Il Belpaese continua a preferire il made in Italy quando acquista alimentari
Secondo l’analisi di GS1 Italy cui consumi l’italianità rimane stabilmente il primo criterio che orienta gli acquisti nel Belpaese, ed è sempre più importante quando l’acquisto riguarda alimenti Dop e vini Docg. La tradizione rimane importante e premia i prodotti di filiera, quelli lavorati a mano, artigianali o regionali. In parallelo la spinta verso le novità porta a farsi allettare da mango e anacardi, matcha e basmati, wasabi e acqua di cocco, avena e germe di grano. Intanto il salutismo avanza e spinge le vendite di alimenti free from e rich-in, meglio se privi di glutine e/o di lattosio, con meno zuccheri e più proteine, fonte di fermenti lattici e fibre. L’attenzione al benessere e alla sostenibilità porta a preferire gli alimenti che forniscono maggiori garanzie in termini di salubrità e sicurezza, come quelli privi di OGM, nitriti, residui o pesticidi. Nutrirsi bene significa anche mostrarlo esteticamente. Ecco quindi che, dal cibo alla cura della persona, il filo conduttore è la lotta all’invecchiamento, che fa preferire alimenti con antiossidanti e cosmetici con acido ialuronico. L’amore per gli animali spinge a premiare i prodotti definiti “cruelty free” e a scegliere alimenti salutistici per i propri pet. E sempre in tema identitario si acquistano più alimenti plant based o alternativi.
Nel corso del 2025 l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy ha monitorato 151.203 prodotti, tra alimentari, petfood, cura casa e cura persona, suddivisi tra dieci carrelli della spesa a tema. Un cospicuo paniere di referenze che sviluppa l’82,7% delle vendite totali del 2025 di supermercati, ipermercati e libero servizio, realizzando 57,3 miliardi di euro di sell-out (+1,6% rispetto al 2024). A queste rilevazioni si affiancano il metaprodotto Immagino, che misura l’evoluzione del valore nutrizionale della spesa alimentare media italiana, e l’approfondimento sulla comunicazione on pack delle caratteristiche di sostenibilità ambientale e sociale e del benessere animale con l’approccio messo a punto dall’Istituto di management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.




