Commissione

  • Approvato dalla Commissione il regime italiano da 1,2 miliardi di euro a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina

    La Commissione ha approvato il regime quadro italiano da 1,2 miliardi di € a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato, adottato dalla Commissione il 23 marzo 2022, che si fonda sull’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), e riconosce che tutta l’economia dell’UE sta subendo un grave turbamento.

    L’Italia ha notificato alla Commissione un regime quadro da 1,2 miliardi di € a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina.

    Nell’ambito del regime i beneficiari ammissibili avranno diritto a ricevere aiuti di importo limitato in una delle seguenti forme: i) sovvenzioni dirette; ii) agevolazioni fiscali o di pagamento; iii) anticipi rimborsabili; e iv) riduzione o esenzione dal pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

    La misura sarà accessibile alle imprese di tutte le dimensioni attive nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura colpite dall’aumento dei prezzi dell’elettricità, dei mangimi e dei carburanti causato dall’attuale crisi geopolitica e dalle relative sanzioni.

    La Commissione ritiene che il regime italiano sia in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi. In particolare, gli aiuti i) non supereranno il massimale di 35 000 € per beneficiari attivi nella produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura e di 400 000 € per imprese operanti in tutti gli altri settori; e ii) saranno concessi entro il 31 dicembre 2022.

    La Commissione ha concluso che il regime italiano è necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

    Su queste basi la Commissione ha approvato la misura di aiuto in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Il 23 marzo 2022 la Commissione europea ha adottato un quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato per consentire agli Stati membri di avvalersi della flessibilità prevista dalle norme in materia al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina.

    Il quadro temporaneo di crisi prevede che gli Stati membri possano concedere i seguenti tipi di aiuti:

    • aiuti di importo limitato, in qualsiasi forma, fino a 35 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano nel settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura e fino a 400 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano negli altri settori;
    • sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati; e
    • aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell’energia.L’aiuto, che può essere concesso sotto qualsiasi forma, compenserà parzialmente le imprese, in particolare gli utenti a forte consumo di energia, per i costi aggiuntivi dovuti ad aumenti eccezionali dei prezzi del gas e dell’elettricità. L’aiuto complessivo per beneficiario non può superare il 30 % dei costi ammissibili, fino a un massimo di 2 milioni di € in un dato momento. Quando l’impresa subisce perdite di esercizio, possono essere necessari ulteriori aiuti per garantire il proseguimento di un’attività economica. Pertanto, per gli utenti a forte consumo di energia, le intensità di aiuto sono più elevate e gli Stati membri possono concedere aiuti superiori a tali massimali, fino a 25 milioni di €, e, per le imprese che operano in settori e sottosettori particolarmente colpiti, fino a 50 milioni di €.

    Le entità controllate dalla Russia che sono soggette a sanzioni saranno escluse dall’ambito di applicazione di tali misure.

    Il quadro temporaneo di crisi prevede pertanto una serie di garanzie:

    • metodologia proporzionale,che richiede l’esistenza di un nesso tra l’importo dell’aiuto che può essere concesso alle imprese e la portata della loro attività economica e dell’esposizione agli effetti economici della crisi;
    • condizioni di ammissibilità, ad esempio, mediante la definizione degli utenti ad alta intensità energetica come imprese per le quali l’acquisto dei prodotti energetici è pari ad almeno il 3 % del loro valore produttivo; e
    • requisiti di sostenibilità, quando concedono aiuti per ovviare ai costi aggiuntivi sostenuti a causa dei prezzi eccezionalmente elevati del gas e dell’energia elettrica, gli Stati membri sono invitati a considerare, in modo non discriminatorio, la fissazione di requisiti relativi alla protezione dell’ambiente o alla sicurezza dell’approvvigionamento.

    Il quadro temporaneo di crisi sarà operativo fino al 31 dicembre 2022. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato. Inoltre durante il periodo di applicazione la Commissione valuterà il contenuto e la portata del quadro alla luce degli sviluppi sui mercati dell’energia e sugli altri mercati dei fattori di produzione e della situazione economica generale.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione approva una misura italiana di aiuti di 44 milioni di euro a sostegno della modernizzazione delle attività di trasformazione alimentare di Mutti SpA

    La Commissione europea ha approvato una misura italiana di aiuti di 44 milioni di euro a favore dell’impresa alimentare Mutti SpA, nel rispetto delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato.

    L’aiuto sosterrà il progetto di Mutti SpA destinato a migliorare gli standard tecnologici e ambientali in materia di trasformazione alimentare, soprattutto in termini di riduzione del consumo di acqua e di energia. L’investimento ha inoltre come scopo la trasformazione digitale, in particolare l’utilizzo dei dati e delle tecnologie digitali per migliorare i processi aziendali e i sistemi di produzione nel settore manifatturiero.

    Il bilancio totale del progetto d’investimento ammonta a 105 milioni di euro, di cui 44 saranno coperti dall’Italia mediante sovvenzioni dirette. Il progetto sarà attuato nell’arco di tre anni (2022-2024).

    La Commissione ha valutato la misura in base alle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, ponendo particolare attenzione sull’articolo 107, paragrafo 3, lettera c) del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che consente agli Stati membri di sostenere lo sviluppo di determinate attività economiche secondo condizioni precise, nonché in base agli orientamenti per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali per il periodo 2014-2020, prorogati fino al 31 dicembre 2022.

    La Commissione ha ritenuto che il regime fosse adeguato e necessario per conseguire gli obiettivi del progetto di investimento. La Commissione ha inoltre concluso che il regime è proporzionato, ovvero limitato al minimo indispensabile, e non avrà effetti negativi indebiti sulla concorrenza e sugli scambi nell’UE. Sulla base di queste premesse, la Commissione ha approvato la misura nel rispetto delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Fonte: Commissione europea

  • Legge sui servizi digitali: il Consiglio e il Parlamento europeo raggiungono un accordo per un ambiente online più sicuro

    Una tappa importante nella transizione digitale dell’Unione è stata segnata con l’accordo politico provvisorio riguardante la legge sui servizi digitali raggiunto tra la presidenza del Consiglio e il Parlamento europeo.

    La legge sui servizi digitali, che consente di sancire il principio secondo cui ciò che è illegale offline deve esserlo anche online, mira a proteggere lo spazio digitale dalla diffusione di beni, contenuti e servizi illegali e a garantire la protezione dei diritti fondamentali degli utenti.

    La legge sui servizi digitali si applica a tutti gli intermediari online che prestano servizi nell’Unione. Gli obblighi imposti sono proporzionati alla natura e alla portata dell’impatto intermediario in questione, in particolare in funzione del numero di utenti che utilizzano il servizio. Le piattaforme di dimensioni molto grandi o i motori di ricerca di dimensioni molto grandi saranno pertanto soggetti a obblighi più rigorosi a seconda del numero di utenti che utilizzano i loro servizi.

    Ambito di applicazione

    La legge sui servizi digitali stabilisce un quadro giuridico orizzontale e si applica ai servizi intermediari quali quelli offerti da prestatori di servizi di hosting, motori di ricerca, piattaforme e mercati online. Nell’ambito di questi servizi intermediari, tra le piattaforme e i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi si opera una distinzione quando tali servizi sono utilizzati da oltre 45 milioni di utenti attivi al mese nell’UE.

    Al fine di salvaguardare lo sviluppo delle start-up nel mercato interno, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno convenuto che le microimprese e le piccole imprese con meno di 45 milioni di utenti attivi al mese nell’UE sono esentate da alcuni nuovi obblighi.

    Governance

    Per garantire un’attuazione efficace e uniforme degli obblighi della legge sui servizi digitali, il Consiglio e il Parlamento hanno deciso di conferire alla Commissione il potere esclusivo di vigilare sulle piattaforme e sui motori di ricerca di dimensioni molto grandi per quanto riguarda gli obblighi specifici a questo tipo di operatori.

    I principali operatori digitali saranno quindi controllati a livello europeo grazie allo sviluppo di competenze in seno alla Commissione e in collaborazione con gli Stati membri. In tal modo sarà garantita una risposta efficace e uniforme ai rischi sistemici posti da tali operatori di dimensioni molto grandi. Questo modello di governance preserva il principio del paese d’origine che si applica a tutti gli altri intermediari di servizi e agli altri obblighi stabiliti dalla legge sui servizi digitali.

    Per finanziare le attività di vigilanza della Commissione europea sugli operatori di dimensioni molto grandi, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio per creare un meccanismo di commissioni annuali da imporre a tali operatori, direttamente collegato ai compiti della Commissione.

    Mercati online

    I colegislatori hanno convenuto di rafforzare gli obblighi relativi ai mercati online nell’ambito della legge sui servizi digitali. In effetti, considerato il ruolo importante svolto da tali operatori nella vita quotidiana dei cittadini europei, la legge sui servizi digitali impone ai mercati un dovere di diligenza nei confronti dei venditori i cui prodotti o servizi sono messi in vendita sulla loro piattaforma online.

    Al fine di limitare la diffusione di contenuti illegali, i mercati online devono compiere i massimi sforzi per verificare la corretta fornitura di informazioni da parte dei venditori prima di autorizzarli a vendere online. I mercati dovranno inoltre raccogliere e mostrare le informazioni sui prodotti e i servizi venduti, come la marca e la conformità al diritto dell’Unione, al fine di garantire che i consumatori siano adeguatamente informati.

    Rischi sistemici delle piattaforme e dei motori di ricerca di dimensioni molto grandi

    Data l’importanza degli operatori di dimensioni molto grandi nella vita quotidiana dei cittadini europei e dell’Unione in generale, la legge sui servizi digitali introduce l’obbligo per tali operatori di analizzare i rischi sistemici che generano e di mettere in atto misure per ridurre i rischi individuati.

    Tale analisi è effettuata annualmente e, grazie alla supervisione unificata di questi operatori da parte della Commissione europea, consente un monitoraggio continuo per ridurre i rischi di: i) diffusione di contenuti illegali; ii) effetti negativi sui diritti fondamentali come la libertà di espressione e di informazione; iii) manipolazione dei loro servizi a scapito dei processi democratici e della sicurezza pubblica; iv) effetti negativi in relazione alla violenza di genere e alla protezione dei minori e gravi conseguenze sulla salute fisica o mentale degli utenti.

    Interfacce fuorvianti

    Tenuto conto dell’obiettivo di proteggere gli utenti online, i colegislatori hanno convenuto di vietare le interfacce fuorvianti e i metodi finalizzati a indurre in errore gli utenti per le piattaforme e le interfacce online designate nell’ambito della legge sui servizi digitali, come le interfacce relative alla segnalazione di presunti contenuti illegali da parte di un utente.

    Sistemi di raccomandazione

    Data l’importanza dei sistemi di raccomandazione nell’esperienza degli utenti online, il Parlamento e il Consiglio hanno convenuto di stabilire requisiti di trasparenza per i parametri dei sistemi di raccomandazione al fine di migliorare l’informazione degli utenti e le loro possibili scelte. Ai sensi della legge sui servizi digitali, le piattaforme e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi dovranno obbligatoriamente offrire agli utenti un sistema di raccomandazione dei contenuti che non sia basato sulla loro profilazione.

    Gestione delle crisi

    Nel contesto dell’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina e in particolare delle conseguenze sulla manipolazione delle informazioni online, i colegislatori hanno convenuto di includere un nuovo articolo che introduce un meccanismo di risposta alle crisi.

    Tale meccanismo sarà attivato da una decisione della Commissione su raccomandazione del comitato dei coordinatori nazionali dei servizi digitali e consentirà di analizzare l’impatto dell’attività delle piattaforme e dei motori di ricerca di dimensioni molto grandi sulla crisi in questione, come pure le misure proporzionate ed efficaci da attuare nel rispetto dei diritti fondamentali.

    Tutela dei minori online

    Diverse disposizioni della legge sui servizi digitali consentono la tutela dei minori online. Le piattaforme accessibili ai minori dovranno mettere in atto misure di protezione particolari per garantire la sicurezza dei minori online, specie quando sono a conoscenza del fatto che l’utente è un minore; alle piattaforme sarà fatto divieto di presentare ai minori messaggi pubblicitari mirati derivanti dall’uso dei loro dati personali quali definiti nel diritto dell’UE.

    Nel dicembre 2020 la Commissione europea ha presentato due proposte legislative nell’ambito di un pacchetto volto a regolamentare il settore digitale: la legge sui servizi digitali e la legge sui mercati digitali.

    La legge sui servizi digitali e la legge sui mercati digitali costituiscono i due pilastri di una regolamentazione digitale che rispetta i valori europei e il modello europeo; tali regolamenti definiscono insieme un quadro adeguato allo sviluppo economico dei giganti del digitale e alla protezione dei loro utenti.

    Il 24 marzo è intervenuto un accordo politico provvisorio tra il Consiglio e il Parlamento e oggi si è giunti a un accordo politico provvisorio riguardante la legge sui servizi digitali.

    L’accordo politico provvisorio odierno deve essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo prima di passare alle fasi formali della procedura di adozione di ciascuna istituzione.

    È stato raggiunto un ambizioso accordo provvisorio sul termine per l’entrata in applicazione della legge sui servizi digitali, poiché le disposizioni sulle piattaforme e sui motori di ricerca di dimensioni molto grandi che hanno il maggiore impatto sulla protezione degli utenti si applicheranno entro XX mesi, mentre le restanti disposizioni entreranno in vigore entro 12-18 mesi dall’entrata in vigore della legge sui servizi digitali.

    Fonte: Comunicato stampa del Consiglio europeo

  • Nuove norme per rafforzare la cibersicurezza e la sicurezza delle informazioni nelle istituzioni, negli organi e negli organismi dell’UE

    La Commissione ha proposto nuove norme per stabilire misure comuni in materia di cibersicurezza e sicurezza delle informazioni nelle istituzioni, negli organi e negli organismi dell’UE. La proposta è volta a rafforzare le capacità di resilienza e di risposta di questi soggetti rispetto agli incidenti e alle minacce informatiche, come pure a garantire la resilienza e la sicurezza della pubblica amministrazione dell’UE in un contesto di crescenti attività informatiche dolose nel panorama globale.

    Nel contesto della pandemia di COVID-19 e delle crescenti sfide geopolitiche, un approccio comune alla cibersicurezza e alla sicurezza delle informazioni è imprescindibile. Alla luce di ciò la Commissione ha proposto un regolamento sulla cibersicurezza e un regolamento sulla sicurezza delle informazioni. Stabilendo priorità e quadri comuni, tali norme rafforzeranno ulteriormente la cooperazione interistituzionale, ridurranno al minimo l’esposizione ai rischi e consolideranno la cultura della sicurezza dell’UE.

    Il proposto regolamento sulla cibersicurezza introdurrà un quadro di gestione, di governance e di controllo dei rischi nel settore della cibersicurezza. Porterà alla creazione di un nuovo comitato interistituzionale per la cibersicurezza, accrescerà le capacità in materia di cibersicurezza, e incentiverà periodiche valutazioni di maturità e una maggiore igiene informatica. Amplierà inoltre il mandato della squadra di pronto intervento informatico delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell’UE (CERT-EU), che fungerà da piattaforma di intelligence relativa alle minacce, di scambio di informazioni sulla cibersicurezza e di coordinamento della risposta in caso di incidenti, da organo consultivo centrale e da prestatore di servizi.

    Elementi chiave della proposta di regolamento sulla cibersicurezza:

    Rafforzare il mandato del CERT-UE e fornire le risorse necessarie per il suo assolvimento

    Esigere che tutte le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’UE:

    si dotino di un quadro di governance, gestione e controllo dei rischi nel settore della cibersicurezza;

    attuino una base di riferimento per le misure di cibersicurezza per affrontare i rischi individuati;

    effettuino periodicamente valutazioni di maturità;

    predispongano un piano di miglioramento della propria cibersicurezza, approvato dalla loro dirigenza;

    condividano senza indebito ritardo con il CERT-UE le informazioni relative agli incidenti.

    Istituire un nuovo comitato interistituzionale per la cibersicurezza per guidare e monitorare l’attuazione del regolamento e per indirizzare il CERT-EU

    Rinominare il CERT-UE da “squadra di pronto intervento informatico” in “centro per la cibersicurezza” in linea con gli sviluppi negli Stati membri e a livello globale, pur mantenendo l’abbreviazione CERT-UE per il riconoscimento del nome.

    Il proposto regolamento sulla sicurezza delle informazioni creerà una serie minima di norme e standard sulla sicurezza delle informazioni per tutte le istituzioni, tutti gli organi e tutti gli organismi dell’UE, per garantire una protezione rafforzata e uniforme contro l’evoluzione delle minacce alle informazioni. Queste nuove norme costituiranno un terreno stabile per uno scambio sicuro di informazioni tra le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’UE e con gli Stati membri, in base a pratiche e misure standardizzate per proteggere i flussi di informazioni.

    Elementi chiave della proposta di regolamento sulla sicurezza delle informazioni:

    Predisporre una governance efficace per promuovere la cooperazione tra tutte le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’UE, in particolare un gruppo di coordinamento interistituzionale per la sicurezza delle informazioni

    Istituire un approccio comune per la categorizzazione delle informazioni, basato sul livello di riservatezza

    Modernizzare la politica di sicurezza delle informazioni, includendovi pienamente la trasformazione digitale e il lavoro da remoto

    Razionalizzare le pratiche attuali e conseguire una maggiore compatibilità tra i sistemi e i dispositivi rilevanti.

    Nella sua risoluzione del marzo 2021, il Consiglio dell’Unione europea ha sottolineato l’importanza di un quadro di sicurezza solido e coerente per proteggere il personale, i dati, le reti di comunicazione, i sistemi di informazione e i processi decisionali dell’UE. Ciò può essere realizzato solo rafforzando la resilienza e migliorando la cultura della sicurezza delle istituzioni, negli organi e negli organismi dell’UE.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione approva un regime italiano da 1,4 milioni di euro a sostegno delle PMI in difficoltà nella regione Valle d’Aosta

    La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE sugli aiuti di Stato, un regime italiano da 1,4 milioni di euro volto ad agevolare la ristrutturazione delle piccole e medie imprese (PMI) situate nella regione Valle d’Aosta. Il regime fa seguito a una precedente misura di aiuto approvata nel 2007 (SA.22112), che è scaduta nel 2014. Le autorità italiane introducono adeguamenti per allineare il nuovo regime alle attuali norme dell’UE sugli aiuti di Stato, come stabilito negli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

    Con il nuovo regime, che durerà fino alla fine del 2026, la regione Valle d’Aosta aiuterà le PMI in difficoltà finanziarie a ristrutturare le loro attività e a ripristinare la loro competitività. Il regime è accessibile alle imprese in difficoltà attive in tutti i settori economici, ad eccezione dei settori finanziario, del carbone, dell’acciaio, dell’aviazione e dell’acquacoltura. L’aiuto assumerà la forma di garanzie pubbliche, prestiti agevolati e/o sovvenzioni dirette per un importo massimo del 60% dei costi di ristrutturazione.

    La Commissione ha valutato la misura alla luce delle norme dell’UE sugli aiuti di Stato, in particolare gli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, e ha concluso che il regime è necessario e adeguato per sostenere i beneficiari ammissibili nei loro sforzi per ripristinare la redditività. La Commissione ha inoltre concluso che l’aiuto è proporzionato, ossia limitato al minimo necessario, e non avrà effetti negativi indebiti sulla concorrenza e sugli scambi nell’UE. Su tale base la Commissione ha approvato il regime in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Fonte: Commissione europea

  • Giornata internazionale della donna 2022: la Commissione propone norme miranti a combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica a livello dell’UE

    La Commissione europea l’8 marzo ha proposto norme miranti a combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica a livello dell’UE. La direttiva proposta renderà penalmente perseguibili lo stupro come atto basato sulla mancanza di consenso, le mutilazioni genitali femminili e la violenza online, in particolare: la condivisione non consensuale di immagini intime, lo stalking online, le molestie online e l’incitamento alla violenza o all’odio online. Le nuove norme, inoltre, rafforzano l’accesso delle vittime alla giustizia e sollecitano gli Stati membri ad instaurare un sistema di sportello unico, con servizi di assistenza e protezione ubicati tutti nello stesso luogo. Le vittime dovrebbero poter chiedere un risarcimento nel corso del procedimento penale. La proposta invita inoltre a predisporre un’assistenza specialistica e una protezione adeguate, ad esempio istituendo linee gratuite di assistenza telefonica e creando centri antistupro. Prevede infine un’assistenza mirata per i gruppi con esigenze specifiche o a rischio, comprese le donne che fuggono dai conflitti armati.

    Di seguito, gli elementi chiave delle nuove norme proposte.

    1. Perseguibilità penale dello stupro, delle mutilazioni genitali femminili e della violenza online 

    La Commissione propone di qualificare come reati in tutta l’UE: i) lo stupro come atto non consensuale, ii) le mutilazioni genitali femminili, iii) lo stalking online, iv) la condivisione non consensuale di immagini intime, v) le molestie online e vi) l’incitamento alla violenza o all’odio online.

    La proposta integra e rende operativa la legge sui servizi digitali mediante la definizione dei contenuti illegali online connessi alla violenza online. Consentirà inoltre di accelerare i procedimenti giudiziari affinché questo tipo di contenuti online possa essere rimosso rapidamente.

    1. Modalità di denuncia sicure e procedura di valutazione del rischio

    La proposta affronta il problema, tuttora diffuso, della scarsità di denunce riguardanti gli atti di violenza perpetrati contro le donne. Introduce nuove modalità di denuncia più sicure, più semplici, più accessibili, anche online, e attente sia alla dimensione di genere che alla sensibilità del minore. Nel segnalare un sospetto fondato di rischio imminente di danno fisico grave, i professionisti che si occupano di violenza, ad esempio gli operatori sanitari o gli psichiatri, non verrebbero più ostacolati dalle norme a tutela della privacy. Le autorità sarebbero inoltre obbligate a effettuare valutazioni individuali dei rischi al momento del primo contatto da parte della vittima, così da poter valutare in che misura l’autore del reato possa rappresentare un rischio. Su tale base, esse dovrebbero fornire immediatamente protezione alla vittima mediante l’emanazione urgente di misure di allontanamento o di ordini di protezione.

    1. Rispetto della vita privata della vittima nel procedimento giudiziario e diritto al risarcimento

    La Commissione propone che le prove o le domande relative alla vita privata della vittima, in particolare sulla sua storia sessuale, possano essere utilizzate solo se strettamente necessarie. La vittima dovrebbe avere il diritto di chiedere all’autore del reato il risarcimento integrale dei danni, compresi i costi dell’assistenza sanitaria, dei servizi di sostegno, della perdita di reddito e dei danni fisici e psicologici subiti, e dovrebbe poter chiedere tale risarcimento nel corso del procedimento penale.

    1. Assistenza alle vittime attraverso l’istituzione di una linea di assistenza telefonica e di centri antistupro

    Per rispondere alle esigenze molto specifiche delle vittime di violenza sessuale, la Commissione propone che gli Stati membri mettano a disposizione servizi ad hoc, ad esempio mediante la creazione di centri antistupro. Le vittime a maggior rischio di violenza, incluse le donne che fuggono dai conflitti armati, dovrebbero ricevere un’assistenza mirata dagli Stati membri. La linea di assistenza telefonica nazionale a supporto delle vittime di violenza contro le donne e di violenza domestica dovrebbe essere disponibile gratuitamente 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, per tutto l’arco dell’anno. Se la vittima è minorenne, le autorità dovrebbero fornirle un’assistenza adeguata all’età, nell’interesse superiore del minore. Le vittime di violenza online avranno diritto anch’esse a un sostegno adeguato, tra cui una consulenza su come ottenere assistenza legale e come rimuovere determinati contenuti online. In caso di molestie sessuali sul lavoro, dovrebbero essere messi a disposizione delle vittime e dei datori di lavoro servizi di consulenza esterna.

    1. Miglior coordinamento e cooperazione

    Gli Stati membri dovrebbero scambiarsi le migliori pratiche e consultarsi sui casi di rilevanza penale, anche attraverso Eurojust e la rete giudiziaria europea. Per seguire i progressi compiuti e monitorare la situazione in tutti gli Stati membri, la Commissione propone inoltre l’obbligo per gli Stati membri di raccogliere dati sulla violenza contro le donne e la violenza domestica da utilizzare ai fini di un’indagine condotta a livello dell’UE ogni cinque anni.

    Relazione 2022 sulla parità di genere

    La Commissione pubblica anche l’edizione 2022 della relazione annuale della Commissione europea sulla parità di genere nell’UE. Nel 2021 si sono fatti notevoli passi avanti a livello di proposte legislative, in particolare sulla trasparenza retributiva, sui salari minimi adeguati nell’UE e su una nuova legge sui servizi digitali che contribuirà a proteggere gli utenti online. Nel dicembre 2021 la Commissione ha inoltre proposto di includere l’incitamento all’odio e i reati generati dall’odio nell’elenco dei reati previsti dall’UE.

    La relazione, inoltre, sottolinea l’impatto esponenziale della pandemia sulle donne. Dopo un decennio di aumento costante, nel 2020 la partecipazione delle donne alla forza lavoro è diminuita dello 0,5 % rispetto al 2019. La violenza contro le donne e la violenza domestica, ancora diffuse nell’UE, si sono ulteriormente aggravate con la pandemia, compresa la violenza online.

    La relazione, infine, dimostra quanto sia finanziariamente costoso il fatto di non affrontare la violenza contro le donne e la violenza domestica: secondo calcoli estimativi, ben 289 miliardi di € all’anno.

    La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Voglio un’Europa che sia al fianco delle donne e che dia loro protezione e sostegno. Voglio una società che impedisca, condanni e persegua penalmente gli atti di violenza contro le donne ogniqualvolta essi vengono perpetrati. È giunto il momento della giustizia e della parità. Ecco perché oggi presentiamo le norme giuste per accelerare il cambiamento.”

    La necessità di prevenire e combattere la violenza contro le donne, proteggere le vittime e punire gli autori di questi reati è stata annunciata negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen quale priorità fondamentale della Commissione e rientra nella strategia per la parità di genere 2020-2025.

    La violenza contro le donne e la violenza domestica sono molto diffuse in tutti gli Stati membri e, secondo le stime, colpiscono nell’UE una donna su tre. Una donna su due ha subito molestie sessuali e una su venti riferisce di essere stata stuprata. Anche la violenza online è in aumento, in particolare nei confronti delle donne attive nella vita pubblica, ad esempio nel giornalismo o in politica. Una ragazza su due è stata vittima di violenza di genere online. Le donne subiscono atti di violenza anche sul lavoro: circa un terzo delle donne oggetto di molestie sessuali nell’UE ha subito tali molestie proprio in ambito lavorativo.

    Il Parlamento europeo, accanto alle ONG di tutta l’UE e alle organizzazioni per i diritti delle vittime, ha invocato ripetutamente una legislazione sulla violenza contro le donne e la violenza domestica e, più in generale, sulla violenza online contro le donne.

    Nell’ambito dell’attuale azione della Commissione mirante a contrastare la violenza di genere e promuovere la parità e nel quadro del nuovo programma di finanziamento “Cittadini, uguaglianza, diritti e valori”, la cui dotazione è pari a 1,55 miliardi di €, sono disponibili, per il 2022, 30,5 milioni di € per progetti volti a prevenire e combattere la violenza contro le donne e i minori e 6,8 milioni di € per progetti che promuovono il pieno esercizio, da parte delle donne, dei diritti loro spettanti, la libertà dagli stereotipi di genere, l’equilibrio tra la vita professionale e la vita privata, l’emancipazione femminile e l’integrazione della dimensione di genere.

    Fonte: Commissione europea

  • Quaranta proposte per definire il ruolo della Ue nel mondo

    I cittadini europei vogliono la riforma del trattato di Dublino e non escludono delle future forze armate congiunte europee. Queste sono solo due tra le 40 raccomandazioni finali che sono uscite dal quarto panel di cittadini dedicato a migrazioni e ruolo dell’Ue nel mondo, tenutosi lo scorso weekend a Maastricht.

    Il quorum minimo di voti per approvare le proposte, come per gli altri panel di Varsavia e Firenze, era del 70% dei favorevoli. Solo sei idee non hanno superato il quorum. La prima proposta è stata votata con il 90,26% dei voti favorevoli e prevede la sostituzione del trattato di Dublino – che attualmente obbliga gli Stati membri Ue i cui confini sono la frontiera esterna dell’Ue a farsi carico di tutte le domande di richiedenti asilo – con un sistema in cui ci sia una “distribuzione giusta, equilibrata e proporzionata” di migranti. Sono passate anche le proposte di un’elaborazione “più veloce e secondo standard comuni” delle richieste di asilo, con le stesse che possono essere elaborate da altri stati membri (87% dei sì). Bocciata, con solo il 65% dei voti positivi, la proposta che avrebbe limitato al 30% il numero di abitanti provenienti da Paesi terzi negli Stati membri. Nell’ambito del ruolo dell’Ue nel mondo, invece, si è dibattuto molto su una possibile creazione di un esercito comune europeo. I cittadini dei 27 Stati membri hanno votato contro alle “forze armate Ue” come “struttura sovranazionale”. Ma non hanno, al contrario, escluso una “forza armata congiunta per scopi di autodifesa e a supporto in crisi dovute a catastrofi naturali” (73% dei voti). Con la stessa percentuale si chiede di introdurre un “eco-score”, ovvero un punteggio dato ai prodotti in base alle emissioni impattanti sull’ambiente causate dalla produzione, trasporto e contenuto dei prodotti.

    Le 40 raccomandazioni dei cittadini saranno dibattute durante il weekend dell’11-12 marzo al Parlamento europeo di Strasburgo, assieme alle proposte finali su lavoro, economia, educazione e cultura che usciranno dal panel di Dublino (25-27 febbraio). Nella sessione plenaria dedicata ci saranno, assieme a 80 cittadini ambasciatori, anche rappresentanti del Parlamento Ue, dei parlamenti nazionali degli Stati membri, dei governi, della Commissione europea e della società civile europea

  • Giornata del 112: salvare vite umane raggiungendo in modo rapido e semplice i servizi di emergenza ovunque nell’UE

    L’11 febbraio l’UE ha celebrato il numero d’emergenza unico 112. La giornata è volta a informare sul 112 mediante il quale chiunque, in qualsiasi paese dell’UE, può raggiungere i servizi di emergenza.

    Nei 30 anni di operatività del 112, la Commissione si è costantemente adoperata per garantire che tutti possano utilizzare il numero d’emergenza in modo facile ed efficace, sfruttando le ultime tecnologie. Le norme dell’UE sulle telecomunicazioni sono mirate a far sì che la più recente tecnologia degli smartphone, nota anche come localizzazione mobile avanzata, venga impiegata per localizzare il chiamante (con una precisione fino a 5 metri) e condividerne rapidamente la posizione con gli operatori dei servizi di emergenza.

    La Commissione sta lavorando a misure volte a migliorare ulteriormente le comunicazioni di emergenza in tutta Europa. Le misure, che saranno presentate entro la fine del 2022, dovrebbero rendere più efficace la trasmissione delle chiamate al centralino di emergenza più vicino, nonché garantire che le persone con disabilità abbiano pari accesso ai servizi di emergenza e che la trasmissione della localizzazione del chiamante sia accurata e rapida.

    Il nuovo regolamento sul roaming, che consentirà agli europei che si recano in altri paesi dell’UE di continuare a usare il proprio telefono all’estero senza costi aggiuntivi, garantirà inoltre una localizzazione più precisa in situazioni di emergenza e che le comunicazioni di emergenza siano gratuite. Entro giugno 2023, quando si viaggerà all’estero si riceverà automaticamente dal proprio operatore un SMS che informa del 112 e dei mezzi alternativi disponibili per accedere ai servizi di emergenza per le persone con disabilità, ad esempio mediante comunicazione testuale o app in tempo reale.

    Ogni anno, in tutta l’UE, l’11 febbraio vengono organizzate attività per promuovere la conoscenza del numero d’emergenza unico europeo.

    Fonte: Commissione europea

  • Proteggere gli oceani: la Presidente von der Leyen e i Commissari Vălean e Sinkevičius al “One Ocean Summit”

    La Presidente von der Leyen e i Commissari Vălean e Sinkevičius rappresenteranno la Commissione al One Ocean Summit di Brest, Francia. Organizzato sotto la presidenza francese del Consiglio da mercoledì a venerdì 11 febbraio, il vertice intende mobilitare la comunità internazionale affinché adotti misure volte a preservare e sostenere oceani sani e innalzare il livello collettivo di ambizione di detta comunità sulle questioni marine.

    La Presidente von der Leyen interverrà in merito all’azione comune dell’UE per preservare gli oceani. Tale intervento, che costituirà una parte essenziale del contributo dell’UE al vertice, avverrà in occasione del segmento ad alto livello, nel quale il presidente Emmanuel Macron riunirà capi di Stato o di governo, leader delle istituzioni multilaterali, dirigenti d’impresa, politici e rappresentanti della società civile allo scopo di assumere impegni. Il discorso della Presidente von der Leyen potrà essere seguito in diretta venerdì alle 10.30 su EbS.

    La Commissaria Vălean, responsabile per i Trasporti, sarà a Brest il 10 febbraio e pronuncerà un discorso di apertura al forum sull’ecologizzazione dei corridoi marittimi, in cui discuterà del ruolo dell’innovazione e delle alleanze industriali nella decarbonizzazione del trasporto marittimo, nonché al forum sulla transizione verde delle città portuali.

    Giovedì 10 febbraio il Commissario Sinkevičius, responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, interverrà alla tavola rotonda “Un’Europa degli oceani” e pronuncerà un discorso di apertura al forum “Regioni costiere — 200 milioni di utenti del mare”, che si terrà l’11 febbraio.

    Fonte: Commissione europea

  • Il Commissario Gentiloni all’Università Bocconi di Milano per la lezione su “Una politica economica dell’Unione europea per la prossima generazione”

    Martedì 8 febbraio, in mattinata, il Commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni è intervenuto davanti agli studenti dell’Università Bocconi di Milano in occasione della lezione su “Una politica economica dell’Unione europea per la prossima generazione”, per parlare dello stato dell’economia europea e delle risorse per finanziare un’equa transizione digitale e ambientale.

    La lezione, organizzata in memoria dell’editore Achille Boroli, ha acceso i riflettori sulla risposta rapida e coordinata dell’Unione alle ingenti sfide economiche causate dalla pandemia di Covid-19.  Grazie ai nuovi strumenti e programmi come SURE, l’Unione europea ha dato il via a misure eccezionali per la lotta alla disoccupazione e per la crescita economica.

    Il Commissario Gentiloni ha sottolineato come, in tempi di emergenza, l’Unione europea abbia preso decisioni audaci e senza precedenti, lanciando un piano straordinario di ripresa, fissando ambiziosi obiettivi climatici e guidando uno storico accordo internazionale sulla tassazione globale delle società. L’anno scorso, infatti, 137 Stati si sono accordati, da un lato, su un livello minimo di tassazione al 15% per le grandi multinazionali e, dall’altro, sulla riallocazione di una parte degli utili delle multinazionali nel luogo in cui sono effettivamente realizzati.

    Secondo il Commissario Gentiloni, il dibattito sulla politica fiscale ed economica dell’UE entrerà nella fase decisiva nei prossimi mesi. Per questo, a marzo, in occasione di un summit speciale, i leader europei rifletteranno su un nuovo modello di crescita per l’Europa.

    Tutte le nuove misure fiscali ed economiche, a partire dal piano straordinario di ripresa Next Generation EU, permetteranno così di pensare a un’Europa più verde, più digitale e più inclusiva. “Lo dobbiamo alle future generazioni, al futuro dell’Europa”, ha affermato il Commissario Gentiloni.

    Fonte: Commissione europea

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