Attualità

Il Time to Market governativo

All’interno di una crisi economica complessa come quella attuale l’efficacia degli interventi di un governo non dipende solo dal loro contenuto innovativo finalizzato a modificare una problematica o, peggio, una deriva economica.

Il caso della ormai insopportabile e continua lamentela dei ministri del governo in carica contro la speculazione relativa ai prezzi dei prodotti energetici e dei carburanti ne rappresenta un esempio unico e decisamente chiarificatore. A questa situazione  si aggiunge un effetto veramente paradossale in quanto al ministro Cingolani, tra i più attivi in questo coro contro la speculazione internazionale, andrebbe ricordato come solo nel novembre 2021 avesse  intenzione di aumentare le accise sul gasolio, quando era già in atto forte aumento dei carburanti,  ed  avesse già  innestato una spirale inflattiva le cui conseguenze lasciavano, però,  sostanzialmente indifferenti tanto il ministro e l’intero governo Draghi favorevoli ad un aumento del carico fiscale.

Tornando ai giorni nostri, ed al di là dell’entità della riduzione fiscale da quantificare ed  inserire nel prossimo decreto legge  del governo, va ricordato come esista un altro fattore per generare quella inversione di tendenza  all’interno di una economia complessa, in particolar modo in un periodo di guerra. La tempistica, infatti, cioè quello che viene anche indicato anche come il time-to-market, che indica  la velocità di reazione di un’azienda attraverso la creazione di un prodotto o di un servizio finalizzato nel  rispondere ad una richiesta del mercato e dei consumatori, molto spesso può determinare il successo di un prodotto e di un’azienda ma all’interno di un’economia di guerra risulta fondamentale, specialmente quando la richiesta viene dai cittadini, specialmente i meno abbienti, che vedono  ridursi il potere d’acquisto a causa dell’impennata dei costi energetici, dei carburanti e della conseguente inflazione.

Dopo due anni di pandemia e all’interno di una guerra che sta ponendo l’intero sistema politico ed  economico di fronte a quesiti per i quali non esistono ancora oggi delle risposte risulta inaccettabile questo ritardo governativo nell’adozione di semplici riduzioni delle accise finalizzate ad offrire un po’ di ossigeno alla cittadinanza e alle imprese.

Questo comportamento inaccettabile potrebbe anche venire interpretato come un chiaro fattore della sostanziale inadeguatezza e di una assoluta lontananza del governo in carica dal sentiment  nazionale, per di più disponendo già delle risorse aggiuntive fornite dal Fiscal Drag, espressione dell’aumento delle entrate fiscali determinato dalla crescita (già nel 2021) del valore nominale della base imponibile.

Un ritardo assolutamente inaccettabile il quale, da solo, ha determinato già dal 2021 un peggioramento nella competitività delle imprese (1), un aumento dell’inflazione (2) e la riduzione del potere d’acquisto dei cittadini, specialmente a basso reddito (3).

Anche quando venisse adottata la scelta di un’eventuale riduzione del carico fiscale per i carburanti, questa risulterà comunque inadeguata rispetto agli effetti già determinati (1-2-3) a causa di un Time to Market dilettantistico ed espressione di una presunzione governativa inaccettabile.

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