lavoro

  • Il Comune di Milano indice un concorso per insegnanti in varie discipline

    Con Determinazione Dirigenziale n. 962 del 13/12/2024 del Direttore Area Acquisizione Risorse Umane è indetta una selezione pubblica, per esami, per la formazione di graduatorie da utilizzare per assunzioni a tempo determinato del profilo di Istruttore Direttivo dei Servizi Formativi – Docenti- Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione – per esigenze della Direzione Lavoro, Giovani e Sport.

    L’Amministrazione Comunale garantisce pari opportunità tra uomini e donne per l’accesso al lavoro e il trattamento sul lavoro, così come previsto dal D.lgs. n. 198/2006 “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna a norma dell’art. 6 della L. n. 246/2005” e dall’art. 57 del D.lgs n. 165/2001 “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”.

    La domanda di partecipazione alla selezione deve essere presentata, a far tempo dalle ore 12:00 del 14/02/2024 e non oltre le ore 12:00 del 15/03/2023, unicamente per via telematica attraverso SPID, CIE, CNS o eIDAS, mediante la compilazione del form di candidatura sul Portale Unico di Reclutamento della Funzione Pubblica, cd. “InPA”, disponibile all’indirizzo internet https://www.inpa.gov.it/ e raggiungibile cliccando su “ISCRIVITI ALLA SELEZIONE” in fondo alla pagina.

    Per la partecipazione al concorso è richiesto il versamento, entro il termine di scadenza del Bando, della tassa di euro 10,00 da effettuare esclusivamente tramite la piattaforma PagoPA. Le indicazioni per il pagamento sono visualizzabili sul portale InPA, nell’apposita sezione del modulo di partecipazione.

    Per richieste di assistenza di tipo informatico legate alla procedura di iscrizione online, i candidati devono utilizzare esclusivamente l’apposito modulo di assistenza presente sul Portale “inPA”.

    Per qualunque altra informazione, o comunicazione, i candidati possono inviare una pec al seguente indirizzo: ru.selezioni@pec.comune.milano.it

  • Il Comune di Milano cerca insegnanti per laboratori tecnico pratici

    Con Determinazione Dirigenziale n. 963 del 13/02/2024 del Direttore Area Acquisizione Risorse Umane è indetta una selezione pubblica, per esami, per la formazione di graduatorie da utilizzare per assunzioni a tempo determinato del profilo di Istruttore dei Servizi Formativi – Insegnanti tecnico pratici – Area degli Istruttori – per esigenze della Direzione Lavoro, Giovani e Sport.

    L’Amministrazione Comunale garantisce pari opportunità tra uomini e donne per l’accesso al lavoro e il trattamento sul lavoro, così come previsto dal D.lgs. n. 198/2006 “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna a norma dell’art. 6 della L. n. 246/2005” e dall’art. 57 del D.lgs n. 165/2001 “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”.

    La domanda di partecipazione alla selezione deve essere presentata, a far tempo dalle ore 12:00 del 14/02/2024 e non oltre le ore 12:00 del 15/03/2023, unicamente per via telematica attraverso SPID, CIE, CNS o eIDAS, mediante la compilazione del form di candidatura sul Portale Unico di Reclutamento della Funzione Pubblica, cd. “InPA”, disponibile all’indirizzo internet https://www.inpa.gov.it/ e raggiungibile cliccando su “ISCRIVITI ALLA SELEZIONE” in fondo alla pagina.

    Per la partecipazione al concorso è richiesto il versamento, entro il termine di scadenza del Bando, della tassa di euro 10,00 da effettuare esclusivamente tramite la piattaforma PagoPA. Le indicazioni per il pagamento sono visualizzabili sul portale InPA, nell’apposita sezione del modulo di partecipazione.

    Per richieste di assistenza di tipo informatico legate alla procedura di iscrizione online, i candidati devono utilizzare esclusivamente l’apposito modulo di assistenza presente sul Portale “inPA”.

    Per qualunque altra informazione, o comunicazione, i candidati possono inviare una pec al seguente indirizzo: ru.selezioni@pec.comune.milano.it

  • Il Comune di Milano cerca conversatori in lingua straniera

    Con Determinazione Dirigenziale n. 964 del 13/02/2024 del Direttore Area Acquisizione Risorse Umane è indetta una selezione pubblica, per esami, per la formazione di graduatorie da utilizzare per assunzioni a tempo determinato del profilo di Istruttore dei Servizi Formativi – Insegnanti tecnico pratici – Classe B02 – Conversazione in lingua straniera – Area degli Istruttori – per esigenze della Direzione Lavoro, Giovani e Sport.

    L’Amministrazione Comunale garantisce pari opportunità tra uomini e donne per l’accesso al lavoro e il trattamento sul lavoro, così come previsto dal D.lgs. n. 198/2006 “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna a norma dell’art. 6 della L. n. 246/2005” e dall’art. 57 del D.lgs n. 165/2001 “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”.

    La domanda di partecipazione alla selezione deve essere presentata, a far tempo dalle ore 12:00 del 14/02/2024 e non oltre le ore 12:00 del 15/03/2024, unicamente per via telematica attraverso SPID, CIE, CNS o eIDAS, mediante la compilazione del form di candidatura sul Portale Unico di Reclutamento della Funzione Pubblica, cd. “InPA”, disponibile all’indirizzo internet https://www.inpa.gov.it/  e raggiungibile cliccando su “ISCRIVITI ALLA SELEZIONE” in fondo alla pagina.

    Per la partecipazione al concorso è richiesto il versamento, entro il termine di scadenza del Bando, della tassa di euro 10,00 da effettuare esclusivamente tramite la piattaforma PagoPA. Le indicazioni per il pagamento sono visualizzabili sul portale InPA, nell’apposita sezione del modulo di partecipazione.

    Per richieste di assistenza di tipo informatico legate alla procedura di iscrizione online, i candidati devono utilizzare esclusivamente l’apposito modulo di assistenza presente sul Portale “inPA”.

     Per qualunque altra informazione, o comunicazione, i candidati possono inviare una pec al seguente indirizzo: ru.selezioni@pec.comune.milano.it.

  • L’intelligenza artificiale rende obsoleti 34mila lavoratori negli Usa

    Sostituendosi a circa 34mila lavoratori nel primo mese del 2024, l’intelligenza artificiale ripropone per l’ennesima volta il dibattito tra i luddisti, che contrastano lo sviluppo tecnologico in nome della tutela dei posti di lavoro, e chi invece pensa che dalla ruota in poi l’uomo si è liberato della fatica e ha potuto dedicarsi ad altri lavori proprio grazie allo sviluppo tecnologico.

    Fatto sta che secondo i dati di Layoffs.fyi, che tiene traccia dei licenziamenti nel settore, 138 aziende tecnologiche, tra cui Microsoft, Snap, eBay e PayPal, hanno licenziato personale perché superfluo vista la possibilità di far svolgere le stesse mansioni ad apparecchiature tecnologiche. Secondo gli analisti, l’ultima ondata di licenziamenti dimostra che le aziende stanno rimodulando le proprie risorse per investire in nuove aree come l’IA generativa, ovvero quel ramo dell’intelligenza artificiale che si prefigge di creare sistemi informatici in grado di generare autonomamente immagini, suoni e altro ancora, mostrando al contempo agli azionisti una continua attenzione alla disciplina dei costi.

    “Le perdite di quest’anno sono apparse più strategiche che stagionali: il 2022 e il 2023 hanno visto il “ridimensionamento” della forza lavoro dopo la pandemia, ma i tagli nel 2024 sono stati accompagnati da “assunzioni attive”, ha spiegato Daniel Keum, professore associato di management alla Columbia Business School, al Financial Times, specificando che le aziende stanno rivalutando le aree prioritarie di investimento e tagliando le posizioni nelle divisioni costose ma non essenziali, come la piattaforma di streaming video Twitch di Amazon, che quest’anno ha perso centinaia di posti di lavoro. “Chiunque lavori nel settore tecnologico o dei videogiochi in questo momento è in qualche modo preoccupato per i licenziamenti, per se stesso o per qualcuno che conosce”, ha dichiarato Autumn Mitchell, tester del controllo qualità presso la filiale di Microsoft ZeniMax. “Vedi un’azienda che annuncia dei licenziamenti e pensi: “Ecco, a chi toccherà la prossima settimana?””.

    Ma questo potrebbe essere solo l’inizio. Secondo Brent Thill, analista di Jefferies, le aziende tecnologiche stanno valutato la loro forza lavoro, alla ricerca di un’organizzazione più snella “I licenziamenti continueranno e potrebbero peggiorare. È diventato contagioso”. “Abbiamo bisogno di diventare più efficienti. Ciò significherà modificare le priorità finora esistenti, investendo allo stesso tempo in alcuni rami nuovi”, ha dichiarato questo mese Daniel Ek, amministratore delegato di Spotify. Meta –  che ha tagliato più di 20.000 posti di lavoro dalla fine del 2022  in seguito alle lamentele degli investitori sui miliardi di dollari destinati alla costruzione di un “metaverso” – ha dichiarato questo mese che le aggiunte nette di personale per l’anno in corso saranno “minime”, anche se effettuerà “investimenti significativi” nell’IA generativa.

    La società di software SAP ha invece presentato a gennaio una “trasformazione aziendale” che prevede la soppressione di circa 8.000 posti di lavoro, in quanto l’azienda si concentrerà maggiormente sull’IA. L’azienda ha dichiarato che alla fine del 2024 il personale sarà “simile ai livelli attuali”. Diverso il caso della società di photo-messaging Snap che, mentre lotta per riprendersi dal crollo della pubblicità digitale, ha annunciato di voler tagliare un decimo della sua forza lavoro globale. In quest’ultimo caso, ha detto Keum, si tratta della risposta a una “crisi esistenziale”, ovvero che riguarda la possibilità che la società esista ancora nei prossimi anni. “Si tratta di un tipo di licenziamenti molto diverso” ha concluso rispetto agli annunci di di Amazon, Meta, Google.

  • Cambiare regole, leggi, controlli

    Bandiere a mezz’asta, lutto cittadino o nazionale, lacrime, cordoglio, dichiarazioni, promesse, sconcerto ma le morti di Firenze, e almeno una parte delle più delle mille morti di lavoratori avvenute del 2023, potevano essere evitate con leggi diverse, con controlli attenti, con procedimenti giudiziari celeri e pene esemplari per chi nel passato aveva causato lutti e tragedie.

    Ora si parla di rendere uguali le norme che già vigono nel pubblico anche per i cantieri privati, come se in un paese civile fosse  normale avere sistemi di controllo diversi tra cantiere pubblico e cantiere privato!

    Non crediamo che la normativa europea, alla quale il Ministro Salvini dice di essersi adeguato per il nuovo codice degli appalti, contempli che in un cantiere privato si possa anche morire mentre in quello pubblico il lavoratore ha le tutele necessarie.

    Non crediamo che la normativa europea tolleri l’utilizzo di materiali di scarsa qualità ed elevata pericolosità, l’utilizzo di persone non idonee, per esperienza e qualifica, al tipo di lavoro al quale sono chiamate, o che non sono in regola, ed una serie infinita di sub appalti per lo stesso lavoro.

    Non crediamo che la normativa europea tolleri la mancanza di controllo nei cantieri da parte di coloro che, in nome degli organi pubblici, sono preposti alla verifica del rispetto delle normative per la sicurezza, per la qualità del materiale utilizzato, per l’idoneità del personale.

    Le disgrazie possono qualche volta succedere per fatalità ma stiamo assistendo ad una vera mattanza per colpa  di incurie pubbliche e private e, aggiungiamo, fatte con il preciso intento di risparmiare e guadagnare di più.

    Governo e sindacato, e le opposizioni che hanno governato fino ad ieri, dopo le necessarie e consuete, quanto inutili, dichiarazioni pensino ora a come cambiare regole, leggi, controlli visto che fino ad ora non hanno funzionato.

    Al prossimo lutto, se ancora non avranno fatto niente, si astengano da lacrime di coccodrillo e sappiano che già da ora una parte di responsabilità è tutta loro.

  • Cosa c’è dietro

    Quando comperiamo le arance o i peperoni, gli asparagi o i carciofi, la pasta, il pane, il riso, quando mangiamo una fetta di carne, mettiamo il latte nel caffè o nella tazza di un bambino, l’olio nell’insalata e beviamo un bicchiere di vino ci viene mai in mente cosa c’è dietro?

    Quante sono le ore di lavoro, quanta la fatica per combattere la siccità o le bombe d’acqua, sappiamo vagamente come alcuni prodotti della terra abbiano bisogno di molte cure, di raccolte ancora manuali, chini sul campo, o di macchinari costosi, sia se si comperano che se li si prende a noleggio?

    Gli asparagi nascono all’alba e vanno raccolti subito, a mano, ogni giorno e la raccolta dura poche settimane per anno. Il dicembre scorso, in Sicilia, gli agricoltori hanno dovuto dare acqua agli aranceti assetati mentre, non solo in Puglia, in estate ed in autunno, le olive e le uve sono state decimate dalle avversità del tempo.

    In Romagna peri e meli sono coperti dalle reti antigrandine da srotolare e riavvolgere ogni volta, le pecore vanno portate a pascolare su e giù per monti e pianure, nelle stalle il letame va raccolto, le mucche nutrite e pulite prima della mungitura ed i veterinari eseguono controlli costanti e ovviamente non gratuiti.

    Ogni volta che acquistiamo un prodotto e poi lo cuciniamo, che lo abbiamo acquistato su una bancarella o al supermercato (i piccoli negozi sono ormai quasi del tutto spariti), ci viene mai in mente quale lavoro c’è dietro il nostro piatto di pasta con le cime di rapa, la cotoletta alla milanese, le lasagne o un arancino di riso, melanzane e pomodoro? Tanto lavoro e passione che la stragrande parte degli agricoltori, dei contadini, degli allevatori mettono ogni giorno.

    Mentre beviamo un bicchiere di vino, con un po’ di pane e prosciutto, coppa o salame, mortadella o pancetta, pensiamo solo alle calorie, preoccupati di non esagerare, al costo di quello che stiamo mangiando o pensiamo, per un attimo, anche a cosa c’è dietro, a tutti i passaggi necessari per arrivare alla nostra tavola?

    Probabilmente pensiamo ai prezzi che sono cresciuti ma non all’ormai decennale problema dei mega distributori che, in tutta Europa, si accaparrano tutte le produzioni, decidono quanto e come pagare, dopo avere distrutto i piccoli distributori regionali, portando chi coltiva e chi alleva a dover subire la potenza di monopoli che non lasciano scampo: o vendi sottocosto o non vendi.

    Lo sanno bene anche i floricultori italiani e francesi costretti a chiudere le serre per la concorrenza che arriva da paesi lontani dove non si controllano gli usi dei pesticidi più nocivi e si affamano i lavoratori.

    Così sui cargo arrivano i pomodori cinesi e il problema non è l’emergenza per il grano ucraino ma la consuetudine di avere qui quello russo o di sapere che il latte delle mucche italiane non è pagato a sufficienza perché qualche “furbo” trasformatore utilizza quello in polvere che dovrebbe servire solo per l’alimentazione degli animali.

    Chiedere che i prodotti che arrivano in Europa abbiano lo stesso standard qualitativo e di sicurezza alimentare di quelli europei, che la rincorsa ai carburanti alternativi ed alle energie rinnovabili non sia fatto a scapito dell’agricoltura rendendo inutilizzabili migliaia di ettari coltivabili, combattere la eccessiva cementificazione del suolo ed incentivare il recupero abitativo di vecchie case e strutture dismesse, volere che i letti ed i greti dei fiumi siano ripuliti dai tronchi e dalle immondizie, che aumentano la pericolosità delle piene, non vuol dire stare dalla parte degli agricoltori ma stare dalla parte di tutti.

    Bisogna Impedire l’attuale strapotere dei monopolisti della grande distribuzione, difendere il nostro sistema alimentare, evitare che col cibo accada quanto già accaduto con il gas.

    Essere favorevoli a sgravi fiscali per chi produce in sicurezza quanto ci occorre per nutrirci e per esportare la nostra qualità, le nostre peculiarità e diversità, impedire che si proponga di pagare per non coltivare, per non produrre, proprio in un momento nel quale, per le guerre ed i cambiamenti climatici, c’è la necessità che ogni paese cerchi di avere quanto è indispensabile al sostentamento della sua popolazione, non è essere contro l’Europa ma essere capaci di ricondurla con i piedi per terra.

    Saper convivere tra noi umani, saper comprendere e rispettare le semplici ma severe regole della natura non è un optional e le donne, gli uomini che vivono a più contatto con la terra ci ricordano anche questo, non si può mangiare il cemento, dipendere dalle importazioni, pensare che per avere più progresso si debba distruggere il presente ed ipotecare il futuro.

    Quando iniziamo a mangiare pensiamo un attimo che la maggior parte di quello che abbiamo pagato per quel cibo non va a chi oggi, in tutta Europa, sfila sui trattori e si vede invece riconosciuto un prezzo ben inferiore ai costi di produzione.

  • Intelligenza Artificiale: regolamentare uno strumento che da utile può diventare causa della sconfitta finale dell’essere umano

    Mentre continua il dibattito sulle vere o presunte illegalità nel comportamenti di Chiara Ferragni e si dà vita a nuove disposizioni per l’attività degli influencer che impediscano, nel futuro, le distorsioni e gli abusi del passato, non ci sembra di ravvisare alcuna ipotesi di regolamentazione, a tutela dei consumatori, per gli influencer virtuali che stanno già spopolando sulla rete.

    Ormai gli avatar, copie virtuali di esseri umani, fenomeno molto diffuso, per ora, specialmente nei paesi asiatici, dove sono nati altri personaggi tipo i manga, ed in Cina, sono diventati influencer che danno suggerimenti, consigli per gli acquisti ma anche esempi di comportamenti di vita.

    Lo sciopero degli attori di Hollywood, contro l’uso dell’intelligenza artificiale che comincia a sostituirli nei film, è un segnale forte che in pochi sembrano aver compreso fino in fondo e cioè il pericolo, sempre più evidente, che l’intelligenza artificiale si sostituisca a quella umana sia nel dettare un nuovo pensiero unico sia nel sostituire le persone.

    Gli algoritmi studiano le caratteristiche dei comportamenti, i loro modi di porsi, quello che può piacere di più agli utenti e poi creano l’avatar che serve a raggiungere gli scoppi dei loro creatori o di chi li ha loro commissionati.

    I pericoli sono molteplici ed anche se lo studio del fenomeno ha una commissione internazionale e l’Europa, come la stessa Italia, stanno analizzando come procedere resta evidente che la ricerca di nuovi, e sempre più determinanti per la nostra vita, modi di utilizzo dell’intelligenza artificiale sono molto più veloci delle varie commissioni di studio.

    Il rischio è di arrivare troppo tardi a regolamentare correttamente uno strumento che da utile può diventare una delle ultime tappe per la sconfitta finale dell’essere umano.

    Sappiamo tutti che non essendo stati capaci, all’inizio, di dare regole alla rete poi è stato ed è impossibile correggere i guasti che produce ed impedire la diffusione di quanto è negativo e pericoloso sia per i singoli che per la sicurezza delle nazioni.

    La diffusione di notizie false, la creazione di avatar che replicano persone reali, le connessioni con il terrorismo internazionale, specie in un periodo nel quale troppe guerre si estendono, la constatazione di quanto l’umana empatia e la capacità di ragionamento e di distinguo tra il reale ed il virtuale, specie tra i più giovani, sia sempre più difficile impongono scelte rapide e regole comuni.

  • Per il Fondo Monetario Internazionale l’intelligenza artificiale impatterà sul 40% dei posti di lavoro

    Quasi il 40% delle occupazioni globali potrebbe essere influenzato dall’ascesa dell’intelligenza artificiale, con i Paesi a reddito elevato più esposti ai rischi rispetto ai mercati emergenti e alle nazioni a basso reddito. E’ l’allarme lanciato dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), durante la 54esima edizione del World Economic Forum a Davos, e riportato da Wall Street Italia.

    Secondo Kristalina Georgieva, a capo del Fondo, una rivoluzione tecnologica potrebbe far ripartire la produttività, stimolare la crescita globale e aumentare i redditi in tutto il mondo ma, di contro, potrebbe portare alla sostituzione di posti di lavoro e accentuare le disuguaglianze. E a farne le spese sarebbero proprio i Paesi ad alto reddito dove, stando al rapporto dell’FMI, circa il 60% dei lavori potrebbe essere influenzato dall’intelligenza artificiale.

    L’esposizione all’AI è stata stimata al 40% nei mercati emergenti e al 26% nei Paesi a basso reddito. Con questi dati si deduce che i Paesi emergenti e a basso reddito potrebbero affrontare minori turbolenze legate all’intelligenza artificiale nel breve termine. Secondo il Fondo chi potrà beneficiare dei progressi dell’AI potrebbe vedere aumentare la produttività e retribuzione, mentre chi non potrà farlo rischierebbe di restare indietro.

  • I governi cambiano, i lavoratori continuano a morire, i sindacati a parlare.

    Sono morte sul lavoro, ad oggi, 761 lavoratori, persone che lavoravano, avevano famigliari, amici, speranze.

    Anche questa è una strage e per fermarla bisogna dare non risposte sulla carta, leggi buone ma disattese, occorrono controlli veri, occorre una cultura diversa che faccia comprendere, a tutti, che non si può scherzare con il pericolo né per la propria vita né per quella altrui, che non si possono disattendere le norme, e che le sanzioni e le punizioni siano immediate ed inflessibili.

    Siamo ancora una volta stupiti, si fa per dire perché l’esperienza ci insegna che è così da troppo tempo, per l’inerzia dei sindacati su questo problema mentre si agitano a vuoto con polemiche e dichiarazioni contro il governo

    I governi cambiano, i lavoratori continuano a morire, i sindacati a parlare

  • A rilento le domande per il Supporto al lavoro

    Aumentano a rilento le domande per il Supporto formazione lavoro, il sussidio che potrà essere chiesto dalle persone che hanno avuto il Reddito di cittadinanza sospeso a fronte della partecipazione a corsi di formazione o progetti di Pubblica utilità. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Inps sono poco più di 11mila a fronte delle 8mila circa segnalate nel primo giorno di funzionamento della piattaforma Siisl. Le famiglie che hanno perso il Reddito di cittadinanza perché, secondo quanto previsto dalle nuove regole, senza componenti disabili, minori o over 60 e non in una condizione di disagio, sono circa 190mila ma per alcune decine di migliaia arriverà la presa in carico dei servizi sociali. Di fatto al momento hanno presentato la domanda all’Inps meno di una persona su 10 tra quelle realmente attivabili.

    La domanda si può presentare autonomamente sul sito dell’Inps con lo Spid, la Carta di identità elettronica o la Carta dei servizi o attraverso i patronati. I caf potranno intermediare le domande solo da gennaio. Una volta presentata la domanda correttamente e ottenuto il numero di protocollo si verrà indirizzati al Siisl, il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa, per il Patto di attivazione digitale. Bisognerà inserire il CV, compilare la dichiarazione di immediata disponibilità e indicare almeno tre Agenzie per il lavoro e a quel punto si potrà essere convocati dal Centro per l’impiego per la firma del Patto di servizio personalizzato e l’inizio del percorso di attivazione. Il Sfl, erogato a fronte della partecipazione a un corso di formazione o a un progetto di pubblica utilità vale 350 euro al mese per un massimo di 12 mesi e può essere ricevuto da più persone della stessa famiglia se attivate. “La procedura – ha detto la ministra del Lavoro, Marina Calderone – sta funzionando. Per noi è un obiettivo importante perché, al di là di quelle che sono le soluzioni procedurali, il nostro obiettivo è quello di creare un ambiente nel quale tutti i soggetti che hanno competenze nel mondo del lavoro conferiscano i loro dati all’interno della piattaforma».

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