cittadini

  • Il teatrino della politica ed il risparmio truffato e dimenticato

    Per il risparmio tradito anche di Veneto Banca e Popolare di Vicenza tutti i governi che si sono succeduti alla guida del nostro Paese hanno sempre dichiarato la propria volontà di ristorare il danno subito dai risparmiatori. Mentre ancora si sentono le urla e le grida sguaiate di una campagna elettorale che ha visto come protagonista esponenti dal profilo culturale imbarazzante ecco come, ancora una volta, il risparmio tradito risulti ora anche dimenticato.

    Anche in questo caso una analisi dimostra come le reali intenzioni della classe di governo siano infantile e imbarazzante manifestazione di un presunto successo rivendicato dalle associazioni nate per la tutela degli stessi risparmiatori. I numeri, ancora una volta, risultano implacabili nel fotografare una situazione scandalosa. La domande presentate per accedere al fondo di indennizzo (30% del valore con un massimo di 100.000 euro va ricordato), infatti, al momento attuale vengono calcolate in 144.000. Queste devono venire valutate preventivamente dalla Consip e ad oggi risultano 38.000 le pratiche evase. Mentre le richieste di indennizzo vagliate ed “indennizzabili” a tutt’oggi risultano 780.

    In considerazione quindi dei tempi procedurali una stima approssimativa individua in un arco temporale di “soli” quarantasei (46) anni il periodo per le analisi di tutte le domande. Quindi le procedure per l’indennizzo di tutti i risparmiatori truffati finiranno nel 2066.

    La truffa dei risparmio tradito da una classe dirigente disonesta si trasforma nella truffa di una intera classe politica, governativa e parlamentare assolutamente indegna.

  • Il diritto dovere di rappresentare tutti gli italiani

    L’emergenza Covid forse finirà se manterremo il distanziamento fisico, il divieto di assembramento e l’uso della mascherina ma sarà di fatto impossibile una campagna elettorale a contatto con gli elettori e il periodo estivo non invoglierà le persone a soffermarsi sugli eventuali programmi politici di approfondimento.

    Se per le elezioni regionali questo è un problema che in parte sarà superato dalla conoscenza, da parte dei cittadini, dei candidati per la presidenza delle Regioni lo scoglio rimarrà invece insormontabile per il referendum sulla diminuzione del numero dei parlamentari. Un referendum che si presenta già anomalo perché senza quorum ma che comunque ha una valenza politica e morale importante per il futuro della nostra democrazia.

    Modificare il numero dei parlamentari comporterà una modifica costituzionale per la quale si dovrebbe avere un ampio consenso e, a seguire, una nuova legge elettorale e la modifica dei regolamenti di Camera e Senato. II tutto tenendo ben presente che siamo in un periodo nel quale, da troppi mesi, il Parlamento è stato di fatto esautorato, che da tempo i parlamentari non sono eletti dal popolo sovrano ma nominati dai capi partito e noi siamo una Repubblica parlamentare nella quale i poteri delle istituzioni, fino a qualche anno fa, erano adeguatamente ripartiti e ben divisi affinché fossero evitate quelle derive autocratiche e oligarchiche che ormai stanno prendendo piede. Stupisce pertanto che il Presidente della Repubblica, prima di firmare per la data delle elezioni a settembre, non si sia posto il problema dell’opportunità di rinviare ad altra data il referendum sul numero dei parlamentari. In questi mesi avremmo in più occasioni voluto vedere Mattarella più vigile ed attento, più pronto a richiamare sia il governo che l’opposizione ai doveri di chiarezza e rappresentanza che la situazione sanitaria ed economica richiedevano. In troppe occasioni il Presidente ha taciuto o ha parlato con voce troppo flebile ed anche in questa occasione è stato succube di volontà altrui dimenticando che sarebbe stato suo compito essere garante del diritto degli elettori di poter votare avendo avuto sia un’informazione completa e corretta sulle conseguenze della eventuale diminuzione dei parlamentari, sia sulle future modifiche della nostra Costituzione che, anche con le sue pecche, aveva fino ad ora garantita quella democrazia e pluralità che rischiamo ogni giorno di più di perdere. Non volevamo un atto di coraggio ma solo l’esercizio di un diritto dovere di rappresentanza di tutti gli italiani e non solo di una parte. Mattarella si è schierato, scegliendo di non essere il Presidente di tutti, il garante dell’esercizio democratico di un voto informato e consapevole per le conseguenze presenti e future.

  • Il premio Lux del Parlamento europeo sbarca su CHILI

    Per partecipare all’iniziativa basterà inserire il codice digitale “LUXCHILI” nella sezione promozioni di CHILI (fino ad esaurimento della promozione o alla data di scadenza del 31 luglio).

    In seguito all’emergenza COVID19 e alla difficoltà di organizzare eventi dal vivo con il pubblico, l’ufficio del Parlamento europeo a Milano in collaborazione con l’unità LUX e con la piattaforma CHILI, offre la possibilità di accedere a quattromila visioni gratuite disponibili nella modalità di streaming on demand sulla pagina di chili.com.

    Quattro saranno i film selezionati per la collaborazione, tutti finalisti o vincitori delle passate edizioni del Premio LUX e, in particolare, sono: StyxLa donna elettricaDio è donna e il suo nome è Petrunija e 120 battiti al minuto.

    I beneficiari di questa opportunità saranno i giovani attivisti di insieme-per.eu (il network nato dalla campagna per le elezioni europee #stavoltavoto e che ora prosegue lo sforzo di coinvolgimento, partecipazione e informazione sull’Unione europea), gli studenti che hanno preso parte al programma EPAS (Scuole Ambasciatrici del Parlamento europeo) e cittadini italiani appassionati di cinema europeo.

    Negli ultimi tredici anni il Premio LUX ha contribuito alla promozione e valorizzare della ricchezza e diversità del cinema europeo attraverso la selezione di film prodotti o co-prodotti nell’Unione europea. Ogni anno il Parlamento europeo copre i costi dei sottotitoli in ventiquattro lingue per i tre film finalisti. Finanzia, inoltre, l’adattamento per il pubblico non vedente e non udente e il sostegno alla promozione internazionale del film vincitore.

    Per ulteriori informazioni sul premio LUX: http://www.luxprize.eu/

  • Una democrazia è tale solo quando i cittadini hanno il diritto di esprimere liberamente e consapevolmente le proprie scelte

    Che il governo italiano non abbia una linea univoca su: quali fondi europei utilizzare e come utilizzarli, come affrontare i prossimi mesi, dalla riapertura delle scuole alle decisioni da prendere per far ripartire l’economia, al di là delle tante promesse fatte e non realizzate, su come risolvere il vulnus costituzionale che si creerà se, insieme alle elezioni regionali, ci sarà anche il voto referendario, appare chiaro anche ai più distratti. Parliamo di vulnus alla Costituzione perché nella stessa si vieta di dare corso ai referendum contestualmente ad elezioni che abbiano carattere politico come è per la Camera, il Senato e le Regioni. I motivi di contrasto, nel governo, sono anche molti altri, mentre troppi lavoratori aspettano la cassa integrazione da mesi e ogni giorno chiudono piccole e medie attività, portando nuova disoccupazione e nuovi problemi in molti settori.

    La mancanza di visione comune tra il Pd ed i Cinque Stelle, e all’interno di questi stessi partiti, rende sempre più difficile dare risposte in tempi brevi alle tante urgenze, né renderà facile trovare un accordo per la nuova legge elettorale che dovrebbe comunque essere varata sia per ridare maggior democrazia al voto che per risolvere i problemi conseguenti ai risultati del referendum.

    Come abbiamo più volte detto e scritto una democrazia è tale solo quando i cittadini hanno il diritto di esprimere liberamente e consapevolmente le proprie scelte e in Italia, da troppo tempo, abbiamo leggi elettorali che espropriano gli elettori di questo diritto imponendo loro le scelte fatte dai capi partito i quali decidono, scelgono chi dovrà essere parlamentare. Altra conseguenza negativa dell’attuale sistema elettorale è quella che porta gli eletti, che di fatto sono dei nominati, a non occuparsi più del territorio, delle reali esigenze dei cittadini, ma a rapportarsi solo con le gerarchie di partito perché le stesse possono garantire loro un nuovo mandato. Si è di fatto tolto al Parlamento il suo ruolo di rappresentante dell’elettorato ed i partiti, contro i quali, a partire dai 5Stelle, si è tanto gridato sono più che mai i veri detentori del potere. Un potere che esercitano senza remore anche perché non si è mai dato corso a quanto la Costituzione chiedeva e cioè che i partiti avessero quella personalità giuridica che li avrebbe costretti a rispettare regole interne di democrazia e a sottoporre il controllo dei loro bilanci alla Corte dei Conti.

    Fino a quando i cittadini non potranno eleggere i propri rappresentanti liberi dalle imposizioni dei segretari e presidenti delle varie formazioni politiche avremo sempre una democrazia incompiuta ed un Parlamento condizionato e, come è avvenuto sempre più anche negli ultimi mesi, esautorato dai suoi compiti e poteri. Uniamo tutti la nostra voce per chiedere che il referendum sulla diminuzione del numero dei parlamentari si svolga in una data diversa dalle elezioni regionali e in un momento nel quale ci si possa confrontare in dibattiti pubblici, cosa che per il Covid non si potrà fare ancora per molto. La diminuzione del numero dei parlamentari comporta una modifica costituzionale importante che non si può realizzare in tempi brevi, con un governo diviso praticamente su tutto e alieno da qualunque dialogo con l’opposizione.

    Il problema resta comunque uno, per una democrazia compiuta i parlamentari devono rispondere ai cittadini che li hanno eletti non ai partiti che li hanno nominati, per una democrazia compiuta non è importante avere qualche parlamentare in più o in meno ma avere la certezza che ogni eletto faccia il lavoro che gli compete, non sia corrotto o corrompibile e sappia quello che sta facendo perché, piaccia o meno, il potere legislativo spetta al Parlamento, onore importante dal quale discende il presente e il futuro di ciascuno di noi.

  • Dietro le quinte del Parlamento Europeo

    Gli Uffici in Italia del Parlamento Europeo in collaborazione con il gruppo di giovani attivisti e volontari, insieme-per.eu, organizzano la serie di incontri chiamati One Hour for Europe e invita tutti al webinar, primo di una serie, “Dietro le quinte del PE” che avrà luogo mercoledì 20 maggio alle ore 18.

    Il gruppo è presente in 13 Stati membri ed è stato creato con l’intento di diffondere i valori dell’UE attraverso eventi tematici organizzati durante l’anno per la cittadinanza, che hanno dato il nome al loro progetto. I volontari non si sono lasciati fermare neppure dalla pandemia e stanno organizzando un ciclo di incontri online con la collaborazione degli uffici italiani del PE.

    Ospite d’onore dell’evento sarà Stephen Clark, Direttore degli Uffici di collegamento della Direzione generale Comunicazione del Parlamento, che illustrerà la comunicazione del Parlamento europeo verso i cittadini e in particolar modo verso i giovani, soffermandosi sulle strategie messe in atto dalla DG Comunicazione e introducendo la campagna d’informazione #EuropeiControCOVID19.

    All’incontro parteciperanno alcuni rappresentanti di Banco Alimentare, la rete che ogni giorno e in tutta Italia raccoglie cibo per donarlo alle strutture caritative, per raccontare come viene affrontata l’emergenza e come possiamo tutte e tutti dare una mano.

    Interverranno tanti giovani europei per raccontare le loro storie, i loro successi e le difficoltà che stanno vivendo in questo momento, ci sarà tempo per fare domande e creare un dibattito sulle tematiche che saranno trattate durante il webinar.

    Chi ha voglia di partecipare può seguire il live sull’account Facebook di @PE_Italia. Fate passaparola!

  • Coronavirus, le misure a sostegno di imprese e cittadini

    In questi momenti di allarme concitato per il rapido diffondersi in Italia, in alcune Regioni del Nord in particolare, del COVID-19, meglio noto come coronavirus, il Governo ha emanato una serie di provvedimenti volti a introdurre misure di emergenza per contenere il contagio e cercare di agevolare imprese e cittadini delle zone più colpite.

    In data 23 febbraio con DPCM sono stati individuati i Comuni interessati dalle misure urgenti per il contenimento del contagio. In Lombardia Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini, in Veneto Vò.

    Il decreto, oltre a introdurre misure di isolamento per le zone “rosse”, ha previsto, all’art. 3, agevolazioni per il lavoro agile, di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017 n. 81 che può essere applicato in via automatica nell’ambito di aree ritenute a rischio anche in assenza degli accordi individuali previsti dalla normativa. Il 25 febbraio è stato varato un nuovo Decreto che amplia la portata di quello dei due giorni precedenti prevedendo che il lavoro agile sia applicabile, in via provvisoria fino al 15 marzo 2020, per i datori di lavoro aventi sede legale o operativa nelle regioni dell’Emilia Romagna, del Friuli Venezia Giulia, della Lombardia, del Piemonte, del Veneto e della Liguria e per i lavoratori ivi residenti o domiciliati.

    Vediamo cosa significa in pratica. Tecnicamente, aziende e lavoratori, previo accordo anche semplicemente verbale, potranno accedere al lavoro agile, anche in assenza del necessario accordo scritto preventivo, autocertificando lo status di lavoratore appartenente a una delle aree a rischio in fase di predisposizione della pratica telematica sul portale lavoro (cliclavoro.gov.it). Il tenore dell’autocertificazione, pur essendo atto unilaterale, dovrà confermare il preventivo accordo tra le parti. Vengono semplificati anche gli obblighi di informativa sui rischi generali e specifici connessi alla particolare modalità di svolgimento della prestazione (art. 22 L. 81/2017) che potranno essere assolti anche in via telematica, per esempio con una semplice email al dipendente, utilizzando la documentazione resa disponibile sul sito istituzionale dell’INAIL.

    Il Consiglio dei Ministri si è nuovamente riunito in data 28 febbraio per deliberare ulteriori misure urgenti di sostegno per le famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 (il decreto è ancora in fase di pubblicazione, quindi le indicazioni seguenti devono ritenersi provvisorie e suscettibili di modifiche).

    Per i soggetti che hanno la residenza, la sede legale o operativa nei Comuni della zona “rossa” sono sospesi i versamenti relativi a cartelle di pagamento, avvisi di addebito degli enti previdenziali, avvisi di accertamento, rottamazione ter e saldo e stralcio. Le scadenze comprese nel periodo dal 23 febbraio al 30 aprile sono prorogate al 31 maggio 2020. Sono altresì prorogate fino al 30 aprile il pagamento delle bollette di luce, acqua e gas con possibilità di successiva rateizzazione. Le rate dei mutui agevolati concessi alle imprese da Invitalia sono sospese per 12 mesi, così come i versamenti dei diritti camerali.

    Viene estesa la sospensione dei pagamenti e degli adempimenti tributari in scadenza tra il 21 febbraio e il 31 marzo, già deliberata in data 24 febbraio con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, anche ai soggetti esterni alla zona rossa ma che si avvalgono di intermediari che sono ivi collocati. Vengono altresì prorogati i termini per la comunicazione dei dati necessari alla predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata.

    E’ stato inoltre agevolato il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e disposto un sostegno economico mensile di 500 euro per massimo 3 mesi a favore di lavoratori autonomi e professionisti localizzati nei comuni della zona rossa.

    Il decreto dispone infine una vasta serie di iniziative di sostegno per il rilancio dell’economia nelle zone più colpite dall’emergenza sanitaria, tra cui il potenziamento del fondo di garanzia per le PMI con garanzia di concessione del credito alle imprese operanti nelle zone rosse, la sospensione delle rate dei mutui per l’acquisto di immobili residenziali dei lavoratori, l’incremento dei fondi destinati al sostegno delle aziende esportatrici, l’estensione del regime fiscale di favore delle donazioni di prodotti alimentari alle donazioni di altre merci, l’istituzione di un fondo rotativo per la concessione di mutui a favore di imprese agricole in difficoltà nonché il differimento al 15 febbraio 2021 delle segnalazioni previste dalla procedura di allerta del codice della crisi.

    Specifiche disposizioni sono state infine previste per il settore turistico tra cui la sospensione fino al 30 aprile del versamento dei contributi previdenziali e delle ritenute fiscali e specifiche forme di compensazione per gli utenti coinvolti in viaggi da e per le zone rosse.

    Ciascuno di noi può ritenere adeguate o carenti le misure varate, anche in considerazione della rapidità di attuazione, della completezza e della coerenza organizzativa in ogni caso, qualunque sia la propria convinzione, sarebbe opportuno evitare speculazioni politiche preferendo mozioni di coesione e di unità nazionale ricordando che salute e lavoro sono diritti essenziali che devono essere opportunamente conciliati.

    A parte la drammaticità del momento, che a memoria non ricordo si sia mai verificato in tempi moderni, l’incentivazione dell’uso delle nuove tecnologie per consentire lo smart working e le riunioni con modalità audio video connesse, potrebbe essere un aspetto positivo da sviluppare anche in assenza di emergenza. Il bicchiere “mezzo pieno” che questo grave periodo dovrebbe lasciarci in eredità è la consapevolezza in queste nuove possibilità lavorative che consentirebbero l’ottimizzazione dei tempi, la riduzione dell’inquinamento e una miglior qualità di vita dei singoli individui.

  • Rimborsati anche i clienti europei di Volkswagen vittime del caso Dieselgate: pronti 830 milioni

    Accordo tra il gruppo Volkswagen e la federazione di consumatori tedeschi VZBV per un risarcimento complessivo di 830 milioni euro (corrispondente a un valore oscillante tra 1350 e6257 euro per ciascun consumatore, a seconda del modello e dell’età dell’auto) per chi è rimasto coinvolto nello scandalo Dieselgate scoppiato nel 2015.

    A 5 anni di distanza dalla denuncia con cui l’Agenzia americana per la protezione ambientale aveva segnalato che il gruppo Volkswagen ingannava i clienti vendendo loro auto che emettevano più ossido di azoto (NOx) di quanto dichiarato e aggiravano le normative ambientali sulle emissioni dei diesel, gli automobilisti europei non hanno ancora ottenuto alcun risarcimento. Non così gli acquirenti americani, che hanno ottenuto un risarcimento in tempi piuttosto rapidi.

    “Si tratta di un traguardo particolarmente importante: la Germania è il primo Paese europeo ad aver raggiunto questo risultato”, ha commentato Ivo Tarantino, responsabile delle relazioni esterne Altroconsumo. “Esprimiamo il nostro sostegno ai colleghi tedeschi, ma al tempo stesso troviamo sconcertante e ingiusta la disparità di trattamento da parte della casa automobilistica nei confronti delle altre vittime europee dello scandalo Dieselgate. È giunto il momento che tutti gli automobilisti che sono stati lesi da Volkswagen ricevano un giusto risarcimento. Come Altroconsumo diamo voce ad oltre 75.000 consumatori che hanno aderito alla nostra class action e che a maggior ragione adesso si aspettano di arrivare il più presto possibile ad una soluzione”.

    Già nel 2015, allo scoppio del caso Dieselgate – che ha visto coinvolte le auto Euro 5 di Volkswagen, Audi, Seat e Skoda – Altroconsumo e le organizzazioni di consumatori Test-Achats in Belgio, OCU in Spagna, DECO Proteste in Portogallo (riunite sotto la sigla Euroconsumers insieme ai brasiliani di Proteste) hanno avviato class action nei rispettivi Paesi per chiedere che i consumatori europei fossero risarciti proprio come quelli statunitensi.  In Italia sono oltre 75.000 le adesioni alla class action promossa da Altroconsumo davanti al Tribunale di Venezia. Si tratta di un processo lungo e complesso (la prossima udienza è prevista agli inizi di marzo 2020, salvo rinvii), che va avanti a colpi di udienze, atti e perizie tecniche con cui i legali di Altroconsumo stanno rispondendo ai tentativi del gruppo tedesco di contestare la legittima richiesta di risarcimento e il diritto a partecipare degli aderenti.

  • Viaggi ed eventi annullati per il coronavirus: quali soni i diritti dei consumatori?

    In questi giorni le immagini trasmesse da tutte le emittenti televisive italiane, e non solo, hanno restituito il ritratto spettrale di una parte del nostro Paese con città, a partire da una Milano, quasi deserte e con gente, di contro, che, in preda ad un delirio collettivo di proporzioni inaudite, affollava i supermercati di Lombardia e Veneto, regioni in cui si sono registrati alcuni casi di contatto e una manciata di decessi per coronavirus, per fare scorte di cibo in vista di una probabile chiusura dei negozi di cui nessuno aveva mai parlato. Ordinanze regionali e ministeriali hanno stabilito, in via cautelativa, la chiusura di scuole, università e luoghi deputati all’istruzione, la riduzione delle attività di uffici pubblici e privati, il divieto o la sospensione di manifestazioni sportive e culturali e delle funzioni religiose. Sospesi anche i viaggi di istruzione per gli studenti e la chiusura alle ore 18 di bar, ristoranti e locali. Ma i cittadini che avevano prenotato soggiorni di vario tipo o viaggi o avessero acquistato biglietti per assistere a varie tipologie di manifestazioni come devono comportarsi? Che diritti hanno e come sono tutelati in situazioni simili?

    Un articolo pubblicato da ADUC – Associazione diritti utenti e consumatori ce lo spiega.

    “Ora che il nostro Paese è diventato, tra Europa e Usa, quello con più casi di contagiati (1), occorre porre maggiore attenzione ai problemi relativi a diritti dei consumatori. Accade grazie a vari annullamenti: viaggi, eventi di vario tipo. L’informazione in generale non manca e le autorità sanitarie stanno dimostrando le loro diffuse eccellenze.
    Cosa succede per i diritti dei consumatori, per esempio, se uno spettacolo viene annullato, se un treno non non parte o non ferma ad una stazione, se un volo aereo viene annullato.
    Dipende:
    A – Se a decidere l’annullamento è una qualche autorità (voli bloccati per la Cina, partite di qualche sport, gite scolastiche, manifestazioni a pagamento, etc), chi ha raccolto la prenotazione non può pretendere il pagamento di nulla. Chi ha già avuto il pagamento deve integralmente rimborsare quanto già versato dal consumatore, indipendentemente dalle regole e dalle leggi di disdetta che il singolo servizio prevedeva.
    B – Se a decidere l’annullamento è la precauzione del singolo organizzatore (del viaggio, del trasporto, dell’evento), ognuno si paga le proprie precauzioni. Quindi l’organizzatore deve rimborsare il dovuto completamente, e non si stupisca se da parte del consumatore che avrebbe dovuto fruire di quel servizio gli possano anche essere chiesti i danni. Anche qui, indipendentemente dalle regole e dalle leggi di disdetta che il singolo servizio prevedeva.
    C – Se è il consumatore a decidere di non partecipare ad un evento o non fare un viaggio o non prendere un mezzo di trasporto (tutte situazioni in cui il servizio comunque viene erogato), lo stesso consumatore si paga la propria precauzione non percependo rimborsi se non rispetto alle regole del singolo servizio: biglietti di trasporto, quote di viaggi organizzarti, camere di albergo, biglietti di eventi, etc.. Vi è una sola possibile eccezione: chi ha acquistato un pacchetto turistico o “tutto incluso”, qualora la destinazione sia in zona oggettivamente a rischio, potrà pretendere la risoluzione del contratto e il rimborso del prezzo pagato per impossibilità di fruire dello scopo del viaggio (relax, piacere, ecc.).
    Quindi, visto che i fatti si evolvono giorno per giorno e ora per ora, il consiglio base è di informarsi prima di prendere qualunque decisionePresso la Farnesina per i viaggi verso l’estero, presso le autorità nazionali e locali in tutti gli altri casi. E, vista l’imprevedibilità della situazione soprattutto per i viaggi che comportano un certo esborso economico e che in genere si prenotano con una certo anticipo, per ogni evenienza è bene mettere in bilancio anche un’assicurazione sulla disdetta, e di quelle che prevedono il rimborso anche in caso di eventi straordinari, pandemia, etc (che sono più costose).
    Infine è bene fare molta attenzione ai falsi allarmismi e alle fake news che, purtroppo, anche in casi delicati e importati come questo, non mancano: informarsi sempre alle fonti dirette e diffidare sempre di quelle mediate e dei “sentito dire”.

    1 – forse perché siamo più scrupolosi e/o meglio organizzati?

  • La riforma elettorale che i partiti non vogliono

    Ancora una volta, mentre continuano le dichiarazioni ed i commenti sulle recenti elezioni amministrative nelle quali, come sempre, più o meno tutti hanno vinto, si riaccende il dibattito tra “non udenti” sulla riforma della  legge elettorale e, come dice un vecchio detto, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e nessuna forza politica sembra voler ascoltare i sentimenti di disaffezione e sfiducia degli  elettori. Come  sempre per i capi partito il problema non è cercare una legge che garantisca al massimo livello la libertà di scelta degli elettori e, di conseguenza, sia garanzia di democrazia e partecipazione, ma  l’obiettivo è individuare il sistema più garantista per le loro forze politiche. Ciascuno propone quello che ritiene sia il sistema elettorale più confacente ai suoi interessi, a prescindere dall’interesse dei cittadini.

    La democrazia per vivere ha bisogno di regole certe e rispettate e di cittadini che abbiano garantito il diritto-dovere di manifestare il loro consenso in libertà e con la conoscenza effettiva dei programmi di governo e delle capacità e competenze dei parlamentari e senatori che devono eleggere. Siamo da sempre dell’avviso che solo un sistema proporzionale, con una soglia di sbarramento, un contenuto premio di maggioranza e la scelta preferenziale dei candidati, togliendo così ai capi partito il diritto di scegliere per noi chi ci deve rappresentare, farà ritornare gli elettori ad una maggior affezione al voto e gli eletti ad occuparsi del territorio e della gente invece che cercare di accattivarsi la benevolenza dei loro maggiorenti per garantirsi il posto sicuro in lista.

    Certo un sistema proporzionale preferenziale deve avere regole ferree che controllino le spese di partiti e candidati e regolamentino la presenza in lista di personaggi televisivi, infatti vi devono essere il più possibile pari opportunità per tutti coloro che sono in lista ed i cittadini dovrebbero poter valutare su curricula oggettivi e su programmi trasparenti ed avere la possibilità di controllare l’operato di coloro che hanno eletto. Inoltre nel dibattito sulla futura legge elettorale andrebbe anche affrontato il tema della personalità giuridica dei partiti, della loro democrazia interna, del rispetto degli statuti, dei diritti degli iscritti e del controllo dei bilanci da parte della Corte dei Conti. In sintesi dovremmo riformare tutto il sistema di rappresentanza  partitica ma nessuno né 5Stelle, Lega o Pd vogliono quella trasparenza della quale parlano per conquistare consensi.

     

  • Idee per dare forma alla conferenza sul futuro dell’Europa

    La Commissione europea ha presentato le sue idee per dare forma alla conferenza sul futuro dell’Europa, che dovrebbe essere avviata il 9 maggio 2020, festa dell’Europa (a 70 anni dalla firma della dichiarazione Schuman e 75 dalla fine della seconda guerra mondiale), e avere una durata di due anni. La comunicazione adottata costituisce il contributo della Commissione al già acceso dibattito sulla conferenza sul futuro dell’Europa – un progetto annunciato dalla Presidente Ursula von der Leyen nei suoi orientamenti politici per dare agli europei maggiore voce in capitolo su ciò che l’Unione fa e su cosa fa per loro.

    La conferenza attingerà a esperienze passate, come i dialoghi con i cittadini, ma introdurrà al contempo una serie di nuovi elementi per estenderne la portata e rafforzare le modalità con cui le persone contribuiscono a plasmare il futuro dell’Europa. La conferenza consentirà un dibattito aperto, inclusivo, trasparente e strutturato con cittadini aventi background diversi e di ogni estrazione sociale.

    La Commissione, che si è impegnata a dare seguito ai risultati della conferenza, propone di strutturare i dibattiti su due filoni paralleli. Il primo incentrato sulle priorità dell’UE e sugli obiettivi che l’Unione dovrebbe perseguire: tra essi figurano la lotta ai cambiamenti climatici e ai problemi ambientali, un’economia al servizio delle persone, l’equità sociale e l’uguaglianza, la trasformazione digitale dell’Europa, la promozione dei valori europei, il rafforzamento della voce dell’UE nel mondo e il consolidamento delle fondamenta democratiche dell’Unione. Il secondo filone dovrebbe riguardare tematiche più specificamente correlate al processo democratico e alle questioni istituzionali: in particolare il sistema dei candidati capilista e le liste transnazionali per l’elezione dei parlamentari europei.

    La Commissione considera la conferenza un forum che parte “dal basso”, accessibile alle persone di ogni parte dell’Unione e che non resta circoscritto alle capitali europee. Sono invitate a partecipare anche le altre istituzioni dell’UE, i parlamenti nazionali, le parti sociali, le autorità regionali e locali e la società civile. Una piattaforma online multilingue garantirà la trasparenza del dibattito e favorirà una più ampia partecipazione. La Commissione si è impegnata ad adottare le misure più efficaci, di concerto con le altre istituzioni dell’UE, per integrare le idee e il feedback dei cittadini nel processo decisionale dell’UE.

    Il Parlamento europeo e il Consiglio stanno attualmente definendo i rispettivi contributi alla conferenza sul futuro dell’Europa. La risoluzione del Parlamento europeo del 15 gennaio 2020 ha invitato ad adottare un approccio inclusivo, partecipativo ed equilibrato nei confronti dei cittadini e dei portatori di interessi. In precedenza le conclusioni del Consiglio europeo del 12 dicembre 2019 avevano invitato la presidenza croata ad avviare i lavori sulla posizione del Consiglio. La presidenza croata ha inserito, da parte sua, la conferenza tra le sue priorità.

    A questo punto è di fondamentale importanza che le tre istituzioni elaborino una dichiarazione comune per definire il concetto, la struttura, la portata e il calendario della conferenza sul futuro dell’Europa e che stabiliscano principi e obiettivi concordati.

    Fonte: Comunicato stampa della Commissione europea del 22 gennaio 2020

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