donne

  • Arrivano la legge contro le violenze domestiche e misure contro la violenza sugli animali

    Via libera definitivo del Senato al disegno di legge sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, il cosiddetto Codice rosso. Il provvedimento, che ha incassato l’ok definitivo del Parlamento e che con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale sarà quindi legge, ha ottenuto 197 sì e 47 astenuti. Tra gli astenuti Leu e Pd.

    La nuova legge prevede anzitutto una corsia preferenziale con indagini veloci per i reati legati alla violenza sulle donne. Insomma, un ‘codice rosso’ che si applica alla trattazione di casi che hanno a che fare con la violenza domestica e di genere, in analogia al ‘codice rosso’ che nei pronto soccorso indica stati di salute particolarmente gravi da trattare con urgenza. I ventuno articoli del provvedimento catalogano i reati attraverso i quali si esercita la violenza domestica e di genere e oltre a stabilire pene più severe per la violenza sessuale e lo stalking introduce due nuovi reati: quelli di revenge porn ed anche quello di sfregi al viso.

    In base alle nuove disposizioni, si prevede che la polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato da ‘codice rosso’, riferisca immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale. Il pubblico ministero, entro tre giorni, assume informazioni dalla persone offesa o da chi ha denunciato il reato (in termine di tre giorni può essere prorogato solo in casi eccezionali, a tutela della persona offesa o per la riservatezza delle indagini).

    La violenza sessuale viene punita con la reclusione da 6 a 12 anni. Finora, per questa fattispecie di reato la reclusione andava da 5 a 10 anni. Per la violenza sessuale in danno di minori fino a 10 anni la pena base è raddoppiata, per la violenza nei confronti dei minori da 10 a 14 anni la pena base è aumentata della metà (diventa dunque reclusione da 9 a 18 anni, mentre per la violenza nei confronti di minori da 14 a 18 anni la pena base è aumentata di un terzo). Per il delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi l’attuale pena della reclusione da 2 a 6 anni è stata sostituita con la reclusione da 3 a 7 anni, mentre per il reato di stalking la reclusione è stata portata da 6 mesi a 5 anni a un minimo di un anno fino a un massimo di 6 anni e 6 mesi. Per il ‘revenge porn’, ossia il reato di diffusione illecita di immagini o video pornografici è stata prevista la pena della reclusione da uno a sei anni, con multa da euro 5.000 a euro 15.000, a carico di chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde, senza l’espresso consenso delle persone interessate, immagini o video sessualmente espliciti, destinati a rimanere privati. Infine è stato inserito nel codice penale il reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, punito con la reclusione da 8 a 14 anni.

    Per implementare le nuove norme è stata anche prevista l’attivazione di specifici corsi di formazione per il personale della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Polizia penitenziaria preposto alle attività di prevenzione e al perseguimento dei reati di violenza domestica e di genere e interviene nel trattamento penitenziario delle persone condannate per reati di violenza domestica e di genere.

    Dal 18 luglio è attiva anche la casella di posta elettronica SOSanimali.viminale@interno.it, per raccogliere le segnalazioni di maltrattamenti di animali. L’iniziativa segue il finanziamento di 1 milione di euro destinato alle regioni per il potenziamento dei servizi finalizzati ad intercettare situazioni di illegalità, scongiurando possibili rischi per gli amici a quattro zampe. Le risorse sono assegnate sulla base di piani di azione, di durata semestrale, costruiti in stretto raccordo con tutti gli enti e le amministrazioni interessate, messi a punto dalle Prefetture dei capoluoghi di regione.

  • All’insegna della sostenibilità e dei nuovi materiali l’edizione 2019 del Premio ‘Tecnovisionarie’

    Rispondere ai bisogni del presente proteggendo il futuro. E’ questo il principio al quale si ispira la XIII Edizione del Premio Internazionale Tecnovisionarie®, promosso da Women&Technologies® – Associazione Donne e Tecnologie -, che quest’anno ha come tema portante “Sostenibilità e Nuovi Materiali” e si svolgerà martedì 3 luglio, alle ore 18,30 a Palazzo Pirelli a Milano.  

    Genialità, creatività, intraprendenza, spirito di iniziativa, lungimiranza, solidarietà, capacità di sapere guardare oltre le convenzioni: tutto questo alla base di un premio che ogni anno è attribuito a donne che, nella loro attività professionale, hanno testimoniato di possedere visione, privilegiando l’impatto sociale, la trasparenza nei comportamenti e l’etica. L’edizione 2019 focalizza l’attenzione sul valore che la tecnologia e la chimica ha dato alla lavorazione del materiale, trasformandolo e perfezionando sempre più quella straordinaria capacità che l’uomo ha avuto, sin dai tempi più antichi, di riuscire a plasmarlo. I materiali di domani saranno perciò “intelligenti”, in grado di svolgere più di una funzione e di prendere il posto di congegni e dispositivi oggi in uso. Fil rouge migliore non potrebbe esserci con l’obiettivo del riconoscimento. “Il Premio Tecnovisionarie vuole rappresentare un importante tassello di cambiamento culturale: premiando il merito femminile si premiano quelle donne il cui contributo al progresso economico, scientifico e sociale è fondamentale per la crescita del Paese. Sono le ‘Tecnovisionarie’ nel settore della ricerca, dell’innovazione, dell’impresa, dei media e della cultura” –  afferma Gianna Martinengo, ideatrice del Premio. “Abbiamo da sempre creduto fortemente – prosegue – nell’importanza di investire nelle donne e nelle loro capacità in un mondo alla ricerca di affidabilità, di crescita e di equità. Obiettivi che ci poniamo ogni giorno con l’Associazione, una realtà consolidata, ma soprattutto un qualificato network che consente di condividere conoscenze ed esperienze basate sui principi in cui ci riconosciamo“.

    Scelte da una giuria di qualità, le nove Tecnovisionarie 2019 insignite del Premio sono:

    Daniela Trabattoni, Director of Women’s Heart Center Interventional Cardiology Unit 3, Centro Cardiologico Monzino (Categoria Salute), Marinella Levi, Professore Ordinario, CMIC Politecnico Milano (Categoria Ricerca Scientifica), Emilia Rio, Direttore Risorse Umane, HSE, Organizzazione e Change Management, A2A, Presidente AMSA S.p.A. (Categoria Energia Rinnovabile e Ambiente), Marina Gandini, Junior Research Scientist presso Glass to Power, spin off dell’Università di Milano Bicocca (Categoria Energia Rinnovabile e Ambiente), Jayshree Seth, Corporate Scientist and Chief Science Advocate, 3M US (Categoria Ricerca applicata), Silvia Bencivelli, Medico, giornalista scientifica e conduttrice radiofonica e televisiva (Categoria Divulgazione scientifica); Premio Speciale Arte e Scienza Sonia Bergamasco, attrice e regista; Premio Speciale Pubblica Amministrazione Monica Parrella, Direttrice Generale del Personale del Ministero dell’Economia e delle Finanze;  Premio Speciale Europa: Jill Morris, Ambasciatore britannico in Italia e San Marino.

    L’evento 2019 sarà caratterizzato anche da un’esperienza raffinata di gusti, tra tradizione e innovazione, a cura della società di catering T’a Milano di Tancredi e Alberto Alemagna; la tela d’arte della collezione ANITÀ, che le premiate riceveranno è stata creata appositamente per il Premio e dedicata alle donne che hanno saputo coniugare “cuore e invenzione” raggiungendo traguardi al servizio degli altri”.

    Media partner di questa edizione è il magazine ELLE, diretto da Maria Elena Viola, il brand internazionale (45 edizioni nel mondo) nato in Francia nel 1945, che da sempre segue e sostiene l’evoluzione del mondo femminile perché ELLE considera le donne le protagoniste del cambiamento, la vera energia alla base della società.

  • Da L’Oréal e Unesco sei borse di studio per sei giovani ricercatrici italiane

    Al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano L’Oreal e Unesco hanno premiato con 6 borse di studio da 20mila euro l’una altrettante ricercatici under 35. Giunto alla 17esima edizione, il premio ha finora consentito a un totale di 88 scienziate di portare avanti i propri progetti in ambito Stem (scienza, tecnologia e matematica).

    Presenti il ministro dell’istruzione Marco Bussetti, l’amministratore delegato di L’Oreal Italia Francois Xavier Fenart, il segretario generale della commissione nazionale italiana per l’Unesco Enrico Vicenti, il rettore dell’Università Federico II di Napoli Gaetano Manfredi e il presidente della giuria L’Oreal Italia per le donne e la scienza (che ha esaminato 350 progetti) Lucia Votano. Le borse di studio sono state conferite a Silvia Celli, per il progetto sui meccanismi di accelerazione e fuga delle particelle da sorgenti astrofisiche galattiche, a Teresa Mazza, per il progetto di medicina personalizzata del diabete di tipo 2, a Federica Mezzani, per il progetto Minor (droni di ultima generazione per la localizzazione delle mine antiuomo), ad Alice Sciortino, per il progetto relativo alle proprietà ottiche ed elettriche di sistemi ibridi basati su nano materiali di carbonio, ad Ester Pagano, per il progetto sul ruolo di una proteina nel tumore colon-retto, e a Paola Tognini, per il progetto sulle influenze del metabolismo e della microflora intestinale sul cervello. Tutte le ricercatrici premiate svolgono la propria attività presso atenei italiani.

    “Tutte queste donne danno vita a una preziosa comunità di scienziate il cui numero aumenta di anno in anno. Sono stati fatti progressi concreti nella lotta per la parità ma la strada è ancora lunga”, ha commentato Fenart. “Attualmente le donne costituiscono soltanto il 30% dei ricercatori scientifici a livello globale e soltanto il 3% dei premi Nobel per la scienza è stato assegnato a scienziate”, ha sottolineato Vicenti. Per il Ministro Bussetti “la partecipazione delle donne è determinante per portare un valore aggiunto in termini di eccellenza, in Italia vigileremo affinché vengano soddisfatte queste condizioni. Senza ricerca non c’è innovazione e senza innovazione non c’è sviluppo”.

     

  • OEA/CIM, Lanzamiento de la Ley Modelo en las Américas contra el feminicidio

    El pasado viernes 15 de marzo de 2019, en la sede de la OEA, la Comisión Interamericana de Mujeres lanzó oficialmente la Ley Modelo Interamericana para Prevenir, Sancionar y Erradicar la Muerte Violenta de Mujeres y Niñas (Femicidio/Feminicidio), documento que busca crear o actualizar la legislación en la región, así como fortalecer las acciones integrales de prevención, protección, atención, investigación, persecución, sanción y reparación para garantizar el derecho de todas las mujeres y niñas a una vida libre de violencia, tal como lo establece la Convención de Belém do Pará, instrumento internacional suscrito y ratificado por 32 Estados de la región.

    El encuentro fue inaugurado por Luis Almagro, Secretario General de la OEA, quién destacó la importancia de redoblar los esfuerzos para combatir los femicidios en la región. Rita Segato, reconocida antropóloga argentina que dictó una conferencia magistral sobre el origen de la muerte de mujeres por razones de género, señaló que “la capacitación a estudiantes de derecho y publicidad es fundamental para combatir los femicidios y contribuir con el cambio cultural”.  Posteriormente, Sylvia Mesa, Presidenta del Comité de Expertas del MESECVI, y Paula Narvaéz, Asesora de la Oficina Regional de ONU Mujeres para las Américas y El Caribe, presentaron los detalles de la Ley Modelo y el trabajo conjunto entre los mecanismos para materializar este instrumento.

    Noelia Díaz Esquivel, Secretaria General del Sindicato de Periodistas de Paraguay, y Arlette Contreras, abogada e inspiradora del movimiento Ni Una Menos en Perú, compartieron sus testimonios y la situación en sus respectivos países. Ambas, además de ser destacadas activistas y defensoras de derechos humanos, son sobrevivientes de intentos de femicidio que han tenido que enfrentar la exposición mediática, la impunidad en los procesos judiciales y la revictimización producto de la violencia institucional y mediática.

    El evento contó también con la participación de Liriola Leoteau, Directora Ejecutiva del Instituto Nacional de la Mujer de Panamá (INAMU) y Presidenta del MESECVI; Carmen Moreno Toscano, Secretaria Ejecutiva de la CIM; Luz Patricia Mejía Guerrero, Secretaria Técnica del MESECVI; y Rosa Celorio, Vice-Decana de Derecho Internacional y Profesora de la Escuela de Derecho de la Universidad de George Washington.

    El femicidio es la expresión más extrema e irreversible de la violencia y discriminación contra las mujeres, radicalmente opuesto a todos los derechos y garantías establecidos en las legislaciones internacionales y nacionales en materia de derechos humanos. Así lo ha reiterado el Comité de Expertas del MESECVI, a través del Tercer Informe Hemisférico sobre Prevención.

  • Estonia set to have first female prime minister as pro-Western party and women make major gains in election

    Estonia’s opposition centre-right Reform Party smashed the pre-election polling projections to secure a resounding victory over the ruling centre-left government of Prime Minister Juri Ratas, making a major triumph for the victorious party’s pro-Western leader, Kaja Kallas.

    Kallas is now poised to become Estonia’s first female prime minister and a woman is far from unknown in Brussels. The 41-year old previously served as a European Parliamentarian and she is the daughter of former Estonian prime minister and ex-EU commissioner, Siim Kallas.

    The March 3 election was a major triumph for Estonia’s women politicians as the electorate voted in a record 29 women into the 101-seat parliament., Estonia will now have one of the highest percentages of women lawmakers in Europe and by far the country’s highest since it gained its independence following the dissolution of the Soviet Union in 1991.

    The stunning election win for the Reform Party comes after less than a year with Kallas at the helm.  What made her victory even more unlikely was that the current government has led Estonia through a period of rapid economic growth and record-low unemployment.

    The Reform Party will now After having secured 28.8% of the overall vote, the Reform Party will now have 34 seats in the Riigikogu, the country’s 101-seat parliament.

    Following a trend that has been spreading across Europe since the 2016 Brexit referendum, Eurosceptic and nationalist parties also fared well in the election, with the right-wing EKRE party doubling its electoral influence after it secured 17.8% of the vote. The Conservative People’s Party of Estonia (EKRE) secured 43,7% of the Diaspora vote from polling stations opened in 35 countries.

    Estonia’s president is due to nominate Kallas as prime minister, who will, in turn, begin negotiations to form a coalition. She needs to navigate between the Eurosceptic nationalists from EKRE and the ruling pro-Russian Estonia Centre Party.

    On most issues, the Estonia Centre Party is Reform’s natural ally, but the two parties have significant policy differences, particularly on taxation and foreign policy, particularly towards Russia. Centre has been advocating for increasingly progressive taxation following the Finnish model, while Reform has championed a flat tax that would follow the Irish model.

    Reform may look to form a government with smaller parties that align more closely on key policy issues with Kallas saying, “We will keep all the options open for a coalition.”

    Since being the victim of one of the world’s first cyber warfare attacks by Russia in 2007, Estonia has evolved into one of the most technologically advanced countries in the world.

    The Estonian government’s e-Estonia project and its virtual X-Road platform allow its citizens to manage their health care coverage, banking, tax-paying, policing, and education through a broadband or fibre optic networks that connect the whole country.

    Legislators can digitally enact laws through a programme called e-Cabinet, while Estonia’s 1.3 million citizens use e-voting to elect and communicate with the nation’s politicians.

  • Cristiana Muscardini relatrice al convegno di Firenze ‘Le donne del Parlamento europeo’

    In occasione della giornata della donna e in vista delle prossime elezioni europee Villa Finaly e gli Archivi storici dell’Unione europea organizzano a Firenze, giovedì 7 marzo 2019, dalle 14:30 alle 18, una conferenza di studio e dibattito con la partecipazione di accademiche, politiche e attiviste per i diritti delle donne. Al convegno, intitolato LE DONNE DEL PARLAMENTO EUROPEO interverrà, tra gli altri l’On. Cristiana Muscardini che con Laura Ferrara, Maria Grazia Rossilli e Francesca Russo, moderate dalla giornalista Francesca Venturi, discuterà delle prospettive e aspettative che riguarderanno le prossime elette al Parlamento europeo. Nelle precedenti sessioni con Federica Di Sarcina, Maria Pia Di Nonno, Luciana Castellina e Monica Baldi si ricorderanno il ruolo e l’importanza che dal 1979 ad oggi hanno avuto alcune eurodeputate nella storia del Parlamento europeo dalle elezioni del 1979 fino a oggi  quali Simone Veil e Nicole Fontaine.

  • Decathlon under fire for introducing and then withdrawing Islamic sports attire plans for French market

    French sporting goods retailer Decathlon has controversially decided to withdraw plans to launch a line of clothing with an Islamic veil for Muslim sportswomen after the products’ marketing sparked a major controversy among French politicians.

    The company said on February 26 that it made “a conscious decision” to no longer advertise the product in France. The decision came after the company sparked an earlier row by launching a special hijab, or headscarf, for Muslim women joggers, which reignited the debate over the personal freedoms for observant Muslim women and France’s strict laws that guard the country’s mandated secularism.

    The move from Decathlon, which can be seen as a business decision, raises the question of what happens when the religious freedom of the individual comes head to head with backlash from certain political quarters. According to Decathlon, the launch and Islamic sports garment in France followed a request by the company’s female customers in Morocco, where the product is already being sold.

    The modified sports veil gives female runners “extra comfort and breathability” whilst still “covering their neck and heads” in accordance with certain Islamic laws governing the covering of a woman’s head.

    Intolerance in politics

    Leading French politicians, however, have lined up to criticise the move, including Health Minister Agnès Buzyn, who told French radio that he “would have preferred that a French brand not promote the veil”. Buzyn’s comments were supported by Nicolas Dupont-Aignan, founder of France’s Eurosceptic nationalist party Debout La France also criticised Decathlon and even asked French shoppers to stop buying the company’s products.

    “I’ve got two daughters who don’t want to live in a country where a woman’s place in society regresses in the same way as it has in Saudi Arabia,” Dupont-Aignan tweeted, adding, “I’m calling for a boycott of the Decathlon brand for promoting this type of clothing”.

    France’s former justice minister, François Bayrou, also joined the chorus of those who called Decathlon’s move ‘provocative’ and suggested that the introduction of a sports hijab was unnecessary. “Muslim women who want to exercise put a knit cap on”, Bayrou said.

    One of the few public figures coming to Decathlon’s defence has been Angélique Thibault, the head Decathlon’s Kalenji jogging range, who said she was inspired to design the piece in the hope that “every woman can run in every district, in every city, in every country, regardless of her sporting level, her state of fitness, her shape, and her budget. And regardless of her culture”.

    The controversy over the status of Islamic cultural norms in France is only the latest in a series of political rows that have centred around the dress code of Muslim women in a country with nearly 10 million Muslims, roughly 6.6% of the population.

    The conservative government of former President Nicolas Sarkozy banned full-face coverings in France in 2010 and was accused by rights groups of stigmatising Muslim women.

    That original ban was followed six years later when scores of mayors in French coastal towns issued beach bans on “burkinis” – full-body swimsuits worn by some Muslim women.

    The bans were swiftly ruled illegal by France’s highest administrative court, but the controversy surrounding the appearance of Islamic beachwear sparked an intense political debate about the French principle of laïcité – secularism built on the strict separation of church and state.

  • 101 ritratti di Paolo Spadacini per dire No alla violenza sulle donne

    Presentato a Milano Io non mi volto 101 ritratti contro la violenza sulle donne, volume fotografico di Paolo Spadacini, edito da Skira, in cui alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, del cinema, della cultura e dello sport come Michelle Hunziker, Cindy Crawford, Valentina Vezzali, Melissa Satta, Lina Wertmüller, Mara Maionchi, Malika Ayane, Umberto e Paolo Veronesi, Stefano Zecchi, Vittorio Sgarbi, Davide Oldani, Aldo Grasso, Pippo Baudo, Alessandro Cecchi Paone, Carlo Ancelotti sono stati ritratti per uno scopo benefico: dire basta alla violenza sulle donne. Parte del ricavato delle vendite del libro, infatti, andrà all’associazione ‘Doppia Difesa Onlus’ fondata nel 2007 da Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno, che offre sostegno e tutela alle vittime di violenza, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica.

    Paolo Spadacini è stato assistente di alcuni dei più grandi fotografi degli anni Settanta. Successivamente apre un suo studio fotografico e si specializza in moda e still life, senza abbandonare la sua grande passione, il reportage, che lo porta a viaggiare in tutto il mondo per fotografare non tanto i luoghi quanto la gente. Nel 1990 apre una sua agenzia di pubblicità, la Show up e nel 2003 la sua attuale agenzia The Beef. Collabora con fotografi e registi, come Tornatore e Muccino, insieme ai quali realizza alcune delle più importanti campagne pubblicitarie internazionali, tra cui Milan, Moschino, INA Assitalia, Corriere della Sera, Stroili Oro, San Benedetto con Cindy Crawford, Morellato e molte altre.

    Sempre nel 2003 riprende anche la professione di fotografo, diventando il ritrattista delle celebrities. Sino a oggi ne ha fotografate cento, tra cui Giorgio Armani, Michelle Hunziker,Cindy Crawford, Margherita Hack, Gabriele Muccino, Alessandro Del Piero, Lina Wertmüller, Umberto e Paolo Veronesi, Piero Chiambretti, Margherita Buy, Alessia Marcuzzi, Belén Rodríguez, Ilary Blasi, Elena Santarelli, Clarence Seedorf, Laura Chiatti, Filippa Lagerback e Vittorio Sgarbi.

  • Vivere (e sorridere) da scienziata

    La ricerca deve essere al di sopra di ogni politica. Questo il messaggio di Diana Bracco, presidente della ‘Fondazione Bracco’, in occasione dell’inaugurazione della mostra Una vita da scienziata – I cento volti del progetto #100esperte al Centro Diagnostico Italiano di via Saint Bon a Milano (16 gennaio – 30 giugno 2019). Non è la prima volta che una struttura medica, in Italia, ospita un’esposizione artistica e quella del centro milanese non è una casualità visto che i volti ritratti sono quelli di scienziate, ricercatrici, informatiche, biologhe, ingegnere (questa volta è d’obbligo la ‘e’ per il femminile plurale!) che sottolineano quanto la presenza femminile in settori considerati da sempre ‘per soli uomini’ sia diventata numerosa, propositiva, fondamentale.

    La mostra, ideata e curata da ‘Fondazione Bracco’ a partire dal progetto 100 donne contro gli stereotipi, attraverso gli scatti del celebre fotografo Gerald Bruneau, si incentra sulle STEM (Science, Technology, Enginering and Mathematics) e vuole contribuire al superamento dei pregiudizi nella pratica scientifica che l’immaginario collettivo declina ancora al maschile. Numerose ricerche sulla presenza femminile nell’informazione dimostrano infatti che solo di rado le donne sono interpellate dai media in qualità di esperte, a fornire spiegazioni o teorie sono quasi sempre gli uomini, l’82% secondo i risultati nazionali del ‘Global Media Monitoring Projects 2015’. Per contribuire al raggiungimento delle opportunità, in cui il merito sia l’unico discrimine per carriera e visibilità, nel 2016 è nato il progetto 100 donne contro gli stereotipi da un’idea dell’Osservatorio di Pavia e dall’Associazione Gi.U.Li.A., in collaborazione con Fondazione Bracco e con il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione europea che promuoverà l’iniziativa anche in Europa. I volti delle scienziate, in posa con gli strumenti e nei luoghi del mestiere, sono il mezzo di narrazione più immediato per raccontare al grande pubblico come la ricerca non sia solo studio ma anche bellezza, passione, divertimento.

    Grande l’entusiasmo delle scienziate intervenute che, nel presentarsi al pubblico e nel soffermarsi con il pubblico, per raccontare di se hanno rimarcato, con leggerezza e allegria, la passione per il proprio lavoro e il divertimento dell’esperienza fotografica. Mai pronunciate le parole ‘sacrificio’ o ‘rinuncia’. Un monito questo, per incentivare le giovani ad avvicinarsi agli studi scientifici, concetto ribadito anche dall’Assessore alla trasformazione digitale del Comune di Milano, Roberta Cocco, e da Fabrizio Sala, vicepresidente della Regione Lombardia, che ha ricordato quanto sia importante uscire dai luoghi comuni e cominciare a modificare la società per combattere il ‘gender gap’.

    Oltre all’esposizione ci sono una banca dati on line e due volumi, editi da Egea, con i profili eccellenti di esperte di diversi settori.

    E dopo le scienziate ‘Fondazione Bracco’, in collaborazione con l’ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale), si è posta un nuovo obiettivo: raccontare le donne nella politica internazionale.

  • Nei board dei grandi gruppi latita la presenza femminile

    Nel settore tech inglese vi è una “preoccupante” mancanza di diversità tra i suoi dirigenti senior. Lo rivela un recente rapporto dell’agenzia Inclusive Boards riportato dal Guardian secondo cui il settore è in ritardo rispetto al FTSE 100 e all’economia in generale su misure che includono la rappresentanza di genere, razza e classe. Solo l’8,5% dei leader senior nella tecnologia proviene da un background di minoranza, secondo il rapporto, mentre le donne costituiscono solo il 12,6% dei membri del consiglio di amministrazione del settore  rispetto alla rappresentanza femminile del 30% ora raggiunta dalle aziende del FTSE 100.

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