Politica

  • L’arte di governare non si improvvisa

    Più che di un governo di costruttori c’è bisogno di un governo di riparatori. Non sarà facile infatti riparare ai molti errori fatti per impreparazione, pressappochismo e supponenza dai due governi Conte. L’urgenza di presentare all’Unione europea un programma di riforme e di investimenti che rispettino quanto stabilito dalla Commissione va di pari passo con la necessità di rivedere quanto preparato in maniera così approssimativa ed insufficiente, inoltre la sempre più complessa e problematica situazione dei vaccini rende necessario un nuovo piano ed anche una migliore definizione dei compiti e delle responsabilità del commissario straordinario. Ogni giorno si aggrava la situazione economica come ha evidenziato il presidente di Confindustria ricordando che già da luglio Confindustria aveva presentato al governo un piano per il mondo del lavoro, piano che non ha mai avuto una risposta. E di risposte mancate parlano molti settori della nostra società. Il nuovo governo dovrà essere formato da persone capaci di riparare ai guasti di questi anni per ridare fiducia e prospettive agli italiani sempre più demotivati e preoccupati, occorrono persone in grado di conoscere la reale situazione del Paese, dalle famiglie ai lavoratori, dagli artigiani, ai commercianti, dagli agricoltori agli imprenditori. La politica, l’arte di governare non si inventano ed improvvisano, va ridisegnato il sistema Italia e immaginata la nuova società alla quale dopo il covid dobbiamo sapere dare vita. Troppe menzogne e troppe omissioni in questi anni hanno aumentato il divario tra le gente reale e le stanze delle decisioni. Troppe decisioni sono state prese senza prevedere le conseguenze, troppe decisioni sono state annunciate e mai realizzate.

  • La via accademica al socialismo reale

    “…piuttosto dei ristori a debito…per molte attività sarebbe meglio che lo Stato ne favorisse la ristrutturazione o la chiusura”, prof. Mario Monti, senatore a vita.

    Come sempre simili affermazioni suscitano ammirazione dai sempre più esigui ammiratori del senatore ma vera indignazione da parte di chi, ogni giorno, rischia con la propria professione sottoposta alle regole del mercato.

    Ovviamente definizioni e strategie così perentorie esprimono una visione vergognosamente semplicistica espressa da un favorevole piedistallo accademico. Una posizione di privilegio ma lontana anni luce dall’economia reale unita all’illusorio presupposto che la articolata e variegata economia italiana possa venire definita con semplici paradigmi accademici.

    Il problema che sfugge ovviamente al senatore a vita relativo a queste affermazioni assolutamente gratuite riguarda l’individuazione dei parametri sulla base dei quali analizzare, verificare e certificare le aziende degne di venire ristrutturate o quelle per le quali sarebbe necessario favorirne l’uscita dal mercato con la loro chiusura, con ovviamente l’immediata perdita di posti di lavoro.

    Un altro aspetto non secondario viene rappresentato anche dalla indicazione di chi, in nome dello Stato, dovrebbe utilizzare simili parametri sempre per la definizione delle aziende degne di investimenti oppure da abbandonare. Fino ad ora ogni attività economica, come la sua stessa valutazione (si pensi in un’ottica di accesso al credito), da sempre viene basata sulla spesso amara e cruda realtà di quanto emerge dalla applicazione delle leggi di mercato e della concorrenza. In altre parole dalla capacità per un’azienda di fornire un prodotto o un servizio che permetta di sviluppare un fatturato superiore ai costi fissi e variabili o quantomeno il raggiungimento del break even.

    Questo non significa che il mercato rappresenti l’unico e oggettivo arbitro in quanto la sua “valutazione” può venire influenzata con l’introduzione di politiche governative finalizzate a creare fattori economici e competitivi favorevoli all’azione delle aziende.  Giova ricordare, infatti, come mentre l’impresa propone un prodotto od un servizio sul libero mercato, lo Stato possa contemporaneamente favorire quelle allocate all’interno del territorio nazionale attraverso delle politiche di fiscalità di vantaggio che permettano una maggiore competitività.

    Quindi, come logica conseguenza, si ottiene anche un aumento dell’occupazione, specialmente stabile (un obiettivo politico), ma espressione conseguenziale dello sviluppo economico.

    Le stesse regole del mercato possono venire “in parte influenzate” attraverso una attiva politica, economica e fiscale adottata dallo Stato. In questo senso i campi operativi all’interno dei quali l’attività governativa dello Stato può generare degli effetti molto “distorsivi rispetto alle sole leggi di mercato” riguardano essenzialmente la funzionalità della spesa pubblica (1), la fiscalità di vantaggio (2), una tassazione incentivante di investimenti anche esteri (3), una macchina giuridica efficiente (4), la pubblica amministrazione fornitrice di servizi aggiornati e tempestivi (5), un sistema fiscale equo (6) ed una macchina della giustizia efficiente e credibile (7).

    Sembra incredibile come il professorone non sia in grado di elencare questi fattori “ambientali, politici e nazionali” tra quelli che veramente possano determinare la crescita o meno di una società e di un’azienda. Un professor Monti, va ricordato, durante il cui governo nel 2012 si suicidarono oltre 1.000 persone per gli effetti devastanti dell’ennesima crisi economica italiana. Ora l’ex primo ministro introduce una soluzione in assoluta antitesi rispetto alle regole del mercato incentrata sull’intervento diretto dello Stato al quale viene attribuito il potere di esprimere una valutazione relativa alle aziende considerate strategicamente e quindi finanziariamente sostenibili.

    Come possa lo Stato, e soprattutto i propri funzionari, e sulla base di quali parametri oggettivi definire le caratteristiche principali per un’azienda per essere definita decotta e quindi non più finanziabile per restare sul mercato non risulta comprensibile. Probabilmente il professor Monti, che ormai rappresenta la obsoleta espressione del delirio accademico, non si rende conto di quello di cui sta parlando, e se fosse così andrebbe ancora bene. Nel caso contrario, invece, per quanto possa risultare dura (ma abbiamo già visto comunque influenzabile), se alla legge di mercato si inserisse e sostituisse la valutazione indicata dal senatore Monti lo Stato assumerebbe i connotati di unico giudice monocratico.

    Nel primo caso la funzione governativa si esplica attraverso le politiche di fiscalità di vantaggio e soprattutto attraverso una pubblica amministrazione efficiente che renda servizi alle imprese.

    Sempre preferibile, e siamo alla seconda versione del ruolo statale, al delirio imbarazzante del Professore che assegna allo Stato il ruolo di giudice.

    In questa nuova figura lo Stato può abbandonare completamente la propria azione di chi favorisce la crescita economica attraverso l’economia politica e così semplicemente ritirarsi in camera di consiglio per giudicare il futuro delle aziende.

    Il professor Monti dimostra di non essere in grado di comprendere l’assoluta conseguenza istituzionale implicita nel riconoscere l’autorità ad un organo dello Stato, in sostituzione a quella del mercato, definendo in modo cristallino i termini del declino culturale ormai avviato verso una metastasi culturale.

    Il disastro culturale di queste affermazioni emerge talmente evidente come espressione di un rinnovato delirio statalistico declinante verso un nuova forma di autoritarismo statale all’interno del quale la figura e l’autorità statali possano inserirsi in qualsiasi ambito come “arbitro e giudice unico”.

    L’Italia potrà ripartire solo quando il mondo accademico si dimostrerà in grado di rigenerarsi nella sua interezza liberandosi una volta per tutte di queste figure apicali che invocano, magari a propria insaputa, la via accademica al socialismo reale.

  • L’antiscienza secondo i mainstream

    Riceviamo e pubblichiamo l’articolo di replica del Dott. Giuseppe Di Bella al Corriere sella Sera e all’On. Rosy Bindi

    Il 12 gennaio il Corriere della Sera ha pubblicato: “Dalle cure miracolose ai no-vax, ecco quando e come nasce l’antiscienza in Italia (con la foto del Prof. Di Bella per non lasciare dubbi) … Ossi di Seppia, la serie “saggistica” prodotta da 42°Parallelo per RaiPlay, dedica la prima puntata online dal 12 gennaio a questo tema. “”… abbiamo chiesto a Rosy Bindi, il ministro pro tempore della salute, di riavvolgere il nastro della sua memoria”” spiega Mauro Parissone, ideatore della serie”.

    Nella trasmissione viene capovolta la realtà ovviamente senza contraddittorio, secondo una prassi consolidata della TV di regime. Non furono partiti o singoli parlamentari come l’On Storace cui fa riferimento l’intervista, a promuovere manifestazioni, ma già nel 1996, gli esiti positivi del MDB, avevano creato un crescente interesse da parte della pubblica opinione, e una progressiva ostilità da parte delle multinazionali del farmaco e dei circoli di potere politici, accademici, finanziari e degli apparati sanitari collegati. Si arrivò a ripetute manifestazioni di piazza per ottenere l’erogazione del MDB. Quando il MDB era all’ordine del giorno e gli organi d’informazione avevano riportato numerose testimonianze dirette di molti casi di guarigione con MDB, le forze politiche presero una decisa posizione, le sinistre si schierarono a favore delle multinazionali e dei circoli di potere accademico finanziari e degli apparati sanitari collegati, le destre a favore della libertà di cura e di valori etici e sociali.

    Questi mainstream si arrogano il diritto di giudicare, senza produrre alcuna prova, documentazione, riscontro, alle loro offensive dichiarazioni sul Prof. Luigi Di Bella. Sono perfettamente consapevoli di potere offendere, disinformare, senza alcun rischio di denunce, avendo sperimentato innumerevoli volte l’immunità e impunità quando si tratta del vilipendio del Prof Di Bella e dei figli. Denunce e querele sono regolarmente, e senza eccezioni, archiviate, al punto che io e mio fratello ormai non presentiamo più denunce consapevoli della loro totale e sperimentata inutilità. Nel 1998 i giornaloni di regime pubblicarono su di me ogni tipo di falsità: debiti per gioco d’azzardo, visite a cifre astronomiche ecc. Feci querela, dopo innumerevoli rinvii, l’avvocato di un noto imprenditore, proprietario di un giornalone e di una casa editrice e azionista di parecchie importanti aziende e testate giornalistiche, dopo l’ennesimo rinvio, venne da me ridendo con atteggiamento canzonatorio dicendo: ma veramente lei vuole mettersi contro …. ma non sa chi è?
    La diffamazione continuata e aggravante del Prof Di Bella da parte di questa pseudodemocrazia è iniziata nel dicembre del ’97, col comunicato stampa del ministro pro tempore Rosy Bindi, riportato nella pagina del sito www.metododibella.org Sulla sperimentazione-truffa del Metodo di Bella: la verità – Metodo di Bella – Sito Ufficiale alla sezione Dossier 1: La Sperimentazione MDB: ragioni reali per cui si giunse alla sperimentazione. Il 23/12/97 il comunicato stampa N° 267 del Ministero della Sanità, firmato dal Ministro Rosy Bindi e massime autorità sanitarie istituzionali, recitava: “Considerata l’esistenza del cosiddetto Metodo Di Bella per il trattamento di varie patologie oncologiche, considerati i pareri che su detto metodo sono stati resi dalla Commissione oncologica nazionale nei dati 5 febbraio 1996, dalla commissione unica del farmaco nei dati 8 gennaio 1997, nonché il comunicato del Comitato di Presidenza del Consiglio superiore di sanità nei dati 16 luglio 1997 e il parere dell’assemblea generale del Consiglio stesso nei dati 19 dicembre 1997.
    Rilevato che tutti gli organismi suddetti è stato affermata la mancanza di fondamento scientifico documentato del metodo Di Bella e quindi l’insuscettibilità del medesimo all’impiego sistematico negli ammalati di tutti i tipi di tumore…
    Risponde a verità quanto affermato in tono perentorio, sprezzante, intimidatorio, dalle massime autorità e commissioni sanitarie italiane? E’ proprio vero che la letteratura medico scientifica mondiale, alla fine del 1997, non comprendesse alcun fondamento scientifico che comprovasse l’azione antitumorale dei farmaci componenti del MDB?
    Non vi erano pertanto pubblicazioni relative all’azione antitumorale di questi farmaci?
    Una ricerca eseguita il 23/12/97 sulla massima banca dati biomedica www.pubmed.gov (è possibile oggi effettuare una ricerca retrograda inserendo la data) sui singoli farmaci componenti del MDB, incrociando i farmaci con la parola “Cancro”, e limitando la ricerca agli studi eseguiti sull’uomo, ha evidenziato settemilaquaranta (7040) pubblicazioni sulle  proprietà antitumorali dei componenti del  MDB, confermando chiaramente anche la razionalità e scientificità della multiterapia oncologica MDB.
    Melatonina:318
    Retinoidi:1582
    Vitamina E: 819
    Bromocriptina:1504
    Somatostatina:2817
    Totale:7040

    Queste 7040 pubblicazioni per il Ministero della Sanità e le massime autorità e Commissioni Sanitarie nazionali, evidentemente, significavano: Mancanza di fondamento scientifico documentato del metodo Di Bella e quindi l’insuscettibilità del medesimo all’impiego sistematico negli ammalati di tutti i tipi di tumore…”
    A due mesi dal comunicato stampa ministeriale, nel febbraio 1998, il Premio Nobel Andrea Schally pubblicava su www.pubmed.gov, nella rivista “Proc Soc. Exp Biol Med. 1998 Feb;217(2):143-52. Mechanisms of antineoplastic action of somatostatin analogs” Meccanismi di azione antineoplastica della somatostatina e analoghi “La pubblicazione inizia con l’affermazione ““impressive antineoplastic activity of somatostatin analogs has been demonstrated in many tumor models“. impressionante effetto antitumorale della somatostatina in molti tumori”.- Continua:” Nell’ultimo decennio, l’impressionante attività antineoplastica degli analoghi della somatostatina è stata dimostrata in molti modelli tumorali“.
    Nei 10 anni precedenti (pertanto a partire dal 1988) la somatostatina e gli analoghi avevano già dimostrato un’impressionante attività antitumorale in molte varietà tumorali, pertanto, nove anni prima della comunicato stampa, era già noto e documentato l’effetto antitumorale di quella somatostatina di cui tutte le autorità istituzionali sanitarie e il ministro nel dicembre 1997, avevano dichiarato la “mancanza di fondamento scientifico” rinnegando nuovamente questa evidenza scientifica a conclusione della sperimentazione del 1998. La pubblicazione del Prof Schally è giunta 20 anni dopo quelle del Prof Di Bella, presentate anche come relazioni a congressi mondiali, link: Pubblicazioni Scientifiche del Prof. Luigi Di Bella – Metodo di Bella – Sito Ufficiale
    Perspectives in pineal functions (1978),
    Somatostatin in cancer therapy (1981)
    Oggi nell’allegato sui componenti MDB, reperibile alla sezione comunicazioni nella prima pagina del sito www.metododibella.org, si può evidenziare l’espansione esponenziale dell’interesse della ricerca e delle pubblicazioni a conferma della proprietà antitumorali antinfettive, e immunomodulanti dei singoli componenti del MDB. Per questo, col problema Covid, per il documentato potenziamento immunitario e antinfettivo il MDB è oggi la terapia antitumorale di scelta. Le pubblicazioni del Nobel Schally sul deciso effetto antitumorale della somatostatina, componente fondamentale del MDB, oggi sono 107, verificabili da chiunque digitando:-Schally Somatostatin in cancer therapy – Risultati ricerca – PubMed (nih.gov), e  le pubblicazioni sulla somatostatina sono 34.477, reperibili digitando:-somatostatina – Risultati ricerca – PubMed (nih.gov).Digitando sulle 2 massime banche dati medico scientifiche  https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=Giuseppe+Di+Bella https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe_Di_Bella2

    si evidenziano 40 pubblicazioni che documentano in oltre un migliaio di pazienti oncologici curati con MDB, mediane di sopravvivenza e qualità di vita ampiamente superiori ai migliori risultati ufficiali ottenuti dell’oncologia nelle varietà tumorali e stadi, reperibili nel National Cancer Institute, massima banca dati clinica oncologica Clinical Trials Information for Patients and Caregivers – Istituto Nazionale Tumori.
    Queste evidenze scientifiche, ufficiali, documentate, incontestabili e verificabili, per il Corriere della Sera, la TV di stato e il Ministro della salute pro tempore, l’On Rosy Bindi, sono : “… cure miracolose … e antiscienza

  • Il suprematismo politico e l’autonomia dello sport

    Esiste una pericolosa forma di suprematismo che investe l’intera classe politica italiana la quale considera la propria attività “istituzionale” di caratura e lignaggio assolutamente superiore ad ogni altra espressione dell’ingegno umano, sia esso manifesto in ambito economico, sociale o sportivo.

    Come logica conseguenza, per la semplice applicazione della proprietà transitiva, l’attività politica nazionale si considera in grado di volare a quote più elevate anche rispetto a trattati internazionali approvati ed accettati dal mondo intero. Questo suprematismo politico interamente italiano, indipendentemente dal DNA ideologico che caratterizza le diverse formazioni politiche, ha raggiunto una delle sue massime espressioni con la creazione della società ‘Sport&Salute’ la quale si interpone tra il Governo ed il Coni nella gestione dei fondi erogati, annullando di fatto l’indipendenza del CONI e del mondo sportivo dalla ingerenza politica.

    L’autonomia dei movimenti sportivi è tra i principi fondativi del Cio (Comitato Olimpico internazionale) e la mancanza del suo rispetto può avere come inevitabile conseguenza il fatto che ai prossimi Giochi Olimpici di Tokio, peraltro a rischio di ulteriore rinvio, l’intero movimento sportivo italiano possa parteciparvi senza esporre la propria bandiera e cantare l’inno nazionale. Un vero e proprio clamoroso declassamento del nostro Paese se il prossimo 27 gennaio non venisse ricomposta la frattura tra il Governo italiano e il Comitato Olimpico internazionale. Infatti, come già anticipato qualche mese fa (https://www.ilpattosociale.it/attualita/i-giochi-olimpici-di-cortina-2026-e-la-guerra-al-cio/), il governo italiano non ha ancora apportato le necessarie e inevitabili modifiche alla scellerata riforma del mondo dello sport introdotta dal governo Conte 1 ed interamente attribuibile al vicepresidente Giorgetti con il supporto nefasto del ministro Spadafora.

    Perfettamente aderente a questo suprematismo politico, il governo attualmente in carica, come le stesse forze politiche che lo sostengono, non ha mai preso in considerazione la modifica di questa scellerata riforma la quale di fatto pone il Coni alle dipendenze del potere politico. La creazione di ‘Sport&Salute’ rappresenta cioè la volontà di assoggettare attraverso il controllo finanziario lo sport alla politica stessa confermandone quindi, ancora una volta, la volontà come il desiderio di quel suprematismo politico che intende allargare la propria sfera di ingerenza anche sul movimento sportivo. Una espressione di presunzione assoluta che sta ridicolizzando l’intera classe politica italiana agli occhi degli organismi sportivi internazionali e mondiali e che sta ponendo in un assoluto isolamento tutto il sistema sportivo e politico italiano relegando il nostro Paese tra quelli a più basso tasso di democrazia.

    Ora più che mai con questo sconfinamento della classe politica italiana finalizzato a minacciare l’autonomia dello sport si rende evidente e manifesto, una volta di più, questo nuovo suprematismo politico.

    Questa arroganza politica è espressione di un malato sistema politico italiano che pone il nostro Paese al di fuori dei principi della democrazia che si basa sulla divisione dei poteri unitariamente all’indipendenza del mondo sportivo.

    Risulta quindi evidente come una delle forme più cristalline dell’intelligenza umana venga rappresentata dalla capacità del riconoscimento dei propri limiti. La politica italiana viceversa non si preclude alcun ambito di ingerenza.

  • Il futuro dell’Italia passa dal rispetto per la democrazia

    Non possiamo che condividere il pensiero del Presidente Mattarella quando sottolinea la necessità, per ridare un futuro all’Italia, di poter contare su una classe politica di persone capaci di essere costruttori. Bisogna ricostruire l’intera Italia ma per costruire occorre sapere cosa e come si vuole costruire e la prima, indispensabile, premessa è che ogni azione, ogni decisione, ogni progetto deve essere pensato e realizzato nel rispetto della democrazia, cosa che da tempo non è più.

  • La Molisana ed il terrorismo mediatico

    La furia iconoclasta, espressione del peggiore e fetido talebanismo identificabile nel “politicamente corretto”, sta massacrando il pastificio italiano
    ‘La Molisana’ per avere inserito all’interno della descrizione delle proprie varietà di paste dei riferimenti al littorio ed al periodo coloniale. E’ evidente anche per un bimbo come questa strategia di comunicazione non rappresentasse alcuna intenzione di proporre una apologia di quei periodi, semplicemente si intendeva offrire un riferimento storico (la storicità rappresenta un plus nella comunicazione) per un pastificio che da sempre utilizza solo grano italiano e rappresenta l’eccellenza del made in Italy nel mondo.

    L’interpretazione malevola e figlia di una mentalità malata, che trova la sponda anche all’interno del parlamento in tale Boldrini Laura, ha spinto la direzione marketing del pastificio addirittura a chiedere scusa per il riferimento, quando avrebbe dovuto tranquillamente ribadire il valore del semplice riferimento storico senza nessun riferimento ideologico. Per esplicita responsabilità di questi integralisti vengono esposti ad un ulteriore fattore di rischio, oltre a quello rappresentato dalla concorrenza nel mercato globale, i 207 dipendenti del pastificio ‘La Molisana’, con le rispettive famiglie, a causa delle follie terroristiche mediatiche che il politicamente corretto ormai esprime. Proprio i ridicoli esponenti di questa nuova politica integralista individuano un soggetto sulla base della propria follia ideologia con l’obiettivo di serrare i ranghi dei fedeli ed ottusi seguaci contro un nuovo nemico che oggi è rappresentato da ‘la Molisana’ e domani magari dal Maggiolino Volkswagen voluto e fabbricato su suggerimento di Adolf Hitler.

    La pochezza culturale di questi esponenti rappresenta la metastasi culturale di persone e leader che non trovando argomenti degni di una elementare attenzione preferiscono combattere l’esistente con il fine cosi anche di omettere la propria incapacità di proporre valori e tematiche attuali e contemporanee.

    Mai come oggi “credere, obbedire, combattere” rappresenta il motto della nuova versione di questo pericoloso movimento politico “politicamente corretto” che si manifesta come una semplice e viscida espressione del vuoto culturale. Ormai il nuovo fascismo viene rappresentato da questo integralismo talebano espressione della furia iconoclasta dei periodi più bui dell’oscurantismo culturale.

  • Nel peggiore anno dal dopoguerra…

    E’ ormai evidente come il 2020 rappresenti un anno terribile, forse il peggiore della storia italiana dal dopoguerra ad oggi. Contemporaneamente, questa emergenza viene affrontata sicuramente dal peggior governo della storia della Repubblica Italiana.

    Alla fine di dicembre è possibile abbozzare un rapido consuntivo dell’azione del governo e soprattutto delle modalità che intende adottare per le risorse finanziarie del Recovery Fund.

    Ricapitolando, alla fine del 2020, solo per offrire un esempio, dei dieci (10) miliardi resi disponibili e  destinati all’innovazione tecnologica della pubblica amministrazione 4,5 miliardi verranno destinati al finanziamento del cashback, che altro non è se non spesa corrente. Una operazione di politica fiscale che dimostra come sia venuto meno il principio di neutralità dello Stato rispetto alle forme di pagamento alla quale la stessa BCE ci richiama: https://www.ilpattosociale.it/attualita/la-liberta-europea-ed-il-sovranismo-del-governo-conte/ In altre parole si finanzia a debito (finanziato dalla Ue), ancora una volta la spesa corrente persegue obiettivi politici: una  perfetta espressione della diarchia italiana (https://www.ilpattosociale.it/2018/11/26/la-vera-diarchia/)

    Non esiste limite alla indegnità di questo governo di incapaci e sordi, come mai prima, alle reali difficoltà dell’economia italiana mentre nel 2020 chiuderanno oltre 200 mila imprese. L’universo delle PMI si appresta a registrare  per l’anno in corso una perdita di fatturato di 420 miliardi al quale il governo ha risposto con 29 miliardi complessivi di aiuti alle imprese nonostante gli sproloqui del Presidente del Consiglio che al 6 di aprile aveva assicurato una manovra da 750 miliardi (http://www.cgiamestre.com/il-fatturato-delle-pmi-e-crollato-di-420-mld/).

    Una mediocrità disarmante che coinvolge l’intera maggioranza politica: prova ne è la tensione politica all’interno della stessa relativa alla progettualità del ponte sullo stretto di Messina. Il che dimostra ancora una volta come sia sconosciuto il termine di investimento strutturale il quale si trasforma in un fattore competitivo per l’intero sistema economico nazionale.

    Va poi ricordato che qualsiasi scelta relativa agli investimenti finanziati dall’Unione Europea dovrebbe partire da un’analisi completa ed approfondita non solo delle priorità del sistema italiano alla quale andrebbe affiancata una reale conoscenza delle aspettative del mercato globale (https://www.ilpattosociale.it/attualita/i-trend-di-crescita-del-pil-netto/).

    Mai il mondo della politica e del governo si è rivelato così autoreferenziale ed assolutamente incapace di relazionarsi con il contesto economico sociale e politico. Il peggior governo in assoluto della storia della Repubblica Italiana sorretto dalla peggiore maggioranza parlamentare che questo Paese abbia  mai eletto.

  • Vaccini: la democrazia tutela i diritti

    La contrapposizione politica ha trovato una nuova ulteriore forma di espressione nell’interpretazione della pandemia di questo terribile 2020. Gli schieramenti, sempre più distanti, sono espressione di un diverso approccio, sempre legittimo in quanto all’interno di uno stato democratico, nella interpretazione anche dei soli numeri relativi ai ricoveri e decessi.

    Il fronte negazionista contesta non solo i numeri ma gli stessi fattori in base ai quali questi vengano calcolati e, in prossimità di una possibile vaccinazione di massa, lo scontro paradossalmente assume forme ancora più estreme ma soprattutto pericolose.

    La dialettica sempre più accesa ed imbarazzate riguarda l’obbligatorietà o meno della vaccinazione e le possibili implicazioni civili e sociali relative alla scelta. Un primario dell’ospedale di Bergamo è arrivato persino a suggerire che chi non si sottoponesse alla vaccinazione non avrebbe diritto ad essere curato e tanto meno ospedalizzato. Ulteriore dimostrazione della inesistenza di una  proprietà transitiva per la quale un buon medico possa diventare automaticamente un esperto di diritti civili.

    In linea con questo con questa visione il magistrato Guariniello ha addirittura avanzato l’ipotesi secondo la quale un dipendente possa essere licenziato qualora non risultasse vaccinato.

    Mentre si potrebbe anche comprendere l’ignoranza nella definizione di un diritto da parte di un medico certamente è molto meno giustificabile quando questa posizione etica venga espressa da un magistrato. Entrambi espressione di una  folle posizione pseudoetica nella quale la libertà dell’individuo viene sacrificata il nome della ragione di Stato .

    Si ricorda  a questi personaggi pericolosi per la democrazia quanto ai partiti che li sostengono che “inserire come pregiudiziale per l’ottenimento di un diritto (tutela alla salute) la valutazione  di un comportamento che dovrebbe risultare conforme ad un protocollo adottato” altro non rappresenta che la versione di uno stato etico socialista 4.0 contemporaneo molto distante da ogni forma di democrazia.

    Si può solo avere pietà per chi sostiene questa pregiudiziale come valutazione di un  comportamento in base ad un protocollo al fine di ottenere il riconoscimento di un diritto.

    Un diritto, qualsiasi esso sia, quindi ancora di più se relativo alla salute, risulta tale solo se viene  garantito a tutti indipendentemente dall’appartenenza ad un qualsiasi ceto politico, sociale, religioso o ancora peggio alla congruità di un comportamento ad un protocollo.

    Questa peculiarità  della democrazia per propria definizione supporta ma addirittura tutela ogni espressione del pensiero, anche se antisistema, come quelle espresse dal primario di Bergamo e dal magistrato Guariniello.

    Contemporaneamente tutto quello che non preveda la tutela di ogni diritto, quindi anche della salute, esula in modo assoluto dalla democrazia stessa.

    Sembra incredibile come una opportunità offerta dalla vaccinazione di massa possa per le sue modalità mettere in crisi l’essenza stessa della democrazia italiana.

  • Cashback e lotteria degli scontrini: la tempistica scellerata

    Il cashback dovrebbe assicurare il 10% di rimborso della spesa sostenuta con la moneta elettronica ma con un tetto massimo di 15 euro. Quindi, con una spesa di 150 euro effettivamente vengono rimborsati i 15 euro che rappresentano il 10%, come promesso dal governo. Se la spesa, tuttavia, crescesse a 300 euro (un paio di scarponi da sci di medio livello) sarebbe previsto un cashback sempre di 15 euro il quale allora rappresenterebbe solo il 5% dello scontrino emesso. Nel caso in cui, invece, il contribuente effettuasse una spesa da 600 euro (un giubbotto di buona qualità), in considerazione del tetto al rimborso di soli 15 euro, questo rimborso diventerebbe appena il 2,5% del valore dell’acquisto effettuato.

    Questa “megaoperazione economico fiscale “targata ministero dell’economia” avrebbe come obiettivo quello di ridare slancio ai consumi e contemporaneamente combattere l’evasione fiscale. Questa operazione in più si inserisce alla fine dell’anno più terribile dal dopoguerra ad oggi a causa della emergenza sanitaria ed economica. Si conferma, quindi, l’ulteriore dimostrazione dell’assoluto scollamento dalla drammatica realtà economica e sanitaria del Paese attribuibile all’intera compagine governativa.

    Delle persone con una dotazione di intelligenza da minimo sindacale avrebbero fino da febbraio sospeso ogni riforma normativa a favore, viceversa, del sostegno economico e finanziario alle imprese che combattono in prima linea gli effetti di questa pandemia.

    In un periodo di grandissima difficoltà come quello attuale inserire vincoli ulteriori e procedure aggiuntive rappresenta un controsenso evidentemente sottovalutato o addirittura sconosciuto, e comunque si traduce in una ulteriore difficoltà per gli operatori economici in un periodo già estremamente controverso.

    Il tutto ovviamente, sia chiaro, all’interno della sempre brillante strategia di una presunta lotta all’evasione che trarrebbe forza e consistenza dall’abbassamento dello scontrino medio rimborsabile (?) (https://www.ilpattosociale.it/attualita/il-falso-alibi-dellevasione-fiscale/).

    Si tratta di una espressione sbiadita del principio di una maggiore deducibilità, quindi di una fiscalità concorrente e premiale nella quale si inserisce a buon titolo anche la stupidaggine della lotteria degli scontrini interamente attribuibile al governo Conte 1. Un controsenso che diventa persino un’offesa ed un insulto per le piccole e medie imprese costrette così all’aggiornamento della propria cassa (con un costo aggiuntivo di 80/120 euro).

    Da questo tipo di adeguamento, ovviamente, vengono esentate le grosse società dell’e-commerce che peraltro non pagano molto spesso neppure le tasse nel nostro Paese. Ennesima conferma quindi di come la classe politica nella sua interezza (nessuno escluso sia chiaro), dalle dichiarazioni di attenzione alle piccole imprese commerciali e manifatturiere, fa seguire invece una politica sempre più penalizzante attraverso nuovi e continui oneri fiscali e normativi con inevitabili ulteriori costi adeguamento.

    Contemporaneamente si prodiga nel favorire i grossi gruppi dai quali spesso riceve finanziamenti “indiretti”, magari attraverso le fondazioni personali o di indirizzo politico.

    In estrema sintesi, quindi, quest’ultima operazione al pari della lotteria degli scontrini (stupenda invenzione ma di conio leghista) rappresenta l’ennesima truffa ideata da persone intellettualmente disoneste la cui funzione è, ancora una volta, quella di illudere i contribuenti e contemporaneamente vessare la piccola e media impresa divenuta ormai il nemico da abbattere.

    Una tale disonestà intellettuale rappresenta la perversa manifestazione della forma di governo certamente consolidata da molto tempo ed espressione di una metastasi ormai irreversibile.

  • Chiediamo oggi risposte al Sindaco Sala

    Dopo mesi di incertezza il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha annunciato, il giorno di Sant’Ambrogio, patrono della città, che si ricandiderà. Tra le tante dichiarazioni Sala ha affermato che la città va trasformata, sottolineando di essere l’uomo del cambiamento.

    Come si sa i cambiamenti possono essere in meglio o in peggio e in Italia, purtroppo da anni, continuiamo a vedere cambiamenti in peggio, dalla qualità dell’ambiente alla capacità della politica di affrontare i grandi temi ed i quotidiani problemi dei cittadini, in un crescendo di incompetenza ed indifferenza.

    Il sindaco Sala rivendica il maggiore sviluppo e la maggiore capacità attrattiva che Milano ha avuto, sotto la sua guida, prima dell’arrivo del covid, sviluppo e attrattiva che però bisogna ricordare devono ascriversi anche al lavoro delle amministrazioni precedenti, partendo da Expo. Quello che Sala non ricorda, e non può essere che non conosca il problema, è la spaventosa e spesso illegale situazione delle case popolari e lo scandalo della totale mancanza di case per le persone con handicap fisici. Da anni queste persone, faticosamente, partecipano ai rari bandi per l’assegnazione di alloggi pubblici, sono persone bisognose economicamente e fragili per la loro situazione fisica. Ma ogni volta che qualcuno esce in graduatoria e dovrebbe aver assegnata la casa la risposta è sempre la stessa da anni, non ci sono case idonee, case con ascensore, case senza barriere architettoniche! Viviamo in una metropoli che, con le sue vetrine, le sue imprese, gareggia con le più importanti del mondo ma è una città senza attenzione, senza pietà per i più deboli perché al volontariato privato non corrisponde una giusta attenzione pubblica. Troppe persone con handicap sono murate in casa senza poter uscire, troppe persone devono pagare un affitto privato, non avendone i mezzi, perché il comune non si occupa di chi ha più bisogno di altri. Intanto ci sono casa pubbliche occupate abusivamente, sfitte ed abbandonate o occupate da persone che non hanno più i requisiti.

    Sala oggi parla dell’anno terribile che stiamo ormai finendo e sembra completamente dimenticarsi che a lui e a parti politiche a lui vicine si debbono una buona parte di quei contagi scaturiti proprio dalle velleitarie dichiarazioni ‘Milano non di ferma!’ pronunciate quel tragico ultimo fine settimana prima della chiusura, mentre si celebravano riunioni ed aperitivi disseminando contagi.

    Sala dimentica che le esondazioni del Lambro e del Seveso si stanno riproponendo in continuazione con gravissimi danni per molti quartieri, una amministrazione avveduta forse dovrebbe occuparsi in primis di questi problemi.

    Il nostro invito al sindaco, oggi a candidatura appena presentata, è di far sapere alla cittadinanza cosa intende fare subito, prima della fine di questo mandato, per dare una casa a chi è diversamente abile, per iniziare lavori idonei ad impedire ulteriori esondazioni ed allagamenti, per rendere più efficiente la macchina comunale visto le tante risposte inevase presentate anche da consiglieri comunali di opposizione. Attendiamo risposte oggi prima di valutare il suo programma per il domani.

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