on line

  • Legge sui servizi digitali: il Consiglio e il Parlamento europeo raggiungono un accordo per un ambiente online più sicuro

    Una tappa importante nella transizione digitale dell’Unione è stata segnata con l’accordo politico provvisorio riguardante la legge sui servizi digitali raggiunto tra la presidenza del Consiglio e il Parlamento europeo.

    La legge sui servizi digitali, che consente di sancire il principio secondo cui ciò che è illegale offline deve esserlo anche online, mira a proteggere lo spazio digitale dalla diffusione di beni, contenuti e servizi illegali e a garantire la protezione dei diritti fondamentali degli utenti.

    La legge sui servizi digitali si applica a tutti gli intermediari online che prestano servizi nell’Unione. Gli obblighi imposti sono proporzionati alla natura e alla portata dell’impatto intermediario in questione, in particolare in funzione del numero di utenti che utilizzano il servizio. Le piattaforme di dimensioni molto grandi o i motori di ricerca di dimensioni molto grandi saranno pertanto soggetti a obblighi più rigorosi a seconda del numero di utenti che utilizzano i loro servizi.

    Ambito di applicazione

    La legge sui servizi digitali stabilisce un quadro giuridico orizzontale e si applica ai servizi intermediari quali quelli offerti da prestatori di servizi di hosting, motori di ricerca, piattaforme e mercati online. Nell’ambito di questi servizi intermediari, tra le piattaforme e i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi si opera una distinzione quando tali servizi sono utilizzati da oltre 45 milioni di utenti attivi al mese nell’UE.

    Al fine di salvaguardare lo sviluppo delle start-up nel mercato interno, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno convenuto che le microimprese e le piccole imprese con meno di 45 milioni di utenti attivi al mese nell’UE sono esentate da alcuni nuovi obblighi.

    Governance

    Per garantire un’attuazione efficace e uniforme degli obblighi della legge sui servizi digitali, il Consiglio e il Parlamento hanno deciso di conferire alla Commissione il potere esclusivo di vigilare sulle piattaforme e sui motori di ricerca di dimensioni molto grandi per quanto riguarda gli obblighi specifici a questo tipo di operatori.

    I principali operatori digitali saranno quindi controllati a livello europeo grazie allo sviluppo di competenze in seno alla Commissione e in collaborazione con gli Stati membri. In tal modo sarà garantita una risposta efficace e uniforme ai rischi sistemici posti da tali operatori di dimensioni molto grandi. Questo modello di governance preserva il principio del paese d’origine che si applica a tutti gli altri intermediari di servizi e agli altri obblighi stabiliti dalla legge sui servizi digitali.

    Per finanziare le attività di vigilanza della Commissione europea sugli operatori di dimensioni molto grandi, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio per creare un meccanismo di commissioni annuali da imporre a tali operatori, direttamente collegato ai compiti della Commissione.

    Mercati online

    I colegislatori hanno convenuto di rafforzare gli obblighi relativi ai mercati online nell’ambito della legge sui servizi digitali. In effetti, considerato il ruolo importante svolto da tali operatori nella vita quotidiana dei cittadini europei, la legge sui servizi digitali impone ai mercati un dovere di diligenza nei confronti dei venditori i cui prodotti o servizi sono messi in vendita sulla loro piattaforma online.

    Al fine di limitare la diffusione di contenuti illegali, i mercati online devono compiere i massimi sforzi per verificare la corretta fornitura di informazioni da parte dei venditori prima di autorizzarli a vendere online. I mercati dovranno inoltre raccogliere e mostrare le informazioni sui prodotti e i servizi venduti, come la marca e la conformità al diritto dell’Unione, al fine di garantire che i consumatori siano adeguatamente informati.

    Rischi sistemici delle piattaforme e dei motori di ricerca di dimensioni molto grandi

    Data l’importanza degli operatori di dimensioni molto grandi nella vita quotidiana dei cittadini europei e dell’Unione in generale, la legge sui servizi digitali introduce l’obbligo per tali operatori di analizzare i rischi sistemici che generano e di mettere in atto misure per ridurre i rischi individuati.

    Tale analisi è effettuata annualmente e, grazie alla supervisione unificata di questi operatori da parte della Commissione europea, consente un monitoraggio continuo per ridurre i rischi di: i) diffusione di contenuti illegali; ii) effetti negativi sui diritti fondamentali come la libertà di espressione e di informazione; iii) manipolazione dei loro servizi a scapito dei processi democratici e della sicurezza pubblica; iv) effetti negativi in relazione alla violenza di genere e alla protezione dei minori e gravi conseguenze sulla salute fisica o mentale degli utenti.

    Interfacce fuorvianti

    Tenuto conto dell’obiettivo di proteggere gli utenti online, i colegislatori hanno convenuto di vietare le interfacce fuorvianti e i metodi finalizzati a indurre in errore gli utenti per le piattaforme e le interfacce online designate nell’ambito della legge sui servizi digitali, come le interfacce relative alla segnalazione di presunti contenuti illegali da parte di un utente.

    Sistemi di raccomandazione

    Data l’importanza dei sistemi di raccomandazione nell’esperienza degli utenti online, il Parlamento e il Consiglio hanno convenuto di stabilire requisiti di trasparenza per i parametri dei sistemi di raccomandazione al fine di migliorare l’informazione degli utenti e le loro possibili scelte. Ai sensi della legge sui servizi digitali, le piattaforme e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi dovranno obbligatoriamente offrire agli utenti un sistema di raccomandazione dei contenuti che non sia basato sulla loro profilazione.

    Gestione delle crisi

    Nel contesto dell’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina e in particolare delle conseguenze sulla manipolazione delle informazioni online, i colegislatori hanno convenuto di includere un nuovo articolo che introduce un meccanismo di risposta alle crisi.

    Tale meccanismo sarà attivato da una decisione della Commissione su raccomandazione del comitato dei coordinatori nazionali dei servizi digitali e consentirà di analizzare l’impatto dell’attività delle piattaforme e dei motori di ricerca di dimensioni molto grandi sulla crisi in questione, come pure le misure proporzionate ed efficaci da attuare nel rispetto dei diritti fondamentali.

    Tutela dei minori online

    Diverse disposizioni della legge sui servizi digitali consentono la tutela dei minori online. Le piattaforme accessibili ai minori dovranno mettere in atto misure di protezione particolari per garantire la sicurezza dei minori online, specie quando sono a conoscenza del fatto che l’utente è un minore; alle piattaforme sarà fatto divieto di presentare ai minori messaggi pubblicitari mirati derivanti dall’uso dei loro dati personali quali definiti nel diritto dell’UE.

    Nel dicembre 2020 la Commissione europea ha presentato due proposte legislative nell’ambito di un pacchetto volto a regolamentare il settore digitale: la legge sui servizi digitali e la legge sui mercati digitali.

    La legge sui servizi digitali e la legge sui mercati digitali costituiscono i due pilastri di una regolamentazione digitale che rispetta i valori europei e il modello europeo; tali regolamenti definiscono insieme un quadro adeguato allo sviluppo economico dei giganti del digitale e alla protezione dei loro utenti.

    Il 24 marzo è intervenuto un accordo politico provvisorio tra il Consiglio e il Parlamento e oggi si è giunti a un accordo politico provvisorio riguardante la legge sui servizi digitali.

    L’accordo politico provvisorio odierno deve essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo prima di passare alle fasi formali della procedura di adozione di ciascuna istituzione.

    È stato raggiunto un ambizioso accordo provvisorio sul termine per l’entrata in applicazione della legge sui servizi digitali, poiché le disposizioni sulle piattaforme e sui motori di ricerca di dimensioni molto grandi che hanno il maggiore impatto sulla protezione degli utenti si applicheranno entro XX mesi, mentre le restanti disposizioni entreranno in vigore entro 12-18 mesi dall’entrata in vigore della legge sui servizi digitali.

    Fonte: Comunicato stampa del Consiglio europeo

  • Protezione dei consumatori da recensioni ingannevoli: il 55% dei siti web sottoposti a screening viola il diritto dell’UE

    La Commissione europea e le autorità nazionali per la protezione dei consumatori hanno pubblicato i risultati di uno screening (“sweep”) delle recensioni dei consumatori sui siti web.

    Quasi due terzi dei negozi online, dei marketplace, dei siti web di prenotazione, dei motori di ricerca e dei siti di servizi di comparazione analizzati hanno suscitato dubbi sull’affidabilità delle recensioni: in 144 dei 223 siti web controllati, le autorità non hanno potuto confermare che gli operatori facciano abbastanza per assicurarsi che le recensioni siano autentiche, ossia pubblicate da consumatori che hanno effettivamente utilizzato il prodotto o il servizio recensito.

    Le autorità per la protezione dei consumatori hanno concluso che almeno il 55% dei siti web controllati viola potenzialmente la direttiva sulle pratiche commerciali sleali, che richiede che ai consumatori siano presentate informazioni veritiere per consentire una scelta informata.

    La Commissione continuerà a collaborare con la rete Cooperazione per la protezione dei consumatori su questa importante questione e sosterrà le autorità nazionali nelle loro azioni di contrasto.

    Fonte: Commissione europea

  • Radio24 lancia un nuovo programma contro le truffe online

    Ha preso il via il 30 giugno una nuova iniziativa di Radio 24 in collaborazione con Consumerismo No Profit, per venire in aiuto di tutti i consumatori e i cittadini. Il progetto multimediale ‘Il Radioconsumatore’, nato da un’idea di Debora Rosciani, conduttrice con Mauro Meazza della fortunata trasmissione ‘Due di Denari’, e di Luigi Gabriele, presidente dell’Associazione Consumerismo No Profit, è disponibile in primo luogo in formato Podcast sui siti di Radio24.it e Consumerismo e troverà periodicamente spazio nella trasmissione ‘Due di denari’. Si tratta di un’attività di servizio sui principali aspetti economici della vita quotidiana, un vero e proprio prontuario radiofonico che aiuterà gli ascoltatori, grazie all’aiuto di un pool di esperti, a disbrigarsi nelle difficoltà di tutti i giorni, determinate dalle scelte di consumo e di spesa che ognuno di noi è chiamato a fare.

    A luglio per tutto il mese gli interventi di avvocati e professionisti risponderanno alle domande sulle tematiche legate al periodo: prenotazioni di viaggi e biglietti aerei, vacanze annullate e rimborsi, bonus e voucher che tardano ad arrivare. Da settembre, i contenuti si allargheranno a tutti gli altri temi che ci troviamo ad affrontare quotidianamente: i problemi legati alla burocrazia, pagamenti di servizi o bollette poco chiare, mutui da rinegoziare, contratti da risolvere.  E saranno affrontati anche temi alle dinamiche più recenti della vita in rete di tutti noi: l’identità digitale, la vita sui social network, le nuove truffe che corrono su web e minacciano migliaia di utenti. I legali di Consumerismo forniranno pareri e risposte ai quesiti più interessanti e più rappresentativi.

    La collaborazione tra Radio 24 e Consumerismo No profit aveva già dato vita, nella primavera del 2020, ad HomoCovid, il prontuario radiofonico di servizio per i cittadini che lo scoppio della pandemia hanno dovuto imparare a districarsi tra norme, indennizzi e provvedimenti d’urgenza destinati ad affrontare le conseguenze del Covid-19. Ora l’iniziativa diventa strutturale, pronta a fornire una prima assistenza a tutti i consumatori alle prese con quesiti ai quali non riescono a dare risposte utili e tempestive. I consumatori potranno formulare le domande e ascoltare le risposte sul sito: https://www.ilradioconsumatore.it/

  • La Ue adotta nuove norme su diritti dei consumatori, credito e acquisti online

    “Oggi la Commissione europea ha proposto la revisione di due normative dell’Ue per rafforzare i diritti dei consumatori in un mondo ridefinito dalla digitalizzazione e dalla pandemia di Covid-19. La Commissione rinforza la rete di sicurezza dei consumatori dell’Ue, ad esempio facendo in modo che i prodotti pericolosi siano richiamati dal mercato o che le offerte di credito siano presentate ai consumatori in maniera chiara e facilmente leggibile su dispositivi digitali. La proposta aggiorna sia la vigente direttiva relativa alla sicurezza generale dei prodotti, sia le norme dell’Ue sul credito al consumo a tutela dei consumatori”. Lo ha comunicato il 30 giugno la Commissione Ue in una nota. “I consumatori si trovano ad affrontare molte sfide, in particolare nel mondo digitale che ha rivoluzionato gli acquisti, i servizi o i mercati finanziari – ha detto Vera Jourová, vicepresidente per i Valori e la trasparenza. È per questo motivo che stiamo rafforzando la protezione dei consumatori su due fronti: da un lato aiutiamo i consumatori ad evitare i rischi legati al credito, dall’altro poniamo in essere norme ancora più rigorose in materia di sicurezza dei prodotti. Conferiremo inoltre maggiori responsabilità agli operatori del mercato: per quelli meno scrupolosi sarà più difficile nascondersi dietro formulazioni giuridiche complicate.

    “Le vendite online – si legge ancora nella nota della Commissione Ue – sono aumentate costantemente negli ultimi 20 anni e, nel 2020, il 71% dei consumatori ha acquistato in Internet, spesso per procurarsi nuovi prodotti tecnologici. Dagli auricolari senza fili ai purificatori d’aria passando per le console per videogiochi, il mercato dei gadget tecnologici è vasto. Il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti tratterà dei rischi connessi a questi nuovi prodotti tecnologici – ad esempio i rischi per la sicurezza informatica – e agli acquisti online mediante l’introduzione di norme sulla sicurezza dei prodotti per i mercati online. Garantirà che tutti i prodotti che i consumatori dell’Ue potranno procurarsi sui mercati online o nel negozio sotto casa siano sicuri, indipendentemente dal fatto che provengano dall’Ue o da paesi terzi. Il nuovo regolamento assicurerà che i mercati adempiano i propri obblighi in modo tale che i consumatori non finiscano per maneggiare prodotti pericolosi. La revisione della direttiva sul credito al consumo dispone che le informazioni relative ai crediti debbano essere presentate in maniera chiara e adeguata ai dispositivi digitali, cosicché i consumatori capiscano quale impegno stanno assumendo con la loro firma. Inoltre la direttiva migliorerà le norme per la valutazione del merito creditizio, ossia la capacità di un consumatore di rimborsare il credito ottenuto. Lo scopo è evitare il problema dell’indebitamento eccessivo. Il regolamento imporrà agli Stati membri l’obbligo di promuovere l’educazione finanziaria e di garantire che sia messa a disposizione dei consumatori una consulenza in materia di debito. Le proposte della Commissione saranno ora discusse dal Consiglio e dal Parlamento”.

  • LinkedIn si unisce alla lotta contro l’incitamento all’odio online

    LinkedIn, la più grande rete professionale online al mondo, ha sottoscritto il codice di condotta dell’UE contro l’incitamento all’odio online. Per prevenire e contrastare la diffusione delle forme illegali di incitamento all’odio online, nel maggio 2016 la Commissione ha adottato il codice di condotta insieme a Facebook, Microsoft, Twitter e YouTube. Da allora, Instagram, Google+, Snapchat, Dailymotion, Jeuxvideo.com e TikTok hanno aderito al codice. A cinque anni dal varo, il codice continua ad attirare nuovi operatori, a conferma della sua importanza per le imprese tecnologiche.

    Nel giugno 2020 la quinta valutazione ha mostrato che, in media, le imprese hanno valutato il 90% dei contenuti segnalati entro 24 ore e che il 71% dei contenuti considerati illecito incitamento all’odio è stato rimosso. La Commissione ha accolto con favore questi risultati, chiedendo nel contempo ulteriori sforzi, in particolare per quanto riguarda la trasparenza e il feedback agli utenti. Maggiori informazioni sul codice di condotta contro l’incitamento all’odio online sono disponibili al seguente link: https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/combatting-discrimination/racism-and-xenophobia/eu-code-conduct-countering-illegal-hate-speech-online_en

    Fonte: Commissione europea

  • Consigli per difenderci dalle frodi on line

    Continuano, anzi aumentano, le frodi online ed è necessario perciò avere molta attenzione ed usare alcune precauzioni, ne elenchiamo alcune: 1) non dare mai le proprie password ad altri, 2) non utilizzare la stessa password su diversi siti, 3) controllare che le informazioni richieste dal servizio che si sta utilizzando o nel messaggio mail che abbiamo ricevuto siano confacenti a quel servizio, 4) non rispondere a mail che offrono rimborsi, vincite, sconti, abbonamenti richiedendo i dati personali, non aprire mail, sms, chat inattesi, non cliccare sui link e non scaricare gli allegati, non rispondere inserendo le proprie credenziali, 5) proteggere pc, tablet, smartphone con antivirus rendendone sicuro l’accesso, 6) non tenere mai i dati sensibili, numero di conto, estremi della carta di credito, password in posti dove possano essere copiati o sottratti, specialmente non tenerli nel portafoglio, nella borsa, o vicino al tablet o al pc, non memorizzarli sugli stessi o sulla macchina, 7) evitare il salvataggio automatico di user e password sul browser, 8) controllare spesso i movimenti del conto e delle carte, 8) non dare le proprie credenziali per telefono, 9) quando si utilizzano siti per acquisti online verificare che i siti siano affidabili ed utilizzare solo app ufficiali, 10) evitare di utilizzare wi-fi gratuiti o pubblici per fare acquisti, accedere al conto bancario, entrare in piattaforme di archiviazione dati.

  • Credito al consumo: riscontrate potenziali irregolarità in oltre un terzo dei siti di prestiti online

    La Commissione europea e le autorità nazionali per la tutela dei consumatori hanno pubblicato i risultati di una revisione a livello dell’UE di 118 siti online di credito al consumo.

    L’obiettivo della revisione era verificare le offerte su dispositivi quali tablet o smartphone e verificare se gli operatori rispettino le norme dell’UE in materia di protezione dei consumatori per quanto riguarda le informazioni standard nel settore della pubblicità online per il credito al consumo. È emerso che più di un terzo (36%) dei siti web oggetto dell’indagine violava potenzialmente il diritto dei consumatori dell’UE. Mancavano o non erano chiare informazioni fondamentali quali il costo del credito, i tassi di interesse o l’obbligo di assicurazione. Inoltre, i siti web non sempre menzionano eventuali misure straordinarie nel quadro della pandemia di COVID-19 che possono sortire un impatto sul credito al consumo (ad esempio, la possibilità di richiedere un periodo di rimborso per gli anticipi). Le autorità nazionali responsabili della tutela dei consumatori daranno seguito ai casi di potenziali irregolarità segnalati.

    Nell’ambito della nuova agenda per i consumatori, la Commissione sta lavorando alla revisione della direttiva sul credito al consumo, già oggetto di una valutazione nel novembre 2020.

    Maggiori informazioni sulla revisione a livello dell’UE delle offerte di credito online e dati recenti sulla valutazione dei mercati del credito al consumo da parte dei consumatori sono disponibili online.

  • In Italia sempre più pagamenti contactless ed è boom degli smartphone

    Nell’Italia patria del contante avanza la rivoluzione digitale nel mondo dei pagamenti. Tra la paura del contagio, che porta gli italiani a preferire modalità senza contatto, e il lockdown che spinge gli acquisti online, i pagamenti elettronici diventano un alleato di cittadini e consumatori. Complice anche l’entrata in scena del cashback di Stato nell’ultima parte dello scorso anno, introdotto dal precedente governo con il piano Italia Cashless e ora sotto la lente del nuovo esecutivo. E’ questo il quadro che emerge dai dati dell’Osservatorio “Innovative Payments”, secondo cui, il contante resta il mezzo più utilizzato dagli italiani ma cresce la penetrazione dei pagamenti digitali.

    Nel 2020 arrivano a rappresentare un terzo dei pagamenti complessivi, con 5,2 miliardi di transazioni per 268 miliardi di euro (-0,7% rispetto al 2019), nonostante un calo generale dei consumi. Si conferma l’avanzata del contactless, a quota 81,5 miliardi di euro (+29% annuo), ed è boom per gli acquisti in negozio con smartphone e wearable (+80%) che superano il valore di 3,4 miliardi. “Il 2020, pur nella sua drammaticità, potrebbe davvero aver segnato un punto di svolta per il settore dei pagamenti digitali”, ponendo le basi “per un’accelerazione definitiva nel prossimo biennio”, sostiene il direttore dell’Osservatorio Innovative Payments, Ivano Asaro, segnalando come alcune iniziative di incentivo del governo abbiano acceso un faro e stiano portando “sempre più persone a preferire i pagamenti elettronici”.

    In particolare, il Piano Italia Cashless, a cui è collegata anche la lotteria degli scontrini, “pur con delle limitazioni, rappresenta un segnale positivo”, in un quadro europeo che vede l’Italia pre-Covid tra i paesi meno avanzati sul fronte dei pagamenti digitali. La pandemia, con le chiusure di negozi, uffici e servizi non strettamente necessari, ha però cambiato le priorità, le relazioni e anche il modo di fare shopping. Tant’è che l’e-commerce cresce del 31% nel 2020 e lo smartphone diventa il device preferito dagli italiani per effettuare pagamenti da remoto e acquisti online, superando il pc. Tra bollette, bollettini, ricariche telefoniche, ma non solo, il mobile payment cresce del 15% e raggiunge quota 1,3 miliardi di euro.

    Ad avvalorare i dati del Politecnico, i risultati di Nexi, che segna un incremento del 140% degli acquisti con smartphone in negozio, trainando di fatto la crescita di un comparto in cui l’84% del valore complessivo, ovvero quasi 3 mld di euro, è generato da acquisti effettuati con app che prevedono la virtualizzazione della carta nello smartphone. Anche Nexi infatti segna una crescita del 57% delle carte registrate su app come Apple Pay, Samsung Pay o Google Pay. Dall’altro lato c’è Satispay, che domina il mercato dei pagamenti digitali da mobile senza carta di credito in negozio. Un mercato che ad oggi vale complessivamente 500 milioni di euro, di cui il 60% passa da Satispay. L’innovativa piattaforma di mobile payment raccoglie inoltre il 67% del numero delle transazioni effettuate nel segmento mobile non Nfc. Complessivamente, tra shopping fisico, ricariche, bollettini, pagoPA, Bollo auto e moto, Satispay chiude il 2020 con 585 milioni di euro transati (+81%).

  • Corsa all’acquisto di farmaci online

    Costretti in casa per molti mesi del 2020 così da tutelare la sanità pubblica, gli italiani hanno fatto ricorso a internet per l’acquisto di prodotti di ogni genere, compresi quelli farmaceutici da banco e parafarmaceutici. Analizzando le intenzioni di acquisto, idealo – portale internazionale leader in Europa nella comparazione dei prezzi online – ha riscontrato che l’interesse online per i farmaci da banco in genere è aumentato, negli ultimi 6 mesi, del 74% con un boom nel solo mese di ottobre del 127,8%. In particolare è aumentata la ricerca online dei Prodotti da banco per trattare i problemi cardiovascolari (oltre il 200%) come le creme e compresse per rafforzare le pareti venose e migliorare la circolazione, quella dei farmaci gastrointestinali (+144,7%) come i prodotti per l’acidità e la stitichezza, dei Prodotti per la salute intima femminile (+112,5%) e quella dei Farmaci per il cavo orale (+88,9%) come i collutori e gli spray per la gola.

    Secondo l’analisi di idealo, negli ultimi 6 mesi gli italiani hanno fatto scorta online di rimedi per il benessere fisico in generale e per mantenersi in salute e di prodotti analgesici, antidolorifici e contro la febbre. È boom di interesse per i prodotti per smettere di fumare, come le gomme da masticare alla nicotina, gli spray e le capsule, che negli ultimi 6 mesi hanno fatto registrare una crescita del 142,3%. Si fanno scorte online di prodotti analgesici, antidolorifici e contro la febbre acquistabili senza ricetta medica e che, in via precauzionale, si vuole avere pronti a casa, come il classico paracetamolo e iIbuprofene, cresciuti del 68,4% negli ultimi 6 mesi. Aumentano, infine, le ricerche online di rimedi per il benessere fisico in generale, come i gel e cerotti per i muscoli e le articolazioni (+58,7%), i farmaci per l’insonnia e per lo stress (+32,9%), i farmaci per occhi, orecchie e naso come le soluzioni nasali e i colliri (+17,7%) e i prodotti dimagranti (+4,2%).In controtendenza, invece, i rimedi contro la tosse e il raffreddore, come gli spray nasali, gli sciroppi, le pastiglie e gli unguenti, che si acquistano solitamente in farmacia come rimedio rapido sin dai primi sintomi (-6,9%).

    Acquistare online i farmaci da banco conviene: negli ultimi sei mesi, infatti, il prezzo medio dei prodotti della categoria ha fatto registrare una diminuzione del 12,3%. I prodotti per i quali i prezzi medi sono risultati più bassi negli ultimi 6 mesi sono: gli antidolorifici e contro la febbre (-44,6%), i farmaci antiallergici (-39,4%), i prodotti dimagranti (-19,0%), i rimedi per smettere di fumare (-17,7%) e i farmaci gastrointestinali (-15,5%).

    Idealo ha tracciato l’identikit di chi cerca online i farmaci da banco e prodotti per la salute, scoprendo che per la maggior parte si tratta di donne (59,3%), sotto i 44 anni (56,2), che effettuano le ricerche da mobile (77,3%), preferibilmente dal lunedì al giovedì (+24,9% rispetto di giorni venerdì-domenica) e tra le 16 e le 19. Le Regioni dove è più alto l’interesse online nei confronti dei prodotti della categoria Farmaci da banco sono il Lazio, la Lombardia e il Piemonte; l’ultima la Valle d’Aosta.  Negli ultimi 6 mesi, però, è la Liguria (+107,1%) a far registrare la crescita di interesse maggiore. Seguono la Lombardia (+80,0%), la Toscana (+74,8%), l’Emilia Romagna (+66,7%).

    “Il numero di farmacie e siti che vendono online prodotti farmaceutici da banco e parafarmaceutici è cresciuta moltissimo nell’ultimo anno, parallelamente alla maggiore richiesta degli utenti italiani che hanno compreso l’utilità e la convenienza di acquistare con un click anche questo genere di prodotti – ha commentato Filippo Dattola, Country Manager per l’Italia di idealo – E’ interessante notare come, complice il momento storico, molti italiani stanno utilizzando il canale online per fare scorte di farmaci generici che possono tornare utili nel momento del bisogno e al contempo risparmiare. Resta sottinteso che consigliamo di utilizzare i farmaci in generale sempre con parsimonia e di consultare un medico o un farmacista prima del loro acquisto.”

  • L’Istat registra un nuovo calo dei consumi, vola solo il commercio on-line

    Tornano a scendere i consumi in Italia. Secondo quanto rilevato dall’Istat, a luglio le vendite al dettaglio segnano una diminuzione rispetto a giugno del 2,2%, dopo il +10,2% di giugno. Una diminuzione generalizzata che vede solo l’eccezione del commercio on-line che anche al termine del periodo di lockdown continua a volare. E le principali associazioni di categoria chiedono interventi risoluti al governo per rilanciare i consumi. In particolare risultano in calo sia le vendite dei beni non alimentari (-3,2%), sia quelle dei beni alimentari (-1%). Su base annua, quindi nei confronti di luglio 2019, si registra una diminuzione delle vendite del 7,2%, determinata soprattutto dall’andamento dei beni non alimentari (-11,6%), in notevole diminuzione sia nella grande distribuzione sia nelle imprese operanti su piccole superfici. In calo anche le vendite dei beni alimentari (-1,1%). Rispetto a luglio 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce del 3,8% per la grande distribuzione e dell’11,7% per le imprese operanti su piccole superfici. Le vendite al di fuori dei negozi calano del 7,0% mentre il commercio elettronico è in crescita (+11,6%).

    L’andamento preoccupa le categorie di settore a cominciare da Confcommercio che però vede qualche segnale di ottimismo. “Il dato sulle vendite di luglio – spiega in una nota – pur rappresentando un segnale preoccupante va letto alla luce di alcune specificità. In particolare, il rinvio ad agosto dei tradizionali saldi estivi può aver spinto le famiglie a spostare al mese successivo gran parte degli acquisti, non solo per abbigliamento e calzature. È presumibile, dunque, un rimbalzo statistico di entità apprezzabile nei dati di agosto che implicherebbe un riallineamento delle dinamiche tendenziali”. Federdistribuzione chiede invece interventi decisi. “Le preoccupazioni relative al proprio stato personale e le incertezze economiche per il futuro, unite a una riduzione diffusa del potere d’acquisto – sottolinea il presidente Claudio Gradara – continuano a frenare i consumatori. Per invertire questa rotta occorre lavorare non solo su azioni dirette a sostegno dei consumi ma anche sul fattore fiducia che deve essere rialimentato con un piano strutturale che preveda misure lungimiranti e di ampio respiro.

Back to top button