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Scelte e conseguenze

L’inferno e il paradiso sono tutti e due dentro di noi.

Oscar Wilde; da “Il ritratto di Dorian Gray”

Doveva essere stato veramente convinto Oscar Wilde che l’inferno e il paradiso sono tutti e due dentro l’essere umano. Chiunque abbia letto il suo romanzo “Il ritratto di Dorian Gray”, pubblicato nel 1891, se ne è accorto. Dorian Gray era un giovane che si faceva notare nella società, sia per il suo attraente aspetto fisico che per la sua formazione e il suo modo di pensare. Un noto pittore, impressionato dalla bellezza e dalle qualità di Dorian Gray, gli chiese di fargli un ritratto. A lavoro finito risultò un capolavoro. Appena lo vide, Dorian Gray si infatuò del suo ritratto. L’infatuazione era veramente forte. Il solo pensiero di invecchiare, e perciò di perdere il suo fascino e la sua bellezza, cominciò ad angosciarlo e turbarlo profondamente. Non riusciva a sopportare l’idea di dover invecchiare mentre il suo ritratto sarebbe rimasto giovane e bellissimo per sempre. Perciò, dal suo essere profondo uscì un acuto desiderio. Dorian Gray, rivolgendosi all’invisibile che poteva dalle tenebre, gli chiese con tutta la sua anima che facesse accadere proprio l’opposto contrario. E cioè che lui potesse rimanere sempre giovane mentre qualsiasi altra cosa che lo riguardasse durante la sua vita venisse segnata e impressa nel suo ritratto. E così fu. La sua vita cambiò completamente e in peggio. Tutto a causa della malefica influenza di un nuovo amico, un lord, conosciuto da poco. In seguito Dorian Gray conobbe una bella ragazza e si fidanzarono. Ma tutto finì presto e tragicamente a causa della vita spregiudicata e priva di quei sani principi morali di una volta che caratterizzavano Dorian Gray. La ragazza, trascurata e abbandonata dal suo fidanzato, si suicidò. Mentre Dorian Gray, la stessa sera, andò a divertirsi con il suo amico lord. Ma accade una cosa incredibile. L’indomani vide che il suo ritratto era cambiato. Ormai si distingueva facilmente un aspetto crudele sul volto. Stupefatto e angosciato, Dorian Gray decise di nascondere il ritratto in soffitta. Illudendosi che nascondendo il ritratto sarebbe ritornato ad essere di nuovo libero, rimanendo per sempre giovane e bello, continuò a godersi spregiudicatamente i piaceri della vita. Una vita che lo coinvolse in tanti altri drammi e tragedie umane. Uccise il suo amico pittore che gli aveva fatto il ritratto solo perché lui aveva cercato di biasimare il modo in cui si comportava. Subito dopo il macabro atto il suo ritratto cambiò di nuovo. La mano che colpì mortalmente il suo amico pittore cominciò a sanguinare. Ma nonostante ciò, Dorian Gray continuò la sua vita peccaminosa. Altre mostruosità accaddero in seguito, lasciando ciascuna dei segni indelebili sul suo ritratto nascosto in soffitta. Diventarono talmente tanti ed orribili quei segni che Dorian Gray non poté più vedere il suo ritratto. Un ritratto che si abbruttiva ogni giorno che passava, diventando sempre più quello di un mostro. Sofferente e incapace di sopportare quei cambiamenti, Dorian Gray prese un coltello e colpì il cuore del ritratto. Accade l’inverosimile però. Chi l’avrebbe mai detto o pensato?! Lui no, di certo. Nello stesso momento che Dorian Gray colpisce al cuore il ritratto muore lui stesso, mentre il ritratto ritorna quello che aveva dipinto il suo amico pittore, alcuni anni prima. E cioè diviene il ritratto di un giovane attraente e colto. Quando i servi arrivarono non riuscirono a riconoscere Dorian Gray tanto era cambiato. Sul suo volto si era fissata tutta la crudeltà e la bruttezza degli atti da lui compiuti. Perché è stata veramente peccaminosa la vita di Dorian Gray, dopo la fervente richiesta fatta alcuni anni prima, rivolgendosi all’invisibile che poteva dalle tenebre.

Chi conosce la realtà albanese degli ultimi anni e ha una discreta memoria storica che va un po’ oltre, trova delle somiglianze tra Dorian Gray e l’attuale primo ministro albanese. Nel 1998 il suo benefattore, il primo ministro di allora, lo ha promosso ministro della cultura. In quel periodo lui faceva il pittore bohémien nei vicoli di Parigi. Il suo benefattore schizzò “politicamente” anche il suo ritratto. Non quello sulla tela, ma quello pubblico. La propaganda governativa ha fatto poi la sua parte per divulgarlo e renderlo attraente. Senz’altro l’attuale primo ministro ha espresso allora anche dei desideri. Soltanto lui sa quali. Affascinato da se stesso e da tutto quello che poteva avere in seguito, ha fatto anche le sue scelte. Purtroppo, come Dorian Gray, ha fatto delle scelte sbagliate, preferendo consapevolmente delle cattive compagnie. Cominciò così il suo cammino verso le tenebre. Un cammino senza ritorno, come risulta adesso. Anche perché le cattive compagnie, criminalità organizzata compresa, non ti lasciano facilmente andar via. Ci sono sempre dei patti da rispettare, volente o nolente. Patti con i potenti delle tenebre. Allora il suo benefattore cominciò a rimproverargli il suo comportamento e le sue scelte. Perciò un giorno lui “uccide politicamente” il suo benefattore che lo rese noto nel 1998 e lo inserì nella vita politica. Proprio come Dorian Gray che uccise il suo amico pittore, soltanto perché lui biasimava il modo in cui si comportava. E come Dorian Gray, continuava a sembrare quella persona attraente di prima. Mentre da qualche parte tutto si fissava nel suo “ritratto”, nascosto disperatamente in qualche soffitta. Ci sono somiglianze impressionanti anche nella vita privata del primo ministro con quella di Dorian Gray. Ma essendo la sua vita privata, che rimanga fuori da queste righe. Non può però rimanere fuori da queste righe tutto quello che ha fatto e sta facendo il primo ministro, anzi! E come Dorian Gray, anche lui sta andando sempre più di male in peggio.

Il primo ministro albanese ha procurato ai suoi cittadini un male enorme, un crimine orrendo: ha consapevolmente permesso alla criminalità organizzata di gestire le sorti del paese e, perciò, anche di ciascun cittadino. Quelle scelte che ha fatto il primo ministro uccidono e fanno vittime innocenti ogni giorno. Purtroppo la maggior parte di quegli atti gravi e orrendi accadono lontano dagli occhi e dall’attenzione dell’opinione pubblica. Come conseguenza diretta delle consapevoli scelte del primo ministro, non si perdono soltanto vite umane e si creano continue e disumane sofferenze, si uccide anche la speranza degli albanesi per una vita migliore. Perciò che venga al più presto, per il bene degli albanesi, il momento in cui anche il primo ministro ‘accoltelli politicamente’ il cuore del suo ritratto e che muoia lui, sempre ‘politicamente’ parlando! Come Dorian Gray.

Nel frattempo in Albania continuano le proteste dei cittadini indignati e arrabbiati con il primo ministro. Sabato scorso c’è stata un’altra protesta massiccia e pacifica, trasmessa anche dai più noti media internazionali. La situazione sta precipitando, come conseguenza delle scelte fatte e dell’irresponsabilità istituzionale e personale del primo ministro. Per arginare l’aggravarsi della situazione oggi il presidente della Repubblica ha fatto un significativo passo. Rimarrà tutto da seguire con la massima attenzione e responsabilità.

Chi scrive queste righe è convinto che mettere in mano alla criminalità organizzata e dividere con essa le sorti di un paese e dei suoi cittadini rappresenta uno dei crimini più gravi. Questo crimine lo ha commesso il primo ministro albanese. L’inferno e il paradiso sono tutti e due dentro di noi scriveva Oscar Wilde. Guai a chi sceglie il primo.

 

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