cure

  • Come contrastare la leishmaniosi negli animali

    Un recente congresso di medici veterinari ha affrontato un grave problema e cioè la recrudescenza della leishmaniosi, malattia infettiva che colpisce l’uomo e gli animali, sia domestici che selvatici. La malattia è in evoluzione in tutta Italia, ormai dal Sud (era endemica in Sicilia e nel Mezzogiorno d’Italia) è arrivata al Nord da tempo (trovando spesso impreparati i proprietari di cani). Il suo espandersi non è legato solo ai cambiamenti climatici ma anche alle condizioni igienico-sanitari che possono favorire i flebotoni ed alla maggior mobilità della popolazione umana ed animale. Sono numerosi gli studi sulla leishmaniosi canina, patologia importante e complessa, che presenta complicanze oftalmologhe, alterazioni ematologiche e proteiche, dermatologiche e renali, e che a volte si presenta in forme atipiche che possono avere anche collazioni con malattie immunomediate. Fino a poco tempo fa, i felini erano stati considerati resistenti alle infezioni di leishmania, ma negli ultimi anni, grazie a tecniche diagnostiche più specifiche, si sono documentati vari casi di questa malattia. La prevenzione è d’obbligo se si vogliono salvare i nostri amici a 4 zampe: non solo repellenti antiparassitari ma anche profilassi vaccinale è d’obbligo per ridurre l’incidenza della malattia, come ovviamente uno stretto rapporto col proprio medico veterinario. Per evitare credenze errate, la malattia non è trasmessa dagli animali ma dal flebotomo (insetto molto simile alla zanzara per l’occhio di chi non ha conoscenze specialistiche). E’ perciò evidente che l’unico modo per salvarsi è, appunto, la prevenzione.

  • ‘Cambia la “sostanza”: “dipende” anche da te!’

    In occasione della Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga (che si celebra mercoledì 26 giugno), Dianova Italia lancia la campagna ‘Cambia la “sostanza”: “dipende” anche da te!’, un gioco di parole per ricordare che ognuno nella nostra società può essere promotore di un cambiamento, sia

    personale che collettivo. I temi della campagna sono strettamente legati alla situazione attuale sulla tossicodipendenza in Italia, dove solo nel 2018 si sono registrati ben 251 decessi per via dell’abuso di droghe, un dato in costante crescita in linea anche con il preoccupante aumento del consumo di sostanze come eroina e fentanyl, e con l’abbassamento generale dei costi delle sostanze reperibili sul mercato.

    Passando agli aspetti concernenti la politica, Dianova considera di fondamentale importanza azioni e provvedimenti incentrati sulla repressione del grande traffico di stupefacenti detenuto dalle organizzazioni criminali da sempre presenti in Italia; la classe politica attuale, tuttavia, ha preferito optare quasi esclusivamente per la repressione del consumatore, una misura non solo inefficace, ma che ha provocato

    nel corso degli anni l’emarginazione dei consumatori di droghe, escludendoli dalla rete assistenziale. Dianova, come specifica anche nel suo posizionamento sulle dipendenze, prende atto dei limiti delle politiche internazionali basate principalmente sul proibizionismo e la repressione del consumatore, e l’incapacità di arginare l’aumento del traffico e il consumo di sostanze, soprattutto tra i giovani, dimostrano la necessità di rivedere l’approccio attuale. Da questa analisi, Dianova ha scelto di improntare la campagna ‘Cambia la “sostanza”: “dipende” anche da te!’, su temi quali l’incapacità da parte del servizio pubblico e privato di intercettare quella fascia di popolazione giovanile di nuovi consumatori, la mancanza di informazioni per la comprensione del fenomeno, i nuovi modelli di consumo ma con scenari che ricordano gli anni ’70 e ’80 e una società civile sempre più individualista che sottovaluta, banalizza e tollera un fenomeno che sta tornando in modo pericoloso. L’obiettivo della campagna è quello di offrire le competenze e le conoscenze di Dianova come risorse all’interno della rete preposta al trattamento residenziale e sensibilizzare i diversi target individuati attraverso immagini e messaggi specifici. Il primo target individuato è quello dei consumatori, ovvero coloro che vivono il problema in prima persona, ai quali Dianova vuole offrire tutto il suo supporto in termini di assistenza e riabilitazione. Vi è poi la collettività, target a cui saranno indirizzati una serie di messaggi per invitare a riflettere, a promuovere stili di vita sani e a non criminalizzare, ma anche per chiedere donazioni a favore delle attività dedicate ai ragazzi ospitati nelle Comunità Terapeutiche. Infine, le famiglie/agenzie educative, un pubblico che fa fatica a gestire la fase critica dell’adolescenza in quanto non sufficientemente informato o poco attento rispetto a quello che sta accadendo; i messaggi, in questo caso, inviteranno a comprendere maggiormente il problema del ritorno della dipendenza, a capire quali sono i riferimenti educativi ai quali i nostri giovani possono guardare e, soprattutto, ad ascoltare, la cosa più importante. La campagna durerà per tutto il mese di giugno, e sui social network sarà possibile sostenerla utilizzando l’hashtag #CambiaLaSostanza e/o personalizzando la propria immagine del profilo.

  • I prodigi della medicina, il problema degli espianti e il valore dell’attenzione umana

    Il ritorno alla vita nell’ospedale di Borgo Trento del giovane diciottenne Lorenzo, rimasto in coma per 5 mesi dopo essere stato investito mentre viaggiava in motorino (con danni cerebrali molto forti e crisi neovegetative tali da indurre la stessa famiglia a prendere in considerazione chi parlava di espianti), rende sempre più evidente la necessità di quelle ricerche scientifiche e di quegli aggiornamenti che portano interventi sanitari ad essere all’avanguardia nel riconsegnare la vita a chi stava per perderla. Nello stesso tempo, i medici oltre a essere capaci devono poter disporre di equipe altrettanto preparate e ai medici, come agli infermieri e a tutto il personale sanitario, deve essere ben presente la valenza del rapporto umano. Nel nostro Paese vi è, come in molti altri, necessità di organi per trapianti, ugualmente però deve essere chiaro che per salvare una vita non se ne può spegnere prematuramente un’altra. Un argomento delicato del quale si dibatte da anni e che ancora vede tante incertezze e polemiche: in una società che ha grandi slanci di attenzione verso gli altri ma anche spaventose mancanze di attenzione alla vita e alle esigenze dei nostri simili. Non per nulla è da tempo denunciata l’esistenza di una rete criminale che espianta organi per rivenderli. Da qui la necessità di una maggior attenzione della politica, sia per sgominare le reti criminali sia per vigilare sull’applicazione corretta della legge sugli espianti. Ma al lavoro della politica deve comunque affiancarsi quello che deve essere fatto nelle università: preparare scientificamente al massimo livello i nostri medici e il personale paramedico deve contestualmente significare prepararli anche al rapporto umano col paziente e alla continua consapevolezza che salvare vite è la missione di chi si occupa di sanità.

    Lorenzo è tornato alla vita normale. Oltre alle attente cure dei sanitari e alla presenza costante della famiglia, nei 5 mesi di coma è stato assistito anche dai suoi compagni di scuola, il suo fisico ha risposto alle cure ma anche alle attenzioni affettuose e questo ripropone appunto il problema della necessità di continuare a tentare di comunicare anche con chi sembra in coma irreversibile.

  • In occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo Fondazione Sacra Famiglia presenta i risultati del servizio di ‘Counseling Territoriale per l’Autismo’

    In occasione della Giornata Mondiale della consapevolezza sull’Autismo, il prossimo 2 aprile, Fondazione Sacra Famiglia presenta i risultati del servizio di Counseling Territoriale per l’Autismo, progetto sperimentale nato nel 2013 per rispondere a un crescente bisogno di aiuto da parte delle famiglie.

    Il servizio Counseling, guidato dal dottor Lucio Moderato, Direttore dei Servizi Innovativi per l’Autismo, segue a oggi quasi 600 persone, di età compresa tra i 3 e i 29 anni, di cui l’84% bambini e adolescenti fino ai 16 anni; l’età media delle persone che hanno aderito al servizio è di 10 anni. Due, in media, gli interventi settimanali erogati: il 69% ambulatoriali, il 14% in ambito scolastico, l’8% domiciliari.

     Ancor più importanti sono gli effetti positivi fatti registrare dal Counseling sulle persone con autismo. Dal 2015 al 2018, infatti, si è verificato uno sviluppo positivo del 44% nelle abilità cognitive culturali, del 18% nella socializzazione, del 15% nella comunicazione e il 12% nell’auto accudimento. Nel loro complesso, le valutazioni indicano una progressione e confermano una dinamicità variabile dello sviluppo, in quanto i primi anni di trattamento sono quelli in cui si vede il maggior livello di sviluppo e una maggiore stabilità nella progressione del miglioramento.

    Favorevole la valutazione delle famiglie verso il Counseling che ha portato serenità, equilibrio e considerevoli miglioramenti nel comportamenti dei figli, come si rileva da un’indagine svolta da Sacra Famiglia su un campione di genitori di utenti del servizio. In particolare, il 61% del campione ha registrato un minor dispendio di tempo per ottenere informazioni e servizi per il figlio, soprattutto grazie alla figura dell’educatrice, persona di riferimento cui rivolgersi per necessità quali la gestione quotidiana dei figli o le questioni burocratiche (normative, rapporti con enti pubblici, agevolazioni, contatti con professionisti). Dal punto di vista economico, il 57% delle famiglie ha dichiarato di aver ottenuto un risparmio economico (+33% rispetto al 2016), grazie al voucher che Regione Lombardia ha erogato a favore degli utenti del progetto, che ha permesso la riduzione degli interventi a pagamento (logopedia, visite specialistiche ecc.). Il risparmio medio mensile è stato pari a 238 euro.

    Quanto al benessere generale, ben il 79% (era il 65% nel 2016) dei genitori ha osservato un miglioramento dello stato psicofisico proprio e di quello degli altri caregiver grazie al progetto Counseling. Inoltre, viste le migliori capacità di adattamento del figlio, il 64% delle famiglie ha potuto destinare parte del budget ad attività creative e culturali. Il 74% afferma di aver avuto meno bisogno di ricorrere a sedute psicologiche, non sentendosi più abbandonato ma, al contrario, adeguatamente sostenuto. Anche i passi avanti dei figli, soprattutto nelle autonomie, danno maggiore speranza ai genitori, che così affrontano la vita con più serenità.

     Il Counseling Territoriale per l’Autismo ha due obiettivi: da una parte favorire il miglior adattamento possibile delle persone al proprio ambiente, incentivare l’integrazione sociale e garantire una soddisfacente qualità di vita; dall’altra attivare procedure di abilitazione specifiche, anche all’interno dei normali contesti di vita perché l’ambiente familiare gioca un ruolo chiave per sostenere chi ha bisogno.

    La famiglia al centro è una prerogativa di Fondazione: il Counseling propone infatti servizi di orientamento in supporto alle famiglie, attraverso un sostegno psicoeducativo e attività di “family training”. A questi, si aggiunge il fondamentale coordinamento con gli operatori della rete per coinvolgere comuni, scuole, insegnanti ed educatori che insieme rappresentano i punti di riferimento nella vita del bambino autistico.

    Nello specifico, il Counseling Territoriale per l’Autismo propone programmi personalizzati per ogni utente e training individuali che permettano di acquisire abilità per affrontare la realtà della vita quotidiana. Gli interventi psicoeducativi sono declinati con diversi gradi di intensità, in differenti contesti: in ambulatorio, a domicilio, a scuola, in ambito lavorativo o nel contesto sociale.

    Obiettivo è aiutare le persone a migliorare le proprie capacità comunicative, cognitive, incoraggiare la socializzazione, la lettura, scrittura, le abilità logico-deduttive, promuovere il rispetto delle regole, l’autonomia di movimento e di gestione economica e in particolare l’inclusione sociale.

  • Defiscalizzare le cure veterinarie. Lo chiedono i veterinari al Governo

    L’Anmvi, Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, chiede al governo di inserire nel DEF (Documento di Economia  e Finanza) e nella Legge di bilancio la defiscalizzazione delle cure veterinarie, l’aumento delle detrazioni fiscali a favore dei proprietari di animali da compagnia, l’introduzione delle premialità fiduciarie e fiscali per i veterinari liberi professionisti, la revisione dei LEA della sanità veterinaria. La bozza del documento, infatti, non prende nessun impegno misurabile né sull’Iva né sulle detrazioni fiscali, solo generiche appaiono le indicazioni di revisione sui livelli dei LEA e sono del tutto assenti forme di premialità per i veterinari che svolgono attività di interesse collettivo per la Pubblica Amministrazione. Le richieste dei veterinari mirano al concreto perché vanno incontro alle persone meno abbienti ed anziane che hanno un animale da compagnia. In questo modo ci sarebbero maggiore responsabilità e attenzione perché la realizzazione delle proposte dell’ANMVI garantirebbe di più che gli animali siano curati e non abbandonati.

  • La ricetta veterinaria sarà elettronica dal 1° gennaio 2019

    Dal 1 gennaio 2019, i Medici Veterinari prescriveranno i farmaci destinati a tutte le specie animali con la ricetta elettronica, come previsto dal Decreto Milleproroghe, approvato in via definitiva dal Parlamento. Con la digitalizzazione della ricetta veterinaria si potranno tracciare, all’interno della banca dati informatizzata del Ministero della Salute, tutti i medicinali veterinari autorizzati in commercio e prescritti dai Medici Veterinari. La digitalizzazione della filiera dei farmaci veterinari risponde anche ad obiettivi di dematerializzazione. Il proprietario del paziente-animale potrà comunque sempre richiedere la copia cartacea della ricetta veterinaria per il suo animale da compagnia. Ciò che la norma di legge impone, infatti, è che la stessa ricetta sia stata generata dal Medico Veterinario prescrittore all’interno del sistema informatico del Ministero della Salute.

    Fonte: Comunicato stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani del 21 settembre 2018

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