cittadini

  • Nel 2018 disposti 56.140 sfratti per inquilini morosi

    Inquilini sempre meno affidabili in Italia, denuncia un’analisi di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nelle locazioni. L’anno scorso per ben 56.140 inquilini sono stati emessi sfratti. In media, ogni giorno dell’anno scorso sono stati disposti 153 sfratti, con i romani in prima fila come inquilini di cui liberarsi, con una media di 16 provvedimenti al giorno di allontanamento dalla casa in cui erano in affitto (per una totale di 6.113 sfratti nel corso dell’intero anno). Non sono state purtroppo da meno le altre grandi città. Gli inquilini meno affidabili dopo quelli di Roma si sono rivelati quelli di Napoli, dove si è registrata una media di 9,6 sfratti al giorno (3.502 in un anno). Al terzo posto Torino con 9,5 a (3.468). E’ andata un po’ meno peggio a Milano, con 7 nuovi sfratti al giorno (2.566), a Bari (4,6 al giorno -1.693) e a Palermo (4,1 – 1.510). Più di 3 provvedimenti al giorno sono stati emessi nelle province di Varese (1.207 in tutto il 2018) e Caserta (1.181) pur essendo meno popolate, prova di una maggiore frequenza del fenomeno. Il numero di nuovi sfratti emessi si riduce di intensità nelle province di Sondrio, Agrigento, Rimini, Venezia, Benevento, Caltanissetta, Catanzaro e Belluno, dove Solo Affitti ha riscontrato una media di un nuovo sfratto a settimana. Tra le Regioni dove sono più frequenti i casi di sfratti per morosità figurano anzitutto le regioni più “popolose” come Lombardia e Lazio.

    «I dati che abbiamo elaborato – spiega Isabella Tulipano dell’ufficio studi Solo Affitti – destano non poca preoccupazione. Guardando i numeri assoluti si evince che in Lombardia nel 2018 sono stati emessi 24 nuovi sfratti al giorno, quasi 20 nel Lazio e 16,5 in Campania (6.029). Numeri a doppia cifra abbiamo rilevato anche in Piemonte, dove i nuovi provvedimenti emessi quotidianamente sono stati 15,4 ma la situazione non è tranquilla neppure in Puglia (12,7), Emilia-Romagna (11,4) e Toscana (10,5)».

  • Bruxelles recepisce tre progetti di iniziativa popolare per la Ue

    La Commissione europea ha registrato tre nuove iniziative dei cittadini europei tramite le quali i proponenti hanno esortato la stessa Commissione a presentare atti legislativi sugli argomenti oggetto dell’iniziativa.

    Con la prima iniziativa,‘Combattere la corruzione in Europa alla radice, tagliando i fondi ai paesi con un sistema giudiziario inefficiente dopo il termine previsto’: i promotori propongono una decurtazione dei fondi destinati ai Paesi ammessi nella Ue che dopo 10 anni dall’adesione all’Unione non abbiano un sistema giudiziario in linea con le regole dello Stato di diritto proprie della stessa Ue (la decurtazione rimarrebbe applicabile finché il  sistema giudiziario in questione non sia messo a norma). La seconda iniziativa, ‘Azioni in materia di emergenza climatica’ propone di darsi l’obiettivo della riduzione dell’80% delle emissioni di gas serra entro il 2030 e  l’azzeramento delle emissioni nette entro il quinquennio successivo. La terza iniziativa, “Salviamo api e agricoltori! Verso un’agricoltura favorevole alle api per un ambiente sano”, sollecita l’adozione di provvedimenti interdittivi dell’uso di pesticidi sintetici idonee a ridurne l’utilizzo dell’80% entro il 2030, per giungere all’abolizione completa entro il successivo quinquennio. Parallelamente, sollecita l’adozione di misure di sostegno agli agricoltori nella transizione verso la coltivazione a pesticidi-zero, e iniziative volte al ripristino della biodiversità naturale.

  • Stato o banda di ladri

    Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati,

    se non delle grandi bande di ladri?

    Sant’Agostino

    Lo Stato è una forma di organizzazione politica di una collettività sociale, tenendo presente anche che per politica, dall’antichità, si considerava l’insieme degli argomenti di discussione, di interesse e di trattazione che concernevano la vita pubblica di una determinata comunità. Comunità che vivevano in territori ristretti. Le città-Stato, ben note nella Grecia antica, rappresentano una forma primaria di organizzazione dello Stato che troviamo fino al medioevo, sia in alcune popolazioni europee e mediterranee, che nelle civiltà precolombiane oltreoceano.

    Lo Stato viene definito come un’entità giuridica e politica, risultante dall’organizzazione della vita di un popolo su un territorio sul quale esso esercita la propria sovranità. In uno Stato perciò, perché esso possa essere considerato tale, dovrebbero coesistere e funzionare contemporaneamente un ordinamento politico e un ordinamento giuridico, come l’insieme delle norme giuridiche che regolano la vita dei cittadini all’interno del territorio.

    La Rivoluzione francese, iniziata con la ribellione di Parigi del 14 luglio 1789, culminata, lo stesso giorno, con l’assalto e la presa della Bastiglia, prigione e simbolo del dispotismo, diede vita anche alla costituzione degli Stati democratici, che hanno come basi intrinseche i concetti fondamentali dello Stato di diritto. I primi elementi dello Stato di diritto si trovano nell’antichità. Per poi arrivare agli sviluppi in Inghilterra nel XIII secolo, sia con l’approvazione della Magna Carta Libertatum, nel 15 giugno 1215, che garantiva alcuni diritti per i sudditi del re Giovanni, sia con l’imposizione di alcune regole, che rappresentavano una significativa novità: per la prima volta i depositari del potere legislativo erano insieme, sia il re che il Parlamento. In seguito, definizione ancora attuale,  con Stato di diritto si intende uno Stato determinato e vincolato dai diritti sanciti nella sua Costituzione. Perciò l’esistenza e il buon funzionamento di uno Stato di diritto presuppongono, tra l’altro, anche la separazione dei poteri e l’esistenza di una Corte Costituzionale che possa controllare e garantire che i poteri rimangano separati e che non interferiscano l’uno con altri. In uno Stato di diritto si devono garantire tutti: i diritti umani, i diritti politici e l’uguaglianza giuridica.

    Cosa che, purtroppo, non sta succedendo ultimamente in Albania. Dopo la caduta della dittatura comunista nel 1991 e durante un lungo e travagliato periodo di transizione, si sta cercando di costituire uno Stato di diritto. L’Albania continua anche il suo percorso di democratizzazione, essendo però un paese con una democrazia ibrida o fragile, a seconda delle valutazioni fatte dalle istituzioni internazionali specializzate. Per varie ragioni, sia legate agli sviluppi interni che a quelli internazionali, il percorso democratico del paese sta subendo continui colpi. Si sta cercando che più che una società e un paese democratico l’Albania diventi un paese che possa garantire una certa stabilità interna e regionale. A scapito della democrazia però. Una scelta e una decisione delle cancellerie e delle istituzioni europee le cui ripercussioni stanno aggravando la situazione interna del paese. Perché da quella “scelta strategica” per la stabilità a scapito della democrazia, colui che ne approfitta e gode è il primo ministro. E, tramite lui, che ormai si trova con le mani libere, ne approfittano anche certe congregazioni occulte e la ben presente e pericolosa criminalità organizzata. Una diretta conseguenza della scelta di “chiudere un occhio e tollerare” in cambio della “garanzia di stabilità” è anche lo sgretolamento e l’annientamento dello Stato in Albania. Perché, purtroppo, in Albania lo Stato non funziona più. È stato catturato e preso in ostaggio. Una grave e pericolosa realtà questa che ormai non riesce a coprirla neanche il primo ministro e la sua potente e ben organizzata propaganda governativa. Da qualche tempo a questa parte il primo ministro non si vanta più, come faceva regolarmente prima, che “sta costituendo lo Stato”. Perché egli ormai lo sa che lo Stato è lui e ne gode. Come ne godeva Luigi XIV quando, sfidando il Parlamento, nell’aprile 1655, proclamava “L’État, c’est moi – lo Stato sono io!”

    Tra le tante prove eloquenti della realtà albanese è anche il contenuto del Rapporto finale per le votazioni moniste del 30 giugno scorso, presentato ufficialmente a Tirana il 5 settembre scorso dall’ODIHR (Office for Democratic Institutions and Human Rights), che è un importante ufficio, parte integrante dell’OSCE. I suoi rappresentanti hanno osservato e seguito tutte le fasi delle sopracitate votazioni moniste. Il nostro lettore è stato informato a tempo debito e a più riprese della farsa di quelle votazioni moniste, nonché di tutte le palesi violazioni della Costituzione e delle leggi in vigore in Albania, mentre la Corte Costituzionale non funziona da quasi due anni.

    Il sopracitato Rapporto sulle votazioni moniste del 30 giugno 2019 in Albania rappresenta un’inequivocabile testimonianza della presa in ostaggio e del totale controllo dello Stato. Nelle 36 pagine del Rapporto si evidenziano tantissimi fatti che dimostrano la cattura dello Stato da parte del potere politico. Il che in Albania significa controllo diretto e personale da parte del primo ministro, da chi per lui e/o per conto di chiunque altro da parte sua. Sono tante e diverse le violazioni evidenziate dai rappresentanti e dagli osservatori dell’OSCE/ODIHR. Si riferiscono sia al processo stesso delle votazioni, sia alle istituzioni che, per legge, dovevano gestire tutto il processo.

    Ma tra le tante conferme dirette e/o indirette della cattura dello Stato, evidenziate nel Rapporto, una merita particolare attenzione. Perché si riferisce al Presidente della Repubblica che aveva firmato due decreti riguardo alla data delle elezioni amministrative. Con il primo annullava il 30 giugno, mentre con il secondo decretava il 13 ottobre 2019 come nuova data per le elezioni. Ebbene, nessuno dei decreti del presidente della Repubblica è stato preso in considerazione, anche se la Costituzione e le leggi obbligavano tutti a farlo. Il Rapporto evidenzia tutto ciò e lo considera come violazione. Non solo ma considera come grave violazione anche il fatto che il secondo decreto non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, come prevede e obbliga la legge! Nel Rapporto dell’ODIHR si evidenzia che “Il Decreto del presidente della Repubblica per fissare il 13 ottobre come giorno per le elezioni amministrative non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica d’Albania, anche se la pubblicazione di questo atto del presidente della Repubblica è obbligatorio per legge”! Ed è soltanto una delle tante, tantissime violazioni evidenziate dal Rapporto.

    Chi scrive queste righe è convinto dell’urgenza di salvare lo Stato in Albania. Proprio quello Stato che è stato preso in ostaggio e annientato nelle sue funzioni. Perché l’annientamento dello Stato rappresenta un gravissimo allarme e una situazione di massima pericolosità per le sorti del Paese e della nazione. Perché ormai in Albania si sta restaurando una nuova dittatura con tutte le inevitabili e drammatiche conseguenze. La memoria storica dal 1945 fino al 1990 insegna tutto a tutti. Gli albanesi si devono rendere conto, prima possibile, di questo imminente pericolo e devono agire decisi. L’insegnamento di Sant’Agostino, che se non è rispettata la giustizia lo Stato diventa una grande banda di ladri, deve servire a tutti loro da lezione. Domani sarà troppo tardi!

  • Di legalità si parla anche d’estate

    Si svolgerà a Mattinata (FG), dall’11 luglio al 27 settembre la seconda edizione di PacificAzione, rassegna di incontri organizzata dall’omonimo meet-up per la legalità e l’integrazione sociale nato nel centro garganico dall’idea di alcuni cittadini attivi con la volontà di non omologarsi ad uno stato di abbandono culturale nel quale l’illegalità ed il malaffare trovano linfa vitale. Tutti gli appuntamenti infatti avranno come fil rouge la cultura della legalità e la sua divulgazione, tema e luogo scelto non casuali visto che l’intero territorio del promontorio del Gargano, negli ultimi anni, è balzato agli onori della cronaca per una serie di efferati omicidi e numerosi casi di ‘lupara bianca’. ‘Quarta Mafia’ è stata definita, oggi che una serie di eventi sanguinosi ha destato l’attenzione dei media nazionali, ma nessuno sembrava avere mai avuto il sentore della sua esistenza, sottovalutandola e relegandola, solo in occasione di episodi particolarmente violenti, a moderna forma di ‘abigeato’, o di delinquenza locale, con la sua dote di omicidi e vendette trasversali. La mafia, si diceva, in Puglia, aveva altro campo di azione, il Salento, dove ‘operava’ dagli anni ’80 la Sacra Corona Unita, nata nel carcere di Bari da una costola della ‘drangheta calabrese per contrastare la diramazione della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Il tempo ha poi dimostrato che purtroppo la realtà era diversa e che tutta la regione, seppure a macchia di leopardo, aveva visto sviluppare il fenomeno mafioso sul proprio territorio. E così accade che il 9 agosto del 2017, nelle campagne di San Marco in Lamis, altro comune garganico, due fratelli, Luigi e Aurelio Luciani, vengono barbaramente assassinati per aver assistito, involontariamente, all’omicidio del boss Mario Luciano Romito e del cognato Matteo De Palma che gli faceva da autista. L’avvenimento suscita sdegno tra la gente e curiosità nei media. I primi reagiscono con manifestazioni di piazza denunciando quanto accade da anni, anche se taciuto o negato fino a quel giorno, gli altri decidono di approfondire la storia e la cronaca. E così, come il vaso di Pandora scoperchiato, emergono altre storie, passate e recenti, ogni omicidio successivo a quel 9 agosto è seguito con attenzione, si scoprono legami tra amministratori locali, imprenditori e personaggi legati alla malavita. La ‘Quarta Mafia’, purtroppo o finalmente, è degna di essere raccontata. E denunciata. Qualcuno trova il coraggio di reagire, cominciano a nascere associazioni antiracket e movimenti voluti dai cittadini, come PacificAzione che in pochi mesi ha realizzato numerose iniziative tra le quali il progetto FABLES “Formazione degli Adulti e dei Bambini alla Legalità e all’Educazione Sociale”, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Scolastico e la Parrocchia S. Maria della Luce, culminato lo scorso 18 maggio con “Un passo alla volta: in Marcia per la Legalità”, evento tenutosi per le vie cittadine di Mattinata al quale hanno partecipato i sindaci dei comuni limitrofi, le rappresentanze istituzionali e padre Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.

    Nell’edizione 2019 numerose le testimonianze d’eccezione dei protagonisti della lotta alla Quarta Mafia, con particolare attenzione al mondo imprenditoriale con due incontri dedicati alle tematiche del racket e delle possibili strategie di sviluppo per arginare e combattere il sistema mafioso, presentazione di libri coraggiosi con la presenza degli autori con i quali sarà possibile dialogare e confrontarsi oltre all’analisi del rapporto tra giornalismo e fake news.

    Questo percorso di cultura della legalità è condiviso con altri soggetti ed associazioni che vivono quotidianamente il territorio garganico e dell’intera provincia di Foggia: Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane, Associazione Antiracket di Vieste, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Foggia, Confcommercio Foggia, Parrocchia Santa Maria della Luce di Mattinata, Azione Cattolica Diocesana – Manfredonia – San Giovanni – Rotondo – Vieste. Menzione speciale per l’Associazione LIBERA coordinamento provinciale di Foggia che oltre a sostenere PacificAzione si occupa anche di supportare tecnicamente l’iniziativa che rappresenta una tappa fondamentale del percorso avviato a settembre 2018 e che porterà associazioni e liberi cittadini di Mattinata alla costituzione ufficiale del presidio cittadino di LIBERA.

    Di seguito il calendario completo degli appuntamenti:

    Giovedì 11 luglio ore 19.30 – c/o Piazzale parrocchiale chiesa SS. Maria della Luce
    Presentazione del libro “TI MANGIO IL CUORE” – in collaborazione con FELTRINELLI EDITORE

    • Carlo BONINI e Giuliano Foschini (giornalisti di REPUBBLICA e autori del libro)
    • Modera Cristian PAOLINI – giornalista Sky

     

    Martedì 16 luglio ore 19.30 – c/o MadMall Via T. Tasso, snc
    La Quarta Mafia – Il racconto degli inquirenti –  in collaborazione con LIBERA Coordinamento di Foggia

    • Ludovico VACCARO procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Foggia
    • Daniela Marcone vice presidente nazionale di LIBERA
    • Modera Giovanna GRECO – giornalista foggiatoday.it

     

    Sabato 20 luglio ore 19.30 – c/o Piazzale parrocchiale chiesa SS. Maria della Luce
    Giornalismo VS Fake News – Presentazione del libro SLOW JOURNALISM – in collaborazione con FANDANGO EDITORE e ORDINE DEI GIORNALISTI DI PUGLIA

    • Daniele NALBONE co-autore del libro SLOW JOURNALISM
    • Piero RICCI presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia
    • Modera Antonella SOCCIO – giornalista bonculture

     

    Mercoledì 24 luglio ore 19.30 – c/o MadMall Via T. Tasso, snc
    La legalità attraverso la rinnovata fiducia nel progresso economico – in collaborazione con CCIAA di Foggia, Associazione FAI ANTIRACKET di Vieste e FAI Federazione Antiracket Italiana

    • Fabio PORRECA presidente della CCIAA di Foggia
    • Nicola ROSIELLO presidente della Associazione FAI ANTIRACKET di Vieste
    • Damiano GELSOMINO presidente Confcommercio Foggia
    • Modera Pietro LOFFREDO – giornalista Telenorba

     

    Giovedì 8 agosto ore 19.30 – c/o MadMall Via T. Tasso, snc
    La Quarta Mafia – Il racconto degli investigatori – Incontro pubblico in collaborazione con LIBERA Coordinamento di Foggia

    • Marco AQUILIO colonnello dell’Arma dei Carabinieri – Comandante Provinciale di Foggia
    • Modera Felice SBLENDORIO – giornalista bonculture

     

    Lunedì 26 agosto ore 19.30 – c/o MadMall Via T. Tasso, snc
    La Mafia esiste ma ora lo Stato c’è  – presentazione del libro “LA LUPA” – in collaborazione con SEM EDITORE

    • Piernicola SILVIS scrittore ed ex-questore di Foggia
    • Modera Giacinto PINTO – giornalista RAI

     

    Giovedì 19 settembre ore 18.30 – c/o Piazzale parrocchiale chiesa SS. Maria della Luce
    Il presidio di LIBERA di San Marco in Lamis incontra la comunità di Mattinata – in collaborazione con LIBERA Coordinamento di Foggia

    • Marianna e Arcangela LUCIANI vedove dei Fratelli Luciani
    • Modera Gennaro TEDESCO – giornalista e autore

     

    27 settembre ore 18.30 – c/o Piazzale parrocchiale chiesa SS. Maria della Luce
    Le nuove infrastrutture per lo sviluppo e la rinascita del Territorio – in collaborazione Studio VALLE, ALIDAUNIA

    • Gerardo NAPPA architetto e progettista ampliamento pista aeroporto Gino Lisa Foggia
    • Roberto PUCILLO proprietario e direttore generale Alidaunia Srl
    • Modera Dino SORGONA’ – giornalista RAI
  • Nasce il Portale Consumi: ecco come risparmiare e non sprecare

    C’è un nuovo strumento che farà felice tutti gli utenti desiderosi di controllare le proprie spese. Dal primo luglio le bollette e i consumi di luce e gas potranno essere consultati online. Oggi diventa infatti operativo il nuovo Portale Consumi dell’Arera, l’Autorità per l’energia e l’ambiente, come previsto dalla legge di Bilancio 2018. Il Portale è stato sviluppato grazie ad Acquirente unico, il garante affidato per legge che acquista energia elettrica alle condizioni più favorevoli sul mercato e la cede alle imprese di vendita al dettaglio per rifornire gli utenti domestici e le piccole imprese che non acquistano sul mercato libero.
    La piattaforma sarà suddivisa in una sezione informativa e un’area riservata dove sarò possibile verificare la situazione relativa alle bollette di luce e gas. Per accedere, il consumatore dovrà disporre di credenziali Spid, cioè del Sistema pubblico di identità digitale, attraverso il quale è possibile accedere a tutti i servizi online della Pubblica amministrazione. Consiste in un username e una password che possono essere utilizzati sia da computer che da tablet o smartphone e che si possono richiedere attraverso la compilazione di un modulo online, fornendo indirizzo e-mail, numero di telefono, documento di identità valido e la tessera sanitaria con codice fiscale.
    Al momento sul portale sarà possibile consultare solamente i dati di consumo degli ultimi 12 mesi. L’archivio conterrà quindi tutto lo storico delle bollette saldate dai consumatori, permettendo di avere sempre a disposizione una fotografia sull’evoluzione dei propri consumi e delle proprie spese nel tempo. Il portale metterà anche a disposizione uno studio dei dati attraverso tabelle o grafici per rendere più semplice e automatica la comprensione delle informazioni.
    Non tutti potranno però accedere alle stesse informazioni: ciò dipenderà in primo luogo dal tipo di contatore installato. Quelli di ultima generazione rendono le letture dei dati disponibili in modo continuo. Tuttavia, dipenderà anche dalla frequenza con la quale queste verrano messe a disposizione del Sistema informativo integrato, cioè il database per le informazioni dei clienti del mercato libero e del tutelato.
    Con il tempo non sarà più solamente possibile consultare il proprio storico, ma le funzioni del portale verranno ampliate. Ad esempio, si preveder che venga creato un rapporto di stretta collaborazione fra il Portale Consumi e quello delle offerte, di Arera. In questo modo, infatti, si potrà anche guidare il consumatore nella ricerca dell’offerta più adatta ai suoi specifici consumi. La conoscenza dei propri dati di consumo è considerata, dalla normativa europea, una delle chiavi per aumentare la consapevolezza del consumatore e consentirgli di compiere scelte più accurate ed ecosostenibili. Avere a disposizione il proprio preciso profilo di consumo, infatti, può, da un lato, indurre a modificare le proprie abitudini di consumo, dall’altro a scegliere una fornitura di energia più coerente al proprio reale profilo di consumo.
    Mentre esordisce il Portale Consumi, arriva anche una brutta notizia: il rincaro dei prezzi dell’energia. Per tutto il mese di luglio – afferma il Codacons – si susseguiranno aumenti su telefonia, energia elettrica e le spese per andare in vacanza. Le tariffe della luce aumenteranno dell’1,9% per decisione dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Un aumento che avviene proprio nel momento di maggior consumo di elettricità da parte delle famiglie, visto il grande caldo di questi giorni.
    I ritocchi delle tariffe telefoniche, già avviati a giugno, avanzeranno anche nel mese in corso. Ci saranno poi i tradizionali rincari estivi nel settore trasporti, accompagnati per i milanesi dall’incremento dei prezzi per i mezzi pubblici da 1,5 a 2 euro.

  • Accordo del Consiglio europeo sulle nomine

    Nel tardo pomeriggio di ieri l’accordo sulle nomine in seno al Consiglio europeo è stato faticosamente e felicemente raggiunto. Faticosamente, perché in fasi successive, sono state eliminate due candidature di “spitzencandidaten”, il democratico cristiano bavarese del PPE, Manfred Weber, e il socialista olandese Frans Timmermans. Ad entrambi i candidati erano collegate candidature per la presidenza del Consiglio europeo e per la banca Centrale europea, che erano state annullate a seguito della scomparsa delle due candidature di punta. Era stata chiusa inoltre la sessione del 30 giugno senza risultati. Felicemente perché, con le nuove candidature, il risultato è stato a portata di mano ed approvato dal Consiglio europeo. Ecco le nuove nomine:

    1. Ursula von der Leyen, attuale ministro tedesco della Difesa, alla presidenza della Commissione europea, al posto di Jean-Claude Juncker.
    2. Christine Lagarde, attuale direttore generale del Fondo Monetario internazionale, alla Banca Centrale europea, al posto di Mario Draghi.
    3. Josef Borrell, attuale ministro socialista per la Affari europei nel governo Spagnolo ed ex presidente del Parlamento europeo, è stato indicato come Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza, in sostituzione dell’italiana Federica Mogherini.
    4. Charles Michel, Primo ministro del Belgio, liberale, alla presidenza del Consiglio europeo, al posto del polacco Donald Tusk.

    Nella mattinata di oggi il Parlamento europeo ha eletto alla sua presidenza il socialista italiano David Sassoli, in sostituzione di Antonio Tajani. Tutto fatto, dunque? No, bisognerà aspettare che il Parlamento voti per l’approvazione della nomina della presidente della Commissione e per i Commissari. Non è vero che la Commissione – come affermano ad alta voce gli euroscettici nostrani – sia una istituzione antidemocratica perché composta da burocrati non eletti. A votarla in secondo grado sono i rappresentanti di più di mezzo miliardo di cittadini europei che sono stati eletti in primo grado nelle elezioni europee del 26 maggio scorso. Il Parlamento può votare contro certi candidati proposti, come è successo all’on. Rocco Buttiglione nel 2004. Allora il presidente del Parlamento europeo era Josef Borrell, lo spagnolo oggi indicato come Alto Rappresentante per la politica estera. La scelta di due donne per incarichi così prestigiosi ci fa bene sperare. La loro esperienza politica e la qualità del lavoro svolto fino ad ora ci rassicurano sul loro equilibrio e sul loro rifiuto per i giochi di corrente o della politica “politicante”. Chi sembra aver perduto peso in tutto questo lungo negoziato è il gruppo del PPE, il cui presidente è stato respinto come candidato alla presidenza della Commissione e come presidente del Parlamento europeo, al quale sembrava destinato dopo la prima fase dei negoziati. La Germania ha avuto in eredità la presidenza della Commissione, ma ha perso la BCE, alla quale da due anni sembrava fosse destinato il presidente della Bundesbank. Bisognerà vedere se alla presidenza del gruppo del PPE rimarrà Weber, o se sarà sostituito. Il gruppo nel suo insieme lo ha sostenuto nel corso dei negoziati, ma è stato un sostegno che non è servito a nulla. La Francia di Macron, alla fine, ha avuto partita vinta contro il principio dei “candidati di punta”, ma ha perso l’efficacia dell’esperienza di Michel Barnier, il capo negoziatore dell’UE per la Brexit. Dell’Italia è meglio non parlare. Dei tre posti di grande prestigio da noi detenuti nella legislatura appena terminata, ne è rimasto uno solo, quello della presidenza del Parlamento europeo. Ma il merito spetta al gruppo socialista europeo e non al governo italiano. Noi avremo, a detta di Tusk, una vicepresidenza della Commissione europea da lui perorata con insistenza, Ma per averne conferma bisognerà attendere le nomine dei Commissari. Così come attendiamo che il nostro governo proponga il nome del commissario che dovrà rappresentarci. Speriamo che tra una litigata e l’altra trovi il tempo di presentarlo in tempo utile, e non in prorogatio, come siamo abituati a chiedere.

  • Milano dedica una giornata al 205° della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Ci sarà anche il Villaggio della Legalità

    Mercoledì 5 giugno 2019, a Milano, avranno luogo le celebrazioni per il 205° della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Per tutta la giornata si svolgeranno eventi, aperti al pubblico, per festeggiare e conoscere meglio un corpo militare tanto caro agli italiani. Si comincerà in mattinata con la tradizionale Cerimonia militare – alla presenza del Comandante Interregionale “Pastrengo”, Gen. di Corpo d’Armata Gaetano Maruccia, delle autorità civili e del ministro Marco Bussetti – e la premiazione dei militari distintisi in operazioni di contrasto alla criminalità e soccorso alla popolazione. Saranno premiate anche le classi vincitrici nel Concorso “L’Arma dei carabinieri per la scuola”, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano e Città metropolitana oltre ad un riconoscimento agli studenti della Scuola media di Crema che il 20 marzo a San Donato milanese sono stati tratti in salvo dai Carabinieri di Milano.

    Per la prima volta alla Cerimonia si affiancherà il Villaggio della Legalità, un’occasione per conoscere meglio l’Arma, in Piazza Duomo dalle 10 alle 21.30

    Per la prima volta “Una Giornata con i Carabinieri”, una carrellata di iniziative dedicate a tutti – cittadini, turisti e studenti – dalle ore 10.00, con l’Alzabandiera e l’Inno Nazionale della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” fino a sera.

    Il Villaggio della Legalità sarà un percorso interattivo per conoscere meglio la realtà dell’Arma nelle sue componenti. Saranno mostrate le nuove tecnologie per la sicurezza e il pronto intervento e ci saranno simulazioni di neutralizzazione di un finto ordigno esplosivo anche con l’utilizzo di un robot artificiere; ricerca di sostanze esplodenti e stupefacenti da parte di Unità cinofile; rilievi su una scena del crimine ricostruita da operatori della Sezione Investigazioni Scientifiche di Milano; operazioni di foto-segnalamento e tecnica utilizzata per l’esaltazione delle impronte latenti.

    Non mancheranno i mezzi storici dell’Arma affiancati a quelli moderni. Tra le eccellenze schierate: elicottero Bell G47, 1952; Fiat Torpedo, 1934; Alfa Romeo Matta, 1953; Alfa Romeo Giulia a partire dal 1969; Moto Guzzi Super Alce, 1948. Tra le “moderne” l’Alfa Romeo GIULIA QV e la LOTUS EVORA (utilizzate per il trasporto urgente di organi), le nuove Ducati Multistrada, un Iveco RG12 (per servizi di ordine pubblico) e la nuova Toyota Yaris Hybrid.

    In dieci gazebo saranno presentate attività dell’Arma in generale, anche riguardo le modalità di arruolamento; del 3° Rgt Lombardia, del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) e NIL (Nucleo Ispettorato Lavoro); della SIS (Sezione Investigazioni Scientifiche di Milano); del TPC (Nucleo della Tutela del Patrimonio Culturale) che illustrerà anche la Banca Dati delle Opere d’Arte Rubate e del NAS (Nucleo Antisofisticazione e Sanità); del Nucleo Subacquei di Genova;  il maniscalco del Posto fisso a Cavallo, Carabinieri di Monza. Munito di fucina, incudine e mazza, forgerà i ferri per donarli ai più piccoli;  illustrazione del Monumento al Carabiniere di Piazza Diaz e altre opere dello scultore L. Minguzzi; esposizione di Uniformi storiche dai primi del ‘900; Concorso provinciale “L’Arma dei Carabinieri per la Scuola, un’alleanza educativa territoriale”, esposizione dei lavori di 1500 studenti.

    La componente Forestale dell’Arma in laboratori interattivi illustrerà le sue competenze (tutela dell’habitat e delle specie a rischio, contrasto al commercio di piante e animali in via di estinzione).

    In una tensostruttura ci saranno brevi conferenze multimediali su sicurezza stradale, tutela dell’ambiente, salute, lavoro e patrimonio culturale e forestale, sicurezza in montagna, oltre ai temi della violenza contro le donne, bullismo, abusi sui minori, tossicodipendenze, truffe agli anziani, rischi del Web, ela storia dell’Arma a Milano che vede i Carabinieri insediati qui dal 1859.

    Alle 21,15 un evento che non smette mai di emozionare: la cerimonia dell’Ammainabandiera, con l’Inno Nazionale della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” che chiuderà il Villaggio della legalità.

    Alle 21,30, in piazza Diaz, si svolgerà la cerimonia militare della deposizione di una corona d’alloro in onore dei Caduti al Monumento al Carabiniere. Un momento di raccoglimento in ricordo di tutti i caduti dell’Arma e delle Forze Armate, con un particolare pensiero al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa che quel monumento ha fortemente voluto. Sarà acceso per la prima volta il nuovo impianto di illuminazione del monumento alla presenza del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala e di S.E. l’Arcivescovo Metropolita Mario Delpini. A conclusione delle celebrazioni, alle 21,50, sul sagrato del Duomo, la Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri Lombardia si esibirà in un concerto con brani del proprio repertorio.

  • Italiani ignoranti in tema di protezione dei dati personali sul web

    L’Italia, insieme alla Grecia e al Belgio, è tra i Paesi della Ue dove si registra minor consapevolezza sull’esistenza del Regolamento generale della protezione dei dati personali (Gdpr), peggio fa solo la Francia. Emerge da un Eurobarometro diffuso dalla Commissione europea, in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del Regolamento generale della protezione dei dati (Gdpr). Secondo il rilevamento i Paesi dove i cittadini sono più informati sono Svezia (90%); Olanda (87%); Polonia (86%); Cechia (85%) e Slovacchia (83%). Nella parte finale della graduatoria si trovano invece: Grecia e Cipro (58% ciascuno); Belgio (53%); Italia (49%); e Francia (44%). Dallo studio emerge inoltre che il 57% degli europei è a conoscenza che nel proprio Paese c’è un’Autorità responsabile per la protezione i loro diritti sui dati personali: il 20% in più rispetto a febbraio 2015.

    Più consapevolezza tra i cittadini «è un segnale molto incoraggiante. Quasi sei persone su 10 sanno che esiste un’autorità per la protezione dei dati personali nel loro Paese. E’ un aumento significativo rispetto al 2015, quando erano 4 persone su 10. Il Gdpr fornisce alle autorità gli strumenti per combattere le violazioni. In un anno, il neo-costituito comitato europeo per la protezione dei dati ha registrato oltre 400 casi transfrontalieri in Europa. E questo conferma il vantaggio supplementare offerto dal regolamento, poiché la protezione dei dati non si ferma ai confini nazionali», hanno sottolineato in una dichiarazione congiunta il vicepresidente della Commissione europea al Mercato unico digitale Andrus Ansip e la responsabile della Giustizia Vera Jourová.

  • Anatomia dell’euroscetticismo secondo Javier Cercas

    «L’Europa è anche un’idea morale: proteggere la gente che non ha potere» dice lo scrittore spagnolo Javier Cercas, autore del celebre libro Anatomia di un istante sul tentato golpe del 1981 con cui i militari, ‘orfani’ di Francisco Franco, tentarono di boicottare il percorso del Paese iberico dalla dittatura alla democrazia (e in seguito all’integrazione europea). Ma come la Spagna dell’81, anche l’Europa di oggi, rileva, rischia di incorrere nel suo Tejero (il tenente colonnello che sequestrò il Congresso spagnolo, la Camera bassa del Parlamento, il 23 febbraio dell’81): non si tratta di militari, come allora, ma di quelle forze politiche che «si appellano al popolo invece che parlare ai cittadini». L’Europa, sottolinea Cercas, «è l’unica forma per preservare la pace e la concordia. E’ la sola utopia ragionevole che abbiamo inventato in un secolo nel quale abbiamo creato paradisi teorici diventati poi inferni reali. Non dobbiamo farcela portare via». Ma appunto, suggerisce, l’Europa, nata con «un’impronta elitaria che non ha mai perduto», deve saper parlare ai suoi cittadini, per fare terra bruciata intorno a chi la contrasta. E invece «a Bruxelles si fabbrica una politica che non si pone come obiettivo il benessere dei cittadini».

    «Le parole – ammonisce – sono importanti perché siamo diventati autentici esperti nel sovvertire il loro valore» e in un’epoca che col tramonto delle ideologie ha perso anche i suoi punti di riferimento, «i cittadini pensano al presente immediato» e cadono quindi nel timore dell’immigrazione, nell’individualismo identitario (e non cosmopolita). «Per me tutto parte dal fatto che non ci sono più ideologie ma solo il desiderio di controllo delle risorse – afferma – Dietro i nazionalismi ci sono periferie che vogliono essere padrone della propria borsa, del proprio sistema fiscale. Non esiste più un progetto collettivo». Ovvio, per un intellettuale, individuare nella cultura la terapia più radicale contro ogni tentazione e tentativo di disgregazione (della Ue e, nel caso della Spagna, della stessa nazione): «Quando uno sa chi è non ha complessi nel relazionarsi con gli altri».

  • “Salviamo le api!”: la Commissione registra l’iniziativa dei cittadini europei

    La Commissione europea ha deciso di registrare un’iniziativa dei cittadini europei dal titolo “Salviamo le api! Protezione della biodiversità e miglioramento degli habitat degli insetti in Europa”.Gli organizzatori chiedono alla Commissione di “adottare una legislazione per preservare e migliorare gli habitat degli insetti in quanto indicatori di un ambiente incontaminato”.

    L’iniziativa dei cittadini si concentra sulla definizione di obiettivi vincolanti per “fare della promozione della biodiversità un obiettivo di fondo della politica agricola comune; ridurre drasticamente l’uso di pesticidi, vietare senza eccezioni i pesticidi dannosi e riformare i criteri di ammissibilità; promuovere la diversità strutturale dei paesaggi agricoli; ridurre efficacemente i fertilizzanti (per es. Natura 2000); istituire efficacemente zone di conservazione; intensificare la ricerca e il monitoraggio e migliorare l’educazione.”

    A norma dei trattati, l’UE può adottare atti giuridici in settori come il mercato interno e la politica agricola oppure la tutela della salute pubblica e la qualità dell’ambiente. La Commissione ritiene pertanto giuridicamente ammissibile l’iniziativa e ha deciso di registrarla. In questa fase la Commissione non ha analizzato il contenuto dell’iniziativa. La registrazione avrà luogo il 27 maggio 2019, data dalla quale gli organizzatori avranno un anno di tempo per raccogliere le firme a sostegno dell’iniziativa. Se l’iniziativa riceverà un milione di dichiarazioni di sostegno in almeno 7 Stati membri nell’arco di un anno, la Commissione dovrà reagire entro 3 mesi, decidendo se dare seguito alla richiesta e, in ogni caso, dovrà giustificare la sua decisione.

    Fonte: Commissione europea

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