International

Governano soltanto scandali

Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno. Ma quello che accadrà in tutti i giorni che verranno può dipendere da quello che farai tu oggi.

Ernest Hemingway

Alì Babà è il personaggio famoso di un altrettanto famoso racconto persiano, molto conosciuto in tutto il mondo. Si tratta di un poverissimo talgialegna, che per guadagnare quel poco che gli serviva per vivere, lavorava dalla mattina al calar della sera. Un giorno, proprio per caso, mentre stava tagliando legna, sentì delle grida e altri rumori. Alì Babà fece appena in tempo a nascondersi, quando vide un gran gruppo di persone a cavallo, che si fermarono di fronte ad un roccione. Tutti i cavalli erano carichi di sacchi e di giare. Erano i famosi e molto temuti quaranta ladroni. Poi il capo dei ladroni gridò ad alta voce “apriti Sesamo!” e, come per magia, il roccione si aprì in due parti e i ladroni entrarono dentro, in una grande caverna. Appena entrati tutti, Alì Babà sentì di nuovo la stessa voce gridare “chiuditi Sesamo” e il roccione si chiuse. Incuriosito, Alì Babà restò nascosto finché i quaranta ladroni, usciti di nuovo dalla caverna, si allontanarono, lasciando dietro un gran polverone. Poi, avvicinandosi al roccione, gridò anche lui “apriti Sesamo!”. Entrò dentro nella caverna e restò come impietrito. La caverna era piena di gioielli, di pietre preziose, di monete d’oro e moltissimi altri tesori. Era il covo nascosto dei quaranta ladroni. E poi la storia di Alì Babà continua…

Il 14 gennaio scorso un deputato olandese ha consegnato al ministro degli Esteri del suo Paese un elenco di otto domande, riferendosi alla preoccupante realtà albanese. E non a caso, ma perché il ministro e i suoi collaboratori si stavano preparando per una visita ufficiale in Albania. Visita prevista e realizzata tre giorni dopo, e cioè il 17 gennaio 2019. Il deputato era, però, uno dei nove deputati degli Stati Generali dei Paesi Bassi, il Parlamento olandese, che sono stati in missione ufficiale in Albania all’inizio del maggio 2018. Con un compito preciso e ben definito: dovevano raccogliere dati e informazioni attendibili e ben verificati riguardanti la situazione socio-politica albanese. Alla fine della loro missione essi dovevavo preparare un rapporto per il Parlamento olandese. Tutto in vista delle decisioni che le istituzioni olandesi dovevano prendere, a fine giugno 2018, sia in sede locale che in quella europea, sull’apertura dei negoziati per l’Albania, come paese candidato all’adesione nell’Unione europea. Perciò il sopracitato deputato è una persona che conosce bene la realtà albanese. Parte di quelle otto domande, che lui ha consegnato al ministro degli Esteri olandese, si riferivano alle violazioni fatte, dal governo albanese e/o dalle istituzioni pubbliche, governative e statali, all’Accordo di Stabilizzazione e Associazione tra l’Albania e l’Unione europea. Accordo che è entrato in vigore già dal 1º aprile 2009 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea 28 aprile 2009). Altre domande del deputato olandese per il ministro degli Esteri del suo paese riguardavano alcuni tra i tantissimi, innumerevoli e continui scandali, pubblicamente noti, in cui sono stati direttamente coinvolti, prove alla mano, il primo ministro, almeno come persona istituzionalmente responsabile, ministri del governo, e/o determinate istituzioni pubbliche, governative e statali in Albania. Scandali che riguardano clamorosi e milionari appalti pubblici. Il deputato olandese si era limitato però, soltanto ad alcuni, ma molto significativi scandali di questi ultimi mesi. Si tratta di appalti che violano palesemente non solo la legislazione albanese in vigore, ma anche le normative europee, obbligatorie per l’Albania, come previsto e sancito dagli accordi ufficiali. Una delle domande, fatta dal deputato al suo ministro, era la seguente: “Si potrebbe dare un esempio di un progetto importante in Albania, per il quale le procedure dell’appalto [pubblico] siano svolte in accordo con le regole dell’Unione europea?”. Domanda molto significativa, che rispecchia e testimonia quanto accade continuamente, da alcuni anni a questa parte, in Albania.

Il ministro degli Esteri olandese ha svolto la sua visita ufficiale in Albania il 17 gennaio scorso. Il caso ha voluto che la sua visita avvenisse in un momento delicato, socialmente e politicamente parlando. Socialmente perché da alcune settimane continuano le proteste degli studenti e di altri gruppi di interesse, contro diversi scandali clamorosi. Scandali, sui quali dovrebbe essere stato ben informato anche il deputato olandese, prima di consegnare, il 14 gennaio scorso, il sopracitato elenco di otto domande al ministro degli Esteri del suo paese. Scandali che sono soltanto una minima parte di quelli pubblicamente noti ad oggi in Albania. E che, ovviamente, sono una minima parte di tutto quello che è realmente accaduto in Albania dal 2013 ad oggi. Ma il caso ha voluto che la visita del ministro degli Esteri olandese avvenisse anche, e soprattutto, in un momento di grande e seria difficoltà politica per il primo ministro e la sua maggioranza governativa.

Sì, perché il 5 gennaio scorso il primo ministro, dopo la continua pressione delle proteste, ha ceduto. Ha ceduto perché non è stato in grado di controllare e/o manipolare le proteste. Ha ceduto perché hanno fallito tutti i suoi continui tentitivi per mentire, corrompere e/o minacciare i protestanti. Ha ceduto perché è diventato pubblicamente molto ridicolo con le sue dichiarazioni in dirette televisive e/o nelle reti sociali, apparendo per quello che veramente è: un incapace arrogante, che cerca di nascondere la sua incapacità e la sua vigliaccheria dietro le battute e le frasi ad effetto. Il 5 gennaio scorso, lui è stato costretto a sostituire, di punto in bianco, la maggior parte dei ministri. In realtà si doveva dimettere lui per primo. Ma non lo ha fatto, perché per lui tutti hanno/potrebbero avere colpa, tutti si possono sostituire, tranne lui. Nonostante lui sia stato sempre un primo ministro che, da quando ha avuto l’incarico, non ha fatto altro che governare non il paese, bensì tantissimi e innumerevoli scandali.

In una simile situazione socio-politica ha svolto la sua visita ufficiale in Albania il ministro degli Esteri olandese. Il “caso” ha voluto che il suo omologo albanese fosse tra i ministri destituiti il 5 gennaio scorso. Durante la breve e un po’ imbarazzante conferenza stampa, il ministro olandese, non a caso, ha dichiarato, tra l’altro, che “l’Unione europea è l’Unione dei valori e del dominio della legge”. Tutto sommato, le otto domande del deputato olandese hanno fatto il loro dovuto effetto. Ma lui, il deputato olandese, come tanti altri, non può sapere quanto si siano veramente arricchiti quelli che in Albania, da alcuni anni, stanno governando soltanto scandali. Ci vorrebbe forse un Alì Babà, uscito dei racconti fiabeschi, per scoprire l’immensa richezza di quei ladroni.

Chi scrive queste righe da tempo insiste sull’obbligo morale, civile e patriottico degli albanesi onesti di non rimanere più indifferenti in una simile realtà. Per vari e sacrosanti motivi. Perciò a lui sembra appropriato quanto scriveva Hemingway nel suo romanzo Per chi suona la campana. E cioè che “Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno. Ma quello che accadrà in tutti i giorni che verranno può dipendere da quello che farai tu oggi”.

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