Alimentazione

  • Toghe&Teglie: tagliolini di zucchine con crema di mandorle

    Bentrovati golosi lettori de Il Patto Sociale, sono Maurizio Condipodero, avvocato civilista reggino del Gruppo Toghe & Teglie. Nonostante sia anche Consigliere Nazionale del CONI, ammetto che le mie regole alimentari non siano sempre allineate a quelle degli atleti ma, sapete com’è la cucina calabrese: nutriente, saporita ma sarebbe troppo definirla a basso contenuto calorico.

    A proposito di calorie, da voi lassù le temperature sono scese? Perché qui da noi – anche se ogni tanto piove – si sta benone e dei piatti freddi come quello che vi proporrò oggi sono ancora preferibili alle zuppe, tra l’altro è molto versatile potendo diventare uno stuzzichino che accompagna l’aperitivo piuttosto che un contorno originale; alla fine fatene voi quello che volete se vi piacerà provarlo.

    Procuratevi delle zucchine, lavatele, pulitele e agendo con un pelapatate dentellato (o con l’apposito attrezzo facilmente reperibile in un negozio di casalinghi) create dei tagliolini da ogni zucchina: la quantità dipende dalle dimensioni della verdura e dal numero delle porzioni.

    Spremete poi un arancia, e nel suo succo mettete a marinarvi i tagliolini così ottenuti  con l’aggiunta di un pizzico di pepe nero e qualche goccia di limone.

    Intanto che la marinatura procede, passate poi alla crema di condimento: servono delle mandorle che avrete precedentemente sgusciato e congelato.  Frullatele con aggiunta di un bicchiere d’acqua ghiacciata, un cucchiaio di farina di cocco ed una bustina di zafferano fino ad ottenere una crema abbastanza densa, alla quale si dovrà aggiungere, emulsionandola, dell’erba cipollina o – in mancanza – un quarto di una cipolla bianca tritate, una o l’altra, molto fini.

    Per concludere, sgocciolate dalla marinatura i tagliolini, disponeteli in una terrina e versatevi sopra la crema di mandorle ed amalgamando delicatamente il tutto per bene.

    Ora disponete al centro del piatto decorando con altra erba cipollina, scorza d’arancia, fili di peperoncino dolce (poteva mancare in Calabria?) e qualche seme di sesamo nero.

    Sfizioso, vero? Il gusto è delicatissimo e convincerà anche i più scettici. Da Reggio Calabria è tutto. A voi Redazione del Patto e…alla prossima!

  • Toghe&Teglie: il risotto ai formaggi e miele

    Buongiorno a tutti i lettori di questa rubrica dedicata ai golosi! Sono Ivan Vaccari, avvocato penalista del Foro di Roma e membro, ovviamente, del Gruppo Toghe & Teglie. Stavo iniziando a pensare che non sarei mai stato prescelto per presentare una mia ricetta in quanto era attesa quella sulla carbonara, che non ho mai mandato, e invece eccomi qui – un po’ a mia insaputa, ma a Roma ci siamo abituati… – con un risotto, piatto che non appartiene tipicamente alla tradizione romana ma, vedrete, non è niente male anche se, va detto, dedicato a palati forti e vietatissimo a chi ha problemi di colesterolemia.

    La ricetta è facile, facile: preparate la tradizionale base di burro e fatevi rosolare della cipolla rossa tagliata finemente.

    Appena imbiondisce mettete il riso e lasciatelo tostare. Non sto indicando dosi perché io, come ben sanno i miei Colleghi e Amici, sono uomo dalle porzioni generose: quella destinata a me, generalmente, ha come unità di misura “la cofana”, quindi regolatevi secondo le vostre personali preferenze e numero di commensali.

    Proseguendo, sfumate la base del risotto con vino bianco e aggiungete il brodo; questo, preferibilmente, piuttosto leggero perché il piatto è già molto saporito di suo: dunque, carni bianche, pollo, o verdure sono ideali per evitare una sapidità eccessiva e, a proposito, state bene attenti a regolare di sale!

    A metà cottura inserite del taleggio ripulito della crosta e tagliato a tocchetti e lasciatelo sciogliere completamente.

    In seguito, ma prima che il risotto sia pronto, aggiungete del  gorgonzola non troppo forte di sapore (quest’ultimo in misura maggiore del taleggio per sentirlo bene).

    A fine cottura, spegnete il fuoco e mantecate con pecorino romano,  burro chiarificato e…un poco di miele che con i formaggi saporiti ha sempre un suo perché.

    Se, come al solito, questa rubrica non sarà appaltata in pianta stabile da quel raccomandato del Gambero Rozzo, Andrea Schietti, mi congedo da voi con un arrivederci a presto.

  • Toghe&Teglie: la piada dei morti

    Ben ritrovati, lettori de Il Patto Sociale! Sono Massimiliano Baietta, avvocato penalista riminese del Gruppo Toghe & Teglie; ritorno in questa rubrica poche settimane dopo il mio esordio per proporvi un dolce tipico romagnolo che si realizza per la commemorazione dei defunti che, giustappunto, cade in questa settimana. Dunque non fatevi sgomentare dal nome della ricetta: nulla che accompagni il pasto degli zombie!

    Incominciamo ad individuare gli ingredienti: 300 grammi di farina 00, 25 grammi di lievito di birra, mezzo bicchiere di latte intero, 80 grammi di zucchero, un pizzico di sale, due uova, 50 grammi di burro, 80 grammi di uvetta sultanina, gherigli di noci, mandorle sgusciate e pinoli q.b.

    Fate sciogliere il lievito in mezzo bicchiere di latte tiepido. Poi, in una grande terrina di coccio versate la farina setacciata, il burro che avrete fuso senza farlo bruciare e il mezzo bicchiere di latte con il lievito sciolto, lo zucchero, un pizzico di sale, le uova e amalgamate bene: deve risultarne un impasto molto morbido.

    Mettete, ora, il tutto a  lievitare per almeno 8-10 ore coperto con pellicola trasparente. L’ideale è preparare l’impasto alla sera e riprenderlo alla mattina. Per tutta la notte mettete anche in ammollo l’uvetta sultanina.

    Passato questo tempo lavorate l’impasto lievitato aggiungendovi  l’uvetta strizzata e asciugata.

    A questo punto foderate con carta forno uno stampo a cerniera e stendetevi sopra l’impasto ottenuto guarnendolo sulla parte superiore con le noci, le mandorle e i pinoli in quantità a piacere. Lasciate riposare la vostra piada ancora 2 ore.

    Infine cuocete il dolce in forno ventilato già caldo a 180 gradi per circa 15-20 minuti e nel frattempo, per non restare con le mani in mano, preparate la “lucidatura” con due cucchiai di zucchero sciolti in mezzo bicchiere di acqua calda con cui spennellerete la Piada dei Morti appena tolta dal forno.

    Non avventatevi, anche se è appetitosa! Lasciatela raffreddare e conservatela per essere gustata a fine pasto con un buon bicchiere di vino o a colazione accompagnando il caffè.

    Bune feste e buon appetito a tutti!

  • A Milano è tempo di Golosaria 2019

    Quanto può influire il cibo sul nostro umore e sul nostro benessere? Può davvero cambiare le nostre giornate? ‘Il cibo che ci cambia’ sarà il tema di Golosaria 2019, in programma a Milano negli spazi del Mi.Co – Fieramilanocity dal 26 al 28 ottobre, manifestazione dedicata agli artigiani del gusto e alle declinazioni culturali che il cibo può avere. Giunta alla quattordicesima edizione, la manifestazione al pubblico un’istantanea realistica e attuale sul mondo del cibo, partendo dalla sua agricoltura, posta di fronte ai cambiamenti climatici, e dai suoi prodotti fino a toccare l’ambito della ristorazione. Una rassegna che vuole essere prima di tutto un’esperienza di vera e propria immersione nel gusto che, insieme agli spazi espositivi dedicati al food e wine, vedrà il debutto di nuove aree che coinvolgeranno appassionati e operatori di settore rispondendo ad un grande interrogativo: come ci cambia davvero il cibo? E’ così che scopriremo che il cibo cambia il nostro corpo, come si è visto con lo studio della nutraceutica e l’individuazione di quelle proprietà che favoriscono il nostro benessere. Ma il cibo può cambiare anche il nostro modo di concepire la distribuzione, modificando le superfici di vendita che smettono di essere monstre e diventano più piccole, specializzate e con un’area food. È la bottega, che ogni anno si rinnova e sarà raccontata sul palco di Golosaria.

    Il cibo però è da sempre anche condivisione e piacere di stare a tavola, rapportarsi in famiglia parlando anche ai più piccoli che quest’anno avranno uno spazio tutto per loro. E poi c’è il cibo che ha cambiato il nostro modo di comunicare e di informarci, con l’avvento del digitale direttamente in etichetta e in tutto il processo comunicativo. Insieme al cibo è cambiato anche il nostro modo di bere, di rapportarci al vino, in una fruizione sempre più personalizzata e diretta ma allo stesso modo all’insegna della moderazione e della sostenibilità, come si racconterà in un’area wine completamente rinnovata. Golosaria sarà, anche quest’anno, il luogo in cui si realizzerà la sfida di Paolo Massobrio e Marco Gatti di individuare 100 cantine che meritano il podio attraverso ‘I Top Hundred’ che saranno premiati domenica 27 ottobre e raccontano tanti spaccati di Italia grazie anche ai “Fuori di top”. Si tratta di cantine, per lo più piccole o piccolissime e spesso nuove, con vini eccezionali scoperti a chiusura della selezione effettuata con degustazioni collettive.

    Non mancheranno quindi le sorprese, gli odori e i sapori del nostro Paese, sempre più meta di turismo culinario (e Milano si rivela sempre più capitale del mondo del cibo), grazie alla presenza straordinaria di 300 artigiani del gusto, 100 cantine, 20 cucine di strada e un programma di oltre 80 eventi da scoprire giorno dopo giorno che ci faranno capire come il cibo può cambiare il nostro umore e le nostre giornate.

    Tutti gli appuntamenti sul sito www.golosaria.it.

  • Toghe&Teglie: sandwich autunnale alla maniera del Gambero Rozzo

    Buongiorno a tutti, sono Andrea Schietti – in arte il Gambero Rozzo – avvocato penalista milanese del Gruppo Toghe & Teglie e qualcuno inizierà a pensare che sono un raccomandato perché le mie ricette appaiono molto spesso in questa rubrica; a parte che molte sono state ereditate da mia madre di cui conservo gelosamente gli appunti culinari, che ci volete fare? Io a casa ho vietato i Quattro Salti in Padella, spadellare mi rilassa e mi piace mangiare in grazia di Dio insieme a Donatella – la mia compagna – anch’essa togategliata e nota come La Regina del Bollito Misto.

    E’ arrivato l’autunno e questa volta vi propongo una ricetta semplicissima e di grande effetto con uno dei prodotti stagionali più appetitosi.

    Procuratevi, dunque dei funghi porcini (preferibilmente di Borgotataro). Diffidate dalle imitazioni rumene, greche ecc. con cappelle sode di media grandezza.

    Puliteli e separate le cappelle dai gambi e tagliate questi ultimi a dadini. In una padella fare imbiondire uno spicchio d’aglio in un goccio d’olio extra vergine, aggiungetevi le cappelle, salate e pepate e fatele cuocere da ambo i lati per qualche minuto, schiacciandole leggermente badando a non romperle.

    In ultimo aggiungete del trito di prezzemolo e ripetete la  stessa operazione per i gambi tagliati a dadini.

    Nel frattempo fate saltare per qualche minuto delle scaloppe di foie gras (scaloppe, eh? Non patè!) in un’altra padella antiaderente con appena un po’ di burro.

    Gli ingredienti a questo punto sono pronti e potete impiattare, stile sandwich come dice il titolo della preparazione, utilizzando una cappella come base, il foie gras come farcitura e un’altra cappella come copertura, badando bene di aver misurato le cotture in modo da avere i componenti caldi al servizio.

    Guarnire il tutto con i dadini ricavati dal gambo e spolverare ancora con un po’ di prezzemolo fresco, se gradito come accompagnamento potrete aggiungere dei crostoni di pane toscano abbrustolito.

    E con questo…buon autunno a tutti!

     

  • Gli italiani amano il cibo artigianale, lo rivela il successo di Milano Golosa 2019

    Milano è sempre più capitale italiana del cibo. Lo dimostrano i numeri di Milano Golosa, la tre giorni dedicata alla produzione artigianale italiana di nicchia ideata dal Gastronauta©, che si è conclusa lunedì 14 ottobre. All’ottava edizione hanno partecipato oltre 200 artigiani del gusto che hanno portato la loro eccellenza, e accanto ai produttori e agli artigiani 67 appuntamenti tra masterclass, cooking show, degustazioni, seminari, approfondimenti. Al Palazzo del Ghiaccio, luogo della manifestazione, di anno in anno non solo sono aumentatiti i visitatori, sempre più attratti dalla ricerca del buon cibo, ma anche gli espositori che sono cresciuti del 30% in più rispetto all’anno scorso. Quella del 2019, inoltre, è stata un’edizione 100% plastic free nei prodotti e nell’allestimento e che ha puntato l’attenzione alle produzioni sostenibili, riunendo produttori che hanno in comune con la manifestazione la massima attenzione all’ambiente. Milano Golosa inoltre si è schierata in maniera ferma e netta nella denuncia contro il protezionismo che colpisce l’agroalimentare italiano, di cui c’era una larga rappresentanza tra gli espositori all’evento, a favore invece dell’unione tra culture e tradizioni gastronomiche differenti. Non è un caso, infatti, se quest’anno si è deciso di puntare sulla contaminazione culturale e gastronomica con Asian Taste, un intero padiglione dedicato all’Estremo Oriente. E proprio Asian Taste ha incontrato l’entusiasmo del pubblico, che tra dim sum, baozi, cerimonia del tè, filettatura del tonno, masterclass sul sakè ha potuto scoprire o ritrovare l’alto livello della cucina orientale, le tradizioni e le regionalità che tanto la accomunano con quella italiana.

  • Toghe&Teglie: sformato di fiori di zucca

    Un saluto a tutti i lettori appassionati di cucina, sono Serena Caputo, avvocata – ormai si dice così, come della Madonnina – penalista pisana del Gruppo Toghe & Teglie; la mia è una cucina tendenzialmente sana (non troppo, se no non sa di nulla) e legata a prodotti freschi di stagione che per fortuna non ho difficoltà a procurarmi e nemmeno mi dispiace improvvisare un po’ con quello che trovo. Insomma, appartengo alla categoria dei cambusieri.

    Quella di oggi è una ricetta molto semplice, veloce da preparare che ho realizzato ispirandomi – appunto – a ciò che avevo in dispensa o che mi potevo procurare facilmente come la basta brisèe che, lo ammetto, non ho fatto io ma l’ho comprata al supermercato già pronta.

    Dunque, preparate in una pirofila appena unta di olio evo la base per lo sformato con la pasta brisèe e badate bene di avere a disposizione della ricotta vaccina fresca, zucchine e fiori di zucca: le verdure le avevo buone buone,  del campo.

    Tagliate a triangolini quattro zucchine, saltatele in padella con olio evo e aglio schiacciato lasciandole abbastanza croccanti.

    Finito di soffriggere, asciugate bene le zucchine con la carta da cucina e mescolatele con la ricotta, un uovo intero, del parmigiano grattugiato fresco (non molto stagionato, max. 18 mesi), delle foglie di mentuccia,   prezzemolo, sale e pepe q.b. facendo amalgamare bene il tutto, evitando il formarsi di grumi.

    Con questo la “sostanza” dello sformato è pronta: stendete l’impasto sulla pasta brisèe che avete in precedenza steso nella pirofila e poi ricoprite letteralmente il tutto con una dozzina circa, dipende dalle dimensioni, di fiori di zucca freschi aperti e puliti dell’interno, spolverate con il parmigiano, stendete ancora un velo di olio di oliva, distribuite una manciata di pinoli e qualche foglia di menta.

    Ora siete pronti per infornare: mezz’ora circa di cottura a 220° in forno ventilato e vi assicuro che il risultato non è solo bellino da vedere ma anche ottimo per il palato!

    Ciao a tutti, alla prossima!

  • Toghe&Teglie: il cous cous con zafferano, speck e verdure al vapore

    Rieccomi dopo un po’ di tempo, lettori de Il Patto Sociale! Sono Mohmed Aly, unico chef professionista del Gruppo Toghe & Teglie senza trascorsi da avvocato; gli avvocati, invece, vengono a trovarmi spesso alla Gnoccheria, lo hanno fatto anche di recente e chiedono sempre almeno un assaggio di gnocchi con zafferano e speck. Sembra che questo sia il condimento più amato e richiesto e non solo dagli amici di T&T e, allora, ho provato a farlo incontrare con l’altra mia specialità: il cous cous!

    INGREDIENTI PER 5 PERSONE

    300 gr. di semola di grano duro, 1/2 litro d’acqua minerale frizzante in bottiglia, 100 ml. d’olio extra vergine d’oliva, 1/2 stecca di cannella, 100 gr. di scalogno, 1 bustina di zafferano, 120 gr. di speck tagliato sottile, 500 ml. di panna fresca, verdure già cucinate al vapore: zucchine gialle, carote e finocchi o altre a piacere, sale e pepe q.b.

    PREPARAZIONE

    Ponete in una ciotola la semola di grano duro ed intiepidire a parte il mezzo litro d’acqua minerale frizzante. Schizzate la semola con l’acqua servendosi di uno spruzzino, prenderne una piccola quantità e ripassarla tra le mani come per creare delle minuscole sfere. Ripetete il passaggio fino alla sua completa trasformazione. Mettete a questo punto una pentola d’acqua sul fuoco, portare ad ebollizione a fuoco lento e aggiungere la mezza stecca di cannella. Appoggiate sulla pentola un setaccio (non deve essere a contatto con l’acqua) e metterci il cous cous, coprendolo con un canovaccio in modo che possa cuocere a vapore per un’ora circa. In una casseruola capiente aggiungete un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva con lo scalogno tritato e quando è caldo aggiungete il cous cous, facendolo tostare. Al termine versate sul cous cous un mestolo dell’acqua della cottura a vapore, spegnete il fuoco e lasciate riposare con sopra un coperchio per un paio d’ore. Successivamente sgranate il cous cous, passandolo ad un  setaccio con maglia grande.

    Ora fate saltare in una padella lo speck con l’olio extra vergine d’oliva e poi versate la panna liquida; dopo un minuto aggiungete anche le verdure, lo zafferano, regolare di sale e pepe, e girare energicamente. Impiattate come nella foto.

    Infine, più che un trucco, una raccomandazione, che non mi stancherò mai di ripetere: l’utilizzo di materie prime di ottima qualità è fondamentale per la bontà del piatto.

    Vi aspetto, come sempre alla Gnoccheria!

  • Milano Golosa 2019: un’edizione all’insegna dell’ecosostenibilità e della contaminazione

    Punta sulla contaminazione culturale e gastronomica ‘Milano Golosa 209’, la manifestazione, giunta all’ottava edizione, ideata da Davide Paolini, il Gastronauta, con Asian Taste, un intero padiglione dedicato all’Estremo Oriente e ai ristoratori che hanno portato l’offerta gastronomica asiatica italiana ad un alto livello, cambiandone il paradigma di consumo e rendendola un mercato in netta crescita. Nato dalla collaborazione tra Gastronauta e NO MAYO di Maria Pranzo (la prima guida ai ristoranti asiatici in Italia, www.nomayo.org), Asian Taste è un vero viaggio nel gusto, un’immersione nelle tradizioni e nelle diverse culture asiatiche che sembrano così distanti dalla nostra ma che danno la possibilità di esplorare la contaminazione. Contaminazione e tradizione quest’anno però faranno rima con sostenibilità. ‘Milano Golosa’ ha infatti orgogliosamente conseguito l’obiettivo di essere completamente ecosostenibile, eliminando totalmente la plastica dai prodotti e dall’allestimento, utilizzando prodotti e riunendo produttori che hanno in comune con la manifestazione la massima attenzione all’ambiente. Grazie alla collaborazione con Celli Group verranno distribuite borracce plastic free, mentre l’acqua ufficiale della manifestazione, Acqua Levico, è totalmente in vetro. Un tema quello della sostenibilità al quale, sabato 12 ottobre, alle ore 15, sarà dedicato un dibattito nell’area masterclass. E con le masterclass, in cui sarà possibile assistere ad incontri sul tema del cibo a 360°, grande interesse suscitano anche i cooking show che hanno una durata di 45 minuti e sono gratuiti previa iscrizione in loco. A partecipare a questi momenti, sempre molto frequentati, quest’anno saranno presenti la Regione Lombardia, che per il pomeriggio di sabato 12 ottobre ha in progetto una merenda e un laboratorio sui dolci dimenticati lombardi raccontati da uno storico, e la Basilicata, tra le regioni più rappresentate e rappresentative dell’ottava edizione di ‘Milano Golosa’, che alle 14 di sabato 12 mette in campo un making show sulla mozzarella, mostrando sul momento come viene fatto il prodotto caseario più famoso d’Italia. Sono numerose le aziende lucane tra Potenza e Matera che quest’anno partecipano a ‘Milano Golosa’, portando le eccellenze artigiane della regione nel capoluogo meneghino, mostrando le proprie chicche gastronomiche, come i peperoni cruschi, i salumi di cinghiale e le marmellate di fagioli di Sarconi, e mettendo in luce come la contaminazione con gli altri prodotti dall’Italia e dall’Asia dia risultati originali.

    Al termine del percorso di visita di Asian Taste c’è la possibilità di portare a casa ad un prezzo vantaggioso un pezzo di Oriente: un bento-box di Mulan Group con tre piatti asiatici pronti a scelta tra cinese, giapponese e ravioli.

    Un’altra novità a ‘Milano Golosa 2019’ è l’area delle esperienze, uno spazio dedicato alle isole tematiche del caffè, della farina, e del panino.

    Con l’Accademia del Panino Italiano il pubblico avrà la possibilità di sperimentare a tutto tondo, dagli abbinamenti tra panini e caffè e panini e tè, alla possibilità di creare il proprio panino perfetto, al racconto del panino insieme a diversi produttori.

    Molino Quaglia, con le sue farine Petra, dà la possibilità di sporcarsi le mani a chi ha voglia di mettersi alla prova con i suoi impasti, creando pane, pizza e lievitati e scoprendo i trucchi del mestiere con degustazioni narrate.

    Lavazza invece, all’interno della sua area dedicata all’esperienza, oltre a spiegare il caffè come prodotto, le sue origini, le proprietà organolettica, lo rende un’esperienza diversa: il mattino è dedicato all’arte della moka, il pomeriggio invece ai cocktail fatti in miscelazione con il caffè, reinventando il momento dell’aperitivo.

    Milano Golosa è aperta al pubblico sabato 12 ottobre (dalle 12 alle 20), domenica 13 ottobre (dalle 10 alle 20) e lunedì 14 ottobre (dalle 10 alle 17). L’ingresso è a pagamento; i biglietti sono acquistabili online e in cassa. Il programma è disponibile sul sito della manifestazione (www.milanogolosa.it). Per i bambini sotto i 6 anni l’ingresso è gratuito, dai 6 ai 12 biglietto ridotto a 5 euro.

  • Toghe&Teglie: la calamarata secondo Vittorio

    Buongiorno ai lettori appassionati di cucina, sono Vittorio Pacchiarotti, avvocato di Genzano – Comune della Città Metropolitana di Roma, affacciato su una sponda del lago di Nemi – entrato a far parte del Gruppo Toghe & Teglie da alcuni mesi e questa settimana al suo esordio su queste colonne.

    L’emozione c’è, inutile nasconderlo, anche perché ai miei amici e colleghi è piaciuta molto una mia ricetta che hanno trovato originale per il mix di pescato: salmone e pesce spada, un abbinamento insolito ma  assolutamente riuscito; provare per credere e per provare eccovi la ricetta, facile facile.

    Procuratevi dei pomodori pachino e fateli appassire in padella, un coccio è sempre preferibile, a fuoco bassissimo con aglio, olio extra vergine, peperoncino e una battuta di prezzemolo fresco.

    Nel frattempo tagliate a fettine sottili, come fosse un carpaccio, il pesce spada e dei filetti di salmone fresco e poi inseriteli nel loro condimento per scottarli senza esagerare nella cottura che andrà ultimata come andremo a vedere tra poco.

    A parte mettete a bollire una calamarata all’uovo o, a scelta, di semola fresca che cuoce più rapidamente e trattiene benissimo il sugo e scolate molto al dente.

    Ora versate la pasta nel coccio ove sobbollono pianissimo i trancetti di pesce e ultimate la cottura mantecando il tutto con l’aiuto di un po’ di vino bianco di qualità ricordandovi che i vini in brick sono letali per la buona cucina e vietati dalla Convenzione di Ginevra.

    Misurate la cottura finale mantenendo sempre la pasta al dente e impiattate con l’aggiunta di un altro giro di oli evo a crudo e guarnendo con rucola e prezzemolo in foglie come vedete dalla foto.

    Sì, lo so, non sono un esperto nella presentazione ma vi assicuro – e non solo perché me lo hanno garantito i miei figli – che è una ricetta tanto semplice, come avete visto, quanto gustosissima!

    A presto, con altre proposte “alla moda di Vittorio”.

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