Europa

  • La Commissione europea avvia una consultazione pubblica sul prossimo piano d’azione per contrastare il traffico illecito di beni culturali

    La Commissione ha avviato una consultazione pubblica per il prossimo piano d’azione sulla lotta contro il traffico illecito di beni culturali. Il piano d’azione, annunciato nella strategia dell’UE per la lotta alla criminalità organizzata, fornirà un quadro strategico globale per coordinare gli sforzi volti a combattere il traffico illecito di beni culturali. L’obiettivo è interrompere le attività criminali connesse e proteggere il patrimonio culturale.

    Secondo Interpol, oltre la metà dei circa 850 000 beni culturali sequestrati in tutto il mondo nel 2020 è stata confiscata in Europa. Tra questi figurano oggetti numismatici (monete, denaro o medaglie), dipinti, sculture e materiale archeologico e bibliotecario. Questo dimostra l’importanza e l’impatto dell’azione europea contro i reati connessi ai beni culturali.

    Tutte le parti interessate, compresi gli operatori del mercato dell’arte, i ricercatori, i musei, la società civile, le autorità pubbliche, le organizzazioni internazionali e i cittadini, sono invitate a partecipare alla consultazione pubblica. I risultati contribuiranno a orientare l’elaborazione del piano d’azione.

    La consultazione pubblica rimarrà aperta fino al 15 luglio.

    Fonte: Commissione europea

  • REPowerEU: un piano per ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili russi e accelerare la transizione verde

    La Commissione europea ha presentato il piano REPowerEU, la sua risposta alle difficoltà e alle perturbazioni del mercato mondiale dell’energia causate dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. La trasformazione del sistema energetico europeo è urgente per due motivi: porre fine alla dipendenza dell’UE dai combustibili fossili della Russia, che sono usati come arma economica e politica e costano ai contribuenti europei quasi 100 miliardi di € all’anno, e affrontare la crisi climatica. Agendo come Unione, l’Europa può affrancarsi più rapidamente dai combustibili fossili russi. L’85% degli europei ritiene che l’UE dovrebbe ridurre quanto prima la sua dipendenza dal gas e dal petrolio russi per sostenere l’Ucraina. Le misure contenute nel piano REPowerEU possono aiutare a realizzare questa ambizione attraverso il risparmio energetico, la diversificazione dell’approvvigionamento energetico e una più rapida diffusione delle energie rinnovabili per sostituire i combustibili fossili nelle case, nell’industria e nella generazione di energia elettrica.

    La trasformazione verde rafforzerà la crescita economica, la sicurezza e l’azione per il clima a beneficio dell’Europa e dei nostri partner. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), fulcro del piano REPowerEU, sostiene la pianificazione e il finanziamento coordinati delle infrastrutture transfrontaliere e nazionali e i progetti e le riforme nel settore dell’energia. La Commissione propone di apportare modifiche mirate al regolamento RRF per integrare specifici capitoli REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza degli Stati membri (PRR) attualmente esistenti, in aggiunta alle numerose riforme e investimenti già presenti in tali piani. Le raccomandazioni specifiche per paese del semestre europeo 2022 daranno un contributo a questo processo.

    Il risparmio energetico è il modo più rapido ed economico di far fronte all’attuale crisi energetica e far diminuire le bollette. La Commissione propone di rafforzare le misure di efficienza energetica a lungo termine, tra cui un aumento dal 9% al 13% dell’obiettivo vincolante di efficienza energetica fissato nell’ambito del pacchetto legislativo “Pronti per il 55%” (Fit for 55) connesso al Green Deal europeo. Risparmiare energia adesso ci aiuterà a prepararci alle possibili sfide del prossimo inverno. Per questo motivo la Commissione ha pubblicato oggi una comunicazione sul risparmio energetico che illustra in dettaglio i cambiamenti nei comportamenti che potrebbero ridurre del 5% la domanda di gas e petrolio a breve termine e incoraggia gli Stati membri ad avviare campagne di comunicazione ad hoc rivolte alle famiglie e all’industria. Gli Stati membri sono inoltre invitati ad applicare misure fiscali per favorire il risparmio energetico, come aliquote IVA ridotte sui sistemi di riscaldamento efficienti, l’isolamento degli edifici e gli apparecchi e i prodotti efficienti sotto il profilo energetico. La Commissione definisce inoltre misure di emergenza in caso di grave interruzione dell’approvvigionamento e pubblicherà orientamenti sui criteri di priorità per i clienti, oltre ad agevolare l’elaborazione di un piano di riduzione della domanda coordinato a livello dell’UE.

    L’UE collabora da diversi mesi con partner internazionali per diversificare l’approvvigionamento, ed è riuscita a garantire livelli record di importazioni di GNL e maggiori forniture di gas via gasdotti. La piattaforma dell’UE per l’energia, di recente creazione e sostenuta dalle task force regionali, consentirà acquisti comuni volontari di gas, GNL e idrogeno aggregando la domanda, ottimizzando l’uso delle infrastrutture e coordinando i contatti con i fornitori. Per la tappa successiva, riproducendo l’ambizione del programma di acquisto comune dei vaccini, la Commissione valuterà la possibilità di sviluppare un “meccanismo di acquisto congiunto” che negozi e concluda contratti di acquisto di gas per conto degli Stati membri aderenti. La Commissione prenderà inoltre in considerazione misure legislative che impongano agli Stati membri di diversificare nel tempo l’approvvigionamento di gas. La piattaforma consentirà inoltre l’acquisto congiunto di idrogeno rinnovabile.

    La strategia esterna dell’UE per l’energia adottata oggi faciliterà la diversificazione energetica e la creazione di partenariati a lungo termine con i fornitori, compresa la cooperazione in materia di idrogeno o di altre tecnologie verdi. In linea con il Global Gateway, la strategia dà priorità all’impegno dell’UE a favore della transizione energetica verde e giusta a livello mondiale, aumentando il risparmio energetico e l’efficienza energetica per ridurre la pressione sui prezzi, promuovendo lo sviluppo delle rinnovabili e dell’idrogeno e intensificando la diplomazia energetica. Nel Mediterraneo e nel Mare del Nord saranno sviluppati importanti corridoi per l’idrogeno. Di fronte all’aggressione della Russia, l’UE sosterrà l’Ucraina, la Moldova, i Balcani occidentali e i paesi del partenariato orientale, insieme ai partner più vulnerabili. Continueremo a collaborare con l’Ucraina per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento e il funzionamento del settore energetico, preparando nel contempo la strada agli scambi futuri di energia elettrica e idrogeno e ricostruendo il sistema energetico nel quadro dell’iniziativa REPowerUkraine.

    Una massiccia espansione e accelerazione delle energie rinnovabili nella generazione di energia elettrica, nell’industria, nell’edilizia e nei trasporti ci consentirà di conseguire l’indipendenza più in fretta, darà impulso alla transizione verde e abbasserà i prezzi nel tempo. La Commissione propone di aumentare dal 40% al 45% l’obiettivo principale per il 2030 per le rinnovabili nell’ambito del pacchetto “Pronti per il 55%”. Questa maggiore ambizione generale getterà le basi per altre iniziative, tra cui:

    • una strategia dell’UE per l’energia solarevolta a raddoppiare la capacità solare fotovoltaica entro il 2025 e installare 600 GW entro il 2030;
    • un’iniziativa per i pannelli solari sui tetticon l’introduzione graduale di un obbligo giuridico di installare pannelli solari sui nuovi edifici pubblici, commerciali e residenziali;
    • il raddoppio del tasso di diffusione delle pompe di caloreunito a misure per integrare l’energia geotermica e termosolare nei sistemi di teleriscaldamento e di riscaldamento collettivo;
    • una raccomandazionedella Commissione per affrontare la lentezza e la complessità delle procedure di autorizzazione per i grandi progetti in materia di rinnovabili e una modifica mirata della direttiva sulle energie rinnovabili affinché queste ultime siano riconosciute come interesse pubblico prevalente. Gli Stati membri dovrebbero istituire zone di riferimento specifiche per le rinnovabili con procedure di autorizzazione abbreviate e semplificate in presenza di minori rischi ambientali. Per agevolare la rapida individuazione di tali zone, la Commissione mette a disposizione serie di dati sulle zone sensibili dal punto di vista ambientale nell’ambito del suo strumento di mappatura digitale dei dati geografici relativi all’energia, all’industria e alle infrastrutture;
    • la definizione di un obiettivo di 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile prodotto internamentee 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile importato entro il 2030 per sostituire gas naturale, carbone e petrolio nei trasporti e nei settori industriali difficili da decarbonizzare. Per stimolare il mercato dell’idrogeno i colegislatori dovrebbero concordare obiettivi secondari più ambiziosi per settori specifici. Sono inoltre in pubblicazione due atti delegati della Commissione sulla definizione e la produzione di idrogeno rinnovabile per garantire che quest’ultima porti alla decarbonizzazione netta. Per accelerare i progetti connessi all’idrogeno, sono stati stanziati finanziamenti supplementari pari a 200 milioni di € a favore della ricerca e la Commissione si impegna a completare la valutazione dei primi importanti progetti di comune interesse europeo entro l’estate;
    • un piano di azione per il biometano, che definisce strumenti tra cui un nuovo partenariato industriale per il biometano e incentivi finanziari per portare la produzione a 35 miliardi di metri cubi entro il 2030, anche attraverso la politica agricola comune.

    La sostituzione del carbone, del petrolio e del gas naturale nei processi industriali ridurrà le emissioni di gas a effetto serra e rafforzerà la sicurezza e la competitività. Il risparmio energetico, l’efficienza, la sostituzione dei combustibili, l’elettrificazione e una maggiore diffusione dell’idrogeno rinnovabile, del biogas e del biometano ad opera dell’industria potrebbero far risparmiare fino a 35 miliardi di metri cubi di gas naturale entro il 2030 in aggiunta a quanto previsto dalle proposte del pacchetto “Pronti per il 55%”.

    La Commissione proporrà contratti per differenza sul carbonio per sostenere l’adozione dell’idrogeno verde da parte dell’industria e finanziamenti specifici per REPowerEU nell’ambito del Fondo per l’innovazione, utilizzando i proventi dello scambio di quote di emissioni per favorire ulteriormente la fine della dipendenza dai combustibili fossili russi. La Commissione fornisce inoltre orientamenti in materia di energie rinnovabili e di accordi di compravendita di energia elettrica e metterà a punto uno strumento di consulenza tecnica con la Banca europea per gli investimenti. Per mantenere e riconquistare la leadership tecnologica e industriale in settori quali l’energia solare e l’idrogeno, e sostenere la forza lavoro, la Commissione propone di istituire un’alleanza industriale per il solare nell’UE e un partenariato su vasta scala per le competenze. La Commissione intensificherà inoltre i lavori sull’approvvigionamento di materie prime critiche e preparerà una proposta legislativa al riguardo.

    Per migliorare il risparmio energetico e l’efficienza nel settore dei trasporti e accelerare la transizione verso veicoli a emissioni zero la Commissione presenterà un pacchetto per l’inverdimento del trasporto merci, e prenderà in considerazione un’iniziativa legislativa per aumentare la quota di veicoli a emissioni zero nei parchi auto pubblici e aziendali al di sopra di una determinata dimensione. La comunicazione sul risparmio energetico comprende anche molte raccomandazioni rivolte alle città, alle regioni e alle autorità nazionali che possono contribuire efficacemente alla sostituzione dei combustibili fossili nel settore dei trasporti.

    Per centrare gli obiettivi di REPowerEU servono 210 miliardi di € di investimenti supplementari entro il 2027, in un’ottica di indipendenza e sicurezza future. Inoltre tagliare le importazioni di combustibili fossili dalla Russia può farci risparmiare quasi 100 miliardi di € l’anno. Questi investimenti devono essere sostenuti dal settore pubblico e privato a livello nazionale, transfrontaliero e dell’UE.

    A sostegno di REPowerEU sono già disponibili 225 miliardi di € sotto forma di prestiti nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF). Oggi la Commissione ha adottato atti giuridici e orientamenti a uso degli Stati membri sulla modifica e l’integrazione dei piani per la ripresa e la resilienza nel contesto di REPowerEU. La Commissione propone inoltre di aumentare la dotazione finanziaria dell’RRF di 20 miliardi di € sotto forma di sovvenzioni, provenienti dalla vendita di quote di emissioni del sistema ETS attualmente detenute nella riserva stabilizzatrice del mercato. L’asta dovrebbe svolgersi in modo da non perturbare il mercato. Oltre a ridurre le emissioni e l’uso dei combustibili fossili, infatti, l’ETS serve anche a raccogliere i fondi necessari per raggiungere l’indipendenza energetica.

    L’attuale quadro finanziario pluriennale prevede già che la politica di coesione sostenga progetti di decarbonizzazione e transizione verde con investimenti fino a 100 miliardi di € nelle energie rinnovabili, nell’idrogeno e nelle infrastrutture. Attraverso trasferimenti volontari all’RRF potrebbero essere messi a disposizione altri 26,9 miliardi di € dai fondi di coesione e 7,5 miliardi di € dalla politica agricola comune. La Commissione raddoppierà i finanziamenti destinati all’invito a presentare proposte su larga scala del Fondo per l’innovazione in calendario per l’autunno 2022, portandoli a circa 3 miliardi di €.

    Le reti transeuropee nel settore dell’energia (TEN-E) hanno contribuito a creare nell’UE un’infrastruttura del gas resiliente e interconnessa. Per integrare i progetti inclusi nell’elenco dei progetti di interesse comune (PIC) e compensare appieno la futura perdita di importazioni di gas russo sono necessarie infrastrutture supplementari per il gas di portata limitata, che secondo le stime richiederanno circa 10 miliardi di € di investimenti. È possibile soddisfare le esigenze di sostituzione del prossimo decennio senza restare vincolati ai combustibili fossili, creare attivi non recuperabili o pregiudicare le nostre ambizioni climatiche. Per adattare la rete elettrica alle esigenze future sarà fondamentale anche imprimere un’accelerazione ai PIC nel settore dell’energia: il meccanismo per collegare l’Europa fornirà sostegno in tal senso e la Commissione ha pubblicato oggi un nuovo invito a presentare proposte con un budget di 800 milioni di €, cui ne seguirà un altro all’inizio del 2023.

    Fonte: Commissione europea

  • European Maritime Day 2022: Economia blu sostenibile per una ripresa verde

    Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, affari marittimi e pesca, co-organizza la Giornata Marittima Europea (European Maritime Day, EMD) il 19 e 20 maggio 2022 a Ravenna. Il tema principale dell’EMD, quest’anno, è il contributo dell’economia blu sostenibile alla ripresa verde.

    Incontri europei come questo rafforzano ulteriormente l’impegno europeo a cooperare e trovare soluzioni comuni. La mia ambizione è una visione dell’UE come leader mondiale nel guidare la sostenibilità degli oceani in linea con il Green Deal europeo. L’Oceano è probabilmente la risorsa più importante del nostro pianeta. Se non proteggiamo il nostro Oceano, non proteggiamo la nostra identità. Mi impegno a garantire un futuro sostenibile per le generazioni a venire“, ha affermato il Commissario Sinkevičius, inaugurando l’EMD.

    La Viceministra delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ha aggiunto che, per centrare gli obiettivi europei del Green Deal e continuare ad investire proficuamente le risorse del piano Next Generation EU, di cui l’Italia è il principale beneficiario, l’impegno comune e condiviso è quello di valorizzare e sviluppare la dimensione marittima dell’economia, in una visione unitaria e sovranazionale di adeguata pianificazione degli spazi marittimi e pieno rispetto della risorsa marina per una effettiva e consapevole transizione ecologica, che sia un motore di sviluppo e progresso economico.

    Questa edizione dell’EMD, che è l’occasione annuale per la comunità marittima di riunirsi per creare reti, discutere e definire un’azione congiunta sugli affari marittimi e l’economia blu sostenibile, è ricca di nuove importanti iniziative dell’UE, ed ha visto la partecipazione di più di 1550 addetti ai lavori.

    Il Commissario ha annunciato il lancio dell’Osservatorio sull’Economia Blu dell’UE, per aggregare conoscenza, dati e competenze scientifiche su questioni socioeconomiche legate agli oceani. Quest’osservatorio amplierà in modo significativo la reattività analitica e il coinvolgimento degli esperti del settore, fungendo da piattaforma collaborativa di divulgazione delle conoscenze per promuovere l’economia blu nell’UE.

    Sinkevičius ha anche menzionato il bando da 2,5 milioni di euro su “Le donne nell’economia blu” lanciato lo scorso 17 maggio: per la prima volta in assoluto, la DG MARE lancia un invito a presentare proposte per promuovere e aumentare la partecipazione delle donne all’economia blu.

    Il Commissario ha anche auspicato una spinta agli investimenti per la biodiversità, la pianificazione dello spazio marittimo e la decarbonizzazione dell’economia blu.

    I relatori della sessione di apertura dell’EMD hanno ulteriormente sottolineato l’importanza della leadership dell’UE per la conservazione degli oceani, la governance internazionale degli oceani e l’economia blu sostenibile.

    Le sessioni tematiche dell’EMD hanno posto l’accento sulle principali aree politiche e iniziative dell’UE, come la specializzazione smart, la pianificazione dello spazio marittimo, l’osservazione degli oceani e la nuova missione “Restore our Ocean and Waters by 2030“. I numerosi workshop paralleli delle parti interessate hanno rivelato l’interesse del pubblico per questioni come il Digital Twin of the Ocean, le competenze blu, la sicurezza marittima, i sistemi alimentari sostenibili e la politica di R&I marittima.

    L’altro elemento chiave dell’EMD, durante il secondo giorno dell’evento, è il forum della coalizione EU4Ocean, aperto dal Commissario Sinkevičius.

    L’obiettivo della coalizione EU4Ocean è promuovere l’ocean literacy in Europa mettendo assieme cittadini – in particolare i giovani – e organizzazioni attive nella sostenibilità degli oceani per condividere buone pratiche e sviluppare iniziative congiunte.

    Fonte: Commissione europea

  • Arriva il piano per la difesa Ue, via al fondo comune

    La guerra ucraina ha cambiato radicalmente i piani europei per l’autonomia strategica: quello che era considerato un ambizioso obiettivo sta diventando via via una necessità. Mercoledì prossimo, facendo seguito alle conclusioni del vertice di Versailles dello scorso marzo, la Commissione presenterà il piano Defend Eu per correre ai ripari su quelle che sono ritenute mancanze e sovrapposizioni nelle strategie di difesa dei Paesi membri. Il piano includerà un fondo ad hoc, non computato nel budget ordinario dell’Unione, per dare il là a investimenti europei nel campo della difesa e, soprattutto, per istituire degli appalti comuni nell’acquisto di armi.

    Di fronte alla minaccia russa, Palazzo Berlaymont ha voluto fare una profonda ricognizione dello status quo nel settore. E ha riscontrato “gravi carenze” che includono limiti nelle difese aeree di fronte ad attacchi con missili, droni, aerei, navi o carri armati, problemi logistici e di connettività nonché scarsità di munizioni. I motivi sarebbero soprattutto due: da un lato il progressivo depauperamento del Fondo europeo per la difesa e dall’altro lo scarso coordinamento tra gli Stati membri, punto quest’ultimo che più volte è stato rimarcato dall’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell. Uno degli obiettivi del Defend Eu è proprio quello di “deframmentizzare” la spesa militare dei 27 Paesi membri. Il piano chiaramente non prevede alcun smantellamento degli eserciti nazionali. E anche il contributo per il fondo comune, secondo quanto risulta dalle bozze che circolano in queste ore, sarà su base volontaria. La procedura perché il piano sia davvero in vigore non sarà breve e necessiterà dell’ok unanime dei 27. Martedì, in occasione della riunione dei ministri della Difesa Ue, il commissario al Mercato Interno Thierry Breton anticiperà l’iniziativa che, certamente, sarà sul tavolo del summit straordinario dei leader del 30 e 31 maggio.

    La settimana prossima potrebbe anche essere quella finalmente decisiva per il via libera al sesto pacchetto di sanzioni. La questione resta complessa, l’Ungheria non arretra e una soluzione non appare “vicina” hanno spiegato fonti europee dicendosi tuttavia ottimiste per i giorni che verranno. Bruxelles resta determinata a mantenere i 27 uniti e a non spacchettare le sanzioni dilazionando l’embargo al petrolio. Una diversa exit strategy sarebbe vista come “un fallimento”, ha spiegato un alto funzionario europeo. Ma per superare lo scoglio dei magiari (e le perplessità di altri Paesi orientali) servirà, per lo meno, venire incontro a Budapest sulle richieste dei fondi necessari per lo stop al greggio russo: circa 700 milioni che l’Ue potrebbe inserire nel piano RepPowerEu. Non è detto che basti. E l’impressione è che Viktor Orban voglia mantenere il punto fino al vertice dei leader.

  • Approvato dalla Commissione il regime italiano da 1,2 miliardi di euro a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina

    La Commissione ha approvato il regime quadro italiano da 1,2 miliardi di € a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato, adottato dalla Commissione il 23 marzo 2022, che si fonda sull’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), e riconosce che tutta l’economia dell’UE sta subendo un grave turbamento.

    L’Italia ha notificato alla Commissione un regime quadro da 1,2 miliardi di € a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina.

    Nell’ambito del regime i beneficiari ammissibili avranno diritto a ricevere aiuti di importo limitato in una delle seguenti forme: i) sovvenzioni dirette; ii) agevolazioni fiscali o di pagamento; iii) anticipi rimborsabili; e iv) riduzione o esenzione dal pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

    La misura sarà accessibile alle imprese di tutte le dimensioni attive nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura colpite dall’aumento dei prezzi dell’elettricità, dei mangimi e dei carburanti causato dall’attuale crisi geopolitica e dalle relative sanzioni.

    La Commissione ritiene che il regime italiano sia in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi. In particolare, gli aiuti i) non supereranno il massimale di 35 000 € per beneficiari attivi nella produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura e di 400 000 € per imprese operanti in tutti gli altri settori; e ii) saranno concessi entro il 31 dicembre 2022.

    La Commissione ha concluso che il regime italiano è necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

    Su queste basi la Commissione ha approvato la misura di aiuto in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Il 23 marzo 2022 la Commissione europea ha adottato un quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato per consentire agli Stati membri di avvalersi della flessibilità prevista dalle norme in materia al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina.

    Il quadro temporaneo di crisi prevede che gli Stati membri possano concedere i seguenti tipi di aiuti:

    • aiuti di importo limitato, in qualsiasi forma, fino a 35 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano nel settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura e fino a 400 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano negli altri settori;
    • sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati; e
    • aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell’energia.L’aiuto, che può essere concesso sotto qualsiasi forma, compenserà parzialmente le imprese, in particolare gli utenti a forte consumo di energia, per i costi aggiuntivi dovuti ad aumenti eccezionali dei prezzi del gas e dell’elettricità. L’aiuto complessivo per beneficiario non può superare il 30 % dei costi ammissibili, fino a un massimo di 2 milioni di € in un dato momento. Quando l’impresa subisce perdite di esercizio, possono essere necessari ulteriori aiuti per garantire il proseguimento di un’attività economica. Pertanto, per gli utenti a forte consumo di energia, le intensità di aiuto sono più elevate e gli Stati membri possono concedere aiuti superiori a tali massimali, fino a 25 milioni di €, e, per le imprese che operano in settori e sottosettori particolarmente colpiti, fino a 50 milioni di €.

    Le entità controllate dalla Russia che sono soggette a sanzioni saranno escluse dall’ambito di applicazione di tali misure.

    Il quadro temporaneo di crisi prevede pertanto una serie di garanzie:

    • metodologia proporzionale,che richiede l’esistenza di un nesso tra l’importo dell’aiuto che può essere concesso alle imprese e la portata della loro attività economica e dell’esposizione agli effetti economici della crisi;
    • condizioni di ammissibilità, ad esempio, mediante la definizione degli utenti ad alta intensità energetica come imprese per le quali l’acquisto dei prodotti energetici è pari ad almeno il 3 % del loro valore produttivo; e
    • requisiti di sostenibilità, quando concedono aiuti per ovviare ai costi aggiuntivi sostenuti a causa dei prezzi eccezionalmente elevati del gas e dell’energia elettrica, gli Stati membri sono invitati a considerare, in modo non discriminatorio, la fissazione di requisiti relativi alla protezione dell’ambiente o alla sicurezza dell’approvvigionamento.

    Il quadro temporaneo di crisi sarà operativo fino al 31 dicembre 2022. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato. Inoltre durante il periodo di applicazione la Commissione valuterà il contenuto e la portata del quadro alla luce degli sviluppi sui mercati dell’energia e sugli altri mercati dei fattori di produzione e della situazione economica generale.

    Fonte: Commissione europea

  • Strumento di sostegno tecnico della Commissione per aiutare nove Stati membri ad accogliere e sostenere le persone in fuga dalla guerra in Ucraina

    La Commissione metterà a disposizione competenze tecniche per aiutare nove Stati membri ad accogliere le persone in fuga dalla guerra in Ucraina. Tutti gli Stati membri che hanno presentato una richiesta di sostegno lo riceveranno nei prossimi mesi. Si tratta di Belgio, Repubblica ceca, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Polonia, Romania e Slovacchia.

    Le competenze tecniche sono fornite nell’ambito dello strumento di sostegno tecnico (SST) gestito dalla Commissione. Lo strumento aiuterà gli Stati membri ad assorbire i fondi dell’UE a fini di accoglienza e integrazione e li assisterà nell’attuare la direttiva sulla protezione temporanea; nel facilitare il riconoscimento delle qualifiche e dei diplomi dei rifugiati ucraini al fine di facilitarne l’ingresso nel mercato del lavoro dell’UE; nell’adattare i programmi scolastici alle esigenze degli alunni ucraini; e nel migliorare il coordinamento interministeriale.

    Il 21 marzo 2022, a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Commissione ha pubblicato un invito speciale per aiutare gli Stati membri che accolgono i rifugiati ucraini e per sostenere la graduale eliminazione della dipendenza dai combustibili fossili provenienti dalla Russia. Tutte le richieste presentate dagli Stati membri sono state valutate e approvate dalla Commissione.

    Nell’ambito dello strumento di sostegno tecnico 2022, la Commissione sta già aiutando Croazia, Danimarca, Finlandia, Grecia, Italia, Paesi Bassi e Portogallo nel quadro dei progetti faro di sostegno “Integrazione dei cittadini di paesi terzi negli Stati membri dell’Unione”. Questi progetti sono volti a migliorare la capacità delle amministrazioni nazionali di fornire servizi di integrazione inclusivi ed efficaci, contribuire a trattenere i talenti e facilitare l’accesso al mercato del lavoro per i cittadini di paesi terzi.

    Lo strumento di sostegno tecnico integra le attività delle agenzie dell’UE, in particolare dell’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA), che opera a Malta, in Italia, in Grecia, in Spagna, a Cipro, in Romania, in Belgio, in Lettonia, in Lituania e presto anche nella Repubblica ceca e nei Paesi Bassi.

    Fonte: Commissione europea

  • La supremazia militare e l’indebolimento diplomatico

    In un contesto complesso e  problematico che solo una guerra può determinare e mantenendo come primario il  principio che impone sempre la  ricerca di una via diplomatica per creare le condizioni per il raggiungimento  ed il  mantenimento di un cessate il fuoco stabile, solo una irresponsabile visione suprema militare, incurante di ogni conseguenza politica e bellica, avrebbe avviato e velocizzato le procedure per l’ingresso della Finlandia e della Svezia all’interno della NATO. Una scelta che è espressione di una scellerata strategia militare, sovrapposta a quella  politica, incurante tanto della posizione dei due Paesi a ridosso della Russia (e della stessa Ucraina) quanto della tempistica assolutamente inopportuna.

    Questa disastrosa escalation di una seconda “guerra di posizione”, in aggiunta a quella del territorio ucraino,  posta in campo ed  imputabile in toto alla direzione della NATO, andrebbe quantomeno negoziata perché va ampiamente oltre i propri compiti e i perimetri di competenza, dimostrando, in più, probabilmente, come la vera intenzione non si debba individuare nella ricerca complessa e difficile di un accordo  con l’obiettivo di bloccare la guerra e le sue terribili conseguenze quanto in quella di aumentare la zona di ingerenza della Nato stessa fino alle porte della Russia, ponendo fine quindi al concetto di stati “cuscinetto non allineati”  i quali  avevano assicurato comunque un instabile equilibrio.

    In più, all’interno di questa incerta quanto impervia trattativa diplomatica vengono fornite, con questa iniziativa della Nato, nuove argomentazioni alla retorica russa, il che si traduce nell’indebolimento negoziale della posizione occidentale all’interno di una trattativa finalizzata al raggiungimento di  una tregua stabile. Un indebolimento pericoloso e progressivo anche in considerazione dell’opposizione della Turchia a tale allargamento ai paesi scandinavi la quale, a tutt’oggi, rappresenta l’unico negoziatore occidentale con la Russia di Putin.

    Sembra veramente incredibile come tutte le istituzioni politiche nazionali ed internazionali possano accettare supine l’ingerenza politica della NATO che si insinua anche all’interno delle strategie  diplomatiche che, invece, dovrebbero restare di  esclusiva  pertinenza  politica.

    Sostanzialmente l’autorità militare della NATO sta invadendo quello spazio istituzionale nazionale ed internazionale  ponendosi  come una autorità suprema militare al vertice decisionale e negoziale.

    Questo percorso della Nato rappresenta una pericolosa sovrapposizione da considerarsi imbarazzante per l’intero continente europeo il quale non può più venire considerato un modello democratico all’interno del quale le forze armate rappresentano un elemento di difesa dello stesso sistema istituzionale basato  sulla precisa separazione democratica dei poteri tra i  quali quello militare non viene previsto.

    La mancata percezione di questa sempre maggiore ingerenza  militare all’interno di  sfere di competenza prettamente politiche definisce inequivocabilmente anche il livello di sensibilità istituzionale della classe politica italiana ed europea incapaci persino di difendere le proprie prerogative istituzionali ed il sistema economico.

  • Accordo politico su nuove norme per la cibersicurezza delle reti e dei sistemi informativi

    La Commissione accoglie con favore l’accordo politico raggiunto oggi dal Parlamento europeo e dagli Stati membri dell’UE sulla direttiva relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell’Unione (direttiva NIS 2) proposta dalla Commissione nel dicembre 2020.

    Le vigenti norme per la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (direttiva NIS) sono state il primo atto legislativo a livello dell’UE sulla cibersicurezza e hanno spianato la strada a un significativo cambiamento della mentalità e dell’approccio istituzionale e normativo alla cibersicurezza in molti Stati membri. Nonostante gli importanti risultati conseguiti e il loro impatto positivo, è stato necessario aggiornarle a causa del crescente grado di digitalizzazione e interconnessione della nostra società e dell’aumento del numero di attività informatiche dolose a livello mondiale.

    Per far fronte a una maggior esposizione alle minacce informatiche in Europa, la direttiva NIS 2 disciplina i soggetti di medie e grandi dimensioni che operano in diversi settori cruciali per l’economia e la società, tra cui i fornitori di servizi pubblici di comunicazione elettronica, i servizi digitali, il trattamento delle acque reflue e la gestione dei rifiuti, la fabbricazione di prodotti essenziali, i servizi postali e di corriere e la pubblica amministrazione ma, alla luce delle sempre più numerose minacce alla sicurezza emerse durante la pandemia di COVID-19, regolamenta anche più ampiamente il settore sanitario, includendo ad esempio i fabbricanti di dispositivi medici. Con un ambito di applicazione più vasto grazie alle nuove norme che obbligheranno un maggior numero di soggetti e settori a prendere misure di gestione dei rischi di cibersicurezza, la direttiva contribuirà ad aumentare il livello di cibersicurezza in Europa nel medio e lungo termine.

    La direttiva NIS 2 rende anche più rigorosi i requisiti di sicurezza imposti alle imprese, tratta della sicurezza delle catene di fornitura e delle relazioni con i fornitori e prevede che l’alta dirigenza sia ritenuta responsabile in caso di mancato rispetto degli obblighi in materia di cibersicurezza; semplifica gli obblighi di notifica, introduce misure di vigilanza più rigorose per le autorità nazionali e obblighi di esecuzione più severi e intende armonizzare i regimi sanzionatori in tutti gli Stati membri. La direttiva contribuirà ad aumentare la condivisione delle informazioni e la cooperazione in materia di gestione delle crisi informatiche a livello nazionale e dell’UE.

    L’accordo politico raggiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio è ora soggetto all’approvazione formale dei due colegislatori. Una volta pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE, la direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo e gli Stati membri la dovranno poi recepire nel diritto nazionale. Gli Stati membri avranno 21 mesi per recepire la direttiva nei rispettivi ordinamenti giuridici nazionali.

    La cibersicurezza è una delle principali priorità della Commissione e il fondamento di un’Europa digitale e connessa.

    La prima normativa dell’UE sulla cibersicurezza, la direttiva NIS, entrata in vigore nel 2016, ha contribuito a conseguire un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informatici in tutta l’UE. Nel dicembre 2020 la Commissione ne ha proposto la revisione nell’ambito dell’obiettivo strategico principale di rendere l’Europa pronta per l’era digitale. Il regolamento dell’UE sulla cibersicurezza, in vigore dal 2019, ha apportato all’Europa un quadro di certificazione della cibersicurezza per prodotti, servizi e processi, rafforzando anche il mandato dell’Agenzia dell’UE per la cibersicurezza (ENISA).

    Fonte: Commissione europea

  • I giovani e il futuro dell’Europa – EUth DEBATE 2022

    Sabato 14 maggio, alle ore 15, presso l’auditorium dell’Università di comunicazione e lingue IULM, a Milano, si terrà lo EUth Debate 2022. Giornalisti, esperti e rappresentanti delle istituzioni europee accompagneranno la gara finale del Campionato Giovanile Italiano di Debate 2021 – 2022. L’appuntamento prevede di approfondire e commentare il tema della mozione su cui si confronteranno le due squadre finaliste per aggiudicarsi il titolo di Campione italiano giovanile di Debate 2022. La domanda al centro del confronto tra i giovani concorrenti riguarda anche quest’anno l’Unione Europea: “Dovrebbero Francia, Germania, Italia e Spagna promuovere una cooperazione rafforzata per la politica estera e di difesa comune?”.

    L’evento, un mix tra un talk politico e un talent, è organizzato dalla Società Nazionale Debate Italia con il sostegno e l’alto patrocinio del Parlamento europeo e il sostegno della Rappresentanza a Milano della Commissione europea. La finale del Campionato sarà preceduta da un panel sul tema della mozione, un confronto tra gli eurodeputati Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, e Fabio Massimo Castaldo, membro della commissione Affari Esteri del Parlamento europeo, il direttore del telegiornale de La7 Enrico Mentana, l’editorialista del Corriere della Sera Danilo Taino e i responsabili dell’Ufficio del Parlamento europeo a Milano Maurizio Molinari e della sede di Milano della Rappresentanza in Italia della Commissione europea Massimo Gaudina.

    L’evento sarà condotto da Matteo Bordone, giornalista de Il Post e conduttore radiofonico e televisivo Rai, e da Giada Ferraglioni, giornalista di Open. Sarà inaugurato dai saluti del rettore della IULM Gianni Canova e del presidente della Società Nazionale Debate Italia Manuele De Conti. Schede video di approfondimento saranno curate dagli studenti del corso di Comunicazione politica del prof. Alberto Mingardi presso il Master in giornalismo della IULM, che racconteranno come il tema della politica estera e di difesa comune si è sviluppato nei settant’anni di storia delle istituzioni europee fino alle posizioni attuali, anche attraverso interviste ad Angelo Panebianco, editorialista del Corriere della Sera e docente presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna e a Claudio Martinelli, docente presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Milano – Bicocca.

    Media partner dell’evento sono Ansa e Open – che lo trasmetteranno in diretta streaming – e ScuolaZoo, il portale di riferimento della community studentesca italiana.

  • La Commissione approva il regime italiano da 698 milioni di euro a sostegno del settore turistico nel contesto della pandemia da coronavirus

    La Commissione europea ha approvato il regime di aiuti italiano da 698 milioni di euro volto a sostenere le imprese del settore turistico colpite dalla pandemia da coronavirus. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato e rientra nel piano nazionale per la ripresa e la resilienza.

    A norma del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato l’Italia ha notificato alla Commissione un regime da 698 milioni di euro volto a sostenere le imprese del settore turistico colpite dalla pandemia da coronavirus. Parte della dotazione finanziaria sarà messa a disposizione tramite il dispositivo per la ripresa e la resilienza.

    Il regime concederà aiuti sotto forma di i) sovvenzioni dirette e crediti d’imposta per le imprese turistiche; ii) crediti d’imposta per le agenzie di viaggi e gli operatori turistici.

    Per le imprese turistiche, l’intento della misura è coprire parte dei costi legati all’ammodernamento delle strutture e degli impianti e all’efficientamento energetico. I beneficiari avranno diritto a un importo che copra fino al 50 % dei costi ammissibili, entro un massimale di 100 000 € per impresa.

    Per quanto riguarda le agenzie di viaggi e gli operatori turistici, la misura è intesa a coprire parte dei costi relativi alle ristrutturazioni e alle attività di sviluppo digitale. I beneficiari avranno diritto a ricevere aiuti sotto forma di un credito d’imposta che copra fino al 50 % dei costi ammissibili, entro un massimale di 25 000 € per beneficiario.

    Lo scopo del regime è soddisfare il fabbisogno di liquidità dei beneficiari e aiutarli a proseguire le attività durante la pandemia e dopo.

    La Commissione ha constatato che il regime notificato dall’Italia è conforme alle condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare l’aiuto i) non supererà i 2,3 milioni di € per beneficiario e ii) sarà concesso entro il 30 giugno 2022.

    La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

    Su queste basi la Commissione ha approvato la misura di aiuto in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Fonte; Commissione europea

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