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Slovenia e Croazia ai ferri corti per problemi di frontiera

La Slovenia ha chiesto l’intervento dell’Ue in una vecchia disputa sui confini con la Croazia, poiché il 29 dicembre è scaduto il termine per l’attuazione di una sentenza emessa dalla Corte permanente di arbitrato dell’Aja sei mesi fa in merito a un’area nel Golfo di Pirano, dove la punta della Slovenia tocca il mare Adriatico e il confine marittimo molto più lungo della Croazia.

La corte ha stabilito che due terzi delle acque intorno alla baia di Savudrija in Croazia appartengano alla Slovenia assegnando a quest’ultima anche l’uso di un canale lungo 10 miglia nautiche attraverso le acque croate così da consentire alla Slovenia stessa di avere accesso alla parte internazionale dell’Adriatico. La Croazia ha però contestato la sentenza lamentando che del tribunale dell’Aja ha fatto parte un giudice sloveno (che aveva condiviso informazioni riservate con il governo sloveno) e si è quindi ritirata dall’arbitrato, che è proceduto in sua contumacia in quanto la corte pur riconoscendo la violazione non l’ha giudicata tale da inficiare la validità del procedimento.
I leader di entrambi i Paesi si sono incontrati a Zagabria il 19 dicembre ma i colloqui si sono conclusi in aperto disaccordo: la Slovenia ha affermato che avrebbe applicato la sentenza unilateralmente e la Croazia ha affermato che non si sarebbe mossa fino a quando la questione non fosse stata risolta attraverso nuovi negoziati. «La Slovenia inizierà l’implementazione dove può fare da sola», ha detto il primo ministro sloveno Miro Cerar. «La Croazia non si sente obbligata. La questione dei confini è un problema aperto per il Paese», ha affermato a sua volta il primo ministro croato Andrei Plenkovic, aggiungendo anche che l’attuazione unilaterale da parte slovena «potrebbe causare incidenti ai confini» (allusione al rischio che le guardie costiere di ciascuna fazione tentassero di far valere i diritti di 50 pescatori locali per operare nelle acque contestate).

È probabile che il problema finisca nel tribunale dell’UE a Lussemburgo. Ma la Slovenia chiede anche che la Commissione europea si schieri dalla sua parte, dato che il rispetto della sentenza arbitrale è stato sancito nel trattato di adesione della Croazia all’Ue nel 2013 e che la Slovenia aveva minacciato di porre il veto a meno che la Croazia non si fosse allineata. «La Commissione europea non può interferire ed è probabile che le due parti debbano essere d’accordo», ha dichiarato Ivica Masturko, ex ambasciatrice croata in Slovenia a Total Croatia News, un’agenzia di stampa online. Zagabria ha attualmente controversie sul confine con Paesi aspiranti all’Ue: Bosnia, Serbia e Montenegro.

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