Si intensificano i combattimenti nello Stato del Nilo Azzurro, nel sud-est del Sudan. Le Forze armate sudanesi (Saf) hanno annunciato oggi l’arrivo a Ed Damazin di unità avanzate della Forza congiunta, la coalizione di gruppi armati alleati della giunta al potere, per sostenere le operazioni contro le Forze di supporto rapido (Rsf) e le milizie del Movimento di liberazione del popolo del Sudan – North (Splm-N), loro alleate. Il dispiegamento di rinforzi da parte dell’esercito nel Nilo Azzurro avviene dopo che nelle ultime settimane si sono intensificati gli scontri con le forze dell’alleanza Rsf-Splm-N.
I combattimenti nella regione sono aumentati dallo scorso febbraio, soprattutto nelle aree sudorientali al confine con l’Etiopia. Il dispiegamento è la seconda ondata di rinforzi che le Saf inviano nel Nilo Azzurro in una sola settimana dopo i recenti progressi ottenuti dalle Rsf e dall’Splm-N: l’alleanza ribelle ha di recente permesso di conquistare Kurmuk e Geissan, due località strategiche vicino al confine etiope, e di rivendicare a stretto giro il controllo delle basi di Bakori e Sorkam lì situate. La conquista di queste posizioni rappresenta un elemento importante nell’evoluzione del conflitto nel Nilo Azzurro, una regione strategica per la sua posizione di confine e per i collegamenti con l’Etiopia. L’esercito sudanese sostiene tuttavia che la fine della ribellione nella regione sia vicina e ha ribadito la propria intenzione di riprendere il controllo dell’intero Stato.
Si complica intanto anche la situazione sul terreno lungo il confine con il Ciad, dove l’esercito di N’Djamena ha intensificato gli schieramenti e bloccato le rotte desertiche utilizzate per far arrivare armi e combattenti alle Forze di supporto rapido (Rsf). Fonti a conoscenza della questione citate dal quotidiano “Sudan Tribune” riferiscono che lo sviluppo segua l’intercettazione ed il sequestro di veicoli militari appartenenti alla Forza congiunta sudanese dopo il valico di frontiera ciadiano. Le tensioni lungo il confine si sono acuite dopo che lo Stato maggiore dell’esercito ciadiano ha riferito, lo scorso 23 agosto, che presunti droni militari sudanesi o di gruppi alleati hanno colpito un convoglio di veicoli nella regione orientale del Ciad di Ennedi-Est, a oltre 100 chilometri dalla frontiera. Lunedì alcune unità dell’esercito ciadiano hanno raggiunto il luogo degli attacchi aerei e hanno effettuato perlustrazioni di sicurezza nel deserto prima di allestire avamposti temporanei vicino al confine per bloccare le infiltrazioni e impedire che il territorio ciadiano venisse utilizzato come base di appoggio o via di rifornimento. Le forze ciadiane hanno anche sequestrato diversi veicoli blindati e armi a combattenti sudanesi che avevano attraversato il confine con il Ciad, hanno riferito le fonti.
Secondo quanto riportato in precedenza dai media occidentali, N’Djamena avrebbe schierato circa 100 veicoli militari verso il confine, insieme a sistemi di difesa aerea, per proteggersi dalle incursioni di droni transfrontalieri. Nel Ciad orientale le autorità hanno anche condotto operazioni di accerchiamento e perquisizione in diversi campi profughi sudanesi a seguito di accuse secondo cui alcuni individui avrebbero partecipato a combattimenti in Sudan prima di rientrare oltre confine. Durante le perquisizioni le forze di sicurezza hanno fermato diversi giovani sospettati di essere coinvolti negli scontri. Sono stati poi rilasciati dopo aver firmato un impegno scritto a non intraprendere attività che possano destabilizzare la zona di confine. Le misure di sicurezza rafforzate hanno destato preoccupazione tra le agenzie umanitarie per l’impatto umanitario sui rifugiati sudanesi concentrati negli insediamenti di confine. Il Ciad ospita oltre due milioni di rifugiati sudanesi in 13 campi e centri di accoglienza nella parte orientale del Paese. Molti sono arrivati durante i precedenti conflitti sotto il presidente deposto Omar al Bashir, ma il numero è aumentato vertiginosamente dopo lo scoppio della guerra tra l’esercito sudanese e le Rsf nell’aprile del 2023.