BEI

  • Italia maggior beneficiario delle operazioni della Banca europea per gli investimenti

    La Banca europea per gli investimenti (Bei) ha registrato risultati record nel 2025, con investimenti per 100 miliardi di euro, di cui l’Italia è stato il principale beneficiario, con 12,3 miliardi di euro. Questo quanto emerso dalla conferenza stampa di presentazione delle attività della Bei, tenuta a Roma dalla vicepresidente del gruppo, Gelsomina Vigliotti. Nel nostro Paese “sono stati raggiunti obiettivi importanti sulla questione climatica”, ha osservato Vigliotti, con 6,9 miliardi investiti. Nello specifico, lo scorso anno la Banca ha firmato 105 operazioni finanziarie in Italia per un valore complessivo di 12,31 miliardi di euro, pari a circa lo 0,5 per cento del Pil nazionale. Queste risorse contribuiranno ad attivare circa 37,5 miliardi di euro di investimenti nell’economia reale, equivalenti all’1,7 per cento del Pil.

    L’attenzione della Bei si è rivolto però anche fuori dall’Ue, dove il gruppo “porta i valori” europei, in particolare in Africa e in Ucraina. La nazione invasa dalla Russia è del resto un obiettivo prioritario per la Banca, che “è presente fin dall’inizio della guerra”, forte di una presenza storica nel Paese e delle competenze acquisite in loco, come ha spiegato Vigliotti. Per questo motivo, la ricostruzione dell’Ucraina vedrà la Bei partecipare quanto possibile a progetti e iniziative europee, senza dimenticare il lavoro svolto tuttora, in particolare per le forniture di energia alla popolazione “in un momento difficile”, quando i bombardamenti russi colpiscono le infrastrutture civili del Paese su base quotidiana.

    Altro ambito in cui la Bei si dice pronta a intervenire, qualora venisse richiesto, è quello relativo alla ricostruzione delle aree del Meridione d’Italia colpite dal maltempo nelle ultime settimane. In questa prospettiva, gli eventi calamitosi “saranno purtroppo sempre più frequenti” in futuro e “bisogna attrezzarsi a prevenirli”, ha evidenziato Viglione, e la Banca “ha avuto purtroppo esperienza in Italia e in Europa” nell’intervento dopo grandi disastri, perché “sempre di più vediamo come è necessario fare degli investimenti di adattamento a questi disastri”. “Un euro speso in prevenzione permette di risparmiarne sei nella ricostruzione”, ha proseguito Vigliotti. “Quello che di più stiamo sperimentando, l’abbiamo fatto a Ischia e nei Campi Flegrei, è avere una mappatura dei rischi”, individuare gli interventi necessari “e fornire la finanza per fare queste operazioni”, ha aggiunto.

    Spazio anche alla difesa e alla sicurezza, per le quali la Bei nel 2025 ha destinato circa 4 miliardi di euro. In Italia è stato finanziato l’acquisto di 10 elicotteri leggeri per l’esercito, fornendo 107,5 milioni di euro al ministero della Difesa. In generale, come spiegato da Vigliotti, la Banca “ha risposto all’appello della Commissione europea” sul tema: si tratta di investimenti “con uno spettro molto ampio”, riguardando anche la sicurezza cibernetica, le infrastrutture e i droni. Inoltre, “abbiamo sviluppato un prodotto specifico per le piccole e medie imprese”, ha detto ancora la vicepresidente, sottolineando i rapporti storici con l’industria della difesa italiana, basata anche sugli strumenti a utilizzo duale.

    Sul tema dell’innovazione, infine, Vigliotti ha ricordato come sia necessario sostenere “le imprese e le startup che possono diventare campioni del futuro”. Bisogna seguire queste realtà “per tutto il ciclo di vita delle imprese” ma “la carenza di risorse è spesso nella fase finale”, quando c’è bisogno di fondi rilevanti “per competere a livello internazionale”, portando tali aziende “fuori dall’Europa”. A livello geopolitico “c’è l’interesse di mantenere in Europa quello che abbiamo contribuito a creare”, ha spiegato Vigliotti, secondo cui il lavoro in corso con il Fondo europeo per gli investimenti e gli Stati membri Ue potrà portare a un migliore accompagnamento delle imprese con potenziale per inserirsi anche sui mercati globali.

  • Italia prima nella Ue per finanziamenti dalla Bei

    L’Italia è di gran lunga il primo beneficiario della finanza Bei, la banca europea degli investimenti: 11 miliardi nel 2019 con un +14% rispetto al 2018 per 34 miliardi di investimenti sostenuti. Nel dettaglio si tratta di 9,7 miliardi di prestiti e 1,4 miliardi di equity e garanzie, questi ultimi attraverso il Fondo Europeo degli investimenti presieduto dall’italiano Dario Scannapieco che è vice presidente della Banca europea degli investimenti.

    Nella sostanza al nostro Paese che l’anno scorso si divideva il podio con la Spagna è andato il 17,3% dei 72,2 miliardi di finanziamenti della Bei l’anno scorso (+12,5%), spalmati su 143 operazioni domestiche. Mentre negli ultimi 10 anni, tra prestiti e investimenti, sono arrivati all’Italia 102 miliardi di nuova finanza per 277 miliardi di progetti. Grande sostegno alle Pmi con 41 miliardi dal 2010 ad oggi. Alle piccole e medie imprese italiane è andato il 18% del totale Bei nel settore. Nel 2019 le Pmi finanziate ammontano a 44.600 per 735mila posti di lavoro sostenuti. Nel decennio sono state oltre 309 mila per 6,5 milioni posti di lavoro.

    Bei ha inoltre proseguito l’impegno per i grandi gruppi con un nuovo target relativo alle imprese più piccole e più innovative come De Cecco a cui sono andati 13 milioni per migliorare la capacità produttiva o Molmed che ha ricevuto 15 per la ricerca e sviluppo nelle terapie geniche anticancro e contro malattie rare.

    Grande attenzione poi alla sostenibilità con una la Bei sempre più impegnata in progetti green la cui quota di finanziamenti salirà a livello continentale al 50% nel 2025 (dal 31% del 2019) Nel 2019 in Italia, nell’ambito di partnership con il sistema bancario sono stati finanziati 640 milioni per combattere il cambiamento climatico, 250 milioni per l’economia circolare e 400 milioni per l’agrieconomy. Grande attenzione anche alla Pubblica amministrazione e ai cittadini. Tra gli interventi messi in atto su tutti il piano scuola con 1,2 miliardi per gli edifici.

    L’Italia è infine il secondo Paese in Europa a beneficiare degli investimenti del Piano Juncker con il 15,2% del totale. Dal 2015 al 2019 sono stati attivati 458 miliardi di investimenti su 500 miliardi previsti in tutta Europa pari al 92% del totale. All’Italia sono stati erogati 11,3 miliardi di euro di finanziamenti. Il totale degli investimenti sostenuti nel periodo è pari a 69,7 miliardi.

     

  • La BEI supporta gli investimenti di MolMed in ricerca, sviluppo e produzione di terapie avanzate per il trattamento di cancro e malattie rare

    La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e la società biotech MolMed S.p.A. (MLMD.MI) hanno firmato un accordo di finanziamento che consentirà a MolMed di disporre per i prossimi anni di una linea di credito fino a 15 milioni di Euro, soggetta al raggiungimento di una serie di criteri di prestazione condivisi, che sosterranno il piano di sviluppo finalizzato alla crescita sostenibile della società biotecnologica.

    MolMed è un’azienda biotech basata a Milano focalizzata su ricerca, sviluppo, produzione e validazione clinica di terapie geniche e cellulari per la cura di cancro e malattie rare.

    Il finanziamento ha la garanzia del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (EFSI), pilastro centrale del piano Juncker.

    La Banca garantirà un contributo importante ai piani di sviluppo di prodotti e processi innovativi di MolMed, con l’obiettivo di sostenere la continua crescita della società e la valorizzazione del potenziale ancora inespresso del suo business. Soddisfatto il Commissario Europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni che ha sottolineato come la Commissione continuerà a finanziare la ricerca, lo sviluppo e gli studi clinici per le aziende biotecnologiche perché solo l’innovazione può essere vitale per tanti cittadini europei”.

  • La BEI investe nell’aggiornamento della rete italiana

    La Banca europea per gli investimenti e l’operatore di rete italiano Terna hanno stanziato 490 milioni di euro per investimenti che modernizzeranno la rete di trasmissione elettrica del Paese. Il prestito di 22 anni fa parte della politica di ottimizzazione della struttura finanziaria di Terna e sarà destinato a sostenere gli investimenti di sostituzione di componenti patrimoniali, nonché l’adozione di soluzioni eco-compatibili. “Questa operazione conferma l’impegno della Banca dell’Unione europea a migliorare il settore cruciale delle reti elettriche. Rafforza ulteriormente la fruttuosa collaborazione della BEI con Terna: negli ultimi anni la banca ha sostenuto i piani di investimento chiave dell’azienda nella modernizzazione e sviluppo della rete di trasmissione e in progetti transfrontalieri di alta qualità come l’interconnessione Italia-Francia”, ha affermato Dario Scannapieco, vicepresidente della BEI. Questo finanziamento porta i prestiti della Banca dell’UE a Terna a 2,15 miliardi di euro.

  • La Bei finanzia con 150 milioni lo sviluppo dell’aeroporto di Venezia

    La Banca europea per gli investimenti (BEI) ha concesso un finanziamento di 150 milioni di euro per lo sviluppo dell’Aeroporto di Venezia, terzo scalo internazionale in Italia per traffico passeggeri, gestito da Save. Il finanziamento ha la garanzia del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), il pilastro del Piano europeo per gli investimenti, il cosiddetto Piano Juncker.

    L’aeroporto di Venezia Marco Polo, che raggiungerà quest’anno gli 11 milioni di passeggeri, è caratterizzato da una forte connotazione internazionale: l’87% del traffico è stato da/per paesi esteri (a fronte di una media italiana del 64%). Grazie al piano di investimenti in corso l’aeroporto potrà sostenere un volume di traffico fino a 16 milioni di passeggeri al 2025. Si stima che i progetti finanziati genereranno circa 2.700 posti di lavoro durante la fase di costruzione e, una volta terminati, circa 500 nuovi posti di lavoro collegati all’operatività dello scalo. Il progetto contribuirà all’Iniziativa europea sulla sicurezza (Esi-European safety initiative) rispettando i nuovi standard comunitari fissati della Commissione UE sulla sicurezza dell’aviazione.

    Il finanziamento BEI coprirà quasi un terzo del volume totale degli investimenti, che riguarderanno l’espansione del terminal passeggeri, il rifacimento delle piste di volo, il prolungamento della pista secondaria e l’ampliamento delle aree di manovra degli aeromobili.

    “Per un’area come il Veneto, caratterizzata da una forte vocazione turistica e da un ricco e dinamico tessuto imprenditoriale, un’operazione di queste dimensioni sul principale aeroporto è garanzia del fatto che si investe sul futuro, perché la mobilità di persone e merci è condizione essenziale per lo sviluppo economico e sociale”, ha commentato Dario Scannapieco, vicepresidente della BEI. “Il finanziamento da parte di una Istituzione finanziaria così rilevante finalizzato a progetti infrastrutturali dell’aeroporto di Venezia, rappresenta un riconoscimento importante del ruolo del Marco Polo quale infrastruttura di riferimento per la mobilità e lo sviluppo economico-sociale del territorio”, ha dichiarato Enrico Marchi, Presidente di Save.  Violeta Bulc, Commissaria europea ai Trasporti, ha dichiarato: “Con questo nuovo progetto, il piano Juncker si conferma ulteriormente come importante sostenitore delle infrastrutture di trasporto strategico in Europa. L’espansione dell’aeroporto Marco Polo di Venezia stimolerà lo sviluppo regionale e creerà posti di lavoro per la comunità locale. Sono molto soddisfatta che l’UE sostenga questo progetto».

Pulsante per tornare all'inizio