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Delusione per il non accordo su Dublino

Non serve la voce grossa in Europa, basta esserci e parlare chiaro

Siamo stati tutti soddisfatti nell’apprendere che l’Europa si è sentita rassicurata dalle parole del ministro Tria, dopo giorni di battute infelici dette a sproposito ed inutili allarmismi lanciati da esponenti europei. Rimaniamo invece insoddisfatti e preoccupati per la mancanza di un concreto e corretto progetto di revisione del regolamento di Dublino, a distanza di pochi giorni dal nuovo vertice europeo. Se la disponibilità spagnola apre lo spiraglio ad una maggior collaborazione tra i paesi del Mediterraneo, in attesa di un cambio radicale della sciagurata e pericolosa scelta fatta a Dublino nel 1990 e ribadita nel 2003, rimangono aperti tutti i problemi connessi all’immigrazione, tra i quali la condivisione di responsabilità tra tutti i paesi europei, la necessita di impedire che nei paesi di origine del fenomeno migratorio si creino tali storture e violenze tali, da imporre in troppi casi l’esodo di persone disperate, la lotta ai trafficanti di esseri umani protetti da governi conniventi o ricattati ed impauriti. Salvini dice che alzare la voce paga. Io penso che paghi avere una voce chiara  per sostenere programmi chiari e realizzabili, che abbiano un rapporto diretto con la realtà e siano abbastanza lungimiranti da poter attuare iniziative per cambiarla in meglio. In Europa forse non è necessario urlare per farsi ascoltare, basta esserci e far sentire la propria voce, basta esserci e non parlare a vanvera, basta esserci con determinazione ed altrettanto buon senso. Molto di quanto non ci soddisfa è dovuto alle nostre assenze, alla nostra impreparazione e alle nostre omissioni. Salvini dovrebbe saperlo bene.

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