cure

  • IL CCF ringrazia tutti gli amici dei ghepardi

    Cari Amici del CCF Italia,

    in prossimità delle festività natalizie, desideriamo esprimervi la nostra gratitudine: le vostre donazioni, l’appartenenza alla nostra associazione, l’acquisto dei calendari e dei nostri articoli nel Cheetah Shop ci hanno permesso, durante il 2025, di procurarci molti articoli necessari per il Somaliland, e anche per il Centro in Namibia, dando così un significativo contributo a tutto il CCF.

    Abbiamo acquistato tra l’altro:

    1. la tritacarne industriale per i pasti dei cuccioli durante lo svezzamento;
    2. 100 microchip per i 126 ghepardi che vivono nel Centro;
    3. Paté Hill’s HD per i cuccioli appena nati che sono fortemente malnutriti;
    4. attrezzi in acciaio per i lavori edili nel Centro;
    5. le crocchette per i cani che il CRCC ospita, e che sono introvabili in Somaliland;

    6.le bombolette di CO2 per le freccette per anestesia.

    E tanto tanto ancora.

    Parlando di cifre, quest’anno il CCF Italia ha contribuito per più di 23.000€ in totale, tra denaro e donazioni in natura. In particolare, una donazione di 3500€ è stata consegnata direttamente dal nostro Andrea Melandri, membro del Direttivo, che si è recentemente recato in Somaliland.

    Abbiamo organizzato la spedizione del mangime destinato da ALMO NATURE alla Namibia – attualmente in consegna! – provvedendo alla logistica, alle spese di spedizione e doganali, sempre in contatto con lo spedizioniere di fiducia e con la ditta Almo che ci ha destinato una fornitura triennale per i nostri cani, sia adulti che cuccioli.

    Siamo stati impegnati nel carico e nella spedizione verso il Somaliland delle merci e tutto è arrivato in condizioni perfette!

    Quattro dei nostri volontari, Andrea Melandri, Jessica Bevoni, Jessica Impastato ed Elisa Fimiani, hanno chiuso il cerchio andando in Somaliland nel mese di novembre. La loro presenza e la loro attività sono state fortemente apprezzate!

    I cuccioli stanno bene e crescono rapidamente: le cure che prestiamo sono quotidiane, e per 126 ghepardi solo l’alimentazione richiede molto tempo…

    Ma ciò che ci sta a cuore e ci preoccupa alquanto è la continua domanda di cuccioli proveniente dai Paesi Arabi: finché questa non calerà, ci sarà sempre qualcuno che per un guadagno anche minimo farà di tutto per stanare questi animali uccidendo le madri e rapendo i cuccioli.

    Per questo motivo, l’informazione e i contatti con questi Paesi sono cruciali perché si riesca a bloccare il traffico. Sono stati fatti importanti passi avanti, ma il percorso è ancora lungo.

    E per questo, abbiamo bisogno di educare e informare le persone.

    Il vostro contributo è importante!

    Le nostre azioni dipendono da voi!

    Grazie di cuore per tutto ciò che avete fatto e che farete, affinché i ghepardi non si estinguano e perché possano vivere liberi nella natura!

    Buone Feste,

    Il direttivo e i volontari del CCF Italia

  • Chi assiste un parente malato si ammala più facilmente

    Con amore e abnegazione assistono una persona cara che ne ha bisogno, ma per i caregiver dedicarsi a questa attività di cura ha un impatto non trascurabile sulla salute. Circa 4 su 10 (41%) riferiscono infatti di aver sviluppato malattie croniche di cui non soffrivano in precedenza (di questi, ben il 66% riferisce di aver sviluppato due o più patologie): in cima vi sono quelle psichiatriche, seguite da quelle scheletro-muscolari, cardiovascolari e gastro-intestinali. In particolare, le donne più giovani hanno una prevalenza maggiore di queste patologie rispetto alle coetanee. In più, l’assistenza a una persona cara comporta, sempre in misura maggiore per le donne, una rinuncia a visite mediche e ricoveri. Questa la fotografia scattata oggi all’Istituto Superiore di Sanità in occasione del convegno “Promuovere la salute delle persone caregiver familiari in ottica di genere: prospettive future”, promosso dal Centro di riferimento per la medicina di genere. Il quadro emerge da una survey nell’ambito del progetto “L’impatto del genere sullo stress psicologico e lo stato di salute nelle persone caregiver familiari”, a cui hanno risposto 2033 persone, 83% donne. “È di fondamentale importanza – sottolinea Elena Ortona, direttrice del Centro di riferimento per la medicina di genere dell’Iss- mettere l’accento sulle differenze di sesso e genere nello stato di salute dei caregiver e delle caregiver familiari. Le donne, in particolare, si fanno carico in maniera preponderante del lavoro di assistenza e cura all’interno delle famiglie, specialmente quando si tratta di familiari non autosufficienti. Questo impegno costante e spesso gravoso ha un impatto diretto e profondo sulla loro salute. La ricerca evidenzia che le donne che svolgono il ruolo di caregiver sono maggiormente esposte a problemi di salute fisica e psicologica; di conseguenza, le disuguaglianze di genere possono generare a loro volta disuguaglianze di salute”.

    “Alla luce di ciò – aggiunge Ortona- è fondamentale che le politiche socio-sanitarie, nel programmare interventi di sostegno rivolti ai caregiver e alle caregiver familiari, considerino le differenze di sesso e genere basate sulle evidenze scientifiche. L’integrazione di questa prospettiva è essenziale per attuare efficaci misure di prevenzione, volte a ridurre le patologie associate allo stress e a garantire un sostegno più equo e mirato”. “Nel corso del convegno- sottolinea Marina Petrini, responsabile scientifica dell’evento- si discute anche delle prospettive future di promozione della salute, che vanno dal contributo del medico di medicina generale per il suo ruolo fondamentale e centrale nella prevenzione, alla mappatura dei servizi diretti ai e alle caregiver, alle buone pratiche che già si stanno sperimentando sul territorio e agli interventi di autocura per la gestione dello stress psicologico”.

  • COVID-19: la Commissione firma un contratto di aggiudicazione congiunta per vaccini

    La Commissione europea ha firmato, su richiesta di 14 paesi, un contratto quadro di aggiudicazione congiunta con l’azienda farmaceutica spagnola HIPRA. I paesi partecipanti potranno ordinare fino a 4 milioni di dosi del vaccino anti COVID-19 a base proteica Bimervax®, a seconda delle necessità e del contesto nazionale e senza un numero minimo di dosi da acquistare. Il contratto avrà una durata massima di due anni, e i vaccini saranno pronti per la consegna in tempo per l’attuale stagione vaccinale.

    Benché siano già disponibili vaccini a mRNA, questo contratto di appalto congiunto aumenta le opzioni a disposizione dei sistemi sanitari pubblici offrendo vaccini a base proteica.

    Un ulteriore vantaggio dell’accordo odierno con HIPRA è che la ricerca e sviluppo, la produzione, l’infialamento e il confezionamento avvengono tutti in Europa. Ciò rafforza l’autonomia strategica degli Stati membri accorciando la catena di approvvigionamento e riducendo la dipendenza dai paesi terzi per la produzione e l’esportazione.

  • Landmark deal paves way for cheaper HIV protection jab

    A new HIV prevention drug will be made available at a lower cost in over 100 low-income countries within two years — a move expected to give millions access to the breakthrough treatment and potentially bring the world closer to ending the HIV/Aids epidemic.

    The drug, called Lenacapavir and administered by injection, is due to be rolled out as early as the end of this year, at a cost of $28,000 (£20,000) per person annually.

    But Wednesday’s announcement promises to slash that price to just $40 — around 0.1% of the original cost. The lower-cost version will be rolled out in 2027 across 120 low- and middle-income countries.

    Scientists say the drug stops the virus from replicating inside cells.

    The agreement announced on Wednesday was reached between the Clinton Health Access Initiative in partnership with the Gates Foundation and other groups, including South African research institute, Wits RHI.

    “For many low- and middle-income countries, affordable access to HIV prevention is not a luxury, it is a necessity,” Professor Saiqa Mullick from Wits RHI told the BBC.

    She added that Lenacapavir had “the potential to transform prevention, especially for young people and underserved communities who struggle with frequent clinic visits.

    “The real work begins now, partnering with communities and governments to build demand, secure commitments, and prepare systems so countries are ready for rapid introduction and scale.”

    Lenacapavir has delivered impressive trial results and, in July, it received official backing from the World Health Organization for HIV prevention.

    The injection is taken twice a year and provides six months of protection against HIV infection at a time.

    Experts say long-acting injectables like Lenacapavir could help reduce new infections in populations that are most vulnerable, including adolescent girls and young women, LGBT people, sex workers, and those who use drugs.

    It is hoped it will replace the current form of HIV preventative drug, know as PrEP, or pre-exposure prophylaxis, which is taken orally and also costs $40 per person each year.

    The pills are taken daily, which can be difficult for patients to consume, and can carry stigma in certain societies. The daily dose also makes it harder to access consistently. According to the Gates Foundation, only 18% of those who could benefit from PrEP currently have access.

    Lenacapavir has already been approved by the US Food and Drug Administration and the European Commission this year.

    Last year June, the US drug company Gilead announced that a trial of its HIV drug Lenacapavir had a 100% success rate.

    The new, generic version is still pending regulatory approval but it is hoped it will be available within 18 months.

    One study says that increasing access to the injection to just 4% of the population could prevent up to 20% of new HIV infections.

    The drug can be used to protect people from catching the virus, but also to treat those who have it, according to scientists.

    The announcement comes amid a turbulent year for global health, particularly the fight against HIV and Aids, following swingeing cuts by the US government’s foreign aid programme, USAID, under the Trump administration.

    According to UNAIDS, more than 40 million people are currently living with HIV.

    Despite huge strides made to reduce global HIV rates and AIDS-related deaths since 2000, about 1.3 million people still contracted HIV last year, and more than 600,000 people died from AIDS-related illnesses.

    South Africa remains the country with the highest number of HIV cases, with almost eight million people living with the virus. It will be one of the countries to access the new, cheaper drug.

    South Africa’s department of health told the BBC that it “supports any efforts to make life saving treatment like Lenacapavir available and accessible at affordable rate to all countries, including low and middle income countries, as and when they need it”.

    Additional reporting by Akisa Wandera in Nairobi

  • La salute dei nostri amici animali

    L’Italia, come abbiamo già scritto, è uno dei primi paesi in Europa per numero di animali domestici pro capite, in prevalenza gatti e cani, di conseguenza alcuni dei settori economicamente rilevanti, che si sono consolidati sono quelli che riguardano l’alimentazione e la salute dei nostri amici animali.

    Negli ultimi anni vi è stato un incremento di più del 35% dei servizi veterinari e le imprese che si occupano della cura degli animali sono quasi raddoppiate.

    A differenza di quanto avviene nel nord Europa, o negli Stati Uniti, in Italia la quasi totalità degli studi veterinari sono di piccole dimensioni, collegati ad uno o due professionisti anche se, visto l’aumento di richiesta di diagnosi sempre più precise e specializzate, e di conseguenza della necessità di strumenti particolarmente costosi per la diagnostica, è cominciata la tendenza a riunire più specialisti in un unico centro di cura e vi sono anche società che aprono più studi, in varie regioni, sotto la stessa insegna e dando lavoro a centinaia di veterinari e tecnici di laboratorio e radiologi.

    Sono circa 35.000 i medici veterinari in Italia e 8600 gli studi medici ma solo poco più del 2% fa parte di gruppi strutturati nei quali possono essere eseguiti esami con strumenti all’avanguardia come la tac o la risonanza magnetica, e crescono  anche gli ospedali per animali e le strutture per poterli ricoverare provvisoriamente in caso di necessità di cure che non possono essere fatte a casa, secondo il rapporto Assalco Zoomark 2025 il settore delle cure per gli animali d’affezione vale già 7,3 miliardi di euro e di questi 2,5 miliardi sono rappresentati dalla medicina veterinaria.

    Purtroppo a fronte dei milioni di persone che hanno cura dei propri amici animali ne esistono sempre troppe che continuano a maltrattarli, anche in questi giorni la notizia che, nonostante la nuova legge appena uscita sui maltrattamenti agli animali sia più severa prevedendo anche il carcere, in queste ultime settimane vi sono stati diversi casi di sevizie, maltrattamenti e uccisioni.

  • Prevenire i disturbi della terza età nei cani e nei gatti

    Sembra che in Italia la popolazione con più di 65 anni sia il 26%, invecchiamo noi ma invecchiano anche i nostri amici a quattro zampe che come noi lentamente cominciano ad avere dolori alle ossa, subiscono un calo della vista e dell’udito e qualche volta possono anche avere un deficit cognitivo.
    I cani di taglia più grande possono cominciare già prima dei dieci anni ad avere bisogno di alcune attenzioni in più.
    Prevenire i disturbi della terza età nei cani e nei gatti comporta la necessità di qualche esame diagnostico come l’analisi del sangue, una visita ortopedica e un controllo del veterinario che, ponendoci alcune domande, capirà se il nostro amico peloso comincia ad avere qualche disturbo cognitivo.

    Non dobbiamo spaventarci se c’è qualche problema, oggi esistono cure per alleviare i dolori articolari o dovuti a infiammazioni, anche l’ozono terapia può essere utile oltre ai farmaci e alla laser terapia.
    Oggi, fortunatamente, come si è allungata la vita umana si è allungata anche quella dei nostri amici pelosi purché, ovviamente, si dedichi loro la dovuta attenzione anche per il cibo, controllate sempre cosa c’è scritto sui mangimi, secchi ed umidi, se è possibile non eccedete con quelli con il pollo, molti veterinari hanno riscontrato varie firme di allergia.
    È normale che a tavola ci chiedano qualcosa, non date cibi unti, fritti o dolci e controllate il peso del vostro amico, un cane od un gatto troppo in carne o grasso è un cane o un gatto che va incontro a problemi di salute, diabete compreso.

  • Preparazione alle crisi e sicurezza sanitaria: strategie dell’UE per la costituzione di scorte e le contromisure mediche

    La Commissione europea ha avviato due iniziative nell’ambito del programma dell’Unione per la preparazione alle crisi: una strategia di costituzione delle scorte dell’UE e una strategia sulle contromisure mediche. Entrambe concepite per migliorare l’accesso ai beni essenziali per i cittadini e le società, le imprese e le economie europei, garantiscono in ogni momento la continuità dell’approvvigionamento di beni essenziali e forniture mediche salvavita, in particolare durante crisi quali gravi blackout energetici, catastrofi naturali, conflitti o pandemie.

    Strategia di costituzione delle scorte dell’UE: salvaguardare gli approvvigionamenti essenziali prima delle crisi

    La strategia di costituzione delle scorte dell’UE è concepita per garantire beni essenziali, quali cibo, acqua, petrolio, carburante e medicinali, in caso di crisi. Si tratta del primo approccio globale dell’UE alla costituzione di scorte.

    Strategia sulle contromisure mediche: rafforzare la preparazione alle crisi sanitarie

    Con l’aumento dei focolai di malattie e la crescente resistenza antimicrobica, aggravati dai cambiamenti climatici, dal deterioramento della biodiversità e degli ecosistemi e dalle sfide geopolitiche, la strategia dell’UE sulle contromisure mediche mira ad accelerare lo sviluppo, la produzione, la diffusione e l’accessibilità degli strumenti medici salvavita.

  • Entro il 2050 gli over 65 costituiranno il 34% della popolazione

    Entro il 2050 gli over 65 costituiranno il 34% della popolazione, con una crescita significativa anche tra gli ultraottantacinquenni. Lo rende noto l’Istat, secondo cui entro il 2050 gli over 65 costituiranno il 34% della popolazione, con una crescita significativa anche tra gli ultraottantacinquenni. L’Italia si rivela, così, uno dei paesi più longevi al mondo e questa transizione demografica pone sfide rilevanti in ambito sanitario, sociale ed economico, legate all’aumento della fragilità, della cronicità e della domanda di assistenza. È dunque necessario ripensare seriamente i modelli di welfare, al fine di garantire un invecchiamento sano e attivo della popolazione.

    Di questo e altro si è discusso a Roma durante il primo incontro del ciclo ‘Apco Health Talks: esplorando il sistema salute’, dedicato al ruolo della prevenzione per la protezione degli anziani. L’iniziativa è stata l’occasione per fare il punto su una delle sfide più complesse e strategiche per il nostro Paese, con un focus sul valore socioeconomico della vaccinazione nella popolazione anziana, le politiche sanitarie attualmente in atto in questo ambito e la centralità dell’accesso tempestivo alla prevenzione.

    In questo contesto la prevenzione sanitaria gioca un ruolo cruciale. In particolare, la vaccinazione degli anziani è una leva strategica per ridurre l’incidenza di malattie infettive gravi quali pneumococco, herpes zoster, Rsv, oltre che influenza e Covid-19 e contenere i costi del Sistema sanitario. Ma non solo: rafforzare l’adesione vaccinale negli over 65 significa anche contribuire alla riduzione dell’uso inappropriato di antibiotici e contrastare la crescente minaccia della resistenza antimicrobica, come riconosciuto a livello internazionale.

    Tuttavia, in Italia si osserva un significativo calo della spesa destinata alla prevenzione (-18,6% tra il 2024 e il 2023, secondo la Fondazione Gimbe) e un trend allarmante rispetto alle coperture vaccinali tra gli over 65, ben lontane dagli obiettivi raccomandati. Secondo i dati dal ministero della Salute, la copertura antinfluenzale, ad esempio, nella stagione influenzale 2023-24 ha attestato un calo di 3,4 punti percentuali rispetto alla stagione precedente (raggiungendo solo il 53,3%, a fronte di un target minimo dell’85%).

    Ancora più preoccupanti i dati relativi alla vaccinazione anti Covid-19, che ha raggiunto solo il 4,47% della popolazione over 60 nella campagna 2024-25. Anche per pneumococco e l’herpes zoster si stima una tendenza in calo nelle adesioni anche se, tuttavia, non è attualmente previsto un sistema strutturato di monitoraggio. Infine, pregnante il caso del Virus respiratorio sinciziale (Rsv), raccomandato a livello europeo ma non in Italia.

    Le ragioni di questo trend negativo sono molteplici: dalla scarsa percezione del rischio da parte della popolazione adulta alla mancanza di aggiornamento tempestivo del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale sulla base delle più recenti innovazioni vaccinali, passando per forti disomogeneità tra le regioni, costi talvolta a carico dei cittadini e modelli di governance non sempre coordinati ed efficienti. Per invertire questa tendenza, è necessario un impegno congiunto e strutturale da parte delle istituzioni nazionali e regionali, delle società scientifiche e di tutti gli attori del Sistema Salute.

    Occorre promuovere una cultura della prevenzione come investimento, rafforzare l’accesso all’innovazione vaccinale e valorizzare i modelli virtuosi già in atto: il Lazio con la sua rete digitale di hub vaccinali, la Lombardia con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e farmacie, e la Toscana con l’approccio integrato e istituzionale.

  • L’Ue apre alle terapie a base di psichedelici

    Si chiama PsyPal ed è il primo progetto di ricerca clinica finanziato con 6,5 milioni di euro del programma Horizon Europe dell’Ue che indagherà sui trattamenti per la salute mentale assistiti da sostanze psichedeliche. PsyPal ricercherà i potenziali della terapia assistita da psilocibina per alleviare l’ansia e la depressione nei pazienti in cure palliative e in particolar modo si concentrerà su pazienti con malattia polmonare ostruttiva cronica, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica e morbo di Parkinson atipico. Il progetto coinvolge 19 organizzazioni provenienti da 9 Paesi europei, con circa 100 pazienti che saranno reclutati in 4 diversi siti clinici in tutta Europa.

    Il progetto è stato presentato al Parlamento europeo il 9 aprile 2024 grazie all’eurodeputato Cyrus Engerer del “Gruppo di interesse MEP per la salute mentale e le condizioni neurologiche” e del “Gruppo d’azione per l’uso medico delle sostanze psichedeliche”.

    Gli psichedelici sono per la maggior parte illegali in tutta Europa perché nelle Convenzioni delle Nazioni Unite si trovano nella tabella 1, quella per cui non sono riconosciuti ufficialmente per uso medico, ma recentemente la ricerca è tornata a suggerire che gli psichedelici hanno un potenziale significativo per la gestione dei disturbi di salute mentale come il disturbo da stress post-traumatico, l’anoressia e la depressione. L’Australia è stata il primo paese al mondo a regolamentarne ufficialmente l’uso medico mentre negli Usa l’apertura alla sperimentazione di simile terapia si è bloccata. L’Italia ha recentemente ospitato un convengo tra specialisti di tutto il mondo per fare il punto sia sul percorso terapeutico che sul quadro normativo entro cui l’apertura della Ue possa concretizzarsi nei singoli Paesi.

  • Feste con i botti sì, ma non ci dimentichiamo delle esigenze dei nostri amici a quattro zampe

    L’inverno è arrivato, più freddo degli ultimi anni, e con l’inverno stanno arrivando le feste con la consueta abitudine di esprimere il proprio entusiasmo con petardi e botti.

    Noi che amiamo i nostri amici pelosi sappiamo bene come il rumore dei fuochi d’artificio e dei petardi risuoni fortissimo per le orecchie degli animali che hanno un udito molto superiore al nostro e che, di conseguenza, sentono il rumore ampliato in modo non solo fastidioso ma anche doloroso.

    Negli ultimi anni diversi comuni hanno vietato l’utilizzo dei botti ma non sempre le loro ordinanze sono state rispettate specie nelle zone di campagna e le conseguenze negative del lancio di petardi si sono viste anche nella fauna selvatica.

    Quello che dobbiamo fare per i nostri amici a quattro zampe, se abbiano notato la loro sensibilità ai rumori forti ed improvvisi, molti cani hanno paura anche dei tuoni, è di cercare di non lasciarli soli nelle occasioni di presumibile lancio di petardi e se non possiamo restare con loro lasciamoli in casa con una radio o una televisione accesa col volume alto così che sentano il meno possibile quello che accade fuori. Inutile dire che i nostri animali non vanno lasciati all’aperto da soli in occasioni a rischio e mai di notte.

    Il freddo dell’inverno in sé non dà fastidio agli animali con pelo medio o lungo ma il passaggio dal caldo della casa al freddo dell’esterno può essere pericoloso specie per gli animali più piccoli o col pelo raso e corto perciò è importante, nelle giornate fredde e anche in quelle piovose, ripararli con un cappottino ricordandosi di non tosarli mai nei mesi freddi.

    Anche i gatti vanno tenuti in casa con il freddo, i felini soffrono molto il cambio di temperatura e l’umidità e le polmoniti rischiano di essere fatali, anche per i gatti in certe situazioni è consigliabile l’uso del cappottino.

    Così, cari amici del Patto, nel prepararvi a festeggiare con parenti ed amici non dimenticatevi dei vostri compagni a quattro zampe e delle loro esigenze.

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