Aerei

  • La Commissione e le autorità per la tutela dei consumatori invitano le compagnie aeree a migliorare la gestione della cancellazione di voli

    La Commissione e le autorità nazionali per la tutela dei consumatori hanno invitato le compagnie aeree a migliorare il modo in cui gestiscono le cancellazioni dei voli nel contesto della pandemia di COVID-19. Le compagnie aeree che operano nell’UE sono invitate a migliorare le loro pratiche con l’ausilio di un elenco di misure elaborato dalla Commissione e dalla rete di cooperazione per la tutela dei consumatori.

    L’iniziativa fa seguito a numerosi reclami dei consumatori e si basa sui risultati di un’indagine avviata all’inizio di quest’anno per raccogliere dati sulla gestione dei reclami da parte di 16 grandi compagnie aeree. L’analisi delle risposte fornite ha evidenziato una serie di problemi.

    Le compagnie aeree che operano nell’UE devono rispettare il diritto dell’Unione in materia di tutela dei consumatori: dalla garanzia di una comunicazione trasparente, all’informazione proattiva dei passeggeri in merito ai loro diritti. In particolare, devono offrire la possibilità di scegliere tra rimborsi e buoni e informare i passeggeri che hanno il diritto di farsi rimborsare i buoni in qualsiasi momento. La maggior parte delle compagnie aeree oggetto dell’indagine non ha neppure rimborsato i passeggeri entro il termine di 7 giorni previsto dal diritto dell’UE. Queste compagnie devono attivarsi per garantire che tale termine sia rispettato per tutte le nuove prenotazioni – a prescindere dal fatto che l’acquisto sia avvenuto direttamente o tramite intermediario – e smaltire rapidamente l’arretrato dei rimborsi in sospeso, al più tardi entro il 1º settembre 2021.

    Fonte: Commissione europea

  • Aeroporti a terra nel 2020: i passeggeri sono crollati del 72,6%

    Il 2020 è stato un anno nero per gli aeroporti italiani. Le restrizioni dettate dal Covid hanno decimato i viaggiatori e l’anno si è chiuso con appena 53 milioni di passeggeri, il 72,6% in meno rispetto al 2019. A certificare la situazione critica è Assaeroporti che riconosce gli sforzi fatti dal governo ma avverte anche che la situazione resta “pesantissima” ed è necessario accelerare l’erogazione delle risorse stanziate.

    Sono 52,9 milioni i passeggeri transitati nell’anno appena concluso negli scali italiani, che perdono così 140 milioni di presenze rispetto ai 193 milioni del 2019 e alle previsioni ottimistiche che prima del Covid erano di raggiungere quest’anno i 200 milioni. Di fatto non hanno volato 7 passeggeri su 10 e ad essere maggiormente penalizzate sono state le destinazioni extra-Ue (-81,2%; -77,5% traffico Ue e -61,3% voli domestici). Forte contrazione anche per i movimenti aerei (-57,2%), mentre tiene il traffico merci (-23,7%), grazie al ruolo chiave giocato dal cargo durante la pandemia. Oltre ai volumi di traffico cala drasticamente anche la connettività aerea, ovvero il numero di rotte disponibili, che in soli sei mesi (da aprile a settembre) si è ridotta di quasi il 90%. In particolare, guardando ai singoli scali, il principale sistema aeroportuale italiano, gli aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino) segnano un calo del 76,8% dei passeggeri. Milano Malpensa registra un -74,9%, Bergamo un -72,3%.

    “I risultati del 2020 confermano le fosche previsioni di un anno disastroso per gli scali aeroportuali italiani”, commenta il presidente di Assaeroporti Fabrizio Palenzona, che riconosce il merito della ministra De Micheli di aver messo in campo misure per compensare i danni dei gestori, ma ora per la ripartenza chiede di “accelerare l’erogazione delle risorse già stanziate” e prevedere la proroga della cassa integrazione, senza perdere le opportunità del Recovery Fund.

    Pagano l’effetto pandemia anche le compagnie aeree. La low cost inglese EasyJet ha chiuso l’ultimo trimestre dell’anno con un calo dell’88% del fatturato e dell’87% dei passeggeri (a 2,9 milioni). Intanto preoccupa sempre di più la situazione di Alitalia. Quello che sta emergendo “non può che destare preoccupazione se non angoscia”: “urgono scelte strategiche”, afferma la presidente della commissione trasporti della Camera Raffaella Paita, dopo le ultime audizioni sul piano di Ita. I sindacati, pure interpellati in audizione, giudicano “insufficiente il dimensionamento della flotta” e “non accettabile” la logica degli esuberi. Allarme rosso anche per la vecchia compagnia: “ha a disposizione solo alcune settimane di autonomia economico-finanziaria”, avvertono i piloti e assistenti riuniti nell’Fnta.

  • La differenza tra Germania e Italia? Lufthansa licenzia, Alitalia riceve più fondi delle scuole

    Come a rispecchiare la differenza tra la solidità tedesca e la debolezza italiana, mentre Alitalia ha trovato nel coronavirus l’ennesima boccata d’ossigeno, oltre 3 miliardi di aiuti pubblici (ben più di quanto stanziato per l’istruzione) per evitare il fallimento anche formale oltre che di fatto del vettore, Lufthansa, pure beneficiaria di aiuti pubblici, è pronta a licenziare. Secondo voci raccolte dalla stampa tedesca la compagnia ha in progetto il taglio di circa 26 mila posti su scala mondiale per far fronte alla crisi provocata dal coronavirus.

    La notizia è emersa al termine di un vertice che si è svolto ieri tra azienda e sindacati concluso, come riferisce il sindacato Ufo, con la possibile decisione di arrivare a un taglio complessivo di 26 mila posizioni, di cui almeno 22 mila a tempo pieno. Un taglio, fanno notare i sindacati, che di fatto raddoppierebbe quanto finora previsto sul fronte della riduzione del personale, con un naturale irrigidimento della trattativa. Ufo nei giorni scorsi si era detto pronto a possibili concessioni, ma in un quadro di garanzie che con la mossa odierna verrebbe meno.

    Lufthansa, che possiede anche Swiss, Austrian Airlines e Brussels Airlines, ha dichiarato nei giorni scorsi che prevede di avere circa 100 aerei in meno in servizio dopo la pandemia. Il sindacato ricorda però che negli scorsi giorni, era stato approvato il piano di salvataggio della compagnia pari a circa 9 miliardi di euro, che vedrà il governo tedesco diventare primo azionista del gruppo con il 20% del capitale. Un piano che gli azionisti della compagnia dovranno valutare in un Cda straordinario fissato per il 25 giugno. La situazione ha avuto pesanti ripercussioni in Borsa con il titolo della compagnia che a Francoforte alla fine della giornata in cui sono emerse le indiscrezioni sui possibili tagli ha ceduto il 9,94% a 10,06 euro.

  • Anche il Modell Deutschland patisce la pandemia. E perde le ali (di Germanwings)

    Il coronavirus affligge anche le aziende tedesche. La compagnia aerea Lufthansa, che l’amministratore delegato Carsten Spohr aveva già preannunciato sulla rotta di divenire “più piccola” a causa della pandemia, ha reso noto il proprio piano di ristrutturazione che accanto alla riduzione della flotta prevede la chiusura del vettore low cost Germanwings. La scelta che ha provocato l’immediata reazione dei sindacati, è stata adottata dal cda sul presupposto che “ci vorranno anni” perché si torni a viaggiare come accadeva prima della pandemia. Per quanto attiene al personale Lufthansa vuole “cercare di offrire al maggior numero di persone possibile di continuare a lavorare all’interno del Gruppo. Pertanto, occorre organizzare rapidamente colloqui con i sindacati e i consigli dei lavoratori per discutere, tra l’altro, nuovi modelli occupazionali al fine di mantenere il maggior numero possibile di posti di lavoro”.

    Lufthansa perde ogni ora un milione di euro delle sue riserve di liquidità a causa della paralisi dei viaggi aerei dovuta alla nuova pandemia di coronavirus, secondo quanto ha comunicato Spohr in un video ai dipendenti.

    Nel piano annunciato sei Airbus A380 e sette A340-600, così come cinque Boeing 747-400, saranno definitivamente dismessi (si tratta di quelli a 4 motori, ritenuti troppo costosi in volo, secondo quanto rileva il giornale Handelsblatt, equivalente teutonico de Il Sole 24 Ore). Inoltre, dalle operazioni a corto raggio, undici Airbus A320 saranno ritirati. I sei A380 erano già stati programmati per la vendita ad Airbus nel 2022. La decisione di eliminare gradualmente sette A340-600 e cinque Boeing 747-400 è stata presa sulla base degli svantaggi ambientali ed economici di questi tipi di aerei, si legge nel comunicato. Con questa decisione, Lufthansa ridurrà la capacità dei suoi hub di Francoforte e Monaco di Baviera. Inoltre, Lufthansa Cityline ritirerà dal servizio anche tre Airbus A340-300. Dal 2015 il vettore regionale opera voli verso destinazioni turistiche di lungo raggio per Lufthansa.

    Anche Eurowings ridurrà il numero dei suoi aerei. Sulla chiusura di Germanwings – 1400 dipendenti – il gruppo scrive “l’attuazione dell’obiettivo di Eurowings di raggruppare le operazioni di volo in un’unica unità, definito prima della crisi, sarà ora accelerato, le operazioni di volo di Germanwings saranno interrotte”. Una decisione che ha fatto sollevare il sindacato, secondo il quale si approfitta in realtà dell’epidemia per ristrutturare l’impresa. Sono inoltre già stati rescissi gli accordi di wet lease con altre compagnie aeree , il che porterebbe ad una riduzione della flotta di circa il 10%. Anche le filiali Austrian Airlines e Brussels Airlines stanno rafforzando i loro piani di ristrutturazione. A causa della paralisi prodotta dal coronavirus, già dal 19 aprile Lufthansa lascia a terra quasi tutta la sua flotta, adoperando solo il 5% dei voli per riportare a casa i tedeschi rimasti in giro per il mondo.

  • Il Gruppo Almaviva potenziale acquirente di Alitalia

    Gli esperti di Borsa sanno che in epoca di crisi i mercati finanziari ripartono prima dell’economia reale, perché la crisi deprime tanto i prezzi di listino fino a rendere conveniente comparare. E così, Alitalia potrebbe trovare un acquirente, perfino in tempi di crisi dell’aeronautica per via della pandemia da coronavirus. Il Gruppo Almaviva, come si apprende da una nota, ha promosso una cordata, in partnership con altre società italiane del settore Information Technology, per la presentazione di una manifestazione d’interesse relativa alla procedura Alitalia, formalizzata entro il termine del 18 marzo 2020.

    La decisione – si legge – nasce “dalla volontà di portare il contributo di consolidate esperienze d’impresa e competenze digitali per guardare alla prospettiva della compagnia nell’ambito di un più ampio progetto di rilancio per il Turismo e il Made in Italy”. Si tratta di un piano strategico, spiega la nota, “indirizzato a valorizzare Alitalia quale soggetto centrale per profilo, assetto e missione, caratterizzato da completa digitalizzazione nella gestione dei servizi, da sistema integrato di assistenza e accoglienza, dalla capacità evoluta di promozione del turismo e del patrimonio culturale italiano”. Alitalia, conclude, “assume il ruolo di principale messaggero del Made in Italy, in una visione orientata a privilegiare innovazione e qualità dell’offerta, aprendo nuove e solide opportunità di occupazione”.

     

  • Aumentano i passeggeri delle compagnie aeree

    La domanda mondiale di passeggeri nel trasporto aereo ha registrato a luglio una “solida” crescita, secondo quanto rileva l’Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata), osservando che i ricavi passeggero per chilometro sono cresciuti de 6,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Sono cresciute la capacità degli aeromobili (+5,5%) e il ‘load factor’ (fattore di riempimento), salito di 0,6 punti percentuali al dato record dell’85,2%. “Il settore registra un altro mese di solida crescita del traffico. E il record del load factor mostra che le compagnie aeree stanno diventando più efficienti in termini di sviluppo della capacità per far fronte alla domanda”, spiega il direttore generale e Ceo della Iata, Alexandre de Juniac. “Tuttavia, l’aumento dei costi, in particolare del carburante, probabilmente limiterà lo stimolo che ci si attende dal calo delle tariffe. Per questo ci aspettiamo di assistere ad un costante rallentamento della crescita rispetto al 2017».

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