digitale

  • Torna l’’I-Week’ con una edizione speciale dedicata a energia, digitale e intelligence

    Transizione energetica, digitale e dell’intelligence. A questi tre elementi che, per effetto del Covid, hanno subito e prodotto cambiamenti a forte velocità è dedicata la Speciale I-Week che, dopo il successo dell’edizione dello scorso maggio, ritorna dal 17 al 20 gennaio. Organizzata da ‘Vento & Associati’ in collaborazione con ‘Dune Tech Companies’, con le partnership di Darktrace, Enel, Fervo, Saipem e Snam e il supporto dell’Università degli Studi di Pavia, della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo e della Provincia di Pavia, si profila come un viaggio immersivo di tre giorni nella sfida delle tre transizioni.

    12 i talk, spalmati nella tre giorni e con numerosi relatori di alto livello, in cui si cercherà di fornire un quadro completo sulle opportunità offerte da questo cambiamento, uno spaccato sui rischi e sugli attori principali che concorreranno in questa grande competizione mondiale di adeguamento alle sfide climatiche e di lotta alla riduzione delle emissioni. Per partecipare ad ogni talk occorre registrarsi sul sito https://i-week.it/.

    Si parte lunedì 17 gennaio, alle ore 17, con i saluti istituzionali per proseguire, alle 18, con il talk Mercato dell’energia tra passato, presente e futuro durante il quale interverrà il senatore Adolfo Urso per parlare della relazione del Copasir sulla sicurezza energetica e parteciperanno Gianni Bardazzi (Maire Tecnimont), Loretana Cortis (Saipem), Nicola Lanzetta (Enel), Alberto Pagani (Commissione Difesa Gruppo Pd), Lapo Pistelli (Eni) e Patrizia Rutigliano (Snam).

    Si prosegue con martedì 18 gennaio, alle ore 10, con Trasformazione digitale e IoT: un pilastro per la riuscita della sostenibilità energetica in cui interverranno Francesco Cerizzi, Associate Solution Architect Amazon Web Services (AWS), Francesca Gostinelli, Head of Group Strategy, Economics and Scenario Planning Enel Group, Andrea Roero, Chief Digital Officer di Fervo, Gruppo italiano di Facility and Energy management.  Si prosegue con Smart grid, Comunità energetiche e digitalizzazione dell’energia (ore 11,30) e gli interventi di Marco Alberti, Ambasciatore d’Italia in Kazakistan, Emanuele Fiano, Deputato PD, Maria Alessandra Gallone, Senatrice FI, Membro della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, Antonio Cammisecra, Head of Global Infrastructure and Networks Enel Group, Alessandro Marangoni, Direttore scientifico Top Utility e Chief Executive Officer Althesys Strategic Consultants. Alle 15 sarà la vota di Enrico Mattei e l’intelligence che vedrà come relatori Giorgio Boatti, giornalista e scrittore, esperto di intelligence, Andrea Vento, CEO V&A, Paolo Quercia, Professore di Sistemi di Intelligence e Sicurezza Collettiva, Università di Perugia e Mario Caligiuri, Presidente della Società Italiana di Intelligence, Professore Ordinario Intelligence, educazione e sicurezza Università della Calabria. All’ultimo talk della giornata, Smart Communities e Cyber security (ore 17) parteciperanno Gabriele Carrer, Autore de Formiche, Sara Moretto, Deputata Italia Viva, Matteo Bonelli, Partner BonelliErede, Corrado Broli, Country Manager Darktrace Italia, Pierluigi Paganini, CEO Cybhorus, Membro Ad-Hoc Working Group Cyber Threat Landscapes – ENISA (European Union Agency for Network and Information Security, Giuliano Tavaroli, Senior Advisor SRC, Marco Tulliani, Group Chief Security Officer Engineering

    Il 19 gennaio si comincia alle ore 10 con il talk La disponibilità e l’accesso all’acqua tra sostenibilità e tensioni geopolitiche al quale parteciperanno Laura Galvagni, Vice caposervizio Il Sole 24 Ore, Andrea Manciulli, Responsabile Relazioni Istituzionali Fondazione Leonardo Med-Or e Presidente Europa Atlantica, Alessandro Russo, Presidente CAP Holding, Alberto Massa Saluzzo, Tecnico agronomo del comprensorio Neorurale, Massimo Zaurrini, Direttore Africa e Affari e InfoAfrica, Ernesto Ciorra, Head of Innovability Enel Group.  Spazio a Nuove fonti energetiche per rendere stabili e resilienti le economie occidentali (ore 11,30) con Cheo Condina, Giornalista de Il Sole 24 Ore, Alessandro Cattaneo, Deputato FI, già Sindaco di Pavia, Silvia Fregolent, Deputato Italia Viva, Membro della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, Alberto Dell’Acqua, Presidente ItalgasGiulia GranciniProfessoressa di Chimica e Responsabile del Team PVSquared2 dell’Università di Pavia, Marco Ricotti, Professore ordinario di Impianti Nucleari, dip. di Energia Politecnico di MilanoDavide Tabarelli, Presidente Nomisma Energia. Alle 15 La versione di Pazienza con Andrea Vento, CEO V&A, Marco Cuzzi, Professore associato di Storia contemporanea Università degli Studi di Milano, Maria Gabriella Pasqualini, storica, già docente della Scuola Ufficiali dei Carabinieri, Francesco Pazienza, già consulente del SISMI. La giornata si concluderà con il talk Intelligence, Cyber sicurezza e resilienza dei futuri modelli energetici (ore 17) che vedrà intervenire Paolo Chirafisi, Analista de La Voce Repubblicana, Andrea Zatti, Professore e Referente tecnico del Rettore dell’Università di Pavia per la sostenibilità, Alan Ferrari, Senatore, Vice presidente Vicario PD, Giampio Bracchi, Presidente Fondazione Politecnico, Paola Girdinio, Professoressa, Presidente dell’Osservatorio Nazionale per la Cyber Security, Resilienza e Business Continuity dei Sistemi Elettrici e Presidente del Centro di Competenza sulla sicurezza e ottimizzazione delle infrastrutture digitali START 4.0, Emanuele Marcianò, AD Dune, Marianna Vintiadis, Chief Executive Officer 36Brains.

    L’ultima giornata, giovedì 20 gennaio si aprirà alle ore 10 con il talk La geopolitica della Supply chain dell’energia e delle nuove materie prime al quale parteciperanno Massimo Zaurrini, Direttore Africa e Affari e InfoAfrica, Stefania Craxi, Senatrice FI, già Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri, Mattia Mor, Deputato Italia Viva, Elena Lucchini, Deputata Lega Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, Marco Lombardi, Professore Ordinario e Direttore del Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica, Direttore di ITSTIME (Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies), Luca Noviello, Head of Enel Green Power and Thermal Generation Procurement, Italo Soncini, Chairman of the BoD Aura S.p.A., Fabrizio Spagna, Presidente Veneto Sviluppo. Cambio di paradigma tra digitalizzazione e sicurezza della logistica industriale e distributiva nazionale sarà il talk delle 11 con Laura Galvagni, Vice caposervizio de Il Sole 24 Ore, Tiziana Vallone, Vice Presidente Manageritalia Lombardia, Andrea Condotta, Public Affairs & Innovation manager Gruber Logistics, Riccardo Fuochi, Vice Presidente Assologistica, Stefano Gualandi, Professore dip. Matematica Università degli Studi di Pavia ed esperto di modelli per i sistemi di mobilità, Francesco Pastore, RMS Business Consulting Leader Italy, Andrea Roero, Chief Digital Officer Fervo, Luca Sisto, DG Confitarma. La giornata si concluderà con Intelligenza artificiale, Data economy e Cyber security (ore 17) e gli interventi di Giorgio Rutelli, Direttore de Formiche, Enrico Borghi, Deputato PD, Raffaele Volpi, Deputato Lega, Gianantonio Bison, Direttore Relazioni Istituzionali Manpower Group Italia, Andrea Chittaro, Presidente Aipsa, Senior Vice President Global Security & Cyber Defence Department Snam, Pierguido Iezzi, Founder e CEO Swascan, Stefano Mele, Avvocato, Partner Gianni & Origoni, Head of Cyber security Law Dept e Co-Head of Privacy Dept, Novica Mrdovic, AD Add Value, General Partner Star Tech Ventures Aerospazio, Difesa, Sicurezza, Alfio Rapisarda, Head of Group Security Eni.

  • Nuovi inviti per un valore di 258 milioni di euro a sostegno delle infrastrutture per la connettività digitale

    La Commissione ha pubblicato i primi inviti a presentare proposte nell’ambito meccanismo per collegare l’Europa -Digitale. Con un bilancio previsto di 258 milioni di euro, gli inviti a presentare proposte sono tesi a migliorare le infrastrutture per la connettività digitale, in particolare le reti Gigabit e 5G in tutta l’Unione, e a contribuire alla trasformazione digitale dell’Europa.

    La Commissione cofinanzierà azioni volte a dotare di connettività 5G le principali vie di trasporto europee e i fornitori di servizi chiave nelle comunità locali, nonché azioni volte a diffondere o potenziare le dorsali di rete basate su tecnologie avanzate. Gli inviti si concentreranno inoltre sulle infrastrutture che collegano i servizi di cloud federati, sulle infrastrutture dorsali per i gateway digitali globali, come i cavi sottomarini, nonché sulle azioni preparatorie per creare piattaforme digitali operative per le infrastrutture dei trasporti e dell’energia in tutta l’UE. Gli inviti fanno seguito all’adozione del primo programma di lavoro per la parte digitale del meccanismo per collegare l’Europa nel dicembre 2021, che ha stanziato oltre 1 miliardo di euro di finanziamenti per il periodo 2021-2023.

    Gli inviti a presentare proposte del meccanismo per collegare l’Europa – Digitale sono aperti principalmente a soggetti, comprese le joint venture, stabiliti negli Stati membri e nei paesi o territori d’oltremare. I candidati interessati potranno ottenere maggiori informazioni sulla candidatura, sulla valutazione e sulle procedure di aggiudicazione durante la giornata informativa online che si terrà il 19 gennaio.

    La seconda generazione del meccanismo per collegare l’Europa (MCE) – Digitale (2021-2027) si basa sulla precedente, che ha sostenuto le infrastrutture e i servizi digitali transfrontalieri, nonché l’accesso gratuito a Internet per le comunità locali attraverso l’iniziativa WiFi4EU nel periodo 2014-2020.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione adotta misure per migliorare l’apprendimento permanente e l’occupabilità

    In occasione del vertice sociale di Porto tenutosi a maggio, i leader dell’Unione hanno accolto con favore l’obiettivo a livello UE secondo cui il 60% di tutti gli adulti dovrebbe partecipare annualmente ad attività di formazione entro il 2030. Per aiutare gli Stati membri a realizzare questo obiettivo, la Commissione ha presentato due importanti proposte di raccomandazioni del Consiglio sui conti individuali di apprendimento e sulle microcredenziali, come annunciato nel 2020 nell’agenda per le competenze e nella comunicazione sullo spazio europeo dell’istruzione.

    Un solido bagaglio di competenze apre opportunità alle persone, offre una rete di sicurezza in tempi di incertezza, promuove l’inclusione e l’avanzamento sociale e fornisce all’economia una forza lavoro qualificata, necessaria per la crescita e l’innovazione. Per il successo delle transizioni verde e digitale occorrono lavoratori in possesso delle giuste competenze. La pandemia di COVID-19 ha ulteriormente accelerato la necessità di riqualificazione e sviluppo delle competenze affinché la forza lavoro sia in grado di adeguarsi all’evoluzione del mercato del lavoro e si possano soddisfare le esigenze dei diversi settori.

    Eppure sono troppo poche le persone che partecipano regolarmente ad attività di apprendimento dopo l’istruzione e la formazione iniziali: spesso, infatti, mancano le risorse finanziarie o il tempo per migliorare le proprie competenze o apprenderne di nuove o non si è a conoscenza delle opportunità di apprendimento e dei loro vantaggi. Ad esempio, in oltre il 90% degli attuali posti di lavoro e in quasi tutti i settori è richiesto un certo livello di competenze digitali, ma nel 2019 solo il 56% degli adulti disponeva di competenze digitali di base.

    Le due nuove proposte adottate oggi in materia di conti individuali di apprendimento e microcredenziali contribuiranno ad affrontare queste sfide creando maggiori possibilità di trovare offerte di apprendimento e opportunità di lavoro.

    La proposta della Commissione mira a garantire che ogni persona, indipendentemente dal fatto che abbia o meno un’occupazione, possa avere accesso lungo tutto l’arco della vita a opportunità di formazione adeguate alle proprie esigenze.

    A tal fine, la proposta di raccomandazione del Consiglio affronta le principali strozzature che attualmente impediscono alle persone di formarsi (mancanza di motivazione, di tempo e di risorse finanziarie) chiedendo agli Stati membri, in collaborazione con le parti sociali, di:

    • creare conti individuali di apprendimento e fornire diritti alla formazione a tutti gli adulti in età lavorativa;
    • stabilire un elenco di formazioni di qualità, adatte al mercato del lavoro, che possono beneficiare dei finanziamenti dei conti individuali di apprendimento e rendere tale elenco accessibile mediante un registro digitale, ad esempio a partire da un dispositivo mobile;
    • offrire opportunità di orientamento professionale e convalida delle competenze acquisite in precedenza come pure congedi di formazione retribuiti.

    L’aspetto innovativo della proposta consiste nel mettere la persona al centro dello sviluppo delle competenze. Nella proposta si chiede inoltre agli Stati membri di modulare i finanziamenti in funzione delle esigenze individuali in materia di formazione.

    Le microcredenziali certificano i risultati formativi conseguiti in seguito a piccole esperienze di apprendimento (ad esempio, un corso o una formazione di breve durata). Costituiscono un modo flessibile e mirato di aiutare le persone a sviluppare le conoscenze, abilità e competenze di cui hanno bisogno per il loro sviluppo personale e professionale.

    La proposta della Commissione intende fare in modo che il sistema delle microcredenziali funzioni in tutte le istituzioni, in tutte le imprese e in ogni settore e anche attraverso le frontiere. A tal fine gli Stati membri dovrebbero concordare:

    • una definizione comune di microcredenziali;
    • gli elementi standard che le caratterizzano; e
    • i principi fondamentali secondo cui svilupparle e rilasciarle.

    L’obiettivo è garantire microcredenziali di elevata qualità che siano rilasciate in modo trasparente al fine di generare fiducia in ciò che certificano. Questo dovrebbe contribuire al loro utilizzo da parte dei discenti, dei lavoratori e delle persone in cerca di lavoro che possono beneficiarne. La proposta introduce inoltre raccomandazioni sulle microcredenziali in relazione all’istruzione e alla formazione così come alle politiche del mercato del lavoro, per permettere a tutti di acquisire competenze nuove o supplementari in modo mirato e inclusivo. L’approccio europeo alle microcredenziali è un’iniziativa fondamentale per realizzare lo spazio europeo dell’istruzione entro il 2025. Le microcredenziali possono far parte dell’offerta di apprendimento inclusa nei conti individuali di apprendimento.

    Le proposte saranno negoziate con gli Stati membri. Quando le raccomandazioni saranno state adottate dal Consiglio, la Commissione sosterrà gli Stati membri, le parti sociali e le parti interessate nella loro attuazione. Per quanto riguarda i conti individuali di apprendimento, la rendicontazione e il monitoraggio saranno effettuati nell’ambito del ciclo del semestre europeo.

    Il diritto a un’istruzione, a una formazione e a un apprendimento permanente è sancito nel pilastro europeo dei diritti sociali (principio 1). Tutte le persone dovrebbero avere accesso in qualsiasi momento a un’istruzione e a una formazione di qualità e a una selezione di opportunità di sviluppo delle competenze in funzione delle proprie esigenze. Le competenze sono gli elementi basilari del successo in un mercato del lavoro e in una società in continua evoluzione.

    Nel corso del vertice sociale di Porto e del Consiglio europeo di giugno i leader hanno accolto favorevolmente gli obiettivi principali dell’UE fissati per il 2030 dal piano d’azione del pilastro europeo dei diritti sociali. Conseguire, entro il 2030, una partecipazione annuale ad attività di formazione da parte del 60 % di tutti gli adulti è uno degli obiettivi principali del piano d’azione del pilastro europeo dei diritti sociali. Nel 2016 questo tasso si attestava tuttavia solo al 37%, con modesti progressi registrati negli anni precedenti. A questo ritmo non sarà possibile raggiungere l’ambizioso obiettivo che è stato fissato ed è per questo che le proposte sui conti individuali di apprendimento e sulle microcredenziali sono importanti. Le proposte presentate oggi invitano gli Stati membri a collaborare con le parti sociali e i portatori di interessi affinché la riqualificazione e lo sviluppo delle competenze diventino una realtà per tutti.

    La proposta di raccomandazione del Consiglio sui conti individuali di apprendimento e quella sulle microcredenziali per l’apprendimento permanente e l’occupabilità sono le ultime delle dodici azioni faro annunciate nell’agenda per le competenze per l’Europa e nel piano d’azione del pilastro europeo dei diritti sociali. L’approccio europeo alle microcredenziali è un’iniziativa fondamentale anche per la realizzazione dello spazio europeo dell’istruzione entro il 2025.

    Fonte: Commissione europea

  • Pubblicati i primi inviti a presentare proposte nell’ambito del programma Europa digitale nei settori della tecnologia digitale, della cibersicurezza e dei poli europei dell’innovazione digitale

    La Commissione ha annunciato la prima serie di inviti a presentare proposte nell’ambito del programma Europa digitale. Ciò fa seguito all’adozione dei programmi di lavoro che assegnano una dotazione di quasi 2 miliardi di euro agli investimenti volti all’avanzamento della transizione digitale. Gli inviti sono aperti alle imprese, alle organizzazioni e alle amministrazioni pubbliche degli Stati membri dell’UE, nonché ai soggetti di altri paesi associati al programma Europa digitale.

    Fino alla fine del 2022 tali sovvenzioni saranno destinate a un investimento di oltre 415 milioni di euro nei settori delle infrastrutture cloud to edge, degli spazi di dati, dell’intelligenza artificiale, delle infrastrutture di comunicazione quantistica, dello sviluppo delle competenze digitali e dei progetti che promuovono un internet più sicuro, lottano contro gli abusi sessuali sui minori e la disinformazione.

    Inoltre, sempre fino alla fine del 2022, 43 milioni di euro in sovvenzioni saranno destinati a sostenere la cibersicurezza nel settore sanitario e a creare una rete di centri nazionali di coordinamento per aiutare gli Stati membri ad attuare la legislazione dell’UE in materia di cibersicurezza.

    Il primo invito a presentare proposte riguarda anche la creazione e l’attuazione della rete dei poli europei dell’innovazione digitale. Tali poli sosterranno le imprese private, comprese le PMI e le start-up, e il settore pubblico nella trasformazione digitale.

    Fonte: Commissione europea

  • Trustmeup, la nuova piattaforma digitale che promuove un nuovo modello di sostenibilità

    Non Profit ed E-commerce, due mondi apparentemente distanti, si uniscono nella piattaforma web TrustMeUp, l’unica in grado di trasformare ogni acquisto in donazione e ricompensare ogni donazione, al 100%, in sconti per nuovi acquisti digitali. Il tutto in maniera trasparente e tracciata grazie alla tecnologia blockchain.

    Un modello innovativo di raccolta fondi per il Terzo Settore, con l’obiettivo di raddoppiare il valore delle donazioni e offrire alle aziende una proposta innovativa di CSR condivisa che permette a tutti di comprare donando “a costo zero”. Da un lato, infatti, i consumatori possono donare mediamente il 15% dell’importo speso in uno dei negozi online aderenti alla piattaforma (secondo un modello definito come DonaComprando); dall’altro effettuare una donazione, per qualsiasi importo, a favore di un ente non profit presente all’interno di TrustMeUp e trasformare lo stesso valore in uno sconto digitale, da utilizzare in seguito.

    La piattaforma si presenta come una nuova frontiera dello shopping dimostrando che i consumi, fatti in modo differente, possono impattare sulla società e sostenere il mondo del Non Profit in maniera semplice, sostenibile e senza costi aggiuntivi. Ad ulteriore beneficio dell’utente e a dimostrazione della trasparenza e tracciabilità dello strumento, TrustMeUp emetterà per conto dell’Associazione Non Profit cui è stata fatta la donazione una ricevuta fiscale valida ai fini delle detrazioni fiscali, garantendo un cashback del 5% in media della cifra spesa.

    Presentato in occasione dell’evento “E-Commerce e Non Profit: un nuovo modello di sostenibilità” patrocinato da Assolombarda, TrustMeUp arriva in un momento di profonda crescita per il mondo dello shopping online. Secondo i dati NetComm, gli e-shopper durante i primi due mesi del 2020, sono aumentati di 2 milioni, raggiungendo il totale di 27 milioni, portando così a un incremento dell’e-commerce del 176% nel 2020 rispetto al 4% dell’anno precedente e una previsione di crescita di un ulteriore 19% nel 2021. Meno floridi sono stati gli ultimi mesi per il settore Non Profit, come evidenziano i dati dell’Istituto Italiano della Donazione: il 43% degli enti stima di chiudere il 2021 con una diminuzione delle entrate. Tuttavia una nuova speranza la danno i canali digitali: per il 28,4% nel 2020 le donazioni online sono aumentate o rimaste stabili (58%).

  • In viaggio con Connecting Europe Express, il treno europeo simbolo di innovazione e sostenibilità

    E’ iniziato a Lisbona il 2 settembre e terminerà a Parigi il 7 ottobre il viaggio del treno speciale Connecting Europe Express, iniziativa di punta per l’Anno europeo delle ferrovie 2021, che attraverserà più di 100 città europee nel giro di cinque settimane durante le quali sono previsti eventi e conferenze.

    Tutte italiane le tappe dal 5 al 9 settembre: Torino. Milano, Genova, Vaiano, Roma, Nogara, Brennero. Proprio durante la sosta nel capoluogo lombardo è stata sottolineata dalla Coordinatrice Europea del Corridoio del Mediterraneo, Iveta Radičová, l’importanza di investire, attraverso il Next Generation EU, nel settore delle tecnologie e delle comunicazioni affinché le persone possano il più possibile connettersi con le istituzioni dell’UE e permettere a queste ultime di conoscere al meglio i comportamenti e le necessità dei cittadini dell’Unione. Non poteva perciò che essere il treno a simboleggiare l’idea di connessione tra le genti e le città e Milano ben si colloca in questa strategia perché, come ha dichiarato Herald Ruijters, Direttore Generale DG Move della Commissione europea, “è centrale nella prospettiva nazionale e regionale e all’interno dell’Europa. E’ una scommessa per le numerose vie di comunicazione, per la digitalizzazione delle comunicazioni poiché sta rivestendo un ruolo strategico nel processo di decarbonizzazione dei trasporti per il quale l’UE si sta impegnando fortemente”. Il capoluogo meneghino ha un ruolo strategico grazie alle sue autostrade e alla posizione geografica, da un lato è collegata all’Europa continentale, dall’altra ai Balcani e all’intero bacino del Mediterraneo, per non parlare delle infrastrutture, come l’aeroporto di Malpensa che rivestirà un ruolo fondamentale per i prossimi giochi olimpici invernali.

    Il PNRR italiano ha destinato 62 miliardi di euro per gli interventi sulle infrastrutture e sulla logistica.

    Connecting Europe Express è il risultato di una importante cooperazione tra la Commissione europea, la Comunità delle ferrovie europee (CER), operatori ferroviari europei, gestori dell’infrastruttura e numerosi altri partner a livello locale e dell’UE. Un intenso percorso in treno, quale simbolo degli obiettivi di sostenibilità, innovazione e sicurezza che l’Unione europea persegue in tutte le sue politiche.

  • L’integralismo digitale

    Non ha alcuna importanza se il blackout digitale procurato al sistema informatico della Regione Lazio sia legato ad un attacco di un gruppo di hacker che pretenderebbero un riscatto per riportare alla normalità il sistema regionale oppure, siamo nella seconda ipotesi, se questo terremoto digitale risultasse legato ad un virus inseritosi nel computer di un impiegato a casa in smart working e successivamente utilizzato dal figlio durante una navigazione in siti hot. In entrambi i casi le conseguenti considerazioni non potrebbero modificarsi in alcun modo.

    Nessuno oggi è in grado di quantificare gli effetti di questa “guerra informatica”, soprattutto in relazione ai  “dati sensibili” ai quali dovrebbe venire assicurata la massima tutela, oppure ai profili personali che dovrebbero godere della privacy più assoluta o anche alle semplici banche dati. Attualmente, quindi, si brancola ancora nel buio in relazione alla genesi di questo atto di “terrorismo digitale“.

    Da anni, giustamente, gli investimenti in Cyber security continuano ad aumentare quanto gli esiti vincenti di attacchi tanto a siti istituzionali quanto ad aziende private. Finora questo tipo di problematiche legate alla malavita digitale ha avuto effetti pericolosi ed onerosi economicamente “solo“ per i singoli Stati o le imprese private.

    In piena pandemia e soprattutto in piena campagna di vaccinazione, invece, questo attacco, di fatto, ha bloccato pericolosamente la possibilità di prenotarsi per i prossimi vaccini e, di conseguenza, l’iter per ottenere il Green pass e quindi la stessa libertà dei singoli. Una situazione che si ripercuote direttamente sulla salute e sulla possibilità di libertà di movimento che il vaccino e il Green pass combinati assieme possono assicurare. Di fatto i cittadini della Regione Lazio si trovano in una situazione di default sanitario in relazione alla campagna vaccinale pagando le conseguenze in prima persona.

    È la prima volta che la cittadinanza è colpita da un attacco informatico limitando la possibilità ai cittadini stessi di accedere alle strutture sanitarie dedicate nello specifico alla campagna vaccinale. Questo effetto dovrebbe far pensare e rendere meno integralista la digitalizzazione della nostra economia e della nostra esistenza quotidiana. Per il semplice motivo che nel momento in cui un attacco informatico avesse per obiettivo la struttura digitale relativa ai pagamenti ed ai prelievi stessi presso i bancomat allora l’intera popolazione si troverebbe assolutamente priva di risorse economiche e di sostentamento, anche solo per una semplice spesa alimentare.

    Nella quotidianità della vita rappresenta di certo una forma di intelligenza quella di mantenere sempre una possibilità alternativa rispetto a quella in attuazione al fine di assicurare comunque lo “standard giornaliero qualitativo e valoriale” raggiunto. Nel momento in cui, invece, una parte dell’establishment economico e politico intende digitalizzare completamente ogni forma di pagamento allora un attacco informatico produrrebbe un default devastante per l’intera cittadinanza nella sua complessità.

    Mentre purtroppo per l’accesso ai sistemi sanitari e soprattutto al sistema di vaccinazione non esiste ancora un’alternativa per quanto riguarda i sistemi i pagamenti, l’uso del contante, ora più che mai, dovrebbe venire tutelato per evitare gli effetti devastanti di un attacco informatico che avesse per obiettivo i sistemi di pagamento elettronici.

    L’integralismo digitale che ammanta  buona parte della politica e del mainstream europeo dovrebbe trarre una serie di considerazioni importanti proprio in relazione alla sempre maggiore esposizione digitale” alla quale si sta portando l’intero sistema politico ed economico come quello relativo ai rapporti con la pubblica amministrazione.

    In questo contesto l’obiettivo di rendere sempre operativo e non penalizzante una possibilità alternativa al sistema informatico e all’uso del contante dovrebbe diventare un obiettivo di sicurezza finalizzato al mantenimento, anche se sotto attacco informatico, degli standard acquisiti.

    Una scelta che dimostrerebbe la volontà di assicurare il mantenimento dello stato dell’arte ad un sistema complesso come quello economico, politico e sociale di una società evoluta rispetto alla pura esaltazione dello strumento digitale.

  • La Commissione propone un’identità digitale affidabile e sicura per tutti gli europei

    La Commissione ha proposto un quadro relativo a un’identità digitale europea che sarà disponibile per tutti i cittadini, i residenti e le imprese dell’UE. I cittadini potranno dimostrare la propria identità e condividere documenti elettronici dai loro portafogli europei di identità digitale semplicemente premendo un tasto sul telefono. Potranno accedere ai servizi online con la loro identificazione digitale nazionale, che sarà riconosciuta in tutta Europa. Le piattaforme molto grandi saranno tenute ad accettare l’utilizzo dei portafogli europei di identità digitale su richiesta dell’utente, ad esempio per dimostrarne l’età. L’utilizzo del portafoglio europeo di identità digitale sarà sempre a discrezione dell’utente.

    In virtù del nuovo regolamento, gli Stati membri offriranno ai cittadini e alle imprese portafogli digitali in grado di collegare le loro identità digitali nazionali con la prova di altri attributi personali (ad esempio patente di guida, diplomi, conto bancario). Purché siano riconosciuti da uno Stato membro, tali portafogli potranno essere forniti da autorità pubbliche o da soggetti privati.

    I nuovi portafogli europei di identità digitale consentiranno a tutti gli europei di accedere ai servizi online senza dover utilizzare metodi di identificazione privati o condividere inutilmente dati personali. Con questa soluzione avranno il pieno controllo dei dati che condividono.

    L’identità digitale europea sarà disponibile per chiunque voglia utilizzarla: tutti i cittadini, i residenti e le imprese dell’UE che desiderino avvalersi dell’identità digitale europea potranno farlo; sarà di ampio utilizzo: i portafogli europei di identità digitale potranno essere utilizzati ampiamente quale mezzo di identificazione degli utenti o per provare determinati attributi personali, allo scopo di accedere a servizi digitali sia pubblici che privati in tutta l’Unione; permetterà agli utenti il controllo dei propri dati: i portafogli europei di identità digitale consentiranno alle persone di scegliere quali aspetti relativi all’identità, ai dati e ai certificati condividere con terzi e di tenere traccia di tale condivisione. Il controllo degli utenti garantisce che siano condivise solo le informazioni che è necessario condividere.

    Affinché diventi una realtà il prima possibile, la proposta è accompagnata da una raccomandazione. La Commissione invita gli Stati membri a predisporre un pacchetto di strumenti comuni entro settembre 2022 e ad avviare immediatamente i necessari lavori preparatori. Tale pacchetto di strumenti dovrebbe includere l’architettura tecnica, le norme e gli orientamenti sulle migliori pratiche.

    Parallelamente al processo legislativo, la Commissione lavorerà con gli Stati membri e il settore privato agli aspetti tecnici dell’identità digitale europea. Attraverso il programma Europa digitale la Commissione sosterrà l’attuazione del quadro europeo relativo a un’identità digitale e molti Stati membri hanno previsto progetti per l’attuazione di soluzioni di e-government, compresa l’identità digitale europea, nei rispettivi piani nazionali nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

    Fonte: Commissione europea

  • Il declino digitale

    E’ evidente, e non da oggi, come la soluzione indicata per molte problematiche complesse ed articolate venga individuata, in modo decisamente semplicistico, nella facile applicazione di un algoritmo. Questo, utilizzato come un vero e proprio “strumento salvifico”, in buona sostanza permette di giustificare qualsiasi decisione purché supportata dalle risultanti dello stesso strumento algoritmico. L’utilizzo di questa forma di innovazione tecnologica nel settore privato sostanzialmente nasce dalla necessità di usufruire di uno strumento aggiuntivo per la comprensione tanto dell’andamento dei mercati e dei consumi, espressione dei diversi profili di consumatori (si pensi anche alla platea dei risparmiatori) quanto di quello dei costi delle materie prime in prospettiva.

    Contemporaneamente il sempre maggiore utilizzo dello strumento algoritmico trova un maggiore utilizzo in funzione di una riduzione dei costi fissi, specialmente se “amministrativi”. Si pensi, per esempio, alle banche d’affari le quali da anni stanno sostituendo molte posizioni di analisti finanziari con la semplice applicazione di un algoritmo.

    In ambito politico la realtà scaturita dallo strumento algoritmico permette a persone prive di ogni competenza di appropriarsi dei risultati algoritmici venduti come realtà indiscutibili e talvolta come espressione delle proprie specifiche competenze. Se, poi all’interno dei fattori caratterizzanti dello stesso algoritmo vengano inseriti, o peggio, omessi parametri fondamentali il quadro che ne esce può risultare decisamente fuorviante.

    La Regione Lombardia in questo senso, ma sicuramente il quadro è simile in tutte le regioni italiane, riesce ad ammettere candidamente come nella rilevazione giornaliera dei “positivi” non vengano distinti i nuovi positivi (primo contagio) rispetto a quanti già precedentemente positivi e quindi al secondo o terzo tampone.

    In altre parole, l’algoritmo individuato come l’unico strumento dal quale trarre basi per elaborare una strategie di contenimento della pandemia dipende anche da una corretta rilevazione dei contagi.

    Viceversa, si arriva a conteggiare la medesima positività, cioè la medesima persona positiva, anche tre volte nell’arco di 10 giorni.

    Non è necessario avere delle competenze scientifiche e tantomeno matematiche per comprendere come il non aver distinto tra nuove e vecchie positività incida in modo notevole tanto per il calcolo dell’andamento dei contagi quanto per il calcolo della percentuale di positività rispetto ai tamponi effettuati. Ogni strategia che ne consegua nasce dall’analisi di dati assolutamente non indicativi della realtà. Senza dimenticare come in questo modo non si riesca neppure a trarre una rilevazione veritiera relativa all’efficacia delle terapie farmacologiche in rapporto al fattore temporale i cui risultati vengono vanificati dall’inserimento della persistenza di una positività all’interno dei nuovi contagi.

    Una responsabilità che va interamente attribuita agli ideatori di questo incredibile errore progettuale algoritmico e ad una classe politica che dopo un anno non si è accorta, per propria incapacità, di questo errore strutturale.

    In ultima analisi, questo strumento algoritmico individua in modo inequivocabile come il declino culturale di un paese non possa essere aggirato con il semplice inserimento di uno strumento matematico e scientifico, anzi questo diventa espressione di una nuova forma di declino culturale. Quello digitale.

  • La Commissione propone iniziative per tutelare i diritti dei minori

    La Commissione ha adottato la prima strategia generale dell’UE sui diritti dei minori, nonché una proposta di raccomandazione del Consiglio che istituisce una garanzia europea per l’infanzia, al fine di promuovere pari opportunità per i minori a rischio di povertà o di esclusione sociale. Per preparare entrambe le iniziative la Commissione, in associazione con le principali organizzazioni globali per i diritti dei minori, ha raccolto il parere di oltre 10 000 minori. Sei le aree tematiche e l’azione proposta.

    I minori come agenti di cambiamento nella vita democratica: la Commissione propone una serie di azioni, dalla produzione di testi giuridici adatti ai minori all’organizzazione di consultazioni con i minori nel contesto della conferenza sul futuro dell’Europa e dell’attuazione del patto per il clima e del Green Deal. Gli Stati membri dovrebbero da parte loro consentire la partecipazione dei minori alla vita civica e democratica.

    Il diritto dei minori di realizzare pienamente il loro potenziale indipendentemente dal loro contesto sociale: la Commissione intende istituire una garanzia europea per l’infanzia per combattere la povertà e l’esclusione sociale dei minori. Si occuperà, ad esempio, anche della salute mentale dei minori e aiuterà a sostenere un’alimentazione sana e sostenibile nelle scuole dell’UE. Si impegnerà inoltre per migliorare le norme sull’educazione e la cura della prima infanzia in tutta l’UE e per assicurare un’istruzione inclusiva di qualità.

    Il diritto dei minori di essere liberi dalla violenza: la Commissione proporrà testi legislativi volti a combattere la violenza di genere e la violenza domestica e formulerà raccomandazioni per prevenire le pratiche dannose nei confronti delle donne e delle ragazze. Gli Stati membri sono invitati a creare sistemi integrati di protezione dei minori e migliorarne il funzionamento, rafforzare la risposta nazionale alla violenza nelle scuole e adottare atti legislativi nazionali per porre fine alle punizioni corporali in tutti i contesti.

    Il diritto dei minori a una giustizia a misura di minore in quanto vittime, testimoni, indagati o imputati per la commissione di un reato, o parti in qualsiasi procedimento giudiziario. La Commissione contribuirà, ad esempio, alla formazione giuridica specializzata e collaborerà con il Consiglio d’Europa per attuare le linee guida del 2010 per una giustizia a misura di minore; gli Stati membri sono invitati a sostenere, fra l’altro, la formazione, e a sviluppare solide alternative all’azione giudiziaria, quali le alternative alla detenzione o la mediazione nei casi civili.

    Il diritto dei minori di navigare in sicurezza nell’ambiente digitale e di sfruttarne le opportunità: la Commissione aggiornerà la strategia europea per un internet migliore per i ragazzi; la proposta di legge sui servizi digitali mira a rendere sicura l’esperienza online. La Commissione invita gli Stati membri ad attuare efficacemente le norme sulla protezione dei minori contenute nella direttiva riveduta sui servizi di media audiovisivi e a favorire lo sviluppo delle competenze digitali di base dei minori. La Commissione esorta inoltre le imprese del settore delle TIC a lottare contro i comportamenti nocivi online e a rimuovere i contenuti illegali.

    I diritti dei minori nel mondo: i diritti dei minori sono universali e l’UE ribadisce il suo impegno a proteggerli, promuoverli e rispettarli in tutto il mondo e nei contesti multilaterali. Ad esempio, assegnerà il 10 % dei finanziamenti per gli aiuti umanitari all’istruzione nelle situazioni di emergenza e nelle crisi prolungate. La Commissione intende elaborare un piano d’azione per i giovani entro il 2022 per promuovere la partecipazione dei giovani e dei bambini a livello mondiale, e rafforzare le capacità di protezione dei minori nelle delegazioni dell’UE. La Commissione applica inoltre una politica di tolleranza zero nei confronti del lavoro minorile.

    Nel 2019 quasi 18 milioni di minori nell’UE (il 22,2 % dei minori) vivevano in famiglie a rischio di povertà o di esclusione sociale. Questa situazione genera un ciclo intergenerazionale di svantaggio, con effetti profondi e a lungo termine sui minori. La garanzia europea per l’infanzia mira a spezzare questo circolo vizioso e a promuovere le pari opportunità garantendo l’accesso a una serie di servizi fondamentali per i minori in stato di necessità (persone di età inferiore a 18 anni a rischio di povertà o di esclusione sociale).

    Nell’ambito della garanzia europea per l’infanzia, si raccomanda agli Stati membri di permettere ai minori bisognosi di accedere gratuitamente ed efficacemente a: educazione e cura della prima infanzia, ad esempio evitando la segregazione scolastica; istruzione e attività scolastiche, ad esempio fornendo attrezzature adeguate per l’insegnamento a distanza e organizzando gite scolastiche; almeno un pasto sano per ogni giornata scolastica; e assistenza sanitaria, ad esempio agevolando l’accesso a esami medici e programmi di screening sanitario. Tali servizi dovrebbero essere gratuiti e facilmente accessibili ai minori in stato di necessità.

    La Commissione raccomanda inoltre che gli Stati membri forniscano ai minori bisognosi un accesso effettivo a un’alimentazione sana e a un alloggio adeguato: ad esempio, i minori dovrebbero ricevere pasti sani anche al di fuori della scuola e i minori senza fissa dimora e le loro famiglie dovrebbero avere accesso a un alloggio adeguato.

    Nell’individuare i minori in stato di necessità e nel formulare le misure nazionali, gli Stati membri dovrebbero tenere conto delle esigenze specifiche dei minori che provengono da contesti svantaggiati, come quelli senza fissa dimora, con disabilità, con situazioni familiari precarie, provenienti da contesti migratori, appartenenti a una minoranza etnica o che ricevono assistenza alternativa.

    L’UE mette a disposizione finanziamenti a sostegno di tali azioni nell’ambito del Fondo sociale europeo Plus (FSE+), che finanzia progetti destinati a promuovere l’inclusione sociale, lottare contro la povertà e investire nelle persone, nonché del Fondo europeo di sviluppo regionale, di InvestEU e del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

    L’attuazione della strategia dell’UE sarà monitorata a livello nazionale e dell’Unione, e la Commissione riferirà sui progressi compiuti in occasione della riunione annuale del Forum europeo per i diritti dei minori. Alla fine del 2024 sarà svolta una valutazione della strategia, con la partecipazione di minori.

    La Commissione invita gli Stati membri ad adottare rapidamente la proposta di raccomandazione del Consiglio che istituisce una garanzia europea per l’infanzia. Entro sei mesi dalla sua adozione, i governi sono invitati a presentare alla Commissione piani d’azione nazionali sulle modalità di attuazione. La Commissione monitorerà i progressi compiuti attraverso il semestre europeo e pubblicherà, ove necessario, raccomandazioni specifiche per paese.

    Fonte: Commissione europea

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