Europa

  • Ancora Africa e Cina anche nel libro di Riccardi

    L’ultimo libro di Riccardi, Riccardi vivendo da anni a Shangai e viaggiando per il mondo ha ben presenti i vari aspetti del problema Africa-Cina, affronta la realtà, spesso ignorata più o meno volutamente, dei rapporti tra il continente africano e la mega potenza cinese, rapporti sui quali, in diverse occasioni, ci siamo soffermati sul Patto Sociale. Nel libro si evidenzia come il continente africano potrebbe arrivare, nel 2050, ad avere una popolazione di due miliardi e mezzo, con la Nigeria che potrebbe superare gli Stati Uniti per numero di abitanti, inoltre, dopo la pandemia, è prevista in Africa una notevole crescita del Pil, solo per la regione sub sahariana si parla di un incremento del 3,4% con una crescita record per il Kenya del 7,6.

    Oggi la Cina, che da molti anni investe in più comparti ed in modi diversificati in Africa, è la più grande economia del mondo per Pil a parità di potere d’acquisto ed è il primo paese nel commercio globale. I cinesi nell’ormai lontano 2003 avevano investito in Africa 75 milioni di dollari e nel 2019 sono arrivati ad investimenti per 2,7 miliardi di dollari! Per il continente africano la Cina è il primo partner commerciale visto che investe ogni anno diversi miliardi e che sono più di 10.000 le aziende cinesi che operano nei vari stati africani.

    Il resto del mondo si sappia regolare ma soprattutto l’Unione Europea, area nella quale è costante e sempre più numeroso l’arrivo di migranti e profughi dall’Africa mentre non decollano, in modo idoneo e sufficiente, le nostre politiche economiche, commerciali e sociali verso il continente africano.

  • Arte e cultura: l’Europa sostiene la ripresa con gli itinerari delle Giornate FAI di primavera

    Il 15 e 16 maggio 2021 anche l’Europa darà il suo contributo alla bellezza, all’arte e alla cultura del nostro Paese. Grazie infatti alla collaborazione con il FAI – Fondo Ambiente Italiano, 34 siti storici, artistici e culturali destinatari di finanziamenti europei saranno visitabili in occasione della 29a edizione delle Giornate FAI di Primavera 2021, che vedranno l’apertura al pubblico di 600 luoghi in oltre 300 città italiane.

    In questi due giorni, la Rappresentanza a Milano della Commissione europea in Italia vuole contribuire alla ripartenza culturale del Paese attraverso l’apertura di beni culturali e paesaggistici che hanno beneficiato di fondi europei per il loro recupero e la loro valorizzazione.

    Siamo in un momento di ripartenza e anche la cultura e il turismo possono aiutarci a uscire dall’emergenza Covid-19. Con questa iniziativa vogliamo mostrare i progetti che l’Europa sostiene per lo sviluppo locale e per la ripresa del settore culturale e artistico del nostro Paese” dichiara Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea in Italia.

    Protagonisti di questo progetto saranno infatti monumenti, palazzi storici e opere che costituiscono parte del patrimonio italiano e che saranno simbolo di riapertura dopo l’emergenza Covid-19.

    Dal Castello di Masino (TO) a quello di San Michele (CS), dalle Piccole Dolomiti Lucane (PZ) all’Alpe Pedroria e Madrera (SO), da Villa dei Vescovi (PD) alla Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli (BR), sarà possibile seguire un incredibile percorso artistico e culturale che attraversa tutta l’Italia. Per l’edizione 2021 delle Giornate FAI di Primavera sono stati selezionati beni storici, artistici e culturali che hanno beneficiato di finanziamenti del fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) o del fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

    Questa iniziativa si aggiunge alle misure della Commissione europea per tutelare e promuovere la cultura attraverso strumenti dedicati, come i programmi Europa Creativa e LIFE. Europa Creativa dà sostegno alle produzioni europee di film e documentari, alle capitali europee della cultura e al fondo di garanzia per agevolare l’accesso ai finanziamenti per le PMI. LIFE si occupa invece della tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico in Europa. A seguito dell’approvazione del bilancio 2021, sono stati destinati ai due programmi rispettivamente 2,4 e 5,4 miliardi di euro per il periodo 2021-2027.

  • Giornata dell’Europa 2021: il Parlamento europeo incontra 15.000 studenti nell’assemblea ScuolaZoo

    Il 9 maggio si celebra la Giornata dell’Europa, 71 anni dopo la dichiarazione di Schuman considerata l’atto di nascita dell’Unione Europea. Per l’occasione, l’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano e ScuolaZoo, il media brand di riferimento degli studenti, organizzano l’Assemblea d’Istituto in cui saranno presenti 15.000 ragazze e ragazzi di 15 istituti lombardi. L’evento si terrà il 7 maggio alle 11 in diretta sul profilo ufficiale Twitch di ScuolaZoo e sarà l’occasione per avvicinare i giovani ai temi legati alla democrazia, alla Conferenza sul futuro dell’Europa, ai valori fondanti dell’UE e alle opportunità lavorative europee. Gli studenti incontreranno gli eurodeputati dei vari gruppi politici eletti nella circoscrizione nord-ovest, e i volontari della community insieme-per.eu. Ospite d’onore il comico Luca Ravenna, tra i protagonisti del programma di successo LOL. Aprirà l’evento, con un videomessaggio, il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

    L’incontro online sarà seguito da 15 scuole di tutte le province lombarde, scelte all’interno del Progetto Rappresentanti d’Istituto ScuolaZoo, per un totale di oltre 15.000 studenti. Quest’anno, in occasione del 9 maggio, viene lanciata la Conferenza sul futuro dell’Europa, un momento di ascolto che, per un anno, darà voce a 417 milioni di cittadini europei. Attraverso una piattaforma online “anche gli studenti potranno far sentire la loro voce. L’Europa del futuro non nasce solo dalle idee e dai contributi delle vecchie generazioni, ma ha bisogno dell’input creativo che parte proprio dai giovani”, commenta Maurizio Molinari, responsabile dell’Ufficio a Milano del Parlamento europeo e responsabile media del Parlamento europeo in Italia.

    Tra giochi e quiz, seguendo il classico format delle Assemblee d’Istituto ScuolaZoo, diversi ospiti incontreranno gli studenti e ognuno di loro racconterà la propria visione d’Europa. Dopo un video saluto del sindaco Milano Beppe Sala, a prendere la parola saranno gli eurodeputati eletti nella circoscrizione nord-ovest: Brando Benifei – S&D, PD; Silvia Sardone – ID, Lega; Eleonora Evi – Verdi; Carlo Fidanza – ECR, FdI; Tiziana Beghin – NI, M5S.

    Interverranno anche i volontari della piattaforma insieme-per.eu Chaima Akroum e Pietro Valetto, il capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea Massimo Gaudina e la referente Europe Direct Lombardia Paola Ravelli. L’evento si concluderà con un monologo del comico Luca Ravenna.

  • La Commissione Ue apre all’ingresso dei turisti vaccinati

    La Commissione europea propone agli Stati membri di allentare le attuali restrizioni sui viaggi non essenziali nell’Ue per tenere conto dei progressi delle campagne di vaccinazione e degli sviluppi della situazione epidemiologica a livello mondiale. L’intento è soprattutto di riaprire i confini per dare ossigeno al settore del turismo che tanto ha sofferto nell’ultimo anno. “E’ ora di ravvivare l’industria del turismo e rilanciare le amicizie transfrontaliere in sicurezza. Ci proponiamo di accogliere nuovamente i visitatori vaccinati e quelli provenienti da Paesi con una buona situazione di salute”, ha spiegato in un tweet la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. “Ma se emergono varianti dobbiamo agire in fretta: proponiamo un meccanismo di freno di emergenza dell’Ue”, ha aggiunto.

    Nella sostanza, l’esecutivo di Bruxelles propone di consentire l’ingresso nell’Ue per motivi non essenziali a chi ha ricevuto, almeno 14 giorni prima dell’arrivo, l’ultima dose raccomandata di un vaccino autorizzato dall’Ema. Gli Stati membri potrebbero estendere la possibilità anche ai vaccini nell’elenco degli usi di emergenza dell’Oms. Resta quindi escluso per il momento il vaccino russo Sputnik. Vengono inoltre allentate le restrizioni sulla base della situazione pandemica, indipendentemente dal vaccino. Attualmente solo sette Stati sono ritenuti dall’Ue sicuri e quindi è permesso ai loro cittadini l’ingresso nell’Unione anche per turismo. La Commissione propone di modificare i criteri per tenere conto delle crescenti prove dell’impatto positivo delle campagne di vaccinazione. La proposta è di aumentare la soglia del tasso cumulativo di notifica dei casi Covid-19 negli ultimi 14 giorni da 25 a 100, che rimane notevolmente al di sotto dell’attuale media Ue, che è superiore a 420. Per fare fronte all’emergere delle nuove varianti del Covid, Bruxelles propone un nuovo meccanismo di “freno di emergenza”, da coordinare a livello dell’Ue e che limiterebbe il rischio che le varianti entrino nell’Unione. Ciò consentirà agli Stati membri di agire rapidamente e di limitare al minimo indispensabile tutti i viaggi dai Paesi colpiti per il tempo necessario a mettere in atto misure sanitarie adeguate.

    I bambini esclusi dalla vaccinazione dovrebbero essere in grado di viaggiare con i loro genitori vaccinati se hanno un test Pcr Covid-19 negativo eseguito al più presto 72 ore prima dell’arrivo. In questi casi, gli Stati membri potrebbero richiedere ulteriori test dopo l’arrivo.

  • L’Ue congela l’accordo sugli investimenti con la Cina

    L’Occidente c’è e vuole dimostrarlo alzando muri contro l’aggressività economica della Cina. Dall’Ue al G7 degli Esteri, il primo dell’era Biden, si tenta di arginare l’espansionismo di Pechino, attualmente il più grande grattacapo delle democrazie occidentali e non solo sul piano dei diritti umani.

    Alla luce dell’inasprimento delle relazioni tra Bruxelles e Pechino a colpi di sanzioni, la Commissione ha deciso di congelare gli sforzi per far ratificate dai 27 e dal Parlamento di Strasburgo l’accordo sugli investimenti concluso alla fine del 2020 con Xi Jinping. “Abbiamo per il momento sospeso lo sforzo di sensibilizzazione politica da parte della Commissione, perché è chiaro che nella situazione attuale l’ambiente non è favorevole alla ratifica dell’accordo”, ha spiegato il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis in un’intervista alla France Presse.

    Il clima sfavorevole a cui fa riferimento è quello delle sanzioni cinesi contro personalità europee – adottate come contromisura a quelle imposte dell’Ue contro Pechino – che hanno colpito anche europarlamentari e definite a Bruxelles “inaccettabili e deplorevoli”. “Le prospettive per la ratifica dell’accordo bilaterale sugli investimenti dipenderanno da come evolverà la situazione”, aveva avvertito Miriam Ferrer, portavoce per il commercio della Commissione europea, parlando con l’Ansa. Non solo. La vicepresidente Margrethe Vestager – come preannunciato la settimana scorsa – presenterà lo scudo Ue contro le scalate ostili da parte di aziende di Paesi terzi: una sorta di ‘golden power’ pensata principalmente contro le aziende di Pechino che, gonfie di sussidi governativi, sono ormai da anni iperattive sul territorio europeo approfittando delle difficoltà economiche dell’Europa, aggravate dalla crisi sanitaria. Mentre dalla riunione a Londra dei ministri degli Esteri arriva la proposta degli Stati Uniti di istituire un meccanismo di consultazione del G7 per garantire una risposta coordinata alle mosse di Pechino, considerate aggressive. L’iniziativa è trapelata da fonti presenti alle discussioni londinesi via Bloomberg, e non è stata ancora confermata dal Dipartimento di Stato, ma è chiaro ormai il cambio di passo dell’amministrazione Biden nei confronti del gigante asiatico, portando sulla propria linea anche i tre membri europei del G7: Italia, Francia e Germania. Anche secondo le parole del padrone di casa, il britannico Dominic Raab, le “società aperte e democratiche” devono “dimostrare unità” e fare fronte comune per “contrastare le sfide che condividiamo e le minacce che si moltiplicano”. Oltre al problema cinese, affrontato anche alla cena inaugurale di lunedì sera (circola anche l’ipotesi di costituire un gruppo di monitoraggio chiamato ‘Friends of Hong Kong’), sul tavolo dei capi diplomazia del G7, riuniti per la prima volta in presenza dall’inizio della pandemia, ci sono tutti i grandi dossier internazionali: dall’infinita guerra in Siria alla fragile stabilizzazione della Libia – temi presentati da Luigi Di Maio -, dall’Ucraina minacciata da Mosca all’Afghanistan in bilico tra il ritiro delle truppe Nato e il rigurgito talebano. Molti anche gli incontri bilaterali a margine dei lavori: piena sintonia tra Italia e Regno Unito è emersa, tra l’altro, sulla lotta ai cambiamenti climatici in “quest’anno di presidenze” – del G20 per Roma e del G7 per Londra, nonché di copresidenza della CoP26 – nel faccia a faccia tra Di Maio e Raab.

  • Unire le forze per legiferare meglio nell’UE e prepararsi al futuro

    La Commissione ha adottato la comunicazione “Legiferare meglio” con l’obiettivo di migliorare il processo legislativo dell’UE. Per agevolare la ripresa in Europa, è più che mai importante legiferare nella maniera più efficace possibile adoperandosi al contempo per rendere le leggi dell’UE più adeguate alle esigenze di domani.

    Fondamentale in questa ottica è la cooperazione tra le istituzioni dell’UE, con gli Stati membri e i portatori di interesse, come le parti sociali, le imprese e la società civile. Per contribuire ad affrontare i problemi attuali e futuri, la Commissione propone di:

    Eeiminare gli ostacoli e gli oneri burocratici che rallentano gli investimenti e costruire le infrastrutture del XXI secolo, collaborando con gli Stati membri, le regioni e le principali parti interessate.

    Semplificare le consultazioni pubbliche introducendo un unico invito a presentare contributi sul portale “Di’ la tua”, di recente migliorato;

    adottare un approccio “one in, one out”, al fine di ridurre gli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese, prestando particolare attenzione alle implicazioni e ai costi dell’applicazione della legislazione, soprattutto per le piccole e medie imprese. Tale principio garantisce che gli eventuali nuovi oneri introdotti da una nuova legge siano controbilanciati dalla riduzione di oneri precedenti nello stesso settore di attività;

    integrare gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, per garantire che le proposte legislative contribuiscano all’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile;

    adoperarsi ancora di più per far sì che legiferare meglio promuova la sostenibilità e la trasformazione digitale;

    integrare la previsione strategica nel processo di elaborazione delle politiche, per rendere queste ultime adeguate al futuro, ad esempio tenendo conto delle megatendenze emergenti in ambito ecologico, digitale, geopolitico e socioeconomico.

    Legiferare meglio è un obiettivo e una responsabilità condivisa di tutte le istituzioni dell’UE. Avvieremo con il Parlamento europeo e il Consiglio un dialogo per quanto riguarda il loro impegno ai fini della valutazione e del monitoraggio dell’impatto della legislazione dell’UE e dei programmi di spesa dell’UE. Inoltre, coopereremo più strettamente con le autorità nazionali, regionali e locali e le parti sociali per l’elaborazione delle politiche dell’UE.

    Alcuni degli elementi nuovi di questa comunicazione sono già stati avviati nella pratica, come le attività della piattaforma Fit for Future, che fornisce consulenza su metodi per agevolare l’applicazione della legislazione dell’UE e renderla più efficace e più adatta al futuro. Le altre componenti saranno attuate nei prossimi mesi. Tra le iniziative di quest’anno vi sono l’indagine annuale sugli oneri 2020, che espone i risultati per quanto riguarda l’obiettivo della Commissione di ridurre gli oneri; gli orientamenti e strumenti per legiferare meglio, riveduti al fine di tenere conto dei nuovi elementi della comunicazione, che forniscono ai servizi della Commissione europea linee guida concrete per la preparazione di nuove iniziative e proposte e per la gestione e la valutazione di quelle già in corso.

    Nel 2019 la Commissione ha effettuato un bilancio della sua agenda “Legiferare meglio”, che ha confermato che nel complesso il sistema funziona bene, pur richiedendo miglioramenti che scaturiscano dall’esperienza acquisita.

    L’UE vanta un’esperienza di lunga data, che risale al 2002, per quanto riguarda l’elaborazione di politiche basate su dati concreti, compresa la riduzione degli oneri normativi: valutazioni periodiche della legislazione in vigore, un sistema molto avanzato di valutazione d’impatto, un approccio di primo piano alla consultazione dei portatori di interessi e un programma complessivo di riduzione degli oneri amministrativi (REFIT).

    Fonte: Commissione europea

  • I cittadini dell’UE sostengono con decisione la cooperazione con i paesi partner e con i giovani per ridurre la povertà

    Secondo l’indagine Eurobarometro più recente sulla cooperazione allo sviluppo, quasi 9 cittadini dell’UE su 10 ritengono sia importante creare partenariati con i paesi terzi per ridurre la povertà.

    La pandemia mondiale non ha intaccato il sostegno dei cittadini alle iniziative dell’UE a favore dello sviluppo internazionale; i risultati confermano la forte tendenza registrata negli ultimi anni a ritenere la cooperazione con i paesi partner una delle politiche più positive dell’UE.

    Uno dei risultati principali dell’indagine indica una preoccupazione crescente per la salute, identificata come la sfida più urgente per il futuro dei paesi in via di sviluppo, con una percentuale del 36%, cinque punti in più rispetto al 2019.

    Nell’ambito della crescente inquietudine dell’opinione pubblica per la COVID-19, l’UE si sta concentrando al momento sulla vaccinazione dei propri cittadini e sugli sforzi internazionali per la vaccinazione mondiale, contribuendo sostanzialmente a COVAX e prefinanziando la produzione di vaccini che vengono esportati in 34 paesi. L’UE sta inoltre rafforzando i sistemi sanitari, basandosi sul pacchetto di misure “Team Europa” di risposta globale, con oltre 40 miliardi di € di sostegno ai paesi partner colpiti dalla pandemia.

    Tra le sfide più urgenti vengono citate l’istruzione (35%), la pace e la sicurezza (32 %), la crescita economica e l’occupazione (29%). Circa un quarto degli intervistati ha indicato l’acqua e le strutture igienico-sanitarie (27%), la democrazia e i diritti umani (26 %), la sicurezza alimentare e l’agricoltura (24%).

    La grande maggioranza dei cittadini dell’UE (88%) concorda sul fatto che l’Unione dovrebbe combattere il cambiamento climatico e i suoi effetti nei paesi in via di sviluppo, mentre il 77% si dice fortemente d’accordo sul fatto che la lotta alla povertà in questi paesi debba essere tra le priorità principali dell’UE. Il 61 % ritiene che le politiche di sviluppo dell’Unione dovrebbero inoltre concentrarsi sulla riduzione delle disuguaglianze nei paesi in via di sviluppo. Circa un terzo degli intervistati (34 %) ritiene che la politica di sviluppo dell’UE dovrebbe incentrarsi esclusivamente sul rafforzamento delle economie dei paesi in via di sviluppo.

    Per quanto riguarda le relazioni con l’Africa, più di quattro cittadini dell’UE su cinque (81%) ritengono che l’UE dovrebbe rafforzare i partenariati con i paesi africani per creare occupazione e assicurare uno sviluppo sostenibile in entrambi i continenti. I risultati sono sulla stessa linea della comunicazione congiunta dell’UE “Verso una strategia globale per l’Africa” e dei cinque partenariati con l’Africa proposti dall’UE.

    L’indagine di quest’anno ha esaminato in particolare il ruolo dei giovani nei paesi in via di sviluppo per affrontare i) le sfide ambientali e ii) le sfide economiche e sociali, chiedendo agli intervistati se ritengono che i giovani nei paesi in via di sviluppo svolgano un ruolo centrale nell’affrontare le sfide ambientali nei loro paesi. I risultati rivelano che nove cittadini dell’UE su dieci (90%) concordano sul fatto che i giovani siano importanti nell’affrontare le sfide ambientali nei paesi in via di sviluppo; il 91 % ritiene che siano essenziali per affrontare le sfide economiche e sociali in questi paesi.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione lancia uno strumento interattivo per monitorare e anticipare i cambiamenti demografici nell’UE

    La Commissione ha presentato un “Atlante della demografia” dell’UE – uno strumento interattivo online per visualizzare, monitorare e anticipare i cambiamenti demografici nell’Unione europea, che è stato elaborato dal Centro comune di ricerca della Commissione (JRC).

    L’atlante fornisce un accesso rapido e agevole a un corpus completo di informazioni e dati demografici, raccolti a livello dell’UE, nazionale, regionale e locale.

    Presenta statistiche e proiezioni ufficiali di Eurostat, nuovi dati ad alta risoluzione spaziale prodotti dal JRC, nonché storie tematiche che collegano le tendenze demografiche a settori strategici specifici.

    L’atlante contribuirà a migliorare la comprensione dei cambiamenti demografici e ad anticipare le dinamiche in questo ambito. Si tratta di uno “strumento vivo” che può essere ampliato e adattato alle esigenze delle diverse politiche e che può contribuire al processo decisionale nell’ambito della coesione sociale, apportando benefici a tutti i cittadini dell’UE. Una migliore comprensione delle dinamiche demografiche nell’UE consente infatti alla Commissione di migliorare le proprie politiche.

    L'”Atlante della demografia”, che è disponibile al pubblico, può sostenere gli interventi in diversi settori, tra cui la sanità, l’occupazione, l’istruzione, l’accesso ai servizi, nonché le politiche territoriali e di coesione.

    I cambiamenti demografici sono uno dei principali processi alla base del futuro dell’Europa. La popolazione europea sta invecchiando e di pari passo si riduce quella in età lavorativa. La mobilità giovanile, sospinta in gran parte dalle opportunità di lavoro e di studio, presenta opportunità e sfide sia per le città che per le zone rurali europee.

    Da una recente relazione del JRC emerge che tra il 2015 e il 2019 22,9 milioni di giovani europei sono entrati a far parte della popolazione in età lavorativa, mentre nello stesso periodo 26,6 milioni di lavoratori hanno raggiunto l’età pensionabile: ovvero un possibile deficit di circa 3,8 milioni di lavoratori.

    Se da un lato gli interventi politici possono influire solo in parte sulle tendenze demografiche, dall’altro possono tuttavia contribuire a fare sì che i cambiamenti demografici non abbiano ripercussioni negative sull’economia, la produttività, la coesione sociale o la vita democratica.

    Nel giugno 2020 la Commissione ha avviato la propria azione in questo ambito con la Relazione sull’impatto dei cambiamenti demografici. L’Atlante della demografia presentato è finalizzato a sostenere tale azione, fornendo alla Commissione elementi oggettivi che saranno utilizzati per tre importanti iniziative politiche: il Libro verde sull’invecchiamento, la prospettiva a lungo termine per le zone rurali e la strategia dell’Unione europea sui diritti dei minori.

    Le edizioni future dello strumento comprenderanno informazioni sui fattori demografici quali la fertilità, la mortalità e la migrazione netta e le ultime proiezioni di Eurostat al di fuori dell’UE, con l’obiettivo di arrivare nel 2022 a una copertura globale di queste tematiche.

    Idee e opinioni sulla demografia nell’UE possono essere condivise nell’ambito della Conferenza sul futuro dell’Europa.

    Fonte: Commissione europea

  • Scudo Ue contro le scalate di Paesi terzi alle aziende

    L’Europa alza lo scudo contro le scalate ostili e sfodera il suo ‘golden power’. Con una proposta di legge ormai pronta ad essere svelata il prossimo 5 maggio dalla vicepresidente Margrethe Vestager, Bruxelles avverte le potenze straniere, soprattutto a Oriente: chi nel post-pandemia vorrà fare ‘shopping’ selvaggio dei gioielli strategici europei, fiaccati dalla crisi, dovrà prima vedersela con norme più rigide. Non si tratta, dicono i funzionari Ue, di scoraggiare gli investimenti esteri, ma di garantire condizioni uguali per tutti. Questo significa innanzitutto riempire il vuoto legislativo che regola gli aiuti di Stato pompati dai governi stranieri nelle casse di società spesso controllate con l’obiettivo di depredare gli asset più preziosi del Vecchio Continente.

    La mossa guarda in modo distinto alle aziende di Pechino che, gonfie di sussidi governativi, sono ormai da anni indaffarate in scalate sul territorio europeo approfittando della disastrata situazione economica. Non a caso, tra gli Stati membri c’è anche chi si è già mosso: soltanto una ventina di giorni fa, il governo Draghi ha deciso di fare uso del proprio golden power per bloccare l’acquisizione della lombarda Lpe, attiva nel settore dei chip, da parte della cinese Shenzhen Investment.

    Stando ai primi dettagli del disegno di legge Ue, anticipati da alcuni media internazionali, sono 2 le principali novità che la Commissione si appresta a introdurre rispetto al passato. Innanzitutto, il suo potere d’intervento: l’antitrust Ue avrebbe per la prima volta diritto di veto sulle acquisizioni di aziende europee alimentate da aiuti pubblici esteri. Non solo: così come già accade per le operazioni che coinvolgono le società europee, qualora Bruxelles riscontrasse che un’acquisizione facilitata da sussidi di Paesi terzi nuoce alla concorrenza, avrebbe il potere di chiedere impegni correttivi alle società, come la vendita di attività. Sarebbe poi introdotto l’obbligo di notifica anticipata per le operazioni dalla portata potenzialmente più distorsiva. Si tratterebbe, secondo quanto indica il Financial Times, di tutte quelle acquisizioni che superano i 500 milioni di euro. Mentre per Reuters, a essere assoggettate all’obbligo di notifica sarebbero le imprese straniere che, forti di aiuti pubblici di oltre 10 milioni di euro, acquisiscono più del 35% del capitale di una società europea con un fatturato di oltre 100 milioni di euro. L’esecutivo Ue è ancora al lavoro per definire la soglia critica per le sovvenzioni estere capaci di distorcere il mercato, ma con tutta probabilità sarà superiore ai 5 milioni di euro.

    Alcuni tipi di aiuti, come le garanzie illimitate, saranno considerati particolarmente nocivi. L’obbligo di notifica ex-ante dovrebbe poi riguardare anche gli appalti pubblici per contratti da almeno 250 milioni di euro. Qui, notava già un anno fa Bruxelles nel suo libro bianco che anticipa la proposta, i sussidi potrebbero distorcere la concorrenza permettendo alle imprese estere di gareggiare al ribasso.

  • Cresce la fiducia nell’Unione europea

    La Commissione ha pubblicato i risultati dell’ultima indagine standard di Eurobarometro, condotta nel febbraio-marzo 2021. Dai risultati emerge che, sebbene la pandemia di coronavirus incida sulla vita quotidiana dei cittadini europei da oltre un anno, l’atteggiamento nei confronti dell’UE rimane positivo. La fiducia nell’UE e la sua immagine sono migliorate e si attestano ai livelli più alti da oltre un decennio. Quasi un cittadino su due ripone fiducia nell’Unione europea (49%), con un aumento di 6 punti rispetto all’indagine standard dell’estate 2020, mentre il 46% dei cittadini ha un’immagine positiva dell’UE.

    Nelle circostanze attuali gli europei individuano nella salute e nella situazione economica le due principali preoccupazioni a livello nazionale e dell’UE. Quasi quattro cittadini dell’UE su dieci (38%) considerano la salute il problema più importante che l’Unione si trova ad affrontare e il 69% ritiene che lo stato attuale dell’economia del loro paese sia “cattivo”. A tal proposito, il 55% ritiene che NextGenerationEU sarà uno strumento efficace per rispondere agli effetti economici della pandemia di coronavirus.

    Fonte: Commissione europea

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