Animali

  • Detrazioni Irpef per le spese veterinarie, uno sconto di 20 centesimi al giorno

    È di 20 centesimi al giorno il beneficio fiscale per milioni di proprietari che si prendono cura di un animale da compagnia. Lo sconto Irpef sulle spese veterinarie è ampiamente insufficiente secondo l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) che invita alla prova del calcolo: il tetto massimo di spesa veterinaria ammesso alla detrazione fiscale è di 550 euro, ma deve essere decurtato della franchigia (134 euro) e sulla differenza va calcolato il 19%. A conti fatti, i proprietari di animali da compagnia recuperano 80 euro all’anno.

    L’ANMVI invita il Governo a mantenere l’impegno preso durante la Legge di Bilancio 2022. Il Ministero delle Finanze, per voce del Sottosegretario Federico Freni ha accolto un ordine del giorno per innalzare il tetto massimo di spesa veterinaria.
    L’occasione per aumentare le detrazioni sulle spese veterinarie può essere la delega fiscale, ricordando che sono tracciate dal Sistema Tessera Sanitaria e regolate con pagamento elettronico.

    È indispensabile riconoscere un significativo sostegno fiscale alle numerose famiglie italiane, una su tre, che oggi in Italia detengono un animale d’affezione. Incoraggiare con incentivi fiscali le cure veterinarie aumenta la prevenzione veterinaria, la salute e il benessere degli animali. La prevenzione veterinaria di 60 milioni di pets corrisponde ad una vera politica one health che finora né il Governo né il Ministero della Salute hanno considerato nel PNRR.

    Fonte: Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

  • Un protocollo per il salvataggio, la riabilitazione e il rilascio dei ghepardi

    I progetti di ricerca incentrati sulla riabilitazione e sul rilascio di grandi predatori sono particolarmente impegnativi, a causa dei tipi di minacce che i predatori devono affrontare in natura. Per i ghepardi, il conflitto uomo-fauna selvatica, la perdita dell’habitat e il commercio illegale di fauna selvatica e animali domestici sono le tre principali minacce che mettono in pericolo la specie in tutto il suo areale. I ghepardi spesso rimangono feriti o orfani a causa di una o più di queste minacce. Il Cheetah Conservation Fund (CCF) riceve spesso questi animali nella nostra struttura di riabilitazione in Namibia. Il protocollo sviluppato dal CCF per la riabilitazione e il rilascio di ghepardi orfani nati in natura è stato ora pubblicato sulla rivista Oryx, con il titolo Raccomandazioni per la riabilitazione e il rilascio di ghepardi selvatici allevati in cattività: l’importanza della gestione pre e post rilascio per ottimizzare la sopravvivenza di Eli Walker, Stijn Verschueren, Anne Schmidt-Kuentzel e Laurie Marker.

    Il documento, pubblicato nel febbraio 2022 da Oryx, raccoglie gli ultimi 15 anni di ricerca sulla riabilitazione e il rilascio di ghepardi orfani catturati in natura in Namibia. L’origine di questa ricerca risale agli anni ’70, all’inizio del mio lavoro nell’Africa Sudoccidentale, che oggi è il Paese della Namibia. Nell’ambito di un progetto di ricerca con Wildlife Safari (un parco zoologico dell’Oregon, USA), sono venuta in Africa per scoprire se un ghepardo nato in cattività potesse imparare a cacciare.

    Il lavoro è continuato nel 1991, quando ho fondato il CCF, trasferendomi nel Paese appena diventato Namibia. Il primo obiettivo del CCF era impedire che i ghepardi venissero rimossi dalla natura, lavorando per affrontare il conflitto uomo-fauna selvatica all’interno della comunità agricola. Questo conflitto aveva provocato la perdita di oltre 800 ghepardi all’anno nel decennio precedente. Molti dei ghepardi che erano stati uccisi erano cuccioli giovani e orfani le cui madri erano state intrappolate o uccise. Abbiamo costruito la nostra struttura di soccorso e riabilitazione e abbiamo iniziato i lavori per rimettere in libertà i ghepardi riabilitati. I programmi del CCF sono cresciuti nel corso degli anni e siamo stati in grado di affrontare le principali minacce al ghepardo, portando la difficile situazione del ghepardo alla consapevolezza popolare, in Namibia e in tutto il mondo.

    In tutti gli areali del ghepardo la specie viene ancora rimossa dalla natura a un ritmo allarmante. Poiché la popolazione di ghepardi è scesa a soli 7.100 adulti e adolescenti rimasti nel 9% del loro areale storico, la riabilitazione e il rilascio di ghepardi feriti e orfani potrebbe essere una parte importante della strategia di conservazione. Per portare la nostra lunga storia di riabilitazione e rilascio di successo alla nostra vasta gamma di partner, il CCF ha sviluppato un sistema di protocolli ripetibili nelle “Raccomandazioni per la riabilitazione e il rilascio di ghepardi selvatici allevati in cattività: l’importanza del pre e post rilascio gestione per ottimizzare la sopravvivenza”. Il nostro studio ha mostrato alti tassi di successo dei candidati al rilascio nel raggiungimento dell’indipendenza (75-96%) e le stime di sopravvivenza corrispondevano alle stime delle specie.

    Il ripristino di popolazioni sane di ghepardi in tutta la gamma delle specie richiederà gli sforzi di tutte le parti interessate. Pubblicando il nostro protocollo di riabilitazione e rilascio, il CCF spera di rafforzare l’impegno per la riabilitazione e il rilascio, per contribuire a garantire un futuro per il ghepardo in natura. Il CCF ha collaborato con diversi partner governativi e privati ​​per rendere possibile questo obiettivo. Siamo incredibilmente grati per il supporto a lungo termine e continuo del Ministero dell’Ambiente, delle Foreste e del Turismo della Namibia, nonché delle nostre riserve partner come la Riserva naturale privata di Erindi e la Riserva naturale di NamibRand.

    Il nostro lavoro è altrettanto importante per le strategie globali sul ghepardo nei Paesi dell’area in cui il ghepardo si è estinto in un passato non troppo lontano. I governi di Paesi come l’India, la Nigeria e l’Arabia Saudita ora chiedono aiuto per ristabilire le popolazioni di ghepardi. Negli attuali paesi degli areali che hanno perso molti ghepardi c’è molto interesse nel rafforzare e recuperare le popolazioni di ghepardi. La pianificazione per la reintroduzione in diversi Paesi è attualmente in corso. Riabilitare i ghepardi in natura è importante ma è un’operazione molto difficile. A volte può essere estremamente triste quando un animale rilasciato non riesce a farcela in natura. Le persone di successo rendono il lavoro utile, ma il monitoraggio a lungo termine degli animali rilasciati richiede un impegno finanziario. Puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro donando oggi.

    Nel Centro, la strategia di conservazione del CCF si concentra sul mantenimento dei ghepardi allo stato brado attraverso programmi di supporto della comunità nell’educazione ambientale e nella formazione degli agricoltori. Anche la riabilitazione e il rilascio di ghepardi orfani nati in natura è una parte importante dei nostri sforzi per salvare la specie. Nel CCF, continueremo a migliorare le nostre tecniche e condivideremo con le parti interessate alla conservazione dei ghepardi e altri partner ciò che impariamo. Ci auguriamo che il nostro protocollo pubblicato venga utilizzato dai professionisti della conservazione dei ghepardi in tutta la gamma del ghepardo, e speriamo che possa servire come base da cui è possibile costruire una migliore pratica nella riabilitazione e nel rilascio dei ghepardi. Il CCF è sempre aperto alla collaborazione in questo impegno.

  • Humane Society International rimborsa cure veterinarie fino a 250 euro per animale al seguito di rifugiati ucraini

    Humane Society International, insieme a FVE e FECAVA, lancia un programma paneuropeo: contributo finanziario alle cure veterinarie di animali al seguito di rifugiati ucraini.
    Fino al 21 maggio sarà attivo il programma Humane Society International Vets For Ukrainian Pets Care Scheme, con l’obiettivo di offrire un livello minimo di assistenza veterinaria agli animali da compagnia al seguito dei proprietari che hanno lasciato l’Ucraina. Il progetto è paneuropeo e chiama a raccolta i Veterinari di tutti i Paesi Europei (qui il link per i Medici Veterinari che intendono aderire dall’Italia) per offrire assistenza agli animali giunti nel loro Paese. Possono aderire singoli Medici Veterinari oppure strutture veterinarie singole o in gruppo.
    Rimborso fino a 250 euro per animale– Il progetto (Scheme) si applica a tutti gli animali da compagnia, inclusi conigli, porcellini d’India, furetti, cavalli e altri animali domestici.
    Fatte salve le limitazioni di budget, i fondi raccolti da Human Society International (HSI), fino al 21 maggio prossimo copriranno i costi delle cure veterinarie fino a un valore massimo di 250 euro per animale.
    Tetto di cinque rimborsi per Veterinario– Ogni singolo Veterinario può presentare fino a cinque richieste di rimborso. Le prestazioni rimborsate consistono principalmente nelle procedure di certificazione/legalizzazione dell’animale nel Paese di accoglienza se queste spese non sono rese gratuitamente da governo nazionale. Ciò può includere la vaccinazione antirabbica, il test dell’antirabbica, l’inoculazione del microchip e la registrazione dell’animale con rilascio della prevista documentazione ufficiale.
    Vaccinazioni e trattamenti antiparassitari- Nel budget sono comprese anche alcune prestazioni di prevenzione di base: vaccinazioni standard, trattamenti antiparassitari per assicurare un livello di protezione di base, anche nei confronti di  malattie eventualmente più diffuse in un dato territorio nazionale o regionale.
    Farmaci veterinari (fornitura fino a 4 mesi) –  Nei rimborsi sono compresi i costi di qualsiasi farmaco prescritto da un veterinario per trattamenti di durata fino a 4 mesi. Il rimborso è principalmente in favore di animali che hanno interrotto i trattamenti o affetti da patologie croniche, per le quali i proprietari hanno esaurito la scorte o non hanno potuto portarle con sè durante l’evacuazione.
    Condizioni acute e di breve durata– Vengono rimborsati anche i trattamenti necessari per condizioni acute quando la prognosi dopo il trattamento sia buona. Ad esempio per il trattamento di ferite, otite esterna o per l’attenuazione del dolore.
    Evitare spese al proprietario– La decisione di curare un paziente è “interamente a discrezione del singolo Veterinario”. Human Society International consiglia di considerare l’inopportunità di addossare al proprietario costi futuri impossibile da sostenere.
    E se il costo del trattamento supera il limite di 250 euro?  Humane Society International contribuisce finanziariamente ad uno sforzo collettivo a cui tutti sono chiamati. Molti Medici Veterinari si stanno già offrendo gratuitamente per fornire assistenza ai rifugiati ucraini, laddove manchino forme di aiuto da parte delle autorità nazionali- disponibili a coprire la spesa- o donazioni liberali sufficienti.
    In generale, HSI chiede che il voucher di 250 euro non sia utilizzato nell’ambito di un servizio a tariffa intera. “L’obiettivo è fornire assistenza al maggior numero possibile di animali e i budget sono limitati”. Si tratta inoltre di una forma di supporto contingente, applicabile alla situazione di emergenza e non in via permanente.
    Come essere sicuri che l’animale domestico appartiene a rifugiato ucraino– La guerra ha improvvisamente movimentato milioni di persone dall’Ucraina spesso prive di documenti. Se disponibile, il veterinario può verificare il passaporto del proprietario e dell’animale e la documentazione del passaggio di frontiera. “Ove non disponibile, ti chiediamo di esercitare il tuo miglior giudizio”- dicono da HSI.
    In ogni caso, il Veterinario sarà tenuto nel processo di verifica del pagamento a certificare che, per quanto ha potuto riscontrare si tratta di animali domestici di rifugiati ucraini.
    Le richieste di rimborso da parte del veterinario vengono presentate tramite il portale online: www.vetsforukraine.com. Ogni veterinario risponde delle proprie prestazioni. HSI non è responsabile. La rimborsabilità delle spese presentate dal veterinario segue unicamente le regole e i limiti di budget dello Scheme. I tempi di rimborso possono variare da 4 a 8 settimane.

    Fonte: AnmviOggi

  • Il Cheetah Conservation Fund diventa Ente del Terzo Settore

    Il 16 marzo scorso Il Cheetah Conservation Fund è stato iscrizione al Registro RUNTS diventando così un’associazione di promozione sociale. Da ora innanzi comparirà la sigla APS ETS dopo nome: nuovo statuto, status e finalmente agevolazioni, compreso il 5 per mille, che potrà essere destinato a partire dalla prossima dichiarazione dei redditi. Questi i dati: Cheetah Conservation Fund Italia APS ETS – C.F. 90067050022

    Per ragioni di spazio, riassumiamo le nostre azioni del 2021 in maniera sintetica, sperando di non avere dimenticato nulla.

    Il risultato è arrivato grazie a numerose attività, a partire dagli eventi on line, iniziative incontri, accordi e interventi in cui la Dottoressa Laurie Marker, fondatrice del CCF, è stata protagonista.

    Nonostante la pandemia, il CCF non si è fermato, anche se con meno personale, e da marzo di quest’anno è nuovamente aperto al pubblico ed ai turisti. Il DNA dei ghepardi confiscati in Somaliland viene studiato, e si è scoperto che in realtà sono solo 4 le sottospecie di ghepardo. Infatti, in Somaliland i cuccioli confiscati provengono dal Kenya, dall’Etiopia, dal Sudan, e sono tutti sottospecie diverse.

    In Somaliland, ci sono attualmente 81 cuccioli di varie età, da poche settimane a 5 mesi. Il personale è sottoposto ad un tour de force notevole perché sono 10 locali e 5 internazionali, tra veterinari, tecnici infermieri veterinari e semplici lavoratori generalisti.

    La Dr Marker ha viaggiato tantissimo tra il Somaliland e la Namibia, ha tenuto corsi ai capi villaggio, formazione ai veterinari (anche con l’Etiopia) e finalmente, nel dicembre 2021 è stata posata la prima pietra della riserva di Geer Deeble, un territorio semi-arido che dovrà ospitare tutti i ghepardi salvati, finalmente liberi. Il governo del Somaliland ha affidato il terreno per 30 anni al CCF, e già è stata creata la recinzione, e si è iniziato a costruire l’ambulatorio, dopo che è stata trovata l’acqua potabile grazie al sostegno di Terresolidali.

  • Rifugiati con pets, le Regioni organizzano l’accoglienza

    Per la regolarizzazione dei pets le Regioni seguono le indicazioni generali del Ministero della Salute e si organizzano di conseguenza. La Regione Toscana ha diffuso una nota ai Servizi Veterinari regionali. Analoga operatività è stata adottata in Lombardia, dove le  ATS ( collaborano con la Federazione degli Ordini dei Veterinari.
    Dopo le priorità dell’accoglienza, la seconda linea di intervento in favore dei cittadini dall’Ucraina è l’assistenza sanitaria. Le Regioni sono già mobilitate con il Ministero della Salute, per sburocratizzare le procedure e facilitare le vaccinazioni anti Covid.  Il Presidente delle Regioni Massimiliano Fedriga ha chiesto di “dar vita ad un sistema organizzativo alle nostre frontiere anche con il coinvolgimento del Ministero della Difesa e l’ausilio delle forze armate”.
    Intanto le Regioni si sono dotate di procedure per l’assistenza sanitaria agli ucraini che raggiungono l’Italia. Le procedure prevedono anche la regolarizzazione dei pet eventualmente al seguito, dopo che il Ministero della Salute ha derogato alle norme di ingresso per gli animali da compagnia provenienti da un Paese Terzo quale è l’Ucraina.
    Per la regolarizzazione dei pets non ci sono procedure operative univoche, le Regioni seguono le indicazioni generali del Ministero della Salute che ha previsto misure di emergenza.
    La Regione Toscana ha diffuso una nota ai Servizi Veterinari regionali. Analoga operatività è stata adottata in Lombardia, dove le  ATS (qui le indicazioni della ATS Brianza) collaborano con la Federazione degli Ordini dei Veterinari.
    L’Unità Operativa Veterinaria della DG Welfare di Regione Lombardia si è rivolta agli Ordini per raccogliere la raccolta di disponibilità ad erogare prestazioni veterinarie pro bono in favore di animali da compagnia introdotti sul territorio regionale da profughi ucraini. In collaborazione con le Prefetture, saranno attivati di Dipartimenti di Prevenzione Veterinari delle ATS per l’erogazione di prestazioni relative alla “regolarizzazione” degli animali introdotti nel territorio nazionale (vaccinazioni, sorveglianza sanitaria, etc.). “Rimarrebbe il problema relativo alla eventuale necessità di prestazioni professionali più complesse, non erogabili dai colleghi ATS”

    “Non sapendo ancora come e dove saranno distribuiti questi profughi – si legge sul sito dell’Ordine dei Medici Veterinari di Milano –   si è individuata come soluzione più facilmente praticabile quella che ciascun Ordine provinciale raccolga in tempi più rapidi possibili le manifestazioni di disponibilità di colleghi e/o strutture operanti nel territorio di competenza e le trasferisca al Dipartimento di Prevenzione Veterinario della ATS di pertinenza che dovrebbe operare in raccordo con la locale Prefettura.
    Questo anche per evitare- precisa la nota –  la diffusione a terze parti di elenchi di nominativi che potrebbero essere utilizzati in maniera impropria.

    Fonte: AnmviOggi

  • In Italia solo ingressi controllati, vaccinazione tempestiva e rigorosa osservazione sanitaria

    Ogni guerra genera altri crimini e rischia di far venire meno le garanzie sanitarie. “Con la guerra in Ucraina c’è il rischio che i trafficanti di animali si inseriscano nelle movimentazioni lecite di cani e gatti che fuggono dalla guerra con i loro proprietari” – dichiara il Presidente dell’ANMVI Marco Melosi, che segnala il rischio di diffusione di virus che nel nostro Paese non sono più presenti da decenni.

    “C’è il fondato timore – dichiarano congiuntamente il presidente dell’ANMVI Melosi e la presidente nazionale di ENPA, Carla Rocchi – che presunti cani e gatti “da salvare” dalla guerra siano in realtà oggetto di truffe o di movimentazioni irregolari da parte di volontari improvvisati o sedicenti tali. La nostra raccomandazione è di evitare, oggi più che mai, l’acquisto di cani e gatti dall’estero. Inoltre a chi vuole essere d’aiuto agli animali dell’Ucraina diciamo di affidarsi solo alle associazioni animaliste riconosciute”.

    All’odioso crimine del traffico di animali si aggiunge il gravissimo rischio di importare il virus della rabbia in Italia. “E’ un virus mortale – avverte Melosi – per gli animali e per le persone. L’Italia è indenne, mentre l’Ucraina non lo è”. Infatti, se è vero che la Commissione Europea ha giustamente consentito l’ingresso d’emergenza negli Stati Membri senza la vaccinazione antirabbica, è anche vero che i cani e gatti provenienti dall’Ucraina devono essere regolarizzati nel Paese dove si sono rifugiati, Italia compresa.

    “I cani e i gatti al seguito dei loro proprietari sono tutti generalmente ben accuditi – affermano Melosi e Rocchi – e all’ingresso in Italia vengono controllati e nel caso vaccinati. Ma il test e la vaccinazione antirabbica devono essere somministrati tempestivamente e capillarmente ad un numero di pets che si stima in decine di migliaia. I Servizi Veterinari regionali possono contare sui Medici Veterinari Liberi Professionisti. “In Toscana, spiega Melosi, lo stanno già facendo con test e vaccini gratuiti. E’ questo il modello organizzativo da seguire in tutte le regioni”- conclude Melosi.

    “Inoltre – afferma Rocchi – la rete italiana di rifugi ENPA è a disposizione, in coordinamento con la sanità veterinaria pubblica e con i veterinari ANMVI, per l’accoglienza di cani e gatti e per la necessaria osservazione sanitaria”.

    Fonte: Comunicato ANMVI

  • L’appello dei veterinari ucraini ai colleghi

    I veterinari rimasti in Ucraina per salvare gli animali chiedono un aiuto, chi può sia loro una mano, anche poco è utile

    Vladlen Ushakov, Presidente di USAVA la Società dei Veterinari ucraini per animali da compagnia, rivolge un appello via Facebook: “Collega, aiuta un veterinario!”. Le coordinate bancarie per inviare aiuti finanziari sono state comunicate nei giorni scorsi da Wsava, per donazioni tramite bonifico internazionale. ANMVI mette a disposizione anche le proprie coordinate bancarie per agevolare le donazioni, via bonifico ordinario, da riversare poi a Usava.

    “Siamo grati ai nostri vicini della Polonia, che ci hanno teso una mano su tutti i fronti. Siamo grati ai nostri colleghi degli Stati baltici per il loro grande cuore e la loro disponibilità ad aiutare. Siamo molto grati ai colleghi di Bulgaria, Romania, Slovacchia e Irlanda che hanno risposto. Abbiamo iniziato a fare una lista di colleghi che sono pronti ad aiutare”. E inoltre: “Siamo molto grati al laboratorio Labokli, che ha generosamente accettato di eseguire gratuitamente i titoli anticorpali contro la rabbia per gli animali provenienti dall’Ucraina.“La decisione della Commissione Europea- dicono – ha salvato migliaia di vite animali”.

    Versamenti sul c/c di USAVA
    Nome del Beneficiario
    Ukrainian Small Animal Veterinary Association
    Indirizzo: Genuezska str.24 a, Odessa, 65009, Ukraine
    Coordinate bancarie: UA173282090000026008010048132
    Banca BANK PIVDENNYI – Odessa, Ukraine
    SWIFT code: PIVDUA22
    Causale: USAVA

    Donazione via ANMVI
    Coordinate Bancarie intestate a: ANMVI Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani
    IBAN: IT77P0623011419000043988583
    BIC: CRPPIT2P219
    Causale: Pro Veterinari Ucraina

    Collaborazioni con strutture veterinarie all’estero– Se ciascuna delle associazioni potesse inviarci elenchi di cliniche in cui i rifugiati e i loro pazienti possono essere inviati per il primo soccorso, l’esame clinico e la determinazione del titolo anticorpale della rabbia, questo sarebbe un grande supporto per noi”. Non mancano i commenti di Colleghi che invitano il Presidente Usava a lasciare il Paese. In chiusura le coordinate bancarie: “Saremo grati per le donazioni finanziarie”. Dal Paese stanno fuggendo anche studenti e ricercatori universitari.
    Appello alla Fve e alla Wsava- Il Presidente Ushakov -che è anche rappresentante di Usava nella Wsava- ha sottoscritto una lettera per chiedere “di escludere ufficialmente la Russia in quanto Paese aggressore dalle comunità veterinarie europee e mondiali Wsava e Fecava”. La lettera è firmata da Natalia Ignatenko, collega rappresentante dell’Ucraina alla Fecava.

    “Proprio come con la seconda guerra mondiale- affermano- si sta scrivendo una insanguinata della storia mondiale. La notte tra il 23 e il 24 febbraio 2022 è stata l’inizio del più grande spargimento di sangue nella nostra Patria, invasa dalla Russia. È impossibile pensare che questo sta accadendo nel 21° secolo. Il nostro popolo ora sta lottando per ogni centimetro della sua terra e speriamo che europei e colleghi di tutto il mondo siano dalla nostra parte”.
    “Stiamo lavorando”– La Società dei Veterinari ucraini per animali da compagnia si trova a Odessa e posta immagini di lavoro, di visite e di chirurgie. I Colleghi offrono notizie su quanto accade. Inizia a mancare pet food, in particolare le diete speciali per cani e gatti con patologie, dicono, perché molti negozi di animali e prodotti veterinari sono fuori attività. Un sito web elenca i negozi rimasti operativi. Ushenko ringrazia le aziende del pet food che hanno già offerto cibo gratuito nei rifugi ucraini. “A Kiev, un gran numero di animali rimane nei rifugi e non possono andarsene.

    Vets for peace, donazioni ai Veterinari ucraini
    Vets for Ukraine, tutte le iniziative in un unico sito

    Pagina Facebook di USAVA

    Fonte: AnmviOggi

  • Ucraina, ANMVI: supporto alla regolarizzazione dei pets

    Il Presidente dell’ANMVI ha scritto al Ministero promuovendo il coinvolgimento dei Medici Veterinari liberi professionisti nella regolarizzazione dei pets al seguito di rifugiati ucraini in Italia. “Coordinandosi con l’Autorità Competente, in particolare con i Servizi Veterinari territorialmente competenti, i Medici Veterinari liberi professionisti potrebbero essere invitati, anche a titolo gratuito, ad eseguire adempimenti minimi necessari, come l’identificazione/registrazione e la vaccinazione antirabbica stante che l’Italia non ha previsto alcuna deroga di profilassi e pertanto sul territorio nazionale non sono ammessi pets da Paesi UE o extra UE non vaccinati contro la rabbia“.

    Lo scrive il Presidente dell’ANMVI Marco Melosiin una lettera inviata al Capo dei Servizi Veterinari italiani, Pierdavide Lecchini.
    Il riferimento è alle misure eccezionali disposte dalla Direzione Generale della Sanità Animale (Dgsaf) per consentire l’ingresso nell’UE di animali domestici movimentati al seguito di rifugiati provenienti dall’Ucraina. L’Italia è fra i Paesi che hanno dato seguito alle indicazioni della Commissione Europea per facilitare gli spostamenti. Una volta nel Paese di destinazione, i pets devono essere regolarizzati.

    Desideriamo suggerire e promuovere il ricorso ai Medici Veterinari liberi professionisti, a supporto degli interventi necessari per conformare i suddetti pets ai requisiti del regolamento (UE) 576/2013 – scrive Melosi –  quanto sopra anche alla luce di stime di consistenti ingressi in Italia di cittadini ucraini con pet al seguito“.

    Fonte: Comunicato ANMVI

  • Vivere senza animali?

    Il Cheetah Conservation Fund Italia e Terre Solidali Onlus venerdì 11 marzo alle ore 20,30 organizzano una conferenza da seguire sulla piattaforma Zoom dal titolo “POTREMMO VIVERE SENZA ANIMALI?Un viaggio nel rapporto Uomo-Animali-Ambiente dagli esordi ai giorni nostri”

    Relatore Ospite: Dr. Marilena Gilardi, Medico Veterinario, operatore in Zooantropologia Didattica di S.I.U.A e socio fondatore di Terre Solidali Onlus.

    Per entrare nella riunione su Zoom basta cliccare il seguente link:

    https://us02web.zoom.us/j/84642828515?pwd=WWl3ajR6cjRZNEVLMzNaVmxQSGY3dz09

    ID riunione: 846 4282 8515

    Passcode: 856748

  • Il Ministero della Salute acquisirà i dati sui pet e sui proprietari in ingresso dall’Ucraina

    Il Ministero della salute italiano ha informato la Commissione UE e i Paesi membri “di accettare l’introduzione in Italia di animali da compagnia non conformi, movimentati al seguito dei cittadini provenienti dall’Ucraina senza la preventiva richiesta e il preventivo rilascio dell’ autorizzazione prevista dall’articolo 32 del regolamento (UE) 576/2013.
    Lo scrive il Capo dei Servizi Veterinari italiani, Pierdavide Lecchini, Direttore Generale della Sanità Animale (Dgsaf), che firma una circolare per gli Assessorati regionali, li Uvac e i Posti di Controllo Frontalieri (Pcf) .
    Regolarizzazione- Ai Paesi membri, l’Italia chiede di “comunicare all’indirizzo e-mail UA-pets@sanita.it la/le tipologie e numero di animali, l’identificazione degli stessi (se possibile), il nome del proprietario e l’indirizzo di destinazione in Italia”. In tal modo, il Ministero della salute potrà “informare i servizi veterinari localmente competenti circa le introduzioni degli animali non conformi per l’applicazione a destino, da parte di tali servizi, di tutti gli interventi necessari per conformare gli animali da compagnia introdotti ai requisiti del citato regolamento (UE) 576/2013”.
    La deroga applicata dall’Italia -“anche al fine di tutelare il rispetto del benessere degli animali” -fa seguito all’indicazione della Commissione (DgSante) per la grave situazione di emergenza umanitaria in atto e per venire incontro ai rifugiati dall’Ucraina. Il Ministero della Salute autorizza dunque l’ingresso degli animali da compagnia non conformi, anche senza la presentazione di una domanda di permesso da parte dei proprietari, come prevede la regola unionale.

    Fonte: AnviOggi

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