cittadini

  • Di legalità si parla anche d’estate

    Si svolgerà a Mattinata (FG), dall’11 luglio al 27 settembre la seconda edizione di PacificAzione, rassegna di incontri organizzata dall’omonimo meet-up per la legalità e l’integrazione sociale nato nel centro garganico dall’idea di alcuni cittadini attivi con la volontà di non omologarsi ad uno stato di abbandono culturale nel quale l’illegalità ed il malaffare trovano linfa vitale. Tutti gli appuntamenti infatti avranno come fil rouge la cultura della legalità e la sua divulgazione, tema e luogo scelto non casuali visto che l’intero territorio del promontorio del Gargano, negli ultimi anni, è balzato agli onori della cronaca per una serie di efferati omicidi e numerosi casi di ‘lupara bianca’. ‘Quarta Mafia’ è stata definita, oggi che una serie di eventi sanguinosi ha destato l’attenzione dei media nazionali, ma nessuno sembrava avere mai avuto il sentore della sua esistenza, sottovalutandola e relegandola, solo in occasione di episodi particolarmente violenti, a moderna forma di ‘abigeato’, o di delinquenza locale, con la sua dote di omicidi e vendette trasversali. La mafia, si diceva, in Puglia, aveva altro campo di azione, il Salento, dove ‘operava’ dagli anni ’80 la Sacra Corona Unita, nata nel carcere di Bari da una costola della ‘drangheta calabrese per contrastare la diramazione della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Il tempo ha poi dimostrato che purtroppo la realtà era diversa e che tutta la regione, seppure a macchia di leopardo, aveva visto sviluppare il fenomeno mafioso sul proprio territorio. E così accade che il 9 agosto del 2017, nelle campagne di San Marco in Lamis, altro comune garganico, due fratelli, Luigi e Aurelio Luciani, vengono barbaramente assassinati per aver assistito, involontariamente, all’omicidio del boss Mario Luciano Romito e del cognato Matteo De Palma che gli faceva da autista. L’avvenimento suscita sdegno tra la gente e curiosità nei media. I primi reagiscono con manifestazioni di piazza denunciando quanto accade da anni, anche se taciuto o negato fino a quel giorno, gli altri decidono di approfondire la storia e la cronaca. E così, come il vaso di Pandora scoperchiato, emergono altre storie, passate e recenti, ogni omicidio successivo a quel 9 agosto è seguito con attenzione, si scoprono legami tra amministratori locali, imprenditori e personaggi legati alla malavita. La ‘Quarta Mafia’, purtroppo o finalmente, è degna di essere raccontata. E denunciata. Qualcuno trova il coraggio di reagire, cominciano a nascere associazioni antiracket e movimenti voluti dai cittadini, come PacificAzione che in pochi mesi ha realizzato numerose iniziative tra le quali il progetto FABLES “Formazione degli Adulti e dei Bambini alla Legalità e all’Educazione Sociale”, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Scolastico e la Parrocchia S. Maria della Luce, culminato lo scorso 18 maggio con “Un passo alla volta: in Marcia per la Legalità”, evento tenutosi per le vie cittadine di Mattinata al quale hanno partecipato i sindaci dei comuni limitrofi, le rappresentanze istituzionali e padre Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.

    Nell’edizione 2019 numerose le testimonianze d’eccezione dei protagonisti della lotta alla Quarta Mafia, con particolare attenzione al mondo imprenditoriale con due incontri dedicati alle tematiche del racket e delle possibili strategie di sviluppo per arginare e combattere il sistema mafioso, presentazione di libri coraggiosi con la presenza degli autori con i quali sarà possibile dialogare e confrontarsi oltre all’analisi del rapporto tra giornalismo e fake news.

    Questo percorso di cultura della legalità è condiviso con altri soggetti ed associazioni che vivono quotidianamente il territorio garganico e dell’intera provincia di Foggia: Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane, Associazione Antiracket di Vieste, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Foggia, Confcommercio Foggia, Parrocchia Santa Maria della Luce di Mattinata, Azione Cattolica Diocesana – Manfredonia – San Giovanni – Rotondo – Vieste. Menzione speciale per l’Associazione LIBERA coordinamento provinciale di Foggia che oltre a sostenere PacificAzione si occupa anche di supportare tecnicamente l’iniziativa che rappresenta una tappa fondamentale del percorso avviato a settembre 2018 e che porterà associazioni e liberi cittadini di Mattinata alla costituzione ufficiale del presidio cittadino di LIBERA.

    Di seguito il calendario completo degli appuntamenti:

    Giovedì 11 luglio ore 19.30 – c/o Piazzale parrocchiale chiesa SS. Maria della Luce
    Presentazione del libro “TI MANGIO IL CUORE” – in collaborazione con FELTRINELLI EDITORE

    • Carlo BONINI e Giuliano Foschini (giornalisti di REPUBBLICA e autori del libro)
    • Modera Cristian PAOLINI – giornalista Sky

     

    Martedì 16 luglio ore 19.30 – c/o MadMall Via T. Tasso, snc
    La Quarta Mafia – Il racconto degli inquirenti –  in collaborazione con LIBERA Coordinamento di Foggia

    • Ludovico VACCARO procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Foggia
    • Daniela Marcone vice presidente nazionale di LIBERA
    • Modera Giovanna GRECO – giornalista foggiatoday.it

     

    Sabato 20 luglio ore 19.30 – c/o Piazzale parrocchiale chiesa SS. Maria della Luce
    Giornalismo VS Fake News – Presentazione del libro SLOW JOURNALISM – in collaborazione con FANDANGO EDITORE e ORDINE DEI GIORNALISTI DI PUGLIA

    • Daniele NALBONE co-autore del libro SLOW JOURNALISM
    • Piero RICCI presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia
    • Modera Antonella SOCCIO – giornalista bonculture

     

    Mercoledì 24 luglio ore 19.30 – c/o MadMall Via T. Tasso, snc
    La legalità attraverso la rinnovata fiducia nel progresso economico – in collaborazione con CCIAA di Foggia, Associazione FAI ANTIRACKET di Vieste e FAI Federazione Antiracket Italiana

    • Fabio PORRECA presidente della CCIAA di Foggia
    • Nicola ROSIELLO presidente della Associazione FAI ANTIRACKET di Vieste
    • Damiano GELSOMINO presidente Confcommercio Foggia
    • Modera Pietro LOFFREDO – giornalista Telenorba

     

    Giovedì 8 agosto ore 19.30 – c/o MadMall Via T. Tasso, snc
    La Quarta Mafia – Il racconto degli investigatori – Incontro pubblico in collaborazione con LIBERA Coordinamento di Foggia

    • Marco AQUILIO colonnello dell’Arma dei Carabinieri – Comandante Provinciale di Foggia
    • Modera Felice SBLENDORIO – giornalista bonculture

     

    Lunedì 26 agosto ore 19.30 – c/o MadMall Via T. Tasso, snc
    La Mafia esiste ma ora lo Stato c’è  – presentazione del libro “LA LUPA” – in collaborazione con SEM EDITORE

    • Piernicola SILVIS scrittore ed ex-questore di Foggia
    • Modera Giacinto PINTO – giornalista RAI

     

    Giovedì 19 settembre ore 18.30 – c/o Piazzale parrocchiale chiesa SS. Maria della Luce
    Il presidio di LIBERA di San Marco in Lamis incontra la comunità di Mattinata – in collaborazione con LIBERA Coordinamento di Foggia

    • Marianna e Arcangela LUCIANI vedove dei Fratelli Luciani
    • Modera Gennaro TEDESCO – giornalista e autore

     

    27 settembre ore 18.30 – c/o Piazzale parrocchiale chiesa SS. Maria della Luce
    Le nuove infrastrutture per lo sviluppo e la rinascita del Territorio – in collaborazione Studio VALLE, ALIDAUNIA

    • Gerardo NAPPA architetto e progettista ampliamento pista aeroporto Gino Lisa Foggia
    • Roberto PUCILLO proprietario e direttore generale Alidaunia Srl
    • Modera Dino SORGONA’ – giornalista RAI
  • Nasce il Portale Consumi: ecco come risparmiare e non sprecare

    C’è un nuovo strumento che farà felice tutti gli utenti desiderosi di controllare le proprie spese. Dal primo luglio le bollette e i consumi di luce e gas potranno essere consultati online. Oggi diventa infatti operativo il nuovo Portale Consumi dell’Arera, l’Autorità per l’energia e l’ambiente, come previsto dalla legge di Bilancio 2018. Il Portale è stato sviluppato grazie ad Acquirente unico, il garante affidato per legge che acquista energia elettrica alle condizioni più favorevoli sul mercato e la cede alle imprese di vendita al dettaglio per rifornire gli utenti domestici e le piccole imprese che non acquistano sul mercato libero.
    La piattaforma sarà suddivisa in una sezione informativa e un’area riservata dove sarò possibile verificare la situazione relativa alle bollette di luce e gas. Per accedere, il consumatore dovrà disporre di credenziali Spid, cioè del Sistema pubblico di identità digitale, attraverso il quale è possibile accedere a tutti i servizi online della Pubblica amministrazione. Consiste in un username e una password che possono essere utilizzati sia da computer che da tablet o smartphone e che si possono richiedere attraverso la compilazione di un modulo online, fornendo indirizzo e-mail, numero di telefono, documento di identità valido e la tessera sanitaria con codice fiscale.
    Al momento sul portale sarà possibile consultare solamente i dati di consumo degli ultimi 12 mesi. L’archivio conterrà quindi tutto lo storico delle bollette saldate dai consumatori, permettendo di avere sempre a disposizione una fotografia sull’evoluzione dei propri consumi e delle proprie spese nel tempo. Il portale metterà anche a disposizione uno studio dei dati attraverso tabelle o grafici per rendere più semplice e automatica la comprensione delle informazioni.
    Non tutti potranno però accedere alle stesse informazioni: ciò dipenderà in primo luogo dal tipo di contatore installato. Quelli di ultima generazione rendono le letture dei dati disponibili in modo continuo. Tuttavia, dipenderà anche dalla frequenza con la quale queste verrano messe a disposizione del Sistema informativo integrato, cioè il database per le informazioni dei clienti del mercato libero e del tutelato.
    Con il tempo non sarà più solamente possibile consultare il proprio storico, ma le funzioni del portale verranno ampliate. Ad esempio, si preveder che venga creato un rapporto di stretta collaborazione fra il Portale Consumi e quello delle offerte, di Arera. In questo modo, infatti, si potrà anche guidare il consumatore nella ricerca dell’offerta più adatta ai suoi specifici consumi. La conoscenza dei propri dati di consumo è considerata, dalla normativa europea, una delle chiavi per aumentare la consapevolezza del consumatore e consentirgli di compiere scelte più accurate ed ecosostenibili. Avere a disposizione il proprio preciso profilo di consumo, infatti, può, da un lato, indurre a modificare le proprie abitudini di consumo, dall’altro a scegliere una fornitura di energia più coerente al proprio reale profilo di consumo.
    Mentre esordisce il Portale Consumi, arriva anche una brutta notizia: il rincaro dei prezzi dell’energia. Per tutto il mese di luglio – afferma il Codacons – si susseguiranno aumenti su telefonia, energia elettrica e le spese per andare in vacanza. Le tariffe della luce aumenteranno dell’1,9% per decisione dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Un aumento che avviene proprio nel momento di maggior consumo di elettricità da parte delle famiglie, visto il grande caldo di questi giorni.
    I ritocchi delle tariffe telefoniche, già avviati a giugno, avanzeranno anche nel mese in corso. Ci saranno poi i tradizionali rincari estivi nel settore trasporti, accompagnati per i milanesi dall’incremento dei prezzi per i mezzi pubblici da 1,5 a 2 euro.

  • Accordo del Consiglio europeo sulle nomine

    Nel tardo pomeriggio di ieri l’accordo sulle nomine in seno al Consiglio europeo è stato faticosamente e felicemente raggiunto. Faticosamente, perché in fasi successive, sono state eliminate due candidature di “spitzencandidaten”, il democratico cristiano bavarese del PPE, Manfred Weber, e il socialista olandese Frans Timmermans. Ad entrambi i candidati erano collegate candidature per la presidenza del Consiglio europeo e per la banca Centrale europea, che erano state annullate a seguito della scomparsa delle due candidature di punta. Era stata chiusa inoltre la sessione del 30 giugno senza risultati. Felicemente perché, con le nuove candidature, il risultato è stato a portata di mano ed approvato dal Consiglio europeo. Ecco le nuove nomine:

    1. Ursula von der Leyen, attuale ministro tedesco della Difesa, alla presidenza della Commissione europea, al posto di Jean-Claude Juncker.
    2. Christine Lagarde, attuale direttore generale del Fondo Monetario internazionale, alla Banca Centrale europea, al posto di Mario Draghi.
    3. Josef Borrell, attuale ministro socialista per la Affari europei nel governo Spagnolo ed ex presidente del Parlamento europeo, è stato indicato come Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza, in sostituzione dell’italiana Federica Mogherini.
    4. Charles Michel, Primo ministro del Belgio, liberale, alla presidenza del Consiglio europeo, al posto del polacco Donald Tusk.

    Nella mattinata di oggi il Parlamento europeo ha eletto alla sua presidenza il socialista italiano David Sassoli, in sostituzione di Antonio Tajani. Tutto fatto, dunque? No, bisognerà aspettare che il Parlamento voti per l’approvazione della nomina della presidente della Commissione e per i Commissari. Non è vero che la Commissione – come affermano ad alta voce gli euroscettici nostrani – sia una istituzione antidemocratica perché composta da burocrati non eletti. A votarla in secondo grado sono i rappresentanti di più di mezzo miliardo di cittadini europei che sono stati eletti in primo grado nelle elezioni europee del 26 maggio scorso. Il Parlamento può votare contro certi candidati proposti, come è successo all’on. Rocco Buttiglione nel 2004. Allora il presidente del Parlamento europeo era Josef Borrell, lo spagnolo oggi indicato come Alto Rappresentante per la politica estera. La scelta di due donne per incarichi così prestigiosi ci fa bene sperare. La loro esperienza politica e la qualità del lavoro svolto fino ad ora ci rassicurano sul loro equilibrio e sul loro rifiuto per i giochi di corrente o della politica “politicante”. Chi sembra aver perduto peso in tutto questo lungo negoziato è il gruppo del PPE, il cui presidente è stato respinto come candidato alla presidenza della Commissione e come presidente del Parlamento europeo, al quale sembrava destinato dopo la prima fase dei negoziati. La Germania ha avuto in eredità la presidenza della Commissione, ma ha perso la BCE, alla quale da due anni sembrava fosse destinato il presidente della Bundesbank. Bisognerà vedere se alla presidenza del gruppo del PPE rimarrà Weber, o se sarà sostituito. Il gruppo nel suo insieme lo ha sostenuto nel corso dei negoziati, ma è stato un sostegno che non è servito a nulla. La Francia di Macron, alla fine, ha avuto partita vinta contro il principio dei “candidati di punta”, ma ha perso l’efficacia dell’esperienza di Michel Barnier, il capo negoziatore dell’UE per la Brexit. Dell’Italia è meglio non parlare. Dei tre posti di grande prestigio da noi detenuti nella legislatura appena terminata, ne è rimasto uno solo, quello della presidenza del Parlamento europeo. Ma il merito spetta al gruppo socialista europeo e non al governo italiano. Noi avremo, a detta di Tusk, una vicepresidenza della Commissione europea da lui perorata con insistenza, Ma per averne conferma bisognerà attendere le nomine dei Commissari. Così come attendiamo che il nostro governo proponga il nome del commissario che dovrà rappresentarci. Speriamo che tra una litigata e l’altra trovi il tempo di presentarlo in tempo utile, e non in prorogatio, come siamo abituati a chiedere.

  • Milano dedica una giornata al 205° della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Ci sarà anche il Villaggio della Legalità

    Mercoledì 5 giugno 2019, a Milano, avranno luogo le celebrazioni per il 205° della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Per tutta la giornata si svolgeranno eventi, aperti al pubblico, per festeggiare e conoscere meglio un corpo militare tanto caro agli italiani. Si comincerà in mattinata con la tradizionale Cerimonia militare – alla presenza del Comandante Interregionale “Pastrengo”, Gen. di Corpo d’Armata Gaetano Maruccia, delle autorità civili e del ministro Marco Bussetti – e la premiazione dei militari distintisi in operazioni di contrasto alla criminalità e soccorso alla popolazione. Saranno premiate anche le classi vincitrici nel Concorso “L’Arma dei carabinieri per la scuola”, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano e Città metropolitana oltre ad un riconoscimento agli studenti della Scuola media di Crema che il 20 marzo a San Donato milanese sono stati tratti in salvo dai Carabinieri di Milano.

    Per la prima volta alla Cerimonia si affiancherà il Villaggio della Legalità, un’occasione per conoscere meglio l’Arma, in Piazza Duomo dalle 10 alle 21.30

    Per la prima volta “Una Giornata con i Carabinieri”, una carrellata di iniziative dedicate a tutti – cittadini, turisti e studenti – dalle ore 10.00, con l’Alzabandiera e l’Inno Nazionale della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” fino a sera.

    Il Villaggio della Legalità sarà un percorso interattivo per conoscere meglio la realtà dell’Arma nelle sue componenti. Saranno mostrate le nuove tecnologie per la sicurezza e il pronto intervento e ci saranno simulazioni di neutralizzazione di un finto ordigno esplosivo anche con l’utilizzo di un robot artificiere; ricerca di sostanze esplodenti e stupefacenti da parte di Unità cinofile; rilievi su una scena del crimine ricostruita da operatori della Sezione Investigazioni Scientifiche di Milano; operazioni di foto-segnalamento e tecnica utilizzata per l’esaltazione delle impronte latenti.

    Non mancheranno i mezzi storici dell’Arma affiancati a quelli moderni. Tra le eccellenze schierate: elicottero Bell G47, 1952; Fiat Torpedo, 1934; Alfa Romeo Matta, 1953; Alfa Romeo Giulia a partire dal 1969; Moto Guzzi Super Alce, 1948. Tra le “moderne” l’Alfa Romeo GIULIA QV e la LOTUS EVORA (utilizzate per il trasporto urgente di organi), le nuove Ducati Multistrada, un Iveco RG12 (per servizi di ordine pubblico) e la nuova Toyota Yaris Hybrid.

    In dieci gazebo saranno presentate attività dell’Arma in generale, anche riguardo le modalità di arruolamento; del 3° Rgt Lombardia, del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) e NIL (Nucleo Ispettorato Lavoro); della SIS (Sezione Investigazioni Scientifiche di Milano); del TPC (Nucleo della Tutela del Patrimonio Culturale) che illustrerà anche la Banca Dati delle Opere d’Arte Rubate e del NAS (Nucleo Antisofisticazione e Sanità); del Nucleo Subacquei di Genova;  il maniscalco del Posto fisso a Cavallo, Carabinieri di Monza. Munito di fucina, incudine e mazza, forgerà i ferri per donarli ai più piccoli;  illustrazione del Monumento al Carabiniere di Piazza Diaz e altre opere dello scultore L. Minguzzi; esposizione di Uniformi storiche dai primi del ‘900; Concorso provinciale “L’Arma dei Carabinieri per la Scuola, un’alleanza educativa territoriale”, esposizione dei lavori di 1500 studenti.

    La componente Forestale dell’Arma in laboratori interattivi illustrerà le sue competenze (tutela dell’habitat e delle specie a rischio, contrasto al commercio di piante e animali in via di estinzione).

    In una tensostruttura ci saranno brevi conferenze multimediali su sicurezza stradale, tutela dell’ambiente, salute, lavoro e patrimonio culturale e forestale, sicurezza in montagna, oltre ai temi della violenza contro le donne, bullismo, abusi sui minori, tossicodipendenze, truffe agli anziani, rischi del Web, ela storia dell’Arma a Milano che vede i Carabinieri insediati qui dal 1859.

    Alle 21,15 un evento che non smette mai di emozionare: la cerimonia dell’Ammainabandiera, con l’Inno Nazionale della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” che chiuderà il Villaggio della legalità.

    Alle 21,30, in piazza Diaz, si svolgerà la cerimonia militare della deposizione di una corona d’alloro in onore dei Caduti al Monumento al Carabiniere. Un momento di raccoglimento in ricordo di tutti i caduti dell’Arma e delle Forze Armate, con un particolare pensiero al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa che quel monumento ha fortemente voluto. Sarà acceso per la prima volta il nuovo impianto di illuminazione del monumento alla presenza del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala e di S.E. l’Arcivescovo Metropolita Mario Delpini. A conclusione delle celebrazioni, alle 21,50, sul sagrato del Duomo, la Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri Lombardia si esibirà in un concerto con brani del proprio repertorio.

  • Italiani ignoranti in tema di protezione dei dati personali sul web

    L’Italia, insieme alla Grecia e al Belgio, è tra i Paesi della Ue dove si registra minor consapevolezza sull’esistenza del Regolamento generale della protezione dei dati personali (Gdpr), peggio fa solo la Francia. Emerge da un Eurobarometro diffuso dalla Commissione europea, in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del Regolamento generale della protezione dei dati (Gdpr). Secondo il rilevamento i Paesi dove i cittadini sono più informati sono Svezia (90%); Olanda (87%); Polonia (86%); Cechia (85%) e Slovacchia (83%). Nella parte finale della graduatoria si trovano invece: Grecia e Cipro (58% ciascuno); Belgio (53%); Italia (49%); e Francia (44%). Dallo studio emerge inoltre che il 57% degli europei è a conoscenza che nel proprio Paese c’è un’Autorità responsabile per la protezione i loro diritti sui dati personali: il 20% in più rispetto a febbraio 2015.

    Più consapevolezza tra i cittadini «è un segnale molto incoraggiante. Quasi sei persone su 10 sanno che esiste un’autorità per la protezione dei dati personali nel loro Paese. E’ un aumento significativo rispetto al 2015, quando erano 4 persone su 10. Il Gdpr fornisce alle autorità gli strumenti per combattere le violazioni. In un anno, il neo-costituito comitato europeo per la protezione dei dati ha registrato oltre 400 casi transfrontalieri in Europa. E questo conferma il vantaggio supplementare offerto dal regolamento, poiché la protezione dei dati non si ferma ai confini nazionali», hanno sottolineato in una dichiarazione congiunta il vicepresidente della Commissione europea al Mercato unico digitale Andrus Ansip e la responsabile della Giustizia Vera Jourová.

  • Anatomia dell’euroscetticismo secondo Javier Cercas

    «L’Europa è anche un’idea morale: proteggere la gente che non ha potere» dice lo scrittore spagnolo Javier Cercas, autore del celebre libro Anatomia di un istante sul tentato golpe del 1981 con cui i militari, ‘orfani’ di Francisco Franco, tentarono di boicottare il percorso del Paese iberico dalla dittatura alla democrazia (e in seguito all’integrazione europea). Ma come la Spagna dell’81, anche l’Europa di oggi, rileva, rischia di incorrere nel suo Tejero (il tenente colonnello che sequestrò il Congresso spagnolo, la Camera bassa del Parlamento, il 23 febbraio dell’81): non si tratta di militari, come allora, ma di quelle forze politiche che «si appellano al popolo invece che parlare ai cittadini». L’Europa, sottolinea Cercas, «è l’unica forma per preservare la pace e la concordia. E’ la sola utopia ragionevole che abbiamo inventato in un secolo nel quale abbiamo creato paradisi teorici diventati poi inferni reali. Non dobbiamo farcela portare via». Ma appunto, suggerisce, l’Europa, nata con «un’impronta elitaria che non ha mai perduto», deve saper parlare ai suoi cittadini, per fare terra bruciata intorno a chi la contrasta. E invece «a Bruxelles si fabbrica una politica che non si pone come obiettivo il benessere dei cittadini».

    «Le parole – ammonisce – sono importanti perché siamo diventati autentici esperti nel sovvertire il loro valore» e in un’epoca che col tramonto delle ideologie ha perso anche i suoi punti di riferimento, «i cittadini pensano al presente immediato» e cadono quindi nel timore dell’immigrazione, nell’individualismo identitario (e non cosmopolita). «Per me tutto parte dal fatto che non ci sono più ideologie ma solo il desiderio di controllo delle risorse – afferma – Dietro i nazionalismi ci sono periferie che vogliono essere padrone della propria borsa, del proprio sistema fiscale. Non esiste più un progetto collettivo». Ovvio, per un intellettuale, individuare nella cultura la terapia più radicale contro ogni tentazione e tentativo di disgregazione (della Ue e, nel caso della Spagna, della stessa nazione): «Quando uno sa chi è non ha complessi nel relazionarsi con gli altri».

  • “Salviamo le api!”: la Commissione registra l’iniziativa dei cittadini europei

    La Commissione europea ha deciso di registrare un’iniziativa dei cittadini europei dal titolo “Salviamo le api! Protezione della biodiversità e miglioramento degli habitat degli insetti in Europa”.Gli organizzatori chiedono alla Commissione di “adottare una legislazione per preservare e migliorare gli habitat degli insetti in quanto indicatori di un ambiente incontaminato”.

    L’iniziativa dei cittadini si concentra sulla definizione di obiettivi vincolanti per “fare della promozione della biodiversità un obiettivo di fondo della politica agricola comune; ridurre drasticamente l’uso di pesticidi, vietare senza eccezioni i pesticidi dannosi e riformare i criteri di ammissibilità; promuovere la diversità strutturale dei paesaggi agricoli; ridurre efficacemente i fertilizzanti (per es. Natura 2000); istituire efficacemente zone di conservazione; intensificare la ricerca e il monitoraggio e migliorare l’educazione.”

    A norma dei trattati, l’UE può adottare atti giuridici in settori come il mercato interno e la politica agricola oppure la tutela della salute pubblica e la qualità dell’ambiente. La Commissione ritiene pertanto giuridicamente ammissibile l’iniziativa e ha deciso di registrarla. In questa fase la Commissione non ha analizzato il contenuto dell’iniziativa. La registrazione avrà luogo il 27 maggio 2019, data dalla quale gli organizzatori avranno un anno di tempo per raccogliere le firme a sostegno dell’iniziativa. Se l’iniziativa riceverà un milione di dichiarazioni di sostegno in almeno 7 Stati membri nell’arco di un anno, la Commissione dovrà reagire entro 3 mesi, decidendo se dare seguito alla richiesta e, in ogni caso, dovrà giustificare la sua decisione.

    Fonte: Commissione europea

  • Governare non significa improvvisare

    Se chi governa in Italia è tanto confuso da continuare a fare annunci smentiti dai fatti, e dal suo stesso cambio di opinione, il giorno dopo, come devono sentirsi i cittadini: confusi, inquieti, depressi? Se chi governa l’Unione europea non è ancora in grado di presentare un progetto concreto per il futuro politico ed economico dell’Unione, e si vota tra poche settimane, come devono sentirsi gli elettori consapevoli, nella maggior parte, che una volta di più non voteranno per un progetto concreto ed utile ma per arginare alternative pericolose per l’assetto non di un solo paese ma di un intero continente?

    Tutto è solo propaganda utile a singole “personalità” politiche o a singoli partiti. Nella quotidianità la verità può essere anche soggettiva la realtà no, e la realtà è che in Italia lo sblocco dei cantieri necessari non si è ancora realizzato e che nulla è stato fatto per snellire la burocrazia e contestualmente impedire i sub, sub appalti e le gare al ribasso, che tanto hanno favorito gli illeciti e la criminalità. E questo è un fatto. E’ un fatto che le scuole siano a continuo rischio crolli e che gli acquedotti continuano a perdere più  del 30% di acqua, bene prezioso non rinnovabile, e che diventa ancor più prezioso per l’emergenza siccità che si ripropone anche quest’anno ed è una realtà  che al governo mancano le volontà politiche necessarie ad affrontare questi temi. Dedichiamo più tempo, politici e mezzi d’informazione, a disquisizioni sulle inclinazioni sessuali che a ragionare e decidere sui diritti civili individuali e sulla necessità di individuare per tutti  quei doveri che, insieme ai diritti, garantiscono la civile convivenza.

    Mentre negli Stati Uniti si paventa una nuova crisi come quella del 2008, con le conseguenze che è facile immaginare, né in sede nazionale né europea si dice più una parola sui derivati e sul massacro delle banche popolari sane che hanno dovuto accettare di divenire, in gran parte, piccoli insignificanti ingranaggi di sistemi bancari internazionali pilotati da interessi diversi da quelli dei risparmiatori o delle PMI. La povertà aumenta ogni giorno, la borghesia è praticamente sparita, 200/300 persone a livello mondiale decidono per la vita di tutti e mentre a ciascuno, come privato, è chiesto un sacrificio per rimediare un po’ al grave problema inquinamento, il pubblico continua ad inquinare sia con i sistemi obsoleti di trasporto  o di riscaldamento che con gli esperimenti nello spazio per i quali sarebbe necessaria almeno una sospensione di 10 anni nella speranza che il buco dell’ozono non continui ad espandersi.

    Potremmo continuare con pagine e pagine, reiterando non tanto le critiche quanto le proposte che da anni abbiamo fatto nel silenzio inconcludente di chi crede che per governare basti improvvisare

  • In attesa di Giustizia: giustizia fai da te

    Questa settimana inizierà, alla Camera dei Deputati, l’esame del disegno di legge sulla modifica della legittima difesa, provvedimento sostenuto non solo dalla maggioranza di governo ma anche da una parte della opposizione.

    Il timore è che la disciplina, fraintesa anche grazie allo slogan “la difesa è sempre legittima” che la accompagna, si riveli un pericoloso viatico verso una spirale di violenza. E se gli slogan, non diversamente dalle leggi, rischiano di avere una interpretazione autentica la visita in carcere a Piacenza e la solidarietà  del Ministro degli Interni ad Angelo Peveri va proprio in questa direzione.

    Per una migliore comprensione è necessario sintetizzare la vicenda processuale di questo imprenditore rimasto vittima di decine di furti nella sua azienda e che – esasperato – all’ennesima intrusione ha reagito sparando e mettendo in fuga tre ladri, ferendone uno ad un braccio; fin qui nulla di anomalo, senonché, poco più tardi, uno di costoro ritorna per recuperare l’autovettura utilizzata per raggiungere il luogo del tentato furto ma viene individuato, bloccato da un dipendente di Peveri che lo immobilizza. A questo punto, forse anche prima, sarebbe stato il caso di chiamare la Polizia per i rilievi del caso: invece si opta per l’occhio per occhio, dente per dente e il ladro viene prima malmenato e poi attinto da un colpo di fucile al petto che si sosterrà essere partito accidentalmente. In seguito, senza che la difesa dell’imprenditore abbia mai nemmeno tentato di sostenere la legittima difesa, Angelo Peveri è stato condannato per tentato omicidio a quattro anni e mezzo di carcere che ora ha iniziato a scontare.

    Probabilmente nessuno, di fronte ad una simile ricostruzione dei fatti – non contestata dall’imputato se non con riferimento alla  fortuità della fucilata – azzarderebbe l’ipotesi di una reazione giustificabile, anche tenendo conto dell’esasperazione dopo una lunga teoria di ruberie subite, ed anche la pena inflitta risulta equilibrata.

    Il segnale che arriva dalla visita di Salvini al condannato, invece, rischia di alimentare nell’opinione pubblica la convinzione che la legittima difesa domiciliare in fase di approvazione consista in una sorta di “giustizia fai da te” sempre consentita e con qualsiasi estensione nei confronti di chi si introduca in luoghi di dimora o esercizio di attività produttive.

    Vero è che nel privato domicilio l’ultimo baluardo è offerto proprio dalla vittima dell’intrusione ma da qui a dire che qualsiasi risposta possa giustificarsi come proporzionata all’offesa, al pericolo e conforme ad un senso comune di giustizia il passo è lungo.

    Ne abbiamo già parlato ma sembra opportuno ribadire che il rischio sia, da un lato, l’innalzamento del gradiente di aggressività dei delinquenti – che tali sono e tali restano, con freni inibitori già allentati – a fronte del concreto pericolo di incorrere in risposte armate in una probabile spirale di violenza da scongiurare, dall’altro, una corrispondente reattività che metta innanzitutto a repentaglio la incolumità di chi possa essere confuso con un aggressore (immaginiamo, per esempio, un senza tetto che cerchi riparo).

    A tacere di tutto ciò, i numeri, la statistica, parlano di un intervento che, se da un lato può essere dannoso, dall’altro si propone come inutile anche al fine di evitare il patimento del processo a chi abbia difeso se stesso, i propri cari o beni, per verificarne la legittimità: a livello nazionale nel 2013 ci sono stati cinque procedimenti a giudizio, nel 2014 nessuno, nel 2015 tre, nel 2016 due mentre con percentuale vicina al 100% del totale dei casi si perviene alla archiviazione. In altre ipotesi, molte delle quali riguardano aggressioni di fatto bagatellari o nelle quali non vi è stato né pregiudizio né reale pericolo per la incolumità vi è solo da rallegrarsi che nessuno – vittima o aggressore – si sia fatto male, senza la pretesa che il cittadino faccia supplenza delle Forze dell’Ordine là dove è irragionevole pensare che, con il massimo sforzo possibile, possano estendere l’opera di prevenzione perché questa non è né incremento di sicurezza né, tantomeno, di giustizia.

  • L’Europa ha bisogno di riscoprire i suoi valori

    L’Europa con i suoi valori e principi fondanti è al centro di due manifesti che ribadiscono la necessità di ritornare a quelle idee per fermare un’Europa che sta perdendo la sua identità sostituendola con un profondo declino culturale.

    Il primo manifesto, lanciato il 25 febbraio dalla Federazione europea delle associazioni familiari cattoliche (Fafce), si rivolge nello specifico ai candidati alle prossime elezioni europee (23-26 maggio 2019) invitandoli a riconoscere «il ruolo fondamentale della famiglia come unità di base della società». Il documento è suddiviso in 10 punti, il primo dei quali è un incoraggiamento alla creazione di un patto per la natalità che interessi tutti i Paesi dell’Ue, perché «i nostri figli sono il nostro bene comune primario». I politici che firmeranno il manifesto si impegnano anche a prendere in considerazione le famiglie in tutte le decisioni comunitarie e dare loro voce attraverso le associazioni familiari. Al punto 4 si ricorda il ruolo economico delle famiglie, che «aiutano a dare sollievo alle finanze pubbliche in difficoltà», e si chiedono opportune misure di giustizia fiscale. La famiglia ha un ruolo chiave nella «promozione dell’inclusione sociale» e da ciò discende la necessità che venga riconosciuto «il valore del lavoro a casa della madre e del padre».

    Il manifesto della Fafce chiede poi ai firmatari di adoperarsi per riservare la domenica come giorno comune di riposo settimanale, bilanciando le condizioni lavorative con i bisogni della famiglia, così da assicurare «condizioni di vita che facilitino il tempo insieme». Al punto 7 si riconosce la complementarità tra uomo e donna, rifiutando ogni tentativo normativo di cancellare od offuscare l’importanza delle differenze sessuali, alla base della procreazione; e al punto 8, strettamente collegato, si ricorda che «più forti legami familiari migliorano il benessere delle persone», respingendo «ogni interferenza dell’Unione europea nella definizione legale del matrimonio», istituto che come sappiamo è stato sottoposto in questi anni a pressioni fortissime – e deleterie – da parte della lobby gay.

    Nel documento, con un no implicito ad aborto ed eutanasia, si legge poi che «la famiglia è il luogo naturale dove ogni nuova vita è benvenuta» e i firmatari rispettano «la dignità di ogni vita umana, a ogni suo stadio, dal concepimento alla morte naturale». L’ultimo punto è dedicato alla libertà di educazione e quindi a rispettare «il diritto dei genitori a educare i propri figli in conformità con le proprie tradizioni culturali, morali e religiose che favoriscano il bene e la dignità del bambino».

    Le firme dei candidati al Parlamento europeo che avranno aderito al manifesto saranno rese pubbliche dalla Fafce il 15 maggio, dunque a ridosso delle elezioni.

    L’altro manifesto fa riferimento, invece, alle radici del decadimento dell’Europa ed è stato scritto dal filosofo francese Rémy Brague per la piattaforma culturale One of us (Uno di noi), già impegnata nel riconoscimento della dignità dell’embrione e nella relativa petizione firmata da 1.7 milioni di cittadini (respinta dalla Commissione europea).

    Brague, nell’analizzare le ragioni alla base della «profonda crisi morale che minaccia la sua sopravvivenza come civiltà», scrive che l’Europa è rimasta per molto tempo fedele a tre grandi eredità, oggi perlopiù accantonate, cioè la «filosofia greca, il diritto romano e le religioni bibliche: Ebraismo e Cristianesimo». Senza queste tre eredità, che sono state il terreno fertile per la «scienza moderna e il riconoscimento delle libertà fondamentali» nel Vecchio Continente, «non sono comprensibili né la cultura europea né le sue grandi creazioni artistiche». Secondo il filosofo francese è stato questo il principale punto di riferimento al quale alcuni dei padri fondatori dell’Europa si sono ispirati, Tra questi sicuramente De Gasperi, Adenauer, Schuman e che l’attuale Ue deve riscoprire per non tradire se stessa.

    Brague parla della degenerazione subita dalla filosofia moderna, a causa del “rifiuto della sua vera definizione come ricerca della verità”, che va di pari passo alla svalutazione del cristianesimo operata dal mondo odierno. «Il secolarismo radicale e militante si sta diffondendo ed è la fonte di una forma di ‘cristianofobia’. Non stiamo solo screditando la nostra fede e i nostri valori cristiani ma anche il contributo del Cristianesimo alla cultura europea, quando in realtà l’Europa deve a esso la stragrande maggioranza della sua arte, del suo pensiero e dei suoi costumi». Il rigetto della fede e della cultura cristiana si riflette in un’«idolatria della tecnologia» e nelle deviazioni del diritto, che finisce per essere manipolato a uso e consumo di chi esercita il potere.

    Segni di questo abbrutimento generale sono i «declinanti tassi di natalità, la crisi dell’unità familiare e del matrimonio, il negare l’identità culturale dell’Europa» e ancora «l’ascesa del relativismo e multiculturalismo, gli attacchi alla libertà di coscienza e di espressione, la negazione del significato della vita, la negazione dell’oggettività dei principi e degli standard morali, l’accettazione sociale di aborto, eutanasia e altri atti contro la dignità umana, l’ideologia gender e certe forme di femminismo radicale», nonché «la diffusione dell’ateismo», tutti fattori che portano alla «disumanizzazione dell’umanità». Perciò la protezione della famiglia come entità fondata sul matrimonio, la complementarità tra maschio e femmina, la difesa della riproduzione naturale contro i tentativi di costruire l’essere umano in laboratorio, sono capisaldi del manifesto di One of us.

    Spiega ancora Brague: “Tra i contributi delle religioni bibliche, e in particolare del Cristianesimo, allo sviluppo dello spirito europeo ci sono l’idea di un Dio personale e dell’amore come essenza di Dio, l’idea della persona e della sua dignità, il significato della creazione, la speranza di una vita piena, eterna, la libertà e responsabilità dell’uomo…». Queste erano le premesse, un tempo generalmente accettate, che hanno permesso alla civiltà europea di fiorire. Sarebbe il caso di recuperarle.

     Tratto dall’articolo di Ermes Dovico pubblicato sulla Nuova Bussola Quotidiana il 27/02/2019

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