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  • Approvato dalla Commissione il regime italiano da 1,2 miliardi di euro a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina

    La Commissione ha approvato il regime quadro italiano da 1,2 miliardi di € a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato, adottato dalla Commissione il 23 marzo 2022, che si fonda sull’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), e riconosce che tutta l’economia dell’UE sta subendo un grave turbamento.

    L’Italia ha notificato alla Commissione un regime quadro da 1,2 miliardi di € a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina.

    Nell’ambito del regime i beneficiari ammissibili avranno diritto a ricevere aiuti di importo limitato in una delle seguenti forme: i) sovvenzioni dirette; ii) agevolazioni fiscali o di pagamento; iii) anticipi rimborsabili; e iv) riduzione o esenzione dal pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

    La misura sarà accessibile alle imprese di tutte le dimensioni attive nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura colpite dall’aumento dei prezzi dell’elettricità, dei mangimi e dei carburanti causato dall’attuale crisi geopolitica e dalle relative sanzioni.

    La Commissione ritiene che il regime italiano sia in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi. In particolare, gli aiuti i) non supereranno il massimale di 35 000 € per beneficiari attivi nella produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura e di 400 000 € per imprese operanti in tutti gli altri settori; e ii) saranno concessi entro il 31 dicembre 2022.

    La Commissione ha concluso che il regime italiano è necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

    Su queste basi la Commissione ha approvato la misura di aiuto in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Il 23 marzo 2022 la Commissione europea ha adottato un quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato per consentire agli Stati membri di avvalersi della flessibilità prevista dalle norme in materia al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina.

    Il quadro temporaneo di crisi prevede che gli Stati membri possano concedere i seguenti tipi di aiuti:

    • aiuti di importo limitato, in qualsiasi forma, fino a 35 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano nel settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura e fino a 400 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano negli altri settori;
    • sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati; e
    • aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell’energia.L’aiuto, che può essere concesso sotto qualsiasi forma, compenserà parzialmente le imprese, in particolare gli utenti a forte consumo di energia, per i costi aggiuntivi dovuti ad aumenti eccezionali dei prezzi del gas e dell’elettricità. L’aiuto complessivo per beneficiario non può superare il 30 % dei costi ammissibili, fino a un massimo di 2 milioni di € in un dato momento. Quando l’impresa subisce perdite di esercizio, possono essere necessari ulteriori aiuti per garantire il proseguimento di un’attività economica. Pertanto, per gli utenti a forte consumo di energia, le intensità di aiuto sono più elevate e gli Stati membri possono concedere aiuti superiori a tali massimali, fino a 25 milioni di €, e, per le imprese che operano in settori e sottosettori particolarmente colpiti, fino a 50 milioni di €.

    Le entità controllate dalla Russia che sono soggette a sanzioni saranno escluse dall’ambito di applicazione di tali misure.

    Il quadro temporaneo di crisi prevede pertanto una serie di garanzie:

    • metodologia proporzionale,che richiede l’esistenza di un nesso tra l’importo dell’aiuto che può essere concesso alle imprese e la portata della loro attività economica e dell’esposizione agli effetti economici della crisi;
    • condizioni di ammissibilità, ad esempio, mediante la definizione degli utenti ad alta intensità energetica come imprese per le quali l’acquisto dei prodotti energetici è pari ad almeno il 3 % del loro valore produttivo; e
    • requisiti di sostenibilità, quando concedono aiuti per ovviare ai costi aggiuntivi sostenuti a causa dei prezzi eccezionalmente elevati del gas e dell’energia elettrica, gli Stati membri sono invitati a considerare, in modo non discriminatorio, la fissazione di requisiti relativi alla protezione dell’ambiente o alla sicurezza dell’approvvigionamento.

    Il quadro temporaneo di crisi sarà operativo fino al 31 dicembre 2022. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato. Inoltre durante il periodo di applicazione la Commissione valuterà il contenuto e la portata del quadro alla luce degli sviluppi sui mercati dell’energia e sugli altri mercati dei fattori di produzione e della situazione economica generale.

    Fonte: Commissione europea

  • Strumento di sostegno tecnico della Commissione per aiutare nove Stati membri ad accogliere e sostenere le persone in fuga dalla guerra in Ucraina

    La Commissione metterà a disposizione competenze tecniche per aiutare nove Stati membri ad accogliere le persone in fuga dalla guerra in Ucraina. Tutti gli Stati membri che hanno presentato una richiesta di sostegno lo riceveranno nei prossimi mesi. Si tratta di Belgio, Repubblica ceca, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Polonia, Romania e Slovacchia.

    Le competenze tecniche sono fornite nell’ambito dello strumento di sostegno tecnico (SST) gestito dalla Commissione. Lo strumento aiuterà gli Stati membri ad assorbire i fondi dell’UE a fini di accoglienza e integrazione e li assisterà nell’attuare la direttiva sulla protezione temporanea; nel facilitare il riconoscimento delle qualifiche e dei diplomi dei rifugiati ucraini al fine di facilitarne l’ingresso nel mercato del lavoro dell’UE; nell’adattare i programmi scolastici alle esigenze degli alunni ucraini; e nel migliorare il coordinamento interministeriale.

    Il 21 marzo 2022, a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Commissione ha pubblicato un invito speciale per aiutare gli Stati membri che accolgono i rifugiati ucraini e per sostenere la graduale eliminazione della dipendenza dai combustibili fossili provenienti dalla Russia. Tutte le richieste presentate dagli Stati membri sono state valutate e approvate dalla Commissione.

    Nell’ambito dello strumento di sostegno tecnico 2022, la Commissione sta già aiutando Croazia, Danimarca, Finlandia, Grecia, Italia, Paesi Bassi e Portogallo nel quadro dei progetti faro di sostegno “Integrazione dei cittadini di paesi terzi negli Stati membri dell’Unione”. Questi progetti sono volti a migliorare la capacità delle amministrazioni nazionali di fornire servizi di integrazione inclusivi ed efficaci, contribuire a trattenere i talenti e facilitare l’accesso al mercato del lavoro per i cittadini di paesi terzi.

    Lo strumento di sostegno tecnico integra le attività delle agenzie dell’UE, in particolare dell’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA), che opera a Malta, in Italia, in Grecia, in Spagna, a Cipro, in Romania, in Belgio, in Lettonia, in Lituania e presto anche nella Repubblica ceca e nei Paesi Bassi.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione approva una misura italiana di aiuti di 44 milioni di euro a sostegno della modernizzazione delle attività di trasformazione alimentare di Mutti SpA

    La Commissione europea ha approvato una misura italiana di aiuti di 44 milioni di euro a favore dell’impresa alimentare Mutti SpA, nel rispetto delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato.

    L’aiuto sosterrà il progetto di Mutti SpA destinato a migliorare gli standard tecnologici e ambientali in materia di trasformazione alimentare, soprattutto in termini di riduzione del consumo di acqua e di energia. L’investimento ha inoltre come scopo la trasformazione digitale, in particolare l’utilizzo dei dati e delle tecnologie digitali per migliorare i processi aziendali e i sistemi di produzione nel settore manifatturiero.

    Il bilancio totale del progetto d’investimento ammonta a 105 milioni di euro, di cui 44 saranno coperti dall’Italia mediante sovvenzioni dirette. Il progetto sarà attuato nell’arco di tre anni (2022-2024).

    La Commissione ha valutato la misura in base alle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, ponendo particolare attenzione sull’articolo 107, paragrafo 3, lettera c) del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che consente agli Stati membri di sostenere lo sviluppo di determinate attività economiche secondo condizioni precise, nonché in base agli orientamenti per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali per il periodo 2014-2020, prorogati fino al 31 dicembre 2022.

    La Commissione ha ritenuto che il regime fosse adeguato e necessario per conseguire gli obiettivi del progetto di investimento. La Commissione ha inoltre concluso che il regime è proporzionato, ovvero limitato al minimo indispensabile, e non avrà effetti negativi indebiti sulla concorrenza e sugli scambi nell’UE. Sulla base di queste premesse, la Commissione ha approvato la misura nel rispetto delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Fonte: Commissione europea

  • Moldova: l’UE annuncia un sostegno supplementare da 53 milioni di euro

    Il Commissario per il Vicinato e l’allargamento, Olivér Várhelyi, ha annunciato un sostegno supplementare da 53 milioni di euro per aiutare la Repubblica di Moldova a far fronte alle molteplici ripercussioni dell’aggressione militare russa contro l’Ucraina.

    L’aiuto, che assumerà la forma di un programma di sostegno al bilancio, si aggiunge all’assistenza macrofinanziaria da 150 milioni di euro e agli aiuti d’urgenza già forniti dall’Unione europea alla Moldova sotto forma di aiuti umanitari, sostegno all’accoglienza e alla gestione dei rifugiati e rinnovata cooperazione nella gestione delle frontiere, in particolare a seguito dell’accordo firmato il 17 marzo tra l’UE e le autorità moldove.

    L’annuncio è stato fatto in occasione della conferenza ministeriale tenutasi il 6 aprile a Berlino, in Germania, per il varo della piattaforma di sostegno alla Moldova. La piattaforma, nata su iniziativa di Germania, Francia e Romania, riunisce gli Stati membri dell’UE, i paesi del G7, i partner internazionali e alcuni paesi partner e mira a mobilitare un sostegno internazionale immediato e concreto per aiutare la Moldova a far fronte alla situazione attuale.

    Fonte: Commissione europea

  • Svolta dell’Olanda per rendere il Patto di stabilità europeo più accettabile agli Stati cicala

    L’Olanda accanto alla Spagna. Da acerrima nemica ad alleata. Da rigorista a riformista. Da falco del Nord e custode dell’austerità, a sostenitrice di un cambiamento delle regole europee sui conti pubblici. La conversione che nessuno si aspettava da L’Aja non è totale ma segna una svolta, quella dell’unità di intenti, degna di nota. E lo fa proprio mentre l’economia dell’Eurozona vacilla sotto i colpi della guerra in Ucraina, sempre più in apprensione per quelle che saranno le conseguenze certe della reazione all’orrore visto a Bucha con le nuove sanzioni contro Mosca in arrivo. Una svolta che rafforza anche il nuovo corso già inaugurato sul finire dell’anno scorso dal premier Mario Draghi e dal presidente francese Emmanuel Macron verso nuove regole di bilancio Ue per “abbassare i livelli del debito” senza intervenire con tagli insostenibili sulla spesa o tasse più alte.

    A fare da capofila al cambio di rotta politico è stata la ministra delle Finanze olandese, la social-liberale dei D66 Sigrid Kaag, arrivata a Lussemburgo con in tasca un documento non ufficiale, in gergo diplomatico non-paper, firmato insieme all’omologa spagnola e socialista Nadia Calvino. Il documento va nella direzione di quanto indicato in questi mesi anche dalla Commissione europea: servono nuove regole di rientro del debito “specifiche per Paese”, “graduali” e “realistiche”. Più realistiche di quel percorso di rientro scolpito nei trattati che prevede di tagliare di un ventesimo all’anno il debito eccedente il 60% del Pil. Più coerenti con la realtà dei fatti, sconvolta prima dalla pandemia e poi dalla guerra e segnata oggi da livelli di debito inediti – ben al di sopra del 100% per Italia, Grecia, Francia, Spagna, solo per citarne alcuni. Tutte indicazioni che il commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, è andato ripetendo negli ultimi mesi. Auspicando di lasciarsi alle spalle vecchi dibattiti tra Nord e Sud e insanabili divisioni tra ‘falchi’ e ‘colombe’. Una speranza che l’Aja non ha reso vana. “In tempi di crisi e di sofferenza umana, il nostro messaggio è di forza, speranza e di resilienza. Il punto politico è: non sprechiamo energie e tempo per differenze superficiali, concentriamoci su un terreno comune, costruiamo da esso e dimostriamo a cittadini e contribuenti che l’Ue è più di un mercato interno, è una comunità di valori e una potenza economica pronta a spiegare le ali”, sono state le parole della ministra Kaag a suggello di un’alleanza che rimette l’Europa al di sopra delle più piccole e ideologiche dispute nazionali per scongiurare un fallimento collettivo. Perché, le ha fatto eco Calvino, il solo fatto che due Paesi che su questi temi hanno sempre avuto “posizioni divergenti” si siano compattati “enfatizza la necessità di trovare unità e determinazione” nella risposta europea “alle sfide emergenti”.

    Certo, la conversione olandese non è totale e non su tutto c’è accordo. Sulla golden rule per scorporare gli investimenti verdi dal debito, per esempio, l’Olanda non è convinta che sia “il modo più saggio” di procedere. E anche sulla possibilità di un nuovo Recovery per l’energia e la difesa c’è grande cautela. Occorre prima avere una misurazione più chiara del reale impatto della guerra sull’economia europea, ha chiarito Kaag. Ma intanto proprio il Next Generation Eu può ispirare la nuova governance economica, conferendo ai governi nazionali la responsabilità di quegli investimenti e quelle riforme necessarie a raggiungere gli obiettivi politici dell’Ue, transizione verde in testa. Nell’attesa di cosa riserverà il futuro, la svolta è sancita dallo scenario per il 2023: per l’Aja sospendere ancora una volta le regole sui conti pubblici – congelate dall’inizio della pandemia – non è più un dramma. Anzi, sarebbe “giustificato” nelle circostanze attuali.

  • L’azione della Commissione per la sicurezza alimentare mondiale e il sostegno agli agricoltori e consumatori dell’UE

    Alla luce dell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dei costi dei fattori di produzione, come l’energia e i concimi, la Commissione europea ha presentato una gamma di interventi a breve e a medio termine per rafforzare la sicurezza alimentare mondiale e sostenere agricoltori e consumatori dell’UE. L’impennata dei prezzi delle materie prime a livello mondiale, accelerata ulteriormente dall’invasione russa dell’Ucraina, ha evidenziato nuovamente la necessità di rendere più resilienti e sostenibili le catene di approvvigionamento agricolo e alimentare dell’UE, in linea con la strategia “dal produttore al consumatore“.

    La Commissione si impegna ad adottare tutte le misure necessarie per garantire che l’UE, in quanto esportatore netto di prodotti alimentari e uno dei maggiori produttori agroalimentari, contribuisca alla sicurezza alimentare mondiale, in particolare in Ucraina, Nord Africa e Medio Oriente, che dipendono ampiamente dalle importazioni di cereali, nonché in Asia e nell’Africa subsahariana. L’UE è uno dei principali fornitori di assistenza umanitaria e allo sviluppo per quanto riguarda l’alimentazione e i sistemi alimentari.

    Attualmente la disponibilità alimentare nell’UE non è a rischio, in quanto il continente è largamente autosufficiente per molti prodotti agricoli. Tuttavia il nostro settore agricolo è un importatore netto di prodotti specifici, come ad esempio proteine foraggere. Questa vulnerabilità, insieme ai costi elevati dei fattori di produzione, come i concimi e l’energia fossile, sta creando difficoltà di produzione agli agricoltori e rischia di far salire i prezzi dei prodotti alimentari.

    La sicurezza alimentare nell’Ucraina devastata dalla guerra è motivo di grande preoccupazione, in particolare nelle città assediate, in quanto la Russia sembra colpire e distruggere deliberatamente i siti di conservazione degli alimenti.

    La Commissione sostiene l’Ucraina nello sviluppo e nell’attuazione di una strategia a breve e medio termine in materia di sicurezza alimentare per garantire che i fattori di produzione raggiungano le aziende agricole, ove possibile, e che siano mantenute le strutture di trasporto e conservazione per consentire all’Ucraina di nutrire i propri cittadini e, infine, di recuperare i suoi mercati di esportazione.

    Un programma di sostegno di emergenza dell’UE del valore di 330 milioni di € a favore dell’Ucraina contribuirà ad assicurare l’accesso ai beni e ai servizi di base e alla protezione della popolazione. Il programma intende contribuire ad alleviare le sofferenze degli ucraini, assicurando l’accesso a beni e servizi di base e la loro protezione. Altri obiettivi importanti saranno la ricostruzione di infrastrutture civili su piccola scala, la pianificazione strategica e la garanzia della sicurezza energetica.

    La Commissione garantirà regolarmente un’analisi dei prezzi dei prodotti alimentari e dell’insicurezza alimentare e il relativo seguito e manterrà il proprio impegno in seno agli organismi internazionali e multilaterali (FAO, OMC, G7, G20) per coordinare le politiche. Inoltre l’UE ha intensificato l’assistenza umanitaria alle regioni e ai gruppi di popolazione maggiormente colpiti dall’insicurezza alimentare.

    Nel programma di cooperazione internazionale per il periodo 2021-2027 l’UE, insieme a circa 70 paesi partner, si adopererà per sviluppare la sostenibilità dei sistemi alimentari. Inoltre, in occasione del vertice “Nutrizione per la crescita” tenutosi a Tokyo nel dicembre 2021, l’UE e i suoi Stati membri si sono impegnati a continuare a combattere la malnutrizione con un impegno sostanziale pari a 4,3 miliardi di €, di cui almeno 2,5 miliardi di € a sostegno della cooperazione internazionale dell’UE destinata al conseguimento di obiettivi in materia di alimentazione per il periodo 2021-2024.

    L’UE continuerà inoltre a difendere fermamente la necessità di evitare le restrizioni e i divieti all’esportazione di prodotti alimentari e di favorire un mercato unico ben funzionante.

    Questa profonda crisi conferma la necessità di accelerare la transizione del sistema alimentare verso la sostenibilità e la resilienza a livello mondiale per prepararsi meglio alle crisi future. Nel contesto del seguito dato al vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari 2021, la Commissione si impegnerà in otto coalizioni che hanno tutte come obiettivo la trasformazione del sistema alimentare, la resilienza e la crescita sostenibile della produttività.

    Per migliorare l’accessibilità economica dei prodotti alimentari, gli Stati membri possono anche applicare aliquote ridotte dell’imposta sul valore aggiunto e incoraggiare gli operatori economici a limitare i prezzi al dettaglio. Gli Stati membri possono inoltre attingere ai fondi dell’UE, come il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD), che sostiene le azioni dei paesi dell’UE volte a fornire prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base ai più vulnerabili.

    Il nuovo meccanismo europeo di preparazione e risposta alle crisi della sicurezza dell’approvvigionamento alimentare (EFSCM), che riunisce le amministrazioni europee e nazionali e gli attori privati lungo tutta la catena di approvvigionamento, effettuerà una mappatura approfondita dei rischi e delle vulnerabilità della catena di approvvigionamento alimentare dell’UE, seguita da raccomandazioni e da adeguate misure di mitigazione.

    Per continuare a svolgere il suo ruolo di fornitore mondiale di prodotti alimentari pienamente impegnato nella transizione ambientale, il settore agricolo dell’UE ha bisogno di tutto il nostro sostegno. A tal fine, la Commissione ha adottato oggi le seguenti misure:

    • un pacchetto di sostegno del valore di 500 milioni di €, che utilizzerà anche la riserva di crisi, per sostenere i produttori più colpiti dalle gravi conseguenze della guerra in Ucraina. Partendo da questa base, gli Stati membri potrebbero fornire un sostegno finanziario supplementare agli agricoltori per contribuire alla sicurezza alimentare mondiale o affrontare le turbative del mercato derivanti dall’aumento dei costi dei fattori di produzione o dalle restrizioni commerciali. Dovrebbe essere data priorità al sostegno agli agricoltori impegnati in pratiche sostenibili, garantendo al contempo che le misure siano destinate ai settori e agli agricoltori che sono stati colpiti più duramente dalla crisi;
    • maggiori anticipi sui pagamenti diretti agli agricoltori nonché per le misure di sviluppo rurale connesse alla superficie e agli animali a partire dal 16 ottobre 2022;
    • misure di sicurezza del mercato a sostegno del settore delle carni suine, in considerazione della sua situazione particolarmente difficile del settore;
    • una deroga eccezionale e temporanea per consentire la produzione di tutte le colture alimentari e correlate ai mangimi su terreni lasciati a riposo, mantenendo al contempo l’intero livello del pagamento di inverdimento per gli agricoltori. Ciò incrementerà la capacità produttiva dell’UE nonostante la limitata disponibilità di terreni fertili;
    • specifiche flessibilità temporanee rispetto agli attuali requisiti per l’importazione di mangimi contribuiranno ad alleviare la pressione sul mercato di tali prodotti.

    La Commissione ha proposto un nuovo e autonomo quadro temporaneo di emergenza che copre anche gli agricoltori, i produttori di concimi e il settore della pesca. In questo modo possono essere concessi aiuti agli agricoltori colpiti da aumenti considerevoli dei costi dei fattori di produzione. I prezzi dei concimi e le forniture per gli agricoltori saranno monitorati per garantire che non siano compromesse le prospettive per i raccolti dell’UE.

    La Commissione propone inoltre che gli Stati membri comunichino mensilmente i dati sulle scorte private delle materie prime essenziali per alimenti e mangimi per avere un quadro accurato e aggiornato della loro disponibilità.

    La sostenibilità alimentare è parte integrante della sicurezza alimentare. Nell’attuare le necessarie transizioni previste dalla strategia “dal produttore al consumatore” e da quella sulla biodiversità, la Commissione garantirà che la produttività complessiva dell’agricoltura dell’UE non sia compromessa. Ciò implica un maggiore ricorso all’innovazione per contribuire ad aumentare le rese in modo sostenibile, ad esempio mediante l’agricoltura di precisione, le nuove tecniche genomiche, una migliore gestione dei nutrienti, la difesa integrata, le alternative biologiche ai pesticidi chimici.

    È più che mai necessario rafforzare la resilienza riducendo la dipendenza dell’agricoltura europea dall’energia, dalle importazioni ad alta intensità energetica e dalle importazioni di mangimi. La resilienza richiede una solida politica commerciale a livello multilaterale e bilaterale che permettano di avere fonti di importazione e sbocchi di mercato diversificati. Orizzonte Europa investirà nella ricerca e nell’innovazione per trovare alternative all’uso di concimi sintetici. Tra le proposte presentate dalla Commissione figurano un uso più efficiente dell’azoto, la transizione verso l’ammoniaca verde per i concimi e la valorizzazione della biomassa. A tale fine la Commissione invita gli Stati membri a utilizzare tutti gli strumenti disponibili nei propri piani strategici della PAC per il periodo 2023-2027. Ciò riguarda, ad esempio, l’uso di strumenti di gestione del rischio, lo sviluppo dell’agricoltura di precisione o il sostegno accoppiato per stimolare le colture proteiche.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione adotta un quadro temporaneo di crisi per sostenere l’economia nel contesto dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia

    Il 23 marzo la Commissione europea ha adottato un quadro temporaneo di crisi per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

    Il quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nel contesto dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, fondato sull’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), constata che tutta l’economia dell’UE sta subendo un grave turbamento. Per porre rimedio a questa situazione, il quadro temporaneo prevede tre tipi di aiuti:

    Aiuti di importo limitato: gli Stati membri potranno introdurre regimi per concedere fino a 35 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano nel settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura e fino a 400 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano negli altri settori. Non è necessario che tale aiuto sia collegato a un aumento dei prezzi dell’energia, in quanto la crisi e le misure restrittive nei confronti della Russia colpiscono l’economia in vari modi, ad esempio provocando una perturbazione delle catene di approvvigionamento fisiche. Tale sostegno può essere concesso in qualsiasi forma, comprese le sovvenzioni dirette.

    Sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati: gli Stati membri potranno fornire i) garanzie statali agevolate per permettere alle banche di continuare a erogare prestiti a tutte le imprese colpite dalla crisi; e ii) prestiti pubblici e privati a tassi di interesse agevolati.

    Gli Stati membri possono concedere garanzie statali o istituire regimi di garanzia a sostegno dei prestiti bancari contratti dalle imprese. Tali garanzie e regimi beneficeranno di premi agevolati caratterizzati da una riduzione rispetto al tasso di mercato stimato per i premi annuali applicati ai nuovi prestiti per le piccole e medie imprese (PMI) e per le altre imprese.

    Gli Stati membri possono autorizzare prestiti pubblici e privati alle imprese con tassi d’interesse agevolati. Tali prestiti devono essere concessi a un tasso d’interesse che sia almeno pari al tasso di base privo di rischio maggiorato dei premi specifici per il rischio di credito applicabili alle PMI e alle altre imprese.

    Per entrambi i tipi di sostegno sono previsti limiti all’importo massimo dei prestiti, che dipendono dalle esigenze operative delle imprese, determinate sulla base del fatturato, dei costi energetici e del fabbisogno di liquidità. I prestiti possono riguardare sia il fabbisogno relativo agli investimenti che quello relativo al capitale di esercizio.

    Aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell’energia: Gli Stati membri potranno compensare parzialmente le imprese, in particolare gli utenti a forte consumo di energia, per i costi aggiuntivi dovuti ad aumenti eccezionali dei prezzi del gas e dell’elettricità. Tale sostegno può essere concesso in qualsiasi forma, comprese le sovvenzioni dirette. L’aiuto complessivo per beneficiario non può superare il 30 % dei costi ammissibili, fino a un massimo di 2 milioni di € in un dato momento. Quando l’impresa subisce perdite di esercizio, possono essere necessari ulteriori aiuti per garantire il proseguimento di un’attività economica. A tal fine gli Stati membri possono concedere aiuti superiori a tali massimali, fino a 25 milioni di € per gli utenti a forte consumo di energia e fino a 50 milioni di € per le imprese attive in settori specifici, quali la produzione di alluminio e di altri metalli, fibre di vetro, pasta di legno, fertilizzanti o idrogeno e molti prodotti chimici di base.

    Il quadro temporaneo di crisi contribuirà a orientare il sostegno all’economia, limitando al contempo l’impatto negativo sulle condizioni di parità nel mercato unico.

    Il quadro prevede pertanto una serie di garanzie:

    metodologia proporzionale: dovrebbe esistere un nesso tra l’importo dell’aiuto che può essere concesso alle imprese e la portata della loro attività economica e dell’esposizione agli effetti economici della crisi, che tenga conto del fatturato e dei costi energetici che devono sostenere;

    condizioni di ammissibilità: la definizione di utenti a forte consumo di energia figura all’articolo 17, paragrafo 1, lettera a), della direttiva sulla tassazione dell’energia, che fa riferimento alle imprese per le quali l’acquisto dei prodotti energetici è pari ad almeno il 3 % del loro valore produttivo;

    requisiti di sostenibilità: quando concedono aiuti per ovviare ai costi aggiuntivi sostenuti a causa dei prezzi eccezionalmente elevati del gas e dell’energia elettrica, gli Stati membri sono invitati a considerare, in modo non discriminatorio, la fissazione di requisiti relativi alla protezione dell’ambiente o alla sicurezza dell’approvvigionamento. Gli aiuti dovrebbero pertanto aiutare le imprese ad affrontare la crisi attuale, ponendo nel contempo le basi per una ripresa sostenibile.

    Il quadro temporaneo di crisi sarà operativo fino al 31 dicembre 2022. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato. Inoltre durante il periodo di applicazione la Commissione valuterà il contenuto e la portata del quadro alla luce degli sviluppi sui mercati dell’energia, sugli altri mercati dei fattori di produzione e della situazione economica generale.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione approva un regime italiano da 1,4 milioni di euro a sostegno delle PMI in difficoltà nella regione Valle d’Aosta

    La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE sugli aiuti di Stato, un regime italiano da 1,4 milioni di euro volto ad agevolare la ristrutturazione delle piccole e medie imprese (PMI) situate nella regione Valle d’Aosta. Il regime fa seguito a una precedente misura di aiuto approvata nel 2007 (SA.22112), che è scaduta nel 2014. Le autorità italiane introducono adeguamenti per allineare il nuovo regime alle attuali norme dell’UE sugli aiuti di Stato, come stabilito negli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

    Con il nuovo regime, che durerà fino alla fine del 2026, la regione Valle d’Aosta aiuterà le PMI in difficoltà finanziarie a ristrutturare le loro attività e a ripristinare la loro competitività. Il regime è accessibile alle imprese in difficoltà attive in tutti i settori economici, ad eccezione dei settori finanziario, del carbone, dell’acciaio, dell’aviazione e dell’acquacoltura. L’aiuto assumerà la forma di garanzie pubbliche, prestiti agevolati e/o sovvenzioni dirette per un importo massimo del 60% dei costi di ristrutturazione.

    La Commissione ha valutato la misura alla luce delle norme dell’UE sugli aiuti di Stato, in particolare gli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, e ha concluso che il regime è necessario e adeguato per sostenere i beneficiari ammissibili nei loro sforzi per ripristinare la redditività. La Commissione ha inoltre concluso che l’aiuto è proporzionato, ossia limitato al minimo necessario, e non avrà effetti negativi indebiti sulla concorrenza e sugli scambi nell’UE. Su tale base la Commissione ha approvato il regime in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Fonte: Commissione europea

  • TrustMeUp supporta la raccolta fondi a favore del popolo ucraino promossa dalla non profit O.S.J. Cavalieri di Malta

    “La crisi ucraina è un dramma umanitario. La raccolta fondi è ora più che mai fondamentale per attutire le sofferenze di un popolo che sta perdendo tutto”. E’ quanto dichiara Thomas Molendini, Luogotenente dell’ordine di San Giovanni di Gerusalemme – Cavalieri di Malta OSJ che ha ideato la campagna di solidarietà Cibo e Coperte: il tuo aiuto per l’Ucraina all’indomani dello scoppio del conflitto russo-ucraino. Numerosi camion vengono riempiti con tutti gli aiuti che servono a uomini, donne, anziani e bambini travolti dalla guerra in corso. L’iniziativa è appoggiata da TrustMeUp, piattaforma web internazionale che trasforma ogni acquisto online in donazione e ricompensa ogni donazione, al 100%, in sconti per acquisti digitali. Carlo Carmine, chairman di TrustMeUp, sottolinea “Questo è il momento di essere uniti e aiutare chi ha bisogno e sono sicuro che i cittadini, i donatori e i consumatori digitali non tarderanno ad agire nel bene di un popolo in drammatica difficoltà. Questo è il momento di unire tutte le nostre forze per il bene del popolo Ucraino”.

    Promossa dalla non profit O.S.J. Cavalieri di Malta, la campagna vedrà convogli di volontari partire con derrate alimentari e coperte per dare sostegno alle vittime di questa guerra. L’obiettivo è essere aiuto immediato per i tanti che stanno soffrendo, nascosti, impauriti, affamati e nel freddo dell’inverno ucraino.

    Le donazioni possono essere effettuate attraverso la piattaforma TrustMeUp che ricompenserà ogni donazione al 100% in sconti digitali facendo sì che la stessa possa essere effettuata a costo zero: https://bit.ly/TrustMeUp-For-Ucraina

  • Tre sei nove…Trecentosessantanove

    Questo è il numero dei medici ospedalieri delle strutture sanitarie italiane che hanno perso la vita specialmente durante il primo periodo di esplosione della pandemia. Un numero decisamente inaccettabile e troppo spesso legato ad una assoluta inadeguatezza di supporti tecnologici ed igienici per la loro tutela dovuti al  mancato adeguamento ed aggiornamento del protocollo pandemico le cui responsabilità ancora oggi rimangono un mistero.
    Il loro sacrificio rimane una pietra miliare del senso di abnegazione di chi in prima linea ha affrontato la crisi pandemica e contemporaneamente rappresentano l’espressione, loro malgrado, della assoluta  incapacità di previsione e di adeguamento dei protocolli sanitari all’emergenza da parte delle autorità sanitarie nazionali, tutte in capo al ministro della Sanità dei diversi governi Conte e Draghi.
    L’estremo sacrificio di queste persone ha lasciato nella disperazione le famiglie a causa della morte del congiunto  durante l’esercizio della propria professione all’interno di strutture sanitarie pubbliche ma anche per le conseguenze economiche poiché spesso le famiglie sono state private della principale fonte di sostentamento.

    Entrati ormai all’interno del terzo anno di pandemia e con un fiume di risorse di fonte europea pronti a finanziare progetti di valutazione sismica dei siti di culto o la compatibilità ambientale di teatri il senato non ha, senza una minima vergogna, convertito in legge quanto approvato in commissione, cioè il risarcimento di 100.000 euro a favore delle famiglie dei medici deceduti giustificando questa scelta con una mancanza di copertura finanziaria.

    Trentasei milioni e novecentomila (36.900.000) euro era la somma indicata per assicurare un indennizzo di centomila euro (100.000) alle famiglie dei caduti nell’esercizio del proprio lavoro. Solo per un confronto impietoso alla Regione Veneto vengono assegnati ventisette (27) milioni per le piste ciclabili suscitando la soddisfazione del presidente Zaia quando si sarebbero potute risarcire con la medesima somma duecentosettanta (270) famiglie di medici deceduti. Si pensi, poi, al Lazio con oltre trecento (300) milioni.

    Se ancora esistesse una minima sensibilità in capo ai vertici istituzionali uno dei presidenti di Regione dovrebbe vincolare l’accettazione dei legittimi finanziamenti al reperimento della copertura dei 36.900.000 destinati alle famiglie dei medici.

    Ovviamente i canali di finanziamento non possono essere intercambiabili ma la possibilità per una classe politica regionale e statale di dimostrare un minimo di sensibilità per i nostri “caduti” nell’adempimento del proprio lavoro si poteva anche attendere: all’infinito sembra.

    Nel breve volgere di meno di tre anni i caduti nelle corsie ospedaliere sono stati definiti prima degli “eroi” per poi raggiungere il ruolo di “dimenticati” e successivamente indicati come un “costo insostenibile” e privo di copertura.

    Questi i valori odierni espressi dalla classe politica.

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