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  • More guns than people: Why tighter U.S. firearms laws are unlikely

    WASHINGTON (Reuters) – President Joe Biden announced limited measures to tackle gun violence in the United States last week, but more ambitious steps will be harder to enact despite widespread public support.

    Here are some facts about gun violence in the United States:

    HOW MANY AMERICANS OWN GUNS?

    With about 121 firearms in circulation for every 100 residents, the United States is by far the most heavily armed society in the world, according to the Geneva-based Small Arms Survey, a research group.

    However, gun ownership is becoming less common across the country. One in three U.S. households owned firearms in 2016, down from nearly half in 1990, according to the RAND Corp think tank. Ownership varies significantly by state: 66% of Montana households owned firearms, compared with just 8% in New Jersey.

    WHAT SORT OF LAWS GOVERN FIREARMS?

    The Second Amendment of the U.S. Constitution enshrines the “right to bear arms,” which the Supreme Court has interpreted to allow individuals to keep handguns at home for self-defense. The conservative-leaning court may soon decide whether gun owners can carry guns outside the home.

    The federal government requires most gun buyers to clear a criminal background check and tightly regulates ownership of machine guns, which are fully automatic, and silencers.

    Most other gun laws are set at the state level, where policies vary widely here.

    Many Democratic-dominated states have tightened their laws in recent years.

    California, for example, has banned military-style semi-automatic “assault weapons” and large-capacity magazines and has the most robust “red flag” system, which allows authorities to take firearms away from people determined to be dangerous.

    The state also prohibits people from carrying loaded firearms in public — a practice known as “open carry” — and gun owners must get a permit before carrying a concealed loaded weapon.

    Gun laws are much more permissive in rural states, including Idaho, Kentucky and Wyoming.

    Mississippi has the most permissive U.S. laws, according to the Giffords Law Center, a gun-control group. Residents of that state do not need a permit to carry loaded weapons, whether openly or concealed, and sales of “assault weapons” and large-capacity magazines are legal. Buyers do not face waiting periods and the state does not have a red-flag law.

    Mississippi and 28 other states also have enacted “Stand Your Ground” laws that allow people to use deadly force when they feel threatened.

    WHAT IMPACT DOES THIS HAVE?

    Americans aren’t necessarily more violent than other cultures – but their disputes are more likely to turn deadly, expert say.

    University of Iowa criminology professor Mark Berg found the rates of assault in the United States are similar to other countries, but homicide rates are higher due to the prevalence of guns.

    Firearms were a factor in 39,740 U.S. deaths in 2018, according to the Centers for Disease Control and Prevention (CDC), similar to the number caused by motor-vehicle accidents. Suicides account for six out of 10 gun deaths.

    WILL GUN LAWS CHANGE?

    Gun rights are one of the most divisive issues in American politics. Supporters see firearms as an important tool for self-defense, target shooting and hunting, as well as a powerful symbol of individual rights. Critics say America’s permissive approach leads to tens of thousands of deaths each year.

    High-profile mass shootings have increased public pressure to tighten regulations. Most Americans support here tougher gun laws, according to Reuters/Ipsos polling, but Washington has done little to address the problem in recent years.

    One reason: Small, rural states where gun ownership is widespread have disproportionate influence in the U.S. Senate, where a supermajority of 60 votes is needed to advance most legislation in the 100-seat chamber.

    The Democratic-controlled House of Representatives passed legislation expanding background checks last month, but it faces long odds in the Senate, which is split 50-50 between the two parties.

    With Congress deadlocked, presidents have acted on their own.

    After a 2018 mass shooting in Las Vegas that killed 58 people, then-President Donald Trump banned “bump stocks” that allow semi-automatic rifles to fire at a rate similar to automatic ones.

    But Trump, a Republican, also made it easier for people with mental illness to buy guns.

    Biden, a Democrat, aims to tighten regulations on self-assembled “ghost guns” that currently can be sold without serial numbers or background checks and to make it easier for states to adopt red-flag laws.

    CHANGING POLITICS?

    The political landscape may be changing. The National Rifle Association (NRA) has been one of the most influential gun rights lobbying groups in Washington for decades, but has been hobbled in recent years by infighting. The group recently filed for bankruptcy in an attempt to stave off a legal challenge in New York.

    The NRA gave $30 million to candidates in the 2020 presidential and congressional elections, down from $55 million in 2016, according to the Center for Responsive Politics.

    Meanwhile, advocacy groups like Moms Demand Action that back stronger restrictions have stepped up lobbying expenses over the past decade, though they still trail gun-rights groups as a whole.

    Reporting by Andy Sullivan; Additional reporting by Lawrence Hurley; Editing by Scott Malone and Jonathan Oatis

  • Cittadini e innovazione al centro del programma Horizon Europe

    Si ispira alle missioni Apollo che portarono l’uomo sulla Luna l’atteggiamo con il quale la Commissione europea ha impostato il programma Horizon Europe, il programma per la ricerca e l’innovazione per il periodo 2021-2027. Cinque le missioni sulle quali l’Ue lavorerà nei prossimi anni: contrasto ai cambiamenti climatici, lotta contro il cancro, costruzione di città verdi, protezione degli oceani e quella dei suoli. Un’evidente attenzione alla protezione del pianeta e al benessere dei cittadini. Per ciascuna area di intervento sono infatti definiti target entro il 2030 per quel che riguarda le vite salvate, il mantenimento di ecosistemi, l’aumento della sostenibilità del nostro stile di vita.
    Il successo delle missioni vedrà come primo punto il coinvolgimento dei cittadini che deve avvenire non solo nella fase di identificazione delle questioni fondamentali per i prossimi decenni, ma anche in quella di implementazione e di valutazione.
    Un secondo elemento riguarda le modalità di finanziamento.
    Una delle novità introdotte da Horizon Europe consiste nella creazione dello European Innovation Council (EIC), con un budget di 10 miliardi di euro per l’intera programmazione. L’EIC si pone l’obiettivo di identificare, sviluppare e implementare innovazioni ad alto rischio, di carattere pioneristico, con un alto impatto sulla società e potenzialmente creatrici di nuovi mercati.
    Un ultimo fattore chiave consiste nel ruolo del settore pubblico. Oltre ad avere una funzione normativa rivolta a creare le condizioni del mercato, all’azione pubblica sarà richiesto di portare avanti investimenti pubblici di dimensioni significative,

    Le missioni europee dovranno essere uno strumento per trovare soluzioni innovative ad alcune delle sfide più difficili che il mondo sta affrontando. Compito che richiederà per molti anni una mobilitazione di risorse, capacità e partecipazione molto ampia per raggiungere un grande obiettivo: il nostro stesso benessere, se non addirittura la nostra sopravvivenza.

  • I dati che non sappiamo su sul reddito di cittadinanza

    Il Messaggero ed altri quotidiani hanno riportato nei giorni scorsi la notizia di diverse persone indagate, nel casertano, per aver intascato ingiustamente il reddito di cittadinanza. Si parla di 500.000 euro dei quali hanno beneficiato persone abbienti che per reddito non avevano diritto e anche pregiudicati e condannati per vari reati. Questa notizia è solo l’ultima delle diverse segnalazioni che arrivano periodicamente denunciando i troppi abusi che sono stati fatti, e che ancora ci sono, nonostante l’indefesso lavoro della Guardia di Finanza. Ancora una volta la volontà politica di non fare lavorare insieme, comparando le notizie, i vari cervelloni che raccolgono i dati di tutti gli italiani ha procurato e procura danni ingenti. Quante sono ad oggi le persone che hanno preso ingiustamente il reddito di cittadinanza? Come pensa lo Stato di poter riprendere questi soldi? Quali sanzioni sono previste? A quanto aumenta in euro e in dispendio di energia e di pratiche il danno che lo Stato, e cioè noi, ha subito? Quando saranno messi in connessione i vari dati per evitare nuove truffe?

  • Luce e gas più cari, un ulteriore peso per famiglie e attività chiuse

    Giustamente, mentre continua la pandemia, il governo ha invitato, tutti coloro che possono, a lavorare da remoto, come avviene ormai da più di un anno. E da remoto si svolge anche la didattica con la conseguenza che le famiglie italiane, secondo stime al ribasso, hanno consumato il 30 per cento in più di energia elettrica e da riscaldamento. Si continuerà così ancora per un certo tempo, non sappiamo quanto, quello che invece sappiamo è che dal secondo trimestre 2021 aumenteranno le tariffe, del 3,8 l’elettricità e del 3,9 il gas! Un nuovo colpo per i cittadini già pesantemente provati, emotivamente ed economicamente, dal blocco di molte attività, blocco che dura dal marzo dell’anno scorso, quasi ininterrottamente, e dalla mancanza di prospettive immediate. Si calcola che più del 30 per cento delle famiglie abbiano subito una diminuzione del loro reddito di circa un terzo e per molti ci sono state solo spese senza entrate tanto è vero che il 40 per cento ha problemi per pagare l’affitto, il mutuo o altri debiti contratti. Tra i più colpiti coloro che hanno attività chiuse ma con costi fissi come ad esempio le attività legate al turismo che in Italia non possono lavorare mentre i loro omologhi di altre nazioni europee godranno, per le festività pasquali ad esempio, dell’arrivo di turisti italiani.

    Bene ha fatto il Regno Unito a tenere ancora chiuse le frontiere, anche se la campagna di vaccinazione è stata molto più capillare di quella effettuata fino ad ora dai paesi europei e sta già dando importanti risultati. I rincari delle tariffe graverà anche sugli uffici degli enti pubblici, che ormai funzionano molto poco in presenza ma che continuano ad avere costi fissi. Ci sembrerebbe giusto che il governo intervenisse per rinviare l’aumento delle tariffe a quando finalmente l’Italia potrà riaprire e che cogliesse l’occasione per affrontare anche il problema dell’iva che sulle bollette è conteggiata ogni volta non solo sul consumo ma anche sul trasporto dell’energia e sui contatori, in uso ovviamente obbligatorio. L’iva è cioè complessiva mentre dovrebbe più giustamente essere calcolata solo sul consumo effettivo, conteggiando l’iva su tutto i cittadini anche se non riscaldano o non utilizzano la luce nell’abitazione o nei locali adibiti ad attività, se non consumano energia, continuano a pagare bollette molto alte.

  • Pensieri

    Diversi cittadini lamentano come, a distanza di più di un anno, si debba di nuovo stare chiusi e assistere impotenti a tanti contagi e a tanti decessi, e qualche politico sottolinea la situazione con particolare enfasi. Sembra però che in molti dimentichino alcuni aspetti fondamentali: la pandemia è globale, i vaccini, trovati a tempo di record, hanno tempi necessari per essere prodotti, distribuiti ed iniettati, vi sono stati in tutto il mondo, e particolarmente in Italia, errori di gestione nei primi mesi, errori da parte dell’Oms, della Cina, dei governi e non trascuriamo che troppe persone hanno disatteso le regole di comportamento procurando nuovi contagi. La pandemia mondiale è dovuta anche ad errori umani protrattisi per decenni, la distruzione del pianeta è stata sistematica e migliaia di virus si potranno, anche nel futuro, liberare da un momento all’altro perciò, dicono gli scienziati, bisogna abituarsi alle pandemie e a nuove regole di vita, di conseguenza i sistemi sanitari e di controllo, l’organizzazione di scorte per le emergenze e quant’altro necessario, andranno realizzati nell’immediato futuro ma andrà anche realizzata una nuova coscienza collettiva, una nuova responsabilità politica ed amministrativa, sia che si sia in maggioranza che all’opposizione. Hanno veramente stancato coloro che tutti i giorni in televisione ripetono le stesse cose, le stesse proposte, le stesse critiche, con una limitatezza di vedute che dimostra pochezza culturale ed incapacità di mettersi in sintonia con la realtà.

    Sapendo di scontentare alcuni plaudo, una volta di più, a Draghi quando sottolinea la necessità di parlare italiano in Italia, di non usare inutilmente e malamente parole inglesi che risultano incomprensibili ai più ma servono, a chi le usa, per sembrare più importanti. Plauso anche perché sta lontano da Twitter e social, non perde tempo a ingannare, tramite qualche addetto stampa, i maniaci degli pseudo dialoghi a distanza che tanto hanno avvelenata la vita politica e avvelenano il quotidiano con falsità riprodotte, incitazioni alla violenza, trasmissione di pensieri inutili. Draghi parla poco e dice quel che serve, qualcosa è già stato fatto, aspettiamo di vedere il resto che, siamo fiduciosi, arriverà.

    Augurando a Enrico Letta di potere svolgere il suo nuovo ruolo senza condizionamenti ed agguati e rispettando le molte parti del suo intervento che possono essere condivise, anche da chi non appartiene al suo percorso politico, dobbiamo però evidenziare come sia assolutamente non aderente alle necessità ed alle realtà del momento la sua proposta di dare il voto anche ai sedicenni, proposta già avanzata tempo fa dalla Meloni. Il voto presuppone non solo la conoscenza delle proposte dei partiti, e perciò attenzione alle notizie riportate non solo dai social, ma prima di tutto un grado di cultura generale e di capacità di approfondimento e di giudizio che appartengono ad una età diversa. Da tempo sociologi e studiosi avvertono di come, nella nostra epoca, si sia molto allungato il tempo dell’adolescenza, alcuni sostengono che arrivi molto dopo i 20 anni. I ragazzi sono molto influenzati dai contatti che si creano sulle reti informatiche e, ancor più degli adulti, dalle mode. Troppi adolescenti non sono abituati a prendersi responsabilità e decidono in base al gruppo, alle pseudo amicizie virtuali, ai sentito dire, non hanno ancora gli strumenti per decodificare i messaggi che arrivano a raffica da più parti. I recenti avvenimenti su Tik Tok, solo per fare un esempio, dimostrano come la consapevolezza arrivi solo in un’età più matura, anche i comportamenti di questi ultimi mesi, le feste in epoca di covid, le risse in strada, le movida che hanno portato ad un esponenziale aumento di contagi nella popolazione più giovane dimostrano come l’età della consapevolezza e dell’assunzione di responsabilità si sia spostata molto in avanti. Dobbiamo avere fiducia nei nostri giovani e proprio per questo dobbiamo aiutarli a crescere senza gravarli di responsabilità prima del tempo, la ricerca di voti non può giustificare e ventilare un voto a 16 anni, piuttosto la politica si occupi di come fare crescere meglio, in maggiore sicurezza, i nostri giovani offrendo ideali e opportunità di ruolo nella società.

  • Conferenza sul futuro dell’Europa: coinvolgere i cittadini per costruire un’Europa più resiliente

    Il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, il Primo ministro portoghese António Costa a nome della presidenza del Consiglio e la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno firmato la dichiarazione comune sulla conferenza sul futuro dell’Europa. Si tratta di un passo preliminare all’avvio di una serie di dibattiti e discussioni che consentiranno ai cittadini di ogni angolo d’Europa di condividere le loro idee per contribuire a plasmare il futuro dell’Europa.

    La conferenza sul futuro dell’Europa si prefigge come obiettivo conferire ai cittadini un ruolo più incisivo nella definizione delle politiche e delle ambizioni dell’UE, migliorando la resilienza dell’Unione alle crisi, sia economiche che sanitarie. Costituirà un nuovo spazio d’incontro pubblico per un dibattito aperto, inclusivo, trasparente e strutturato con i cittadini europei sulle questioni che li riguardano e che incidono sulla loro vita quotidiana.

    La dichiarazione comune presenta un elenco non esaustivo di possibili argomenti per la conferenza: la salute, i cambiamenti climatici, l’equità sociale, la trasformazione digitale, il ruolo dell’UE nel mondo e il rafforzamento dei processi democratici che governano l’UE. Questi temi coincidono con le priorità generali dell’UE e con le questioni sollevate dai cittadini nei sondaggi d’opinione. In ultima analisi, saranno i partecipanti a decidere quali argomenti trattare nell’ambito della conferenza.

    La conferenza fa capo alle tre istituzioni che guidano l’iniziativa, rappresentate dai rispettivi presidenti che fungono da presidenza congiunta. Presto sarà istituito un comitato esecutivo che rappresenterà le tre istituzioni in modo equilibrato, con i parlamenti nazionali nel ruolo di osservatori. Il comitato esecutivo supervisionerà i lavori e preparerà le riunioni plenarie della conferenza, compresi i contributi dei cittadini e il loro follow-up.

    La dichiarazione comune definisce la portata, la struttura, gli obiettivi e i principi della conferenza. Getta le basi per eventi avviati dai cittadini, da organizzare in collaborazione con la società civile e i portatori d’interessi a tutti i livelli, i parlamenti nazionali e regionali, il Comitato delle regioni, il Comitato economico e sociale, le parti sociali e il mondo accademico. La loro partecipazione al processo è essenziale per garantire il massimo coinvolgimento e la massima diffusione.

    La conferenza si articolerà in vari spazi, virtuali e, possibilmente, fisici, nel rispetto delle norme anti COVID. Una piattaforma digitale multilingue interattiva consentirà ai cittadini e ai portatori d’interessi di presentare idee online e li aiuterà a partecipare o a organizzare eventi.

    La piattaforma e tutti gli eventi organizzati sotto l’egida della conferenza dovranno basarsi sui principi di inclusività, apertura e trasparenza, nel rispetto della privacy e delle norme dell’UE in materia di protezione dei dati. Le attività dei gruppi di cittadini europei organizzati a livello europeo saranno trasmesse e tutti i contributi online dovranno essere resi pubblici.

    La conferenza è invitata a elaborare le proprie conclusioni per orientare la futura direzione dell’Europa.

    Fonte: Commissione europea

  • Dal 5 marzo la Commissione europea si racconta su UÈ! che Podcast

    Il nuovo podcast delle 12 stelle darà voce alle donne e agli uomini che ogni giorno lavorano dentro e fuori la casa comune degli europei. A partire da venerdì 5 marzo UÈ! Che podcast farà ogni settimana un’immersione di quindici minuti per ascoltare tutte le novità europee su lavoro, salute, impresa, sostenibilità e diritto allo studio.

    Un mezzo moderno per richiamare l’attenzione dei giovani, e non solo, avvicinandoli alle istituzioni e ai temi che scandiscono la quotidianità dei cittadini europei. Agenda digitale, parità di genere, Green Deal e la risposta dell’Unione europea alla pandemia saranno alcuni dei contenuti di attualità europea su cui gli ospiti faranno chiarezza nel corso delle 14 puntate, invitando gli ascoltatori a partecipare direttamente in rete. Sarà infatti possibile inviare un messaggio vocale con domande e spunti sui canali Facebook e Instagram della Rappresentanza della Commissione europea in Italia. Chiunque può promuovere UÈ! che Podcast attraverso l’#UEchePodcast.

    Per ascoltare il podcast https://www.spreaker.com/show/ue-che-podcast

    Per restare aggiornati https://ec.europa.eu/italy/news/UEchepodcast_it

  • Il coronavirus è stato una tassa sui redditi di 1.650 euro a famiglia

    Incubo Covid per le tasche degli italiani. Mentre gli effetti sanitari continuano ad essere pesantissimi in tutto lo Stivale, arriva un dato preoccupante: la pandemia ci ha fortemente impoverito. Secondo Confesercenti, quasi un anno dopo lo scoppio della crisi pandemica, alle famiglie italiane sono venuti a mancare in media, e nonostante i numerosi ristori, 1.650 euro di redditi. E le prospettive di recupero sono lente e dipendono dagli esiti della campagna vaccinale, attualmente in ritardo sugli obiettivi fissati: continuando così, a fine 2021, il reddito medio delle famiglie sarà ancora 512 euro inferiore ai livelli pre-crisi.

    A livello territoriale, alla fine del 2021 la distanza maggiore dalle condizioni pre-Covid si registrerebbe in Emilia Romagna (-897 euro), seguita dalle Marche (-807 euro). Resterebbe invece al di sotto dei 200 euro la perdita delle famiglie pugliesi. Per quanto riguarda le altre Regioni, la contrazione dei redditi 2021 rispetto al 2019 sarebbe compresa fra 600 e 700 euro in Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto, Toscana e Umbria. Superiori ai 500 euro sarebbero le perdite delle famiglie di Lombardia, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. La compressione dei redditi supererebbe i 400 euro nel Lazio, in Abruzzo, in Molise e in Sardegna.

    Chi soffre di più? Sicuramente i lavoratori autonomi, per i quali la perdita di reddito a fine 2020 avrebbe avvicinato i 44 miliardi e risulterebbe ancora pari a -27 miliardi nel 2021, e i lavoratori dipendenti del settore privato, che registrano una caduta di 43 miliardi, cui si è contrapposto un aumento di 2,5 miliardi per i dipendenti pubblici, trainato dalle assunzioni nel comparto sanitario. Il mancato recupero dei redditi nel corso del 2021 sarà fortemente asimmetrico anche a livello settoriale, perché prevalentemente concentrata in 2 soli comparti: quelli del ‘commercio, ristorazione e pubblici esercizi’ e quello delle ‘attività artistiche e di intrattenimento’ oltre che, ovviamente, del turismo.

    “La crisi da pandemia non ha colpito dunque tutti allo stesso modo: l’impatto, come i dati sui redditi dimostrano, si è concentrato quasi completamente sui lavoratori autonomi e sui loro dipendenti, con perdite decisamente superiori ai ristori diretti elargiti fino ad ora. Anche perché l’ultima tranche dei sostegni, quella che avrebbe dovuto arrivare con il Ristori V forte di 32 miliardi di risorse, ancora non si è materializzata, ad oltre 60 giorni dall’annuncio. Una situazione incredibile ed inaccettabile, che crea sconcerto e sfiducia negli imprenditori e nei loro dipendenti e che blocca qualsiasi prospettiva di ripresa”, ha commentato la presidente di Confesercenti Patrizia De Luise. Che ha lanciato un appello a Mario Draghi: “Chiediamo con forza al governo di accelerare sui sostegni promessi: le imprese sono al limite e non possono aspettare un altro mese”.

  • “Minority SafePack”: la Commissione risponde all’iniziativa dei cittadini europei

    La Commissione europea ha risposto all’iniziativa dei cittadini europei “Minority SafePack – un milione di firme per la diversità in Europa”, la quinta iniziativa dei cittadini andata a buon fine che ha ottenuto il sostegno di oltre un milione di persone in tutta l’UE.

    L’iniziativa mira a migliorare la protezione delle persone appartenenti a minoranze nazionali e linguistiche. La risposta della Commissione valuta attentamente le proposte avanzate dagli organizzatori, illustrando in che modo la legislazione dell’UE vigente e recentemente adottata sostiene i diversi aspetti di questa iniziativa. La risposta delinea ulteriori azioni di follow-up.

    L’inclusione e il rispetto dell’ampia diversità culturale dell’Europa sono una delle priorità e degli obiettivi della Commissione europea. Negli ultimi anni, da quando l’iniziativa è stata inizialmente presentata nel 2013, è stata adottata un’ampia gamma di misure riguardanti diversi aspetti delle proposte in essa contenute. La comunicazione valuta ciascuna delle nove proposte sulla base dei suoi meriti, tenendo conto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. Non vengono proposti altri atti giuridici, ma la piena attuazione della legislazione e delle politiche già in vigore costituisce un potente arsenale per sostenere gli obiettivi dell’iniziativa.

    L’iniziativa dei cittadini europei Minority SafePack chiede l’adozione di una serie di atti giuridici per migliorare la protezione delle persone appartenenti a minoranze nazionali e linguistiche e rafforzare la diversità culturale e linguistica nell’Unione.

    Gli organizzatori, il 10 gennaio 2020, hanno ufficialmente presentato alla Commissione la loro iniziativa che è riuscita a raccogliere 1 128 422 dichiarazioni di sostegno valide e ha raggiunto le soglie necessarie in 11 Stati membri. Il 5 febbraio 2020 la Commissione ha incontrato gli organizzatori.

    Il 15 ottobre 2020 gli organizzatori hanno presentato la loro iniziativa e le relative proposte nel corso di un’audizione pubblica organizzata presso il Parlamento europeo. La Commissione disponeva quindi di 3 mesi per adottare una comunicazione in cui esporre le sue conclusioni giuridiche e politiche sull’iniziativa.

    L’iniziativa Minority SafePack è stata discussa nella sessione plenaria del Parlamento europeo del 14 dicembre 2020. Nella risoluzione adottata il 17 dicembre 2020, il Parlamento europeo ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa.

  • Il Terrorismo mediatico

    Sicuramente questo concetto viene abusato in diversi ambiti, e molto spesso a sproposito, ignorandone persino le conseguenze più immediate. Molto spesso questo tipo di comunicazione nasconde l’incapacità personale o condivisa ma addirittura talvolta può essere espressione della più assoluta ipocrisia che tende a coprire la propria inadeguatezza.

    Anche una persona dotata di un’intelligenza normale conosce benissimo i tempi necessari per verificare gli effetti dei Dpcm con le norme tendenti a ridurre la curva dei contagi. In questo senso si ricorda come siano due le  settimane necessarie, o 15 i giorni  nel caso non fosse chiaro.

    Al di là delle legittime proteste il più delle volte assolutamente democratiche delle categorie che pagano in prima persona gli effetti di questi decreti i cittadini italiani hanno dimostrato, ancora una volta, di adattarsi alle nuove disposizioni con sacrifici in termini economici ed umani non indifferenti. Perché sarebbe vergognoso non riconoscere il senso di lealtà che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani sta dimostrando con i propri comportamenti virtuosi.

    La consapevolezza di questa prova di civiltà della buona parte del popolo italiano meriterebbe una maggiore considerazione da parte di questo governo di incapaci ed in particolare del  Presidente del Consiglio Conte e del ministro Speranza (da dover scrivere rigorosamente in minuscolo in considerazione loro spessore culturale, umano e professionale).

    Arrivati ormai, però, alla seconda settimana del mese di novembre 2020 risulta assolutamente inaccettabile, offensivo e persino destabilizzante questo continuo richiamo ad un ulteriore inasprimento del Dpcm quando ancora non risultano chiari gli esiti di quelli precedenti in quanto dal loro varo ad oggi non sono passate ancora due settimane.

    La tenuta di una democrazia come la capacità di rappresentarla nascono dal reciproco riconoscimento dei propri ruoli e dei limiti a questi imposti dalla legge. L’azione del governo Conte come del presidente del consiglio e del ministro della Salute Speranza con questo giornaliero rilancio di un possibile inasprimento dei Dpcm, e quindi con essi delle libertà individuali, rappresentano la vera forma istituzionalizzata di TERRORISMO MEDIATICO. Il quale, come qualsiasi forma di terrorismo, porta ad una subdola ma inevitabile destabilizzazione delle strutture democratiche.

     

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