Ucraina

  • La Commissione al fianco degli Stati membri per agevolare l’inserimento dei minori rifugiati nelle scuole

    La Commissione ha pubblicato un manuale pratico per aiutare i bambini e i giovani ucraini a proseguire il loro ciclo di istruzione nell’UE, dall’educazione e cura della prima infanzia fino all’istruzione secondaria superiore (0-18 anni). Il documento raccoglie principi e pratiche fondamentali in materia di istruzione per agevolare l’inserimento nella scuola dei bambini sfollati dall’Ucraina. Si rivolge a tutte le parti interessate, compresi gli insegnanti e le autorità nazionali. I consigli concreti si basano sugli insegnamenti tratti collettivamente dagli Stati membri dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia il 24 febbraio. Il documento di lavoro dei servizi della Commissione è stato elaborato in consultazione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e con l’UNICEF, con i rappresentanti dei ministeri dell’Istruzione, con le organizzazioni partner riunitesi tra marzo e giugno 2022 in occasione di eventi di apprendimento tra pari e con i rappresentanti dell’NESET, la rete di esperti che lavorano sulla dimensione sociale dell’istruzione e della formazione.

  • Dmitry Glukhovsky “Stiamo imparando a non simpatizzare con la vittima, ma con l’aggressore!

    La mia generazione non ha conosciuto le repressioni e le purghe di massa, non ha assistito ai processi farsa in cui la folla rabbiosa pretendeva la fucilazione dei traditori della patria, non ha respirato l’atmosfera di orrore universale, non ha imparato a cambiare, dalla sera alla mattina, le sue convinzioni, a credere a comando tanto alla perfidia degli alleati di ieri come alle buone intenzioni dei nemici storici, al solo scopo di giustificare una guerra fratricida”. Inizia così l’ultimo articolo, pubblicato sul Corriere della Sera, di Dmitry Glukhovsky, scrittore russo popolarissimo tra i giovani e sul quale pende un mandato di cattura perché accusato di aver gettato discredito sull’Armata russa: reato punibile con una pena variabile tra i dieci e i quindici anni di reclusione,

    “!L’Unione sovietica che abbiamo conosciuto noi si era già trasformata in un pachiderma tranquillo: ormai non condannava più a morte chi si rifiutava di credere alle sue menzogne di fondo, anzi, consentiva ai cittadini di aprire dibattiti privati, tra di loro, seduti tranquilli in cucina. Eppure, tutti coloro che avevano conosciuto il passato non si compiacevano affatto nel ricordarlo, e adesso abbiamo capito il motivo. Perché la sopravvivenza, in tali circostanze, esigeva innanzitutto un compromesso con se stessi, con la propria coscienza. Ci voleva coraggio non solo per protestare, ma anche per astenersi, e ci vuole coraggio per ricordare”, continua Glukhovsky. “E oggi proprio a noi, a quelli della mia generazione, accadono cose in diretta alla televisione cui non avremmo mai immaginato di assistere. Stiamo imparando a coltivare nel nostro animo l’indifferenza verso l’ingiustizia di quando sta accadendo palesemente sotto i nostri stessi occhi: la cosa non ci riguarda, e forse non ne subiremo le conseguenze, basta mantenere le distanze e non scherzare col fuoco. Stiamo imparando a non simpatizzare con la vittima, ma con l’aggressore. Stiamo imparando a chiudere gli occhi davanti alla spirale di follia che si è impadronita dei nostri governanti e a condividere le loro posizioni. Non è forse meglio mangiare merda piuttosto che andare a letto pensando che la tua vita è nelle mani di un pazzo scatenato? E dopo tutto, se non credi a loro, a chi devi credere?”. Non si risparmia  Glukhovsky  che attacca duramente la passività dei suoi contemporanei. E continua: “Per non vivere nella paura, per non sentirci vigliacchi o schiavi, dobbiamo imparare a credere fermamente in quello che fino a poco tempo fa a tutti noi appariva come una falsità. Fingere di non accorgerci, e forse realmente non ce ne rendiamo più conto, come il nostro paese si è incamminato verso la dittatura fascista. Non abbiamo voluto indagare il passato perché sicuri di averlo lasciato alle spalle. Eppure cresce di giorno in giorno il numero di fantasmi che si nutrono di rancori, si sottraggono alla legge e avanzano pretese su di noi. Eppure cresce di giorno in giorno il numero di fantasmi che si nutrono di rancori, si sottraggono alla legge e avanzano pretese su di noi. Oppure imparare a fare il contrario: a preservare la nostra memoria e pensare al futuro, rinunciando alle ruggini e rifiutandoci di vivere prigionieri del passato. Finora non abbiamo appreso niente dall’esperienza di coloro che sono vissuti e morti prima di noi, per poter fare le cose in modo diverso. È proprio per questo che ci resta ancora tanto da imparare”, conclude realisticamente Glukhovsky.

  • Chi giustifica Putin o Medvedev diventa correo

    Le dichiarazioni dell’ex presidente russo Medvedev rendono ancora più chiaro l’obiettivo di Mosca in Ucraina.

    Medvedev vuole fare sparire gli occidentali e perciò il regime russo è partito proprio dagli ucraini, che da tempo si sentono occidentali, per cominciare a rendere operativo il  progetto di distruzione ed annientamento.

    Chi pensa che si fermeranno all’Ucraina sbaglia pericolosamente, andranno avanti per riprendersi tutto quello che riusciranno dei territori dell’ex Unione sovietica o dell’impero zarista, sceglieranno secondo le debolezze occidentali.

    Chi pensa che in Ucraina si fermeranno trovando un accordo si illude, ammesso sia in buona fede, si fermeranno solo dopo aver in parte ucciso, in parte asservito, in parte espulso dal territorio gli ucraini e distruggeranno tutto quello che ha rappresentato la loro  nazione, dalla storia all’economia, impossessandosi di ogni bene.

    Chi pensa alla pace, obiettivo che comunque tutti abbiamo il dovere di perseguire, sappia che la pace ci sarà solo se i russi deporranno le armi e smetteranno di radere al suolo le città deportando in Russia gli abitanti, seviziando, violentando e, rubando, dalle suppellettili all’acciaio, per finire con il grano che mezzo mondo sta aspettando.

    La pace vera ci sarà solo se se Putin ed i suoi accoliti fermeranno la guerra perchè se fossero gli ucraini a deporre le armi assisteremmo allo sterminio di un popolo e alla conquista e cancellazione di una nazione libera e democratica.

    Tutti hanno il diritto, in democrazia, di esprimere le proprie opinioni che però non possono essere la negazione della realtà attuale, chi mistifica la realtà si assume gravi responsabilità.

    Come chi tace sulla mafia, o ne nega la pericolosità, diventa correo, così  deve essere considerato  chi giustifica Putin o Medvedev, o in qualche modo spiana loro la strada.

  • La Commissione europea inaugura una piattaforma per la collaborazione delle imprese europee e ucraine

    Dopo l’invasione ingiustificata dell’Ucraina da parte della Russia e il blocco dei suoi porti marittimi, l’Ucraina non è più stata in grado di esportare prodotti nel resto del mondo attraverso i porti del Mar Nero. È urgente stabilire rotte alternative per scongiurare le minacce alla sicurezza alimentare globale.

    L’Unione europea sta adottando misure concrete per agevolare le esportazioni agricole dell’Ucraina e sostenerne il settore agricolo nel 2022. A tale riguardo, la Commissione europea lavora a stretto contatto con gli Stati membri, le autorità ucraine e gli operatori incaricati di accelerare i lavori sui “corridoi di solidarietà” al fine di agevolare le esportazioni alimentari dell’Ucraina attraverso diverse rotte terrestri e porti dell’UE. Nell’ottica di trovare soluzioni pragmatiche, la Commissione ha messo a disposizione, attraverso la rete Enterprise Europe, uno strumento di collaborazione per le imprese europee e ucraine.

    Adina Vălean, Commissaria per i Trasporti, ha dichiarato: “Milioni di tonnellate di cereali sono bloccate in Ucraina: dobbiamo unire le forze a livello intersettoriale e transfrontaliero per trasferirle. Vi sono imprese che cercano un modo per sostenere le esportazioni ucraine, altre imprese che offrono soluzioni di trasporto o stoccaggio e commercianti ucraini di cereali che sono alla ricerca di partner logistici. La nostra piattaforma li aiuterà a collaborare, contribuendo così alla nascita di nuovi partenariati. Sono impaziente di vedere i risultati: ogni tonnellata di cereali conta!”

    La piattaforma sostiene l’attuazione del piano d’azione sui corridoi di solidarietà UE-Ucraina volto a garantire che l’Ucraina possa esportare cereali e importare le merci di cui ha bisogno. Molte misure sono già state adottate: i punti di contatto nazionali specializzati fungono ora da sportelli unici per le richieste riguardanti il proprio paese, la risoluzione di problemi logistici e la determinazione della capacità di stoccaggio. Gli Stati membri stanno lavorando per snellire le procedure ai valichi di frontiera e la Commissione sta preparando la conclusione degli accordi sul trasporto su strada con l’Ucraina e la Moldova al fine di eliminare ulteriori ostacoli.

    Oltre all’estensione dei corridoi della rete transeuropea dei trasporti in Ucraina, una maggiore connettività tra l’UE e l’Ucraina preparerà il terreno per la ricostruzione e contribuirà ad avvicinare l’Ucraina all’Unione europea.

    Fonte: Commissione europea

  • La libertà prevalga sulla legge del più forte

    Il sacrificio dei soldati, donne ed uomini, e dei  civili che per 84 giorni hanno combattuto nell’acciaieria Azvostal aveva impedito, per quasi tre mesi, la caduta definitiva di Maripoul e la totale occupazione del Mar d’Azov da parte dei russi che oggi invece controllano quel mare, quel territorio e si stanno spingendo sempre più oltre.

    I soldati, proprio perché soldati, hanno obbedito agli ordini dei loro superiore e del presidente Zelensky e sono usciti consegnandosi a coloro che hanno distrutto la città di Mariupol e le  vite di troppe persone inermi. Ora spetta veramente alla comunità internazionale fare sì che la Russia rispetti gli accordi e che queste donne e questi uomini, che hanno anteposto la libertà dell’Ucraina alla loro stessa vita, possano tornare in patria senza subire quelle violenze che sappiamo fanno parte dei sistemi post sovietici.

    Rimanga a tutti impresso, nel presente e nel futuro, che ci sono ancora persone che credono che la libertà, la sovranità nazionale vadano difese contro ogni sopruso perché la legge del più forte, del più potente, del più sanguinario non può ancora prevalere. Lo ricordino i cittadini europei e in speciale modo diversi politici italiani.

  • Approvato dalla Commissione il regime italiano da 1,2 miliardi di euro a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina

    La Commissione ha approvato il regime quadro italiano da 1,2 miliardi di € a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato, adottato dalla Commissione il 23 marzo 2022, che si fonda sull’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), e riconosce che tutta l’economia dell’UE sta subendo un grave turbamento.

    L’Italia ha notificato alla Commissione un regime quadro da 1,2 miliardi di € a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina.

    Nell’ambito del regime i beneficiari ammissibili avranno diritto a ricevere aiuti di importo limitato in una delle seguenti forme: i) sovvenzioni dirette; ii) agevolazioni fiscali o di pagamento; iii) anticipi rimborsabili; e iv) riduzione o esenzione dal pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

    La misura sarà accessibile alle imprese di tutte le dimensioni attive nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura colpite dall’aumento dei prezzi dell’elettricità, dei mangimi e dei carburanti causato dall’attuale crisi geopolitica e dalle relative sanzioni.

    La Commissione ritiene che il regime italiano sia in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi. In particolare, gli aiuti i) non supereranno il massimale di 35 000 € per beneficiari attivi nella produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura e di 400 000 € per imprese operanti in tutti gli altri settori; e ii) saranno concessi entro il 31 dicembre 2022.

    La Commissione ha concluso che il regime italiano è necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

    Su queste basi la Commissione ha approvato la misura di aiuto in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Il 23 marzo 2022 la Commissione europea ha adottato un quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato per consentire agli Stati membri di avvalersi della flessibilità prevista dalle norme in materia al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina.

    Il quadro temporaneo di crisi prevede che gli Stati membri possano concedere i seguenti tipi di aiuti:

    • aiuti di importo limitato, in qualsiasi forma, fino a 35 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano nel settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura e fino a 400 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano negli altri settori;
    • sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati; e
    • aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell’energia.L’aiuto, che può essere concesso sotto qualsiasi forma, compenserà parzialmente le imprese, in particolare gli utenti a forte consumo di energia, per i costi aggiuntivi dovuti ad aumenti eccezionali dei prezzi del gas e dell’elettricità. L’aiuto complessivo per beneficiario non può superare il 30 % dei costi ammissibili, fino a un massimo di 2 milioni di € in un dato momento. Quando l’impresa subisce perdite di esercizio, possono essere necessari ulteriori aiuti per garantire il proseguimento di un’attività economica. Pertanto, per gli utenti a forte consumo di energia, le intensità di aiuto sono più elevate e gli Stati membri possono concedere aiuti superiori a tali massimali, fino a 25 milioni di €, e, per le imprese che operano in settori e sottosettori particolarmente colpiti, fino a 50 milioni di €.

    Le entità controllate dalla Russia che sono soggette a sanzioni saranno escluse dall’ambito di applicazione di tali misure.

    Il quadro temporaneo di crisi prevede pertanto una serie di garanzie:

    • metodologia proporzionale,che richiede l’esistenza di un nesso tra l’importo dell’aiuto che può essere concesso alle imprese e la portata della loro attività economica e dell’esposizione agli effetti economici della crisi;
    • condizioni di ammissibilità, ad esempio, mediante la definizione degli utenti ad alta intensità energetica come imprese per le quali l’acquisto dei prodotti energetici è pari ad almeno il 3 % del loro valore produttivo; e
    • requisiti di sostenibilità, quando concedono aiuti per ovviare ai costi aggiuntivi sostenuti a causa dei prezzi eccezionalmente elevati del gas e dell’energia elettrica, gli Stati membri sono invitati a considerare, in modo non discriminatorio, la fissazione di requisiti relativi alla protezione dell’ambiente o alla sicurezza dell’approvvigionamento.

    Il quadro temporaneo di crisi sarà operativo fino al 31 dicembre 2022. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato. Inoltre durante il periodo di applicazione la Commissione valuterà il contenuto e la portata del quadro alla luce degli sviluppi sui mercati dell’energia e sugli altri mercati dei fattori di produzione e della situazione economica generale.

    Fonte: Commissione europea

  • Strumento di sostegno tecnico della Commissione per aiutare nove Stati membri ad accogliere e sostenere le persone in fuga dalla guerra in Ucraina

    La Commissione metterà a disposizione competenze tecniche per aiutare nove Stati membri ad accogliere le persone in fuga dalla guerra in Ucraina. Tutti gli Stati membri che hanno presentato una richiesta di sostegno lo riceveranno nei prossimi mesi. Si tratta di Belgio, Repubblica ceca, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Polonia, Romania e Slovacchia.

    Le competenze tecniche sono fornite nell’ambito dello strumento di sostegno tecnico (SST) gestito dalla Commissione. Lo strumento aiuterà gli Stati membri ad assorbire i fondi dell’UE a fini di accoglienza e integrazione e li assisterà nell’attuare la direttiva sulla protezione temporanea; nel facilitare il riconoscimento delle qualifiche e dei diplomi dei rifugiati ucraini al fine di facilitarne l’ingresso nel mercato del lavoro dell’UE; nell’adattare i programmi scolastici alle esigenze degli alunni ucraini; e nel migliorare il coordinamento interministeriale.

    Il 21 marzo 2022, a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Commissione ha pubblicato un invito speciale per aiutare gli Stati membri che accolgono i rifugiati ucraini e per sostenere la graduale eliminazione della dipendenza dai combustibili fossili provenienti dalla Russia. Tutte le richieste presentate dagli Stati membri sono state valutate e approvate dalla Commissione.

    Nell’ambito dello strumento di sostegno tecnico 2022, la Commissione sta già aiutando Croazia, Danimarca, Finlandia, Grecia, Italia, Paesi Bassi e Portogallo nel quadro dei progetti faro di sostegno “Integrazione dei cittadini di paesi terzi negli Stati membri dell’Unione”. Questi progetti sono volti a migliorare la capacità delle amministrazioni nazionali di fornire servizi di integrazione inclusivi ed efficaci, contribuire a trattenere i talenti e facilitare l’accesso al mercato del lavoro per i cittadini di paesi terzi.

    Lo strumento di sostegno tecnico integra le attività delle agenzie dell’UE, in particolare dell’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA), che opera a Malta, in Italia, in Grecia, in Spagna, a Cipro, in Romania, in Belgio, in Lettonia, in Lituania e presto anche nella Repubblica ceca e nei Paesi Bassi.

    Fonte: Commissione europea

  • Ciascuno faccia quello che deve

    La vittoria della Kalush Orchestra all’Eurovision Song Contest con una musica coinvolgente ed un brano le cui parole, dense di significato, riconducono anche i più giovani a valori imprescindibili come l’affetto per la propria madre e per la propria patria ha visto uniti popoli diversi in una scelta comune.

    Questo successo, che rappresenta per tutta l’Ucraina un nuovo inno di speranza, dovrebbe far comprendere, anche ai più distratti, la portata ed il valore della cultura e della determinazione di un popolo aggredito che ha visto uccisi i suoi cittadini inermi, rapiti bambini, seviziati civili, distrutte le proprie case e la propria economia, e che con determinazione continua a difendere l’integrità nazionale, il diritto e la libertà.

    L’Ucraina difende se stessa ma anche, per tutti noi, difende le regole internazionali che Putin ha coscientemente e volutamente calpestati e che invece devono continuare a rappresentare, per tutto il mondo, i limiti invalicabili oltre i quali c’è solo la barbarie.

    Mentre risuonano le note e ascoltiamo le parole d Stefania il nostro pensiero, come tutti i giorni, da molti giorni, è là nei cunicoli dell’acciaieria Azovstal tra i soldati feriti, i civili rimasti, i combattenti irriducibili e coraggiosi che vorremmo aiutare e salvare e per i quali continuiamo  a sperare.

    Ciascuno, per quello che può, faccia quello che deve.

  • La supremazia militare e l’indebolimento diplomatico

    In un contesto complesso e  problematico che solo una guerra può determinare e mantenendo come primario il  principio che impone sempre la  ricerca di una via diplomatica per creare le condizioni per il raggiungimento  ed il  mantenimento di un cessate il fuoco stabile, solo una irresponsabile visione suprema militare, incurante di ogni conseguenza politica e bellica, avrebbe avviato e velocizzato le procedure per l’ingresso della Finlandia e della Svezia all’interno della NATO. Una scelta che è espressione di una scellerata strategia militare, sovrapposta a quella  politica, incurante tanto della posizione dei due Paesi a ridosso della Russia (e della stessa Ucraina) quanto della tempistica assolutamente inopportuna.

    Questa disastrosa escalation di una seconda “guerra di posizione”, in aggiunta a quella del territorio ucraino,  posta in campo ed  imputabile in toto alla direzione della NATO, andrebbe quantomeno negoziata perché va ampiamente oltre i propri compiti e i perimetri di competenza, dimostrando, in più, probabilmente, come la vera intenzione non si debba individuare nella ricerca complessa e difficile di un accordo  con l’obiettivo di bloccare la guerra e le sue terribili conseguenze quanto in quella di aumentare la zona di ingerenza della Nato stessa fino alle porte della Russia, ponendo fine quindi al concetto di stati “cuscinetto non allineati”  i quali  avevano assicurato comunque un instabile equilibrio.

    In più, all’interno di questa incerta quanto impervia trattativa diplomatica vengono fornite, con questa iniziativa della Nato, nuove argomentazioni alla retorica russa, il che si traduce nell’indebolimento negoziale della posizione occidentale all’interno di una trattativa finalizzata al raggiungimento di  una tregua stabile. Un indebolimento pericoloso e progressivo anche in considerazione dell’opposizione della Turchia a tale allargamento ai paesi scandinavi la quale, a tutt’oggi, rappresenta l’unico negoziatore occidentale con la Russia di Putin.

    Sembra veramente incredibile come tutte le istituzioni politiche nazionali ed internazionali possano accettare supine l’ingerenza politica della NATO che si insinua anche all’interno delle strategie  diplomatiche che, invece, dovrebbero restare di  esclusiva  pertinenza  politica.

    Sostanzialmente l’autorità militare della NATO sta invadendo quello spazio istituzionale nazionale ed internazionale  ponendosi  come una autorità suprema militare al vertice decisionale e negoziale.

    Questo percorso della Nato rappresenta una pericolosa sovrapposizione da considerarsi imbarazzante per l’intero continente europeo il quale non può più venire considerato un modello democratico all’interno del quale le forze armate rappresentano un elemento di difesa dello stesso sistema istituzionale basato  sulla precisa separazione democratica dei poteri tra i  quali quello militare non viene previsto.

    La mancata percezione di questa sempre maggiore ingerenza  militare all’interno di  sfere di competenza prettamente politiche definisce inequivocabilmente anche il livello di sensibilità istituzionale della classe politica italiana ed europea incapaci persino di difendere le proprie prerogative istituzionali ed il sistema economico.

  • La Guerre en Ukraine et la Bataille de Varsovie (1920)

    Riceviamo un articolo dal Club Danton che pubblichiamo

    La Guerre en Ukraine et la Guerre Russo-Polonaise de 1920 sont très semblables.

    Il est important de comprendre que le but des Russes était de propager le communisme à toute l’Europe, avec une coordination avec les communistes et certains restes de l’armée allemande, avec pour but de prendre Berlin et Paris.

    La Pologne venait juste de recouvrer son indépendance, et l’armée polonaise, qui avait fait la guerre aux côtés de Français, était la base des forces polonaises.

    La France avait détecté très tôt les volontés de Lénine et Trotski, dont dépendait l’armée Russe du Nord contre la Pologne.

    La France a envoyé des quantités massives d’armements résidus de la guerre de 14 avec 400 officiers chargés de l’instruction des forces polonaises. Ils avaient interdiction de participer aux combats, mais ils se sont intégrés dans leurs armées. Pendant ce temps-là, les dockers communistes anglais refusaient de charger les armes à destination de la Pologne.

    Et c’est le général Weygand qui a eu le rôle de chef d’État-Major, à la base du retournement des attaques vers les arrières russes.

    On a appelé cela le Miracle de la Vistule (15 Août) car les chances de victoire étaient minimes. Les troupes polonaises ont poursuivi l’armée russe en retraite et s’avançaient sur Moscou, lorsque les Français et les Anglais les ont arrêtées.

    Espérons qu’il en sera de même en Ukraine.

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