pesca

  • L’UE e i Paesi vicini concordano i primi piani di gestione pluriennali congiunti nel Mediterraneo

    Per la prima volta, l’UE e i paesi vicini del Mediterraneo hanno deciso di istituire cinque piani di gestione pluriennali (MAPs) basati sui principi della politica comune della pesca (PCP). Questo è il risultato della 45a riunione annuale della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM).

    Grazie agli sforzi congiunti della Commissione, degli Stati membri e di tutti i paesi costieri, la CGPM ha adottato all’unanimità 21 ambiziose misure, 19 delle quali presentate dall’Unione europea, per la gestione e il controllo della pesca, l’acquacoltura e la protezione degli habitat vulnerabili nel Mediterraneo e nel Mar Nero. Inoltre l’UE sostiene l’attuazione di tutte le misure e la nuova strategia CGPM 2030 mediante una sovvenzione annuale di 8 milioni di euro

    I nuovi piani pluriennali riguarderanno le principali sottoregioni mediterranee: il Mare di Alboran nel Mar Mediterraneo occidentale, lo Stretto di Sicilia, il Mar Ionio e il Mare di Levante. I piani contribuiranno a intensificare gli sforzi per ridurre la pesca eccessiva e migliorare lo stato degli stock ittici nel bacino marittimo, oltre a rafforzare il quadro giuridico per lo sfruttamento sostenibile degli stock, al fine di garantire la redditività del settore della pesca e condizioni di parità per le flotte del Mediterraneo.

    L’UE, il Marocco e l’Algeria hanno poi concordato una tabella di marcia per l’istituzione della prima zona di restrizione della pesca condivisa (FRA), la quale contribuirà a sostenere le nuove misure del piano pluriennale di Alboran per la protezione degli stock di occhialone, che si trovano in uno stato critico.

    Al fine di garantire la corretta attuazione delle misure di gestione e il controllo delle attività di pesca, la CGPM ha adottato due programmi di ispezione internazionali congiunti nel Canale di Sicilia e nel Mar Ionio e ha deciso di vietare il trasbordo in mare quale strumento essenziale nella lotta contro le attività illegali, non dichiarate e non regolamentate (INN).

  • L’UE stanzia un fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, all’Italia 518 milioni di euro

    La Commissione ha adottato il programma del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA) per l’Italia per un totale di 987,2 milioni di € per i prossimi sei anni, di cui 518,2 milioni di € rappresentano contributi dell’UE.

    Circa la metà dei fondi sarà destinata alla pesca sostenibile, in particolare per aiutare l’Italia a porre fine alla pratica dei rigetti in mare dei pesci, a ridurre l’eccesso di capacità di alcune flotte e a migliorare il controllo della pesca e la raccolta dei dati. Oltre un terzo sarà investito nell’acquacoltura, nella trasformazione e nella commercializzazione sostenibili, mentre il resto sarà riservato all’economia blu sostenibile e al rafforzamento della governance internazionale degli oceani. Tra i settori chiave del programma vi è anche la digitalizzazione dei settori italiani della pesca, dell’acquacoltura e della trasformazione.

    L’obiettivo generale del programma FEAMPA è attuare la politica comune della pesca (PCP) e le priorità politiche dell’UE descritte nel Green Deal europeo.

  • La Commissione approva un regime italiano da 180 milioni di euro a sostegno delle imprese attive nei settori agricolo, forestale, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina

    La Commissione Europea ha approvato un regime italiano da 180 milioni di euro a sostegno delle imprese attive nei settori agricolo, forestale, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo di crisi degli aiuti di Stato, adottato dalla Commissione il 23 marzo 2022. In base al regime, l’aiuto consisterà in importi limitati di aiuto sotto forma di garanzie sui prestiti. Lo scopo del regime è sostenere il fabbisogno di liquidità del beneficiario e aiutarlo a superare le difficoltà economiche e finanziarie legate all’aumento dei costi energetici e di altri input dovuto all’attuale crisi geopolitica. La Commissione ha riscontrato che il regime italiano è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi. In particolare, l’aiuto (i) non supererà i 35.000 euro per beneficiario; e ii) sarà concesso entro il 31 dicembre 2022. La Commissione ha concluso che il regime è necessario, appropriato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro.

    Fonte: Commissione europea

  • Pesca in difficoltà: il caro gasolio brucia 200 milioni di euro

    Ha ripreso vigore in tutta Italia la protesta dei pescatori contro il caro gasolio. Gli operatori del comparto ittico non riescono più a rientrare dei costi della propria attività, essendo triplicati in pochi mesi. Dall’inizio del conflitto russo-ucraino a oggi sono andati in fumo circa 200 milioni di euro di fatturato, di conseguenza potrebbero scarseggiare sui mercati alcune specie di pesce. A stimare per la prima volta con l’agenzia Ansa gli effetti del caro gasolio sul settore ittico, è la Fedagripesca-Confcooperative su un fatturato in tempi di pace, ovvero al netto dell’impennata dei costi di carburante. E in molte famiglie è già scattato l’effetto scorta, come avvenuto per il lockdown e quindi chi può acquista e congela pesci, molluschi e crostacei per paura di non trovare prodotto ittico nazionale. Quanto ai prezzi in pescheria o al ristorante, rileva un monitoraggio dell’associazione, si registrano complessivamente da marzo a oggi aumenti fino al 30% per il consumatore finale e praticamente nulla in più per le tasche del pescatore. Secondo Fedagripesca potrebbero scarseggiare sui mercati i prodotti italiani di stagione come acciughe e sardine, ma anche nasello, pesce spada, sogliola e spigola.

    Una situazione tornata ad essere incandescente nelle ultime ore, dopo il fermo dei pescherecci nella prima settimana di marzo. La tensione nelle marinerie da Nord a Sud è altissima, molti pescatori hanno deciso di non uscire in mare e di protestare. Dopo Ancona, dove hanno manifestato oltre 200 lavoratori provenienti anche dall’Abruzzo, è stata poi la volta di Venezia con una trentina di pescherecci di Chioggia davanti alla capitaneria di porto, come anche a Bari dove le delegazioni di quasi tutte le marinerie pugliesi si sono date appuntamento davanti al porto e da una settimana 200 pescherecci del comparto marittimo di Manfredonia (Foggia) sono fermi. “Non ci resta nulla per vivere”, dicono. Al fianco dei pescatori i sindaci del Nord Barese: ‘Solleciteremo il Governo. Il rischio è di una crisi sociale”. Sul Tirreno, gli operatori di Fiumicino hanno optato per un fermo ad oltranza. Mentre tornando sull’Adriatico il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e l’assessore regionale Alessio Mammi, condannano le “minacce ai pescatori di Cesenatico” costretti, di fatto, a non uscire in mare “da parte di persone provenienti da altre marinerie” e sollecitano risposte rapide per erogare gli indennizzi previsti dal Governo.

    Sono in arrivo infatti 20 milioni di euro per sostenere le filiere della pesca e dell’acquacoltura colpite dalla crisi internazionale. Una misura molto attesa che necessita ora di tempestività nell’iter di attuazione per dare l’avvio alla presentazione delle domande da parte delle imprese. Un ulteriore spiraglio positivo potrebbe arrivare anche da Bruxelles con una sorta di intesa sul rimborso dei costi aggiuntivi sostenuti per l’acquisto del gasolio utilizzando risorse del Feampa, Fondo europeo per gli affari marittimi, pesca e acquacoltura; il ché produrrebbe un abbassamento dei costi, come se venisse fissato una sorta di tetto al prezzo. Secondo il Nise, l’ente di ricerca socio-economica nel settore ittico, considerata l’importanza del costo del carburante per le imprese pescherecce, si stima una perdita di profitto lordo nel 2022 di circa il 28% rispetto al 2019 e 2020. In termini di fatturato, l’incidenza del costo del gasolio sul valore della produzione sfiorerà quindi il 30%, con punte di quasi il 45% per i mestieri più energivori come lo strascico.

  • European Maritime Day 2022: Economia blu sostenibile per una ripresa verde

    Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, affari marittimi e pesca, co-organizza la Giornata Marittima Europea (European Maritime Day, EMD) il 19 e 20 maggio 2022 a Ravenna. Il tema principale dell’EMD, quest’anno, è il contributo dell’economia blu sostenibile alla ripresa verde.

    Incontri europei come questo rafforzano ulteriormente l’impegno europeo a cooperare e trovare soluzioni comuni. La mia ambizione è una visione dell’UE come leader mondiale nel guidare la sostenibilità degli oceani in linea con il Green Deal europeo. L’Oceano è probabilmente la risorsa più importante del nostro pianeta. Se non proteggiamo il nostro Oceano, non proteggiamo la nostra identità. Mi impegno a garantire un futuro sostenibile per le generazioni a venire“, ha affermato il Commissario Sinkevičius, inaugurando l’EMD.

    La Viceministra delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ha aggiunto che, per centrare gli obiettivi europei del Green Deal e continuare ad investire proficuamente le risorse del piano Next Generation EU, di cui l’Italia è il principale beneficiario, l’impegno comune e condiviso è quello di valorizzare e sviluppare la dimensione marittima dell’economia, in una visione unitaria e sovranazionale di adeguata pianificazione degli spazi marittimi e pieno rispetto della risorsa marina per una effettiva e consapevole transizione ecologica, che sia un motore di sviluppo e progresso economico.

    Questa edizione dell’EMD, che è l’occasione annuale per la comunità marittima di riunirsi per creare reti, discutere e definire un’azione congiunta sugli affari marittimi e l’economia blu sostenibile, è ricca di nuove importanti iniziative dell’UE, ed ha visto la partecipazione di più di 1550 addetti ai lavori.

    Il Commissario ha annunciato il lancio dell’Osservatorio sull’Economia Blu dell’UE, per aggregare conoscenza, dati e competenze scientifiche su questioni socioeconomiche legate agli oceani. Quest’osservatorio amplierà in modo significativo la reattività analitica e il coinvolgimento degli esperti del settore, fungendo da piattaforma collaborativa di divulgazione delle conoscenze per promuovere l’economia blu nell’UE.

    Sinkevičius ha anche menzionato il bando da 2,5 milioni di euro su “Le donne nell’economia blu” lanciato lo scorso 17 maggio: per la prima volta in assoluto, la DG MARE lancia un invito a presentare proposte per promuovere e aumentare la partecipazione delle donne all’economia blu.

    Il Commissario ha anche auspicato una spinta agli investimenti per la biodiversità, la pianificazione dello spazio marittimo e la decarbonizzazione dell’economia blu.

    I relatori della sessione di apertura dell’EMD hanno ulteriormente sottolineato l’importanza della leadership dell’UE per la conservazione degli oceani, la governance internazionale degli oceani e l’economia blu sostenibile.

    Le sessioni tematiche dell’EMD hanno posto l’accento sulle principali aree politiche e iniziative dell’UE, come la specializzazione smart, la pianificazione dello spazio marittimo, l’osservazione degli oceani e la nuova missione “Restore our Ocean and Waters by 2030“. I numerosi workshop paralleli delle parti interessate hanno rivelato l’interesse del pubblico per questioni come il Digital Twin of the Ocean, le competenze blu, la sicurezza marittima, i sistemi alimentari sostenibili e la politica di R&I marittima.

    L’altro elemento chiave dell’EMD, durante il secondo giorno dell’evento, è il forum della coalizione EU4Ocean, aperto dal Commissario Sinkevičius.

    L’obiettivo della coalizione EU4Ocean è promuovere l’ocean literacy in Europa mettendo assieme cittadini – in particolare i giovani – e organizzazioni attive nella sostenibilità degli oceani per condividere buone pratiche e sviluppare iniziative congiunte.

    Fonte: Commissione europea

  • Approvato dalla Commissione il regime italiano da 1,2 miliardi di euro a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina

    La Commissione ha approvato il regime quadro italiano da 1,2 miliardi di € a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato, adottato dalla Commissione il 23 marzo 2022, che si fonda sull’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), e riconosce che tutta l’economia dell’UE sta subendo un grave turbamento.

    L’Italia ha notificato alla Commissione un regime quadro da 1,2 miliardi di € a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina.

    Nell’ambito del regime i beneficiari ammissibili avranno diritto a ricevere aiuti di importo limitato in una delle seguenti forme: i) sovvenzioni dirette; ii) agevolazioni fiscali o di pagamento; iii) anticipi rimborsabili; e iv) riduzione o esenzione dal pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

    La misura sarà accessibile alle imprese di tutte le dimensioni attive nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura colpite dall’aumento dei prezzi dell’elettricità, dei mangimi e dei carburanti causato dall’attuale crisi geopolitica e dalle relative sanzioni.

    La Commissione ritiene che il regime italiano sia in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi. In particolare, gli aiuti i) non supereranno il massimale di 35 000 € per beneficiari attivi nella produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura e di 400 000 € per imprese operanti in tutti gli altri settori; e ii) saranno concessi entro il 31 dicembre 2022.

    La Commissione ha concluso che il regime italiano è necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

    Su queste basi la Commissione ha approvato la misura di aiuto in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Il 23 marzo 2022 la Commissione europea ha adottato un quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato per consentire agli Stati membri di avvalersi della flessibilità prevista dalle norme in materia al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina.

    Il quadro temporaneo di crisi prevede che gli Stati membri possano concedere i seguenti tipi di aiuti:

    • aiuti di importo limitato, in qualsiasi forma, fino a 35 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano nel settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura e fino a 400 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano negli altri settori;
    • sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati; e
    • aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell’energia.L’aiuto, che può essere concesso sotto qualsiasi forma, compenserà parzialmente le imprese, in particolare gli utenti a forte consumo di energia, per i costi aggiuntivi dovuti ad aumenti eccezionali dei prezzi del gas e dell’elettricità. L’aiuto complessivo per beneficiario non può superare il 30 % dei costi ammissibili, fino a un massimo di 2 milioni di € in un dato momento. Quando l’impresa subisce perdite di esercizio, possono essere necessari ulteriori aiuti per garantire il proseguimento di un’attività economica. Pertanto, per gli utenti a forte consumo di energia, le intensità di aiuto sono più elevate e gli Stati membri possono concedere aiuti superiori a tali massimali, fino a 25 milioni di €, e, per le imprese che operano in settori e sottosettori particolarmente colpiti, fino a 50 milioni di €.

    Le entità controllate dalla Russia che sono soggette a sanzioni saranno escluse dall’ambito di applicazione di tali misure.

    Il quadro temporaneo di crisi prevede pertanto una serie di garanzie:

    • metodologia proporzionale,che richiede l’esistenza di un nesso tra l’importo dell’aiuto che può essere concesso alle imprese e la portata della loro attività economica e dell’esposizione agli effetti economici della crisi;
    • condizioni di ammissibilità, ad esempio, mediante la definizione degli utenti ad alta intensità energetica come imprese per le quali l’acquisto dei prodotti energetici è pari ad almeno il 3 % del loro valore produttivo; e
    • requisiti di sostenibilità, quando concedono aiuti per ovviare ai costi aggiuntivi sostenuti a causa dei prezzi eccezionalmente elevati del gas e dell’energia elettrica, gli Stati membri sono invitati a considerare, in modo non discriminatorio, la fissazione di requisiti relativi alla protezione dell’ambiente o alla sicurezza dell’approvvigionamento.

    Il quadro temporaneo di crisi sarà operativo fino al 31 dicembre 2022. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato. Inoltre durante il periodo di applicazione la Commissione valuterà il contenuto e la portata del quadro alla luce degli sviluppi sui mercati dell’energia e sugli altri mercati dei fattori di produzione e della situazione economica generale.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione propone un secondo pacchetto di misure anticrisi a sostegno dei settori della pesca e dell’acquacoltura

    La Commissione ha proposto una modifica legislativa del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) 2014-2020 volta a consentire ulteriori misure anticrisi per sostenere i settori della pesca e dell’acquacoltura dell’UE nel contesto dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. La modifica integra il primo pacchetto di misure anticrisi adottato il 25 marzo nell’ambito del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA) e prevede un indennizzo finanziario per i costi aggiuntivi, il mancato guadagno e l’ammasso dei prodotti nonché l’arresto temporaneo delle attività di pesca se attualmente non sicure.

    L’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina ha aumentato i prezzi dell’energia e delle materie prime, generando costi d’esercizio aggiuntivi elevatissimi e comprimendo i margini di profitto nei settori della pesca, dell’acquacoltura e della trasformazione dei prodotti ittici. In determinate zone la guerra ha inoltre portato all’interruzione precauzionale delle attività di pesca. Una volta adottata la proposta odierna, gli Stati membri avranno la possibilità di concedere rapidamente un sostegno finanziario per compensare i costi aggiuntivi e le perdite economiche derivanti dalla crisi, disponendo in particolare:

    • l’indennizzo finanziario per l’arresto temporaneo delle attività di pesca qualora l’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina metta a rischio la sicurezza delle operazioni di pesca; questo indennizzo non è soggetto al massimale finanziario e alla durata massima previsti negli altri casi di arresto temporaneo;
    • l’indennizzo finanziario a favore delle organizzazioni di produttori che immagazzinano prodotti della pesca o dell’acquacoltura conformemente al meccanismo di ammasso di cui al regolamento (UE) n. 1379/2013 (organizzazione comune dei mercati);
    • l’indennizzo finanziario a favore degli operatori dei settori della pesca e dell’acquacoltura (compreso il settore della trasformazione) per il mancato guadagno e per i costi aggiuntivi sostenuti in conseguenza della perturbazione del mercato causata dall’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina e dei suoi effetti sulla catena di approvvigionamento dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

    La proposta inserisce questi sistemi di indennizzo nelle misure vigenti del FEAMP per agevolarne la rapida attuazione.

    Introduce inoltre meccanismi di flessibilità per agevolare la rapida attuazione delle nuove misure seguenti:

    • una procedura semplificata di modifica dei programmi operativi degli Stati membri per l’introduzione di tali misure, compresa la riassegnazione delle risorse finanziarie;
    • l’ammissibilità retroattiva delle spese per tali misure a decorrere dal 24 febbraio 2022;
    • la possibilità di riassegnare alle nuove misure connesse alla crisi gli importi fissi inizialmente riservati a determinate misure del FEAMP (ossia controllo ed esecuzione, raccolta dei dati).

    Trattandosi di una proposta legislativa, prima di poter entrare in vigore dovrà essere adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione approva il rinnovo di un regime italiano a sostegno delle imprese attive nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca, dell’acquacoltura e dei settori correlati

    La Commissione europea ha ritenuto che il rinnovo di un regime italiano a sostegno delle imprese attive nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca, dell’acquacoltura e di altri settori correlati, compreso un aumento di bilancio di 500 milioni di euro, sia in linea con il quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato. La Commissione aveva approvato il regime originario (SA.57947) il 15 luglio 2020.

    Nell’ambito del regime, l’aiuto assume la forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili, agevolazioni fiscali e di pagamento, riduzione o abolizione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, cancellazione dei debiti e altre agevolazioni di pagamento. Il sostegno pubblico continuerà inoltre a essere concesso sotto forma di sostegno ai costi fissi non coperti. Lo scopo del regime è far fronte al fabbisogno di liquidità delle imprese e aiutarle a proseguire le loro attività durante e dopo la pandemia.

    La Commissione ha constatato che il rinnovo del regime italiano è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo modificato il 18 novembre 2021. In particolare, per quanto riguarda il sostegno sotto forma di aiuti di importo limitato, il sostegno non supererà 290 000 euro per impresa operante nella produzione agricola primaria, 345 000 euro per impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 2,3 milioni di euro per impresa operante in altri settori. Per quanto riguarda il sostegno per i costi fissi non coperti, l’aiuto non supererà i 12 milioni di euro per beneficiario. Nell’ambito di entrambe le misure, l’aiuto sarà concesso entro il 30 giugno 2022.

    La Commissione ha pertanto concluso che il regime continua a essere necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. Su tale base la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’UE sugli aiuti di Stato.

    Fonte: Commissione europea

  • Bando: Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca

    Il Bando europeo FEAMP – Interventi nel settore della pesca e dell’acquacoltura cofinanziati dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca – ha lo scopo di sostenere i beneficiari che promuovono e incentivano la competitività del settore ittico, volta alla ricerca di nuovi mercati e di promuovere prodotti di qualità.

    Obiettivi: la Misura mira ad accrescere la competitività dei settori pesca e acquacoltura in linea con l’obiettivo tematico di migliorare la competitività delle PMI previsto tra gli obiettivi tematici del Quadro Strategico Comune per la programmazione 2014/2020. Gli interventi sono volti a promuovere la qualità e il valore aggiunto delle produzioni ittiche, attraverso la tracciabilità, la certificazione, la commercializzazione e le campagne di comunicazione e promozione dei settori di pesca e acquacoltura.

    Azioni: Creare organizzazioni di produttori, associazioni di organizzazioni di produttori o organizzazioni riconosciute a norma del capo II, sezione II, del Reg. (UE) n. 1379/2013.

    Trovare nuovi mercati e migliorare le condizioni per l’immissione sul mercato dei prodotti alieutici e acquicoli.

    Promuovere la qualità e il valore aggiunto.

    Contribuire alla trasparenza della produzione e dei mercati e svolgere indagini di mercato e studi sulla dipendenza dell’Unione dalle importazioni.

    Contribuire alla tracciabilità dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura e, se del caso, allo sviluppo di un marchio dell’Unione di qualità ecologica (ecolabel) per i prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

    Redigere contratti tipo per le PMI compatibili con il diritto dell’Unione.

    Realizzare campagne di comunicazione e promozione regionali, nazionali o transnazionali per sensibilizzare il pubblico sui prodotti della pesca e dell’acquacoltura sostenibili.

    Scadenza: 06/04/2021

    Fonte: Commissione europea

  • Troppi scrupoli legatari in materia di affari tra Ue e Marocco

    All’inizio di gennaio, la Commissione europea ha proposto di avviare negoziati con il Regno del Marocco su un nuovo protocollo di pesca con l’Ue.

    L’attuale accordo, che scade il 14 luglio 2018, autorizza le navi europee a pescare al largo della costa del Marocco in cambio di una compensazione finanziaria. Il generale difensore dell’Unione europea Melchior Wathelet ha però consigliato alla Corte di giustizia dell’UE (CJEU) di invalidare il protocollo in vigore, sostenendo che esso si applica alle rive del Sahara occidentale, un’area “occupata illegalmente». Un’eventuale adozione da parte del tribunale del punto di vista di Wathelet avrebbe implicazioni di ampia portata non solo per le future relazioni Ue-Marocco, ma per l’intera politica esterna dell’Ue.

    Il caso riguarda una domanda presentata da un tribunale britannico alla Corte di giustizia europea a seguito di una denuncia da parte della Western Sahara Campaign UK, un gruppo di pressione sostenuto da Polisario. Qualunque sia la legittimità che possiamo attribuire all’amministrazione marocchina nel Sahara occidentale (noto anche come province meridionali), le Nazioni Unite considerano la regione un “territorio non autonomo» e nel 2002, un consulente legale dell’ONU ha persino riconosciuto la possibilità per il Marocco di sfruttare le risorse naturali del Sahara occidentale come “potere amministrativo” a determinate condizioni. Appare dunque più che dubbio che la Corte di giustizia dell’Unione europea possa sostituire il Consiglio di sicurezza dell’ONU ridefinendo una situazione molto complessa, specialmente quando anche le posizioni delle capitali europee su questo decennio il conflitto rimane inafferrabile. L’avvocato generale Wathelet sembra porre soprattutto i diritti umani, in particolare il diritto dei popoli all’autodeterminazione, tuttavia, se il rispetto dei diritti umani fosse una condizione sine qua non affinché l’UE potesse concludere un accordo internazionale, la leva politica dell’Unione per diffondere i diritti fondamentali nei paesi terzi sarebbe paradossalmente indebolita. Ciò non solo ostacolerebbe i futuri negoziati su un nuovo accordo di pesca con il Marocco, ma anche qualsiasi accordo di cooperazione o di partenariato con paesi come la Turchia e l’Armenia. Seguendo la logica del difensore generale, si potrebbe quindi privare l’UE di qualsiasi potere di manovra nelle sue relazioni estere compromettendo al contempo le sue priorità di politica esterna, come la politica europea di vicinato o l’accordo di Cotonou, il cui principio fondamentale è quello di rafforzare la democrazia e garantire il rispetto delle diritti nei paesi partner dell’Ue.

    Inoltre, dal 1960, l’UE e il Marocco hanno sviluppato un partenariato strategico in una vasta gamma di settori, come la lotta contro il terrorismo e le migrazioni. La condivisione dell’intelligence tra le due parti ha permesso all’Ue di fermare molti attacchi terroristici, contribuendo notevolmente alla sicurezza dell’Unione. Le due parti stanno anche lavorando a stretto contatto per contrastare l’immigrazione illegale dall’Africa, che è stata etichettata come “la più grande sfida dell’Europa”.

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