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La globalizzazione della distruzione

Mentre la guerra della Russia contro l’Ucraina continua in modo sempre più devastante, e vecchi e nuovi focolai restano accesi in troppe parti del mondo, le potenti esercitazioni che la Cina sta facendo alle porte  di Taiwan e del Giappone non solo rendono sempre più insicure vaste aree ma creano una rinnovata distruzione dell’ambiente.

Missili, bombe, anche ufficialmente proibite, residui bellici abbandonati, mine nel terreno, uranio impoverito che si diffonde nell’aria insieme alle particelle d’amianto, ancora troppo presente ovunque, stanno distruggendo l’habitat di troppi territori, l’aria che respiriamo e rendono sempre più a rischio, anche per le conseguenze future, gran parte della popolazione.

La guerra è un crimine verso le persone e contro l’ecosistema già duramente provato come dimostra il cambiamento climatico che sta portando devastante siccità ed altrettanto devastanti incendi ed allagamenti. Questo crimine avrà conseguenze per molti anni sia sulla salute di persone ed animali sia sulla fertilità del terreno e sulla salubrità dell’aria con uno spropositato aumento di carestie.

L’incapacità di comprendere l’enormità del danno che stanno provocando coloro che fomentano, iniziano, proseguono guerre e gigantesche esercitazioni, con i più sofisticati e letali armamenti, è un rischio enorme per l’intera umanità e invano aspettiamo che voci autorevoli, se ancora ne esistano oltre Papa Francesco, prendano posizioni nette e trovino una strada comune per fermare quella che sta diventando la globalizzazione della distruzione.

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