tutela

  • La più bella di tutte le battaglie

    Nel vestibolo dell’Inferno, Dante, a un certo punto, viene assordato dagli strazianti lamenti delle infinite turbe di anime che si muovono nella nebbia circostante. Si trova nell’anticamera dell’Inferno, il luogo dove il tempo non ha più l’avvicendamento del giorno e della notte ma, su ogni cosa, sovrasta un cupo grigiore. Così, un po’ frastornato, chiede a Virgilio che gente sia quella così devastata da tanto dolore e Virgilio gli risponde che sono l’anime tristi di coloro, che visser senza infamia e senza lodo. Gli ignavi, che nella vita non commisero alcun male da meritar biasimo ma che nemmeno fecero alcun bene da meritar lode. Gli ignavi (dal lat. “i non attivi” o gli indifferenti, come li definì qualcuno) che non sono solo quelli che mostrano la loro passività di fronte al bene e al male ma sono quelli che vivono senza un ideale per cui battersi e, più semplicemente, vivono pensando solo a sé stessi (non furon ribelli, né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro). Dunque gli ignavi, come vissero fuori dal consorzio civile, così sono messi al bando dai Cieli e dall’Inferno. E ad essi, si aggiunge il disprezzo umano, la condanna più terribile alle loro pene. Scrutando fra le turbe degli ignavi, Dante, infatti, non fa il nome di nessuno di loro, condannandoli volutamente all’oblio eterno e facendo dire a Virgilio la nota frase, non ragioniam di lor, ma guarda e passa. Come a dire, non perdiamo tempo con chi tempo per gli altri o per le giuste cause non ne ha avuto mai. Ma parliamo ora della nostra anticamera dell’inferno. Del mondo in cui viviamo. Cosa dobbiamo dire della nostra ignavia ai milioni di piccoli e giovani manifestanti in difesa dell’ambiente? Della nostra indifferenza o incapacità di affrontare con consapevole volontà e decisione i sempre più gravi problemi ambientali? Delle tante emergenze affrontate soprattutto a parole? E cosa rispondiamo ai bambini che ci chiedono il perché, se la plastica inquina, lo Stato (l’adulto) permette ancora di produrla? O sul perché gli diciamo che i cibi e le bevande industriali fanno male ma lo Stato (l’adulto) permette ancora di produrle e di venderle nelle loro scuole? Cosa gli raccontiamo? La verità? Ovvero che siamo caduti nelle tante tentazioni e illusioni di un benessere (e di una logica del profitto economico) a cui è ancora difficile rinunciare? Oppure gli raccontiamo la stessa favola che hanno raccontato anche a noi tanti anni fa (come si stanno sbracciando in questi giorni in televisione alcuni innominabili personaggi) ovvero che il benessere (di pochi) ha fatto del bene a tutti e che quella occidentale è la migliore società possibile? O ancora, Greta sì o Greta no? Il tipico balletto orchestrato per non parlare dei veri problemi. Qui, oggi, se non consumiamo di meno, se non siamo i primi, noi adulti a rimettere in discussione il nostro stile di vita iperconsumistico e, quindi, facciamo vedere ai nostri figli che abbiamo capito di aver sbagliato e che adesso ci siamo, e siamo con loro, al loro fianco, e al fianco dei più deboli, non lamentiamoci se non racconteranno nulla di noi a loro figli (se mai li potranno avere). Poi io sento spesso dire in giro che i giovani di oggi sono persi. E, sotto tanti punti di vista (vista questa società) come non essere d’accordo? Ma se quando fanno un cosa veramente giusta noi non li incoraggiamo o affianchiamo nel fare quello che non siamo stati capaci di fare, ovvero salvaguardare questo pianeta, beh! allora, non lamentiamoci più di loro e, soprattutto, non rompiamo più i coglioni con le nostre scuse o i nostri “faremo”. Perché come ci ha dantescamente suggerito un ribelle del XIX secolo “la strada per l’Inferno è lastricata di buone intenzioni[1]” e, allora, quello che dobbiamo aiutarci a fare tutti quanti assieme, parafrasando un altro ribelle, stavolta, del XX secolo, è di cercare di essere il cambiamento che vorrebbero vedere i nostri figli nel Mondo[2]. Ci costerà molti sacrifici, indubbiamente, ma ci guadagneremo l’amore di chi diciamo di amare e la possibilità di dare loro un futuro.

     

    [1] Karl Heinrich Marx (1818-1883)

    [2] Mohandas Karamchand Gandhi (1869-1948)

  • Gli aironi tornano nei cieli italiani

    L’Onu ha recentemente pubblicato un rapporto sulla biodiversità, nel rapporto è stato lanciato un allarme sulla ingente perdita di specie delle quali addirittura un milione sarebbero a rischio estinzione. La colpa ovviamente è dell’uomo sia per quanto riguarda l’inquinamento sia per quanto riguarda altre attività come il bracconaggio, specie degli uccelli. L’Italia nel marzo 2017 è stato il primo Paese del Mediterraneo ad approvare un piano di azione per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici e nel mese di maggio si è avuto il primo report sul piano annuale di contrasto. Fortunatamente mentre ci sono persone che uccidono uccelli rari ve ne sono altre che hanno dedicato la loro vita allo studio e alla conservazione di diverse specie. Tra questi Mauro Fasola, ornitologo e ordinario di zoologia a Pavia, da anni gira per risaie e paludi per monitorare le coppie di aironi. Nonostante anche in Italia ci sia il rischio di perdere più di 2/3 delle specie la popolazione degli aironi è aumentata come risulta dal controllo delle garzaie in Piemonte e Lombardia e specie nel delta del Po. Gli aironi tornano sempre a nidificare nello stesso luogo e vi sono alcune garzaie che sono già descritte in libri del primo ‘600 e che sono ancora lì inutilizzate. Un’impresa difficile quella del prof. Fasola che però è coadiuvato da decine di volontari e oggi il gruppo garzai-Italia sarà presto in grado di conferire il suo database sugli aironi a Ornitho, la piattaforma dei birdwatchers italiani. Gli aironi sono perciò in controtendenza rispetto all’estinzione di altre specie e sono comparse alcune varietà, come l’airone guardabuoi e l’airone bianco, che non si vedevano da moltissimo tempo. Il problema per questi uccelli però è, oltre il bracconaggio, l’eventuale asciutta delle risaie che distrugge la loro base alimentare. I luoghi dove maggiormente nidificano sono il Parco della valle del Ticino, il parco del Sesia, il parco regionale del Mincio, la riserva naturale di Ostiglia e l’oasi Lipu di Torrile.

  • “New deal” per i consumatori: Commissione europea e Consiglio accolgono con favore l’accordo provvisorio sul rafforzamento delle norme UE a tutela dei consumatori

    Raggiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio un accordo provvisorio su un rafforzamento e una migliore applicazione delle norme in materia di tutela dei consumatori.

    Questi i principali miglioramenti: maggiore trasparenza per i consumatori che effettuano acquisti online, sanzioni efficaci e norme chiare per contrastare il problema del doppio standard qualitativo dei prodotti nell’UE. Le nuove norme sono state proposte dalla Commissione europea nell’aprile dell’anno scorso nell’ambito del “new deal” per i consumatori. Le misure adottate apporteranno benefici tangibili per i consumatori.

    Nel dettaglio: saranno introdotte sanzioni efficaci per le violazioni del diritto del consumo dell’UE, cioè  le autorità nazionali di tutela dei consumatori potranno imporre sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive in modo coordinato. Per le violazioni diffuse che colpiscono consumatori in più Stati membri e che sono soggette a un’esecuzione coordinata a livello UE, la sanzione massima applicabile in ciascuno Stato membro sarà pari a non meno del 4% del volume d’affari annuo del professionista.  Saranno contrastate le differenze di qualità nei beni di consumo,  nel senso che le nuove regole qualificano come pratica ingannevole la commercializzazione di un prodotto come identico a uno stesso prodotto in altri Stati membri, se tali beni presentano in realtà, ingiustificatamente, composizioni o caratteristiche molto diverse.

    I diritti dei consumatori online sanno rafforzati e perciò, in caso di acquisti online, ai consumatori dovrà essere chiaramente comunicato se stanno comprando prodotti o servizi da un professionista o da un privato, in modo da sapere di quale tutela godono in caso di problemi. In caso di ricerche online, ai consumatori sarà chiaramente comunicato se il risultato della ricerca è sponsorizzato da un professionista. I consumatori saranno inoltre informati in merito ai principali parametri che determinano la classificazione dei risultati della ricerca.

    L’accordo provvisorio deve ora essere adottato formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

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