Europa

  • Coronavirus: la Commissione fornirà 200 robot per la disinfezione agli ospedali europei

    Nel quadro degli sforzi continui per contrastare la diffusione del coronavirus e fornire agli Stati membri le attrezzature necessarie, la Commissione ha avviato l’acquisto di 200 robot per la disinfezione da distribuire agli ospedali di tutta Europa. Complessivamente, nel quadro dello strumento per il sostegno di emergenza, è disponibile una dotazione specifica per un importo massimo di 12 milioni di euro.

    Gli ospedali della maggior parte degli Stati membri hanno manifestato il bisogno di questi robot e l’interesse a riceverli. I robot sono in grado di disinfettare le stanze dove sono ricoverati i pazienti in soli 15 minuti utilizzando la luce ultravioletta e contribuiscono a prevenire e ridurre la diffusione del virus. Il processo è controllato da un operatore posizionato al di fuori dello spazio da disinfettare, al fine di evitare qualsiasi esposizione ai raggi UV.

    I robot saranno distribuiti nelle prossime settimane

  • Rafforzare la libertà dei media nell’UE

    L’UE è attivamente impegnata nella protezione dell’indipendenza e della sicurezza dei giornalisti quali esponenti cruciali del corretto funzionamento democratico delle sue istituzioni e degli Stati membri. La libertà dei media, tuttavia, si sta deteriorando negli ultimi anni. Minacce, molestie, pubblico ludibrio e persino omicidi sono in aumento.

    Nella sessione plenaria di novembre il Parlamento europeo voterà una relazione di iniziativa preoccupato per quanto sta accadendo nel mondo dei media reputando fondamentale combattere la l’odio e la disinformazione per difendere lo Stato di diritto e la democrazia nell’UE.

    Secondo il World Press Freedom Index 2020, l’Europa continua a essere il continente in cui vigono ancora la libertà di stampa e la pluralità di voci ma negli ultimi anni tali principi stanno vacillando e la pandemia di coronavirus ha esacerbato questo processo. Così i giornalisti, e chi lavora nei media in generale, si trova ad affrontare ambienti sempre più ostili in numerosi Stati membri dell’UE, con casi di violenza, minacce e molestie che crescono a un ritmo allarmante (con le giornaliste in particolare più vulnerabili a questi reati).

    Nel frattempo, la trasformazione digitale ha contribuito ad un forte calo del ricavi dei media tradizionali. La diffusione, su vasta scala, di social media, piattaforme di messaggistica e notizie online hanno reso le informazioni più accessibili a un pubblico più ampio. Purtroppo però le fonti online sono difficili da verificare contribuendo alla diffusione di disinformazione e ad una sempre crescente sfiducia nei media tradizionali che stanno accusando il colpo.

    La libertà dei media è una preoccupazione molto forte per le istituzioni dell’UE. Nel 2013, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a proporre procedure e meccanismi concreti legalmente vincolanti per salvaguardare il pluralismo dei media. Ha ribadito questo invito nel 2018, rilevando in una risoluzione che gli sviluppi politici in vari Stati Membri stavano portando a una maggiore pressione sui giornalisti. Nel 2019 è stata adottata una nuova direttiva UE per proteggere chi fa informazione. Infine, il quadro finanziario pluriennale 2021-2027 menziona il pluralismo dei media tra le misure riguardanti i contenuti digitali, gli audiovisivi e altri settori dei media.

    La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo ha adottato una proposta di relazione a sostegno del processo di rafforzamento della libertà dei media in Europa il 27 ottobre scorso. La relazione, redatta da Magdalena Adamowicz (PPE, Polonia), sottolinea che combattere il bavaglio ai media, l’incitamento all’odio e la disinformazione non è rilevante solo per i diritti umani, è un fattore fondamentale per la difesa dello Stato di diritto e della democrazia nell’UE.

    La relazione affronta sei questioni principali: libertà e pluralismo dei media, indipendenza politica dei media, protezione di giornalisti, questioni finanziarie, incitamento all’odio e disinformazione. Presenta anche una serie di raccomandazioni: aggiunta di un capitolo specifico sul monitoraggio della libertà dei media nell’annuale relazione sullo Stato di diritto; controlli più rigorosi sul finanziamento pubblico dei media; l’istituzione di un fondo permanente per sostenere l’indipendenza dei media; un quadro normativo più solido per combattere la disinformazione.

  • UE e Asia centrale discutono di economia, trasporti, ecologia, energia e sicurezza

    L’UE ha stanziato un pacchetto di aiuti da 134 milioni di euro all’Asia centrale per far fronte alle esigenze urgenti del sistema sanitario e ai problemi socioeconomici. La decisione è frutto dei colloqui tra i ministri degli esteri di Tagikistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Turkmenistan e Kazakistan e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea, Josep Borrell. Le parti hanno discusso l’interazione in ambito economico, dei trasporti, nonché questioni di ecologia, energia e sicurezza.

    I rappresentanti dei paesi dell’Asia centrale e dell’Unione europea hanno prestato particolare attenzione alla situazione in Afghanistan sottolineando che l’instaurazione di una pace duratura nel Paese sarebbe una garanzia di stabilità e prosperità per l’intera regione.

    L’UE, a sua volta, ha valutato la produttività dei paesi dell’Asia centrale nel campo della sicurezza e della lotta al terrorismo.

  • Il Parlamento europeo chiede all’UE una risposta efficace contro le minacce terroristiche

    Approccio concreto e misure rafforzate contro le minacce terroristiche. E’ quanto ha chiesto all’UE la commissione per le libertà civili del Parlamento europeo sulla scia di numerosi attacchi in tutta Europa. La proposta è stata fatta in occasione dell’incontro tra il commissario per gli affari interni, Ylva Johansson, e Christian Klos, il ministero dell’Interno tedesco, il cui paese detiene attualmente la presidenza semestrale del Consiglio, alla luce dei recenti eventi terroristici a Parigi, Nizza e Vienna.

    Durante la sessione plenaria della scorsa settimana, i deputati hanno sottolineato la necessità di sviluppare ulteriormente la strategia antiterrorismo dell’UE, insieme ad ulteriori sforzi per promuovere le libertà fondamentali e l’integrazione. A tal fine, la commissione per le libertà civili sta preparando una risoluzione sulla strategia dell’Unione europea per la sicurezza, che rifletterà le priorità del Parlamento nei prossimi cinque anni.

    All’inizio di novembre il Partito popolare europeo (PPE) aveva chiesto un’azione legislativa per contrastare la propaganda estremista su Internet, sottolineando la necessità di rompere lo “stallo politico” sul regolamento sulla prevenzione della diffusione di contenuti terroristici online. La questione è stata ampiamente sviluppata dal commissario Johansson, che ha sottolineato l’importanza dello scambio di informazioni e della cooperazione di polizia, con i deputati che chiedono di rafforzare i controlli di sicurezza alle frontiere esterne dell’UE. Pur riconoscendo la necessità di uno scambio di informazioni, alcuni legislatori hanno espresso preoccupazione per l’ampia raccolta di dati personali e l’intercettazione delle comunicazioni, avvertendo che ciò potrebbe avere un impatto significativo sui diritti e sulle libertà fondamentali.

  • Verso un’Unione europea della salute per rispondere alle crisi

    La Commissione europea muove i primi passi verso la costruzione dell’Unione europea della salute annunciata dalla Presidente Ursula von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione. La Commissione presenterà una serie di proposte per potenziare il quadro per la sicurezza sanitaria dell’UE e per rafforzare il ruolo delle principali agenzie dell’UE nella preparazione e nella risposta alle crisi. È necessario un maggiore coordinamento a livello dell’UE al fine di intensificare gli sforzi nella lotta contro la pandemia di COVID-19 e le future emergenze sanitarie. Sulla base degli insegnamenti tratti dall’attuale crisi, le proposte odierne garantiranno una preparazione e una risposta potenziate durante la crisi sanitaria attuale e quelle future.

    Le proposte sono incentrate sulla riforma del quadro normativo esistente relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, come pure sul rafforzamento del ruolo delle principali agenzie dell’UE, ossia del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA), nella preparazione e nella risposta alle crisi.

    Per creare un mandato più forte per il coordinamento da parte della Commissione e delle agenzie dell’UE, la Commissione propone oggi un nuovo regolamento relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero. Il nuovo quadro permetterà di rafforzare la preparazione: saranno elaborati un piano e alcune raccomandazioni dell’UE per la preparazione alle crisi sanitarie e alle pandemie, volti all’adozione di piani a livello nazionale, congiuntamente a quadri completi e trasparenti per la comunicazione di informazioni e i controlli. L’elaborazione di piani nazionali sarebbe sostenuta dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e da altre agenzie dell’UE. I piani sarebbero sottoposti a controlli e a prove di stress effettuati dalla Commissione e dalle agenzie dell’UE; rafforzare la sorveglianza: verrà creato un sistema di sorveglianza integrato e potenziato a livello dell’UE, tramite l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e di altri mezzi tecnologici avanzati; migliorare la comunicazione dei dati: gli Stati membri dovranno potenziare la comunicazione degli indicatori dei sistemi sanitari (ad es. disponibilità di posti letto negli ospedali, disponibilità di posti per cure specializzate e terapia intensiva, quantità di personale medico qualificato, ecc.).

    La comunicazione di una situazione di emergenza a livello dell’UE innescherebbe un maggiore coordinamento e permetterebbe lo sviluppo, lo stoccaggio e l’approvvigionamento dei prodotti di rilevanza per la crisi.

    Dall’inizio della pandemia il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l’Agenzia europea per i medicinali sono in prima linea nelle attività dell’UE per far fronte alla COVID-19. La COVID-19 ha tuttavia dimostrato che entrambe le agenzie devono essere potenziate e dotate di mandati più forti per proteggere al meglio i cittadini dell’UE e far fronte alle minacce per la salute a carattere transfrontaliero.

    Il mandato dell’ECDC sarà rafforzato in modo da poter sostenere la Commissione e gli Stati membri nei seguenti settori: sorveglianza epidemiologica mediante sistemi integrati che consentono una sorveglianza in tempo reale; preparazione e pianificazione della risposta, comunicazione di informazioni e controlli; elaborazione di raccomandazioni non vincolanti e opzioni per la gestione del rischio; capacità di mobilitare e inviare una task force sanitaria dell’UE per coadiuvare la risposta locale negli Stati membri; istituzione di una rete di laboratori di riferimento dell’UE e di una rete per le sostanze di origine umana.

    Il mandato dell’Agenzia europea per i medicinali sarà rafforzato in modo da agevolare una risposta coordinata a livello dell’Unione alle crisi sanitarie mediante: monitoraggio e mitigazione del rischio di carenze di medicinali e dispositivi medici essenziali; consulenza scientifica sui medicinali potenzialmente in grado di curare, prevenire o diagnosticare le malattie all’origine delle crisi; coordinamento degli studi per monitorare l’efficacia e la sicurezza dei vaccini; coordinamento delle sperimentazioni cliniche.

    La Commissione definisce inoltre i principali elementi della futura Autorità per la risposta alle emergenze sanitarie (HERA), che sarà proposta entro la fine del 2021. Tale struttura costituirebbe un importante nuovo elemento a sostegno di una migliore risposta a livello dell’UE alle minacce per la salute a carattere transfrontaliero.

     

  • Italia penultima per impiego dei fondi Ue, ne ha spesi solo il 30%

    Italia sempre in coda nella capacità di usufruire dei fondi strutturali messi a disposizione dei singoli Stati dall’Unione Europea. Secondo i dati contenuti nella relazione annuale della Corte dei Conti Ue nel 2019 l’Italia ha speso solo il 30,7% dei fondi stanziati a suo favore a fronte di una media Ue pari al 39,6%. Un livello che colloca il nostro Paese, storicamente in ritardo nella capacità di spesa dei fondi Ue, al penultimo posto della classifica comunitaria. Peggio ha fatto solo la Croazia con il 30% mentre al top della classifica spiccano Finlandia con il 66,2%, Irlanda con il 60,6% e Lussemburgo con il 57%. Un andamento che però continua ad essere deludente in tutta Europa. Nota infatti la Corte dei Conti di Bruxelles che “l’assorbimento dei Fondi strutturali e di investimento europei da parte degli Stati membri continua ad essere più lento del previsto: a fine 2019, penultimo anno dell’attuale dotazione finanziaria settennale, era stato erogato solo il 40% (184 miliardi di euro) dei finanziamenti UE stabiliti per il periodo 2014-2020 e alcuni Stati membri ne avevano utilizzato meno di un terzo. Ciò – osserva la Corte – ha contribuito all’ulteriore aumento degli impegni non ancora liquidati, che a fine 2019 hanno raggiunto i 298 miliardi di euro, valore quasi pari a due bilanci annuali. Tale situazione comporta sfide e rischi aggiuntivi, perché è necessario che la Commissione e gli Stati membri concedano altro tempo per l’assorbimento nel nuovo periodo di pianificazione finanziaria”. Complessivamente nel 2019, la spesa Ue è ammontata in totale a 159,1 miliardi di euro, pari al 2,1 % della spesa pubblica totale degli Stati membri e all’1,0 % del reddito nazionale lordo Ue. La rubrica ‘Risorse naturali’ ha rappresentato la percentuale più consistente dei fondi sottoposti ad audit (47 %), mentre la spesa per la sottorubrica ‘Coesione’ ha costituito il 23 % e quella per la sottorubrica ‘Competitività’ il 13 %. Circa due terzi del bilancio sono spesi in regime di “gestione concorrente”: sono gli Stati membri a distribuire i fondi, selezionare i progetti e gestire le spese Ue.

  • L’opposizione politica tedesca chiede al governo di bandire gli ultranazionalisti Lupi Grigi turchi

    I partiti di opposizione tedeschi hanno sollecitato il governo a bandire i Lupi Grigi della Turchia, gruppo ultranazionalista affiliato agli alleati politici del presidente Recep Tayyip Erdogan.

    A farsi promotore della richiesta Sevim Dagdelen, presidente del gruppo parlamentare tedesco di sinistra (Die Like) che invita a sostenere la decisione presa nei giorni scorsi dalla Francia di bandire i Lupi Grigi perché fautori della teoria della cospirazione anti-armena del governo turco. Die Linke chiede lo scioglimento della Federazione delle associazioni degli idealisti democratici turchi (ADÜTDF) – l’organizzazione ombrello dei gruppi ultranazionalisti turchi nel paese respingendo le affermazioni di Erdogan, secondo cui il gruppo è un “prodotto di fantasia”, e sottolineando che comprende circa 170 associazioni e 7.000 membri.

    Anche il parlamentare del Partito dei Verdi Cem ozdemir ha etichettato l’ADÜTDF come la più grande organizzazione estremista in Germania, che conta fino a 20.000 membri.

    La richiesta è trasversale perché anche il partito di estrema destra tedesco, l’Alternativa per la Germania (AfD), ha chiesto di mettere al bando il gruppo, sostenendo che i lupi grigi sono “la brigata estremista di Erdogan”.

    L’invito arriva meno di una settimana dopo che la Francia ha sciolto i Lupi Grigi perché incitavano all’odio e alla violenza, la richiesta era stata precedentemente espressa nel 2018.

    All’inizio di ottobre, il governo tedesco aveva detto che avrebbe pianificato una legislazione per vietare i simboli e i gesti del gruppo dei Lupi Grigi e in particolare il saluto della mano “wold”, etichettandolo come un reminiscenza del saluto nazista.

    Il gruppo dei Lupi Grigi è affiliato al Partito del Movimento nazionalista turco (MHP) di Devlet Bahceli, che ha un’alleanza politica con il Partito per la giustizia e lo sviluppo (AKP) di Erdogan. I Lupi Grigi sono considerati l’ala militante dell’MHP.

  • Rifiuti radioattivi: l’Europa richiama l’Italia

    La Commissione europea ad ottobre ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora per non aver adottato un programma nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi conforme ai requisiti della direttiva europea sul combustibile nucleare esaurito e sui rifiuti radioattivi (direttiva del Consiglio (Direttiva 2011/70). Obiettivo della direttiva era quello di proteggere i lavoratori e la popolazione dai pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti.

    Dopo un primo momento di perplessità dovuto al fatto che l’Italia ha abbandonato il nucleare con un referendum nel 1987, la Commissione spiega che i rifiuti radioattivi non derivano soltanto dalla produzione di energia elettrica in centrali nucleari, ma anche dall’uso di materiali radioattivi in altri settori, come in quello sanitario, industriale, agricolo e della ricerca. Tutti gli Stati membri producono quindi rifiuti radioattivi.

    Adesso l’Italia avrà due mesi di tempo per rispondere alla messa in mora della Commissione. Senza una risposta soddisfacente la Commissione può decidere l’invio di un parere motivato e, in un terzo momento, un ricorso alla Corte europea di Giustizia.

  • I dati della spesa sociale nell’UE

    Tempo di resoconti per la spesa sociale europea del 2019 che segnala una forbice larga tra la Francia, che ha destinato alla spesa sociale il 31% della ricchezza nazionale, e Malta, meno della metà (15%). L’Italia è nel gruppo di testa con la Francia, collocandosi in quarta posizione a pari merito con l’Austria (28%), dopo Danimarca (30%) e Germania (29%).

    In questa classifica l’Italia è in testa per la spesa pensionistica che rappresenta il 58% della spesa sociale totale, 20 punti in più della Germania, con il 38%.

  • (Neuro) Psiche -16

    V sec. a. C. Pindaro: L’oro è figlio di Zeus. Scorre dalla sua stessa forza.

    65 d.C. L’imperatore romano Nerone avvia la costruzione della sua Domus Aurea (la Casa Dorata). Una enorme villa ricca di marmi pregiati, oro e pietre preziose provenienti dai saccheggi di ricche città Orientali.

    1271 Il mercante veneziano Marco Polo viene nominato consigliere dall’imperatore Kublai Khan della Dinastia Yuan.

    1296 Marco Polo, noto a Venezia come messer Marco Milioni (per via dei suoi racconti sulle enormi ricchezze viste in Oriente) viene imprigionato e interrogato per tre anni dai Genovesi. In cella dettò le memorie dei suoi viaggi allo scrittore Rustichello da Pisa che le pubblicò in lingua franco-veneta con il titolo di Livre qui est appelé le Divisiment dou monde.

    1300 Nasce e si diffonde la leggenda che al di là del Mare Oceano (come era chiamato al tempo l’Oceano Atlantico) esistessero sette città dorate note con i nomi di Aira, Anhuib, Ansalli, Ansesseli, Ansodi, Ansolli e Con.

    1338 Papa Benedetto XII invita ad Avignone (per ottenere informazioni?) una delegazione dell’imperatore cinese Zhiyuan della Dinastia Yuan.

    1371 Papa Gregorio XI invita ad Avignone (per ottenere informazioni?) una delegazione dell’imperatore cinese Xuānguāng della Dinastia Yuan.

    1405 L’imperatore cinese Yǒnglè della dinastia Ming commissiona i viaggi esplorativi dell’ammiraglio Zheng He il quale, tra il 1405 e il 1433 navigò con una imponente flotta (oltre 310 navi e circa 27 mila uomini) da oriente a occidente (1).

    L’imperatore invierà in Italia alcuni ambasciatori che in uno loro resoconto così descrivono Firenze: La terra di Fulin commercia in oro, argento, perle, vestiti, cavalli, olive e uva.

    1413 L’enorme flotta cinese, dell’ammiraglio Zheng He ha navi cariche d’oro e pietre preziose. In uno dei suoi viaggi, ospita come interprete un commerciante veneziano, Niccolò de’ Conti che aveva trascorso già molti anni in Asia.

    1420 A Pechino, l’imperatore Yǒnglè della dinastia Ming riceve una delegazione inviata (in missione esplorativa?) da Papa Martino V (Il Re di Lumi (Roma) negli scritti cinesi).

    1432 o 1433 Una delegazione Ming viene ricevuta (in gran segreto?) a Firenze alla presenza di delegati del Papa, delle famiglie nobili e degli eruditi del tempo, fra i quali Paolo del Pozzo Toscanelli. La delegazione porta in dono: il calendario Datong (il più accurato dell’epoca nel prevedere le fasi lunari, il passaggio delle stagioni e le varie eclissi), il calendario delle comete (i cinesi registrano il passaggio delle comete, compresa quella di Halley, già da diversi secoli), varie mappe con longitudine e latitudine (una di questa tracciava il continente americano?) e molte altre informazioni astronomiche, matematiche, architettoniche, etc. sconosciute al tempo in Europa.

    1433 A Firenze la potente famiglia Albizi costringe all’esilio Cosimo de’ Medici il quale si rifugerà a Venezia ospite dell’amico e socio in affari, il Doge Francesco Foscari. Nello stesso anno Paolo del Pozzo Toscanelli traccia le orbite delle comete (farà la stessa cosa negli anni a venire 1449-1450, 1456, 1457 e 1472).

    Nello stesso anno l’artista-ingegnere fiorentino Mariano Danniello detto il Taccola pubblica un manoscritto intitolato De machinis dove illustra il funzionamento di nuovi macchinari di notevole ingegno per l’epoca tra i quali macchine idrauliche e macchine da guerra. Disegni e studi utilizzati in seguito dal Brunelleschi e da Leonardo da Vinci.

    1434 Cosimo de’ Medici fa rientro a Firenze dove riesce a prendere il potere della città e dove ospiterà il veneziano Papa Gabriele Condulmer (Eugenio IV) costretto a scappare da Roma. Da qui a pochi anni Cosimo con il suo Banco Medici (che ha filiali in tutta Europa) diventerà uno degli uomini più ricchi del Mondo (e della storia).

    1436 Paolo del Pozzo Toscanelli presenta un primo progetto di riforma del calendario Giuliano.

    1439 Niccolò de’ Conti rientra a Venezia. Come penitenza per la sua conversione all’Islam, Papa Eugenio IV gli impone di raccontare i suoi viaggi al segretario papale Poggio Bracciolini. De’ Conti descrisse il Sud-est asiatico come superiore a tutte le altre regioni per ricchezza, cultura e magnificenza.

    1441 Il Bracciolini pubblica i resoconti del De’ Conti includendoli nel libro IV del suo De Varietate Fortunae. Le informazioni del De’ Conti vennero usate da diversi esploratori e viaggiatori, come Ludovico di Varthema e Antonio Pigafetta, che navigarono attorno al mondo con la spedizione di Ferdinando Magellano finanziata da importanti famiglie italiane di commercianti.

    1444 Fra Mauro, un monaco camaldolese disegna a Venezia il più dettagliato mappamondo dell’epoca (in Europa).

    1456 Paolo del Pozzo Toscanelli è il primo europeo a prevedere esattamente il passaggio della cometa di Halley.

    1460 Paolo del Pozzo Toscanelli viene considerato il più eminente matematico e astronomo del tempo. A Toscanelli si rivolgevano eminenti studiosi per avere conferme o delucidazioni in merito alle sue teorie scientifiche, come il filosofo Nicola Cusano o l’astronomo e astrologo tedesco Regiomontano.

    1471 Paolo del Pozzo Toscanelli è il primo europeo a suddividere la mappa del pianeta per longitudini e latitudini. Mappa che destò molto interesse fra le più influenti e ricche famiglie dell’epoca (3).

    1. 1471. Sale al soglio pontificio con il nome di Sisto IV, Francesco della Rovere il quale, consigliato dal nipote Girolamo Riario, signore di Imola e di Forlì, porta avanti una politica espansionistica ai danni degli altri Stati italiani.

    1474 Paolo dal Pozzo Toscanelli scrive al canonico della cattedrale di Lisbona, l’arcivescovo Martines sulla possibilità di navigare verso Occidente per raggiungere le Indie allegando una carta nautica da lui disegnata per raggiungere il Giappone (il Cipangu di Marco Polo) facendo rotta dall’Europa verso Ovest. In una lettera successiva, inviata a Cristoforo Colombo, il Toscanelli scrive di una lunga conversazione che Papa Eugenio IV avrebbe avuto con un testimone diretto (forse il de’ Conti?) il quale avrebbe affermato che questo paese vale la pena essere conosciuto dai Latini, non solo perché è grande la ricchezza che può essere ottenuto da esso, oro e argento, tutti i tipi di gemme, e spezie, che non raggiungono mai noi, ma anche per i suoi dotti, filosofi, geografi e astrologi esperti […] e tale viaggio è non solo possibile, ma è vero e certo di essere onorevole di portar profitti incalcolabili. Sempre in questa lettera menziona anche la visita di uomini da Catai (Cina) durante il regno di papa Eugenio IV (quindi fra il 1431 e il 1447). In una seconda lettera il Toscanelli aggiunge di avere informazioni ricche e dettagliate da uomini eminenti venuti da quelle terre fino alla corte papale.

    1475 Paolo del Pozzo Toscanelli fa costruire nel Duomo di Firenze un grande gnomone, strumento astronomico per studiare il moto del sole. Grazie a ciò fu possibile correggere le tavole dei moti solari del tempo.

    1478 A Firenze, per espugnare il potere dei De’ Medici, la famiglia di banchieri fiorentini de’ Pazzi, tramite l’appoggio di Papa Sisto IV ed altri appoggi esterni organizzano un piano per assassinare i due nipoti di Cosimo. La congiura portò all’uccisione di Giuliano e al ferimento di Lorenzo, noto come Lorenzo il Magnifico, senza tuttavia condurre alla fine del potere mediceo su Firenze, come era nei piani.

    1484 A Roma, con l’appoggio dei De’ Medici, viene nominato Papa Giovanni Battista Cybo (di una ricca famiglia genovese alleata della potente famiglia fiorentina) che prenderà il nome di Innocenzo VIII. Per molti anni il Papa affidò a Lorenzo de’ Medici il ruolo, non ufficiale, di suo primo consigliere. Uno dei suoi figli illegittimi, Francesco “Franceschetto” Cybo nel 1488 prenderà come moglie una figlia di Lorenzo de’ Medici, Maddalena.

    1485 Cristoforo Colombo parte per il “Nuovo Mondo”? (Con la mappa del Toscanelli copia di una mappa cinese)? Di sicuro si sa che su una carta del 1513, attualmente conservata nel museo Topkapi di Istanbul, c’è un’annotazione sull’area delle coste americane dove si legge che questi lidi vennero scoperti nell’anno 890 dell’era araba da un infedele di Genova chiamato Colombo. L’anno arabo 890 corrisponde nel nostro calendario al 1485.

    1488 Cristoforo Colombo parte nuovamente per il “nuovo mondo”? Nel 1582 lo studioso e letterato romano Francesco Sansavino nella sua opera intitolata “Cronologia del Mondo” scrive che nel 1488 Colombo ottenne dai Reali di Spagna huomini, navali, vettovaglie e armi e partitosi dalle Gadi, trova con maraviglia d’ogniuno, il mondo di sotto, incognito per quanto si crede à gli antichi.

    1492 17 Aprile. I Reali di Spagna e Cristoforo Colombo firmano un contratto (noto come Capitolaciones) dove si precisa che la Corona avrebbe concesso a Colombo quanto stabilito per quello che ha scoperto… (che ha già scoperto?) e dove si fa riferimento al fatto che metà della somma necessaria per l’armamento della flotta l’avrebbero messa alcuni finanziatori italiani e l’altra metà gli spagnoli. Da recenti studi è emerso, tuttavia, che nessuna delle risorse per finanziare l’impresa provenga dai Re spagnoli ma da banchieri genovesi e fiorentini legati a Papa Innocenzo VIII e da fondi della Chiesa in Spagna che erano stati istituiti per volere del papato per sostenere la guerra contro i Mori nella Penisola Iberica.

    Per contratto e per legge, quindi, tutti i diritti sulle terre conquistate sarebbero state dei finanziatori italiani ma all’improvviso cambia tutto.

    25 Luglio. Muore improvvisamente Papa Innocenzo VIII (forse avvelenato?).

    6 Agosto. In tutta fretta, dopo soli 11 giorni dalla morte del Pontefice e, nonostante gli scarsi mezzi di comunicazione e di trasporto dell’epoca, ha inizio il Conclave.

    11 Agosto. Il Collegio Cardinalizio sceglie come Papa lo spagnolo Rodrigo Borgia (Roderic Llançol de Borja) che prende il nome di Alessandro VI. Papa che assegnerà tutte le nuove terre conquistate (e tutti i diritti al loro sfruttamento) ai Re di Spagna, Isabella e Ferdinando (che, come dimostrano i documenti storici, nell’impresa, non misero un soldo). Il resto di questa storia è nota. In questa corsa all’eldorado (abbreviazione di El rio dorado – Il fiume d’oro) i de’ Medici videro l’inizio della loro fine mentre la Spagna divenne in pochi anni e per oltre due secoli una super potenza mondiale.

    1896 Canada: tre cercatori scoprono notevoli quantità di oro in due fiumi canadesi, lo Yukon e il Klondike. La notizia si diffuse rapidamente dando inizio all’ennesima corsa all’oro.

    2019 La Nasa dichiara di avere in programma un viaggio nel 2022 per raggiungere Psiche-16, un asteroide che si trova tra Marte e Giove al fine di estrarvi molti metalli preziosi, in primis l’oro, di cui pare ve ne siano decine di tonnellate.

    2020 Russia, Europa, Cina e Giappone hanno già avviato programmi simili. L’ammontare attuale degli investimenti tecnologici in questo settore si stima abbia già raggiunto la cifra di un miliardo di dollari.

    L’ennesima nuova corsa all’oro è appena cominciata…

    Quante corse (e quanta distruzione) per un semplice minerale.

    E quante altre violenze, nei secoli, per pochi altri semplici minerali.

    Quanti uomini, animali e vegetali sono morti a causa di tanta avidità? E quanti altri devono continuare a morire? Quanti bambini stanno morendo ancora oggi nelle miniere di tutto il mondo? Eppure siamo stati tutti bambini. Ma cosa fa diventare un innocente bambino, di ogni epoca e luogo, in un adulto indifferente, avido sfruttatore e consumatore di altri esseri umani e di ogni risorsa naturale?

    Dai mitici racconti greci, passando dalle leggendarie storie medioevali di città dorate, fino alle trame dei cartoni animati moderni (straripanti di re, regine, pirati e fantastici mondi luccicanti) pare che il livello di giudizio di molti popoli su cosa davvero sia importante per la convivenza vitale su questo pianeta non sia molto cambiato. E a questo riguardo, quanto contano i racconti e l’esempio nell’educazione di un bambino e sulle sue scelte future? E quanto contano sul futuro di un popolo?

    “Non ostentare ciò che può desiderarsi, fa sì che il cuore del popolo non si turbi”

    Lao Zi

    (1) Nel XV secolo la Cina è all’avanguardia mondiale in tutte le scienze e le arti, fra le quali l’astronomia e la navigazione.

    (2) Nonostante il diametro terrestre fosse stato misurato con notevole precisione da Eratostene nel II secolo a.C. e nel IX secolo d.C. dagli astronomi arabi, la cultura cristiana aveva a disposizione solo il risultato di questi ultimi, che era espresso in miglia arabe; più lunghe delle miglia in uso in Europa; perciò attribuirono alla Terra una circonferenza di 30.000 km invece dei 40.253 misurati dagli Arabi e dei 40.075 misurati da Erastotene. Quest’errore condusse Toscanelli, e come lui Colombo, a valutare la distanza tra Lisbona e le Indie in circa 6.500 miglia navigando verso ovest.

    (3) Lo storico contemporaneo Wang Tai Peng ricorda che fino a quell’epoca la cartografia europea era relativamente arretrata: i navigatori occidentali dovevano affrontare i mari senza un’accurata misurazione delle longitudini. Le lacune delle mappe rispecchiavano a loro volta i ritardi dell’astronomia europea. Le flotte cinesi, invece, da secoli perlustravano l’Oceano Indiano utilizzando conoscenze astronomiche più avanzate per determinare sia la latitudine che la longitudine di una nave in mare.

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