Costume e Società

Gli aironi tornano nei cieli italiani

L’Onu ha recentemente pubblicato un rapporto sulla biodiversità, nel rapporto è stato lanciato un allarme sulla ingente perdita di specie delle quali addirittura un milione sarebbero a rischio estinzione. La colpa ovviamente è dell’uomo sia per quanto riguarda l’inquinamento sia per quanto riguarda altre attività come il bracconaggio, specie degli uccelli. L’Italia nel marzo 2017 è stato il primo Paese del Mediterraneo ad approvare un piano di azione per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici e nel mese di maggio si è avuto il primo report sul piano annuale di contrasto. Fortunatamente mentre ci sono persone che uccidono uccelli rari ve ne sono altre che hanno dedicato la loro vita allo studio e alla conservazione di diverse specie. Tra questi Mauro Fasola, ornitologo e ordinario di zoologia a Pavia, da anni gira per risaie e paludi per monitorare le coppie di aironi. Nonostante anche in Italia ci sia il rischio di perdere più di 2/3 delle specie la popolazione degli aironi è aumentata come risulta dal controllo delle garzaie in Piemonte e Lombardia e specie nel delta del Po. Gli aironi tornano sempre a nidificare nello stesso luogo e vi sono alcune garzaie che sono già descritte in libri del primo ‘600 e che sono ancora lì inutilizzate. Un’impresa difficile quella del prof. Fasola che però è coadiuvato da decine di volontari e oggi il gruppo garzai-Italia sarà presto in grado di conferire il suo database sugli aironi a Ornitho, la piattaforma dei birdwatchers italiani. Gli aironi sono perciò in controtendenza rispetto all’estinzione di altre specie e sono comparse alcune varietà, come l’airone guardabuoi e l’airone bianco, che non si vedevano da moltissimo tempo. Il problema per questi uccelli però è, oltre il bracconaggio, l’eventuale asciutta delle risaie che distrugge la loro base alimentare. I luoghi dove maggiormente nidificano sono il Parco della valle del Ticino, il parco del Sesia, il parco regionale del Mincio, la riserva naturale di Ostiglia e l’oasi Lipu di Torrile.

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