cittadini

  • Milano dedica una giornata al 205° della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Ci sarà anche il Villaggio della Legalità

    Mercoledì 5 giugno 2019, a Milano, avranno luogo le celebrazioni per il 205° della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Per tutta la giornata si svolgeranno eventi, aperti al pubblico, per festeggiare e conoscere meglio un corpo militare tanto caro agli italiani. Si comincerà in mattinata con la tradizionale Cerimonia militare – alla presenza del Comandante Interregionale “Pastrengo”, Gen. di Corpo d’Armata Gaetano Maruccia, delle autorità civili e del ministro Marco Bussetti – e la premiazione dei militari distintisi in operazioni di contrasto alla criminalità e soccorso alla popolazione. Saranno premiate anche le classi vincitrici nel Concorso “L’Arma dei carabinieri per la scuola”, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano e Città metropolitana oltre ad un riconoscimento agli studenti della Scuola media di Crema che il 20 marzo a San Donato milanese sono stati tratti in salvo dai Carabinieri di Milano.

    Per la prima volta alla Cerimonia si affiancherà il Villaggio della Legalità, un’occasione per conoscere meglio l’Arma, in Piazza Duomo dalle 10 alle 21.30

    Per la prima volta “Una Giornata con i Carabinieri”, una carrellata di iniziative dedicate a tutti – cittadini, turisti e studenti – dalle ore 10.00, con l’Alzabandiera e l’Inno Nazionale della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” fino a sera.

    Il Villaggio della Legalità sarà un percorso interattivo per conoscere meglio la realtà dell’Arma nelle sue componenti. Saranno mostrate le nuove tecnologie per la sicurezza e il pronto intervento e ci saranno simulazioni di neutralizzazione di un finto ordigno esplosivo anche con l’utilizzo di un robot artificiere; ricerca di sostanze esplodenti e stupefacenti da parte di Unità cinofile; rilievi su una scena del crimine ricostruita da operatori della Sezione Investigazioni Scientifiche di Milano; operazioni di foto-segnalamento e tecnica utilizzata per l’esaltazione delle impronte latenti.

    Non mancheranno i mezzi storici dell’Arma affiancati a quelli moderni. Tra le eccellenze schierate: elicottero Bell G47, 1952; Fiat Torpedo, 1934; Alfa Romeo Matta, 1953; Alfa Romeo Giulia a partire dal 1969; Moto Guzzi Super Alce, 1948. Tra le “moderne” l’Alfa Romeo GIULIA QV e la LOTUS EVORA (utilizzate per il trasporto urgente di organi), le nuove Ducati Multistrada, un Iveco RG12 (per servizi di ordine pubblico) e la nuova Toyota Yaris Hybrid.

    In dieci gazebo saranno presentate attività dell’Arma in generale, anche riguardo le modalità di arruolamento; del 3° Rgt Lombardia, del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) e NIL (Nucleo Ispettorato Lavoro); della SIS (Sezione Investigazioni Scientifiche di Milano); del TPC (Nucleo della Tutela del Patrimonio Culturale) che illustrerà anche la Banca Dati delle Opere d’Arte Rubate e del NAS (Nucleo Antisofisticazione e Sanità); del Nucleo Subacquei di Genova;  il maniscalco del Posto fisso a Cavallo, Carabinieri di Monza. Munito di fucina, incudine e mazza, forgerà i ferri per donarli ai più piccoli;  illustrazione del Monumento al Carabiniere di Piazza Diaz e altre opere dello scultore L. Minguzzi; esposizione di Uniformi storiche dai primi del ‘900; Concorso provinciale “L’Arma dei Carabinieri per la Scuola, un’alleanza educativa territoriale”, esposizione dei lavori di 1500 studenti.

    La componente Forestale dell’Arma in laboratori interattivi illustrerà le sue competenze (tutela dell’habitat e delle specie a rischio, contrasto al commercio di piante e animali in via di estinzione).

    In una tensostruttura ci saranno brevi conferenze multimediali su sicurezza stradale, tutela dell’ambiente, salute, lavoro e patrimonio culturale e forestale, sicurezza in montagna, oltre ai temi della violenza contro le donne, bullismo, abusi sui minori, tossicodipendenze, truffe agli anziani, rischi del Web, ela storia dell’Arma a Milano che vede i Carabinieri insediati qui dal 1859.

    Alle 21,15 un evento che non smette mai di emozionare: la cerimonia dell’Ammainabandiera, con l’Inno Nazionale della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” che chiuderà il Villaggio della legalità.

    Alle 21,30, in piazza Diaz, si svolgerà la cerimonia militare della deposizione di una corona d’alloro in onore dei Caduti al Monumento al Carabiniere. Un momento di raccoglimento in ricordo di tutti i caduti dell’Arma e delle Forze Armate, con un particolare pensiero al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa che quel monumento ha fortemente voluto. Sarà acceso per la prima volta il nuovo impianto di illuminazione del monumento alla presenza del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala e di S.E. l’Arcivescovo Metropolita Mario Delpini. A conclusione delle celebrazioni, alle 21,50, sul sagrato del Duomo, la Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri Lombardia si esibirà in un concerto con brani del proprio repertorio.

  • Italiani ignoranti in tema di protezione dei dati personali sul web

    L’Italia, insieme alla Grecia e al Belgio, è tra i Paesi della Ue dove si registra minor consapevolezza sull’esistenza del Regolamento generale della protezione dei dati personali (Gdpr), peggio fa solo la Francia. Emerge da un Eurobarometro diffuso dalla Commissione europea, in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del Regolamento generale della protezione dei dati (Gdpr). Secondo il rilevamento i Paesi dove i cittadini sono più informati sono Svezia (90%); Olanda (87%); Polonia (86%); Cechia (85%) e Slovacchia (83%). Nella parte finale della graduatoria si trovano invece: Grecia e Cipro (58% ciascuno); Belgio (53%); Italia (49%); e Francia (44%). Dallo studio emerge inoltre che il 57% degli europei è a conoscenza che nel proprio Paese c’è un’Autorità responsabile per la protezione i loro diritti sui dati personali: il 20% in più rispetto a febbraio 2015.

    Più consapevolezza tra i cittadini «è un segnale molto incoraggiante. Quasi sei persone su 10 sanno che esiste un’autorità per la protezione dei dati personali nel loro Paese. E’ un aumento significativo rispetto al 2015, quando erano 4 persone su 10. Il Gdpr fornisce alle autorità gli strumenti per combattere le violazioni. In un anno, il neo-costituito comitato europeo per la protezione dei dati ha registrato oltre 400 casi transfrontalieri in Europa. E questo conferma il vantaggio supplementare offerto dal regolamento, poiché la protezione dei dati non si ferma ai confini nazionali», hanno sottolineato in una dichiarazione congiunta il vicepresidente della Commissione europea al Mercato unico digitale Andrus Ansip e la responsabile della Giustizia Vera Jourová.

  • Anatomia dell’euroscetticismo secondo Javier Cercas

    «L’Europa è anche un’idea morale: proteggere la gente che non ha potere» dice lo scrittore spagnolo Javier Cercas, autore del celebre libro Anatomia di un istante sul tentato golpe del 1981 con cui i militari, ‘orfani’ di Francisco Franco, tentarono di boicottare il percorso del Paese iberico dalla dittatura alla democrazia (e in seguito all’integrazione europea). Ma come la Spagna dell’81, anche l’Europa di oggi, rileva, rischia di incorrere nel suo Tejero (il tenente colonnello che sequestrò il Congresso spagnolo, la Camera bassa del Parlamento, il 23 febbraio dell’81): non si tratta di militari, come allora, ma di quelle forze politiche che «si appellano al popolo invece che parlare ai cittadini». L’Europa, sottolinea Cercas, «è l’unica forma per preservare la pace e la concordia. E’ la sola utopia ragionevole che abbiamo inventato in un secolo nel quale abbiamo creato paradisi teorici diventati poi inferni reali. Non dobbiamo farcela portare via». Ma appunto, suggerisce, l’Europa, nata con «un’impronta elitaria che non ha mai perduto», deve saper parlare ai suoi cittadini, per fare terra bruciata intorno a chi la contrasta. E invece «a Bruxelles si fabbrica una politica che non si pone come obiettivo il benessere dei cittadini».

    «Le parole – ammonisce – sono importanti perché siamo diventati autentici esperti nel sovvertire il loro valore» e in un’epoca che col tramonto delle ideologie ha perso anche i suoi punti di riferimento, «i cittadini pensano al presente immediato» e cadono quindi nel timore dell’immigrazione, nell’individualismo identitario (e non cosmopolita). «Per me tutto parte dal fatto che non ci sono più ideologie ma solo il desiderio di controllo delle risorse – afferma – Dietro i nazionalismi ci sono periferie che vogliono essere padrone della propria borsa, del proprio sistema fiscale. Non esiste più un progetto collettivo». Ovvio, per un intellettuale, individuare nella cultura la terapia più radicale contro ogni tentazione e tentativo di disgregazione (della Ue e, nel caso della Spagna, della stessa nazione): «Quando uno sa chi è non ha complessi nel relazionarsi con gli altri».

  • “Salviamo le api!”: la Commissione registra l’iniziativa dei cittadini europei

    La Commissione europea ha deciso di registrare un’iniziativa dei cittadini europei dal titolo “Salviamo le api! Protezione della biodiversità e miglioramento degli habitat degli insetti in Europa”.Gli organizzatori chiedono alla Commissione di “adottare una legislazione per preservare e migliorare gli habitat degli insetti in quanto indicatori di un ambiente incontaminato”.

    L’iniziativa dei cittadini si concentra sulla definizione di obiettivi vincolanti per “fare della promozione della biodiversità un obiettivo di fondo della politica agricola comune; ridurre drasticamente l’uso di pesticidi, vietare senza eccezioni i pesticidi dannosi e riformare i criteri di ammissibilità; promuovere la diversità strutturale dei paesaggi agricoli; ridurre efficacemente i fertilizzanti (per es. Natura 2000); istituire efficacemente zone di conservazione; intensificare la ricerca e il monitoraggio e migliorare l’educazione.”

    A norma dei trattati, l’UE può adottare atti giuridici in settori come il mercato interno e la politica agricola oppure la tutela della salute pubblica e la qualità dell’ambiente. La Commissione ritiene pertanto giuridicamente ammissibile l’iniziativa e ha deciso di registrarla. In questa fase la Commissione non ha analizzato il contenuto dell’iniziativa. La registrazione avrà luogo il 27 maggio 2019, data dalla quale gli organizzatori avranno un anno di tempo per raccogliere le firme a sostegno dell’iniziativa. Se l’iniziativa riceverà un milione di dichiarazioni di sostegno in almeno 7 Stati membri nell’arco di un anno, la Commissione dovrà reagire entro 3 mesi, decidendo se dare seguito alla richiesta e, in ogni caso, dovrà giustificare la sua decisione.

    Fonte: Commissione europea

  • Governare non significa improvvisare

    Se chi governa in Italia è tanto confuso da continuare a fare annunci smentiti dai fatti, e dal suo stesso cambio di opinione, il giorno dopo, come devono sentirsi i cittadini: confusi, inquieti, depressi? Se chi governa l’Unione europea non è ancora in grado di presentare un progetto concreto per il futuro politico ed economico dell’Unione, e si vota tra poche settimane, come devono sentirsi gli elettori consapevoli, nella maggior parte, che una volta di più non voteranno per un progetto concreto ed utile ma per arginare alternative pericolose per l’assetto non di un solo paese ma di un intero continente?

    Tutto è solo propaganda utile a singole “personalità” politiche o a singoli partiti. Nella quotidianità la verità può essere anche soggettiva la realtà no, e la realtà è che in Italia lo sblocco dei cantieri necessari non si è ancora realizzato e che nulla è stato fatto per snellire la burocrazia e contestualmente impedire i sub, sub appalti e le gare al ribasso, che tanto hanno favorito gli illeciti e la criminalità. E questo è un fatto. E’ un fatto che le scuole siano a continuo rischio crolli e che gli acquedotti continuano a perdere più  del 30% di acqua, bene prezioso non rinnovabile, e che diventa ancor più prezioso per l’emergenza siccità che si ripropone anche quest’anno ed è una realtà  che al governo mancano le volontà politiche necessarie ad affrontare questi temi. Dedichiamo più tempo, politici e mezzi d’informazione, a disquisizioni sulle inclinazioni sessuali che a ragionare e decidere sui diritti civili individuali e sulla necessità di individuare per tutti  quei doveri che, insieme ai diritti, garantiscono la civile convivenza.

    Mentre negli Stati Uniti si paventa una nuova crisi come quella del 2008, con le conseguenze che è facile immaginare, né in sede nazionale né europea si dice più una parola sui derivati e sul massacro delle banche popolari sane che hanno dovuto accettare di divenire, in gran parte, piccoli insignificanti ingranaggi di sistemi bancari internazionali pilotati da interessi diversi da quelli dei risparmiatori o delle PMI. La povertà aumenta ogni giorno, la borghesia è praticamente sparita, 200/300 persone a livello mondiale decidono per la vita di tutti e mentre a ciascuno, come privato, è chiesto un sacrificio per rimediare un po’ al grave problema inquinamento, il pubblico continua ad inquinare sia con i sistemi obsoleti di trasporto  o di riscaldamento che con gli esperimenti nello spazio per i quali sarebbe necessaria almeno una sospensione di 10 anni nella speranza che il buco dell’ozono non continui ad espandersi.

    Potremmo continuare con pagine e pagine, reiterando non tanto le critiche quanto le proposte che da anni abbiamo fatto nel silenzio inconcludente di chi crede che per governare basti improvvisare

  • In attesa di Giustizia: giustizia fai da te

    Questa settimana inizierà, alla Camera dei Deputati, l’esame del disegno di legge sulla modifica della legittima difesa, provvedimento sostenuto non solo dalla maggioranza di governo ma anche da una parte della opposizione.

    Il timore è che la disciplina, fraintesa anche grazie allo slogan “la difesa è sempre legittima” che la accompagna, si riveli un pericoloso viatico verso una spirale di violenza. E se gli slogan, non diversamente dalle leggi, rischiano di avere una interpretazione autentica la visita in carcere a Piacenza e la solidarietà  del Ministro degli Interni ad Angelo Peveri va proprio in questa direzione.

    Per una migliore comprensione è necessario sintetizzare la vicenda processuale di questo imprenditore rimasto vittima di decine di furti nella sua azienda e che – esasperato – all’ennesima intrusione ha reagito sparando e mettendo in fuga tre ladri, ferendone uno ad un braccio; fin qui nulla di anomalo, senonché, poco più tardi, uno di costoro ritorna per recuperare l’autovettura utilizzata per raggiungere il luogo del tentato furto ma viene individuato, bloccato da un dipendente di Peveri che lo immobilizza. A questo punto, forse anche prima, sarebbe stato il caso di chiamare la Polizia per i rilievi del caso: invece si opta per l’occhio per occhio, dente per dente e il ladro viene prima malmenato e poi attinto da un colpo di fucile al petto che si sosterrà essere partito accidentalmente. In seguito, senza che la difesa dell’imprenditore abbia mai nemmeno tentato di sostenere la legittima difesa, Angelo Peveri è stato condannato per tentato omicidio a quattro anni e mezzo di carcere che ora ha iniziato a scontare.

    Probabilmente nessuno, di fronte ad una simile ricostruzione dei fatti – non contestata dall’imputato se non con riferimento alla  fortuità della fucilata – azzarderebbe l’ipotesi di una reazione giustificabile, anche tenendo conto dell’esasperazione dopo una lunga teoria di ruberie subite, ed anche la pena inflitta risulta equilibrata.

    Il segnale che arriva dalla visita di Salvini al condannato, invece, rischia di alimentare nell’opinione pubblica la convinzione che la legittima difesa domiciliare in fase di approvazione consista in una sorta di “giustizia fai da te” sempre consentita e con qualsiasi estensione nei confronti di chi si introduca in luoghi di dimora o esercizio di attività produttive.

    Vero è che nel privato domicilio l’ultimo baluardo è offerto proprio dalla vittima dell’intrusione ma da qui a dire che qualsiasi risposta possa giustificarsi come proporzionata all’offesa, al pericolo e conforme ad un senso comune di giustizia il passo è lungo.

    Ne abbiamo già parlato ma sembra opportuno ribadire che il rischio sia, da un lato, l’innalzamento del gradiente di aggressività dei delinquenti – che tali sono e tali restano, con freni inibitori già allentati – a fronte del concreto pericolo di incorrere in risposte armate in una probabile spirale di violenza da scongiurare, dall’altro, una corrispondente reattività che metta innanzitutto a repentaglio la incolumità di chi possa essere confuso con un aggressore (immaginiamo, per esempio, un senza tetto che cerchi riparo).

    A tacere di tutto ciò, i numeri, la statistica, parlano di un intervento che, se da un lato può essere dannoso, dall’altro si propone come inutile anche al fine di evitare il patimento del processo a chi abbia difeso se stesso, i propri cari o beni, per verificarne la legittimità: a livello nazionale nel 2013 ci sono stati cinque procedimenti a giudizio, nel 2014 nessuno, nel 2015 tre, nel 2016 due mentre con percentuale vicina al 100% del totale dei casi si perviene alla archiviazione. In altre ipotesi, molte delle quali riguardano aggressioni di fatto bagatellari o nelle quali non vi è stato né pregiudizio né reale pericolo per la incolumità vi è solo da rallegrarsi che nessuno – vittima o aggressore – si sia fatto male, senza la pretesa che il cittadino faccia supplenza delle Forze dell’Ordine là dove è irragionevole pensare che, con il massimo sforzo possibile, possano estendere l’opera di prevenzione perché questa non è né incremento di sicurezza né, tantomeno, di giustizia.

  • L’Europa ha bisogno di riscoprire i suoi valori

    L’Europa con i suoi valori e principi fondanti è al centro di due manifesti che ribadiscono la necessità di ritornare a quelle idee per fermare un’Europa che sta perdendo la sua identità sostituendola con un profondo declino culturale.

    Il primo manifesto, lanciato il 25 febbraio dalla Federazione europea delle associazioni familiari cattoliche (Fafce), si rivolge nello specifico ai candidati alle prossime elezioni europee (23-26 maggio 2019) invitandoli a riconoscere «il ruolo fondamentale della famiglia come unità di base della società». Il documento è suddiviso in 10 punti, il primo dei quali è un incoraggiamento alla creazione di un patto per la natalità che interessi tutti i Paesi dell’Ue, perché «i nostri figli sono il nostro bene comune primario». I politici che firmeranno il manifesto si impegnano anche a prendere in considerazione le famiglie in tutte le decisioni comunitarie e dare loro voce attraverso le associazioni familiari. Al punto 4 si ricorda il ruolo economico delle famiglie, che «aiutano a dare sollievo alle finanze pubbliche in difficoltà», e si chiedono opportune misure di giustizia fiscale. La famiglia ha un ruolo chiave nella «promozione dell’inclusione sociale» e da ciò discende la necessità che venga riconosciuto «il valore del lavoro a casa della madre e del padre».

    Il manifesto della Fafce chiede poi ai firmatari di adoperarsi per riservare la domenica come giorno comune di riposo settimanale, bilanciando le condizioni lavorative con i bisogni della famiglia, così da assicurare «condizioni di vita che facilitino il tempo insieme». Al punto 7 si riconosce la complementarità tra uomo e donna, rifiutando ogni tentativo normativo di cancellare od offuscare l’importanza delle differenze sessuali, alla base della procreazione; e al punto 8, strettamente collegato, si ricorda che «più forti legami familiari migliorano il benessere delle persone», respingendo «ogni interferenza dell’Unione europea nella definizione legale del matrimonio», istituto che come sappiamo è stato sottoposto in questi anni a pressioni fortissime – e deleterie – da parte della lobby gay.

    Nel documento, con un no implicito ad aborto ed eutanasia, si legge poi che «la famiglia è il luogo naturale dove ogni nuova vita è benvenuta» e i firmatari rispettano «la dignità di ogni vita umana, a ogni suo stadio, dal concepimento alla morte naturale». L’ultimo punto è dedicato alla libertà di educazione e quindi a rispettare «il diritto dei genitori a educare i propri figli in conformità con le proprie tradizioni culturali, morali e religiose che favoriscano il bene e la dignità del bambino».

    Le firme dei candidati al Parlamento europeo che avranno aderito al manifesto saranno rese pubbliche dalla Fafce il 15 maggio, dunque a ridosso delle elezioni.

    L’altro manifesto fa riferimento, invece, alle radici del decadimento dell’Europa ed è stato scritto dal filosofo francese Rémy Brague per la piattaforma culturale One of us (Uno di noi), già impegnata nel riconoscimento della dignità dell’embrione e nella relativa petizione firmata da 1.7 milioni di cittadini (respinta dalla Commissione europea).

    Brague, nell’analizzare le ragioni alla base della «profonda crisi morale che minaccia la sua sopravvivenza come civiltà», scrive che l’Europa è rimasta per molto tempo fedele a tre grandi eredità, oggi perlopiù accantonate, cioè la «filosofia greca, il diritto romano e le religioni bibliche: Ebraismo e Cristianesimo». Senza queste tre eredità, che sono state il terreno fertile per la «scienza moderna e il riconoscimento delle libertà fondamentali» nel Vecchio Continente, «non sono comprensibili né la cultura europea né le sue grandi creazioni artistiche». Secondo il filosofo francese è stato questo il principale punto di riferimento al quale alcuni dei padri fondatori dell’Europa si sono ispirati, Tra questi sicuramente De Gasperi, Adenauer, Schuman e che l’attuale Ue deve riscoprire per non tradire se stessa.

    Brague parla della degenerazione subita dalla filosofia moderna, a causa del “rifiuto della sua vera definizione come ricerca della verità”, che va di pari passo alla svalutazione del cristianesimo operata dal mondo odierno. «Il secolarismo radicale e militante si sta diffondendo ed è la fonte di una forma di ‘cristianofobia’. Non stiamo solo screditando la nostra fede e i nostri valori cristiani ma anche il contributo del Cristianesimo alla cultura europea, quando in realtà l’Europa deve a esso la stragrande maggioranza della sua arte, del suo pensiero e dei suoi costumi». Il rigetto della fede e della cultura cristiana si riflette in un’«idolatria della tecnologia» e nelle deviazioni del diritto, che finisce per essere manipolato a uso e consumo di chi esercita il potere.

    Segni di questo abbrutimento generale sono i «declinanti tassi di natalità, la crisi dell’unità familiare e del matrimonio, il negare l’identità culturale dell’Europa» e ancora «l’ascesa del relativismo e multiculturalismo, gli attacchi alla libertà di coscienza e di espressione, la negazione del significato della vita, la negazione dell’oggettività dei principi e degli standard morali, l’accettazione sociale di aborto, eutanasia e altri atti contro la dignità umana, l’ideologia gender e certe forme di femminismo radicale», nonché «la diffusione dell’ateismo», tutti fattori che portano alla «disumanizzazione dell’umanità». Perciò la protezione della famiglia come entità fondata sul matrimonio, la complementarità tra maschio e femmina, la difesa della riproduzione naturale contro i tentativi di costruire l’essere umano in laboratorio, sono capisaldi del manifesto di One of us.

    Spiega ancora Brague: “Tra i contributi delle religioni bibliche, e in particolare del Cristianesimo, allo sviluppo dello spirito europeo ci sono l’idea di un Dio personale e dell’amore come essenza di Dio, l’idea della persona e della sua dignità, il significato della creazione, la speranza di una vita piena, eterna, la libertà e responsabilità dell’uomo…». Queste erano le premesse, un tempo generalmente accettate, che hanno permesso alla civiltà europea di fiorire. Sarebbe il caso di recuperarle.

     Tratto dall’articolo di Ermes Dovico pubblicato sulla Nuova Bussola Quotidiana il 27/02/2019

  • La Commissione registra l’iniziativa dei cittadini europei “Europe CARES – Un’istruzione di qualità e inclusiva per i bambini con disabilità”

    La Commissione europea ha deciso di registrare un’iniziativa dei cittadini europei dal titolo “Europe CARES — Un’istruzione di qualità e inclusiva per i bambini con disabilità”.

    Scopo dell’iniziativa è garantire: “Il diritto all’istruzione inclusiva dei bambini e degli adulti con disabilità all’interno dell’Unione europea”. Come si afferma nell’iniziativa, pur se “oltre 70 milioni di cittadini dell’UE hanno una disabilità e 15 milioni di bambini hanno esigenze educative speciali“, molti “incontrano ostacoli eccessivi nell’esercizio del loro diritto a un’istruzione inclusiva di qualità“. Gli organizzatori invitano pertanto la Commissione a “elaborare un progetto di legge su un quadro comune dell’UE in materia di istruzione inclusiva che garantisca che nessun bambino resti indietro per quanto riguarda i servizi di intervento precoce, l’istruzione e la transizione verso il mercato del lavoro.”

    I trattati stabiliscono che l’UE può intervenire giuridicamente per combattere le discriminazioni fondate sulla disabilità e sostenere l’impegno degli Stati membri in relazione ai sistemi di istruzione e di formazione professionale. La Commissione ha pertanto ritenuto giuridicamente ammissibile l’iniziativa e ha deciso di registrarla. In questa fase della procedura, la Commissione non analizza il merito.

    La registrazione dell’iniziativa avrà luogo il 4 marzo 2019, data dalla quale decorrerà il periodo di un anno per la raccolta delle firme a sostegno dell’iniziativa da parte degli organizzatori. Se l’iniziativa riceverà un milione di dichiarazioni di sostegno in almeno sette Stati membri nell’arco di un anno, la Commissione la esaminerà e reagirà entro tre mesi. Essa potrà decidere di dare o di non dare seguito alla richiesta e, in entrambi i casi, dovrà giustificare la sua decisione.

  • Banche popolari e territorio, un binomio inscindibile

    Da sempre le banche popolari sono le più vicine alle famiglie, ai risparmiatori, alle piccole e medie imprese e al territorio e da qualche tempo si parla di innovazioni e cambiamenti. Quali sono le soluzioni e le proposte possibili perché chi ha beneficiato di questa vicinanza non subisca pesanti conseguenze? Ne parla in un articolo pubblicato il 22 febbraio su Il Sole 24Ore il Presidente di Assopopolari, Corrado Sforza Fogliani, e del quale riportiamo di seguito il link: http://www.bancadipiacenza.it/site/home/in-evidenza/avvicinare-di-nuovo-popolari-e-territori.html

  • L’Europa che vorremmo raccontata da Europeans, la nuova iniziativa della Rappresentanza a Milano della Commissione europea

    Che cosa hanno in comune un’atleta olimpica, uno chef stellato, un pensionato e una studentessa? Sono alcuni dei protagonisti di Europeans, la nuova iniziativa della Rappresentanza a Milano della Commissione europea.
    Con brevi video, 12 cittadini europei raccontano l’Europa secondo la propria visione e la propria esperienza. Sono 12 testimonianze che compongono il mosaico dell’Europa vicina ai cittadini e che crea opportunità concrete.
    “Abbiamo voluto che Europeans fosse un racconto a più voci per descrivere l’Europa vista e vissuta nel quotidiano. Abbiamo chiesto a volti noti, a studenti e a semplici cittadini di descrivere la loro Europa attraverso emozioni, esperienze e idee per il futuro”, ha spiegato Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea.
    Il racconto di Europeans è iniziato questa settimana con la testimonianza di Agnese, una giovane studentessa di Vittoria (Ragusa), e si arricchirà ogni settimana di nuovi video. Tra i testimonial ci saranno anche lo chef stellato Luca Marchini, la scienziata Elena Cattaneo, l’olimpionica Manuela di Centa e il pallavolista Daniele Mazzone. Tutti i video, realizzati in collaborazione con Giornalisti Digitali, saranno disponibili sui canali social della Rappresentanza a Milano della Commissione: Facebook, Twitter, Instagram e YouTube all’account @europainitalia.

Close

Adblock Rilevato

Ti preghiamo di supportarci disabilitando il tuo ad Block su questo dominio.