Ucraina

  • La guerra in Ucraina, Trump, Putin e l’Europa

    I nuovi eclatanti successi dell’Ucraina, con un crescente uso di mezzi tecnologici innovativi, per difendersi dalla guerra di aggressione di Putin, dimostrano, ancora una volta, la determinazione, il coraggio e le capacità degli ucraini ma anche quanto siano stati improvvidi e pusillanimi i paesi occidentali, Stati Uniti in testa, a non dare subito agli ucraini i mezzi adeguati per potersi difendere e contrastare Putin sul suo stesso terreno.
    Se l’Occidente si fosse mosso con più coraggio ed immediatezza oggi non saremmo a quattro anni di guerra e centinaia di migliaia di vittime sarebbero state risparmiate.

    Intanto Putin continua ad intensificare gli attacchi, a distruggere edifici civili mentre aumentano i morti ed i feriti tra la popolazione ucraina colpita da missili sempre più potenti, lo zar non può ammettere i suoi innumerevoli errori e continua la guerra nel totale, consueto, disprezzo della vita umana.

    La crisi economica ormai dilaga in Russia e Putin dovrà prima o poi fare i conti con il suo popolo che sta affrontando ogni giorno nuovi problemi e difficoltà, solo Trump sembra non capire e continua a sognare alleanze ed affari con l’amico russo inviando i suoi “famigli“ solo in Russia.

    Dopo i nuovi devastanti attacchi russi siamo come sempre a fianco del coraggioso popolo ucraino mentre appare sempre più evidente che le simpatie dimostrate da alcuni verso Putin sono una palese prova di come, anche da noi, il concetto di democrazia e giustizia sia sempre più labile.

    Speriamo che i vari dietro front del presidente americano, la sua politica ondivaga e pericolosa, portino, in tempi brevi, l’Europa a diventare quella forza politica, militare ed economica che i cittadini europei aspettano da decenni, per la sicurezza dei nostri Stati che di quella dei nostri vicini.

  • La Commissione lancia un invito a manifestare interesse per diventare membri fondatori della nuova Alleanza UE-Ucraina per i droni

    La Commissione europea ha pubblicato un invito a presentare manifestazioni di interesse per entrare a far parte dei membri fondatori dell’Alleanza UE-Ucraina per i droni. L’iniziativa mira a rafforzare la sicurezza e la difesa dell’UE e dell’Ucraina, promuovendo al contempo un ecosistema industriale innovativo nel settore dei droni per la difesa.

    L’Alleanza UE-Ucraina per i droni sosterrà lo sviluppo di tecnologie avanzate sia per i droni sia per i sistemi antidrone. I membri fondatori saranno selezionati tra candidati con comprovata esperienza nell’ecosistema dei droni per la difesa, sia nell’UE sia in Ucraina. Essi formeranno il primo Consiglio dell’Alleanza UE-Ucraina sui droni e avranno un ruolo chiave nel definirne attività e priorità.

    Il lancio ufficiale dell’Alleanza è previsto nei prossimi mesi, mentre le candidature resteranno aperte fino al 25 maggio 2026.

  • Putin combatte l’Ucraina a partire dalle scuole dei territori occupati

    In alcune scuole della Russia e dei territori occupati in Ucraina, i bambini imparano a smontare un fucile d’assalto prima ancora di aprire un libro. Tra le strutture più attive di questo sistema educativo parallelo c’è la Yunarmiya (Giovane Armata), fondata nel 2015 dall’allora ministro della Difesa Sergej Šojgu. Oggi conta 1,8 milioni di membri e 89 centri regionali. Lo stesso Šojgu, nel maggio scorso, ha dichiarato che le autorità russe stanno «sviluppando programmi di educazione militare e patriottica per preparare i giovani al futuro servizio in difesa della Russia».

    Il leader del movimento è Vladislav Golovin, nome in codice Struna (“corda”), ex marine della Flotta del Mar Nero e oggi capo di stato maggiore della Yunarmiya. Decorato come Eroe della Russia dopo essere rimasto gravemente ferito dall’esplosione di una mina durante la battaglia di Mariupol, Golovin è diventato una figura centrale nella costruzione del mito patriottico russo. In un’intervista all’agenzia Tass, ha affermato che la Yunarmiya collabora con altri programmi patriottici, come Zarnitsa 2.0, Movimento dei Primi e persino con un videogioco, Squad 22: ZOV, ambientato nella città occupata di Mariupol.

    Il ministero degli Esteri ucraino sostiene che Mosca abbia destinato 66 miliardi di rubli (circa 733 milioni di dollari) alle politiche giovanili, con l’obiettivo di portare la percentuale di giovani “patriotticamente orientati” dal 40 al 70 per cento entro il 2030. Il colonnello americano Ray Finch, autore dello studio “Young Army Movement: Winning the Hearts and Minds of Russian Youth”, descrive questa strategia come un processo di “memorializzazione militare” per trasformare la guerra in un rito di appartenenza, un simbolo identitario più che un trauma collettivo. La ricercatrice Jonna Alava, della National Defence University finlandese, evidenzia nel suo rapporto “Russia’s Young Army – Raising New Generations into Militarized Patriots” che la Yunarmiya include anche molte ragazze, ma in ruoli rigidamente tradizionali. Le cerimonie ne esaltano la “purezza e dolcezza”, mentre ai ragazzi è richiesto di incarnare la forza e la virilità. Un dualismo, sostenuto dalla Chiesa ortodossa russa, che lega il patriottismo all’idea di famiglia patriarcale come fondamento della “nazione eterna”. Nei territori occupati, le autorità russe hanno sostituito docenti, rimosso libri in lingua ucraina e introdotto lezioni dedicate alla gloria dell’esercito russo. «Vogliono che quei bambini crescano convinti di essere russi», avverte Boyechko.

    Il 3 marzo 2022, pochi giorni dopo l’invasione, quando nelle scuole russe si tiene una lezione per spiegare le ragioni dell’ ”operazione militare speciale”, come la definisce il Cremlino, e le relative colpe della Nato. Poco dopo arrivano l’alzabandiera del lunedì, il canto dell’inno e i “colloqui sui temi importanti” (Razgovory o vazhnom), formalmente extracurriculari ma oggi quotidiana routine nella vita degli istituti. È la cornice del nuovo programma scolastico, la Federalnaya osnovnaya obrazovatelnaya programma (Fop), imposto dal ministero dell’Istruzione in tutto il Paese e reso ancora più esplicito nelle regioni di confine con l’Ucraina, come Belgorod e Kursk. Da allora le lezioni ordinarie cedono spazio ad attività che nobilitano la guerra: i bambini scrivono lettere ai soldati, imbracciano armi, costruiscono reti mimetiche e, nei casi più controversi, incontrano combattenti della Wagner, invitati a raccontare la loro esperienza sul fronte.

    Dalla sua introduzione con la legge 371-FZ, il programma restringe ulteriormente il già scarso margine di autonomia degli insegnanti, e aggrava le spese che le famiglie devono sostenere per la formazione dei bambini e ragazzi.  A descriverne gli effetti è il report “L’istruzione nelle scuole russe, 2022–2025”, il primo ampio studio indipendente sul sistema scolastico russo dopo l’invasione dell’Ucraina, realizzato da un gruppo di ricerca non governativo e anonimo, basato su analisi normative, dati compresi nel periodo 2021-2025 e interviste a docenti e famiglie. Un insegnante della regione di Rostov racconta: «Se prima c’era un esame al mese, o persino uno a trimestre, ora ce ne sono diversi ogni mese, a volte due a settimana». Una docente di Penza descrive invece un carico ormai saturo di attività paramilitari: «Negli ultimi due anni mi sembra che abbiamo smesso di far studiare i ragazzi. Abbiamo ormai solo attività extrascolastiche per i bambini, quasi tutte incentrate sulla guerra in Ucraina o sull’attività fisica».

    A reggere questo nuovo impianto sono proprio i docenti, su cui ricadono attività extracurriculari, nuove lezioni ideologiche, e altri incarichi formalmente volontari, ma difficili da rifiutare senza il via libera dell’amministrazione. Se poi il rifiuto diventa dissenso politico, il rischio cresce: testimonianze e dati parlano di sanzioni, licenziamenti, pressioni e denunce. In questo clima, tra il 2021 e il 2024 il numero dei docenti è diminuito di 19 mila unità, mentre aumentano i carichi per chi resta, insieme alla paura di dire la cosa sbagliata.

    La riforma non ha inciso solo sugli insegnanti, ma anche sulle famiglie. Secondo il sondaggio condotto sui genitori nell’ambito della ricerca tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, l’80 per cento degli intervistati dichiara di aver speso oltre 10 mila rubli per preparare i figli all’inizio dell’anno scolastico; nelle aree rurali, il 70 per cento supera i 15 mila. A questi costi si aggiungono le spese per la formazione dei bambini, in gran parte occupata dalle nuove pratiche patriottiche introdotte dal ministero, con circa il 60 per cento degli studenti delle classi 9-11 che dichiara di prepararsi agli esami con ripetizioni private.

  • Kim Jong Un praises troops who ‘self-blasted’ to avoid capture by Ukraine

    Kim Jong Un has praised North Korean soldiers who killed themselves by detonating their grenades while fighting for Russia against Ukraine, confirming a long-suspected battlefield policy.

    In a speech this week, the North Korean leader said those who “unhesitatingly opted for self-blasting, suicide attack, in order to defend the great honour” were “heroes”.

    South Korea estimates at least 15,000 North Koreans have been sent to help Russia recapture parts of western Kursk, and more than 6,000 have been killed so far. Neither Pyongyang nor Moscow have confirmed the numbers.

    Intelligence agencies and defectors have said the soldiers were under Pyongyang’s orders to kill themselves rather than be taken prisoner by Ukraine.

    “Their self-sacrifice expecting no compensation, and the devotion expecting no reward… This [is] the definition of the height of loyalty of our army,” Kim said in Pyongyang on Monday as he unveiled a memorial for fallen troops, state media KCNA reported.

    Russian Defence Minister Andrey Belousov and the speaker of Russia’s parliament, Vyacheslav Volodin, were among those who attended the event.

    In North Korea, soldiers are taught that being captured is an act of treason.

    Earlier this year, South Korean broadcaster MBC aired a programme featuring two North Korean prisoners of war in Ukraine, one of whom said on camera he regretted not taking his own life.

    “Everyone else blew themselves up. I failed,” the prisoner said.

    Seoul’s National Intelligence Service said last year they found memos on deceased North Korean soldiers that point to this extreme practice.

    In his speech on Monday, Kim also praised those who died in combat.

    “Those who fell in the vanguard of charges and those who writhed in frustration at the failure to fulfill their duties as soldiers who were given orders, rather than in pain in their bodies torn by bullets and shells – they too can be called the party’s faithful warriors and patriots,” Kim said.

    In June 2024, Russian President Putin and Kim signed a deal pledging that their countries would help each other in the event of “aggression” against either country. At the time, Kim hailed the treaty as the “strongest ever”.

    Besides sending soldiers, North Korea also promised to send thousands of workers to help rebuild Kursk.

  • Il boomerang di Putin

    Mandando il suo accolito Vladimir Solovyev, giornalista noto per la violenza e l’ignoranza dei suoi interventi, ad insultare, dalla televisione russa, la Premier italiana Putin ha nuovamente mostrato la debolezza di chi ormai sente vacillare il suo impero.

    I fatti sono evidenti, tra gli altri: 1) l’amico Trump non ha tempo da dedicargli, ha dovuto mandare famigliari e famigli ad occuparsi della guerra con l Iran, che gli sta costando quel po’ di credibilità che gli restava dopo anni di dichiarazioni, smentite, tracotanze ed errori, 2) l’Ucraina continua a difendersi, con estremo coraggio della popolazione e dell’esercito e lo zar non riesce più ad avanzare mentre, con un dissennato lancio di missili e droni uccide sempre più i civili, l’operazione speciale ha il fiato corto ed il dissenso interno ormai serpeggia  chiaramente, 3) la sconfitta di Orban ha tolto a Putin un alleato fedele ed una spina nel fianco alla coesione dell’Unione Europea che ora potrà finalmente fare arrivare a Kiev gli aiuti economici da tempo promessi, 4) l’Iran non è più in grado di aiutarlo con droni ed armi varie e la Cina pensa a come utilizzare il contesto internazionale a suo favore, 5) l’Ucraina ha rafforzato la sua immagine con la messa a punto di strumenti di difesa all’avanguardia e creando nuove alleanze e sinergie con gli Stati del Golfo.

    Ecco allora il tentativo, patetico, tutto rivolto all’audience interno russo, di screditare, insultandola, la Premier italiana.

    Il classico boomerang che nasce dall’arroganza maschilista e dalla ignoranza delle conseguenze che derivano da azioni sconnesse e vili, infatti gli insulti a Giorgia Meloni hanno ottenuto il risultato, per altro che sarebbe stato evidente a chi non fosse stato obnubilato dall’ira e dalla paura della sconfitta, contrario ai desideri putiniani: le forze politiche, gli italiani in genere, l’Europa, dopo i disgustosi attacchi ed insulti, sono con Giorgia Meloni.

    Congratulazioni presidente Putin, il nuovo autogol del tuo regime ci fa veramente sperare che i tempi siano maturi per un cambio radicale, difficile pensare che possa ancora per molto continuare a governare chi si serve di personaggi così stupidi, dopo gli assassini sanguinari della Wagner e del capo ceceno Kadyrov, dopo le blasfeme preghiere di Kirill ora il futuro dell’operazione speciale è affidata all’idiozia di un giornalista?

    Quanto al gas mettiamoci tutti tranquilli, prima di parlarne Putin dovrà porre fine alla guerra che ha iniziato e rendere conto delle sue azioni.

  • UE, Ucraina e Canada co-organizzeranno un incontro di alto livello sul ritorno dei bambini ucraini

    L’UE, insieme all’Ucraina e al Canada, co-organizzerà un incontro di alto livello della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini l’11 maggio a Bruxelles.

    L’Alta rappresentante/Vicepresidente Kaja Kallas e la Commissaria per l’Allargamento Marta Kos, a nome dell’UE, il Ministro degli Affari esteri dell’Ucraina Andrii Sybiha e la Ministra degli Affari esteri del Canada Anita Anand co-organizzeranno l’incontro di alto livello per sostenere gli sforzi dell’Ucraina nel rintracciare, riportare e reintegrare i bambini, garantendo al contempo l’assunzione di responsabilità per i crimini commessi dalla Russia.

  • Adozione dei bimbi ucraini orfani: Cristiana Muscardini scrive alla Presidente del Parlamento Europeo Metsola

    Gentile Presidente,

    la Sua nota e lodevole attenzione ai problemi derivati dalla  tragica guerra in Ucraina, voluta e continuata con estrema ferocia da Vladimir Putin, l’avrà certamente posta a conoscenza di tanti bambini, sia già precedentemente ospiti di orfanotrofi che rimasti privi di parenti.

    L’Ucraina è un Paese candidato all’adesione, la guerra, trascinandosi ormai per il quinto anno, vede molti bambini divenire adolescenti senza la vicinanza di una famiglia mentre vi sono molte persone, nei paesi dell’Unione, sia coppie che single, idonee all’adozione, persone che potrebbero garantire un’educazione e una crescita serene a coloro che sono da tempo vittime della tragica realtà del conflitto.

    Non ritiene che potrebbe essere aperto un canale, con le autorità ucraine, per poter agevolare il percorso adottivo dei bambini ucraini, privi di familiari, da parte di quei cittadini europei che potrebbero garantire loro una vita sicura e serena?

    L’infanzia e l’adolescenza sono, per molti aspetti, difficili per tutti, specie se si è contornati da realtà tragiche e dolorose e credo sarebbe giusto cercare una strada per alleviare le sofferenze e dare nuove opportunità ai bambini soli, attraverso l’affetto, la cura, l’attenzione, la sicurezza che adulti responsabili possono offrire.

    La ringrazio per l’attenzione e in attesa di conoscere il Suo pensiero Le formulo i migliori auguri per il Suo delicato e difficile impegno.

    Cristiana Muscardini

  • Kenyoti in Russia

    Recentemente il primo ministro del Kenya, Musalia Mudavadi, si è recato a Mosca per ottenere che la Russia si astenga definitivamente dal reclutare cittadini kenyoti per arruolarli e mandarli al fronte nella guerra contro l’Ucraina, dopo averli fatti espatriare con fasulle promesse di attività lavorative.

    Per il Kenya è un reato, punibile con un massimo di 10 anni di carcere, arruolarsi o farsi arruolare in eserciti stranieri. Secondo il governo kenyota la Russia ha arruolato illegalmente 252 suoi cittadini, ma l’intelligence keniota sostiene che siano state molte di più le persone tratte in inganno.

    I kenyoti sono stati attirati con la promessa di lavori civili ben retribuiti e si sono invece ritrovati al fronte in Ucraina, a combattere. Il primo ministro kenyota ha negoziato un accordo e concederà un’amnistia se la Russia immediatamente farà rimpatriare i cittadini del Kenya inviati al fronte ma le autorità russe sembra si rifiutino di assumersi i costi del rimpatrio.

    Il Kenya non è l’unico Paese dal quale la Russia ha recuperato, con l’inganno, carne da cannone, cioè persone da mandare in prima linea sotto il fuoco nemico. Tutto questo dimostra ancora una volta la sempre più evidente difficoltà di Putin di trovare russi disponibili a farsi ferire ed ammazzare in una guerra che ha portato centinaia di migliaia di morti sacrificati al delirio di onnipotenza dello zar del Cremlino.

  • Gli aiuti di Seul a Kiev indispettiscono Mosca. E ora anche Volkswagen pensa di darsi alle armi

    La Russia sarà costretta ad adottare misure di ritorsione contro la Corea del Sud se quest’ultima fornirà armi al regime di Kiev. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Andrej Rudenko in un’intervista all’agenzia “Tass”. “Abbiamo costantemente comunicato alla controparte sudcoreana, attraverso vari canali, la posizione di principio della Russia sull’inammissibilità della partecipazione della Corea del Sud alla fornitura diretta o indiretta di armi letali al regime di Kiev, anche nell’ambito dell’iniziativa Purl. In caso contrario, le relazioni bilaterali tra Russia e Corea del Sud potrebbero essere gravemente danneggiate e saremmo costretti ad adottare misure di ritorsione. Spero che non dovremo ricorrere a tali misure”, ha affermato il viceministro degli Esteri, commentando le notizie secondo cui la Corea del Sud starebbe valutando la possibilità di partecipare al programma Purl (Prioritaised Ukraine Requirements List). “Nel costruire relazioni con Seul, teniamo conto del suo crescente avvicinamento alla Nato in ambito militare, nell’ambito del quale la Corea del Sud fornisce assistenza per il riarmo a diversi Paesi membri dell’Alleanza che a loro volta forniscono assistenza militare all’Ucraina”, ha aggiunto Rudenko.

    Il gruppo automobilistico tedesco Volkswagen valuta un possibile ingresso nel settore della produzione militare, con contatti in corso con aziende della difesa, tra cui l’israeliana Rafael Advanced Defense Systems, per la riconversione di uno stabilimento in Germania. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo, Oliver Blume, intervenendo a un evento organizzato dal quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung” a Francoforte. L’Ad ha spiegato che “siamo in contatto con diverse aziende della difesa” e che questa opzione “potrebbe essere una soluzione anche per Osnabrueck”. Le dichiarazioni sono state riprese dall’emittente “Al Arabiya”. Secondo quanto riferito dal quotidiano britannico “Financial Times”, Volkswagen sarebbe in trattative con Rafael per convertire parte della produzione verso componenti destinati al sistema di difesa aerea “Iron Dome”.

    Il progetto includerebbe l’adattamento di linee industriali attualmente dedicate al settore automobilistico, con un possibile avvio della produzione entro 12-18 mesi, con il sostegno del governo tedesco. L’iniziativa si inserisce in un contesto di crescente integrazione tra industria civile e difesa in Europa, accelerato dall’aumento delle spese militari e dalle tensioni geopolitiche. In questo quadro, gruppi industriali tradizionalmente attivi nel settore civile stanno valutando opportunità di diversificazione verso la produzione dual use o direttamente militare. Fondata nel 1937, Volkswagen rappresenta il principale costruttore automobilistico europeo e uno dei maggiori al mondo. Durante la Seconda guerra mondiale il gruppo fu coinvolto nella produzione di mezzi militari, per poi riconvertire completamente le proprie attività verso il settore civile nel dopoguerra.

  • Nell’anniversario del massacro di Bucha il sostegno a chi crede nella democrazia

    A quattro anni dalla strage di Bucha, dall’efferata esecuzione di centinaia di civili innocenti, la folle, sanguinosa guerra di Putin continua a mietere vittime.

    Agli ucraini, alla loro coraggiosa difesa della libertà e dell’indipendenza, ieri come oggi e domani, vada il sostegno di tutti coloro che credono nei valori della democrazia, che rispettano le leggi e i diritti umani e la totale condanna per quanti li hanno calpestati e calpestano.

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