sport

  • L’agricoltura km 0 made in Italy sbarca negli stadi della Lega Pro

    I contadini italiani si esibiranno negli stadi per promuovere conoscenza e consumo del cibo Made in Italy. Coldiretti e Lega Pro hanno siglato un accordo per la valorizzazione fra tifosi e calciatori delle migliori produzioni agroalimentari del territorio a chilometri zero che vedrà impegnati oltre 11mila tra fattorie, mercati e agriturismi di Campagna Amica.

    L’accordo prevede presenze negli stadi, in occasione delle partite organizzate dalla Lega Pro, con oasi del gusto degli agricoltori di Coldiretti, partecipazione degli agrichef di Campagna Amica con i propri prodotti durante eventi o manifestazioni, coinvolgimento della Lega Pro in percorsi di approfondimento sui temi della legalità e nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” nelle scuole italiane con la partecipazione a iniziative su tutto il territorio nazionale.

    Oltre a coinvolgere alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia con lezioni nelle aziende agricole e in classe la rete didattica di “Educazione alla Campagna Amica” si estende agli stadi con l’obiettivo di formare consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per fermare il consumo del cibo spazzatura e valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e il legame fra i prodotti dell’agricoltura ai cibi consumati ogni giorno. La dieta mediterranea è stata dichiarata la migliore dieta al mondo nel 2019 sulla base del best diet ranking 2019 elaborato dal media statunitense U.S. News & World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori.

    La dieta mediterranea ha vinto la sfida tra 41 diverse alternative grazie agli effetti positivi sulla longevità e ai benefici per la salute. La dieta mediterranea ha consentito all’Italia di conquistare una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale con 80,8 anni per gli uomini e 85, per le donne. Si tratta della conferma della bontà di un regime alimentare che rispecchia il valore e la grande varietà enogastronomica italiana.

  • Al via il 2° Vertical Madesimo – Lago d’Emet – Memorial Silvio Gianera

    Torna domenica 21 luglio, per il secondo anno consecutivo, la gara di corsa in montagna sul sentiero più frequentato di Madesimo. Una gara impegnativa ma non impossibile ed accessibile a tutti, con 504 mt di dislivello e lunga 2,5 km; la partenza è prevista dal fondovalle alle ore 10:30 l’arrivo invece sarà al rifugio del Lago d’Emet dedicato a Giovanni Bertacchi.

    La gara è cronometrata ma non è competitiva e vuole essere un appuntamento non solo per gli amanti della corsa ma anche, e soprattutto, per tutti coloro che desiderano divertirsi praticando sport, circondati dalle meraviglie naturali che Madesimo offre.

    Grazie ai numerosi sponsor che quest’anno hanno creduto in questa gara, la Scuola di Sci e Snowboard di Madesimo, salumificio Panzeri, A2A, Azienda agricola Marsetti, Airoldi Metalli, Viemme e Creval, per i partecipanti è previsto un ricco pacco gara; in palio anche moltissimi premi che i soci del Consorzio Turistico di Mdesimo hanno messo in palio oltre alla pregiata scaglia di pietra ollare incisa che sarà data ai primi 3 di ogni categoria.  In occasione della Vertical Madesimo – Lago d’Emet è previsto anche un incontro sabato 20 luglio alle ore 20:45 presso il Rifugio Bertacchi dove la dietista e campionessa italiana di Orienteering Irene Pozzebon insieme all’ultrarunner e preparatore atletico Omar Mohamed Ali, parleranno di nutrizione e preparazione fisica nell’outdoor; la serata è gratuita.

    Iscrizioni presso l’ufficio turistico di Madesimo (Via alle Scuole 12) oppure online al: http://madesimo.eu/events/2-vertical-madesimo-lago-demet/. Sarà possibile iscriversi anche il giorno della gara direttamente alla partenza.

    Fonte: Comunicato stampa del Consorzio Turistico di Madesimo

  • Le Olimpiadi invernali 2026 tra Milano e Cortina porteranno benefici per 2,3-3 miliardi all’Italia

    Per le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali 2026 (6-22 febbraio e 6-15 marzo) a Milano e Cortina, uno studio dell’Università La Sapienza stima costi per 1,3 miliardi di euro (400 milioni a carico del Cio) e ricadute economiche positive sul Pil per 2,3 miliardi (la Bocconi più ottimista ipotizza 3 miliardi).

    I Giochi saranno spalmati su quattro ‘cluster’ fra Lombardia, Veneto e le province di Trento e Bolzano: Milano, Valtellina, Cortina e Val di Fiemme. La cerimonia di apertura davanti agli 80 mila spettatori di San Siro sarebbe la più partecipata nella storia dei Giochi invernali insieme a Pechino 2022. Quella di chiusura invece andrà in scena nel suggestivo scenario dell’Arena di Verona, sito patrimonio dell’Unesco. Il 93% delle 14 sedi di gara è già esistente (10, di cui 4 saranno ristrutturate) o temporanea (3), solo una andrà costruita da zero (da investitori privati): è il PalaItalia Santa Giulia (15mila spettatori) per l’hockey, destinato dopo i Giochi a diventare spazio polifunzionale. Affiancato dall’Arena Hockey Milano, impianto chiuso nel 2010 che verrà ristrutturata con 7mila posti. Le gare di pattinaggio di figura e Short Track si terranno al Forum Mediolanum. In Valtellina le medaglie dello sci alpino maschile saranno assegnate sulla pista Stelvio di Bormio, una delle più spettacolari al mondo, con un impianto di illuminazione che consente di gareggiare in notturna.

    Lo sci alpino femminile vedrà le gare ospitate da Cortina, sulla Tofane. La Perla delle Dolomiti sarà anche sede del curling allo Stadio Olimpico (ristrutturato con le tribune in legno originali), di bob, slittino e skeleton allo Sliding Centre E. Monti. Per il biathlon c’è la Sudtirol Arena di Anterselva. Snowboard e feestyle in scena in tre sedi a Livigno (Carosello 3000, Sitas-Tagliede, Mottolino). In Val di Fiemme il pattinaggio di velocità sarà protagonista sulla pista di Piné, per cui c’è un progetto per la copertura completa che ne farà la struttura più alta d’Europa (1.030 metri sul mare). A Tesero è destinato lo sci di fondo. Per il salto con gli sci ci sono i trampolini di Predazzo, con una cornice spettacolare. Le Medal Plazas verrebbero allestite in piazza Duomo a Milano e a Cortina. Atleti e tecnici alloggeranno in 6 villaggi olimpici, in media a 20 minuti dalle sedi di gara (5.670 posti letto): uno a Milano (da costruire allo scalo dismesso di Porta Romana), due temporanei a Cortina e Livigno, e tre in hotel già esistenti. Adiacente al villaggio di Cortina, il Mountain Media Centre, a cui si aggiunge il Media Centre milanese della Fiera di Rho-Pero.

    I Giochi 2026 puntano anche alla sostenibilità ambientale, con l’impegno a riciclare il 100% dei rifiuti urbani e l’80% degli imballaggi, il divieto di incarti e confezioni monouso per cibi e bevande nonché con la scelta di materiali per il mantenimento del ghiaccio con meno ammoniaca, e l’utilizzo di pannelli solari per l’alimentazione degli impianti per la neve artificiale.

  • Decathlon under fire for introducing and then withdrawing Islamic sports attire plans for French market

    French sporting goods retailer Decathlon has controversially decided to withdraw plans to launch a line of clothing with an Islamic veil for Muslim sportswomen after the products’ marketing sparked a major controversy among French politicians.

    The company said on February 26 that it made “a conscious decision” to no longer advertise the product in France. The decision came after the company sparked an earlier row by launching a special hijab, or headscarf, for Muslim women joggers, which reignited the debate over the personal freedoms for observant Muslim women and France’s strict laws that guard the country’s mandated secularism.

    The move from Decathlon, which can be seen as a business decision, raises the question of what happens when the religious freedom of the individual comes head to head with backlash from certain political quarters. According to Decathlon, the launch and Islamic sports garment in France followed a request by the company’s female customers in Morocco, where the product is already being sold.

    The modified sports veil gives female runners “extra comfort and breathability” whilst still “covering their neck and heads” in accordance with certain Islamic laws governing the covering of a woman’s head.

    Intolerance in politics

    Leading French politicians, however, have lined up to criticise the move, including Health Minister Agnès Buzyn, who told French radio that he “would have preferred that a French brand not promote the veil”. Buzyn’s comments were supported by Nicolas Dupont-Aignan, founder of France’s Eurosceptic nationalist party Debout La France also criticised Decathlon and even asked French shoppers to stop buying the company’s products.

    “I’ve got two daughters who don’t want to live in a country where a woman’s place in society regresses in the same way as it has in Saudi Arabia,” Dupont-Aignan tweeted, adding, “I’m calling for a boycott of the Decathlon brand for promoting this type of clothing”.

    France’s former justice minister, François Bayrou, also joined the chorus of those who called Decathlon’s move ‘provocative’ and suggested that the introduction of a sports hijab was unnecessary. “Muslim women who want to exercise put a knit cap on”, Bayrou said.

    One of the few public figures coming to Decathlon’s defence has been Angélique Thibault, the head Decathlon’s Kalenji jogging range, who said she was inspired to design the piece in the hope that “every woman can run in every district, in every city, in every country, regardless of her sporting level, her state of fitness, her shape, and her budget. And regardless of her culture”.

    The controversy over the status of Islamic cultural norms in France is only the latest in a series of political rows that have centred around the dress code of Muslim women in a country with nearly 10 million Muslims, roughly 6.6% of the population.

    The conservative government of former President Nicolas Sarkozy banned full-face coverings in France in 2010 and was accused by rights groups of stigmatising Muslim women.

    That original ban was followed six years later when scores of mayors in French coastal towns issued beach bans on “burkinis” – full-body swimsuits worn by some Muslim women.

    The bans were swiftly ruled illegal by France’s highest administrative court, but the controversy surrounding the appearance of Islamic beachwear sparked an intense political debate about the French principle of laïcité – secularism built on the strict separation of church and state.

  • Olimpiadi 2026: sempre più Lombardia e Milano e meno Cortina

    Considero l’opportunità di organizzare e svolgere le Olimpiadi Invernali nel 2026, o una parte di esse, a Cortina d’Ampezzo come un’ottima opportunità per ridare non solo smalto ma proprio linfa economica alla località ampezzana come al territorio cadorino bellunese.

    Il traguardo dello svolgimento dei giochi  olimpici potrebbe infatti rappresentare l’occasione  per ricreare un centro sportivo ed agonistico del bob italiano che con una “modica” spesa di 30 milioni per l’aggiornamento della pista di bob già esistente (a Cesana ne costò 115 per Torino 2006) ne rappresenterebbe un classico esempio (https://www.ilpattosociale.it/2018/09/24/olimpiadi-cortina-2026-i-tre-fattori-del-successo/). Anche in considerazione del fatto che gli atleti della nazionale di bob adesso si vedono costretti a lunghi spostamenti verso la Germania per le proprie sessioni di allenamento.

    Recentemente avevo espresso dei forti dubbi in merito alla scelta di far disputare la discesa libera e supergigante lungo la  bellissima e molto tecnica pista Stelvio di Bormio lasciando i soli gigante e speciale sulle piste della Conca ampezzana. Allora avanzai delle fortissime perplessità relative  alla capacità politica strategica ma soprattutto negoziale della Regione Veneto, come del comitato promotore, i quali stavano perdendo di vista l’obiettivo principale. Quello, va ricordato, di offrire un’opportunità per il rilancio d’immagine, comunicazione e quindi anche economico  alla località di Cortina d’Ampezzo: un obiettivo che assume una doppia valenza anche in considerazione dei disastri di poco più di un mese fa che hanno flagellato il Cadore e l’interno bellunese.

    Questo tipo di impostazione e soprattutto di sbilanciamento e considerazione a favore di Milano rispetto a Cortina d’Ampezzo è stato successivamente confermato dalla scelta del logo nel quale la località ampezzana viene rappresentata semplicemente da una scia sulla neve mentre dal logo  stesso emergono evidenti le guglie del Duomo di Milano.

    Ora emerge invece un’altra preoccupante problematica relativa allo svolgimento delle gare di sci alpino. Già nella trattativa con Milano la regione Veneto aveva tradito, per lo svolgimento delle gare di fondo, il sostegno alla candidatura della località di Asiago che storicamente rappresenta la patria del fondo, senza ottenere peraltro nessun tipo di concessione a fronte della propria rinuncia.

    A tale azzeramento delle giuste e condivisibili ambizioni ed aspirazioni della località asiaghese, per il quale ripeto la Regione Veneto non ha ottenuto in cambio assolutamente nulla, ora si giunge ad un altro inquietante scenario che dimostrerebbe ancora una volta l’incapacità della Regione Veneto come del comitato promotore di Cortina 2026 rispetto alla stessa regione Lombardia e Milano che rappresenterebbero gli unici e soli gestori  delle Olimpiadi stesse.

    Sembrerebbe confermato infatti in ambito della Fis (federazione internazionale di sci alpino) che a causa di una norma che tenderebbe a disincentivare la migrazione dei Giochi Olimpici tra una località ed un’altra non solo la discesa libera e il supergigante verrebbero svolti sulla pista Stelvio di Bormio ma tutte le gare di sci alpino maschile. Viceversa a Cortina d’Ampezzo verrebbero svolte le gare olimpiche del solo sci alpino  femminile.

    Se venisse confermata, come sembra, tale impostazione risulterebbe evidente l’assoluta incapacità negoziale nella gestione di una trattativa politica della Regione Veneto come del comitato promotore di Cortina 2026. Inoltre aprirebbe anche uno scenario economico di maggiore difficoltà nel reperimento degli sponsor privati necessari  anche alla semplice gestione delle manifestazioni olimpiche ora limitate alle sole gare femminili. Risorse economiche private che dovrebbero sopperire alla totale assenza e disinteresse del governo in carica  per le Olimpiadi del 2026 il quale non perde occasione per confermare la propria assoluta indisponibilità anche ad una minima copertura con risorse statali.

    In altre parole, Cortina d’Ampezzo verrebbe relegata ad un ruolo assolutamente marginale e comprimario all’interno dello svolgimento dei  sempre meravigliosi giochi olimpici del 2026.

    Quindi, come ampiamente anticipato dal sindaco di Milano, viene confermato il ruolo centrale e a questo punto preminente della città meneghina come anche della regione Lombardia la quale ha ottenuto anche le gare di snowboard a Livigno anche o soprattutto a causa del risibile spessore manageriale espresso dalla Regione Veneto come dal comitato Cortina 2026. Credo, anzi sono convinto, che tutta l’operazione miri a marginalizzare la posizione di Cortina d’Ampezzo e di conseguenza a rendere minimi se non addirittura nulli  tutti i vantaggi economici, logistici , comunicativi e strategici per l’intera conca capezzana ed a maggior ragione per il Cadore e la provincia di Belluno che molto hanno sofferto nell’ultimo periodo e per le quali le Olimpiadi potevano diventare un’opportunità importante di rilancio.

    Alla luce di tale evoluzione in ambito negoziale, Cortina d’Ampezzo viene utilizzata come elemento caratterizzante l’olimpiade stessa quando invece i veri interessi economici strategici stanno andando in altre zone di competenza del sindaco di Milano e della Regione Lombardia, a cominciare da Bormio come da tutta la Valtellina (località e valli stupende comunque).

    L’organizzazione di questo importante evento mondiale dovrebbe rappresentare l’occasione per porre in campo, anche sotto il profilo delle risorse umane, le migliori capacità professionali delle quali evidentemente il Veneto, considerati i risultati, non dispone.

    L’inconsistenza negoziale della pattuglia veneta nelle elaborazioni delle complesse decisioni strategiche ed operative che sottendono la scelta delle diverse località montane dove si svolgeranno le competizioni olimpiche risulta imbarazzante ed addirittura offensiva in considerazione del patrimonio mondiale che le Dolomiti nella loro interezza rappresentano.

  • Una giornata di sport con Fondazione Sacra Famiglia

    Sabato 8 settembre Fondazione Sacra Famiglia Onlus ospita tre eventi sportivi nella sua sede di Cesano Boscone (piazza Mons. L. Moneta, 1). L’Associazione GioCare, in collaborazione con l’Associazione Amici di Sacra Famiglia, ha organizzato una giornata di sport per passare insieme un sabato all’insegna del movimento.    Gli amanti del calcio potranno assistere alla sesta edizione del Torneo dedicato alla Categoria Pulcini 2009 che inizierà alle 15.00 con la presentazione delle attività di ASD GioCare organizzate per l’anno 2018/2019. Le quattro squadre in gioco – O.S.G Abbiategrasso, Pol. Or. Cesano Boscone, C.G. Bresso e C.S. Romano Banco – si sfideranno presso il campo di calcio dell’Istituto dove a fare il tifo ci saranno anche ex campioni di Inter e Milan.

    Per chi invece preferisse la corsa e volesse cimentarsi nella gara valida come settima prova del “Club del Miglio 2018” l’appuntamento è alle 14.00. La sfida, aperta anche ai tesserati Enti di Promozione e FIDAL, coinvolgerà diverse categorie, dagli esordienti di 6 anni agli over 80, lungo un percorso di oltre 1500 metri.

    Per iscriversi è necessario inviare una e-mail a mcavallo@sacrafamiglia.org indicando dati anagrafici, società di appartenenza, categoria e tempo presunto. La quota d’iscrizione è di 5 euro.

    Sempre alle 14.00, la sfilata di auto d’epoca organizzata da Milano Epocar rappresenta un’occasione unica per permettere anche ai più giovani di conoscere, apprezzare e valorizzare l’affascinante storia della meccanica automobilistica italiana d’eccellenza, famosa in tutto il mondo.

    “Siamo contenti di essere riusciti ad organizzare un’intera giornata dedicata allo sport e al divertimento – commenta Michele Restelli, presidente di ASD GioCare e direttore della Direzione dei Servizi Anziani e Disabili di Sacra Famiglia. – Lo sport è uno strumento per avvicinarsi alla fragilità senza timore. Con lo sport si scopre che è possibile competere, gareggiare e divertirsi anche con le persone fragili, scoprendo la bellezza di dedicarsi agli altri. Sacra Famiglia è un luogo pieno di sorprese e questa è un’occasione per conoscerla.”

    L’Associazione Sportiva Dilettantistica GioCare, fondata da Sacra Famiglia nel 2015, ha come obiettivo promuovere la pratica sportiva a favore di ospiti, dipendenti, famigliari e volontari. Lo sport è vissuto da tutti gli atleti di GioCare come uno strumento di benessere psicofisico, di incremento delle capacità dei singoli e, soprattutto, come occasione di integrazione.

  • L’Unione Europea al Giro d’Italia 2018

    Quest’anno il Giro d’Italia si tinge d’Europa. La Rappresentanza in Italia della Commissione europea parteciperà all’edizione 2018 del Giro, per valorizzare l’Europa presente sui nostri territori e le azioni UE nel campo dello sport, della salute, dell’ambiente e della mobilità sostenibile.

    Lungo le tappe italiane del Giro, che si snoderanno dall’8 al 27 maggio su tutta la penisola, sono infatti localizzate decine di siti naturali o artistici restaurati, valorizzati o ricostruiti dall’UE in Italia: dalla Reggia di Venaria Reale alla Multimedia Valley di Giffoni, dal Parco archeologico di Pompei al museo delle ceramiche di Faenza, dalla basilica di San Benedetto a Norcia alle trincee della grande guerra in Friuli Venezia Giulia. Ogni giorno la Commissione europea metterà in evidenza questi ed altri siti, senza dimenticare i progetti di ricerca e innovazione, i prodotti DOP italiani, il sostegno alle piccole e medie imprese italiane.

    Inoltre, in tutto il percorso italiano del Giro, un camper con i colori della bandiera UE si unirà al “serpentone” della carovana, per informare e sensibilizzare i cittadini e gli appassionati di sport sulle politiche europee dedicate all’ambiente, allo sport, alla salute, alla mobilità sostenibile e alla sicurezza alimentare.

    Per il Commissario europeo Tibor Navracsics, responsabile per la cultura, lo sport, l’istruzione e la gioventù “il Giro d’Italia è una splendida occasione per riscoprire e valorizzare centinaia di siti del patrimonio culturale italiano che sono stati ristrutturati o ricostruiti grazie al sostegno dell’UE. Mettere insieme lo sport e la cultura è un’occasione unica per sottolineare il potere di entrambi di riunire le persone e costruire un’identità europea più forte – pienamente nello spirito dell’Anno europeo del patrimonio culturale che celebriamo nel 2018”.

    L’iniziativa coinvolge attivamente la rete Europe Direct e altri centri di informazione operanti in Italia.

    Per scoprire perché l’Unione partecipa al giro basta cliccare sul link https://ec.europa.eu/italy/events/uealgiro_it, dove sarà anche possibile seguire le tappe del Giro e le informazioni sui progetti europei.

    Fonte: Comunicato Commissione europea

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