fondi

  • La Commissione investe 400 milioni di euro per i ricercatori post-dottorato

    La Commissione europea apre il bando 2026 per borse di studio post-dottorato nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA), con un bilancio di 399,05 milioni di euro. Queste borse sostengono i ricercatori in possesso di un dottorato di ricerca, offrendo loro l’opportunità di svolgere attività di ricerca all’estero e acquisire nuove competenze in diverse discipline e settori. I beneficiari potranno collaborare con i principali gruppi scientifici internazionali, contribuendo con ricerche all’avanguardia alla competitività dell’UE. Le candidature sono aperte si chiuderanno il 9 settembre 2026.

    Dalla sua creazione nel 1996, oltre 150.000 ricercatori hanno partecipato alle azioni Marie Skłodowska-Curie, tra cui 23 premi Nobel, a testimonianza del loro contributo duraturo all’eccellenza scientifica e alla cooperazione internazionale.

    L’anniversario dell’iniziativa sarà celebrato per tutto il 2026 con il motto “30 anni di curiosità che cambia il mondo”, mettendo in luce i risultati e l’impatto delle MSCA sulle carriere nella ricerca. Storie, tappe fondamentali e momenti salienti sono già disponibili su una pagina web dedicata all’anniversario.

  • Italia maggior beneficiario delle operazioni della Banca europea per gli investimenti

    La Banca europea per gli investimenti (Bei) ha registrato risultati record nel 2025, con investimenti per 100 miliardi di euro, di cui l’Italia è stato il principale beneficiario, con 12,3 miliardi di euro. Questo quanto emerso dalla conferenza stampa di presentazione delle attività della Bei, tenuta a Roma dalla vicepresidente del gruppo, Gelsomina Vigliotti. Nel nostro Paese “sono stati raggiunti obiettivi importanti sulla questione climatica”, ha osservato Vigliotti, con 6,9 miliardi investiti. Nello specifico, lo scorso anno la Banca ha firmato 105 operazioni finanziarie in Italia per un valore complessivo di 12,31 miliardi di euro, pari a circa lo 0,5 per cento del Pil nazionale. Queste risorse contribuiranno ad attivare circa 37,5 miliardi di euro di investimenti nell’economia reale, equivalenti all’1,7 per cento del Pil.

    L’attenzione della Bei si è rivolto però anche fuori dall’Ue, dove il gruppo “porta i valori” europei, in particolare in Africa e in Ucraina. La nazione invasa dalla Russia è del resto un obiettivo prioritario per la Banca, che “è presente fin dall’inizio della guerra”, forte di una presenza storica nel Paese e delle competenze acquisite in loco, come ha spiegato Vigliotti. Per questo motivo, la ricostruzione dell’Ucraina vedrà la Bei partecipare quanto possibile a progetti e iniziative europee, senza dimenticare il lavoro svolto tuttora, in particolare per le forniture di energia alla popolazione “in un momento difficile”, quando i bombardamenti russi colpiscono le infrastrutture civili del Paese su base quotidiana.

    Altro ambito in cui la Bei si dice pronta a intervenire, qualora venisse richiesto, è quello relativo alla ricostruzione delle aree del Meridione d’Italia colpite dal maltempo nelle ultime settimane. In questa prospettiva, gli eventi calamitosi “saranno purtroppo sempre più frequenti” in futuro e “bisogna attrezzarsi a prevenirli”, ha evidenziato Viglione, e la Banca “ha avuto purtroppo esperienza in Italia e in Europa” nell’intervento dopo grandi disastri, perché “sempre di più vediamo come è necessario fare degli investimenti di adattamento a questi disastri”. “Un euro speso in prevenzione permette di risparmiarne sei nella ricostruzione”, ha proseguito Vigliotti. “Quello che di più stiamo sperimentando, l’abbiamo fatto a Ischia e nei Campi Flegrei, è avere una mappatura dei rischi”, individuare gli interventi necessari “e fornire la finanza per fare queste operazioni”, ha aggiunto.

    Spazio anche alla difesa e alla sicurezza, per le quali la Bei nel 2025 ha destinato circa 4 miliardi di euro. In Italia è stato finanziato l’acquisto di 10 elicotteri leggeri per l’esercito, fornendo 107,5 milioni di euro al ministero della Difesa. In generale, come spiegato da Vigliotti, la Banca “ha risposto all’appello della Commissione europea” sul tema: si tratta di investimenti “con uno spettro molto ampio”, riguardando anche la sicurezza cibernetica, le infrastrutture e i droni. Inoltre, “abbiamo sviluppato un prodotto specifico per le piccole e medie imprese”, ha detto ancora la vicepresidente, sottolineando i rapporti storici con l’industria della difesa italiana, basata anche sugli strumenti a utilizzo duale.

    Sul tema dell’innovazione, infine, Vigliotti ha ricordato come sia necessario sostenere “le imprese e le startup che possono diventare campioni del futuro”. Bisogna seguire queste realtà “per tutto il ciclo di vita delle imprese” ma “la carenza di risorse è spesso nella fase finale”, quando c’è bisogno di fondi rilevanti “per competere a livello internazionale”, portando tali aziende “fuori dall’Europa”. A livello geopolitico “c’è l’interesse di mantenere in Europa quello che abbiamo contribuito a creare”, ha spiegato Vigliotti, secondo cui il lavoro in corso con il Fondo europeo per gli investimenti e gli Stati membri Ue potrà portare a un migliore accompagnamento delle imprese con potenziale per inserirsi anche sui mercati globali.

  • Per il Libano finanziamenti europei di oltre 110 milioni di dollari

    L’Unione europea e il governo libanese hanno firmato sei nuovi accordi di finanziamento, per un valore complessivo di 110,5 milioni di euro in sovvenzioni, per sostenere il settore della sicurezza nel Paese mediorientale, la ripresa nelle aree colpite dal conflitto tra Israele e Hezbollah, e le principali priorità di riforma. Lo ha riferito una delegazione dell’Ue citata dall’agenzia di stampa statale “Nna”, che precisa che tutti gli accordi sono stati firmati con il ministro delle Finanze Yassin Jaber. Queste sovvenzioni sono finanziate nell’ambito del pacchetto di sostegno da un miliardo di euro annunciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la sua visita a Beirut nel maggio 2014. “Queste sovvenzioni confermano il fermo impegno dell’Unione europea a favore della stabilità, della sovranità e della sicurezza del Libano e a rafforzare le istituzioni statali in questa fase critica della storia del Paese”, ha fatto sapere la delegazione, secondo cui “gli accordi riflettono anche un rinnovato slancio nelle relazioni tra l’Unione europea e il Libano, manifestato nella ripresa dei lavori del Consiglio di associazione Ue-Libano, nell’aumento degli scambi ad alto livello e nella conclusione di diverse nuove iniziative di cooperazione”.

    La delegazione Ue ha affermato che “continua a sostenere incondizionatamente le istituzioni di sicurezza libanesi”, spiegando che “saranno stanziati 30 milioni di euro per rafforzare le capacità delle forze di sicurezza interna di combattere la criminalità organizzata e la criminalità informatica, sostenendo nel contempo tutte le agenzie di sicurezza nei loro sforzi antiterrorismo, anche per contrastare il finanziamento del terrorismo e il contrabbando”. Inoltre, ha riferito, “ulteriori 25 milioni di euro saranno stanziati per migliorare la gestione integrata delle frontiere ai valichi di frontiera terrestri e negli aeroporti, e per migliorare la sicurezza marittima. Per garantire il funzionamento continuo e senza interruzioni delle strutture di sicurezza vitali, 8 milioni di euro saranno stanziati per fornire soluzioni energetiche sostenibili e affidabili alle istituzioni di sicurezza libanesi”.

    Un finanziamento da 25 milioni di euro è previsto per sostenere la ricostruzione nel sud del Libano e nella valle della Beqaa, le aree più colpite dalla guerra. “Il programma collaborerà a stretto contatto con i comuni per fornire servizi di base, sostenere progetti agricoli e ambientali su piccola scala, creare posti di lavoro attraverso lo sviluppo delle competenze, assistere le imprese locali e promuovere la coesione sociale”, ha fatto sapere la delegazione. La stessa fonte ha ribadito che il sostegno alle riforme in Libano rimane una priorità e a questo scopo saranno stanziati 13,5 milioni di euro per “sostenere l’attuazione della Strategia nazionale anticorruzione e per aiutare istituzioni pubbliche selezionate a rafforzare le proprie procedure e controlli interni, anche attraverso la trasformazione digitale, per migliorare i servizi forniti ai cittadini in modo trasparente”.

    Questi accordi fanno parte del pacchetto da 132 milioni di euro annunciato dal ministro delle Finanze libanese il mese scorso. “Questi programmi sono stati sviluppati in stretta consultazione con le controparti libanesi, comprese le agenzie di sicurezza e i ministeri competenti”, ha dichiarato la delegazione Ue, aggiungendo che “saranno attuati dalle agenzie degli Stati membri dell’Ue e dai partner delle Nazioni Unite, attingendo alla loro competenza tecnica e alla loro lunga esperienza”. “Questi accordi – ha concluso la delegazione – rappresentano un nuovo capitolo nella cooperazione tra l’Unione europea e il Libano. L’Ue rimane un partner affidabile e impegnato, al fianco del Libano e del suo popolo nel sostenere la stabilità, la ripresa e le riforme”.

  • Bruxelles invia al Cairo uno dei 7,4 miliardi di euro di sostegni concordati

    Il 15 gennaio la Commissione europea ha erogato all’Egitto 1 miliardo di euro in assistenza macrofinanziaria, come parte del pacchetto di finanziamenti da 7,4 miliardi di euro stabilito nell’ambito del partenariato strategico globale. Lo ha annunciato in un comunicato la ministra egiziana della Pianificazione, dello Sviluppo economico e della Cooperazione internazionale, Rania al Mashat. Si tratta della prima rata della seconda fase di finanziamenti agevolati per un valore complessivo di 5 miliardi di euro. Nella prima fase, nel gennaio 2025, era stato erogato 1 miliardo di euro in un’unica soluzione. La nuova erogazione segue l’attuazione di 16 riforme strutturali da parte del governo egiziano in coordinamento con le principali istituzioni statali, tra cui la Banca centrale d’Egitto. Nel quadro del programma nazionale egiziano, l’esecutivo ha attuato 38 riforme complessive dall’inizio del meccanismo Ue di assistenza macrofinanziaria, di cui 22 nella prima fase. Il pacchetto di finanziamenti da 7,4 miliardi di euro comprende 5 miliardi di euro in prestiti agevolati per il sostegno macrofinanziario, 1,8 miliardi di euro in finanziamenti per investimenti nell’ambito del Piano di investimenti economici per il vicinato meridionale dell’Ue e 600 milioni di euro in sovvenzioni (di cui 200 milioni di euro destinati a programmi legati alla migrazione).

    La ministra egiziana Al Mashat ha spiegato che la nuova erogazione sarà utilizzata per ridurre le pressioni finanziarie a breve termine, estendere le scadenze del debito ed espandere lo spazio fiscale per la spesa nei programmi di sviluppo umano, come previsto dal programma di riforma economica. Le misure rientrano negli sforzi dell’Egitto per reperire finanziamenti esterni per la stabilità macroeconomica e sostengono le aspirazioni del Cairo a costruire un’economia più forte e più verde. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha evidenziato in un comunicato che “l’Egitto è un importante partner strategico per l’Ue”. “L’erogazione odierna di 1 miliardo di euro dimostra sia l’impegno dell’Ue nei confronti di questo partenariato sia gli sforzi dell’Egitto per costruire un’economia più forte e più verde. Questi finanziamenti vanno dove sono più necessari: stabilità economica, democrazia, sostenibilità e Stato di diritto. E mentre l’Egitto porta avanti le riforme e rafforza la sua economia, continuiamo a lavorare insieme per rendere la nostra casa comune nel Mediterraneo più sicura e prospera”, ha affermato von der Leyen.

    Secondo quanto riportato dal comunicato Ue, la Commissione europea, nella sua valutazione, ha concluso che l’Egitto ha soddisfatto tutte le condizioni richieste per l’erogazione. “In primo luogo, ha soddisfatto tutte le condizioni di politica economica concordate con l’Ue per questo pagamento; in secondo luogo, il Paese ha adottato misure concrete e credibili per rispettare meccanismi democratici efficaci, tra cui un sistema parlamentare multipartitico, il rispetto dello stato di diritto e la garanzia del rispetto dei diritti umani; in terzo luogo, il programma del Fondo monetario internazionale continua a procedere come richiesto”, si legge nel comunicato. “Per quanto riguarda le condizioni di politica economica, l’Egitto ha attuato riforme per rafforzare la stabilità e la resilienza macroeconomica, tra cui miglioramenti nella gestione delle finanze pubbliche e nel funzionamento del mercato dei cambi. Sono stati compiuti progressi anche nel migliorare il contesto imprenditoriale e la competitività, in particolare attraverso gare d’appalto competitive per l’assegnazione di terreni industriali e la semplificazione delle licenze online. Ulteriori progressi sono stati compiuti nel promuovere la transizione verde, anche nei settori della gestione idrica ed energetica”, ha concluso il comunicato Ue.

  • Dalla Ue 78,8 milioni di euro per la transizione energetica della Tunisia

    In linea con la strategia energetica nazionale della Tunisia, “l’Ue sta investendo in energie rinnovabili e infrastrutture moderne per accelerare l’indipendenza energetica del Paese, promuovere una crescita sostenibile e migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici. Questi sforzi producono miglioramenti tangibili a beneficio dei cittadini e contribuiscono a una maggiore stabilità nella regione del Mediterraneo”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore dell’Ue in Tunisia, Giuseppe Perrone, confermando la forte accelerazione alla transizione energetica della Tunisia attraverso lo stanziamento di 35,8 milioni di euro in sovvenzioni – erogati tramite la Piattaforma di investimento di vicinato (Nip) – e un accordo di finanziamento e garanzia del valore di 43 milioni di euro destinato alla realizzazione della seconda fase del progetto di interconnessione elettrica tra Tunisia e Italia, Elmed 2.

    In merito alle sovvenzioni da 35,8 milioni di euro, l’Ue ha firmato un accordo di contributo di 20,4 milioni di euro con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) e un accordo di contributo di 15,4 milioni di euro con la Banca europea per gli investimenti (Bei). Queste sovvenzioni, a quanto si apprende, miglioreranno la sostenibilità finanziaria di progetti di energia rinnovabile su larga scala e sosterranno gli investimenti nelle infrastrutture di interconnessione della rete e di trasmissione dell’elettricità, contribuendo così a mobilitare finanziamenti aggiuntivi dal settore pubblico e privato. I primi progetti supportati in questo quadro includono un impianto solare fotovoltaico da 100 megawatt a Sidi Bouzid, sviluppato da Scatec e Aeolus, oltre a un portafoglio di progetti solari fotovoltaici da 300 megawatt nella regione di Gafsa guidati da Qair. Questi investimenti iniziali rappresentano complessivamente una capacità totale di 400 megawatt e si prevede che attireranno una più ampia partecipazione del settore privato e cofinanziamenti internazionali.

    In questo contesto, il vicepresidente della Bei, Ioannis Tsakiris, ha dichiarato che “la Tunisia è un partner chiave della Banca europea per gli investimenti a livello globale e questa sovvenzione europea di 15 milioni di euro rappresenta un passo cruciale verso la trasformazione di progetti prioritari di energia rinnovabile in investimenti finanziabili”. “Questa sovvenzione – ha aggiunto Tsakiris – dimostra chiaramente come il sostegno finanziario dell’Unione europea, insieme ai finanziamenti globali, possa essere determinante in questo processo”. La Bei si propone di stimolare investimenti su larga scala nell’energia solare e nelle infrastrutture di rete necessarie alla sua distribuzione, accelerando così il ritmo della transizione energetica in Tunisia e potenziando l’impatto dell’iniziativa Global Gateway”, volta a promuovere una connettività intelligente, pulita e sicura nei settori della digitalizzazione, dell’energia e dei trasporti, nonché a sostenere i sistemi sanitari, educativi e di ricerca in tutto il mondo. L’iniziativa mira a mobilitare fino a 300 miliardi di euro di investimenti attraverso un approccio “Team Europe”, che riunisce l’Ue, i suoi Stati membri e le loro istituzioni finanziarie e di sviluppo. Questi accordi contribuiscono direttamente al programma di energia rinnovabile della Tunisia da 1,7 gigawatt e al suo obiettivo di produrre il 35 per cento della sua elettricità da fonti rinnovabili entro il 2035, come affermato nel memorandum d’intesa tra l’Ue e la Tunisia sulla cooperazione nel campo dell’energia.

    L’accordo di finanziamento e garanzia del valore di 43 milioni di euro (circa 145 milioni di dinari in valuta locale), destinato alla realizzazione della seconda fase del progetto di interconnessione elettrica tra Tunisia e Italia Elmed 2, è stato firmato a Tunisi tra il governo e la Bers. L’accordo mira a rafforzare la rete elettrica della Società tunisina dell’elettricità e del gas (Steg) attraverso l’installazione di linee di trasmissione aeree, comprese le linee in entrata e in uscita nel governatorato settentrionale di Nabeul. La seconda fase del progetto è denominata Grid Reinforcement Program e prevede il rafforzamento delle griglie di trasmissione su territorio tunisino. In particolare, è prevista la posa di una linea aerea a 400 kV di circa 85 chilometri, che collegherà Grombalia (Nabeul) a Kondar (Sousse), attraversando quattro governatorati: Nabeul, Ben Arous, Zaghouan e Sousse. Il progetto include inoltre l’installazione di linee aeree in entrata e in uscita tra Ezzahra e Grombalia 1, collegate alla sottostazione Grombalia 2 (400/225 kV), per una lunghezza complessiva di circa 10 chilometri, nonché ulteriori linee tra Seltene e Grombalia 1, anch’esse collegate alla stessa sottostazione, per un totale di circa 10 chilometri.

    Il ministro tunisino dell’Economia e della Pianificazione, Samir Abdelhafidh, ha precisato che il prestito sarà rimborsato in 18 anni, con un periodo di grazia di cinque anni, sottolineando che la firma avviene in una fase caratterizzata da importanti sfide energetiche per la Tunisia, ma anche da opportunità storiche per accelerare la transizione energetica, rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e consolidare l’integrazione regionale. Abdelhafidh ha definito Elmed 2 una componente chiave dell’ecosistema Elmed, essenziale per la sua piena operatività, in grado di facilitare l’integrazione su larga scala delle energie rinnovabili, migliorare la stabilità della rete nazionale e completare in modo coerente il programma di interconnessione sottomarina tra Tunisia e Italia. Elmed, inserito tra i progetti faro del Piano Mattei promosso dal governo italiano, collegherà la stazione di conversione elettrica di Partanna (Trapani) con quella tunisina di Mlaabi (Capo Bon). Implementato dall’italiana Terna e dalla Società tunisina dell’elettricità e del gas (Steg), e lungo 220 chilometri con una capacità di 600 megawatt, l’elettrodotto rappresenta il primo cofinanziamento dell’Ue per un’infrastruttura energetica congiunta tra uno Stato membro e un Paese terzo.

    Secondo il ministro tunisino Abdelhafidh, il progetto riveste anche una forte valenza strategica, allineandosi alle priorità nazionali in materia di transizione energetica e diversificazione del mix elettrico, e contribuendo al posizionamento della Tunisia come hub energetico regionale tra Nord Africa e mercato elettrico europeo. L’Ue è il principale partner commerciale e investitore della Tunisia, con oltre 3.400 aziende europee attualmente presenti nel Paese, che offrono oltre 400.000 posti di lavoro ai tunisini. La cooperazione comprende commercio, energie rinnovabili, mobilità, migrazione, istruzione, opportunità per i giovani, sviluppo rurale ed emancipazione femminile, a dimostrazione di un impegno comune a favore della prosperità, della stabilità e delle pari opportunità. Dalla firma del memorandum d’intesa sul partenariato strategico nel 2023, l’Ue ha mobilitato le proprie risorse finanziarie, tra cui oltre 600 milioni di euro a sostegno di settori quali energia, trasporti e piccole e medie imprese (Pmi), per agevolare investimenti per un totale di circa cinque miliardi di euro.

  • La Commissione e la BEI sostengono la resilienza economica della Palestina con uno strumento di 400 milioni di euro per le imprese locali

    La Commissione europea e la BEI hanno annunciato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York la firma di uno strumento di finanziamento di 400 milioni di euro con l’Autorità monetaria palestinese (PMA) per sostenere la ripresa economica e la resilienza del settore privato palestinese.

    L’iniziativa mira a promuovere la stabilità e la crescita inclusiva fornendo risorse finanziarie a lungo termine e a prezzi accessibili alle imprese che sono state colpite in modo significativo dal conflitto in corso. I finanziamenti della BEI saranno erogati attraverso banche partner locali e istituti di microfinanza, consentendo loro di offrire prestiti a condizioni favorevoli alle imprese ammissibili.

  • Trump chiude il rubinetto all’ente che ha fatto emettere il mandato di arresto della Cpi per Putin

    Vladimir Putin è sotto mandato di arresto internazionale chiesto dalla Corte penale di giustizia (Cpi) perché accusato di sottrarre alle famiglie d’origine bambini in Ucraina per tramutarli in cittadini russi dopo averli assegnati a famiglie russe. L’accusa è stata mossa anche sulla base di una ricerca dello Yale School of Public Health’s Humanitarian Research Lab, che aveva documentato “un sistema su vasta scala di rieducazione, addestramento militare e dormitori senza precedenti” per gestire “a lungo” le migliaia di bambini ucraini (20mila secondo Kiev) rapiti in Ucraina e nei territori occupati sin dall’inizio dell’invasione nel 2022.

    Ora però, scrive il Financial Times, l’amministrazione Trump ha tagliato i finanziamenti per il laboratorio che ha anche smesso di trasferire i risultati delle sue ricerche alla Cpi (già fatta oggetto di sanzioni da parte del presidente americano), nel timore di ulteriori ritorsioni.

    Per i bambini ucraini è stata costituita “una vera e propria rete” di 210 siti, fra cui campi estivi, accademie militari, strutture mediche, campi in cui vengono sviluppati droni, strumenti per localizzare le mine, robot, di cui fa parte anche una base militare. Più della metà dei quali gestiti da entità di governo locali o federali, fra cui il ministero della Difesa e il dipartimento per la gestione delle proprietà del Cremlino. Nei due terzi di questi centri sono stati organizzati sforzi per la rieducazione dei bambini, in almeno 39 centri c’è stato indottrinamento e addestramento militare.

    Le dimensioni di questa rete hanno stupido i ricercatori che si aspettavano di scoprire un numero molto inferiore di siti. Alcuni di questi minorenni sono tornati a casa, alcuni altri sono stati individuati sui siti per le adozioni. Ma sono pochi. Melania Trump ha fatto pervenire a Vladimir Putin una lettera in cui chiedeva che i bambini fossero riportati alle loro famiglie.

     

  • La Commissione è favorevole a un accordo sulla modernizzazione della politica di coesione

    La Commissione europea è favorevole all’adozione di importanti aggiornamenti alla politica di coesione 2021-2027 da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. I cambiamenti consentiranno agli Stati membri e alle regioni dell’UE di riassegnare i fondi verso nuove priorità strategiche, e di rafforzare in tal modo gli investimenti in competitività, difesa, alloggi sostenibili a prezzi accessibili, resilienza idrica e transizione energetica.

    Gli Stati membri e le regioni che intendono investire in queste nuove priorità beneficeranno di tassi di prefinanziamento più elevati (fino al 20%) per contribuire ad accelerare l’avvio e l’attuazione dei progetti. I tassi di prefinanziamento inoltre aumenteranno ulteriormente per i programmi che riassegneranno almeno il 10% del loro valore totale alle nuove priorità.

    I fondi riprogrammati beneficeranno inoltre di tassi di cofinanziamento dell’UE più elevati (10 punti percentuali in più rispetto ai tassi applicabili), riducendo così la necessaria integrazione proveniente dai bilanci nazionali. Infine, sono previste condizioni ancora più favorevoli per le regioni dell’UE confinanti con la Russia e la Bielorussia colpite negativamente dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina.

  • La Commissione eroga quasi 43 miliardi di euro a cinque Stati membri

    La Commissione europea ha erogato 42,8 miliardi di euro a cinque Stati membri dell’UE – Italia, Portogallo, Cipro, Malta e Spagna – nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza, lo strumento principe di NextGeneration EU.

    Italia: 18,3 miliardi di euro di esborso

    La Commissione ha erogato all’Italia 18,3 miliardi di euro, che rappresentano il settimo pagamento nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Tale pagamento comprende 4,6 miliardi di EUR in sovvenzioni e 13,7 miliardi di euro in prestiti e copre 31 traguardi e 33 obiettivi relativi a 10 riforme e 46 investimenti.

    L’Italia ha adottato misure significative per promuovere la concorrenza e la trasparenza, adottando una nuova legge annuale sulla concorrenza 2023 che promuove le procedure di appalto pubblico e una maggiore vigilanza in settori quali le autostrade. Inoltre, il paese ha migliorato l’accessibilità per i passeggeri ferroviari con disabilità e mobilità ridotta ristrutturando 10 stazioni nel Sud Italia. L’Italia ha anche aumentato la sua capacità di distribuzione di energia rinnovabile di 1.848 MW attraverso l’installazione di nuove sottostazioni, l’ammodernamento di quelle esistenti e il rafforzamento delle linee di distribuzione, migliorando la capacità della rete di distribuire energia pulita.

    I fondi totali erogati all’Italia nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza ammontano ora a 140,4 miliardi di euro, pari al 72% della dotazione totale. Il piano generale per la ripresa e la resilienza dell’Italia è finanziato con 194,4 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti.

  • La Commissione approva aiuti di stato fino a 403 milioni di euro concessi da cinque Stati membri nel settore sanitario

    La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE sugli aiuti di Stato, il secondo importante progetto di comune interesse europeo (IPCEI) per la salute al fine di sostenere le innovazioni nei dispositivi medici. Tali dispositivi presenteranno, tra l’altro, nuove funzionalità digitali e di intelligenza artificiale. L’IPCEI sosterrà la ricerca e l’innovazione collaborative, come anche la prima diffusione industriale di queste tecnologie di frontiera.

    Il progetto, intitolato “IPCEI Tech4Cure”, è stato notificato congiuntamente da cinque Stati membri: Francia, Ungheria, Italia, Slovacchia e Slovenia. Gli Stati membri forniranno finanziamenti pubblici per un importo massimo di 403 milioni di euro, che dovrebbero a loro volta sbloccare investimenti privati per un valore di altri 826 milioni di euro.

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