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  • Aperte le candidature per il ‘Premio europeo Carlo Magno per la gioventù’

    Torna il Premio Carlo Magno per la gioventù rivolto ai giovani tra i 16 e i 30 anni che vivono nell’UE e stanno lavorando a un progetto che contribuisce a promuovere la democrazia, la cittadinanza attiva e l’integrazione delle comunità.

    Ogni anno questo premio, organizzato congiuntamente dal Parlamento europeo e dalla Fondazione del Premio internazionale Carlo Magno di Aquisgrana, celebra l’impegno quotidiano dei giovani che contribuiscono a costruire un’identità europea condivisa e a creare un impatto duraturo sul futuro dell’Europa.

    Tutte le candidature presentate saranno prima valutate dalla giuria nazionale dello Stato membro del progetto, che selezionerà un unico vincitore nazionale. I rappresentanti dei 27 progetti vincitori nazionali saranno invitati alla cerimonia di premiazione ad Aquisgrana, in Germania, dove saranno annunciati i tre vincitori europei.

    I premi in palio sono: 7 500 EUR per il primo classificato, 5 000 EUR per il secondo e 2 500 EUR per il terzo. I vincitori avranno anche la possibilità di visitare il Parlamento europeo a Bruxelles o a Strasburgo. Inoltre, un o una rappresentante di ciascun progetto potrà prendere parte a un tirocinio Schuman.

    Dal 2008 sono stati candidati in totale 7.150 progetti.

    Il termine ultimo per candidarsi al premio è il lunedì 2 febbraio a mezzanotte.

    Per consultare il bando ed iscriversi cliccare sul seguente link https://youth.europarl.europa.eu/it/more-information/charlemagne-prize/apply-now.html?utm_source=SONO+APERTE+LE+CANDI%2E%2E%2E+%28Mass+Mailing+created+on+2025-12-19%29&utm_medium=Email

  • ‘Il Giudice e il bambino’ di Dario Levantino vince il ‘Premio Megliounlibro 2025’

    “Dario Levantino ha spinto oltre la sua immaginazione e ha ambientato il romanzo in un Paradiso dove il giudice deve ascoltare ed esaminare le “anime sospese” prima che entrino definitivamente. Una narrazione onirica ma non troppo, uno straordinario pugno sullo stomaco per parlare di malvagità, di mafia, di rancori. Del mistero dell’amore e di Dio”. Così scrive Megliounlibro, il magazine di orientamento alla lettura di qualità che da 28 anni che segnala le “perle” nel mare dell’offerta editoriale, a proposito di Dario Levantino, giovane scrittore nato a Palermo e docente di Lettere in Lombardia, che è riuscito a dar voce al giudice Borsellino e al piccolo Giuseppe Di Matteo, i quali si incontrano in un immaginifico aldilà, e a tutto il dolore generato dalla delinquenza mafiosa, arrivando dritto al cuore.

    Per questa delicatezza e originalità nella narrazione che il suo più recente romanzo Il giudice e il bambino riceverà, il prossimo 15 novembre, il ‘Premio Megliounlibro’, edizione 2025.

    Levantino è un autore che riesce a parlare a più generazioni e ha esplorato il confine tra realtà e fantasia trattando un tema scomodo come la mafia, e con essa la giustizia, il perdono, l’amore ed il rancore, con incredibile delicatezza riuscendo a trasmettere luce.

    Il ‘Premio Megliounlibro’ nasce nel 2019 “per valorizzare testi scelti tra quelli recensiti di recente, che più degli altri abbiano saputo rapire il lettore, trasportandolo in una dimensione ricca di messaggi e portatrice di bellezza nelle sue variegate sfaccettature”.

    La Giuria popolare seleziona “la perla tra le perle” tra 300 titoli recensiti nel corso dell’anno. Poi le proposte passano alla Giuria di esperti. Già assegnato alla Bologna International Children Book Fair, per la sezione Infanzia, in questa IV edizione si rivolge alla Narrativa per premiare uno scrittore di talento, un romanzo per commuoversi e non dimenticare storie che hanno colpito il nostro Paese nel profondo.

    Nel 2025 il Premio viene dedicato alla prof. Maria Serena Bianchi, indimenticabile cofondatrice di Megliounlibro, già docente di Lettere e dirigente scolastica.

    L’appuntamento è alle ore 14 al Centro Internazionale Brera (Via Formentini, 10 – Milano). Con l’autore dialogherà Laura Prinetti, direttore responsabile del magazine ‘Megliounlibro’. L’evento, dal titolo ‘Mafia, pentimento, perdono: tra attualità e letteratura’ si colloca all’interno della rassegna BookcityMilano

  • Nuovo invito a presentare proposte per i media annunciato durante la cerimonia di premiazione dei vincitori del premio Megalizzi-Niedzielski

    La Commissione europea ha celebrato a Bruxelles i vincitori del premio Megalizzi-Niedzielski 2025 per aspiranti giornalisti e ha annunciato il suo nono invito a presentare proposte per i media dedicato alla politica di coesione.

    Assegnato nel contesto dell’annuale Settimana europea delle regioni e delle città, il premio ricompensa tre giovani giornalisti eccezionali che hanno partecipato al programma Youth4Regions, che mette in luce la politica di coesione europea.

    Il “Premio Lens” è stato attribuito all’italiana Elisa Ortuso per il suo incisivo video su un progetto dell’UE a Roma a sostegno delle famiglie ucraine con bambini che lottano contro il cancro. La francese Hildegard Leloué ha ricevuto il “Premio Pen” per la sua approfondita copertura di temi europei. E il “Premio Frame”, votato dal pubblico, è stato assegnato a Sarah Costes, anch’ella francese, per la sua sorprendente foto di un progetto sulla protezione delle cicogne a Diyarbakir.

    Il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto ha elogiato i vincitori e ha dichiarato: “Elisa, Hildegard e Sarah hanno mostrato talento e dedizione eccezionali nel raccontare le storie di successo dell’Europa. Il loro lavoro sottolinea il ruolo essenziale di una stampa libera e indipendente nelle nostre democrazie e per il futuro dell’Unione europea.

    Il premio Megalizzi-Niedzielski rende omaggio alla memoria di Antonio Megalizzi e Bartek Orent-Niedzielski, due giovani giornalisti uccisi nell’attentato terroristico di Strasburgo del 2018 mentre si occupavano di affari europei. Nel 2025 sono state presentate oltre 500 candidature per il premio provenienti da tutta l’UE, dai paesi candidati all’adesione e dai paesi vicini.

    Con un bilancio di 3,5 milioni di €, il nuovo invito a presentare proposte invita i media, le università e altri soggetti a creare contenuti indipendenti sulla politica di coesione. Le candidature sono aperte fino al 15 gennaio 2026, ore 17:00, tramite il portale dei finanziamenti.

  • Fisico finanziato dall’UE vince il premio Nobel 2025

    Il premio Nobel per la fisica 2025 è stato assegnato a Michel H. Devoret, che ha partecipato alle azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA), parte del programma di ricerca e innovazione Orizzonte Europa.

    L’Accademia reale svedese delle scienze ha assegnato il prestigioso premio a Michel H. Devoret, insieme a John Clarke e John M. Martinis, per la scoperta dell’effetto tunnel quantistico macroscopico e della quantizzazione dell’energia in un circuito elettrico.

    Il professor Devoret è stato supervisore di Super MagneFiQuE, un progetto di borsa individuale Marie Skłodowska-Curie nel campo dell’elettronica quantistica superconduttiva. Con questo premio, Devoret si aggiunge ai venti borsisti, scienziati e supervisori finanziati da queste azioni che hanno ricevuto questo premio dal 2010.

  • Siena vince il premi “Città verde europea” 2027

    Siena è tra le vincitrici del premio “Città verde europea” 2027 con il riconoscimento “Foglia verde”.

    La giuria ha elogiato Siena per le sue aree verdi e l’uso sostenibile del suolo, nonché per l’efficacia dei sistemi di gestione dei rifiuti. La giuria ha riconosciuto che la città ha raggiunto un impressionante 61,4% di riciclaggio dei rifiuti urbani e ridotto i rifiuti da discarica ad appena l’1%.

    La città toscana riceverà 200 000 euro.

    Quest’anno hanno gareggiato per aggiudicarsi i premi un totale di 20 città. Un gruppo internazionale composto da sette esperti indipendenti di sostenibilità urbana ha valutato ciascuna candidatura e ha selezionato sette città finaliste.

  • Seconda edizione del Premio Innovazione Semi dell’Associazione Stampa estera Milano

    L’Associazione Stampa Estera Milano, che affilia i giornalisti e corrispondenti esteri che vivono e lavorano nel Nord Italia, dopo il successo della prima edizione del “Premio Innovazione SEmi”, presenta l’edizione del 2025.

    L’obiettivo del Premio è quello di scoprire e premiare progetti innovativi nel mondo dell’imprenditoria e in altri ambiti che hanno il potenziale di avere un impatto positivo sul territorio nel quale sono inseriti e generare una più ampia trasformazione nel mondo economico e sociale.

    L’innovazione in campo economico riguarda numerosi elementi: dai processi e le tecnologie industriali ed artigianali, alle creazioni nel mondo del design e della moda, a progetti che possono migliorare i servizi e l’organizzazione cittadina, oltre a progetti di ricerca che potranno essere di particolare impatto per la società in generale. Saranno valutati la natura originale dei progetti, le caratteristiche proprie del sistema paese Italia, il potenziale contributo ai processi economici internazionali, il contributo all’avanzamento delle scienze della vita, di cui si stanno creando centri di eccellenza in Italia come anche i settori emergenti in sperimentazione in tutto il mondo.

    Il “Premio Innovazione SEmi” è rivolto alle piccole e medie imprese, alle start-up e alle altre realtà imprenditoriali regolarmente registrate in Italia, con progetti in attuazione di interesse pubblico e dei media internazionali che osservano l’Italia e sono testimoni delle sue eccellenze. Le quattro categorie del premio sono: Design, Manifattura, Scienze della vita, Nuove tecnologie

    Le imprese vincitrici del “Premio Innovazione SEmi” saranno ufficialmente premiate a fine

    Novembre (data da definire) a Palazzo Giureconsulti. Il Comitato di Valutazione è composto dai giornalisti Andrew Spannaus, Sanja Lucic, Cristina Bellon e Susanne Schaller, insieme al Consigliere Delegato Tatjana Dordevic.

    Anche quest’anno partecipano i membri esterni Fiorenza Lipparini, DG di Milano & Partners in rappresentanza di Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi (partner istituzionale dell’iniziativa), Marco Taisch del Politecnico di Milano e Francesco Cavalli di Leftloft, con il sostegno di Fondazione Fiera Milano.

    Il Comitato di valutazione ha scelto di dare due premi fuori categoria, premio sociale e premio civico, per riconoscere progetti che sono stati apprezzati per l’innovazione del loro contenuto.

    Premiare progetti innovativi delle piccole e medie imprese, delle start-up e delle altre realtà imprenditoriali italiane è solo uno degli obiettivi del Premio Innovazione SEmi che dimostra quanto per noi giornalisti esteri sia importante testimoniare e raccontare le eccellenze del Made in Italy“, ha dichiarato Tatjana Dordevic, Consigliere delegato Associazione Stampa Estera Milano.

    Il bando del premio si trova sul sito: https://www.stampaestera.it/premioinnovazione/

    I progetti descritti in massimo 4000 battute spazi inclusi possono essere inviati all’indirizz stampaesterami@gmail.com entro e non oltre il 31 ottobre 2025

  • La Commissione celebra progetti innovativi di giovani scienziati europei e internazionali

    Venerdì 19 settembre sono stati annunciati i vincitori del 36° concorso dell’Unione europea per giovani scienziati (EUCYS) a Riga, in Lettonia. Giovani scienziati provenienti da Canada, Repubblica Ceca, Polonia e Svezia hanno ricevuto i primi premi per i loro progetti, che affrontano sfide sociali come il monitoraggio ecologico negli oceani, l’avvio della replicazione del DNA e l’utilizzo dello spin quantico per elaborare e archiviare informazioni.

    La Commissione europea ha varato il concorso nel 1989. Dal 15 al 20 settembre la Lettonia ha ospitato l’evento per la prima volta, accogliendo 133 giovani scienziati tra i 14 e i 20 anni provenienti da 37 paesi dell’UE e non solo, come Stati Uniti, Canada, Cina e Corea del Sud.

    A partire dal 2026 il concorso dell’Unione europea per giovani scienziati aderirà alla più ampia iniziativa “Science Comes to Town”, che mette 6 milioni di euro a disposizione di un massimo di sei città dell’UE e dei paesi associati a Orizzonte Europa per organizzare programmi di un anno volti ad avvicinare la scienza ai cittadini.

  • La Commissione annuncia i vincitori del premio europeo per l’insegnamento innovativo 2025

    La Commissione ha annunciato i vincitori del premio europeo per l’insegnamento innovativo 2025. 117 insegnanti e scuole di più di 30 paesi, all’interno e all’esterno dell’UE, sono stati premiati per i loro progetti sostenuti da Erasmus+.

    Con questo premio, la Commissione europea riconosce gli educatori che utilizzano approcci di insegnamento e apprendimento innovativi, interattivi e inclusivi, aprendo così la strada a un futuro migliore per le prossime generazioni.

    I destinatari del premio sono insegnanti e scuole che si sono distinti nella promozione della cittadinanza attiva, dimostrando come preparano discenti di tutte le età alle competenze necessarie per partecipare attivamente alla vita pubblica e promuovono valori dell’UE quali la libertà, la solidarietà e l’inclusione.

    I vincitori avranno l’occasione di condividere le migliori pratiche con un pubblico più ampio durante l’evento dedicato al “Premio europeo per l’insegnamento innovativo 2025”, che si svolgerà dall’8 al 9 dicembre a Bruxelles e online. I progetti vincitori saranno presentati su diverse piattaforme: il sito web del premio europeo per l’insegnamento innovativo, i canali sociali Erasmus+, il portale dello spazio europeo dell’istruzione e la piattaforma europea per l’istruzione scolastica.

  • In attesa di Giustizia: il Sogliolone d’oro

    Un grande penalista milanese che oggi non c’è più, Corso Bovio, negli anni ’90 del secolo scorso – segnati dal fenomeno di Mani Pulite e dal disinteresse creativo per le garanzie degli indagati – aveva istituito un premio: il Sogliolone d’Oro che veniva attribuito al Giudice per le Indagini Preliminari più appiattito sulle richieste della Procura, in particolare quelle di arresto; Corso si procurava una sogliola di plastica, di quelle che sono montate su una specie di cornice, hanno le pile e si dibattono a comando e andava a consegnarla personalmente all’onorificato di turno ed in quegli anni, qualcun altro, Dino Cristiani, penalista Presidente della Camera Penale di Pavia, spiegava che l’acronimo GIP stava per Giudice Inutile Preliminare, anche considerando l’inesistente funzione filtro disponendo il rinvio a giudizio anche con riguardo alle imputazioni più azzardate.

    Qualcosa però è cambiato: la Procura di Milano da qualche giorno ha aperto le ostilità con l’Ufficio GIP, chiedendo la ricusazione di due giudici perché non allineati con le ipotesi della Procura con buona pace della indipendenza della magistratura che implica anche quella dei giudici (che la Costituzione vuole tersi ed imparziali) dalle richieste dei pubblici ministeri. A finire sulla graticola sono stati Tommaso Perna e Roberto Crepaldi per due vicende diverse tra loro ma sintomatiche che quando il gip si spalma sulle ipotesi della Procura va bene – molto apprezzati, soprattutto, gli ordini di custodia in carcere con un copia-incolla delle richieste del P.M. – ma se ardisce distaccarsi dall’impianto accusatorio deve essere messo al bando in nome della infallibilità dell’organo inquirente.

    Perna è il giudice delle indagini preliminari che non ha accolto se non in parte assolutamente minima 150 richieste di arresto richieste dalla Direzione Distrettuale Antimafia che ipotizza un’alleanza Cosa Nostra-Camorra-’Ndrangheta nel Milanese. Secondo la Procura la colpa di Perna (contro il quale si spara a palle incatenate  chiedendo un’azione disciplinare ed inoltrando una denuncia penale a Brescia) è quella di essere stato citato in alcuni colloqui difensivi tra indagati e legali – vietate dalla legge –  come possibile destinatario di istanze di scarcerazione  poi respinte, ma tant’è…-  in seguito a legittime e usuali interlocuzioni tra difensori e giudice trasformate in grimaldelli per paventare la commissione di condotte penalmente rilevanti. Mah…

    Il GIP Crepaldi, invece, è destinatario di una sollecitazione ad astenersi avanzata dal P.M. Francesco De Tommasi, il magistrato che ha condotto le indagini sulla trentasettenne Alessia Pifferi, condannata all’ergastolo per omicidio perché nel luglio del 2022 lasciò per una settimana da sola a casa la figlia di un anno, morta di stenti e di fame. De Tommasi aveva aperto un’indagine a carico di quattro psicologhe del carcere di San Vittore, di uno psichiatra e dell’avvocato della donna a processo in corso consentendo che ne fosse dato ampio risalto sui media. Tutto ciò aveva già condotto una Collega P.M, coassegnataria del fascicolo a rimettere la delega prendendo le distanze da De Tomasi mentre Crepaldi, attraverso un comunicato dell’ANM aveva stigmatizzato l’accaduto, senza entrare nel merito della vicenda, nell’ottica di un «sereno svolgimento del processo, a tutela di tutte le parti processuali». Il P.M. aveva già chiesto in precedenza che Crepaldi si astenesse dal giudicare in giudicare questo secondo filone d’indagine ma così non è stato e nel frattempo Crepaldi è diventato noto per aver rigettato la richiesta di arresto di alcuni avvocati perché a parere della Procura farsi pagare dai propri clienti se non producono il modello Unico o una busta paga equivale a commettere il reato di riciclaggio.

    Al netto delle valutazioni che si possono fare, vicende come queste dimostrano la necessità ed urgenza di separare carriere e funzioni inquirenti e giudicanti anche perché il vero problema sarà – una volta distinti i concorso e diversificati i CSM – modificare una diffusa mentalità: quella che fa vincere il Sogliolone d’Oro.

  • L’Ambasciata di Svizzera di Roma apre le porte ai quattro film cui ha conferito il Premio per la Pace

    Cinema e Diritti umani sono i temi di cui si è discusso il 29 maggio presso l’Ambasciata Svizzera di Roma. Per la prima volta sono stati proiettati insieme gli estratti dei 4 film vincitori del Premio per la Pace: EN CAMINO di Isabella Cortese, ÇERX di Metîn EWR, STAI FERMO LÌ di Clementina Speranza e SHALOM – SALAAM – PEACE di Alexia Tsouni.

    Il Premio per la Pace è nato nel 2021 e viene rilasciato dall’Ambasciata Svizzera in Italia, all’interno del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, all’autore del film che meglio interpretata il valore della Pace.

    “L’Ambasciata è lieta di sostenere il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli già da qualche anno ed è lieta di sostenerlo in futuro anche assegnando un Premio per la Pace – dichiara Roberto Balzaretti, Ambasciatore Svizzero -. Il riconoscimento è frutto di collaborazione tra il Festival e l’Ambasciata, e noi ci auguriamo che diventi parte integrante del festival stesso. Assegnando questo premio desideriamo sottolineare la necessità di rispettare i diritti umani per ottenere una pace durevole e sostenibile. I 4 film che hanno vinto il nostro premio parlano di temi diversi: libertà di espressione e protezione delle minoranze, rispetto dei diritti delle donne e dei diritti umani per la promozione della pace specialmente nella prevenzione dei confini. I film premiati raccontano storie di disuguaglianze, di discriminazioni, di violenze, di impunità, di mancanza di diritti fondamentali. Sono onorato di poter celebrare il talento dei registi, degli autori e di rendere omaggio a chi attraverso l’arte stimola il dibattito pubblico. Loro sanno che la comunicazione attraverso le immagini crea un ponte tra lingue e culture diverse, sanno che abbattono barriere, promuovono empatia e solidarietà. Pertanto meritano il nostro rispetto e il nostro sostegno”.

    All’evento organizzato dell’Ambasciata Svizzera di Roma si è parlato quindi di pace, libertà e giustizia sociale, temi veicolati attraverso il cinema. Il talk è stato moderato dall’Ambasciatore Balzaretti e hanno preso parte Maurizio Del Bufalo, Direttore del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, e la regista-giornalista Clementina Speranza, vincitrice del Premio per la Pace 2023.

    “Ringrazio ancora l’Ambasciata Svizzera in Italia per il riconoscimento e desidero sottolineare che nella motivazione del premio c’è il nome di Babak ed è il suo racconto ad aver vinto, la sua incredibile storia, la sua resilienza, la sua forza di rialzarsi, i suoi messaggi di pace e speranza. Ringrazio anche Nino Carè, uno dei montatori che oggi è qui presente in sala”, esordisce Clementina Speranza. La regista ha parlato anche dei pregiudizi e degli stereotipi verso i rifugiati politici. “Dante Alighieri, Niccolò Machiavelli, Victor Hugo, Albert Einstein, Sigmund Freud, Frederyk Chopin, Richard Wagner, Marlene Dietrich, Freddie Mercury, anche lui iraniano, erano personaggi che si sono distinti nell’arte e nella scienza. E tutti rifugiati politici, ma lo stereotipo di rifugiato politico nell’immaginario collettivo, purtroppo per ignoranza, è diverso. In tanti pensano siano clandestini, privi di competenze e miseri. Il diritto alla dignità viene violato quando si è giudicati in base a pregiudizi e si è discriminati. Il film vuole anche smentire lo stereotipo: Babak è colto, parla 6 lingue, è un artista e ama indossare la giacca. Anche il pregiudizio è violazione dei diritti umani”, ha concluso Clementina Speranza.

    “I rifugiati non hanno soltanto la preoccupazione di trovare una casa e di salvare la propria vita una volta arrivati nel Paese che li accoglie, ma c’è un problema che viene denunciato attraverso i film da tantissimi autori: nonostante gli venga offerto un tetto, del cibo, queste persone hanno bisogno di esprimersi, continuare a fare il loro lavoro, ma tutto questo viene spesso impedito dai regolamenti dell’ospitalità di grandi Paesi come la Germania, la Danimarca, l’Olanda…Ci arrivano film che sono denunce di queste persone e ci dicono ‘noi non riusciamo a stare fermi’, e anche il messaggio del film ‘Stai fermo lì’ è questo: devi stare fermo, non devi disturbare, ti diamo già da vivere. Un modo molto triste di affrontare il problema dell’ospitalità”, afferma Maurizio del Bufalo, direttore del Festival.

    In sala l’Ambasciatore dell’Ecuador in Italia Esteban Assar Moscoso Bohman, parlamentari, avvocati, giornalisti e molti personaggi del mondo del cinema, come le attrici Livia Bonifazi e Isabel Russinova, quest’ultima con il marito regista Rodolfo Martinelli Carraresi, Alina Trabattoni direttrice artistica del Festival Atena Nike e Alexia Tsouni, regista del film SHALOM – SALAAM – PEACE, Babak Monazzami protagonista di STAI FERMO LÌ, Cristiano Gassani esperto di immagine e comunicazione, Piero Pacchiarotti direttore dell’International Tour Film Festival (ITFF) grazie al quale il documentario di Clementina Speranza è stato proiettato anche al Museo di Arte Moderna di Ulsan con sottotitoli in coreano.

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