Ucraina

  • Ukraine’s constitutional court crisis alarms IMF and Western backers

    Ukraine’s president Volodymyr Zelensky has submitted a bill to dismiss all 15 judges of the Constitutional Court that will plunge Ukraine into a major constitutional crisis.

    The judges have accused Zelensky of trying to carry out a constitutional coup, as neither the president nor parliament have any powers to remove judges on the Constitutional Court. Judges can only remove each other with a two-thirds majority vote, and even then it can only be done because of health problems.

    The bill follows a controversial decision by the court to strike down key anti-corruption laws that were put in place at the insistence of the country’s main donors, including the International Monetary Fund.

    Last week, the court dismissed punishment for politicians who falsely declare their assets. Zelensky called the judges’ decision “worthless” and taken by the judges amid a “real conflict of interest”, according to Zelensky’s draft bill. The head of the country’s national defense council, Oleksy Danilov, said the ruling was a threat to national security.

    The IMF has been holding back some of its funds until it is satisfied with the country’s progress in dealing with corruption, which is considered one of Ukraine’s biggest issues. Zelensky told the media that the IMF threatened to pull its support after the court verdict.

    The ambassadors of the G7 nations, which includes the US, the UK, Germany, France, Canada, Japan, and Italy, said they “stand with the Ukrainian people” following the Constitutional Court verdict.

     

  • Ucraina, raggiunto un accordo per il cessate il fuoco

    Funzionari del governo ucraino, separatisti filo-russi e negoziatori dell’OSCE hanno concordato i termini per un cessate il fuoco nell’Ucraina orientale a partire dal 27 luglio.

    “Il regime del cessate il fuoco, se osservato dall’altra parte, è un presupposto fondamentale per l’attuazione degli accordi di Minsk e apre la strada all’attuazione di altre disposizioni di tali accordi. La svolta è il risultato del lavoro efficace della delegazione ucraina con il sostegno dei nostri partner internazionali a Berlino e Parigi”, fanno sapere dalla segreteria del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, eletto l’anno scorso con la promessa di porre fine al conflitto nelle regioni orientali di Donetsk e Luhansk.

    I leader europei avevano chiesto di raggiungere l’accordo come prerequisito per tenere un nuovo vertice sulla crisi ucraina.

    Più di 13.000 persone, tra truppe ucraine e ribelli sostenuti dalla Russia, hanno perso la vita nel conflitto cominciato nel 2014, quando Mosca ha annesso con la forza la penisola di Crimea in Ucraina e ha sostenuto la ribellione ad est. I combattimenti più importanti si sono conclusi con un cessate il fuoco del 2015 mediato da Germania e Francia, ma gli sforzi per l’attuazione si sono ridotti, con la Russia che nega di avere truppe nell’Ucraina orientale.

  • Bruxelles estende le sanzioni contro la Russia per il conflitto in Ucraina

    L’Unione Europea ha esteso le sue sanzioni contro la Russia fino al 31 gennaio 2021. Nel 2014 Bruxelles ha imposto le misure restrittive in risposta all’annessione della Crimea da parte della Russia, che l’UE, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite e la Turchia considerano illegali. L’Ucraina incolpa la Russia anche per la violenza separatista dell’Ucraina orientale. Le misure sono state estese a causa della riluttanza di Mosca ad attuare pienamente l’accordo di Minsk, che ha lo scopo di stabilire un cessate il fuoco nell’Ucraina orientale. Le misure restrittive riguardano alcune banche e società russe che avranno un accesso limitato ai mercati dei capitali dell’UE e vietano anche il commercio di tutti i beni legati alla difesa e le tecnologie sensibili che possono essere utilizzati nel settore energetico russo.

  • L’UE sostiene la modernizzazione dei centri di servizi amministrativi in Ucraina

    Circa 9,5 milioni di ucraini, residenti principalmente in piccole città e hromada (comunità territoriali unite), riceveranno servizi in moderni centri amministrativi, grazie al programma U-LEAD finanziato dall’UE con l’Europa. Si prevede che con questo programma negli hromada ucraini, entro aprile 2021, saranno collocati oltre 800 punti di accesso che corrispondono a quasi 500 centri di servizi amministrativi e oltre 300 luoghi in cui gli amministratori potranno lavorare da remoto.

    I nuovi uffici forniranno ai residenti una vasta gamma di servizi di alta qualità in condizioni moderne e confortevoli. 11 saranno invece i centri amministrativi saranno mobili.

  • Il capo della politica estera dell’UE visiterà il Donbas

    L’Alto rappresentante dell’UE per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, ha dichiarato, durante una conferenza stampa tenutasi a Bruxelles con Oleksiy Honcharuk, primo ministro ucraino, che nelle prossime settimane vorrebbe visitare il Donbas, la zona di guerra dell’Ucraina orientale. Il diplomatico spagnolo ha espresso il suo sostegno all’“ambizioso programma di riforme” dell’Ucraina, aggiungendo che anche il Commissario per il vicinato e l’allargamento, Olivér Várhelyi, condivide l’intenzione di visitare il regione devastata dalla guerra. “L’Ucraina è un partner chiave per l’Unione Europea. Non è solo un vicino, ma è anche un partner chiave”, ha affermato Borrell, aggiungendo che l’UE continuerà a sostenere l’indipendenza e l’integrità territoriale del paese. Borrell ha anche sottolineato che l’UE deve lavorare su più fronti  come l’assistenza umanitaria e lo sminamento, senza dimenticare la ricostruzione e la progettazione di infrastrutture che possano creare opportunità economiche future.

  • Ue, Russia e Ucraina a confronto sulle forniture di gas

    Nuovo round di colloqui trilaterali tra Unione europea, Mosca e Kiev a Bruxelles sul transito del gas attraverso l’Ucraina. In agenda, le questioni del prezzo del gas, dei volumi, della durata e del quadro giuridico, con l’obiettivo di raggiungere un nuovo accordo sulle forniture il prima possibile. Il contratto esistente tra Mosca e Kiev scadrà infatti alla fine del 2019, e si vuole scongiurare che la Russia chiuda definitivamente il passaggio di idrocarburi attraverso l’Ucraina, lasciando i cittadini ucraini senza forniture.

    “Sono passati esattamente sei mesi da quando ci siamo incontrati in questo formato per la prima volta a Berlino, da allora si sono svolti un paio di colloqui a livello di esperti ed è tempo di fare un bilancio e discutere la via da seguire sui parametri chiave concordati – ha sottolineato il commissario Ue all’Energia, Maros Sefcovic -. Abbiamo bisogno di un forte impegno da entrambe le parti”. Al tavolo, oltre a Sefcovic, saranno presenti anche il ministro ucraino degli Esteri, Pavlo Klimkin, il ministro dell’Energia russo, Alexander Novak, e i rappresentanti di Naftogaz per l’Ucraina e Gazprom per la Russia, le due compagnie nazionali del gas. Una portavoce dell’Ue nei giorni scorsi ha negato le voci sulla possibile rinuncia di Gazprom a partecipare.

    Intanto,  il numero uno di Gazprom, Alexey Miller, ha reso noto che la costruzione di un braccio settentrionale lungo 403 chilometri del gasdotto TurkStream sarà completata in Serbia entro la fine del 2019. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa serba Beta, Miller ha specificato che il gasdotto attraverserà il confine tra Bulgaria e Serbia per poi procedere verso Nord, fino al confine serbo-ungherese. Miller ha anche assicurato che tutte le questioni relative al trasporto di gas saranno risolte in linea con la legislazione serba e dell’Unione europea. Ieri, durante una visita ufficiale a Belgrado, il presidente russo Vladimir Putin aveva affermato che la Russia è favorevole all’estensione al Paese balcanico del progetto Turkish Stream e che Mosca è pronta a investirvi 1,4 miliardi di dollari. Putin aveva anticipato che il progetto potrebbero essere esteso anche ad altri Paesi europei. Da parte sua, il presidente serbo Aleksandar Vucic ha ribadito che “il gas russo è la migliore opzione” per Belgrado e che la Serbia ha fatto tutto il necessario per garantire l’estensione del gasdotto al territorio serbo.

  • Le tensioni Ucraina-Russia banco di prova per la Ue e l’asse atlantico

    Con le recenti intimidazioni e violenze perpetrate dalla Russia contro l’Ucraina – la cattura di 3 navi militari ucraine e il blocco dello stretto di Kerch strategicamente importante – Vladimir Putin sta testando l’unità occidentale e la sua capacità di risposta. Ue, Nato e Dipartimento di Stato degli Usa hanno preso posizione, ma il grande assente è stato Donald Trump, che ha commentato l’accordo sulla Brexit ma non ha speso una parola sulle nuove tensioni tra Ucraina e Mosca (perfino il mancato incontro con Putin al G20 è parso dettato dai suoi consiglieri e più legato a questioni di politica interna, l’indagine dell’Fbi su collusioni con Mosca, piuttosto che da tutela delle ragioni dell’Occidente). Anche l’Austria, il cui ministro degli esteri Karin Kneissl ha legami con Putin, ha ipotizzato sanzioni europee verso Mosca, di cui la Ue discuterà questo mese. Tali sanzioni sono osteggiate dai Paesi dell’Ue guidati da partiti populisti, ma un’uniformità di visione e di azione  da parte degli Stati comunitari appare particolarmente importante prima delle elezioni europee del prossimo anno, che minacciano di fornire una piattaforma per partiti di estrema destra allineati al Cremlino (c’è già chi chiede di potenziare la task force East StratCom, una cellula anti-disinformazione del servizio estero dell’Ue).

  • Migliorano gli scambi commerciali tra Ue e Moldovia, Georgia e Ucraina

    L’apertura degli scambi tra l’Unione europea e Moldova, Georgia e Ucraina, con “l’accesso reciproco al mercato e l’allineamento al diritto europeo, porteranno a maggiori benefici, la spinta al commercio è già evidente dopo i primi anni di attuazione degli accordi” di libero scambio.  E’ quanto scrivono in una nota congiunta la commissaria europea per il Commercio, Cecilia Malmstroem, i vicepremier di Ucraina e Moldova, Stepan Kubiv e Iurie Leanca, e il ministro dell’Economia della Georgia, Giorgi Kobulia, a seguito di un incontro informale a Bruxelles sull’attuazione delle zone di libero scambio istituite nei rispettivi accordi di associazione con l’Ue.

    Il prossimo passo, spiegano Malmstroem e i ministri, consiste nell’individuare “aree di interesse comune in cui si possono prevedere risultati positivi nel prossimo futuro”, a patto – sottolinea Bruxelles – che le riforme nei Paesi “siano attuate in modo tempestivo”. L’attenzione è soprattutto su appalti pubblici, Pmi, sanità, e procedure doganali per facilitare gli scambi. I colloqui proseguiranno nelle prossime settimane, in vista della riunione dei ministri degli Esteri del Partenariato orientale (di cui Moldova, Georgia e Ucraina fanno parte), prevista per il 15 ottobre.

  • Merkel: Nord Stream 2 not possible without clarity for Ukraine

    German Chancellor Angela Merkel said after meeting Ukrainian President Petro Poroshenko on Tuesday that the Nord Stream 2 gas pipeline could not go ahead without clarity on Ukraine’s role as a gas transit route, appearing to harden her stance towards the project.

    “I made very clear that a Nord Stream 2 project is not possible without clarity on the future transit role of Ukraine,” Merkel said. “So you can see that it is not just an economic issue but there are also political considerations”, she added. She said that “it is not just an economic issue but there are also political considerations”.

    Merkel had in the past called Nord Stream 2 a purely “economic project” with no need for political intervention.

    Nord Stream 2, which is to run from Russia through the Baltic Sea to Germany — the European Union’s biggest economy — would double the existing Nord Stream pipeline’s annual capacity of 55 billion cubic meters. But critics argue it will increase dependence on Russia and enrich its state-owned energy companies at a time when Moscow stands accused of endangering European security.

    Merkel said she had told Russian President Vladimir Putin in a phone call on April 9, “It cannot be that through Nord Stream 2, Ukraine has no further importance regarding the transit of gas”.

    She insisted that Ukraine relied heavily on income from transit fees.

    In an interview with German business daily Handelsblatt on April 9, Poroshenko urged Berlin to abandon plans to build Nord Stream 2, saying it would enable an “economic and energy blockade” against Ukraine and blasting it as “political bribe money for loyalty to Russia.”

    He accused Russia of being an “extremely unreliable partner” as a gas supplier, citing state-owned energy firm Gazprom’s refusal to pay Ukraine billions of dollars after shutting off supplies in the middle of winter.

    Poland and the Baltics oppose Nord Stream 2, and U.S. officials have spoken out against it.

     

  • Spanish police dismantle Ukrainian-Russian ATM jackpot gang

    Police in Spain have broken up a cybercrime gang made up of Ukrainians and Russians that allegedly stole more than 1 billion euros from financial institutions worldwide in a five-year spree.

    According to statements issued by the Spanish police and Europol, the leader of the gang, a Ukrainian named “Denis K.” and his three suspected accomplices of Russian and Ukrainian origin, have been identified and arrested in the Spanish city of Alicante. In Ukraine, police said that an unidentified 30-year-old man linked to the gang was cooperating with authorities.

    The hackers — whose activities have long been tracked by security researchers — used malware to target more than 100 financial institutions worldwide, sometimes stealing up to 10 million euros in each heist. Almost all of Russia’s banks were targeted, and about 50 of them lost money in the electronic robberies, authorities said. The gang used well-worn techniques such as booby trapped emails to break into banks and compromise the networks controlling ATMs, effectively turning the machines into free cash dispensers.

    Authorities said that the gang converted its illicit gains into bitcoins and used the cryptocurrency to purchase big ticket items, including houses and vehicles, in Spain. In each attack, the hackers’ modus operandi followed a familiar formula: bank workers would be targeted with emails claiming to come from legitimate companies, but carrying a malicious attachment. Once executed, the malware would give the remote hackers control over the compromised computer, granting them access to the bank’s internal network, and able to infect servers used to control ATMs.

     

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