tutela

  • Appello agli Stati della Ue per non declassare la tutela del lupo

    Duecentotredici organizzazioni europee hanno firmato l’appello rivolto ai governi degli Stati membri dell’Unione europea per chiedere di non ridurre il livello di protezione del lupo nei rispettivi territori. La richiesta è contenuta in una lettera indirizzata ai ministri dell’Ambiente dell’Ue, inviata il 17 dicembre 2025, in cui associazioni ambientaliste, animaliste e scientifiche mettono in guardia dai rischi legati al recente cambiamento normativo deciso a livello europeo.

    Nel dicembre 2024, su proposta dell’Unione europea, il lupo è stato declassato nella Convenzione di Berna, una scelta che ha poi portato alla modifica della Direttiva Habitat, con il passaggio della specie dall’Allegato IV (specie rigorosamente protetta) all’Allegato V (specie protetta ma gestibile). Gli Stati membri hanno tempo fino al 15 gennaio 2027 per recepire la modifica, ma, come ricordano le organizzazioni firmatarie, non sono obbligati ad abbassare il livello di tutela a livello nazionale.

    Secondo i promotori dell’appello, la decisione europea non è supportata da basi scientifiche solide. I dati ufficiali mostrano infatti che, nonostante una parziale ripresa in alcuni Paesi grazie alla protezione rigorosa, il lupo presenta ancora uno stato di conservazione sfavorevole in sei delle sette regioni biogeografiche europee. Anche la Large Carnivore Initiative for Europe aveva espresso forti perplessità, sottolineando che le decisioni sulla fauna selvatica dovrebbero basarsi su evidenze scientifiche e non su valutazioni politiche.

    Nel documento si richiama inoltre una recente pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea del giugno 2025, che ha ribadito come lo stato di conservazione di una specie debba essere valutato Paese per Paese, e non su scala transfrontaliera. Un principio che rafforza la possibilità, per i singoli Stati, di mantenere una protezione più elevata del lupo.

    Le organizzazioni firmatarie avvertono anche che il declassamento rischia di indebolire le politiche di convivenza tra lupi e comunità rurali, alimentando l’idea che l’abbattimento sia una soluzione efficace ai conflitti con la zootecnia. Al contrario, la lettera ribadisce che prevenzione, corretta gestione del bestiame, misure di protezione e sistemi di compensazione condizionati sono gli strumenti più efficaci e sostenibili per ridurre le predazioni.

    L’appello è stato lanciato mentre sono ancora pendenti due ricorsi davanti alla Corte di giustizia europea che contestano la legittimità del declassamento della specie. Per questo, sottolineano le associazioni, qualsiasi decisione definitiva in termini di regolamentazione normativa dovrebbe attendere l’esito dei procedimenti giudiziari in corso. «Proteggere il lupo non è solo una questione faunistica», si legge nel testo, «ma un indicatore dell’impegno dell’Europa nella tutela della biodiversità». Un messaggio che le organizzazioni chiedono agli Stati membri di tradurre in scelte concrete, mantenendo alti livelli di protezione e investendo su una gestione fondata su dati scientifici e responsabilità condivise.

  • La Ue attiva lo scudo contro la disinformazione sul web, lo dirigerà il commissario McGrath

    Il commissario alla Giustizia Micheal McGrath dirigerà il nuovo “Centro europeo per la resilienza democratica” nell’ambito del piano Scudo europeo per la democrazia, volto a combattere la disinformazione estera, ha affermato mercoledì la Commissione.

    Il centro stesso è stato annunciato dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione a settembre. Il centro dedicato alla condivisione di informazioni tra i Paesi e le istituzioni dell’Ue si concentrerà sulla lotta ai cosiddetti attacchi ibridi, in cui le campagne di disinformazione online possono impiegare una varietà di tecniche e prendere di mira più canali di distribuzione per aumentarne l’impatto.

    “Avrò la responsabilità principale del nuovo centro”, ha dichiarato McGrath ai giornalisti “Lavorerò con il mio team e con i colleghi di tutti i servizi [della Commissione] per renderlo operativo il più rapidamente possibile”.

    Il Servizio europeo per l’azione esterna (Sete) collabora già con i Paesi e le istituzioni dell’Ue attraverso il cosiddetto “sistema di allerta rapida” per contrastare le attività di disinformazione ibrida. McGrath ha affermato che il nuovo centro lavorerà a stretto contatto con i servizi esistenti, con l’obiettivo di “collegare” le reti e le strutture esistenti.

    Ha inoltre affermato che il centro sarà aperto ai paesi vicini, compresi i paesi candidati all’adesione all’Ue, e cercherà di collaborare con “partner che condividono gli stessi ideali”, anche se non ha fornito dettagli sui partner al di fuori della regione.

    Un funzionario dell’Ue ha dichiarato ai giornalisti che l’obiettivo è di rendere operativa la struttura nel 2026, con un’implementazione più graduale – entro il 2027 – per altre iniziative nell’ambito dello Shield.

    “Ora ci è stato affidato il mandato di sviluppare questo centro e non vogliamo porre limiti al suo potenziale”, ha aggiunto McGrath, riferendosi all’impegno politico odierno di istituire l’hub.

    Tuttavia, le modalità con cui l’UE finanzierà il fondo sono ancora in fase di valutazione e la Commissione non ha ancora confermato il bilancio. Un funzionario della Commissione ha affermato che esaminerà i fondi rimanenti nell’attuale quadro finanziario pluriennale, che si estende fino al 2027.

    Il Democracy Shield annunciato oggi contiene altre iniziative, come un nuovo kit di strumenti elettorali per i coordinatori nazionali dei servizi digitali (Dsc) ai sensi del Digital Services Act (Dsa) dell’Ue, un nuovo protocollo di crisi Dsa per campagne di disinformazione su larga scala e linee guida sull’uso responsabile dell’intelligenza artificiale nei processi elettorali.

    Ma le nuove iniziative rimangono impegni volontari nell’ambito dello Scudo (non vincolante). “Rispettiamo le competenze della Commissione e… degli Stati membri”, ha affermato McGrath, sottolineando che le elezioni nazionali sono di competenza dei paesi dell’Ue. “Si tratta di un approccio strategico nel complesso, non legislativo”, ha aggiunto.

  • Violenze, lavoratori, Landini ed altri

    La sicurezza è sempre più a rischio, i femminicidi aumentano ed alcuni magistrati si limitano ad ordinare, ad uomini già recidivi per violenze e minacce, di rimanere lontani dalla loro vittima, tifosi delinquenti devastano le città o aggrediscano pullman di persone di altra fede sportiva, nei cortei pacifisti consistenti gruppi di violenti, di professione e cultura, feriscono decine di poliziotti e carabinieri mettendo a soqquadro interi quartieri.

    Nello stesso tempo fioriscono marce sindacali, sotto la regia del solito Landini, che nulla hanno a che fare con i diritti o le speranze dei lavoratori o dei disoccupati che il lavoro lo cercano, mentre tanti altri il lavoro lo rifiutano.

    Una società piena di violenze e contraddizioni rese sempre più evidenti dalla confusione dei reciproci ruoli e dall’insulto diventato strumento del linguaggio politico aumentando così rancori, confusioni e a volte vere e proprie manifestazioni di attività violente.

    Nessuno, né Landini né il cosiddetto campo largo parlano dei lavoratori sfruttati con il lavoro sottopagato in nero, sia nei campi che in molte altre attività, non solo domestiche, delle centinaia di migliaia che dipendono dalle agenzie interinali, che lucrano sul loro lavoro e degli altri che, per vivere, accettano lavori di poche ore, o pochi giorni, commissionati da agenzie italiane od estere che pagano pochi euro e solo dopo 90 giorni.

    Landini di tutti costoro non si è mai preoccupato, non conosce neppure la vera situazione del mondo del lavoro, dei tanti che il lavoro lo hanno perso ed ora sono ridotti ad accettare le briciole, quando le trovano, per potersi mantenere.

    Landini sa che il suo tempo sta per finire e cerca di ottimizzare il suo incarico reclutando, o strizzando l’occhio, a quelle frange più estreme desiderose di sfogare la propria rabbia e non di dare un contributo per migliorare le cose, vede il suo futuro politico non dando vita ad un programma diverso ed alternativo alle altre forze politiche, ma costruendo per sé l’immagine del rivoluzionario a tutti i costi.

    Il vero rivoluzionario oggi sarebbe invece chi realmente, senza urla e strepiti, si occupasse di quella parte del mondo del lavoro che ancora non ha rappresentanza, magari chiedendo al governo la creazione di un ufficio che celermente verificasse la reale situazione delle varie agenzie interinali e di tutto quel mondo sommerso che offre lavori poco retribuiti e pagati a 90 giorni, sarebbe un grande passo avanti se i sindacati, che oggi rappresentano più i pensionati che i lavoratori, si rendessero conto di tante realtà non sommerse ma ignorate.

  • La Commissione approva una nuova indicazione geografica protetta per un prodotto italiano

    La Commissione europea ha approvato l’inserimento della “Ratafia Ciociara/Rattafia Ciociara” nel registro delle indicazioni geografiche protette (IGP).

    La “Ratafia Ciociara/Rattafia Ciociara” è un liquore a base di visciole e vino rosso, tipico della tradizione contadina laziale. Ha un aroma intenso di visciole, frutti di bosco o mandorle. Può anche essere aromatizzato con succhi o infusi naturali e una selezione di spezie quali cannella, vaniglia, chiodi di garofano o mandorla amara.

    Il liquore è prodotto nella provincia di Frosinone, nel Lazio. Le sue caratteristiche sono determinate dalle favorevoli condizioni pedoclimatiche e da una lunga tradizione rurale di preparazione, tramandata all’interno delle famiglie e documentata sin dal 17° secolo.

    Questa nuova denominazione si aggiunge alle oltre 3 673 denominazioni protette già inserite nella banca dati eAmbrosia.

  • Aumentano le pene per i maltrattamenti agli animali

    Finalmente è in vigore la nuova legge a tutela degli animali per la quale, interpretando il pensiero della maggioranza degli italiani, si sono tanto spesi l’on. Brambilla ed i componenti dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali.

    Come avevamo già scritto sul Patto, quando doveva ancora esserci la votazione finale, la legge riconosce a tutti gli animali lo status di esseri senzienti e che, come tali, hanno diritti che devono essere rispettati e tutelati.

    Le pene aumentano, anche quelle detentive, per i maltrattamenti, fino a due anni di carcere e trentamila euro di multa, e se l’animale è ucciso si può arrivare a quattro anni di carcere e sessantamila euro di multa.

    Se saranno riscontrate delle aggravanti, se il reato è commesso davanti ad un minore, se le immagini dei maltrattamenti sono diffuse via social, se sono più animali a subirli vi sarà un aumento di un terzo della pena.

    Alle organizzazioni criminali che organizzano gare, lotte, scommesse con e su animali e si arricchiscono con il commercio clandestino di cuccioli sarà applicato il codice antimafia sia livello personale che patrimoniale.

    Nella nuova legge vi è anche il divieto di tenere i cani alla catena.

    Un grande passo avanti è stato fatto mentre ancora c’è molto da fare per controllare meglio lo stato dei canili e dei rifugi, molti infatti sono dei lager, e per contrastare la triste piaga degli abbandoni e del randagismo ma siamo fiduciosi che si faranno altri passi importanti

  • Animali: aumentate le pene per chi li maltratta e li uccide

    Ormai è noto che la violenza contro gli animali dimostra la presenza, negli umani, di un’aggressività e una violenza interpersonale pericolosa per tutti, sia essa si sia già manifestata o che sia prodromo di comportamenti antisociali.

    Finalmente anche il legislatore si è accorto della necessità di riformare le norme e con la proposta di legge approvata, nei mesi scorsi, alla Camera dei Deputati si sono date nuove risposte, anche tenendo conto che la Cassazione aveva già dichiarato, in più pronunce, che gli animali vanno tutelati in quanto esseri viventi suscettibili di tutela diretta.

    Sono aumentate, per chi uccide animali, le pene detentive, con multe fino a trentamila euro, pene e multe che aumentano nel caso di sevizie.

    Sono finalmente aumentate anche le pene per i maltrattamenti, carcere e multe, così come quelle per le competizioni non autorizzare o per i combattimenti che, ovviamente, sono assolutamente vietati ma rappresentano ancora un grosso business per la malavita, saranno puniti anche coloro che parteciperanno come spettatori.

    Per tutti questi reati le pene aumentano se i fatti avvengono davanti a minori, nei confronti di più animali o i reati sono diffusi attraverso la rete.

    Altro traguardo raggiunto dalla legge è la maggiore punizione per chi uccide o ferisce animali altrui.

    Le associazioni, riconosciute dal Ministero della Salute, potranno impugnare giudizi cautelari, presentare appello e istanza di riesame in merito a sequestri.

    Le misure di prevenzione del codice antimafia diventano applicabili a chi organizza combattimenti tra animali o a chi organizza il traffico illegale di cuccioli, o di animali non in possesso del passaporto e del microchip.
    Nel caso di traffici illegali chi è sorpreso per tre volte a introdurre illegalmente animali perde anche la licenza di trasportatore o la licenza commerciale.

    La legge introduce anche il divieto di tenere cani alla catena e aumentano le pene pecuniarie per chi abbandona un animale o lo detiene in condizioni antigieniche e disagiate. Con il nuovo codice della strada l’abbandono di un animale porta anche la sospensione della patente.

    L’uccidere, il catturare o il detenere animali di specie protetta portano ad aumenti di pena.

    Ora bisogna che lo Stato, attraverso le forze di Polizia e la collaborazione con gli enti territoriali, intensifichi i controlli e dia anche il via ad una campagna di sensibilizzazione in sinergia con le meritevoli associazioni che da anni si battono in difesa dei diritti degli animali e del rispetto dell’ecosistema.

  • Anima Natura

    Per coloro che amano gli animali la buona notizia è che l’anno scorso è stata aperta al pubblico ‘Anima Natura’: 70 ettari di territorio brado, con tantissimi animali salvati dalla sofferenza che sono tornati a vivere in sicurezza e nella massima libertà possibile.

    ‘Anima Natura’ è sulle colline dell’Amiata maremmana, in Toscana, il centro è diretto da un veterinario che da decenni ha la missione di recuperare animali sofferenti.

    Ad ‘Anima Natura’ ci sono tigri, leoni, zebre, scimmie, cammelli oltre ovviamente a cervi, capre e vitelli. Sono tutti animali salvati dai laboratori o confiscati alla criminalità organizzata o ai circhi. C’è anche un branco di lupi ibridi.

    Gli animali sono affidati al centro/rifugio da associazioni come Wwf, Lav, la britannica Born Free, la francese One Voice e anche dallo stesso ministero.

    Il luogo merita una visita, che si può fare guidati dal personale di ‘Anima Natura’ e consentirà di vedere come finalmente tanti animali sono tornati a vivere in sicurezza, in un ambiente e con un panorama suggestivi anche per gli occhi di noi umani.

  • La Commissione e le autorità nazionali adottano misure per proteggere i minori dalle pratiche dannose nei videogiochi

    Coordinata dalla Commissione europea, la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori ha avviato un’azione di esecuzione nei confronti di Star Stable Entertainment AB allo scopo di garantire un’esperienza più sicura e trasparente per i giocatori di Star Stable Online. La rete ha chiesto alla società di fornire informazioni sulle pratiche commerciali che i minori potrebbero incontrare nel gioco online. Con questa azione, la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori sottolinea la necessità di adattare i videogiochi e le loro pratiche commerciali ai minori e di non sfruttarne le vulnerabilità. Star Stable Entertainment AB dispone ora di un mese per rispondere per iscritto alle questioni evidenziate nella posizione comune della rete e proporre impegni in merito.

    La rete di cooperazione per la tutela dei consumatori inoltre ha presentato una serie di principi fondamentali per aiutare il settore dei videogiochi a conformarsi alle norme europee di protezione dei consumatori relative alle valute virtuali nei giochi. Questi principi fondamentali contribuiranno a produrre un’esperienza più sicura e più trasparente per i giocatori. La Commissione organizzerà un seminario in cui le società di videogiochi operanti nell’UE saranno incoraggiate a presentare misure concrete per attuare tali principi fondamentali. La rete di cooperazione per la tutela dei consumatori monitorerà i progressi e, se le pratiche dannose continueranno, potrà adottare ulteriori misure.

    Michael McGrath, Commissario per la Democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, ha dichiarato: “I minori trascorrono molto tempo online, giocano e interagiscono sui social media. Ciò li rende un bersaglio attraente per gli operatori commerciali e gli inserzionisti. È fondamentale garantire un ambiente online sicuro per i consumatori, in particolare i minori, affinché possano usufruire dei giochi senza dover far fronte a pratiche sleali. Sostengo gli sforzi della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori e accolgo con favore la possibilità di collaborare con il settore del gioco per proteggere i consumatori e i minori“.

  • In 50 anni ridotta del 73% la popolazione animale

    Il 3 marzo è, dal 1973, la giornata mondiale dedicata alla fauna selvatica. In quell’occasione venne sottoscritta la convenzione di Washington sul commercio di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione. Pur non sempre rispettata segnò un passo decisivo nel sancire che la natura è patrimonio di tutti e che deve essere tutelata a livello globale.

    Purtroppo il rapporto sia del WWF che della società zoologica di Londra, uscito ad ottobre, certifica che negli ultimi cinquanta anni si è perso il 73% della popolazione animale e che un milione di specie sono a rischio.

    Si spende troppo poco per aiutare e difendere la natura e molti, come gli Stati Uniti, sono vicini ad un ulteriore disimpegno dimenticando due fattori, uno economico e l’altro, ancora più importante, vitale.

    Senza l’equilibrio dell’ecosistema non c’è in futuro vita neppure per l’essere umano, per quanto riguarda l’aspetto economico vi sono diversi paesi che proprio dalla natura e dagli animali ricavano un importante introito anche dal punto di vista del turismo.

    A Ginevra le Nazioni Unite propongono di mobilitare 200 miliardi all’anno con approcci innovativi per convertire i debiti nazionali in fondi per la conservazione perché la perdita di biodiversità è una minaccia anche per la stabilità finanziaria.

    Speriamo che questo sia chiaro anche a coloro che vorrebbero sterminare lupi ed orsi invece di organizzare i territori ed educare le persone alla reciproca convivenza.

  • Reati contro gli animali: leggi e cultura del rispetto

    In novembre il Parlamento ha approvato, in prima lettura, una proposta di legge di modifica del codice penale e di procedura per migliorare la disciplina in materia di reati contro gli animali.

    Dobbiamo però ricordare, in attesa della definitiva approvazione, che inasprire le pene non basta, Infatti, nonostante le precedenti leggi in materia, del 2004 e del 2010, non si è avuto un sensibile calo dei maltrattamenti, spesso molto gravi, contro gli animali.

    La Corte di Cassazione, nel 2016, aveva sancito che il legislatore, inserendo il concetto di sofferenza dell’animale, aveva espresso la scelta di considerare gli animali come esseri viventi suscettibili di tutela diretta.
    Nella nuova proposta di legge, approvata in prima lettura, si prevede che la tutela penale avrà per oggetto ogni singolo animale in quanto essere senziente e perciò soggetto riconosciuto e protetto dall’ordinamento penale, a prescindere dal suo eventuale legame con l’essere umano.
    Tra i principi fondamentali della nostra Costituzione la tutela degli animali fa parte dei principi supremi, che appartengono all’essenza dei valori sui quali poggia  la Costituzione italiana.
    In verità però sono ancora troppi i casi nei quali le violenze sugli animali non trovano la giusta corresponsione delle  pene previste e, sempre troppo spesso, sono solo le associazioni animaliste a fare le denunce e a costituirsi nei procedimenti.
    Inoltre le norme sono completamente disattese in molti campi, basti pensare a quegli allevamenti intensivi dove gli animali sono trattati con estrema brutalità e le condizioni sono tali da poter portare anche conseguenze negative agli umani.
    Né può essere dimenticato come vi siano ancora casi di vivisezione, di sperimentazione cruenta, di sevizie ed abbattimenti ingiustificati di animali selvatici.
    Abbiamo bisogno di leggi adeguate e giuste e in parte ne abbiamo ma se non si applicano sono inutili, restano buone intenzioni sulla carta.

    Se insieme  a nuove leggi, ed alla loro celere applicazione, non saremo capaci di estendere, a tutto campo, partendo dalle scuole, la cultura del rispetto verso gli altri esseri senzienti che abitano la terra e che, con la loro esistenza, garantiscono l’equilibrio dell’ecosistema e la nostra stessa vita, non impediremo le tante inutili sofferenze che gli animali subiscono ogni giorno e sempre di più creeremo problemi anche a noi stessi.

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