cittadini

  • Appello al voto per l’Europa

    Domani e domenica si vota per il Parlamento europeo, un voto che ci consente di scegliere con la preferenza chi ci dovrà rappresentare fisicamente e politicamente in Europa.

    Andiamo a votare in libertà e coscienza per una Europa più forte ed unita sui grandi temi, dalla politica estera alla difesa comune, meno burocratica e invasiva verso gli Stati nazionali, un’Europa che sappia affrontare la grande sfida: rimanere un mercato debole di fronte alle pressioni delle grandi potenze o diventare finalmente una realtà politica ed economica capace di difendere i propri legittimi interessi e la democrazia e la libertà dei suoi amici ed alleati

    Votare è un diritto, votare è un dovere.

  • Contraffazione, un danno da 16 miliardi

    L’ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale controlla le conseguenze economiche della contraffazione e, dai suoi dati, risulta che sono 16 i miliardi che ogni anno vanno persi per colpa delle merci contraffatte e con la perdita di duecentomila posti di lavoro nell’Unione.

    L’Italia è ovviamente uno dei paesi più colpiti perché gran parte della contraffazione riguarda l’abbigliamento ed il calzaturiero, settori nei quali la nostra industria è molto forte, a seguire vi sono i cosmetici e l’industria del giocattolo.

    La contraffazione colpisce anche molti altri settori compreso quello delle penne e degli accendini Bic o quello dei pneumatici.

    Il danno economico è rilevante ma lo sono altrettanto i danni per la salute sia per l’uso di sostanze tossiche nei giocattoli o di coloranti nei vestiti o cosmetici, che per la poca sicurezza ed affidabilità del prodotto contraffatto, basti pensare alle gomme per le macchine ed i camion.

    Germania, Francia e Spagna sono i paesi europei che, con l’Italia in testa, patiscono di più la messa in commercio di merci illegali e, o, contraffatte. Circa il 15% degli articoli sequestrati alle frontiere esterne dell’Unione sono risultati pericolosi per la salute.

    La Commissione europea, oltre che di Euipo, si avvale di Interpol e dell’Olaf per contrastare la diffusione della contraffazione ma bisogna anche dire chiaramente che, oltre a reimpostare il funzionamento delle dogane per armonizzare sistemi e tempi, è anche necessario informare con più chiarezza i consumatori dei pericoli nei quali incorrono e dei danni economici e lavorativi che, a causa della contraffazione, toccano poi a tutti.

    Bisogna far capire, specie ai più giovani, che l’acquisto di prodotti contraffatti oltre ad essere un rischio è di fatto un risparmio solo apparente perché le conseguenze economiche negative si riversano su tutti i cittadini.

    Un altro aspetto preoccupante è la vendita on line di farmaci, integratori, presidi sanitari, falsificati.

    In questa campagna elettorale, dove si parla di tutto meno che dei problemi che l’Europa deve risolvere al più presto, se vuole vivere ed essere utile e libera, anche la cultura della legalità, la lotta alla contraffazione dovrebbe essere argomento di dibattito e un altro obiettivo per il prossimo Parlamento europeo. Ma la politica sembra concentrarsi sul tiro alla fune.

  • Prima delle elezioni la Ue riflette su se stessa a Firenze

    A meno di tre settimane dalle elezioni europee, torna a Firenze lo Stato dell’Unione, appuntamento annuale giunto alla sua 14ma edizione, per fare il punto sui temi al centro dell’agenda europea e sul futuro dell’Ue. La conferenza di due giorni si dividerà tra la Badia Fiesolana, sede dell’Istituto universitario europeo promotore dell’evento, e Palazzo Vecchio. L’edizione di quest’anno pone l’accento sui temi chiave della democrazia e dello Stato di diritto, della transizione verde e digitale e del futuro allargamento dell’Ue; temi che giocheranno un ruolo cruciale nella corsa verso le elezioni europee di giugno. Il programma dello Stato dell’Unione 2024 metterà a disposizione contenuti “che hanno l’ambizione di avere un impatto sul policy making dell’Ue“, si legge in una nota degli organizzatori. L’appuntamento include interventi di alto livello, panel e conversazioni, workshop e tavole rotonde, durante i quali leader internazionali discuteranno le principali sfide che l’Ue si trova ad affrontare e rifletteranno sui meccanismi democratici dell’Unione.

    I relatori dell’edizione di quest’anno sono circa 150. Tra i nomi di maggior rilievo ci sono quelli dei presidenti di Portogallo e Grecia, Marcelo Rebelo de Sousa e Katerina Sakellaropoulou che dopo i saluti istituzionali discuteranno in un panel intitolato “Una nuova era: plasmare il futuro attraverso i valori europei”. Presente anche l’Alto rappresentante Josep Borrell, che parlerà domani della “Politica estera e di sicurezza dell’Ue in tempi difficili”. Borrell non sarà però l’unico rappresentante delle istituzioni europee all’evento: ci saranno anche le vicepresidenti della Commissione Ue, Vera Jourova e Dubravka Suica, competenti rispettivamente per i valori e la trasparenza e per la democrazia e la demografia, e la presidente della Banca europea per gli investimenti (Bei) Nadia Calvino. Tra gli altri ospiti di rilievo si annoverano il ministro per gli Affari europei della Repubblica Ceca, Martin Dvorak, e l’ex segretaria di Stato francese per l’Europa, Laurence Boone. L’Italia sarà rappresentata soprattutto dall’ex presidente del Consiglio Enrico Letta – che parlerà di competitività del mercato unico e di come rafforzare quella digitale – e l’ex ministra del Lavoro Elsa Fornero, che parlerà nel panel intitolato “Una società che invecchia: minaccia o opportunità?”.

  • Aspettative dei cittadini dell’UE in vista delle elezioni

    Secondo l’ultimo sondaggio Eurobarometro standard pubblicato il 23 maggio gli europei desiderano un’UE più forte e più indipendente, soprattutto di fronte alle attuali sfide globali, e mostrano un crescente ottimismo riguardo al futuro.

    Più di tre quarti degli europei (77%) sono favorevoli a una politica di sicurezza e di difesa comune tra i paesi dell’UE, mentre oltre sette cittadini dell’UE su dieci (71%) concordano sulla necessità dell’UE di rafforzare la sua capacità di produrre attrezzature militari. Allo stesso tempo quasi sette cittadini dell’UE su dieci (69%) sono favorevoli a una politica estera comune degli Stati membri. Oltre due terzi dei cittadini concordano sul fatto che l’UE sia un luogo di stabilità in un mondo in difficoltà (67%) e che l’UE dispone di poteri e strumenti sufficienti per difendere gli interessi economici dell’Europa nell’economia globale (69%).

    Secondo gli europei, l’ambito prioritario dell’azione dell’UE a medio termine è quello della sicurezza e della difesa (34%), seguito a breve distanza da clima e ambiente (30%). La sanità (26%) si colloca al terzo posto e l’economia e la migrazione al quarto (25% per entrambe). Allo stesso tempo quasi la metà (46%) di tutti i cittadini ritiene che nel breve termine la garanzia di pace e stabilità avrà il maggiore impatto positivo sulla loro vita, seguito dalla sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, sanitario e industriale nell’UE (28%), dalla creazione di maggiori opportunità di lavoro e dalla gestione della migrazione (26%).

    Per quanto riguarda la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, quasi nove intervistati su dieci (87%) si esprimono positivamente sulla fornitura di sostegno umanitario alle persone colpite dalla guerra e più di otto su dieci (83%) concorda con l’accoglienza nell’UE delle persone in fuga dalla guerra. Il 72% dei cittadini dell’UE sostiene le sanzioni economiche nei confronti del governo, delle imprese e dei cittadini russi, e il 70% è favorevole alla fornitura di sostegno finanziario all’Ucraina. Sei su dieci approvano la concessione all’Ucraina dello status di paese candidato all’adesione all’UE e il finanziamento dell’UE per l’acquisto e la fornitura di attrezzature militari all’Ucraina.

    Tra le crisi più recenti, l’invasione russa dell’Ucraina ha avuto la maggiore influenza sul modo in cui i cittadini dell’UE guardano al futuro (42%), seguita dalla pandemia e da altre crisi sanitarie (34%) e dalla crisi economica e finanziaria (23%).

    La percezione della situazione dell’economia europea è migliorata dall’autunno 2023: il 47% degli intervistati la considera ora “buona”, il livello più alto dal 2019. Una pluralità di cittadini (45%) ritiene che la situazione economica europea rimarrà stabile nei prossimi 12 mesi. La tendenza positiva si riflette anche nel sostegno all’euro che resta stabilmente elevato, sia nell’UE nel suo complesso (70%) che nella zona euro (78%).

    In vista delle elezioni europee, quasi tre quarti degli intervistati (74%) affermano di sentirsi cittadini dell’UE, ancora una volta il livello più alto in oltre vent’anni. Oltre sei cittadini dell’UE su dieci (62%) sono inoltre ottimisti riguardo al futuro dell’UE, facendo registrare un lieve aumento rispetto al sondaggio precedente nell’autunno 2023. Anche la fiducia nell’UE è aumentata ed è ora pari al 49%, mentre la fiducia nei governi nazionali si attesta al 33%.

    Quasi sei cittadini dell’UE su dieci sono soddisfatti del funzionamento della democrazia nell’UE (57%) e nel loro paese (58%).

  • Indagine Eurobarometro: l’UE deve rafforzare le competenze in materia di cibersicurezza

    Da un’indagine Eurobarometro pubblicata il 22 maggio emergono una crescente carenza di competenze informatiche, la necessità di un maggior numero di specialisti di cibersicurezza e la necessità di personale altamente sensibile alla cibersicurezza in tutte le imprese dell’UE. Questi risultati sono in linea con una recente relazione di previsione pubblicata dall’ENISA, l’Agenzia dell’UE per la cibersicurezza, in cui si osserva che la carenza di competenze informatiche sembra essere strettamente correlata con le minacce informatiche, il che rappresenta una grave problema sia per il funzionamento delle reti e dei sistemi informativi sia per il mercato unico nel suo complesso.

    La Commissione ha intensificato gli sforzi per aumentare la consapevolezza e la visibilità delle iniziative relative alle competenze di cibersicurezza e per incrementare il numero di professionisti qualificati in detto settore

    Quest’anno la Commissione ha stanziato 10 milioni di € a sostegno di progetti volti ad attuare programmi di formazione in competenze informatiche per le PMI, le start-up e il settore pubblico. L’importo totale investito dal 2021 in progetti e iniziative a sostegno delle competenze informatiche, insieme agli Stati membri e ai partner del settore privato, è salito a circa 600 milioni di €. Nuove opportunità di finanziamento saranno messe a disposizione nell’autunno 2024.

  • Il panel europeo di cittadini formula raccomandazioni per la Commissione sulla lotta all’odio nella società

    Dal 17 al 19 maggio si terrà a Bruxelles la terza e ultima sessione del panel europeo di cittadini sulla lotta contro l’odio nella società.

    Da aprile 150 cittadini dei 27 Stati membri dell’UE selezionati in modo casuale si riuniscono per discutere delle cause profonde dell’odio e di come combatterlo e costruire ponti tra gruppi e comunità emarginati.

    Le attività del panel fanno seguito alla comunicazione del 2023 dal titolo “Nessuno spazio per l’odio in un’Europa che, unita, lo ripudia”, che chiedeva la creazione di uno spazio paneuropeo per discutere le modalità con cui passare dall’odio alla fruizione dei valori comuni dell’uguaglianza, del rispetto dei diritti umani e della dignità. Le raccomandazioni finali del panel saranno presentate il 19 maggio e sosterranno le attività future della Commissione per la lotta contro l’incitamento all’odio e i reati generati dall’odio.

    La “piattaforma partecipativa dei cittadini”, un forum di discussione online, è inoltre aperta ai contributi e alle informazioni del pubblico sulla lotta all’odio nella società. I contributi online confluiranno nelle raccomandazioni del panel e nelle attività future della Commissione in questo ambito

  • Giornata dell’Europa 2024: le istituzioni europee di tutta Europa accolgono i cittadini ai loro eventi della Giornata Porte aperte

    In occasione della Giornata dell’Europa del 9 maggio, l’UE celebra l’unità e il lungo periodo di pace che ha permesso di conseguire commemorando la firma della dichiarazione Schuman nel 1950. Un mese prima delle elezioni europee (che si svolgeranno dal 6 al 9 giugno), i cittadini avranno l’opportunità di visitare le istituzioni dell’UE a Bruxelles e altrove per saperne di più su quello che l’Europa fa per loro e insieme a loro. I cittadini saranno invitati ad assistere a spettacoli dal vivo e a partecipare a dibattiti, giochi e altre attività.

  • Sanità: coraggio di innovare, come Borsani aveva intuito e realizzato

    Il convegno L’impronta di Borsani sulla sanità lombarda, organizzato dall’ Assessore Franco Lucente in Regione Lombardia, ha ricordato la figura di Carlo Borsani e la sua riforma sanitaria che diede ai cittadini lombardi ad avere il diritto di scelta tra strutture sanitarie pubbliche e convenzionate

    Carlo Borsani, dopo una legislatura da consigliere comunale di Milano, divenne consigliere regionale nel 1990 e poi assessore della Sanità della Regione Lombardia dando vita ad una riforma assolutamente innovativa perché si occupava di tutti, Borsani ebbe il coraggio di affermare, nel 1997, che la maggior parte del deficit sanitario era imputabile al governo centrale, specie per quanto riguardava i costi della spesa farmaceutica.

    Il convegno ci dà lo spunto per ricordare che anche oggi gran parte delle risorse che mancano al comparto sanitario sono dovute al mal funzionamento dei controlli ed alla regolamentazione della spesa e che rimangono anche ancora inevasi i problemi legati alla carenza di medici ed alla inadeguatezza del sistema che regolamenta il servizio dei medici di famiglia.

    L’intasamento dei pronto soccorsi e le spropositate lungaggini delle liste di attesa, con le conseguenze dell’aumento dei costi per il cittadino, che deve rivolgersi al privato, o dell’inaccettabile rinuncia alle cure, potrebbero essere evitati con la riorganizzazione effettiva del lavoro dei medici di famiglia, oggi spesso non valorizzati o non sufficientemente formati.

    Il medico di famiglia deve essere il primo referente di ogni cittadino e sappiamo già che nei prossimi anni, di fronte a più di 12.000 medici che andranno in pensione, ne entreranno in servizio solo circa 10.000, lasciando così scoperti migliaia di cittadini e creando ulteriori problemi ai pronto soccorsi e perciò agli ospedali e alle liste di attesa.

    Se dopo il corso universitario gli aspiranti medici di famiglia avessero una scuola di specialità come quelli ospedalieri, se fossero loro insegnato l’uso dell’ecografo e dell’elettrocardiografo molte problematiche potrebbero essere risolte prima nei loro ambulatori e senza il continuo ricorso ad altro specialista.

    Il medico di famiglia non può essere un mero estensore di ricette altrui fatto che lo porta a snaturare la sua professionalità, ma deve essere il primo ed insostituibile presidio sul territorio ritornando anche a quelle visite domiciliari, per anziani o malati più gravi, che negli ultimi tempi troppi hanno smesso di fare, anche per gli impegni delle ore alle quali sono obbligati per la presenza alla guardia medica.

    Le case di comunità, che nei piccoli centri possono effettivamente avere un ruolo, non sono però la soluzione al problema che vede anche l’insoddisfazione dei cittadini per non riuscire ad essere visitati sempre dallo stesso medico perdendo così quel rapporto di fiducia che si ha col proprio medico ma anche la possibilità di questi di poter fare una anamnesi completa perché basata sulla conoscenza anche dei pregressi del malato.

    Per la sanità ci sono molte iniziative da prendere e non è solo una questione di spesa, certo occorrono maggiori stanziamenti ma anche il coraggio di innovare, come Borsani aveva intuito e realizzato, di prendere atto che in una società in continua e veloce evoluzione, e mentre una parte di popolazione invecchia ed un’altra parte arriva da paesi lontani, la medicina, nel suo insieme, dipende da un migliore e diverso funzionamento dell’assistenza di base.

  • Manifesto per l’Europa

    Mentre aumenta la bagarre nelle e tra le forze politiche per individuare i candidati regionali ed ancora non sono definite le liste per le europee, dove si voterà con la preferenza e cioè con un sistema che rispetta il diritto del cittadino elettore di scegliere chi vuole lo rappresenti al Parlamento europeo, cerchiamo insieme di fissare alcuni punti.

    La prossima legislatura vedrà le istituzioni europee, Parlamento, Commissione e Consiglio, affrontare aspetti determinanti per il futuro dell’Unione e perciò di noi tutti.

    Bisognerà decidere come garantire all’Unione la Pace e la sicurezza attraverso un esercito comune ed una diplomazia veramente autorevole, in grado di interventi tempestivi ed idonei alle necessità in un mondo nel quale la velocità e la gravità degli avvenimenti non consente più tentennamenti.

    L’Unione politica, della quale si parla da molti anni, non può essere ulteriormente rimandata, i passi avanti ed i risultati ottenuti con la moneta unica sono ormai acquisiti e non sufficienti neppure per l’Unione economica, è perciò urgente che si dia seguito a quanto già i padri fondatori auspicavano.

    L’Europa con l’Unione politica potrà finalmente evitare di occuparsi di problemi minori, dei quali si faranno carico i singoli Stati, e potrà indirizzare la sua attività ai grandi temi che minano l’esistenza dell’Unione ed il futuro dei popoli.

    L’intelligenza artificiale,

    l’uso scorretto della Rete,

    la lotta al terrorismo ed alla criminalità organizzata,

    lo strapotere, non solo economico ma anche culturale e politico, di alcune gigantesche multinazionali,

    la scorrettezza  del mercato, anche dentro il WTO, con merci illegali o contraffatte che minano la sicurezza del consumatore e la produzione europea,

    la banca dati per le scoperte scientifiche inerenti la salute,

    la politica energetica che ci affranchi dai ricatti, ci porti ad uno sviluppo delle fonti rinnovabili, senza velleitarismi e nuovi pesanti aggravi per la vita dei singoli, con incentivi per la produzione europea mentre oggi dipendiamo da altri Stati come la Cina,

    il piano di sviluppo dei rapporti tra noi ed i Paesi del continente africano rivedendo l’intera politica di cooperazione là dove non ha portato risultati o addirittura procurato nuovi gravi problemi consentendo la neocolonizzazione da parte cinese e russa,

    la ricostruzione dell’Ucraina devastata dalla guerra di Putin e dei rapporti di reciproco proficuo partenariato con i  paesi extra UE,

    la carta, almeno europea, dei doveri, i doveri delle istituzioni e dei cittadini, una carta che completi la carta dei diritti e sottolinei il nostro impegno a difendere questi diritti in ogni parte del mondo,

    la tutela dei minori e delle loro famiglie, mentre ad oggi vi sono Paesi europei che, come nel caso dello Jugendamt, decidono il futuro dei minori solo in base al loro ordinamento ed interesse  nazionale,

    la lotta alla violenza sulle donne, alla pedopornografia, al traffico di esseri umani, attuando contestualmente politiche per il raggiungimento del rispetto reciproco e per realizzare un accoglienza mirata e corretta,

    la difesa dell’ecosistema, e perciò della flora e della fauna selvatica, come degli animali da compagnia e da allevamento, l’ecosistema vive quando le varie specie vivono, in caso contrario se nuove ferite saranno inferte, se nuove specie scompariranno, la nostra stessa esistenza sarà sempre più messa a rischio,

    l’armonizzazione effettiva dei sistemi doganali con regole e tempi certi per evitare storture, rallentamenti o eccessive accelerazioni, oggi non si hanno sufficienti garanzie, alcuni Stati sono agevolati rispetto ad altri,

    la revisione del sistema fiscale che oggi crea vere e proprie conflittualità ed una scorretta concorrenza anche nel mercato del lavoro.

    Ovviamente vi sono molti altri aspetti che nei prossimi anni le tre istituzioni europee devono trovare il coraggio di affrontare, non si può infatti immaginare che un’Europa con 27 Stati membri, e che potrebbe ben presto allargarsi o, meglio ancora unificare a sé altri paesi che legittimamente chiedono l’ingresso, possa continuare a decidere, su temi di grave portata, all’unanimità. Mantenere questo sistema significherebbe condannare l’Unione all’immobilismo dando così il via alla sua fine.

    Pensare ad una Europa concentrica e cioè con alcuni Stati che si trovino d’accordo, prima degli altri, per realizzare le importanti riforme della politica e della difesa non è un’eresia ma diventa una necessità se ancora una volta vi saranno paesi miopi di fronte alle urgenze ed ai problemi di questo secolo pervaso da guerre, prevaricazioni, disprezzo delle leggi internazionali ed ingiustizie, umane ed economiche.

    Di fronte a dittature di fatto, alla rinascita di razzismi ed antisemitismo, ad una escalation anche della violenza nella società l’Europa o è un’Unione politica o non è più neppure più un’area commerciale.

  • Al via il voto pubblico per selezionare il vincitore del premio Natura 2000 tra 27 finalisti

    La Commissione ha aperto il voto per selezionare il vincitore del Citizens’ award, al suo 10º anniversario, nel quadro dell’edizione 2024 del premio Natura 2000. È possibile votare il proprio finalista preferito fino al 25 aprile al seguente link https://environment.ec.europa.eu/topics/nature-and-biodiversity/natura-2000-award/natura-2000-award-meet-2024-edition-finalists_en

    Con 96 candidature provenienti da 25 Stati membri, l’edizione 2024 del premio Natura 2000 ha riscosso un grande successo. Le 27 iniziative finaliste sono state svolte in siti Natura 2000 in Belgio, Estonia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Paesi Bassi, e illustrano con esempi concreti come la conservazione della natura e lo sviluppo sostenibile possono sostenersi a vicenda e contribuire alla formazione di ecosistemi resilienti a beneficio delle persone, del clima e del pianeta.

    La cerimonia di premiazione si terrà il 29 maggio 2024 nell’ambito della Settimana verde dell’UE. Oltre al Citizens’ award, una giuria indipendente selezionerà i vincitori in categorie riguardanti, tra l’altro, la conservazione su terra, la cooperazione transfrontaliera, la collaborazione per la natura, la conservazione dell’ambiente marino e la comunicazione.

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