Europa

La direttiva della Ue sulla plastica fa tremare anche carta. Confindustria vede a rischio 20mila posti di lavoro

Dal 3 luglio piatti, bicchieri, forchettine usa-e-getta in plastica saranno banditi dall’Europa. In tutto il Vecchio continente entrerà infatti in vigore la direttiva 904 del 2019 nota come Sup (Single Use Plastics). Una norma fortemente voluta dagli ambientalisti che impone divieti o limitazioni alla vendita di alcuni articoli monouso in plastica.

La guerra europea alla plastica potrebbe però travolgere anche il mondo della carta. E l’Italia sarebbe una vittima d’eccezione, in quanto detiene il primato europeo – con circa il 35% del mercato – per quanto riguarda le stoviglie destinate alla ristorazione. Un settore che vale tra gli 1 e i 2 miliardi di euro. Bicchieri di carta, ma anche cartoni del latte o piatti monouso devono infatti essere foderati con una pellicola di materiale plastico per diventare impermeabili ai liquidi o alle sostanze contenute. Solitamente la percentuale in plastica di questi prodotti è pari al 5%. Per questo anche le associazioni degli industriali della carta si scagliano contro le regole anti-plastica. “C’è un po’ di confusione. E’ una questione che ci preoccupa”, ha spiegato all’agenzia di stampa LaPresse Massimo Medugno, direttore generale di Assocarta. A breve la Commissione europea dovrà pubblicare le sue linee guida sulla direttiva. Nell’interpretazione di Bruxelles “sta prevalendo l’idea di considerare plastica anche i prodotti fatti quasi esclusivamente di carta. Così la direttiva passa dall’essere contro la plastica monouso a contro il monouso in generale”, ha aggiunto Medugno, secondo cui “in prospettiva potrà anche essere che i bicchieri vengano fatti completamente in carta, ma questo avverrà tra molti anni, non il 4 di luglio”.

Ci vorrà tempo, dunque. Anche se agli occhi degli industriali del settore il governo italiano si sta muovendo nella direzione giusta e risulta “abbastanza attento” a recepire la direttiva in modo appropriato. Assocarta chiede però all’esecutivo anche di avere un “atteggiamento pratico per quanto riguarda lo smaltimento delle scorte. Ovviamente bisogna trovare un equilibrio tra quello già immesso sul mercato e le nuove produzioni”.

Sul tema sono intervenuti anche il presidente di Confindustria Carlo Bonomi e diversi esponenti del mondo politico. Per Bonomi le raccomandazioni che la Commissione Ue si appresta a pubblicare risultano “estensive di una serie di prodotti che potrebbero fortemente incidere sull’eccellenza dell’industria italiana del packaging mettendo a rischio oltre 20 mila posti di lavoro”. Bonomi ritiene che “si stia andando verso un integralismo della sostenibilità ambientale, senza tener conto degli altri due fattori”, ovvero sostenibilità sociale ed economica. Anche il leader della Lega Matteo Salvini ha parlato di “20mila posti di lavoro a rischio, una follia” e ribadito che “rispetto dell’ambiente e tutela delle imprese e dei lavoratori, ecologia ed economia devono andare avanti insieme”. Da Bruxelles il capo delegazione della Lega al Parlamento europeo Marco Campomenosi ha sottolineato a LaPresse che la direttiva penalizza solo i produttori e non i comportamenti dei cittadini: “Si può fare un lavoro con lo stesso risultato sull’ambiente senza penalizzare l’industria”.

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