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Angelo e i vigliacchi

Angelo non ce l’ha fatta. Il cane Angelo simbolo della voglia di vivere, nonostante le terribili ustioni dovute ai tragici incendi della Sardegna e curato con passione dai veterinari, non ce l’ha fatta, troppo devastata dal fuoco ogni parte del suo corpo. Solo un cane? Guardando i suoi occhi, il suo corpo a brandelli molti di noi sanno che Angelo non era solo un cane ma il simbolo di una terra martoriata da pochi delinquenti che appiccano il fuoco e che dovrebbero morire loro tra le fiamme. Per chi dà fuoco ai boschi, ai campi, per chi distrugge case e vite, siano di persone o animali, non ci deve  essere giustificazione ma solo il massimo della pena. In Sardegna, e in altre parti d’Italia, è stato distrutto il lavoro, la tradizione, la vita stessa, e neppure i campi di lavoro forzati, ai quali dovrebbero essere condannati i piromani, sarebbero sufficienti a riparare il dolore degli occhi di Angelo, occhi che anche dopo la sua morte continueranno a ricordarci quanta vigliaccheria e violenza si nascondono negli occhi di certi umani.

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