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  • L’UE annuncia il contributo storico di 715 milioni di € a favore del Fondo globale per salvare milioni di vite dall’AIDS, dalla tubercolosi e dalla malaria

    La Commissione europea ha annunciato un nuovo contributo record di 715 milioni di € dal bilancio dell’UE a favore del Fondo globale per il periodo 2023-2025, in occasione della settima conferenza di rifinanziamento del Fondo organizzata a New York dal presidente degli Stati Uniti Biden. Insieme agli impegni assunti dagli Stati membri dell’UE, Team Europa conferma il suo impegno deciso a favore del Fondo globale con un contributo totale di oltre 4 miliardi di € per il periodo 2023-2025. Il Fondo globale, un partenariato internazionale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria, ha già salvato 50 milioni di vite negli ultimi 20 anni. Il nuovo contributo si aggiunge ai 150 milioni di € messi a disposizione quest’anno dal bilancio dell’UE per il meccanismo di risposta alla COVID-19 (C19RM) del Fondo globale, al fine di aiutare i paesi a coprire i costi dei dispositivi di protezione individuale, dei test diagnostici e delle terapie.

    L’obiettivo del Fondo globale è mobilitare almeno 18 miliardi di dollari per il periodo 2023-2025 al fine di salvare 20 milioni di vite, evitare oltre 450 milioni di infezioni, ridurre del 64% il tasso di mortalità dovuta all’HIV, alla tubercolosi e alla malaria e costruire un mondo più sano e più equo.

    Di questi 18 miliardi dollari, 6 miliardi verrebbero investiti per potenziare i sistemi sanitari e le reti locali. Ciò consoliderebbe notevolmente il ruolo del Fondo nel sostenere gli sforzi nazionali volti a creare sistemi sanitari più integrati e incentrati sulle persone, con migliori capacità di prevenzione, individuazione e risposta in relazione alle minacce legate alle malattie infettive.

    20 anni fa, al momento della creazione del Fondo globale, sembrava impossibile riuscire a sconfiggere l’HIV, la tubercolosi e la malaria, ma grazie alla scienza, a risorse adeguate e a un’efficace collaborazione a livello mondiale si riesce a far arretrare anche le malattie più letali. In soli 20 anni il partenariato del Fondo globale ha salvato 50 milioni di vite e ridotto di oltre la metà il numero di vittime.

    Il Fondo globale, il cui ruolo va ben al di là del mandato di sconfiggere l’AIDS, la tubercolosi e la malaria, è un protagonista fondamentale nella lotta contro il COVID-19. È diventato il primo fornitore di sostegno finanziario ai paesi a basso e medio reddito per tutto, fuorché i vaccini. Tramite il meccanismo di risposta il COVID-19 (C19RM), il Fondo sostiene i paesi nella copertura dei costi dei dispositivi di protezione individuale, dei test diagnostici e delle terapie. L’UE ha annunciato 150 milioni di € da destinare alla C19RM.

    L’Unione europea e i suoi Stati membri, in qualità di Team Europa, sono uno dei principali contributori del Fondo globale. Per il sesto rifinanziamento del Fondo globale 2020-2022, la Commissione europea si era impegnata a stanziare 550 milioni di €. Con il nuovo impegno di 715 milioni di €, l’apporto complessivo della Commissione europea al Fondo globale per il periodo 2001-2025 raggiunge i 3,5 miliardi di €. I contributi 2001-2022 dell’UE e dei suoi 27 Stati membri al Fondo globale ammontano a 21,2 miliardi di dollari.

    La nuova iniziativa traduce l’impegno risoluto della Commissione europea di promuovere la salute mondiale, che include il sostegno bilaterale e regionale ai sistemi sanitari dei paesi partner e ad altre iniziative mondiali in campo sanitario quali, tra le altre, l’Organizzazione mondiale della sanità, l’Alleanza per i vaccini (GAVI) e il Fondo di intermediazione finanziaria per la prevenzione, la preparazione e la capacità di risposta alle pandemie.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione approva un regime italiano da 407 milioni di € a sostegno delle imprese di alcuni comuni

    La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 407 milioni di € a sostegno delle imprese attive nei comuni colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016 nel contesto della pandemia di coronavirus e dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato e del quadro temporaneo di crisi. Il regime sarà aperto alle imprese di tutte le dimensioni ubicate in determinati comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. La misura mira a ridurre il rischio di perturbazioni economiche cui devono far fronte le imprese che hanno una sede legale o operativa nei comuni interessati e che sono state duramente colpite dagli effetti socioeconomici della crisi dovuta alla pandemia di coronavirus e all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Nell’ambito del regime il sostegno pubblico prenderà la forma di sovvenzioni dirette e prestiti a tasso agevolato.   La Commissione ritiene che il regime italiano sia in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo e nel quadro temporaneo di crisi. In particolare, gli aiuti valutati nell’ambito del quadro temporaneo i) non eccedono l’1% del bilancio totale del regime per destinatario e ii) andranno a beneficio degli investimenti in beni materiali e immateriali, ma non di investimenti finanziari. Gli aiuti valutati nell’ambito del quadro temporaneo di crisi non superano i 400 000 € per impresa. Inoltre, il sostegno pubblico sarà concesso entro il 31 dicembre 2022. La Commissione ha ritenuto pertanto che la misura è necessaria, appropriata e proporzionata i) per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in conformità dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) TFEU e ii) per agevolare lo sviluppo di talune attività importanti per una ripresa sostenibile dell’economia, in conformità dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c) TFEU. Su queste basi la Commissione ha approvato la misura in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione concede finanziamenti per nuovi progetti a sostegno dei sistemi di accoglienza, asilo e rimpatrio a Cipro, in Spagna, in Grecia, in Italia e in Polonia

    La Commissione europea ha concesso 171 milioni di € di finanziamenti per progetti a sostegno dei sistemi di accoglienza, asilo e rimpatrio a Cipro, in Spagna, in Grecia, in Italia e in Polonia. Questo è il risultato di un bando di gara lanciato all’inizio del 2022 nell’ambito del Fondo Asilo, migrazione e integrazione per finanziare progetti negli Stati membri sotto pressione.  Il sostegno a Cipro sarà destinato alla costruzione di un alloggio e di centri di pre-partenza nella zona di Menoyia, a Larnaka. In Spagna il sostegno andrà a rafforzare la capacità del sistema di accoglienza a Ceuta e nelle isole Canarie, contribuendo così ad attenuare il sovraccarico della capacità di accoglienza derivante dall’aumento della pressione migratoria. Il progetto dell’Italia si concentrerà sul rafforzamento della capacità del sistema di accoglienza dall’arrivo a tutte le fasi dell’accoglienza, al fine di proteggere e assistere i minori e le donne rifugiati più vulnerabili. Il sostegno finanziario alle organizzazioni internazionali in Grecia contribuirà a migliorare la qualità della protezione nei confronti dei richiedenti asilo ospitati nel sistema di accoglienza. Questo sostegno andrà in particolare alla gestione personalizzata dei rifugiati in situazione di vulnerabilità e al supporto all’istruzione per i bambini in età scolare rifugiati in Grecia. Infine, il finanziamento attribuito all’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) in Polonia sarà destinato prevalentemente a rafforzare un approccio all’assistenza diretta basato sui diritti e sensibile alla protezione e a migliorare le procedure di rimpatrio. Nuovi bandi potrebbero essere programmati nell’ambito del bilancio  2023 del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF).

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione approva un regime italiano da 350 milioni di € per sostenere la diffusione di piattaforme logistiche nel settore agricolo

    La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, un regime italiano da 350 milioni di euro a sostegno della diffusione di piattaforme logistiche nel settore agricolo. L’obiettivo del regime è incoraggiare le aziende agricole e le imprese che trasformano e commercializzano prodotti agricoli a utilizzare piattaforme logistiche, quali impianti di stoccaggio e software di gestione, per migliorare le loro strutture di trasformazione e commercializzazione.

    Fonte: Commissione europea

  • Assegnati all’Italia 42,7 miliardi di euro per contribuire alla crescita sostenibile, all’occupazione e alla modernizzazione, riducendo nel contempo le disparità regionali

    Grazie all’adozione dell’accordo di partenariato per la politica di coesione tra la Commissione e l’Italia, nel periodo 2021-2027 l’Italia riceverà dall’UE 42,7 miliardi di € per promuovere la coesione economica, sociale e territoriale; un’attenzione particolare sarà riservata alle regioni meridionali.

    L’accordo di partenariato stabilisce le priorità di investimento concordate per la transizione verde e digitale dell’Italia, sostenendo nel contempo le zone più fragili a livello socioeconomico e i gruppi vulnerabili. La dotazione totale della politica di coesione, unitamente al cofinanziamento nazionale, ammonta a 75 miliardi di €.

    Oltre 30 miliardi di € stanziati a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e del Fondo sociale europeo Plus (FSE+) saranno assegnati alle regioni meno sviluppate dell’Italia meridionale, un sostegno mirato che è essenziale per ridurre il divario (ancora ampio) tra le regioni in termini di attività economica, opportunità di lavoro, istruzione e accesso ai servizi e all’assistenza sanitaria.

    Oltre 8,7 miliardi di € stanziati a titolo del FESR saranno destinati a rendere l’energia più accessibile dal punto di vista economico, più pulita e più sicura, come pure a investire nell’economia circolare e a basse emissioni di carbonio e nelle ristrutturazioni finalizzate all’efficienza energetica degli edifici pubblici.

    Le risorse del FESR confluiranno inoltre in investimenti destinati alla mobilità sostenibile e a rendere le regioni, le città e le infrastrutture più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici e ai rischi naturali.

    L’Italia investirà in misure per l’adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi e la resilienza a fenomeni quali tempeste, inondazioni e siccità; 1,2 miliardi di € provenienti dal FESR saranno ad esempio impiegati per migliorare l’efficienza della rete idrica nazionale, promuovendo allo stesso tempo la digitalizzazione e il monitoraggio intelligente anche nel settore del trattamento delle acque reflue.

    Un miliardo di € stanziato a titolo del Fondo per una transizione giusta (JTF) contribuirà ad attenuare gli effetti della transizione verde e a sostenere la diversificazione delle attività economiche attualmente basate su industrie ad alta intensità di carbonio. Le aree più colpite del paese sono il Sulcis Iglesiente in Sardegna e la zona di Taranto in Puglia.

    L’Italia destinerà 9,5 miliardi di € al miglioramento della competitività industriale in tutte le regioni, alla digitalizzazione e alla produttività delle piccole e medie imprese (PMI) e al sostegno a ricerca, sviluppo e innovazione.

    15 miliardi di € provenienti dal FSE+ saranno investiti in misure di inclusione sociale e misure di politica attiva del lavoro e di formazione per dare impulso all’occupazione giovanile nell’ambito della garanzia per i giovani, ad esempio tramite apprendistati, al lavoro autonomo e all’imprenditorialità.

    Per affrontare la mancanza di personale qualificato e accrescere la flessibilità del mercato del lavoro, l’Italia investirà nel miglioramento delle competenze e nella riqualificazione dei lavoratori. Saranno intrapresi sforzi sostanziali per aiutare gli indigenti e, in particolare, per far uscire i minori dalla povertà, in linea con la garanzia europea per l’infanzia.

    Altri finanziamenti saranno destinati ad affrontare il divario di genere nel tasso di occupazione (il più elevato nell’UE) sostenendo l’imprenditoria femminile, agevolando l’accesso ai servizi di conciliazione, incoraggiando un maggiore coinvolgimento degli uomini nelle mansioni assistenziali e promuovendo soluzioni innovative in materia di benessere a livello aziendale.

    518 milioni di € stanziati a titolo del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA) contribuiranno a realizzare un settore della pesca e dell’acquacoltura sostenibile e a basse emissioni di carbonio nel Mediterraneo, a rafforzare la sostenibilità dello sfruttamento e della gestione delle risorse acquatiche e marittime e a dare impulso all’innovazione, promuovendo nel contempo anche la decarbonizzazione dei settori dell’economia blu, la protezione dell’ambiente marino e la biodiversità. Un’attenzione particolare sarà riservata alle comunità costiere locali.

    Fonte: Commissione europea

  • REACT-EU: oltre 433 milioni di euro a Belgio, Italia e Lussemburgo per sostenere l’occupazione, la sanità e le persone in fuga dall’aggressione russa contro l’Ucraina

    Il Belgio, l’Italia e il Lussemburgo riceveranno ulteriori 433,79 milioni di € nell’ambito di REACT-EU per sostenere l’occupazione, la sanità e le persone in fuga dall’aggressione russa contro l’Ucraina. In Belgio, 33,4 milioni di € provenienti dal Fondo sociale europeo (FSE) miglioreranno l’orientamento, la consulenza e il sostegno all’occupazione. L’obiettivo è integrare nel mercato del lavoro i rifugiati ucraini e le persone vulnerabili in cerca di lavoro che hanno perso il lavoro dopo la pandemia di COVID-19 o si trovano in condizioni di lavoro precarie, con particolare accento sullo sviluppo delle competenze digitali. A Lussemburgo, il Fondo di aiuti agli indigenti riceverà 390 000 € per fornire più aiuti alimentari alle persone bisognose. Tali fondi consentiranno al Lussemburgo di continuare a rispondere non solo alle attuali esigenze delle famiglie in situazioni precarie, ma anche alle necessità più elevate e alle nuove esigenze di approvvigionamento alimentare causate dalle conseguenze sociali della pandemia. In Italia, 136 milioni di € saranno aggiunti al programma operativo “Governance e capacità istituzionale” per contribuire ad alleviare la pressione sul sistema sanitario nazionale, sostenere l’assunzione di nuovi operatori sanitari pubblici e coprire i costi delle ore lavorative supplementari prestate da 23 200 medici e da altro personale sanitario durante la pandemia. Inoltre, 264 milioni di € saranno utilizzati per l’acquisto di dosi di vaccini contro il COVID-19. A titolo della quota 2021 di REACT-EU erano già stati stanziati 40 miliardi di € per aiutare gli Stati membri a riprendersi dalla pandemia, investire nella transizione digitale e verde e, più recentemente, per integrare le persone in fuga dalla guerra in Ucraina. Dal marzo 2022 la Commissione ha inoltre versato agli Stati membri prefinanziamenti per un importo di 3,5 miliardi di € a titolo di REACT-EU. La Commissione ha poi recentemente presentato la proposta FAST-CARE per garantire che i prefinanziamenti siano aumentati di altri 3.5 miliardi di €, da versare nel 2022 e nel 2023.

    Fonte: Commissione europea

  • InvestEU in Italia: firmato da Commissione europea e Cassa Depositi e Prestiti accordo di consulenza da 6,7 milioni di euro a sostegno di progetti infrastrutturali

    La Commissione europea e l’istituto nazionale di promozione italiano Cassa Depositi e Prestiti (CDP) hanno firmato un accordo da 6,7 milioni di € per l’offerta di servizi di consulenza a progetti di investimento infrastrutturale e sociale. Si tratta del primo accordo di questo tipo firmato con una banca o un istituto nazionale di promozione nell’ambito del nuovo programma InvestEU della Commissione, e altri seguiranno.

    In quanto partner consultivo nel polo di consulenza InvestEU, in virtù dell’accordo CDP offrirà ai promotori di progetti e agli intermediari finanziari in Italia sostegno progettuale in termini di consulenza, sviluppi del mercato e creazione di capacità. L’importo totale a sostegno dell’erogazione di servizi di consulenza in virtù dell’accordo ammonterà a 6,7 milioni di €, di cui 5 milioni attinti al bilancio dell’UE e 1,7 milioni come contributo proprio di CDP.

    La consulenza di CDP concorrerà a sostenere il miglioramento qualitativo dei progetti di investimento, compreso negli ambiti “Infrastrutture sostenibili” e “Investimenti sociali e competenze” di InvestEU. Contribuirà così a migliorare l’accesso ai finanziamenti e gli investimenti nello sviluppo di infrastrutture, a attrarre risorse private e a rafforzare i promotori pubblici e privati nella capacità di approntare operazioni di finanziamento e di investimento nei settori delle infrastrutture sociali e pubbliche, dell’energia sostenibile, dei trasporti e delle infrastrutture digitali e innovative.

    Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha dichiarato: “L’odierna firma dell’accordo con Cassa Depositi e Prestiti, prima banca nazionale di promozione a divenire partner consultivo nell’ambito di InvestEU, segna una pietra miliare nel cammino per diffondere il programma in tutta l’UE. Con Cassa Depositi e Prestiti come partner locale, offriremo servizi di consulenza mirati per contribuire alla pianificazione e all’attuazione di importanti investimenti in infrastrutture pubbliche e sociali e nello sviluppo sostenibile. Attendo con interesse la firma di molti altri accordi di questo tipo con partner consultivi locali in tutta l’UE.”

    Il programma InvestEU fornisce all’UE finanziamenti fondamentali a lungo termine, mobilitando ingenti fondi pubblici e privati a sostegno di una ripresa sostenibile, e contribuisce a mobilitare investimenti privati per le priorità strategiche dell’UE, come il Green Deal europeo e la transizione digitale. Accorpa i molteplici strumenti finanziari dell’UE e i servizi di consulenza finanziati dall’UE attualmente disponibili per sostenere gli investimenti nell’Unione, rendendo più semplice, più efficiente e più flessibile il finanziamento di progetti di investimento in Europa. Il programma si articola in tre componenti: il Fondo InvestEU, il polo di consulenza InvestEU e il portale InvestEU.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione approva un regime italiano da 15,6 milioni di euro a sostegno del settore turistico nel contesto della pandemia di coronavirus

    La Commissione Europea ha approvato uno regime italiano da 15,6 milioni di euro a sostegno del settore turistico nel contesto della pandemia di coronavirus. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo degli aiuti di Stato e consiste in (i) aiuti di importo limitato e (ii) sostegno per costi fissi scoperti, in entrambi i casi sotto forma di credito d’imposta per compensare parzialmente le imprese per il pagamento di un’imposta comunale sugli immobili relativa alle attività turistiche. Per accedervi le imprese turistiche devono aver subito un calo del fatturato di almeno il 50% nel periodo compreso tra il 1 aprile e il 30 giugno 2021, rispetto al corrispondente periodo del 2019. Circa 1000 imprese potranno beneficiare dell’aiuto nell’ambito della misura. La Commissione ha riscontrato che il regime italiano è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, quando si tratta di importi limitati di aiuto, il sostegno non supererà i 2,3 milioni di euro per beneficiario. Per quanto riguarda il sostegno ai costi fissi non coperti, l’aiuto non supererà i 12 milioni di euro per impresa. Inoltre, il sostegno pubblico sarà concesso entro il 30 giugno 2022.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione approva una misura italiana da 130 milioni di € a sostegno degli operatori del trasporto ferroviario di merci e degli operatori commerciali del trasporto ferroviario di passeggeri colpiti dalla pandemia di coronavirus

    La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 130 milioni di € a sostegno del trasporto ferroviario di merci e del trasporto ferroviario commerciale di passeggeri nel contesto della pandemia di coronavirus. Ciò fa seguito a un’altra misura volta a ridurre i canoni di accesso alle linee ferroviarie inizialmente approvata dalla Commissione il 24 marzo 2021 e successivamente modificata

    La misura consentirà di esentare gli operatori del trasporto ferroviario di merci e gli operatori commerciali del trasporto ferroviario di passeggeri da una parte dei costi relativi ai canoni di accesso alle linee ferroviarie (vale a dire i canoni che le imprese ferroviarie devono versare per l’utilizzo della rete ferroviaria) nel periodo dal 1º gennaio al 31 marzo 2022.

    L’obiettivo della misura è sostenere gli operatori ferroviari preservandone la competitività e conservando il trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia conseguito prima della pandemia di coronavirus.

    La Commissione ha constatato che, oltre a sostenere una forma di mobilità rispettosa dell’ambiente come il trasporto ferroviario, la misura è proporzionata e necessaria per conseguire l’obiettivo perseguito, vale a dire agevolare il trasferimento modale dalla strada alla ferrovia, senza provocare indebite distorsioni della concorrenza. Su queste basi la Commissione ha approvato il regime in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione approva la proroga del termine per il finanziamento nell’ambito del Fondo di garanzia paneuropeo

    Nel quadro delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, la Commissione europea ha approvato una proroga del termine entro il quale le banche possono fornire nuovi finanziamenti alle imprese nell’ambito del Fondo di garanzia paneuropeo. La Commissione ha approvato l’istituzione del Fondo nel dicembre 2020 e la sua successiva modifica nel novembre 2021.

    Il Fondo, gestito dal Gruppo Banca europea per gli investimenti, riunisce il sostegno dei 22 Stati membri che hanno deciso di parteciparvi (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia).

    Il Fondo ha lo scopo di far fronte in modo coordinato al fabbisogno di finanziamento delle imprese europee, soprattutto piccole e medie, colpite dalla pandemia di coronavirus, fornendo garanzie sugli strumenti di debito e di capitale. Finora il termine entro il quale le banche potevano fornire nuovi finanziamenti alle imprese era il 30 giugno 2022. La proroga fino al 31 dicembre 2022 approvata oggi consentirà alle banche che hanno già firmato accordi con il Gruppo Banca europea per gli investimenti di includere prestiti e altre opzioni di finanziamento nell’ambito della garanzia del Fondo.

    La Commissione ha valutato la proroga alla luce delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, in particolare dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che consente agli Stati membri di concedere aiuti per porre rimedio a un grave turbamento della loro economia. La Commissione ha ritenuto che la proroga sia adeguata per consentire alle banche di far fronte ulteriormente al fabbisogno di finanziamento delle imprese europee.

    La Commissione ha concluso che tale proroga eccezionale non incide sulla compatibilità delle misure del Fondo con il mercato interno. Tali misure restano pertanto necessarie, adeguate e proporzionate per porre rimedio al grave turbamento delle economie degli Stati membri partecipanti. Su queste basi la Commissione ha approvato la proroga in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Fonte: Commissione europea

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