Studenti

  • Coronavirus e mobilità Erasmus+: è possibile chiedere l’applicazione del principio di “causa di forza maggiore”

    La Commissione europea informa che per le mobilità degli alunni, degli studenti e dello staff che operano negli ambiti dell’istruzione scolastica, dell’istruzione superiore e dell’educazione degli adulti nell’ambito del programma Erasmus+ potrà applicarsi il principio di “causa di forza maggiore”.

    Il modello della convenzione di sovvenzione tra le Agenzie nazionali e i beneficiari, la guida al programma e altri documenti contrattuali prevedono la possibilità di cancellare, sospendere o posporre le attività appellandosi alla causa di forza maggiore. E’ quindi possibile richiedere all’Agenzia Nazionale di applicare tale clausola, relativamente alle attività e ai costi per tutte quelle mobilità che vengano annullate in ragione della situazione di emergenza e dei provvedimenti delle competenti autorità.

    Gli istituti e le organizzazioni interessati sono invitate a rivedere la pianificazione e la calendarizzazione delle attività, posticipando le mobilità – anche in entrata – in accordo con i partner di progetto e nell’ambito delle rispettive relazioni bilaterali. Le indicazioni recepiscono quanto disposto dai riferimenti normativi nazionali e dalle note della Commissione europea: Nota della Commissione europea del 25 febbraio 2020 “Coronavirus – exceptional measures with regard to Erasmus+ and European Solidarity Corps projects”

  • Studenti italiani tra i più asini del pianeta. E non è solo colpa dei pochi investimenti nella scuola

    Il 3 dicembre l’Ocse ha presentato a Parigi il Rapporto Ocse-Pisa 2018, mentre l’Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema di Istruzione (Invalsi) ha fatto lo stesso per gli esiti italiani dell’indagine. Al Pisa, “Programme for International Students Assessment”, hanno partecipato 79 Paesi (i 37 Paesi dell’Ocse e altri Paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America latina) e la valutazione delle conoscenze e competenze-chiave relative a lettura, matematica, scienze e alla cosiddetta “competenza globale” hanno attestato che gli studenti italiani si collocano 11 punti sotto la media Ocse per la Lettura (a 476 punti), 2 punti sotto per la Matematica (a 487 punti) e 21 punti sotto per le Scienze (a 489 punti). I 15enni italiani, oggetto della valutazione, si collocano al 20esimo posto su 28 tra gli studenti dei Paesi Ue quanto a formazione acquisita sui banchi di scuola.

    Peraltro vi sono differenze significative tra Nord (messo meglio) e Sud: gli studenti delle aree del Nord ottengono in Lettura i risultati migliori (Nord Ovest 498 e Nord Est 501, sopra la media Ocse), mentre i loro coetanei delle aree del Sud sono quelli che presentano le maggiori difficoltà (Sud 453 e Sud Isole 439). I quindicenni del Centro conseguono un punteggio medio di 484.

    Il facile alibi che sia ridotta la spesa pubblica destinata all’istruzione non regge. La spesa per istruzione è effettivamente in calo (nel 2016 è stata pari al 3,8% del Pil, nel 2009 era pari al 4,6%, nel Dopoguerra era al 9%). Ma il raffronto con altri Paesi europei smaschera questo alibi. Spagna, Estonia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lettonia, Irlanda e Lituania spendono anche meno dell’Italia per gli alunni dai 6 ai 15 anni. Eppure i loro studenti hanno performance migliori di quelli italiani.

    La comparazione con le 6 rilevazioni triennali precedenti, a partire dal 2000, mostra una sostanziale continuità nella Lettura, mentre in Matematica si è registrato un miglioramento tra il 2006 e il 2009, ma poi si è fermato là. In Scienze il peggioramento è netto: da 475 del 2000 a 468 del 2018.

  • L’UE investirà 3,3 miliardi di euro nel programma per studenti Erasmus +

    In molti la considerano l’iniziativa europea più riuscita tant’è che ogni anno sempre più giovani vi partecipano. Stiamo parlando dei Progetti Ersamus ed Erasmus+, il primo riservato agli studenti universitari, l’altro a giovani laureati o appena inseritisi nel mondo del lavoro che intendono cimentarsi in un percorso professionale all’estero. Ed il 5 novembre la Commissione europea ha pubblicato l’invito a presentare proposte per il programma Erasmus + del 2020.

    Il budget previsto di oltre 3 miliardi di euro, per l’ultimo anno dell’attuale programma dell’UE, è stato aumentato del 12% rispetto al budget del 2019. Negli ultimi due anni, oltre 15.000 scuole hanno visto scambi si studenti e insegnanti nell’ambito del programma ed il prossimo anno altre 9.000 scuole avranno l’opportunità di prenderne parte. Inoltre, l’invito di quest’anno offre opportunità di sostegno agli scambi di studenti e personale africano, con l’obiettivo di supportare 35.000 persone entro il prossimo anno, una proposta che fa parte delle iniziative afferenti l’Alleanza Africa-Europa per investimenti sostenibili e posti di lavoro.

  • La sezione italiana dell’Associazione europea degli insegnanti bandisce il concorso ‘Ambasciatori d’Europa 2020’ per gli studenti della scuola primaria e secondaria

    Riceviamo dal Prof. Enzo Percesepe, membro dell’AEDE – Associazione Europea degli Insegnanti- e pubblichiamo il seguente bando di concorso.

    L’ASSOCIATION EUROPEENNE DES ENSEIGNANTS – SEZIONE ITALIANA

    BANDISCE IL CONCORSO  “ Prof. Giuseppe TRAMAROLLO”

    AMBASCIATORI D’EUROPA 2020

    Al concorso possono partecipare gli studenti della scuola primaria (5° anno) e della scuola secondaria di primo e secondo grado.

    Tema del concorso

    L’Europa ieri e oggi: Dall’Olocausto alla Carta dei diritti dell’Ue: gli eventi, le immagini, i personaggi che hanno scandito la storia, dalle leggi razziali al processo di integrazione europea

     Agli studenti della scuola primaria (5° anno) e secondaria di primo grado, viene chiesto di sviluppare il tema del concorso mediante la realizzazione di un prodotto grafico, multimediale o, comunque, espressivo. Si indica come  esempio una raccolta di disegni, foto, un sito web, una recita teatrale, un saggio in prosa o in versi, un brano musicale, un filmato (spot, cortometraggio, videoclip) e tutto ciò che possa essere considerato una forma espressiva.
    I lavori dovranno essere accompagnati da una sintetica relazione scritta con motivazione e descrizione del lavoro svolto. Dovrà essere, altresì allegato un breve curriculum dello studente (Corso di studi, votazioni riportate, interesse per le lingue, impegno su tematiche riguardanti il processo di integrazione europea). Il Lavoro deve pervenire firmato dall’interessato e dal docente che ha curato la preparazione del partecipante. E’ necessaria una lettera di accompagnamento con  il timbro della scuola e la firma del Dirigente scolastico.

    Agli studenti della scuola secondaria di secondo grado, viene chiesto di sviluppare l’argomento del concorso mediante la realizzazione di un tema o di una tesina. Il Lavoro deve pervenire dattiloscritto, firmato dall’interessato e dal docente che ha curato la preparazione del partecipante. Dovrà essere, altresì allegato un breve curriculum dello studente (Corso di studi, votazioni riportate, interesse per le lingue, impegno su tematiche riguardanti il processo di integrazione europea). E’ necessaria una lettera di accompagnamento con  il timbro della scuola e la firma del Dirigente scolastico. ( Lunghezza del lavoro: non più di 4 facciate A4, carattere 12, interlinea 1,15).

    I lavori, accompagnati da tutte le indicazioni richieste, devono pervenire alla sede nazionale dell’AEDE entro il 31 Marzo 2020. (AEDE – Piazza della Libertà,13 –  0192 ROMA).

    E’ possibile inviare il materiale anche per via elettronica al seguente indirizzo: aede.italia@gmail.com

    Selezione dei lavori e premiazione: Una apposita commissione selezionerà i vincitori. La Commissione, nella valutazione, si atterrà ai seguenti criteri: a. Coerenza dell’elaborato con il tema proposto; b. Capacità di veicolare il messaggio in maniera efficace e innovativa; c. Grado di creatività nella forma e nel contenuto proposto.  

    RICONOSCIMENTI:

    Gli alunni giudicati meritevoli riceveranno l’attestato di “AMBASCIATORE D’EUROPA” nel corso di una

    manifestazione pubblica, appositamente organizzata.

    OBIETTIVI DEL CONCORSO

    1. Contribuire alla maturazione nei giovani di una sempre più profonda e proficua consapevolezza della fondamentale rilevanza    di alcuni obiettivi prioritari dell’attività dell’Europa Unita (costruzione della cittadinanza attiva, mobilità professionale, ecc.), coinvolgendoli attraverso un concorso ed una premiazione.
    2. Motivare i giovani a partecipare ai processi democratici che delineano il futuro dell’UE;  promuovere in loro la conoscenza dell’UE e la riflessione critica sul passato, sul presente e sul futuro dell’Unione.
    3. Impegnare i giovani a sostenere i valori fondamentali dell’UE, della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle minoranze;
    4. Favorire la consapevolezza critica dei giovani di ciò che l’UE rappresenta (la sua storia, i suoi valori fondanti, le sue azioni e politiche, i suoi successi;
    5. L’iniziativa intende, in sostanza, stimolare i giovani a riflettere sull’ Europa e sul suo futuro: Europa perché, come e per quali fini. Una riflessione e condivisione dell’idea di Europa, per analizzare in maniera critica e propositiva il passato, il presente e il futuro dell’Unione. Da questa riflessione sui valori, sulle opportunità e sull’importanza dell’essere cittadini europei, gli studenti sono invitati a trarre spunto per una indicazione delle speranze, degli obiettivi e delle scelte che dovrebbero ispirare in futuro l’Unione europea.
    6. È un invito ai giovani a pensare all’Europa come risposta ai loro bisogni e alle loro aspettative facendo comprendere loro cosa significhi concretamente essere cittadini europei.

    Ente organizzatore: AEDE SEZIONE ITALIANA.

    I prodotti realizzati dai concorrenti dovranno pervenire su idoneo supporto (informatico, documento cartaceo o fotografico) entro e non oltre il termine del 31 Marzo  2020 alla sede dell’AEDE. (AEDE – ASSOCIAZIONE EUROPEA DEGLI INSEGNANTI- Piazza della Libertà, 13 – 00192 ROMA)
    I prodotti pervenuti oltre tale data non saranno presi in considerazione dal comitato valutatore.

    Il materiale inviato per la partecipazione al concorso non verrà restituito.

     

  • La Ue lancia un concorso per lo studio delle lingue a scuola

    Come ogni anno dal 2007, la Commissione europea ha lanciato il concorso “Juvenes Translatores” rivolto alle scuole e mirato a promuovere lo studio delle lingue straniere, in particolare applicato ai campi della traduzione e dell’interpretazione.

    Target del concorso sono le scuole superiori di tutta Europa, invitate a iscriversi entro settembre per permettere ai loro allievi (quest’anno sono i ragazzi del 2002 ad essere coinvolti) di potersi confrontare con i loro compagni del continente mettendo alla prova le proprie conoscenze linguistiche. Gli alunni partecipanti dovranno anzitutto tradurre un testo su ciò che i ragazzi e i giovani possono fare per migliorare il futuro dell’Europa. I partecipanti potranno scegliere tra due delle 24 lingue ufficiali parlate nel continente, con 552 possibili combinazioni linguistiche. La Commissione selezionerà poi 751 scuole, ripartite in base al numero di presenze che una determinata nazione ha all’interno del Parlamento europeo, e a febbraio 2020 annuncerà i vincitori, per i quali si terrà una cerimonia di premiazione a Bruxelles (nell’occasione, i premiati potranno incontrare un gruppo di traduttori professionisti provenienti dal dipartimento di traduzione della Commissione Europea e discutere del loro lavoro; molti vincitori dei precedenti anni sono stati spinti a continuare gli studi nel campo linguistico proprio grazie a questa esperienza).

  • L’Università di Sassari fonda la Scuola superiore di Sardegna ed eroga borse di studio agli studenti più meritevoli

    Borse di studio da sei mila euro. Prova di ammissione il 25 settembre: quattro posti per Scienze mediche veterinarie.
    Nasce la ‘Scuola Superiore di Sardegna’, volta a favorire una formazione di qualità priva di costi grazie alle borse di studio che saranno erogate agli studenti e alle studentesse più meritevoli. Sono incluse le lauree triennali, magistrali, magistrali a ciclo unico e i dottorati di ricerca.
    L’iniziativa è dell’Università degli studi di Sassari ed è stata presentata ieri (15 luglio n.d.r.) in conferenza stampa dal Rettore Massimo Carpinelli.
    Sarà un percorso formativo interdisciplinare, volto a favorire una formazione di qualità priva di costi grazie alle borse di studio e altri incentivi che saranno erogate agli studenti e alle studentesse più meritevoli. Il percorso affiancherà materie extra-curriculari al proprio normale percorso di studio.
    La ‘Scuola Superiore di Sardegna’ si articolerà su due livelli: uno è destinato alla frequenza dei corsi di laurea triennali e magistrali a ciclo unico, l’altro livello include coloro che hanno i requisiti per frequentare un corso di Dottorato di ricerca o un corso di laurea magistrale biennale.
    a “Scuola superiore di Sardegna”,
    Le iscrizioni al bando di concorso saranno aperte dal 20 luglio al 13 settembre. La prova di ammissione si terrà il 25 settembre.  In tutto sono disponibili 25 posti, che saranno ripartiti in 6 posti nelle discipline Umanistiche, 11 posti per Scienze, 4 per Scienze sociali e 4 per Scienze mediche veterinarie. Tutti i dettagli saranno illustrati nel bando che sarà pubblicato sul sito dell’Università di Sassari.
    Gli allievi e le allieve che supereranno il test selettivo avranno accesso a una borsa di studio di seimila euro annui che copre costi di vitto e alloggio e altre spese, e sono esonerati dal pagamento delle tasse universitarie. Sono previste anche selezioni in itinere.

    Fonte: @nmvioggi.it

  • Gli alunni delle superiori non sanno l’italiano, sopratutto al Sud

    Il Rapporto sulle prove Invalsi del 2019 presentate alla Camera attesta che gli allievi dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado che raggiungono risultati molto bassi in Italiano sono circa il 13% del totale, ma oltre il 20% in Campania, Basilicata e Sicilia, per arrivare al 25% in Calabria. I dati dicono inoltre che in alcune regioni del Mezzogiorno (in particolare Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna) c’è un maggior numero di allievi con livelli di risultati molto bassi, soprattutto in Matematica e Inglese.

    Mentre i bambini delle elementari hanno buoni risultati a scuola in italiano, molto simili in tutto il Paese, per matematica si riscontrano valori più bassi della media nazionale in alcune regioni del Mezzogiorno (Campania e Sardegna), una tendenza che diviene più evidente nei gradi scolastici successivi. Nelle classi V della scuola primaria aumentano le differenze dei risultati medi con una polarizzazione degli esiti tra le regioni centro-settentrionali e quelle del Mezzogiorno. In alcune regioni del Sud, in particolare Campania, Calabria, Sicilia, l’Istituto osserva un numero elevato di allievi con livelli di risultati molto bassi, soprattutto in matematica.

    Sono buoni i risultati d’inglese degli allievi della scuola primaria italiana e rispetto allo scorso anno si registra un miglioramento nelle prove di ascolto. L’88,3% degli allievi della V elementare raggiunge il prescritto livello A1 del QCER nella prova di lettura (reading) e l’84% di allievi il prescritto livello A1 del QCER nella prova di ascolto (listening). Al Nord e al Centro gli allievi che raggiungono il livello A1 di reading sono circa il 90%, mentre al Sud circa l’85%. Per il listening, invece, gli allievi che si collocano al livello A1 sono circa l’87% al Nord e al Centro, mentre circa il 78% al Sud. Rispetto al 2018 l’Invalsi riscontra un apprezzabile miglioramento soprattutto nella prova di ascolto (listening) della V primaria, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno. Secondo l’Istituto l’introduzione delle prove d’Inglese al termine del ciclo primario ha favorito una maggiore attenzione verso l’ascolto (listening) rispetto a quanto avveniva nel passato.

    I dati del Rapporto Invalsi evidenziano “innegabili motivi di preoccupazione” ha detto il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. “L’Invalsi è uno strumento che consente di avere una foto articolata e dettagliata del nostro lavoro, consente di analizzare eccellenze e criticità del sistema per realizzare azioni puntuali ed efficaci. Come ministero – ha proseguito Bussetti – siamo convinti dell’importanza della valutazione standardizzata degli apprendimenti che però si deve integrare e affiancare all’insostituibile ruolo della valutazione dei docenti. Dobbiamo portare avanti la valutazione delle attitudini mettendo al centro gli studenti e le loro potenzialità. La scuola deve formare individui autonomi e liberi, cittadini responsabili e consapevoli. Credo sia un obiettivo sul quale abbiamo lavorato. Quest’anno l’illustrazione dei risultati Invalsi presenta motivi di novità e interesse”.

  • Per più di 5 milioni di giovani europei Erasmus+ è stata un’esperienza decisiva

    Il progetto Erasmus+, promosso dall’Unione Europea e attivo ormai da più di trent’anni, è sicuramente quello più vincente tra i tanti proposti nel corso degli anni. Dalla sua entrata in vigore nel 1987, infatti, il numero degli studenti universitari che vi hanno partecipato è aumentato sempre più e ad alcuni di essi ha cambiato e sta cambiando la vita. Secondo uno studio condotto dalla Commissione europea e che ha coinvolto 77.000 studenti e più di 500 organizzazioni, più di 5 milioni di giovani europei non solo traggono benefici immediati dall’esperienza di studio all’estero, ma riscontrano esiti positivi anche nella loro futura carriera universitaria e lavorativa, dimostrando come questo progetto agevoli i giovani nelle loro future carriere lavorative e li prepari ad affrontare le sfide della nuova era digitale, sfide particolarmente acute per la società moderna.

    Questa indagine ha provato che gli studenti che prendono parte a questa avventura hanno idee più chiare sul loro futuro quando tornano dall’estero, riuscendo anche a riprogettare i loro studi e le loro ambizioni in modo da raggiungere più facilmente l’obiettivo fissato. Inoltre questa esperienza permette loro di trovare un impiego molto più facilmente: l’80% di questi studenti è stato assunto tre mesi dopo la laurea e il 72% ha avuto il primo lavoro proprio grazie al soggiorno all’estero. Oltre a ciò, le abilità conseguite durante l’Erasmus+ hanno aiutato questi ragazzi nella loro quotidiana vita lavorativa, permettendo loro anche una carriera brillante. Il 90% degli studenti coinvolti sostiene che il viaggio ha permesso loro di sapersi confrontare e lavorare con culture diverse, acquisendo anche una maggiore consapevolezza di un’identità europea.

    In generale, Erasmus+ è un arricchimento enorme non solo dal punto di vista culturale, ma anche lavorativo in quanto è una presenza preziosa nel proprio curriculum e facilita enormemente l’ingresso nel mondo lavorativo. Erasmus+ ha inoltre sostenuto progetti di cooperazione imprenditoriale, favorendo la creazione di spin-offs e start-ups.

  • La Banca di Piacenza indice il Premio Battaglia per gli studenti universitari

    La Banca di Piacenza, per onorare la memoria dell’avv. FRANCESCO BATTAGLIA, già tra i fondatori e presidente della Banca, ha istituito – al fine di approfondire e valorizzare gli studi svolti localmente – un premio annuale di € 3.000.
    Il Premio verrà assegnato il 6 settembre 2019, trentatreesimo anniversario della scomparsa dell’avv. Francesco Battaglia, ad uno studente universitario che per la profondità e l’acutezza del suo lavoro di ricerca originale, compiuta al fine della partecipazione al Premio, abbia portato un valido contributo all’illustrazione e/o all’approfondimento del seguente argomento:
    “Salita al Pordenone, un evento promosso dalla banca locale che non ha goduto di contributi né pubblici né della comunità”.
    Possono partecipare al concorso tutti gli studenti iscritti presso una delle sedi universitarie dell’Emilia Romagna, della Liguria o della Lombardia che, entro giovedì 31 maggio 2019, faranno pervenire con plico raccomandato o consegneranno personalmente il proprio elaborato sull’argomento come sopra stabilito alla Banca di Piacenza – Ufficio Segreteria – Via Mazzini n. 20 – 29121 Piacenza – Telefono 0523.542.152 – 542.251.
    Il Premio potrà essere assegnato o meno a giudizio inappellabile del Consiglio di Amministrazione della Banca.
    Ai concorrenti che, pur non risultando assegnatari del Premio “F. Battaglia”, si siano distinti – a parere insindacabile del Consiglio di Amministrazione – per la qualità e l’impegno del loro elaborato, verrà riconosciuto un premio di partecipazione a titolo di rimborso delle spese sostenute per documentarsi in materia.
    Sia l’assegnatario del Premio “F. Battaglia” che i beneficiari dei premi di partecipazione riceveranno comunicazione scritta del riconoscimento dei premi conseguiti. Gli elaborati premiati resteranno di proprietà della Banca di Piacenza, cui è riconosciuto il diritto da parte degli assegnatari – col fatto stesso di partecipare al concorso – dell’esclusivo utilizzo degli stessi.

  • Miseri, ipocriti, ma pericolosi usurpatori del…

    I popoli ben governati e contenti non insorgono. Le insurrezioni, le rivoluzioni
    sono la risorsa degli oppressi e degli schiavi. E chi le fa nascere sono i tiranni.

    Giuseppe Garibaldi

    La protesta degli studenti a Tirana, cominciata il 5 dicembre scorso, continua. Continuano anche i tentativi di farla fallire tramite infiltrati, intimidazioni varie da parte del sistema e altri. Gli studenti sembrano determinati a portare avanti la loro causa, senza farsi condizionare da niente e da nessuno. Nonostante alcuni alti e bassi, comprensibili per una simile rivolta che non ha dirigenti ma consigli degli studenti di ogni facoltà che decidono ogni volta che serve e poi si coordinano tra di loro (Patto Sociale n.336, della scorsa settimana). All’inizio hanno protestato davanti al Ministero dell’Istruzione. In seguito, da giovedì 13 dicembre, la protesta è stata trasferita di fronte all’edificio del Consiglio dei Ministri. La ragione è semplice ma molto significativa. Lo hanno spiegato chiaramente gli stessi studenti. Visto che non c’è stata nessuna reazione concreta da parte del ministro dell’Istruzione, e visto che le richieste riguardano delle decisioni che dovrà prendere il Consiglio dei Ministri, allora anche la protesta ha cambiato luogo. Nel frattempo, durante la scorsa settimana, sono state svolte anche altre proteste dei cittadini, in diverse città dell’Albania. Hanno protestato contro l’arroganza del governo, contro il rincaro del costo della vita e per altre ragioni socio-economiche.

    Tornando alla sacrosanta protesta degli studenti, per il momento una cosa si può dire con certezza. E cioè che la protesta ha turbato non poco il sistema. Per la prima volta da molto tempo, gli studenti hanno pronunciato chiaramente delle vere verità, con delle parole semplici ma sentite, denunciando il sistema. Tutto il sistema. Il che significa non soltanto quello trasversale politico, ma anche gli oligarchi a servizio della politica, che traggono vantaggi enormi da essa, condividendo i profitti. Quel sistema che comprende, come parte integrante, anche la criminalità organizzata, che convive con il potere politico in Albania.

    Gli studenti denunciano e accusano tutto il sistema politico attuale. E hanno pienamente ragione. Nonostante non riescano a distinguere bene la differenza concettuale tra la “politica”, il “sistema politico” e i “partiti”, essi comunque hanno articolato delle verità, che non possono e non devono sfuggire all’attenzione pubblica. Hanno additato i partiti politici e i loro rappresentanti, a tutti i livelli, come i veri autori e responsabili della grave realtà quotidiana, della pessima situazione in cui si trova il sistema dell’istruzione pubblica, della povertà diffusa, della perdita della fiducia e delle speranze, che spingono gli albanesi ad abbandonare il paese, sempre più numerosi. Da un sondaggio Gallup, pubblicato recentemente, risulta che gli albanesi sono i quarti al mondo per il numero dei cittadini che vogliono lasciare il paese. Dietro soltanto alla Sierra Leone, alla Liberia e ad Haiti! E la maggior parte sono giovani, quelli che vogliono lasciare il paese. Da circa 2.87 milioni di abitanti attualmente residenti, oltre 1.7 milioni di essi vogliono lasciare l’Albania. Un dato, di per se, molto allarmante. Ma anche questo fatto grave hanno tentato di lasciarlo nel dimenticatoio. Come sempre.

    Grazie alla protesta degli studenti, queste verità si stanno articolando chiaramente e quelle verità accusano. Accusano i partiti politici in Albania, che sono diventati dei clan e raggruppamenti occulti clientelistici. Senza risparmiare nessun partito, quello del primo ministro, e quelli dell’opposizione. Accusano i massimi rappresentanti del sistema dell’istruzione, rettori e decani delle università compresi. Gli studenti sono convinti che, a loro volta e dopo la classe politica, quei rappresentanti “castrati” sono tra i principali responsabili della pietosa e grave situazione in cui versa il sistema dell’istruzione in Albania. Proprio loro che, con i loro “affarucci” milionari, i loro nepotismi, i loro plagi nelle pubblicazioni e i loro dubbiosi titoli accademici, nonché con il loro vergognoso silenzio di fronte alle intimidazioni della politica, hanno chiuso gli occhi e hanno consentito che tutto ciò accadesse. Lo hanno dimostrato anche alcuni giorni fa. L’ultimo atto di umiliazione e di offesa è stato consumato la scorsa settimana, quando il primo ministro li ha riuniti tutti, in pieno svolgimento della protesta degli studenti, e ha scaricato sulle loro spalle tutte le accuse degli studenti. Così facendo ha tentato di fare, per l’ennesima volta, l’unica cosa che lui sa fare: scaricare le colpe sue sugli altri. E purtroppo ci è riuscito. Nessuno degli “illustri” rappresentanti del mondo accademico ha detto una parola. Una sola parola, nonostante le accuse, le offese e le umiliazioni subite fossero pesanti. Vergogna loro!

    Nel frattempo, il primo ministro continua, disperato, con la sua strategia: quella di soffocare con tutti i mezzi, la protesta degli studenti. Lui sta cercando in tutti i modi di minimizzare l’importanza di questa protesta. All’inizio ha usato gli “infiltrati” da lui controllati, per deviare e annientare la protesta. E non ci è riuscito. Poi ha tentato gli ”show” televisivi, facendo lui il “tuttofare” di fronte a delle platee riempite da attivisti dell’organizzazione della gioventù del suo partito. Attivisti che sono stati subito riconosciuti e smascherati nelle reti sociali. Poi ha riunito e offeso i massimi dirigenti delle università. Ma non si sente tranquillo ed ha ragione. Gli studenti sono determinati nella loro causa, e non si lasciano impressionare e neanche impaurire dalle diaboliche manovre del primo ministro, degli infiltrati e della propaganda governativa. Adesso lui chiede di “dialogare” con gli studenti. L’ennesimo tentativo d’inganno, semplicemente per guadagnare tempo e sperare in qualche “svolta”. Ma gli studenti sono determinati; nessun dialogo per le loro richieste. E le richieste sono chiare e facilmente realizzabili. Lo ha confermato, stranamente, anche il primo ministro, come parte delle sue manovre per “addolcire” la situazione. Mentre gli studenti sono consapevoli che anche questo “invito amichevole” è l’inganno di turno. Ed hanno pienamente ragione. Lo testimoniano anche tante innumerevoli esperienze precedenti. Ormai essi, come tanti altri, sono convinti che la strategia dell’inganno del primo ministro fa acqua da tutte le parti. Tutti ormai sanno che, dal 2013 in poi, lui ha cercato di sostituire con la sua “realtà virtuale”, la vera e vissuta realtà albanese. Ormai è tempo di dire basta!

    Oggi, 17 dicembre, un’altra massiccia protesta si sta svolgendo davanti all’ufficio del primo ministro. Protesta che vede insieme studenti e tanti cittadini della capitale. La protesta è tuttora in corso e ha smentito pienamente quanto la propaganda governativa ha cercato di inculcare nelle teste dei cittadini fino a ieri sera. E cioè che la protesta si stava sgretolando.

    Chi scrive queste righe è convinto che nessuno, chiunque esso sia stato e in nessun periodo, non è riuscito a opprimere e schiavizzare un popolo. Non lo hanno fatto neanche i tiranni, dalla notte dei tempi ad oggi. Non lo possono fare, perciò, neanche alcuni miseri, ipocriti, ma pericolosi usurpatori del sistema socio-politico in Albania. Di tutti i colori e casacche essi siano.

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