Colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare.
Niccolò Machiavelli ; “Il principe”
Il 6 ottobre scorso la Commissione europea ha presentato ufficialmente un nuovo documento che si riferisce all’allargamento dell’Unione europea. Ma purtroppo, anche come in altri casi, i rapporti e le documentazioni della Commissione, almeno per l’Albania, non sono per niente realistici, anzi! La commissaria europea per l’allargamento e la politica di vicinato, una nota sostenitrice del primo ministro albanese, ha presentato il 6 ottobre scorso a Bruxelles una “nuova formula”, proposta dalla Commissione, proprio sull’allargamento dell’Unione europea con nuovi Paesi che hanno già avuto lo status di candidato, oppure con Paesi che non hanno avuto ancora questo status.
Guarda caso però il 28 febbraio scorso il noto quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung ha pubblicato un articolo scritto dal primo ministro albanese e dal presidente serbo. L’articolo si intitolava “La Serbia e l’Albania: una strada realistica verso l’Unione europea”. L’autore di queste righe informava allora il nostro lettore che gli autori, convinti che non ci sarà nessun progresso del percorso europeo dei due Paesi balcanici “…hanno presentato una richiesta ‘innovativa’ balcanica sull’adesione all’Unione europea. Si tratta di una richiesta che si basa su un’integrazione puramente commerciale, senza altri diritti per i cittadini di entrambi i Paesi, senza violare l’attuale equilibrio istituzionale dell’Unione”.
La loro proposta “innovativa” prevedeva che tutti i Paesi candidati all’adesione nell’Unione europea non dovevano beneficiare del diritto di veto, non potevano avere dei commissari aggiuntivi e non potevano influenzare le istituzioni decisionali dell’Unione europea. Gli autori del sopracitato articolo in più “criticano anche l’atteggiamento dei massimi rappresentanti dell’Unione europea che non riescono a gestire gli sviluppi europei ed internazionali” (Richiesta ‘innovativa’ balcanica sull’adesione all’Unione europea; 9 marzo 2026). Pensare da che pulpito vengono queste critiche però! Le istituzioni dell’Unione europea allora non sono state entusiaste e non hanno espresso il loro appoggio a questa “proposta innovativa”.
Ma adesso risulta che il documento ufficiale della Commissione europea, reso pubblico il 6 ottobre scorso, ha molti elementi in comune con la “proposta innovativa” del presidente della Serbia ed il primo ministro dell’Albania, pubblicata nel loro articolo congiunto sul noto quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. Chissà perché questo cambiamento di opinioni?! La Presidente della Commissione Europea però ha affermato la scorsa settimana che “l’allargamento della nostra Unione è una necessità geopolitica”.
Riferendosi solo alla vera, vissuta e spesso anche sofferta realtà albanese, si può affermare, senza il minimo dubbio, che niente ha a che vedere con quello che dichiara convinta, nel caso dell’Albania, la commissaria europea per l’allargamento e la politica di vicinato. Sì perché lei parla di risultati ottimistici, in continuo progresso, di riforme importati, parte integrante dei capitoli dei negoziati in corso tra l’Albania e l’Unione europea. Negoziati che sono in continuo progresso (Sic!). Negoziati che il Consiglio europeo ha deciso di aprire il 24 marzo 2020 e che in realtà sono stati aperti ufficialmente il 19 luglio 2022, durante la prima conferenza intergovernativa tra l’Albania e l’Unione europea. Bisogna però affermare, sempre con la dovuta e richiesta oggettività, che invece in Albania nessuna riforma è stata fatta e perciò nessun importate capitolo si può chiudere.
Proprio la scorsa settimana il nostro lettore veniva informato che “è stato reso pubblico il rapporto per il 2026 sull’Albania del Dipartimento di Stato statunitense. Si tratta di un documento che evidenza le sfide legate alla lotta contro la corruzione, contro la criminalità organizzata, contro il riciclaggio del denaro sporco ed altro. Sfide che secondo il primo ministro albanese sono state ormai vinte. Lo ha dichiarato anche il 30 settembre scorso, durante la congiunta conferenza stampa svoltasi a Tirana, con la presidente della Commissione europea. Ma mente spudoratamente, come fa sempre” (Bugie, inganni ed abominevoli messinscene; 5 ottobre 2026).
Sì, in Albania è noto a tutti che la criminalità organizzata convive e collabora con il potere politico, rappresentato dal primo ministro. E proprio la criminalità organizzata garantisce le “vittorie elettorali” al primo ministro, come il “massacro elettorale” dell’11 maggio 2025. Ma la criminalità organizzata niente fa “gratuitamente”. In cambio ottiene dal primo ministro e/o da chi per lui, tutto lo spazio libero per svolgere le sue attività illecite, come l’uso delle infrastrutture in Albania per il traffico degli stupefacenti, il riciclaggio del denaro ecc..
Il documento sull’allargamento dell’Unione europea, nel caso dell’Albania, non fa riferimento alla galoppante e ben radicata corruzione, che parte proprio dai più alti livelli istituzionali e governativi, coinvolgendo direttamente e personalmente anche il primo ministro e i suoi stretti famigliari e collaboratori. Mentre il documento della Commissione europea reso pubblico proprio il 6 ottobre scorso, afferma che l’Albania “ha fatto progressi nella lotta contro la corruzione”!
Il documento sull’allargamento dell’Unione europea, nel caso dell’Albania, non fa riferimento, in nessuna delle sue pagine, al preoccupante e pericoloso spopolamento del Paese, soprattutto durante questi ultimi anni e neanche delle ragioni di questo spopolamento. Ma tutti sanno però che un simile e pauroso fenomeno ha una sola spiegazione: il malgoverno, la galoppante corruzione, gli abusi di poteri dai più alti rappresentanti istituzionali e politici, la mancanza sempre più grande dei posti di lavoro e la perdita della speranza per una vita migliore nella madre patria.
Il documento sull’allargamento dell’Unione europea, presentato ufficialmente il 6 ottobre scorso a Bruxelles, nel caso dell’Albania, non evidenzia neanche la preoccupante e pericolosa svalutazione del Euro nei confronti della moneta locale. Bisogna però evidenziare che in Albania la produzione industriale è quasi inesistente in questi ultimi anni. Adesso anche la produzione agricola è stata drasticamente diminuita e tutto viene importato. Si tratta di una svalutazione che solo negli ultimi tre anni ha raggiunto il livello di più del 30%! Secondo gli specialisti della finanza questa svalutazione clamorosa, pericolosa e preoccupane è dovuta solo e soltanto al riciclaggio del denaro proveniente soprattutto dai traffici illeciti degli stupefacenti, cocaina in primis.
Il documento sull’allargamento dell’Unione europea, presentato ufficialmente il 6 ottobre scorso a Bruxelles, nel caso dell’Albania non fa nessun riferimento al fatto che il Paese ormai è diventato il primo narcostato in Europa. Si tratta di una conseguenza diretta della connivenza e stretta collaborazione tra il potere politico, presentato dal primo ministro e solo da lui e la criminalità organizzata, che sta diventando sempre più potente a livello internazionale. Una realtà che viene evidenziata negli ultimi anni dalle strutture specializzate internazionali, comprese anche quelle dell’Unione europea e i più noti media internazionali. Lo afferma convinto anche Nicola Gratteri, un noto conoscitore, per motivi di lavoro, delle attività della criminalità organizzata albanese. Lui dal settembre 2023 è stato nominato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, dopo che, dal 2016, è stato procuratore di Catanzaro. Dall’aprile 1989 lui vive sotto scorta.
Chi scrive queste righe è convinto che, quando tratta la situazione in Albania, la Commissione europea si riferisce di nuovo a virtuali realtà. Realtà che non hanno niente in comune con quella che si vive e si soffre in Albania. Modificando un po’ il pensiero di Machiavelli, si dovrebbe auspicare che colui che inganna troverà sempre meno persone che si lasceranno ingannare.