Giovani

  • Oltre 157 miliardi di euro spesi in gioco d’azzardo nel 2024

    In Italia solo nel 2024 si è “giocato” più di 157 miliardi di euro, con almeno 18 milioni di italiani che nell’ultimo anno hanno “tentato la fortuna” nell’azzardo, con la speranza di cambiare la vita tra videopoker, slot-machine, gratta e vinci, sale bingo. I giocatori patologici sono 1,5 milioni (il 3% della popolazione maggiorenne) mentre un milione e 400mila di italiani sono giocatori a rischio moderato (2,8%). In tutto, quindi, 2 milioni e 900 mila persone. In 20 anni, dal 2004 all’anno scorso, nel Belpaese sono stati giocati d’azzurro 1.774 miliardi di euro.
    E quando il gioco si fa duro, le mafie iniziano a giocare e a vincere. Analizzando le relazioni della Direzione nazionale antimafia e della Direzione investigativa antimafia, pubblicate tra il 2010 e il 2024, risultano 147 clan censiti che hanno operato in attività di business sia illegali che legali, con il coinvolgimento di 25 Procure Antimafia. La fotografia che emerge mostra come gli interessi della criminalità organizzata riguardano in modo diffuso l’intero territorio nazionale. Sono infatti 16 le regioni coinvolte da inchieste sull’azzardo che hanno visto la presenza di clan mafiosi. Benvenuti ad Azzardomafie, il dossier di Libera, curato da Toni Mira, Maria Josè Fava, Gianpiero Cioffredi e Peppe Ruggiero, una fotografia con numeri, storie e affari del Paese tra gioco legale e gioco criminale.
    «Il dossier – commenta Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera – ci restituisce l’immagine di un Paese in bilico: da un lato, la voglia di riscatto sociale e di un benessere per molti irraggiungibile; dall’altro, un meccanismo che, legale o illegale che sia, continua a speculare sulla vita delle persone.  Si dimentica che dietro ogni slot, dietro ogni casella argentata del gratta-e-vinci o piattaforma online, ci sono esseri umani in difficoltà. Ci sono adolescenti che scommettono di nascosto, anziani che si giocano la pensione, famiglie che si sfaldano nel silenzio. Dobbiamo smascherare l’inganno. Perché in fondo il gioco d’azzardo — qualunque forma assuma — rischia di essere sempre e comunque un grande imbroglio ai danni dei cittadini. La politica parla di regolamentazione, ma troppo spesso resta prigioniera della logica del profitto».

    Nelle provincie di Benevento, Crotone, Reggio Calabria, Messina, Siracusa e Palermo si giocano somme triple o quadruple rispetto a Modena, Bergamo, Firenze, Trieste, Padova e Verona. Negli Enti Locali che hanno o hanno avuto decreti di scioglimento per infiltrazioni e condizionamenti di tipo mafioso, i numeri sono impressionanti. Non solo mafie però: l’azzardo, fisico e online, è infatti un luogo privilegiato per il riciclaggio di somme provenienti da aree imprenditoriali a storica elevata irregolarità, come il settore turistico pubblici esercizi (si vedano i dati anomali delle località costiere, a partire dalla Liguria) e l’imprenditoria cinese (che gestisce anche numerose sale slot). Tutto da indagare poi, nel grande e recente balzo dei numeri dell’azzardo online, il possibile effetto della forte crescita di attività nel settore delle costruzioni, dovuto al 110%, ed alle consistenti opacità che si stanno registrando.

    In una recente indagine di Federconsumatori Modena su un campione di oltre mille ragazzi delle scuole superiori modenesi, è risultato che un terzo, quasi tutti minori, ha dimestichezza con l’azzardo. In ogni classe ci sono mediamente tre ragazzi (il 12% del campione) che vedono l’azzardo al centro del proprio futuro. Non pare esserci una questione di genere, con numeri che si spostano tra ragazzi e ragazze solo nell’attrazione che esercitano i diversi giochi. Comincia ad essere evidente che una serie di videogiochi, considerati innocui, predispongono all’azzardo fin dall’infanzia. È il caso di quei giochi che simulano vincite o che richiedono acquisti in app per continuare a giocare. Per i più giovani il sorpasso sul gioco fisico da parte del gambling da remoto è cosa avvenuta da tempo. In questo senso quella dei giovani è singolarmente l’area più matura per esaminare il fenomeno e le sue implicazioni. Si gioca in classe, nella propria camera, in assenza di ogni controllo sociale possibile nel gioco fisico. Grazie alle carte prepagate si giocano somme sempre maggiori, spesso nella disattenzione dei genitori. La fascinazione che sui ragazzi ha poi il trading online, i cui contorni per molti versi non sono diversi dall’azzardo, è una ulteriore complicazione per chi opera nel tentativo di contenere la crescita dell’azzardo.

  • I Maranza e la loro rivoluzione

    Arriva dalla Francia e si intitola Maranza di tutto il mondo, unitevi! Per un’alleanza dei barbari nelle periferie il libro di Houria Bouteldja che si definisce ‘scrittrice e militante antirazzista’, nonché ‘tra le fondatrici del Partito degli indigeni della repubblica’.  Ma chi sono i Maranza e perché tanta attenzione verso di loro? Sono le nuove leve dell’antifascismo? Come si legge in un articolo del Secolo d’Italia, a commento del libro, sono i figli di seconda e terza generazione dell’immigrazione. Giovani, in alcuni casi giovanissimi, arabi e africani pronti a sfoggiare la propria rabbia contro le istituzioni, anzi più semplicemente dotati di una vitalità smodata incapace di essere incanalata e pronti a sfogarla appena ne hanno occasione”. Dalle nostre parti, in Italia, sono al tempo temuti e derisi, per codici e per abbigliamento: tute di squadre da calcio, marchi famosi, borsello, “scarpe da pusher” o, addirittura, in calze con le ciabatte, come è capitato di vedere durante gli ultimi scontri in occasione delle manifestazioni pro Pal. Catalogati in quell’occasione come antagonisti, termine ormai d’uso comune per definire quelle frange di facinorosi che si infiltrano nei cortei per mettere a ferro e fuoco le citta, in realtà con quella violenza ‘storica’ hanno in comune forse solo i metodi (sprangate e incendi). Ed in pochi ne hanno colto l’essenza del loro malessere che, come si chiede il Secolo, potrebbe essere un nuovo racconto dell’antifascismo militante dovuto ad una ‘non saldatura’ con il territorio, la società, la politica. E sempre dall’articolo si legge, a proposito di questa nuova sinergia tra esponenti dei centri sociali e i Maranza: “Il tempo ci dirà se Stazione centrale e i sassi lanciati sulla tangenziale di Milano, durante lo sciopero del 3 ottobre, saranno prassi o fuggevoli unioni di scopo (in questo caso Gaza). Intanto, per un attimo, stacchiamo lo sguardo dallo scenario locale e andiamo in Francia. Perché dall’altra parte delle Alpi c’è chi questa comunanza di intenti la vede e vuole alimentarla”. Come fa, dalle sue pagine, Houria Bouteldja che cerca di dare “una struttura politica al disagio, al malessere e alle vere o presunte ingiustizie sociali”. Questa orda di giovani, coi loro codici e il loro vestiario, a detta della Bouteldja, mostrano che “qualcosa si è rotto ed è il ‘patto razziale’ portando alla nascita di due fazioni ‘opposte al blocco borghese’. Da una parte la ‘classe operaia, certamente integrata nel progetto nazionale’ e dall’altra i ‘dannati della terra, esclusi dal progetto nazionale’. Il passo successivo, come nota il quotidiano, è la lotta alla bianchezza, che per la Bouteldja, “si materializza attraverso tutte le sfumature possibili in base alla loro appartenenza sociale e geografica, al loro orientamento politico, al loro genere e alla loro età”. Emerge chiaro, dalle pagine, che il vero nemico è l’Europa e quello che rappresenta e quello che ha rappresentato, leggasi colonialismo. Quella dei Maranza, alla luce del racconto che ne fa la Bouteldja, è “la costruzione sul vuoto, perché essere i diseredati della storia vuol dire non avere radici, ripudiando l’identità che è l’architrave di ogni cosa”.

  • La Commissione celebra progetti innovativi di giovani scienziati europei e internazionali

    Venerdì 19 settembre sono stati annunciati i vincitori del 36° concorso dell’Unione europea per giovani scienziati (EUCYS) a Riga, in Lettonia. Giovani scienziati provenienti da Canada, Repubblica Ceca, Polonia e Svezia hanno ricevuto i primi premi per i loro progetti, che affrontano sfide sociali come il monitoraggio ecologico negli oceani, l’avvio della replicazione del DNA e l’utilizzo dello spin quantico per elaborare e archiviare informazioni.

    La Commissione europea ha varato il concorso nel 1989. Dal 15 al 20 settembre la Lettonia ha ospitato l’evento per la prima volta, accogliendo 133 giovani scienziati tra i 14 e i 20 anni provenienti da 37 paesi dell’UE e non solo, come Stati Uniti, Canada, Cina e Corea del Sud.

    A partire dal 2026 il concorso dell’Unione europea per giovani scienziati aderirà alla più ampia iniziativa “Science Comes to Town”, che mette 6 milioni di euro a disposizione di un massimo di sei città dell’UE e dei paesi associati a Orizzonte Europa per organizzare programmi di un anno volti ad avvicinare la scienza ai cittadini.

  • La Commissione consulta i cittadini sulle crescenti minacce poste dal bullismo online

    La Commissione ha avviato una consultazione pubblica e un invito a presentare contributi per sostenere l’elaborazione del piano d’azione dell’UE contro il bullismo online, atteso per l’inizio del 2026.

    Circa un adolescente su sei riferisce di essere stato vittima di episodi di bullismo online, mentre uno su otto ammette di esserne stato l’autore. Come annunciato negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen, la Commissione è impegnata a combattere il bullismo online e a elaborare una strategia globale a livello dell’UE. Il piano previsto sarà incentrato sulla protezione dei minori e terrà conto anche di altri elementi, come la dimensione di genere e la maggiore vulnerabilità di alcuni gruppi di giovani fino ai 29 anni di età.

    La consultazione e l’invito a presentare contributi sono aperti fino al 29 settembre 2025. A settembre sarà avviata anche una consultazione a misura di minore attraverso la piattaforma dell’UE per la partecipazione dei minori.

  • A scuola quasi metà dei ragazzi impara a usare il coltello

    Secondo lo studio ESPAD®Italia 2024 condotto su 20 mila studenti e circa 250 scuole italiane il 40,6% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni ha partecipato almeno una volta a zuffe o risse, un dato che proiettato sulla popolazione scolastica equivarrebbe a circa un milione di adolescenti coinvolti. Inoltre, il 10,9% ha assistito a scene di violenza filmate con un cellulare, segno che questi episodi vengono non solo visti, ma spesso condivisi e amplificati digitalmente, contribuendo a una sorta di “normalizzazione” della violenza. Dai dati raccolti emerge che il 3,4% ha portato con sé armi come coltelli o tirapugni a scuola, con un incremento quasi doppio rispetto all’anno precedente.

    Questo fenomeno sembra sempre più legato anche all’uso di sostanze psicoattive e all’influenza dei social e rappresenta oggi un campanello d’allarme per tutto il sistema educativo e sanitario. L’aumento della violenza tra gli adolescenti, così come l’uso e il possesso di armi, riflette un disagio che va intercettato prima che degeneri. Secondo Sabrina Molinaro dell’Unità di Epidemiologia Socio-Sanitaria dell’Istituto di Fisiologia Clinica le risultanze della ricerca vanno interpretati come sintomi di un malessere più ampio che coinvolge famiglie, scuole e società nel suo complesso. La violenza, inoltre, assume anche una funzione “sociale”: secondo i dati raccolti, molti ragazzi la utilizzano per sentirsi accettati all’interno del gruppo, come forma di legame, seppur disfunzionale. Le ragazze, pur coinvolte in misura minore, manifestano sempre più spesso forme di aggressività emotiva e verbale, spesso amplificate dall’uso dei dispositivi digitali. “Siamo di fronte a una generazione profondamente immersa nel digitale, che rischia di sottovalutare la gravità della violenza, soprattutto quando mediata da uno schermo — spiega ancora Molinaro —. Lo studio ci mostra come riprendere e condividere episodi violenti sia diventato quasi normale per molti adolescenti, alimentando un pericoloso distacco emotivo. In un contesto in cui la violenza può trasformarsi in contenuto virale, si smarriscono empatia, responsabilità e senso del limite”.

  • Giorgio Gervasini nuovo presidente dello storico club Verbano Calcio

    Il Patto Sociale si unisce alle congratulazioni per la nomina a Presidente del Verbano di Giorgio Gervasini.

    Successore di Pietro Barbarito, per 31 anni alla guida di questo storico club, e originario di Besozzo, Gervasini racconta della sua passione per il calcio nata da piccolo, complice l’essere cresciuto vicino al campo sportivo di Besozzo. Ha giocato nelle giovanili e, successivamente, nel Verbano. Da dirigente ha iniziato una ventina di anni fa a Sant’Andrea e successivamente è passato al Verbano, prima nel ruolo di vicepresidente del settore giovanile e poi ricoprendo diversi ruoli, occupandosi di molteplici mansioni.

    Gavetta, passione per il calcio, per il territorio e per la società sono alla base dei progetti per la ‘sua’ squadra, in primis la riattivazione del settore giovanile, anche con Open Day per il mese di luglio

    Questa nomina, che premia un impegno di molti anni, fa anche sperare in un maggior coinvolgimento dei giovanissimi nel calcio, uno sport di squadra che insegna a lavorare e costruire insieme nel rispetto di regole ed in continua collaborazione gli uni con gli altri. Oggi, in una società sempre più violenta ed indifferente lo sport è una grande opportunità per riaffermare valori e capacità di vivere insieme.

    Augurando a Giorgio Gervasini il maggior successo invitiamo anche i nostri lettori del Verbano a prendere contatto con Giorgio e a iscrivere i loro figli e nipoti e la squadra e il presidente Gervasini sperano anche in qualche nuovo sponsor.

  • Notizie e spunti di riflessione per chi ha voglia di riflettere

    Aymane muore a 16 anni dopo aver aiutato due bagnanti in difficoltà al lido degli Estensi, i due bagnanti se ne vanno senza occuparsi delle sue condizioni.

    La giornalista Lauren Sanchez, durante i festeggiamenti a Venezia per il suo matrimonio con Jeff Bezos cambierà, dicono, 27 vestiti per la gioia di alcuni stilisti prescelti.

    Putin, che continua a massacrare il popolo ucraino, si propone come mediatore fra Israele e l’Iran e Trump non trova l’ipotesi assurda, anzi per lui è normale che chi ha scatenato una guerra diventi mediatore di pace in altra area di conflitti cercando di ridarsi un ruolo internazionale mentre molti pensano che sia un assassino.

    Nel 2022, non ho trovato dati più aggiornati, le licenze di caccia in Italia erano 609.000, molte di queste non rinnovate per esercitare la caccia ma per avere l’autorizzazione a tenere un’arma di difesa in casa.

    Secondo una ricerca Eurispes quasi una persona su due, nel 2025, si dichiara favorevole alla tutela dell’ambiente, la maggioranza degli italiani è contro l’uccisione di animali selvatici ed il 68,3% è espressamente contro la caccia mentre il ministro Lollobrigida, e alcune Amministrazioni regionali, specie leghiste, parlano di caccia aperta fino a mezzanotte e di prolungare sempre di più il calendario venatorio.

    Notizie in apparenza diverse tra di loro ma che denotano tutte lo scollamento all’interno di una società che ha perso valori e nella quale l’interesse personale, o di categoria, prevale sulla logica e il buon senso e chi è miliardario, e muove la finanza, ritiene di potersi comperare per qualche giorno la storia e la vita di una città.

    I due bagnati che Aymane ha soccorso se la sono filata via senza occuparsi delle condizioni del giovane il quale non aveva pensato un attimo a se stesso e si era lanciato in loro aiuto, poi si accerteranno anche le misure di controllo su quel tratto ma intanto Aymane è morto e tra due giorni nessuno si ricorderà di lui e di altri giovani che negli anni hanno soccorso il loro prossimo. Di fronte a tanti ragazzi che girano con i coltelli non diciamo una novità sostenendo che la famiglia ha responsabilità e doveri ai quali non sempre ottempera in questi anni di violenza sempre più diffusa mentre vi sono, per fortuna, ancora famiglie che hanno educato i loro figli a vivere accorgendosi dei bisogni degli altri, se poi sono extracomunitari dobbiamo riflettere su tanti aspetti.

    Siamo contenti che Bezos venga a sposarsi in Italia, a Venezia, ma c’è un limite al potere del denaro che non può affittarsi un intera città, cittadini compresi, c’è un limite allo sfoggio di potere e argento, oro, o diamanti. Siamo contenti che si riconosca all’Italia di avere luoghi di cultura, arte, storia, bellezza che altri non hanno ma un po’ di discrezione e di educazione non guasterebbe anche agli amministratori di Venezia, un vecchio detto dice “I buoni conti fan buoni gli amici”, non credo che dire sì a tutto ciò che i potenti ci chiedono sia utile per farci rispettare.

    Abbiate pazienza se non commento né Putin né Trump sulla proposta, non respinta subito al mittente, che il presidente russo ha fatto al presidente degli Stati Uniti, non commento perché penserei di far torto all’intelligenza dei nostri lettori.

    Per quanto riguarda invece le proposte del ministro Lollobrigida, e di alcune amministrazioni regionali, ricordo che molti personaggi non hanno dovuto confrontarsi seriamente col proporzionale, con il vero pensiero e le reali esigenze dei cittadini, costoro pensano di essere al di sopra anche della logica della scienza e dell’interessa collettivo. Alcuni, purtroppo, si occupano solo dell’interesse di parte, di categoria. Sono persone che non conoscono, e perciò sono ignoranti in quanto ignorano, le necessità dell’ecosistema che sopravvive, nonostante gli errori umani ed i conseguenti cambiamenti climatici, perché, fino ad ora, si erano rispettate un minimo di regole quali vietare la caccia durante le stagioni della riproduzione e nelle ore notturne, ma Lollobrigida non lo sa o non vuole saperlo, cosa è più grave?

  • Amazon tribe sues New York Times over story it says led to porn addict claims

    An Amazonian tribe has sued the New York Times (NYT) over a report about the community gaining access to high-speed internet, which it claims led to its members being labelled as porn addicts.

    The defamation lawsuit said the US newspaper’s report portrayed the Marubo tribe as “unable to handle basic exposure to the internet” and highlighted “allegations that their youth had become consumed by pornography”.

    The lawsuit also named TMZ and Yahoo as defendants, and said their news stories “mocked their youth” and “misrepresented their traditions”.

    The NYT said its report did not say any of the tribe’s members were addicted to porn. TMZ and Yahoo have been contacted for comment.

    The Marubo, an Indigenous community of about 2,000 people, is seeking at least $180m (£133m) in damages.

    The NYT’s story, written nine months after the Marubo gained access to Starlink, a satellite-internet service from Elon Musk’s SpaceX, said the tribe was “already grappling with the same challenges that have racked American households for years”.

    This included “teenagers glued to phones”, “violent video games” and “minors watching pornography”, the report said.

    It stated that a community leader and vocal critic of the internet was “most unsettled by the pornography”, and had been told of “more aggressive sexual behaviour” from young men.

    The report also noted the perceived benefits of the internet among the tribe, including the ability to alert authorities to health issues and environmental destruction and stay in touch with faraway family.

    The lawsuit claims other news outlets sensationalised the NYT’s report, including a headline from TMZ referencing porn addiction.

    The response led the NYT to run a follow-up report around a week after its original story, with the headline: “No, A Remote Amazon Tribe Did Not Get Addicted to Porn”.

    The report said “more than 100 websites around the world” had “published headlines that falsely claim the Marubo have become addicted to porn”.

    But the lawsuit claimed the NYT’s original story had “portrayed the Marubo people as a community unable to handle basic exposure to the internet, highlighting allegations that their youth had become consumed by pornography”.

    The named plaintiffs, community leader Enoque Marubo and Brazillian activist Flora Dutra, who helped to distribute the 20 $15,000 Starlink antennas to the tribe, said the NYT story helped fuel “a global media storm”, according to the Courthouse News Service.

    This, they said, subjected them to “humiliation, harassment and irreparable harm to their reputations and safety”.

    The TMZ story included video footage of Marubo and Dutra distributing the antennas, which they said “created the unmistakable impression [they] had introduced harmful, sexually explicit material into the community and facilitated the alleged moral and social decay”.

    A spokesperson for the New York Times said: “Any fair reading of this piece shows a sensitive and nuanced exploration of the benefits and complications of new technology in a remote Indigenous village with a proud history and preserved culture.

    “We intend to vigorously defend against the lawsuit.”

  • La Commissione assegna quasi 36.000 pass a giovani di 18 anni per viaggiare gratuitamente in treno alla scoperta dell’Europa

    I risultati della tornata di candidature DiscoverEU dell’aprile 2025 offriranno ai 35.753 candidati selezionati la possibilità di viaggiare gratuitamente in tutta Europa tra il 1º luglio 2025 e il 30 settembre 2026, da soli o in gruppi fino a cinque.

    Glenn Micallef, Commissario per l’Equità intergenerazionale, i giovani, la cultura e lo sport, ha così commentato: “DiscoverEU continua a spalancare le porte ai giovani di tutta Europa, non solo verso nuovi luoghi, ma anche verso nuove prospettive. Ad ogni tornata registriamo un forte e costante interesse da parte dei giovani europei per questa sezione del programma Erasmus+. I giovani sono desiderosi di connettersi, esplorare e crescere. In un momento in cui l’Europa si trova ad affrontare numerose sfide, questo tipo di curiosità, apertura e impegno è più importante che mai. Erasmus + e DiscoverEU contribuiscono a costruire la prossima generazione di cittadini attivi e informati“.

    Questa tornata era aperta ai giovani nati tra il 1º luglio 2006 e il 30 giugno 2007, provenienti sia dagli Stati membri dell’UE che dai paesi associati a Erasmus + (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Macedonia del Nord, Serbia e Turchia).

    I partecipanti viaggeranno principalmente in treno. Sono previste modalità speciali (ad esempio viaggi aerei) per le persone provenienti da isole, regioni ultraperiferiche e zone remote. I partecipanti riceveranno un pass DiscoverEU e la Carta europea per i giovani, che garantisce l’accesso a vitto e alloggio, trasporti locali, sconti sulle visite culturali e altro ancora. I giovani selezionati potranno seguire apposite sessioni informative prima della partenza e partecipare agli incontri di DiscoverEU organizzati in tutta Europa.

    Dal 2018 oltre 1,6 milioni di giovani si sono candidati per i 390.000 pass di viaggio messi in palio.

  • Obesità adolescenziale in crescita, in particolare nei maschi: allarme per i rischi cardiovascolari già in giovane età

    Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il numero di bambini e adolescenti obesi tra i 5 e 19 anni nel mondo è aumentato di 10 volte negli ultimi 40 anni. Attualmente in Europa il 59% degli adulti e quasi 1 bambino su 3 è in sovrappeso od obeso, e in Italia la situazione non è migliore: il 43% degli adulti ha un eccesso ponderale, con punte del 49% in Puglia. Inoltre, secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, oltre il 22% degli adolescenti italiani presenta un eccesso ponderale. Tra i maschi di 17 anni, la quota sale a quasi il 24%, con un 3,9% classificato come obeso.
    Il trend, che fino a pochi anni fa sembrava in lieve diminuzione, sta nuovamente crescendo, soprattutto nella fascia 11–14 anni. Inoltre, a livello globale, un rapporto OMS ha stimato che nel 2022 l’obesità infantile e adolescenziale in Italia ha raggiunto livelli circa quattro volte superiori rispetto al 1990 (​epicentro.iss.it). Ancora più preoccupante è la distribuzione geografica del fenomeno: le prevalenze più elevate di obesità tra i giovani si osservano nelle regioni del Sud Italia​ (epicentro.iss.it). Le regioni meridionali come la Campania presentano tassi di adolescenti sovrappeso/obesi superiori al 25-30%, con la Puglia al 27%, mentre in alcune regioni del Nord (es. Trentino Alto Adige) tali valori scendono sotto il 15%​ (epicentro.iss.it). In generale, almeno 1 adolescente su 4 nel Mezzogiorno risulta in eccesso di peso, a fronte di quote sensibilmente inferiori nelle regioni settentrionali​.
    Il Progetto Scuola della Fondazione Foresta ETS, partito lo scorso ottobre a Padova, ha coinvolto quasi seimila studenti delle scuole superiori. I dati raccolti confermano un quadro preoccupante: i giovani maschi sono più frequentemente obesi rispetto alle coetanee (18% vs 12%), e questa forbice è sempre più ampia rispetto a 8 anni fa quando la differenza era di soli due punti percentuali. Le conseguenze sulla salute non sono trascurabili e includono certamente le disfunzioni sessuali (già il 20% degli obesi dichiara di avere almeno una disfunzione sessuale già a 18 anni, contro meno del 10% dei coetanei normopeso), ma anche i tipici fattori di rischio cardiovascolare dell’adulto, come ipertensione, iperglicemia e ipercolesterolemia.

    Uno studio condotto dall’equipe del prof. Foresta in collaborazione col prof. Andrea Di Nisio dell’Università Pegaso, su oltre 100 ragazzi italiani tra 11 e 14 anni, nell’ambito di un progetto di prevenzione dell’obesità e della salute andrologica e pubblicato sulla rivista internazionale Endocrine, ha mostrato dati preoccupanti.
    Quasi la metà del campione era in sovrappeso o obeso. Un elemento chiave emerso è la diffusa carenza di vitamina D: Il 92% dei ragazzi obesi e il 76% dei normopeso risultavano avere livelli insufficienti. Tale carenza si è rivelata essere un indicatore indipendente di accumulo di fattori di rischio cardiovascolare, anche nei soggetti normopeso. In condizioni di ipovitaminosi D, cioè con livelli inferiori a 30 ng/ml, la probabilità di presentare almeno un fattore di rischio risultava aumentata del 31% nella popolazione totale e del 41% tra i ragazzi in eccesso ponderale. Nei casi di carenza grave (inferiore a 20 ng/ml), il rischio risultava addirittura raddoppiato.
    “Questo studio dimostra che l’obesità adolescenziale espone i ragazzi, già in tenera età, a fattori di rischio cardiometabolico, che se non corretti nell’adulto possono svilupparsi precocemente in patologie cardiovascolari severe, per non parlare del rischio di ipogonadismo ed infertilità, confermato già da diversi studi che mostrano come la funzionalità testicolare del giovane obeso sia già alterata e si mantenga tale durante tutto la fase di sviluppo sessuale dell’adolescenza” conclude Foresta.
    Lo studio, illustrato a Lecce presso il Mercure Hotel President, nelle giornate del 9 e del 10 maggio all’interno del XVIII convegno di endocrinologia e medicina della sessualità sul tema “Obesità, osteoporosi, infertilità: un complesso sindromico dilagante” dimostra come queste tre patologie sono frequentemente interconnesse, soprattutto nel maschio infertile e indipendentemente dall’invecchiamento. Basti pensare che quasi il 50% dei giovani infertili è infatti obeso, ipogonadico e presenta una ridotta densità dell’osso, prodromica all’osteoporosi.

Pulsante per tornare all'inizio