Cibo

  • Torna ‘Milano Golosa’ e festeggia i suoi 10 anni

    Milano Golosa, la manifestazione dedicata alla produzione gastronomica d’eccellenza del nostro Paese, ideata da Davide Paolini, compie 10 anni. Anche per questa edizione speciale, dall’8 al 10 ottobre, nel capoluogo meneghino sfileranno le migliori produzioni italiane di nicchia, con chicche spesso inedite, con l’intento di far provare ai visitatori esperienze gastronomiche complete e far conoscere nuove tendenze e curiosità che ruotano attorno alla cucina nazionale. In occasione del decennale, la manifestazione è pronta a riprendere in mano i 10 temi che hanno segnato la sua storia, in una location d’eccezione: Fabbrica Orobia, con i suoi 6000 mq di spazio. Protagonisti ancora una volta produttori e prodotti provenienti da ogni parte del Belpaese, che attraverso assaggi, storie, cooking show e laboratori presenteranno il meglio della produzione italiana di nicchia, per offrire ai visitatori delle esperienze gastronomiche memorabili. La decima edizione di Milano Golosa verrà raccontata attraverso i 10 temi affrontati in questo primo decennio: spesa, spreco, recupero, crepuscolo degli chef e ritorno di trattorie e osterie, botteghe, panettone, panino, famiglie, contaminazione e sostenibilità. Un programma sicuramente poliedrico e interessante, che punta i riflettori su argomenti imprescindibili, capaci di attirare l’attenzione di tutti i visitatori.

    Il programma della decima edizione si presenta ricco di attività pronte a intrattenere il vasto pubblico accolto da Milano Golosa. Degustazioni, cooking show, storie e laboratori ripartono in grande stile nella nuova location, distribuiti all’interno dei tre giorni della manifestazione. Eventi per intrattenere i bambini , come per esempio Ortoquadro, laboratorio per creare un orto in casa utilizzando semplici oggetti riciclati (bottiglie, cassette della frutta, gusci d’uova), per parlare di sostenibilità e ambiente, come il talk show di Wilden.Herbals, che spiegherà come le tisane ci aiuteranno con la crisi energetica e come possono essere gustate con gli amici. Presenti anche i cooking show su alcuni prodotti specifici: il gin raccontato da Roby Marton e il Forno Follador, incentrato sul panino Tao. Immancabile la presenza del Consorzio Parmigiano Reggiano, che sabato 8 e lunedì 10 ottobre delizierà i visitatori con una degustazione, appena dopo la presentazione del consorzio e delle varie stagionature del Parmigiano reggiano.

    Una rigorosa selezione legata ad espositori e prodotti non può che portare a un concentrato di eccellenze italiane, prodotte con passione e professionalità, rispettando la cura e la necessità del territorio, presentando prodotti variegati e adatti alle esigenze di tutti.

    Milano Golosa 2022 è pronta ad ospitare il meglio della gastronomia artigianale italiana: 8/9/10 ottobre 2022 Fabbrica Orobia, via Orobia 15 – Milano

  • Toghe&Teglie: la crostata di verdure

    Buona settimana ai lettori appassionati di cucina, sono Elena Scarabelli, avvocata della sezione milanese di Toghe & Teglie ed una mia ricetta è la fortunata prescelta per essere pubblicata in questa rubrica.

    Il nome che ho dato è stato scelto a sua volta, volutamente, per dare l’idea di una speciale prelibatezza da stella Michelin (che, però, spesso sono piatti di sapore incomprensibile tanto quanto la denominazione): si tratta, invece di una classica quiche, molto adatta alla stagione e facile da preparare. Prelibatezza comunque resta, per gli amanti del genere ed è ideale per “dare vita” alle zucchine che, di loro e da sole, non sanno di molto: dunque, se ne avete in dispensa e non sapete bene che farne, questa può essere una soluzione.

    Per una crostata da quattro porzioni bastano due zucchine e quattro patate che avrete cura di pulire, pelare e tagliare tutte à julienne: dopodiché si fanno rosolare le patate in padella con due cucchiai di olio evo per quindici minuti a fuoco basso e poi si asciugano su carta assorbente.

    Via le patate, nella stessa padella – potrete anche non cambiare l’olio – farete rosolare anche le zucchine che dovranno avere il medesimo trattamento, a fine cottura, che sarà un po’ minore rispetto alle patate, sgocciolandole ed asciugandole.

    Nel frattempo, in un’altra padella, fate appassire una cipolla bianca tagliata fine.

    Una volta pronti questi ingredienti  mescolate il tutto in una ciotola, aggiungendo quattro uova, 30 grammi di parmigiano 18/24 mesi, erba cipollina e basilico finemente tritati.

    Se piace,  non ci sta male un etto circa di prosciutto cotto affumicato tagliato a striscioline. Sale e pepe q.b..

    Ora riponete il tutto in una teglia da crostata (di cui prenderà la forma: ed ecco svelato il mistero a base del nome) che avrete foderata con pasta sfoglia: venticinque minuti in forno preriscaldato a 200 gradi e sarete pronti per mettere in tavola.

    Buon appetito!

  • Gli Stati membri approvano la proposta della Commissione di abbassare la soglia dei residui di pesticidi per proteggere meglio le api

    Gli Stati membri hanno appoggiato la proposta della Commissione di abbassare i limiti massimi di residui (LMR) di due pesticidi neonicotinoidi noti per avere effetti nocivi sulle api. Le valutazioni dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare mostrano che clothianidin e thiamethoxam rappresentano un rischio elevato per gli impollinatori. Per questo motivo, il loro uso all’aperto era già stato vietato nell’UE nel 2018. Per le importazioni di alimenti e mangimi, le nuove norme abbasseranno i limiti massimi di residui esistenti per queste sostanze al livello più basso misurabile con le ultime tecnologie. Le regole dovrebbero essere adottate entro l’inizio del prossimo anno. Gli operatori del settore alimentare e i paesi terzi avranno tempo sufficiente per adeguarsi alle nuove norme. I nuovi LMR si applicheranno agli alimenti prodotti nell’UE – per i quali la soglia è già molto bassa – e agli alimenti importati da paesi terzi. Dato il loro impatto negativo sugli impollinatori di tutto il mondo, comprese le api, l’uso di questi due neonicotinoidi è già stato interrotto nell’UE. Facciamo un ulteriore passo avanti, contribuendo alla transizione verso sistemi alimentari sostenibili, anche a livello mondiale. Una volta che le regole approvate saranno in vigore, i prodotti importati non potranno più contenere i residui di questi due neonicotinoidi. Il regolamento metterà in pratica gli obiettivi della Commissione, annunciati nel Green Deal europeo e nella strategia Farm to Fork, e terrà conto degli aspetti ambientali nella valutazione delle domande di tolleranze all’importazione di pesticidi non più autorizzati nell’UE, nel rispetto delle standard e obblighi dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Dopo aver consultato i membri dell’OMC, la proposta della Commissione è stata presentata al comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi, dove ha ricevuto il sostegno di una maggioranza qualificata di Stati membri. Il regolamento sarà sottoposto al Consiglio e al Parlamento, che hanno due mesi di tempo per reagire. Se le due istituzioni non si opporranno, il regolamento sarà adottato all’inizio del 2023.

    Fonte: Commissione europea

  • Combimais presenta i dati del 2022

    INNOVAGRI e l’Azienda Agricola di Andrea e Mario Vigo giovedì 22 settembre, alle ore 14.30 presentano i dati produttivi 2022 del progetto COMBI MAIS HYDROTECHNOLOGIES 9.0 SMART.

    L’evento, dal titolo Il Protocollo di produzione sostenibile dal campo alla tavola, si svolgerà presso la Società Agricola Folli, V. A. Grandi 1, Robbiano di Mediglia (MI)

  • Toghe&Teglie: le crespelle di lenticchie

    Buondì ai lettori di questa rubrica, sono Ivana Anomali, avvocata penalista del Gruppo Toghe & Teglie (ovviamente) e questa settimana tocca a me rappresentarlo con un ricetta che si potrebbe persino spacciare per dietetica: vediamo perché.

    Intanto vi dico che è molto facile; alla fine, per un paio di generose porzioni bastano un bicchiere di lenticchie rosse e due bicchieri di acqua.

    Cominciate mettendo i legumi in ammollo per un paio d’ore anche se sulla confezione è scritto che son pronti all’uso.

    Scolate e sciacquate.

    Ora frullate le lenticchie con un bicchiere di acqua nuova e fresca, aggiungendo sale ed eventualmente altri aromi a  piacere.

    Mettete sul fuoco una padella antiaderente, scaldatela a dovere e cuocetevi  un cucchiaio abbondante della pastella ottenuta (senza grassi, se avete notato: proteine pure!) per  volta e vedrete formarsi la crêpe…che detta così fa anche più fine.

    Lasciando sempre spazio al gusto di ognuno, conditela e/o imbottitela a piacere – e qui gli aspetti dietetici potrebbero sfumare miserevolmente – e infornate oppure scaldate le vostre crespelle come se fossero normali piadine (e, in fondo, quelle sono…) in padella o in una tostiera orizzontale

    Tutto qui? Sì, proprio così: vi ho proposto la realizzazione di un contenitore lasciando spazio alla vostra fantasia per i contenuti. Va da sé che queste crespelle sono base adatta solo per il salato, preferibilmente  delle verdure come si vede nella foto, magari verdure meno sapide come le zucchine e qualche scaglia di parmigiano. Insomma, vedete voi.

    Alla prossima!

  • Biocarburanti: pets rischiano carenze nutrizionali

    La coperta corta del Green Deal: incentivare i biocarburanti per decarbonizzare potrebbe penalizzare il pet food. Rischio carenze nutrizionali negli animali da compagnia.

    Utilizzare i grassi animali per la produzione di combustibile “green”. Una soluzione più suggestiva che convincente se a rimetterci saranno gli animali da compagnia. I grassi animali, infatti sono ingredienti fondamentali per la loro dieta e sono un genere di risorsa scarsa e non sostituibile. L’Unione Europea intende utilizzarli per incentivare la produzione di biocarburanti per aerei e navi, ma il rischio è di sottrarre materie prime per l’industria del pet food, impoverire la dieta degli animali da compagnia con possibili ricadute nutrizionali negative.
    Il settore del pet food, rappresentato in Italia da Assalco e in Europa da Fediaf, lancia un allarme e incoraggia soluzioni alternative per l’ecologia dei trasporti. Se a livello comunitario si incentiverà l’uso di grassi animali di categoria 3 (gli unici autorizzati per il consumo animale) nel carburante per aerei e trasporti marittimi, sarà molto difficile ottenere alimenti di alta qualità per i pet nell’UE, con un rischio reale di carenza dei prodotti di fiducia per oltre 90 milioni di proprietari in Europa.
    “Autorizzare l’impiego nei biocarburanti di grassi di categoria 3 significherebbe di fatto togliere alimenti dalle ciotole dei pet europei per riempire i serbatoi di carburante”- afferma una nota stampa di Assalco.
    In Europa il pet food serve oltre 300 milioni di animali da compagnia in Europa  e fornisce occupazione diretta e indiretta a oltre 1 milione di cittadini europei. I grassi animali forniscono acidi grassi essenziali, energia e contribuiscono all’appetibilità degli alimenti, offrendo importanti benefici nutrizionali ai pet. “Sono risorse scarse, difficilmente sostituibili e, anche laddove possibile, le alternative sarebbero molto meno nutrienti, sostenibili e in diretta concorrenza con l’alimentazione umana”- fa notare Assalco. Fra le alternative possibili si colloca il biometano
    L’auspicio dell’Industria del pet food è che i responsabili politici e gli eurodeputati dell’UE “limitino l’uso di grassi animali di categoria 3 per i biocarburanti e attuino il principio dell’uso a cascata delle risorse”.

    Fonte: AnmviOggi del 12 settembre 2022

  • Toghe&Teglie: il risotto con le secole

    Ben ritrovati, lettori di questa golosa rubrica: sono Anna Paola Klinger, veneziana del Gruppo Toghe & Teglie.

    In passato avrete, probabilmente, già letto qualche altra mia ricetta  e questa settimana voglio proporvene una molto originale, tipica del mio territorio non senza avervi chiarito e premesso cosa sono le secole. Si tratta di pezzetti di carne sia grassa che magra che restano attaccati alla colonna vertebrale del manzo dopo la macellazione e il taglio delle carni.

    Per quattro porzioni procuratevene circa 300 grammi: ci vorrà un po’ di fortuna e ottimi rapporti con il macellaio, ma è tutto fattibile. Già che ci siete, fatevi mettere da parte un etto circa di midollo di bue.

    Mettetevi ai fornelli e in una pentola bassa e ampia fate un soffritto con sedano, carota, cipolla e poi  versatevi le secole tagliate a pezzettini e leggermente infarinate.

    Munitevi di santa pazienza e fate andare a fuoco basso almeno un’ora e mezza/due sfumando prima con vino bianco e poi con brodo di manzo caldo…fatto in casa, mi raccomando!

    Quando le secole saranno diventate morbidissime, aggiungete il riso – 80/100 grammi a testa –  e il midollo che, dimenticavo, avrete messo insieme alle secole dopo un’ora circa dall’inizio cottura per ultimarla insieme e procedete come d’abitudine sino a che il risotto sarà pronto…pronto anche per una mantecatura finale con burro chiarificato e grana non molto stagionato (18/24 mesi andrà benissimo) badando a non eccedere perché il piatto risulterà  già morbido e mantecato di suo: andate a occhio.

    Al servizio ci sta molto bene una macinata di pepe e la stagione autunnale è perfetta per questa delizia del palato.

  • Toghe&Teglie: le cozze al tramonto

    Buona settimana ai lettori di questa rubrica nella quale sono al mio esordio: Nicoletta Ughi, da Pisa, membro – ovviamente – del Gruppo Toghe & Teglie.

    Recentemente ho realizzato questo piatto a base di mitili che prende il suo nome dalla colorazione crepuscolare che le cozze assumono a cottura ultimata: per mezzo chilo “commestibile” dovrete considerare almeno 750 grammi, al lordo del guscio, e quattro uova. Uova, sì uova con il pesce! Proseguite nella lettura e vedrete.

    Dopo aver pulito le cozze,  fatele socchiudere dolcemente, cioè a fuoco moderato, in padella e liberatevi di quelle rimaste chiuse o senza muscolo e mettete le altre da parte, al coperto, in una ciotola in modo che non perdano troppi liquidi.

    Ora rimettete mano alla padella e soffriggete aglio, olio evo e peperoncino ed aggiungete dei pomodorini tagliati a pezzetti o spaccati a mano.

    Nell’attesa che il sughetto vada a regime ed opportunamente  si “restringa” per evitare che il vostro piatto diventi una specie di brodetto,  sbattete il rosso delle uova e regolate di sale.

    Aggiungete le cozze ai pomodori e, mantenendo un  fuoco medio, versate le uova sbattute  sopra le cozze, fino alla cottura desiderata (a me piacciono ben asciutte) ottenendo il colore rossastro tipico dei tramonti ed, a piacere, aggiungete spolverata di prezzemolo fresco prima di servire.

    Spero che vi siate convinti che una pisana  prima all’uscio e poi in cucina non è poi tanto male se è in grado di prepararvi un piatto così…

    Grazie per la vostra attenzione, a presto!

  • Toghe&Teglie: il risotto all’isolana

    Buona settimana a tutti, sono Pietro Adami, avvocato veronese del Gruppo Toghe & Teglie che avete già incontrato in questa rubrica per la quale, questa volta, propongo un piatto che non è di mia creazione ma tipico della mia terra: il Risotto all’Isolana, che rappresenta una tradizione talmente importante che nel 1985 il sindaco del Comune di Isola della Scala (donde il nome) ne rese ufficiale la ricetta con una delibera.

    Questi gli ingredienti per quattro/cinque porzioni, dipende dall’appetito:

    ½ kg. di riso Nano Vialone Veronese I.G.P., 1 litro di ottimo (cioè fatto in casa con tutti i crismi) brodo di carne, verdura o pollo a scelta e secondo le disponibilità della dispensa, 200 gr. di carne di  vitello magra, 200 gr. di lombata di maiale, 80 gr. di burro, 80 gr. di formaggio grana 24 mesi, pepe, sale, cannella e rosmarino q. b..

    Preparazione

    Tagliate la carne di vitello e di maiale a dadini piuttosto piccoli, mettetela in una ciotola,  conditela  con sale e pepe macinato fresco e lasciate riposare per un’ora.

    Ora procuratevi una padella ampia e fatevi fondere il burro, mettete un rametto di rosmarino che toglierete a cottura ultimata, aggiungete e fate rosolare bene la carne facendola cuocere a fuoco lento.

    In un’altra padella, più o meno in contemporanea, mettete il riso ricoprendolo con il brodo che nel frattempo avrete preparato e fate andare a fiamma bassa per 18/20 minuti senza mai mescolare:  il riso dovrà assorbire il brodo. Arricchite, verso la fine, il risotto con il suo condimento completandolo e mantecandolo con il formaggio grana grattugiato che avrete avuto l’attenzione di profumare con la cannella.

    Al servizio potrete guarnire il piatto con un rametto di rosmarino, una stecchetta di cannella o entrambi.

    Bon appetit!

  • Toghe&Teglie: i biscotti alla cannella

    Buona settimana, affezionati lettori di questa rubrica: per la terza volta di fila è la Sicilia a farla da padrona e dopo la doppietta di Saverio La Grua eccomi a voi, Rossella Perricone membro agrigentino di Toghe & Teglie; e ci siamo già conosciuti.

    Nei giorni scorsi, ripensando alle ricette proposte dai miei amici mi domandavo: ma questi non fanno mai colazione, merenda? E se un abbonato de Il Patto Sociale volesse un suggerimento in proposito, che fare? Ecco che fare, per esempio: questi deliziosi biscotti alla cannella (e non solo) di cui vi illustrerò subito la preparazione.

    Tanto per cominciare servono: 300 grammi di farina, 200 grammi di zucchero di canna, 80 grammi di olio di semi di girasole, un cucchiaio di olio evo, due uova, una buccia di limone grattugiata, una bustina di lievito, due mele, 100 grammi di mandorle tritate grossolanamente, 50 grammi di cioccolato fondente a scaglie e della cannella in polvere q.b.

    In una ciotola sbattete le uova e poi aggiungetele al rimanente composto (farina, olio, zucchero) amalgamando bene.

    Ottenuto un impasto omogeneo, aggiungete le mele tagliate a pezzetti molto piccoli, le mandorle, il cioccolato, le zeste di limone e la cannella. Ora rimettetevi di buona lena e amalgamate di nuovo aggiungendo in ultimo la bustina di lievito, poi lasciate riposare un’oretta.

    A questo punto, mentre scaldate il forno statico a 180°, prendete una teglia, stendetevi un foglio di carta forno e posizionatevi una serie di piccoli dischi ricavati dall’impasto (risulterà molto consistente e va bene così) distanziandoli adeguatamente uno dall’altro.

    Ora infornate per una ventina di minuti, giusto il tempo di prepararvi il cappuccino…

    Un caro saluto a tutti.

Back to top button