Il costo del progetto di interconnessione elettrica tra Tunisia e Italia Elmed è stimato in circa 1,014 miliardi di euro, di cui 582 milioni di euro a carico della parte tunisina. Lo ha dichiarato il segretario di Stato tunisino incaricato della Transizione energetica, Wael Chouchane, indicando che il progetto “consentirà lo scambio bidirezionale di elettricità tra i due Paesi, permettendo in particolare l’esportazione di energia prodotta da fonti rinnovabili e il rafforzamento della rete elettrica tunisina durante le ore di punta, contribuendo così alla sicurezza energetica”. Secondo le stime del governo tunisino, i ricavi annuali generati dall’infrastruttura dovrebbero essere compresi tra 71 e 182 milioni di euro, che saranno divisi equamente tra la società elettrica tunisina Steg e la sua omologa italiana. L’entrata in funzione dell’interconnessione prevista per il 2028, ha precisato Chouchane, potrebbe tuttavia “slittare al 2030 o al 2031, a causa delle tensioni internazionali che continuano a incidere sulla disponibilità di apparecchiature energetiche dall’inizio della guerra russo-ucraina”.
Elmed prevede la realizzazione di un collegamento elettrico sottomarino in corrente continua ad alta tensione, bidirezionale, tra la Sicilia e la Tunisia, con punto di approdo nella regione industriale di El Mlaabi a Menzel Temime, nel governatorato di Nabeul. Il progetto comprende due stazioni di conversione – una a Menzel Temime e una a Partanna, in Sicilia – e un cavo sottomarino lungo circa 200 chilometri, che attraverserà lo Stretto di Sicilia a una profondità massima di 800 metri, con una capacità di 600 megawatt e una tensione di 500 chilovolt in corrente continua. Sono inoltre previste le infrastrutture di collegamento terrestre, i sistemi di telecomunicazione e i dispositivi di monitoraggio continuo del cavo.
Un accordo di finanziamento e garanzia del valore di 43 milioni di euro, circa 145 milioni di dinari in valuta locale, destinato alla realizzazione della seconda fase del progetto di interconnessione elettrica è stato firmato a Tunisi tra il governo tunisino e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) lo scorso 16 gennaio. L’accordo mira a rafforzare la rete elettrica della Società tunisina dell’elettricità e del gas (Steg) attraverso l’installazione di linee di trasmissione aeree, comprese le linee in entrata e in uscita nel governatorato settentrionale di Nabeul. La seconda fase del progetto è denominata Grid Reinforcement Program e prevede il rafforzamento delle griglie di trasmissione su territorio tunisino. In particolare, è prevista la posa di una linea aerea a 400 kilovolt di circa 85 chilometri, che collegherà Grombalia (Nabeul) a Kondar (Sousse), attraversando quattro governatorati: Nabeul, Ben Arous, Zaghouan e Sousse. Il progetto include inoltre l’installazione di linee aeree in entrata e in uscita tra Ezzahra e Grombalia 1, collegate alla sottostazione Grombalia 2 (400/225 kV), per una lunghezza complessiva di circa 10 chilometri, nonché ulteriori linee tra Seltene e Grombalia 1, anch’esse collegate alla stessa sottostazione, per un totale di circa 10 chilometri.