libro

  • Il ritratto di una società e di un tempo attraverso singoli percorsi di persone comuni: Muscardini, al PalabancaEventi di Piacenza, presenta, con il sociologo Prof. Nuvolati, il suo libro ‘il lupo e le ombre’

    Una serie di immagini che scaturiscono in racconti brevi, quasi pennellate, per disegnare la vita, lo scorrere di eventi, cercare di cogliere sensazioni, narrare lo scorrere di eventi che coinvolgono non soltanto gli umani. Così Cristiana Muscardini ha sintetizzato il proprio libro di racconti in un serrato e vivace dialogo con il sociologo Prof. Giampaolo Nuvolati davanti all’attento pubblico del PalabancaEventi della Banca di Piacenza, istituto sempre attivo nel promuovere iniziative culturali, presenti, infatti, anche il presidente Nenna, il direttore generale e il vicepresidente, Avv. Prof. Domenico Capra che ha aperto l’incontro.

    ‘Il lupo e le ombre’, questo il titolo del libro, pubblicato da Ulisse Edizioni, in cui l’autrice trasfigura parzialmente in fiction storie di persone, di animali e di luoghi, dalla Val Trebbia, a Milano, alle pianure del ferrarese.

    Nei racconti, è possibile ravvisare quei fili che portano dal particolare all’universale, ciò in cui si dice consista l’arte, e che consentono di trarre trame e percorsi individuali, linee di tendenza e fili conduttori di una società, un’epoca, una nazione. Lo dice esplicitamente Giampaolo Nuvolati, che, in quella serie di flash lanciati da Muscardini ai lettori, individua una serie di metafore attraverso le quali si può leggere un’intera collettività nel tempo presente. Così, dice Nuvolati, il lupo simboleggia quella linea di demarcazione tra bene e male che è essenziale per ciascun individuo per rapportarsi agli altri, per orientarsi in mezzo a una collettività, mentre le ombre rappresentano da un lato le paure e insicurezza, gli scheletri nell’armadio che ciascun individuo inevitabilmente porta con sé e dentro di sé, dall’altro un qualcosa di alieno, nel senso di diverso da sé, contro il quale ciascuno combatte per affermare se stesso, i propri valori, o presenze che indicano percorsi.

    In una società che Muscardini descrive come  sempre più parcellizzata e atomizzata, se non addirittura resa autistica dai social media, nella quale la comunicazione interpersonale e il senso stesso della struttura sociale si sono persi (né Muscardini né Nuvolati hanno contestato apertamente l’uno vale uno ma ad ascoltarli era difficile non pensare a nesso tra idiozia veicolata via social e l’espressione politico-sociale ed elettorale del rimbambimento dovuto a quella sorta di autismo da social media), le ombre rappresentano anche, come in effetti traspare dall’ultima delle tre sezioni in cui è suddiviso il libro, quelle sfide e quelle minacce che incombono oggi su tutti e su ciascuno, dalla tutela dell’ambiente alla preservazione del mondo occidentale rispetto a chi gli muove guerra.

    Il lupo, né buono né cattivo, vive in un branco con regole sociali definite e rispettate e si cura dei suoi piccoli come dei compagni malati ed anziani, uccide per mangiare non per crudeltà o diletto, forse l’uomo ha qualcosa da imparare? La volpe sa intelligentemente riconoscere i propri limiti, Santa, madre e moglie stanca, si reinventa la vita quando comprende che la forza di una donna non è solo accudire gli altri, Gianbattista il venditore, deriso e poi invidiato, scopre il valore del suo lavoro cominciando ad occuparsi degli altri e poi la domanda antica, chi scegliere tra Roma e Cartagine? Non siamo forse tutti collegati dal passato che diventa futuro se vogliamo che il futuro esista, sta a noi scegliere.

    Poche parole per ogni storia, in ogni storia pensieri, riflessioni e realtà per sorridere, condividere, riflettere.

  • A 10 anni dalla scomparsa del Duca Bianco esce la biografia “David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo” di Paul Morley

    A dieci anni dalla scomparsa di David Bowie, il 9 gennaio 2026 esce per Hoepli la biografia “David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo” di Paul Morley, uno dei biografi più autorevoli del mondo musicale britannico, giornalista di NME, autore anche del volume di successo “The Age of Bowie”.

    La versione italiana, curata da Ezio Guaitamacchi, con la traduzione di Leonardo Follieri, è accompagnata da una prefazione scritta a quattro mani di Manuel Agnelli e Paolo Fresu.

    Non una semplice biografia, ma un viaggio a struttura tematica dentro l’universo di un artista che ha riscritto le regole della musica, dell’arte e dell’identità. Dalla Londra ribollente degli anni ’60 alla Berlino sperimentale, dalla nascita di Ziggy Stardust al mistero del Duca Bianco, fino all’ultimo saluto cosmico di Blackstar: ogni tappa rivela un Bowie diverso, sempre un passo avanti al proprio tempo.

    Il libro è organizzato in capitoli che riflettono la natura duale dell’artista (“Fantasia e realtà”, “Sopravvivenza ed esistenza”, “Arte e morte”, “Est e Ovest”, “Caso e ordine”, ecc.). Morley delinea il paesaggio culturale e sociale in cui Bowie si muove, ne racconta gli incontri, le ispirazioni, i timori, anche attraverso estratti di interviste e analisi di performance e collaborazioni, costruendo una sorta di “playlist” esistenziale, che va oltre le sue hit e mostra come l’artista abbia saputo anticipare estetiche e paure del XXI secolo.

  • Orfani di femminicidio: un libro per richiamare l’attenzione sulle vittime collaterali

    Ci sono spesso delle vittime collaterali nei casi di femminicidio o comunque di assassinio di uno dei genitori da parte dell’altro (o della persona con cui si è creata una nuova relazione): sono i figli di chi viene assassinato.

    Giovanna Cardile, la cui madre Rosalba nel 1985 è stata uccisa da suo marito (padre della stessa Giovanna), porta in luce questa realtà attraverso il libro «Due vite in una – Storia di una rinascita» in cui racconta la sua esperienza e come ha subito e reagito a quel trauma. Il libro è dichiaratamente scritto proprio per offrire a chi abbia vissuto traumi analoghi l’aiuto ed i consigli di chi ha fatto quella stessa esperienza. E mira anche a richiamare l’attenzione dello Stato perché accanto alla prevenzione di simili episodi e alla punizione di chi non è stato bloccato per tempo provveda anche alla cura di chi è rimasto vittima collaterale di quella violenza. L’autrice invoca la creazione di un registro nazionale degli orfani di femminicidio (o anche, caso più raro nei fatti, di uccisione del padre da parte della compagna di questi) in base al quale fornite aiuto sia psicologico che materiale.

    Ad oggi la cura di chi resta orfano è affidata normalmente al più prossimo tra i parenti affidabili (tipicamente i suoi nonni, i genitori di chi è stato ucciso) ma la ‘privatizzazione’ di fatto della tutela di questi orfani non è sempre possibile come testimonia la stessa Giovanna, la cui nonna materna è stata uccisa insieme alla madre Rosalba.

    Allo stato dell’arte, la tutela degli orfani e delle famiglie affidatarie resta demandate a iniziative dei soggetti privati che operano in ambito sociale o di partenariati tra questi ultimi ed enti pubblici. La legge 4/2018 prevede il gratuito patrocinio degli orfani per ottenere il risarcimento del danno nei processi a carico di chi li ha resi orfani nonché un indennizzo a se stante in quanto vittime di reati intenzionali violenti e riconosce agli stessi orfani borse di studio, copertura delle spese per assistenza medica e psicologica. Manca ancora tuttavia una regia unitaria, come sottolinea la Cardile, manca una programmazione uniforme su tutto il territorio nazionale che per prima cosa censisca, attraverso apposito registro, quanti sono questi orfani, così che nei loro confronti possa essere attuato quanto prevede dalla legge 4/2018. I beneficiari della legge si stima siano 3.500 ma appunto è una stima. E manca ancora una regia che indichi delle linee guida riguardo a cosa fare, come fare per tutelare questi orfani e chi deve provvedere, così come manca una programmazione organica delle risorse necessarie per far fronte a tutto questo. Una messa a fattor comune delle attività che oggi vengono svolte frammentariamente e senza una regia a monte a tutela degli orfani consentirebbe anche di condividere le best practices, cioè i percorsi che si sono rivelati più proficui nel consentire agli orfani di superare il trauma e di avere uno sviluppo e una vita quanto più possibile identici a chi cresce in una famiglia in cui i dissapori tra i genitori (fisiologici) non sfocino in un dramma. Lo scorso 6 agosto la commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno del femminicidio ha presentato al Parlamento una relazione di 112 pagine, ma in attesa che il Parlamento prenda visione e valuti il da farsi la formazione di psicologi, avvocati e assistenti sociali che assistono gli orfani resta demandata ai soggetti che svolgono attività di filantropia.

  • Alla vigilia delle elezioni Alexander Privitera presenta il libro “ACHTUNG! – Germania in panne. Che ne sarà del modello tedesco?”

    Lunedì 24 febbraio, alle ore 18:00, presso la Libreria Egea dell’Università Bocconi (Viale Bligny 22, a Milano), sarà presentato il libro ACHTUNG! – Germania in panne. Che ne sarà del modello tedesco? di Alexander Privitera, edito da Paesi Edizioni. A pochi giorni dalle elezioni tedesche, il saggio analizza i motivi della crisi politica, economica e sociale della Germania con una disamina dell’operato dei suoi cancellieri. Il Paese che dalla fine della Guerra fredda più è stato simbolo di un’Europa finalmente in pace, si trova alle prese con una «tempesta perfetta». La Germania riunificata è d’improvviso più vulnerabile e il continente fa i conti con un Paese che sta perdendo la sua capacità di imprimere una direzione all’Europa. Nel libro Alexander Privitera ci avvicina ai protagonisti e alle storie di coloro che in Germania hanno prima creato e poi smarrito la vocazione europea del proprio Paese e così facendo hanno finito per riproporre un quesito che si sperava ormai superato: la questione tedesca.

    A dialogare con l’autore ci saranno Piero Benassi, già rappresentante permanente dell’Italia presso l’Ue, e Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it.

  • Operazione Pig presentato a Piacenza

    Dai legami della mafia albanese con la ‘ndrangheta ai propositi di sovvertimento dell’ordine internazionale creato dall’Occidente che Putin persegue insieme ai Brics, dalla rivalità tra Russia e Cina in Africa alla prospettiva di un mondo in cui l’intelligenza artificiale crea un Elon Musk dominante e masse di lobotomizzati cibernetici.

    La presentazione del thriller di fantapolitica ‘Operazione Pig’ di Albert de Bonnet al PalabancaEventi di Piacenza nell’ambito delle iniziative dedicata da Banca di Piacenza alla promozione di lettura e cultura è stata l’occasione per spaziare a tutto campo dal mondo della fiction al mondo così come è in realtà o come appare possibile che diventi realmente. La presentazione è avvenuta in contumacia dell’autore, perché quest’ultimo per ragioni professionali preferisce mantenersi riservato, ed a presentare il libro sono stati la sua buona amica Cristiana Muscardini, per l’occasione «portavoce» a suo stesso dire di De Bonnet, e il giornalista Andrea Vento, che assicura non essere Albert de Bonnet un nom de piume di Giuliano Tavaroli, pure atteso alla presentazione piacentina ma pure infine assente alla presentazione stessa.

    La storia di un gruppo di spie alle prese con la scomparsa di uno scienziato e alle prese con un virus modificato in Cina, questa la trama di ‘Operazione Pig’, è stata l’occasione per dibattere delle prospettive concrete di un mondo e una mentalità, quella occidentale, che mentre si interroga su quanto potrà fare la sua forza motrice ora che a guidarla vi sono Donald Trump ed Elon Musk ancora non ha capito cosa abbia generato il Covid, se e quanto i paletti posti alla ricerca scientifica in nome della tutela (nella fattispecie, l’alt di Barack Obama a certe ricerche sul suolo americano) non abbiano gettato le premesse per un assalto da Oriente, assalto che peraltro – nelle parole di Muscardini e Vento – si concretizza pressoché quotidianamente per il tramite di quella diaspora cinese che, di pari passo con l’ammissione di Pechino nel Wto nel fatale 2001, fa di ogni attività esercitata da cinesi espatriati un possibile veicolo di contagio della sicurezza e della prosperità economica altrui. La concretezza del pericolo, a fronte di quelle che sembrano esagerazioni più consone appunto a un thriller che alla vita quotidiana, è stata messa sotto gli occhi di tutti da un aneddoto e da alcuni dati raccontati da Muscardini: un imprenditore piacentino si è visto svuotare il conto in banca dopo aver portato a riparare il suo smartphone per una banale rottura del vetro dello schermo e a fronte dei pericolo di hackeraggio e infiltrazione telematica l’Italia ha impiegato i 750 milioni appositamente ricevuti dalla Ue per la cyberseecurity per creare un ufficio centrale a Roma con 7 persone e paghe da Quirinale (peraltro inferiori a quelle riconosciute ai collaboratori tecnici cui quell’ufficio affida in outsourcing i suoi compiti) mentre ha lasciato gli uffici locali della Polizia postale con organici ampiamente sottodimensionati rispetto alle necessità operative.

  • A Piacenza un convegno sul libro di Giovanni Cantoni “La Dottrina Sociale nella Chiesa”

    Sabato 28 settembre, nella Sala Corrado Sforza Fogliani del PalabancaEventi di Piacenza (Via Mazzini), dalle 11:00 alle 17:00, si svolgerà il Convegno “La Dottrina Sociale della Chiesa”, in occasione della pubblicazione del volume di Giovanni Cantoni Scritti di dottrina sociale (Ed. Cristianità), con prefazione di S.E. Mons. Michele Pennisi.

    All’evento parteciperanno Marco Invernizzi, Reggente nazionale di Alleanza Cattolica; S.E. mons. Michele Pennisi, arcivescovo emerito di Monreale; Anna Maria Tarantola, Presidente della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice; Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri; Mauro Ronco, Presidente del Centro Studi Rosario Livatino; Mariateresa Colleoni, Laura Boccenti, Gabriele Borgoni, Carmelo Leotta, Claudia Navarini, Massimo Polledri, Ferdinando Raffaele, Silvia Scaranari; Domenico Airoma,
    Procuratore della Repubblica di Avellino,Reggente Nazionale vicario di Alleanza Cattolica

    Alle 18.30 Santa Messa in Cattedrale celebrata da S.E. Mons. Adriano Cevolotto, Vescovo di Piacenza-Bobbio.

  • Un’estate con ‘Operazione pig’, il nuovo libro di Albert de Bonnet

    Un estate d’avventure con Operazione pig, il romanzo appena uscito di Albert de Bonnet, un’appassionante storia nella quale i personaggi, dalla Corsica a Bruxelles, dalla Cina alla Francia, affrontano la grave minaccia di un pericoloso laboratorio cinese.

    Operazione pig si può ordinare via internet o in libreria.

  • A Cristiana Muscardini una menzione speciale al Premio letterario ‘Terre di pianura’ con il racconto ‘Il cervo delle dune’

    Si è svolta a Ferrara, venerdì 24 maggio, nelle splendida cornice di Palazzo Naselli Crispi, la premiazione del concorso di narrativa “Storie di pianura“.

    Il concorso, che ha visto la partecipazione di numerosi scrittori di tutta Italia, ha avuto il patrocinio del Comune di Ferrara ed il contributo della fondazione ‘Ferrara Arte’ ed è stato promosso, come ogni anno, dall’Associazione Culturale ‘Scrittori ferraresi’ e dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara

    Nove gli autori selezionati tra gli ottantuno partecipanti.

  • L’industria della canzone, un manuale per comprendere la comunicazione musicale

    Come viene raccontata la musica pop? Come lavorano con e per la canzone la discografia, i promoter live, i media, i social network e le piattaforme? Come è cambiata la figura dell’artista? Queste e altre domande trovano risposta nel libro L’industria della canzone di Gianni Sibilla, direttore del Master in Comunicazione Musicale dell’Università Cattolica e giornalista di Rockol.it.

    Il volume aiuta a comprendere l’evoluzione della musica pop e delle sue figure professionali, dalle origini ai media digitali. Al centro dell’analisi, la canzone, uno dei più diffusi oggetti culturali della nostra era, uno dei più potenti strumenti per raccontare storie. Sebbene siano ovunque, dalle piattaforme più note ai social alle sigle di film e programmi tv o radio, tanto da dare per scontata la loro presenza nelle nostre vite, le canzoni sono invece un oggetto complesso. L’industria che le produce e le diffonde, dalla discografia ai live, dai media tradizionali a quelli digitali, è cresciuta in maniera esponenziale.

    Basandosi su ricerche, studi e osservazione sul campo, l’autore, con esempi che vanno dalla canzone italiana tradizionale al rap e alla trap, da Elvis Presley a Taylor Swift, dai concerti e dai videoclip al Festival di Sanremo, presenta uno studio sistematico che ricostruisce il ruolo narrativo, produttivo e simbolico della canzone e del suo rapporto con l’industria e i media, raccontando in maniera documentata e accessibile un settore in continua evoluzione.

  • Per 7 giovani arabi su 10 in Germania il Corano viene prima della legge

    Il Corano è più importante della legge tedesca secondo un sondaggio tra i giovani arabi pubblicato dalla ‘Bild Zeitung’ e rilanciato da Italia Oggi. I ragazzi che hanno partecipato al sondaggio, condotto dal Kriminologische Forschung Institut, l’Istituto di ricerca criminologica, nel Land della Bassa Sassonia, hanno in media 15 anni, frequentano dunque il ginnasio o una scuola professionale, conoscono la lingua, non sono profughi giunti da poco.

    “Quasi la metà dei ragazzi, il 45,8%, è convinta che uno Stato Islamico sia la miglior forma di governo – si legge su Italia Oggi – Il 35,3 ha comprensione per atti di violenza contro coloro che hanno offeso Allah o il profeta Maometto. Per il 31,3% è giustificata la reazione violenta contro il mondo occidentale che minaccia i musulmani. Il 67,8%, quasi i due terzi, ritiene che le regole dettate dal Corano siano più importanti delle leggi tedesche. Per il 51,5% solo l’Islam è in grado di risolvere i problemi del nostro tempo”.

    Christoph de Vries, cristianodemocratico, esperto per le questioni interne, ha dichiarato che “la ricerca dimostra che l’Islam ha lasciato tracce profonde nella nostra società. Gli adolescenti hanno queste convinzioni perché sono indottrinati. L’illusione del multiculturalismo si è dimostrata sbagliata. Bisogna accettare la realtà”.

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