cittadini

  • A Milano le donne hanno paura: perché?

    E’ il titolo scelto per il convegno in programma giovedì 26 maggio (alle ore 18 – Sala San Giorgio – piazza San Giorgio 2) per discutere del tema sicurezza tra percezione e realtà in una città così complessa come Milano. Un’esigenza che gli organizzatori dell’incontro – il Centro Italiano Femminile, l’Unione Islamica Italiana, i Medici Volontari Italiani, i City Angels, il Coordinamento Comitati Milanesi e gli Stati Generali delle Donne -hanno sentito impellente dopo gli eventi di capodanno e degli altri fatti di cronaca che abbiamo e continuiamo a leggere sui giornali.

    E così intorno al tavolo siederanno, per discuterne e portare proposte, Maria Antonietta Pepe presidente del Cif comunale e promotore del convegno, Mariateresa Coppo Gavazzi presidente del CIF metropolitano, Maryam Ismayl presidente dell’Associazione Unione Islamica, Mario Furlan presidente dei City Angels, Faustino Boioli presidente dei Medici Italiani Volontari, Salvatore Crapanzano presidente del Coordinamento Comitati Milanesi, Isa Maggi presidente degli Stati Generali delle Donne e Adriana Tripodi Capo Gabinetto della Prefettura di Milano. Modera Benedetta Borsani, giornalista.

    Come si evince dal titolo (e dalla Madonnina piangente realizzata da Michelangelo Manente per locandina del convegno), si partirà dalle donne per parlare poi di Milano a 360° vista con gli occhi di semplici cittadini che la vivono quotidianamente, a volte faticosamente, con le sue luci e le sue ombre, per dare nuova energia al messaggio che Milano (che è punto di riferimento per l’Italia) da sempre è una realtà attenta alle sue dinamiche e possiede gli anticorpi per respingere ogni tentativo di violenza, che sia verso le donne, gli anziani o chicchessia. E perché tutti, anche laddove si dovesse sentire o percepire l’assenza di chi amministra la città, si impegnino a lavorare insieme, nella stessa direzione per non vanificare l’impegno che le forze dell’ordine mettono quotidianamente per calarsi nel particolare ed arrivare proprio in quell’istante, in quel “momento prima” che avvenga il reato.

    In questa prospettiva la cultura è il denominatore comune, strumento essenziale di diffusione della conoscenza e di dialogo con tutti gli attori dello sviluppo di territori e comunità, per generare innovazione sociale in coerenza con gli “Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” dell’Agenda ONU 2030 e con lo spirito del convegno.

  • Guardare il proprio ombelico pensando di guardare il mondo

    In poco più di due anni la maggior parte delle nostre sicurezze sono venute meno: il covid ci ha dimostrato che ogni parte del mondo può essere colpita all’improvviso, la guerra in Ucraina che libertà, democrazia, diritto internazionale se non sono difesi diventano carta straccia bagnata di sangue.
    Entrambi gli avvenimenti hanno portato molti a riconsiderare vari aspetti delle nostre società evidenziando, se non ancora le soluzioni, almeno i problemi che ormai non possono più essere nascosti sotto il tappeto degli interessi finanziari, personali o degli Stati.
    Dobbiamo confrontarci con alcune inoppugnabili realtà:

    Non esiste, in un mondo che ha sposato in modo acritico la globalizzazione senza guida, uno strumento concreto per fare rispettare i principi cardine del diritto internazionale e la carta dei diritti fondamentali.
    La transizione ecologica è urgente, l’ecosistema, nella sua completezza e complessità, è gravemente minato, sostituire completamente, nell’immediatezza, le attuali fonti energetiche è impossibile ma si deve procedere il più celermente possibile mentre, invece, si rischiano ulteriori ritardi per la miopia di alcune forze politiche, le lentezze burocratiche e gli affari sporchi che non si riescono ancora a debellare.
    Il nuovo assetto delle aree di influenza, economica, politica e militare non sarà raggiunto in breve e non sarà immune da nuovi conflitti e azioni di forza in ogni campo, anche culturale, con la necessità di ridefinire chiaramente il concetto di libertà, individuale e collettiva, ed i conseguenti limiti e le necessarie garanzie.
    Lo sviluppo sostenibile non può prescindere dalla valutazione delle conseguenze, a medio e lungo termine, delle scelte che si fanno in ogni campo, compreso quello del progresso tecnologico. Vale la pena chiedersi quanto danno fanno e hanno fatto al riscaldamento globale i viaggi nello spazio per diporto, le migliaia di bombe, i continui esperimenti di nuove armi anche intercontinentali, l’uso smisurato della rete con il conseguente dispendio energetico.
    I diritti individuali e collettivi si devono coniugare con altrettanti  doveri, si deve tornare a far crescere la società nel rispetto di quelle esigenze che sono diverse a seconda dell’età dell’essere umano così che i più piccoli abbiano i tempi necessari per crescere e maturare, i più anziani siano rispettati, le persone con malattie o disabilità abbiano opportunità concrete.
    La funzione politica, per chiunque, non può prescindere dall’impegno ad acquisire  quella preparazione storica, geopolitica, sociale ed economica necessaria a garantire che chi rappresenta i cittadini, e a maggior ragione lo Stato, le istituzioni, sia in grado di farlo adeguatamente. La democrazia è un bene prezioso che va difeso anche dando agli elettori strumenti adeguati di conoscenza e valutazione e la difesa della libertà di stampa e del diritto di parola deve poter contare su una evidente distinzione tra la notizia ed il suo commento.
    Vorremmo, mentre c’è in corso una guerra con morti e feriti veri e il covid non è ancora sconfitto, che le forze politiche italiane cominciassero a ragionare di questi e dei tanti altri aspetti che, per ovvie ragioni di spazio, non ho elencato. Vorremmo, proprio in vista delle amministrative e delle prossime politiche, che si smettesse di innaffiare solo il proprio orticello perché i voti servono a poco se non si è poi in grado di governare, come gli ultimi anni hanno dimostrato.
    Sentiamo parlare di Pace alcuni  politici che fino a poco tempo fa avevano grande simpatia ed ammirazione per Putin, l’uomo i cui eserciti hanno già commesso crimini orrendi in Cecenia, Georgia, Siria, il presidente che ha invaso ed occupato la Crimea mentre tanti dei suoi avversari, giornalisti, funzionari, oligarchi sono stati e sono uccisi o imprigionati.
    La pace è un concetto serio non da battute sui giornali e in tv per acquisire qualche ipotetico voto, la pace si ottiene con capacità, lavoro, diplomazia e la pace non può essere mai una resa a chi invade la tua casa, la distrugge ed uccide i tuoi figli.

    Non rimaniamo stupiti per certe dichiarazioni da Conte e Salvini ad alcuni sindacati e movimenti di estrema sinistra, non rimaniamo  stupiti perché, purtroppo, siamo abituati a sentire parlare per fare aria ai denti senza comprendere i danni che si fanno con certe affermazioni. La pace si può ottenere solo se al tavolo delle trattative l’Ucraina potrà sedersi da Paese libero ed indipendente e per difendere libertà ed indipendenza è necessario poter respingere l’invasione e la violenza dei russi, cosa che si può fare solo con le armi. Se poi qualcuno preferisce che l’Ucraina scompaia e che i suoi abitanti siano deportati od uccisi lo dica chiaramente, l’Italia è un Paese dove si può dire tutto e il contrario di tutto.

    Se crediamo veramente nella pace parliamone meno in tv e mettiamo in piedi iniziative concrete per cercare di aprire quegli spiragli che ora le bombe ed i missili di Putin hanno chiuso.

    La pace si ottiene guardando alla realtà, al mondo e non fissando il proprio ombelico convinti di essere uomini politici mentre si è solo persone di parte.

  • Al via il Festival della digitalizzazione

    Dal 5 all’8 maggio 2022 si svolgerà la seconda edizione del ‘Festival della Digitalizzazione’, evento nazionale, organizzato dall’Accademia Civica Digitale, Lo Sbuffo ed Elzevirus, che analizza il mondo digitale in tutti i suoi aspetti, dalla letteratura all’editoria, dall’imprenditoria al giornalismo, dalla divulgazione a mezzo social all’industria musicale.

    All’evento ed in particolare al focus specifico sui diritti nel mondo digitale, dal titolo “Diritti online”, che avrà inizio alle ore 16,00 del 7 maggio 2022, parteciperanno, in qualità di relatori, l’avv. Emilio Graziuso, Responsabile dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, e la dott.ssa Irene Zapparata, Responsabile del dipartimento “Truffe online” istituito dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, i quali tratteranno, rispettivamente, i temi diffamazione a mezzo social e truffe online e tutela del consumatore.

    “All’edizione 2022 del Festival della Digitalizzaizone faremo sentire in modo ancora più forte ed incisivo, rispetto allo scorso anno, la voce dei consumatori. Per noi è un grande onore poter partecipare, come relatori, per il secondo anno consecutivo a questo importante evento, unico nel suo genere nel panorama nazionale, di grande spessore culturale e rilevanza sociale – affermano l’avv. Emilio Graziuso e la dott.ssa Irene Zapparata –. Il Festival costituisce, infatti, oltre che un momento di informazione e formazione per i cittadini che vi assistono, un’occasione di confronto e dibattito tra operatori del settore dalla quale, così come è avvenuto lo scorso anno, possono scaturire idee e strategie comuni per rendere sempre più abitabile il mondo digitale”.

    La tutela del consumatore online è un fronte sul quale, nel corso dell’ultimo anno l’Associazione Nazionale Dalla Parte del Consumatore è stata particolarmente impegnata, non soltanto nel fornire informazione ai cittadini sui propri diritti e suggerimenti sul come evitare di essere vittima di truffe informatiche, ma anche fornendo consulenza ed assistenza ai cittadini che avevano, purtroppo, subito prelievi fraudolenti o addebiti non autorizzati.

    Proprio per fornire il migliore servizio possibile ai consumatori ed avere un osservatorio costante sul fenomeno, l’Associazione Nazionale Dalla Parte del Consumatore ha istituito al proprio interno uno specifico Dipartimento dedicato alla tutela del consumatore dalle truffe on line, responsabile del quale è stata nominata la dott.ssa Irene Zapparata.

    “Sulla base dei dati in nostro possesso nonché della notevole esperienza maturata sul campo, attraverso l’attività dell’Associazione Nazionale Dalla Parte del Consumatore – affermano l’avv. Emilio Graziuso e la dott.ssa Irene Zapparata –  daremo il nostro contributo al Festival della Digitalizzazione in termini di consigli pratici e l’esame delle possibili forme di tutela del consumatore. Analizzeremo, inoltre, le prospettive di interventi legislativi alla luce delle decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario e delle sentenze registratesi in sede giurisprudenziale”.

  • Accorpamento delle banche: più vantaggi o disagi?

    Ormai da molti anni, da più parti, si sostiene che l’accorpamento delle banche è un vantaggio per i cittadini e per la collettività, nel contesto della grande competizione mondiale.

    A onor del vero i disservizi del sistema bancario, specie delle grandi banche, sono diventati sempre più evidenti con un danno che si evince chiaramente dai numeri degli sportelli chiusi, dagli orari ridotti, dall’invito al cliente a fare tutto da solo.

    Anche nella continua chiusura di agenzie e sportelli si vede la differenze tra l’Italia del nord e l’Italia del sud, infatti nel sud vi è una media di soli 23 sportelli ogni 100.000 abitanti

    In un anno, in Italia, sono stati chiusi 1.831 sportelli e 4.902 comuni non hanno neppure uno sportello bancario, l’evidente danno per la clientela è pari al danno che hanno subito quei lavoratori che si sono visti di fatto estromettere dal sistema, infatti ogni accorpamento di sigle bancarie comporta esuberi e licenziamenti di dipendenti.

    Fortunatamente vi sono ancora banche locali solide che offrono al territorio quella copertura e quei servizi che le grandi compagnie hanno da tempo abbandonato.

  • Legge sui servizi digitali: il Consiglio e il Parlamento europeo raggiungono un accordo per un ambiente online più sicuro

    Una tappa importante nella transizione digitale dell’Unione è stata segnata con l’accordo politico provvisorio riguardante la legge sui servizi digitali raggiunto tra la presidenza del Consiglio e il Parlamento europeo.

    La legge sui servizi digitali, che consente di sancire il principio secondo cui ciò che è illegale offline deve esserlo anche online, mira a proteggere lo spazio digitale dalla diffusione di beni, contenuti e servizi illegali e a garantire la protezione dei diritti fondamentali degli utenti.

    La legge sui servizi digitali si applica a tutti gli intermediari online che prestano servizi nell’Unione. Gli obblighi imposti sono proporzionati alla natura e alla portata dell’impatto intermediario in questione, in particolare in funzione del numero di utenti che utilizzano il servizio. Le piattaforme di dimensioni molto grandi o i motori di ricerca di dimensioni molto grandi saranno pertanto soggetti a obblighi più rigorosi a seconda del numero di utenti che utilizzano i loro servizi.

    Ambito di applicazione

    La legge sui servizi digitali stabilisce un quadro giuridico orizzontale e si applica ai servizi intermediari quali quelli offerti da prestatori di servizi di hosting, motori di ricerca, piattaforme e mercati online. Nell’ambito di questi servizi intermediari, tra le piattaforme e i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi si opera una distinzione quando tali servizi sono utilizzati da oltre 45 milioni di utenti attivi al mese nell’UE.

    Al fine di salvaguardare lo sviluppo delle start-up nel mercato interno, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno convenuto che le microimprese e le piccole imprese con meno di 45 milioni di utenti attivi al mese nell’UE sono esentate da alcuni nuovi obblighi.

    Governance

    Per garantire un’attuazione efficace e uniforme degli obblighi della legge sui servizi digitali, il Consiglio e il Parlamento hanno deciso di conferire alla Commissione il potere esclusivo di vigilare sulle piattaforme e sui motori di ricerca di dimensioni molto grandi per quanto riguarda gli obblighi specifici a questo tipo di operatori.

    I principali operatori digitali saranno quindi controllati a livello europeo grazie allo sviluppo di competenze in seno alla Commissione e in collaborazione con gli Stati membri. In tal modo sarà garantita una risposta efficace e uniforme ai rischi sistemici posti da tali operatori di dimensioni molto grandi. Questo modello di governance preserva il principio del paese d’origine che si applica a tutti gli altri intermediari di servizi e agli altri obblighi stabiliti dalla legge sui servizi digitali.

    Per finanziare le attività di vigilanza della Commissione europea sugli operatori di dimensioni molto grandi, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio per creare un meccanismo di commissioni annuali da imporre a tali operatori, direttamente collegato ai compiti della Commissione.

    Mercati online

    I colegislatori hanno convenuto di rafforzare gli obblighi relativi ai mercati online nell’ambito della legge sui servizi digitali. In effetti, considerato il ruolo importante svolto da tali operatori nella vita quotidiana dei cittadini europei, la legge sui servizi digitali impone ai mercati un dovere di diligenza nei confronti dei venditori i cui prodotti o servizi sono messi in vendita sulla loro piattaforma online.

    Al fine di limitare la diffusione di contenuti illegali, i mercati online devono compiere i massimi sforzi per verificare la corretta fornitura di informazioni da parte dei venditori prima di autorizzarli a vendere online. I mercati dovranno inoltre raccogliere e mostrare le informazioni sui prodotti e i servizi venduti, come la marca e la conformità al diritto dell’Unione, al fine di garantire che i consumatori siano adeguatamente informati.

    Rischi sistemici delle piattaforme e dei motori di ricerca di dimensioni molto grandi

    Data l’importanza degli operatori di dimensioni molto grandi nella vita quotidiana dei cittadini europei e dell’Unione in generale, la legge sui servizi digitali introduce l’obbligo per tali operatori di analizzare i rischi sistemici che generano e di mettere in atto misure per ridurre i rischi individuati.

    Tale analisi è effettuata annualmente e, grazie alla supervisione unificata di questi operatori da parte della Commissione europea, consente un monitoraggio continuo per ridurre i rischi di: i) diffusione di contenuti illegali; ii) effetti negativi sui diritti fondamentali come la libertà di espressione e di informazione; iii) manipolazione dei loro servizi a scapito dei processi democratici e della sicurezza pubblica; iv) effetti negativi in relazione alla violenza di genere e alla protezione dei minori e gravi conseguenze sulla salute fisica o mentale degli utenti.

    Interfacce fuorvianti

    Tenuto conto dell’obiettivo di proteggere gli utenti online, i colegislatori hanno convenuto di vietare le interfacce fuorvianti e i metodi finalizzati a indurre in errore gli utenti per le piattaforme e le interfacce online designate nell’ambito della legge sui servizi digitali, come le interfacce relative alla segnalazione di presunti contenuti illegali da parte di un utente.

    Sistemi di raccomandazione

    Data l’importanza dei sistemi di raccomandazione nell’esperienza degli utenti online, il Parlamento e il Consiglio hanno convenuto di stabilire requisiti di trasparenza per i parametri dei sistemi di raccomandazione al fine di migliorare l’informazione degli utenti e le loro possibili scelte. Ai sensi della legge sui servizi digitali, le piattaforme e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi dovranno obbligatoriamente offrire agli utenti un sistema di raccomandazione dei contenuti che non sia basato sulla loro profilazione.

    Gestione delle crisi

    Nel contesto dell’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina e in particolare delle conseguenze sulla manipolazione delle informazioni online, i colegislatori hanno convenuto di includere un nuovo articolo che introduce un meccanismo di risposta alle crisi.

    Tale meccanismo sarà attivato da una decisione della Commissione su raccomandazione del comitato dei coordinatori nazionali dei servizi digitali e consentirà di analizzare l’impatto dell’attività delle piattaforme e dei motori di ricerca di dimensioni molto grandi sulla crisi in questione, come pure le misure proporzionate ed efficaci da attuare nel rispetto dei diritti fondamentali.

    Tutela dei minori online

    Diverse disposizioni della legge sui servizi digitali consentono la tutela dei minori online. Le piattaforme accessibili ai minori dovranno mettere in atto misure di protezione particolari per garantire la sicurezza dei minori online, specie quando sono a conoscenza del fatto che l’utente è un minore; alle piattaforme sarà fatto divieto di presentare ai minori messaggi pubblicitari mirati derivanti dall’uso dei loro dati personali quali definiti nel diritto dell’UE.

    Nel dicembre 2020 la Commissione europea ha presentato due proposte legislative nell’ambito di un pacchetto volto a regolamentare il settore digitale: la legge sui servizi digitali e la legge sui mercati digitali.

    La legge sui servizi digitali e la legge sui mercati digitali costituiscono i due pilastri di una regolamentazione digitale che rispetta i valori europei e il modello europeo; tali regolamenti definiscono insieme un quadro adeguato allo sviluppo economico dei giganti del digitale e alla protezione dei loro utenti.

    Il 24 marzo è intervenuto un accordo politico provvisorio tra il Consiglio e il Parlamento e oggi si è giunti a un accordo politico provvisorio riguardante la legge sui servizi digitali.

    L’accordo politico provvisorio odierno deve essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo prima di passare alle fasi formali della procedura di adozione di ciascuna istituzione.

    È stato raggiunto un ambizioso accordo provvisorio sul termine per l’entrata in applicazione della legge sui servizi digitali, poiché le disposizioni sulle piattaforme e sui motori di ricerca di dimensioni molto grandi che hanno il maggiore impatto sulla protezione degli utenti si applicheranno entro XX mesi, mentre le restanti disposizioni entreranno in vigore entro 12-18 mesi dall’entrata in vigore della legge sui servizi digitali.

    Fonte: Comunicato stampa del Consiglio europeo

  • I cittadini dell’UE sostengono la politica di sicurezza e di difesa comune

    L’ultima indagine Eurobarometro standard pubblicata il 4 aprile mostra che già prima dell’invasione russa dell’Ucraina il 77% degli europei era a favore di una politica di sicurezza e di difesa comune tra gli Stati membri dell’UE, con una maggioranza a favore di tale politica in ciascuno Stato membro.

    Al momento dell’indagine gli europei ritenevano che le questioni più importanti che l’UE doveva affrontare erano l’ambiente e i cambiamenti climatici (26%, +1 pp. dal luglio 2021); l’aumento dei prezzi, l’inflazione, il costo della vita (24%, +12 pp.); e l’immigrazione (22%, -3 pp.).

    Il 41% degli intervistati ha indicato i prezzi, l’inflazione e il costo della vita (+18 pp.) come uno dei problemi più importanti per il proprio paese, prima della salute (32%) e della situazione economica (19%).

    Quasi sette europei su dieci (69%) sono a favore di un’Unione economica e monetaria europea con un’unica moneta, con un sostegno che raggiunge il 77% nella zona euro. L’immagine dell’UE inoltre è rimasta piuttosto stabile: il 44% degli europei ha un’immagine positiva dell’UE, il 38% un’immagine neutra.

    Fonte: Commissione europea

  • Il Movimento Federalista Europeo lancia la petizione “Per un’Europa federale, sovrana e democratica #moreEUROPEnow

    Riceviamo e pubblichiamo la notizia della petizione ‘Per un’Europa federale, sovrana e democratica’ lanciata dal Movimento Federalista Europeo 

    L’aggressione della Russia all’Ucraina apre un nuovo capitolo nella storia europea. Questa guerra brutale, mossa dalla volontà di impedire che i valori europei avanzino, è destinata a cambiare lo scenario in cui viviamo. Per questo l’Europa deve attrezzarsi, sotto tutti i punti di vista: economico, militare, ma soprattutto politico.

    L’Europa deve guidare il mondo libero, e deve farlo non solo perché in questo momento il nemico e la guerra sono sul suo territorio, ma soprattutto perché ha un contributo superiore da offrire in termini di modello politico e sociale. Non sono però le nostre democrazie nazionali che possono fare la differenza, ma la forza del nostro processo di unificazione.

    Questo processo è il vero nemico delle autocrazie, che si fondano sul nazionalismo aggressivo, sulla tirannia, sul disprezzo della vita umana e della libertà; ed è un processo che ormai deve completarsi, tornando alle radici del progetto dei Padri fondatori e del Manifesto di Ventotene. La minaccia è analoga a quella dei totalitarismi del secolo scorso, e allo stesso livello deve essere la risposta, realizzando finalmente le riforme per dar vita all’Europa federale.

    La Conferenza sul futuro dell’Europa in questi mesi di lavoro ha coinvolto in un dibattito pubblico i cittadini che hanno espresso con chiarezza – sulla piattaforma digitale e nelle raccomandazioni dei panel – la loro richiesta per una forte democrazia europea, e per un’UE capace di agire con efficacia insieme ai suoi cittadini.

    Ora che ci si appresta a tirare le somme e a formulare le conclusioni, chiediamo solo di rispettare l’impegno preso all’avvio della Conferenza: nessuna censura verso le raccomandazioni più radicali che sono state chiaramente condivise dai cittadini, ma presa d’atto e quindi sostegno alla proposta di aprire una Convenzione per discutere le riforme dei Trattati. Una Convenzione che non parte da zero, ma discute di come costruire un’Europa democratica, sovrana, capace di agire.

    Questa petizione che vi chiediamo di firmare e di condividere con i vostri canali di comunicazione avanza questa richiesta all’Executive Board della CoFoE, con il duplice obiettivo di contrastare chi vorrebbe mettere il veto per fermare la volontà dei cittadini e di sostenere le forze pro-europee che vogliono rafforzare la democrazia europea.
    La trovate a questo link: mfe.it/petizione.

    Fonte: Newsletter Movimento Federalista Europeo

  • Il piano dell’UE per aiutare gli Stati membri a soddisfare le esigenze dei rifugiati ucraini

    La Commissione europea ha illustrato le azioni intraprese per aiutare gli Stati membri a soddisfare le esigenze di coloro che fuggono dalla guerra contro l’Ucraina e la sua popolazione. Dall’invasione non provocata e ingiustificata da parte della Russia, in sole quattro settimane sono arrivati nell’Unione europea circa 3,5 milioni di persone, per la maggior parte donne e bambini. Si calcola che all’interno del paese vi siano circa 6,5 milioni di sfollati. Una dimostrazione lampante dell’accoglienza riservata dall’UE a coloro che arrivano nel suo territorio è data dalla prima attivazione in assoluto della direttiva sulla protezione temporanea, che offre un’assistenza rapida e uno status giuridico chiaro. Al sostegno immediato fornito in termini di assistenza alla frontiera, accoglienza e protezione civile, l’UE aggiunge ulteriori misure per aiutare gli Stati membri a garantire che i beneficiari della protezione possano effettivamente accedere al diritto all’istruzione, all’assistenza sanitaria, all’alloggio e all’occupazione (elementi distintivi dello stile di vita europeo).

    • Protezione speciale per i minori: occorre garantire ai minori un accesso rapido ai loro diritti, senza discriminazioni. È cruciale la registrazione al momento nell’ingresso nell’UE. La strategia dell’UE sui diritti dei minori offre un quadro completo per la protezione e il rispetto dei loro diritti. I coordinatori nazionali attualmente in carica nell’ambito della garanzia europea per l’infanzia hanno un ruolo essenziale nel promuovere e coordinare gli sforzi a livello nazionale e con le autorità regionali e locali. In tale contesto, i minori provenienti da istituti (come gli orfanotrofi) e i minori a rischio di tratta e sottrazione sono oggetto di particolare attenzione. La Commissione sta inoltre elaborando specifiche procedure operative standard per i trasferimenti dei minori non accompagnati. 
    • Accesso al sistema scolastico: aiutare alunni, studenti e insegnanti in questi tempi difficili è una priorità. La Commissione riunirà gli Stati membri perché inizino a condividere le loro esperienze e individuino ciò che serve per portare avanti il percorso d’istruzione dei minori sfollati. La piattaforma School Education Gateway fungerà da sportello unico per accedere al materiale didattico in ucraino fornito sia dall’Ucraina che dagli Stati membri. Sarà inoltre fondamentale attingere alle competenze dei docenti ucraini in arrivo in Europa. La comunità eTwinning può aiutare i gruppi creati nello spazio sicuro della piattaforma a sostenere gli insegnanti. La flessibilità del programma di finanziamento Erasmus+ sarà utilizzata per favorire l’istruzione degli studenti rifugiati e l’integrazione del personale degli istituti di istruzione superiore in fuga dalla guerra.
    • Accesso all’assistenza sanitaria: grazie a un meccanismo di solidarietà istituito dalla Commissione, le persone che necessitano urgentemente di cure ospedaliere specializzate possono essere rapidamente trasferite da uno Stato membro all’altro per ricevere tali cure: sono già disponibili 10 000 posti letto. L’ECDC sorveglia la situazione sanitaria sul campo e ha pubblicato orientamenti sulla prevenzione e sul controllo delle malattie infettive. La Commissione sostiene la fornitura di vaccini attraverso l’HERA, con particolare attenzione alla vaccinazione infantile. Adotterà infine azioni mirate in materia di salute mentale e assistenza post-traumatica per coloro che fuggono dalla guerra, compresa la creazione di una rete di professionisti della salute mentale di lingua ucraina.
    • Accesso all’occupazione: gli Stati membri sono invitati ad adottare misure per aiutare le persone arrivate a esercitare rapidamente il loro diritto al lavoro e alla formazione professionale, ad esempio dando informazioni sui diritti di cui godono le persone in virtù della direttiva sulla protezione temporanea, prestando assistenza linguistica o sostegno alle imprese e garantendo l’accesso ai servizi per l’infanzia. I servizi pubblici per l’impiego svolgeranno un ruolo cruciale come interlocutori sul mercato del lavoro. La Commissione ha aggiunto la lingua ucraina allo strumento europeo di determinazione delle competenze per i cittadini di paesi terzi, in modo da aiutare gli ucraini in cerca di lavoro e quelli che desiderano proseguire gli studi a presentare le proprie competenze e ad accedere alle opportunità e orientarli nelle fasi successive. La Commissione lancerà inoltre un nuovo bacino di talenti per far corrispondere le competenze alle offerte di lavoro. Tra le altre iniziative della Commissione in questo settore figurano l’elaborazione di nuovi orientamenti per facilitare il riconoscimento delle qualifiche professionali ottenute in Ucraina e la collaborazione con le parti sociali per contribuire a informare il settore privato in merito ai diritti accordati dalla protezione temporanea e ai programmi disponibili.
    • Accesso all’alloggio e a un’abitazione: per rispondere al fabbisogno immediato di alloggi adeguati, la nuova iniziativa “case sicure” offrirà sostegno ai cittadini europei che stanno mettendo a disposizione le proprie case, mobilitando all’occorrenza finanziamenti mirati e risorse online. Saranno inoltre mobilitati il Fondo Asilo, migrazione e integrazione e i fondi della politica di coesione per rafforzare i sistemi di accoglienza pubblica. A più lungo termine, il Fondo europeo di sviluppo regionale contribuisce a fornire alloggi sociali alle famiglie e ai singoli nell’ambito della comunità e può coprire sia l’acquisto che la ristrutturazione di alloggi. Il Fondo sociale europeo può sostenere i servizi e gli alloggi a livello di comunità, in particolare per le persone con esigenze particolari, le persone con disabilità, i bambini e gli anziani.

    La Commissione ha istituito una piattaforma di solidarietà che riunisce gli Stati membri e le agenzie dell’UE per coordinare il sostegno agli Stati membri che ne hanno bisogno. La piattaforma contribuirà a organizzare i trasferimenti di persone, all’interno dell’UE, verso gli Stati membri che dispongono di capacità di accoglienza e potrà anche collaborare all’apertura di percorsi verso paesi terzi che già ospitano comunità ucraine numerose, come il Canada o il Regno Unito. La solidarietà è stata espressa anche dal settore privato: molte imprese di trasporto organizzano treni umanitari e forniscono biglietti gratuiti alle persone in fuga. L’UE sta aiutando a rimpatriare cittadini non ucraini che si sono trovati coinvolti nella guerra in Ucraina, ad esempio con i primi voli umanitari di rimpatrio volontario sostenuti da Frontex dalla Polonia al Tagikistan e al Kirghizistan.

    La Commissione ha adottato misure immediate per contribuire a mobilitare il sostegno finanziario agli Stati membri che ospitano coloro che fuggono dalla guerra in Ucraina, tra cui la proposta relativa all’azione di coesione a favore dei rifugiati in Europa (CARE) e le modifiche ai fondi per gli affari interni per il periodo 2014-2020. Un sostegno su misura attraverso lo strumento di sostegno tecnico aiuterà gli Stati membri a sviluppare capacità istituzionali e operative per accogliere le persone in fuga dalla guerra in Ucraina, favorendo la loro integrazione sociale ed economica e utilizzando al meglio i fondi dell’UE disponibili per fornire alloggio alle famiglie o ai minori non accompagnati. Gli Stati membri possono inoltre utilizzare i finanziamenti disponibili nell’ambito di REACT-EU, in particolare la sua quota per il 2022, pari a un massimo di 10 miliardi di €. Per sostenere gli Stati membri, specialmente quelli più vicini alla frontiera dell’UE con l’Ucraina, saranno messi a disposizione 3,4 miliardi di € di prefinanziamenti nell’ambito di REACT-EU al fine di accelerare l’accesso ai fondi. Nell’ambito del quadro finanziario concordato per il periodo 2021-2027 sono disponibili finanziamenti considerevoli provenienti sia dai fondi per gli affari interni che da quelli della politica di coesione.

    Fonte: Commissione europea

  • Futuro dell’Europa: la plenaria della Conferenza discute le raccomandazioni dei cittadini

    Da venerdì 11 a sabato 12 marzo, le idee dei cittadini sull’UE nel mondo e su migrazione, economia, giustizia sociale e occupazione, cultura, gioventù, sport e trasformazione digitale saranno presentate e discusse alla plenaria della Conferenza sul futuro dell’Europa a Strasburgo.

    Quaranta raccomandazioni sono state elaborate dal panel europeo di cittadini “L’UE nel mondo/Migrazione”, che si è riunito dall’11 al 13 febbraio 2022 a Maastricht (Paesi Bassi), e 48 dal panel su “Un’economia più forte, giustizia sociale e occupazione/Istruzione, cultura, gioventù e sport/Trasformazione digitale”, che ha concluso i lavori il 25-27 febbraio a Dublino (Irlanda). Queste idee e quelle derivanti dai panel nazionali di cittadini organizzati dagli Stati membri saranno presentate e discusse questo fine settimana a Strasburgo.

    Il panel di cittadini di Dublino ha manifestato la propria solidarietà nei confronti dell’Ucraina e ha sottolineato l’importanza e l’urgenza di questo processo che dà voce ai cittadini sulle questioni che li riguardano. Con la partecipazione alla plenaria di cittadini del paese in guerra, la situazione in Ucraina dovrebbe fare da sfondo anche alle discussioni di questo fine settimana.

    Molti membri del collegio dei Commissari parteciperanno sia ai gruppi di lavoro per la preparazione della plenaria, sia alla plenaria stessa. Il Vicepresidente esecutivo Dombrovskis e l’Alto Rappresentante Borrell parteciperanno a distanza, mentre i Vicepresidenti Šefčovič, Jourová e Šuica e la Commissaria McGuinness saranno presenti di persona. I Commissari Gabriel, Breton, Ferreira e Johansson parteciperanno a diverse sezioni dei gruppi di lavoro e alla riunione plenaria.

    Durante la plenaria della Conferenza saranno discusse, senza un risultato prestabilito, le raccomandazioni dei panel di cittadini nazionali ed europei e i contributi raccolti sulla piattaforma digitale multilingue, raggruppati per temi. I panel hanno selezionato 80 cittadini (20 per ciascun panel) che li rappresenteranno alla plenaria della Conferenza. L’ultima sessione plenaria si è svolta il 21 e 22 gennaio a Strasburgo.

    La plenaria presenterà, su base consensuale, le sue proposte al comitato esecutivo, che in modo assolutamente trasparente elaborerà quindi una relazione in piena collaborazione con la plenaria stessa.

    Fonte: Commissione europea

  • Quaranta proposte per definire il ruolo della Ue nel mondo

    I cittadini europei vogliono la riforma del trattato di Dublino e non escludono delle future forze armate congiunte europee. Queste sono solo due tra le 40 raccomandazioni finali che sono uscite dal quarto panel di cittadini dedicato a migrazioni e ruolo dell’Ue nel mondo, tenutosi lo scorso weekend a Maastricht.

    Il quorum minimo di voti per approvare le proposte, come per gli altri panel di Varsavia e Firenze, era del 70% dei favorevoli. Solo sei idee non hanno superato il quorum. La prima proposta è stata votata con il 90,26% dei voti favorevoli e prevede la sostituzione del trattato di Dublino – che attualmente obbliga gli Stati membri Ue i cui confini sono la frontiera esterna dell’Ue a farsi carico di tutte le domande di richiedenti asilo – con un sistema in cui ci sia una “distribuzione giusta, equilibrata e proporzionata” di migranti. Sono passate anche le proposte di un’elaborazione “più veloce e secondo standard comuni” delle richieste di asilo, con le stesse che possono essere elaborate da altri stati membri (87% dei sì). Bocciata, con solo il 65% dei voti positivi, la proposta che avrebbe limitato al 30% il numero di abitanti provenienti da Paesi terzi negli Stati membri. Nell’ambito del ruolo dell’Ue nel mondo, invece, si è dibattuto molto su una possibile creazione di un esercito comune europeo. I cittadini dei 27 Stati membri hanno votato contro alle “forze armate Ue” come “struttura sovranazionale”. Ma non hanno, al contrario, escluso una “forza armata congiunta per scopi di autodifesa e a supporto in crisi dovute a catastrofi naturali” (73% dei voti). Con la stessa percentuale si chiede di introdurre un “eco-score”, ovvero un punteggio dato ai prodotti in base alle emissioni impattanti sull’ambiente causate dalla produzione, trasporto e contenuto dei prodotti.

    Le 40 raccomandazioni dei cittadini saranno dibattute durante il weekend dell’11-12 marzo al Parlamento europeo di Strasburgo, assieme alle proposte finali su lavoro, economia, educazione e cultura che usciranno dal panel di Dublino (25-27 febbraio). Nella sessione plenaria dedicata ci saranno, assieme a 80 cittadini ambasciatori, anche rappresentanti del Parlamento Ue, dei parlamenti nazionali degli Stati membri, dei governi, della Commissione europea e della società civile europea

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