on line

  • Oltre metà degli italiani rischia seriamente di cascare in una truffa online

    Il fenomeno delle frodi digitali è ormai in crescita da molti anni su scala globale. Infatti, il 2025 ha visto un salto di quantità e di qualità delle tipologie di truffe ai danni delle famiglie e delle imprese che, anche grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale – come deepfake vocali e chatbot ingannevoli – diventano sempre più iperrealistiche e difficili da rilevare. Questi reati rappresentano ormai una minaccia capace di erodere la fiducia nel settore dei servizi finanziari, poiché i truffatori sfruttano la vulnerabilità del consumatore attraverso azioni sempre più complesse – come il phishing, il vishing e il social engineering – colpendo le persone con tecniche sempre più evolute.

    Per comprendere meglio il rischio di esposizione delle persone a questi fenomeni criminali, CRIF, SDA Bocconi e Assofin hanno intrapreso uno studio sviluppato attorno all’Indicatore di Protezione dalle Frodi (IPF), uno strumento che aiuta a misurare quanto i consumatori siano preparati e “resilienti” di fronte ai tentativi di truffa online.  I risultati della ricerca, presentati in occasione dell’evento Tomorrow Speaks 2025 di CRIF, hanno evidenziato come oltre un quarto degli intervistati (27%) abbia dichiarato di aver già subito frodi digitali, come ad esempio il furto di dati, credenziali bancarie, segno evidente di una diffusa esposizione al rischio.

    Parallelamente, il 54% del campione ha presentato una protezione parziale o fragile, insufficiente a garantire una difesa adeguata. In altri termini, oltre la metà degli utenti si trova attualmente in condizioni di rischio con lacune specifiche in alcuni comportamenti che lasciano ampie vulnerabilità sfruttabili da minacce sofisticate, generate sempre più spesso dall’utilizzo fraudolento dell’intelligenza artificiale (es. social engineering o frodi AI-driven).

    Più della metà delle persone, quindi, si trova in una condizione di potenziale rischio, ma che può essere migliorata. Infatti, chi ha subito un primo tentativo di frode tende a rientrare più spesso nella fascia intermedia di rischio, mentre i livelli più alti di resilienza si osservano tra chi ha un’istruzione più elevata o un reddito maggiore.

    Da quest’ultimo dato si evince come la resilienza antifrode è il risultato dell’incontro tra tecnologia, conoscenza e responsabilità personale: dove le persone più consapevoli, cioè quelle che imparano a riconoscere i segnali di rischio e a gestire con prudenza i propri strumenti digitali, sono anche quelle più difficili da colpire.

    Più le persone sono consapevoli e formate sul piano finanziario, più adottano comportamenti cauti e responsabili, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche psicologico e con attenzione ai presidi normativi. L’educazione finanziaria si comporta da vero “moltiplicatore di protezione” e risulta quindi un motore trasversale della resilienza antifrode.

    Gli istituti finanziari e di credito sono quindi chiamati a potenziare la capacità di difesa preventiva del sistema combinando soluzioni tecnologiche avanzate e sviluppo delle competenze umane. Infatti, se da un lato occorre investire in strumenti di analisi avanzata (Intelligenza Artificiale per rilevare anomalie, monitoraggio real-time delle transazioni, presidi biometrici e soluzioni di analisi comportamentale) capaci di identificare tempestivamente tentativi di frode sofisticati, dall’altro rimane fondamentale innalzare il livello di educazione finanziaria e digitale degli utenti attraverso programmi formativi diffusi, campagne informative e simulazioni di attacco che possono rendere i consumatori più consapevoli e preparati di fronte alle minacce.

    La posta in gioco è molto elevata, poiché è fondamentale proteggere utenti, imprese e operatori dai costi finanziari e reputazionali delle frodi, rafforzando al contempo la resilienza complessiva del sistema finanziario digitale in un momento storico in cui l’innovazione tecnologica procede a grandi passi ma anche nuove tecniche fraudolente vengono sviluppate in modo continuo.

  • Oltre 157 miliardi di euro spesi in gioco d’azzardo nel 2024

    In Italia solo nel 2024 si è “giocato” più di 157 miliardi di euro, con almeno 18 milioni di italiani che nell’ultimo anno hanno “tentato la fortuna” nell’azzardo, con la speranza di cambiare la vita tra videopoker, slot-machine, gratta e vinci, sale bingo. I giocatori patologici sono 1,5 milioni (il 3% della popolazione maggiorenne) mentre un milione e 400mila di italiani sono giocatori a rischio moderato (2,8%). In tutto, quindi, 2 milioni e 900 mila persone. In 20 anni, dal 2004 all’anno scorso, nel Belpaese sono stati giocati d’azzurro 1.774 miliardi di euro.
    E quando il gioco si fa duro, le mafie iniziano a giocare e a vincere. Analizzando le relazioni della Direzione nazionale antimafia e della Direzione investigativa antimafia, pubblicate tra il 2010 e il 2024, risultano 147 clan censiti che hanno operato in attività di business sia illegali che legali, con il coinvolgimento di 25 Procure Antimafia. La fotografia che emerge mostra come gli interessi della criminalità organizzata riguardano in modo diffuso l’intero territorio nazionale. Sono infatti 16 le regioni coinvolte da inchieste sull’azzardo che hanno visto la presenza di clan mafiosi. Benvenuti ad Azzardomafie, il dossier di Libera, curato da Toni Mira, Maria Josè Fava, Gianpiero Cioffredi e Peppe Ruggiero, una fotografia con numeri, storie e affari del Paese tra gioco legale e gioco criminale.
    «Il dossier – commenta Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera – ci restituisce l’immagine di un Paese in bilico: da un lato, la voglia di riscatto sociale e di un benessere per molti irraggiungibile; dall’altro, un meccanismo che, legale o illegale che sia, continua a speculare sulla vita delle persone.  Si dimentica che dietro ogni slot, dietro ogni casella argentata del gratta-e-vinci o piattaforma online, ci sono esseri umani in difficoltà. Ci sono adolescenti che scommettono di nascosto, anziani che si giocano la pensione, famiglie che si sfaldano nel silenzio. Dobbiamo smascherare l’inganno. Perché in fondo il gioco d’azzardo — qualunque forma assuma — rischia di essere sempre e comunque un grande imbroglio ai danni dei cittadini. La politica parla di regolamentazione, ma troppo spesso resta prigioniera della logica del profitto».

    Nelle provincie di Benevento, Crotone, Reggio Calabria, Messina, Siracusa e Palermo si giocano somme triple o quadruple rispetto a Modena, Bergamo, Firenze, Trieste, Padova e Verona. Negli Enti Locali che hanno o hanno avuto decreti di scioglimento per infiltrazioni e condizionamenti di tipo mafioso, i numeri sono impressionanti. Non solo mafie però: l’azzardo, fisico e online, è infatti un luogo privilegiato per il riciclaggio di somme provenienti da aree imprenditoriali a storica elevata irregolarità, come il settore turistico pubblici esercizi (si vedano i dati anomali delle località costiere, a partire dalla Liguria) e l’imprenditoria cinese (che gestisce anche numerose sale slot). Tutto da indagare poi, nel grande e recente balzo dei numeri dell’azzardo online, il possibile effetto della forte crescita di attività nel settore delle costruzioni, dovuto al 110%, ed alle consistenti opacità che si stanno registrando.

    In una recente indagine di Federconsumatori Modena su un campione di oltre mille ragazzi delle scuole superiori modenesi, è risultato che un terzo, quasi tutti minori, ha dimestichezza con l’azzardo. In ogni classe ci sono mediamente tre ragazzi (il 12% del campione) che vedono l’azzardo al centro del proprio futuro. Non pare esserci una questione di genere, con numeri che si spostano tra ragazzi e ragazze solo nell’attrazione che esercitano i diversi giochi. Comincia ad essere evidente che una serie di videogiochi, considerati innocui, predispongono all’azzardo fin dall’infanzia. È il caso di quei giochi che simulano vincite o che richiedono acquisti in app per continuare a giocare. Per i più giovani il sorpasso sul gioco fisico da parte del gambling da remoto è cosa avvenuta da tempo. In questo senso quella dei giovani è singolarmente l’area più matura per esaminare il fenomeno e le sue implicazioni. Si gioca in classe, nella propria camera, in assenza di ogni controllo sociale possibile nel gioco fisico. Grazie alle carte prepagate si giocano somme sempre maggiori, spesso nella disattenzione dei genitori. La fascinazione che sui ragazzi ha poi il trading online, i cui contorni per molti versi non sono diversi dall’azzardo, è una ulteriore complicazione per chi opera nel tentativo di contenere la crescita dell’azzardo.

  • Bankitalia registra frodi digitali entro limiti non troppo allarmanti nella seconda metà del 2024

    I casi di frode nei pagamenti digitali al dettaglio effettuati in Italia hanno un’incidenza limitata rispetto al totale delle transazioni. È quanto emerge dal Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia nel secondo semestre 2024, pubblicato dalla Banca d’Italia.

    Le relative perdite per gli utenti sono in gran parte attenuate dai meccanismi di tutela previsti dalla normativa di settore. Tuttavia, anche se i volumi sono contenuti, le frodi – sottolinea il rapporto – rimangono un fenomeno insidioso, pertanto, la prevenzione e la riduzione dei rischi di frode nei pagamenti digitali sono cruciali per l’integrità del sistema dei pagamenti al dettaglio. In particolare, il tasso di frode – cioè l’incidenza del valore delle transazioni fraudolente sul valore totale delle operazioni di pagamento – è dello 0,002% per i bonifici nel loro complesso, dello 0,017% per le operazioni con carte e dello 0,021% per quelle con moneta elettronica.

    Tra i bonifici, quelli istantanei continuano a mostrare tassi di frode superiori (0,057%) rispetto ai bonifici ordinari (0,0015%). I tassi di frode sono superiori per le operazioni transfrontaliere rispetto a quelle domestiche. Le operazioni a distanza sono più esposte ai casi di frode, rispetto ai pagamenti al punto vendita fisico (Pos); il divario si è ridotto nel 2024 per la flessione delle frodi negli acquisti online.

    Le transazioni con autenticazione forte del cliente (Sca – Strong customer authentication) e con presidi alternativi previsti dalla normativa (cd. esenzioni Sca) mostrano livelli di rischio contenuti. La frode cd. “da manipolazione del pagatore” è diffusa soprattutto nei bonifici ma è in crescita anche nelle operazioni con carta. È molto insidiosa perché sfrutta informazioni sul cliente raccolte con tecniche di ingegneria sociale e lo induce a disporre volontariamente un pagamento verso un beneficiario fraudolento.

    Questo tipo di frode non consente l’attivazione automatica dei meccanismi di rimborso previsti dalla normativa, rendendo più difficile per l’utente il recupero delle somme. Grazie ai presidi di sicurezza rafforzati (Sca), le frodi attuate a seguito di smarrimento, contraffazione, furto della carta e dei dati associati, sono diminuiti del 7% su base annua. Nel secondo semestre del 2024, la quota di perdite da frode a carico dell’utente è del 71% per i bonifici e del 68% per i prelievi da Atm.

    Per le carte di pagamento e la moneta elettronica, invece, risulta più elevato l’onere a carico del prestatore di servizi di pagamento e di altri intermediari finanziari (rispettivamente 60 per cento e 58 per cento). Dal 9 ottobre 2025, diventerà obbligatorio per i prestatori di servizi di pagamento effettuare la verifica in tempo reale sull’Iban e sui dati del beneficiario del bonifico (istantaneo e tradizionale), che dovranno segnalare eventuali discrepanze prima dell’autorizzazione del pagamento.

  • Amazon punta sugli acquisti di seconda mano

    Amazon lancia i Second Chance Deal Days, offrendo ai clienti maggiori sconti su articoli di alta qualità resi e ricondizionati, con l’obiettivo di contribuire a prolungare la vita dei prodotti ed evitare gli sprechi.  Amazon offre prodotti resi e ricondizionati di qualità in quasi tutte le categorie merceologiche, tra cui elettronica e informatica, videogiochi, casa e cucina, fitness e giocattoli, con oltre 35 milioni di prodotti di seconda mano disponibili in Italia.
    Più di due terzi degli europei acquistano oggi prodotti di seconda mano, spinti dal risparmio legato al crescente costo della vita (34%), dalle preoccupazioni per l’ambiente (30%) e dalla comodità del servizio (29%). Amazon ispeziona ogni prodotto restituito e, se soddisfa gli alti requisiti di qualità, viene testato, igienizzato e, nel caso sia necessario, riparato, quindi rimesso in vendita con prezzo scontato. Amazon lo scorso anno ha permesso ai propri clienti in Italia di risparmiare complessivamente oltre 35 milioni di euro grazie agli acquisti di prodotti di seconda mano.

    Durante i Second Chance Deal Days, i clienti possono scoprire prodotti usati e ricondizionati di qualità con sconti fino al 50%, verificando direttamente sulla pagina del prodotto online se l’articolo è nuovo o usato.
    Gli acquisti di seconda mano mantengono in uso i prodotti e riducono l’impiego di risorse naturali per la produzione di nuovi articoli. Una ricerca commissionata da Amazon mostra che, in Italia, le principali preoccupazioni quando si tratta di acquistare prodotti di seconda mano sono legate alle condizioni del prodotto (36%) e alle garanzie e politiche di reso (32%).
    “Abbiamo riscontrato che quando i clienti sperimentano il valore e la qualità degli articoli di seconda mano diventano acquirenti consapevoli e abituali di questi prodotti, contribuendo a prolungarne il ciclo di vita e ottenendo al contempo un risparmio economico”, afferma Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon Italia. “Abbiamo team dedicati che ispezionano ogni prodotto restituito. I clienti possono essere certi che ogni articolo usato che acquistano soddisfa i nostri rigorosi standard di qualità e viene venduto con la garanzia del servizio clienti di Amazon”. La priorità di Amazon è aiutare i clienti a trovare il prodotto giusto al primo tentativo, incrementando la loro soddisfazione e riducendo così i resi. Amazon aiuta i clienti a prendere decisioni di acquisto più informate grazie a informazioni dettagliate sui prodotti, foto e video e recensioni. Per alcuni articoli di moda Amazon mette a disposizione grafici con informazioni sulla vestibilità e sulle taglie elaborati dall’intelligenza artificiale, mentre per prodotti per la casa le funzioni di realtà aumentata consentono ai clienti di visualizzare i prodotti all’interno dello spazio in cui si trovano. Se un prodotto viene acquistato e poi restituito, la priorità è mantenerlo in uso.
    “Il nostro approccio è semplice”, afferma Sam Littlejohn, responsabile dei Resi e delle Riparazioni di Amazon Europa. “Se un prodotto può avere uno scopo utile, desideriamo che venga riutilizzato. È un bene per i nostri clienti, per Amazon e per il pianeta”. Amazon rivende articoli usati, restituiti e ricondizionati attraverso due programmi principali, entrambi supportati dal servizio clienti e dalle politiche di reso Amazon.

    Amazon Seconda Mano offre prodotti usati e a scatola aperta a prezzi scontati. Questi articoli vengono sottoposti a un’accurata ispezione prima della rivendita e sono accompagnati da descrizioni come “Come nuovo”, “Molto buono”, ‘Buono’ o “Accettabile”, affinché i clienti possano prendere una decisione d’acquisto informata. I prezzi riflettono le condizioni di ciascun articolo.

    Amazon Renewed offre prodotti ricondizionati venduti da partner di vendita qualificati di Amazon. Ogni prodotto è sottoposto a ispezione, test e pulizia professionale prima di essere offerto a prezzi competitivi.

  • Protezione dei minori online: la Commissione pubblica un progetto di orientamenti nel quadro del regolamento sui servizi digitali

    La Commissione ha avviato una consultazione pubblica su un progetto di orientamenti per la protezione dei minori online nel quadro del regolamento sui servizi digitali. In questo modo la Commissione mira a rendere più sicuro l’ambiente online sostenendo le piattaforme accessibili ai minori affinché garantiscano loro un elevato livello di tutela della vita privata, sicurezza e protezione.

    Il progetto di orientamenti riguarda un’ampia gamma di misure, quali la verifica dell’età degli utenti, il miglioramento del modo in cui i contenuti vengono raccomandati agli utenti per ridurre il rischio che i minori siano esposti a contenuti dannosi, l’impostazione predefinita degli account dei minori come privati, le migliori pratiche per la moderazione dei contenuti sicuri per i minori, i canali di segnalazione e l’assistenza a misura di minore, nonché orientamenti sulla governance interna delle piattaforme.

    Le parti interessate, compresi i giovani ambasciatori per un’internet migliore per i ragazzi (BIK+), sono state ampiamente consultate e hanno contribuito all’elaborazione del progetto di orientamenti.

    Le misure delineate negli orientamenti verranno applicate alle piattaforme online di tutte le dimensioni utilizzate dai minori – a eccezione delle micro e piccole imprese – comprese le piattaforme online di dimensioni molto grandi con oltre 45 milioni di utenti mensili nell’UE.

    Il pubblico può presentare osservazioni sul progetto di orientamenti fino al 10 giugno 2025. La Commissione chiede il contributo di tutte le parti interessate, compresi i minori, i genitori e i tutori, le autorità nazionali, i fornitori di piattaforme online e gli esperti.

    La Commissione prevede di adottare gli orientamenti prima dell’estate 2025, segnando una tappa importante nell’impegno dell’UE a rendere l’ambiente digitale più sicuro per i minori.

  • Promesse di soldi facili o di fidanzamento? Attenti al più buthcering

    Una donna madre di due figli ha perso 200mila euro dopo aver abboccato a una truffa sul web: una finta voce identica a quella di Chiara Ferragni l’ha indotta a investire in criptovalute e lei ha consentito agli interlocutori che aveva chiamato fidandosi del falso messaggio ricevuto ad accedere al suo computer e, da lì, ai suoi risparmi.

    Si chiama pig butchering, letteralmente “macellazione del maiale”, ed è forse il più grande business criminale sconosciuto al pubblico. Secondo alcune stime, vale 500 miliardi di dollari l’anno, cioè quanto il traffico degli stupefacenti. «In Italia abbiamo trovato batterie di call center dedicate a questa truffa, in Veneto e Lombardia, ma chiamano anche dall’Albania», spiega Ivano Gabrielli, direttore del Servizio polizia postale e delle comunicazioni. «Sono persone collegate alla piccola criminalità nostrana, di solito, ma abbiamo anche rilevato legami con camorra e mafia albanese. Più di rado, sono ivoriani e nigeriani. Nei call center usano script, come quelli del telemarketing, con le cose da dire, le tecniche psicologiche da usare».

    La macellazione continua fino all’ultimo pezzo del “maiale”: questa è la terminologia usata dagli stessi criminali. Quando il “maiale” è un uomo, capita che a contattarlo, normalmente tramite app di dating e da lì poi via whatsapp, siano donne (perlopiù asiatiche) che simulano un flirt e intanto invitano a investire in cripto.

    Il termine internazionale pig butchering è una traduzione dal cinese. La truffa è nata in Cina e colpiva solo in patria, a opera delle triadi (la loro criminalità organizzata), ma dieci anni fa il Partito comunista l’ha affrontata con una guerra senza confini. Ha arrestato centinaia di migliaia di persone e fatto pressioni sui governi di Cambogia e Myanmar. In quei due Paesi ci sono le batterie di call center più potenti al mondo, addirittura con piccole cittadine nate allo scopo, come emerge anche da un’inchiesta globale del giornale inglese The Economist. Il Partito comunista cinese ha persino mobilitato il proprio enorme apparato di propaganda, producendo film, spettacoli televisivi e canzoni per mettere i cittadini in guardia. Anche per questo i criminali sono stati spinti a colpire gli occidentali. Soprattutto negli Usa, dove hanno sottratto 12,5 miliardi di dollari nel 2023 (in crescita del 22%). «In Italia siamo sui 200 milioni di euro», dice Gabrielli. Tra le vittime più importanti, il direttore di una banca del Kansas, Shan Hanes, spinto a dare fondo alle proprie sostanze (un milione di dollari), a rubare 47 milioni dalla banca e 40mila dollari dalla chiesa locale dov’era un pastore part time. Hanes, manager cinquantenne stimato dalla propria comunità, ad agosto è stato condannato a 24 anni.

    The Economist ha appurato che i truffatori riciclano il denaro in attività lecite come la pubblicità del gioco d’azzardo o palazzi nel quartiere della moda di grandi città europee. Quelli cinesi collaborano anche con il narcotraffico sudamericano. Prima di incassare i soldi rubati, li fanno passare da vari conti, normali o di criptovalute, tramite prestanomi contattati con la promessa di guadagni facili.

  • Chinese fashion giant Shein re-enters India five years after ban

    Chinese fast fashion app Shein has relaunched in India five years after it was banned by Delhi, under a deal with Indian firm Reliance Retail.

    An official from Reliance Retail, who did not wish to be named, told the BBC the firm has entered a long-term licensing deal with the parent company to sell products manufactured and sourced in India on the platform. The group has not yet made an official announcement.

    Shein’s re-entry to the Indian market comes with strict terms, which include saving all data within the country, India’s Commerce Minister Piyush Goyal said in December.

    In 2020 India banned Shein and dozens of other Chinese apps including TikTok.

    It said this was in response to data security concerns and it followed a spike in tensions with China after clashes between the two countries’ armies in a disputed Himalayan border area.

    The app was launched in India on Friday night and has so far been downloaded by more than 10,000 people. It is offering fashionwear for as little as 199 rupees ($2.30; £1.90).

    Shein is currently delivering to consumers only in the cities of Delhi, Mumbai and Bengaluru, but will soon offer services across India, according to a notification on the app.

    Over the last decade, Shein has gone from a little-known brand among older shoppers to one of the biggest fast fashion retailers globally. Today, it ships to customers in 150 countries across the world.

    Before the ban it became a big hit in India as it gave people a variety of options to buy trendy designs at an affordable price. The ban initially left a vacuum in the Indian market which was later filled by many local players.

    Experts say that with Shein India, Reliance Retail – owned by Indian billionaire Mukesh Ambani – is diversifying from its existing strategy of selling international brands through its flagship Ajio online retailer.

    The revival comes with strict conditions that give Reliance Retail full control over its operations and data while Shein will be a technological partner, Goyal told the Indian parliament in December.

    All customer and application data will be stored in India and Shein will not have any access rights, he said.

    Goyal also clarified that the app was banned in India, not the “sale of Shein-branded products”.

    Shein will use India as a “supply source for its global operations” and will help Reliance Retail in “building the network” and training Indian garment manufacturers, as it aims to promote export of textile and garments from India, an official from Reliance Retail said.

    Shein’s comeback under the deal with Reliance Retail is a rare exception to India’s ban on more than 200 Chinese apps over the last five years.

    At the time, Indian officials said the ban followed many complaints against the apps for “stealing and surreptitiously transmitting users’ data in an unauthorised manner”.

    ByteDance’s TikTok and popular combat and survival game PlayerUnknown’s Battleground (PUBG) were also banned.

    However PubG was later rebranded and launched for the Indian market under the name Battlegrounds Mobile India (BGMI), which is held by Krafton India.

  • La Commissione adotta misure per affrontare i rischi derivanti dalle importazioni di basso valore vendute tramite rivenditori online di paesi terzi

    Tali azioni fanno parte della comunicazione sul commercio elettronico “Un pacchetto completo di strumenti dell’UE per un commercio elettronico sicuro e sostenibile”, che la Commissione propone incoraggindo azioni, tra l’altro, nei settori delle dogane e del commercio, quali l’avvio di controlli doganali, la protezione dei consumatori e le leggi sui servizi digitali e sui mercati digitali.

    L’anno scorso, circa 4,6 miliardi di spedizioni di basso valore, vale a dire merci con un valore non superiore a 150 EUR, sono entrate nel mercato dell’UE per un totale di 12 milioni di pacchi al giorno. Si tratta del doppio rispetto al 2023 e del triplo rispetto al 2022 e molte di queste merci sono risultate non conformi alla legislazione europea. Questa crescita esponenziale sta sollevando numerose preoccupazioni. Principalmente, ci sono sempre più prodotti nocivi che entrano nell’UE. Inoltre, i venditori europei, che rispettano i nostri elevati standard di prodotto, rischiano di essere danneggiati da pratiche sleali e dalla vendita di merci contraffatte attraverso i mercati online. Infine, il gran numero di pacchi spediti e trasportati ha un’impronta ambientale e climatica negativa.
    In Europa, i consumatori dovrebbero sfruttare appieno il potenziale del commercio elettronico e avere accesso a prodotti online convenienti, economici, sicuri e di alta qualità. Allo stesso modo, le imprese europee dovrebbero beneficiare di condizioni di parità nel mercato unico.
    Nella comunicazione la Commissione illustra tutti gli strumenti di cui l’UE dispone già e mette in evidenza le iniziative attualmente discusse dai colegislatori. Propone inoltre nuove azioni congiunte per affrontare le preoccupazioni derivanti dall’aumento di prodotti non sicuri, contraffatti e altrimenti non conformi o illeciti che entrano nel mercato:

    Riforma doganale, compresa la richiesta ai colegislatori di adottare rapidamente il pacchetto di riforma dell’unione doganale proposto, consentendo la rapida attuazione di nuove norme per garantire condizioni di parità nel settore del commercio elettronico. Tali misure comprendono la soppressione dell’esenzione dai dazi per le parcelle di valore inferiore a 150 EUR e il rafforzamento delle capacità di controllo, quali una migliore condivisione dei dati e una migliore valutazione dei rischi.

    Misure mirate per le merci importate, compreso l’avvio di controlli coordinati tra le autorità doganali e le autorità di vigilanza del mercato, nonché azioni coordinate in materia di sicurezza dei prodotti, come la prima indagine a tappeto sulla sicurezza dei prodotti. Ciò dovrebbe portare all’eliminazione dal mercato delle merci non conformi e contribuire alla raccolta di prove per alimentare l’analisi dei rischi e le azioni complementari. I futuri controlli saranno intensificati per taluni operatori, merci o flussi commerciali, su base continuativa, alla luce dell’analisi dei rischi.

    Proteggere i consumatori sui mercati online, evidenziando le pratiche di commercio elettronico come una chiara priorità nell’applicazione della legge sui servizi digitali, nonché strumenti come la legge sui mercati digitali e quelli che si applicano a tutti gli operatori commerciali: il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti, il regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori e la rete per la tutela dei consumatori.

    Utilizzo di strumenti digitali, che possono contribuire a facilitare la supervisione del panorama del commercio elettronico attraverso il passaporto digitale dei prodotti e nuovi strumenti di IA per l’individuazione di prodotti potenzialmente non conformi.

    Protezione dell’ambiente, compresa l’adozione del primo piano d’azione sul regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili e la richiesta di una rapida adozione della modifica mirata della direttiva quadro sui rifiuti.

    Responsabilizzare i consumatori e i professionisti attraverso campagne di sensibilizzazione sui diritti dei consumatori, i rischi e i meccanismi di ricorso.

    Cooperazione internazionale e commercio, compresa l’organizzazione di attività di formazione sulle norme dell’UE in materia di sicurezza dei prodotti e la valutazione di eventuali elementi di prova relativi al dumping e alle sovvenzioni.

    La Commissione invita gli Stati membri a riunirsi per svolgere un ruolo forte come Team Europa al fine di migliorare l’efficacia delle azioni intraprese dalle autorità nazionali e dalla Commissione.

    Anche la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC) delle autorità nazionali per la tutela dei consumatori e la Commissione hanno informato Shein dell’avvio di un’azione coordinata.
    Entro un anno la Commissione valuterà l’effetto delle azioni annunciate e pubblicherà una relazione sui risultati dei controlli rafforzati.
    Se i quadri e le attività di applicazione esistenti non saranno sufficienti e adeguati saranno prese in considerazione ulteriori azioni e proposte per rafforzare l’attuazione e l’applicazione delle norme dell’UE.

  • Come difendersi da truffe on line e malfattori

    Continuano, anzi si intensificano, le truffe, sia fatte di persona che via internet o per telefono, che colpiscono in special modo le persone più anziane più facilmente portate a credere alla buona fede dei loro interlocutori e meno esperte nell’uso dei sistemi informatici.

    Arrivano mail così ben congegnate dai truffatori, che, ad un occhio meno esperto ed attento, possono sembrare effettivamente inviate da banche, società telefoniche o assicurative, supermercati esistenti. Bisogna perciò verificare molto attentamente prima di rispondere e, in ogni caso, non rispondere mai fornendo dati personali, è buona norma non rispondere a mail che non si capisce per quale motivo ci siano state inviate, soprattutto non bisogna credere a quelle che dicono di inviare i propri dati per poter riscuotere un credito di una bolletta o di una vincita di un concorso a premi o che prospettano affari ed investimenti chiedendo di inviare denaro.

    Carabinieri e polizia fanno circolare pubblicazioni con suggerimenti da seguire quali:

    1 – non fidarsi di una persona che per strada cerca di ottenere la nostra fiducia dandoci la mano, abbracciandoci e sostenendo di essere un nostro vecchio conoscente che al momento non ricordiamo;

    2 – non aprire mai la porta a persone che non si conoscono, non fidarsi neppure di tesserini esibiti davanti allo spioncino o al videocitofono: spesso i tesserini sono falsificati da individui che si fingono dipendenti di società di gestione dei servizi (luce, acqua, gas) o anche delle Forze dell’Ordine;

    3 – non dare retta a telefonate che offrono affari o che sostengono che una persona, parente o amica, ha necessità urgente di soldi per superare un problema di salute o di un incidente. Anche In questi casi bisogna subito avvertire il 112;

    4 – non dare mai la propria password, dati bancari o altri dati sensibili a qualcuno su internet, sui social non vanno date notizie personali.

    Per quanto sia ormai costume di molti annunciare via social che si va in vacanza o ci si assenta da casa per partecipare a qualche evento è buona norma, se proprio si vogliono rendere pubbliche attività personali, farlo dopo che queste si sono concluse, altrimenti si rischia proprio di comunicare ai malfattori che in certi giorni e/o orari si è assenti da casa e perciò è più agevole perpetrare un furto.

    Per strada bisogna sempre essere molto attenti a chi ci circonda, i malfattori approfittano della distrazione, della fragilità fisica, sia per conquistare la fiducia delle proprie vittime che per strappare loro oggetti personali.

    Purtroppo siamo in una società che non consente distrazioni o debolezze, chi ha un familiare che lo può assistere o consigliare si affidi a lui per farsi aiutare, chi invece è solo abbia fiducia nelle Forze dell’Ordine che però vanno avvertite ogni volta che c’è un sospetto o un incertezza perché chiamarle dopo che l’evento si è verificato è utile per altri ma non per chi ha subito il danno.

  • L’UE chiede a piattaforme e motori di ricerca online di grandi dimensioni le prime relazioni di revisione e di valutazione dei rischi

    I fornitori dei primi 19 motori di ricerca online di dimensioni molto grandi (VLOSE) e piattaforme online di dimensioni molto grandi (VLOP) designati nell’aprile 2023 devono pubblicare per la prima volta le loro relazioni annuali di valutazione dei rischi e di revisione, a norma del regolamento sui servizi digitali.

    Tali relazioni devono includere le valutazioni effettuate dai fornitori di piattaforme e motori di ricerca online di dimensioni molto grandi per individuare e analizzare i rischi derivanti dai loro servizi, quali la diffusione di contenuti illegali, la disinformazione o la protezione dei minori. Tali relazioni illustrano inoltre le misure messe in atto da piattaforme e motori di ricerca per attenuare i rischi individuati.

    La Commissione organizzerà inoltre seminari in cui i fornitori di tali servizi designati saranno invitati a presentare le valutazioni dei rischi pubblicate ai coordinatori nazionali dei servizi digitali, alle organizzazioni della società civile e ad altre parti interessate. Tali seminari dovrebbero svolgersi all’inizio del 2025.

Pulsante per tornare all'inizio