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La Sanità Olimpica

Potrei anche sbagliarmi ma non vorrei vedere chiudere una delle strutture sanitarie come l’istituto Pio XII per i costi eccessivi, legati anche alla comunque positiva discesa dei bimbi ricoverati, e successivamente assistere alla sua vendita o addirittura messa all’asta che interessa i soliti fondi privati allettati dalla realizzazione di una classica speculazione edilizia.

All’interno di una rinnovata euforia olimpica in Cadore, e specialmente nella vicina Cortina d’Ampezzo (14,9 km la distanza), perché non ampliare l’offerta medica e così rivolgersi ad una maggiore utenza potenziale e quindi favorire una sostenibilità finanziaria?

Poi, sempre all’interno di una rinnovata attenzione allo spopolamento delle realtà montane, che era una delle ragioni addotte per sostenere la candidatura olimpica, il mantenimento attivo di questa struttura sanitaria avrebbe una ulteriore motivazione. Del resto, la sua stessa collocazione sulle rive del Lago di Misurina rappresenta un unicum giustificato proprio dalla esclusiva vocazione sanitaria, ma diventerebbe un insulto alla natura se da una vocazione di interesse pubblico si passasse ad una classica espressione di interessi privati.

Lo spirito olimpico ha diverse opportunità per concretizzare la propria valenza. Una delle sue manifestazioni più elementari sicuramente viene rappresentata dall’inaugurazione di nuovi impianti ma certamente anche il mantenimento di altre strutture di interesse pubblico dimostrerebbe senza dubbio il recepimento e la declinazione sul territorio dei principali contenuti valoriali del messaggio olimpico.

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