Giovani

  • Il Censis stima due milioni di Neet in Italia e ne individua al Sud quasi 1 su 3

    “Il fenomeno della dispersione scolastica dei 18-24enni riguarda in Italia in media il 12,7% di loro, percentuale che al Sud sale al 16,6%con un distacco di 7 punti dalla media europea del 9%”.

    Allarmano il mondo della scuola i dati forniti oggi dal direttore del Censis, Massimiliano Valerii, nell’ambito del convegno annuale dell’Associazione nazionale presidi, una intensa giornata di talk, workshop e tavole rotonde che ha acceso i riflettori su tutte le criticità del panorama scolastico.

    Non confortanti sono anche i dati sui Neet, gli under 30 che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in un percorso di formazione  su cui lo stesso ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, è al lavoro per avanzare una proposta. “La media europea – ha spiegato sempre Valerii – è del 13,1%, in Italia del 23,1%, cioè riguarda due milioni di persone. Al Sud il dato è ancora più drammatico salendo al 32,2%, 19 punti in più della media europea”.

    La dispersione scolastica si riaffaccia dunque con tutta la sua drammaticità in una scuola, ha ribadito oggi il ministro, che vuole rimettere al centro i principi di merito, autorevolezza, rispetto e tornare ad essere “ascensore sociale”. Con un chiarimento da parte del titolare del dicastero sull’idea di sanzioni contro gli studenti violenti che prevedano il ricorso ai lavori socialmente utili: “Se sospendo per un anno un ragazzo – ha spiegato davanti all’assemblea di dirigenti scolastici – non faccio il bene del ragazzo e della società, quel ragazzo magari diventerà persino un deviante e quindi accentuerà le sue propensioni devianti verso altre derive che possono essere socialmente pericolose mentre invece molto meglio sarebbe coinvolgerlo in lavori socialmente utili.  Dobbiamo insegnare ai ragazzi a maturare e a crescere”.

    La dispersione scolastica in Italia è figlia in gran parte dell’indigenza delle famiglie, dal momento che un milione e 400mila giovani vivono in condizioni di povertà assoluta. Ma trae la sua origine anche dai fattori che determinano le disuguaglianze educative, rimuovere i quali è l’obiettivo dei Patti Educativi Territoriali, accordi tra istituzioni scolastiche, Enti Locali e associazioni del Terzo Settore, che coinvolgono intere comunità locali in progetti di crescita e di sviluppo per il rilancio di territori marginali.

  • REACT-EU: altri 1,5 miliardi di euro per lavoratori, datori di lavoro e competenze in Italia

    L’Italia riceve altri 1,5 miliardi di € nell’ambito di REACT-EU per aumentare le assunzioni di giovani e di donne, migliorare le competenze dei lavoratori e delle persone in cerca di lavoro e sostenere la ripresa economica del paese. Tali fondi saranno messi a disposizione in aggiunta ai precedenti 4,5 miliardi di € erogati per un sostegno analogo nell’ambito del programma operativo nazionale “Sistemi di politiche attive per l’occupazione” finanziato dal Fondo sociale europeo (FSE), inizialmente proposto nel settembre 2021.

    Il nuovo finanziamento sosterrà:

    la creazione di posti di lavoro nelle regioni meridionali: 1,2 miliardi di € consentono di ridurre del 30% i contributi previdenziali a carico delle piccole imprese per i loro lavoratori nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Per essere ammissibili, le imprese devono impiegare i lavoratori per almeno nove mesi dopo la presentazione della richiesta di riduzione;

    l’occupazione giovanile: 139,1 milioni di € sono destinati a ridurre i contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro che nel corso del 2022 assumono persone di età inferiore a 36 anni con contratti a tempo indeterminato, una misura di cui si prevede usufruiranno oltre 48.000 giovani;

    l’assunzione di donne: 88,5 milioni di € sono destinati a ridurre (entro il limite di 6.000 € l’anno) i contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro che nel corso del 2022 assumono donne, una misura di cui si prevede usufruiranno oltre 54.000 donne;

    la formazione nel campo delle competenze verdi e digitali: quasi 280.000 € provenienti dal “Fondo nuove competenze” compensano le ore durante le quali il personale partecipa a corsi di formazione per acquisire nuove competenze verdi e digitali, una misura di cui si prevede usufruiranno oltre 5.700 imprese.

    Con l’approvazione di questi altri 1,5 miliardi di € l’Italia riceverà in totale 14,4 miliardi di € nell’ambito di REACT-EU per stimolare la sua ripresa e incentivare gli investimenti nelle transizioni verde e digitale.

  • Il Presidente del Consiglio

    Questa è la testimonianza inequivocabile della “ideologia eversiva” dei centri sociali e degli antagonisti di sinistra: la sagoma posta a testa in giù ed appesa “esanime” è pronta per l’orrendo vilipendio del corpo ripercorrendo la storia di 75 anni fa.

    Ovviamente si sprecheranno le giustificazioni espresse dai vertici di tutti i partiti di sinistra, fino ad arrivare alla famosa frase “sono solo compagni che sbagliano” magari solo nella forma e nei modi.

    Per chi ha vissuto, invece, anche se solo da liceale, gli anni di piombo con le vittime innocenti di azioni assassine e delle stragi operate da organizzazioni terroristiche tanto di sinistra quanto di destra, non sarà difficile percepire le similitudini nei toni degli slogan e nei conseguenti comportamenti dei centri sociali (gli epigoni di Autonomia Operaia e Lotta Continua) i vagiti di una nuova sinistra non più solo antagonista. Ora vengono poste le basi ideologiche per un substrato “culturale” nel quale possano attecchire le malsane menti malate di una nuova forza eversiva.

    La storia spesso si ripete con forme forse diverse, ma attraverso contenuti decisamente simili anche se espressi a decenni di distanza. Allo Stato, nella sua articolata struttura istituzionale, e alle forze politiche va attribuita la responsabilità di comprendere i pericoli e le criticità di questa situazione esplosiva. Di conseguenza dagli stessi ci si dovrebbe attendere la capacità di attuare un diverso monitoraggio delle evoluzione di questi movimenti, ma, al tempo stesso, dovrebbe emergere una volontà politica di riconoscere le radici sociali, economiche e politiche che originano le cause di simili comportamenti.

    La risultante di queste due strategie dovrebbe portare alla conoscenza dalla quale elaborare e dimostrare la volontà di porvi rimedio togliendo così le ideologiche giustificazioni addotte da sempre dalle organizzazioni estremiste e quindi evitare di  arrivare ancora ad una nuova ondata terroristica.

  • Fede e umanità

    Papa Francesco ha ricordato, davanti a più di 60.000 giovani, don Luigi Giussani, fondatore delle gioventù studentesca, GS, e di Comunione e Liberazione, nel centenario della sua nascita.
    “Esprimo la mia personale gratitudine per il bene che mi ha fatto, come sacerdote, meditare alcuni libri di don Giussani, e lo faccio anche come pastore universale per tutto ciò che ha saputo seminare e irradiare dappertutto per il bene della chiesa”, ha detto tra l’altro il Santo Padre nel suo intervento.

    Don Giussani ha lasciato una grande impronta in coloro che lo hanno incontrato ed hanno avuto, come me, la fortuna di vivere con lui l’inizio di un percorso.

    Tantissimi anni fa, ai primi anni del liceo, era il tempo del giornale “Milano studenti“ e delle mie prime poesie pubblicate che don Giussani poi  commentava, una in speciale modo,”Il colore di Dio”, l’ha portata per molti anni con se.

    Le riunioni, il famoso raggio e gli incontri ed i canti “John Brown è morto ma lo schiavo è in libertà”, i ricordi sono molti ma non sono stati, e non sono, i ricordi la parte più importante di quel periodo, un periodo che vive in coloro che hanno ascoltato e compreso  don Giussani nella sua essenza più profonda, non i ricordi  ma le sue parole, il modo intenso con il quale, in semplicità, instillava nell’animo verità, comprensione, speranza, impegno, determinazione e, sopratutto, amore per gli altri.

    Nel tempo ho preso la mia strada e ho, come ho potuto e saputo, lontano da GS  e da Comunione e Liberazione, cercato di affermare nella mia vita quotidiana e politica quei valori fondamentali che appartengono non solo al cristianesimo ma che il cristianesimo più vero rappresenta indiscutibilmente e senza ostentazioni.

    Sono convinta che gli insegnamenti di don Giussani e dei miei genitori mi abbiano aiutato a comprendere e rispettare gli altri in modo profondo, lasciandomi la libertà di non provare invidie e rancori e di sapere anche oggi, dopo tanti anni, combattere per la dignità dell’essere umano e della natura.

    Grazie Papa Francesco perché nel ricordo di don Giussani hai unito ancora una volta umanità e fede.

  • Solo 7 giovani italiani su 100 nel Metaverso

    Il metaverso rende ancora più distanti giovani e over 55. Cresce la curiosità per il ‘non luogo’ virtuale, ma finora solo il 7% ha avuto un’esperienza immersiva, Sei intervistati su 10 la vorrebbero fare quanto prima, mentre il 16% vuole avere prima più informazioni. Un dato che denota una certa diffidenza verso uno spazio dove non ci sono ancora regole chiare, che non garantisce la riservatezza dei dati e la tutela della privacy. A dare queste indicazioni è l’indagine demoscopica “Giovani e innovazione nello scenario del metaverso”, a cura di Roberto Baldassari, direttore generale Lab21.01 e direttore del Comitato Scientifico Angi. La ricerca, effettuata tramite 1.200 interviste, è stata presentata al Festival del Metaverso, organizzato dall’Angi a Torino.

    “Gli investimenti di grandi aziende Italiane e internazionali potrebbe contribuire in maniera forte a far diventare uno scenario ancora sfocato sempre più propositivo, tecnologicamente avanzato e, paradossalmente, macchiato di realtà” spiega Baldassari. “Grazie allo sviluppo e alla costante crescita della community dei giovani innovatori italiani, vogliamo vivere da protagonisti le sfide per il rilancio economico e sociale dell’Italia, mettendoci a disposizione delle istituzioni. Al nuovo governo chiediamo di mantenere il dicastero dell’Innovazione e di portare avanti le politiche digitali sia nell’ottica di attuazione del Pnrr sia di sostegno alle future generazioni” afferma Gabriele Ferrieri, presidente dell’Angi.

    La ricerca prende in esame l’impatto del metaverso sulla società: il 31% dei giovani ritiene che le esperienze immersive nel metaverso non renderanno gli individui più pigri e asociali rispetto al 23% che nutre forti dubbi sulla pericolosità recondita nel metaverso. Il rischio di scollamento sociale c’è visto che 9 giovani su 10 sono molto interessati alla possibilità di effettuare viaggi senza muoversi dal loro luogo di appartenenza o di incontrare il personaggio famoso preferito. Per i giovani sarà l’ambito dei rapporti sociali e interpersonali (28%) quello che sarà rivoluzionato dal metaverso; 4 punti percentuali in meno per istruzione e formazione (24%), seguita da ‘mobilità, turismo e smart city’ (22%), ‘pubblica amministrazione e rapporti con il cittadino’ (19%), ‘ecommerce’ (7%). Tra le opportunità il 23% dei giovani indica favorire “gender and age equality”; il 22% occasioni di lavoro; il 21% la riduzione delle distanze spaziali.

  • DiscoverEU assegna ai giovani 35.000 biglietti ferroviari quest’autunno

    La Commissione ha pubblicato il bando autunnale di DiscoverEU, grazie al quale 35.000 giovani riceveranno un pass ferroviario per esplorare l’Europa e la sua ricca cultura.

    Il bando è rivolto a candidati provenienti dai paesi partecipanti al programma Erasmus+ e resterà aperto dalle 12:00 di oggi alle 12:00 del 25 ottobre. Per vincere un pass di viaggio i giovani sono invitati a iscriversi sul Portale europeo per i giovani e rispondere alle 5 domande di un quiz e a una domanda di spareggio. I candidati nati tra il 1º gennaio e il 31 dicembre 2004 che supereranno con successo il quiz di selezione avranno la possibilità di viaggiare in Europa per un massimo di 30 giorni durante il periodo compreso tra il 1º marzo 2023 e il 29 febbraio 2024.

    Con l’Anno europeo dei giovani 2022 è stato aumentato il numero di pass di viaggio disponibili, che quest’anno sono 70.000 in totale. DiscoverEU fa ora parte di Erasmus +: possono quindi partecipare anche i giovani provenienti da Islanda, Liechtenstein, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia.

    I beneficiari continueranno ad avere accesso a una tessera di sconto con oltre 40.000 possibilità di riduzioni su trasporti pubblici, attività culturali, alloggio, ristorazione, attività sportive e altri servizi disponibili nei paesi ammissibili.

    Nel quadro dell’Anno europeo dei giovani la Commissione ha lanciato l’iniziativa faro “I giovani scoprono la cultura grazie a DiscoverEU nel 2022”. Per questo motivo il 25 maggio 2022 è stato varato l’itinerario culturale DiscoverEU, una raccolta di destinazioni e settori culturali differenti negli ambiti dell’architettura, della musica, delle belle arti, del teatro, della moda, del design e in altri ancora. I viaggiatori DiscoverEU possono visitare le Capitali europee della cultura, destinazioni aggiunte alla prestigiosa lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO o siti detentori del marchio del patrimonio europeo. Possono inoltre fare tappa presso le città insignite del premio Access City Award, ossia città che hanno fatto il massimo per diventare più accessibili per tutti, a prescindere dall’età o dalla situazione in termini di mobilità o capacità.

    Le agenzie nazionali Erasmus+ sostengono i giovani attraverso riunioni informative prima della partenza per prepararli ai loro viaggi. Attraverso questi incontri DiscoverEU intende promuovere dibattiti su temi come la sostenibilità, la cultura e l’identità europea. Inoltre, nell’ambito dell’Anno europeo dei giovani, le agenzie organizzano gli incontri di DiscoverEU (DiscoverEU MeetUp), un’iniziativa lanciata nell’estate del 2022 che propone in tutti i paesi partecipanti a Erasmus+ un interessante programma culturale di durata compresa tra uno e tre giorni. Finora si sono svolti 49 di questi incontri e altri se ne svolgeranno nei prossimi anni.

    Poiché l’inclusione sociale è una priorità assoluta del programma Erasmus+, i partecipanti con disabilità o con problemi di salute possono essere accompagnati durante il viaggio. Oltre alla copertura delle spese di viaggio, viene offerta assistenza individuale supplementare. Quest’anno le agenzie nazionali Erasmus+ stanno inoltre lanciando l’azione DiscoverEU a favore dell’inclusione, che consente alle organizzazioni che lavorano con giovani con minori opportunità di presentare domanda di sovvenzione.

    La Commissione incoraggia a viaggiare in modo sostenibile usando la rete ferroviaria. Esistono disposizioni speciali per i giovani provenienti da regioni ultraperiferiche, paesi e territori d’oltremare, zone remote e isole.

  • La relazione della Commissione sull’impatto della pandemia di COVID-19 sulla salute mentale dei giovani

    In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, la rete Youth Wiki della Commissione ha pubblicato la relazione “The Impact of the COVID-19 pandemic on the mental health of young people — Policy responses in European countries”. La relazione esamina l’impatto della pandemia di COVID-19 sulla salute mentale dei giovani e le misure strategiche messe in atto dagli Stati membri per attenuare le conseguenze dei lockdown, che hanno causato solitudine e isolamento a molti giovani europei.

    La relazione individua i fattori principali che hanno inciso sulla salute mentale dei giovani durante la pandemia e sviluppa una panoramica dettagliata delle politiche, delle iniziative e dei programmi istituiti per affrontarli. Offre inoltre esempi di buone pratiche per sostenere la salute mentale dei giovani e suggerisce orientamenti futuri per l’elaborazione delle politiche.

    Tra le misure adottate, alcuni paesi hanno investito nel rafforzamento dei servizi legati alla salute mentale, al fine di fornire sostegno psicologico sia a scuola sia a casa. Altri hanno scelto di promuovere l’inclusione digitale per evitare l’isolamento degli studenti.

    Rafforzare il benessere dei giovani è una delle priorità del premio dell’UE per la salute 2021, e la salute mentale è anche un settore tematico del nuovo Corpo europeo di solidarietà (2021-2027). Dal 2005 la Commissione dedica maggiore attenzione alla salute mentale e al benessere, in particolare attraverso l’iniziativa “Healthier Together”, dedicata alle malattie non trasmissibili.

  • L’UE adotta il primo piano d’azione per rafforzare la collaborazione con i giovani di tutto il mondo

    La Commissione e l’Alto rappresentante hanno adottato il piano d’azione per i giovani nell’ambito dell’azione esterna dell’UE per il periodo 2022-2027, il primo quadro politico per un partenariato strategico con i giovani di tutto il mondo volto a costruire un futuro più resiliente, inclusivo e sostenibile. Il piano contribuirà a rispettare impegni internazionali come l’agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e l’accordo di Parigi sul clima, rafforzando una partecipazione e una responsabilizzazione significative dei giovani nelle politiche di azione esterna dell’UE.

    Il piano d’azione per i giovani nell’azione esterna dell’UE è guidato da tre pilastri che contribuiranno a plasmare il partenariato dell’UE con i giovani nei paesi partner.

    1. Partenariati per collaborare: far sentire di più la voce dei giovani nelle politiche e nei processi decisionali;

    i giovani chiedono e meritano un approccio completo per garantire una partecipazione significativa, inclusiva ed efficace dei giovani. L’UE è impegnata a far sentire di più la voce e la leadership dei giovani di tutto il mondo, in particolare delle giovani donne e ragazze, degli attivisti e delle organizzazioni giovanili, a tutti i livelli di governance, dalla politica interna ai consessi multilaterali, e nell’ambito dei processi decisionali dell’UE.

    1. Partenariati per responsabilizzare: combattere le disuguaglianze e offrire ai giovani le competenze e gli strumenti di cui hanno bisogno per realizzarsi;

    i giovani si responsabilizzano quando la loro voce viene ascoltata e si affrontano le disuguaglianze che incidono sulla loro vita. L’UE continuerà a sostenere la trasformazione dell’istruzione in tutto il mondo, non da ultimo attraverso investimenti Global Gateway, per migliorare l’accesso dei giovani alle opportunità economiche, rafforzare la capacità dei giovani di contribuire allo sviluppo sostenibile e guidare le transizioni verde e digitale in tutto il mondo, nonché per la salute, il benessere mentale e fisico dei giovani e l’accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti. L’UE continuerà a prestare particolare attenzione ai giovani e ai ragazzi che vivono in situazioni di conflitto.

    1. Partenariati per stabilire contatti: promuovere le opportunità che permettono ai giovani di ampliare le proprie reti e gli scambi con i propri coetanei in tutto il mondo;

    l’UE vuole promuovere la mobilità dei giovani, gli scambi e la creazione di reti in quanto aspetti essenziali della dimensione interpersonale della strategia Global Gateway. L’obiettivo è garantire la diversità e l’inclusività, prestando al contempo particolare attenzione agli ostacoli sociali ed economici, al divario digitale e ai rischi connessi alla disinformazione.

    Il piano d’azione per i giovani nell’ambito dell’azione esterna dell’UE lancerà nuove iniziative chiave rivolte ai giovani di tutto il mondo e rafforzerà quelle in corso, tra cui:

    • l’iniziativa Youth and Women in Democracy Initiative (giovani e donne in democrazia), con una dotazione di bilancio di 40 milioni di €, farà sentire di più la voce e la leadership dei giovani, dei giovani attivisti e delle organizzazioni giovanili in tutto il mondo, rafforzando i loro diritti, la loro responsabilizzazione e la loro partecipazione agli affari pubblici e politici. L’iniziativa sosterrà le organizzazioni di base e i giovani attivisti che operano a livello di controllo delle istituzioni, lotta alla corruzione, organizzazioni di cittadini per l’osservazione elettorale, promozione delle riforme democratiche, educazione civica, promozione del diritto di voto, libertà di associazione e di riunione e diritti umani;
    • lo Youth Empowerment Fund (fondo per la responsabilizzazione dei giovani) è un’iniziativa pilota con una dotazione di bilancio di 10 milioni di € che fornirà sostegno finanziario diretto alle iniziative guidate dai giovani nei paesi partner e incentrate sull’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello locale, in particolare sull’ambiente e sui cambiamenti climatici e sull’inclusione dei giovani vulnerabili ed emarginati;
    • l’Africa-Europe Youth Academy (accademia Africa-Europa per i giovani) destinerà un sostegno finanziario di 50 milioni di € alle opportunità di apprendimento sia formali che informali e agli scambi per i giovani che vogliono migliorare le proprie capacità di leadership e creare reti per il cambiamento in Africa.

    Il piano d’azione per i giovani fa parte degli sforzi messi in atto dalle istituzioni dell’UE nel contesto dell’Anno europeo dei giovani 2022 e della sua dimensione internazionale, per mettere in luce l’importante ruolo dei giovani nella costruzione di un futuro migliore, più verde, più inclusivo e digitale.

  • Il Covid aumenta i Neet, 34% tra i 25-29enni e soprattutto tra le donne

    Istruzione e conoscenza aumentano, c’è un progresso nel bagaglio di competenze ma il ritmo è lento e l’Italia non riesce a portarsi ai livelli dei Paesi più moderni. In 20 anni – come spiega il report dell’Ocse ‘Education at a Glance – Uno sguardo sull’istruzione’ – il livello è aumentato più lentamente rispetto alla media dei Paesi dell’Organizzazione.

    Tra il 2000 e il 2021, la percentuale di giovani tra i 25 e i 34 anni con un’istruzione accademica è cresciuta in media di 21 punti percentuali, in Italia di 18, dal 10% nel 2000 al 28% nel 2021. L’Italia resta inoltre uno dei 12 Paesi in cui la laurea non è il titolo di studio più diffuso tra i gli under 34. Il Covid, poi, ha avuto un impatto pesante sulla formazione: è aumentata la quota dei Neet, i giovani adulti che non hanno un lavoro né studiano. Nella fascia 25 e 29 anni era al 31,7% nel 2020 e ha continuato ad aumentare fino al 34,6% del 2021, più giovani donne (il 39%) che uomini.

    Il ritardo dell’Italia viene da lontano: la quota di persone tra i 25 e i 64 anni è del 20%, meno della metà della media dei Paesi dell’Ocse. Eppure studiare conviene: “Il livello di istruzione – sottolinea il rapporto, che fotografa il grado di salute della scuola e dell’università in 38 Paesi membri dell’Ocse e in alcuni Paesi partner –  influisce non solo sulle prospettive di occupazione, ma anche sui livelli salariali”. I laureati in media guadagno il doppio di quelli che non hanno un titoli di studio, in Italia poco meno, il 76% in più. Un discorso che sembra non valere tanto proprio per chi lavora nel mondo della scuola, perché le retribuzioni dei docenti si confermano più basse degli altri laureati (circa il 27% in meno in Italia, e un dato simile anche considerano il valore medio).

    Non è solo e non è tanto una questione di spesa, perché se è vero che investiamo il 3,8% del Pil – oltre un punto in meno rispetto alla media dei Paesi (4,9%) – in numeri assoluti per studente la spesa è pienamente nella media. L’importo totale del finanziamento per studente da 6 a 15 anni è 105.754 dollari, la media di 105.502. E’ ampio, invece, il divario nella spesa per l’istruzione universitaria, in Italia di 12.177 dollari, contro 17.559.

    I dati “sono lo scenario che ci siamo trovati di fronte quando è iniziata l’esperienza di governo, che va vista nella sua interezza, compreso il fatto che è stata troncata”, ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che rivendica la riforma degli Its e la scelta di aver investito per l’infanzia 4,9 miliardi del Pnrr, ma si congeda con il rammarico di non aver potuto lavorare sulle scuole medie: “Non ci sono arrivato, avevo bisogno di 6 mesi”. “Sarebbe necessario – ha sottolineato Andrea Govosto, direttore della Fondazione Agnelli – ripensare cosa si insegna e come. E c’è l’esigenza di attrarre i migliori laureati”. Secondo Save the Children, che ha ospitato la presentazione del report, “l’analisi individua nodi critici che devono essere messi al centro dell’agenda del nuovo Parlamento e governo”.

  • Un bilancio record di 384 milioni di euro a titolo di Erasmus+ per sostenere le alleanze delle università europee

    La Commissione ha annunciato un quarto invito a presentare proposte Erasmus+ per sostenere l’ulteriore diffusione dell’iniziativa delle università europee. Con un bilancio record di 384 milioni di €, il bando per le università europee Erasmus+ 2023 resterà aperto fino al 31 gennaio 2023.

    Questo bando, così come quello per il 2022, offre finanziamenti sostenibili per intensificare una profonda cooperazione istituzionale transnazionale tra gli istituti di istruzione superiore, come quelli selezionati nell’ambito del bando per le università europee Erasmus+ 2020, ma anche per istituire nuove alleanze.

    Un marchio di eccellenza sarà assegnato alle proposte che sono state giudicate di alta qualità ma che non hanno potuto essere finanziate nell’ambito del presente bando Erasmus+, in modo da facilitare la ricerca di finanziamenti alternativi.

    Come nel 2022, i singoli istituti di istruzione superiore hanno anche la possibilità di aderire alle alleanze esistenti. Nel 2023 il partenariato a pieno titolo sarà aperto anche agli istituti di istruzione superiore dei paesi dei Balcani occidentali.

    A seguito degli inviti a presentare proposte Erasmus+ del 2019, 2020 e 2022, le attuali 44 alleanze delle università europee includono 340 istituti di istruzione superiore in tutta Europa, riunendo così una nuova generazione di europei in grado di collaborare e lavorare in lingue diverse al di là delle frontiere, dei settori e delle discipline accademiche.

    La Commissione ha proposto l’iniziativa delle università europee nel quadro di una visione globale per la creazione di uno spazio europeo dell’istruzione entro il 2025. La strategia europea per le università fissa l’obiettivo ambizioso di sostenere 60 università europee, coinvolgendo più di 500 istituti di istruzione superiore entro la metà del 2024. A tal fine, nell’attuale periodo di programmazione 2021-2027 è previsto un bilancio record di 1,1 miliardi di € a titolo di Erasmus+ per sostenere le università europee.

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