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  • La Ue attiva lo scudo contro la disinformazione sul web, lo dirigerà il commissario McGrath

    Il commissario alla Giustizia Micheal McGrath dirigerà il nuovo “Centro europeo per la resilienza democratica” nell’ambito del piano Scudo europeo per la democrazia, volto a combattere la disinformazione estera, ha affermato mercoledì la Commissione.

    Il centro stesso è stato annunciato dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione a settembre. Il centro dedicato alla condivisione di informazioni tra i Paesi e le istituzioni dell’Ue si concentrerà sulla lotta ai cosiddetti attacchi ibridi, in cui le campagne di disinformazione online possono impiegare una varietà di tecniche e prendere di mira più canali di distribuzione per aumentarne l’impatto.

    “Avrò la responsabilità principale del nuovo centro”, ha dichiarato McGrath ai giornalisti “Lavorerò con il mio team e con i colleghi di tutti i servizi [della Commissione] per renderlo operativo il più rapidamente possibile”.

    Il Servizio europeo per l’azione esterna (Sete) collabora già con i Paesi e le istituzioni dell’Ue attraverso il cosiddetto “sistema di allerta rapida” per contrastare le attività di disinformazione ibrida. McGrath ha affermato che il nuovo centro lavorerà a stretto contatto con i servizi esistenti, con l’obiettivo di “collegare” le reti e le strutture esistenti.

    Ha inoltre affermato che il centro sarà aperto ai paesi vicini, compresi i paesi candidati all’adesione all’Ue, e cercherà di collaborare con “partner che condividono gli stessi ideali”, anche se non ha fornito dettagli sui partner al di fuori della regione.

    Un funzionario dell’Ue ha dichiarato ai giornalisti che l’obiettivo è di rendere operativa la struttura nel 2026, con un’implementazione più graduale – entro il 2027 – per altre iniziative nell’ambito dello Shield.

    “Ora ci è stato affidato il mandato di sviluppare questo centro e non vogliamo porre limiti al suo potenziale”, ha aggiunto McGrath, riferendosi all’impegno politico odierno di istituire l’hub.

    Tuttavia, le modalità con cui l’UE finanzierà il fondo sono ancora in fase di valutazione e la Commissione non ha ancora confermato il bilancio. Un funzionario della Commissione ha affermato che esaminerà i fondi rimanenti nell’attuale quadro finanziario pluriennale, che si estende fino al 2027.

    Il Democracy Shield annunciato oggi contiene altre iniziative, come un nuovo kit di strumenti elettorali per i coordinatori nazionali dei servizi digitali (Dsc) ai sensi del Digital Services Act (Dsa) dell’Ue, un nuovo protocollo di crisi Dsa per campagne di disinformazione su larga scala e linee guida sull’uso responsabile dell’intelligenza artificiale nei processi elettorali.

    Ma le nuove iniziative rimangono impegni volontari nell’ambito dello Scudo (non vincolante). “Rispettiamo le competenze della Commissione e… degli Stati membri”, ha affermato McGrath, sottolineando che le elezioni nazionali sono di competenza dei paesi dell’Ue. “Si tratta di un approccio strategico nel complesso, non legislativo”, ha aggiunto.

  • La disinformazione arma di guerra

    Riceviamo e pubblichiamo un articolo di Franco Maestrelli apparso su Corrispondenza Romana il 3 aprile 2024

    Nel dicembre 2023 è tornato in libreria un romanzo da anni esaurito. Si tratta de Il montaggio di Vladimir Volkoff (Edizioni Settecolori, Milano 2023, pagine 350, euro 25,00 con una postfazione di Stenio Solinas), pubblicato per la prima volta in Italia da Rizzoli nel 1983 e che viene presentato solitamente come un romanzo di spionaggio. Uscito in Francia nel 1982, ottenne il Grand Prix du Roman de l’Académie Française e venne tradotto in una decina di lingue.

    A prescindere dal successo del romanzo, quale interesse riveste ora questo libro e chi è l’autore? La trama è abbastanza complessa: Aleksandr Psar, figlio di un emigrato russo, deluso dalla società occidentale e desideroso di rientrare in Russia, vende la sua anima al diavolo sotto l’aspetto di Pitman, funzionario del KGB a Parigi. Psar nelle vesti di agente letterario servirà il governo sovietico come “agente di influenza”. Istruito dal suo reclutatore Pitman e da Abdulrakmanov, il cervello dell’ufficio D del KGB, Psar opera negli ambienti letterari parigini. Il suo incarico è diffondere idee che destabilizzino la società occidentale, usando come armi la disinformazione e l’intossicazione. Si serve di intellettuali di sinistra e di destra come pedine più o meno consapevoli che gli servono da cassa di risonanza.

    La chiave di lettura del romanzo è in questa frase dell’autore. «Non sarei creduto, se affermassi che Il montaggio è soltanto frutto della mia immaginazione». Sotto forma di romanzo quindi l’autore descrive le reali «misure attive» come effettivamente svolte.

    Volkoff nato a Parigi nel 1932 da una famiglia della prima emigrazione russa e morto nel 2005, dopo la laurea e il servizio militare in Algeria (nel servizio di intelligence), svolge un’intensa attività di romanziere. Grazie a un suo romanzo di spionaggio di successo incontra Alexandre de Marenches allora direttore dello SDECE, il servizio di controspionaggio d’oltralpe che gli suggerisce l’idea di dedicarsi al tema della disinformazione che l’Unione Sovietica utilizzava ampiamente nei paesi occidentali. Volkoff sceglie come mezzo questo romanzo. Come seguito e corollario pubblicherà alcuni saggi, mai tradotti in italiano, che permettono di approfondire il tema quali La désinformation arme de guerre. Textes base (L’Age d’Homme, 1986), Petite histoire de la désinformation. Du Cheval de Troie a Internet (Editions du Rocher, 1999) e Manuel du politiquement correct (Editions du Rocher, 2001).

    Nel vocabolario occidentale la parola disinformazione giunge piuttosto tardi (in quello sovietico però era già presente) e si fonda sul manuale del generale e filosofo cinese Sun Tzu (V – VI secolo a,C.) L’arte della guerra. Il segreto dell’antico stratega cinese può essere riassunto in queste sue affermazioni: «La suprema arte della guerra, sta nel soggiogare il nemico senza combattere» e «Tutta l’arte della guerra è fondata sull’inganno». Per fare questo bisogna pianificare e raccogliere informazioni sul nemico attraverso le spie ma soprattutto, prima di aprire le ostilità, gli agenti segreti devono cercare di dividere il fronte nemico, suscitare falsi rumori, dare informazioni errate e demoralizzarlo affinché perda ogni volontà di resistenza.

    Nella guerra si usano dunque astuzie, intossicazione attraverso informazioni false, uso della propaganda “bianca” o “nera” (quella la cui fonte non è individuabile come nemica), e l’influenza sulle popolazioni attraverso operatori in territorio nemico che, ben mimetizzati, suscitino sottilmente divisioni e contrapposizioni nel paese. La disinformazione in senso stretto secondo Volkoff si colloca a mezza strada tra l’intossicazione e l’influenza e, attraverso l’uso dei media che fungono da cassa di risonanza, cerca di modificare l’atteggiamento della popolazione nemica.

    Se l’uso della cosiddetta guerra psicologica è una tecnica, la disinformazione è una dottrina. La disinformazione nell’epoca attuale ha avuto uno sviluppo sempre maggiore al punto che oggi accanto alla guerra convenzionale troviamo sempre un’attività di disinformazione che la precede o la affianca e ormai si parla di guerra asimmetrica, di guerra ibrida e di grey war zone. Storicamente è stata sviluppata fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso in Unione Sovietica nel Dipartimento D del KGB. Questa dottrina si sposa perfettamente con l’insegnamento di Lenin che, accanto all’uso del terrore, prevede che i comunisti all’occorrenza debbano essere pronti, per il trionfo della Rivoluzione, a impiegare ogni astuzia, ogni stratagemma illegale, a negare e dissimulare la verità. Da qui l’abilità del Dipartimento D di falsificare fotografie, firme, documenti con cui intossicare l’Occidente. Non è propaganda, la cui fonte nemica è ben visibile, ma un’intossicazione lenta attraverso una lunga catena, con un misto di vero e di falso, usando i media come cassa di risonanza o inquinando intellettuali e politici di sinistra e di destra. Se necessario la Rivoluzione è capace di creare anche la reazione, per screditarla o per disarmarla come nel caso del “Trust” narrato anche nel romanzo. L’attuale offensiva contro l’Occidente ha riportato l’interesse e l’allarme nei confronti del pericolo delle “misure attive” di disinformazione utilizzate da Cina e Russia.  Oggi la disinformazione ha raggiunto livelli altamente sofisticati grazie all’enorme sviluppo di internet e della “intelligenza artificiale”, che all’epoca del romanzo Il Montaggio, pur previsto, non era ancora così diffuso. In questa complessa epoca di guerre asimmetriche, il confronto dell’Occidente con i suoi nemici si gioca più che con le armi, con i media e con la disinformazione che disarma la già fragile società occidentale. Auspicabile, pertanto, far tesoro degli scritti di Volkoff anche sotto forma di romanzo per farsi idee proprie e non suggestioni e fake news ispirate dagli agenti di influenza.

  • Cholera misinformation fuels deadly violence in Mozambique

    At least three community leaders in Mozambique have been killed and around 50 houses set on fire following a wave of misinformation about a cholera outbreak, the authorites have said.

    Officials said most of the attacks have been led by the Naparamas, a militia group that has taken up arms against jihadists in the northern Cabo Delgado province.

    This week a protest accusing authorities of spreading cholera through medicine resulted in the destruction of more than a dozen houses.

    According to local sources, the Naparamas also destroyed a cholera treatment centre.

    Officials have expressed concern that the Naparamas may fuel insecurity in Mozambique unless urgent measures are taken against them.

    António Supeia, the secretary of state for Cabo Delgado, said earlier this month: “The Naparamas are confronting the state by attacking police, community leaders and preventing assistance to the population.

    “We already have other problems, such as people being raped due to terrorism. Leaders are mobilising populations daily to combat terrorism and we do not want another terror to emerge.”

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