Cucina

  • Toghe&Teglie: la pasta con le sarde a mare

    Buongiorno ai lettori di questa appetitosa rubrica, sono Marco Siragusa, avvocato penalista trapanese del Gruppo Toghe&Teglie di cui sono storico appartenente. La mia terra è ricca di tradizioni culinarie marinare e anche di  piatti della cucina “povera”: quello che vi propongo oggi è uno di questi e non una mia creazione esclusiva, per quanto si tratti di una variazione:  la pasta con le sarde a mare che prevede, appunto, che le sarde restino a … mare. Insomma, non ci sono e, al loro posto, le acciughe.

    Andiamo! Fate soffriggere dell’aglio (meglio se con la sua “camicia”) con olio d’oliva e peperoncino in quantità a seconda dei gusti.

    A parte avrete messo delle acciughe, anche queste in quantità variabile a seconda del gradimento personale e delle porzioni: aggiungetene oltre la metà (le sarde, ricordiamolo, rimangono a mare) e scioglietele con l’olio caldo, sfumando con del vino bianco.

    Intanto avrete messo a bollire l’acqua e calato la pasta, spaghetti grossi Rummo o, meglio ancora, Gaetano Inserra, e diluite il sugo con del concentrato di pomodoro e l’acqua di cottura della pasta facendo proseguire a fuoco lento finchè non si sarà formato un ragù nel quale andranno mescolati uva sultanina e pinoli.

    Regolate i tempi in modo che il condimento sia pronto prima di scolare la pasta, spegnete il fuoco e lasciatelo riposare aggiungendo un filo d’olio a crudo.

    In un piatto siciliano non po’ mancare: mi stavo dimenticando che, in parallelo o meglio un po’ prima di ultimare il sugo, in una padella separata  antiaderente, su fiamma moderata, ponete  della mollica di pane, avendo cura di girarla spesso perché non si bruci. Dev’essere “atturrata” (abbrustolita ma non bruciata) e quasi alla fine, aggiungete uno spicchio d’aglio, sempre “in camicia” e un filo d’olio evo.

    Scolate gli spaghetti al dente e versateli direttamente nella padella con il condimento, mescolando con il dovuto vigore per insaporirili al meglio. Servite e aggiungete direttamente sul piatto la mollica atturrata.

    Secondo mi cugino, Vito Emmolo, anche lui in Toghe & Teglie,  la ricetta originale deve essere fatta risalire ai frati di San Francesco da Paola, nel sugo si possono (o devono) aggiungere chiodi di garofano e cannella, le acciughe è meglio che siano sotto sale e non sott’olio e la presentazione può essere completata con del basilico fresco. Ci siamo confrontati approfonditamente sul punto!  Mah, vedetevela voi come preferite…

    Con questa pasta è perfetto un vino rosso. Io ho abbinato un Cerasuolo di Vittoria di Gulfi e nemmeno Vito ha avuto qualcosa da ridire.

    Tutto chiaro? Bene, andate ai fornelli, cari saluti alle sarde rimaste in mare e…buon appetito a voi!

     

  • Toghe&Teglie: tagliolini di zucchine con crema di mandorle

    Bentrovati golosi lettori de Il Patto Sociale, sono Maurizio Condipodero, avvocato civilista reggino del Gruppo Toghe & Teglie. Nonostante sia anche Consigliere Nazionale del CONI, ammetto che le mie regole alimentari non siano sempre allineate a quelle degli atleti ma, sapete com’è la cucina calabrese: nutriente, saporita ma sarebbe troppo definirla a basso contenuto calorico.

    A proposito di calorie, da voi lassù le temperature sono scese? Perché qui da noi – anche se ogni tanto piove – si sta benone e dei piatti freddi come quello che vi proporrò oggi sono ancora preferibili alle zuppe, tra l’altro è molto versatile potendo diventare uno stuzzichino che accompagna l’aperitivo piuttosto che un contorno originale; alla fine fatene voi quello che volete se vi piacerà provarlo.

    Procuratevi delle zucchine, lavatele, pulitele e agendo con un pelapatate dentellato (o con l’apposito attrezzo facilmente reperibile in un negozio di casalinghi) create dei tagliolini da ogni zucchina: la quantità dipende dalle dimensioni della verdura e dal numero delle porzioni.

    Spremete poi un arancia, e nel suo succo mettete a marinarvi i tagliolini così ottenuti  con l’aggiunta di un pizzico di pepe nero e qualche goccia di limone.

    Intanto che la marinatura procede, passate poi alla crema di condimento: servono delle mandorle che avrete precedentemente sgusciato e congelato.  Frullatele con aggiunta di un bicchiere d’acqua ghiacciata, un cucchiaio di farina di cocco ed una bustina di zafferano fino ad ottenere una crema abbastanza densa, alla quale si dovrà aggiungere, emulsionandola, dell’erba cipollina o – in mancanza – un quarto di una cipolla bianca tritate, una o l’altra, molto fini.

    Per concludere, sgocciolate dalla marinatura i tagliolini, disponeteli in una terrina e versatevi sopra la crema di mandorle ed amalgamando delicatamente il tutto per bene.

    Ora disponete al centro del piatto decorando con altra erba cipollina, scorza d’arancia, fili di peperoncino dolce (poteva mancare in Calabria?) e qualche seme di sesamo nero.

    Sfizioso, vero? Il gusto è delicatissimo e convincerà anche i più scettici. Da Reggio Calabria è tutto. A voi Redazione del Patto e…alla prossima!

  • Toghe&Teglie: il risotto ai formaggi e miele

    Buongiorno a tutti i lettori di questa rubrica dedicata ai golosi! Sono Ivan Vaccari, avvocato penalista del Foro di Roma e membro, ovviamente, del Gruppo Toghe & Teglie. Stavo iniziando a pensare che non sarei mai stato prescelto per presentare una mia ricetta in quanto era attesa quella sulla carbonara, che non ho mai mandato, e invece eccomi qui – un po’ a mia insaputa, ma a Roma ci siamo abituati… – con un risotto, piatto che non appartiene tipicamente alla tradizione romana ma, vedrete, non è niente male anche se, va detto, dedicato a palati forti e vietatissimo a chi ha problemi di colesterolemia.

    La ricetta è facile, facile: preparate la tradizionale base di burro e fatevi rosolare della cipolla rossa tagliata finemente.

    Appena imbiondisce mettete il riso e lasciatelo tostare. Non sto indicando dosi perché io, come ben sanno i miei Colleghi e Amici, sono uomo dalle porzioni generose: quella destinata a me, generalmente, ha come unità di misura “la cofana”, quindi regolatevi secondo le vostre personali preferenze e numero di commensali.

    Proseguendo, sfumate la base del risotto con vino bianco e aggiungete il brodo; questo, preferibilmente, piuttosto leggero perché il piatto è già molto saporito di suo: dunque, carni bianche, pollo, o verdure sono ideali per evitare una sapidità eccessiva e, a proposito, state bene attenti a regolare di sale!

    A metà cottura inserite del taleggio ripulito della crosta e tagliato a tocchetti e lasciatelo sciogliere completamente.

    In seguito, ma prima che il risotto sia pronto, aggiungete del  gorgonzola non troppo forte di sapore (quest’ultimo in misura maggiore del taleggio per sentirlo bene).

    A fine cottura, spegnete il fuoco e mantecate con pecorino romano,  burro chiarificato e…un poco di miele che con i formaggi saporiti ha sempre un suo perché.

    Se, come al solito, questa rubrica non sarà appaltata in pianta stabile da quel raccomandato del Gambero Rozzo, Andrea Schietti, mi congedo da voi con un arrivederci a presto.

  • Toghe&Teglie: la piada dei morti

    Ben ritrovati, lettori de Il Patto Sociale! Sono Massimiliano Baietta, avvocato penalista riminese del Gruppo Toghe & Teglie; ritorno in questa rubrica poche settimane dopo il mio esordio per proporvi un dolce tipico romagnolo che si realizza per la commemorazione dei defunti che, giustappunto, cade in questa settimana. Dunque non fatevi sgomentare dal nome della ricetta: nulla che accompagni il pasto degli zombie!

    Incominciamo ad individuare gli ingredienti: 300 grammi di farina 00, 25 grammi di lievito di birra, mezzo bicchiere di latte intero, 80 grammi di zucchero, un pizzico di sale, due uova, 50 grammi di burro, 80 grammi di uvetta sultanina, gherigli di noci, mandorle sgusciate e pinoli q.b.

    Fate sciogliere il lievito in mezzo bicchiere di latte tiepido. Poi, in una grande terrina di coccio versate la farina setacciata, il burro che avrete fuso senza farlo bruciare e il mezzo bicchiere di latte con il lievito sciolto, lo zucchero, un pizzico di sale, le uova e amalgamate bene: deve risultarne un impasto molto morbido.

    Mettete, ora, il tutto a  lievitare per almeno 8-10 ore coperto con pellicola trasparente. L’ideale è preparare l’impasto alla sera e riprenderlo alla mattina. Per tutta la notte mettete anche in ammollo l’uvetta sultanina.

    Passato questo tempo lavorate l’impasto lievitato aggiungendovi  l’uvetta strizzata e asciugata.

    A questo punto foderate con carta forno uno stampo a cerniera e stendetevi sopra l’impasto ottenuto guarnendolo sulla parte superiore con le noci, le mandorle e i pinoli in quantità a piacere. Lasciate riposare la vostra piada ancora 2 ore.

    Infine cuocete il dolce in forno ventilato già caldo a 180 gradi per circa 15-20 minuti e nel frattempo, per non restare con le mani in mano, preparate la “lucidatura” con due cucchiai di zucchero sciolti in mezzo bicchiere di acqua calda con cui spennellerete la Piada dei Morti appena tolta dal forno.

    Non avventatevi, anche se è appetitosa! Lasciatela raffreddare e conservatela per essere gustata a fine pasto con un buon bicchiere di vino o a colazione accompagnando il caffè.

    Bune feste e buon appetito a tutti!

  • A Milano è tempo di Golosaria 2019

    Quanto può influire il cibo sul nostro umore e sul nostro benessere? Può davvero cambiare le nostre giornate? ‘Il cibo che ci cambia’ sarà il tema di Golosaria 2019, in programma a Milano negli spazi del Mi.Co – Fieramilanocity dal 26 al 28 ottobre, manifestazione dedicata agli artigiani del gusto e alle declinazioni culturali che il cibo può avere. Giunta alla quattordicesima edizione, la manifestazione al pubblico un’istantanea realistica e attuale sul mondo del cibo, partendo dalla sua agricoltura, posta di fronte ai cambiamenti climatici, e dai suoi prodotti fino a toccare l’ambito della ristorazione. Una rassegna che vuole essere prima di tutto un’esperienza di vera e propria immersione nel gusto che, insieme agli spazi espositivi dedicati al food e wine, vedrà il debutto di nuove aree che coinvolgeranno appassionati e operatori di settore rispondendo ad un grande interrogativo: come ci cambia davvero il cibo? E’ così che scopriremo che il cibo cambia il nostro corpo, come si è visto con lo studio della nutraceutica e l’individuazione di quelle proprietà che favoriscono il nostro benessere. Ma il cibo può cambiare anche il nostro modo di concepire la distribuzione, modificando le superfici di vendita che smettono di essere monstre e diventano più piccole, specializzate e con un’area food. È la bottega, che ogni anno si rinnova e sarà raccontata sul palco di Golosaria.

    Il cibo però è da sempre anche condivisione e piacere di stare a tavola, rapportarsi in famiglia parlando anche ai più piccoli che quest’anno avranno uno spazio tutto per loro. E poi c’è il cibo che ha cambiato il nostro modo di comunicare e di informarci, con l’avvento del digitale direttamente in etichetta e in tutto il processo comunicativo. Insieme al cibo è cambiato anche il nostro modo di bere, di rapportarci al vino, in una fruizione sempre più personalizzata e diretta ma allo stesso modo all’insegna della moderazione e della sostenibilità, come si racconterà in un’area wine completamente rinnovata. Golosaria sarà, anche quest’anno, il luogo in cui si realizzerà la sfida di Paolo Massobrio e Marco Gatti di individuare 100 cantine che meritano il podio attraverso ‘I Top Hundred’ che saranno premiati domenica 27 ottobre e raccontano tanti spaccati di Italia grazie anche ai “Fuori di top”. Si tratta di cantine, per lo più piccole o piccolissime e spesso nuove, con vini eccezionali scoperti a chiusura della selezione effettuata con degustazioni collettive.

    Non mancheranno quindi le sorprese, gli odori e i sapori del nostro Paese, sempre più meta di turismo culinario (e Milano si rivela sempre più capitale del mondo del cibo), grazie alla presenza straordinaria di 300 artigiani del gusto, 100 cantine, 20 cucine di strada e un programma di oltre 80 eventi da scoprire giorno dopo giorno che ci faranno capire come il cibo può cambiare il nostro umore e le nostre giornate.

    Tutti gli appuntamenti sul sito www.golosaria.it.

  • La scorta in frigorifero si fa sempre più tramite acquisti online

    Una ricerca di idealo, portale internazionale di comparazione dei prezzi, evidenza che in Italia, nell’ultimo anno le ricerche online di prodotti alimentari e attrezzatura da cucina ha avuto un vero boom: le ricerche online di alimenti e bevande sono cresciute dell’80,5%, quelle di piccoli elettrodomestici (come i robot da cucina) del 21,6%. Del resto, le chance di risparmio comprando online sono notevoli: i prezzi sono inferiori anche del 30,1% per cibi e bevande e del 18,6% per i piccoli elettrodomestici.

    La classifica dei dieci elettrodomestici per la cucina più desiderati online vede al primo posto i robot da cucina con il 22,9% di ricerche relative. Seguono i microonde (18,8%), i mixer e i frullatori (8%), le macchine per la pasta con i relativi accessori (7,8%), i mini forni (6,9%), le borse frigo (5,2%), gli accessori per elettrodomestici come ad esempio il complemento superiore per il robot da cucina, la vaporiera per microonde e l’attacco per tritacarne (4,3%), le friggitrici (4,2%), ulteriori robot da cucina (2,9%) e infine le centrifughe (2,6%). Tra i piccoli elettrodomestici per la cucina il cui interesse online nell’ultimo anno è maggiormente aumentato vi sono le borse frigo (+61,3%), le macchine per fare la pasta (+56,4%), i bollitori (+21,7%) e infine le affettatrici (+19,0%).

    I dieci brand più cercati dagli e-consumer italiani per questa tipologia di prodotti sono KitchenAid, Kenwood, Whirlpool, Ariete, Philips, G3 Ferrari, Bosch, Samsung, Moulinex e De’Longhi.

    Per quanto riguarda cibo e bevanda emerge anzitutto che gli italiani effettuano ricerche online sopratutto per il comparto beverage, tanto che le prime tre tipologie di prodotto più ricercate online sono “alcolici”, “capsule e cialde” e “caffè”. Gli alcolici più ricercati sono anzitutto quelli che rientrano nella categoria “spumante, prosecco & champagne” (con Moët & Chandon e Veuve Cliquot tra i più amati in assoluto), seguiti da whisky, liquori, gin e rum. Solo sesto posto per il vino, seguito da superalcolici & acquaviti, cognac & brandy e infine dalla vodka.

    Le possibilità di risparmio per quanto riguarda cibo e bevande variano di mese in mese a seconda dei prodotti. Effettuando ad esempio l’acquisto ad agosto di capsule e cialde è possibile risparmiare fino al 69,5%; per champagne, spumante e prosecco il risparmio è del 53% (sempre che l’acquisto venga effettuato ad ottobre) e infine per il caffè il risparmio massimo medio è del 46,8% effettuando l’acquisto nel mese di agosto.

    La fascia di età più interessata a comprare cibo e bevande online è quella tra i 24 e i 35 anni (27,5%), segnale che il pubblico giovane resta sempre il più ricettivo rispetto a nuovi trend già in voga in altri paesi europei; a seguire la fascia tra i 35 e i 44 anni (23,7%). Si tratta di un interesse prediletto dal pubblico maschile, coinvolto per il 64,1% delle ricerche a fronte del 35,9% legato al mondo femminile. Interessante notare come il settore food & beverage online interessi per il 74,4% utenti mobile e solo per il 20,3% utenti desktop. Lazio, Lombardia e Campania sono le tre regioni più coinvolte, seguite da regioni in cui il culto dell’enogastronomia è molto sentito: Emilia Romagna, Puglia, Piemonte e Toscana.

    «Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio aumento dell’interesse degli italiani nei confronti del settore food, basti pensare sia al proliferare dei programmi di cucina sia alla diffusione di servizi di consegna di cibo a domicilio, che vanno perfettamente d’accordo con la passione degli italiani per il mangiar bene e per l’home delivery – ha commentato Fabio Plebani, Country Manager di idealo per l’Italia – Fare la spesa è sicuramente un’attività che richiede un impegno settimanale non indifferente soprattutto per coloro che prestano particolare attenzione a ciò che mangiano e che controllano etichette con gli ingredienti, la provenienza del cibo o anche la riciclabilità della confezione stessa. Acquistare online questi prodotti – ma anche i piccoli elettrodomestici come robot, mixer e frullatori – permette ai consumatori di fare comodamente tutte le valutazioni e le scelte da casa, concludendo l’acquisto in poco tempo e soprattutto vedendosi recapitati i prodotti nel giro di poche ore o giorni. Da considerare anche il vantaggio nell’acquisto di bevande come vini o spumanti le cui confezioni spesso in vetro sono di per sé già particolarmente pesanti».

  • Gli italiani amano il cibo artigianale, lo rivela il successo di Milano Golosa 2019

    Milano è sempre più capitale italiana del cibo. Lo dimostrano i numeri di Milano Golosa, la tre giorni dedicata alla produzione artigianale italiana di nicchia ideata dal Gastronauta©, che si è conclusa lunedì 14 ottobre. All’ottava edizione hanno partecipato oltre 200 artigiani del gusto che hanno portato la loro eccellenza, e accanto ai produttori e agli artigiani 67 appuntamenti tra masterclass, cooking show, degustazioni, seminari, approfondimenti. Al Palazzo del Ghiaccio, luogo della manifestazione, di anno in anno non solo sono aumentatiti i visitatori, sempre più attratti dalla ricerca del buon cibo, ma anche gli espositori che sono cresciuti del 30% in più rispetto all’anno scorso. Quella del 2019, inoltre, è stata un’edizione 100% plastic free nei prodotti e nell’allestimento e che ha puntato l’attenzione alle produzioni sostenibili, riunendo produttori che hanno in comune con la manifestazione la massima attenzione all’ambiente. Milano Golosa inoltre si è schierata in maniera ferma e netta nella denuncia contro il protezionismo che colpisce l’agroalimentare italiano, di cui c’era una larga rappresentanza tra gli espositori all’evento, a favore invece dell’unione tra culture e tradizioni gastronomiche differenti. Non è un caso, infatti, se quest’anno si è deciso di puntare sulla contaminazione culturale e gastronomica con Asian Taste, un intero padiglione dedicato all’Estremo Oriente. E proprio Asian Taste ha incontrato l’entusiasmo del pubblico, che tra dim sum, baozi, cerimonia del tè, filettatura del tonno, masterclass sul sakè ha potuto scoprire o ritrovare l’alto livello della cucina orientale, le tradizioni e le regionalità che tanto la accomunano con quella italiana.

  • Toghe&Teglie: la calamarata secondo Vittorio

    Buongiorno ai lettori appassionati di cucina, sono Vittorio Pacchiarotti, avvocato di Genzano – Comune della Città Metropolitana di Roma, affacciato su una sponda del lago di Nemi – entrato a far parte del Gruppo Toghe & Teglie da alcuni mesi e questa settimana al suo esordio su queste colonne.

    L’emozione c’è, inutile nasconderlo, anche perché ai miei amici e colleghi è piaciuta molto una mia ricetta che hanno trovato originale per il mix di pescato: salmone e pesce spada, un abbinamento insolito ma  assolutamente riuscito; provare per credere e per provare eccovi la ricetta, facile facile.

    Procuratevi dei pomodori pachino e fateli appassire in padella, un coccio è sempre preferibile, a fuoco bassissimo con aglio, olio extra vergine, peperoncino e una battuta di prezzemolo fresco.

    Nel frattempo tagliate a fettine sottili, come fosse un carpaccio, il pesce spada e dei filetti di salmone fresco e poi inseriteli nel loro condimento per scottarli senza esagerare nella cottura che andrà ultimata come andremo a vedere tra poco.

    A parte mettete a bollire una calamarata all’uovo o, a scelta, di semola fresca che cuoce più rapidamente e trattiene benissimo il sugo e scolate molto al dente.

    Ora versate la pasta nel coccio ove sobbollono pianissimo i trancetti di pesce e ultimate la cottura mantecando il tutto con l’aiuto di un po’ di vino bianco di qualità ricordandovi che i vini in brick sono letali per la buona cucina e vietati dalla Convenzione di Ginevra.

    Misurate la cottura finale mantenendo sempre la pasta al dente e impiattate con l’aggiunta di un altro giro di oli evo a crudo e guarnendo con rucola e prezzemolo in foglie come vedete dalla foto.

    Sì, lo so, non sono un esperto nella presentazione ma vi assicuro – e non solo perché me lo hanno garantito i miei figli – che è una ricetta tanto semplice, come avete visto, quanto gustosissima!

    A presto, con altre proposte “alla moda di Vittorio”.

  • Toghe&Teglie: spaghetti al profumo di mare

    Buongiorno agli appassionati lettori di questa rubrica, sono Massimiliano Baietta, avvocato penalista del foro di Rimini appartenente al Gruppo Toghe & Teglie: oggi vorrei invitarvi all’assaggio di un piatto che ho creato a seguito di un’ispirazione avuta mentre passeggiavo nel locale mercato del pesce.

    Trattasi di un piatto semplice fatto con materie esclusivamente di prima qualità acquistate nella stessa mattinata della preparazione: spaghetti con mazzancolle, calamaretti e canocchie (dette anche pannocchie in altre parti d’Italia) con pomodori ciliegini.

    Per quattro persone procuratevi: 80 grammi di spaghetti (spaghetti esclusivamente di grano italiano, meglio se quelli di Gaetano Inserra), 200 grammi di mazzancolle, 200 grammi di calamaretti, 300 grammi di canocchie di piccola pezzatura, pomodorini ciliegini, se del proprio orto, tanto meglio, aglio, prezzemolo, basilico, olio extravergine, vino bianco e sale q.b.

    Preparate il pesce con un abbondante lavaggio, sgusciate le mazzancolle, pulite i calamaretti, cercando il più possibile di togliere il nero e tagliate le canocchie che dovrete lasciare con il guscio e aperte sui lati.

    In una padella antiaderente mettete un filo d’olio extra vergine ed uno spicchio d’aglio che toglierete a cottura del piatto, aggiungete i calamaretti e dopo circa un minuto le code di mazzancolle, le canocchie e un pizzico di sale; fate cuocere per qualche minuto e poi sfumate con vino bianco. Dopo 5 minuti aggiungete i pomodorini e portare a cottura per altri 6/7 minuti (totale 13/15 minuti), aggiungendo in finale un pochino di prezzemolo.

    Intanto a metà della preparazione mettete a cuocere la pasta e a cottura ultimata (lasciandoli leggermente al dente) buttate gli spaghetti nella padella ricordando di aggiungere un mestolino di acqua di cottura che aiuterà a mantecare la pasta e a fargli fare una cremina assolutamente deliziosa.

    Spolverare la pasta con basilico fresco, tritato finemente.

    Impiattare e aggiungere un filo di olio extravergine a crudo e dopo aver aperto un buon vermentino della Gallura (amo particolarmente l’accostamento di questo vino con il piatto) “tuffatevi” a tavola.

    Piaciuta la proposta? Solo il vostro palato potrà rispondere alla mia domanda.

    Un caro saluto a tutti e se passate per Rimini non esitate a farmi una telefonata – il numero lo trovate facilmente –  anche solo per un caffè o perché no un bel piatto di pasta.

  • Toghe&Teglie: spaghetti in crema di fichi d’india

    Buongiorno ai lettori di questa rubrica, sono Francesco Palomba, avvocato civilista reatino del Gruppo Toghe & Teglie, su queste colonne mi avete già letto in passato con ricette molto tradizionali come quella della amatriciana; questa volta, invece, vorrei sorprendervi con un piatto che ho creato prendendo ispirazione da qualcosa di analogo sperimentato in un ristorante. Piatto facile, come vedrete, veloce, assolutamente insolito: degli spaghetti con crema di fichi d’India.

    Per quattro persone procuratevi, dunque sei  fichi d’India, 320 grammi di spaghetti o spaghettoni, evitare formati troppo sottili, una burrata (di cui userete solo la crema), due cucchiai di colatura di alici.

    Per evitare danni, dovrete ovviamente iniziare sbucciando i fichi d’India, poi metteteli in una padella inaderente, magari dopo averli tagliati a pezzi, con un filo d’olio extra vergine ed uno spicchio d’aglio e riduceteli in poltiglia durante la cottura a fuoco moderato/basso per evitare che l’aglio abbrustolisca e guasti il sapore.

    Quando i fichi d’India saranno pronti e cioè divenuti una crema omogenea, togliere l’aglio dal composto e passateli al setaccio per eliminare semi.

    Ora potete mettere sul fuoco la pasta, avendo cura di scolarla a metà cottura, comunque molto al dente, per aggiungerla in una padella più grande in cui avrete versato il passato di fichi d’India.

    Ultimate la cottura aggiungendo proprio l’acqua di cottura, di cui avrete conservato una parte, secondo necessità.

    Quando gli spaghetti saranno pronti per essere serviti, è giunto il momento dei tocchi finali: aggiungete la colatura di alici a fuoco spento e mantecate un’ultima volta per fare assorbire al meglio la crema di fichi d’india e impiattate  guarnendo ogni porzione con fiocchi di crema di burrata.

    Tutto chiaro, piaciuta la proposta? Allora, forza, ai fornelli e arrivederci alla prossima.

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