fondi

  • Aiuti di Stato: la Commissione approva la carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 per l’Italia

    La Commissione europea ha approvato la carta dell’Italia per la concessione degli aiuti a finalità regionale dal 1º gennaio 2022 al 31 dicembre 2027 nel quadro degli orientamenti riveduti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale (“orientamenti”).

    Gli orientamenti riveduti, adottati dalla Commissione il 19 aprile 2021, entreranno in vigore il 1º gennaio 2022. Essi consentono agli Stati membri di aiutare le regioni europee meno favorite a recuperare il ritardo accumulato e di ridurre le disparità in termini di benessere economico, reddito e disoccupazione – obiettivi di coesione che sono al centro delle politiche dell’Unione. Essi offrono inoltre agli Stati membri maggiori possibilità di dare sostegno alle regioni che affrontano una transizione o sfide strutturali, come lo spopolamento, affinché possano contribuire pienamente alla transizione verde e digitale.

    Allo stesso tempo, gli orientamenti riveduti mantengono solide garanzie per impedire agli Stati membri di utilizzare fondi pubblici per innescare la delocalizzazione di posti di lavoro da uno Stato membro dell’UE a un altro, aspetto essenziale per la concorrenza leale nel mercato unico.

    La carta degli aiuti a finalità regionale dell’Italia indica le regioni italiane ammissibili agli aiuti per investimenti a finalità regionale. La carta stabilisce inoltre le intensità massime di aiuto nelle regioni ammissibili. L’intensità dell’aiuto è l’importo massimo dell’aiuto di Stato che può essere concesso per ciascun beneficiario, espresso sotto forma di percentuale dei costi di investimento ammissibili.

    A norma degli orientamenti riveduti, un gruppo di regioni che ospitano il 41,99 % della popolazione italiana sarà ammissibile agli aiuti per investimenti a finalità regionale:

    • Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna (che totalizzano il 32% della popolazione italiana) rientrano tra le regioni più svantaggiate dell’UE, con un PIL pro capite inferiore al 75 % della media UE. Tali regioni sono ammissibili agli aiuti a norma dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera a), TFUE (le cosiddette “zone a”), con intensità massime di aiuto per le grandi imprese comprese tra il 30 % e il 40 %, in funzione del PIL pro capite della “zona a” di appartenenza;
    • l’Italia ha la possibilità di designare cosiddette “zone c non predefinite” per un massimo del 9,99 % della popolazione nazionale. La designazione specifica delle “zone c non predefinite” può avvenire in futuro e comporterebbe una o più modifiche della carta degli aiuti a finalità regionale approvata oggi.

    In tutte le zone menzionate, le intensità massime di aiuto possono essere maggiorate di 10 punti percentuali per gli investimenti delle imprese di medie dimensioni e di 20 punti percentuali per gli investimenti delle piccole imprese (per i loro investimenti iniziali con costi ammissibili fino a 50 milioni di EUR).

    Una volta definito un futuro piano territoriale per una transizione giusta nell’ambito del regolamento sul Fondo per una transizione giusta, l’Italia avrà la possibilità di notificare una modifica della carta degli aiuti a finalità regionale approvata oggi, al fine di applicare un potenziale aumento dell’intensità massima di aiuto nelle future aree di transizione giusta, come specificato negli orientamenti riveduti per le “zone a”.

    Fonte: Commissione europea

  • CulturEU: la Commissione intensifica il sostegno al settore culturale attraverso una guida online sui finanziamenti dell’UE

    La Commissione ha lanciato una nuova guida interattiva che illustra tutte le opportunità di finanziamento disponibili a livello di UE per i settori culturali e creativi. CulturEU è uno sportello unico per i finanziamenti dell’UE che riunisce un totale di 75 opportunità di finanziamento provenienti da 21 diversi programmi dell’UE, da Europa creativa e Orizzonte Europa a fondi strutturali e InvestEU. In pochi clic questo strumento interattivo online permette a qualsiasi organizzazione culturale europea di individuare il sostegno finanziario dell’UE più adatto a essa.

    La guida è stata pensata per aiutare partner di ogni tipo e dimensione attivi nei settori culturali e creativi a orientarsi nel panorama dei finanziamenti dell’UE, a capire quali opportunità sono a loro disposizione e quindi ad accedere più facilmente ai finanziamenti dell’UE. Gli interessati possono filtrare automaticamente le opportunità di finanziamento a seconda delle proprie esigenze, del proprio settore e del tipo di organizzazione che rappresentano. La guida è corredata di esempi stimolanti e migliori pratiche. CulturEU sarà aggiornata regolarmente con le informazioni più recenti sulla pubblicazione di nuovi inviti a presentare proposte e sarà disponibile in tutte le lingue dell’UE a inizio 2022.

    I settori culturali e creativi sono stati fortemente colpiti dalle ampie restrizioni imposte durante la pandemia di COVID-19. Sin dall’inizio della pandemia la Commissione ha adottato numerose misure per affrontare le conseguenze della crisi del coronavirus sui settori culturali e creativi, coadiuvando e sostenendo le azioni degli Stati membri tramite sostegno finanziario, investimenti e cooperazione a livello di UE nel rispetto delle competenze nazionali.

    Le azioni finora intraprese a livello dell’UE per sostenere i settori culturali e creativi comprendono:

    • l’aumento del sostegno finanziario dell’UE ai settori culturali e creativi, con quasi 2,5 miliardi di € a titolo del programma Europa creativa e quasi 2 miliardi di € a titolo di Orizzonte Europa, importi destinati a progetti culturali, creativi e inclusivi per il periodo 2021-2027;
    • lo stanziamento di fondi a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza;
    • l’approvazione di aiuti nazionali a titolo del quadro temporaneo in materia di aiuti di Stato per un importo complessivo superiore a 420 milioni di €;
    • la pubblicazione degli orientamenti dell’UE sulla riapertura e la ripresa in sicurezza del settore;
    • l’apertura di Creatives Unite, una piattaforma apposita per mezzo della quale artisti, interpreti o esecutori e altri professionisti dei settori culturali e creativi possono condividere informazioni e iniziative e scambiarsi idee. La piattaforma attualmente conta più di 43 000 utenti.

    La Commissione continua a coordinare e a facilitare gli scambi a livello dell’UE per riflettere sulle attuali sfide e opportunità cui devono far fronte i settori culturali e creativi.

    Fonte: Commissione europea

  • Al via un progetto europeo per salvare le piante italiane dall’estinzione

    Al via “Life Seedforce”, un progetto europeo guidato dal Museo delle scienze di Trento che coinvolge 15 partner italiani e stranieri, per salvare le piante autoctone italiane dall’estinzione grazie alle banche dei semi. Lo ha reso noto Legambiente precisando che il progetto “Life seedforce, Using Seed banks to restore and reinforce the endangered native plants of Italy”, finanziato dalla Commissione europea attraverso il programma Life con un budget totale di 7 milioni 790.685 di euro e formalmente iniziato il primo ottobre per durare fino alla fine del 2026, è implementato in 10 Regioni italiane (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Veneto) e in Francia (Provence-Alpes-Côte d’ Azur), Malta e Slovenia.

    L’Italia, spiega Legambiente nella nota, ospita un numero elevato di piante di interesse comunitario: sono infatti 104 le specie vegetali incluse nella Direttiva Habitat (emanata il 21 maggio 1992 dalla Commissione Europea per promuovere il mantenimento della biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali nel territorio europeo), molte delle quali esclusive delle nostre regioni. Secondo l’ultimo report sullo stato di attuazione della Direttiva, 58 di queste sono in cattivo stato di conservazione, ad esempio nell’arco alpino la testa di drago, la genziana ligure e la sassifraga del monte Tombea, nel Mediterraneo la Primula di capo Palinuro, la bocca di leone di Linosa, il ginestrone delle Isole Eolie, la felce gigante della Sicilia e il Ribes della Sardegna si trovano in condizioni sfavorevoli e il trend in atto indica un chiaro peggioramento della situazione in futuro.

    Piante rare ma per tutti: il progetto Life Seedforce si avvicinerà al mercato e metterà in vendita il surplus di produzione per favorire la diffusione di queste specie nelle nostre case e nelle nostre città.

  • Bruxelles approva aiuti statali per 400 milioni di euro alle Pmi

    La Commissione europea ha approvato un regime italiano di 400 milioni di euro per sostenere le piccole e medie imprese colpite dall’epidemia di coronavirus. La misura è stata approvata nell’ambito del Quadro di riferimento temporaneo per gli aiuti di Stato e fa parte dell’attuazione del piano italiano di ripresa e resilienza. La Commissione europea ha spiegato che il sostegno pubblico sarà aperto alle Pmi impegnate in attività e operazioni internazionali rilevanti per la transizione digitale e verde e attive in tutti i settori, tranne quello finanziario, quello della produzione primaria di prodotti agricoli e quello della pesca e dell’acquacoltura. L’obiettivo della misura è quello di sostenere iniziative nel campo della transizione digitale e verde; iniziative per promuovere l’internazionalizzazione delle Pmi nell’ambiente digitale e la partecipazione delle stesse pmi a eventi internazionali relativi alla transizione digitale e/o verde.

    Nell’ambito del regime, l’aiuto assumerà la forma di sovvenzioni dirette combinate con prestiti agevolati nell’ambito del regime de minimis. I beneficiari ammissibili possono ricevere un contributo massimo di 120.000 euro, a seconda del tipo di iniziativa e della regione in cui ha sede il beneficiario. La Commissione ha riscontrato che la misura italiana è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo modificato il 18 novembre 2021.

  • Erasmus+: quasi 3,9 miliardi di € nel 2022 per la mobilità e la cooperazione nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport

    La Commissione ha pubblicato gli inviti a presentare proposte nell’ambito del bando Erasmus+ 2022, a seguito dell’adozione del relativo programma di lavoro annuale per il 2022. Con un bilancio rafforzato pari a quasi 3,9 miliardi di € per il prossimo anno, Erasmus+ continuerà a offrire opportunità relative a periodi di studio all’estero, tirocini, apprendistati e scambi di personale nonché a progetti di cooperazione transfrontaliera in diversi ambiti dell’istruzione e della formazione, della gioventù e dello sport. Oltre all’invito generale, il programma di lavoro annuale comprende anche altre azioni da avviare separatamente, come l’iniziativa delle università europee.

    Il programma continuerà a sostenere i giovani e a incoraggiarne la partecipazione alla vita democratica, contribuendo in modo significativo agli obiettivi dell’Anno europeo dei giovani 2022, annunciato nel discorso sullo stato dell’Unione del settembre 2021. Nel 2022 saranno potenziate anche le principali attività di mobilità e cooperazione.

    Queste le principali novità introdotte negli inviti pubblicati oggi:

    • Progetti lungimiranti: nuovi progetti su vasta scala sosterranno un’istruzione digitale inclusiva e di elevata qualità e l’adeguamento dei sistemi di istruzione e formazione alla transizione verde. Tali progetti ambiziosi, che potranno contare su un bilancio cospicuo e avranno una durata di almeno 3 anni, mirano a coinvolgere una combinazione di organizzazioni pubbliche e private. L’obiettivo generale è di ottenere risultati innovativi in grado di incidere sull’istruzione a livello europeo.
    • Più scambi con i paesi terzi: grazie ai finanziamenti provenienti dagli strumenti esterni dell’UE, i paesi terzi avranno la possibilità di partecipare a progetti e scambi mirati, in particolare nei settori dell’istruzione e formazione professionale e dello sport.
    • Iniziativa DiscoverEU più inclusivaDiscoverEU offre ai diciottenni la possibilità di viaggiare in Europa. Ogni anno si svolgono 2 tornate di candidature per la distribuzione di pass di viaggio gratuiti. A partire dal 2022 saranno dedicate tornate specifiche alle organizzazioni per facilitare la partecipazione a DiscoverEU di ancora più giovani con minori opportunità, i quali beneficeranno di sostegno e finanziamenti più mirati.
    • Avvicinare l’UE alle scuole: la conoscenza degli obiettivi e del funzionamento dell’Unione europea è una parte importante della promozione della cittadinanza attiva e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione. Le azioni Jean Monnet, intese a promuovere la formazione sull’UE, saranno attuate per le scuole e agli alunni di tutte le età, nell’istruzione sia generale che professionale, con varie attività, comprese visite di studio.
    • Finanziamento dei progetti di cooperazione semplificato: Erasmus+ introduce la possibilità per i beneficiari in partenariati di cooperazione di chiedere un importo forfettario per l’attuazione dei loro progetti. In tal modo si riduce notevolmente l’onere amministrativo associato alla presentazione della domanda, alla gestione del progetto e ai compiti di rendicontazione.

    Qualsiasi organismo pubblico o privato attivo nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport può presentare domanda di finanziamento, avvalendosi dell’aiuto delle agenzie nazionali Erasmus+ che sono presenti in tutti gli Stati membri dell’UE e nei paesi terzi associati al programma e dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura.

    Fonte: Commissione europea

  • Pubblicati i primi inviti a presentare proposte nell’ambito del programma Europa digitale nei settori della tecnologia digitale, della cibersicurezza e dei poli europei dell’innovazione digitale

    La Commissione ha annunciato la prima serie di inviti a presentare proposte nell’ambito del programma Europa digitale. Ciò fa seguito all’adozione dei programmi di lavoro che assegnano una dotazione di quasi 2 miliardi di euro agli investimenti volti all’avanzamento della transizione digitale. Gli inviti sono aperti alle imprese, alle organizzazioni e alle amministrazioni pubbliche degli Stati membri dell’UE, nonché ai soggetti di altri paesi associati al programma Europa digitale.

    Fino alla fine del 2022 tali sovvenzioni saranno destinate a un investimento di oltre 415 milioni di euro nei settori delle infrastrutture cloud to edge, degli spazi di dati, dell’intelligenza artificiale, delle infrastrutture di comunicazione quantistica, dello sviluppo delle competenze digitali e dei progetti che promuovono un internet più sicuro, lottano contro gli abusi sessuali sui minori e la disinformazione.

    Inoltre, sempre fino alla fine del 2022, 43 milioni di euro in sovvenzioni saranno destinati a sostenere la cibersicurezza nel settore sanitario e a creare una rete di centri nazionali di coordinamento per aiutare gli Stati membri ad attuare la legislazione dell’UE in materia di cibersicurezza.

    Il primo invito a presentare proposte riguarda anche la creazione e l’attuazione della rete dei poli europei dell’innovazione digitale. Tali poli sosterranno le imprese private, comprese le PMI e le start-up, e il settore pubblico nella trasformazione digitale.

    Fonte: Commissione europea

  • Fondi europei motore della transizione verde nelle regioni più povere

    La politica di coesione ha un impatto immediato sulla transizione verde nelle regioni meno sviluppate d’Europa, mentre in quelle più avanzate ha un effetto marginale e circoscritto alla definizione delle priorità politiche. La buona riuscita dell’allocazione dei fondi strutturali europei, in entrambi i casi, passa comunque dalla coerenza tra politiche europee, nazionali e regionali. È quanto emerge dalla ricerca ‘Locate’ realizzata dal programma di studi Espon specializzato in analisi regionali. In particolare, i ricercatori hanno messo a confronto la programmazione dei fondi Ue nel 2007-2013 e nel 2014-2020 soffermandosi sui finanziamenti di progetti e misure che promuovono la transizione verde.

    Le politiche dell’Ue, osservano i ricercatori, fungono da linee guida e da stimolo, mentre l’impatto sul territorio dipende in gran parte dalle azioni nazionali e regionali. Ad esempio, nel 2014-2020 l’Ue ha introdotto una quota minima per gli investimenti green: il 20% del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) per le regioni più sviluppate, 15% per quelle in transizione e il 12% per quelle meno sviluppate. Tale innovazione ha permesso soprattutto a Paesi come Polonia, Bulgaria, Romania, Slovacchia, Croazia, Lettonia e Lituania di raddoppiare i fondi destinati alla transizione ambientale, sebbene in percentuale le regioni Ue più sviluppate hanno finanziato più progetti e misure green, in particolare Francia, Italia, Germania, Regno Unito e Austria. Secondo i ricercatori, a fare la differenza sono tuttavia le strategie nazionali messe in atto per attuare la transizione verde, che riflettono la diversa struttura economica ed energetica degli Stati. Le politiche nazionali, scrivono i ricercatori, sono della massima importanza per attuare strategie efficaci di transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Se perseguite attivamente e orientate al futuro, tali strategie possono contribuire in modo significativo alla ‘crescita verde’.

    L’impatto della politica di coesione, ed in particolare dei fondi per la transizione verde, varia, infine, a seconda del grado di sviluppo delle regioni Ue e della governance. Le regioni meno sviluppate stanno beneficiando in modo significativo dell’assegnazione di fondi per la transizione. In queste regioni, osservano i ricercatori, la politica di coesione ha un impatto immediato, in quanto stabilisce dove e come allocare le risorse locali, pubbliche o private. Al contrario, per le regioni più sviluppate, l’importanza della politica di coesione risiede nella definizione delle priorità dell’agenda politica e nella promozione di strategie energetiche regionali più rigorose ed efficaci.

  • Trustmeup, la nuova piattaforma digitale che promuove un nuovo modello di sostenibilità

    Non Profit ed E-commerce, due mondi apparentemente distanti, si uniscono nella piattaforma web TrustMeUp, l’unica in grado di trasformare ogni acquisto in donazione e ricompensare ogni donazione, al 100%, in sconti per nuovi acquisti digitali. Il tutto in maniera trasparente e tracciata grazie alla tecnologia blockchain.

    Un modello innovativo di raccolta fondi per il Terzo Settore, con l’obiettivo di raddoppiare il valore delle donazioni e offrire alle aziende una proposta innovativa di CSR condivisa che permette a tutti di comprare donando “a costo zero”. Da un lato, infatti, i consumatori possono donare mediamente il 15% dell’importo speso in uno dei negozi online aderenti alla piattaforma (secondo un modello definito come DonaComprando); dall’altro effettuare una donazione, per qualsiasi importo, a favore di un ente non profit presente all’interno di TrustMeUp e trasformare lo stesso valore in uno sconto digitale, da utilizzare in seguito.

    La piattaforma si presenta come una nuova frontiera dello shopping dimostrando che i consumi, fatti in modo differente, possono impattare sulla società e sostenere il mondo del Non Profit in maniera semplice, sostenibile e senza costi aggiuntivi. Ad ulteriore beneficio dell’utente e a dimostrazione della trasparenza e tracciabilità dello strumento, TrustMeUp emetterà per conto dell’Associazione Non Profit cui è stata fatta la donazione una ricevuta fiscale valida ai fini delle detrazioni fiscali, garantendo un cashback del 5% in media della cifra spesa.

    Presentato in occasione dell’evento “E-Commerce e Non Profit: un nuovo modello di sostenibilità” patrocinato da Assolombarda, TrustMeUp arriva in un momento di profonda crescita per il mondo dello shopping online. Secondo i dati NetComm, gli e-shopper durante i primi due mesi del 2020, sono aumentati di 2 milioni, raggiungendo il totale di 27 milioni, portando così a un incremento dell’e-commerce del 176% nel 2020 rispetto al 4% dell’anno precedente e una previsione di crescita di un ulteriore 19% nel 2021. Meno floridi sono stati gli ultimi mesi per il settore Non Profit, come evidenziano i dati dell’Istituto Italiano della Donazione: il 43% degli enti stima di chiudere il 2021 con una diminuzione delle entrate. Tuttavia una nuova speranza la danno i canali digitali: per il 28,4% nel 2020 le donazioni online sono aumentate o rimaste stabili (58%).

  • Prende il via la Fondazione ‘Il Fatto Quotidiano’

    Ha preso il via l’8 novembre prende la Fondazione Il Fatto Quotidiano, nata a scopo umanitario e con l’intento di consolidare l’impegno sociale di SEIF per contribuire all’inclusione sociale e alla riduzione delle disuguaglianze, alimentando il dialogo all’interno della società civile e promuovendo progetti solidaristici. In particolare, la Fondazione si pone l’obiettivo di identificare progetti ben definiti il cui risultato potrà essere facilmente riscontrabile per chi deciderà di supportarli, e di mettere in relazione chi può aiutare (la società civile e le associazioni di volontariato distribuite in tutto il territorio italiano) con chi ha bisogno di aiuto.

    Sul sito www.fondazioneilfattoquotidiano.org sarà possibile trovare tutte le informazioni sulla Fondazione e sui progetti, i quali saranno sostenuti anche attraverso crowdfunding attivati grazie alla collaborazione con Tinaba, piattaforma tecnologica che permette di fare donazioni attraverso molteplici sistemi di pagamento, in maniera trasparente e senza alcun costo aggiuntivo.

    Il Presidente e AD di SEIF Cinzia Monteverdi ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di veder nascere concretamente un progetto in cui abbiamo molto creduto e il cui principio ispiratore è solo uno: affiancare alle nostre parole i fatti concreti, aiutando le realtà che già operano sul territorio nazionale per sostenere le persone in difficoltà. Iniziamo piano piano, in punta di piedi e con modestia, concentrandoci sui primi progetti che prevedono il sostegno a donne vittime di violenze, giovani che non possono permettersi gli studi e categorie sociali particolarmente indigenti. Ci auguriamo che la comunità che segue Il Fatto Quotidiano fin dalla sua nascita – unita a chi non ci segue e ha voglia di fare del bene – possa essere orgogliosa di aderire e partecipare a questa nuova avventura”.

    I primi progetti prevedono il sostegno a donne vittime di violenze, giovani che non possono permettersi gli studi e categorie sociali particolarmente indigenti.

  • Certificato COVID digitale dell’UE: la Commissione stanzia 95 milioni di euro per migliorare l’accesso ai test

    La Commissione ha concesso sovvenzioni per un totale di 95 milioni di euro a 20 Stati membri per l’acquisto di test diagnostici COVID-19 al fine di facilitare la consegna del certificato COVID digitale dell’UE. Il finanziamento va di pari passo con la continua distribuzione dei vaccini anti COVID-19 e rientra nell’impegno della Commissione a sostenere l’accesso, a prezzi abbordabili, a test rapidi e accurati per i cittadini che non sono ancora stati vaccinati completamente, in particolare quelli che non possono essere vaccinati per motivi medici.

    Le sovvenzioni, finanziate attraverso lo strumento per il sostegno di emergenza (ESI), consentiranno agli Stati membri di offrire test gratuiti. Questo sostegno, erogato attraverso le autorità nazionali, risponderà alle diverse esigenze dei vari Stati membri.

    Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Il certificato COVID digitale dell’UE ha consentito agli europei di riprendere a viaggiare in condizioni di sicurezza durante l’estate ed è diventato simbolo di un’Europa aperta e sicura. Sebbene la vaccinazione sia fondamentale, in quanto principale risorsa per porre fine alla pandemia, test rapidi e accurati rimangono comunque importanti per contrastare la diffusione della COVID-19. I 20 milioni di test rapidi che abbiamo acquistato per gli Stati membri all’inizio dell’anno e gli odierni annunci di fondi aggiuntivi dimostrano che siamo fermamente impegnati a garantire che i cittadini abbiano accesso ai test e che i nostri certificati digitali siano disponibili per tutti, in particolare per coloro che non possono essere vaccinati.”

    Didier Reynders, Commissario per la Giustizia, ha dichiarato: “Finora oltre 400 milioni di europei hanno ottenuto il certificato e 42 paesi sono già connessi al sistema di certificazione dell’UE. Si tratta di una grande conquista europea che è stata molto apprezzata dai nostri cittadini. Le sovvenzioni annunciate oggi contribuiranno ulteriormente all’uso dei certificati e garantiranno che le persone possano continuare a circolare liberamente e in condizioni di sicurezza. Mi compiaccio per questa decisione e invito i 20 Stati membri a fare il miglior uso possibile dei test supplementari.”

    L’ESI fornisce una risposta di emergenza coordinata per aiutare gli Stati membri a soddisfare le esigenze connesse alla fase acuta immediata della pandemia di COVID-19, nonché alla risoluzione, alla ripresa e alla prevenzione di qualsiasi recrudescenza.

    Fonte> Commissione europea

Back to top button