Innovazione

  • Digitale e tecnologia, la scuola italiana ai tempi del Coronavirus

    Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Presidente dell’AEDE, Prof. Silvano Marseglia

    Cari Colleghi ed amici,

    le vicende legate al “Coronavirus” ci stanno chiedendo un cambio di abitudini e ci impongono la necessità di restare in casa. Ci troviamo così catapultati in un mondo al quale non eravamo abituati, al di fuori dei nostri abituali impegni, al di fuori della scuola, al di fuori di ogni attività.

    Sappiamo bene che dobbiamo fedelmente ubbidire a queste prescrizioni per proteggere la nostra vita e quella degli altri. Non c’è nulla, infatti, di più sacro della vita e del suo valore e noi abbiamo l’obbligo di difenderla.

    Questa situazione, comunque, ha coinvolto notevolmente anche le scuole che, di fronte all’emergenza, hanno  ricercato modalità di insegnamento che potessero permettere di superare le barriere fisiche per coinvolgere gli allievi attraverso eccellenti forme di didattica a distanza.

    Le nuove tecnologie ed i mezzi di comunicazione digitale sono diventati degli ottimi alleati. Veramente ammirevole, pertanto, l’impegno dei docenti che con sacrificio e professionalità  hanno trasformato tempestivamente la loro attività didattica tracciando canali di apprendimento capaci di coniugare l’aspetto cognitivo con quello pedagogico. In questo modo, con un sistema che si va perfezionando di giorno in giorno, stanno sopperendo , in una situazione imprevedibile , a mantenere vivo l’impegno della scuola e sono riusciti ad evitare, in maniera improvvisa ed imprevista, che l’assenza della normale attività didattica in classe potesse creare negli allievi disorientamento o, addirittura, la percezione di vacanze estese.

    In sostanza, in questo momento molto duro per tutti, la scuola, grazie alla passione che i docenti ripongono nel loro lavoro, sta restituendo un po’ di normalità agli alunni di ogni ordine e grado di scuola ed ai loro genitori.

    Un vivo grazie, pertanto,  a tutti loro,  unitamente ad un grazie riconoscente nei confronti di tutto il mondo sanitario impegnato in prima linea contro un nemico comune.

    In conclusione vi chiedo, cortesemente, di rimanere in contatto tra noi, in un clima di grande solidarietà reciproca, guardando avanti con fiducia.

    Un caro saluto a tutti.

    Silvano Marseglia
    Presidente europeo
    Association Européenne des Enseignants/European Association of Teachers

  • Come eravamo creativi: ‘Milano Anni 60’ la mostra per rivivere un decennio irripetibile

    Un racconto fotografico, a metà strada tra nostalgia e speranza, lungo un decennio in cui Milano vive il miracolo economico che la porterà ad essere la grande metropoli che conosciamo. A Palazzo Morando, nel cuore del capoluogo meneghina, fino al 9 febbraio 2020 sarà possibile vistare la mostra Milano Anni 60 che con immagini, fotografie e manifesti di un decennio irripetibile farà rivivere quello spirito di creatività, vitalità ed entusiasmo che percorse tutta la città che voleva scrollarsi di dosso per sempre le bruttezze e le violenze della guerra. Un periodo che parte con le sfide urbanistiche e le infrastrutture futuristiche, in cui vedono la luce la Torre Velasca, il Grattacielo Pirelli, la Torre Galfa mentre Bob Noorda progetta la linea 1 della metropolitana Milanese e gli  studi di architetti e designer come Marco Zanuso, Bruno Munari, Vico Magistretti, Achille Castiglioni ridefiniscono lo stile cittadino. Milano in quegli anni è tutta un fermento, ovunque nelle strade si respira un un’aria di creatività completamente nuova, il quartiere di Brera è un brulicare di idee, aprono nuove gallerie d’arte e compaiono sulla scena artisti provocatori e innovativi come Lucio Fontana e Piero Manzoni e dal canto suo Salvatore Quasimodo racconta Milano sotto una nuova luce. Non solo arte e design ma anche musica e spettacolo con i cabaret e i locali che diffondono musica jazz. Sono gli anni in cui a Milano arrivano i Beatles, i Rolling Stones e Billy Holiday e la scena locale vede emergere due geni assoluti: Giorgio Gaber e Enzo Jannacci.

    Ma quello degli anni ’60 è anche il decennio che si conclude con le manifestazioni di piazza e gli scioperi in difesa del lavoro e dei diritti dei lavoratori nelle fabbriche, un decennio che inizia con i colori e la fantasia e che si chiude tragicamente il 12 dicembre del 1969 con la strage di piazza Fontana, di cui quest’anno ricorre il 50 anniversario, che segna per i milanesi e l’Italia in generale la perdita dell’innocenza, il risveglio dai sogni e l’inizio di un periodo cupo, ancora oggi avvolto da tanti misteri e verità nascoste.

  • Un progetto italiano tra i premiati dalla Ue con Horizon Impact Award

    C’è anche un progetto italiano tra i quattro ai quali la Commissione europea il 26 settembre ha assegnato il premio ‘Horizon Impact Award’, col quale la stessa Commissione si prefigge di mostrare i benefici socio-economici provenienti dagli investimenti europei in ricerca ed innovazione. Smart-coasts, questo il nome del progetto italiano, ha sviluppato pratiche efficienti per salvaguardare i tratti costieri europei soggetti a erosione e inondazioni.

    Gli altri tre progetti premiati sono stati messi a punto in Germania, Francia e Regno Unito. Sviluppato in Germania, Manno-Cure ha permesso di sviluppare un medicinale in grado di  migliorare notevolmente le condizioni di vita delle persone afflitte da una rara malattia chiamata “Alfa mannosidosi” (il medicinale è già disponibile sul mercato). Crisi-Tls, elaborato in Francia, ha permesso di aumentare la sicurezza dei browser Internet, permettendo agli utenti di effettuare molteplici operazioni, come gli acquisti online, con una connettività più affidabile. Safe, messo a punto in Gran Bretagna, è un programma gratuito per prevenire gli abusi infantili. Il programma è già stato tradotto in 18 lingue e utilizzato in 22 diversi Paesi.

  • Grandi novità sul fronte occidentale

    Il sogno di ogni Re, Vassallo, Valvassore e Valvassino sta per avverarsi

    Il 24 aprile, sulla rivista scientifica Nature Communications sono stati pubblicati i primi risultati di una ricerca californiana, finanziata da Facebook, per sperimentare un dispositivo che possa “leggere” il pensiero. Al momento è stato realizzato un “decoder” che traduce in tempo reale i segnali elettrici celebrali associati ad un determinato protocollo linguistico. Attraverso particolari elettrodi, è stata codificata l’attività cerebrale di alcuni pazienti sottoposti a vari test clinici, durante i quali ascoltavano una serie di domande predefinite e formulavano delle risposte. Utilizzando solo i segnali nervosi registrati, i ricercatori sono stati capaci di distinguere quelli associati all’ascolto rispetto agli impulsi elettrici legati alle risposte verbali. Il prof. Edward Chang, coordinatore dello studio, ha dichiarato che “Il nostro obiettivo è quello di comprendere e trattare alcune malattie neurologiche”.

    Tre mesi dopo, il 16 luglio scorso, a San Francisco, presso l’Accademia delle Scienze della California, il veneratissimo Elon Musk (quello dei pannelli solari, delle auto elettriche Tesla, dei razzi turistici spaziali-SpaceX e l’inventore di PayPal, Hyperloop etc.) ha presentato ad un gruppo di potenziali investitori la sua nuova “idea”, la Neuralink. Una società di cui l’obiettivo principale è quello di arrivare a collegare il cervello umano con un computer esterno tramite un comune cavo USB-C per “caricare” files e “scaricare” ricordi sul nostro telefonino. A detta degli scienziati californiani, gli esperimenti sulle cavie e le scimmie avrebbero dato già risultati molto promettenti. Lo stesso Musk ha dichiarato, del resto, che “è ormai giunto il momento di compiere un altro balzo evolutivo e che tutto ciò sarà molto importante per curare le malattie e per evitare che l’umanità sia messa in difficoltà dalle macchine intelligenti”.

    Se CI-PENSANO loro, possiamo stare tranquilli.

    A tutti i posters (o followers, likers, etc.) l’ardua sentenza (o un semplice ragionamento su quanto tutto ciò possa essere veramente pericoloso per l’intera umanità) ed anche una perla di saggezza contadina: “chi troppo s’inchina mostra il sedere”. Forse nella sigla USB-C, la C sta per Cu..

     

     

     

  • Vigo: con Combimais premiata la filiera completa riconoscibile

    Lo scorso 17 luglio l’Azienda lombarda ‘Innovagri ‘dei fratelli Mario e Alberto Vigo ha ricevuto, dalle mani del Premier Giuseppe Conte e alla presenza del Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, un importante premio indetto da Confagricoltura per le aziende agricole che maggiormente si sono distinte per i sistemi innovativi adottati per la coltivazione. ‘Innovagri’ ha vinto grazie al progetto Combi Mais Idrotechnologies che da qualche anno ha messo in campo, con numerosi e molto soddisfacenti risultati.  Abbiamo incontrato il presidente di ‘Innvagri’, Mario Vigo, per sapere di più del progetto, e non solo.

    1) Come è nata l’idea di Combi Mais?

    “Combimais” nasce per dare una risposta all’interno di Expo ad una agricoltura mirata del nuovo millennio, interpretando le necessità che portano ad un agroalimentare produttivo, qualitativo e sostenibile.

    2)  Come è stata accolta nella sua azienda e dai consumatori ‘tradizionali’ questa idea?

    Nella mia azienda il protocollo “Combimais”è stato accolto in maniera estremamente positiva in quanto facilita il lavoro degli operatori agricoli e crea le condizioni per un minor impatto ambientale a tutto vantaggio della società in cui viviamo. Altrettanto favore, il prodotto “Combimais” è stato accolto dai consumatori per la tracciabilità, sostenibilità a garanzia di un prodotto “made in Italy” addirittura “milanese”

    3) Quale è stato secondo lei l’aspetto considerato più innovativo meritevole del premio di Confagricoltura?

    Trattasi di progetto unico nel suo genere che crea una filiera completa tale da definirsi “dal chicco alla tavola”, generando innovazione e ricerca con il doppio compito di poter interpretare un nuovo modo di fare agricoltura garantendo al consumatore, oltre la qualità, la sostenibilità.

    4) E’ a conoscenza di altri progetti simili in Italia?

    Esistono in Italia diversi progetti per le diverse colture, es. Linea biscotto sostenibile di ‘Barilla’ che prevede una coltivazione improntata alla sostenibilità. Tutto ciò fa scuola per disegnare quel modello di agricoltura già interpretato dal protocollo “Combimais”.

    5) Quali sono i progetti futuri di Combi Mais?

    “Combimais” è un progetto che, grazie alla capacità di aziende che sono leader nel settore agricolo, si rinnova di anno in anno, offendo soluzioni che diventano sempre più premianti per gli imprenditori agricoli, contestualmente, offrendo ai consumatori un prodotto altamente qualitativo.

    6) Nell’agroalimentare esiste da anni un serio problema di contraffazione, malgrado siano in vigore, finalmente, leggi europee precise in materia di etichettatura per sapere tutto sull’origine di un prodotto. Nel vostro settore come state arginando questo fenomeno?

    Proprio per rispondere ad un problema di contraffazione abbiamo voluto un prodotto di produzione che non solo garantisca la qualità ma addirittura la zona ed il metodo di coltivazione. Lasciamo alle Istituzioni sia nazionali che europee il compito di vigilare con leggi che appaiano realmente tutelare il lavoro ed il prodotto dell’agroalimentare italiano così ben apprezzato il tutto il mondo.

  • Combi Mais vince il Premio nazionale di Confagricoltura per le imprese agricole innovative

    Un grande traguardo per il Presidente di INNOVAGRI Mario Vigo, premiato a livello nazionale nella categoria “innovazione” grazie al Progetto COMBI MAIS IDROTECHNOLOGIES, protocollo ormai ampiamente collaudato di coltivazione sostenibile in grado di semplificare il lavoro degli operatori e ottenere in modo altamente efficiente più produttività, qualità, redditività nella produzione di granella di mais per uso alimentare. Si tratta della prima edizione del Premio bandito da Confagricoltura nel settore dell’agricoltura diretto alle imprese innovative: COMBI MAIS ha ottenuto il secondo posto, a livello nazionale. Un riconoscimento voluto dal Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti per dare rilievo al tema dell’innovazione e far emergere le soluzioni tecnologiche più all’avanguardia già poste in essere negli ultimi anni o in corso di sviluppo.

    La premiazione si è tenuta presso la sede di Confagricoltura a Palazzo Della Valle a Roma,  alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e del Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio.

    Sono molto soddisfatto – dichiara Vigo – è un bellissimo traguardo che premia il lavoro di tutto il team di COMBI MAIS. In questi anni ci siamo impegnati molto per ottenere gli ottimi risultati raggiunti. Da parte mia, ricevere un premio da Confagricoltura è un fatto ancora più apprezzabile poiché è un riconoscimento personale, quasi un premio alla carriera, per l’impegno profuso negli anni scorsi nella Confederazione, sia come Presidente di Confagricoltura Milano Lodi e Monza Brianza sia come membro di Giunta e poi Vice Presidente nazionale”.

    LA STORIA DI COMBI MAIS, UN MODELLO PER L’AGRICOLTURA DEL FUTURO

    COMBI MAIS nasce dall’intraprendenza di Mario Vigo che ha scommesso sulla possibilità di produrre mais di “qualità in quantità”. Ha preso corpo nel 2014 con l’obiettivo della partecipazione all’esposizione internazionale EXPO 2015 ed è stato l’unico progetto inerente la produzione agricola nell’ambito della Fiera internazionale. L’iniziativa è stata patrocinata da INNOVAGRI, associazione di cui Mario Vigo è Presidente, costituita da un gruppo di agricoltori milanesi e finalizzata a promuovere e divulgare le tecniche innovative in agricoltura. Il progetto viene realizzato nella Azienda Agricola Folli di Mario e Alberto Vigo sita nel Comune di Mediglia, alle porte di Milano, su una superficie di circa 30 ettari. Nel progetto sono coinvolte aziende di primo piano nel settore agricolo a livello nazionale ed internazionale (Syngenta, Netafim, Unimer, Cifo, Khun, Deutz Fahr, Topcon Agriculture) che, con le loro competenze e l’utilizzo combinato delle migliori tecniche disponibili, contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo.

    Nel 2018, COMBI MAIS è entrata nel circuito de “Il Viaggiator Goloso”, la linea dei prodotti “top” dei supermercati e ipermercati a insegna IPER, UNES, U2, presso i quali viene commercializzata la farina per polenta ottenuta dalla granella. È quindi un progetto di filiera completo che dal campo arriva direttamente al consumatore finale, grazie alla produzione di granella sana e sicura. Infatti, l’attento e continuo monitoraggio lungo tutte le fasi produttive mantiene sotto controllo le micotossine che possono svilupparsi sul mais. COMBI MAIS risponde perfettamente alle nuove sfide della maiscoltura italiana, ed è per questo che aderisce al progetto “Mais in Italy” che Syngenta ha lanciato con l’obiettivo di rilanciare l’importanza strategica della coltura e sensibilizzare i produttori italiani su temi importanti quali la gestione delle micotossine, l’utilizzo responsabile degli agrofarmaci, l’uso efficiente dell’acqua e del suolo.

    COMBI MAIS è un progetto all’insegna della sostenibilità sociale, economica ma anche ambientale sia perché permette di risparmiare nell’utilizzo dell’acqua e degli altri fattori di produzione, sia perché sostiene la biodiversità. Infatti lungo i bordi dell’appezzamento è coltivata un’area “Operation Pollinator”, una superficie seminata con essenze specifiche a fioritura scalare ricche di polline, habitat idoneo a garantire la riproduzione di insetti pronubi e rifugio anche per piccoli mammiferi e uccelli, a dimostrazione che un’agricoltura produttiva può convivere con un ambiente vivo e ricco di biodiversità. Un messaggio forte, in grado di creare una percezione positiva dell’agricoltura.

    COMBI MAIS, NUMERI DA RECORD

    Nella campagna del 2018, quinto anno di realizzazione, si è raggiunta una produzione media di oltre 16 tonnellate ad ettaro di granella secca, con punte parcellari di oltre 20 tonnellate ad ettaro. Il 2019 sarà il sesto anno di vita del progetto che, oltre all’uso alimentare della granella, si estende anche all’uso zootecnico con la produzione di materia prima per la filiera animale.

    COMBI MAIS continua la sfida produttiva per coniugare quantità, qualità e sostenibilità. Il Premio Innovazione di Confagricoltura ne riconosce il valore e lo pone come modello per l’agricoltura del futuro e del precision farming.

    I PARTNER DI COMBI MAIS

    Partecipano all’iniziativa Syngenta, una delle principali aziende dell’agroindustria mondiale che ha selezionato l’ibrido “SY Brabus” per la produzione della granella, gli agrofarmaci per la protezione delle piante e la piattaforma digitale Farmshot per il monitoraggio dell’evoluzione della coltura; Netafim, leader mondiale nello sviluppo, produzione e commercializzazione di soluzioni per l’irrigazione a goccia e la micro-irrigazione; Unimer, leader italiano nella produzione di fertilizzanti solidi a valenza ambientale per la nutrizione organo-minerale delle colture e per il miglioramento biologico e fisico dei terreni; Cifo, azienda storica italiana che partecipa al progetto con prodotti specifici per la nutrizione localizzata alla semina, la fertirrigazione e i biostimolanti fogliari, per gestire anche la fisiologia delle piante; Kuhn, per la fornitura delle macchine per la lavorazione del terreno, semina e concimazione con tecniche di precision farming; Deutz Fahr, leader riconosciuto nella produzione di macchine agricole dall’alto contenuto tecnologico e dalla produttività ai massimi livelli, per la fornitura delle trattrici e, dal 2018, Topcon Agriculture, per il sistema di agricoltura di precisione in grado di gestire la guida della trattrice e la gestione degli attrezzi, il monitoraggio dello sviluppo vegetativo e la raccolta dei dati produttivi. La supervisione del protocollo è affidata alla regia dell’Istituto di Agronomia dell’Università di Torino, guidato dal Professor Amedeo Reyneri. I Fratelli Vigo si avvalgono inoltre della sapiente collaborazione di un tecnico Agronomo, Leonardo Bertolani.

     

  • Il Roadshow della Commissione europea dedicato a innovazione e ricerca fa tappa a Milano

    L’Italia dell’innovazione si dà appuntamento a Milano il prossimo 28 giugno,  all’Auditorium Fondazione Cariplo (Largo Gustav Mahler), per l’EIC Roadshowevento dedicato al sostegno nei confronti dell’innovazione e della ricerca, organizzato dalla Commissione europea in cooperazione con il MIUR e APRE (Agenzia per la promozione della ricerca europea). Durante l’evento informativo a carattere nazionale verrà annunciato il lancio del programma pilota “European Innovation Council – EIC 2019 – 2020”, con un budget stanziato di circa 2,2 miliardi di euro. Avrà lo scopo di sostenere l’innovazione di alto livello, imprenditori, piccole imprese e scienziati con idee brillanti e l’ambizione di crescere a livello internazionale. Nel corso della giornata saranno in particolare presentati i dettagli operativi degli strumenti Pathfinder (FET Open e FET Proactive), a supporto di ambiziosi progetti di ricerca collaborativa focalizzati su tecnologie emergenti, e Accelerator (SME Instrument), dedicato ad aziende e start up a vocazione fortemente innovativa, con l’obiettivo di accelerare i loro processi di crescita sui mercati europei e globali (scaling up). L’evento sarà aperto dagli interventi di Teresio Testa, Executive Director, SME Sales & Marketing di Intesa Sanpaolo, di Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea e di Fabrizio Sala, Vicepresidente e assessore per la Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione della Regione Lombardia. Seguiranno gli interventi dei rappresentanti della DG Ricerca e Innovazione della Commissione europea, del MIUR, del CNR, della Cassa Depositi e Prestiti e di altri enti pubblici e privati. L’evento, organizzato in cooperazione con il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca e APRE (Agenzia per la promozione della ricerca europea), si rivolge principalmente ai ricercatori, alle spin off, start up e PMI innovative, oltre che alle strutture di supporto (grant office e TTO) all’interno delle organizzazioni di ricerca.

    Il pilota “European Innovation Council” ha lo scopo di sostenere l’innovazione di alto livello, imprenditori, piccole imprese e scienziati con idee brillanti e l’ambizione di crescere a livello internazionale. Sarà soprattutto lo strumento che permetterà una transizione tra l’attuale programma Ue dedicato alla ricerca, Horizon 2020, e il futuro programma Horizon Europe.  Nella sua proposta, la Commissione europea ha strutturato Horizon Europe su tre pilastri: scienza aperta, sfide globali e competitività industriali e infine innovazione aperta. Quest’ultimo pilastro, a cui la Commissione propone di assegnare 13,5 miliardi di euro, mira a rendere l’Europa leader nell’innovazione in grado di creare nuovi mercati proprio attraverso il Consiglio europeo per l’innovazione (European Innovation Council).

    Fonte: Commissione europea

  • Seeds&Chips 2019: Africa protagonista e stop alla plastica in mare

    7,8 trilioni di dollari il valore dell’agrifood a livello mondiale, che occupa il 40% della popolazione. In innovazione tecnologica nel settore sono stati investiti nel 2018 16,9 miliardi di dollari, il 43% in più dell’anno precedente. Solo in Cina 3,52 miliardi di dollari, il 95% in più del 2017. Oltre a contribuire a ridurre il fenomeno della fame nel mondo, che affligge 800 milioni di persone, solo in Italia lo sviluppo sostenibile creerà 3 milioni di posti di lavoro. Questi i dati enunciati dal palco di Seeds&Chips – The Global Food Innovation Summit che ha aperto i battenti oggi a Rho FieraMilano. L’evento internazionale, che durerà fino al 9 maggio, ha come protagonista l’Africa, una scelta non casuale visto che, nei prossimi trent’anni, nel Continente è previsto un aumento della popolazione.

    A dare il via alla prima giornata di lavori è stata la Opening Ceremony della mattina, coordinata dal fondatore e Presidente Marco Gualtieri che ha espresso tutta la sua soddisfazione per le tematiche che saranno affrontate e per la sempre più crescente partecipazione di giovani al Forum. “Siamo consapevoli che i grandi temi che affrontiamo, dal cibo alla salute, saranno al centro di un confronto globale, senza distinzioni anagrafiche o geografiche, di interesse per più di 7 miliardi di persone. I giovani e i leader da tutto il mondo – sottolinea Gualtieri – discutono del futuro del cibo e quindi del pianeta, in un format ormai consolidato, uniti dagli obiettivi posti dai Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite (SDGs). Non si può parlare del futuro del cibo senza avere l’Africa al tavolo della discussione. Le economie occidentali e quelle del continente africano devono interagire per valorizzare al meglio il potenziale umano dell’Africa, il continente più giovane del pianeta quanto a età anagrafica della popolazione”. Tanti i giovani sul palco a confronto con i leader internazionali e i rappresentanti delle istituzioni intervenuti: Kerry Kennedy, presidente Robert F. Kennedy Human Rights; Donald Kaberuka, già presidente dell’African Development Bank; Gian Marco Centinaio, Ministro dell’Agricoltura, Attilio Fontana, presidente Regione Lombardia; Albert-Laszlo Barabasi, professore presso la Northeastern University di Boston; Andrea Illy, imprenditore.

    La prima giornata del Summit ha visto anche la presentazione ufficiale di HOM Humans of Mediterranean, la generazione che ha curato il mare, il primo Manifesto per difendere il mare dalla minaccia della plastica, ideato e promosso da Seeds&Chips e Federpesca. Un’alleanza tra i pescatori dei 22 Paesi del bacino Mediterraneo per liberare il mare dalle plastiche e l’obiettivo di promuovere iniziative che portino ad una legislazione comune per i paesi del Mediterraneo, che possa coinvolgere i pescatori, gli enti e le associazioni per garantire la tutela dell’ecosistema marino e dell’ambiente. Il lancio si è tenuto alla presenza, tra gli altri, del Ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio e del presidente di Federpesca, Luigi Giannini. Un importante segnale che testimonia l’attenzione del governo verso la difesa dell’intero ecosistema marino, in primis coinvolgendo i pescatori ma anche associazioni di settore, enti di partenariato economico e sociale e dell’Unione Europea.

    Domani, tra le altre sessioni, uno sguardo al futuro dell’Italia con “Puglia is the place to be for precision agriculture”, con la partecipazione di Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia, Ettore Prandini, Presidente Coldiretti e Alessandra Pesce, Sottosegretario all’Agricoltura. Atteso il keynote speech del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in programma alle 17,15.

     

  • Futuro del cibo, sostenibilità e salute: a maggio la quinta edizione di Seeds&Chips

    Torna dal 6 al 9 maggio a Fiera Milano Rho, per la quinta edizione, Seeds&Chips, The Global Food Innovation Summit, il più importante evento internazionale dedicato alla Food Innovation, in concomitanza con TuttoFood e nell’ambito della rassegna Milano Food City.

    Il focus si questa edizione sarà sull’Africa, con un’area espositiva dedicata e la presenza di autorevoli rappresentanti, quali Sarah Mbi Enow Anyang Agbor, Commissaria per le risorse umane, la scienza e la tecnologia dell’Unione Africana, Olusegun Obasanjo, ex Presidente della Nigeria insieme ai rappresentanti del Forum dei Re, l’organizzazione che riunisce Principi, Sceicchi e leader dei paesi africani attorno ai temi della pace, dello sviluppo economico e della cooperazione socio-culturale. In tale contesto, verrà lanciato il progetto FIHNK (Food Innovation Hub Network) realizzato dalla neonata Seeds&Chips Foundation, che – attraverso una call pubblico/privato internazionale – ha l’obiettivo di creare, da qui al 2030, 10 Food Innovation Hub in altrettanti paesi africani. Gli hub saranno piattaforme per la connessione dei numerosi e vari attori che lavorano nel sistema alimentare (innovatori, agricoltori, investitori, fondazioni, aziende pubbliche e private, ONG, istituzioni), luoghi di ricerca in laboratorio e sul campo per la scoperta, la creazione e l’uso delle tecnologie più avanzate, spazi per sperimentare soluzioni e generare business sostenibili.

    Al centro dei dibattiti le grandi sfide globali legate al cibo e al suo futuro, alla salute, alla tecnologia che sempre più interviene per migliorare l’agricoltura e la nostra alimentazione, al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) definiti dalle Nazioni Unite e alla salvaguardia del futuro dell’umanità e del Pianeta. E in questo contesto nascerà Sustain&Ability, la sister company di Seeds&Chips dedicata alla promozione, valorizzazione e realizzazione degli SDGs, attraverso una serie di iniziative, format e servizi, tra cui l’esordio del progetto ‘Goals on Tour’, una iniziativa innovativa che intende contribuire alla diffusione, sensibilizzazione e conoscenza degli SDGs. Seeds&Chips sarà la prima tappa di un tour mondiale di 16 container personalizzati con i colori dei singoli goal. In collaborazione con Bayer sarà lanciata una Open Call per ragazzi under 30 per promuovere idee e progetti legati alla tematica degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

    Particolarmente importante quest’anno la presenza dell’Australia perché Seeds&Chips debutterà con una edizione locale dal 3 al 5 settembre a Melbourne.

    Tra gli speaker di questa edizione l’attore Alec Baldwin, impegnato attivamente in campagne in favore dell’ambiente e della sostenibilità, il Ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, il Ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia, Michele Emiliano, Presidente di Regione Puglia, Enrico Giovannini, Direttore ASviS Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Kerry Kennedy Presidente del Robert F. Kennedy Human Rights, da sempre attiva nella difesa dei diritti umani, Maria Helena Semedo, Vice Direttore Generale Clima e Risorse Naturali della FAO, la Principessa Viktoria de Bourbon de Parme, promotrice e sostenitrice dei giovani agricoltori di Paesi in via di sviluppo, Kamel Chida, Vice Direttore della Fondazione Bill & Melinda Gates.

    Non mancheranno gli interventi di esperti del settore, investitori, imprenditori, associazioni, opinion leader e giornalisti impegnati in prima persona in cause ambientali e umanitarie. E, secondo una formula ormai consolidata e vincente, tanti giovanissimi innovatori: i Teenovator (teenager tra i 13 e i 19 anni) e gli Young Pioneer (ragazzi tra i 20 – 25 anni), chiamati dai 5 continenti che introdurranno le sezioni tematiche per portare le proprie idee rivoluzionarie all’attenzione di ospiti e pubblico. Ogni conferenza vedrà la partecipazione di uno speaker under 30. E ai giovani start upper, ancora una volta,sarà dedicato anche il format ‘Give Me 5!’ dove sarà offerta loro la possibilità di incontrare i top leader e presentare, in 5 minuti, il proprio progetto, fare domande, e trarne ispirazione per il futuro. “Siamo consapevoli che i grandi temi che affrontiamo saranno al centro di un confronto globale, senza distinzioni anagrafiche o geografiche, di interesse per più di 7 miliardi di persone”, commenta Marco Gualtieri, presidente e fondatore di Seed&Chips. “I giovani e i leader da tutto il mondo discuteranno del futuro del cibo e quindi del pianeta, in un format ormai consolidato, uniti dagli obiettivi posti dai Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite (SDGs). Inoltre, nel corso dell’anno abbiamo svolto un lavoro straordinario in Africa, un territorio magnifico che non può e non deve stare fuori dal dibattito sul futuro del cibo: le economie occidentali e quelle del continente africano devono interagire per valorizzare al meglio il potenziale umano dell’Africa, ovvero il continente più giovane del pianeta quanto a età anagrafica della popolazione. Non si può parlare del futuro del cibo senza avere l’Africa seduta al tavolo della discussione”.

     

  • L’innovazione tecnologica

    L’innovazione tecnologica rappresenta un processo progressivo ed inarrestabile contro il quale risulta infantile opporre una qualsiasi forma di rifiuto mentre l’attenzione andrebbe indirizzata verso gli effetti reali e non certo verso il processo. Le applicazioni che vengono quasi quotidianamente introdotte, al di là delle competenze che esprimono nella loro ideazione, vengono inserite nell’economia reale per dei motivi specifici e facilmente identificabili. Possono venire individuati tre obiettivi che si possono raggiungere attraverso l’adozione di tutti gli step progressivi dell’innovazione tecnologica, in particolar modo nel settore industriale.

    Va, infatti, ricordato ancora una volta che per il settore dei servizi è evidente come l’innovazione tecnologica tenda sostanzialmente ad eliminare ogni spazio all’intermediazione ma anche ad annullare, per determinate operazioni, il valore di una qualsiasi qualifica professionale.

    Tornando al mondo industriale l’innovazione tecnologica si pone come primo obiettivo quello di velocizzare i processi produttivi in un momento in cui, poi, il time-to-market risulta  progressivamente sempre minore, offrendo una sempre maggiore importanza al fattore “velocità di risposta al mercato” come determinante per una strategia di successo aziendale. Al contempo questo processo innovativo viene applicato anche nella fase di ideazione e di creazione di un prodotto offrendo la possibilità di analisi delle diversificazioni che da un’idea innovativa si possano sviluppare.

    In un’ottica di politica strategica, tuttavia, l’innovazione tecnologica offre la propria importante possibilità rendendo possibile l’obiettivo di avviare un processo di riduzione della concentrazione di manodopera per milione di fatturato. In questo modo si avvia un processo virtuoso che rende  maggiormente competitive le produzioni industriali italiane all’interno di un mercato caratterizzato da delocalizzazioni estreme. Un fattore strategicamente importantissimo in quanto renderebbe maggiormente competitive le produzioni italiane abbassando appunto il C.l.u.p. (costo del lavoro per unita di prodotto). Uno scenario di nuovo sviluppo fondamentale anche nell’ottica di una politica incentivante per gli investimenti se abbinato ad una fiscalità di vantaggio.

    L’effetto di sintesi renderebbe nuovamente interessante investire nel nostro sistema industriale e così riavviare una reale politica di sviluppo industriale che rappresenta una delle poche vie se non l’unica strategia al fine di accrescere la ricchezza prodotta e quindi il Pil.

    Viceversa il nuovo presidente dell’INPS Tridico è riuscito nell’intento di cancellare attraverso una semplice e ridicola affermazione questo complesso processo innovativo affermando senza vergogna che per aumentare l’occupazione andrebbe diminuito l’orario di lavoro a parità di retribuzione.

    Con questa incredibile ammissione di incompetenza economica il presidente dell’INPS è riuscito ad annullare il concetto di produttività e competitività che caratterizza il mondo odierno nel quale le aziende si trovano costrette a competere. Il novello Bertinotti 4.0 dimostra in questo modo di essere una persona inadatta alla presidenza dell’INPS in quanto si può anche non conoscere il contesto economico attuale ma per negarlo, soprattutto negli aspetti reali, risulta necessaria una incompetenza senza pari, dimostrando parallelamente come i criteri ispiratori delle politiche economiche del mondo economico ed  industriale rispondano a polarità valoriali opposte rispetto a quelle dell’Inps e del suo presidente. Ulteriore conferma del default culturale del nostro paese avviato dai governi precedenti ma reso (e senza l’ausilio dell’innovazione tecnologica) velocissimo ed inarrestabile dall’attuale governo in carica.

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