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  • Presentazione del protocollo Combi Mais 2025

    Sarà presentato il prossimo 29 settembre a Robbiano di Mediglia il protocollo 2025 di Combi Mais. L’evento, che si svolgerà nell’azienza agricola Folli dei fratelli Mario e Alberto Vigo, è da alcuni anni un appuntamento fisso per raccontare e presentare l’evoluzione del progetto che ha suscitato anche la curiosità e l’interesse della commissione Agricoltura del Parlamento europeo.

  • La Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo in visita a Robbiano di Mediglia: al centro il progetto Combi Mais

    Un evento di portata europea si è svolto lunedì 15 settembre presso la Società Agricola Folli di Vigo Mario e Andrea: la Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo ha infatti scelto la realtà lombarda per una visita istituzionale dedicata al progetto Combi Mais, modello di innovazione sostenibile che sta attirando l’attenzione delle istituzioni europee.

    Un riconoscimento di livello europeo

    La scelta di includere l’azienda di Robbiano di Mediglia nell’agenda ufficiale della Commissione Agricoltura rappresenta un riconoscimento di eccellenza per l’agricoltura italiana. Non si tratta infatti di una visita di cortesia, ma di un momento di studio e approfondimento su pratiche agricole innovative che potrebbero diventare modello per l’intera Unione Europea.

    Ad accogliere i circa quaranta parlamentari europei giunti in pullman, oltre al titolare Mario Vigo, al figlio Andrea e al fratello Alberto, erano presenti l’agronomo dott. Leonardo Bertolani e l’onorevole Carlo Fidanza, promotore e organizzatore dell’incontro che ha reso possibile questo importante ponte tra territorio e istituzioni europee.

    Dalla ricerca locale all’attenzione europea

    All’interno della stalla allestita per l’occasione, il dott. Mario Vigo, co-ideatore del protocollo insieme al dott. Bertolani, ha ripercorso la genesi del progetto, nato nel 2014 con il coinvolgimento di importanti aziende fornitrici di mezzi tecnici e con la supervisione scientifica dell’Università di Agraria di Torino. “L’obiettivo – ha sottolineato Vigo davanti ai rappresentanti europei – era creare una squadra capace di coniugare innovazione e tradizione, per dimostrare che un’agricoltura competitiva e sostenibile è possibile”.

    Vigo ha inoltre richiamato il riconoscimento ottenuto da Combi Mais nel panorama nazionale: dal successo all’Expo 2015 fino al premio nazionale per l’innovazione agricola ricevuto nel 2019 direttamente dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dell’Agricoltura, tappe che hanno portato il progetto all’attenzione delle istituzioni europee.

    Innovazione che parla al futuro dell’Europa

    Il dott. Leonardo Bertolani è poi entrato nel merito tecnico, illustrando ai parlamentari europei i risultati del protocollo sul piano agronomico e ambientale. “Il principio guida – ha spiegato – è ottenere di più con meno, ottimizzando tutti i fattori produttivi. Questo significa aumentare la resa e la qualità delle produzioni riducendo al minimo l’impatto ambientale e i costi per l’azienda agricola”, un approccio che risponde perfettamente agli obiettivi del Green Deal europeo e della nuova PAC.

    Particolarmente significative sono state le numerose domande poste dai parlamentari europei, interessati soprattutto agli effetti del protocollo sulla sostenibilità economica e ambientale e alle possibilità di replicazione del modello in altri contesti europei. Un confronto vivace che ha evidenziato come Combi Mais rappresenti esattamente il tipo di innovazione che l’Europa sta cercando per il futuro della sua agricoltura.

    Un ponte tra tradizione e futuro

    La giornata si è conclusa con un momento conviviale all’insegna delle eccellenze gastronomiche lombarde: salame di Milano, grana padano, raspadura lodigiana e dolci preparati con la farina Combi Mais, oggi commercializzati con il marchio Milano Cento Pertiche. Un modo per mostrare concretamente come l’innovazione tecnologica possa valorizzare le tradizioni agroalimentari del territorio.

    Verso nuovi scenari europei

    La visita rappresenta molto più di un semplice momento di confronto: potrebbe infatti aprire la strada a collaborazioni strutturate tra il progetto Combi Mais e le politiche agricole europee. L’interesse dimostrato dalla Commissione Agricoltura lascia infatti intravedere possibili sviluppi nella direzione di programmi di ricerca e sviluppo a livello europeo, con la realtà lombarda che potrebbe assumere un ruolo di riferimento per l’innovazione agricola sostenibile in Europa.

    L’evento conferma il ruolo strategico del progetto Combi Mais come esempio concreto di come l’agricoltura italiana possa coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità, diventando modello per l’intera Unione Europea.

  • Arriva Combimais XI

    Presentato a Milano l’undicesimo protocollo CombiMais. Il sistema in 10 anni ha dimostrato di saper stabilizzare la produzione, rispettando ambiente, sostenibilità e qualità, ha detto Mario Vigo dell’azienda agricola Folli a Robbiano (Milano), ideatore del protocollo CombiMais e presidente del CentroStudi Innovagri, l’associazione impegnata nello studio e la ricerca dell’innovazione nell’agroalimentare.

    Come si legge sulle pagine de Il Sole 24 Ore, il contesto è la borsa cerealicola regionale Granaria a Milano, dove nello scorso aprile è stato presentato il nuovo protocollo CombiMais1.1, undicesimo aggiornamento del primo, presentato in occasione di ExpoMilano nel 2015. Il protocollo è una sorta di distillato di buone pratiche rivolte ai coltivatori, per reagire ai cambiamenti climatici e di contesto che rendono sempre più complessa la coltivazione del mais e la redditività per le aziende.

    Il modello è quello dell’aggregazione tra aziende, per ridurre i costi di produzione e mettere a fattor comune le competenze. Il coordinamento agronomico del protocollo CombiMais è affidato a Leonardo Bertolani; gli step delle attività sono sotto la regia del Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell’Università di Torino, guidato dal professo Amedeo Reyneri che, in occasione della presentazione alla stampa, ha chiarito i riferimenti scientifici del progetto.

    La presenza alla presentazione milanese del protocollo CombiMais di Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità Alimentare, Foreste di Regione Lombardia, ha permesso agli imprenditori del protocollo presenti in sala di fare emergere le richieste del mondo agricolo lombardo. «CombiMais dimostra che questo non è un settore reazionario negazionista – ha detto l’assessore – invece si propone un approccio olistico, una antologia di buone prassi che la tecnologia rende possibili per colture irrinunciabili come quella del mais. Questa iniziativa dovrebbe entrare nella politica regionale e anche nazionale: è una risposta concreta, non ambientalismo sterile».

  • Cento anni dell’azienda agricola Folli Vigo per rinnovare un impegno in agricoltura

    I 100 anni di storia dell’azienda agricola Folli e Vigo si intrecciano con quella dell’Italia, cento anni nei quali l’azienda non ha solamente sviluppato una importante attività agricola e imprenditoriale ma una coscienza ed un grande amore per la natura e per la nazione.

    La costante ricerca di prodotti di sempre maggiore qualità, nel rispetto della terra e dei consumatori, ha fatto sì che questa azienda, nei diversi periodi storici, abbia rappresentato, e rappresenti ancora, un modello.

    Nel lontano 1934, mentre le necessità dell’epoca portarono alla così detta battaglia del grano, Mario e Giuseppe Folli con il loro lavoro e la tenacia portarono il grano dell’azienda Folli a vincere il premio grandi aziende, indetto per la battaglia del grano.

    Oggi un’altra guerra del grano, per colpa di Putin, sta creando enormi problemi specie in quelle popolazioni più povere e prive, per i noti motivi, della possibilità di coltivare e di avere cereali sufficienti a sfamarsi.

    Nel 2019 i fratelli Vigo, eredi non solo dell’azienda e della tradizione famigliare, ma anche moderni interpreti della passione e della professionalità del nonno e dello zio, conquistarono il premio nazionale per l’innovazione in agricoltura, per avere innovato la coltivazione del mais attraverso il modello Combimais, meno acqua, meno sostanze chimiche per un mais di alta qualità nel rispetto del risparmio energetico.

    Il filo conduttore non si è mai spezzato, in Mario, Alberto ed ora Andrea, perché la terra non è soltanto strumento di lavoro e di guadagno ma è passione, speranza, visione del futuro.

    Mentre in troppe occasioni vediamo, purtroppo, aumentare il consumo del suolo, vediamo crollare case, ville, castelli, stalle che rappresentano il patrimonio architettonico di varie epoche, che hanno segnato le diverse peculiarità italiane, la famiglia Vigo ha continuato a credere nella terra e ha messo la tecnologia a difesa di un prodotto mai snaturato ma esaltato nella sua qualità.

    Oggi, mentre ancora la guerra di Putin affama intere aree del mondo e distrugge le fertili terre ucraine, con conseguenze che dureranno anni, dovremmo dall’Italia rivolgere all’Europa un appello concreto per realizzare più vaste produzioni agricole che ci mettano in condizioni di sopperire, il più possibile, alle nostre ed altrui necessità alimentari.

    Ci auguriamo che le aziende che hanno aiutato e supportato il progetto Combimais, raggiungendo così brillanti risultati, possano immaginare progetti mirati a quei paesi africani che, per la carenza di acqua, non riescono a coltivare la terra.

    Conosciamo tanti degli errori, spesso tragici, del passato ma ricordiamo un monito, che oggi è particolarmente attuale: i popoli che abbandonano la terra sono destinati alla decadenza, per vivere dobbiamo mangiare e mangiare prodotti di qualità, come sono in gran parte quelli italiani, come è il mais di questa azienda, dipendere dalle importazioni è pericoloso, basta ricordare quanto è avvenuto con la dipendenza dalla Russia per l’energia.

    Non dobbiamo abbandonare, trascurare la nostra terra sapendo che i popoli che hanno la terra e non riescono, non possono coltivarla per provvedere al proprio nutrimento sono popoli che emigrano ed emigreranno se non sapremo aiutarli non solo con la nostra tecnologia ma anche trasmettendo loro la passione, l’esempio che la famiglia Vigo continua a rappresentare.

    C’è chi abbandona la terra perché non la ama, non ne capisce il valore, c’è chi la ama ma è costretto ad abbandonarla, spetta a tutti noi rimediare agli errori di chi non ha capito che senza cibo e senza l’equilibrio dell’ecosistema non c’è futuro, per nessuno.

  • Combi Mais batte la siccità: resa di 17,6 tonnellate per ettaro

    Arrivata ai 100 anni di attività, per i quali ha ricevuto anche un riconoscimento dal sindaco di Mediglia,  Giovanni Carmine Fabiano, l’Azienda agricola Folli della Famiglia Vigo celebra quest’anno i 10 anni di operatività di Combi Mais, il progetto innovativo che utilizza l’agricoltura di precisione per ottimizzare l’impiego di risorse (a partire dall’acqua) per la coltivazione del mais.

    L’edizione 10.0 do Combi Mais ha conseguito una resa di 17,6 tonnellate di granella di mais a ettaro, con un raccolto di alta qualità e privo di micotossine. «Il mais è strategico perché con il mais alimentiamo zootecnia, esseri umani e biotecnologie – ha sottolineato Mario Vigo, titolare con il fratello Andrea dell’Azienda Agricola Folli e ideatore del progetto – Con il nostro protocollo – sostiene Vigo – promuoviamo un’agricoltura sostenibile, che utilizza le più moderne tecnologie per il risparmio idrico e con prodotti chimici “intelligenti”. Non a caso i nostri campi sono circondati dagli alveari con cui produciamo dell’ottimo miele». «Nel 2010 – ha detto ancora Vigo – in Italia avevamo 996mila ettari di mais che nel 2022 sono diventati 573mila, di cui 89mila nella pianura Padana. Nel 2010 la Lombardia aveva 330mila ettari di mais e nel 2022 ne abbiamo 180.015. Il calo è significativo e deve fare ragionare in termini di politiche di adottabilità, soprattutto da parte della Regione Lombardia».

    Sottolineando che «si tratta di un progetto che coniuga qualità produttiva superiore e una quantità di acqua inferiore a quella che richiede una coltura di mais. Un progetto innovativo che cerca di costruire un pezzo di storia e guardare al futuro», l’assessore all’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi per parte sua ha sottolineato che più della metà delle risorse regionali del Psr verranno destinate all’innovazione che è anche il motore trainante del progetto Combimais.

    «Non dobbiamo abbandonare, trascurare la nostra terra sapendo che i popoli che hanno la terra e non riescono, non possono coltivarla per provvedere al proprio nutrimento sono popoli che emigrano ed emigreranno se non sapremo aiutarli non solo con la nostra tecnologia ma anche trasmettendo loro la passione, l’esempio», ha chiosato Cristiana Muscardini, sottolineando il contributo che l’azienda Folli ha dato al progresso sia agricolo che socio-economico.

  • Combi Mais taglia il traguardo dei dieci anni di attività e fa il bis con il centenario dell’azienda agricola Folli

    Doppio anniversario nella storia di Combi Mais, l’innovativo protocollo per la coltivazione del mais messo a punto da Mario Vigo e il suo team che taglia il traguardo dei dieci anni e si conferma l’arma vincente in grado di superare le attuali complessità del settore agricolo, dovute principalmente al cambiamento climatico segnato da fenomeni atmosferici estremi.

    Il 2023 celebra anche il centenario dell’Azienda Agricola Folli della Famiglia Vigo, ora capitanata da Mario e dal figlio Andrea. Pionieri del settore, con la loro vision e lungimiranza hanno traghettato l’agricoltura verso il Pecision Farming, imponendosi come un punto di riferimento per l’intera filiera della coltivazione del mais nel nord Italia, in ogni annata agricola.

    Il protocollo è stato presentato mercoledì 27 settembre nella sede dell’Azienda a Robiano di Mediglia.

    Rinnovarsi è la chiave del successo di questo protocollo che da sempre mette in campo partner qualificati leader nel proprio settore, che continuano a migliorare in efficienza e qualità, con forniture di prodotti di ultima generazione.

    Il coordinamento agronomico è stato affidato al dott. Leonardo Bertolani; tutti gli step delle attività, alla regia del Dipartimento di Agronomia dell’Università di Torino, guidato dal Professor Amedeo Reyneri.

    Dieci anni di impegno, sforzo e passione, che per Combi Mais si traducono nei tre fondamentali capisaldi di produzione: quando le condizioni climatiche sono favorevoli Combi Mais eccelle in produzione e “contiene i danni” nei periodi più complicati per il settore, dovuti ai fenomeni atmosferici estremi; qualità: la totale assenza di micotossine del prodotto è una garanzia assoluta per il consumatore; sostenibilità: oltre al risparmio idrico in tutte le fasi della coltivazione Combi Mais si caratterizza per l’utilizzo di prodotti chimici “intelligenti” e di eccellenza, tipici di una agricoltura moderna e che guarda al futuro.

    Dieci anni di attività segnati anche da successi e importanti riconoscimenti, in un percorso che ha avuto la sua consacrazione a livello istituzionale nel 2019 con la vittoria del Premio Nazionale di CONFAGRICOLTURA per le imprese agricole innovative.

    Nonostante una stagione caratterizzata da fenomeni climatici estremi, il protocollo di produzione ha ottenuto un risultato da record, tra i migliori degli ultimi anni: sono state raggiunte le 17,6 tonnellate di granella di mais a ettaro, sano dal punto di vista delle micotossine e di ottima qualità.

    Combi MaiS, progetto multifunzionale, che tocca l’intera filiera del mais è un concreto esempio per l’agricoltura del domani, che unisce tecnica collaudata e precision farming all’elemento Sostenibilità, garantendo un prodotto sano e sempre in conformità con le linee guida della PAC (Politica Agricola Comune) legate al Green Deal con le Strategie Farm to Fork e Biodiversità.

    Combi Mais 10.0 conferma e traccia la rotta della coltivazione del mais. In un’agricoltura che cambia è in grado di dare una concreta speranza di produzione al mondo agricolo”, commenta Mario Vigo, presidente di Innovagri, ideatore di Combi Mais.

  • Presentazione del progetto COMBI MAIS 10.0.

    Si svolgerà martedì 4 aprile, alle ore 10,30, presso l’Associazione Granaria di Milano (Via Cesare Lombroso, 54), la conferenza stampa di presentazione del progetto COMBI MAIS 10.0. Organizzata da INNOVAGRI e Società Agricola FOLLI di Mario e Andrea VIGO, vedrà la presenza, in qualità di relatori, di Mario Vigo, A. Reyneri, L. Bertolani, E. Di Tullio.

  • Combimais presenta i dati del 2022

    INNOVAGRI e l’Azienda Agricola di Andrea e Mario Vigo giovedì 22 settembre, alle ore 14.30 presentano i dati produttivi 2022 del progetto COMBI MAIS HYDROTECHNOLOGIES 9.0 SMART.

    L’evento, dal titolo Il Protocollo di produzione sostenibile dal campo alla tavola, si svolgerà presso la Società Agricola Folli, V. A. Grandi 1, Robbiano di Mediglia (MI)

  • Combi Mais 6.0 presenta i risultati di campo

    Si svolgerà  venerdì 4 ottobre alle ore 15.30, presso la Società Agricola Folli di Vigo (Via Grandi, 1 – Robbiano di Mediglia – MI) l’incontro Combi Mais Idrotechnologies 6.0 in cui verranno presentati i risultati di campo. ‘Combimais Idrotechnologies’, che i fratelli Vigo adottano e sperimentano con successo già da anni, è il protocollo che sostiene produttività, qualità e redditività  anche nelle stagioni più difficili e fa parte del ‘Progetto Mais in Italy’ per la valorizzazione del mais italiano.

  • Combi Mais vince il Premio nazionale di Confagricoltura per le imprese agricole innovative

    Un grande traguardo per il Presidente di INNOVAGRI Mario Vigo, premiato a livello nazionale nella categoria “innovazione” grazie al Progetto COMBI MAIS IDROTECHNOLOGIES, protocollo ormai ampiamente collaudato di coltivazione sostenibile in grado di semplificare il lavoro degli operatori e ottenere in modo altamente efficiente più produttività, qualità, redditività nella produzione di granella di mais per uso alimentare. Si tratta della prima edizione del Premio bandito da Confagricoltura nel settore dell’agricoltura diretto alle imprese innovative: COMBI MAIS ha ottenuto il secondo posto, a livello nazionale. Un riconoscimento voluto dal Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti per dare rilievo al tema dell’innovazione e far emergere le soluzioni tecnologiche più all’avanguardia già poste in essere negli ultimi anni o in corso di sviluppo.

    La premiazione si è tenuta presso la sede di Confagricoltura a Palazzo Della Valle a Roma,  alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e del Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio.

    Sono molto soddisfatto – dichiara Vigo – è un bellissimo traguardo che premia il lavoro di tutto il team di COMBI MAIS. In questi anni ci siamo impegnati molto per ottenere gli ottimi risultati raggiunti. Da parte mia, ricevere un premio da Confagricoltura è un fatto ancora più apprezzabile poiché è un riconoscimento personale, quasi un premio alla carriera, per l’impegno profuso negli anni scorsi nella Confederazione, sia come Presidente di Confagricoltura Milano Lodi e Monza Brianza sia come membro di Giunta e poi Vice Presidente nazionale”.

    LA STORIA DI COMBI MAIS, UN MODELLO PER L’AGRICOLTURA DEL FUTURO

    COMBI MAIS nasce dall’intraprendenza di Mario Vigo che ha scommesso sulla possibilità di produrre mais di “qualità in quantità”. Ha preso corpo nel 2014 con l’obiettivo della partecipazione all’esposizione internazionale EXPO 2015 ed è stato l’unico progetto inerente la produzione agricola nell’ambito della Fiera internazionale. L’iniziativa è stata patrocinata da INNOVAGRI, associazione di cui Mario Vigo è Presidente, costituita da un gruppo di agricoltori milanesi e finalizzata a promuovere e divulgare le tecniche innovative in agricoltura. Il progetto viene realizzato nella Azienda Agricola Folli di Mario e Alberto Vigo sita nel Comune di Mediglia, alle porte di Milano, su una superficie di circa 30 ettari. Nel progetto sono coinvolte aziende di primo piano nel settore agricolo a livello nazionale ed internazionale (Syngenta, Netafim, Unimer, Cifo, Khun, Deutz Fahr, Topcon Agriculture) che, con le loro competenze e l’utilizzo combinato delle migliori tecniche disponibili, contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo.

    Nel 2018, COMBI MAIS è entrata nel circuito de “Il Viaggiator Goloso”, la linea dei prodotti “top” dei supermercati e ipermercati a insegna IPER, UNES, U2, presso i quali viene commercializzata la farina per polenta ottenuta dalla granella. È quindi un progetto di filiera completo che dal campo arriva direttamente al consumatore finale, grazie alla produzione di granella sana e sicura. Infatti, l’attento e continuo monitoraggio lungo tutte le fasi produttive mantiene sotto controllo le micotossine che possono svilupparsi sul mais. COMBI MAIS risponde perfettamente alle nuove sfide della maiscoltura italiana, ed è per questo che aderisce al progetto “Mais in Italy” che Syngenta ha lanciato con l’obiettivo di rilanciare l’importanza strategica della coltura e sensibilizzare i produttori italiani su temi importanti quali la gestione delle micotossine, l’utilizzo responsabile degli agrofarmaci, l’uso efficiente dell’acqua e del suolo.

    COMBI MAIS è un progetto all’insegna della sostenibilità sociale, economica ma anche ambientale sia perché permette di risparmiare nell’utilizzo dell’acqua e degli altri fattori di produzione, sia perché sostiene la biodiversità. Infatti lungo i bordi dell’appezzamento è coltivata un’area “Operation Pollinator”, una superficie seminata con essenze specifiche a fioritura scalare ricche di polline, habitat idoneo a garantire la riproduzione di insetti pronubi e rifugio anche per piccoli mammiferi e uccelli, a dimostrazione che un’agricoltura produttiva può convivere con un ambiente vivo e ricco di biodiversità. Un messaggio forte, in grado di creare una percezione positiva dell’agricoltura.

    COMBI MAIS, NUMERI DA RECORD

    Nella campagna del 2018, quinto anno di realizzazione, si è raggiunta una produzione media di oltre 16 tonnellate ad ettaro di granella secca, con punte parcellari di oltre 20 tonnellate ad ettaro. Il 2019 sarà il sesto anno di vita del progetto che, oltre all’uso alimentare della granella, si estende anche all’uso zootecnico con la produzione di materia prima per la filiera animale.

    COMBI MAIS continua la sfida produttiva per coniugare quantità, qualità e sostenibilità. Il Premio Innovazione di Confagricoltura ne riconosce il valore e lo pone come modello per l’agricoltura del futuro e del precision farming.

    I PARTNER DI COMBI MAIS

    Partecipano all’iniziativa Syngenta, una delle principali aziende dell’agroindustria mondiale che ha selezionato l’ibrido “SY Brabus” per la produzione della granella, gli agrofarmaci per la protezione delle piante e la piattaforma digitale Farmshot per il monitoraggio dell’evoluzione della coltura; Netafim, leader mondiale nello sviluppo, produzione e commercializzazione di soluzioni per l’irrigazione a goccia e la micro-irrigazione; Unimer, leader italiano nella produzione di fertilizzanti solidi a valenza ambientale per la nutrizione organo-minerale delle colture e per il miglioramento biologico e fisico dei terreni; Cifo, azienda storica italiana che partecipa al progetto con prodotti specifici per la nutrizione localizzata alla semina, la fertirrigazione e i biostimolanti fogliari, per gestire anche la fisiologia delle piante; Kuhn, per la fornitura delle macchine per la lavorazione del terreno, semina e concimazione con tecniche di precision farming; Deutz Fahr, leader riconosciuto nella produzione di macchine agricole dall’alto contenuto tecnologico e dalla produttività ai massimi livelli, per la fornitura delle trattrici e, dal 2018, Topcon Agriculture, per il sistema di agricoltura di precisione in grado di gestire la guida della trattrice e la gestione degli attrezzi, il monitoraggio dello sviluppo vegetativo e la raccolta dei dati produttivi. La supervisione del protocollo è affidata alla regia dell’Istituto di Agronomia dell’Università di Torino, guidato dal Professor Amedeo Reyneri. I Fratelli Vigo si avvalgono inoltre della sapiente collaborazione di un tecnico Agronomo, Leonardo Bertolani.

     

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