Giovani

  • Le misure di Conte contro il coronavirus hanno incentivato i consumi di droga tra minorenni

    Secondo la relazione annuale al Parlamento del dipartimento della Presidenza del Consiglio per la lotta alle droghe il 26% degli studenti italiani ha utilizzato almeno una sostanza proibita ed il 21% fa consumo abituale che può portare a dipendenza. Il lockdown che Giuseppe Conte premier ha disposto nel 2020 di fronte al Covid-19 ha decisamente favorito i consumi, fortunatamente soprattutto quelli saltuari, in particolare tra le ragazze. Il 2020 peraltro – l’anno a cui si riferisce la relazione – ha visto un calo sia delle denunce all’autorità giudiziaria di minorenni, sia delle prese in carico di minorenne da parte dei servizi sociali (la relazione sottolinea anche che nel 2020 si è toccato il minimo per quanto riguarda la percentuale di minori reclusi per violazione del dpr 309/90, il testo unico sulla droga, sul totale dei minori spediti in carcere ma anche il minimo di affidamento di minori ai servizi sociali quale misura alternativa alla reclusione di quegli stessi soggetti; idem per i collocamenti in comunità per violazione del apr 309/90).

    Nel 2020 i servizi per le dipendenze patologiche (Sera) avevano in cura 15 ragazzi e 2 ragazze under 15, nonché 2240 ragazzi e 487 ragazze tra i 15 e i 19 anni (la fascia di utenza più alta di tali servizi riguarda comunque uomini tra i 45 e i 49 anni, 16.965 utenti, e donnetta i 35 e i 39 anni, 2.504 casi).

  • La Commissione rafforza le misure per un volontariato giovanile inclusivo e di alta qualità

    Come una delle prime iniziative concrete nel quadro dell’Anno europeo dei giovani 2022, la Commissione ha pubblicato oggi la sua proposta di raccomandazione del Consiglio sul volontariato giovanile, che mira ad agevolare il volontariato giovanile transnazionale nell’ambito del Corpo europeo di solidarietà o di altri programmi a livello nazionale.

    Riconoscendo il contributo fondamentale del volontariato allo sviluppo delle capacità e delle competenze dei giovani e il suo ruolo per affrontare con successo le sfide sociali, la raccomandazione proposta mira a rafforzare le dimensioni dell’inclusività, della qualità, del riconoscimento e della sostenibilità del volontariato giovanile transnazionale, oltre ad affrontare le limitazioni alla mobilità che permangono nell’ambito del volontariato e a tenere conto degli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19 e dall’esperienza del Corpo europeo di solidarietà, iniziativa che nel 2022 compirà 5 anni.

    Con questa proposta sul volontariato giovanile, la Commissione invita gli Stati membri, tra l’altro, a:

    • fare in modo che la partecipazione ad attività di volontariato transnazionali costituisca un’opportunità concreta per tutti i giovani, anche quelli con minori opportunità;
    • considerare misure che contribuiscano all’istituzione di un quadro legislativo e attuativo adeguato e chiaro per la salute e la sicurezza di chi partecipa ad attività di volontariato transnazionali;
    • promuovere un livello qualitativo elevato con gli organizzatori nazionali delle attività di volontariato;
    • fornire informazioni sui diritti dei volontari e fare opera di sensibilizzazione su tale tematica;
    • fare opera di sensibilizzazione sui benefici delle attività di volontariato transnazionali attraverso attività di informazione, orientamento e promozione;
    • promuovere la cooperazione a livello nazionale e dell’UE tra gli organizzatori che offrono opportunità di volontariato transnazionale;
    • sostenere le attività di volontariato che apportano un contributo significativo in ambito climatico e ambientale;
    • valutare nuove tendenze e dimensioni e formati alternativi di volontariato, come il volontariato digitale e intergenerazionale.

    La Commissione è pronta a sostenere l’attuazione della raccomandazione attraverso i meccanismi e gli strumenti di cooperazione della strategia dell’UE per la gioventù e dei programmi dell’UE per la gioventù, come Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà. La Commissione agevolerà l’apprendimento e gli scambi reciproci tra gli Stati membri e i partner del settore, sviluppando le migliori pratiche per il volontariato digitale e intergenerazionale e promuovendo e informando sulle opportunità di volontariato attraverso il portale europeo per i giovani. Inoltre svilupperà e promuoverà ulteriormente gli attuali strumenti di convalida dell’UE per i risultati dell’apprendimento non formale e informale (EuropassYouthpass) e sosterrà la ricerca e la raccolta di dati sull’impatto a lungo termine del volontariato.

    La Commissione invita gli Stati membri ad adottare rapidamente la proposta odierna sul volontariato giovanile internazionale e le iniziative di solidarietà. Al contempo, la Commissione si impegna a riferire sull’utilizzo della raccomandazione nel contesto dei lavori sull’attuazione della strategia dell’UE per la gioventù e del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell’istruzione e oltre.

    Fonte: Commissione europea

  • Dalla Ue 600 milioni a 397 giovani ricercatori europei

    Dai nuovi materiali fotoluminescenti, ai ‘cappotti’ per gli edifici per ridurre i pericoli delle isole di calore fino ai nanofilamenti per i computer quantistici: sono alcuni 397 progetti innovativi di ricerca vincitori dei finanziamenti Starting grant a cui il Consiglio Europeo della Ricerca (Erc) ha stanziato 619 milioni di euro, assegnati nell’ambito del nuovo programma quadro Horizon Europe della Commissione Europea. Ben 58 sono guidati da italiani – la seconda più folta schiera per nazionalità dopo i tedeschi – ma solo 28 sono i progetti ad essere ospitati da istituzioni italiane.

    Sono 22 i Paesi che si sono aggiudicati quest’anno i finanziamenti per giovani ricercatori (Starting grnats) assegnati dall’Erc a 397 persone di 45 differenti nazionalità tra oltre 4000 proposte ricevute. A guidare la classifica per numero di progetti ospitati è la Germania (72), seguita da Francia (53) e Regno Unito (46) con l’Italia solo sesta con 28 vincitori così come la Svizzera. A guidare la lista in base alla nazionalità dei ricercatori è sempre la Germania con 67 seguiti dagli italiani al secondo posto, con ben 58 progetti vinti, e Francia (44) mentre i britannici sono solo noni con 12 ricercatori. I finanziamenti Erc vengono assegnati dal 2007 per promuovere i ricercatori più creativi la cui attività sono basate in Europa e questa sezione dei premi pubblicata oggi (Starting grants) è dedicata in particolare ai giovani e l’avvio di ricerche considerate particolarmente interessanti in tutti i settori di ricerca, dalla fisica alle scienze umane. Dei 397 ricercatori premiati il 43% sono donne, il 37% in più rispetto allo scorso anno.

    Per quanto riguarda l’Italia sono 28 i vincitori che svolgono la loro attività di ricerca nel nostro Paese, distribuiti in 17 tra università ed enti di ricerca: le università di Milano, Padova, Bologna, Pavia, Sapienza di Roma, Federico II di Napoli, Firenze, Perugia, Ca’ Foscari di Venezia, Bocconi di Milano, Genova, Modena e Reggio Emilia, Humanitas, il Politecnico di Bari, Human Tecnopole, Scuola Normale Superiore di Pisa e Istituto Italiano di Tecnologia (Iit). Tantissimi i temi: dai nuovi materiali fotoluminescenti di Daniele Cortecchia dell’Iit alla ricerca di nuove tecniche per il raffreddamento passivo degli edifici e ridurre i pericoli delle isole di calore guidata Anna Laura Pisello dell’Università di Perugia, passando dai tentativi di scoprire l’origine dell’acqua presente sul pianeta dallo studio dei diamanti, guidato da Martha Giovanna Pamato dell’Università di Padova, fino a Nanowhyr guidato da Marta De Luca della Sapienza per sviluppare nuove tecnologie per i computer quantistici. Ben 15 dei progetti ospitati in Italia sono guidati da ricercatrici, un dato sopra la media europea.

    “Lasciare che i giovani talenti prosperino in Europa e perseguano le loro idee più innovative: questo è il miglior investimento per il nostro futuro, anche considerando la concorrenza in continua crescita a livello globale. Dobbiamo fidarci dei giovani e delle loro intuizioni su quali aree saranno importanti domani”, ha commentato la presidente del Consiglio Europeo delle Ricerche, Maria Leptin.

  • La Presidente Ursula von der Leyen all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Cattolica a Milano: ai giovani le chiavi del futuro europeo

    In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, che quest’anno celebra 100 anni dalla sua fondazione, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si rivolge direttamente agli studenti, dedicando loro un intervento che ribadisce il ruolo fondamentale delle future generazioni per dare forma alle priorità dell’Unione europea.

    Pianeta, innovazione e democrazia: tre componenti essenziali della missione europea che vede i giovani principali protagonisti di un’operazione senza precedenti.

    Le nuove generazioni hanno in mano le chiavi di un futuro più sostenibile. Possiedono una profonda consapevolezza e conoscenza delle sfide comuni, come il cambiamento climatico e l’emergenza sanitaria. Nasce così il Green Deal europeo: per dare una risposta concreta alle minacce climatiche e ambientali, favorendo allo stesso tempo una crescita economica, digitale e verde. A conferma di tale impegno, la Commissione ha avviato il nuovo Bauhaus europeo, un’iniziativa creativa e interdisciplinare che invita i cittadini a ripensare il proprio modo di vivere, coniugando arte, cultura, inclusione sociale, scienza e tecnologia con gli obiettivi europei di sostenibilità.

    In questo periodo storico, marcato dalle difficoltà causate dalla pandemia, la Commissione europea ha deciso di incentivare la ripresa attraverso il piano straordinario Next Generation EU che, con un pacchetto per gli investimenti di oltre 800 miliardi di euro, sosterrà le nuove generazioni nella ripartenza.

    Una ripartenza che si fondi, tra gli altri, sulla ricerca e sull’innovazione, per valorizzare il lavoro degli scienziati europei e garantire che le scoperte tecnologiche contribuiscano ad una crescita sociale ed economica dell’Unione a livello internazionale. Sarà Horizon Europe il programma di finanziamento principale per la ricerca e l’innovazione, con una dotazione di 95,5 miliardi di euro prevista per il periodo 2021-2027. Attraverso questo programma, la Commissione punta sulle nuove generazioni per concretizzare la transizione verde, promuovere lo sviluppo del settore digitale e rafforzare la competitività europea, favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro e ambiziose partnership europee.

    L’UE si lascia ispirare dai giovani anche nella protezione dei valori della democrazia che la storia europea ha garantito per più di 70 anni e che oggi sono messi in pericolo in particolare dagli estremismi, dalle minacce ibride e dagli attacchi ai media. Con il Piano d’azione per la democrazia europea, la Commissione vuole attuare misure che rinsaldino una prospettiva democratica europea, promuovendo elezioni libere e regolari, rafforzando la libertà dei media e combattendo la disinformazione.

    Queste azioni dimostrano che l’Unione europea guarda alle nuove generazioni con l’impegno di offrire loro tutti gli strumenti necessari per un futuro più verde, più digitale, più inclusivo ed economicamente forte. Per questo, la Commissione ha proposto che il 2022 sia l’Anno europeo dei giovani: un ulteriore stimolo a sostenere la generazione più penalizzata dalla pandemia, a incoraggiare anche i giovani provenienti da contesti più svantaggiati alla cittadinanza attiva, a offrire a tutti nuove prospettive di formazione e occupazione.

    Per un’Europa all’altezza delle aspettative dei giovani e fatta su misura per loro.

    Fonte: Commissione europea

  • La Brexit non ferma gli italiani, cresce il numero di residenti in Uk

    Nemmeno la Brexit o l’emergenza Covid sembrano ridurre la presenza degli Italiani nel Regno Unito, il cui numero – almeno fra i residenti registrati e più o meno stabili – continua al contrario a crescere a dispetto di qualche previsione. Lo confermano i dati degli ultimi 12 mesi censiti in uno studio aggiornato del Consolato generale a Londra e relativi a Inghilterra e Galles: territorio che da solo ricomprende un totale di connazionali iscritti all’Aire (Albo degli Italiani Residenti all’Estero) senza pari al mondo, superiore a quelli delle aree coperte da tutti i Consolati d’Italia negli Usa.

    I dati, illustrati dal console generale Marco Villani, indicano una presenza complessiva d’Italiani registrato solo in Inghilterra e Galles (in larghissima prevalenza a Londra) pari a 452.000 individui, oltre 30.000 in più rispetto all’anno precedente (al netto di tutte le partenze individuate o delle cancellazioni). La stima reale nell’intero Regno è tuttavia maggiore: tenuto conto che sono ben più di mezzo milione i connazionali che hanno chiesto alle autorità britanniche l’iscrizione al Settled Status, meccanismo creato per garantire ai cittadini Ue residenti sull’isola da prima della fine della transizione verso la Brexit il mantenimento dei diritti precedenti; e che a costoro vanno aggiunte le persone con doppia cittadinanza italiana e britannica, in ascesa costante in questi anni, fino a una somma approssimativa non inferiore alle 650.000 presenze circa.

    Villani ha sottolineato come questo non escluda la tendenza a un’interruzione almeno parziale post Brexit (e in era Covid) degli arrivi ‘stagionali’ o temporanei, molto comuni fra i giovani in passato; tendenza il cui effetto si è riverberato nei mesi scorsi in settori quali la ristorazione e l’ospitalità in genere. Ma ha comunque osservato che lo studio appare riflettere un elemento di maturazione della realtà italiana nel Regno, in prospettiva sempre più stanziale e sempre più orientata a rispecchiare una presenza crescente anche di ‘nuovi italiani’ non nati nella Penisola. Ha inoltre notato come la richiesta

    delle iscrizioni di studenti italiani nelle scuole e università dell’isola rimanga al momento elevata; mentre sul fronte del post Brexit ha escluso – almeno per ora – segnali d’allarme relativi al timore del possibile rifiuto del Settled Status ad alcuni richiedenti, rilevando come fino ad oggi l’Home Office (ministero dell’Interno) abbia mostrato semmai una certa “elasticità” rispetto alle stesse procedure di ritardatari, teoricamente a rischio di restare confinanti in una sorta di precario limbo legale.

    Quanto infine alle pratiche consolari ordinarie, Villani ha tracciato il bilancio di un’istituzione la cui attività – ha detto – non s’è interrotta nemmeno nelle fasi acute della pandemia, incluso sul fronte dell’assistenza ai giovani connazionali in cerca di lavoro nell’ambito di tre progetti pilota o sul coordinamento delle consulenze mediche di specialisti italiani di fronte al dossier Covid. Attività che hanno portato fra l’altro al riassorbimento di tutti gli arretrati, salvo che per i passaporti (emessi a un ritmo salito a 36.000 all’anno, più di quanto non sia richiesto alla Questura di una città come Firenze), per i quali si prevede “un riequilibrio” nei prossimi mesi se il personale extra garantito dai piani Brexit della Farnesina potrà essere mantenuto. E non senza il parallelo l’avvio – fra i primi consolati al mondo – delle emissioni delle nuove carte d’identità elettroniche, che attraverso il sistema Fatenet permetteranno l’accesso diretto in rete a tutti una serie di documenti e pratiche pure agli italiani d’Oltremanica.

  • Erasmus+: quasi 3,9 miliardi di € nel 2022 per la mobilità e la cooperazione nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport

    La Commissione ha pubblicato gli inviti a presentare proposte nell’ambito del bando Erasmus+ 2022, a seguito dell’adozione del relativo programma di lavoro annuale per il 2022. Con un bilancio rafforzato pari a quasi 3,9 miliardi di € per il prossimo anno, Erasmus+ continuerà a offrire opportunità relative a periodi di studio all’estero, tirocini, apprendistati e scambi di personale nonché a progetti di cooperazione transfrontaliera in diversi ambiti dell’istruzione e della formazione, della gioventù e dello sport. Oltre all’invito generale, il programma di lavoro annuale comprende anche altre azioni da avviare separatamente, come l’iniziativa delle università europee.

    Il programma continuerà a sostenere i giovani e a incoraggiarne la partecipazione alla vita democratica, contribuendo in modo significativo agli obiettivi dell’Anno europeo dei giovani 2022, annunciato nel discorso sullo stato dell’Unione del settembre 2021. Nel 2022 saranno potenziate anche le principali attività di mobilità e cooperazione.

    Queste le principali novità introdotte negli inviti pubblicati oggi:

    • Progetti lungimiranti: nuovi progetti su vasta scala sosterranno un’istruzione digitale inclusiva e di elevata qualità e l’adeguamento dei sistemi di istruzione e formazione alla transizione verde. Tali progetti ambiziosi, che potranno contare su un bilancio cospicuo e avranno una durata di almeno 3 anni, mirano a coinvolgere una combinazione di organizzazioni pubbliche e private. L’obiettivo generale è di ottenere risultati innovativi in grado di incidere sull’istruzione a livello europeo.
    • Più scambi con i paesi terzi: grazie ai finanziamenti provenienti dagli strumenti esterni dell’UE, i paesi terzi avranno la possibilità di partecipare a progetti e scambi mirati, in particolare nei settori dell’istruzione e formazione professionale e dello sport.
    • Iniziativa DiscoverEU più inclusivaDiscoverEU offre ai diciottenni la possibilità di viaggiare in Europa. Ogni anno si svolgono 2 tornate di candidature per la distribuzione di pass di viaggio gratuiti. A partire dal 2022 saranno dedicate tornate specifiche alle organizzazioni per facilitare la partecipazione a DiscoverEU di ancora più giovani con minori opportunità, i quali beneficeranno di sostegno e finanziamenti più mirati.
    • Avvicinare l’UE alle scuole: la conoscenza degli obiettivi e del funzionamento dell’Unione europea è una parte importante della promozione della cittadinanza attiva e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione. Le azioni Jean Monnet, intese a promuovere la formazione sull’UE, saranno attuate per le scuole e agli alunni di tutte le età, nell’istruzione sia generale che professionale, con varie attività, comprese visite di studio.
    • Finanziamento dei progetti di cooperazione semplificato: Erasmus+ introduce la possibilità per i beneficiari in partenariati di cooperazione di chiedere un importo forfettario per l’attuazione dei loro progetti. In tal modo si riduce notevolmente l’onere amministrativo associato alla presentazione della domanda, alla gestione del progetto e ai compiti di rendicontazione.

    Qualsiasi organismo pubblico o privato attivo nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport può presentare domanda di finanziamento, avvalendosi dell’aiuto delle agenzie nazionali Erasmus+ che sono presenti in tutti gli Stati membri dell’UE e nei paesi terzi associati al programma e dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura.

    Fonte: Commissione europea

  • Mexican nursery’s lottery win turns into nightmare

    Parents in southern Mexico say they are being threatened by a gang after their children’s nursery won 20m pesos ($950,000; £710,0000) in a lottery.

    The nursery has just over two dozen pupils and their parents were put in charge of administering the prize.

    Soon after their win was made public, they received threats from an armed group, which demanded that they use the money to buy weapons for the gang.

    The families say they had to flee their village and have been living rough.

    Gang violence is rife in Mexico and armed groups often try to recruit locals in their fight with rivals for control of territory.

    A number of the 500-peso tickets in Mexico’s much-publicised “plane lottery” were bought by anonymous benefactors and donated to poor schools and nurseries across the country.

    The Mexican state organised the lottery after a previous plan to raffle off the presidential plane to raise funds for hospital supplies had been shelved because it was deemed impractical.

    A list of the 100 winners was announced in September 2020 and published in Mexican newspapers.

    The tiny nursery in the indigenous village of Ocosingo was among the winners.

    While the windfall was cause for celebration at first, the problems started soon after news of it spread.

    Members of the parents’ association say that they started receiving threats from an armed group called Los Petules which demanded that the prize money be used to buy guns for the gang, which reportedly planned to attack a rival group in a neighbouring village.

    The parents refused and instead spent part of the money on a new roof for the nursery.

    The threats increased this year when the parents decided to use the remaining 14m pesos for works to improve their village.

    In March, one father was shot at by gang members who demanded he hand over the prize money.

    Last month, the situation escalated further when the gang reportedly attacked women and children in the village, causing 28 families to flee.

    One member of the parents’ association said the community had lost “cattle, our homes, refrigerators, our corn and bean harvests, our chickens”.

    A spokesman for the families said that they had alerted the local authorities to their plight but that unless the gang was disarmed and dissolved, they would not be able to return to their homes.

  • Il futuro dell’Europa ai microfoni di Radioimmaginaria

    Dal 25 al 30 ottobre il team di Radioimmaginaria viaggerà con la sua “ApeRadio”, un’Ape Piaggio del 1970 alimentata a biometano e adibita a studio radiofonico tra le città di Levanto (SP), Sarzana (SP), Berceto (PR) e Novellara (RE) per parlare con gli studenti del futuro dell’Unione europea, su iniziativa dell’Ufficio del Parlamento europeo a Milano e della Rappresentanza a Milano della Commissione europea.

    Parteciperanno al progetto le scuole medie di Levanto (25 ottobre), l’Istituto Parentucelli – Arzelà di Sarzana (26 ottobre), le scuole medie di Berceto (29 ottobre) e l’Istituto Carrara di Novellara (30 ottobre).

    A partire dalle ore 8:00, l’ApeRadio sosterà nei cortili delle scuole coinvolte per dare il via al progetto insieme agli studenti. Dopo una breve introduzione all’iniziativa alle ore 10:00, si terrà una riunione di redazione per discutere insieme i contenuti e la pianificazione della puntata, che andrà poi in diretta subito dopo sul portale di Radioimmaginaria. Al termine della giornata, gli studenti raccoglieranno le loro idee in un documento che verrà caricato sulla piattaforma della Conferenza sul futuro dell’Europa.

    Quattro tappe, dunque, e quattro temi: ambiente a Levanto, diritti civili a Berceto, migrazione a Sarzana, scuola ed Erasmus+ a Novellara. Gli appuntamenti radiofonici verranno organizzati e condotti dagli studenti, che saranno i protagonisti di un dibattito sui temi più importanti dell’agenda europea, proprio sul modello della Conferenza sul futuro dell’Europa. Dallo scorso aprile, infatti, i cittadini europei sono chiamati a condividere sul portale della Conferenza idee che possano migliorare la loro vita all’interno dell’Unione.

    Il Parlamento e la Commissione europea pongono così al centro la voce delle ragazze e dei ragazzi che rappresentano la Next Generation e che si mettono in gioco per il presente e il futuro dell’Europa.

    Sarà possibile rimanere aggiornati sull’iniziativa seguendo l’hashtag #OltrApeEU sui canali social del Parlamento europeo in Italia (@pe_italia) e della Rappresentanza in Italia della Commissione europea (@europainitalia).

    Fonte: Commissione europea

  • Al via l’iniziativa della Commissione per proclamare il 2022 Anno europeo dei giovani

    Sulla scia di quanto annunciato dalla Presidente von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione 2021, la Commissione ha adottato oggi una proposta formale per proclamare il 2022 Anno europeo dei giovani. L’Europa ha bisogno della visione, dell’impegno e della partecipazione di tutti i giovani per costruire un futuro migliore, un futuro che sia più verde, più digitale e più inclusivo. Con questa proposta l’Europa si impegna a offrire ai giovani maggiori e migliori opportunità per il futuro. La Commissione pubblica anche l’ultima relazione dell’UE sulla gioventù, che illustra la situazione dei giovani europei per quanto riguarda l’istruzione, la formazione, l’apprendimento, l’occupazione e la partecipazione civica e politica.

    Con l’Anno europeo dei giovani la Commissione, in collaborazione con il Parlamento europeo, gli Stati membri, le autorità regionali e locali, i portatori di interessi e i giovani stessi, intende:

    • celebrare e sostenere la generazione più penalizzata dalla pandemia, infondendole nuove speranze, forza e fiducia nel futuro, evidenziando come la transizione verde e quella digitale offrano nuove prospettive e opportunità;
    • incoraggiare tutti i giovani, in particolare quelli con minori opportunità, provenienti da contesti svantaggiati o da zone rurali o remote, o appartenenti a gruppi vulnerabili, a diventare cittadini attivi e attori del cambiamento positivo;
    • promuovere le opportunità che le politiche dell’UE offrono ai giovani a sostegno del loro sviluppo personale, sociale e professionale. L’Anno europeo dei giovani andrà di pari passo con l’attuazione efficace di NextGenerationEU per quanto riguarda la creazione di posti di lavoro di qualità e opportunità di istruzione e formazione; e
    • trarre ispirazione dalle azioni, dalla visione e dalle idee dei giovani per continuare a rafforzare e rivitalizzare il progetto comune di UE, basandosi sulla Conferenza sul futuro dell’Europa.

    La Commissione sta attualmente sviluppando il suo programma di attività e tutti i portatori di interessi saranno invitati a presentare le loro idee e proposte. Nei prossimi giorni sarà lanciato un sondaggio al riguardo sul Portale per i giovani. Nel corso dell’anno la Commissione, insieme ad altre istituzioni dell’UE, agli Stati membri, alle organizzazioni della società civile e ai giovani, organizzerà una serie di attività a livello europeo, nazionale, regionale e locale e valuterà nuove iniziative. Le attività saranno incentrate sulle questioni che toccano più da vicino i giovani, in linea con le priorità evidenziate negli obiettivi per la gioventù, quali l’uguaglianza e l’inclusione, la sostenibilità, la salute mentale e il benessere e l’occupazione di qualità, e coinvolgeranno i giovani anche al di fuori dell’UE. La Commissione invita gli Stati membri a nominare un coordinatore nazionale incaricato di organizzare la partecipazione all’Anno europeo dei giovani.

    La proposta della Commissione sarà ora discussa dal Parlamento e dal Consiglio, tenendo conto dei pareri del Comitato economico e sociale europeo e del Comitato delle regioni. L’inizio degli eventi e delle attività è previsto per gennaio.

    L’Anno europeo dei giovani andrà di pari passo con NextGenerationEU, che ridà prospettive ai giovani, compresi posti di lavoro di qualità e opportunità di istruzione e formazione per l’Europa del futuro, e sostiene la partecipazione dei giovani alla società.

    L’Anno dei giovani ricercherà sinergie e complementarietà con gli altri programmi dell’UE rivolti ai giovani in tutti gli ambiti strategici — dai programmi di sviluppo rurale incentrati sui giovani agricoltori ai programmi di ricerca e innovazione, e dalle azioni per la coesione a quelle relative ai cambiamenti climatici — compresi i programmi dell’UE di portata internazionale o di natura transnazionale.

    Si stanno creando maggiori opportunità per i giovani anche mediante Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà, con una dotazione rispettivamente di 28 miliardi di € e di 1 miliardo di € per l’attuale periodo finanziario, la garanzia per i giovani e l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile. Nel 2022 sarà inoltre inaugurato un nuovo programma denominato ALMA inteso a sostenere la mobilità professionale a livello transfrontaliero per i giovani svantaggiati.

    La strategia dell’UE per la gioventù 2019-2027 costituisce il quadro di riferimento per la collaborazione a livello europeo sulle politiche giovanili. Promuove la partecipazione dei giovani alla vita democratica e punta a garantire che tutti i giovani prendano parte alla società. Il dialogo dell’UE con i giovani è uno strumento essenziale in tal senso.

    Infine la Conferenza sul futuro dell’Europa, che trarrà le sue conclusioni sempre nel 2022, garantisce che i punti di vista e le opinioni dei giovani sul futuro della nostra Unione siano ascoltati. Un terzo dei partecipanti ai panel europei di cittadini e dei rappresentanti dei panel alle sessioni plenarie della Conferenza è costituito da giovani, mentre alle sessioni plenarie partecipa anche il presidente del Forum europeo della gioventù.

    Fonte: Commissione europea

  • Ha una laurea solo il 20,1% degli italiani, contro una media europea del 32,8%

    Cresce il divario tra l’Italia e l’Europa nei livelli di istruzione: nel nostro Paese solo il 20,1% della popolazione di 25-64 anni possiede una laurea contro il 32,8% nell’Ue. Le quote di laureati sono più alte al Nord (21,3%) e al Centro (24,2%) rispetto al Mezzogiorno (16,2%) ma comunque rimangono lontane dai valori europei. Le laureate nelle discipline scientifiche sono la metà dei colleghi maschi: 1 laureato ‘Stem’ su 3 è maschio contro 1 ragazza su 6. E’ ampia la distanza dagli altri paesi europei anche nella quota di popolazione con almeno un diploma: il 62,9% contro 79% nell’Ue27. Come è alta la quota di giovani che abbandonano gli studi: nel 2020 in Italia è pari al 13,1%, per un totale di circa 543mila giovani, in leggero calo rispetto all’anno precedente. Nonostante l’Italia abbia registrato notevoli progressi sul fronte degli abbandoni scolastici, la quota di giovani che abbandona troppo presto gli studi resta tra le più alte dell’Ue.

    Un quadro drammatico quello fornito oggi dall’Istat nel Report “Livelli di istruzione e partecipazione alla formazione”, relativo al 2020. In particolare, l’abbandono scolastico caratterizza i ragazzi (15,6%) più delle ragazze (10,4%) e per queste ultime si registra una diminuzione anche nell’ultimo anno (-1,1 punti). Tra i giovani con cittadinanza non italiana, il tasso di abbandono precoce degli studi è gravissimo se è vero che risulta più di tre volte superiore a quello degli italiani: 35,4% contro 11%. Peraltro, mentre tra il 2008 e il 2014 si era registrato anche tra gli stranieri un significativo calo degli abbandoni precoci; negli ultimi sei anni la riduzione coinvolge solo cittadini italiani. L’incidenza di abbandoni precoci tra gli stranieri nati all’estero varia molto a seconda dell’età di arrivo in Italia. Tra quelli arrivati entro i 9 anni di età, la quota è pari al 19,7%, sale al 33,4% tra coloro che sono giunti tra i 10 e i 15 anni e raggiunge il 57,3% per chi è entrato in Italia tra i 16 e i 24 anni.

    Lo studio conferma che la dispersione scolastica è fortemente condizionata dalle caratteristiche socio-economiche della famiglia di origine: incidenze molto elevate di abbandoni precoci si riscontrano infatti dove il livello d’istruzione o quello professionale dei genitori è basso L’abbandono degli studi prima del diploma riguarda il 22,7% dei giovani i cui genitori hanno al massimo la licenza media, il 5,9% di quelli che hanno genitori con un titolo secondario superiore e il 2,3% dei giovani con genitori laureati.

    Anche la partecipazione degli adulti alla formazione è più bassa della media europea: nel 2020, la partecipazione degli adulti a un’esperienza di apprendimento recente in Italia è inferiore al valore medio dell’Ue27 (7,2% contro 9,2%) e a quello di Francia (13%), Spagna (11%) e Germania (7,7%). Come pure è minima la partecipazione dei disoccupati alla formazione continua mentre è massima tra gli occupati; in Europa avviene esattamente il contrario.  “Il rapporto Istat sui livelli di istruzione in Italia per il 2020 conferma le criticità da anni riscontrate e alle quali il Pnrr con le riforme e gli investimenti previsti intende porre rimedio, speriamo con successo”, afferma il segretario confederale della Cisl, Angelo Colombini. Per la Cgil nazionale, “è un quadro emergenziale quello delineato quest’oggi dall’Istat, un quadro che rende evidente quali siano le misure da attuare con urgenza: innalzare l’obbligo scolastico e mettere in campo un sistema di formazione permanente che consenta a tutti di continuare ad apprendere e ad ampliare le conoscenze, le capacità e le competenze”.

Back to top button