passeggeri

  • Non solo Bab el-Mandeb, gli Houthi bloccano anche l’aeroporto di Ryad

    L’escalation tra Arabia Saudita e il gruppo sciita yemenita Ansar Allah (Houthi) si è intensificata fino a coinvolgere i cieli di alcune città saudite fra cui la capitale Riad, il cui aeroporto – King Khalid – è stato ripetutamente preso di mira. L’emergenza è tale che, secondo quanto riferisce il quotidiano statunitense “Wall Street Journal” citando fonti informate, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman si sta spostando in edifici fortemente sorvegliati e dotati di bunker, accompagnato da una squadra di sicurezza selezionata personalmente.

    Secondo il giornale, l’ultima apparizione pubblica del 41enne erede al trono risale a martedì 6 ottobre, quando ha partecipato a una campagna nazionale di donazione del sangue. Il “Wall Street Journal” riferisce che le autorità saudite stanno affrontando una crescente carenza di missili intercettori e sono costrette a riposizionare le batterie antiaeree per proteggere le infrastrutture energetiche strategiche e le residenze della famiglia reale.

    Nell’ultimo attacco all’aeroporto internazionale di Riad avvenuto domenica 11 ottobre una persona è stata uccisa e 11 sono state ferite, portando a 14 il numero totale di morti nel fine settimana. L’azione è arrivata dopo che i media Houthi avevano riferito di un attacco aereo sull’aeroporto di Sana’a, capitale dello Yemen controllata dal gruppo. Inoltre, nelle scorse ore, le difese aeree saudite hanno riferito di aver intercettato un missile balistico lanciato verso la città di Khamis Mushayt. Dopo l’attacco a Riad, la compagnia Gulf Air ha cancellato i voli verso la capitale saudita fino al 17 ottobre e le operazioni nell’aeroporto King Khalid sono state sospese per permettere ispezioni di sicurezza. Quello di domenica, in cui è stato ucciso un cittadino pachistano e 11 sono stati feriti, è il quarto attacco contro l’aeroporto di Riad in cinque giorni. In totale, il bilancio dei feriti nel fine settimana è di circa 300. Il portavoce della coalizione saudita in Yemen, Turki al Maliki, ha annunciato anche l’intercettazione di un missile balistico e la Protezione civile ha emesso un’allerta per la città di Abha, nella regione sud-occidentale di Asir. In precedenza, gli Houthi avevano rivendicato un attacco all’aeroporto internazionale King Fahd a Damman (nella Provincia Orientale) e contro due strutture della compagnia energetica Saudi Aramco. Altre aree prese di mira sono state Jazan e Najran, al confine con lo Yemen.

    Dopo l’escalation del fine settimana sugli aeroporti, si è alzata l’allerta anche a livello internazionale, con vari Paesi che hanno invitato i propri connazionali a evitare scali o voli su Riad e sull’Arabia Saudita. Il governo britannico ha consigliato ai propri cittadini di non viaggiare in parti del Paese come Gedda e Dammam, e di evitare tutti gli aeroporti tranne quello di Medina. Il Foreign Office britannico ha anche sconsigliato di viaggiare al confine con lo Yemen. Il dipartimento di Stato Usa ha esortato i propri cittadini a prestare “estrema cautela” negli spostamenti negli aeroporti in Arabia Saudita. “Si prega di prestare estrema cautela quando si utilizzano tutti i principali aeroporti dell’Arabia Saudita. I cittadini statunitensi dovrebbero essere consapevoli di possibili cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e interruzioni nei viaggi”, si legge in una nota della missione diplomatica Usa nel Regno.

    Anche la Farnesina ha emesso un avvertimento simile, raccomandando già sabato 10 ai connazionali di evitare spostamenti non essenziali verso la zona dell’aeroporto di Riad, nonché l’utilizzo dello scalo per gli arrivi e le partenze. Invitando i connazionali a visitare il sito “Viaggiare Sicuri”, la Farnesina ha sottolineato che è possibile contattare l’ambasciata d’Italia a Riad o l’Unità di crisi per assistenza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso “piena solidarietà” all’Arabia Saudita e al suo popolo, condannando gli attacchi lanciati contro le infrastrutture civili. Secondo i dati della società specializzata Cirium, nel pomeriggio di oggi risultava cancellato il 46,4 per cento dei voli programmati nell’intera Arabia Saudita, mentre nello scalo di Riad le cancellazioni hanno raggiunto circa l’82 per cento.

    Parallelamente, aumentano le preoccupazioni per l’impatto dell’escalation militare su produzione ed esportazione di energia dell’Arabia Saudita, proprio mentre si apre a Riad il 25mo congresso dell’energia del World Petroleum Council. Nel suo discorso inaugurale, il ministro dell’Energia saudita, Abdulaziz bin Salman,,ha affermato che la sicurezza energetica a livello globale non va data per scontata, perché nell’attuale contesto “non è garantita”. Allo stesso modo, il ministro ha evidenziato la “resilienza” saudita di fronte ad attacchi che “hanno messo a dura prova” infrastrutture e popolazione e assicurato che Riad manterrà gli impegni energetici nei confronti dei propri clienti. L’amministratore delegato della compagnia energetica nazionale Saudi Aramco, Amin Nasser, ha però precisato che la “pressione è grave” e resterà tale finché lo Stretto di Hormuz non sarà completamente aperto. Nasser ha aggiunto che le scorte commerciali offshore sono attualmente “ben al di sotto” ai sei miliardi di barili, aggiungendo che potrebbero essere necessari fino a due anni per riempire le scorte soddisfacendo la domanda. È in questo contesto che l’Opec ha tagliato a 400 mila barili al giorno la domanda di petrolio per il 2026, riducendo la stima precedente di 1,4 milioni di barili. L’escalation rischia inoltre di compromettere il programma di diversificazione economica Vision 2030, promosso da bin Salman per ridurre la dipendenza saudita dal petrolio, mettendo sotto pressione investimenti, turismo e grandi progetti infrastrutturali.

    Proseguono i contatti diplomatici di Riad per cercare sostegno fra alleati, ma anche da parte dell’Iran. Il ministro degli esteri saudita Faisal bin Farhan ha sentito l’omologo iraniano Abbas Araghchi per esaminare le possibilità di una de-escalation. Araghchi ha affermato che Teheran è pronta a facilitare il dialogo tra Arabia Saudita e Yemen “per avviare il dialogo” e contribuire a raggiungere “una soluzione politica”. Oggi, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato in una conferenza stampa: “Siamo profondamente preoccupati per gli sviluppi nella Penisola Arabica”, ribadendo la disponibilità di Teheran a “facilitare il dialogo tra le due parti” coinvolte nel conflitto. “Non vogliamo assolutamente la continuazione delle ostilità e della guerra tra due paesi islamici,” ha detto Baghaei, invitando le due parti ad affrontare la situazione “attraverso dialogo e comunicazione”. Bin Farhan, nel corso del fine settimana, aveva poi ricevuto solidarietà anche da Bahrein, Oman, Regno Unito e Unione europea. Anche diverse organizzazioni come la Lega araba e

    Intanto in Yemen proseguono gli scontri tra le varie formazioni lealiste, sostenute da Riad, e gli Houthi. Secondo l’emittente panaraba qatariota “Al Jazeera”, le brigate dei Giganti del Sud e altri gruppi del Consiglio di transizione meridionale hanno lanciato un’offensiva contro postazioni Houthi nei pressi dello Stretto di bab el Mandeb. Secondo quanto riferito, le forze lealiste hanno bloccato la strada principale che collega la città portuale di Mokha, sul Mar Rosso (conquistata dagli Houthi nel corso del conflitto) con Bab el Mandeb. In totale, le forze governative hanno riferito di aver condotto oltre 1.700 attacchi contro obiettivi Houthi e di aver ucciso 900 miliziani.

  • Il volo cancellato dalla compagnia aerea dà sempre diritto al rimborso del biglietto (o a un volo alternativo)

    Sì al rimborso del biglietto aereo se il volo viene cancellato per mancanza di jet fuel e sì anche ove la cancellazione del volo sia dovuta al prezzo elevato del carburante.

    Il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha voluto spiegare cosa prevede la legislazione comunitaria chiarendo che in Europa esistono diritti di trasporto aereo a tutela dei viaggiatori e che le protezioni previste vengono applicate a tutti i voli in partenza da aeroporto Ue, indipendentemente dal vettore, e ai voli in arrivo in un aeroporto europeo operato da un vettore Ue.

    In caso di cancellazione o ritardo significativo, i passeggeri hanno diritto a informazioni chiare, assistenza e cure, nonché alla possibilità di scegliere tra il rimborso o un volo alternativo verso la destinazione finale.

    In caso di volo cancellato, il viaggiatore ha diritto di scegliere tra rimborso o volo alternativo (non appena possibile o a una data successiva a scelta del viaggiatore) e di ricevere assistenza in aeroporto.

    Chi viaggia ha inoltre diritto ad un risarcimento, in aggiunta al rimborso del biglietto, se la compagnia aerea informa della cancellazione del volo entro 14 giorni dalla data di partenza. Non si ha invece diritto al risarcimento se si viene informati dalla compagnia aerea della cancellazione del volo prima di 14 giorni dalla data di partenza oppure se si viene informati tra 14 e 7 giorni prima della partenza e viene offerto un volo alternativo che consente di partire non oltre le 2 ore prima dell’orario previsto in origine, di raggiungere la destinazione finale meno di 4 ore dopo l’arrivo previsto in origine, così come non si ha diritto al risarcimento se si viene informati meno di 7 giorni prima della partenza e viene offerto un volo alternativo che consente di partire non oltre 1 ora prima dell’orario inizialmente previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di 2 ore dopo l’arrivo inizialmente previsto. Infine non si ha diritto al risarcimento se la compagnia può provare che la cancellazione dipende da circostanze eccezionali «che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso». Non sono considerate circostanze eccezionali: problemi tecnici, urto di una scaletta d’imbarco contro un aeromobile, scioperi del personale della compagnia aerea. Sono invece circostanze eccezionali condizioni meteo particolarmente avverse e lo sciopero esterno al vettore aereo.

    L’entità del risarcimento che va ad aggiungersi al rimborso del biglietto dipende dalla distanza coperta dal volo e dalla destinazione: 250 euro per tratte aeree intra-Ue fino a 1500 km e 400 euro per tratte intra-Ue di oltre 1500 km, 250 euro per tratte extra-Ue fino a 1500 km, 400 km per tratte extra-Ue tra i 1500 e i 3500 km, 600 euro per tratte extra-Ue di oltre 3500 km.

  • Gli spostamenti in treno valgono 3 miliardi per la Lombardia e le province ai suoi confini

    Il treno nel 2024 ha generato in Lombardia e in sette province limitrofe un valore di 3 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto al 2023. È quanto emerge dal “True Value”, modello sviluppato da KPMG che quantifica gli impatti sociali, ambientali, economici generati direttamente e indirettamente per persone, istituzioni, territorio dal sistema ferroviario regionale.

    Nel 2024 Trenord ha trasportato 201 milioni di passeggeri (+5,9% rispetto al 2023) su 740mila corse, evitando oltre 3,2 miliardi di km di viaggi in auto e 318mila tonnellate di emissioni di CO2. È l’equivalente di quanto prodotto da circa 68mila persone.

    Come rilevato dal “True Value”, che Trenord adotta dal 2019, nel 2024 il sistema treno lombardo ha generato impatti sociali per 2 miliardi di euro; è il 66% del valore complessivo.

    In questo calcolo, l’elemento più rilevante è costituito dalla capillarità dell’offerta di servizio per i passeggeri: più di 2.200 corse al giorno, divenute oltre 2.300 da dicembre, collegando 460 stazioni in Lombardia e in sette province limitrofe, per un totale nell’anno di oltre 740mila corse e 41,5 milioni di treni-km.

    A questo si aggiungono la riduzione del traffico sulle strade, la formazione erogata, i benefici derivati ai passeggeri da sconti e convenzioni dedicate, il valore generato nelle località turistiche, che cresce di pari passo con i flussi nel tempo libero, arrivati al +16% rispetto al 2023. Contribuiscono all’impatto sociale anche i risultati del collegamento aeroportuale Malpensa Express, scelto nel 2024 da 5,3 milioni di persone.

    Per la dimensione ambientale l’analisi considera sia gli impatti generati, sia quelli evitati; Trenord nel 2024 ha creato un valore per l’ambiente e la collettività di 42 milioni di euro. L’impresa ferroviaria lombarda ha evitato 318mila tonnellate di emissioni di CO2, pari a quelle prodotte in un anno da circa 68.000 persone.

    L’impegno dell’azienda per la sostenibilità si concretizza anche nel piano di rinnovo della flotta in corso: alla fine del 2024 erano 185 i nuovi treni in servizio, dei 214 che circoleranno entro il 2025. Convogli confortevoli, accessibili e che garantiscono una maggiore efficienza energetica.

    Nel 2024 è proseguito il progetto “Energy Meter”, che misura puntualmente i consumi elettrici dei convogli durante la corsa e la quota restituita alla rete in frenatura. I dati rilevati saranno la base di analisi e azioni per migliorare ulteriormente l’efficienza energetica, per esempio tramite istruzioni di “guida ecologica” per macchinisti e manovratori.

    Oltre a questo, l’azienda mette in pratica azioni per ridurre l’impatto di impianti di manutenzione e uffici. Nel corso del 2024 tutti i principali siti manutentivi sono stati riforniti al 100% da energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili; complessivamente i consumi energetici relativi agli asset sono rimasti stabili, a fronte di un aumento dell’attività manutentiva e del numero di corse effettuate.

    Nel corso dell’anno tutti gli asset sono stati interessati anche da installazione di luci a tecnologia LED, che hanno migliorato la resa e il comfort luminoso, oltre a ottenere un risparmio energetico del 60%. A Novate è inoltre attivo un impianto di recupero delle acque meteoriche utile al lavaggio e alla pulizia dei treni: nel 2024 l’acqua riciclata resa disponibile grazie a questo sistema è aumentata del 20% rispetto al 2023 e ha consentito di coprire il fabbisogno idrico per le attività di rimozione dei graffiti, cresciute del 20%.

    Complessivamente, gli impatti economici generati nel corso del 2024 hanno superato il totale di 1 miliardo di euro, in crescita rispetto ai 995 milioni del 2023.

    A contribuire a questo valore è anche la spesa generata grazie al reddito dei dipendenti, che nel 2024 hanno raggiunto le 4925 unità, in crescita del 4% rispetto alle 4720 unità del 2023. Nell’anno, Trenord ha assunto 371 persone, di cui 230 fra macchinisti e capitreno.

    Nel 2024 sono state erogate oltre 548mila ore di formazione totale, destinate sia al personale dipendente di Trenord, sia a personale esterno.

    Inoltre, nel corso dell’anno è stato avviato un corso di Empowerment Femminile rivolto a 50 lavoratrici, suddivise in gruppi di fasce d’età, con l’obiettivo di sostenerne la crescita personale, valorizzare il loro contributo nei team, potenziare l’autoefficacia, promuovere collaborazione e condivisione fra diverse aree.

  • Parigi di nuovo collegata a Milano dai treni Frecciarossa. E Atm prova a farsi strada sotto la Tour Eiffel

    Il Frecciarossa torna a varcare le Alpi e a raggiungere Parigi, riportando l’esperienza dell’Alta Velocità targata Trenitalia e Ferrovie dello Stato Italiane in Francia. Dopo uno stop durato 19 mesi a causa di una frana nella valle della Maurienne sul versante francese ad agosto 2023, il traffico tra il capoluogo lombardo e la Ville Lumière è ripreso l’1 aprile, con la prima corsa alle 6:25. Il viaggio, della durata di circa 7 ore, avrà fermate intermedie a Lione, Chambéry, Saint-Jean-de-Maurienne, Modane, Oulx e Torino. Per l’occasione, ad attendere il Frecciarossa ha presenziato l’amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio: “Oggi è una giornata importante. Riprende il servizio Milano-Parigi, un servizio di prestigio, un servizio che abbiamo atteso, con cui ripartiamo dopo una prima fase che ha avuto un grande successo. Guardiamo con grande fiducia a questa ripartenza e siamo sicuri che sarà un servizio di grande qualità e di grande successo”, ha dichiarato l’ad. “Abbiamo avuto tante aspettative durante la fase di stop. Siamo fiduciosi di ripartire con la stessa energia. Offriamo più di 1.800 posti al giorno. Abbiamo dei coefficienti di riempimento importanti. Il servizio ha grande successo e confidiamo di fare molto bene”, ha aggiunto Strisciuglio. Saranno quattro le corse giornaliere: due partenze da Milano, alle 6:25 e alle 15:53, e due da Parigi, alle 7:30 e alle 15:20, con 1.840 posti complessivi offerti ogni giorno.

    Per Strisciuglio, “il Frecciarossa Milano-Parigi segna una ripartenza importante per Trenitalia e per il Gruppo Fs”, ha puntualizzato l’ad, ricordando che si tratta di un “collegamento che va oltre i confini italiani e che rappresenta un’opportunità per i passeggeri di poter pianificare il proprio viaggio in treno verso la Francia non solo da Milano e Torino, ma anche dalle altre località italiane servite da Trenitalia”. Sono infatti oltre tre milioni i passeggeri trasportati da Trenitalia France da dicembre 2021 ad oggi. Un successo accompagnato da alti tassi di soddisfazione dei passeggeri (98 per cento), con il 97 per cento pronto a ripetere l’esperienza e a raccomandare Trenitalia ai propri conoscenti. Ma c’è di più: a partire dal 15 giugno 2025, al Milano – Parigi si aggiungerà il collegamento in Frecciarossa tra Parigi e Marsiglia, con quattro corse giornaliere. Il viaggio, della durata di 3 ore e 20 minuti, collegherà la capitale francese, con partenza da Parigi-Gare-de-Lyon, alla stazione Saint-Charles di Marsiglia. Le fermate intermedie sono Lione Saint-Exupéry, Avignone, Aix-en-Provence e Marsiglia Saint-Charles. Questa frequenza giornaliera rafforzerà la mobilità sostenibile tra il Nord e il Sud della Francia, offrendo una soluzione rapida e confortevole, la cui attrattiva è in crescita per le persone che si spostano per motivi di lavoro, svago e turismo.

    Il gruppo Ferrovie dello Stato “è molto concentrato sulla crescita internazionale del trasporto passeggeri, proprio sulla base dell’esperienza fatta nel nostro Paese e sulla base delle esperienze già fatte in alcuni mercati europei”, ha sottolineato infine l’ad, spiegando di guardare “con fiducia alla rete Alta Velocità in Europa, ad un servizio che da metropolitana d’Italia può diventare metropolitana d’Europa. Siamo sicuri di poterlo affrontare con grande competenza”. La “competizione – ha poi assicurato Strisciuglio – fa bene al mercato. Il mercato ferroviario in Italia è sempre stato all’avanguardia dal punto di vista della competizione, ma noi affrontiamo la competizione, che di per sé è sempre positiva, con grande fiducia”.

    A fine marzo intanto Atm, società che gestisce il trasporto pubblico a Milano e in altri comuni lombardi, è stata scelta insieme ad altri operatori come candidata per la gestione di un lotto che include 18 linee di autobus nella periferia di Parigi. Lo riferisce l’emittente televisiva “BfmTv”, spiegando che il 10 aprile si riunirà il Consiglio di Ile-de-France Mobilités, società che gestisce il trasporto pubblico della regione, per decidere le attribuzioni definitive del lotto.

    “È una prima vittoria per questa impresa pubblica italiana fondata nel 1931, che prova a penetrare nel mercato francese da diversi anni”, spiega “BfmTv”. Atm si era candidata anche per la gestione della futura linea 18 della metropolitana di Parigi, che però è stata affidata a Keolis.

  • Aumentano i passeggeri sui voli nella Ue

    Nel 2023 sono aumentati i passeggeri aerei. Secondo i dati pubblicati da Eurostat, il numero totale di passeggeri che hanno scelto di spostarsi volando nell’Ue è stato di 973 milioni, con un aumento del 19,3% rispetto al 2022 (816 milioni).

    I dati mostrano che nel 2023 tutti i Paesi dell’UE hanno registrato un aumento del numero di passeggeri trasportati rispetto al 2022. Per passeggeri trasportati si intendono i passeggeri di un determinato volo contati una sola volta e non ripetutamente per ogni singola tappa di quel volo. Sono esclusi i passeggeri in transito diretto.

    Malta (+33,3%), Slovenia (+30,9%) e Repubblica Ceca (+29,4%) hanno registrato gli aumenti maggiori, mentre quelli minori sono stati registrati in Estonia (+7,9%), Grecia (+9,6%) e Lituania (+12,3%).

    Il trasporto aereo totale di merci e posta nell’UE è tuttavia diminuito del 5,2% nel 2023 rispetto al 2022. I trasporti nazionali, intra ed extra UE hanno registrato tutti un calo, rispettivamente del -4,1%, -5,0% e -5,3%.

    A livello nazionale, il calo è stato registrato in Slovacchia (-38,6%), seguita da Estonia (-22,6%) e Lussemburgo (-18,0%), mentre l’aumento maggiore è stato registrato in Spagna (+17,9), Malta (+17,6%) e Finlandia (+9,0%).

    Nel 2023, i primi cinque aeroporti dell’UE sono rimasti invariati rispetto al 2022, ma tutti hanno registrato un aumento significativo. Parigi/Charles de Gaulle ha registrato 67,4 milioni di passeggeri trasportati (+17,3%), Amsterdam/Schiphol 61,9 milioni di passeggeri (+17,9%), Madrid/Barajas 60,1 milioni (+20,4%), Francoforte/Main 59,3 milioni (+21,5%) e Barcellona/El Prat 49,8 milioni (+20,6%).

    Roma/Fiumicino si è piazzato al 6° posto con 40,3 milioni di passeggeri trasportati, ma ha registrato l’aumento più elevato tra i primi 10 aeroporti (+38,2%). Parigi-Orly è sceso dall’8° al 10° posto, registrando l’aumento percentuale più basso del numero di passeggeri trasportati nel 2023 rispetto al 2022 (+10,6%).

  • La Commissione pubblica nuovi orientamenti per fare maggiore chiarezza sui diritti dei passeggeri aerei

    La Commissione europea ha pubblicato orientamenti interpretativi aggiornati sui diritti dei passeggeri aerei. Tali orientamenti mirano ad accrescere il rispetto e a promuovere un’applicazione coerente della normativa da parte delle autorità nazionali. Dal 2016 la Commissione fornisce orientamenti per rispondere alle preoccupazioni comuni sollevate dagli organismi nazionali di controllo, dai passeggeri e dalle relative associazioni e dai rappresentanti del settore. L’aggiornamento tiene conto tra l’altro delle sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia dal 2016 a oggi, chiarendo alcune disposizioni. Sono stati inoltre pubblicati orientamenti riveduti sui diritti dei passeggeri con disabilità e a mobilità ridotta durante i viaggi aerei.

    Sebbene i diritti dei passeggeri siano definiti a livello dell’UE, la loro applicazione spetta ai fornitori di servizi di trasporto e la loro attuazione è responsabilità degli organismi nazionali. Le discrepanze tra le prassi nazionali possono generare confusione nei passeggeri, in particolare per quanto riguarda i viaggi transfrontalieri. Trovare un’assistenza adeguata può essere difficile.

    Una nuova indagine Eurobarometro rivela che molti europei si sentono ancora male informati sui diritti dei passeggeri anche se, rispetto a cinque anni fa, la loro consapevolezza è aumentata.

  • Nel 2023 quasi 200 milioni di passeggeri negli aeroporti italiani

    Con oltre 197 milioni di passeggeri, il 20% in più del 2022, sono stati superati i dati di traffico rispetto al periodo pre-Covid con +2% nel 2023 rispetto al 2019 ed è stato recuperato il divario registrato nei 3 anni precedenti. Questo il dato più rilevante dell’analisi fatta dall’Enac sul traffico aeroportuale del 2023 e pubblicata sul proprio sito. “La voglia di tornare a volare e superare le criticità economiche e sociali del periodo pandemico – commenta il presidente Enac, Pierluigi Di Palma – è ulteriormente confermata dall’aumento del numero dei passeggeri e dalla ripresa del traffico aereo nel 2023, tendenza consolidata anche nei primi mesi di quest’anno. Il trasporto aereo è in asset sempre più importante per il Paese e si inserisce in un trend di crescita e innovazione tecnologica, sostenibile e green, della nuova mobilità aerea avanzata, il presente e il futuro del trasporto aereo”.

    Nell’anno 2023 sono stati 197.128.729 i passeggeri che hanno usufruito dei servizi trasporto aereo commerciale transitati negli aeroporti italiani da rotte nazionali e internazionali, segnando un incremento del +20% rispetto al 2022. L’aeroporto di Roma Fiumicino si conferma al primo posto per traffico passeggeri con circa 40,3 milioni e una quota del 20,4%. Il traffico nazionale, con i suoi 68,6 milioni di passeggeri (pari al 35% del traffico passeggeri complessivo), ha registrato un incremento del +6% rispetto al 2022. Come primo aeroporto per volumi di traffico si conferma ancora Roma Fiumicino con una quota del 13%, pari a circa 9 milioni passeggeri.

    Il traffico internazionale, con 128,5 milioni di passeggeri (pari al 65% del traffico passeggeri complessivo), è cresciuto del +28% rispetto all’anno precedente. L’aerea geografica con cui si osserva il maggior traffico è l’Unione europea, la Spagna è il primo Paese, ha una quota del 14% (pari a 18 milioni di passeggeri) e Roma Fiumicino – Madrid Barajas quale rotta principale. La composizione del traffico per tipologia di vettore mostra come i voli low-cost abbiano trasportato il 56% del totale passeggeri, pari a 110,2 milioni, sebbene risulti una flessione del -10% rispetto al 2022. Il traffico su vettori tradizionali si è, invece, attestato al 44%, pari a 86,8 milioni di passeggeri, con un incremento del +10% rispetto all’anno precedente. Il settore cargo (merci e posta) nel 2023 ha registrato oltre 1 milione di tonnellate movimentate, sebbene si evidenzi una modesta flessione del -1% rispetto al 2022. Confrontando le statistiche con l’andamento del mercato del trasporto aereo pre-pandemia i volumi di traffico risultano pressoché invariati, con una flessione di circa 700 tonnellate (- 0,07%). Il traffico nazionale con circa 88 mila tonnellate (pari all’8 per cento del traffico cargo complessivo) ha registrato una flessione del -13% rispetto al 2022. Come primo aeroporto per volumi di traffico si conferma ancora Milano Malpensa con una quota del 32%, pari a circa 28mila tonnellate. Il traffico cargo internazionale (Ue e Extra-Ue) rappresenta la prima componente di traffico, con 974mila tonnellate (pari al 92% del traffico cargo complessivo) e volumi di traffico pressoché invariati rispetto al 2022 (-0,01%). L’aerea geografica con la quale si osserva il maggior traffico è l’Extra-Ue (59 per cento), mentre il primo Paese per volumi è la Germania, con una quota del 19% (pari a 182mila di tonnellate) e Milano Malpensa – Leipzig-Halle quale rotta principale.

  • Trasporto ferroviario: protezione ed esperienza di viaggio migliori per i passeggeri

    Sono entrate in vigore le nuove norme europee sulla protezione dei passeggeri del trasporto ferroviario, che ora godono di una migliore protezione in caso di interruzione del viaggio. Le imprese ferroviarie devono garantire un’esperienza di viaggio agevole per i passeggeri a mobilità ridotta, nonché condividere i dati relativi al traffico e alla mobilità in tempo reale, al fine di proporre un’offerta più competitiva.

    Se i passeggeri perdono una coincidenza a causa di una perturbazione del viaggio e non ricevono una soluzione alternativa entro 100 minuti, ora godranno di un nuovo diritto a organizzare autonomamente itinerari alternativi. Ciò significa che possono riorganizzare da sé il proseguimento del viaggio in treno o in autobus e ottenere dal vettore il rimborso del costo “necessario, adeguato e ragionevole” del biglietto aggiuntivo.

    Alcune imprese ferroviarie dovranno fornire biglietti cumulativi, che conferiscono ai passeggeri maggiori diritti in caso di perdita di coincidenza, quali il rimborso del biglietto o il risarcimento, l’accesso all’alloggio se non è possibile proseguire il viaggio il giorno stesso ecc.

    Le nuove norme migliorano inoltre la disponibilità di informazioni di viaggio in tempo reale per i venditori di biglietti e gli operatori turistici. Agevolando l’accesso ai sistemi di prenotazione delle imprese ferroviarie, consentiranno altresì ai venditori e agli operatori di proporre offerte più innovative, come pacchetti di biglietti di diversi vettori o la possibilità di combinare collegamenti finora non proposti.

  • La Commissione approva una misura italiana da 130 milioni di € a sostegno degli operatori del trasporto ferroviario di merci e degli operatori commerciali del trasporto ferroviario di passeggeri colpiti dalla pandemia di coronavirus

    La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 130 milioni di € a sostegno del trasporto ferroviario di merci e del trasporto ferroviario commerciale di passeggeri nel contesto della pandemia di coronavirus. Ciò fa seguito a un’altra misura volta a ridurre i canoni di accesso alle linee ferroviarie inizialmente approvata dalla Commissione il 24 marzo 2021 e successivamente modificata

    La misura consentirà di esentare gli operatori del trasporto ferroviario di merci e gli operatori commerciali del trasporto ferroviario di passeggeri da una parte dei costi relativi ai canoni di accesso alle linee ferroviarie (vale a dire i canoni che le imprese ferroviarie devono versare per l’utilizzo della rete ferroviaria) nel periodo dal 1º gennaio al 31 marzo 2022.

    L’obiettivo della misura è sostenere gli operatori ferroviari preservandone la competitività e conservando il trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia conseguito prima della pandemia di coronavirus.

    La Commissione ha constatato che, oltre a sostenere una forma di mobilità rispettosa dell’ambiente come il trasporto ferroviario, la misura è proporzionata e necessaria per conseguire l’obiettivo perseguito, vale a dire agevolare il trasferimento modale dalla strada alla ferrovia, senza provocare indebite distorsioni della concorrenza. Su queste basi la Commissione ha approvato il regime in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

    Fonte: Commissione europea

  • Proteggere i trasporti dell’UE in tempi di crisi: adottato un piano di emergenza per i trasporti

    La Commissione ha adottato un piano di emergenza per i trasporti per rafforzare la resilienza dei trasporti dell’UE in tempi di crisi. Il piano, che si basa sugli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19, tiene conto anche delle sfide che il settore dei trasporti dell’UE deve affrontare dall’inizio dell’aggressione militare russa nei confronti dell’Ucraina. Entrambe le crisi hanno gravemente colpito il trasporto di merci e di persone, ma la resilienza di questo settore e il migliore coordinamento tra gli Stati membri si sono rivelati fondamentali per la risposta dell’UE a queste sfide.

    Il piano propone una serie di 10 azioni per guidare l’UE e i suoi Stati membri nell’introduzione di misure di emergenza in risposta alle crisi. Evidenzia, tra le diverse azioni, l’importanza di garantire una connettività minima e la protezione dei passeggeri, sviluppare la resilienza agli attacchi informatici e testare regolarmente la resilienza in generale. Sottolinea anche la pertinenza dei principi delle corsie verdi, principi che garantiscono che nel trasporto merci via terra l’attraversamento delle frontiere possa avvenire in meno di 15 minuti, e rafforza il ruolo della rete di punti di contatto delle autorità nazionali responsabili dei trasporti. Sia le corsie verdi e sia la rete dei punti di contatto si sono dimostrate fondamentali durante la pandemia di COVID-19 e nell’attuale crisi causata dall’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina.

    I 10 settori d’azione sono i seguenti:

    1. rendere le normative dell’UE in materia di trasporti adatte alle situazioni di crisi;
    2. garantire un sostegno adeguato al settore dei trasporti;
    3. garantire la libera circolazione delle merci, dei servizi e delle persone;
    4. gestire i flussi di rifugiati e il rimpatrio dei passeggeri e dei lavoratori del settore dei trasporti rimasti bloccati;
    5. garantire una connettività minima dei trasporti e la protezione dei passeggeri;
    6. condividere informazioni sui trasporti;
    7. rafforzare il coordinamento della politica in materia di trasporti;
    8. rafforzare la cibersicurezza;
    9. mettere alla prova la risposta alle emergenze nel settore dei trasporti;
    10. cooperare con i partner internazionali.

    Una lezione fondamentale della pandemia è l’importanza di coordinare le misure di risposta alle crisi per evitare, ad esempio, situazioni in cui gli autocarri, i loro conducenti e i beni essenziali restino bloccati alle frontiere, come osservato nei primi giorni della pandemia. Il piano di emergenza per i trasporti introduce principi guida atti ad assicurare che le misure di risposta alle crisi siano proporzionate, trasparenti, non discriminatorie, in linea con i trattati dell’UE e in grado di garantire che il mercato unico continui a funzionare correttamente.

    La Commissione e gli Stati membri ricorreranno a questo piano di emergenza per rispondere alle sfide attuali che interessano il settore dei trasporti. La Commissione sosterrà gli Stati membri e guiderà il processo di preparazione alle crisi in cooperazione con le agenzie dell’UE, coordinando la rete di punti di contatto nazionali per i trasporti e mantenendo discussioni regolari con i partner internazionali e i portatori di interessi. Per rispondere alle sfide immediate e permettere all’Ucraina di esportare i cereali che produce e anche di importare le merci di cui ha bisogno (dagli aiuti umanitari ai mangimi per animali fino ai fertilizzanti), la Commissione coordinerà la rete dei punti di contatto dei corridoi di solidarietà e la piattaforma di incontro dedicata ai corridoi di solidarietà.

    L’iniziativa odierna risponde all’invito rivolto dal Consiglio alla Commissione di elaborare un piano di emergenza per il settore europeo dei trasporti in caso di pandemie e altre gravi crisi. Il piano onora uno degli impegni della Commissione nell’ambito della strategia per una mobilità sostenibile e intelligente ed è stato sviluppato di concerto con le autorità degli Stati membri e i rappresentanti del settore.

    Fonte: Commissione europea

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