Europa

Le competenze europee

Da una classe politica mediamente preparata, che sia questa nazionale o europea, ci si dovrebbe attendere una minima capacità di valutare le ripercussioni su larga scala, e per ogni settore, delle proprie strategie e conseguenti decisioni politiche ed economiche. Non può risultare sufficiente, infatti, apprezzare il semplice “raggiungimento dell’obiettivo contingente” della propria iniziativa, senza valutarne gli effetti complessivi per l’intero scenario economico e sociale europeo quanto dei singoli Stati.

In altre parole, il solo possibile beneficio europeo non può considerarsi tale se danneggia anche uno solo dei singoli appartenenti all’Unione. Cosi infatti l’istituzione Europea in questo contesto perderebbe il proprio stesso obiettivo istituzionale.

La scelta, quindi, di accelerare l’obbligo di una transizione energetica di tutti gli immobili verso la Classe E rappresenta la classica manifestazione di un pensiero politico ed etico autoreferenziale. All’interno di uno scenario economico ancora problematico determinato dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina, i cui effetti devastanti generati dall’inflazione e dalla spirale dei costi energetici ma anche dalla gestione delle supply chain sono ormai consolidati, inserire adesso un nuovo obbligo per i cittadini non può che rappresentare l’apoteosi del delirio ideologico.

In più, sempre in questo contesto, non prendere in considerazione gli effetti di questa direttiva per il sistema degli istituti di credito, i quali presentano a bilancio buona parte delle proprie garanzie sotto forma di garanzie immobiliari, ne certifica la assoluta lontananza della istituzione europea. Il patrimonio immobiliare ridurrebbe il proprio valore e di conseguenza le garanzie, nel caso in cui non si avviasse l’adeguamento ai nuovi standard ambientali.

Come inevitabile conseguenza, l’equilibrio patrimoniale e finanziario degli istituti di credito verrebbe messo in forte difficoltà, esponendo perciò lo stesso Paese, magari con un notevole debito pubblico, a forti speculazioni in relazione ai titoli del debito pubblico. Inoltre, gli stessi cittadini che avessero acceso un mutuo per acquistare un immobile si ritroverebbero alla fine ad aver acquistato ad una cifra superiore rispetto al valore stesso dell’immobile a causa dalla depatrimonializzazione causata dalla direttiva europea.

Ancora una volta, quindi, l’obiettivo di facilitare la crescita economica, sociale e politica delle stesse Nazioni appartenenti viene posto in secondo piano.

Non comprendere gli effetti devastanti di questa nuova direttiva, anche solo a livello di garanzia immobiliare, per gli istituti di credito rappresenta la fotografia della competenza della stessa Commissione Europea.

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