Commissione

  • Provvedimenti della Commissione per proteggere le persone dall’amianto e garantire un futuro senza

    L’amianto è una sostanza cancerogena estremamente pericolosa ancora presente in molti dei nostri edifici e causa di numerosi decessi evitabili nell’UE. La Commissione presenta un approccio globale per proteggere meglio le persone e l’ambiente dall’amianto e garantire un futuro senza amianto.

    Il pacchetto comprende:

    Sebbene tutte le forme di amianto siano vietate nell’UE dal 2005, questa sostanza è ancora presente negli edifici più vecchi e rappresenta una minaccia per la salute, in particolare quando i materiali che la contengono vengono perturbati, con il conseguente rilascio di fibre che possono essere inalate, ad esempio durante le ristrutturazioni.

    Ben il 78% dei tumori professionali riconosciuti negli Stati membri è correlato all’amianto. Se inalate, le fibre di amianto presenti nell’aria possono causare, ad esempio, mesotelioma e cancro ai polmoni, con un periodo medio di 30 anni tra l’esposizione e i primi segni della malattia.

    Affrontare i rischi per la salute derivanti dall’esposizione all’amianto è quindi essenziale per proteggere la salute umana e l’ambiente, garantendo nel contempo condizioni di vita e di lavoro dignitose. Questo aspetto è ancora più rilevante nel contesto della transizione verde e dell’ambizione dell’UE di aumentare il tasso di ristrutturazione degli edifici. Grazie alle ristrutturazioni i residenti godranno di migliori condizioni di salute e di vita e di bollette energetiche più basse. Tuttavia aumenteranno anche i rischi di esposizione all’amianto, in particolare per i lavoratori edili.

    Le azioni presentate oggi fanno parte del pilastro relativo alla prevenzione del piano europeo di lotta contro il cancro e contribuiranno agli obiettivi del Green Deal europeo, del piano d’azione “inquinamento zero” e del pilastro europeo dei diritti sociali.

    Per proteggere le persone dall’esposizione all’amianto e prevenire i rischi per le generazioni future, la Commissione definisce un approccio globale in materia di salute pubblica con i seguenti obiettivi.

    • Sostenere meglio le vittime di malattie correlate all’amianto.
    • Proteggere meglio i lavoratori dall’amianto. La Commissione intende:
    • proporre oggi una revisione della direttiva sull’esposizione all’amianto durante il lavoro, volta a ridurre significativamente il valore limite di esposizione professionale per l’amianto;
    • aggiornare gli orientamenti per sostenere gli Stati membri, i datori di lavoro e i lavoratori nell’attuazione della direttiva riveduta; e
    • lanciare una campagna di sensibilizzazione sulla rimozione sicura dell’amianto.
    • Migliorare le informazioni sull’amianto negli edifici. La Commissione intende:
    • presentare una proposta legislativa concernente il rilevamento e la registrazione dell’amianto negli edifici. Gli Stati membri saranno invitati a elaborare strategie nazionali per la rimozione dell’amianto; e
    • proporre un approccio normativo per l’introduzione di registri digitali degli edifici al fine di migliorare la condivisione e l’uso dei dati relativi agli edifici, dalla progettazione alla costruzione, fino alla demolizione.
    • Garantire lo smaltimento sicuro dell’amianto e l’inquinamento zero. La Commissione intende:

    L’UE mette a disposizione ingenti finanziamenti attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza, il Fondo sociale europeo Plus e il Fondo europeo di sviluppo regionale per sostenere gli Stati membri negli ambiti della prevenzione sanitaria, delle cure, delle ristrutturazioni e dello smaltimento sicuro dell’amianto.

    Inoltre l’UE continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nella lotta all’amianto a livello mondiale, ad esempio nel contesto della conferenza delle parti della convenzione di Rotterdam, dell’Organizzazione internazionale del lavoro, del G7 e del G20.

    I lavoratori corrono il rischio maggiore di essere esposti a questa sostanza cancerogena. Per migliorarne la protezione la Commissione presenta oggi una proposta di modifica della direttiva sull’esposizione all’amianto durante il lavoro. La modifica comprende una riduzione del limite di esposizione all’amianto durante il lavoro a un valore 10 volte inferiore a quello attuale (da 0,1 fibre per centimetro cubo (f/cm³) a 0,01 f/cm³), sulla base dei più recenti sviluppi scientifici e tecnologici.

    Insieme all’attività di sensibilizzazione e ad altri miglioramenti in materia di prevenzione e cure sanitarie, la proposta avvicinerà l’UE al suo obiettivo di sconfiggere il cancro. Essa inoltre crea condizioni di parità per le imprese che operano a livello di UE, riducendo nel contempo i costi dell’assistenza sanitaria connessi alle cure mediche.

    La Commissione invita tutte le istituzioni dell’UE, gli Stati membri, le parti sociali e gli altri portatori di interessi ad accelerare l’azione per conseguire un’UE senza amianto per le generazioni attuali e future. La proposta di modifica della direttiva sull’esposizione all’amianto durante il lavoro presentata dalla Commissione sarà discussa dal Parlamento europeo e dagli Stati membri; la Commissione, da parte sua, auspica una rapida approvazione. Una volta adottata, gli Stati membri avranno 2 anni di tempo per recepire le disposizioni della direttiva nella legislazione nazionale.

    Fonte: Commissione europea

  • Approvato dalla Commissione il regime italiano da 700 milioni di € a sostegno delle imprese nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina

    La Commissione europea ha approvato il regime italiano da 700 milioni di € a sostegno delle imprese nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina. La misura sarà accessibile alle piccole e medie imprese (“PMI”) e a quelle con meno di 1500 dipendenti (imprese a media capitalizzazione) attive in tutti i settori colpiti dall’attuale crisi geopolitica e dalle sanzioni e controsanzioni adottate in tale contesto.

    Sono tuttavia escluse le imprese che operano nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca, dell’acquacoltura, del settore bancario e finanziario, nonché le società commerciali e di intermediazione commerciale.

    La misura è analoga ad altri regimi italiani a sostegno dei settori agricolo, forestale, della pesca e dell’acquacoltura, come quello approvato dalla Commissione il 18 maggio 2022 (SA.102896).

    Nell’ambito del regime i beneficiari ammissibili avranno diritto a ricevere aiuti di importo limitato sotto forma di sovvenzioni dirette.

    Il regime sarà accessibile alle imprese con un fatturato estero medio complessivo, negli anni 2019, 2020 e 2021, pari ad almeno il 10% del fatturato medio totale degli stessi anni.

    Per essere ammissibili, le società devono inoltre rifornirsi per determinate parti dell’insieme delle loro forniture dall’Ucraina, dalla Russia o dalla Bielorussia e prevedere, per l’esercizio finanziario 2022, i) un aumento del costo unitario medio delle forniture; o ii) una riduzione dei quantitativi di forniture provenienti dagli stessi paesi di almeno il 20 % rispetto alla media registrata nel 2019, 2020 e 2021.

    La Commissione ha constatato che il regime italiano è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi. In particolare, gli aiuti i) non supereranno 500.000 € per impresa; e ii) saranno concessi entro il 31 dicembre 2022.

    La Commissione ha concluso che il regime italiano è necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

    Su queste basi la Commissione ha approvato la misura di aiuto in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Fonte: Commissione europea

  • L’UE rafforza la realizzazione di infrastrutture per i combustibili alternativi con 292 milioni di € di finanziamenti in 23 Stati membri

    La Commissione ha selezionato 24 progetti che riceveranno finanziamenti dell’UE per lo sviluppo di infrastrutture per i combustibili alternativi. Complessivamente i progetti riceveranno sovvenzioni europee del valore totale di circa 292 milioni di € a titolo del dispositivo per un’infrastruttura per i combustibili alternativi allo scopo di realizzare infrastrutture lungo la rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) in 23 Stati membri dell’UE.

    I progetti selezionati accelereranno la costruzione dell’intera rete di infrastrutture di ricarica e di rifornimento di idrogeno necessaria per la diffusione generalizzata di veicoli a basse e a zero emissioni per tutti i modi di trasporto. Il dispositivo per un’infrastruttura per i combustibili alternativi combina le sovvenzioni del meccanismo per collegare l’Europa con il sostegno delle istituzioni finanziarie, al fine di aumentare l’efficacia degli investimenti.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione approva un regime italiano da 407 milioni di € a sostegno delle imprese di alcuni comuni

    La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 407 milioni di € a sostegno delle imprese attive nei comuni colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016 nel contesto della pandemia di coronavirus e dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato e del quadro temporaneo di crisi. Il regime sarà aperto alle imprese di tutte le dimensioni ubicate in determinati comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. La misura mira a ridurre il rischio di perturbazioni economiche cui devono far fronte le imprese che hanno una sede legale o operativa nei comuni interessati e che sono state duramente colpite dagli effetti socioeconomici della crisi dovuta alla pandemia di coronavirus e all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Nell’ambito del regime il sostegno pubblico prenderà la forma di sovvenzioni dirette e prestiti a tasso agevolato.   La Commissione ritiene che il regime italiano sia in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo e nel quadro temporaneo di crisi. In particolare, gli aiuti valutati nell’ambito del quadro temporaneo i) non eccedono l’1% del bilancio totale del regime per destinatario e ii) andranno a beneficio degli investimenti in beni materiali e immateriali, ma non di investimenti finanziari. Gli aiuti valutati nell’ambito del quadro temporaneo di crisi non superano i 400 000 € per impresa. Inoltre, il sostegno pubblico sarà concesso entro il 31 dicembre 2022. La Commissione ha ritenuto pertanto che la misura è necessaria, appropriata e proporzionata i) per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in conformità dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) TFEU e ii) per agevolare lo sviluppo di talune attività importanti per una ripresa sostenibile dell’economia, in conformità dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c) TFEU. Su queste basi la Commissione ha approvato la misura in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Fonte: Commissione europea

  • Nuove opportunità di finanziamento per progetti nel settore dello sport di base e promozione di comportamenti sostenibili attraverso lo sport

    La Commissione lancia due nuovi inviti a presentare proposte nel settore dello sport: l’azione preparatoria dell’UE per “Programmi sportivi di base e innovazione dell’infrastruttura”, con un bilancio totale di 1,95 milioni di euro, e il progetto pilota “Lo sport per le persone e il pianeta: un nuovo approccio alla sostenibilità attraverso lo sport in Europa”, con un bilancio totale di 1,44 milioni di euro. Un’occasione per le organizzazioni sportive di individuare idee innovative e sviluppare e promuovere nuove modalità di pratica dello sport e dell’attività fisica più in linea con le esigenze dei cittadini.  La Commissaria Mariya Gabriel ha dichiarato: “Non vedo l’ora di conoscere le idee innovative che il movimento dello sport di base proporrà nelle candidature per l’azione preparatoria. Con il nuovo progetto pilota “Lo sport per le persone e il pianeta” la Commissione ribadisce il suo impegno a favore dello sport verde. Entrambi gli inviti mostrano la nostra volontà di incoraggiare modi innovativi e più sostenibili di praticare sport.”  L’azione preparatoria “Programmi sportivi di base e innovazione dell’infrastruttura” mira a incoraggiare il settore sportivo a migliorare la sua offerta attraverso creatività, innovazione e nuove pratiche. Gli obiettivi del nuovo progetto pilota “Lo sport per le persone e il pianeta: un nuovo approccio alla sostenibilità attraverso lo sport in Europa” consistono nell’ispirare i cittadini dell’UE ad adottare comportamenti sostenibili grazie al potere comunicativo dello sport, ai suoi principali eventi e ai suoi principali modelli. Le azioni sostenute nell’ambito di questo progetto contribuiranno anche all’attuazione dell’iniziativa Nuovo Bauhaus europeo. Gli inviti a presentare proposte, gestiti dall’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA), saranno aperti fino al 12 ottobre.

    Fonte: Commissione europea

  • Erasmus+: prossima cooperazione di 44 università europee a livello transfrontaliero e interdisciplinare

    La Commissione ha annunciato i risultati dell’invito a presentare proposte del 2022 per l’iniziativa delle università europee: grazie a una dotazione record di 272 milioni di € provenienti dal programma Erasmus+ continua il sostegno alle 16 alleanze esistenti di università europee e prende il via la cooperazione di 4 nuove alleanze. Insieme alle 24 alleanze selezionate nel 2020, un totale di 44 università europee vedrà ora la collaborazione di 340 istituti di istruzione superiore, ubicati in città capitali e regioni periferiche di 31 paesi. Le università europee sono alleanze di istituti di istruzione superiore di ogni parte d’Europa che cooperano in materia di istruzione, ricerca e innovazione a vantaggio degli studenti, degli educatori e della società.

    Ogni alleanza riceve una dotazione massima di 14,4 milioni di € dal programma Erasmus+ per un periodo di 4 anni, un aumento notevole rispetto al massimo di 5 milioni di € su 3 anni previsto nei bandi Erasmus+ precedenti.

    L’invito a presentare proposte 2022 per le università europee nell’ambito di Erasmus+ era imperniato su 2 temi: da un lato offriva la possibilità di procurare finanziamenti sostenibili per alleanze di successo già esistenti tra istituti di istruzione superiore perché potessero perseguire la loro visione a lungo termine. Queste 16 alleanze coinvolgono ora circa 30 nuovi istituti di istruzione superiore. Dall’altro lato l’invito sosteneva la creazione di nuove università europee in tutta Europa, riunendo vari istituti di istruzione superiore attorno a visioni strategiche comuni.

    Insieme alle 24 alleanze selezionate nel 2020, un totale di 44 università europee vedrà ora la collaborazione di 340 istituti di istruzione superiore, ubicati in città capitali e regioni periferiche di 31 paesi (tutti gli Stati membri dell’UE, l’Islanda, la Norvegia, la Serbia e la Turchia). Una novità del bando Erasmus+ 2022 consiste nel fatto che le alleanze possono ora accettare partner associati dai paesi firmatari del processo di Bologna, come l’Ucraina, il Regno Unito e la Svizzera. Collaborando inoltre con circa 1 300 partner associati – ONG, imprese, città e autorità locali o regionali – le università europee sono in grado di aumentare in modo sostanziale la qualità e la portata dell’istruzione terziaria.

    Nell’autunno del 2022 la Commissione lancerà il prossimo invito a presentare proposte Erasmus+, con l’obiettivo di offrire finanziamenti per sostenere le alleanze esistenti e crearne di nuove.

    Le università europee sono alleanze transnazionali che riuniscono in media 9 istituti di istruzione superiore, tra i quali possono figurare diversi tipi di istituti (come università polivalenti e di ricerca, università di scienze applicate, istituti di tecnologia, scuole d’arte e istituti di istruzione e formazione professionale superiore), e la cui ampia copertura geografica si estende in tutta Europa.

    Insieme, queste istituzioni stanno ideando nuove modalità di cooperazione strutturale, sostenibile e sistemica comune a lungo termine in materia di istruzione, ricerca e innovazione in tutta Europa. Offrono programmi di studio incentrati sullo studente, impartiti congiuntamente nei campus interuniversitari europei, in cui studenti, membri del personale e ricercatori di tutte le parti d’Europa possono beneficiare agevolmente della mobilità.

    Con il tempo le università europee metteranno in relazione un numero sempre maggiore di facoltà, dipartimenti, membri del personale e studenti: offriranno metodi pedagogici più innovativi fondati su approcci interdisciplinari e basati sulle sfide, attueranno più programmi congiunti, diventeranno ancora più inclusive e collaboreranno maggiormente con le loro comunità.

    La Commissione ha proposto l’iniziativa delle università europee ai leader dell’UE nel novembre 2017, prima del vertice sociale di Göteborg, nel quadro di un progetto globale per istituire uno spazio europeo dell’istruzione entro il 2025.

    La strategia europea per le università si pone come obiettivo il sostegno a 60 università europee, con il coinvolgimento di oltre 500 istituti di istruzione superiore entro la metà del 2024. Proprio al fine di sostenere le università europee, durante l’attuale periodo di programmazione 2021-2027 è previsto lo stanziamento record di 1,1 miliardi di € a titolo di Erasmus+. A offrire sostegno alla dimensione della ricerca delle università europee sarà l’iniziativa sull’eccellenza europea nel quadro di Orizzonte Europa.

    Fonte: Commissione europea

  • Assegnati all’Italia 42,7 miliardi di euro per contribuire alla crescita sostenibile, all’occupazione e alla modernizzazione, riducendo nel contempo le disparità regionali

    Grazie all’adozione dell’accordo di partenariato per la politica di coesione tra la Commissione e l’Italia, nel periodo 2021-2027 l’Italia riceverà dall’UE 42,7 miliardi di € per promuovere la coesione economica, sociale e territoriale; un’attenzione particolare sarà riservata alle regioni meridionali.

    L’accordo di partenariato stabilisce le priorità di investimento concordate per la transizione verde e digitale dell’Italia, sostenendo nel contempo le zone più fragili a livello socioeconomico e i gruppi vulnerabili. La dotazione totale della politica di coesione, unitamente al cofinanziamento nazionale, ammonta a 75 miliardi di €.

    Oltre 30 miliardi di € stanziati a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e del Fondo sociale europeo Plus (FSE+) saranno assegnati alle regioni meno sviluppate dell’Italia meridionale, un sostegno mirato che è essenziale per ridurre il divario (ancora ampio) tra le regioni in termini di attività economica, opportunità di lavoro, istruzione e accesso ai servizi e all’assistenza sanitaria.

    Oltre 8,7 miliardi di € stanziati a titolo del FESR saranno destinati a rendere l’energia più accessibile dal punto di vista economico, più pulita e più sicura, come pure a investire nell’economia circolare e a basse emissioni di carbonio e nelle ristrutturazioni finalizzate all’efficienza energetica degli edifici pubblici.

    Le risorse del FESR confluiranno inoltre in investimenti destinati alla mobilità sostenibile e a rendere le regioni, le città e le infrastrutture più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici e ai rischi naturali.

    L’Italia investirà in misure per l’adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi e la resilienza a fenomeni quali tempeste, inondazioni e siccità; 1,2 miliardi di € provenienti dal FESR saranno ad esempio impiegati per migliorare l’efficienza della rete idrica nazionale, promuovendo allo stesso tempo la digitalizzazione e il monitoraggio intelligente anche nel settore del trattamento delle acque reflue.

    Un miliardo di € stanziato a titolo del Fondo per una transizione giusta (JTF) contribuirà ad attenuare gli effetti della transizione verde e a sostenere la diversificazione delle attività economiche attualmente basate su industrie ad alta intensità di carbonio. Le aree più colpite del paese sono il Sulcis Iglesiente in Sardegna e la zona di Taranto in Puglia.

    L’Italia destinerà 9,5 miliardi di € al miglioramento della competitività industriale in tutte le regioni, alla digitalizzazione e alla produttività delle piccole e medie imprese (PMI) e al sostegno a ricerca, sviluppo e innovazione.

    15 miliardi di € provenienti dal FSE+ saranno investiti in misure di inclusione sociale e misure di politica attiva del lavoro e di formazione per dare impulso all’occupazione giovanile nell’ambito della garanzia per i giovani, ad esempio tramite apprendistati, al lavoro autonomo e all’imprenditorialità.

    Per affrontare la mancanza di personale qualificato e accrescere la flessibilità del mercato del lavoro, l’Italia investirà nel miglioramento delle competenze e nella riqualificazione dei lavoratori. Saranno intrapresi sforzi sostanziali per aiutare gli indigenti e, in particolare, per far uscire i minori dalla povertà, in linea con la garanzia europea per l’infanzia.

    Altri finanziamenti saranno destinati ad affrontare il divario di genere nel tasso di occupazione (il più elevato nell’UE) sostenendo l’imprenditoria femminile, agevolando l’accesso ai servizi di conciliazione, incoraggiando un maggiore coinvolgimento degli uomini nelle mansioni assistenziali e promuovendo soluzioni innovative in materia di benessere a livello aziendale.

    518 milioni di € stanziati a titolo del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA) contribuiranno a realizzare un settore della pesca e dell’acquacoltura sostenibile e a basse emissioni di carbonio nel Mediterraneo, a rafforzare la sostenibilità dello sfruttamento e della gestione delle risorse acquatiche e marittime e a dare impulso all’innovazione, promuovendo nel contempo anche la decarbonizzazione dei settori dell’economia blu, la protezione dell’ambiente marino e la biodiversità. Un’attenzione particolare sarà riservata alle comunità costiere locali.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissaria Ferreira in Italia per annunciare l’adozione dell’accordo di partenariato con l’Italia per il periodo 2021-2027

    La Commissaria per la Coesione e le riforme Elisa Ferreira sarà in Italia martedì per annunciare l’approvazione dell’accordo di partenariato per la politica di coesione per il periodo di programmazione 2021-2027. La Commissaria incontrerà la Ministra italiana per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, e il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, con i quali parlerà della strategia di investimento per l’Italia. La Commissaria Ferreira pronuncerà un discorso e presenterà l’accordo di partenariato insieme a Mara Carfagna in occasione di una conferenza stampa alle ore 11:30 CET a Roma, presso il Ministero per il Sud e la Coesione territoriale. La Commissaria Ferreira visiterà poi il Data Center della Regione Lazio, un progetto finanziato dall’UE allo scopo di aumentare la competitività della regione migliorando i servizi online per i cittadini nei settori della salute, dell’intelligenza artificiale e del monitoraggio ambientale.

    Fonte: Commissione europea

  • Proposte pioneristiche per ripristinare la natura dell’Europa entro il 2050 e dimezzare l’uso dei pesticidi entro il 2030

    La Commissione ha adottato proposte pionieristiche per ripristinare gli ecosistemi danneggiati e riportare la natura in tutta Europa, dai terreni agricoli e i mari alle foreste e agli ambienti urbani. La Commissione propone inoltre di ridurre del 50 % l’uso e il rischio dei pesticidi chimici entro il 2030. Queste proposte legislative faro, che fanno seguito alle strategie “Biodiversità” e “Dal produttore al consumatore”, contribuiranno a garantire la resilienza e la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare nell’UE e nel mondo.

    La proposta concernente un atto normativo sul ripristino della natura è un passo fondamentale per evitare il collasso degli ecosistemi e prevenire i peggiori impatti dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità. Il ripristino delle zone umide, dei fiumi, delle foreste, dei pascoli, degli ecosistemi marini, degli ambienti urbani e dell’UE e delle specie che ospitano rappresenta un investimento essenziale e efficace sotto il profilo dei costi per la nostra sicurezza alimentare, la resilienza climatica, la salute e il benessere di tutti i cittadini. Analogamente, le nuove norme sui pesticidi chimici ridurranno l’impronta ambientale del sistema alimentare dell’UE, proteggeranno la salute e il benessere dei cittadini e dei lavoratori agricoli e contribuiranno ad attenuare le perdite economiche che stiamo già subendo a causa del degrado del suolo e della perdita di impollinatori dovuti ai pesticidi.

    La Commissione propone il primo atto legislativo che mira esplicitamente a ripristinare la natura in Europa, a riparare l’80 % degli habitat europei che versano in cattive condizioni e a riportare la natura in tutti gli ecosistemi, dalle foreste e dai terreni agricoli agli ecosistemi marini, di acqua dolce e urbani. In base alla presente proposta sul ripristino della natura, saranno assegnati a tutti gli Stati membri obiettivi giuridicamente vincolanti per il ripristino della natura in vari ecosistemi, a integrazione delle normative esistenti. L’obiettivo è far sì che le misure di ripristino coprano almeno il 20 % delle superfici terrestri e marine dell’UE entro il 2030 e si estendano infine a tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050.

    Il ripristino coinvolge strettamente e va a vantaggio di tutte le componenti della società, deve essere realizzato nell’ambito di un processo inclusivo e ha un impatto particolarmente positivo su coloro che dipendono direttamente da una natura sana per il proprio sostentamento, compresi gli agricoltori, i silvicoltori e i pescatori. Gli investimenti per il ripristino della natura apportano un valore economico compreso tra 8 e 38 EUR per ogni 1 EUR speso, grazie ai servizi ecosistemici che favoriscono la sicurezza alimentare, la resilienza degli ecosistemi e l’attenuazione dei cambiamenti climatici, nonché la salute umana. Aumenta inoltre la presenza della natura nei nostri paesaggi e nella nostra vita quotidiana, con benefici dimostrabili per la salute e il benessere nonché un valore culturale e ricreativo.

    La normativa sul ripristino della natura fisserà obiettivi e obblighi di ripristino in un’ampia gamma di ecosistemi terrestri e marini. Gli ecosistemi con il maggiore potenziale di rimozione e stoccaggio del carbonio e di prevenzione o riduzione dell’impatto delle catastrofi naturali (come le inondazioni) rivestono la massima priorità. La nuova normativa si basa sulla legislazione esistente, ma riguarda tutti gli ecosistemi senza limitarsi alle zone protette della direttiva Habitat e di Natura 2000, con l’obiettivo di avviare il percorso di recupero di tutti gli ecosistemi naturali e seminaturali entro il 2030. Beneficerà di ingenti finanziamenti dell’UE: nell’ambito del quadro finanziario pluriennale circa 100 miliardi di € sono destinati alla biodiversità e al ripristino.

    Gli obiettivi proposti comprendono:

    • l’inversione del declino delle popolazioni di impollinatori entro il 2030 e, successivamente, l’aumento di queste popolazioni;
    • nessuna perdita netta di spazi verdi urbani entro il 2030, un aumento del 5 % entro il 2050, una copertura arborea minima del 10 % in ogni città, piccola città e periferia europea e un guadagno netto di spazi verdi integrati negli edifici e nelle infrastrutture;
    • negli ecosistemi agricoli, l’aumento complessivo della biodiversità e una tendenza positiva per le farfalle comuni, l’avifauna nelle aree agricole, il carbonio organico nei suoli minerali coltivati e gli elementi caratteristici del paesaggio ad alta diversità sui terreni agricoli;
    • il ripristino e la riumidificazione delle torbiere drenate a uso agricolo e nei siti di estrazione della torba;
    • negli ecosistemi forestali, l’aumento complessivo della biodiversità e una tendenza positiva per quanto riguarda la connettività delle foreste, il legno morto, la percentuale di foreste disetanee, l’avifauna forestale e le riserve di carbonio organico;
    • il ripristino degli habitat marini quali le colture marine o i fondali di sedimenti e il ripristino degli habitat di specie marine emblematiche quali delfini e focene, squali e uccelli marini;
    • l’eliminazione delle barriere fluviali in modo che almeno 25 000 km di fiumi siano trasformati in fiumi a flusso libero entro il 2030.

    Per contribuire al conseguimento degli obiettivi, mantenendo nel contempo una certa flessibilità in funzione delle circostanze nazionali, la normativa imporrebbe agli Stati membri di elaborare piani nazionali di ripristino, in stretta collaborazione con i ricercatori, i portatori di interessi e i cittadini. Esistono norme specifiche in materia di governance (monitoraggio, valutazione, pianificazione, rendicontazione e applicazione), che migliorerebbero anche l’elaborazione delle politiche a livello nazionale ed europeo, garantendo che le autorità considerino congiuntamente le questioni connesse della biodiversità, del clima e dei mezzi di sussistenza.

    La proposta di ridurre l’uso di pesticidi chimici concretizza l’impegno ad arrestare la perdita di biodiversità in Europa. La proposta contribuirà a creare sistemi alimentari sostenibili in linea con il Green Deal europeo e la strategia “Dal produttore al consumatore”, garantendo nel contempo una sicurezza alimentare duratura e proteggendo la nostra salute.

    Gli scienziati e i cittadini sono sempre più preoccupati per l’uso dei pesticidi e per l’accumulo dei loro residui e metaboliti nell’ambiente. Nella relazione finale della Conferenza sul futuro dell’Europa i cittadini hanno chiesto specificamente di affrontare la questione dell’uso e del rischio dei pesticidi. Tuttavia, le norme vigenti della direttiva sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi si sono rivelate troppo deboli e sono state attuate in modo disomogeneo. Inoltre, sono stati compiuti progressi insufficienti nell’uso della difesa integrata e di altri approcci alternativi. I pesticidi chimici danneggiano la salute umana e causano il declino della biodiversità nelle aree agricole. Contaminano l’aria, l’acqua e l’ambiente in generale. La Commissione propone pertanto norme chiare e vincolanti:

    • obiettivi giuridicamente vincolanti a livello dell’UE e nazionale per ridurre del 50 % l’uso e i rischi dei pesticidi chimici e l’uso dei pesticidi più pericolosi entro il 2030. Gli Stati membri fisseranno i propri obiettivi nazionali di riduzione entro parametri stabiliti per garantire il conseguimento degli obiettivi a livello dell’UE.
    • Nuove norme rigorose concernenti il controllo degli organismi nocivi rispettoso dell’ambiente Nuove misure garantiranno che tutti gli agricoltori e altri utilizzatori professionali di pesticidi pratichino la difesa integrata (IPM) nel cui ambito, prima di poter utilizzare pesticidi chimici come misura di ultima istanza, si esaminano metodi ecologici alternativi di prevenzione e controllo degli organismi nocivi. Le misure comprendono anche l’obbligo per gli agricoltori e altri utilizzatori professionali di tenere dei registri. Inoltre, gli Stati membri devono stabilire norme specifiche per coltura che individuino le alternative da utilizzare al posto dei pesticidi chimici.

    L’uso di tutti i pesticidi sarà vietato in luoghi quali le aree verdi urbane, compresi i parchi o giardini pubblici, i parchi gioco, le scuole, i campi ricreativi o sportivi, i sentieri pubblici e le zone protette nel rispetto delle prescrizioni di Natura 2000 e qualsiasi area ecologicamente sensibile da preservare per gli impollinatori in pericolo. Queste nuove norme elimineranno i pesticidi chimici presenti nella nostra vita quotidiana.

    La proposta trasforma la direttiva vigente in un regolamento che sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ciò consentirà di affrontare i problemi persistenti dovuti a un’attuazione carente e disomogenea delle norme vigenti nell’ultimo decennio. Gli Stati membri dovranno presentare alla Commissione relazioni annuali dettagliate sui progressi compiuti e sull’attuazione.

    Un pacchetto di politiche chiave sosterrà gli agricoltori e altri utilizzatori nella transizione verso sistemi di produzione alimentare più sostenibili.

    La transizione sarà sostenuta anche dalla proposta sulla rete d’informazione sulla sostenibilità agricola e dagli sviluppi del mercato legati all’agricoltura di precisione, come gli irroratori che utilizzano la geolocalizzazione e le tecniche di riconoscimento degli organismi nocivi.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione approva un regime italiano da 15,6 milioni di euro a sostegno del settore turistico nel contesto della pandemia di coronavirus

    La Commissione Europea ha approvato uno regime italiano da 15,6 milioni di euro a sostegno del settore turistico nel contesto della pandemia di coronavirus. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo degli aiuti di Stato e consiste in (i) aiuti di importo limitato e (ii) sostegno per costi fissi scoperti, in entrambi i casi sotto forma di credito d’imposta per compensare parzialmente le imprese per il pagamento di un’imposta comunale sugli immobili relativa alle attività turistiche. Per accedervi le imprese turistiche devono aver subito un calo del fatturato di almeno il 50% nel periodo compreso tra il 1 aprile e il 30 giugno 2021, rispetto al corrispondente periodo del 2019. Circa 1000 imprese potranno beneficiare dell’aiuto nell’ambito della misura. La Commissione ha riscontrato che il regime italiano è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, quando si tratta di importi limitati di aiuto, il sostegno non supererà i 2,3 milioni di euro per beneficiario. Per quanto riguarda il sostegno ai costi fissi non coperti, l’aiuto non supererà i 12 milioni di euro per impresa. Inoltre, il sostegno pubblico sarà concesso entro il 30 giugno 2022.

    Fonte: Commissione europea

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