Agricoltura

  • Assopopolari e il futuro del credito

    Pubblichiamo di seguito la lettera del Presidente di Assopopolari, Dott. Corrado Sforza Fogliani, apparsa su Il Sole 24 Ore il 10 marzo 2020

    Caro Direttore,

    mi riferisco alla lettera a firma Ettore Prandini pubblicata sul Suo giornale.

    Non mi interessa entrare nel merito del discorso del presidente dei Coltivatori diretti a riguardo della possibile incorporazione dell’Ubi da parte di Banca Intesa San Paolo. Così pure, non discuto del concetti di banca di territorio che Prandini ha, dato che ricomprende in questa categoria di banche (se non ho capito male) persino quella che diventerebbe, addirittura e sempre secondo Prandini, la seconda banca d’Europa.

    Quello che voglio osservare è che il Presidente di Coldiretti forse non considera che andando di questo passo ci avviciniamo vieppiù ad un oligopolio bancario italiano: nel nostro paese finiremmo per avere due o tre grosse banche in tutto, per di più a capitale straniero. Non credo che sarà l’ideale per le piccole e medie aziende.

    Ma non è neanche tutto.

    All’estero convincono grosse banche e banche di territorio (negli Stati Uniti e in Canada come anche in Germania e Francia, la cui più grossa banca è addirittura una banca cooperativa, come cooperative sono le Banche italiane). Da noi, le grandi non diventano tali sviluppandosi e crescendo per linee interne ma facendo fuori le piccole (vicenda Ubi docet). Eppure, l’Italia è il Paese che dovrebbe tenere più di ogni altro alla convivenza di banche dato il sistema di medie e piccole imprese che ci caratterizza.

    La Coldiretti dovrebbe – a mio avviso – essere d’accordo.

    Le sarò grato, Signor Direttore, se vorrà ospitare questa lettera in omaggio al principio di biodiversità che sempre ha finora caratterizzato 24 Ore.

    Corrado Sforza Fogliani

    Presidente Assopopolari

  • L’emergenza Coronavirus affossa l’economia agricola tra aziende isolate, speculazioni e rischio psicosi

    Sono circa 500 le aziende agricole e le stalle confinate insieme a centomila mucche e maiali negli undici comuni della zona rossa fra Lombardia e Veneto a causa dei provvedimenti restrittivi adottati in aree a forte vocazione agricola tra allevamenti, seminativi, vigneti, agriturismi e cantine. Qui è necessario garantire una adeguata assistenza nelle stalle, alle strutture e agli animali, ma anche assicurare la disponibilità della forza lavoro nei campi con le necessarie deroghe per la movimentazione delle persone, del bestiame, degli alimenti deperibili, della produzione casearia con l’uscita degli automezzi con il prodotto trasformato verso piattaforme logistiche, impianti di confezionamento, stabilimenti di stagionatura e/o attività commerciali.

    Le difficoltà si estendono in realtà all’intera area della pianura padana dove nasce oltre 1/3 del Made in Italy agroalimentare, direttamente condizionato dall’emergenza coronavirus nell’attività produttiva e commerciale. A preoccupare sono anche le speculazioni in atto sui prodotti agroalimentari Made in Italy in alcuni Paesi dove vengono chieste senza ragione certificazioni sanitarie su merci, dal vino alla frutta e la verdura soprattutto provenienti dalla Lombardia e dal Veneto, ma ci sono state anche assurde disdette per forniture provenienti dalla zona rossa.

    Intanto è fuga dei braccianti stranieri dalle campagne italiane anche per effetto delle misure cautelative adottate da alcuni Paesi europei, dalla Romania alla Polonia fino alla Bulgaria, nei confronti dei loro lavoratori impegnati nelle regioni del nord Italia più direttamente colpite. In sofferenza pure il sistema delle vendite dirette degli agricoltori con la sospensione ingiustificata dei mercati di Campagna Amica in alcune realtà dove svolgono un ruolo centrale per garantire l’approvvigionamento locale di beni alimentari per evitare speculazioni.

    In calo del 50% le presenze secondo il monitoraggio di Terranostra che evidenzia addirittura un azzeramento nelle aree del Veneto e della Lombardia più vicine alle zone rosse.

    E soffrono anche le esportazioni a partire da quelle in Cina, crollate a livello generale dell’11,9% nel mese di gennaio con l’inizio dell’emergenza Coronavirus che ha frenato i consumi nel gigante asiatico ma ha anche i flussi commerciali per i limiti posti al trasporto di persone e merci.

    La Coldiretti chiede misure di sostegno alle attività più duramente colpite attraverso fondi per il crollo di presenze in agriturismo, sgravi fiscali e contributivi con il rinvio di pagamenti, compensazioni previdenziali delle giornate di lavoro perse e attivazione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori nonché interventi per colpire le pratiche commerciali sleali che frenano le esportazioni ed un piano promozionale sulla sicurezza e qualità del made in Italy alimentare all’estero.

    Fonte: Il Punto Coldiretti del 28 febbraio 20120

  • Olio extravergine di oliva irrinunciabile per il 64% degli italiani

    L’olio extravergine di oliva è tra gli ingredienti dell’alimentazione quotidiana a cui il 64% degli italiani non rinuncerebbe mai, seguito dalle verdure di stagione (53%) e dal caffè (18%). E’ quanto risulta all’Osservatorio Prevenzione e Salute di UniSalute sulla base di un’indagine curata da Nomisma, i cui risultati sono stati presentati a Milano nel corso dell’evento #VivereInSalute.

    La ricerca, condotta su un campione di 1000 persone, si è focalizzata su abitudini alimentari, attività fisica, stili di vita e prevenzione. Per quanto riguarda la tavola, è emerso che gli italiani considerano il cibo come qualcosa che dà piacere e felicità (68%), un momento per stare insieme (49%), un’espressione della cultura italiana e regionale (20%) e per il 30% un modo per mantenersi in salute. “Si tratta di un concetto nuovo, quest’ultimo, molto importante – rileva Silvia Zucconi, responsabile Market intelligence di Nomisma – che va sviluppato. Anche perché tra i fattori di rischio e cause di morte il 34% è rappresentato dai comportamenti, di cui il 16% riguarda quelli alimentari”.

    Complessivamente gli italiani sono promossi a tavola, anche se non mancano i margini per migliorare. A dominare è la dieta mediterranea e il 70% mangia una volta al giorno, tutti i giorni, frutta e verdura, seguite da pane, pasta, riso e patate (23%), mentre scarseggia il pesce (il 46% non lo mangia mai). Tra i piatti irrinunciabili al primo posto c’è la pizza (65%), seguita da dolci (11%) e panini (10%), mentre tra i tipi di cucina si è decisamente nazionalisti: il 91% predilige quella regionale italiana, contro il 5% di chi è vegetariano o vegano e il 3% che preferisce quella orientale.

    La cattiva alimentazione è comunque in cima alle preoccupazioni degli italiani, principalmente per sovrappeso e obesità (considerati i principali rischi di un’alimentazione sbagliata dal 32%), la comparsa di tumori (20%), il colesterolo (16%) e gli effetti negativi su circolazione e malattie cardiovascolari (15%). Tutti segnali che indicano come vi sia forte consapevolezza del legame abitudini alimentari e salute.

  • FBM 2019 Figli di una Bollicina Minore. Serata produttori: grande successo per la settima edizione svoltasi a Viareggio

    La scorsa settimana siamo stati in Versilia, per l’esattezza a Viareggio, nella splendida location di ‘Olive a Cena’, dove i patron Daniele e Carlos dimostrano sempre di essere all’altezza della situazione nel rendere speciali i loro ospiti, per la VII edizione di Figli di una bollicina Minore. Visto il successo riscosso lo scorso anno dalla serata dedicata ai produttori anche quest’anno si è deciso di riproporla.

    Ovviamente il successo di questo evento lo si deve a Claudio Fonio, grande esperto di bollicine italiane e non, blogger di Sommelierxte e delegato dell’Associazione Italiana Sommelier Versilia.

    La serata è andata sold out appena pubblicato il calendario con gli appuntamenti. L’evento con i produttori ha riscontrato molto interesse tra i partecipanti/ospiti. Come indicato anche da altri esperti del settore, il raccontare la storia, il vino, direttamente dalla voce del produttore ha tutto un altro fascino, anzi, possiamo dirlo, un’altra emozione.

    I prodotti presentati e degustati erano di varie tipologie ed uvaggi, spumanti brut ottenuti con uve autoctone e altri con i classici vitigni internazionali.

    Le aziende che hanno partecipato alla serata erano due del territorio toscano, due emiliane ed una lombarda, nello specifico: Gigli, Vallepicciola, Castello di Stefanago, Tenuta di Aljano e Cantina Valtidone.

    Per quanto riguarda i Gigli, i prodotti presentati erano due: un Extrabrut Rosè prodotto con il “Metodo classico interrotto” 24 mesi sui lieviti, così lo definisce il produttore, in pratica i lieviti rimangono all’interno della bottiglia che viene chiusa con il tappo a corona, mentre l’altro è un metodo classico, Blanc de Noir Brut, 36 mesi sui lieviti, entrambi da uve autoctone Barsaglina (o Massaretta).

    Vallepicciola ha presentato il “Perlinetto”, brut millesimo 2014 da uve di Pinot Nero e Chardonnay, che rimane 48 mesi sui lieviti. Per Castello di Stefanago i prodotti presentati erano due: “ Ancestrale ” brut millesimo 2014, 48 mesi sui lieviti  a base di Pinot Nero. Il “Cruasè” Oltrepò Pavese DOCG Extrabrut  millesimo 2013, 60 mesi sui lieviti anche questo solo Pinot Nero. Tenuta di Aljano “Vigna al Vento” Brut 2013, 60 mesi sui lieviti, ottenuto da sole uve autoctone di Spergola.

    Cantina Valtidone ha presentato “Perlage Magnum” Cuvèe 60 mesi da uve di Chardonnay e Pinot Nero.

    I produttori hanno raccontato la loro filosofia di produzione ma soprattutto hanno raccontato le loro esperienze, le loro difficoltà nel produrre questi vini e i commensali sono stati colpiti dalle varie differenze che ci sono tra i vari territori (dal terroir, dai vitigni), tutti avevano una storia di emozioni da raccontare.

    A fine serata alcuni produttori hanno presentato alcune novità non presenti ancora sul mercato.

    Diciamo che è stata a tutti gli effetti un’anteprima per capire le prime reazioni da parte dei degustatori della serata. Sia i produttori che gli ospiti sono rimasti molto soddisfatti. Grazie a questi eventi si ha la possibilità di scoprire delle “chicche enologiche” ancora sconosciute, questo è stato uno dei commenti a fine serata. La VII edizione di FBM 2019 si è conclusa giovedì 12 dicembre, ovviamente anche in questo caso serata sold out.

    Nell’attesa della nuova edizione (VIII) di seguito vi riportiamo il link con la degustazione completa dei vini della serata http://www.sommelierxte.it/figli-di-una-bollicina-minore-vii-serata-produttori/

  • FIVI Mercato Dei Vini: a Piacenza strepitoso successo per la IX edizione

    “Ognuno nel mondo lascia la sua impronta, ma è insieme che dobbiamo portare in alto il vino italiano nel mondo. Chi produce vino artigianalmente deve dare un’impronta che deve emergere dalla massa per affermare la sua unicità”. Queste le parole di Lorenzo Accomasso, premiato Vignaiolo dell’anno 2019 al Mercato FIVI di Piacenza, che lasciano il segno di quello che è accaduto durante la kermesse piacentina.  Questa edizione è stata un gran successo sia per i numeri d’ingresso (ci sono stati circa 22.500 visitatori), sia per la presenza record di 626 vignaioli. Nella giornata di lunedì, aggiunta quest’anno, si è vista un’importante presenza di operatori professionali. Piacenza Expo, che comprende la città e la sua provincia, si è confermata una location con un’ottima funzionalità per accogliere il folto pubblico di eno-appassionati e non solo. Anche quest’anno sono stati organizzati alcuni momenti per spiegare e capire il lavoro dei Vignaioli che aderiscono al movimento: cinque Wine-Tasting (seminari) di approfondimento, distribuiti nei tre giorni dell’evento, dedicati a diversi territori di cinque regioni italiane Sicilia,Piemonte,Toscana, Puglia ed Emilia Romagna.

    Come ha sottolineato Matilde Poggi, Presidente FIVI “i numeri  sono in continua crescita, soprattutto è bello constatare che in molti ci seguono e aspettano questo momento per rivedere vignaioli conosciuti e scoprirne di nuovi. E’ un rapporto che traspare anche sui social, dove l’interesse è altissimo anche nel periodo che precede la manifestazione”.

    Sicuramente i numeri sono destinati a crescere, il 2020 sarà un anno importante che vedrà sempre di più protagonista il Vino, il Vignaiolo ed il suo Terroir. E’ in atto un continuo cambiamento che vedrà sempre di più protagonisti le persone ed il loro valore in quello che fanno.

    Aemme

  • Al via MONOCULTIVAROLIVEOIL 2020, il concorso che premia i migliori oli prodotti con una sola tipologia di oliva

    Promuove la cultura e l’impiego gourmet nei ristoranti, negli alberghi e presso i clienti privati colti di olio da olive prodotto da una sola cultivar dell’Olea Europaea. E’ questo l’obiettivo del Concorso monocultivaroliveoil.EXPO che si prefigge di premiare il migliore olio del mondo prodotto con una sola varietà di oliva. I campioni, ovvero 6 bottiglie da 500 cc, devono essere inviati entro il 2 febbraio 2020 a Science Park (Parco Tecnologico Padano), Via Einstein – Loc. Cascina Codazza  – 26900 Lodi.  Per tutti dettagli consultare il sito www.ptp.it. 

  • Combi Mais 6.0 presenta i risultati di campo

    Si svolgerà  venerdì 4 ottobre alle ore 15.30, presso la Società Agricola Folli di Vigo (Via Grandi, 1 – Robbiano di Mediglia – MI) l’incontro Combi Mais Idrotechnologies 6.0 in cui verranno presentati i risultati di campo. ‘Combimais Idrotechnologies’, che i fratelli Vigo adottano e sperimentano con successo già da anni, è il protocollo che sostiene produttività, qualità e redditività  anche nelle stagioni più difficili e fa parte del ‘Progetto Mais in Italy’ per la valorizzazione del mais italiano.

  • Vigo: con Combimais premiata la filiera completa riconoscibile

    Lo scorso 17 luglio l’Azienda lombarda ‘Innovagri ‘dei fratelli Mario e Alberto Vigo ha ricevuto, dalle mani del Premier Giuseppe Conte e alla presenza del Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, un importante premio indetto da Confagricoltura per le aziende agricole che maggiormente si sono distinte per i sistemi innovativi adottati per la coltivazione. ‘Innovagri’ ha vinto grazie al progetto Combi Mais Idrotechnologies che da qualche anno ha messo in campo, con numerosi e molto soddisfacenti risultati.  Abbiamo incontrato il presidente di ‘Innvagri’, Mario Vigo, per sapere di più del progetto, e non solo.

    1) Come è nata l’idea di Combi Mais?

    “Combimais” nasce per dare una risposta all’interno di Expo ad una agricoltura mirata del nuovo millennio, interpretando le necessità che portano ad un agroalimentare produttivo, qualitativo e sostenibile.

    2)  Come è stata accolta nella sua azienda e dai consumatori ‘tradizionali’ questa idea?

    Nella mia azienda il protocollo “Combimais”è stato accolto in maniera estremamente positiva in quanto facilita il lavoro degli operatori agricoli e crea le condizioni per un minor impatto ambientale a tutto vantaggio della società in cui viviamo. Altrettanto favore, il prodotto “Combimais” è stato accolto dai consumatori per la tracciabilità, sostenibilità a garanzia di un prodotto “made in Italy” addirittura “milanese”

    3) Quale è stato secondo lei l’aspetto considerato più innovativo meritevole del premio di Confagricoltura?

    Trattasi di progetto unico nel suo genere che crea una filiera completa tale da definirsi “dal chicco alla tavola”, generando innovazione e ricerca con il doppio compito di poter interpretare un nuovo modo di fare agricoltura garantendo al consumatore, oltre la qualità, la sostenibilità.

    4) E’ a conoscenza di altri progetti simili in Italia?

    Esistono in Italia diversi progetti per le diverse colture, es. Linea biscotto sostenibile di ‘Barilla’ che prevede una coltivazione improntata alla sostenibilità. Tutto ciò fa scuola per disegnare quel modello di agricoltura già interpretato dal protocollo “Combimais”.

    5) Quali sono i progetti futuri di Combi Mais?

    “Combimais” è un progetto che, grazie alla capacità di aziende che sono leader nel settore agricolo, si rinnova di anno in anno, offendo soluzioni che diventano sempre più premianti per gli imprenditori agricoli, contestualmente, offrendo ai consumatori un prodotto altamente qualitativo.

    6) Nell’agroalimentare esiste da anni un serio problema di contraffazione, malgrado siano in vigore, finalmente, leggi europee precise in materia di etichettatura per sapere tutto sull’origine di un prodotto. Nel vostro settore come state arginando questo fenomeno?

    Proprio per rispondere ad un problema di contraffazione abbiamo voluto un prodotto di produzione che non solo garantisca la qualità ma addirittura la zona ed il metodo di coltivazione. Lasciamo alle Istituzioni sia nazionali che europee il compito di vigilare con leggi che appaiano realmente tutelare il lavoro ed il prodotto dell’agroalimentare italiano così ben apprezzato il tutto il mondo.

  • L’agricoltura km 0 made in Italy sbarca negli stadi della Lega Pro

    I contadini italiani si esibiranno negli stadi per promuovere conoscenza e consumo del cibo Made in Italy. Coldiretti e Lega Pro hanno siglato un accordo per la valorizzazione fra tifosi e calciatori delle migliori produzioni agroalimentari del territorio a chilometri zero che vedrà impegnati oltre 11mila tra fattorie, mercati e agriturismi di Campagna Amica.

    L’accordo prevede presenze negli stadi, in occasione delle partite organizzate dalla Lega Pro, con oasi del gusto degli agricoltori di Coldiretti, partecipazione degli agrichef di Campagna Amica con i propri prodotti durante eventi o manifestazioni, coinvolgimento della Lega Pro in percorsi di approfondimento sui temi della legalità e nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” nelle scuole italiane con la partecipazione a iniziative su tutto il territorio nazionale.

    Oltre a coinvolgere alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia con lezioni nelle aziende agricole e in classe la rete didattica di “Educazione alla Campagna Amica” si estende agli stadi con l’obiettivo di formare consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per fermare il consumo del cibo spazzatura e valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e il legame fra i prodotti dell’agricoltura ai cibi consumati ogni giorno. La dieta mediterranea è stata dichiarata la migliore dieta al mondo nel 2019 sulla base del best diet ranking 2019 elaborato dal media statunitense U.S. News & World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori.

    La dieta mediterranea ha vinto la sfida tra 41 diverse alternative grazie agli effetti positivi sulla longevità e ai benefici per la salute. La dieta mediterranea ha consentito all’Italia di conquistare una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale con 80,8 anni per gli uomini e 85, per le donne. Si tratta della conferma della bontà di un regime alimentare che rispecchia il valore e la grande varietà enogastronomica italiana.

  • Combi Mais vince il Premio nazionale di Confagricoltura per le imprese agricole innovative

    Un grande traguardo per il Presidente di INNOVAGRI Mario Vigo, premiato a livello nazionale nella categoria “innovazione” grazie al Progetto COMBI MAIS IDROTECHNOLOGIES, protocollo ormai ampiamente collaudato di coltivazione sostenibile in grado di semplificare il lavoro degli operatori e ottenere in modo altamente efficiente più produttività, qualità, redditività nella produzione di granella di mais per uso alimentare. Si tratta della prima edizione del Premio bandito da Confagricoltura nel settore dell’agricoltura diretto alle imprese innovative: COMBI MAIS ha ottenuto il secondo posto, a livello nazionale. Un riconoscimento voluto dal Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti per dare rilievo al tema dell’innovazione e far emergere le soluzioni tecnologiche più all’avanguardia già poste in essere negli ultimi anni o in corso di sviluppo.

    La premiazione si è tenuta presso la sede di Confagricoltura a Palazzo Della Valle a Roma,  alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e del Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio.

    Sono molto soddisfatto – dichiara Vigo – è un bellissimo traguardo che premia il lavoro di tutto il team di COMBI MAIS. In questi anni ci siamo impegnati molto per ottenere gli ottimi risultati raggiunti. Da parte mia, ricevere un premio da Confagricoltura è un fatto ancora più apprezzabile poiché è un riconoscimento personale, quasi un premio alla carriera, per l’impegno profuso negli anni scorsi nella Confederazione, sia come Presidente di Confagricoltura Milano Lodi e Monza Brianza sia come membro di Giunta e poi Vice Presidente nazionale”.

    LA STORIA DI COMBI MAIS, UN MODELLO PER L’AGRICOLTURA DEL FUTURO

    COMBI MAIS nasce dall’intraprendenza di Mario Vigo che ha scommesso sulla possibilità di produrre mais di “qualità in quantità”. Ha preso corpo nel 2014 con l’obiettivo della partecipazione all’esposizione internazionale EXPO 2015 ed è stato l’unico progetto inerente la produzione agricola nell’ambito della Fiera internazionale. L’iniziativa è stata patrocinata da INNOVAGRI, associazione di cui Mario Vigo è Presidente, costituita da un gruppo di agricoltori milanesi e finalizzata a promuovere e divulgare le tecniche innovative in agricoltura. Il progetto viene realizzato nella Azienda Agricola Folli di Mario e Alberto Vigo sita nel Comune di Mediglia, alle porte di Milano, su una superficie di circa 30 ettari. Nel progetto sono coinvolte aziende di primo piano nel settore agricolo a livello nazionale ed internazionale (Syngenta, Netafim, Unimer, Cifo, Khun, Deutz Fahr, Topcon Agriculture) che, con le loro competenze e l’utilizzo combinato delle migliori tecniche disponibili, contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo.

    Nel 2018, COMBI MAIS è entrata nel circuito de “Il Viaggiator Goloso”, la linea dei prodotti “top” dei supermercati e ipermercati a insegna IPER, UNES, U2, presso i quali viene commercializzata la farina per polenta ottenuta dalla granella. È quindi un progetto di filiera completo che dal campo arriva direttamente al consumatore finale, grazie alla produzione di granella sana e sicura. Infatti, l’attento e continuo monitoraggio lungo tutte le fasi produttive mantiene sotto controllo le micotossine che possono svilupparsi sul mais. COMBI MAIS risponde perfettamente alle nuove sfide della maiscoltura italiana, ed è per questo che aderisce al progetto “Mais in Italy” che Syngenta ha lanciato con l’obiettivo di rilanciare l’importanza strategica della coltura e sensibilizzare i produttori italiani su temi importanti quali la gestione delle micotossine, l’utilizzo responsabile degli agrofarmaci, l’uso efficiente dell’acqua e del suolo.

    COMBI MAIS è un progetto all’insegna della sostenibilità sociale, economica ma anche ambientale sia perché permette di risparmiare nell’utilizzo dell’acqua e degli altri fattori di produzione, sia perché sostiene la biodiversità. Infatti lungo i bordi dell’appezzamento è coltivata un’area “Operation Pollinator”, una superficie seminata con essenze specifiche a fioritura scalare ricche di polline, habitat idoneo a garantire la riproduzione di insetti pronubi e rifugio anche per piccoli mammiferi e uccelli, a dimostrazione che un’agricoltura produttiva può convivere con un ambiente vivo e ricco di biodiversità. Un messaggio forte, in grado di creare una percezione positiva dell’agricoltura.

    COMBI MAIS, NUMERI DA RECORD

    Nella campagna del 2018, quinto anno di realizzazione, si è raggiunta una produzione media di oltre 16 tonnellate ad ettaro di granella secca, con punte parcellari di oltre 20 tonnellate ad ettaro. Il 2019 sarà il sesto anno di vita del progetto che, oltre all’uso alimentare della granella, si estende anche all’uso zootecnico con la produzione di materia prima per la filiera animale.

    COMBI MAIS continua la sfida produttiva per coniugare quantità, qualità e sostenibilità. Il Premio Innovazione di Confagricoltura ne riconosce il valore e lo pone come modello per l’agricoltura del futuro e del precision farming.

    I PARTNER DI COMBI MAIS

    Partecipano all’iniziativa Syngenta, una delle principali aziende dell’agroindustria mondiale che ha selezionato l’ibrido “SY Brabus” per la produzione della granella, gli agrofarmaci per la protezione delle piante e la piattaforma digitale Farmshot per il monitoraggio dell’evoluzione della coltura; Netafim, leader mondiale nello sviluppo, produzione e commercializzazione di soluzioni per l’irrigazione a goccia e la micro-irrigazione; Unimer, leader italiano nella produzione di fertilizzanti solidi a valenza ambientale per la nutrizione organo-minerale delle colture e per il miglioramento biologico e fisico dei terreni; Cifo, azienda storica italiana che partecipa al progetto con prodotti specifici per la nutrizione localizzata alla semina, la fertirrigazione e i biostimolanti fogliari, per gestire anche la fisiologia delle piante; Kuhn, per la fornitura delle macchine per la lavorazione del terreno, semina e concimazione con tecniche di precision farming; Deutz Fahr, leader riconosciuto nella produzione di macchine agricole dall’alto contenuto tecnologico e dalla produttività ai massimi livelli, per la fornitura delle trattrici e, dal 2018, Topcon Agriculture, per il sistema di agricoltura di precisione in grado di gestire la guida della trattrice e la gestione degli attrezzi, il monitoraggio dello sviluppo vegetativo e la raccolta dei dati produttivi. La supervisione del protocollo è affidata alla regia dell’Istituto di Agronomia dell’Università di Torino, guidato dal Professor Amedeo Reyneri. I Fratelli Vigo si avvalgono inoltre della sapiente collaborazione di un tecnico Agronomo, Leonardo Bertolani.

     

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