Clima

  • Con il Green Deal europeo l’Europa sarà il primo Continente al mondo a impatto climatico zero entro il 2050

    La Commissione europea ha presentato il Green Deal europeo, una tabella di marcia per rendere sostenibile l’economia dell’UE, trasformando i problemi ambientali e climatici in opportunità in tutti gli ambiti e rendendo la transizione giusta e inclusiva per tutti. Un progetto ambizioso quello della Presidente Ursula Ursula von der Leyen che  vuole rendere l’Europa il primo Continente ad impatto climatico zero entro il 20150 e per questo durante la presentazione del progetto a Bruxelles ha dichiarato che tutti possono partecipare alla transizione e beneficiare delle opportunità che offre perché interesserà tutti i settori della vista sociale, lavorativa e quotidiana al fine di salvaguardare il patrimonio naturale europeo, la biodiversità, le foreste e i mari.

    Da tempo ormai sentiamo parlare di emergenza climatica e molti, con modalità diverse, cercano di dare il proprio piccolo o grande contributo al miglioramento che potrebbe aiutare a vivere meglio l’intera collettività mondiale.

    Il Green Deal europeo prevede una tabella di marcia con azioni per stimolare l’uso efficiente delle risorse, grazie al passaggio a un’economia circolare e pulita, arrestare i cambiamenti climatici, mettere fine alla perdita di biodiversità e ridurre l’inquinamento.  Il Green Deal europeo riguarda tutti i settori dell’economia, in particolare i trasporti, l’energia, l’agricoltura, l’edilizia e settori industriali quali l’acciaio, il cemento, le TIC, i prodotti tessili e le sostanze chimiche.

    La Commissione presenterà entro 100 giorni la prima “legge europea sul clima”, la strategia sulla biodiversità per il 2030 e il piano d’azione sull’economia circolare per una politica alimentare sostenibile, oltre ad una serie di proposte per un’Europa senza inquinamento.

    Per realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo saranno necessari investimenti notevoli. Per conseguire gli obiettivi in materia di clima ed energia attualmente previsti per il 2030 si stima che occorreranno investimenti supplementari annui dell’ammontare di 260 miliardi di euro per i quali sarà necessaria la mobilitazione dei settori pubblico e privato. Almeno il 25% del bilancio a lungo termine dell’UE dovrebbe essere destinato all’azione per il clima e la Banca europea per gli investimenti, la banca europea per il clima, fornirà ulteriore sostegno. Per fare sì che il settore privato contribuisca al finanziamento della transizione ecologica, nel 2020 la Commissione presenterà una strategia di finanziamento verde.

    Lottare contro i cambiamenti climatici e il degrado ambientale è un impegno comune, ma non tutte le regioni e gli Stati membri si trovano allo stesso livello. Un meccanismo per una transizione giusta sarà utilizzato per sostenere le regioni che dipendono fortemente da attività ad alta intensità di carbonio, aiutando i cittadini più vulnerabili alla transizione, garantendo l’accesso a programmi di riqualificazione e a opportunità lavorative in nuovi settori economici.

    Nel marzo 2020 la Commissione lancerà un “patto per il clima” per dare ai cittadini voce in capitolo e un ruolo nella formulazione di nuove azioni, nella condivisione delle informazioni e nell’illustrazione di soluzioni di base che gli altri possano seguire.

    Per sottolineare quanto la necessità di migliorare le condizioni climatiche dell’intero pianeta abbia bisogno di un impegno globale, l’UE continuerà a promuovere i suoi obiettivi e le sue norme ambientali nell’ambito delle convenzioni dell’ONU sulla biodiversità e il clima e a rafforzare la sua diplomazia ‘verde’. Il G7, il G20, le convenzioni internazionali e le relazioni bilaterali saranno utilizzati per persuadere altri soggetti ad intensificare i loro sforzi. L’UE utilizzerà inoltre la politica commerciale per garantire la sostenibilità e costituirà partenariati con i paesi vicini dei Balcani e dell’Africa per aiutarli nelle rispettive transizioni.

    Il prossimo passo affinché la macchina possa mettersi in moto in tempi rapidi sarà quello di invitare il Parlamento europeo e il Consiglio europeo ad approvare le ambizioni della Commissione per l’economia e l’ambiente futuri dell’Europa e a contribuire alla realizzazione di questi obiettivi.

  • Entro il 2050 l’Europa sarà il primo continente a impatto climatico zero

    “Far diventare l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050”. Con questo obiettivo, la Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen presenterà una Comunicazione strategica su un Green Deal europeo. Del progetto se ne parlerà mercoledì 11 dicembre, alle ore 11.30, nella Sala Blu della Rappresentanza della Commissione europea a Milano (Corso Magenta, 59). Ne discuteranno, tra gli altri, Mariasole Bianco – Biologa marina, Presidentessa Wordrise, vincitrice premio Donnambiente 2019, Enrico Giovannini – Economista, Direttore di ASVIS (in collegamento), Luca Mercalli – Climatologo, Presidente Società Meteorologica Italiana. Durante l’evento sarà trasmessa da Bruxelles la conferenza stampa di presentazione della comunicazione.

    La normativa europea sul clima sancirà per la prima volta nella legge l’obiettivo della neutralità climatica dell’UE entro il 2050. Ciò significa emettere meno biossido di carbonio ed eliminare dall’atmosfera quello emesso. Per farlo è necessario estendere ad altri settori il sistema di scambio di quote di emissione che già aiuta l’UE a ridurre le emissioni dei settori energetico e industriale. Lo sviluppo di fonti di energia più pulite e di tecnologie verdi ci consentirebbe di produrre, viaggiare, consumare e vivere rispettando di più l’ambiente. Occorre sviluppare un’economia realmente circolare e proteggere la biodiversità. In particolare, il Green Deal europeo prevede un percorso per una transizione giusta e socialmente equa. È concepito in modo da non lasciare indietro nessun individuo e nessuna regione in questa grande trasformazione.

    Prima del convegno, alle ore 10, sempre nella Sala Blu della Rappresentanza della Commissione europea, l’Ambasciatore di Finlandia a Roma, S.E. Pia Rantala-Engberg, presenterà le conclusioni del semestre di presidenza finlandese dell’UE.

  • Inondazioni e siccità: in Africa è emergenza climatica

    Come sempre i grandi giornali, troppo presi ad occuparsi delle frasi ad effetto e delle promesse non mantenute, di chi dovrebbe occuparsi di politica, tralasciano notizie dal mondo che solo apparentemente sono di minore importanza. Infatti molti di questi avvenimenti, ignorati dai più, avranno comunque una conseguenza sul nostro futuro. La terra non è a compartimenti stagni ed una tragedia che colpisce un popolo, un territorio anche lontano, prima o poi avrà riflessi sulla nostra vita.

    Le gravi inondazioni che hanno colpito la  Somalia, facendo esondare i fiumi, hanno costretto alla fuga decine di migliaia di persone. I terreni agricoli devastati e la perdita del raccolto, la mancanza di acqua potabile e di approvvigionamenti sta procurando seri problemi ed anche gli operatori umanitari si trovano in grande difficoltà dovendo aiutare decine di migliaia di sfollati che spesso è impossibile raggiungere. Al 31 ottobre si parlava già di 200.000 persone in fuga,tra queste 100.000 bambini e le piogge torrenziali sono proseguite anche nei giorni successivi. L’ospedale di Bardale, città che ha visto colpite dalle esondazioni e allagamenti 30.000 persone, è fuori servizio ed ora alla fame ed alla sete si aggiunge la paura di epidemie di colera e aumenta ovviamente il rischio malaria. In un Paese già massacrato dalla guerra e dal terrorismo e dove spesso è stata la siccità a far morire uomini ed animali ora l’acqua torrenziale sta procurando nuove paure e aumentano i profughi.

    Mentre l’interno della Somalia annega nello Zimbabwe la siccità, durata dallo scorso ottobre a maggio, sta mietendo vittime tra le persone e gli animali. Le risorse idriche sono state annientate da el-Nino, la popolazione non ha acqua, le colture sono seccate e gli animali disperati sono entrati negli insediamenti umani alla disperata ricerca di acqua e cibo. Nella zona occidentale del Paese sono stati trovati morti 55 elefanti e si sta riproponendo il conflitto uomini animali. Ancora una volta il tema delle risorse idriche, del cambiamento climatico, della gestione dei profughi e poi dell’immigrazione e della convivenza tra uomini ed animali ci ricorda che senza l’equilibrio dell’ecosistema la vita diventerà ogni giorno più difficile. Aiutare i paesi colpiti è un opera umanitaria e giusta ma se non si entra nella logica della prevenzione e del risanamento dell’ambiente tutto sarà inutile.

  • L’Italia primo Paese al mondo in cui lo studio del cambiamento climatico sarà obbligatorio

    C’è chi va e c’è chi resta. E si fa pure sentire. Lo stesso giorno in cui Washington si è formalmente ritirata dall’accordo sul clima di Parigi del 2015, l’Italia ha annunciato che diventerà il primo paese al mondo a rendere obbligatorio lo studio del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile nelle scuole. In un’intervista rilasciata lunedì alla Reuters, il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha dichiarato che, a partire da settembre 2020, nel curriculum scolastico nazionale saranno dedicate 33 ore all’anno alle questioni relative ai cambiamenti climatici. Inoltre, una prospettiva sul cambiamento climatico sarà inserita nelle materie tradizionali, come geografia, matematica e fisica.

    Gli Stati Uniti, al contrario, sono diventati il ​​primo Paese a rinunciare all’accordo sul clima di Parigi lunedì scorso, quando il Segretario di Stato Mike Pompeo ha presentato un avviso formale alle Nazioni Unite. Il Presidente Trump ha infatti definito il riscaldamento globale come “una bufala perpetrata dai cinesi”. Il presidente francese Emmanuel Macron e il cinese Xi Jinping invece mercoledì firmeranno un documento che afferma l'”irreversibilità” dell’accordo sul clima di Parigi”.

  • EIB to announce new initiatives for climate action and inclusive development

    Europe should address today’s global challenges by following policies that respond to the climate emergency while also building a resilient and inclusive society, according to the core initiatives of the European Investment Bank (EIB).

    The bank will meet regional partners from across the globe, as well as fellow International Financial Institutions, to detect new cooperation opportunities that would help move its ambitious proposals forward.

    EIB President Werner Hoyer, speaking ahead of the IMF/World Bank Group annual meetings said, “’The world is in real need of bold multilateral action. From trade policy and development to climate action, Europe can and must itself provide leadership. As the financial arm of the EU and an investor across the globe, we must reaffirm our commitment to play our part. We must act immediately and swiftly if we want to ensure a sustainable transition to a “net-zero” emissions economy. As the recent IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) report warned us, the effects of climate change are hitting us more strongly than ever before. Natural hazards such as droughts, floods, forest fires, food shortages, and disease pandemics will become more frequent in the near future, potentially displacing millions of people. We need to all join forces to build a resilient and inclusive society that leaves no one behind.”

    The EIB also plans to address the issue of gender equality as part of its commitment to deliver its own gender strategy to promote women’s rights both inside and outside Europe. This campaign is part of the run-up to the signing of an important pledge with other financial institutions to economically empower women.

    The Caribbean Development Bank and the EIB will also announce that they will jointly strengthen their cooperation through the implementation of joint projects that include measures to support climate resilience.

    France and Germany’s development banks will, along with the EIB, take stock of the progress that has been made on the Clean Oceans Initiative. The initiative was launched a year ago in Bali, within the framework of the IMF/WB Group meetings, with the goal of providing €2 billion to finance projects that aim to tackle waste and plastic pollution by 2023.

    The EIB is the long-term lending institution of the European Union which is owned by the EU Member States. It works towards implementing EU policy goals and makes long-term finances available for sound investments. The EIB is also one of the largest financiers of climate action globally, with over €90 billion invested in support of the Paris Climate Agreement.

     

  • Cambiamento climatico, la Commissione europea incontra a Milano le autorità milanesi e lombarde

    Lunedì 1° aprile Mauro Petriccione, direttore generale “Azione per il Clima” della Commissione europea sarà a Milano per una serie di incontri istituzionali con le autorità milanesi e lombarde per illustrare le azioni dell’Ue nella lotta al cambiamento climatico. In mattinata, Petriccione incontrerà Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano, e Donatella Sciuto, Prorettore, e parteciperà a una tavola rotonda con i professori e i ricercatori del Politecnico. Seguirà un incontro con gli imprenditori milanesi e lombardi presso Assolombarda. Nel pomeriggio, presso Palazzo Lombardia, Petriccione incontrerà Raffaele Cattaneo, Assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia. Successivamente incontrerà a Palazzo Marino Beppe Sala, Sindaco di Milano. La giornata milanese si concluderà con un incontro presso l’Università Statale con un evento pubblico dedicato alla strategia UE per un’Europa a impatto climatico zero entro il 2050. L’evento inizierà alle 17.30. Informazioni e iscrizioni su https://sites.unimi.it/bibliosp/.

  • Bruxelles muove 116,1 milioni per stimolare investimenti per 3,2 miliardi su clima e ambiente

    Arrivano nuovi finanziamenti nell’ambito del programma LIFE per ambiente e clima, che consentiranno di sbloccare più di 3,2 miliardi di euro di sovvenzioni supplementari a favore di 12 progetti su vasta scala in 10 Stati membri dell’Ue al fine di sostenere la transizione dell’Europa a un’economia circolare, a basse emissioni di carbonio. La Commissione europea ha annunciato un investimento di 116,1 milioni di euro che sosterranno progetti in Austria, Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Finlandia, Grecia, Ungheria, Italia, Portogallo e Slovenia.

    Karmenu Vella, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “I progetti integrati del programma LIFE sono un ottimo esempio di fondi dell’UE che fanno veramente la differenza sul campo, migliorando la qualità di vita di milioni di cittadini europei. I nuovi investimenti aiuteranno gli Stati membri ad attingere alle risorse per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini per quanto riguarda la qualità dell’aria e dell’acqua e per arrestare la perdita di biodiversità”. Miguel Arias Cañete, commissario responsabile per l’Azione per il clima e l’energia, ha dichiarato: La Commissione ha proposto di basarsi sull’esperienza positiva dell’integrazione in altre politiche delle azioni per il clima e di rafforzare ulteriormente l’azione per il clima nel prossimo bilancio a lungo termine dell’UE. Porsi obiettivi più ambiziosi porterà a un potenziamento dell’azione per il clima in settori chiave come quello dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e dell’azione esterna e a un incremento dei finanziamenti destinati all’azione per il clima nell’ambito del programma LIFE.

    I progetti finanziati sono volti a portare gli Stati a conformarsi alla legislazione dell’Ue in 5 settori (natura, acqua, aria, attenuazione dei cambiamenti climatici e adattamento ai cambiamenti climatici) e avranno una dotazione di bilancio complessiva di 215,5 milioni di euro, 116,1 milioni dei quali – appunto – cofinanziati dall’Ue. Il finanziamento dell’UE mobiliterà investimenti per un importo supplementare di 3,2 miliardi, in quanto gli Stati membri possono utilizzare anche altre fonti di finanziamento dell’Ue, tra cui i fondi agricoli, regionali e strutturali e Orizzonte 2020, nonché fondi nazionali e investimenti del settore privato.

  • La Ue si fida di Emiliano e gli affida una relazione sui gas serra

    La Commissione ambiente (Enve) del Comitato europeo delle regioni (Cdr), ha nominato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, relatore del parere sulla ‘Strategia europea di lungo termine per la riduzione dei gas ad effetto serra in linea con gli Accordi di Parigi’. Ne dà notizia la Regione evidenziando che la Strategia di cui l’Unione europea deve dotarsi, avrà il compito di delineare una visione condivisa per un’economia a basse emissioni di Co2, al fine di attuare gli Accordi di Parigi del 2016. La Strategia dovrà identificare percorsi innovativi in diversi settori, tra cui quello energetico che gioca un ruolo essenziale nella decarbonizzazione dei processi produttivi industriali.

    “Il cambiamento climatico – commenta Emiliano – è il tema sul quale siamo tutti chiamati a dare risposte concrete. Si tratta di un problema che ha ricadute globali e incide sul benessere dell’ambiente e delle persone”. “Ringrazio – prosegue – tutti coloro che hanno contribuito alla mia designazione in qualità di relatore di questo importante parere, che abbiamo fortemente voluto perché è perfettamente in linea con l’impegno e le azioni che il governo regionale sta svolgendo sin dall’avvio del mandato”. “Intendiamo, in particolare – prosegue – sottolineare l’impegno del Gruppo socialista al Comitato delle regioni, senza il quale questo risultato non sarebbe stato possibile. Ritengo che le autorità locali e regionali abbiano la competenza e l’esperienza per poter validamente contribuire alle decisioni che in questo settore si dovranno assumere a livello europeo”. “Questa nomina – conclude – testimonia l’apprezzamento a livello europeo per il lavoro svolto dalla Regione Puglia in questo ambito, con una serie di azioni che ho avuto il piacere di sottoporre all’attenzione del coordinatore del gruppo Pse nella lettera di candidatura”.

  • Cibo, tecnologia, sfida ai cambiamenti climatici: il futuro del pianeta secondo John Kerry

    Inizia con l’omaggio a Leonardo da Vinci, al suo genio e alla sua grande attualità l’intervento dell’ex Segretario di Stato americano John Kerry a Seeds&Chips – The Global Food Innovation Summit al MiCo di Milano. Un riferimento non casuale perché ogni parola di Kerry è un elogio e un invito a fidarsi della scienza, come una volta, perché non sbaglia e può aiutare tutto il pianeta a vivere meglio. In un mondo che si muove molto velocemente c’è bisogno di soffermarsi sui fatti per potersi riappropriare delle basi della realtà. “So che ci sono molti demagoghi  che fanno appello alle paure delle popolazioni ma la soluzione è credere in quello che si può fare, come ha fatto l’Europa alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Avete l’unità e avete la possibilità di andare avanti più degli altri, ma il mondo politico vuole spezzare questa coesione e vi vuole separare. Alcuni dicono che l’ordine liberale stia crollando, io non ci credo, abbiamo bisogno di questo ordine più che mai e quindi dobbiamo essere uniti e lottare”. Uno sguardo all’attualità più contingente e una frecciata chiara e diretta all’attuale Presidente Donald Trump che in più occasioni, rifiutando gli accordi di Parigi, ha dichiarato come puntare sulle energie alternative in difesa dell’ambiente possa influire negativamente sull’economia. Una falsità per Kerry perché quell’ambiente che lui si è impegnato a difendere in prima persona lavorando alla stesura prima e firmando poi gli accordi sul clima a Parigi nel 2015 ha bisogno di tutti noi. “Le idee viaggiano più velocemente dei governi e purtroppo solo i più privilegiati traggono benefici. A Parigi abbiamo fatto una scelta, 196 Paesi si sono impegnati ad intraprendere un cammino verso la sostenibilità. Se non interveniamo ci sarà la corsa all’acqua, ci saranno persone costrette a scappare a causa del cambiamento climatico, rivoluzioni perché la gente si sta rendendo conto che la globalizzazione non ha portato e continua a non portare benefici”. Per questo sottolinea quanto il mercato dell’energia sia fondamentale. “Tutto ciò che dice Trump non è vero. Negli ultimi anni si stanno stanziando risorse per le energie rinnovabili, il mercato dell’energia deve fornire da 4 a 5 miliardi di utenti, è un mercato da trilioni di dollari,tre quarti dell’elettricità negli Usa lo scorso anno veniva dal solare e negli Stati Uniti 38 Stati hanno già varato standard per il nuovo futuro energetico. Trump potrà essere contrario ma gli americani sono favorevoli al cambio dell’energia”.

    E la sostenibilità passa anche, o forse, soprattutto, dall’uso razionale del cibo malamente distribuito e, sempre più spesso, un bene poco rispettato. “Abbiamo delle sfide globali – continua Kerry – che richiedono la comprensione scientifica minima e che devono essere affrontate subito. Una delle verità con cui dobbiamo fare i conti è rappresentata dai problemi creati dagli esseri umani visto che 1 persona su 9 si sveglia al mattino affamata. Quasi la metà delle morti neonatali è legata alla malnutrizione: 8mila bambini muoiono ogni giorno perché non hanno cibo a sufficienza e intanto la popolazione continua ad aumentare. Tutto questo non è sostenibile. Dunque la sfida è quella di garantire cibo sano per tutti”. Necessario perciò ripensare a tutta la catena alimentare e alla sua difesa, perché accrescere la quantità del cibo è solo una parte del progetto che non risolve il problema, bisogna piuttosto saper conservare il cibo. “Ne buttiamo via quasi quanto ne comperiamo, un terzo del cibo viene buttato via prima che venga mangiato… Non un Paese rispetta i principi della Creazione! Ottenere più cibo solo dalle nostre risorse non è la soluzione, basta pensare alla pesca irregolare: sprechiamo risorse e tempo per pescare il poco pesce che ci rimane. E noi politici dobbiamo riprenderci il mandato che gente ci ha dato!”. Per questo il Senato americano si è impegnato con azioni concrete, come la costituzione di una ampia riserva marina, un esempio seguito dal Cile e dall’Unione europea. E tanti sono i Paesi che si stanno attivando per difendere gli Oceani diventati, per indifferenza e pessime abitudini, una discarica pullulante di plastiche e rifiuti di ogni genere. Sostenibilità per Kerry significa creare una nuova consapevolezza imparando ad usare e diffondere sempre più l’uso di prodotti ecosostenibili e biodegradabili. E a questa sfida sono chiamati a partecipare anche i privati.

    Non poteva mancare uno sguardo all’attualità in vista della scelta del Presidente Trump di revocare gli accordi sul nucleare con l’Iran. “Ritirarci dall’accordo con l’Iran è assolutamente illogico. Il Presidente dice che è un pessimo accordo, ma sfido chiunque a trovarne uno migliore, questo accordo tutela noi e il mondo. La regione medio orientale è al sicuro e anche Israele e spero che il Presidente sia saggio abbastanza nella sua decisione. Uscendo dai patti l’Iran potrebbe non rispettare più gli impegni ”. Secondo Kerry l’Iran oggi non è in grado di costruire una bomba atomica, perché è impossibile farlo con 300 chili di materiale nucleare. Tale certezza è dovuta alla presenza in Iran di 130 ispettori che ogni giorno fanno ispezioni sul territorio. “Abbiamo trasmissioni radio sui reattori e sulle installazioni di produzione, abbiamo una tracciatura completo del reattore, dalla culla alla tomba. E abbiamo ispezionato tutti gli aspetti dell’arricchimento dell’uranio iraniano. L’Iran sta vivendo in maniera responsabile l’accordo, perché noi dovremmo ritirarci?”. Pragmatico e forte della sua esperienza in Vietnam e dei tanti, troppi errori che sono scaturiti da guerre in cui gli USA sono scesi in campo da protagonisti e memore dei quarantennali rapporti astiosi tra Washington e Teheran è convinto che prima di ricorrere alle armi sia sempre necessario conoscere un Paese, usare la diplomazia e chiedersi quali siano i suoi fabbisogni. E conclude con un monito: “Credete nel futuro, nel vostro potenziale e nell’avere un impatto sulle forze politiche perché siete voi gli elettori del mondo. Ogni volta che lottiamo contro le ingiustizie costruiamo una corda verso la speranza. Come ci ricordò Bob Kennedy di ritorno dal Sud Africa negli anni ’60 ‘lo spirito dell’essere umano è sempre teso verso la ricerca della libertà”.

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