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Nella prima metà del 2022 i fondi pensione hanno perso 5,6 miliardi di risorse

Nei primi sei mesi del 2022 i fondi pensione hanno perso 5,6 miliardi di risorse (-2,6%) a causa delle difficoltà dei mercati finanziari spinti al ribasso dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina: il dato è stato diffuso dalla Covip, Commissione di vigilanza sui fondi pensione, spiegando che le risorse dei fondi integrativi a fine giugno ammontavano a 207 miliardi, in calo di 5,6 miliardi rispetto alla fine del 2021.

Hanno sofferto i rendimenti che al netto dei costi di gestione e della fiscalità sono risultati  negativi e pari a -8,3% per i fondi negoziali e a -9,7% per i fondi aperti rispetto alla fine del 2021. Nei PIP di ramo III i rendimenti sono stati pari a -10,3%. Nello stesso periodo il Tfr è stato rivalutato del 4%, in aumento rispetto agli anni precedenti a fronte di una sostanziosa crescita dei prezzi.

Nei primi sei mesi del 2022 sono cresciute le adesioni ai fondi e – ha sottolineato la Covip – i contributi incassati da fondi negoziali, fondi aperti e PIP nuovi sono stati pari a 6,2 miliardi di euro con una crescita di 266 milioni di euro (+4,5%) rispetto al corrispondente periodo del 2021. I rendimenti dei fondi rispetto al Tfr – spiega la Commissione – vanno valutati su “orizzonti più propri del risparmio previdenziale” e quindi non solo su sei mesi. Nei 10 anni da inizio 2012 a fine 2021, il rendimento medio annuo composto è stato pari al 4,1% per i fondi  negoziali, al 4,6% per i fondi aperti, al 5% per i PIP di ramo III e al 2,2% per le gestioni di ramo I a fronte di una rivalutazione del Tfr media dell’1,9%.annuo. Anche aggiungendo  ai dieci anni i sei mesi del 2022, i rendimenti medi annui restano positivi e nella maggior parte dei casi superiori al Tfr. Si è avuto il 3,1% per i fondi negoziali, il 3,4% per i fondi aperti e il 3,7% per i PIP di ramo III mentre sono stati pari al 2,1% i  rendimenti dei prodotti di ramo I. La rivalutazione del Tfr nello stesso periodo è stata del 2,2%.

La previdenza complementare interessa circa 9 milioni di iscritti per oltre 10 milioni di posizioni (alcuni hanno più forme di previdenza complementare). Le posizioni a fine giugno sono aumentate di 280.000 unità (+2,9%) rispetto alla fine del 2021. I fondi negoziali  hanno registrato un incremento di 194.000 posizioni (+5,6%), per un totale di 3,651 milioni. Nelle forme pensionistiche di mercato, si sono rilevate 53.000 posizioni in più nei fondi aperti (+3%) e 24.000 posizioni in più nei PIP nuovi (+0,7%). A fine giugno,  il totale delle posizioni in essere in tali forme è stata pari, rispettivamente, a 1,788 milioni e 3,637 milioni di unità.

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