Cucina

  • Toghe&Teglie: il timballo di cappelletti

    Buona settimana, lettori appassionati di cucina: sono Marialaura Terenzani, avvocata reggiana del Gruppo Toghe & Teglie, esordiente questa settimana con una proposta che non poteva essere più legata di così al mio territorio.

    Ecco i componenti di base in quantità variabile a seconda dell’appetito e delle bocche da sfamare:

    1) cappelletti, ovviamente reggiani, con tre tipi di carne (manzo, maiale, vitello e prosciutto crudo tritato alla fine della cottura)

    2) ragù alla bolognese con un “tocco” di funghi porcini freschi o secchi purché dell’Appennino tosco-emiliano

    3) besciamella

    4) parmigiano reggiano con stagionatura oltre 30 mesi.

    Devo dare per scontato che le ricette del ragù e della besciamella vi siano note anche perché pubblicate in altri numeri de Il Patto Sociale e questi ingredienti è possibile e non difficile farli in casa: i cappelletti presentano maggiori complessità ed è accettabile che siano provenienti da un laboratorio di pasta fresca mentre sono vietatissimi succedanei da banco del supermercato di origine e contenuto incerto.

    Assemblaggio:

    Procuratevi un teglia circolare apribile del diametro di circa 30 cm. e foderate la base con carta forno, poi imburrate l’interno della teglia.

    Cuocete un disco, anch’esso di 30 cm., di pasta brisèe spennellato con uovo e che costituirà  il coperchio (meglio se leggermente bombato); con altra  pasta  brisèe foderate l’interno della teglia senza cuocerla!!

    Cuocete, invece, i cappelletti in un brodo leggero e toglieteli appena riemergono. Lasciateli raffreddare e poi conditeli con il ragù.

    Ora riempite la teglia apribile con i cappelletti alternando  strati di besciamella e parmigiano, come si fa  per le lasagne, fino all’orlo e infornate a 180 gradi per circa 40 minuti e qualche minuto prima coprite con il disco cotto in precedenza per scaldarlo.

    In alternativa alla pasta brisée si può usare la pasta frolla dolce per un gradevole contrasto con il salato dei cappelletti e del condimento.

    Buon appetito!!!

  • Toghe&Teglie: tortino di riso con cime e salsiccia

    Buon 2022, cari lettori de Il Patto Sociale: gli auguri – insieme ad una appetitosa ricetta – sono di Massimo Schirò, il Serial Griller del Gruppo Toghe & Teglie. Questa settimana propongo il frutto di una ispirazione del giorno della Immacolata: una giornata piovosa ed avevo bisogno di un piatto rassicurante, che sapesse di casa. Apro il frigo e, dalla zona delle verdure, mi guarda un mazzo di cime di rapa che chiedeva d’essere cucinato…E allora via con un’idea per niente stellata ma tanto consolatoria.

    INGREDIENTI per quattro persone:

    500 gr. di riso (meglio un Carnaroli), 200 gr. di cima di rapa, 300 gr. di salsiccia tipo “luganega”, quattro uova, 50 gr. di grana padano, 50 gr. di caciotta affumicata (o bianca), due bustine di zafferano (… non fate i tirchi), noce moscata, sale e pepe, pan grattato e burro q.b., aglio e olio evo.

    PREPARAZIONE

    Pulite le cime di rapa tagliando a metà le foglie più grosse, ripassatele in padella con un filo d’olio ed uno spicchio d’aglio vestito, poi togliete l’aglio, aggiungete un bicchiere d’acqua, un pizzico di sale e fate stufare per 15 minuti a fuoco moderato.

    Ora scolate bene le cime cotte.

    Nel frattempo mettete a bollire l’acqua per il riso e, quando bollirà, aggiungete sale e riso.

    Mentre il riso bolle (18/20 minuti circa: assicuratevi che non diventi colla per manifesti) pulite dal budello e sbriciolate la salsiccia e fatela rosolare in padella sgrassandola con un pochino di vino bianco.

    Nel frattempo tagliate a dadini la caciotta (o la provola affumicata) e grattate il parmigiano.

    A 3/4 della cottura del riso togliere due cucchiai d’acqua e stemperate lo zafferano in una tazzina.

    Scolate il riso mettetelo in una ciotola e lasciatelo intiepidire (avendo cura di sgranarlo con una forchetta).

    A riso intiepidito (non prima se no fate, in tutti i sensi, una frittata) aggiungete le uova, la caciotta, un paio di cucchiai di parmigiano, lo zafferano, la noce moscata, il pepe e mescolate con cura.

    Ora preparate la teglia; io uso uno stampo apribile da torta con diametro 22 cm (se lo avete da 24 no problem): imburratelo e passatelo con del pan grattato e sul fondo ponete la metà del riso, pareggiandolo con cura con il dorso di un cucchiaio.

    Sovrapponete uno strato di salsiccia e poi uno di cima di rapa.

    Coprite il tutto con il riso restante, pareggiate e spolverate con parmigiano, pan grattato e qualche fiocco di burro e infornate (forno statico già caldo a 200 gradi) per 30 minuti. Alla fine accendete per 3/4 minuti il grill per far fare la crosticina. Sfornate ed attendete che intiepidisca prima di sformare.

    Si serve tiepido, infatti e si conserva in frigo per 3/4 giorni.

    Un caro saluto, e…alla prossima!

  • Toghe&Teglie: la zucca con sorpresa

    Buon 2022 amici lettori de Il Patto Sociale, almeno speriamolo, e speriamo che ci sia il tempo per dedicarsi un po’ alla cucina senza che diventi un riempitivo per lockdown, coprifuoco e lavoro agile.

    Sono Patrizia Causarano, avvocata messinese del Gruppo Toghe & Teglie e proprio per dare un senso al mio augurio iniziale vi propongo questa settimana una ricetta dall’effetto non solo scenico, notevole ma che – tutto sommato – è veloce e facile da realizzare: con “al centro” la zucca, meraviglioso e gustosissimo ortaggio dai molti impieghi.

    Dunque, procuratevene una di grandi dimensioni e dopo averne tagliato in maniera netta l’estremità superiore (che terrete da parte) come si può vedere nella foto, svuotatela  della polpa  che taglierete poi a dadini.

    Indicherò un po’ genericamente i quantitativi ma molto dipende dalla dimensione e peso della zucca che dovrete scegliere in base alle bocche da sfamare…

    Ora preparate un battuto di cipolle e passatele in padella con un filo d’olio d’oliva,  aggiungete circa 400 gr. di salsiccia, eliminando l’involucro esterno, 700 gr. circa di zucca tagliata a dadini e proseguite la cottura a fuoco moderato per circa 30 minuti.

    Mettete in cottura delle penne o dei maccheroncini e scolateli al dente misurando i tempi con quelli di preparazione del condimento al quale, in ultimo, aggiungete 200 grammi circa di gorgonzola piccante ed un po’ di panna da cucina.

    Aggiustate di sale, macinate un po’ di pepe profumato ed, onde evitare che il piatto non abbia il giusto apporto calorico per fronteggiare i rigori invernali, arricchite con una grattugiata di parmigiano reggiano stagionato non oltre 24 mesi.

    Con tutto questo ben di Dio in attesa, aggiungetevi direttamente in padella la pasta facendola andare a  fuoco vivo per un paio di minuti, eventualmente aiutandovi per mantecare con dell’acqua di cottura, versate il tutto nella zucca vuota, mettete l’estremità come coperchio e via, andate ad allietare i vostri commensali!

    Non ho indicato il quantitativo di pasta ma con quelle dosi il condimento è sufficiente per almeno 6/8 buone forchette, quindi regolatevi senza dimenticare che dalle mie parti siamo sempre piuttosto generosi con le porzioni…

    Alla prossima!

  • Toghe&Teglie: bis di torte al cioccolato

    Buone Feste (il Natale sembra essere diventato termine politicamente scorretto) a tutti i lettori, sono Daniela Cipriani del Gruppo Toghe & Teglie e, nella settimana clou di panettoni e pandori voglio suggerirvi un altro genere di bis di dolcezze “fredde” da mettere in tavola dopo averle preparate con le vostre mani.

    Iniziate con il procurarvi, per le basi, 30 gr. di acqua, 150 gr. di mandorle sgusciate non pelate, 150 gr. di zucchero,  150 gr. di burro, 150 gr. di uova, 160  gr. di farina per dolci, 20 gr. di cacao, 5 gr. di lievito, 45 gr. di cioccolato fondente al 75%.

    Per la glassa servono, invece: 300 ml. di latte vegetale, 225 gr. di cioccolato fondente al 75%, 10 gr. di olio, un pizzico di sale, 1/2 baccello di vaniglia.

    Infine, la farcitura/decorazione: marmellata di arance alla cannella, burro di arachidi, arachidi salate tritate (1 cucchiaino), 20 piccole meringhe.

    Preparazione: nel mixer, tritate le mandorle, aggiungete acqua e zucchero e mescolate il tutto.

    Nella planetaria, montate il burro già ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero, aggiungete un mix al 50% di mandorle e zucchero, quindi alternate le uova leggermente sbattute con le polveri setacciate e fate incorporare il tutto.  Versate l’impasto in un anello quadrato di lato 18 cm. e infornate  40’ a 180°.

    Ora fate raffreddare la torta, quindi spennellate la parte superiore con i 45 gr. di cioccolato sciolto a bagnomaria. Una volta solidificato, ribaltate la torta (la base solida in cioccolato faciliterà il servizio) e dividetela in due per ottenere due tronchetti di 9×18 cm, poi tagliate ciascuno in due strati per farcire.

    Sul primo, spalmate la marmellata di arance, ricomponete al torta e “stuccatela” con un sottile velo di marmellata di arance.

    Ripetete il procedimento con la seconda usando il burro di arachidi e poi ponete le due torte in abbattitore (o in freezer) per stabilizzarle.

    Nel mentre, tritate finemente il cioccolato della glassa e riponetelo in una ciotola resistente al calore, fate sobbollire il latte vegetale e poi versatelo sul cioccolato tritato. Ruotate leggermente la ciotola per coprire il cioccolato con il latte, incorporando meno aria possibile e coprite il tutto con un piatto. Fate riposare 4/5 minuti.

    Aggiungete 10ml. di olio e i semi di vaniglia, mescolare con una frusta evitando di incorporare aria e fate riposare la glassa circa 45′ finché “velerà” un cucchiaio. Nel caso siano presenti molte bolle, passate la glassa con un colino.

    Riprendete le due torte, ponetele su una griglietta e colate la glassa fino a coprirle completamente. Attendete qualche minuto e decorate rispettivamente con le meringhette e le arachidi salate. Riponete in frigo fino al momento di servirle.

    Complicata? Beh, tanto durante le feste di tempo per applicarvi ne avrete…passatevele bene, anzi: Buon Natale!

  • Toghe&Teglie: il pan d’arancio

    Buona settimana a tutti i lettori, sono Rita Mallone, avvocata comasca, naturalmente del Gruppo Toghe & Teglie: le feste natalizie si avvicinano, è il momento dei dolciumi e non solo pandoro e panettone…per esempio anche questo delizioso pan d’arancio che ho realizzato avendo il poco tempo a disposizione e una certa carenza di zuccheri. Ricetta rapidissima che ai miei amici è piaciuta parecchio e, così, eccomi qui a proporla anche a voi.

    Ingredienti: 300 gr. di farina 00, 250 gr. di zucchero, 130 ml. di olio di semi di arachide – va bene anche l’olio evo – due arance, possibilmente non trattate, con buccia e tagliate a tocchetti, una bustina di lievito in polvere per dolci, tre uova, un pizzico di sale; se piacciono si possono aggiungere delle mandorle, io ne ho messe una decina, e per finire il succo di  un’arancia spremuta.

    Preparazione: in un frullatore mettete le uova, poi lo zucchero, la farina, il lievito, un pizzico di sale, l’olio, il succo spremuto dell’arancia e l’arancia a pezzetti.

    Ora frullate il tutto per qualche minuto, fino ad ottenere un composto vellutato e lasciate riposare almeno una mezz’ora.

    Nel frattempo imburrate una tortiera da 22 cm di diametro nella quale verserete il composto, fate preriscaldare il forno a 180 gradi e poi cuocere il vostro pan d’arancio per 45 minuti.

    Lasciate raffreddare e guarnite a piacere: nella foto vedete il prodotto finale decorato con una mela annurca tagliata a fettine sottili e dei pinoli: quello che avevo… e in cucina bisogna avere fantasia ma anche sapersi arrangiare con quello che passa la cambusa. Tocco finale, una pioggia di zucchero a velo.

    Buone feste a tutti!

  • Toghe&Teglie: gli spaghetti al pesto di porri

    Cari lettori de Il Patto Sociale, ben ritrovati! Sono Angela Masala, avvocato sangue misto sardo/toscano del Gruppo Toghe&Teglie e le mie preparazioni risentono sempre delle doppie radici; cerco di fare sempre del mio meglio anche perché in casa c’è un altro Togategliato che non è facile da accontentare.

    Io ci provo e provo anche con voi, proponendo una ricetta che trovo tanto facile quanto sfiziosa che è, poi, più che altro un condimento che ho chiamato pesto tanto per…chiamatelo come volete, basta che si sappia che è tutta farina del mio sacco: sono una che ai fornelli non fa mai mancare un pizzico di fantasia.

    Questo sugo ai porri è super veloce da preparare ed il risultato, provare per credere, è speciale. Le dosi, sia pure spannometriche, sono quelle per due porzioni: regolatevi di conseguenza.

    In una padella antiaderente fate sciogliere 3-4 acciughe con un po’ di olio evo e l’aiuto di un cucchiaio di legno.

    Successivamente aggiungete la parte più tenera di due porri tagliati a rondelle. Devono prendere colore per un po’ con l’olio prima di aggiungere poca acqua per terminare la cottura.

    Terminata questa fase, frullate il tutto lasciando qualche rondella per le decorazioni dei piatti e rimettete nella padella antiaderente dove aggiungerete la pasta appena scolata al dente (ottimi gli spaghetti alla chitarra ma vanno benissimo anche le bavette), amalgamate bene a fuoco moderato aiutandovi con l’acqua di cottura della pasta, che non si sbaglia mai!

    All’impiattamento aggiungete della ricotta salata sarda grattugiata e ed ecco fatto e decorate ogni piatto con pistacchi di Bronte tritati grossolanamente (io lo faccio con l’aiuto del mortaio).

    Da provare, buone feste di inizio dicembre a tutti.

  • Toghe&Teglie: tortiglioni agli asparagi

    Buona settimana a tutti i lettori de Il Patto Sociale, sono Consuelo Pinto, avvocata tarantina del Gruppo Toghe & Teglie (e quale, se no? T&T è il meglio che ci sia…): chi ha già letto e serba memoria dei miei piatti avrà notato che la mia è una cucina tanto semplice quanto piuttosto saporita in cui la parte del leone la fanno gli ingredienti che provengono dal territorio. Questa volta il suggerimento è per un primo piatto ideale in questo periodo sia per il giusto – ecco, magari un po’ generoso – apporto calorico adatto alla stagione che è anche quella degli asparagi.

    Realizzarlo, come si vedrà, è molto facile.

    Ecco gli ingredienti per tre/quattro persone, più tre che quattro alle mie latitudini: 60 gr. di burro, uno scalogno (o cipolla), 500 gr. di asparagi, sale q.b., un cucchiaio di pepe verde, 100 gr. di ricotta fresca, quattro cucchiai di latte e del basilico fresco per decorare.

    Preparazione:

    in padella iniziate a soffriggere, a fiamma moderata, burro, scalogno tagliato fine, asparagi precedentemente appena sbollentati e tagliati a rondelle, sale e pepe verde aggiungendo da ultimo un mescolo di acqua bollente della pasta in cottura avendo cura di mescolare il tutto con un cucchiaio di legno.

    A parte, mentre il resto cuoce, in una ciotola mettere la ricotta e il latte da amalgamare bene con una frusta.

    Quando la pasta è cotta al dente (circa 300/400 gr. di tortiglioni o comunque pasta grossa) versarla nel soffritto di asparagi, mescolare bene, spegnere il fuoco e aggiungere in ultimo il preparato di ricotta.

    Tutto pronto: impiattare e decorare con le foglie di basilico fresco e…buon appetito!

    Grazie per la vostra attenzione, alla prossima.

  • Toghe&Teglie: la pizza di Beatrice

    Buona settimana ai lettori di questa rubrica in cui faccio la mia prima apparizione: sono Beatrice Iseppato, monzese del Gruppo Toghe & Teglie nel quale costituisco una eccezione non essendo laureata in giurisprudenza ma in economia aziendale; meglio nota con il nome di battaglia “Brianza Alcoolica” (indovinate come mai…) invece che trattare qualche argomento a me più congeniale – per esempio i vini delle Langhe che sono appena andata a testare – ho sfidato gli ayatollah del Gruppo proponendo una pizza realizzata per la mia prima volta e senza il sussidio di un forno a legna.

    Il risultato è stato incoraggiante, al punto di venire prescelta per la pubblicazione: dedico il mio impegno a coloro che preferiscono una pizza – che non è quella tradizionale campana – con il bordo più basso e croccante pur mantenendo la parte centrale morbida grazie ad una lunga lievitazione.

    Questi gli ingredienti per un paio di teglie: lievito di birra 8 gr., farina 00 500 gr., farina manitoba 300 gr., manitoba integrale 200 gr., acqua tiepida 300 ml., olio evo q.b., 10 gr. di sale fino, passata (o filetti) di pomodoro, mozzarella fiordilatte, acciughe.

    Versate tutta la farina in un recipiente, in un altro l’acqua con il lievito e fatelo sciogliere; poi aggiungete l’acqua un po’ per volta nella farina unendo olio e sale. Quando gli ingredienti saranno ben amalgamati toglieteli dal recipiente e con le mani formate due panetti da riporre in altrettante ciotole leggermente unte con olio e ricoperte con una pellicola trasparente e fate lievitare più che si può (io ho scelto di preparare l’impasto alla mattina e infornare alla sera) ma almeno per un’ora e mezza.

    Terminata la lievitazione, ungete una teglia con olio per ciascuno e stendetevi i panetti riponendo in forno spento per 10/20 minuti per un’extra lievitazione dopo stesura; al termine procedete a ricoprire, senza eccedere, con della passata di pomodoro, olio e sale, distribuendo uniformemente il condimento con un cucchiaio di legno.

    Nel frattempo portate il forno statico alla massima temperatura e inserite una teglia per volta sul fondo per cinque minuti, poi estraete e aggiungete mozzarella fiordilatte tagliata a dadini e acciughe, se piacciono (io ho fatto fifty-fifty come si vede dalla foto), e rimettete in forno questa volta in posizione centrale per altri cinque minuti. Al servizio, aggiungete qualche fogliolina di basilico fresco.

    Infine, mi raccomando! Date retta a Brianza Alcoolica: non sta scritto da nessuna parte che la pizza deve essere accompagnata da una birra o – peggio che mai – da una Coca Cola, la cosa migliore è un buon bicchiere di vino rosso con una gradazione non superiore a 13 gradi, come potrebbe essere un Cabernet Franc.

    Buona pizza a tutti!

  • Toghe&Teglie: profiteroles con crema di caffè

    Salve a tutti, sono – ancora una volta – Rossella Perricone, avvocato agrigentino del Gruppo Toghe & Teglie: lo so che posso sembrare una raccomandata a causa delle mie frequenti presenze in questa rubrica ma non è così. Anzi, spero che sperimentando le mie proposte possiate convincervi che mi sono meritata gli onori della cronaca: come quella di questa settimana, scelta tra tante delizie salate dei miei colleghi, che è un dessert la cui farcitura riecheggia quella dei cannoli, tipici della mia terra. Ma andiamo “al sodo” con le indicazioni per la preparazione dei bignè per i quali servono 250 ml. di acqua, 150 gr. di farina 00, 100 gr. di burro, 1/2 cucchiaino raso di sale, cinque uova medie.

    In un pentolino versare acqua, burro e sale, portare a bollore e non appena si formano le prime bollicine del burro completamente sciolto aggiungere la farina in un sol colpo, abbassare la fiamma a moderata e girare immediatamente con un cucchiaio di legno. Poi rovesciare l’impasto su un piano di lavoro e stenderlo con una spatola o con un cucchiaio lasciandolo raffreddare completamente in modo che le uova, in seguito, non si cuociano dentro.

    A questo punto aggiungere le uova, uno alla volta amalgamando bene il primo uovo con il cucchiaio e solo quando il primo è ben assorbito inserire il secondo, ripetere l’operazione e così via.

    Ora mettere l’impasto in una sàc à poche e formare i bignè, ben distanziati tra di loro, su una teglia imburrata e con il dorso di un cucchiaio leggermente bagnato di acqua appiattire poco le punte, in modo che i vostri bignè assumano la forma tonda e non conica.

    Preriscaldare a 200° e infornare nella parte media facendo andare senza mai aprire il forno per circa per 25 minuti, al massimo 30, controllando a vista la cottura.

    Intanto bisogna dedicarsi alla crema di ricotta per la quale servono: un kg. di ricotta di pecora, 100 gr. di zucchero a velo, una bacca di vaniglia, 200 ml. di panna fresca liquida e due tazzine di caffè concentrato; se piace un retrogusto amaro ed alcolico sostituire una tazzina di caffè con una di Baileys. Setacciare la ricotta e mettere tutto in una ciotola amalgamando bene per circa 15 minuti (per un composto più cremoso e consistente aumentare di 5 minuti in 5 minuti fino alla consistenza desiderata). Mettere in frigo a riposare per un’ora.

    Nel frattempo i bignè saranno diventati ben freddi e si può passare a farcirli con la crema per poi disporli e ricoprirli con quanta ne resta, infine decorando con gocce di cioccolato al caffè.

    N.B. –  A me non piace la crema troppo zuccherata: infatti accenno a soli 100 grammi di zucchero…per gusti diversi basta “aggiustare” impiegando se si vuole dello zucchero a velo

    Caso mai fosse sfuggito, non è un dolce particolarmente dietetico ma…è talmente buono che confido mi ringrazierete ugualmente, anche dopo un passaggio dalla bilancia.

    A presto.

  • Toghe&Teglie: la parmigiana di patate

    Buona settimana ai lettori di questa rubrica, sono Giusy Cicero, avvocatessa catanese sposata con uno chef di professione insieme al quale ho avviato una attività di home restaurant, e sono alla mia prima uscita in questo spazio che Il Patto Sociale riserva alle ricette del Gruppo Toghe & Teglie di cui faccio parte: mi presento con un piatto il cui nome farà storcere il naso ai puristi perché della tradizionale parmigiana non ha nulla. Io l’ho chiamato così, voi chiamatelo come volete ma – soprattutto – provate a realizzarlo perché è molto gustoso, insolito, e per nulla difficile da preparare.

    Questi gli ingredienti che serviranno per una generosa teglia, buona per soddisfare quattro persone (dipende, poi, da cos’altro avrete messo in tavola e dalla voracità dei commensali…) considerando che può essere considerato un piatto unico:

    800 grammi di patate a pasta gialla, 50 grammi di parmigiano reggiano a pezzi, 50 grammi di provola affumicata tagliata a fette sottili, 160 grammi di arrosto di tacchino a fette per la “parmigiana” e poi 500 ml. di latte parzialmente scremato, 40 grammi di amido di mais (maizena), un pizzico di sale, un pizzico di noce moscata in polvere, due pizzichi di pepe nero macinato fresco per la besciamella.

    Pelate e sbollentate le patate già in precedenza tagliate a fettine da circa 5 mm. ciascuna con una mandolina per evitare che si sbriciolino.

    Grattugiate il parmigiano per poi metterne 25 grammi nella besciamella e tenerne 25 grammi da parte per finire il tutto.

    Ora preparate la besciamella utilizzando gli ingredienti indicati: non credo sia necessario dilungarmi a spiegare come si fa: basta mettere il latte in una pentolina portandolo a bollore a fuoco moderato – a scelta si può fare in precedenza sciogliere un po’ di burro o scaldare dell’olio evo nel medesimo contenitore – , unire poi gli altri componenti facendo addensare aiutandosi con una frusta per impedire la formazione di grumi. In ogni caso, potrete sempre utilizzare un prodotto già pronto anche se non avete voglia di cimentarvi o tempo (anche se sono sufficienti pochi minuti), aggiungendo solo la noce moscata e il pepe per insaporire se non già presenti nel preparato.

    Quando è tutto pronto assemblate gli ingredienti: uno strato di besciamella, uno di patate e uno si formaggio a fettine e tacchino proseguendo così  fino all’ultimo strato  che deve essere di besciamella.

    Spolverate il tutto con il parmigiano messo da parte per far venire una bella crosticina dorata: per la cottura in forno già caldo servono 45 minuti a 180° ed il piatto è servito, volendo si può accompagnare con insalata a piacere.

    Grazie per la vostra attenzione e spero che voi ringrazierete me, in cuor vostro, dopo aver provato a replicare questa ricetta.

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