cure

  • Dai nuovi dati covid quello che si dovrebbe cominciare a fare

    Ieri, 16 novembre, in Italia ancora 7.698 casi e 74 morti con 481 pazienti in terapia intensiva mentre si susseguono manifestazioni dei no vax e no pass, tutti che sfilano assembrati e senza mascherina continuando ad ignorare ogni precauzione e regola ed infischiandomene della salute degli altri. Intanto sulla rete aumentano i messaggi di odio e di violenza contro scienziati, giornalisti, politici, persone vaccinate. La gran parte dei malati più gravi ricoverata negli ospedali è non vaccinata, è morta anche una giovane mamma con la neonata ma nulla ferma l’irrazionale protesta contro gli unici strumenti in grado di proteggerci dal virus- Protesta che ormai è evidente ha sponsor e fomentatori anche in forze ed interessi transnazionali perché la ricerca dell’instabilità per alcuni è il modo per incanalare frustrazioni, per altri di trovare nuovi spazi ai propri interessi sia economici che di notorietà. Per cercare di arginare l’ulteriore diffondersi del virus si apprestano, ancorché un po’ tardive, nuove misure di controllo come sui mezzi pubblici in Italia, mentre alcuni presidenti di regione chiedono di seguire l’esempio di quei paesi, in primis l’Austria, che applicano il lockdown ai non vaccinati. Proprio il premier austriaco ha rilevato che dopo il lockdown è aumentato il numero delle persone che vanno a vaccinarsi, la linea severa è l’unica soluzione se vogliamo convincere a vaccinarsi quei cittadini che, in buona fede, non l’hanno ancora fatto. In Europa la situazione è molto grave, in Olanda vi è stato un picco di 1.920 casi in 24 ore, il numero più alto dal 19 maggio con una media in aumento del 19% solo nella settimana dal 7 al 13 novembre. L’Oms rivela che l’Europa è l’unica area al mondo nella quale contagi e decessi sono in costante aumento. Particolarmente grave la situazione nel Paesi dell’est, in questi paesi la resistenza e contrarietà alla vaccinazione porta ad un continuo aumento di infettati. In Romania sono da tempo ormai saturi gli ospedali, in repubblica ceca da fine ottobre si è passati da una media di 2.000 contagi a 8500, Croazia, Bulgaria e Serbia sono in grave difficoltà per i ricoveri. In Russia si è arrivati a 1.239 decessi in 24 ore con più di 40.000 contagi al giorno e solo il 35% della popolazione è vaccinata mentre in Spagna, con una copertura vaccinale del 89% i contagi sono contenuti il che dimostra, ancora una volta, che quei paesi, come l’Italia, nei quali la popolazione si è vaccinata si può contenere l’epidemia. Pesantissima la situazione in Germania, nonostante i reiterati appelli della cancelliera, solo il 67% della popolazione si è vaccinata, in Francia la percentuale dei vaccinati è del 69% e la media dei contagiati non si arresta, nel Regno Unito la situazione comincia a migliorare invece grazie al fatto che già 12 milioni di persone hanno ricevuto la terza dose.

    La rapida scorsa di questi dati e la memoria di quanto abbiamo vissuto dal febbraio 2020 dovrebbe finalmente far comprendere all’Europa la necessità, per andare in aiuto agli Stati membri, di mettere in atto una immediata campagna di incentivazione alla vaccinazione per aiutare gli Stati a convincere i cittadini e di indicare obbligatorie, come Unione, quelle norme di protezione che oggi solo alcuni paesi tengono in vita: la mascherina al chiuso e anche all’aperto in casi di affollamento e sempre durante le manifestazioni, l’obbligo di controllo sia  alle frontiere esterne che a quelle interne per evitare che si possa arrivare, con un aumento esponenziale dei casi, a delle chiusure. Ancora oggi mentre per viaggiare in aereo c’è il controllo di tamponi e certificati vaccinali per i viaggi in treno e in autobus con percorso transnazionale non c è alcun controllo, lo stesso problema riguarda chi viaggia in macchina. Sono misure semplici che possano salvare vite, socialità ed economia ma sono misure che bisogna avere il coraggio di prendere, l’Europa deve ritrovare coraggio sempre nella speranza che quell’Unione politica della quale si è tanto parlato per anni, senza alcun risultato, cominci a prendere forma ora partendo proprio da quanto il virus ci ha insegnato: senza il principio che nessuno si salva da solo non si va da nessuna parte.

  • Singapore: la negazione della democrazia

    Quali valori trovano sempre una tutela all’interno di una democrazia liberale? Quale pericolo corre veramente un sistema democratico in relazione alla decisioni dei governi nella problematica gestione della pandemia?

    La forte contrapposizione, infatti, si esprime ormai quasi come una guerra di posizione e sempre più ideologica tra i due schieramenti, “vaccinati e sì green pass” contrapposti ai “no vax e no green pass”, e sta esasperando le posizioni spingendo i manifestanti ad inutili e controproducenti forme ripetute di protesta sempre più invasive i cui costi ricadono sempre sulle attività del centro storico.

    Contemporaneamente la compagine opposta e quella di maggioranza si avvicinano sempre più a soluzioni assolutamente incompatibili con uno Stato democratico e con l’unico inconfessabile obiettivo di annullare l’avversario. Viceversa un liberale, magari vaccinato e titolare di green pass, rimane sempre fedele ai propri ideali e quindi consapevole del loro valore e conseguentemente non proporrà MAI, cosa che in Italia da tempo viene suggerita, di chiedere il pagamento delle spese sanitarie a coloro non ancora vaccinati adottando il modello di Singapore. A sostegno di questa antidemocratica tesi adottata dallo stato insulare si indicano le conseguenze per la gestione del sistema sanitario nazionale del costo giornaliero di un paziente in terapia intensiva (oltre 1.600 euro) in contrapposizione al costo del vaccino (circa 20 euro).

    Partendo da questo semplice confronto relativo ai costi emerge come la “nuova” coscienza democratica si ponga non tanto in rapporto alla validità degli stessi quanto al loro impegno economico. Si assiste quindi ad una banale “monetizzazione” di un diritto alla salute il quale è tutelato ma fino a quando non si oltrepassi una soglia di “sostenibilità economica” per il SSN.

    All’interno di una democrazia liberale, invece, i diritti fondamentali, specialmente come quello alla salute, non possono risultare soggetti a nessuna valutazione di costo economico ma salvaguardati in quanto espressione della stessa democrazia.

    Fedele a questo concetto di assetto democratico, allora, il diritto alla salute non dovrebbe venire sottoposto ad una valutazione da parte dello Stato e di chi in suo nome opera (https://www.ilpattosociale.it/attualita/il-sistema-sanitario-nazionale-ed-il-paradosso-progressista/). Singapore, invece, rappresenta ora la prima pericolosa deriva verso uno Stato etico nel quale il diritto fondamentale alla salute viene sottoposto ad una valutazione da parte dello Stato per essere considerato valido ed applicabile.

    Sottoporre, quindi, ad una valutazione il legittimo diritto all’assistenza sanitaria da parte dello Stato in relazione alla congruità dei comportamenti del paziente rispetto al protocollo definito dallo Stato stesso rappresenta di per sé la fine della garanzia democratica.

    Contemporaneamente si sancisce così l’ingresso in pompa magna all’interno di uno Stato etico, nel quale i diritti risultano tali in relazione solo ed esclusivamente alla aderenza ad un modello statale predefinito e magari nella italica versione essere al di sotto della soglia di sostenibilità economica PRECEDENTEMENTE indicata dallo Stato.

    All’interno di una istituzione etica emerge evidente come prenda di nuovo forma ed espressione quella ideologia socialista già disintegrata dalla storia la quale ora ha modificato la propria definizione (certo non la sostanza) in politicamente corretto.  Un pericolosissimo declino etico ed ideologico all’interno del quale il diritto diventa soggetto ad analisi e validazione statale invece di venire considerata tale. In altre parole, avanza il pericoloso principio in base al quale lo Stato diventa non più la somma di una perfettibile e democratica separazione dei poteri ma esso stesso diventa ed opera come entità etica suprema ed autonoma e nuovo soggetto istituzionale come sintesi suprema degli altri poteri indicando le procedure da seguire affinché i diritti poi vengano riconosciuti in relazione alla loro rispondenza ai protocolli statali.

    Si passa ad uno Stato supremo risultante dall’espressione di un’ideologia massimalista e prevaricatrice. Una deriva che da anni nel nostro Paese annovera già parecchi sostenitori tra i cosiddetti “progressisti”, i quali rappresentano in modo ormai inequivocabile quella mancanza del minimo sindacale di bagaglio culturale democratico per ricordarsi come un principio ed un diritto democratico valgano in quanto tali e non possano essere soggetti ad alcuna valutazione etica o morale e tanto meno di sostenibilità economica.

    Singapore rappresenta perciò un primo pessimo passo verso questo declino antidemocratico dello Stato e contemporaneamente la prima forma istituzionale di reale supremazia dello stato sui diritti del singolo cittadino.

    All’interno di uno stato liberale e democratico, viceversa, il diritto alla salute, come ogni altro diritto tutelato dalla carta costituzionale, non può essere mai sottoposto ad una valutazione di merito dello stato per ottenere la propria applicazione. Mai.

  • Iva agevolata su spese veterinarie e alimentazione animale

    La riforma delle aliquote è nell’agenda di Palazzo Chigi e della Commissione Europea. Anche il Premier è un pet owner.

    (Cremona 7 ottobre 2021) – “Siamo fiduciosi che il Presidente del Consiglio Mario Draghi riesca a spostare la nostra IVA in fascia agevolata. Può essere davvero la volta buona”. Lo dichiara Marco Melosi, Presidente dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI).

    Questo perché anche Mario Draghi possiede un cane? “Perché questo è il momento storico più favorevole- spiega Melosi- e perché sulle aliquote si muovono contemporaneamente sia il Governo Draghi che la Commissione Europea”.
    Da sempre i Medici Veterinari italiani chiedono l’aliquota agevolata (al 10%) sulle cure veterinarie e sugli alimenti per gli animali da compagnia (oggi su entrambi grava l’IVA del 22%). Adesso che l’Unione Europea e il Governo Draghi hanno avviato la revisione delle aliquote, si aprono nuove prospettive per una fiscalità più proporzionata ed equa.
    Essendo a sua volta proprietario di un cane, un bracco ungherese, il Presidente Draghi sarà più sensibile alla causa di milioni di proprietari? “I proprietari italiani conoscono ormai bene il concetto one health, sanno che curare gli animali è curare le persone. E sanno anche che alimentarsi è un bisogno primario anche per gli animali da compagnia, sia nelle case che nei rifugi. Lo ribadisco, l’ANMVI crede in questo contesto storico straordinario” – chiosa Melosi.

    Restano valide e attuali le argomentazioni della lettera aperta firmata nel 2020 da numerose sigle promotrici di un allineamento definitivo, al ribasso, delle aliquote IVA applicate al settore della salute e del benessere animale. Nel 2021 le stesse ragioni sono avvalorate dalla concomitante riforma europea delle aliquote alla quale si aggancerà la riforma fiscale italiana.

    Fonte: Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

  • Venti milioni di italiani perdono i capelli e a Roma nasce il primo Centro europeo per loro

    Tra i 15 e i 20 milioni di italiani, donne e uomini, giovani o più avanti con gli anni, perdono i capelli per patologie del cuoio capelluto, malattie differenti o semplicemente per fattori ereditari. Chi ne soffre – dicono gli specialisti – prova un profondo disagio con ripercussioni negative psicologiche e sociali. Per affrontare in modo sistematico la calvizie di qualsiasi tipo è nato a Roma, primo in Europa, il Centro Integrato Alopecie (Cia) presso l’Istituto dermopatico dell’Immacolata (Idi) Irccs, struttura in grado di gestire in maniera coordinata sotto lo stesso tetto le fasi di diagnosi e terapia di tutte le affezioni del cuoio capelluto. Il Centro, diretto da Gianfranco Schiavone, accoglie fino a 700 pazienti al mese: di cui una ventina al giorno sono giovani tra i 15 e i 22 anni, donne il 20% di questi.

    Secondo i dati dell’Idi, il fenomeno colpisce, diversamente da quanto si creda, circa il 50% del sesso femminile in fasi differenti della vita: con esordio dalla pubertà nei casi più gravi, ma di solito dopo la gravidanza o la menopausa. Per il sesso maschile, a 30 anni la caduta riguarda mediamente il 30% della popolazione, a 50 anni il 50%, a 70 anni l’80%.

    “Il paziente tipo è un ragazzo molto giovane – spiega Schiavone – che comincia a vedere la stempiatura o lo sfoltimento in cima alla testa, molto ansioso per come può evolvere la situazione, specie nel caso in cui i genitori abbiano lo stesso problema. Rispetto al passato, le terapie attuali non rappresentano un rischio poiché non alterano alcun assetto ormonale. Nei casi in cui è necessario, si procede con il trapianto”.

    La nascita del Cia è stata fortemente voluta, anche per superare il vecchio concetto di ambulatorio con visita tricologica, oltre che per garantire ai pazienti un approccio scientifico complessivo e integrato a cui prendono parte specialisti di diversi settori. Come per esempio nel caso delle donne che perdono i capelli a causa dell’ovaio policistico e che vengono seguite contemporaneamente da dermatologi e ginecologi. Non solo: la creazione di un Centro integrato, già punto di riferimento per tutto il Centro-Sud, evita la trafila spesso senza successo presso privati legati a società commerciali che vendono prodotti e trapianti anche di dubbio valore scientifico. Del resto a far comprendere il peso e la diffusione del fenomeno basta guardare alla crescita esponenziale del cosiddetto turismo medico degli ultimi anni in Albania o Turchia per i trapianti di capelli. “A Istanbul, diventata come Rio De Janeiro per la chirurgia estetica degli anni ’80, si spende la metà che da uno specialista privato in Italia – racconta Schiavone – ma ci sono quei rischi legati a possibili complicanze post-operatorie che non vanno trascurati. Se quando si è tornati a casa si presenta un’infezione, la febbre, le croste, difficilmente il paziente riprenderà l’aereo per tornare in Turchia o in Albania. Con tutte le conseguenze del caso”.

    Per combattere la forma più diffusa di calvizie, l’alopecia androgenetica, all’Idi vengono utilizzate tra l’altro le terapie biologiche a base di derivati del plasma nella loro ultima variante il-prf (evoluzione del prp), erogata in ospedale sotto il controllo del Centro trasfusionale secondo le direttive del Centro nazionale sangue. La fotobiomodulazione (low level laser therapy); il microneedling, sia chirurgico che domiciliare tramite derma-pen e derma-stamp associato o meno alla somministrazione di sostanze topiche come alcuni biorivitalizzanti. Contro l’alopecia androgenetica i dermatologi del Cia usano pureil trapianto di cellule staminali dal grasso autologo, una sorta di lipofilling su cui stanno convergendo le ricerche per che richiede un piccolo intervento chirurgico ambulatoriale, nei casi di pazienti resistenti alle altre terapie.

    La rivoluzione nell’assistenza dei pazienti comprende altri due punti: le terapie per le persone trattate con cure oncologiche e il versante estetico. Ossia il trapianto, eseguito in associazione alle terapie biologiche seguendo una nuova metodica chiamata Beht (biologically enhanced hair transplantation). Al Cia i pazienti pagano il ticket e, nel caso di trapianto e trattamenti estetici, la spesa è calmierata rispetto agli studi privati.

  • Decreto Speranza riduce le opzioni terapeutiche negli animali da compagnia

    AIFA elencherà i medicinali ad uso umano vietati negli animali; ridotti anche gli usi in deroga consentiti dal Ministero della Salute dal 2011. ANMVI pronta a difendere in tutte le sedi i Medici Veterinari

    (Cremona 16 aprile 2021) – Le bozze del decreto annunciato due giorni fa contraddicono le dichiarazioni del Ministro: anziché ampliare l’accesso alle terapie medicinali per gli animali da compagnia, le riducono fortemente.

    In particolare:

    – AIFA elencherà i medicinali ad uso umano che saranno vietati ai Medici Veterinari, con un’ampia discrezionalità e non solo in relazione agli antimicrobici critici.

    – il decreto cancella alcune opzioni di accesso ai medicinali per uso umano che il Ministero della Salute aveva opportunamente consentito nel 2011;

    Un decreto di facciata, dunque, che dà solo apparentemente l’accesso ad un più ampio ventaglio di terapie, salvo impedirle nell’articolo successivo.

    Un pasticcio legislativo inevitabile, stante le basi antigiuridiche delle sue premesse. Un articolato confuso, contradditorio, incomprensibile. E del tutto peggiorativo delle possibilità di cura degli animali da compagnia che oggi sono a disposizione dei Medici Veterinari.

    Se le bozze saranno confermate l’ANMVI metterà a disposizione il proprio ufficio legale a tutela, civile e penale, della titolarità prescrittiva dei Medici Veterinari.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

  • Somministrazione gratuita del Metodo Di Bella: lo dispone il tribunale di Catanzaro

    Giunge dalla Calabria una storia, per così dire, all’italiana i cui protagonisti sono un uomo affetto da un tumore al pancreas metastatizzato al fegato e la terapia Di Bella. Dopo essere stato trattato con i protocolli ufficiali senza ottenere effetto terapeutico, l’uomo decide di rivolgersi al Dott. Giuseppe Di Bella e pratica la cura MDB fino ad andare in remissione completa di malattia.

    Attraverso l’Avvocato Gianluca Ottaviano, il paziente si rivolge al tribunale di Catanzaro per chiedere il rimborso della cura da parte del Servizio Sanitario Nazionale, ma l’istanza viene respinta con la motivazione che una terapia alternativa di non comprovata efficacia non può essere accollata alla comunità.

    Viene fatto reclamo che è accolto poiché “la certificazione sanitaria in atti (rilasciata da Istituti pubblici) evidenzia che la terapia ufficialmente riconosciuta è risultata inefficace nel caso concreto, laddove invece la cura MDB ha prodotto un significativo miglioramento della patologia tumorale e, gradualmente, il risultato terapeutico diveniva sorprendente, tanto che l’ultimo referto PET del 16.01.2020 evidenziava una remissione completa della malattia”. Di conseguenza – si legge ancora nella sentenza – in assenza di spiegazioni alternative sulla remissione completa del tumore, nel caso in specie l’unica cura attualmente essersi rivelata efficace sulla persona del reclamante deve essere erogata con costi a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

    La pronuncia crea un prezioso precedente per chi si trova nella stessa situazione e costringe quindi la giurisprudenza, che finora ha negato erogazioni di questa particolare cura che, sebbene avversata e criticata, in realtà si basa su evidenze scientifiche, a cambiare rotta.

    Ci sono tante storie che dimostrano l’efficacia del Metodo Di Bella, documentate anche da pubblicazioni su riviste reperibili sulle banche dati medico-scientifiche internazionali.

  • Pillole di felicità

    1963 Entra in commercio il Diazepam (Valium), il primo psicofarmaco della categoria delle benzodiazepine.

    1980 Durante il convegno del Medical Research Council della Gran Bretagna, viene diramata la notizia che le benzodiazepine provocano l’atrofia cerebrale. Gli psicofarmaci della categorie delle benzodiazipine sono ancora in commercio.

    2001 L’azienda farmaceutica Glaxo Smith Kline (GSK) pubblica uno studio clinico (noto come studio 329) dove dimostra l’efficacia e la sicurezza nel trattamento dei sintomi depressivi della paroxetina un farmaco appartenente alla categoria degli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Le vendite di questo farmaco ed altri simili subirono da subito una fortissima impennata. Le sole ricette prescritte per i bambini e gli adolescenti arrivarono a circa due milioni l’anno. Ma qualcosa non funzionava. Alcuni bambini iniziarono a manifestare diversi e gravi problemi di salute, sia fisica che mentale.

    2004 La procura generale di New York (Stati Uniti) denuncia la GSK per frode contro i consumatori per aver contraffatto i dati e diffuso informazioni false. La causa si concluse con il pagamento di una multa e nessuna restrizione sul suo commercio.

    2005 Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti denuncia la GSK per truffa nei confronti di Medicare e Medicaid (le principali agenzie assicuratrici pubbliche che finanziano la Sanità in America) per aver diffuso affermazioni false o fraudolente. Anche in questo caso l’azienda pagò una multa ma non furono presi provvedimenti restrittivi sul suo commercio.

    2015 Il British Medical Journal rivela come la GSK ha alterato i dati sull’antidepressivo paroxetina. L’articolo scientifico era accompagnato da numerosi documenti che confermano l’aumento di crimini violenti nei giovani che assumono farmaci antidepressivi come la paroxetina (commercializzata come Daparox, Dropaxin, Eutimil, Sereupin e Seroxat) e la fluoxetina (commercializzata come Prozac). Tutti farmaci facilmente reperibili anche senza ricetta.

    2015 La Food and Drug Administration degli Stati Uniti pubblica una serie di avvisi pubblici sulla salute che mettono in allarme sul fatto che il Ritalin e medicinali simili (farmaci prescritti anche ai bambini per combattere insonnia e depressione) possono causare allucinazioni visive, pensieri suicidi e comportamenti psicotici, oltre a comportamenti aggressivi o violenti. Ritalin è il nome comune del metilfenidato, classificato come narcotico di Classe II: la stessa classificazione della cocaina, della morfina e delle anfetamine. Ovvero un potente stimolante del sistema nervoso centrale (cervello e spina dorsale). Farmaco ancora in commercio e facilmente reperibile senza ricetta su internet o agli angoli di certe strade.

    2016 Stati Uniti: 14 milioni di bambini ogni anno affrontano una visita psichiatrica. In Italia non esistono stime ufficiali.

    2018 Le Associazioni di Psichiatri e Specialisti italiani si pronunciano per il via libera alle medicine per curare i disturbi mentali dei più piccoli “purché”, si legge in una nota del sottosegretario del Ministero della Salute A. Guidi, “non diventino delle scorciatoie”. Il Telefono Azzurro dichiara che un bambino o adolescente ogni 6 ha un disturbo mentale. Eurispes pubblica uno studio in cui si legge che il 40% di bambini e adolescenti seguiti da un servizio di salute mentale presentano più disturbi: il 18.6% usa tranquillanti (11,7% delle ragazze contro il 5,3% dei ragazzi), il 14,7% antidepressivi (il 7,4% delle ragazze contro il 2.7% dei ragazzi).

    2018 Il World Drug Report della Unodc (il report sulla droga a cura delle Nazioni Unite), considera il consumo di psicofarmaci una delle grandi minacce emergenti di salute pubblica, inserendo le benzodiazepine tra le prime tre sostanze di abuso comunemente usate in 40 Paesi. Tutti farmaci facilmente reperibili senza ricetta su internet o agli angoli di certe strade.

    2019 L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stima che nel mondo sono oltre 15 milioni i minori in terapia farmacologica, per le più diverse patologie e il ricorso ai farmaci antidepressivi per trattare bambini e adolescenti è in crescita. I dati di uno studio scientifico pubblicato sullo European Journal of Neuropsychopharmacology dimostrano che in Gran Bretagna il numero di antidepressivi prescritti ai minori è cresciuto del 54%, del 60% in Danimarca, del 49% in Germania, del 26% negli Stati Uniti e del 17% in Olanda; maggiori incrementi si sono registrati nelle fasce d’età tra 9 e 19 anni, e i farmaci più utilizzati sono quelli a base di paroxetina, citalopram, fluoxetina e sertralina.

    2019 Il rapporto ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs) rileva che il 10% dei minori italiani utilizza psicofarmaci per le più svariate motivazioni: dal miglioramento delle performance scolastiche alla gestione di depressioni passeggere etc., senza alcuna ricetta medica, acquistandoli da spacciatori o direttamente sul web.

    2020 L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stima che nel mondo sono oltre 21 milioni i minori in terapia farmacologica nonostante si moltiplicano gli studi che riferiscono sugli effetti negativi degli psicofarmaci e degli ansiolitici quali deficit cognitivo, amnesia, depressione, allucinazioni e pensiero delirante, comportamento anormale, rischi di suicidio o di tentativi di suicidio, violenza, ostilità e agitazione. Non sarebbe doveroso monitorarne e limitarne oltre che la prescrizione anche la produzione?

    2030 L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) afferma che fra dieci anni la depressione sarà la patologia più diffusa al mondo, anche fra i bambini. Per qualcuno è una bruttissima notizia. Per qualcun altro, no.

    C’è chi fa parte del problema, chi della soluzione e chi del paesaggio.

    Dal film “Ronin” (1998)

  • Dopo Roma, l’ambulatorio mobile per i test congiunti Epatite C e Covid-19 approda in Lombardia e Campania

    È partita da Roma, patrocinata dal Comune della Capitale, un’importante campagna di prevenzione: presso un ambulatorio mobile, collocato a Piazza del Popolo, attraverso due test capillari, è stato possibile effettuare lo screening congiunto per Covid-19 ed Epatite C. Successivamente l’ambulatorio mobile farà tappa in Lombardia ed in Campania.
    Questo roadshow itinerante, realizzato nell’ambito delle iniziative per la Giornata Mondiale contro le Epatiti proclamata dall’OMS per il 28 luglio, è stato promosso dall’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato – AISF e dalla Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT, con il patrocinio dell’Associazione Pazienti EpaC Onlus, ed è stato organizzato da MA Provider, società di consulenza manageriale in ambito healthcare, con il contributo non condizionato dell’azienda farmaceutica Abbvie.
    Responsabili scientifici dell’iniziativa sono il Professor Massimo Andreoni, Direttore scientifico della SIMIT e Professore di Malattie Infettive della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata, e il Professor Salvatore Petta, Segretario AISF e Professore di Gastroenterologia all’Università di Palermo.
    La proposta di un doppio test affonda le radici nelle attività sviluppate già da diversi anni dalle Società scientifiche AISF e SIMIT e dall’Associazione pazienti EpaC onlus, riunite sotto la sigla di ACE – Alleanza contro le Epatiti e ha preso vigore nelle ultime settimane. Diversi studi, infatti, hanno rilevato una riduzione di oltre il 90% dei trattamenti durante il lockdown. L’opportunità di un test congiunto è stata esplicitamente indicata anche nel documento conclusivo dell’“Indagine conoscitiva in materia di politiche di prevenzione ed eliminazione dell’epatite C”, approvato all’unanimità in XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, lo scorso 11 giugno: può infatti costituire un primo step per ampliare gli screening per far emergere il “sommerso” secondo l’obiettivo prefissato dall’OMS di eradicare la patologia entro il 2030. Un risultato raggiungibile grazie all’innovazione garantita dai nuovi farmaci antivirali ad azione diretta (DAA) per il trattamento dell’Epatite C, che permettono di eradicare il virus in maniera definitiva, in tempi rapidi e senza effetti collaterali.

    “La pandemia di Covid-19 ha dimostrato quanto sia importante e occorra investire in prevenzione in ambito infettivologico – evidenzia il Prof. Massimo Andreoni – In questo caso, ciò significa fare screening, ossia individuare i soggetti affetti dal virus dell’Epatite C ma inconsapevoli della loro condizione. Proprio questa mancanza di consapevolezza implica la necessità di un legame più stretto tra mondo scientifico e popolazione: la SIMIT ha dunque deciso di andare sul territorio per mettere la scienza al servizio dei cittadini. Per favorire questo processo, possiamo usufruire di una contingenza che coinvolge tutti: visto che anche Covid-19 pone l’esigenza di test per riconoscere la diffusione del virus, possiamo mettere insieme le due cose. Da una parte serve per capire la diffusione del Sars-Cov-2 sul territorio nazionale e il peso degli asintomatici; dall’altra possiamo far emergere il “sommerso” e avviare al trattamento i soggetti affetti da Epatite C. Tecnicamente non ci sono difficoltà a fare ambedue i test sierologici”.

  • Covid-19, Anmvi a Diego Fusaro: non conosce il contributo delle scienze veterinarie

    Riportiamo di seguito un comunicato dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani)

    (Cremona 31 agosto 2020) –  Non si stupisca il filosofo Diego Fusaro se a parlare di coronavirus sono anche i Medici Veterinari. Si tratta di una variegata famiglia di virus, ben nota alla virologia veterinaria, di cui il Sars Cov-2 non è che l’ultimo in ordine di scoperta.

    Nel “florilegio” di interventi sulla pandemia – deprecato dal filosofo, ma al quale non si sottrae nemmeno lo stesso Fusaro – i Medici Veterinari sarebbero fra i più titolati ad intervenire e invece sono i meno interpellati. La virologa veterinaria Ilaria Capua resta un’eccezione.

    Eppure, alla prevenzione del contagio interumano da Sars Cov-2 contribuiscono vari laboratori veterinari (tamponi e sieri alle persone). Inoltre, agli studi sul nuovo coronavirus concorrono ricercatori e liberi professionisti Veterinari, con risultati che hanno accresciuto le conoscenze e che sono stati propedeutici allo sviluppo del vaccino anti-Covid.

    Le Scienze Veterinarie meritano la “S” maiuscola malgrado il Diego Fusaro non paia conoscerne il contributo, dal momento che ironizza sul fatto che parlino di Covid-19 “perfino veterinari”, dove l’uso del corsivo enfatizza una caduta di stile.

    Questa la replica a quanto pubblicato su radioradio.it sotto il titolo “Riorganizzare la vita di tutti”: le misteriose parole di Ilaria Capua nascondono l’intento del regime terapeutico” a firma di Diego Fusaro.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

  • Dittatura terapeutica: il re è nudo!

    Riceviamo e pubblichiamo il link con l’intervista che il Prof. Giuseppe Di Bella ha rilasciato a Radio 54 sulla situazione attuale e i suoi risvolti.

    https://www.youtube.com/watch?v=hEwfhmhahZs&fbclid=IwAR0HckeNiB-QkaSUo5kqq4QyBA8TKcLuRXTd2Z64HBWjfu7Xb6Xlg8j0MEY

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