Europa

  • Provvedimenti della Commissione per proteggere le persone dall’amianto e garantire un futuro senza

    L’amianto è una sostanza cancerogena estremamente pericolosa ancora presente in molti dei nostri edifici e causa di numerosi decessi evitabili nell’UE. La Commissione presenta un approccio globale per proteggere meglio le persone e l’ambiente dall’amianto e garantire un futuro senza amianto.

    Il pacchetto comprende:

    Sebbene tutte le forme di amianto siano vietate nell’UE dal 2005, questa sostanza è ancora presente negli edifici più vecchi e rappresenta una minaccia per la salute, in particolare quando i materiali che la contengono vengono perturbati, con il conseguente rilascio di fibre che possono essere inalate, ad esempio durante le ristrutturazioni.

    Ben il 78% dei tumori professionali riconosciuti negli Stati membri è correlato all’amianto. Se inalate, le fibre di amianto presenti nell’aria possono causare, ad esempio, mesotelioma e cancro ai polmoni, con un periodo medio di 30 anni tra l’esposizione e i primi segni della malattia.

    Affrontare i rischi per la salute derivanti dall’esposizione all’amianto è quindi essenziale per proteggere la salute umana e l’ambiente, garantendo nel contempo condizioni di vita e di lavoro dignitose. Questo aspetto è ancora più rilevante nel contesto della transizione verde e dell’ambizione dell’UE di aumentare il tasso di ristrutturazione degli edifici. Grazie alle ristrutturazioni i residenti godranno di migliori condizioni di salute e di vita e di bollette energetiche più basse. Tuttavia aumenteranno anche i rischi di esposizione all’amianto, in particolare per i lavoratori edili.

    Le azioni presentate oggi fanno parte del pilastro relativo alla prevenzione del piano europeo di lotta contro il cancro e contribuiranno agli obiettivi del Green Deal europeo, del piano d’azione “inquinamento zero” e del pilastro europeo dei diritti sociali.

    Per proteggere le persone dall’esposizione all’amianto e prevenire i rischi per le generazioni future, la Commissione definisce un approccio globale in materia di salute pubblica con i seguenti obiettivi.

    • Sostenere meglio le vittime di malattie correlate all’amianto.
    • Proteggere meglio i lavoratori dall’amianto. La Commissione intende:
    • proporre oggi una revisione della direttiva sull’esposizione all’amianto durante il lavoro, volta a ridurre significativamente il valore limite di esposizione professionale per l’amianto;
    • aggiornare gli orientamenti per sostenere gli Stati membri, i datori di lavoro e i lavoratori nell’attuazione della direttiva riveduta; e
    • lanciare una campagna di sensibilizzazione sulla rimozione sicura dell’amianto.
    • Migliorare le informazioni sull’amianto negli edifici. La Commissione intende:
    • presentare una proposta legislativa concernente il rilevamento e la registrazione dell’amianto negli edifici. Gli Stati membri saranno invitati a elaborare strategie nazionali per la rimozione dell’amianto; e
    • proporre un approccio normativo per l’introduzione di registri digitali degli edifici al fine di migliorare la condivisione e l’uso dei dati relativi agli edifici, dalla progettazione alla costruzione, fino alla demolizione.
    • Garantire lo smaltimento sicuro dell’amianto e l’inquinamento zero. La Commissione intende:

    L’UE mette a disposizione ingenti finanziamenti attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza, il Fondo sociale europeo Plus e il Fondo europeo di sviluppo regionale per sostenere gli Stati membri negli ambiti della prevenzione sanitaria, delle cure, delle ristrutturazioni e dello smaltimento sicuro dell’amianto.

    Inoltre l’UE continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nella lotta all’amianto a livello mondiale, ad esempio nel contesto della conferenza delle parti della convenzione di Rotterdam, dell’Organizzazione internazionale del lavoro, del G7 e del G20.

    I lavoratori corrono il rischio maggiore di essere esposti a questa sostanza cancerogena. Per migliorarne la protezione la Commissione presenta oggi una proposta di modifica della direttiva sull’esposizione all’amianto durante il lavoro. La modifica comprende una riduzione del limite di esposizione all’amianto durante il lavoro a un valore 10 volte inferiore a quello attuale (da 0,1 fibre per centimetro cubo (f/cm³) a 0,01 f/cm³), sulla base dei più recenti sviluppi scientifici e tecnologici.

    Insieme all’attività di sensibilizzazione e ad altri miglioramenti in materia di prevenzione e cure sanitarie, la proposta avvicinerà l’UE al suo obiettivo di sconfiggere il cancro. Essa inoltre crea condizioni di parità per le imprese che operano a livello di UE, riducendo nel contempo i costi dell’assistenza sanitaria connessi alle cure mediche.

    La Commissione invita tutte le istituzioni dell’UE, gli Stati membri, le parti sociali e gli altri portatori di interessi ad accelerare l’azione per conseguire un’UE senza amianto per le generazioni attuali e future. La proposta di modifica della direttiva sull’esposizione all’amianto durante il lavoro presentata dalla Commissione sarà discussa dal Parlamento europeo e dagli Stati membri; la Commissione, da parte sua, auspica una rapida approvazione. Una volta adottata, gli Stati membri avranno 2 anni di tempo per recepire le disposizioni della direttiva nella legislazione nazionale.

    Fonte: Commissione europea

  • Approvato dalla Commissione il regime italiano da 700 milioni di € a sostegno delle imprese nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina

    La Commissione europea ha approvato il regime italiano da 700 milioni di € a sostegno delle imprese nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina. La misura sarà accessibile alle piccole e medie imprese (“PMI”) e a quelle con meno di 1500 dipendenti (imprese a media capitalizzazione) attive in tutti i settori colpiti dall’attuale crisi geopolitica e dalle sanzioni e controsanzioni adottate in tale contesto.

    Sono tuttavia escluse le imprese che operano nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca, dell’acquacoltura, del settore bancario e finanziario, nonché le società commerciali e di intermediazione commerciale.

    La misura è analoga ad altri regimi italiani a sostegno dei settori agricolo, forestale, della pesca e dell’acquacoltura, come quello approvato dalla Commissione il 18 maggio 2022 (SA.102896).

    Nell’ambito del regime i beneficiari ammissibili avranno diritto a ricevere aiuti di importo limitato sotto forma di sovvenzioni dirette.

    Il regime sarà accessibile alle imprese con un fatturato estero medio complessivo, negli anni 2019, 2020 e 2021, pari ad almeno il 10% del fatturato medio totale degli stessi anni.

    Per essere ammissibili, le società devono inoltre rifornirsi per determinate parti dell’insieme delle loro forniture dall’Ucraina, dalla Russia o dalla Bielorussia e prevedere, per l’esercizio finanziario 2022, i) un aumento del costo unitario medio delle forniture; o ii) una riduzione dei quantitativi di forniture provenienti dagli stessi paesi di almeno il 20 % rispetto alla media registrata nel 2019, 2020 e 2021.

    La Commissione ha constatato che il regime italiano è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi. In particolare, gli aiuti i) non supereranno 500.000 € per impresa; e ii) saranno concessi entro il 31 dicembre 2022.

    La Commissione ha concluso che il regime italiano è necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

    Su queste basi la Commissione ha approvato la misura di aiuto in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Fonte: Commissione europea

  • Oltre 101 milioni di euro per l’ammodernamento dell’asse ferroviario Palermo-Catania-Messina

    La Commissione ha approvato un investimento di oltre 101 milioni di euro a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale per l’ammodernamento dell’asse ferroviario Palermo-Catania-Messina.

    L’investimento contribuirà alla costruzione di due gallerie, lunghe 92,75 m e 34,75 m, e di 17 viadotti per rimuovere la sinuosità dei binari che attraversano le zone collinari e accidentate. In alcune parti dell’isola sarà costruita una seconda ferrovia per favorire il transito simultaneo in entrambe le direzioni. Tali investimenti ridurranno notevolmente i tempi di percorrenza e aumenteranno la frequenza delle connessioni. Una parte dei terreni liberati grazie alla rimozione delle curve sarà trasformata in piste ciclabili.

    Il progetto migliorerà la qualità del servizio ferroviario e dei collegamenti con i porti di Catania, Augusta e Palermo, nonché con gli aeroporti di Catania e Palermo. Contribuirà inoltre a migliorare la stazione di Bicocca a Catania, modificando il tracciato di posa dei binari, costruendo nuovi sottopassaggi e rampe di accesso e migliorando l’edificio stesso.

    Questo importante investimento è fondamentale per rafforzare lo sviluppo socioeconomico della Sicilia, in quanto sostiene lo sviluppo di mezzi di trasporto più efficienti, più rapidi e a basse emissioni per i cittadini e le imprese.

    Fonte: Commissione europea

  • L’inopportuna “tutela etica” europea

    Le elezioni rappresentano una delle espressioni più evidenti di una democrazia compiuta in quanto ai cittadini viene riconosciuto il diritto fondamentale di esprimere il proprio orientamento politico. Questo diritto, che costituisce l’essenza stessa della democrazia, talvolta è oggetto di complicazioni o di limitazioni attraverso l’applicazione di sistemi elettorali complessi ed articolati all’interno dei quali il computo complessivo dei voti spesso rappresenta un’isola della salvezza stessa di partiti, ma soprattutto una zona franca di completa ingerenza delle segreterie dei partiti stessi.

    Nonostante questo ed i sistemi elettorali adottati, l’esercizio del voto rappresenta la democrazia stessa in quanto tale ed ovviamente indipendentemente dai risultati che le urne possano esprimere.

    In altre parole, i risultati elettorali rappresentano, a prescindere dallo schieramento politico vincitore, l’essenza stessa di uno Stato democratico, a maggior ragione se aderente ad un’unione come quella Europea, in quanto una istituzione politica sovranazionale come quella rappresentata dall’Unione Europea non può né deve mettere in discussione lo stesso esercizio democratico ed espressione di un diritto in rapporto all’esito dello stesso.

    Viceversa, a meno di ventiquattro ore dalla chiusura delle urne, due esponenti europei, come la Presidente della Bce e il primo ministro francese, hanno affermato come il nostro Paese dovrà essere posto sotto tutela con l’obiettivo di salvaguardare i diritti fondamentali democratici proprio in rapporto all’esito elettorale.

    In altre parole, l’esercizio di un diritto democratico non è più sufficiente a dimostrare, e contemporaneamente, confermare la democraticità del sistema istituzione nazionale, come lo stato italiano che, proprio in rapporto all’esito elettorale, deve essere posto sotto tutela con l’obiettivo di “salvaguardare” quegli stessi diritti democratici espressi dallo stesso esercizio del voto.

    Quindi l’Italia, uno degli Stati fondatori prima della Ceca (Comunità del carbone e dell’acciaio europea) e poi della stessa UE, oggi non rappresenta, agli occhi di queste esponenti europee, una democrazia compiuta in virtù dell’esercizio democratico del voto, ma può essere considerata tale solo ed esclusivamente in rapporto a dei parametri elaborati dalla stessa Unione europea. Quindi solo sulla base della aderenza a determinati schemi ideologici uno Stato può venire considerato democratico, altrimenti deve essere posto sotto la tutela europea per la salvaguardia dei diritti fondamentali.

    In questo contesto, allora, la stessa definizione della Istituzione europea dovrà essere completamente rivista, in quanto si sta trasformando in una istituzione etica all’interno della quale lo stesso riconoscimento dei singoli Stati viene sottoposto ad una valutazione, anche solo in rapporto agli esiti elettorali espressi nell’esercizio democratico del diritto al voto.

    Un passaggio questo cruciale nella stessa definizione degli ambiti democratici riconosciuti ai singoli Stati ormai ridotti a semplici sostenitori di una prigione etica europea “superiore”.

    Mai come ora dovrebbe venire proprio dallo schieramento politico uscito perdente dal confronto elettorale una decisa presa di posizione a favore del nostro Paese nella quale venisse esplicitamente espressa l’assoluta contrarietà a questo tipo di ingerenza espressa dalle due esponenti europee e contemporaneamente confermata la assoluta democrazia del nostro Paese in quanto la democrazia italiana rappresenta un modello compiuto, anche se ovviamente migliorabile, e di certo non può essere messa in discussione nella tutela dei diritti fondamentali, o  dall’orientamento politico della compagine risultata vincente alla tornata elettorale.

    Proprio questo silenzio, invece, rappresenta uno dei motivi per i quali al nostro Paese non viene riconosciuto in ambito europeo quel ruolo fondamentale e costituente che invece la storia gli dovrebbe riconoscere.

    A causa del provincialismo e della pochezza intellettuale della nostra classe politica, priva di ogni senso comune di stato, ancora una volta il nostro Paese viene considerato non come una degna espressione di una democrazia ma come un sistema da sottoporre al controllo etico dell’Unione Europea.

  • Gli Stati membri approvano la proposta della Commissione di abbassare la soglia dei residui di pesticidi per proteggere meglio le api

    Gli Stati membri hanno appoggiato la proposta della Commissione di abbassare i limiti massimi di residui (LMR) di due pesticidi neonicotinoidi noti per avere effetti nocivi sulle api. Le valutazioni dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare mostrano che clothianidin e thiamethoxam rappresentano un rischio elevato per gli impollinatori. Per questo motivo, il loro uso all’aperto era già stato vietato nell’UE nel 2018. Per le importazioni di alimenti e mangimi, le nuove norme abbasseranno i limiti massimi di residui esistenti per queste sostanze al livello più basso misurabile con le ultime tecnologie. Le regole dovrebbero essere adottate entro l’inizio del prossimo anno. Gli operatori del settore alimentare e i paesi terzi avranno tempo sufficiente per adeguarsi alle nuove norme. I nuovi LMR si applicheranno agli alimenti prodotti nell’UE – per i quali la soglia è già molto bassa – e agli alimenti importati da paesi terzi. Dato il loro impatto negativo sugli impollinatori di tutto il mondo, comprese le api, l’uso di questi due neonicotinoidi è già stato interrotto nell’UE. Facciamo un ulteriore passo avanti, contribuendo alla transizione verso sistemi alimentari sostenibili, anche a livello mondiale. Una volta che le regole approvate saranno in vigore, i prodotti importati non potranno più contenere i residui di questi due neonicotinoidi. Il regolamento metterà in pratica gli obiettivi della Commissione, annunciati nel Green Deal europeo e nella strategia Farm to Fork, e terrà conto degli aspetti ambientali nella valutazione delle domande di tolleranze all’importazione di pesticidi non più autorizzati nell’UE, nel rispetto delle standard e obblighi dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Dopo aver consultato i membri dell’OMC, la proposta della Commissione è stata presentata al comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi, dove ha ricevuto il sostegno di una maggioranza qualificata di Stati membri. Il regolamento sarà sottoposto al Consiglio e al Parlamento, che hanno due mesi di tempo per reagire. Se le due istituzioni non si opporranno, il regolamento sarà adottato all’inizio del 2023.

    Fonte: Commissione europea

  • Va’ Sentiero e SILKNOW: due progetti italiani tra i vincitori dei Grand Prix dei Premi europei per il patrimonio culturale

    I vincitori dei Premi europei per il patrimonio culturale/Europa Nostra Awards 2022, il più importante riconoscimento europeo in questo ambito, sono stati celebrati con una prestigiosa cerimonia tenutasi nell’iconico Teatro dell’Opera di Praga. La cerimonia per i Premi europei del patrimonio culturale ha visto la partecipazione di Mariya Gabriel, Commissaria europea per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù, Martin Baxa, Ministro della cultura della Repubblica Ceca e anche presidente ad interim del Consiglio dei Ministri dell’UE per la cultura, così come di Hermann Parzinger, Presidente esecutivo di Europa Nostra. La cerimonia ha riunito circa 600 partecipanti, tra professionisti della cultura, volontari, appassionati e sostenitori da tutta Europa, incluso un nutrito gruppo di giovani. La cerimonia è l’evento più importante del Summit 2022 sul Patrimonio culturale europeo che si sta svolgendo a Praga dal 25 al 27 settembre, ed incluso nel programma ufficiale della Presidenza ceca del Consiglio dell’Unione europea.

    Durante la cerimonia, gli alti rappresentanti della Commissione europea e di Europa Nostra hanno annunciato con orgoglio i cinque vincitori del Grand Prix mentre il Ministro della cultura della Repubblica Ceca ha svelato il vincitore del Public Choice Award. I vincitori sono stati selezionati a partire dalla lista dei 30 straordinari progetti vincitori di questa edizione e provenienti da 18 paesi europei.

    vincitori dei Grand Prix 2022 sono:

    Va’ Sentiero, ITALIA

    Vincitore del Grand Prix per Sostenibilità e azione per il clima

    SILKNOW, FRANCIA / GERMANIA / ITALIA / POLONIA / SLOVENIA / SPAGNA

    Vincitore del Grand Prix per Innovazione

    Symphony, SPAGNA

    Vincitore del Grand Prix per Trasformazione digitale 

    Fiumi di Sofia, BULGARIA

    Vincitore del Grand Prix Coesione sociale e benessere 

    Costa Carras †, Atene, GRECIA (postumo)

    Vincitore del Grand Prix per Relazioni internazionali

    I vincitori del Grand Prix sono stati scelti dal Board di Europa Nostra su consiglio di una giuria indipendente di esperti e riceveranno un premio di €10.000 ognuno.

    Il Public Choice Award è stato assegnato al progetto World Vyshyvanka Day, UCRAINA, una ricorrenza annuale e celebrata a livello internazionale, volta a salvaguardare l’iconica camicia ricamata dell’Ucraina (vyshyvanka) quale importante elemento del patrimonio culturale del popolo ucraino. Questo straordinario progetto ha ottenuto il più alto numero di voti espressi tramite un sondaggio online e che ha visto la partecipazione di circa 11.000 cittadini da tutta Europa. Quest’anno, per la prima volta, il vincitore del Public Choice Award riceverà un premio di €10.000.

    La cerimonia è stata uno dei principali eventi del Summit 2022 sul Patrimonio culturale europeo che si è svolto dal 25 al 27 settembre a Praga, ricordando il trentesimo anniversario dell’iscrizione del Centro Storico di Praga nella Lista del Patrimonio Mondiale. Il Summit è organizzato da Europa Nostra e dalla Rappresentanza di Europa Nostra in Repubblica Ceca in collaborazione con e con il supporto della Commissione europea e del Ministero ceco per la cultura, come parte del programma ufficiale della Presidenza ceca del Consiglio dell’Unione europea. Rappresenta, inoltre, un contributo all’Anno europeo della gioventù 2022 e all’iniziativa del New European Bauhaus. Il Summit è in parte sovvenzionato dal programma Europa Creativa dell’Unione europea.

    Il Bando per i Premi europei per il Patrimonio culturale/Europa Nostra Awards 2023 sarà pubblicato la prossima settimana. Le candidature potranno essere inviate online tramite il seguente link, www.europeanheritageawards.eu entro il 18 novembre 2022.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione approva un regime italiano da 96 milioni di € a sostegno delle imprese in Lombardia

    La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 96 milioni di € a sostegno delle imprese della regione Lombardia nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato, adottato dalla Commissione il 23 marzo 2022 e modificato il 20 luglio 2022.

    La misura sarà accessibile a tutte le imprese attive in Lombardia, indipendentemente dalle loro dimensioni e dall’attività svolta. Sono tuttavia esclusi gli enti creditizi e gli istituti finanziari, nonché le imprese attive nei settori dell’agricoltura primaria e della pesca. Questo provvedimento fa seguito ad altri regimi italiani a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura, come quello approvato dalla Commissione il 18 maggio 2022 (SA.102896).

    Il regime mira a garantire che le imprese colpite dall’attuale crisi geopolitica e dalle conseguenti sanzioni e controsanzioni continuino a disporre di liquidità sufficiente, in modo da poter proseguire l’attività economica in questo difficile contesto. Nell’ambito del regime, i beneficiari ammissibili avranno diritto a ricevere aiuti di importo limitato sotto forma di sovvenzioni dirette, garanzie e prestiti.

    La Commissione ha constatato che il regime è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi. In particolare, l’aiuto i) non supererà i 500 000 € per impresa; e ii) sarà concesso entro il 31 dicembre 2022.

    La Commissione ha concluso che il regime italiano è necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi. Su queste basi la Commissione ha approvato la misura di aiuto in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Fonte: Commissione europea

  • L’UE annuncia il contributo storico di 715 milioni di € a favore del Fondo globale per salvare milioni di vite dall’AIDS, dalla tubercolosi e dalla malaria

    La Commissione europea ha annunciato un nuovo contributo record di 715 milioni di € dal bilancio dell’UE a favore del Fondo globale per il periodo 2023-2025, in occasione della settima conferenza di rifinanziamento del Fondo organizzata a New York dal presidente degli Stati Uniti Biden. Insieme agli impegni assunti dagli Stati membri dell’UE, Team Europa conferma il suo impegno deciso a favore del Fondo globale con un contributo totale di oltre 4 miliardi di € per il periodo 2023-2025. Il Fondo globale, un partenariato internazionale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria, ha già salvato 50 milioni di vite negli ultimi 20 anni. Il nuovo contributo si aggiunge ai 150 milioni di € messi a disposizione quest’anno dal bilancio dell’UE per il meccanismo di risposta alla COVID-19 (C19RM) del Fondo globale, al fine di aiutare i paesi a coprire i costi dei dispositivi di protezione individuale, dei test diagnostici e delle terapie.

    L’obiettivo del Fondo globale è mobilitare almeno 18 miliardi di dollari per il periodo 2023-2025 al fine di salvare 20 milioni di vite, evitare oltre 450 milioni di infezioni, ridurre del 64% il tasso di mortalità dovuta all’HIV, alla tubercolosi e alla malaria e costruire un mondo più sano e più equo.

    Di questi 18 miliardi dollari, 6 miliardi verrebbero investiti per potenziare i sistemi sanitari e le reti locali. Ciò consoliderebbe notevolmente il ruolo del Fondo nel sostenere gli sforzi nazionali volti a creare sistemi sanitari più integrati e incentrati sulle persone, con migliori capacità di prevenzione, individuazione e risposta in relazione alle minacce legate alle malattie infettive.

    20 anni fa, al momento della creazione del Fondo globale, sembrava impossibile riuscire a sconfiggere l’HIV, la tubercolosi e la malaria, ma grazie alla scienza, a risorse adeguate e a un’efficace collaborazione a livello mondiale si riesce a far arretrare anche le malattie più letali. In soli 20 anni il partenariato del Fondo globale ha salvato 50 milioni di vite e ridotto di oltre la metà il numero di vittime.

    Il Fondo globale, il cui ruolo va ben al di là del mandato di sconfiggere l’AIDS, la tubercolosi e la malaria, è un protagonista fondamentale nella lotta contro il COVID-19. È diventato il primo fornitore di sostegno finanziario ai paesi a basso e medio reddito per tutto, fuorché i vaccini. Tramite il meccanismo di risposta il COVID-19 (C19RM), il Fondo sostiene i paesi nella copertura dei costi dei dispositivi di protezione individuale, dei test diagnostici e delle terapie. L’UE ha annunciato 150 milioni di € da destinare alla C19RM.

    L’Unione europea e i suoi Stati membri, in qualità di Team Europa, sono uno dei principali contributori del Fondo globale. Per il sesto rifinanziamento del Fondo globale 2020-2022, la Commissione europea si era impegnata a stanziare 550 milioni di €. Con il nuovo impegno di 715 milioni di €, l’apporto complessivo della Commissione europea al Fondo globale per il periodo 2001-2025 raggiunge i 3,5 miliardi di €. I contributi 2001-2022 dell’UE e dei suoi 27 Stati membri al Fondo globale ammontano a 21,2 miliardi di dollari.

    La nuova iniziativa traduce l’impegno risoluto della Commissione europea di promuovere la salute mondiale, che include il sostegno bilaterale e regionale ai sistemi sanitari dei paesi partner e ad altre iniziative mondiali in campo sanitario quali, tra le altre, l’Organizzazione mondiale della sanità, l’Alleanza per i vaccini (GAVI) e il Fondo di intermediazione finanziaria per la prevenzione, la preparazione e la capacità di risposta alle pandemie.

    Fonte: Commissione europea

  • Secondo il nuovo Eurobarometro sullo sport e l’attività fisica il 49% degli europei fa esercizio fisico

    La Commissione europea pubblica il quinto Eurobarometro dedicato allo sport e all’attività fisica. Secondo l’indagine il 38% degli europei fa sport o esercizio fisico almeno una volta alla settimana, a fronte di un 17% che lo pratica meno di una volta alla settimana. Attualmente fino al 45% degli europei non fa mai esercizio fisico né partecipa ad attività sportive. Sebbene la situazione risulti stabile rispetto all’Eurobarometro del 2017, è evidente la necessità di continuare a promuovere lo sport e l’attività fisica. L’indagine rivela inoltre che durante la pandemia di COVID-19 la metà degli europei ha ridotto il livello di attività fisica o ha addirittura smesso di svolgerla.

    Tra gli intervistati sono più spesso quelli di età compresa tra i 15 e i 24 anni a fare esercizio fisico o praticare sport con una certa regolarità (il 54%). Questa percentuale diminuisce con l’avanzare dell’età: dal 42% nella fascia d’età tra i 25 e i 39 anni al 32% tra i 40 e i 54 anni fino a scendere al 21% tra le persone dai 55 anni in su. Nel complesso l’Eurobarometro mostra che gli intervistati che svolgono regolarmente attività fisica per motivi ricreativi o non sportivi non costituiscono la maggioranza in nessuno Stato membro dell’UE.

    Secondo gli intervistati l’ostacolo principale alla pratica di attività fisica è la mancanza di tempo, seguita da una mancanza di motivazione o semplicemente dall’assenza di interesse per lo sport. In risposta, la campagna della Commissione HealthyLifeStyle4All (Uno stile di vita sano per tutti) continuerà a portare avanti la sensibilizzazione sull’importanza di uno stile di vita sano per tutte le generazioni e i gruppi sociali.

    Dall’indagine emerge che la ragione principale per cui si svolge attività fisica è la volontà di migliorare la propria salute, seguita dal desiderio di sentirsi più in forma e di trovare metodi di rilassamento. Ogni anno la Commissione promuove i benefici dello sport per il benessere fisico e mentale durante la Settimana europea dello sport. La metà degli intervistati ha inoltre espresso il desiderio di fare esercizio fisico all’aperto, un desiderio che è sostenuto dagli sforzi della Commissione volti a rendere lo sport e l’attività fisica più verdi e sostenibili. Un nuovo sviluppo, forse rafforzato dalla pandemia di COVID-19, consiste nel fatto che circa un terzo dei rispondenti preferisce praticare sport a casa propria.

    Infine, l’importanza dell’impegno della Commissione nel migliorare la parità di genere nello sport è fortemente suffragata dai risultati dell’Eurobarometro: rimane infatti a favore degli uomini il divario di genere tra coloro che fanno esercizio fisico regolarmente. In questo contesto è incoraggiante apprendere che la maggioranza degli intervistati in 25 Stati membri dell’UE dichiara di seguire nei media le competizioni sportive maschili e quelle femminili con uguale interesse.

    La Commissione lancia regolarmente uno Speciale Eurobarometro sullo sport – i più recenti risalgono al 2013 e al 2017 – per monitorare le tendenze nella partecipazione allo sport e all’attività fisica, raccogliendo anche dati riguardanti i livelli di attività fisica nell’UE-27 e informazioni sui tipi di contesto nei quali le persone fanno esercizio fisico.

    L’attuale Speciale Eurobarometro sullo sport e l’attività fisica si basa sulle risposte a circa 20 domande di 26.580 europei provenienti da tutti i 27 Stati membri. L’indagine illustra le tendenze riguardanti i livelli di partecipazione, le preferenze e gli ostacoli alla pratica dello sport come base per le politiche future. I risultati confluiranno nelle azioni della Commissione volte a promuovere lo sport, l’attività fisica salutare e uno stile di vita sano in tutta Europa.

    Il piano di lavoro dell’UE per lo sport (2021-2024), adottato dal Consiglio, ha sottolineato l’importanza dei dati riguardanti lo sport e i relativi livelli di partecipazione nell’UE. La disponibilità di nuovi risultati Eurobarometro sulle tendenze relative all’attività fisica e alla partecipazione allo sport sosterrà le attività a livello dell’UE sul fronte operativo e politico dello sport. Il sondaggio si fonda anche sulle precedenti indagini Eurobarometro, il che consente di operare un confronto continuo e fornisce una buona base per l’ulteriore sviluppo della politica dello sport a livello dell’UE, in stretta collaborazione con gli Stati membri.

    La Settimana europea dello sport è un’iniziativa della Commissione europea volta a promuovere lo sport e l’attività fisica in tutta Europa, compresi i Balcani occidentali e i paesi del partenariato orientale. Lo sport e l’attività fisica contribuiscono in modo sostanziale alla salute e al benessere dei cittadini europei. Tuttavia, il livello di attività fisica in Europa è attualmente stagnante, mentre si registra addirittura un calo in alcuni paesi. La Settimana europea dello sport è una risposta congiunta a questa sfida e un invito ad agire per affrontare il fenomeno dell’inattività incoraggiando gli europei di tutte le età ad adottare uno stile di vita sano e attivo. Fa parte della campagna #BeActive, lanciata ufficialmente il 23 giugno, nella Giornata olimpica internazionale. La campagna #BeActive 2022 accenderà i riflettori su figure esemplari in cui sia facile identificarsi, con particolare attenzione ai 3 pilastri: gioventù, inclusione & uguaglianza e stile di vita sano.

    L’iniziativa HealthyLifestyle4All (Uno stile di vita sano per tutti) è stata lanciata nel settembre 2021 come campagna biennale per collegare lo sport e gli stili di vita sani alle politiche sanitarie, alimentari e di altri ambiti. Mira a mettere in evidenza l’impegno della Commissione nel promuovere gli stili di vita sani per tutti, attraverso le generazioni e i gruppi sociali, facendo notare che tutti possono trarre beneficio da attività che migliorano la salute e il benessere. L’iniziativa è aperta ai movimenti sportivi, alle autorità pubbliche e alle organizzazioni della società civile, che possono aderirvi dichiarando i propri impegni, pubblicati in un elenco online (Pledge Board).

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione europea lavora per garantire trasparenza sul finanziamento ai partiti

    Trasparenza e cura dei valori europei. Su questo binario l’Ue si appresta a muoversi in vista delle prossime Europee. Con un primo obiettivo: issare un muro di fronte al pericolo di interferenze straniere. Il tema, non solo in Italia, del resto è attualissimo e vive all’ombra della Russia. La proposta avanzata dalla Commissione nel novembre del 2021 ha incassato il primo sì dell’Eurocamera in una votazione avvenuta 24 ore dopo l’annuncio di Ursula von der Leyen di un Defense Democracy Package contro la costante minaccia di ingerenze da Stati terzi.

    La proposta della Commissione – sulla quale Lega e Fdi si sono astenuti mentre i loro gruppi di appartenenza, Ecr e Id, in gran parte hanno votato contro – mira ad una maggiore trasparenza di partiti e fondazioni attraverso verifiche sulla tracciabilità dei finanziamenti. “E’ chiaro che le donazioni extra-Ue sono totalmente escluse”, ha specificato in Aula la vice presidente della Commissione Vera Jourova, spiegando che Bruxelles si appresta ad avanzare una proposta anche sulla pubblicità elettorale, “per evitare manipolazioni e difenderci dalle campagne di disinformazione”. Un maggiore controllo è previsto anche sull’uso che i partiti europei faranno dei loro fondi, per esempio nelle campagne referendarie, che devono essere connesse all’Unione.

    L’obiettivo insomma è aumentare la portata dell’azione dei partiti ma senza deragliamenti dal “da demos europeo, che esiste ed è sotto i nostri occhi”, ha spiegato l’eurodeputato di S&D Charles Goerens, che ha stilato la relazione sulla proposta. E su questa base il testo raccomanda l’ingresso di partiti di Paesi extra-Ue come “membri a pieno titolo” del Consiglio d’Europa. E delle regole ad hoc saranno varate anche in materie di parità di genere e lotta alle molestie sessuali. Con il sì dell’Eurocamera la proposta è stata rinviata in Commissione per il via al trilogo, ovvero il negoziato tra l’esecutivo Ue, il Consiglio e il Pe. Con una deadline: approvare in via definitiva.

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