acqua

  • Per la Commissione europea esiste un legame tra clima e ciclo globale dell’acqua

    In occasione della Giornata mondiale dell’acqua che si è celebrata lo scorso 22 marzo, il vicepresidente della Commissione europea, Josep Borrell, e il commissario per l’ambiente, gli oceani e la pesca Virginijus Sinkevičius hanno affermato che l’acqua e i cambiamenti climatici sono indissolubilmente legati. “Condizioni meteorologiche estreme erodono la disponibilità e la qualità dell’acqua dolce. I cambiamenti climatici aumentano le esigenze concorrenti sull’uso dell’acqua. In alcune regioni, la crescente crisi idrica può provocare instabilità politica. Questa emergenza influisce anche sulla biodiversità e mette a rischio i progressi complessivi dello sviluppo sostenibile. Dobbiamo adattarci agli effetti idrici dei cambiamenti climatici per proteggere la salute e salvare vite umane”, hanno affermato Borrell e Sinkevičius in una dichiarazione congiunta, aggiungendo che i cambiamenti climatici sono un problema globale che richiede una risposta globale collettiva e che l’Unione europea sta dando l’esempio. Nel novembre del 2019, il Parlamento europeo aveva lanciato l’allarme dell’esistenza reale di un’emergenza climatica. L’11 dicembre 2019, la Commissione europea ha presentato il Green Deal europeo. Il suo obiettivo è quello di conciliare l’economia con il nostro pianeta trasformando le sfide climatiche e ambientali in opportunità. È una tabella di marcia affinché l’Europa diventi il ​​primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050, affrontando al contempo la nostra crisi ambientale, in particolare l’inquinamento di aria, acqua e terra. L’uso più efficiente dell’acqua ridurrà i gas serra. Per proteggere meglio le risorse, compresa l’acqua, l’UE ha istituito un meccanismo di transizione equa e un piano d’azione per l’economia circolare per aiutare gli Stati membri dell’UE a passare a un nuovo modo di produrre e consumare. Inoltre, l’UE sostiene numerosi progetti relativi al clima in tutto il mondo. La Commissione ha affermato che l’acqua potabile deve essere disponibile, sufficiente, sicura, accettabile, accessibile e alla portata di tutti senza discriminazioni. Il diritto all’acqua potabile è essenziale per il pieno godimento della vita e di tutti gli altri diritti umani. L’acqua non è solo un motore per lo sviluppo sociale ed economico, ma anche per la pace e la sicurezza, poiché la sua scarsità può portare a conflitti e sfollamenti di massa. “Nonostante i progressi, miliardi di persone non hanno ancora accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari. Il raggiungimento dell’accesso universale a questo diritto, garantendo la gestione disponibile e sostenibile dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari per tutti è il sesto obiettivo di sviluppo sostenibile, concordato da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite nel 2015 nell’ambito dell’Agenda 2030. Il cambiamento climatico sfida ulteriormente questo obiettivo. Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi. Questo è possibile se agiamo tutti ora. L’UE è pronta a fare la sua parte”, si legge nella dichiarazione.

  • Emendamento leghista, dall’Italia 1,5 milioni per il progetto Transaqua in Ciad

    Con un emendamento presentato dal senatore leghista Tony Iwobi, il governo italiano ha incluso il co-finanziamento dello studio di fattibilità del progetto Transaqua nella legge finanziaria. I fondi, 1,5 milioni, erano a disposizione del Ministero dell’Ambiente già dal 2018, ma la commissione congiunta formata da Italia e Commissione del Lago Ciad (LCBC) non ha mai proceduto ad appaltare i lavori.

    In base all’emendamento «Al fine di attuare l’articolo 6 del Memorandum firmato tra il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e la Lake Chad Basin Commission – si è cofinanziato lo studio di fattibilità del ‘Progetto Transaqua’ per euro 1.500.000 per l’anno 2021 tramite il Fondo per interventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e la cooperazione con i Paesi africani e con altri Paesi d’importanza prioritaria per i movimenti migratori». Approvata la legge con questo emendamento, ora si attende che si sblocchino le procedure e parta finalmente lo studio di fattibilità.

    Transaqua non è un semplice progetto di trasferimento idrico per rivitalizzare il Lago Ciad, ma è un’infrastruttura integrata di trasporti, produzione di energia idroelettrica e sviluppo agro-industriale che potrebbe rilanciare l’economia dell’intera regione centro-africana. Partendo dall’idea di un trasferimento idrico dal bacino del Congo a quello del Lago Ciad, Transaqua fu ideato alla fine degli anni Settanta da un team della società di ingegneria Bonifica, sotto la guida del dott. Marcello Vichi. Negli ultimi decenni, lo Schiller Institute e il dottor Vichi hanno condotto una campagna internazionale che ha portato, anche grazie all’impatto della politica cinese della Belt and Road in Africa, alla svolta. Nel febbraio 2018, i Paesi membri della LCBC hanno adottato Transaqua come unica soluzione fattibile per rivitalizzare il Lago Ciad. In quella occasione, il governo italiano si impegnò al co-finanziamento dello studio di fattibilità. L’Unione Africana ha incluso il progetto tra quelli di rilevanza continentale e il Presidente della Nigeria Muhammadu Buhari sta raccogliendo sostegno internazionale per una conferenza dei donatori che raccolga 50 miliardi di dollari per costruire l’infrastruttura.

    Subito dopo la sua elezione al Senato nel 2018, l’EIR contattò il senatore Iwobi, nigeriano di origine, e messolo al corrente del progetto ne ottenne pronto appoggio all’iniziativa. Iwobi dichiarò che chi fosse contrario sarebbe un nemico dell’Africa,  incontrò i vertici di Bonifica e partecipò alla cerimonia di firma del Memorandum di Intesa tra il Ministero dell’Ambiente e la LCBC a Roma. Si recò poi ad Abuja per discuterne col Presidente Buhari e nel febbraio scorso ricordò il proprio impegno con un messaggio fatto leggere alla conferenza di MoviSol su “L’Italia sulla Nuova Via della Seta” tenutasi il 13 marzo a Milano, nella quale si discusse Transaqua come di un esempio di cooperazione tripartita tra Italia, Cina e Africa per lo sviluppo del continente nero.

  • Urge occuparsi delle acque

    Tra le emergenze che l’Italia deve affrontare vi sono anche quelle legate ai depuratori. Nonostante le norme di adeguamento risalgano al 1991 la Commissione europea ha dovuto chiedere nuovamente all’Italia l’applicazione delle norme su fogne e depuratori, infatti ben 237 località italiane, con più di 2.000 abitanti, sono ancora gravemente fuori norma, specialmente in alcune Regioni come Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana. Come si vede sono equamente ripartite tra Nord, Sud e Centro Italia! Dalla procedura di infrazione, aperta dalla Ue l’anno scorso, su 276 località, 39 sono state sistemate. Già da maggio 2018 l’Italia è stata condannata dalla Corte Ue a pagare 25 milioni di euro, più 30 milioni per ogni trimestre di ritardo, per la messa a norma di oltre 70 aree con oltre 15mila abitanti ancora sprovviste di reti fognarie e di sistemi di depurazione delle acque.

    Se a questo problema aggiungiamo la drammatica situazione della rete idrica, che ha portato anche questa estate a gravi disagi agli abitanti di varie località, dal Sud al Nord, risulta chiara la necessità, da parte di qualsiasi governo, di procedere alle manchevolezze dei precedenti occupandosi immediatamente sia dei sistemi fognari e di depurazione che delle condotte dell’acqua potabile. Tali interventi non solo eviteranno ulteriori infrazioni e sperpero di denaro, non solo sono necessari per la tutela della salute pubblica, ma rappresenteranno un forte volano per le attività lavorative e imprenditoriali.

  • Bassora in Iraq muore di sete e immondizia

    La città di Bassora, la seconda città più grande dell’Iraq, era nota come la “Venezia del Medio Oriente” per i suoi canali, ma oggi i suoi corsi d’acqua sono divenuti pozze d’acqua stagnante: il fiume Shatt-al-Arab, che la attraversa, è così inquinato (vi sono, elenca Reuters, germi, prodotti chimici, alghe tossiche e concentrazioni di sale senza precedenti) da costituire una minaccia per oltre 4 milioni di abitanti di quella che è la seconda città irachena. Mentre il livello di contaminazione dello Shatt-al-Arab è quadruplicato negli ultimi 10 anni, Bassora è caratterizzata da fognature aperte e strade piene di mucchi di spazzatura e la popolazione, con un salario medio di 10.000 dinari iracheni al giorno ha quanto basta (5mila dinari) per il cibo e per circa 500 litri d’acqua (sufficienti per far bere una famiglia) ma non per potersi permettere l’approvvigionamento idrico necessario a lavarsi o per altri usi domestici.

    Alla confluenza tra Eufrate e Tigri, all’estremità meridionale e paludosa dell’Iraq, Bassora è una delle poche città del Medio Oriente priva di un efficace sistema di trattamento delle acque. Gli abitanti lamentano che il sale che penetra nell’acqua l’ha resa imbevibile, mandando in ospedale circa 90.000 persone, con picchi di 4.000 persone al giorno.

    Grazie a un prestito del Giappone, Baghdad ha avviato la costruzione di un impianto di trattamento delle acque e di un complesso di desalinizzazione.

  • Acqua bene prezioso ma c’è chi consente che sia dispersa

    Se è vero che 2 miliardi di persone non hanno acqua, se è vero che per l’emergenza idrica le scorte italiane possono finire tra un mese come dobbiamo valutare il fatto che né i precedenti governi né quello attuale hanno predisposto la revisione e l’ammodernamento della nostra rete idrica che da anni disperde più del 30% dell’acqua che dovrebbe arrivare nelle nostre case? Acqua è un bene prezioso, una risorsa naturale non rinnovabile, chi consente che sia dispersa, perduta è un incompetente o….? Ai cittadini la risposta

  • Con Fondazione Pubblicità Progresso all’evento #ilsocialecomunica – l’acqua bene comune

    Si intitola  #ILSOCIALECOMUNICA – L’ACQUA BENE COMUNE l’evento organizzato della Fondazione Pubblicità Progresso che si terrà mercoledì 21 novembre alle ore 14.30 presso l’Auditorium Testori in Piazza Città di Lombardia, 1 a Milano. L’appuntamento sarà dedicato alla riflessione su uno dei beni più importanti e preziosi a nostra disposizione, l’acqua e rientra tra le attività di Fondazione Pubblicità Progresso in merito alla sensibilizzazione ambientale e al rispetto delle risorse del nostro pianeta, a cui è ispirata la campagna #CiRiesco.

    Al convegno interverranno esperti di comunicazione sociale, manager e rappresentanti istituzionali per discutere de “L’acqua bene comune”. Sarà inoltre presentato uno studio ad opera di Acqua Group. Parteciperanno, tra gli altri, Alberto Contri, Presidente Pubblicità Progresso, Pierfrancesco Majorino, Assessore Politiche Sociali, Salute e Diritti, Stefano Cecchin, Presidente ARPA Lombardia, Michele Falcone, Direttore Generale CAP, Stefano Cetti, Direttore Generale MM, e l’attore Alessandro Bergonzoni.

    Al seguente link il programma completo: https://www.pubblicitaprogresso.org/it/blog/news/-ilsocialecomunica-l-acqua-bene-comune

  • Affamata una persona ogni 9 sul pianeta, occorre rafforzare la catena alimentare

    Nel 2017 le persone denutrite nel mondo hanno toccato quota 821 milioni, in aumento di 6 milioni rispetto all’anno precedente, secondo il rapporto ‘Lo stato di sicurezza alimentare e nutrizione’ di Fao, Oms, Unicef, Ifad e Programma Alimentare. Una persona ogni 9 al mondo con cibo insufficiente è lo stesso livello che si registrava nel 2008, viene sottolineato, ma le cause di tale fenomeno (che comporta ritardi nella crescita per 151 milioni di bimbi tra i 2 e i 5 anni e anemia in un terzo delle donne in età fertile) non vanno rintracciate immediatamente nella crisi economica globale che allora investì l’intero pianeta. Il rapporto le individua piuttosto nei mutamenti climatici e nelle ripercussioni sulla produzione agricola e sui prezzi delle derrate alimentari. A fronte di simile diagnosi, il rapporto individua come rimedio il rafforzamento della capacità della catena alimentare di affrontare situazioni climatiche fortemente avverse.

  • Quale sarà la geografia del futuro?

    Tre mostre e un lungo palinsesto di eventi per raccontare le nuove frontiere della geografia. Al MUDEC di Milano, dal 28 settembre al 14 aprile 2019, andrà di scena il progetto Geografie del Futuro, un racconto sul “sapere geografico” inteso come rilevamento di territori e di culture nei loro rapporti, letti attraverso la lente di diverse discipline di studio. Grazie ai tre percorsi espositivi – Capitani coraggiosi. L’avventura umana della scoperta (1906 – 1990); Se a parlare non resta che il fiume e The art of Banksy. A visual protest – i visitatori potranno riflettere sul tema della disciplina geografia, cercando di capire quali tipi di “geografie” definiranno i confini della nostra conoscenza del mondo nel futuro.

    Non è un caso che sia il MUDEC ad ospitare il progetto perché proprio il Museo delle Culture conserva un patrimonio artistico antichissimo, costituito da circa ottomila reperti tra opere d’arte, oggetti d’uso, tessuti e strumenti musicali provenienti da Americhe, Asia, Africa e Oceania, frutto di esplorazioni avvenute nel corso del XIX secolo, un’epoca in cui si moltiplicavano le ricerche effettuate sul campo da parte di scienziati, missionari ma anche viaggiatori occasionali in partenza da Milano e dalla Lombardia. E proprio l’esplorazione, in tutte le sue forme, tradizionali e tecnologiche, è il concetto che accumuna le tre mostre. A partire dagli anni ’60 del secolo scorso i cosiddetti ‘cultural studies’ definirono nuovi campi di interesse dell’esplorazione offrendo spunti diversi sulla dimensione spazio –temporale e culturale delle esplorazioni. Alla luce dell’evoluzione quindi del concetto di viaggio e dei mutati scenari geopolitici le domande d’obbligo sono: che tipi di “geografie” definiranno i confini della nostra conoscenza del mondo nel futuro? Chi saranno i geografi del futuro? A questa evoluzione si prova a dare risposta con le tre mostre.

    Capitani coraggiosi. L’avventura umana della scoperta (1906 – 1990)”, dal 28 settembre al 10 febbraio 2019, celebra il Novecento Italiano, indaga le frontiere dell’esplorazione novecentesca fino a oggi, e lo fa toccando le vette, lo spazio, gli abissi e la terra più profonda, ovvero gli ultimi confini geografici indagati dagli esploratori professionisti dai primi decenni del ‘900 a oggi. La mostra, divisa in cinque sezioni, attraverso fotografie, filmati e cimeli di famose spedizioni, permetterà al pubblico di partecipare alla trasformazione del concetto di ‘esplorazione’ nell’ultimo secolo, con un particolare focus sulle conquiste maturate in Lombardia.

    “Se a parlare non resta che il fiume”, dal 28 settembre al 6 gennaio 2019, intreccia il lavoro sul campo della fotografa ed educatrice Jane Baldwin con l’impegno di Survival International, che da cinquant’anni lotta per la sopravvivenza dei popoli indigeni in tutto il mondo, e la celebre creatività artistica di Studio Azzurro.  Oggetto dell’esplorazione sono due luoghi Patrimonio dell’Umanità UNESCO – la basse valle dell’Omo in Etiopia e il Lago Turkana in Kenya – la cui geografia fisica e umana rischia di cambiare per sempre perché le popolazioni indigene che abitano quei territori sono minacciate da una drammatica crisi umanitaria e ambientale provocata dall’uomo. Volti e voci, soprattutto di donne, racconteranno la vita e la storia che si sviluppa lungo il corso di un fiume che ha fatto la storia dell’Africa.

    Contemporaneamente a queste due esposizioni si svolgerà la mostra “The art of Bansky”, dal 21 novembre al 14 aprile 2019, dedicata allo street artist le cui opere hanno dato alla geografia una connotazione sociale. Il suo lavoro, straordinariamente creativo e irriverente, si focalizza sulle realtà urbane. Fondamentale per lui è la relazione con il paesaggio umano nel quale si esprime, spesso in zone di conflitto, dove anche la politica e le istituzioni faticano ad arrivare. In mostra, con circa 70 lavori tra dipinti, sculture, prints, oggetti, verranno presentati attraverso fotografie e video anche i murales di Banksy nella loro collocazione originaria in luoghi dei cinque continenti.

  • Lo Zimbabwe terra di energie alternative

    Si svolgerà l’11 e il 12 ottobre prossimi a Harare la conferenza Zimbabwe Infrastructure, Power & New Energy Investors. L’evento rientra tra le iniziative che Euroconvention Global organizza da tempo, in tutto il mondo, sul tema nuove energie e paesi in via di sviluppo, in particolar modo quelli situati nell’area sub sahariana. La scelta dello Zimbabwe non è casuale perché il Paese ha un forte potenziale per la produzione di energia elettrica da fonti idroelettriche, solari e da biomassa anche se finora solo una piccola parte del suo potenziale idroelettrico è stata sfruttata. Anche le risorse solari e di biomassa rimangono in gran parte inutilizzate, mentre l’energia eolica e geotermica devono ancora essere adeguatamente esplorate in modo da raggiungere il potenziale di altri paesi della regione.

  • Seeds&Chips e Tetra Pak® insieme per ridurre le emissioni di carbonio

    Tetra Pak® affiancherà Seeds&Chips – The Global Food Innovation Summit, in programma a Milano dal 7 al 10 maggio, per promuovere insieme un utilizzo consapevole e sostenibile delle risorse del pianeta. L’evento quest’anno avrà un focus speciale sul tema dell’acqua, una delle maggiori sfide dei prossimi anni a livello globale. 

    Per l’occasione le confezioni di acqua che Seeds&Chips distribuirà durante il Summit saranno in cartoni Tetra Pak, azienda leader da oltre sessant’anni nella fornitura di soluzioni per il trattamento e il confezionamento di alimenti e bevande. I contenitori sono costituiti prevalentemente da materiali provenienti da fonti rinnovabili e per il Summit saranno anche “Carbon neutral”. Infatti le emissioni di CO2 equivalente derivanti dalla produzione delle confezioni sono state compensate attraverso la partecipazione ad un progetto di riforestazione del Parco Agricolo Sud nel comune di Gaggiano (30 km a sud ovest di Milano). Questa compensazione contribuirà alla ricreazione di un ecosistema favorevole alla nidificazione e alla nutrizione della varietà di specie di uccelli presenti nell’area e migliorerà la biodiversità oltre che a fornire un’area ricreativa per la comunità locale.

    Fonte: Comunicato stampa Seeds&Chips – The Global Food Innovation Summit

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