fondi

  • La Commissione e la BEI sostengono la resilienza economica della Palestina con uno strumento di 400 milioni di euro per le imprese locali

    La Commissione europea e la BEI hanno annunciato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York la firma di uno strumento di finanziamento di 400 milioni di euro con l’Autorità monetaria palestinese (PMA) per sostenere la ripresa economica e la resilienza del settore privato palestinese.

    L’iniziativa mira a promuovere la stabilità e la crescita inclusiva fornendo risorse finanziarie a lungo termine e a prezzi accessibili alle imprese che sono state colpite in modo significativo dal conflitto in corso. I finanziamenti della BEI saranno erogati attraverso banche partner locali e istituti di microfinanza, consentendo loro di offrire prestiti a condizioni favorevoli alle imprese ammissibili.

  • Trump chiude il rubinetto all’ente che ha fatto emettere il mandato di arresto della Cpi per Putin

    Vladimir Putin è sotto mandato di arresto internazionale chiesto dalla Corte penale di giustizia (Cpi) perché accusato di sottrarre alle famiglie d’origine bambini in Ucraina per tramutarli in cittadini russi dopo averli assegnati a famiglie russe. L’accusa è stata mossa anche sulla base di una ricerca dello Yale School of Public Health’s Humanitarian Research Lab, che aveva documentato “un sistema su vasta scala di rieducazione, addestramento militare e dormitori senza precedenti” per gestire “a lungo” le migliaia di bambini ucraini (20mila secondo Kiev) rapiti in Ucraina e nei territori occupati sin dall’inizio dell’invasione nel 2022.

    Ora però, scrive il Financial Times, l’amministrazione Trump ha tagliato i finanziamenti per il laboratorio che ha anche smesso di trasferire i risultati delle sue ricerche alla Cpi (già fatta oggetto di sanzioni da parte del presidente americano), nel timore di ulteriori ritorsioni.

    Per i bambini ucraini è stata costituita “una vera e propria rete” di 210 siti, fra cui campi estivi, accademie militari, strutture mediche, campi in cui vengono sviluppati droni, strumenti per localizzare le mine, robot, di cui fa parte anche una base militare. Più della metà dei quali gestiti da entità di governo locali o federali, fra cui il ministero della Difesa e il dipartimento per la gestione delle proprietà del Cremlino. Nei due terzi di questi centri sono stati organizzati sforzi per la rieducazione dei bambini, in almeno 39 centri c’è stato indottrinamento e addestramento militare.

    Le dimensioni di questa rete hanno stupido i ricercatori che si aspettavano di scoprire un numero molto inferiore di siti. Alcuni di questi minorenni sono tornati a casa, alcuni altri sono stati individuati sui siti per le adozioni. Ma sono pochi. Melania Trump ha fatto pervenire a Vladimir Putin una lettera in cui chiedeva che i bambini fossero riportati alle loro famiglie.

     

  • La Commissione è favorevole a un accordo sulla modernizzazione della politica di coesione

    La Commissione europea è favorevole all’adozione di importanti aggiornamenti alla politica di coesione 2021-2027 da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. I cambiamenti consentiranno agli Stati membri e alle regioni dell’UE di riassegnare i fondi verso nuove priorità strategiche, e di rafforzare in tal modo gli investimenti in competitività, difesa, alloggi sostenibili a prezzi accessibili, resilienza idrica e transizione energetica.

    Gli Stati membri e le regioni che intendono investire in queste nuove priorità beneficeranno di tassi di prefinanziamento più elevati (fino al 20%) per contribuire ad accelerare l’avvio e l’attuazione dei progetti. I tassi di prefinanziamento inoltre aumenteranno ulteriormente per i programmi che riassegneranno almeno il 10% del loro valore totale alle nuove priorità.

    I fondi riprogrammati beneficeranno inoltre di tassi di cofinanziamento dell’UE più elevati (10 punti percentuali in più rispetto ai tassi applicabili), riducendo così la necessaria integrazione proveniente dai bilanci nazionali. Infine, sono previste condizioni ancora più favorevoli per le regioni dell’UE confinanti con la Russia e la Bielorussia colpite negativamente dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina.

  • La Commissione eroga quasi 43 miliardi di euro a cinque Stati membri

    La Commissione europea ha erogato 42,8 miliardi di euro a cinque Stati membri dell’UE – Italia, Portogallo, Cipro, Malta e Spagna – nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza, lo strumento principe di NextGeneration EU.

    Italia: 18,3 miliardi di euro di esborso

    La Commissione ha erogato all’Italia 18,3 miliardi di euro, che rappresentano il settimo pagamento nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Tale pagamento comprende 4,6 miliardi di EUR in sovvenzioni e 13,7 miliardi di euro in prestiti e copre 31 traguardi e 33 obiettivi relativi a 10 riforme e 46 investimenti.

    L’Italia ha adottato misure significative per promuovere la concorrenza e la trasparenza, adottando una nuova legge annuale sulla concorrenza 2023 che promuove le procedure di appalto pubblico e una maggiore vigilanza in settori quali le autostrade. Inoltre, il paese ha migliorato l’accessibilità per i passeggeri ferroviari con disabilità e mobilità ridotta ristrutturando 10 stazioni nel Sud Italia. L’Italia ha anche aumentato la sua capacità di distribuzione di energia rinnovabile di 1.848 MW attraverso l’installazione di nuove sottostazioni, l’ammodernamento di quelle esistenti e il rafforzamento delle linee di distribuzione, migliorando la capacità della rete di distribuire energia pulita.

    I fondi totali erogati all’Italia nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza ammontano ora a 140,4 miliardi di euro, pari al 72% della dotazione totale. Il piano generale per la ripresa e la resilienza dell’Italia è finanziato con 194,4 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti.

  • La Commissione approva aiuti di stato fino a 403 milioni di euro concessi da cinque Stati membri nel settore sanitario

    La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE sugli aiuti di Stato, il secondo importante progetto di comune interesse europeo (IPCEI) per la salute al fine di sostenere le innovazioni nei dispositivi medici. Tali dispositivi presenteranno, tra l’altro, nuove funzionalità digitali e di intelligenza artificiale. L’IPCEI sosterrà la ricerca e l’innovazione collaborative, come anche la prima diffusione industriale di queste tecnologie di frontiera.

    Il progetto, intitolato “IPCEI Tech4Cure”, è stato notificato congiuntamente da cinque Stati membri: Francia, Ungheria, Italia, Slovacchia e Slovenia. Gli Stati membri forniranno finanziamenti pubblici per un importo massimo di 403 milioni di euro, che dovrebbero a loro volta sbloccare investimenti privati per un valore di altri 826 milioni di euro.

  • Aperto l’invito a presentare candidature al premio per i giovani imprenditori europei

    La Commissione europea ha aperto le candidature al premio per i giovani imprenditori europei, volto a dare visibilità alle iniziative innovative dei giovani in tutta Europa. Il premio permetterà ai giovani innovatori di accedere a preziose opportunità di tutoraggio e finanziamento.

    Le presentazioni finali si terranno il 5 giugno, in occasione della Giornata europea dell’industria, a Rzeszów, in Polonia. I finalisti presenteranno i loro progetti a leader del settore, responsabili politici e potenziali investitori di tutta Europa. Ciascuno dei 10 finalisti riceverà un sostegno personalizzato fino a 20 000 €, comprendente consulenza di esperti del settore, accesso a reti professionali e strumenti pratici per sviluppare le idee e garantire il successo a lungo termine.

    Il premio per i giovani imprenditori europei è un concorso che celebra l’innovazione e l’imprenditorialità in tutti i settori. Aperto agli imprenditori al di sotto dei 40 anni, mira a dotare le start-up e gli innovatori delle competenze, delle conoscenze e delle risorse necessarie per prosperare in un panorama economico sempre più competitivo. I candidati sono invitati a presentare progetti rispecchianti le priorità dell’Unione europea, come la sostenibilità, la trasformazione digitale e le ricadute sociali positive.

  • Corpo europeo di solidarietà: aumento di 166 milioni di euro per il volontariato giovanile nel 2025

    La Commissione ha pubblicato l’invito a presentare proposte del Corpo europeo di solidarietà per il 2025, che sostiene la partecipazione dei giovani alle attività di volontariato nelle comunità di tutta l’UE e oltre. Il bilancio di 166 milioni di € stanziato per il 2025 rappresenta un aumento significativo rispetto agli anni precedenti, a causa del recupero di fondi dagli anni della COVID-19, quando molte attività di volontariato non hanno potuto svolgersi.

    L’invito del 2025 sosterrà nuovamente progetti e attività di volontariato che promuovono la sostenibilità ambientale, le competenze e l’alfabetizzazione digitali, l’inclusione e la diversità, la cittadinanza attiva e molto altro ancora. Azioni mirate continueranno a sostenere le persone in fuga dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. I partecipanti possono inoltre prendere parte a un’ampia gamma di attività di solidarietà stimolanti incentrate su ambiti prioritari quali l’inclusione sociale, la transizione verde e digitale, la partecipazione democratica e le questioni relative alla salute.

    Parallelamente a questo invito, la Commissione ha pubblicato la relazione sul corpo europeo di solidarietà 2021-2023, che presenta i risultati che il programma ha ottenuto in questi anni e il modo in cui ha contribuito a promuovere la solidarietà in tutto il mondo. Nel periodo 2021-2023 il programma ha offerto a oltre 66 000 giovani la possibilità di far fronte a sfide sociali e umanitarie. La relazione racconta storie potenti e stimolanti provenienti da tutta Europa su come i giovani e le organizzazioni hanno risposto a disastri climatici e naturali e hanno sostenuto gli ucraini in fuga dalla guerra di aggressione della Russia. La relazione funge anche da invito ad agire affinché un maggior numero di giovani partecipi agli sforzi di solidarietà.

    Il Corpo è aperto ai giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni, esteso a quelli tra i 18 e i 35 anni per attività di aiuto umanitario al di fuori dell’UE. I giovani interessati devono registrarsi sul portale del Corpo europeo di solidarietà, dove possono trovare le organizzazioni partecipanti. Anche i gruppi di giovani registrati sul portale possono presentare domanda di finanziamento per i loro progetti di solidarietà.

  • Dalla Ue altri 5,5 miliardi di euro per l’ambiente del Mediterraneo

    La Commissione Europea ha finanziato con 5,5 milioni di euro la terza fase del progetto meetMed, sviluppato da Medener per accelerare la transizione verso economie più sostenibili e climaticamente neutre nella sponda sud del Mediterraneo. Medener è l’Associazione delle Agenzie nazionali per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili del Mediterraneo, che vede come presidente il direttore generale Enea Giorgio Graditi e come segretario generale Roberta Boniotti, sempre dell’Enea; dal 2018 a oggi ha coordinato le prime due fasi del progetto meetMed, coinvolgendo otto paesi del Mediterraneo (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Giordania, Palestina e Libano). MeetMed III si propone due obiettivi principali: promuovere città più sostenibili e rafforzare le azioni di mitigazione climatica nel settore energetico, supportando le autorità locali nello sviluppo dei Paesc (Piani di azione per l’Energia sostenibile e il Clima) e dei Sump (Piani di mobilità urbana sostenibile), anche per favorire l’affiliazione alla sezione mediterranea del GCoM (Patto Globale dei Sindaci). Le attività prevedono: capacity building; strumenti per l’accesso ai finanziamenti; organizzazione di forum Sei (Investimenti in Energia Sostenibile); monitoraggio delle politiche energetiche; assistenza tecnica per l’attuazione di strategie locali di adattamento e mitigazione; misure di efficienza energetica, con particolare attenzione al settore edilizio, tramite supporto alle politiche, sviluppo e monitoraggio di strumenti per l’efficienza, e collaborazione con il progetto Peeb Med (Programma per Edifici Efficienti nel Bacino del Mediterraneo); facilitare l’accesso ai finanziamenti per progetti di efficienza energetica attraverso i forum Sei; promuovere lo scambio di best practice tra i membri della rete meetMed Ren (Rete di Esperti Regionali).

    “Questo importante risultato testimonia non solo l’impegno della Commissione Europea a favore della transizione energetica nella regione del Mediterraneo, ma anche la qualità del lavoro svolto da Medener”, dichiara Giorgio Graditi, presidente di Medener e direttore generale Enea. “Il riconoscimento – aggiunge – rafforza inoltre ruolo e posizionamento dell’Italia nel contesto europeo e mediterraneo, rappresentando una rilevante opportunità per ampliare la missione del progetto, a favore di un approccio multilaterale e integrato, dal livello nazionale a quello locale, indispensabile per il percorso di transizione energetica in una regione particolarmente esposta ai cambiamenti climatici come quella mediterranea”. “Questa nuova fase del progetto meetMed evidenzia la crescente rilevanza delle Agenzie energetiche nazionali di Medener nel dare vita a contesti socioeconomici più stabili ed efficienti, in grado di garantire una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici”, spiega segretario generale di Medener Roberta Boniotti. “Le Agenzie – conclude – rappresentano i punti focali per supportare l’implementazione delle politiche energetiche nazionali a livello locale, garantendo allo stesso tempo il confronto e lo scambio di best practice tra i Paesi della regione”.

  • Banca d’Italia al fianco della Banca mondiale nei progetti per l’Africa

    La Banca d’Italia è pronta a collaborare con la Banca mondiale, e intende farlo mettendo a disposizione la propria esperienza e le proprie competenze per promuovere lo sviluppo nei paesi emergenti, in particolare in Africa. Lo ha sottolineato con convinzione il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in occasione dell’incontro “Italy and the World Bank Group: Partnering for Africa’s prosperity”, organizzato dalla Banca d’Italia in cooperazione con la Banca mondiale e il ministero dell’Economia e della Finanze, a Roma.

    Nel suo intervento di apertura, il governatore Panetta si è soffermato sullo sviluppo del Piano Mattei, un progetto che – ha detto – “riafferma l’impegno del nostro paese nel conseguire gli obiettivi di lotta alla povertà, riduzione delle disuguaglianze e promozione della crescita sostenibile, affrontando nel contempo le urgenti sfide che interessano il mondo intero: cambiamenti climatici, pandemie e migrazioni”. Per Panetta, il Piano Mattei rappresenta “un segno tangibile” dell’intenzione dell’Italia di realizzare progetti di vasta portata in partenariato con i Paesi africani, ed in quest’ottica è importante riaffermare il nostro impegno in favore dei principi fondamentali della cooperazione internazionale e del multilateralismo “che discendono dall’esperienza di Bretton Woods – accordi dai quali nacquero il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale – e sono cruciali per assicurare la pace in un mondo lacerato e diviso”.

    Il governatore ha ricordato che ricorrono quest’anno gli ottant’anni dalla conferenza di Bretton Woods, un anniversario in occasione del quale Panetta ritiene “essenziale che la comunità internazionale rafforzi il proprio impegno congiunto, superando le divergenze e trovando soluzioni condivise alle sfide che ci riguardano tutti”. I problemi dell’Africa “riguardano tutti noi, se vogliamo costruire un’economia internazionale più equilibrata, stabile e prospera”, ha ribadito il governatore, che ha esortato ad un “dialogo costruttivo” e a “una piena cooperazione”, strumenti che possono “contribuire a disegnare un futuro di pace e prosperità per l’Africa e per l’intera comunità internazionale”.

    Per Panetta, infatti, lo sviluppo dell’Africa è “fondamentale non solo per consentire alla Banca mondiale di conseguire gli obiettivi di sradicare la povertà e diffondere il benessere, ma anche per assicurare un’economia stabile in tutto il mondo”. E’ necessario, ha proseguito, al fine di “garantire un futuro alle centinaia di milioni di giovani che ogni anno entrano a far parte della forza lavoro africana”, permettendo al contempo di “attenuare l’inevitabile pressione migratoria che si profila per i prossimi anni”. Una sfida strettamente connessa al futuro dell’Italia, insomma, che – ricorda Panetta – si trova al crocevia del Mediterraneo, “una posizione unica che le consente di svolgere un ruolo importante nello sviluppo del continente africano”. Il dirigente ha quindi evidenziato come la globalizzazione, in passato considerata un processo inarrestabile, è ora messa a rischio dai conflitti geopolitici che minacciano gli scambi internazionali e la stabilità dell’economia mondiale.

    Sulla necessaria relazione con l’Africa si è soffermato anche il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, che ha definito il continente africano “una priorità geografica assoluta per l’Italia”. Il Piano Mattei – ha proseguito – “introduce un nuovo modello di partnership con i Paesi africani fondata su cooperazione, interessi condivisi e benefici reciproci”, coinvolgendo al momento nove Paesi pilota (Algeria, Repubblica del Congo, Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Kenya, Marocco, Mozambico e Tunisia) e sei “pilastri strategici, identificati come aree vitali di cooperazione: energia, infrastrutture digitali e fisiche, agricoltura, acqua, salute, educazione e formazione”, ha aggiunto. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che è stata assente al convegno ma ha inviato un messaggio al governatore Panetta, ha sottolineato che in questa fase è necessario “individuare insieme ai governi e ai popoli africani i progetti su cui collaborare e stabilire insieme le priorità da condividere”. Si tratta, ha aggiunto, di un obiettivo che l’Italia intende perseguire anche attraverso il potenziamento delle attività di raccordo tra il Piano Mattei e le iniziative strategiche a livello europeo e internazionale che hanno un focus sull’Africa. “Ciò al fine di massimizzare gli sforzi e gli investimenti nel Continente africano, e ottenere così maggiori benefici”, ha spiegato.

    Gli interventi di apertura sono stati seguiti da un panel dedicato ai cambiamenti necessari al sistema bancario africano. Alla tavola rotonda, intitolata “Un’Africa in digitalizzazione: il futuro dei sistemi di pagamento” e moderata da Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, sono intervenuti Benedict Oramah, presidente e amministratore delegato della Afreximbank Export Import Bank; Denny Kalyalya, governatore della Banca centrale dello Zambia; Tara Rice, capo del segretariato del Committee on Payments and Market Infrastructures (Cpmi), e Pablo Saavedra, vicepresidente dell’Area prosperità della Banca mondiale. Al centro delle riflessioni, il necessario sviluppo digitale dei sistemi bancari, la richiesta di trasparenza ed interoperabilità nel settore, le difficoltà connesse all’incertezza economica vissuta da diversi Paesi del continente. Il governatore della Banca centrale dello Zambia, in particolare, ha messo al centro la necessità di promuovere un dialogo di settore sulle riforme e l’interoperabilità dei sistemi bancari africani, con uno scambio di informazioni possibile tramite una maggior digitalizzazione. “Spesso si tende a proteggere i propri dati ma è questa la via verso cui andare, di trasparenza e confronto”, ha detto Kalyalya. Da parte sua, Saavendra (Banca mondiale) ha sollevato il tema della gestione delle rimesse della diaspora africana, che rappresentano un volume importante di transazioni ed attualmente un costo dispendioso per gli istituti.

  • Dalla Commissione 116 milioni di euro alla Germania e l’Italia nella ripresa da catastrofi naturali

    La Commissione propone 116 milioni di euro di assistenza finanziaria a titolo del Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) per aiutare la Germania e l’Italia a far fronte alle conseguenze delle gravi inondazioni di maggio e giugno 2024.

    La proposta di finanziamento fa seguito alle domande di assistenza del FSUE presentate dai paesi interessati, che hanno fornito alla Commissione valutazioni dei danni comprensive di stime. Il sostegno ammonterebbe a 112,07 milioni di euro per la Germania per i danni causati dalle inondazioni in Baviera e Baden-Württemberg alla fine di maggio 2024 e a 3,96 milioni di euro per l’Italia a sostegno degli sforzi di ripresa dopo le inondazioni che hanno colpito la Valle d’Aosta nel giugno 2024.

    Il sostegno del FSUE coprirà una parte dei costi delle operazioni di emergenza e di recupero, comprese la riparazione delle infrastrutture danneggiate e la messa in sicurezza delle infrastrutture di prevenzione, la salvaguardia del patrimonio culturale e le operazioni di pulizia.

    Una volta che la proposta della Commissione sarà approvata dal Parlamento e dal Consiglio, l’aiuto finanziario potrà essere erogato in un’unica rata. Gli interventi di emergenza e di recupero possono essere finanziati retroattivamente dal primo giorno della catastrofe.

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