Il fare è rivelatore dell’essere
Jean-Paul Sartre
Altre rivelazioni di clamorosi abusi di potere sono state rese pubbliche l’8 gennaio scorso. Si tratta di abusi che coinvolgono direttamente un autocrate corrotto, il primo ministro albanese. Lo ha fatto di nuovo uno dei più stretti collaboratori del primo ministro, colui che è stato vice primo ministro (2021-2022), ma che dal 2013 è stato anche ministro dello Sviluppo economico, poi ministro delle Finanze e alla fine, ministro di Stato per la Ricostruzione del Paese, dopo il terremoto del 2019. Per lui però il 14 luglio 2023 il Parlamento ha approvato la richiesta d’arresto presentata dalla Struttura speciale contro la Corruzione e la Criminalità organizzata il 7 luglio 2023, ma che è stata resa nota dal Parlamento con tre giorni di ritardo, il 10 luglio scorso.
L’ex vice primo ministro è stato accusato di abuso d’ufficio, di corruzione passiva, di illegittimo vantaggio di interessi e di riciclaggio di denaro. Ma lui nel frattempo, proprio in quei giorni, era riuscito a scappare all’estero, in Svizzera. Ormai gode lì dello stato dell’avente asilo politico, cioè gode del diritto di immunità personale, accordato da un Paese ad uno straniero che, per motivi politici, ha trovato rifugio in quel territorio. E pensare che il primo ministro albanese, soltanto alcune settimane prima che si chiedesse l’arresto del suo stretto collaboratore, aveva detto che lui era “…uno dei collaboratori con il quale mi sono incontrato di più, ho comunicato di più al telefono, ho discusso di più per molte delle nostre decisioni durante questi anni”. Chissà perché allora il primo ministro decise di “sacrificare’ il suo collaboratore?!
Le cattive lingue hanno detto che il primo ministro segue i metodi del dittatore comunista albanese. Colui che dal 1945 al 1985, quando morì, ha controllato tutto e tutti in un Paese che soffriva tutte le conseguenze della più spietata e sanguinosa dittatura comunista dell’Europa dell’est. Bisogna evidenziare però che il primo ministro albanese, essendo anche un diretto discendente di una famiglia della nomenklatura comunista, sta mettendo in atto i metodi della dittatura, seguendo le orme del suo “padre spirituale”, il dittatore comunista. Anche lui, come il dittatore comunista, sta “divorando i suoi figli”, come faceva Crono della mitologia della Grecia antica, il quale per gli antichi romani era Saturno.
Dopo la sua fuga in Svizzera e l’ottenimento dello stato di avente diritto all’asilo politico, l’ex vice primo ministro ha denunciato l’operato del suo diretto superiore. Ha rivelato molti casi clamorosi di abuso di potere, rendendo pubblici molti fatti accaduti, fatti che conosceva personalmente, avendo svolto importanti incarichi istituzionali. Ragion per cui bisogna che tutte le denunce e le accuse da lui fatte nei confronti del primo ministro vengano considerate con la massima attenzione. Si perché si tratta di denunce e accuse fatte da una “deep throat” (gola profonda; n.d.a.), che sa e rivela dei fatti importanti, che pochissime persone sanno. E quella ‘gola profonda’, nonostante non sia stato uno stinco di santo, avendo deciso però di rivelare e rendere pubblici molti clamorosi casi di abuso di potere, stia ormai facendo, a chi di dovere, un servizio non trascurabile, anzi!
L’ex vice primo ministro, durante questo periodo d’asilo, ha rilasciato tre lunghe interviste ad una rete televisiva non controllata dal primo ministro o da chi per lui. Quelle interviste (1o febbraio 2024, 29 luglio 2024 e 27 gennaio 2025), trasmesse in prima serata, sono state molto seguite dal pubblico. Quella dell’8 gennaio scorso era la quarta intervista rilasciata alla stessa rete televisiva, sempre registrata in Svizzera. Il nostro lettore è stato informato sia della fuga dell’ex vice primo ministro e sia delle denunce fatte durante le sue tre prime interviste (Governo che funziona come un gruppo criminale ben strutturato, 17 luglio 2023; Rivelazioni riguardanti ruberie milionarie ed abuso del potere, 6 febbraio 2024; Altre clamorose testimonianze di corruzione ed abuso di potere, 8 aprile 2024; Una gola profonda che accusa e rivela gravi verità, 7 agosto 2024; Altre rivelazioni clamorose che accusano un autocrate corrotto, 28 gennaio 2025; Un autocrate colpevole che cerca di nascondersi codardamente, 4 febbraio 2025).
Durante la sua seconda e terza intervista l’ex vice primo ministro ha accusato direttamente e senza equivoci l’attuale primo ministro albanese, “il capo dell’organizzazione criminale”, ed alcuni suoi molto stretti famigliari e collaboratori. Come ha fatto anche giovedì scorso, durante la sua quarta intervista. E continua a dichiarare che “…è pronto e sempre disponibile a testimoniare davanti ai tribunali, ma non in Albania”. Sì perché, come ha affermato, in Albania lui rischia la vita. Ma giovedì scorso, all’inizio dell’intervista, ha dichiarato che era stato elaborato un piano per la sua eliminazione. Secondo quel piano era prevista la sua cattura, il passaggio illegale sul territorio italiano, per poi portarlo nelle prigioni in Albania, dalle quali “non poteva più uscire vivo”. Di questo piano lui aveva informato anche le autorità competenti in Svizzera.
Giovedì scorso, durante la sua quarta intervista, ha presentato al pubblico alcuni fascicoli, ognuno legato ad uno scandalo specifico. Fascicoli che ha consegnato anche al giornalista che lo stava intervistando. E mentre presentava i documenti dei singoli fascicoli, affermava che poteva mettere tutto a disposizione del sistema della giustizia in Albania. Ma esprimeva anche la sua convinzione che le strutture del sistema “riformato” della giustizia, soprattutto la Struttura speciale contro la Corruzione e la Criminalità organizzata, non potevano accusare ed indagare il diretto responsabile di tutti quegli scandali, il primo ministro albanese.
Uno dei fascicoli riguardava lo scandalo del porto di Durazzo, di cui il nostro lettore è stato informato a tempo debito. Dai documenti che ha possesso l’ex vice primo ministro, risulta che il porto strategico di Durazzo, noto già dall’antichità, rischia di scomparire nonché di generare gravi problematiche contrattuali, finanziarie, di sicurezza e di gestione. Risulta, in più, che dal nuovo progetto del porto di Durazzo, un’infrastruttura critica, essendo l’Albania un membro della NATO, dovrebbe approfittare una società controllata da oligarchi russi. Queste ed altre denunce non erano opinioni dell’intervistato, bensì conclusioni basati su documenti ufficiali da lui presentati giovedì scorso e messi anche a disposizione delle istituzioni interessate.
Giovedì scorso l’ex vice primo ministro, sempre riferendosi ai documenti a suo possesso, ha fatto ulteriori e dettagliate rivelazioni sugli scandali che coinvolgono direttamente l’Agenzia nazionale della Società dell’Informazione in Albania e la sua direttrice, alcuni famigliari molto stretti del primo ministro ed altri funzionari dell’Agenzia. Il nostro lettore è stato informato di alcuni di questi scandali le scorse settimane (Dichiarazione europea e preoccupanti realtà nazionali, 23 dicembre 2026; Nuovi scandali abusivi come espressione del totalitarismo, 29 dicembre 2025).
Durante l’intervista di giovedì scorso l’ex vice primo ministro ha denunciato anche altri scandali, come quello legato al progetto Smart City (Città intelligente; n.d.a.), fortemente sbandierato dal primo ministro. E si sa, in questi casi, il motivo del “entusiasmo” è quello dei guadagni milionari. Motivo che è lo stesso anche negli altri casi denunciati dall’ex vice primo ministro.
Chi scrive queste righe continuerà a seguire ed informare il nostro lettore degli ulteriori sviluppi dopo le rivelazioni clamorose di abusi del potere fatte giovedì scorso dall’ex vice primo ministro albanese. Accuse che andavano a pennello anche al modo di operare e di gestire la cosa pubblica da parte del primo ministro. Ragion per cui si adatta molto bene a lui l’affermazione di Jean-Paul Sartre: il fare è rivelatore dell’essere.