Cibo

  • Toghe&Teglie: il baccalà alla moda di Rossella

    Buongiorno amici gourmet de Il Patto Sociale, sono Rossella Perricone, “La Girgentana” del ‘Gruppo Toghe & Teglie’, qualcosa di mio avete già potuto sperimentare leggendo questa rubrica.

    Giuseppe Barreca, l’Accademico del Baccalà, aveva visto tempo addietro la preparazione che oggi vi propongo e mi ha candidato alla pubblicazione. Così, eccomi qui, con una ricetta facile facile, veloce e saporita.

    Eccola, rigorosamente da realizzare con dosi spannometriche: procuratevi dei filetti di baccalà, magari evitando quelli surgelati e dando la preferenza al “fresco”, fateli lessare, scolateli, lasciate raffreddare prima di procedere oltre.

    A questo punto, sbriciolate il pesce in una ciotola ed amalgamatelo per bene con prezzemolo tritato, uovo, pangrattato, e poco grana realizzando delle polpettine.

    Ora versate un giro di olio evo in una teglia e aggiungete della zucca rossa tagliata a fettine, aspergendole con un po’di sale.

    Gran finale (di già, sì, di già: vi ho detto che è una ricetta facile!): mettere sopra la zucca le polpettine di baccalà e sopra ogni polpettina mettere una fetta di scamorza affumicata. Pesce e formaggio vanno d’accordo più spesso di quanto si creda comunemente…

    Aggiungete un altro giro (poco) di olio su tutta la teglia ormai colma e una spolverata di grana e di pepe nero non troppo forte: potete infornare a 180 gradi ventilati per l’ultima cottura facendo sciogliere la scamorza. Il piatto è sostanzialmente pronto quando avrà formato una crosticina superiore croccante, la zucca se tagliata fine impiega poco per essere pronta: e voi sarete pronti con un piatto assai versatile perché può essere servito sia come entrèe (magari facendo polpette piuttosto piccole) che come pietanza principale.

  • Toghe&Teglie: crema di fave e gamberi

    Buongiorno a tutti i lettori de Il Patto Sociale, sono Vito Emmolo, “Il Cappellaio Matto” (molti di noi hanno soprannomi di battaglia) del Gruppo Toghe & Teglie, così soprannominato perché vado matto per i funghi che vado anche a raccogliere personalmente e cucino in molti modi diversi; oggi esordisco in questa rubrica, però, niente cappelle con preparazioni originali ma un piatto molto semplice con prodotti a km.0 della mia terra: il trapanese.

    È una ricetta semplicissima che ai miei amici del Gruppo è piaciuta molto dopo averli sorpresi perché non a base di funghi e la stagione è ideale per gli ingredienti necessari: una zuppa, comunque fresca e perfetta anche con i primi caldi (se mai arriveranno).

    Si tratta di una crema di verdura con code di gamberi che, dal canto loro, sono un accompagnamento ideale per molte preparazioni simili: ottimi anche con una vellutata di ceci, per esempio.

    Procuratevi delle fave fresche, fatele trifolare in olio e abbondante scalogno dopo averle controspicchiate, cioè private del tegumento esterno, aggiungendo del finocchietto q.b. – con le dosi, come di consueto, essendo noi chef bravissimi ma dilettanti, si va “a occhio” – e, di tanto in tanto, acqua (o un brodo di verdura molto leggero) fino a quando saranno ben cotte e diventate cremose.

    Volendo, si può rendere più omogenea la crema col frullatore ad immersione, ma è più  bella da vedersi, sa più “di casa”, se lasciata grezza ed è altrettanto gustosa.

    Si aggiungono alla fine i gamberi – dalle mie parti se ne trovano di strepitosi, come sapete – che avrete ripulito e, precedentemente, scottati in una padella inaderente ben calda.

    Già fatto? Sì, quasi: rimane solo da impiattare aggiungendo dell’altro finocchietto per guarnizione, del  pepe nero profumato e un giro d’olio evo saporito e la vostra pietanza, buonissima, fresca e persino leggera è pronta per essere servita in tavola offrendo anche un colpo d’occhio, oltre al profumo, molto accattivante.

    Alla prossima con una ricetta a base di funghi, promesso!

  • Il panettone patrimonio UNESCO? Partita la petizione!

    In omaggio a Milano, il VII Forum Italian Cuisine in the world e Melius – il network dei migliori ristoranti italiani nel mondo – sostengono la petizione per il riconoscimento dell’Arte di fare il Panettone come Patrimonio immateriale dell’Umanità UNESCO, lanciata da Stanislao Porzio, ideatore e organizzatore di Re Panettone®, Festa del dolce milanese.

    Il Panettone rimane il dolce emblematico di Milano, l’immagine della città stessa. Pasticcieri artigianali di Re Panettone faranno gustare i loro lievitati la sera dell’8 maggio al Palazzo dei Giureconsulti, nel corso della Food & Wine Reception di Gala del Forum. Tra i pasticcieri e titolari di pasticcerie saranno presenti: MAURO MORANDIN, pasticceria omonima di Saint-Vincent (AO); Luciana Mancusi, ASCOLESE, San Valentino Torio (SA); Lorenzo Giampietro e Silvia Orlando, CLIVATI, Milano; Emanuele Comi, COMI, Missaglia (LC); Roberto Cosmo, Alessandro Galbiati e Andrea Vitale, COSMO, Giussano (MB); Davide Dall’Omo e Massimo Bruschi, DALL’OMO, Verona; Alfonso Schiavone e Vittorio Di Paolo, DE VIVO, Pompei (NA); Luca Riganti e Andrea Ballo, DOLCE ARTE, Mornago (VA); Nicolò Vezzoli e Mauro Oldrati, INCROISSANTERIA, Carobbio degli Angeli (BG); Andrea Rampinelli, MAC MAHON, Milano.

  • Conte: agricoltura e tecnologia insieme per un futuro più sostenibile

    “Il settore dell’agricoltura di precisione è fortemente innovativo. Sostenibilità significa attenzione alla natura, rispetto dell’ambiente, attenzione alla formazione di chi opera, degli addetti, alle condizioni di lavoro e offrire il futuro migliore ai nostri figli”- è quanto ha dichiarato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte intervenendo alla seconda giornata di Seeds&Chips, il Summit mondiale sulla food innovation in corso a Fiera Milano Rho. Secondo il Premier le nuove tecnologie non tolgono nulla alla nostra tradizione perché l’agricoltura rimane anche un fatto identitario, non solo imprenditoriale ma culturale e ci consentono anche di aprire uno sguardo coraggioso per un futuro più sostenibile.

    E proprio la terra di cui è originario, la Puglia, è la prima regione in Italia in cui il binomio agricoltura e tecnologia sta per consolidarsi in maniera eccellente. Conte, infatti, ha ringraziato il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, presente al Summit, che si è reso immediatamente disponibile ad individuare nella regione la sede per eccellenza dove coltivare queste nuove prospettive imprenditoriali. In mattinata il fondatore e ideatore del summit, Marco Gualtieri, e il presidente Emiliano hanno firmato una lettera di intenti per la progettazione e successiva realizzazione di un Hub dell’innovazione nell’Agricoltura di precisione, con sede a Bari, nell’ex aerostazione passeggeri dell’aeroporto Karol Wojtyla. Il polo, denominato Airport F – da Station F, ex stazione ferroviaria a Parigi e luogo dell’innovazione – sarà un luogo di ricerca, un incubatore di nuove iniziative imprenditoriali, un centro di attrazione per investimenti nazionali e internazionali nel settore della biotecnologia per l’agricoltura e qualità e sicurezza alimentare, in grado di sviluppare sinergie con le realtà industriali e le eccellenze regionali ed extraregionali. “Un progetto importante a cui abbiamo lavorato in questi mesi e che vuole portare la Puglia a essere il centro del mondo dell’agricoltura di precisione, un’industria dalle grandissime potenzialità di sviluppo economico, necessaria per raggiungere gli obiettivi della sostenibilità” – commenta Gualtieri che aggiunge: “Noi crediamo che la Puglia sia ‘the place to be’, il posto dove venire a investire e a sviluppare le tecnologie dell’agricoltura di precisione. Se questa cosa, come speriamo, funzionerà, porterà delle grandi opportunità alla Puglia, a tutto il Mezzogiorno italiano e al sistema Paese“.

    E a proposito di prospettive future non è mancato, neanche oggi, uno sguardo all’Africa, “culla della rinascita”, della quale si è parlato con Olusegun Obasanjo, ex Presidente della Federal Republic of Nigeria, Donald Kaberuka, settimo Presidente di African Development Bank Group, Yvonne Lokko di UNIDO e altre personalità impegnate nel mondo africano. Al dibattito ha partecipato anche Antonio Cammisecra, AD di Enel Green Power.

  • Toghe&Teglie: risotto con asparagi, champignons e seppioline

    Buongiorno lettori appassionati di cucina, sono il calabro-mantovano Giuseppe Barreca noto come  l’Accademico del Baccalà del Gruppo ‘Toghe & Teglie’. Continua a fare freddo e il risotto è una pietanza ideale in certe condizioni climatiche: quello che vi propongo oggi, ammetto, non è di facilissima preparazione ma molto originale per la combinazione di ingredienti e di sapori che si fondono tra loro armoniosamente…e, modestia a parte, vi sfido a trovare qualcosa di simile nel menù di qualche “stellato” che propone i primi piatti a 70€!

    Le dosi che troverete indicate sono da intendersi per tre/quattro commensali e fatta questa premessa procediamo con la ricetta.

    Per prima cosa preparate un leggero brodo di verdure o di pollo (non vorrete mica usare il dado o il granulare, eh?) che servirà per il risotto che ha una base tradizionale.

    Nel contempo pulite 400 grammi di funghi champignons e 200 grammi di asparagi (ma usate, infine, solo la parte più tenera).

    Tostate il riso, sfumatelo con un buon vino bianco e unite allo stesso i funghi tagliati a fettine spesse (così da conservarne la forma) e gli asparagi a pezzetti, aggiungendo anche qualche gambo di prezzemolo fresco, una pecca d’aglio e un peperoncino intero (quest’ultimo da togliere dopo una decina di minuti).

    Una volta giunto quasi a cottura, fate riposare il riso per tre minuti coprendolo con un panno ed il coperchio della pentola: per il riso è sempre preferibile impiegarne una bassa che facilita una cottura omogenea.

    Passati i tre minuti? Bene, ora mantecate con burro freddo e un poco di parmigiano.

    Quello che non vi ho ancora detto è che, mentre cuoce il riso, dovrete anche preparare dei ciuffetti di seppiolina, facendoli saltare in padella dapprima con prezzemolo, aglio e peperoncino interi e poi con un dito di vino bianco e in ultimo rosolare con un mezzo cucchiaino da caffè di Berbere’ fino a quando saranno quasi caramellati.

    Cos’è il Berberè? Una miscela di spezie: io l’ho comprato al mercato delle spezie di Nizza ma credo che lo si possa trovare anche in un buon negozio di spezie, certamente – ho controllato – su Amazon. Se non lo trovate, pazienza, accontentatevi delle spezie e degli odori che avete già impiegato.

    Impiattate aggiungendo in ultimo i ciuffetti di seppie sul risotto, non senza spolverare il tutto con del prezzemolo tagliato finemente e con una macinata di pepe bianco.

    Enjoy!

  • Italia verso l’autarchia nella produzione di riso

    L’obbligo di indicare l’origine in etichetta farà aumentare le semine di riso Made in Italy per circa 3500 ettari nel 2019, secondo quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione della presentazione dell’iniziativa “Abbiamo riso per una cosa seria” organizzata insieme alla Focsiv a favore dell’agricoltura familiare in Italia e nel mondo.

    A un anno dall’entrata in vigore, nel febbraio 2018, dell’obbligo di indicare la provenienza in etichetta, la coltivazione di riso in Italia riguarderà 220.670 ettari  (secondo l’ultimo sondaggio dell’Ente Risi a marzo), in controtendenza rispetto agli ultimi tre anni, che hanno portato a perdere quasi 20.000 ettari di superfici seminate a riso (già nel 2018 le importazioni di riso straniero sono crollate del 24%, scendendo a 180 milioni di chili, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat).

    In Europa l’Italia è il primo produttore di riso con 1,40 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende che copre il 50% dell’intera produzione Ue con una gamma varietale del tutto unica. Alla valorizzazione della produzione nazionale ha contributo anche lo stop all’invasione di riso asiatico nell’Ue, tramite i dazi imposti da metà gennaio 2019 sulle importazioni provenienti da Cambogia e Birmania/Myamar (quest’ultima ritenuta peraltro responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione Rohinya, una minoranza etnica di religione musulmana).

    Nel dettaglio sono previsti dazi solo sul riso Indica lavorato e semilavorato per un periodo non superiore a tre anni, con un valore scalare dell’importo da 175 euro a tonnellata nel 2019, a 150 euro a tonnellata nel 2020 fino a 125 euro a tonnellata nel 2021 ma è possibile una proroga ove sia giustificata da particolari circostanze. Secondo i primi dati aggiornati alla fine di marzo della Commissione Europea, i numeri dimostrano che la clausola di salvaguardia inizia a fare effetto. Le importazioni di semilavorato e lavorato da Cambogia e Myanmar nel mese di marzo in Europa sono calate di 24mila tonnellate (16.000 a fronte delle 40.000 registrate a febbraio e delle 54.000 tonnellate di gennaio).

    Si tratta di una esperienza che dimostra l’importanza della trasparenza dell’informazione ai consumatori per salvare il consumo di suolo in un Paese come l’Italia dove nel 2019 sono scomparsi 100mila ettari di terra coltivata, pari alla superficie di 150mila campi da calcio, a causa del consumo di suolo e della cementificazione ma anche del mancato riconoscimento del lavoro degli agricoltori e dei bassi prezzi pagati per i prodotti agricoli nazionali per la concorrenza sleale delle importazioni low cost di prodotti dall’estero.

  • Coldiretti spaventata dai dazi di Trump

    Coldiretti e Filiera Italia lamentano che i dazi (per 11miliardi di dollari) che gli Usa meditano di introdurre nei confronti dell’Unione Europea comprendono anche importanti prodotti agricoli e alimentari di interesse nazionale come i vini, tra i quali il Prosecco ed il Marsala, formaggi, ma anche l’olio di oliva, gli agrumi, l’uva, le marmellate, i succhi di frutta, l’acqua e i superalcolici tra gli alimentari e le bevande colpite.

    Nel mirino di Donald Trump in particolare è finita, secondo Coldiretti e Filiera Italia, circa la metà (50%) degli alimentari e delle bevande Made in Italy protagoniste di Tuttofood, la World Food Exibition alla Fiera di Milano dal 6 al 9 maggio.

    Gli Usa, ricorda lo studio di Filiera Italia e Coldiretti, sono il principale mercato di sbocco dei prodotti agroalimentari Made in Italy fuori dai confini comunitari. Se con un valore delle esportazioni di 1,5 miliardi di euro nel 2018 il vino è il prodotto Made in Italy più colpito, in pericolo ci sono anche altri prodotti simbolo dell’agroalimentare nazionale a partire dall’olio di oliva con le esportazioni che nel 2018 sono state pari a 436 milioni, ma ad essere minacciati sono anche i formaggi italiani che valgono 273 milioni. E’ il caso del Pecorino Romano con gli Usa che rappresentano circa i 2/3 del totale export mentre per Grana Padano e Parmigiano Reggiano gli Usa sono il secondo paese per importanza, dopo la Germania.

  • Seeds&Chips 2019: Africa protagonista e stop alla plastica in mare

    7,8 trilioni di dollari il valore dell’agrifood a livello mondiale, che occupa il 40% della popolazione. In innovazione tecnologica nel settore sono stati investiti nel 2018 16,9 miliardi di dollari, il 43% in più dell’anno precedente. Solo in Cina 3,52 miliardi di dollari, il 95% in più del 2017. Oltre a contribuire a ridurre il fenomeno della fame nel mondo, che affligge 800 milioni di persone, solo in Italia lo sviluppo sostenibile creerà 3 milioni di posti di lavoro. Questi i dati enunciati dal palco di Seeds&Chips – The Global Food Innovation Summit che ha aperto i battenti oggi a Rho FieraMilano. L’evento internazionale, che durerà fino al 9 maggio, ha come protagonista l’Africa, una scelta non casuale visto che, nei prossimi trent’anni, nel Continente è previsto un aumento della popolazione.

    A dare il via alla prima giornata di lavori è stata la Opening Ceremony della mattina, coordinata dal fondatore e Presidente Marco Gualtieri che ha espresso tutta la sua soddisfazione per le tematiche che saranno affrontate e per la sempre più crescente partecipazione di giovani al Forum. “Siamo consapevoli che i grandi temi che affrontiamo, dal cibo alla salute, saranno al centro di un confronto globale, senza distinzioni anagrafiche o geografiche, di interesse per più di 7 miliardi di persone. I giovani e i leader da tutto il mondo – sottolinea Gualtieri – discutono del futuro del cibo e quindi del pianeta, in un format ormai consolidato, uniti dagli obiettivi posti dai Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite (SDGs). Non si può parlare del futuro del cibo senza avere l’Africa al tavolo della discussione. Le economie occidentali e quelle del continente africano devono interagire per valorizzare al meglio il potenziale umano dell’Africa, il continente più giovane del pianeta quanto a età anagrafica della popolazione”. Tanti i giovani sul palco a confronto con i leader internazionali e i rappresentanti delle istituzioni intervenuti: Kerry Kennedy, presidente Robert F. Kennedy Human Rights; Donald Kaberuka, già presidente dell’African Development Bank; Gian Marco Centinaio, Ministro dell’Agricoltura, Attilio Fontana, presidente Regione Lombardia; Albert-Laszlo Barabasi, professore presso la Northeastern University di Boston; Andrea Illy, imprenditore.

    La prima giornata del Summit ha visto anche la presentazione ufficiale di HOM Humans of Mediterranean, la generazione che ha curato il mare, il primo Manifesto per difendere il mare dalla minaccia della plastica, ideato e promosso da Seeds&Chips e Federpesca. Un’alleanza tra i pescatori dei 22 Paesi del bacino Mediterraneo per liberare il mare dalle plastiche e l’obiettivo di promuovere iniziative che portino ad una legislazione comune per i paesi del Mediterraneo, che possa coinvolgere i pescatori, gli enti e le associazioni per garantire la tutela dell’ecosistema marino e dell’ambiente. Il lancio si è tenuto alla presenza, tra gli altri, del Ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio e del presidente di Federpesca, Luigi Giannini. Un importante segnale che testimonia l’attenzione del governo verso la difesa dell’intero ecosistema marino, in primis coinvolgendo i pescatori ma anche associazioni di settore, enti di partenariato economico e sociale e dell’Unione Europea.

    Domani, tra le altre sessioni, uno sguardo al futuro dell’Italia con “Puglia is the place to be for precision agriculture”, con la partecipazione di Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia, Ettore Prandini, Presidente Coldiretti e Alessandra Pesce, Sottosegretario all’Agricoltura. Atteso il keynote speech del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in programma alle 17,15.

     

  • Toghe&Teglie: melanzane alla brasiliana

    Buongiorno ai lettori, sono Donatella Cungi, avvocato giuslavorista milanese: voglio precisare che io non c’entro nulla con l’intitolazione della ricetta che, a sua volta, non c’entra proprio nulla con la preparazione. Tutta colpa del Fundador di Toghe & Teglie, Manuel Sarno, che media i rapporti con la Redazione de Il Patto Sociale e si prende delle libertà, compresa quella di pubblicare ricette a sorpresa e ad insaputa dell’autore dopo essersele fatte callidamente spedire senza spiegare bene le ragioni.

    Pazienza: quello che vi suggerisco oggi è un piatto di pasta con le melanzane, come vedrete cucinate in maniera tradizionale e se si allude al Brasile è solo perché io ho origini brasiliane.

    Tutto chiaro ora, spero: dunque, procuratevi degli ziti e spezzateli per ridurne le dimensioni (come si vede dalla foto io ho usato penne lisce di Gragnano, che vanno benissimo, perché non li avevo).

    Procuratevi anche un paio di melanzane di medie dimensioni – stiamo parlando di dosi per tre/quattro porzioni, a seconda degli appetiti –  tagliatele a strisce e poi a pezzettini e fatele spurgare secondo l’abituale procedura di ammollo in acqua e aceto per poi completarla mettendole sotto sale per una mezz’ora.

    Nel frattempo fate soffriggere in olio evo della cipolla bianca in abbondanza come base per preparare un sugo usando dei pomodorini tagliati a spicchi;  evitate che la salsa rimanga troppo liquida e arricchitela con un pezzetto di peperoncino.

    Arriva, finalmente, il momento delle melanzane: friggetele e lasciatele scolare su carta; mentre la pasta cuoce (la raccomandazione è che venga tenuta molto al dente, il perché sarà chiaro tra poco) finite di cuocere il sugo aggiungendovi le melanzane fritte.

    Versate la pasta in una pirofila, ricopritela con il sugo e pezzi di provola affumicata tagliata a dadini. Mescolate il tutto e, per non farsi mancare nulla, annaffiate di parmigiano ed infornate a 180°  finché non vedrete la provola sciogliersi, amalgamarsi al sugo e il parmigiano fare la crosticina.

    Insomma, di brasiliano non c’è nulla, il piatto non è indicato in prossimità della prova costume, anche a presentarlo non sembra un quadro di autore come quelli di Giuseppe Barreca (sembra che la settimana prossima sia di turno lui con un risotto delizioso ma complicatissimo) in compenso non è difficile da preparare e appetitoso.

    Alla prossima!

  • Milano Food Week: il buon cibo invade la città

    Sta arrivando la settimana più attesa dagli amanti del cibo di qualità. Se negli spazi fieristici di Rho Fiera Milano, dal 6 al 9 maggio, è di scena TuttoFood, l’intero capoluogo lombardo è in fermento per Milano Food City 2019, il “fuorisalone gastronomico” che anima la città con centinaia di appuntamenti dedicati al cibo.

    La Milano Food Week 2019 avrà luogo dal 2 all’8 maggio. Giunta alla sua decima edizione, la manifestazione coinvolge l’intera città, dal centro alle periferie. Ben 40 chef coinvolti, 4 cucine attive, 10 tematiche affrontate, per un totale di oltre 100 eventi.

    Stage Ktichen sarà la cucina principale della Milano Food Week, dedicata agli eventi più spettacolari. Un vero e proprio palco principale, allestito in piazza Duomo, dove si alterneranno gli chef stellati per raccontare la propria storia e parlare dell’evoluzione della cucina negli ultimi dieci anni attraverso i loro piatti.

    Tra i protagonisti, grandi nomi della ristorazione: Andrea Berton, Davide Oldani e Daniele Canzian, Viviana Varese, Alessandro Negrini e Fabio Pisani, Luigi Taglienti, Andrea Aprea, Filippo Sisti, Igles Corelli, Valeria Margherita Mosca, Giancarlo Morelli, Ernst Knam, Franco Aliberti e Davide Caranchini.

    Una rassegna a tema food è in programma nelle serate dal 3 all’8 maggio presso il Cinema Anteo di CityLife. Il critico cinematografico Marco Lombardi, ideatore del progetto Cinegustologia, ha curato un palinsesto ad hoc, con proiezioni che seguono il doppio tema food e cinema e film che vedono il cibo come protagonista. Per l’inaugurazione della rassegna, il 3 maggio alle 17.30, è in programma la proiezione di The Great Italian, il documentario dedicato al maestro Gualtiero Marchesi.

    Nel cortile dell’Università IULM verrà allestita la Young Kitchen, dove sarà protagonista un racconto del cibo attraverso il punto di vista dagli studenti del master in Food and Wine Communication dell’Università IULM. La cucina sarà aperta tutti i giorni (eccetto il 4 e il 5 maggio) e avrà tra i focus lo street food. Ma sarà allo stesso tempo il palcoscenico di dibattiti, laboratori ed experience per brand e consumatori.

    Non mancano iniziative solidali, che hanno per tema la lotta allo spreco. In collaborazione con la Caritas Ambrosiana, e con la partecipazione dello chef Eugenio Boer, nella cucina del Refettorio Ambrosiano, voluto in piazza Greco da Massimo Bottura, saranno preparati 25 kg di risotto alla milanese, che sarà consumato dagli utenti del refettorio e in parte consegnato agli ospiti delle case accoglienza di Caritas Ambrosiana con JustEat.

    Dal 2 al 12 maggio, inoltre, tutti potranno donare una porzione di risotto, ordinando online su JustEat, da alcuni ristoranti in città, a un prezzo di 5 o 7 euro.

    Il peso totale dei piatti solidali ordinati in occasione della Milano Food Week sarà raddoppiato e devoluto in beneficenza da JustEat, in favore di Caritas Ambrosiana.

    Ai 10 anni di Food Week corrisponderanno altrettanti temi: Milano e il food, Stage food, Sound Design food, Health & wellness food, International food, Millennials e gen-z food, Fashion & lifestyle food, Food Business, Sostenibilità e Aperitivo.

    Da segnalare il Food business Forum il 7 maggio alla Terrazza Duomo 21, incontro tra addetti ai lavori, istituzioni e personaggi del mondo del cibo e del suo indotto per tracciare percorsi futuri e analizzare i cambiamenti del settore.

    La mostra fotografica a cura de La Cucina Italiana, dal 27 aprile al 5 maggio, in Corso Vittorio Emanuele, racconterà per immagini e ricordi il cambiamento della Milano gastronomica. Partecipano alla kermesse anche due centri culturali diventati punto di riferimento di alcune periferie della città: dal 3 al 5 maggio, il Barrio’s ospiterà la Street Food Parade, mentre Mare Culturale Urbano, centro culturale di prima periferia, sarà teatro di una narrazione sviluppata intorno al valore della condivisione e dell’inclusione in cucina e a tavola.

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