.

    Sono sicura che prenderete a cuore la mia richiesta, che interpreta le aspettative di milioni di persone che considerano il rispetto verso ogni essere vivente un valore fondante della società civile.

    Con i più cordiali saluti, vi ringrazio e vi auguro buon lavoro

    Diana Lanciotti
    Fondatrice e presidente onorario Fondo Amici di Paco

     

  • Addestrati a correre e uccisi quando non occorrono più: il triste destini dei cani Calgos in Spagna

    E’ allarme in Spagna per la situazione dei cani calgos. Considerati ‘cani da lavoro’ e non animali domestici sono utilizzati come oggetti di reddito e quando non servono più per mansioni per le quali sono stati allevati vengono massacrati e abbandonati. I galgos possono raggiungere velocità molto alte e per questo sono adoperati per le gare di corsa e per la cacci a vista, mansione, quest’ultima, per la quale sono nutriti poco affinché diventino particolarmente aggressivi. Si calcola che la loro vita si aggiri attorno ai 3/5 anni. La situazione per i calgos diventa drammatica a febbraio, cioè quando la stagione della caccia volge al termine e quindi, non più utili, si realizza il loro tragico destino. Poco accuditi e curati sin dalla nascita vengono tenute in vita solo dal pane e dall’acqua. Sono costantemente addestrati, ma in modo esagerato, in modo pericoloso, per spingerli a correre a velocità estrema e, così facendo, sono spesso legati dietro una macchina da corsa o su un tapis rulant! Pur a conoscenza della tragica situazione il governo fa molto poco perché molti suoi membri sono cacciatori. In un paese che ha quasi 17 mila galgueros confederati (allevatori ufficiali) e dove non c’è alcun tipo di registrazione sulle loro nascite e morti, i galgos sono purtroppo lasciati al loro orribile destino. L’allevamento di Galgos è illegittimo in quanto non vi è alcun controllo e vengono uccisi numerosi cuccioli considerati di razza inadatta o non pura. Un singolo galguero può possedere fino a 10 cani, la maggior parte senza un tatuaggio o un microchip, segni particolari di identificazione sono i tagli alle orecchie, usando le forbici e senza anestesia. Vivono in condizioni igieniche precarie, sono scheletrici perché malnutriti e sebbene in Spagna ci siano delle leggi contro i maltrattamenti di animali non di rado si vedono per strada calgos ai quali sono state spezzate le zampe o addirittura appesi agli alberi a testa in giù. In Europa ci sono numerose associazioni che hanno recuperato e riabilitato cani calgos che per natura non sono aggressivi, una volta infatti riavvicinati alla ‘normale’ vita da cani vengono usati per la pet therapy, soprattutto per curare bambini affetti da autismo.

  • Animali e padroni sepolti insieme, in Lombardia adesso si può

    In tema di animali ancora notizie buone e notizie cattive, dalla  Lombardia arriva una buona notizia per gli amanti degli animali, il Consiglio Regionale ha approvato a febbraio una legge, in materia di servizi funerari, che include la possibilità di far tumulare il proprio animale nella tomba del padrone. E’ il primo provvedimento in Italia che affronta questo argomento, ovviamente vi sono delle clausole da rispettare, l’animale deve essere cremato e può essere sepolto, in una teca separata, nello stesso loculo del suo padrone o nella tomba di famiglia, su espressa volontà del defunto o dei suoi eredi. Una possibilità che va incontro a molte richieste di amanti degli animali. La notizia è buona ma potrebbe diventare cattiva se male applicata ed interpretata la legge, infatti sarà necessaria una stretta sorveglianza ed attenzione per evitare che gli eredi, non volendo mantenere il cane o il gatto del defunto, si affrettino a far concludere la vita anche all’animale del morto, basta la solita puntura e l’animaletto incenerito sarà bello e pronto per essere tumulato con il suo umano. Inoltre è stata anche premura della presidente della commissione Sanità far votare un ordine del giorno che impegna la giunta a farsi portavoce presso i comuni affinché sulle lapidi non vi siano né riferimenti né fotografie dell’animale tumulato. Già gli antichi egizi, e non solo loro, venivano tumulati con i loro animali, purtroppo spesso vivi, speriamo che la nuova legge rappresenti una tappa di civiltà e di maggiore attenzione verso le persone che amano gli animali e verso gli animali e non diventi un nuovo business o peggio la scusa per sopprimere animali rimasti “orfani”.

    Dal Lazio la buona notizia di una nuova azione dei carabinieri che hanno sventato, vicino a Cerveteri, un traffico illegale di cani rubati. I malviventi rapivano cani di razza, in molti casi cani da caccia, e li rivendevano nella provincia e quando non riuscivano a smerciarli li uccidevano. Nel sequestro, avvenuto in due terreni agricoli, sono stati rinvenuti 54 cani dei quali 15 cuccioli. I sequestratori espiantavano  i microchip per evitare che i cani potessero essere riconducibili ai loro legittimi proprietari. Durante l’azione i carabinieri hanno anche sequestrato farmaci per uso veterinario, bisturi, siringhe, collari elettrici e anche armi e munizioni. Inoltre sono state trovate le carcasse di vari animali morti. Se buona è la notizia dell’intervento dei carabinieri rimane la pessima notizia che per fare soldi facili spesse volte sono presi di mira anche i nostri animali e più volte sono stati rapiti cani per farli partecipare ai combattimenti  o meglio ancora agli addestramenti dai quali, ovviamente, usciranno solo morti e a brandelli. Da troppo tempo in questo settore la criminalità organizzata aumenta le proprie entrate.

  • Traffico illegale di cuccioli, un mercato che vale milioni e non dà garanzie agli acquirenti

    Nel 2018 sono state molte le azioni delle forze dell’ordine per sventare il traffico illegale di cuccioli di cane provenienti da paesi dell’est ma, nonostante i controlli, il traffico è continuato anche nel 2019, un traffico criminale che condanna alla morte centinaia di cuccioli strappati troppo presto alla madre (per legge i cani possono essere trasportati e venduti a tre mesi) e portati in condizioni precarie in Italia, molti muoiono nel viaggio, gli altri sono venduti a caro prezzo utilizzando anche compiacenti allevatori italiani. I trafficanti di cuccioli li pagano pochi euro e poi li rivendono a mille e più ma questi cagnolini spesso diventano fonte di grave dolore per i loro proprietari perché si ammalano gravemente e non sempre bastano a salvarli, nel tempo, anche lunghe cure dispendiose.

    Gli animali provenivano ancora una volta da Slovacchia ed Ungheria nel caso del grande sequestro di Udine del 2017, in quell’occasione la vice questore della Polstrada Rita Paladino ha dichiarato, come ha riportato Milanotoday,che i trafficanti dicevano che i cuccioli ammalati dovevano essere venduti subito così sarebbero morti nelle mani dei bambini e l’emozione ed il dispiacere li avrebbe convinti a comperare ancora da loro un altro cucciolo. La maggior parte di questi cagnolini sono di piccola taglia, pincher, chihuahua, bulldog francese e negli arresti sono stati coinvolti anche italiani. Pochi giorni fa è stato sventato un nuovo grande traffico dalla polizia di frontiera di Ravenna e nuovi arresti di italiani e di un commerciante di animali. Se vogliamo anche noi contribuire a debellare questo sporco  traffico, che arricchisce criminali incalliti, dobbiamo sapere che quando si acquista un cane da un allevamento bisogna pretendere  di vedere i genitori o almeno la madre del cucciolo e che chiunque vende un cane deve rilasciare immediatamente i documenti legali ed il libretto sanitario timbrato e firmato da un medico veterinario. Spesso infatti non sono rilasciati i documenti legali o sono contraffatte le vaccinazioni che sono non solo obbligatorie per legge ma anche l’unico strumenti per garantire una vita sana all’animale. Il controllo delle vaccinazioni deve essere fatto anche interpellando il veterinario che le ha eseguite, bisogna inoltre ricordare che alcune vaccinazioni, secondo quanto ha riportato anche anmvioggi, fatte nei paesi dell’est non sono regolari ed efficaci  come quelle fatte in Italia per quanto riguarda ad esempio il cimurro e la rabbia, malattia pericolosissima anche per l’uomo.

  • Allevamenti intensivi: 30 minuti di denuncia al TG2!

    Il racconto delle condizioni degli animali sono un tema in crescita nelle TV e nei media italiani, come dimostra un lungo approfondimento trasmesso dal TG2, non nuovo ad argomenti  afferenti i nostri amici a quattro zampe. Questa volta, grazie all’impegno e alle continue denuncie di Animal Equity, è stata mostrata la sistematicità della crudeltà sugli animali e come, per fortuna, sia aumentata la sensibilità della gente. Volontari e attivisti di Animal Equity sono sempre in piena attività e pronti a denunciare certe aberrazioni e soprattutto a sottolineare quanto gli allevamenti intensivi stiano diventando la normalità e non più l’eccezione. Plauso al TG2 che ha avuto la voglia e il coraggio di denunciare, complimenti ai volontari di Animal Equity che ogni giorno si impegnano a portare alla luce certi atti di cattiveria ai quali gli animali sono sottoposti.

  • Randagismo in Sicilia, audizione a Roma del consulente regionale

    Pubblichiamo di seguito un articolo apparso il 13 febbraio sul giornale on line ‘Animali e ambiente nel cuore’

    “Colmare le carenze strutturali delle strutture pubbliche e soprattutto aumentare opportunamente il numero delle strutture necessarie a garantire le sterilizzazioni a tappeto sul tutto il territorio della Sicilia”: sono obiettivi “improcrastinabili” secondo Giovanni Giacobbe, consulente della Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, ascoltato oggi, a Roma, dall’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali sul fenomeno del randagismo nell’isola
    Fulcro della relazione l’attività della Commissione parlamentare speciale sul randagismo” voluta dal presidente dell’assemblea regionale siciliana Gianfranco Micciché per la riforma della Legge Regionale 15/2000. “In Sicilia – spiega Giacobbe – si sta provando a costruire un impianto normativo nuovo per individuare soluzioni a breve termine e contemporaneamente approntare strumenti di lungo periodo”. Occorrerà però fare i conti con le risorse effettivamente disponibili, ed è per tal motivo che Giacobbe ha chiesto all’intergruppo di perorare la causa del reperimento delle somme necessarie all’inderogabile adeguamento delle strutture che possano essere destinate alla inderogabile finalità dell’adeguamento strutturale Per fare un esempio: “La provincia di Messina, che ha il maggior numero di comuni (108 sui 390 della Regione), non ha alcuna struttura pubblica, né sanitaria né di ricovero”. Il relatore ha inoltre sottolineato l’esigenza di controlli capillari controlli da demandare alla polizia locale, alle guardie zoofile e al Corpo Forestale Regionale. “Ma se per assurdo – aggiunge Giacobbe – domani dovessimo prelevare dal territorio tutti gli animali vaganti e, sempre per assurdo, dopodomani dovessimo sterilizzarli tutti e reimmetterli sul territorio, tra sei mesi correremmo il rischio di ricominciare da capo, se non guardassimo all’obiettivo più importante: approdare ad una nuova cultura responsabile dell’allevamento e della gestione del cane. È infatti chiaro che la mancanza assoluta di controllo nella riproduzione (basti aprire un portale internet qualsiasi alla voce cani in vendita) è concausa del dilagare del fenomeno del randagismo, insieme alle malsane abitudini di certe categorie di possessori di cani, che non brillano per “perizia” nella custodia dei propri animali, che finiscono per accoppiarsi incontrollatamente, immettendo sul territorio un numero enorme di individui fertili, destinati ad una vita di vagabondaggio o da reclusi nei canili. L’aumento della popolazione canina alimenta una spirale che ha conseguenze molto negative per il benessere degli animali, l’incolumità pubblica e le casse dei Comuni”.

  • Sta per entrare in vigore la nuova ricetta veterinaria ma i proprietari di animali domestici non cambierà nulla

    Conto alla rovescia per la definitiva entrata in vigore della ricetta veterinaria elettronica. Scatterà  con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dopo il vaglio – in corso – della Corte dei Conti. Cosa cambierà per i proprietari di animali domestici? Secondo Marco Melosi, presidente di ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), non ci sarebbe nulla di cui preoccuparsi dato che sul piano pratico per loro non cambierà niente. Il medico veterinario, infatti, rimarrà sempre il referente per tutte le informazioni afferenti la salute degli animali. La tracciabilità informatica dei medicinali veterinari è una garanzia per tutti gli animali bisognosi di terapie. All’atto pratico il proprietario non farà che recarsi in farmacia per l’acquisto del prodotto prescritto, esibendo il codice fiscale (riportato anche sulla tessera sanitaria), e un PIN, un codice univoco di identificazione che risponde, in un solo tempo, ad esigenze di unicità della prescrizione e di protezione dei dati personali.

    Il codice fiscale è già necessario per l’emissione dello scontrino parlante che consente la detraibilità fiscale del medicinale veterinario prescritto.

    Il PIN sarà riportato sulla ricetta veterinaria digitale di cui il Medico Veterinario potrà sempre stampare una copia cartacea da consegnare al farmacista, per agevolare i proprietari.

    Per i proprietari più “smart” il Ministero della Salute ha anche  realizzato una  App gratuita.

  • Gli italiani sempre più attenti ai propri amici a quattro zampe

    L’incertezza politica ed economica  ha in parte modificato le abitudini degli italiani, come sottolinea il rapporto Eurispes, meno viaggi, cene al ristorante e spese per cambiare apparecchi tecnologici, ma nella sfera domestica, nella quale sono saldamente inseriti gli animali di casa, i risparmi si fermano davanti alla ciotola del cane o del gatto. Infatti il 76% ritiene i propri animali membri a tutti gli effetti del nucleo famigliare, 6 su 10 i loro migliori amici, secondo il 31° rapporto Eurispes che ha, come ogni anno, analizzato la società italiana anche attraverso il rapporto con gli animali da compagnia. La maggior parte delle persone non ritiene troppo gravoso vivere con un cane in appartamento e doverlo portare fuori ma in molti lamentano le difficoltà che si incontrano nei ristoranti o per andare nei luoghi di villeggiatura. Un terzo del campione intervistato sceglie per i propri spostamenti solo strutture che accettano animali  e più del 37 per  cento porta sempre con se il proprio amico peloso, solo 3 persone su 10 lo lasciano in pensione per brevi periodi. Ormai più di un terzo degli italiani vive ufficialmente con uno o più animali e aumentano le famiglie con più animali. Anche la spesa per interventi veterinari è salita dimostrando come l’attenzione e la cura siano aumentate ed anche gli ipermercati hanno ormai ampi spazi e vasta scelta di prodotti per cani e gatti, cresciute anche le attività  correlate, scuole di addestramento, centri estetici e di fisioterapia, dog sitter etc. La necessità di  dare e mantenere il benessere  animale sembra essere sempre più entrato nel vivere quotidiano, comprese qualche esagerazione importata dagli Stati Uniti: cappottini esagerati, pietre brillanti per guinzagli ed altre amenità che tramutano i piccoli pet in giocattoli viventi  e anche questa è una piccola sevizia che dovrebbe essere evitata. Ora anche la domotica si sta occupando dei nostri quattro zampe inventando giochi elettronici che dovrebbero distrarre e tenere in compagnia il vostro cane e gatto mentre siete assenti. Certo tutto può essere utile ma la cosa migliore è stare il più possibile con i propri animali e se lo spazio lo consente dargli un amico a quattro zampe, sia cani che gatti stanno meglio, quando non ci siete, in compagnia di un loro simile più che di una luce laser o un drone domestico.

  • In allarmante aumento gli avvelenamenti di animali domestici

    Dopo la  morte per avvelenamento di Pimpi, il cane della scrittrice Susanna Tamaro, si riapre, finalmente, l’attenzione sulle migliaia di vittime che le polpette avvelenate mietono ogni anno in Italia, una vera e propria strage di cani, gatti, volpi, lupi e rapaci in via di estinzione. Solo in Piemonte ogni due giorni viene denunciato un sospetto avvelenamento e più di 150 esche sono reperite e consegnate per le analisi. Le tavolette topicide scatenano immediate emorragie, la metaldeide usata per contrastare le lumachine delle piante crea in pochi minuti sintomi neurologici mortali. Letale anche il liquido antigelo e vecchi anestetici e pesticidi oggi ufficialmente fuori commercio. Gli sciagurati delinquenti che confezionano e diffondono le polpette avvelenate molte volte arrivano a un punto di crudeltà tale da infilare nella carne avvelenata vetro e viti.

    La mancanza di leggi adeguate rimane un problema che il governo dovrebbe risolvere ma in attesa cominciamo ad essere più vigilanti noi e denunciamo subito chi ha verso gli animali atteggiamenti sospetti o se vediamo nel terreno esche o sostanze poco chiare raccogliamo e consegniamo le alle forze dell’ordine o ai vigili perché siano fatti tutti gli accertamenti e si bonifichi il terreno intorno.

    Secondo i dati emersi da un convegno in Abruzzo, «Avvelenamenti: facciamo il punto», promosso dai veterinari dell’associazione ANMVI, gli avvelenamenti di animali domestici, cani anzitutto, sono in preoccupante aumento: crescono sia quelli accidentali che quelli a carattere doloso.

    All’origine di questo trend vi è la facilità con cui, anche online, è possibile procurarsi sostanze velenose, sopratutto contro i roditori, le cui formulazioni risultano appetibili anche ai cani e il cui confezionamento permette una dispersione incontrollata nell’ambiente. In assenza di norme che puniscano l’avvelenamento volontario di animali, si registra inoltre una vera e propria diffusione di autentici serial killer che diffondono volontariamente bocconi avvelenati, anche nei giardini delle case private, anche in città e non solo in boschi e aree extra-urbane dove tali bocconi sono impiegati per evitare la proliferazione di animali selvatici (come gli ungulati) che possono rappresentare una minaccia per coltivazioni e allevamenti.

    La prevenzione e la tutela di cani e animali domestici resta affidata alla linee guida del Ministero della Salute e passa soprattutto per una opportuna, anche se difficoltosa, educazione del proprio animale domestico a non mangiare qualsiasi cibo reperisca, educazione che può essere fornita tramite appositi corsi in centri adeguati in quanto istintivamente un cane, lasciato libero, tende a procacciarsi il cibo e a non avere dubbi sul da farsi quando lo trova.

  • Attenti alle truffe che possono celarsi dietro l’acquisto di un cane

    Una recente sentenza della corte d’appello di Bologna  ha confermato  la sentenza del tribunale di primo grado  che aveva accertato la responsabilità dell’allevatore il quale aveva venduto un cane senza comunicare ai proprietari che lo stesso aveva genitori affetti da displasia all’anca. Nella sentenza si sottolinea  che quando il venditore tace in malafede i vizi  sanitari, certi o probabili, è sempre contestabile. L’acquirente di un cane d’allevamento è maggiormente tutelato se, al momento dell’acquisto, entra immediatamente in possesso del pedigree nel quale deve essere evidenziato se i genitori hanno sofferto di problematiche, tipo appunto la displasia all’anca, malattia purtroppo abbastanza diffusa in alcune razze come quella del pastore tedesco.

    La displasia all’anca è responsabile circa al 50% cento per trasmissione ereditaria ma la patologia può anche insorgere per cause esterne, questa la tesi difensiva del venditore che però si era ben guardato, prima e durante la vendita del cucciolo, di fare presente agli acquirenti le patologie dei genitori. Vale purtroppo ricordare come alcuni allevatori, interessati solo al guadagno, non abbiano remore a far fare cucciolate ad animali che non dovrebbero accoppiarsi per non trasmettere malattie ai propri cuccioli. La displasia all’anca comporta cure molto onerose ed in alcuni casi la patologia non trova soluzioni e i cani rischiano  di essere abbattuti, abbandonati o di vivere con cure amorose ma muovendosi con il carrello perché non in grado di muovere le gambe posteriori.

    Come hanno sottolineato i giudici nella sentenza di condanna dell’allevatore “la displasia una volta diagnosticata non può che comportare la necessità di una costante attenzione veterinaria” e perciò  il proprietario va incontro a spese per farmaci, interventi chirurgici etc,  per rallentare e contenere la progressione della malattia e certamente non può fare con il proprio cane  le attività che aveva preventivato al momento dell’acquisto.

    In sostanza la corte ha stabilito che l’allevatore che vende un cucciolo affetto da malattia ereditaria deve essere condannato a pagare all’acquirente una somma che comprende la riduzione del prezzo ed il rimborso delle spese veterinarie specialistiche quando vi è stata la mancata consegna del pedigree al momento dell’acquisto e la mancata menzione del rischio di patologie per ereditarietà. La sentenza fa luce su un problema del quale si parla da tempo, e cioè la responsabilità dell’allevatore, tenuto conto che purtroppo vi sono allevamenti nei quali l’obiettivo guadagni fa dimenticare la correttezza professionale ed il benessere dei cani.

    A tutti coloro che desiderano convivere con un cane è bene ricordare alcune cose: 1) informatevi sulle caratteristiche della razza che avete scelto, le caratteristiche sono diverse, pensate a dove vivrà il cane, al vostro spazio ed al tempo che gli potrete dedicare, un cane da lavoro soffre se non lavora, un cane da compagnia può anche gradire di stare più tempo sul divano, 2) un cane è un compagno per la vita non un passatempo, per questo non può essere lasciato sempre solo o addirittura abbandonato perché troppo impegnativo, 3) vi sono animali meravigliosi nei canili e nei rifugi, se non avete un problema particolare, che vi induce a cercare una determinata razza, cercate il vostro compagno a 4 zampe tra quelli, e molti sono cuccioli, che cercano casa, 4) se volete acquistare un cane attenti ai cuccioli che arrivano dall’est, sono stati sottratti alla madre troppo presto e spesso sono ammalati e denunciate le situazioni anomale delle quali venite a conoscenza, se vi rivolgete ad un allevamento verificate prima la sua affidabilità e richiedete subito il pedigree, se prendete un cucciolo nato in casa di persone conosciute cercate di vedere e di socializzare un minimo con i genitori del cucciolo, vi sarà utile per capire meglio il vostro nuovo amico ed aiutarlo a crescere sereno.

Close

Adblock Rilevato

Ti preghiamo di supportarci disabilitando il tuo ad Block su questo dominio.