conflitto

  • Ucraina, raggiunto un accordo per il cessate il fuoco

    Funzionari del governo ucraino, separatisti filo-russi e negoziatori dell’OSCE hanno concordato i termini per un cessate il fuoco nell’Ucraina orientale a partire dal 27 luglio.

    “Il regime del cessate il fuoco, se osservato dall’altra parte, è un presupposto fondamentale per l’attuazione degli accordi di Minsk e apre la strada all’attuazione di altre disposizioni di tali accordi. La svolta è il risultato del lavoro efficace della delegazione ucraina con il sostegno dei nostri partner internazionali a Berlino e Parigi”, fanno sapere dalla segreteria del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, eletto l’anno scorso con la promessa di porre fine al conflitto nelle regioni orientali di Donetsk e Luhansk.

    I leader europei avevano chiesto di raggiungere l’accordo come prerequisito per tenere un nuovo vertice sulla crisi ucraina.

    Più di 13.000 persone, tra truppe ucraine e ribelli sostenuti dalla Russia, hanno perso la vita nel conflitto cominciato nel 2014, quando Mosca ha annesso con la forza la penisola di Crimea in Ucraina e ha sostenuto la ribellione ad est. I combattimenti più importanti si sono conclusi con un cessate il fuoco del 2015 mediato da Germania e Francia, ma gli sforzi per l’attuazione si sono ridotti, con la Russia che nega di avere truppe nell’Ucraina orientale.

  • Noi siamo sempre nel giusto

    Riceviamo e pubblichiamo un articolo di Dario Rivolta *

    La storica belga di origine italiana Anne Morelli pubblicò nel 2010 un interessante libro: “Principi elementari della propaganda di guerra” (nella precedente versione del 2001 il sottotitolo era: “Utili in caso di guerra fredda, calda o tiepida”).

    Poiché mi sembra che il contenuto sia tuttora di attualità, credo sia molto interessante leggere cosa scriveva la studiosa. Ecco riassunti i punti principali.

    1. Noi non volevamo la guerra e non siamo noi ad averla cominciata. Solo il nostro avversario/nemico è responsabile del conflitto. Questo è ciò che chiamerò la fase della prosecuzione. (corsivo dell’autrice)
    2. I capi e i seguaci del nemico sono disumani e sono il diavolo. Qui comincia la diffamazione.
    3. Noi stiamo difendendo una nobile causa mentre l’avversario difende i suoi propri interessi o, peggio, il suo interesse nazionale. La causa dell’avversario è abominevole, senza valore, egoistica, mentre noi difendiamo un ideale, i diritti umani, la democrazia, la libertà, la libera iniziativa. Noi rappresentiamo il bene, loro personificano il male. Questa è la fase moralizzatrice.
    4. Il nemico commette sistematicamente delle atrocità. Se noi manchiamo o facciamo errori, è involontario e perché il nemico ci inganna o ci provoca. Nella sua lotta il nemico è pronto a qualunque cosa, compreso l’uso di armi illegittime (gas, uccisione di civili, abbattimento di aerei di linea, assassini su commissione. NDA) Lui è anche il solo ad usare notizie false (fake news), attacchi informatici e interferenze via internet nelle elezioni altrui. Noi, al contrario, rispettiamo le leggi di guerra, la convenzione di Ginevra, l’etica giornalistica e lo sforzo di essere imparziali. Noi non saremmo mai capaci di prendere parte a una “guerra dell’informazione” o fare propaganda. Questa è la fase del lavaggio del cervello e del condizionamento dell’opinione pubblic
    5. Noi non soffriamo perdite e, quando ci sono, sono piccole. Le perdite dell’avversario, tuttavia, sono enormi. Fase della minimizzazione.
    6. Artisti, scienziati, accademici, esperti, intellettuali e filosofi, ONG e la società civile ci supportano mentre il nemico è isolato nella sua torre d’avorio e slegato dalla sua società. Fase espansiva nella sfera della guerra nobile.
    7. La nostra causa è sacrosanta e quelli che la mettono in discussione sono pagati dal nemico. Fase del sacrificio.

    Chi sa a chi, e a cosa, si possono applicare oggi le parole della Morelli?

    P.S. La “democratica” Atene obbligò il “traditore” Socrate al suicidio perché svolgeva “propaganda nefasta” verso i giovani della città, cioè non aveva sposato le verità “ufficiali”.

    *Già deputato dal 1996 al 2008

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