Gli Stati membri dell’Unione europea stanno valutando la possibilità di ampliare il mandato di Frontex, attribuendole nuovi poteri in materia di sorveglianza dello spazio aereo e difesa contro i droni, alla luce delle recenti incursioni nello spazio aereo europeo. Lo riporta il portale “Euractiv”, citando documenti riservati del Consiglio dell’Ue. Una nota datata 30 ottobre e diffusa dalla presidenza danese mostra che le capitali europee stanno discutendo se l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera debba assumere ulteriori responsabilità per far fronte a minacce ibride, tra cui violazioni dello spazio aereo e attacchi a infrastrutture strategiche. I rappresentanti dei governi si riuniranno il 5 novembre per un confronto tecnico sulla questione. L’ipotesi di revisione del regolamento di Frontex prevede che l’agenzia possa intervenire, su richiesta di uno Stato membro, in casi di minacce ibride, aggiornando le norme sulle operazioni di intervento rapido e sulla gestione dei cosiddetti “hotspot” migratori. Il dibattito arriva pochi mesi dopo l’introduzione di una nuova catena di comando dell’agenzia ispirata al modello Nato.
Secondo “Euractiv”, i Paesi membri intendono anche estendere i poteri di Frontex nei rapporti con Paesi terzi, autorizzandola a operare in aeroporti internazionali o in punti di attraversamento strategici e a coordinare i rimpatri tra Stati non Ue. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, aveva già annunciato all’inizio dell’anno una revisione del mandato di Frontex, ora inserita nel piano di lavoro dell’Ue per il 2026. Bruxelles punta a triplicare il corpo permanente dell’agenzia portandolo a 30 mila unità entro il 2027, ma diversi Stati membri insistono sulla necessità di definire chiaramente il futuro mandato prima di avviarne l’espansione.
Intanto alcuni media tedeschi riferiscono, citando un’indiscrezione riportata dal quotidiano britannico “Financial Times”, che il governo tedesco sta pianificando un importante acquisto di droni kamikaze dalle aziende della difesa Helsing, Stark e Rheinmetall. Lo riferiscono alcuni media tedeschi che citano un’indiscrezione riportata dal quotidiano britannico “Financial Times”. Secondo quanto trapelato, le tre aziende produrranno fino a 12 mila droni – che saranno principalmente consegnati alla brigata tedesca di stanza in Lituania – per un valore totale di 300 milioni di euro. Tuttavia, secondo quanto riferito, devono ancora essere firmati gli accordi formali e il contratto deve essere approvato dalla commissione Bilancio del Parlamento tedesco (Bundestag).